Lotta playoff ad Ovest: Kings, Clippers e Lakers per un posto

Lonzo Ball and De’Aaron Fox, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Lotta playoff ad Ovest più accesa che mai, in una sfida tutta californiana tra Kings, Clippers e Lakers.

Dopo la sconfitta di questa notte contro Minnesota, i Los Angeles Clippers sono scesi al nono posto in classifica, facendosi scavalcare da Sacramento. Rimane stabile in decima posizione invece, l’altra franchigia losangelina, ovvero i Lakers.

Lotta playoff ad Ovest: Sacramento Kings

I Sacramento Kings occupano, come detto in precedenza, l’ottavo ed ultimo posto valido per qualificarsi alla postseason, grazie ad un record di 30-26: una delle più belle sorprese della stagione in corso. Guidati da un gruppo di giovani che sembra aver fatto il salto di qualità definitivo, con a capo De’Aaron FoxBuddy Hield, e Bogdan Bogdanovic; i Kings puntano a giocare i playoff per la prima volta dal lontano 2006. Può rivelarsi decisivo da questo punto di vista, l’innesto di Harrison Barnes.

Lotta playoff ad Ovest: Los Angeles Clippers

Tra le tre squadre citate, LAC è quella che ha fatto la mossa di mercato più importante in ottica playoff, ma in negativo. Attraverso la trade che ha spedito Tobias Harris a Philadelphia, si è infatti privata di uno dei propri leader. C’è curiosità comunque per capire fino a dove riuscirà ad arrivare la squadra di coach Rivers, attraverso i propri giovani, come  Shai Gilgeous-AlexanderLandry ShametMontrezl Harrell, e Ivica Zubac; ed i veterani Gallinari, Williams e Patrick Beverley,

Lotta playoff ad Ovest: Los Angeles Lakers

La squadra peggio posizionata, eppure probabilmente quella con le maggiori chance di prendere parte ai playoff. A vantaggio dei Lakers, oltre che un roster di buon livello, vi è soprattutto il fattore LeBron James. Il re non manca i playoff addirittura dal 2005, e le Finals dal 2010. L’attuale posizione di classifica è in gran parte dovuta dai tanti infortuni (tra cui quello di LeBron), di cui quelli di Hart e Ball sono gli ultimi in ordine cronologico.

 

LeBron James su Lonzo Ball: “Ci manca”

LeBron James su Lonzo Ball-Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets at Staples Center

I frequenti infortuni stanno giocando un ruolo decisivo a discapito dei Los Angeles Lakers, determinando numerose sconfitte, tra cui l’ultima contro i 76ers, che li costringe ad occupare il decimo posto nella Western Conference.

Tra questi infortuni, vi è senza dubbio quello di Lonzo Ball. La point-guard ha accusato un problema alla caviglia durante la sfida dello scorso 21 gennaio contro i Rockets, non mettendo piede in campo da quella data.


 

Fino a quel momento, i Lakers avevano un defensive rating di 105.9, il sesto migliore della lega. Da lì in poi, un peggioramento clamoroso, addirittura fino al 119.6, con un record di 3-6. Sicuramente non è stata solo l’assenza del n°2 a determinare il dato, ma si è rivelato un fattore determinante.

LeBron James su Lonzo Ball, le dichiarazioni del Re

A conferma del fatto che l’assenza di Lonzo Ball sta ricoprendo un ruolo chiave nel periodo negativo della franchigia californiana, vi sono le dichiarazioni di LeBron James.

“Ci manca un pezzo molto importante per la nostra squadra, cioè Lonzo”, ha detto il re a Jacob Rude, “Quindi fino al suo rientro, dovremo continuare a lavorare durante le nostre sessioni video e gli shootaround”.

In 47 match disputati fino ad ora, il figlio di LaVar sta viaggiando su medie ottime: 9.9 punti, 5.4 rimbalzi e 5.3 assista partita. Non vi sono ancora date certe per il suo rientro (il recupero richiede dalle 4 alle 6 settimane), ma coach Luke Walton punta a riaverlo a disposizione subito dopo la sosta per l’all star game, così come per Josh Hart.

 

Jeremy Lin, buyout con Atlanta: firmerà con Toronto

I Toronto Raptors chiudono un altro colpo di mercato. Dopo aver ingaggiato nelle scorse ore Ben McLemore, e Marc Gasol attraverso la trade con Memphis; secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski hanno raggiunto un accordo con Jeremy Lin. Il giocatore otterrà il buyout dagli Atlanta Hawks, in cui milita attualmente, per accasarsi alla franchigia canadese.

In questa stagione, nonostante il minutaggio mediamente inferiore ai 20 minuti, è stato in grado di realizzare 10.7 punti e 3.5 assist a partita, tirando con il 46% dal campo in 51 partite giocate con Atlanta.

Nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento dei Sacramento Kings nei confronti dell’ex-Knicks, ma allo scadere della trade deadline il n°7 sembrava destinato a concludere la stagione in Georgia.

Dopo una carriera purtroppo ricca di infortuni, Jeremy Lin potrà finalmente far parte di una contender. Il suo apporto dalla panchina potrà rivelarsi di grande importanza per Toronto, che in questo modo completa il proprio roster occupando l’ultimo dei 13 slot del proprio roster.

Ben McLemore riparte da Toronto: firmerà un decadale

Continuano i colpi di mercato dopo lo scadere della trade deadline. Protagonisti i Toronto Raptors, che dal mercato dei free agent aggiungono al proprio roster Ben McLemore, dopo che il giocatore è stato tagliato dai Sacramento Kings.

Come riportato da Shams Charania, l’ex Memphis firmerà un contratto dalla durata di 10 giorni.

Con la maglia della squadra Californiana, ha deluso le aspettative realizzando solo 3.9 punti in 19 match disputati.

Nonostante ciò può risultare molto utile per i Raptors, fornendo un ottimo apporto dalla panchina. La squadra canadese d’altra parte si cautela con il contratto decadale. Questo tipo di accordo servirà a cercare di capire, in così breve lasso di tempo, quanto l’aggiunta di Ben McLemore risulterà importante. Va tenuto inoltre in considerazione, che McLemore non disputa tutte le 82 partite della regular season dalla stagione 2014-2015.

La mossa di Toronto conferma la grande attezione al mercato dei buyout per le contender oltre che per le squadre che lottano per i playoff come già fatto da Detroit Pistons e Indiana Pacers.

 

Pelinka e Magic al lavoro per risolvere gli effetti dei rumors di mercato

Dopo i vari rumors di mercato sulla possibile trade per Anthony Davis, i Lakers hanno concluso la finestra degli scambi con un nulla di fatto. Non ci sono stati movimenti di mercato che hanno stravolto il roster della franchigia californiana, bensì solo un paio di trade importanti, ma certamente minori.

 

Ciò ha permesso ai Los Angeles Lakers di mantenere intatto il proprio Young Core, ma provocando gravi preoccupazioni nella testa dei giocatori, a causa delle tante proposte recapitate ai New Orleans Pelicans.

 

Secondo Tania Ganguli, il GM dei Lakers, Rob Pelinka, è stato interrogato sugli effetti dei rumors di mercato degli scorsi giorni. Pelinka ha scelto di rispondere attraverso una storia riguardante un pastore e la propria fidanzata che, assaliti da 100 persone intenzionate a separarli, godevano di due possibilità: permettere alle persone di compiere il loro intento, o rimanere uniti per affrontarle insieme.

 

 

Un semplice racconto, ma che rispecchia in pieno la situazione dei losangelini in questo momento. Gli ultimi giorni prima della trade deadline hanno messo a dura prova l’intesa dei giocatori. Ora spetterà a loro scegliere se rimanere uniti o lasciarsi sopraffare dalle critiche.

 

Effetti dei rumors di mercato: al lavoro anche Magic

 

Oltre a Rob Pelinka, anche l’altro uomo chiave in casa Lakers, Magic Johnson, si sta muovendo per risolvere la difficile situazione della squadra. L’ex point-guard dei gialloviola incontrerà la squadra a Philadelphia, dove la squadra si trova per l’impegno degli Nba Sundays contro i Sixers, per risolvere i tanti problemi che la situazione Anthony Davis ha comportato.

 

Certamente la vittoria allo scadere contro i Boston Celtics avrà fatto molto piacere alla dirigenza, ma ci sarà ancora da lavorare per lasciarsi alle spalle i postumi di una trade non ancora avvenuta.

Free agency Kyrie Irving, Ainge convinto della permanenza a Boston

Irving su Belinelli

Il futuro di Kyrie Irving sarà ancora a Boston, almeno secondo Danny Ainge. Il President of Basketball Operations dei Boston Celtics ha fatto sapere di essere convinto che il primo 1 luglio, con l’apertura della free agency, il “matrimonio” tra Irving e i Celtics sara ufficializzato.

 

“Il modo in cui ho visto la situazione è che penso che molte persone, a causa dell’annuncio di Kyrie all’inizio dell’anno, pensavano che fosse un matrimonio”, ha detto Ainge alla radio sportiva Boston 98.5 The Sports Hub, “Penso che per ora sia più come un fidanzamento ma ci sposeremo il 1° luglio. Da quanto ho capito parlando con Kyrie, penso che questo fidanzamento sia ancora attivo, per quanto ne so, ma non possiamo firmare quel contratto fino alla prossima estate”.

 

Free Agency Kyrie Irving: molto dipenderà da Anthony Davis?

 

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dell’ex coach dei Phoenix Suns, le ormai celebri parole di Irving “Ask me July 1st”, lasciano aperta una grande possibilità che il n°11 dei Celtics decida di rifiutare la player option per la prossima stagione, uscendo dal proprio contratto per testare la free agency.

 

Anche in questo caso, Boston sembrerebbe la squadra favorita per rifirmarlo, ma i rumors su una possibile trade di Anthony Davis hanno cambiato tutti i piani.

 

In caso di approdo a Boston in estate del lungo di New Orleans, Irving farebbe certamente un altro passo verso la permanenza, ma altre intriganti ipotesi si sono fatte strada nell’ultimo periodo.

 

Quella certamente più interessante riguarda un suo possibile passaggio ai Los Angeles Lakers di LeBron James, con cui il play ha riallacciato i rapporti dopo il brutto addio ai tempi di Cleveland.

 

Tralasciando i vari rumors di mercato però, un altro ruolo chiave nella decisione di Irving sarà certamente rappresentato dai risultati sul campo ottenuti dalla franchigia del Massachusetts, attualmente quarta nella Easter Conference dopo la sconfitta contro i rivali di sempre, proprio i Los Angeles Lakers.

Lakers su Markieff Morris, per occupare lo slot libero nel roster

Carmelo Anthony non è l’unico obbiettivo dei Los Angeles Lakers per occupare lo slot del roster, liberatosi dopo la trade con i Clippers, che ha visto partire Zubac e Beasley in cambio di Mike Muscala.

 

Un tweet di Brad Turner, ha confermato l’interesse Lakers su Markieff Morris, uno dei tanti free agent sul mercato dopo i vari buyout.

Il giocatore, è stato ceduto negli ultimi giorni di mercato dagli Whasington Wizards ai New Orleans Pelicans, per essere poi tagliato dalla franchigia della Luisiana ed esplorare la free agency.

Seppur leggermente inferiore a quello per Carmelo Anthony, vi è forte interesse da parte della dirigenza losangelina verso Morris. Può essere in grado di fornire grande aiuto sia in fase offensiva che difensiva, come dimostrano gli 11.5 punti e 5.1 rimbalzi collezionati fino a questo punto della stagione in maglia Wizards.

Lakers su Markieff Morris con l’incognita sul suo rientro

Se non ci dovrebbero essere dubbi sul grande apporto dal punto di vista del gioco, a destare maggiore preoccupazione nella coppia Magic-Pelinka, potrebbero essere le sue condizioni fisiche.

L’ex Suns non mette piede in campo dallo scorso 26 dicembre, a causa di una lesione spinale i cui tempi di recupero stimati sono di sei settimane.

Il suo rientro sul parquet dovrebbe quindi essere prossimo, ma non è da escludere che il periodo di inattività possa far riflettere i Lakers.

Altro innesto per Detroit, in arrivo Wayne Ellington

Wayne Ellington

Detroit è stata certamente tra le squadre più attive degli ultimi giorni di mercato prima della trade deadline. Le mosse della dirigenza Pistons però non sono ancore finite.

 

Secondo quanto riportato da Wojnarowski, Detroit ha appena chiuso positivamente la trattativa per ottenere uno dei free agent più ambiti sul mercato dopo la trade deadline, Wayne Ellington.

Secondo cambio di maglia in pochi giorni per Wayne Ellington, visto che era stato ceduto dai Miami Heat ai Phoenix Suns, nello scambio che ha coinvolto anche Ryan Anderson e Tyler Johnson, per poi essere successivamente rilasciato dalla franchigia dell’Arizona per esplorare la free agency.

Il sacrificato da parte dei Pistons per far posto nel roster a Wayne Ellington, sarà Henry Ellenson.

 

Wayne Ellington a Detroit, cosa cambia?

 

Il giocatore porterà tanta esperienza e soprattutto tiro da tre alla franchigia del Michigan, occupando di fatto il posto lasciato libero da Reggie Bullock, ceduto ai Lakers; e migliorando il backcourt dopo l’aggiunta di Svi Mukhailiuk (sempre nell’affare Bullock) nei giorni scorsi.

Un innesto importante per una squadra in piena lotta playoff, soffiato a tante altre squadre interessate.

Ellington sembrava certamente destinato a lasciare Miami, a causa del ristretto minutaggio. Solo 25 presenze in questa stagione, con cifre discret, 8.4 punti a partita. I Pistons potranno quindi contare su uno dei migliori veterani in circolazione, per di più con tanta voglia di riscatto e di mettersi in evidenza.

Conley-Jazz: Rubio e Favors offerti a Memphis

Gli Utah Jazz sono senza dubbio una delle squadre più interessate a Mike Conley, in uscita da Memphis. Secondo quanto riportato da Kevin O’Connor, Utah ha messo sul piatto Rubio, Favors e una scelta al primo giro per la point-guard.

 

Secondo quanto riportato da Marc Stein, le scelte al draft potrebbero essere determinanti per convincere i Grizzlies a cedere il giocatore. L’unica scelta fino ad ora offerta però, sembra non essere abbastanza per la dirigenza della franchigia del Tennessee.

 

Conley-Jazz ma non solo, le altre franchigie interessate

Oltre a Utah, puntano ad una trade per il veterano anche i Toronto Raptors, la cui prima offerta è però stata rifiutata; ed i Detroit Pistons, ultimi ad inserirsi nella trattativa.

 

I contatti tra le franchigie dovrebbero intensificarsi nelle prossime ore, prima della trade deadline di domani. Conley però, sembra ormai sul piede di partenza, e potrebbe aver già disputato il suo ultimo match con la maglia di Memphis.

 

Coach Borrego su Malik Monk: “Si sente sempre più a suo agio”

Continua il momento positivo della guardia dei Charlotte Hornets, Malik Monk. Il giocatore, al suo secondo anno nella lega, sta mostrando grandi miglioramenti come dimostrano i 20 punti messi a segno nella vittoria degli Hornets su Memphis, il secondo per punti segnati dietro solo a Kemba Walker, titolare nel prossimo all star game.

Coach Borrego su Malik Monk nel post partita

La prestazione non è ovviamente passata inosservata a James Borrego, coach della franchigia di proprietà di Michael Jordan, che ha rilasciato dichiarazioni nel post partita, esprimendo il suo parere sul giovane.

“Marvin [Williams, ndr] è stato grande. Malik è stato grande”, ha detto, “soprattutto nel secondo tempo, andando al ferro. Prendendo questi tiri, Malik si sente sempre più a suo agio, lì sotto. Sembra davvero fiducioso quando prende quei tiri. Diamo quindi un sacco di merito a questi due ragazzi”.

Monk sta riuscendo, pian piano, ad ottenere grande fiducia da parte del proprio allenatore. La dimostrazione è data dall’elevato numero di minuti giocati nell’ultimo match, 26, contro i 14 della shooting guard titolare, Jeremy Lamb. Continuando di questo passo, la partenza in quintetto può ampiamente essere alla sua portata.

Jrue Holiday su Anthony Davis: “Sono rimasto a NOLA soprattutto per lui”

La richiesta di trade di Anthony Davis ha scatenato il caos nel mondo NBA. Dopo le dichiarazioni di alcuni avversari, come Brandon Ingram, sono finalmente arrivate anche quelle del suo compagno di squadra, Jrue Holiday.

L’ex 76ers ha affermato che Davis è la ragione principale che lo ha spinto a firmare nel 2017 un ricco rinnovo quinquennale da 125 milioni di dollari con la franchigia della Luisiana. “Davis rappresenta il 90% dei motivi per cui sono rimasto qui”, e ha poi continuato, “Anthony è sempre stato professionale con noi e, ancora di più, è stato un amico e come un fratello, qualunque sia la sua decisione, non posso arrabbiarmi con lui, so che è un business e sta facendo ciò che è meglio meglio per lui.”

Jrue Holiday su Anthony Davis, ora diventerà la star dei Pelicans?

Anche se la sua partenza potrebbe essere rimandata alla prossima estate, il futuro di AD sembra ormai lontano da New Orleans. Jrue Holiday deciderà allora di restare e diventare la star della squadra?

Difficile dare una risposta, ma sicuramente avrebbe tutte le carte in regola per farlo. Il n°11 sta viaggiando su ottime medie, 21.1 punti, 4.9 rimbalzi e 8.1 assist a partita, consacrandosi anche come una delle migliori point guard nella metà campo difensiva.

Lo scorso anno, ovviamente insieme a Davis, è stato protagonista della vittoria per 4-0 nella prima serie di playoff contro Portland.

 

Brandon Ingram su Anthony Davis: “Sarebbe un bene per i Lakers”

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center

La richiesta di trade da parte di Anthony Davis, ha aperto il dibattito in casa Los Angeles Lakers riguardo i giovani da sacrificare per arrivare al centro all-star. Mentre Lonzo Ball sembra ormai sul piede di partenza, molto più complicato è capire chi altro gli farà compagnia nell’eventuale viaggio in Louisiana, tra Brandon Ingram e Kyle Kuzma.

Se fino a non molto tempo fa Ingram era considerato il secondo violino da affiancare a LeBron James, ora tutto sembra essere cambiato. Alcune prestazioni recenti di Kuzma, in primis i 41 punti in tre quarti messi a referto contro Detroit il 10 gennaio.

Durante l’allenamento dei Lakers, non sono ovviamente mancate per Ingram, domande scomode riguardo la situazione di Anthony Davis. “Credo che prenderlo sarebbe un bene per i Lakers o per qualunque altra franchigia. Sono sicuro che sarebbe felice in qualunque situazione. Chiunque sarebbe felice di averlo, è un grande giocatore”.

Nonostante i tanti rumors di mercato in cui il n°14 è stato inserito, sembra essere, per il momento, concentrato su ciò che accade in campo.  “Nessuno qui, i giocatori, gli allenatori, il direttore generale, dice una parola a riguardo, quindi come ho detto, ascoltiamo solo le persone importanti “.

Lakers sul mercato, ma si guarda la classifica

In seguito ai tanti infortuni che hanno devastato i Lakers, attualmente la squadra si trova al nono posto ad Ovest. Riguardo all’argomento si è espresso lo stesso Brandon Ingram:

“Ora la guardiamo molto”, ha detto riferendosi alla classifica, “Sappiamo quali partite sono decisive. Ovvio, tutte le partite sono importanti, ma ora sappiamo quali sono più decisive per continuare a fare bene in classifica. Credo però che prima di ogni partita, sappiamo di dover battere la squadra che ci troviamo di fronte. Cerchiamo solo di fare del nostro meglio”. 

Anche se l’acquisto di Anthony Davis non dovesse concretizzarsi quindi, la squadra di coach Walton punta ad ottenere sempre il massimo risultato possibile, aspettando il rientro sempre più vicino di LeBron James.