CJ McCollum “Lillard e Westbrook simili a due Pit Bull, vivono per la competizione”

CJ McCollum, guardia tiratrice dei Portland Trail Blazers, in una recente intervista ha paragonato Damian Lillard e Russell Westbrook a due “Pit Bull” che amano darsi battaglia dal primo fino all’ultimo quarto della partita. Specialmente nei momenti “clutch” della stagione.

Lillard e Westbrook sono due giocatori estremamente competitivi. Incarnano alla perfezione l’immagine collettiva di giocatori franchigia con lo status di All Star. Entrambi vivono per momenti come questi. Momenti che ti danno l’occasione non solo di metterti in luce come singola realtà sul campo, ma di far brillare di luce propria tutto il tuo team”

Sia il duo Lillard-McCollum che Russell Westbrook sono i protagonisti indiscussi, nel bene e nel male, delle prime due partite di una serie iniziata nel migliore dei modi per Portland e nel peggior modo possibile  per OKC. Il parziale recita infatti un pesante 2-0 per la franchigia della Rip City.

Sia Lillard che McCollum sembrano aver compiuto quel definitivo salto di qualità nei momenti chiave della stagione che tutti aspettavano da ormai troppo tempo. Le statistiche finora non mentono: 29.5 punti per Lillard, 28.5 punti per McCollum. Numeri da capogiro che fanno ben sperare in vista delle prossime 2 partite in campo nemico.

Situazione completamente opposta in casa Thunder. Nonostante la ormai consueta tripla doppia nella prima partita della sere, Russell Westbrook fatica sia a prendere le misure per arginare l’uragano Lillard, sia ad essere efficiente in termini di percentuale realizzativa dal campo. L’MVP della stagione 2016\2017 ha chiuso le prime due partite registrando 19.0 punti di media, tirando con il 35.1 % dal campo.

La prossima partita in programma venerdì notte alla Chesapeake Energy Arena sarà di vitale importanza sia per i Thunder che per i Blazers.

OKC è obbligata a vincere per evitare di giocarsi il tutto per tutto in gara 4. In caso di vittoria, Portland ha invece l’occasione di blindare definitivamente la serie.

New York Knicks, Mills: “Fizdale grande lavoro, tante star interessante a noi”

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: "Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno"

La pessima stagione dei New York Knicks ha lasciato più di una cicatrice  nel cuore dei tifosi newyorchesi. Una stagione difficile, chiusa con 17 vittorie e 65 sconfitte, non è sicuramente il segnale positivo che si aspettavano i tifosi della squadra simbolo di New York.

Knicks, Steve Mills su coach Fizdale: “Ha fatto un grandissimo lavoro”

Steve Mills, presidente dei Knicks, recentemente intervistato da Marc Berman del New York Post ha giudicato positivamente la stagione dei Knicks sotto la guida di coach David Fizdale.

Siamo veramente soddisfatti per il lavoro svolto da coach Fizdale. Ha creato un forte legame umano e professionale tra la sua figura e quella dei giocatori, sviluppato una responsabilizzazione all’interno dello spogliatoio, costruito delle basi stabili per il futuro creando una solida etica del lavoro. Ha fatto veramente un ottimo lavoro. La cosa più difficile per qualsiasi allenatore venuto da stagioni difficili, è quella di iniziare una nuova stagione senza farsi ostacolare dal record negativo e dalle sconfitte di quella precedente” 

Mills hai poi concluso l’intervista affermando di attendere con grande trepidazione la prossima free agency ed i tanti nomi che circolano intorno ai Knicks.

“Siamo allo stesso tempo speranzosi ed non vediamo l’ora. Finalmente siamo sulla strada giusta. Ogni giorno la lista dei grandi giocatori interessati a New York si allunga. Le recenti modifiche apportate all’interno dell’organizzazione sono state uno dei fattori chiave per ritornare una squadra capace di attrarre grandi giocatori. Lo abbiamo saputo direttamente dagli agenti dei giocatori, dai giocatori stessi durante le interviste circa la possibilità di un possibile trasferimento a New York. Qualcosa di importante sta per accadere, qualcosa di veramente buono”

Knicks, l’estate della svolta definitiva, tra Kevin Durant e Zion Williamson

L’estate di  Scott Perry, GM dei Knicks, sarà un estate diversa dalle altre. Tra free agency e trade market, la rotta di New York sarà una delle più trafficate dell’intera lega.

Grazie alla trade che ha portato Porzingis a Dallas, lo spazio salariale dei Knicks è sufficiente per puntare seriamente a free agent del calibro di Kevin Durant, Kemba Walker e Kyre Irving.

Nonostante i Knicks non accedano ai playoffs dalla stagione 2012-2013 ed abbiano avuto la scorsa stagione il peggior record nella storia della franchigia, I Knicks e la città di New York  rimangono sempre una realtà affascinante in cui giocare e vivere.

Il nome di Kevin Durant si trova attualmente in cima alla lista del GM dei Knicks. Poche settimane fa, tifosi e analisti davano già per certo il passaggio di Durant dai Golden State Warriors ai Knicks.

Inoltre, i New York Knicks hanno ottime possibilità di aggiudicarsi la prima scelta al draft NBA di giugno. Prima scelta che si traduce automaticamente con il nome di Zion Williamson. Vedere quindi l’ex Duke vestire la maglia dei Knicks è molto più di un semplice sogno.

Tra sogni proibiti e certezze incrollabili, l’estate dei Knicks potrebbe segnare l’avvento di una nuova era nella NBA. Parola di Scott Perry e Steve Mills.

Charles Barkley invita LeBron James in studio, lui risponde: “Perché no? Vedremo…”

LeBron James and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons

Il sogno di Charles Barkley di lavorare a stretto contatto con LeBron James, sta lentamente prendendo forma.

Domenica scorsa, Barkley, Hall of famer nel 2006 e protagonista della trasmissione televisivainside the NBA” ha invitato ufficialmente King James a prendere parte alla celebre trasmissione targata TNT.

La stella dei Los Angeles Lakers, momentaneamente “disoccupata” a causa della mancata qualificazione ai playoffs, ha immediatamente risposto con un simbolico tweet , di aver preso in considerazione l’offerta di Sir Charles.

Già in passato Barkley aveva provato in tutti i modi a convincere James a partecipare alla celebre trasmissione televisiva, chiamando a sostegno della causa i suoi “colleghi” Kenny Smith, Shaquille O’Neal ed Ernie Johnson.

Nella puntata di sabato notte, Barkley ha continuato il suo sogno ad occhi aperti, proponendo a LeBron James di prendere parte solo a metà della trasmissione.

Milwaukee Bucks nella storia, prestazione da record in gara 1

Dei Milwaukee Bucks da record hanno iniziato alla grande la loro campagna post-season con una sensazionale vittoria per 121 a 86 ai danni dei Detroit Pistons.

A partita conclusa sono 35 i punti di distacco che separano i Bucks dai Pistons. Un distacco abissale che entra di diritto nella storia della franchigia di Milwaukee.

Correva l’anno 1971 quando i Bucks imposero il loro dominio in gara 5 delle semifinali di conference contro i Golden State Warriors. 136-86 il punteggio finale

I protagonisti di Bucks-Pistons

I Bucks del 1971 potevano contare sul talento infinito di Kareem-Abdul-Jabbar e di Oscar Robertson, capaci di portare alla città dell’indimenticabile serie televisiva Happy Days, il titolo di campioni NBA.

Jabbar e Robertson da una parte. Giannis Antetokounmpo, Eric Bledsoe, Khris Middleton e George Hill dall’altra. Il  quartetto delle meraviglie che ieri notte ha concluso la partita interamente  in doppia cifra. Antetokounmpo chiude con 24 punti, 17 rimbalzi e 4 assist in soli 23 minuti giocati, Bledsoe ne aggiunge 15 con 5 assist. La partita viene definitivamente ipotecata dai 14 punti con 5 rimbalzi di Middleton e dai 16 punti dalla panchina di Hill.

I Pistons, senza l’infortunato Blake Griffin, hanno provato inutilmente ad opporsi allo strapotere di Milwaukee. Gli unici giocatori che hanno concluso in doppia cifra sono stati: Luke Kennard (21 punti), Reggie Jackson  (12 punti) e Andre Drummond (12 punti e 12 rimbalzi). Lo stesso Drummond ha concluso in anticipo la sua partita per un fallo ai danni di Antetokounmpo, costatogli l’espulsione diretta.

Milwaukee Bucks da record, superiori in tutto

I Bucks hanno giocato una partita perfetta sia in attacco che in difesa. Milwaukee ha registrato una percentuale maggiore dal campo (48% contro il 38% dei Pistons), catturato più rimbalzi (54-46), servito più assist (31-22) e  bloccato più tiri (8-2) rispetto alla franchigia di Detroit.

Statistiche che trovano ulteriore conferma nel 70-43 dei Bucks  a metà partita. Nessuno giocatore dei Bucks ha infatti giocato più di 28 minuti.

Con Griffin ancora out, gara 2 si prospetta estremamente complicata per i Pistons.

Ben Simmons contro i tifosi dei 76ers: “I fischi? Meglio che restiate a casa”

I Fischi? State a casa…” La vittoria in campo nemico dei meno quotati Brooklyn Nets ai danni dei Philadelphia 76ers è passata quasi in secondo piano rispetto alle dichiarazioni post-partita rilasciate da Ben Simmons.

Se hai intenzione di fischiare per tutta la partita la tua squadra, allora rimani a casa.  Questo è ciò che penso. Se sei un tifoso dei Sixers e fischi la tua squadra, meglio che rimani a casa”

– Ben Simmons sui fischi del pubblico di casa –

Durante il corso della partita, il pubblico di Philadelphia ha manifestato più volte il proprio disappunto per la prestazione sottotono della squadra. Fischi che hanno trovato in Ben Simmons il bersaglio principale.

In 32 minuti giocati, il rookie del’anno 2018 ha messo a referto 9 punti, 7 rimbalzi, 3 assist. Prestazione incolore dell’australiano, che si riflette interamente nel terzo quarto giocato da Simmons. 

Terzo quarto concluso con misero 2 su 6 dal campo, nel quale Simmons è apparso per larghi tratti  invisibile in chiave offensiva. 

Simmons e i Sixers avranno modo di riscattarsi martedì notte in occasione di gara 2.

Kemba Walker e la free agency, Kupchak: “Faremo di tutto per tenerlo”

Kemba Walker testerà la free agency in estate, e Mitch Kupchak, general manager degli Hornets, farà tutto il possibile per convincere il tre volte All-Star a prolungare la sua permanenza nella franchigia emblema della Buzz City.

Kupchak è consapevole che nel mese di luglio, Kemba diventerà a tutti gli effetti un unrestricted free agent, è sarà libero i firmare con qualsiasi altra franchigia. Una Free agency che si prospetta molto interessante visto il suo status di All-Star unito ai 25.6 punti a partita registrati in questa stagione( massimo in carriera per Walker).

Faremo tutto il possibile per convincere Kemba (Walker, ndr) che Charlotte è ancora il posto perfetto per lui. Questo rappresenta la prima metà del problema. Credo non esistano giocatori che hanno fatto così tanto per la nostra franchigia. Kemba è un giocatore unico nel suo genere per caratteristiche tecniche e per il modo di interagire con i suoi compagni e con i tifosi stessi. Qualità molto apprezzate da tutto il mondo Hornets “, ha dichiarato Kupchak nel corso di una recente intervista, dedicata proprio alla free agency di Kemba Walker

Kupchack è a conoscenza della frustrazione di Walker, legata alla numerose sconfitte subite dagli Hornets nel corso di questa stagione. Sconfitte che hanno condizionato l’obbiettivo degli Hornets di qualificarsi ai playoffs. Obbiettivo centrato solo due volte negli ultimi otto anni. 

L’obbiettivo di Kupchak è, almeno sulla carta, molto semplice. Costruire un roster in grado di supportare ed esaltare il talento di Kemba. In modo da creare una squadra più equilibrata e competitiva in ottica playoffs.

Il problema è puramente finanziario. Gli Hornets hanno poca libertà di movimento all’interno della free agency. L’opzione migliore resta quella di acquistare talenti per mezzo di una trade.

Le finanze poco flessibili degli Hornets stanno creando problemi nel gestire due pedine importanti all’interno della franchigia di Charlotte. Sia Jeremy Lamb che Frank Kaminsky sono infatti free agent. Status che potrebbe riservare spiacevoli sorprese ad una squadra ancora in cerca di un’identità precisa.

Trail Blazers pronti per i playoffs, Lillard “Ora siamo più forti”

I Portland Trail Blazers sono una delle migliori squadre NBA. Con Damian Lillard a guidare lo spettacolo, Portland ha centrato l’obbiettivo terzo posto nella competitiva Western Conference, dimostrando di essere più di un semplice ostacolo per qualsiasi squadra in vista dei playoffs.

Le parole di Lillard: “Non temiamo nulla”

la gente vuole darci una scusa. Noi non la vogliamo”

Possiamo solo immaginare quanti forti sarebbero stati i Blazers in ottica playoffs senza la frattura alla gamba riportata nel mese di marzo da Jusuf Nurkic. Un infortunio che potrebbe rendere la corsa playoffs certamente più complessa per i Blazers.

Portland trova così conforto nelle parole di Lillard. Parole che esprimono sicurezza per il potenziale della squadra in vista degli imminenti playoffs.

il peggio è già passato. Abbiamo superato la parte più dura fatta di momenti di confusione e sconfitte. Ora non dobbiamo temere più nulla.  Entrare ai playoffs in punta di piedi, timorosi di ripetere l’esperienza dello scorso anno, è l’errore che dobbiamo evitare. Non so come spiegarlo…siamo molto più sicuri sotto questo aspetto puramente mentale”

Quanto ha influito l’infortunio di Nurkic sul rendimento dei Blazers?

Le statistiche pre-infortunio di Nurkic registravano: 15.6 punti, 10.4 rimbalzi e 3.2 assist. Nurkic rappresentava per i Blazers il prototipo perfetto di giocatore da affiancare al duo Lillard-McCollum, la sintesi perfetta fra attacco e difesa. 

L’assenza di Nurkic è stata in parte coperta dalle ottime prestazioni di Enes Kanter. Grazie ai 13.1 punti, 8.6 rimbalzi e 1.4 assist del centro turco, Portland ha continuato a macinare vittorie.

Dopo il record positivo di 53-29 nella regular season, i Portland Trail Blazers si confermano un avversario ostico per chiunque. Nonostante il grave infortunio di Nurkic, Portland ha continuato a rappresentare una minaccia costante ad Ovest.

In vista dei playoffs, Portland è certa di poter contare su “Dame Dolla, autentico leader di una squadra che in passato ha mostrato limiti notevoli, soprattutto in momenti chiave come i playoffs.

Mavs, col ritiro di Dirk Nowitzki “Altri dovranno dimostrarsi alla sua altezza”

Secondo Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks, il ritiro di Dirk Nowitzki segnerà “l’avvento di una nuova era” per i Mavs.

Dopo 21 stagioni giocate con la stessa maglia, e con la stessa passione e professionalità dimostrata sin dal suo sbarco nella massima lega, le parole di coach Carlisle su Dirk Nowitzki non possono che essere un manifesto di stima e rispetto nei confronti di un giocatore che ha trascinato la franchigia alla conquista del loro unico (per ora) titolo NBA:

Questo è l’inizio di una nuova era, di una fase nuova per i Dallas Mavericks. I nuovi giocatori dovranno essere in grado di essere all’altezza di tanta grandezza

Dirk Nowitzki, One Last Dance

Che dovesse essere questa l’ultima stagione NBA per “Wunder Dirk” era cosa risaputa sin dalla prima partita di regular season.

Durante la pausa dedicata all’All-Star Game, siamo entrati nella storia ammirando l’ultima partita delle stelle sia di Nowitzki che di Dwyane Wade. Martedì scorso, dopo la vittoria dei Mavs, oscurata da un mai domo Jamal Crawford (51 punti,5 rimbalzi,5 assist), Dirk Nowitzki ha formalizzato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto dopo una prestazione vintage, culminata con 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Prestazione non banale per un ragazzino di 40 anni.

Un’eredità pesante

L’eredità che WunderDirk ha lasciato ai Mavs è di primissimo livello. 31,560 punti segnati, 11,489 rimbalzi, 1,281 stoppate, 1,982 triple realizzate. Il tutto in 1,522 partite disputate. Senza dimenticare le 14 apparizioni all’All-Star Game, le quattro nomine nel miglior quintetto NBA ed i titoli di MVP (2007), ed MVP delle finali vinte contro i Miami Heat targati James-Bosh-Wade nel 2011.

I nuovi Dallas Mavs ripartiranno da due giocatori che di americano hanno ben poco: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Il lettone è già una realtà affermata nel panorama NBA. Memorabile la stagione dello scorso anno in maglia Knicks. Il talento sloveno è entrato, con prestazioni sublimi culminate da triple doppie e una personalità da All-Star,  nel cuore di ogni appassionato NBA.

Dirk ha scritto pagine memorabili di un romanzo eterno, titolato Dallas Mavericks. Al duo Doncic-Porzingis il compito di aggiungerne altre. Pagine che renderanno il romanzo Mavs una pietra miliare nella storia della NBA.

Carsen Edwards: un nuovo Enfant Prodige

Carsen Edwards

7 aprile 2019, un semplice tweet segna l’inizio di una futura carriera nell’Olimpo del basket per Carsen Edwards, guardia titolare di una delle squadre rivelazione della March Madness, i Purdue Boilermakers.

Un tweet carico di emozione, voglia di volare alto, riconoscenza verso coloro che lo hanno plasmato, portandolo ad affrontare uno dei momenti chiave della sua vita e della sua imminente carriera professionistica.

Innanzitutto vorrei ringraziare Dio per avermi benedetto ogni singolo giorno durante questo viaggio. Un viaggio tra alti e bassi, un viaggio imprevedibile. Nonostante tutto, la presenza di Dio è stato un punto fermo, un porto sicuro. Vorrei ringraziare la mia famiglia, senza di loro non sarei arrivato dove sono ora. La gente che mi conosce realmente sa che siete sempre stati il mio tutto. Vorrei ringraziarli per il loro amore e per il loro supporto. Concludo ringraziando i miei compagni di squadra, lo staff tecnico e la persona che più di tutte, mi ha guidato lungo questo percorso, Coach Painter. Questi ultimi 3 anni sono stati una corsa fantastica insieme ai migliori compagni e ai migliori coach che lo stato abbia mai avuto. Non scambierei per nulla al mondo il tempo e i successi alla Purdue. Ho sempre sognato di giocare nella NBA. Ci siamo, sento che è arrivato finalmente il momento. Entrerò nel prossimo draft supportato da un agente. Questo è solo l’inizio di un nuovo viaggio, di una nuova avventura. Sono grato a tutti per il supporto ricevuto. È giunto il momento di iniziare un nuovo capitolo della mia vita

Chi è Carsen Edwards?

Carsen Edwards (Humble-City, Houston) è considerato uno dei prospetti più intriganti in vista del prossimo draft NBA, che si terrà giovedì 20 giugno al Barclays Center di New York.

ESPN ha inserito la guardia di Purdue nella top 100 (posizione n.25) per il prossimo draft. Edwards è attualmente è considerato una delle migliori point guard collegiali assieme al ragazzo prodigio di Murray State Ja Morant e a Darius Garland dei Vanderbilt Commodores.

In questa stagione Edwards ha mantenuto una media di 24.3 punti, 2.9 assist, tirando con il 39.4% dal campo. Numeri e statistiche che trovano ulteriore conferma nella partita vinta contro Villanova durante il torneo NCAA. Con 42 punti, tirando 9\16 dal campo, firmando la miglior prestazione offensiva del torneo dal 2004. Non contento, Edwards ha ripetuto la medesima prestazione nella partita contro Virginia. Altri 42 punti che purtroppo non hanno garantito il passaggio alla Purdue alle final four.

Chi avrà il coraggio di prendere delle decisioni, diventerà un giocatore…, chi saprà prendere quelle giuste, rimarrà leggenda

– Kobe Bryant –

Dichiararsi eleggibile per il draft non è una decisione semplice, è una mossa azzardata che solo il tempo è in grado di quantificare.

Dichiararsi eleggibili significa costruire da zero una nuova carriera. Significa dimenticare prestazioni memorabili, i record frantumati e i trofei vinti per diventare un giocatore nuovo, una persona nuova.

Il draft è la prima tappa obbligatoria in un lungo percorso nel quale un atleta impara a conoscersi, a migliorarsi, fino a diventare quel giocatore che ha sempre sognato di essere. Carsen Edwards ha intrapreso questo percorso verso “the Greatness”, la grandezza. Solo il tempo decreterà veramente la scelta di uno dei miglior talenti prodotti dall’ateneo di Purdue.