Lakers-Nets: gialloviola sconfitti ed ufficialmente fuori dai Play-Off

LeBron James and Jarrett Allen, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center

Game 71 Recap: Lakers-Nets

Dopo cinque gare – …ed una sola vittoria, contro i Bulls – sulla East Coast, i Los Angeles Lakers (31-40) tornano allo Staples Center per affrontare i Brooklyn Nets (37-36).

Reduci dalla sconfitta in casa dei Bucks, i lacustri affrontano la sfida che in caso di sconfitte sancirebbe la matematica esclusione dai play-off. Tornano arruolabili LeBron e Chandler, mentre Josh Hart e Mike Muscala si aggiungono ai lungodegenti Lonzo Ball e Brandon Ingram. Per allungare le rotazioni tra gli esterni, i gialloviola hanno firmato un contratto da dieci giorni a Scott Machado.

Brooklyn è nel mezzo di un road trip (1-3) e sono alla ricerca di una vittoria che possa avvicinarli alla sesta piazza della Eastern Conference oltre che contenere il rientro degli Heat.

Walton schiera Rondo, Bullock, LBJ, Kuzma e McGee. Atkinson – privo del solo Allen Crabbe – risponde con Russell, Harris, Carroll, Kurucs ed Allen.

Lakers-Nets, tanti errori al tiro

I primi minuti della gara vivono del duello tra Allen e McGee. Il lungo dei Nets è abile a catturare e convertire un paio di rimbalzi offensivi, mentre il pari ruolo lacustre finisce con efficacia vicino al ferro.

JaVale è la sola bocca da fuoco efficace dei suoi – 5/6 per il bi-campione NBA, 0/7 per i compagni – mentre Brooklyn trova le triple di Kurucs ed Harris. Dopo il layup di DLo, primo timeout della gara sul 10-12 con 6’58” da giocare nel quarto.

Gli attacchi continuano a faticare, dopo la tripla di Kuzma si rivede Tyson Chandler che trova subito il canestro con un bel gancio, pareggia dalla lunetta il solito Jarrett Allen. I Lakers continuano a concedere troppo spazio sul perimetro, ringrazia Harris che realizza la seconda tripla della sua gara, 17-20 a 2’33” dalla fine.

Dopo aver sbagliato tutto o quasi – 1/7 al tiro – Kyle Kuzma pareggia…

…segnando praticamente da metà campo. Nel possesso successivo è KCP a segnare la tripla che di fatto è l’ultimo canestro della frazione, dato che entrambe le contendenti continuano a sparacchiare dall’arco ed a sbagliare layup.

23-20 il punteggio dopo dodici minuti di gioco tutt’altro che memorabili. 34.5% con 3/11 dall’arco per L.A., 28% con 3/13 per la franchigia newyorchese. Escludendo l’incredibile tripla realizzata, 1/10 al tiro per Kuzma.

Lakers-Nets, californiani disastrosi al tiro

La seconda frazione si apre con un air ball ed una persa di Russell, che generano due transizioni…

…chiuse da LeBron.

James alza l’alley-oop per McGee, ma i lacustri continuano a non presidiare il proprio pitturato che diviene terra di conquista per Ed Davis, che segna tre canestri consecutivi. Uno di questi in collaborazione con McGee, autore della ventottesima violazione per goaltending della sua stagione. Ben sedici in più di Drummond e Towns che lo seguono in questa speciale classifica.

La gara continua ad essere caratterizzata da brutti attacchi che generano tanti errori. DAR risponde a Bullock, mentre Rajon Rondo dopo aver sbagliato un floater commette due banali falli in pochi secondi. Timeout per coach Luke Walton, 31-28 a sette minuti dall’intervallo lungo.

LBJ ha le polveri bagnate (3/12), mentre Russell è lucido e prima pesca Dinwiddie sul perimetro poi premia il taglio di Davis, che schiaccia il +2. L.A. torna avanti grazie ad un gioco da tre punti di Kuzma, risponde Harris con due liberi e la sua terza tripla. 35-38 con 3’53” da giocare nel primo tempo.

D’Angelo dopo aver corretto un errore di Allen perde altri due possessi, chiusi da Caruso e Kuzma. McGee prima stoppa LeVert, poi…

…schiaccia l’alley-oop che riporta avanti i gialloviola. Negli ultimi possessi si segna solo dalla lunetta, 43-44 all’intervallo.

Californiani incredibilmente a contatto nonostante l’orrendo 31.5% al tiro – 0/7 dall’arco nel 2Q – con cui chiudono il tempo.

Lakers-Nets, McGee risponde ai tiratori di Brooklyn

Dopo il brutto primo tempo, LeBron James prova ad entrare nella partita. Prima realizza due liberi, poi recupera un pallone ed assiste la tripla di Bullock.

Il quattro volte MVP segna ancora e dopo un passaggio sbagliato rientra velocemente in difesa per…

…stoppare con la sua chase down Russell lanciato a canestro. LBJ continua ad alimentare lo scatenato McGee, che raggiunge quota 20.

Tuttavia i lacustri continuano a lasciare roppo spazio sul perimetro che viene sfruttato egregiamente da Joe Harris, a bersaglio tre volte da oltre i 7.25. Per il campione in carica del threepoint contest 6/7 dalla lunga distanza contro il 6/34 combinato di tutti gli altri Nets e Lakers.

Ispirati dal compagno si accendono anche Russell e DeMarre Carroll che in meno di un minuto colpiscono tre volte da tre, 60-69 a metà quarto.

Lo stagnate attacco gialloviola – sei perse nel quarto – viene scosso per qualche possesso da Alex Caruso, a segno dalla lunetta e dal perimetro. Non che quello di Brooklyn faccia faville. I ragazzi di coach Kenny Atkinson dopo quasi quattro minuti di astinenza muovono il punteggio con Spencer Dinwiddie, che si procura due and-one convertendo solo il secondo.

Con l’arrivo della primavera si desta per qualche secondo persino Rondo, che segna un layup e – dopo aver trovato con mestiere un fallo in attacco di Davis – segna la tripla del -2. I liberi di Carroll chiudono la terza frazione, 73-78.

Lakers-Nets, LeBron prova ci prova ma nel finale è impreciso

Nei primi minuti dell’ultimo quarto è ancora JaVale McGee a sostenere l’attacco lacustre, convertendo in due punti quasi ogni pallone che riceve. LeBron supporta il compagno segnando un layup e due liberi, ma l’energia e l’attività dell’ex Davis tiene avanti i black & white. 80-82 dopo tre minuti di gioco.

La combo Bron & JaVale è l’unica soluzione gialloviola che funziona e produce: LeBron assiste ancora il lungo ex Warriors che ritocca il suo career high.

McGee poi fallisce due liberi e per la frustrazione commette il quinto fallo, ma Walton lo tiene in campo non potendo rinunciare alla sua produzione.

Caruso segna da tre ed assiste l’affondata di James, risponde in entrambe le occasioni dall’arco l’ex D’Angelo Russell. L’ex Cavs ed Heat segna in penetrazione prima che – come nel secondo quarto – Carroll sigli la terza tripla dopo le due di DLo in meno di sessanta secondi. 92-96 con 6’24” da giocare.

LeBron assiste per la decima volta nella partita McGee e poi arma Kuzma sul perimetro per il nuovo +1 lacustre. I Nets tornano subito in vantaggio con Harris e la tripla di Carroll, 97-102 a quattro minuti dalla fine.

Il #23 gialloviola fallisce due liberi ed un layup, corretto da McGee. Dinwiddie colpisce da tre e, dopo una perso di LeBron, Harris segna il layup che sembra chiudere la gara, 99-107 a 2’28” dalla sirena.

Kuzma e James segnano il jumper e la tripla del -3, ma dopo i liberi del #8 dei Nets non riescono a ridurre ulteriormente lo svantaggio. Spencer viene poi stoppato da McGee e sulla rimessa DLo regala il possesso a LeBron che non sbaglia dalla lunetta. 106-109 con 53″ sul cronometro.

Russell prova a chiudere la gara ma sbaglia dall’arco, James cerca la via del canestro ma scivola sulla linea di fondo e perde il pallone. Dinwiddie segna solo un libero ma aumenta a due i possessi di vantaggio, tanto basta perché l’ultimo confusionario possesso gestito da LBJ e Kuzma non produce nulla.

Un ulteriore libero del prodotto dell’Università del Colorado fissa il punteggio finale, 106-111.

Lakers-Nets, career night per McGee

Minutaggio superiore (36 minuti) a quello delle ultime uscite per James, che è rimasto in campo nella speranza di condurre i suoi al successo. James chiude con 25 punti (8/25 al tiro, 1/7 dall’arco, 8/12 ai liberi), 9 rimbalzi, 14 assist ed 8 perse.

JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center (Mark J. Terrill, AP Photo)c

Nuovi career high per punti (33) e rimbalzi (20 di cui 12 offensivi) per McGee che pur soffrendo la dinamicità di Davis ed Allen ha dato un solido contributo in attacco. JaVale tira 15/20 dal campo, aggiunge sei stoppate e resta in campo per oltre otto minuti con cinque falli sul groppone.

Brutta prova per Kuzma (18+5), impreciso al tiro (5/19 con 3/11 da tre) ed incapace di coinvolgere i compagni. Mentre Rondo (5+3+4, 2/6 al tiro) colleziona ancora una volta il peggior plus minus (-16) della gara.

Impreciso (3/10) e falloso (5 falli, 3 perse) Caruso (9+8+2), che quantomeno da la sensazione di crederci sempre e comunque. Male al tiro Bullock (5, 2/9) e KCP (7, 1/6). Pochi secondi in campo per Wagner, Williams e Bonga.

Un piacere rivedere in campo Chandler (3+7, +3 il +/-), veterano serio e rispettabile, anche se avrebbe più senso investire i suoi minuti – ed i prossimi di McGee – nello sviluppo dei giovani, Wagner in primis.

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
D’Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center (Mark J. Terrill, AP Photo)

Letale dall’arco (6/8) Harris, top scorer dei suoi ed efficace anche in penetrazione. Doppia doppia per Russell (21+13) anche se con errori al tiro (4/11 da tre) ed alcune scelte (6 perse) ha riaperto nel finale una gara che pareva chiusa. Bene Allen (13+11) e Davis (14+15), doppia cifra anche per Carroll (15). Decisivo nel finale Dinwiddie (19, 4/14 al tiro).

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Lakers-Nets, ancora dieci gare di agonia

-10. Prosegue il countdown lacustre in attesa della fine di questa disastrosa stagione.

Con la sconfitta odierna LeBron e compagni sono ufficialmente fuori dai play-off e l’unico obiettivo verosimile è quello di scalare una o due posizioni verso il basso in vista della lottery.

A fine gara McGee riconosce alla presenza di LeBron i meriti dalla sua prestazione offensiva, anche se quello che contava sul serio era vincere la gara.

<Sentivo che tutti erano concetrati su LeBron e lui è stato bravo ad innescarmi. Inoltre ho provato ad andare forte a rimbalzo ed ha funzionato. Ma quello che conta davvero è che non abbiamo vinto la partita.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 2:30 italiane – tra Domenica 24 e Lunedì 25 Marzo per affrontare allo Staples Center i Sacramento Kings.

Bucks-Lakers: troppo corti i gialloviola per impensierire i primi della Lega

Khris Middleton and Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum

Game 71 Recap: Bucks-Lakers

Quinta ed ultima tappa del road trip dei Los Angeles Lakers (31-39) che al Fiserv Forum affrontano i Milwaukee Bucks (52-18).

Non sono trascorse neppure tre settimane dalla sfida dello Staples Center eppure, per i gialloviola, sembra un’eternità. Contro la franchigia del Wisconsin i lacustri hanno probabilmente giocato l’ultima partita vera della stagione, poiché la sconfitta patita coi i cervi e la successiva con i Clippers hanno di fatto sancito la fine dei sogni play-off.

Mil-town invece, nonostante i problemi fisici di Giannis Antetokounmpo, Ersan Ilyasova e Malcolm Brogdon, continua spedita nella sua corsa alla vetta della Eastern Conference ed alla conquista del fattore campo per tutta la post-season, Toronto è staccata di 2.5 partite, Golden State di 4.

In aggiunta ai lungodegenti Lonzo Ball e Brandon Ingram, Walton non dispone di Lance Stephenson e Tyson Chandler  oltre che di LeBron James, che prosegue a ridurre il carico di lavoro in vista della prossima stagione. Scelte obbligate per il figlio di Bill che schiera Rondo, Bullock, Kuzma, Muscala e McGee.

Problemi anche per Budenholzer, privo anche dell’ex Pau Gasol e Donte DiVincenzo. Bud risponde con Bledsoe, Snell, Middleton, Mirotic e Lopez.

Bucks-Lakers, ventotto triple tentate dalle due squadre

I primi minuti della gara sono frenetici, entrambe le contendenti provano la conclusione nei primi secondi dell’azione cercando con insistenza il tiro dall’arco: tre le triple realizzate dai Bucks, due – entrambe segnate da Reggie Bullock – quelle dei lacustri. 14-15 a 6’55” dalla fine del quarto.

Reggie Bullock, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum
Reggie Bullock, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum (Lakers.com)

Milwuakee prova a variare l’esecuzione offensiva attaccando il pitturato e riuscendo così a procurarsi con Bledsoe due viaggi in lunetta. L’ex Suns in entrambe le occasioni sbaglia il secondo consentendo ai compagni di catturare il rimbalzo offensivo. I due possessi extra vengono entrambi chiusi dai canestri di Middleton.

Hart e Wilson si iscrivono al three-point shootout, mentre Rajon Rondo dopo aver segnato assiste KCP. 24-31 con 2’32” da giocare.

Negli ultimi possessi della frazione si susseguono gli errori, fino al tip di Mirotic che – catturando il sesto rimbalzo offensivo dei padroni di casa – segna il 24-35. Percentuali non esaltanti nei primi dodici minuti, con oltre la metà delle conclusioni tentate da oltre i 7.25 (3/12 per gli angeleni, 5/16 per i cervi).

Bucks-Lakers, KCP on fire 🔥

A destare lo sterile attacco gialloviola ci pensa Kentavious Caldwell-Pope, autore di dieci punti consecutivi con  due layup ed altrettante triple. Risponde Nikola Mirotic, a segno in penetrazione e dalla lunetta, 34-41 dopo quattro minuti di gioco.

Dopo essere stato battuto da Wagner in palleggio, Lopez ricambia punendo il rookie con la seconda tripla della sua gara e – subito dopo l’errore dall’arco dello stesso Moe – procurandosi un altro viaggio in lunetta.

L’ex Lakers si fa sentire anche in difesa, stoppando per la terza volta le penetrazioni dei californiani, tuttavia concede spazio a JaVale McGee che, dopo due tip nel primo quarto, corregge l’errore dei compagni. 38-45 a 6’42” dall’intervallo lungo.

Mil-town provano a scappare via (+13) ma i lacustri rientrano subito grazie alla tripla di KCP ed a Kyle Kuzma che, dopo un difficile inizio (1/6 dal campo, 1/4 ai liberi e due perse), segna dalla lunetta e dall’arco.

L’attacco della franchigia del Wisconsin, pur costruendo buoni tiri, non trova la via del canestro fino alla schiacciata di Pat Connaughton che interrompe il digiuno durato oltre quattro minuti, 48-52 a 2’27” dalla fine del tempo.

L.A. raggiunge la parità grazie allo scatenato Pope che segna la quinta tripla della frazione per 23 punti totali. Milwaukee chiude il tempo avanti grazie a Middleton, che segna il layup e due liberi, 58-61.

Oltre che grazie allo scatenato KCP, i Lakers restano attaccati alla partita riuscendo a controllare i rimbalzi (solo uno offensivo concesso nel periodo) oltre a contenere i punti subiti dalle perse ed in transizione. Durerà?

Bucks-Lakers, pioggia di triple per i cervi 🦌

La seconda parte della gara inizia nel segno di Brook Lopez che – complice un distratto McGee – colpisce due volte dall’arco e, dopo aver schiacciato, con un tap-out trova Mirotic sul perimetro. Di segno opposto la prestazione balistica di Mike Muscala, che dopo le tre fallite nel primo tempo, sbaglia altre due triple.

Dopo Splash Mountain è Khris Middleton ad imperversare da oltre i 7.25. Il prodotto di Texas A&M segna tre volte da tre in meno di novanta secondi, rispondono Bullock e Rondo. 73-81 con 7’09” da giocare nel quarto.

Brook Lopez and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum
Brook Lopez and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum (Jeffrey Phelps, AP Photo)

Rientra Moe Wagner per McGee, il tedesco trova subito un gioco da tre punti ma in difesa è troppo leggero per contrastare Lopez che lo batte due volte. L’attacco lacustre continua a faticare e Milwaukee allunga grazie ai canestri di KM22 e Mirotic. 76-95 a 2’40” all’ultimo intervallo.

Nel finale si rivede Caruso, che tuttavia non riesce ad essere positivo come nelle ultime uscite. Alex viene battuto dagli esterni avversari ed in attacco è meno lucido del solito. Quantomeno, il two-way player interrompe dalla lunetta lo 0-13 dei padroni di casa.

Nel finale L.A. riduce le distanze grazie alle triple di Josh Hart e KCP, 84-99. Lakers incapaci di contenere l’attacco dei Bucks (38 con sette triple), abili a punire tutti gli errori di Rondo e compagni.

Bucks-Lakers, dodici minuti di brutta pallacanestro

In avvio di quarto, grazie agli errori delle seconde linee di coach Mike Budenholzer – Wilson e Frazier in particolare – i gialloviola riducono lo svantaggio. Rondo segna due volte, Caruso e KCP non sbagliano dalla lunetta. 92-99 dopo neppure due minuti, 16-0 Lakers a cavallo delle ultime due frazioni ed inevitabile timeout Bucks.

Middleton interrompe il parziale, KCP sfonda quota trenta ancora dall’arco ma i californiani non riescono a ridurre ulteriormente lo svantaggio sciupando un paio di possessi oltre a concedere la quinta tripla della gara a Lopez.

L’attacco dei cervi ha però perso brillantezza e commette perse – ben 8 in sei minuti – a ripetizione tenendo in vita i lacustri che si affidano allo scatenato Pope, a segno per l’ottava volta dall’arco 🏀🏀🏀. 99-104.

Khris Middleton and Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum
Khris Middleton and Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Milwaukee Bucks at Fiserv Forum (Jeffrey Phelps, AP Photo)

L’ex Pistons però è troppo solo, Rondo e Kuzma non riescono a produrre e la franchigia del Wisconsin allunga nuovamente grazie ad Eric Bledsoe, che prima riscuote dall’arco il premio concesso sul pick-and-roll dal solito duo RR & McGee e poi sfrutta un clamoroso errore del play ex Celtics e Pelicans – persa 5 vs 3 – per servire Middleton, che schiaccia in solitudine in 101-112 con 2’23” sul cronometro.

L’ex Suns chiude la gara dalla lunetta, consentendo l’ingresso in campo delle terze linee. Un canestro di Vanilla Thunder chiude la gara, 101-115. Dalla tripla di KCP a 6’52” dalla sirena, per i Lakers a referto solo due liberi di Kuzma. Troppo poco per impensierire chiunque nella Lega.

Bucks-Lakers, 35 per KCP

Continua il difficile momento al tiro per Kuzma (17+5+3, 4/17 dal campo) che, a differenza delle due uscite precedenti, non riesce neppure a mettere in ritmo i compagni. Kyle colleziona anche il peggior plus/minus della gara: -27. Male anche Rondo (13+6+10 con 6/16 al tiro e ben sette perse) capace nel mese di Marzo di trasformare la sua stagione da pessima a disastrosa.

Come per tutta la stagione, incapace di opporsi agli stretch five McGee (6+11). Mentre Bullock sembra essere uscito dallo slump (13 con 3/3 dall’arco) non riesce ad aprire il campo Muscala (1/6 dal campo, cinque triple fallite).

Miglior partita dell’anno per KCP (35 con 12/20 al tiro e 8/14 da tre) unico lacustre a trovare la via del canestro con continuità. Impreciso Caruso (0/6), mentre Hart (6+3+2 con 2/3 dall’arco) e Wagner (5+5) non sono riusciti ad apportare energia dalla panca. Pochi minuti per Williams.

Nei Bucks ottime prove per Middleton (30+10+5, 12/20 la tiro), Lopez (28+9, quattro stoppate e cinque triple) e Mirotic (23+6). Male al tiro, ma si accende nel finale, Bledsoe (14+8+7, 4/12 dal campo). Bene Connaughton (13+8+4) dalla panca.

Box Score su NBA.com

Bucks-Lakers, la fine della stagione sempre più vicina

-11. Prosegue il conto alla rovescia dei lacustri che, privi di LeBron e degli altri infortunati, sono probabilmente la peggiore squadra della Lega.

L’unica nota positiva della serata è stato KCP, che a fine gara ha dichiarato di aver riposato di più durante la giornata nonostante abbia tirato di più in allenamento.

<Dopo aver riposato, mi sono sentito bene per tutta la giornata.>

Contento per il compagno di reparto Bullock, che lo ha convinto a non saltare la sessione di tiro prima della gara.

<Questo è il mio ragazzo, sono orgoglioso di lui.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Venerdì 22 e Sabato 23 Marzo per affrontare allo Staples Center i Brooklyn Nets.

Knicks-Lakers: i gialloviola crollano, Hezonja stoppa LeBron

LeBron James and Mario Hezonja, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Seth Wenig, AP Photo)

Game 70 Recap: Knicks-Lakers

Il consueto matinée domenicale prevede al Madison Square Garden la sfida tra Los Angeles Lakers (31-38) e New York Knicks (13-56), quarta tappa del road trip lacustre sulla East Coast. Californiani e newyorchesi non hanno più nulla da chiedere alla stagione in corso e sono da tempo proiettati alla prossima, in particolare alla lottery – in ottica draft – ed alla free agency.

Rispetto alla gara, persa, contro i Pistons i gialloviola recuperano LeBron ed Hart. Fuori Lonzo Ball, Stephenson, Chandler e Brandon Ingram. Quest’ultimo ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e pare verosimile il suo ritorno in campo per la prossima stagione.

Grazie al filotto di otto sconfitte consecutive, New York – già vittoriosa nella gara dello Staples Center – ha quasi raggiunto la matematica certezza di conquistare uno dei tre peggiori seed della Lega, ovvero quelli con le maggiori chance di vincere la lotteria e puntare jackpot Zion.

Walton schiera Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Fizdale – privo di Dennis Smith Jr., Vonleh e Ntilikina – risponde con Mudiay, Dotson, Knox, Hezonja e Jordan.

Knicks-Lakers, Dotson & Know on fire

Il primo canestro della gara è un jumper di LeBron, ma dopo uno scambio di schiacciate tra DAJ e McGee tocca a Dameyean Dotson (21.7 punti nelle ultime tre gare) usufruire del bonus Rondo. Il nativo di Houston sfrutta la consueta, rivedibile, difesa dell’ex Celtics e Pelicans per segnare tre volte. 4-11 e timeout per coach Luke Walton dopo neppure tre minuti di gioco.

Al rientro in campo i lacustri trovano subito la parità grazie alla tripla di Bullock ed a due canestri di JaVale McGee. Dopo un paio di possessi sciupati banalmente da entrambe le squadre, Hezonja e James segnano dalla lunetta e dal campo, 17 pari a metà quarto.

I Knicks continuano a segnare con una facilità disarmante (75% al tiro), Knox e Mudiay trovano la via del canestro praticamente senza nessuna opposizione. I gialloviola restano a contatto grazie al subito positivo Moe Wagner che dopo aver segnato da tre…

…schiaccia l’assist di Hart.

L’attacco dei Lakers si ferma mentre in difesa i californiani non riescono a contenere le scorribande di Dootson e Kevin Knox. Le triple della nona scelta dell’ultimo draft fissano il punteggio alla fine del quarto, 30-41.

Tredici punti a testa (11/13 dal campo) per il duo di New York (72.7% dal campo), abile a sfruttare gli spazi concessi.

Knicks-Lakers, LeBron ricuce lo strappo

LBJ – con Caruso, KCP, Hart e Williams – prova a riportare sotto i suoi. Dopo aver segnato due liberi, LeBron prima pesca JWIII con un no-look, poi lancia Hart ed infine…

…schiaccia in transizione 40-45 a nove minuti dall’intervallo. Il quattro volte MVP continua a produrre – nonostante un wedgie dall’arco – e realizza altri cinque punti.

I gialloviola tornano sotto perché le percentuali di New York sono lontanissime da quelle della prima frazione. A muovere il punteggio dei Knicks ci pensa Jordan, schiacciando un putback dopo l’ennesimo errore dei compagni. 45-49 a 5’41” dalla fine del tempo.

I Lakers completano la rimonta e trovano il sorpasso grazie alla tripla di Caruso ed al gioco da tre punti di KCP.

Dopo aver assistito gli ultimi due compagni a segno, Kyle Kuzma si mette in proprio segnando tre canestri oltre ad alzare l’alley-oop per McGee…

…che schiaccia il +4.

I lacustri pasticciano per qualche possesso e consentono alla franchigia della Grande Mela di rientrare grazie alle iniziative di Emmanuel Mudiay – che realizza sei liberi oltre un jumper – ed Hezonja.

Kuzma serve due volte Reggie Bullock, che fissa il punteggio all’intervallo lungo: 66-63.

Knicks-Lakers, prosegue l’equilibrio

La guardia ex Pistons segna subito in avvio del secondo tempo, risponde ancora uno volta Mudiay che segna dall’arco ed assiste la schiacciata di Jordan.

LeBron e Kuz guidano l’attacco lacustre e tengono testa allo scatenato E-Man, ancora a segno con tre liberi ed una tripla. 78-77 dopo poco meno di cinque minuti nel quarto.

La partita non vive il suo momento migliore, gli attacchi vivono di sole iso ed le due avversarie alternano quale – rara – discreta giocata ad alcune perse (già 16 quelle di NY) a dir poco scolastiche.

Dotson segna ancora da oltre i 7.25 mentre Bullock è più efficace con il catch-and-shoot dal mid range piuttosto che dal perimetro. James & Kuzma…

…tengono avanti i gialloviola, i Knicks restano in scia grazie ai canestri di DeAndre Jordan ed Hezonja, 90-86 a 2’47” dalla fine del quarto.

I liberi di Caruso e Kuzma e le triple di Dotson e Lance Thomas chiudono la frazione, 96-94.

Knicks-Lakers, LeBron e compagni sbagliano tutto nel finale

L’ultimo periodo inizia nel segno dei due two-way player lacustri: Caruso ci mette tanta energia in difesa – subisce anche un flagrant one di Trier – mentre Johnathan Williams è attivo sotto canestro. Il lungo corregge un errore di LBJ prima di schiacciare in transizione – completando anche il gioco da tre punti – e segnare ancora imbeccato dallo stesso Alex.

Dopo il jumper e la tripla di Kadeem Allen, i Lakers allungano con KCP ed ancora Alex Caruso, che recupera un possesso e schiaccia in contropiede, 112-105 con 7’10” da giocare.

Il vantaggio gialloviola raggiunge la doppia cifra grazie a LeBron James, che prima segna subendo il fallo e poi schiaccia…

…in transizione. Dopo i canestri di Knox e Mudiay, LeBron assiste la tripla di Kentavious Caldwell-Pope e segna il canestro del 122-111 a 3’45” dalla termine.

La gara però, non è finita. La franchigia della Big Apple capitalizza una persa di Kuzma ed un errore dall’arco di KCP con il canestro di Dotson e Mario Hezonja. James sbaglia da tre, Jordan è freddo dalla lunetta: 123-120 con 65” secondi dal cronometro.

L’ex Clippers e Mavs stoppa LBJ ed in transizione ancora Dotson segna il meno uno. Il quattro volte MVP non trova la via del canestro, Mudiay segna i liberi del sorpasso a 22.3″ dalla sirena.

1-13 il parziale degli ultimi tre minuti. LeBron nonostante i tre errori precedenti, frutto di brutte iso, si prende l’ultimo tiro…

…subendo la stoppata di Hezonja sulla sirena, 123-124 il finale e Lakers che subiscono lo sweep stagionale dai Knicks.

Knicks-Lakers, 33 per LeBron

James chiude con 33 punti (11/26 dal campo, 0/6 dall’arco ed 11/13 ai liberi), 6 rimbalzi ed 8 assist in 35 minuti di gioco. Sul quattro volte MVP pesano però gli errori e le scelte degli ultimi possessi, che di fatto sono costati la vittoria ai lacustri.

Dopo i 10 assist della gara precedente, Kuzma si ripete smazzando 8 assist. Kyle chiude con 18 punti (8/14) senza catturare rimbalzi oltre che registrare il peggior Def Rating (-23.3) e +/- (-17) della gara.

Meglio delle ultime uscite Bullock (14, 6/10), discreto McGee (12+7, 6/10). Ancora male Rondo (3+5+5, -11 di +/-), che non vede il campo nell’ultimo quarto.

Buone prove per Caruso (12+3+2 con cinque recuperi e tre stoppate) e Williams (12+7), mentre Hart (1/5) e KCP (4/11) sono troppo imprecisi. Ancora troppo pochi (meno di cinque) i minuti concessi a Wagner.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Nathaniel S. Butler, NBAE via Getty Images)

Top scorer della squadra di coach David Fizdale Mudiay (28+2+8, 8/11 dal campo) e Dotson (25). Buone prove anche per Knox (19+6 con tre triple) ed Hezonja (17+8, 8/8 ai liberi). 15 punti, 17 rimbalzi e 7 assist per DeAndre Jordan.

Box Score su NBA.com

Knicks-Lakers, sconfitta buona per la lottery

Concedendo la seconda – su quattordici… – vittoria stagionale a New York, L.A. consolida la propria posizione in vista del prossimo draft, ovviamente unico aspetto positivo di una gara che in altri momenti sarebbe definita disastrosa.

Lacustri che dopo aver toccato il +11 a poco più di tre minuti dalla fine, hanno completamente mollato, come riconosciuto a fine gara da Walton:

<Non è solo l’ultima giocata di LeBron ma la capacità di chiudere le partite una volta che hai costruito il vantaggio. Abbiamo alzato il piede dall’accelaratore.>

Dal canto suo James non può che rendere merito ad Hezonja per l’ultima giocata:

<Poco da dire, gran difesa di Mario. Tutto qua.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 19 e Mercoledì 20 Marzo per affrontare al Fiserv Forum i Milwaukee Bucks.

Pistons-Lakers: senza LeBron inevitabile sconfitta per i gialloviola

JaVale McGee and Andre Drummond, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena

Game 69 Recap: Pistons-Lakers

Il road trip dei Los Angeles Lakers (31-37) – dopo il successo di Chicago e la sconfitta di Toronto – prosegue alla Little Caesars Arena, casa dei Detroit Pistons (34-33).

Tante cose sono cambiate rispetto alla gara di Gennaio dello Staples Center: i lacustri vinsero trascinati dallo scatenato Kuzma (41, nuovo career high) restando in zona play-off nonostante l’assenza di LeBron. Al contrario, la franchigia del Michigan ha vinto diciassette delle successive ventotto partite, risalendo fino ad insidiare il sesto seed nella EC occupato dai Nets.

Il finale di stagione gialloviola assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra: oltre ai lungodegenti Lonzo BallBrandon Ingram, Walton deve rinunciare anche a LeBron James – niente back-to-back onde evitare sorprese -, Josh Hart ed agli acciaccati Stephenson e Chandler.

Con il roster in versione South Bay, scelte obbligate per il figlio di Bill che schiera Rondo, Bullock, Kuzma, Muscala e McGee. Nessun problema per Casey che risponde con Jackson, Ellington, Brown, Griffin e Drummond.

Pistons-Lakers, dodici minuti di confusione

L’avvio della gara non è adatto ai deboli di stomaco. I lacustri si affidano alle iso di Rondo e Kuzma ed a qualche sporadico scarico convertito da McGee. Detroit affida il pallone nelle mani di Griffin, che segna due triple ma è inefficace nel pitturato.

Entrambe le squadre faticano a costruire buoni tiri e le percentuali – ed il punteggio – al primo timeout sono emblematiche: 9/24 dal campo combinato, 10-11 il parziale con 6’31” da giocare nel quarto.

I californiani provano a raddoppiare Griffin, scelta tanto scellerata quanto mal eseguita dato che JaVale commette tre falli in un amen, venendo sostituito da Wagner. Non va meglio in attacco, dove Bullock sbaglia due volte dall’arco e perde tre possessi, inevitabile l’ingresso dell’altro ex Pistons, KCP.

I Lakers muovo il punteggio grazie ad un paio di drive & dish chiusi da Kuzma ed il neo entrato Williams, ma l’attacco continua ad essere confusionario. Dopo una transizione sprecata, KCP risponde alla tripla di Thon Maker, 19-23 a meno di un minuto dalla fine della frazione.

Moe e Williams quantomeno ci provano e si procurano tre viaggi in lunetta (4/6), prima del jumper di Galloway che chiude il quarto, 22-27.

16.7% dall’arco e sei perse per L.A., 35.7% dal campo per Motor City.

Pistons-Lakers, gli attacchi latitano

Walton riparte con Caruso, Bonga, KCP, Moose e JWIII e per l’occasione coach Dwane Casey riporta alla luce i resti del due volte Campione NBA Zaza Pachulia. Il georgiano stoppa subito – di petto – Williams prima di atterrare Alex Caruso.

Il two-way player, reduce dal career high contro i Raptors, è tra i pochi positivi e prova ad attaccare il pitturato oltre a segnare l’unico canestro – da oltre i 7.25 – del quarto dei Lakers. Non che facciano meglio i Pistons, a segno solo due volte con Langston Galloway. 27-32 a 6’52” dall’intervallo lungo.

Rientrano gli starter ed i gialloviola trovano il vantaggio grazie a JaVale McGee – a segno due volte – e Kuzma.

L’ex Warriors poi stoppa Griffin ed in transizione corregge l’errore di Kyle, 35-32.

Il parziale lacustre viene fermato da Galloway, a segno due volte dall’arco, rispondono gli ex Bullock e Pope, parità a quota 40 ad 1’28” dalla fine del tempo.

Le triple di Ellington e, dopo che Rondo sciupa l’ennesima transizione in superiorità, Jackson – sulla sirena, come da tradizione californiana – fissano il punteggio al rientro negli spogliatoi, 40-46.

Entrambe le contendenti faticano a superare il 35% dal campo, in favore della franchigia del Michigan le otto triple (contro tre) a segno ed i sette punti in più prodotti dalle perse. Solo due i punti in transizione per i californiani.

Pistons-Lakers, Motor City allunga con le triple 🏀🏀🏀

Al rientro in campo Detroit prova ad allungare, sfruttando le seconde possibilità generate dal dominio di Andre Drummond – 14 rimbalzi, la metà offensivi – ed il canestro dall’arco di Ellington.

I lacustri restano in scia grazie ad un layup e due liberi di Rajon Rondo ed un canestro di Kuzma, ma nei possessi successivi non riescono a ridurre lo svantaggio fallendo sei conclusioni consecutive, 50-57 a 6’19” dalla fine della frazione.

LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Carlos Osorio, AP Photo)

Rondo e Kuzma scuotono ancora l’attacco gialloviola, ma Detroit continua a non trovare opposizione sul perimetro e segna ancora con Ellington e Reggie Jackson. Il nativo di Pordenone è on fire e realizza dall’arco ed il jumper del massimo vantaggio, 56-68 con 3’10 da giocare, timeout per coach Luke Walton.

L.A. continua a lasciare troppo spazio ai tiratori di Motor City: Wayne Ellington segna per la quarta volta da oltre i 7.25 e Galloway – complice l’altra specialità della casa, il fallo sul tiro – realizza tre liberi.

Due layup del play ex Celtics e Pelicans ed i liberi di Caruso riducono il passivo, 62-77 il parziale all’ultimo mini-break.

Pistons-Lakers, Kuzma in versione facilitatore

I lacustri provano a tornare sotto grazie all’energia di Caruso – che completa due giochi da tre punti – e Kentavious Caldwell-Pope, che segna dall’arco, realizza tre liberi e…

…schiaccia in contropiede subendo il fallo, 78-87 a 7’52” dalla fine.

A contenere il rientro dei Lakers è Ish Smith, che segna sette punti in un amen oltre a servire l’alley-oop per Drummond.

In una serata poco brillante al tiro, Kyle Kuzma evita di forzare preferendo cercare i compagni. Dopo aver servito Caruso e KCP, Kyle imbecca due volte McGee, raggiungendo per la prima volta in carriera la doppia cifra negli assist.

L’ultimo sussulto gialloviola – la prima tripla della gara di Rondo – viene spento dal solito Galloway, a segno due volte dall’arco. 90-104 a 3’13 dalla fine e gara praticamente finita.

McGee, KCP e Caruso riducono il passivo prima dei liberi dell’impreciso Blake Griffin ed il tip di Drummond che chiudono la gara, 97-111.

Pistons-Lakers, McGee e Galloway top scorer

Top scorer lacustre McGee (20+13 con 3 stoppate e 10/16 dal campo) da qualche gara tornato ai livelli pre polmonite. Ovvero, tanto efficace JaVale nel convertire vicino al canestro quanto in difficoltà contro big man della stazza di Drummond.

Bravo Kuzma a cercare di coinvolgere maggiormente i compagno (12+6+10) in una serata in cui ha faticato tantissimo a trovare la via del canestro (5/14 al tiro con 0/4 da tre). Discreta la prova di KCP (17 con tre triple), salito di livello dopo un brutto avvio.

Impietoso, in linea con le ultime uscite, il confronto tra Caruso (16+4+2, 4/11 al tiro, 2 triple e 0 di +/-) e Rondo (15+8+7, 6/13 al tiro, 3 perse e -20 di +/-). La differenza di energia, abnegazione e determinazione tra i due è imbarazzante.

Poco meno che impalpabile Muscala (4+4), clamorosamente preferito a Wagner (3+3+2, 0/5 dal campo) nello starting five. Ancora male al tiro (0/5 dall’arco) Bullock. Meno efficace rispetto ad altre occasioni Williams, pochi minuti per Ingram e Bonga.

Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Ty Nowell, Lakers.com)

Drummond domina sotto le plance (19+23, con 11 rimbalzi offensivi e +25 di +/-) mentre Griffin (15+2+9) è troppo impreciso sia dal campo (3/12) che dalla lunetta (7/12). Quattro triple a testa per Galloway (23, 8/10 al tiro), Jackson (20+5+5, 6/19 dal campo) ed Ellington (12, 4/8 da tre).

Box Score su NBA.com

Pistons-Lakers, quattordici triple in più per Detroit

Con il roster ridotto all’osso, impossibile competere per i lacustri. Soprattutto poi quando la differenza delle percentuali dall’arco assume la forma di una voragine: sei triple col 24% per KCP e compagni contro le venti con il 43.6% di Detroit.

A fine gara Walton ha elogiato la capacità di Kuzma di coinvolgere i compagni:

<È cresciuto da quando è arrivato da noi. Certo, ci sono alti e bassi, ma credo che stasera sia stata la sua migliore gara dal punto di vista di cercare i compagni. Quanto più riuscirà a combinare il playmaking con la capacità di segnare, tanto meglio sarà per noi.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 17:00 italiane – Domenica 17 Marzo per affrontare al New York Knicks.

Raptors-Lakers: LeBron è troppo solo, gialloviola sconfitti

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

Game 68 Recap: Raptors-Lakers

Dopo la disastrosa prestazione di Novembre allo Staples Center, seconda ed ultima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (31-36) e Toronto Raptors (48-20).

Seconda tappa del road trip sulla East Coast per i lacustri, intenzionati – dopo il successo in casa dei Bulls – a chiudere nel migliore dei modi la stagione. I canadesi proseguono la rincorsa al primo seed dei Bucks, al momento distante 2.5 partite.

I decimati gialloviola – out Lonzo Ball, Stephenson, Chandler e Brandon Ingram – partono con Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Toronto è priva dello squalificato Serge Ibaka oltre che degli infortunati Kyle Lowry e Fred VanVleet e risponde con Lin, Green, Leonard, Siakam e Gasol.

Raptors-Lakers, brutto avvio per Rondo e compagni

Nei primi minuti di gioco il ritmo è compassato ed entrambe le squadre commettono diversi errori. Dopo che Rondo regala due possessi agli avversari, LeBron prende il comando delle operazioni segnando il primo canestro della gara.

Siakam sfrutta il mismatch con Kuzma, attaccandolo e costringendolo subito a due falli ed al precoce rientro in panchina. A scuotere Toronto ci pensa Leonard, a segno due volte in venti secondi da oltre i 7.25. 6-11 dopo quattro minuti, primo timeout per coach Luke Walton.

I lacustri continuano a faticare in attacco ed i canadesi allungano con Gasol, a segno col jumper dalla media e dall’arco. Non riuscendo a scardinare la difesa schierata dei Raptors, Rondo prova a spingere la transizione ed assiste…

…i canestri di JaVale McGee ed Hart.

Nella propria metà campo i californiani faticano a contenere gli avversari, Powell prima dall’arco poi in transizione costringe il lungo ex Warriors al terzo fallo. 13-22 a 4’09” dalla fine del quarto.

I gialloviola tornano sotto grazie alle triple di Bullock e Josh Hart. Toronto risponde con Norman Powell che segna due volte dall’arco, 25-33 il parziale della prima frazione.

Raptors-Lakers, LeBron crea ma Rajon distrugge

I lacustri ripartono small con James e Kuzma insieme agli esterni della second unit. Siakam continua ad attaccare il ferro ed a procurarsi liberi (5/6 al momento) mentre gli angeleni riescono ad essere efficaci solo in transizione.

Dopo una schiacciata…

…delle sue, LeBron James continua a spingere, segnando ed assistendo Kuzma. 35-37 e timeout per coach Nick Nurse.

Il quattro volte MVP poi premia due volte i tagli di Caruso, che pareggia a quota 39. I Raptors ripartono con la tripla di McCaw ed i canestri di Lin e The Claw, rispondono ancora LeBron – dall’arco – ed Alex Caruso, che completa il gioco da tre punti.

LBJ lascia il campo per Rondo, che assiste lo scatenato two-way player gialloviola a segno anche da oltre i 7.25, 48-46 a 4’34” dall’intervallo lungo.

Rajon monopolizza l’attacco lacustre con risultati disastrosi: due layup sbagliati intervallati da una persa consentono ai Raptors di allungare, grazie alle triple di Leonard e Green, 52-59 a poco più di due minuti dalla fine del tempo.

L.A. non segna più, ad eccezione di un canestro proprio di Rondo, e sotto le plance concede troppe (7) seconde chance agli avversari. Dopo i liberi di Gasol e l’ennesima persa dell’ex Celtics e Pelicans, Kawhi Leonard segna la tripla sulla sirena, 54-65.

Una raw stat sintetizza egregiamente il tema della gara: nel secondo quarto +7 il +/- dei Lakers con LeBron, -10 nei quasi cinque minuti di gestione Rondo 🤦🏾‍♂️.

Raptors-Lakers, i californiani provano a restare in partita

LeBron prova a riportare sotto i lacustri, assistendo Reggie Bullock – che subisce fallo sulla tripla e converte il gioco da tre punti – e McGee, oltre a segnare col jumper ed in transizione.

Toronto produce con Leonard, Siakam e Marc Gasol. Lo spagnolo punisce la mancata chiusura di McGee segnando l’undicesima tripla della gara dei canadesi, 67-74 con 7’41” da giocare nel quarto.

La premiata ditta Rajon & JaVale produce qualcosa in attacco, ma continua ad essere disastrosa in difesa: emblematico il possesso in cui Gasol e Jeremy Lin si passano il pallone senza problemi sull’arco, sfruttando la pigrizia del duo lacustre rimasto a piantonare il proprio pitturato. Inevitabile la tripla di Linsanity.

Il perimetro continua ad essere sguarnito e Leonard può segnare in assoluta libertà la quinta tripla della sua gara.

Kyle Kuzma and Jeremy Lin, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena
Kyle Kuzma and Jeremy Lin, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena (Frank Gunn, The Canadian Press via AP)

James prova a scuotere i suoi schiacciando in transizione, prima di lasciare il campo – ancora – per Rondo. Mentre Kyle Kuzma, dopo aver finalmente trovato la via del canestro, commette il quarto fallo costringendo Walton al cambio.

Toronto attacca incontestata il pitturato lacustre e riporta il vantaggio in doppia cifra, 77-88 con 2’42” da giocare.

Nei minuti finali Siakam e Powell non trovano la via del canestro ed i gialloviola, dopo il liberi di Caruso e Rondo, chiudono la frazione con la tripla di KCP, a segno dopo cinque errori. 84-90 alla fine del terzo periodo.

Raptors-Lakers, Toronto in controllo

Nei primi minuti dell’ultimo quarto i lacustri faticano a costruire buoni tiri contro la difesa schierata e trovano il canestro solo dopo tre minuti di gioco con le transizioni di LBJ e KCP.

I canadesi creano seconde chance, oltre a continuare con Anunoby e Malcom Miller – due volte – a segnare da oltre i 7.25. 88-101 a 7’35” dal termine.

James serve Kuzma e dopo aver schiacciato in solitaria…

…realizza un libero, che con la tripla di Hart tiene vive le flebili speranze lacustri, 93-105.

Speranze vanificate dalle perse e dai tanti errori al tiro. James segna l’ultimo canestro dei suoi a quasi tre minuti dalla fine, i liberi di Leonard e Pascal Siakam fissano il punteggio finale, 98-111.

Raptors-Lakers, LeBron e Kawhi i top scorer

James chiude con 29 punti (12/23 al tiro, 1/5 da tre e 4/7 dalla lunetta), 4 rimbalzi, 6 assist e 4 perse in poco meno di 32 minuti di gioco. Con LBJ in campo, i Lakers hanno retto l’urto. Quando l’ex Cavs ed Heat si è seduto in panchina, sono calate le tenebre.

Con LBJ, l’unico lacustre a strappare la sufficienza è Caruso (16+5+5, 5/7 dal campo) che ritocca il suo career high per punti segnati oltre a non lesinare sull’impegno profuso.

Falloso ed impreciso (3/11 dal campo, 1/4 ai liberi) Kuzma (7+8+3) mai in partita e sempre in sofferenza contro Siakam. Passo indietro per KCP (9+5, 1/8 dall’arco) che come Bullock (2, 2/7 da tre) non regge il confronto con i tiratori avversari. Poco meglio Hart (8, 2/4 da oltre i 7.25) anche se non è riuscito ad apportare l’energia che spesso lo contraddistingue.

Disastrosi in difesa Rondo (13+5+8, 5 perse e -15 di +/-) e McGee (9+9), incapaci di tenere un pick-and-roll che sia uno. Non ingannino le cifre di Rajon, la gestione dell’attacco è stata pari se non peggiore della (non) difesa.

Pochi minuti per Wagner (davvero inspiegabile lo scarso utilizzo di Moe), Williams, Ingram (0/3 da tre) e Bonga.

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena
LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena (Frank Gunn, The Canadian Press via AP)

Nei Raptors, Leonard è il top scorer (25+8+4 con cinque triple) seguito da Powell (20+8). Bene Gasol (15+7+4) mentre Siakam è impreciso (16+5+6, 3/16 dal campo, 10/12 ai liberi). Si vedono poco Lin e Green.

Box Score su NBA.com

Raptors-Lakers, Walton elogia Caruso

Nulli gli spunti offerti dalla gara, troppo il divario – nonostante le assenze – tra questa versione dei lacustri e Toronto.

Con la necessità di tenere sotto controllo il minutaggio di James, la gestione delle rotazioni è ancora più complessa.

<Con le assenze che abbiamo e la necessità di ridurre il minutaggio di LeBron, a volte dobbiamo avere creatività con i quintetti. L’obiettivo però è sempre quello di schierare quintetti che ci diano le maggiori possibilità di vincere.>

Le parole di Walton al termine della gara.

Tuttavia desta perplessità lo scarso minutaggio concesso a Moe Wagner nelle ultime due uscite, soprattutto in virtù della bella prova offerta contro i Celtics. Spazio, invece, concesso a Caruso. Ancora il figlio di Bill:

<Ha una buona stazza e può attaccare il pitturato. Credo che giocare con LeBron e Rondo, che riescono a servirlo nella maniera giusta, lo aiuti. In difesa poi non molla mai.>

Back-to-back per i Los Angeles Lakers, che tornano in campo domani notte – 00:00 italiane – per affrontare alla Little Caesars Arena i Detroit Pistons.

Bulls-Lakers: i gialloviola tornano al successo

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center

Game 67 Recap: Bulls-Lakers

I Los Angeles Lakers (30-36) giungono in Illinois per affrontare allo United Center i Chicago Bulls (19-49), prima delle cinque trasferte sulla East Coast.

I lacustri, reduci dalla sconfitta interna con i Celtics, hanno come solo obiettivo quello di chiudere dignitosamente una stagione terminata anzitempo e nel peggiore dei modi. I padroni di casa, nonostante la doppia sconfitta patita con i Pistons, stanno vivendo un buon momento di forma – sei vinte nelle ultime undici – grazie alla, apparentemente, ritrovata armonia del gruppo.

Per far fronte all’emergenza infortuni – out Ball, Ingram, Lance e Chandler – i gialloviola ha richiamato dai South Bay Andre Ingram, firmato con un contratto decadale. Walton quantomeno recupera Kuzma, schierato subito in quintetto con Rondo, Bullock, LBJ e McGee.

Chicago, priva di Zach LaVine – 29 di media nelle ultime otto gare disputate – e del rookie Wendell Carter Jr., risponde con Dunn, Arcidiacono, Porter Jr., Markkanen e Lopez.

Bulls-Lakers, pessimo avvio di Rondo e compagni

L’avvio di gara dei lacustri non è dei migliori: dopo l’alley-oop…

…schiacciato da McGee, i californiani si accontentano di sparacchiare dall’arco, fallendo tre conclusioni. Chicago attacca con ordine e punisce la pigra difesa degli ospiti segnando da tre e nel pitturato. 2-7 dopo neppure tre minuti di gioco, timeout immediato per coach Luke Walton.

I gialloviola smuovono il punteggio grazie alle penetrazioni di James e Rajon Rondo, tuttavia l’attenzione difensiva continua ad essere non all’altezza. I Bulls correggono un paio di loro errori e segnano ancora dall’arco con Porter Jr. e Dunn. 14-23 a poco più di quattro minuti dalla fine del quarto.

Walton sostituisce la frontline in toto inserendo Hart, Wagner e Williams, prima di schierare qualche possesso dopo KCP per Bullock.

I Lakers continuano a sparare a salve consentendo ai Tori di allungare. Rondo, dopo aver perso un paio di possessi, sbaglia dall’arco ed in penetrazione oltre a concedere troppo spazio a Kris Dunn prima ed Arcidiacono poi. Con la tripla di Arch, i Bulls doppiano gli avversari (+16).

Per L.A. non va meglio nel pitturato, dove lo scatenato Robin Lopez schiaccia il canestro che chiude la frazione, 16-34.

38% dal campo, cinque perse e venti point in the paint concessi. Obbligatorio cambiare approccio per scongiurare che la partita si tramuti in un facile blowout.

Bulls-Lakers, James scuote L.A.

I lacustri ripartono con LeBron a guidare la second unit e, finalmente, Alex Caruso per RR. Il two-way player ha subito un buon impatto segnando la prima tripla dei californiani oltre a recuperare un possesso e lanciare Moe in transizione.

Dopo lo 0/7 dall’arco dei primi dodici minuti di gioco, i gialloviola trovano ancora il canestro dall’arco con Moe Wagner e KCP, riducendo lo svantaggio a sole sette lunghezze, 31-38 ad 8’26” dall’intervallo lungo. Timeout per l’infuriato coach Jim Boylen.

Il rientro dei Lakers (18-4 il parziale) viene stoppato da Ryan Arcidiacono, abile a punire ancora dall’arco le lente rotazioni di James e compagni. Il quattro volte MVP inizia a produrre in attacco tagliando dopo il pick-and-roll ed…

…attaccando dal post. Dieci punti nella frazione per l’ex Cavs ed Heat, 40-48 a 5’27” dalla fine del tempo.

Dopo le triple di Pope e Selden si sblocca il rientrante Kuzma, che a bersaglio con il suo gancio in penetrazione. LeBron risponde due volte ai canestri di RoLo, prima di lasciare il campo a Rondo – dopo la terza tripla di Wayne Selden Jr. – sul 51-58 con 1’53” da giocare.

I canestri del discreto – nonostante qualche rivedibile scelta – KCP e Kuzma chiudono il tempo, 55-60.

Bulls-Lakers, bene Kuzma e KCP

I lacustri tornano in campo con la stessa intensità del quarto precedente. LeBron James segna in penetrazione e col jumper prima di…

…di esibirsi in una reverse dunk in transizione.

I gialloviola riescono finalmente a correre e pareggiano prima con il gioco da tre punti di Reggie Bullock e trovano il primo vantaggio della gara poi con Kuz, 66-64 dopo poco più di tre minuti di gioco.

Chicago non si scompone e segna ancora dall’arco con Dunn e Otto Porter Jr., preludio all’allungo alimentato dai canestri di Markkanen e Lopez, 71-79.

I Lakers rispondono subito al parziale dei Bulls con le triple di LBJ e Bullock e tornano in vantaggio grazie a Kyle Kuzma, che in transizione completa il gioco da tre punti. Rondo riesce a spingere ed assiste le triple dello stesso Kuz e KCP, 88-84 con 2’19” da giocare.

Il comando delle operazioni è nelle mani degli angeleni che allungano con Kentavious Caldwell-Pope a segno da oltre i 7.25 e due volte dalla lunetta – doppio tecnico per proteste e conseguente espulsione per Selden Jr. – prima della tripla del play ex Celtics e Pelicans che chiude la frazione, 98-84.

Sette triple 🏀🏀🏀 a bersaglio e nuovo season-high per punti segnati nel 3Q (43) per L.A. che in poco più di tre minuti (24-3) costruisce il parziale che ribalta la gara.

Bulls-Lakers, LeBron chiude la gara

Walton schiera Caruso, KCP, Hart, LBJ e Moe. Nei primi possessi la scelta small non paga: Cristiano Felicio trova due putback ed i Bulls in meno di 120 secondi dimezzano lo svantaggio, 98-92 ed inevitabile timeout per Walton.

Il figlio di Bill aggiunge kg al quintetto inserendo Muscala per Wagner ed affida l’attacco nelle mani di LeBron, che dopo aver segnato due jumper sfrutta il mismatch con Lopez segnando da tre e con…

…una schiacciata delle sue. James poi pesca sul perimetro KCP – che subisce fallo e non sbaglia dalla lunetta – e, dopo il canestro di Lopez, assiste anche la tripla di Kuzma prima di recuperare un possesso che conclude…

…ancora una volta con una reverse dunk dopo l’alley-oop alzatogli con l’aiuto del tabellone da Josh Hart. 115-101 a cinque minuti dal termine, timeout Bulls.

Arcidiacono prova a far rientrare Chicago segnando ed assistendo Dunn, ma la franchigia dell’Illinois paga la pessima serata al tiro di Lauri Markkaen. Il finlandese sbaglia sia dall’arco che nel pitturato, non riuscendo a chiudere neppure un alley-oop.

Dopo il canestro di Kuzma, Rondo serve prima JaVale McGee e segna poi il layup che chiude di fatto la gara, 121-105 a 2’05” dal termine. Negli ultimi possessi i Lakers cercano Andre Ingram, ma è KCP a segnare il canestro che chiude la gara.

Bulls-Lakers, trentasei per LeBron

James chiude con 36 punti (15/23 dal campo con due triple), 10 rimbalzi, 4 assist e 5 perse in poco più di trentatré minuti di giochi. LBJ, come nella gara contro i Celtics, è apparso in uno stato di forma quasi ai livelli pre-infortunio.

Bene il rientrante Kuzma (21+5+4, 9/17 al tiro), accesosi col trascorrere dei minuti ed anch’egli in buona condizione fisica. Finalmente di buon livello la prestazione di KCP (24+6 con quattro triple), che mette più punti a referto di quanti ne aveva realizzato complessivamente nelle sei uscite precedenti.

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

Solita prestazione in chiaroscuro per Rondo (14+4+10) che dopo un disastroso avvio, quantomeno riesce a salire di livello in attacco, pur concedendo troppo a chiunque nella propria metà campo. Doppia doppia (10+11 con tre stoppate) per McGee, autore del miglior +/- della gara, +26.

Continua lo slump al tiro di Bullock (1/6 dall’arco), mentre si vede poco negli oltre 24 minuti d’impiego Hart. Meno minuti e gloria rispetto alla gara contro Boston per Caruso, Wagner e Williams. Ancora meno i minuti concessi a Muscala e Ingram.

Top scorer dei Bulls è Robin Lopez (20+7), buone le prove di Dunn (18+7+9) ed Arcidiacono (14+4+6). Male al tiro Porter Jr. (19+9 con 5/14) e soprattutto Markkanen (11 con 4/17 dal campo e 0/8 dall’arco).

Box Score su NBA.com

Bulls-Lakers, vittoria utile solo per il morale

Sotto di venti nel primo quarto, i Lakers rientrano ed allungano grazie agli 82 punti a referto nei quarti centrali contro i soli 50 concessi agli avversari.

Vittoria che non aggiunge niente alla stagione, salvo alzare il morale di un gruppo distrutto da sconfitte, rumor, infortuni e pessima gestione di proprietà e front office.

<Era da un po’ che non vincevamo, sono felice per i ragazzi. So che si sentono bene, mi piace come hanno reagito e lottato. Il modo migliore per iniziare un lungo road trip.>

Le parole di Walton al termine della gara.

Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Giovedì 13 e Venerdì 14 Marzo per affrontare all’Air Canada Centre i Toronto Raptors.

Lakers-Celtics: Irving batte LeBron ed i resti dei gialloviola

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center

Game 66 Recap: Lakers-Celtics

A poco più di un mese di distanza dall’incredibile gara del TD Garden, Los Angeles Lakers 💜🧡 (30-35) e Boston Celtics ☘️ (40-26) si affrontano per la seconda ed ultima volta nella stagione.

Tante cose sono cambiate da Febbraio. I lacustri hanno vinto solo due delle successive dieci partite disputate, compromettendo con oltre un mese di anticipo le possibilità di accedere ai play-off. Record simile per i verdi (3-7), solo recentemente tornati ai livelli che gli competono grazie alle vittorie in casa dei Campioni NBA e dei Kings.

Oltre che con i pessimi risultati sul campo, i gialloviola hanno dovuto fare i conti con gli infortuni che li hanno martoriati: Lonzo Ball verosimilmente salterà il finale di stagione, Kyle Kuzma è alle prese con una distorsione alla caviglia.

Inoltre, nelle ore precedenti la gara dello Staples Center, i Lakers hanno comunicato che i problemi alla spalla di Brandon Ingram sono causati da un trombosi al braccio destro. Anche per Tiny Dog stagione finita oltre alla preoccupazione per un problema che potrebbe metterne a rischio la carriera.

Scelte obbligate dunque per Walton – privo anche di Tyson Chandler e Lance Stephenson – che schiera Rondo, KCP, LBJ, Wagner e McGee. Nessun problema per Stevens, che risponde con Irving, Smart, Tatum, Morris ed Horford.

Lakers-Celtics, avvio di gara equilibrato

Boston parte forte, cercando Al Horford e Morris che realizzano i primi cinque canestri della gara. L.A. muove il punteggio dopo una serie di errori di KCP trovando la via del canestro con LeBron…

…che schiaccia due volte. 10-14 a metà quarto, primo timeout della gara chiesto da Walton.

Al rientro in campo, dopo i liberi di McGee, i gialloviola – sfruttando due errori dall’arco dei Celtics – trovano prima il pareggio con James, poi il sorpasso con la transizione chiusa da Wagner. 6-0 di parziale ed immediato timeout chiesto da coach Brad Stevens.

LBJ viene sostituito da Hart, lasciando a Rondo il compito di guidare le seconde linee. Subito ripartono i verdi, grazie alla tripla di Irving, che precede i canestri di Brown ed Hayward.

Con il roster decimato dalle assenze, Lakers costretti a schierare la versione Southbay. I due two-way player, come contro Denver, hanno subito un buon impatto. Williams va a bersaglio due volte, Caruso – dopo aver segnato in penetrazione – costringe Horford a perdere l’ultimo possesso della frazione, 24-25.

Lakers-Celtics, Boston allunga sul finire del tempo

Nei primi possessi del secondo quarto, Jayson Tatum e la second unit della franchigia del Massachusetts segnano una volta a testa, trovando buone soluzioni sia dalla media che nel pitturato.

Rientrato in campo per Bonga, LeBron – pur non producendo in prima persona – riesce a mettere in ritmo i compagni servendo Josh Hart, due volte, e Bullock che realizzano le prime due triple lacustri della gara, 35-36 dopo quattro minuti di gioco.

I californiani restano in scia grazie al buon effort di Caruso – presente in difesa – e Johnathan Williams, che prima chiude il pick-and-roll…

…poi schiaccia il +1 a 6’55 dal termine.

The City on a Hill torna in vantaggio grazie a Smart e Baynes, costringendo Walton alla sospensione immediata. Il figlio di Bill rimette gli starter, anche se qualche possesso dopo James (4/11 dal campo, 1/4 dalla lunetta) torna a sedersi.

Boston compensa la brutta serata dall’arco (3/15) muovendo bene la palla e genera un parziale di 7-0. Rajon Rondo conduce l’attacco gialloviola con alterne fortune, avvicendando scelte quanto meno rivedibili – e le conseguenti perse – a qualche buon servizio per i compagni.

Kyrie segna ancora da oltre i 7.25, rispondono Bullock e Wagner 🏀🏀🏀. 47-50 a meno di due minuti dall’intervallo lungo.

Negli ultimi cento secondi del tempo i Lakers non riescono a segnare, complici le nefandezze di KCP, ed i Celtics allungano con la tripla di Smart e due canestri di Marcus Morris, 47-57 il parziale alla fine del primo tempo.

Lacustri produttivi nel pitturato (+8) ed in transizione (+9) ma incapaci di opporre una resistenza seria in difesa, in particolare sui pick-and-roll ed ai tagli dai lati deboli.

Lakers-Celtics, Kyrie risponde a LeBron

Dopo un primo tempo sotto media dell’arco (5/19) i verdi realizzano tre triple con il caldissimo Marcus Smart, che punisce le lente rotazioni di Rondo e KCP. 51-68 dopo poco più di due minuti di gioco, timeout per coach Luke Walton che – seppur lasciando Rajon in campo – rimette AC e JWIII per Pope e McGee.

LeBron James non ci sta a vedere la partita finire dopo appena 26 minuti di gioco e sale in cattedra, segnando tre volte in penetrazione prima di servire Wagner sul perimetro. La difesa lacustre è più attenta ed in transizione Moe conquista e converte i liberi del 63-68.

A rispondere alle giocate del quattro volte MVP è l’ex compagno Kyrie Irving che realizza tre volte alternando jumper a layup.

LA si affida alla combo LBJ & Moe Wagner che…

…si assistono a vicenda, 69-74 con cinque minuti da giocare.

Il #23 ed il rookie si accomodano in panca ed immediatamente Boston riallunga, grazie alla penetrazione ed alla tripla di Irving. Come a fine primo tempo, i Lakers non riescono a segnare nei minuti finali favorendo l’allungo dei Celtics.

Le triple di Brown, Hart e Rozier chiudono il quarto, 76-93.

Lakers-Celtics, verdi in controllo

LeBron prova a riportare sotto i suoi, alzando l’alley-oop per Alex Caruso prima di segnare in post e dall’arco. James lotta a rimbalzo, serve ancora Moe ed AC prima di realizzare il sottomano dell’89-101 a 7’27” dal termine.

In neppure venticinque minuti d’impiego, LBJ mette a referto l’ottava tripla doppia stagionale (25+10+11 al momento).

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Il rientro lacustre viene spento dalle giocate di Kyrie e Morris, autori di due canestri a testa. Il nativo dell’Ohio converte l’and-one con cui raggiunge scollina quota trenta prima di rientrare, definitivamente, in panca.

Marcus ed Uncle Drew segnano ancora, 96-113 a 3’52” dalla fine della gara. Nei minuti finali Stevens svuota la panca, non può fare altrettanto Walton dato che le teoriche terze linee hanno giocato oltre venticinque minuti a testa.

I minuti finali consentono a Williams di raggiungere la doppia doppia ed a Wagner di ritoccare il nuovo career high. Il canestro di Yabusele fissa il punteggio finale, 107-120.

Lakers-Celtics, trenta a testa per James ed Irving

Come preventivato, LeBron viene impiegato per meno di trenta minuti. James chiude con 30 punti, 10 rimbalzi, 12 assist e tre perse con 13/23 dal campo e 3/7 dalla lunetta. Eloquente il plus minus del quattro volte MVP: +11.

Prima partenza in quintetto per Wagner, autore di una prova gagliarda caratterizzata da impegno e voglia di lottare. Per Moe 22+6+3 con 7/13 al tiro e 7/7 ai liberi in oltre 34 minuti di gioco.

Ottima prova per il duo Caruso (8+2+2) e Williams (18+10, 9/16), capaci di fornire un apporto dalla panca quasi mai fornito dai veterani del roster durante la stagione.

Faticano dall’arco Hart (2/6) e Bullock (1/6), mentre oltre ad essere impresi sono dannosi in difesa Rondo (2/7, -16) e KCP (1/5, -17). Poco meglio McGee (8+5, -17).

Marcus Smart and Moritz Wagner, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center
Marcus Smart and Moritz Wagner, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center (Jae C. Hong, AP Photo)

Nei Celtics il top scorer è Irving, autore di 30 punti con 12/18 dal campo e cinque triple. Per Kyrie anche sette rimbalzi e cinque assist. Morris (16+7+4) impreciso (7/16) ma a segno nei momenti chiave della gara.

Bene Smart (16 con quattro triple), Hayward (15) e Rozier (10) mentre Tatum e Brown faticano al tiro (5/19 per 14 punti complessivi). Ordinaria amministrazione per Horford (10+8+4).

Box Score su NBA.com

Lakers-Celtics, Walton elogia Moe, Caruso e Williams

Gara mai realmente in discussione: troppa la differenza di organizzazione, capacità di eseguire e soprattutto nel talento a disposizione gli effettivi a roster.

A fine gara Walton si è detto soddisfatto di come i suoi hanno mosso la palla in attacco e di come hanno provato a contestare ogni tiro in difesa. Il coach ha soprattutto gradito l’impegno, ai massimi livelli per tutta la gara tranne che ad inizio terzo quarto.

<Mi è piaciuta la gara di Moe, anche se era un po’ troppo eccitato. Caruso e Williams hanno fornito ancora un buon contributo.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 12 e Mercoledì 13 Marzo per affrontare allo United Center i Chicago Bulls.

Lakers-Nuggets: LeBron sorpassa MJ, Harris decisivo nel finale

valore di LeBron James

Game 65 Recap: Lakers-Nuggets

Allo Staples Center in scena l’ultima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (30-34) e Denver Nuggets (42-21).

Perdendo nove delle ultime dodici gare, l’ultima contro i Clippers, i californiani hanno praticamente ridotto a zero le probabilità di accedere ai playoff. Neppure la franchigia del Colorado – reduce da tre sconfitte consecutive – vive un buon momento di forma e spera di cogliere il successo che possa consolidare il secondo posto nella Western Conference.

I lacustri – oltre che di Lonzo Ball – sono privi degli acciaccati Brandon Ingram, Tyson Chandler e Kyle Kuzma. Quintetto obbligato per Walton che schiera Rondo, Bullock, Hart, LBJ e McGee. Malone non dispone di Trey Lyles e del rookie Michael Porter Jr. e risponde con Murray, Harris, Barton, Millsap e Jokic.

Lakers-Nuggets, avvio sprint delle pepite

L’avvio di gara è tutto di Will Barton che segna due triple ed un layup. I lacustri servono McGee, che schiaccia due volte. LeBron, dopo aver fallito quattro liberi, segna due triple. 10-10 con 8’22” da giocare nel quarto.

Denver allunga con Murray, che segna indisturbato dall’arco ed in penetrazione seminando facilmente Rondo sui blocchi. Lance, entrato per Hart, dall’arco e Bullock provano a tenere a contatto i Lakers ma tutti gli starter dei Nuggets trovano – senza opposizione – la via del canestro.

The People’s Champ segna altre due triple, 17-32 a 3’55” dalla fine del quarto.

Moe Wagner – subentrato con Muscala a James e McGee – dimostra di essere l’unico gialloviola a crederci. Il rookie lotta in difesa – nonostante qualche fallo ingenuo fallo – e stoppando Beasley consente a Rondo di segnare in transizione. In attacco, pur sbagliando una schiacciata, realizza due triple.

Tuttavia, il duo Moe & Moose è troppo leggero e viene travolto da Plumlee e Paul Millsap che dominano il pitturato segnando dal post o dopo dopo una seconda chance. 25-43 il punteggio alla fine della frazione.

Lakers-Nuggets, LeBron sorpassa MJ

I californiani ripartono con Caruso, Bullock, Hart, LBJ e Moe. Gli esterni della second unit del Colorado (l’ex Thomas, Morris e Beasley) continuano a produrre, mentre l’attacco lacustre è tutto nelle mani di LeBron. Il quattro volte MVP segna tre volte ed assiste McGee prima e Caruso poi. 35-55 a 6’58” dall’intervallo lungo.

LeBron James continua a guidare l’attacco gialloviola e segna sette punti consecutivi, ricucendo parte dello svantaggio (42-55) ma soprattutto raggiungendo il traguardo tanto atteso della serata: il sorpasso a Michael Jordan al quarto posto nella classifica all-time dei marcatori NBA.

Dopo aver ricevuto l’applauso dello Staples Center ed essere stato celebrato con un video…

…durante il timeout, James può lasciare il campo a quattro minuti dalla fine del tempo.

The Mile-High City ricomincia a segnare con continuità, mentre l’unico lacustre a produrre qualcosa è Caruso. 49-66 il parziale a metà gara.

Lakers-Nuggets, la South Bay unit riduce le distanze

Come per tutta la gara, nei primi minuti del secondo tempo i lacustri continuano a concedere seconde opportunità agli avversari (ben 12) che vengono capitalizzate dalle triple Jamal Murray e Barton.

In attacco i gialloviola cercano JaVale McGee che riesce ad essere efficace nel pitturato andando a segno tre volte. 57-76 con 7’22” da giocare nel quarto, timeout per coach Mike Malone.

Denver non esegue come nel primo tempo, consentendo all’improbabile quintetto Lakers – Rondo, Caruso, Hart, Moe e Williams – di non affondare. Wagner e Caruso rispondono ai canestri di Harris e Beasley, 69-83 a 3’12” dalla fine del quarto.

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L’energia dei panchinari dei Lakers è tutt’altra cosa rispetto agli starter, Johnathan Williams e Josh Hart lottano e continuano a ridurre lo svantaggio. Un floater di Rajon Rondo chiude il periodo, 77-85.

Lakers-Nuggets, Harris respinge il rientro dei lacustri

Coach Luke Walton dà fiducia alle terze linee griffate South Bay, schierando James al posto di Rondo. I lacustri continuano a lottare e con i canestri di Williams ed Alex Caruso riducono lo svantaggio a sole due lunghezze, 85-87 dopo due minuti di gioco.

Denver si scuote e muove il punteggio ancora una volta grazie ai rimbalzi offensivi, i Lakers fanno confusione in attacco e sprecano un paio di buone occasioni per impattare, dopo l’errore di Hart in transizione Gary Harris segna il +5 dall’arco.

Il prodotto di Michigan State è scatenano e segna ancora dall’arco prima di convertire un and-one ed approfittare della poca attenta difesa di Rondo, 91-100 a 5’06” dal termine.

James prova ad attivare la Hero Mode

…ma dopo una paio di schiacciate ed un layup, commette un paio di errori che spengono le residue speranze di rientrare. Anche Malone svuota la panchina, due canestri di Murray ed i liberi di Isaac Bonga chiudono la gara, 99-115.

Lakers-Nuggets, 31 per James

LeBron chiude con 31 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Per il nativo di Akron 13/22 al tiro e 3/8 dalla lunetta.

Pessima prestazione di Rondo (4+7+11, 2/7 dal campo, -14 il +/-) incapace di contenere nessuno degli esterni Nuggets. Meglio McGee (16+6, 8/10) che nelle ultime gare quanto meno in attacco pare tornato ai livelli di inizio stagione.

Oltre trentotto minuti in campo per Hart nel giorno del suo compleanno 🎂 ma la prestazione è tutt’altro che da ricordare. Josh chiude con 7+5+2 e raramente è riuscito ad apportere l’energia che lo contraddistingue.

Continua il brutto momento di Bullock, male dal campo (1/4, 0/2 dall’arco) e dalla lunetta (0/2). Male Lance, Muscala e KCP che combinano 1/9 dal campo in in ventidue minuti complessivi di utilizzo.

Tutt’altra energia per Wagner (11+3, 4/11 al tiro), Caruso (15+6+3, 6/11) e Williams (8+4, 3/4) che hanno il merito di provarci fino all’ultimo possesso.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets at Staples Center
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets at Staples Center (Lakers.com)

Per i Nuggets bene Millsap (16+8+3) e Jokic (12+17+8) che dominano sotto le plance. Buone le prove di Murray (19+8+4, 8/20 dal campo), Barton (23+4+5, 5/11 dall’arco) ed Harris (19+6+4, 8/11 al tiro). Senza Randle, Plumlee non ha potuto sfoderare la solita prestazione monstre che ha caratterizzato le sue ultime gare contro i Lakers.

Box Score su NBA.com

Lakers-Nuggets, Walton soddisfatto dell’impegno

Pochi gli spunti offerti dalla gara, vista la differenza tra le formazioni scese in campo. Tuttavia, nonostante la sconfitta, la gara passerà alla storia per l’ennesimo traguardo raggiunto da LeBron James.

A fine gara Walton si è detto comunque soddisfatto…

<Vincere o perdere, questo è il modo in cui dobbiamo giocare. È più divertente per il pubblico. È come dobbiamo giocare per avere delle chance di vincere>

…elogiando l’impegno delle seconde e terze linee, capitanate da Alex Caruso:

<Tutti noi giochiamo duro, sul serio. Aggrediamo, colpiamo… Abbiamo falli da spendere. Lottiamo.>

Mantenere questa energia, lottare su ogni possesso e recuperare qualche infortunano sembrano le uniche chiavi per provare raggiungere l’ultimo obiettivo stagione rimasto: concludere dignitosamente la stagione.

I Los Angeles Lakers 💜💛 tornano in campo nella notte – 2:30 italiane – tra Sabato 9 e Domenica 10 Marzo per affrontare allo Staples Center i Boston Celtics ☘️.

Ancora sconfitti i gialloviola: Playoff sfumati, obiettivo Lottery

Montrezl Harrell Los Angeles Clippers

Game 64 Recap: Lakers-Clippers

 

Morale agli antipodi per le due franchigie della City of Angels, che si ritrovano allo Staples Center per la terza sfida stagionale.

I Los Angeles Lakers (30-33) con la disastrosa sconfitta patita contro i Phoenix Suns hanno ridotto alla sola matematica le speranze di accedere alla offseason. L’ambiente lacustre è già orientato verso la prossima stagione ed una delle prime mosse sembra essere il licenziamento del coach Luke Walton.

Grazie alle cinque vittorie ottenute nelle ultime sette gare, gli LA Clippers continuano a lottare con San Antonio per il settimo posto nella Western Conference e tengono a debita distanza – oltre che i cugini – Sacramento.

In aggiunta al lungodegente Lonzo Ball ed a Lance Stephenson, nel pre partita i gialloviola perdono Brandon Ingram per un non precisato problema alla spalla (tanking?). Scelte obbligate per Walton che schiera Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Rivers non dispone del solo Wilson Chandler e risponde con SGA, Beverley, Shamet, il Gallo e l’ex Zubac.

Lakers-Clippers, buon avvio di Kuzma

I primi minuti della gara vivono del duello tra gli ex compagni di reparto McGee e Zubac, autori di quattro punti a testa. Rondo, oltre a realizzare la prima tripla della gara, prova ad innescare…

…la transizione chiusa dall’affondata di Kuz.

James deve fare i conti con le attenzioni di Beverley, aggressivo in difesa. Entrambe le squadre esauriscono il bonus e tentano cinque liberi a testa, 14-13 a metà quarto.

Nella parte finale della frazione si accende Kyle Kuzma, che mette a segno nove punti consecutivi ispirando il primo allungo gialloviola della gara (30-22).

Dopo un’altra serie di liberi, Williams segna il jumper che chiude il periodo, 34-26.

Lakers-Clippers, LeBron vs il Gallo

I lacustri raggiungono la doppia cifra di vantaggio con Hart, il cui taglio viene egregiamente premiato da LBJ. Ma la 2nd unit dei velieri si conferma tra le migliori della Lega e produce il parziale di 9-0 che in due minuti riporta la gara in equilibrio, 36-35.

JaVale McGee rientra e ferma il parziale avversario stoppando due conclusioni, consentendo a Rondo di lanciare…

…LeBron in transizione. L’ex Celtics è in palla dall’arco e sigla la terza tripla della sua gara.

Clamp City non molla la presa e trova il vantaggio grazie all’energia di Montrezl Harrell, che domina nel pitturato, 41-42 a 6’29” dall’intervallo.

La seconda parte del quarto vive del duello tra il quattro volte MVP e Danilo Gallinari 🇮🇹. L’azzurro colpisce due volte da oltre i 7.25 e segna 12 degli ultimi 21 punti dei suoi. LeBron James realizza una tripla e serve due volte sull’arco Josh Hart e – pur non riuscendo a convertire come vorrebbe – monopolizza l’attacco lacustre e tiene a contatto i suoi.

57-61 il punteggio alla fine del tempo, con i gialloviola in partita nonostante il 38% dal campo.

Lakers-Clippers, i velieri provano l’allungo

Dopo qualche incertezza nei primi minuti, entrambe le squadre segnano con continuità. Il Gallo segna altri due canestri, mentre Beverley e Shai Gilgeous-Alexander colpiscono col jumper punendo l’inesistente difesa lacustre sul perimetro.

I Lakers, pur non riuscendo ad opporre una resistenza credibile nella propria metà campo, in attacco tengono botta trovando il canestro con tutti gli starter. Rondo continua ad essere efficace da tre realizzando la quarta tripla della serata.

Dopo che durante un timeout la terna arbitrale gli annulla – giustamente – una tripla tentata dopo la sirena dei 24”, Patrick Beverley si rimette subito in pari segnando dall’arco, risponde Mike Muscala. 75-77 con 4’49” da giocare nel quarto.

Rajon Rondo continua a produrre segnando due layup, ma dopo aver assistito…

…l’and-one di Hart fallisce due conclusioni oltre a commettere il quarto fallo, lasciando il campo ad Alex Caruso. 82-84 ad 1’55” dalla fine della frazione.

I Clippers con SGA e Williams chiudono il quarto con un parziale di 12-1, mitigato dal jumper sulla sirena di Reggie Bullock.

Lakers-Clippers, LeBron e compagni si spengono nel finale

James non trova la retina dall’arco e perde un banale possesso favorendo il canestro di Lou Williams, che segna l’87-99 costringendo al timeout Walton dopo neppure due minuti di gioco.

La giocata prima della pausa è emblematica di quanto sia poca la voglia e l’energia messa in campo dai Lakers: dopo aver recuperato il pallone, Lou viene stoppato da dietro da Hart che nello slancio termina fuori dal campo. Nessuno dei compagni ha seguito o creduto nel tentativo di Josh e Sweet Lou ha potuto realizzare indisturbato. Quanto mai giustificati i boo che piovono dallo Staples.

Il timeout giova ai gialloviola che al rientro in campo riescono a ridurre le distanze grazie al 7-0 alimentato dai canestri di Rondo e James, timeout per coach Doc Rivers. A spezzare il rientro dei Lakers ci pensa ancora Gallinari, autore della tripla del 94-102 a 7’38” dalla fine.

Kuzma e Rondo non trovano la via del canestro e nell’ultimo tentativo Kyle si procura una distorsione alla caviglia che lo costringe a rientrare negli spogliatoi.

Walton sceglie una lineup ancora più small – Rondo, KCP, Bullock, Hart e LBJ -ma comunque inefficace in attacco. Bullock sbaglia dall’arco, LeBron un layup incontestato. Landry Shamet segna la tripla che di fatto chiude la gara, 97-104 a 4’04” dalla sirena.

L’unico a crederci, inutilmente, è il solito Hart mentre Williams e James segnano i canestri che fissano il punteggio finale: 105-113.

Lakers-Clippers, tripla doppia per Rondo

LeBron chiude con 27+8+6 con 9/18 dal campo, 1/6 dall’arco ed 8/12 ai liberi. Rondo mette a referto la prima tripla doppia (24+12+12) da lacustre, con 4/10 dall’arco, 5 perse ed altrettanti falli commessi.

Unico a crederci fino alla fine Hart (17+4, con 2/4 dall’arco) apparso in ripresa dal punto di vista fisico. Imprecisi Kuzma (13+6 con 5/15) e Bullock (7+5, con 0/7 dall’arco). Impalpabili McGee e Muscala, invisibile KCP.

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs L.A. Clippers at Staples Center
Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs L.A. Clippers at Staples Center (Lakers.com via Getty Images)

Sei in doppia cifra per i Clippers: Gallinari (23+6, 9/15 al tiro), Williams (21+5), Harrell (14+15+5), SGA (14), Beverley (13+9+4) e Shamet (12). 7+4 in meno di 14 minuti per l’ex Zubac.

Box Score su NBA.com

Lakers-Clippers, Lottery più vicina dei Playoff

Con il settimo e l’ottavo seed distanti 6 e 5.5 partite, i playoff sono sempre più lontani. Sotto di una partita ci sono i Pelicans al momento titolari – al netto della lottery – della nona pick, asset vista la piega presa dalla stagione potrebbe valer la pena inseguire.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Mercoledì 6 e Giovedì 7 Marzo per affrontare allo Staples Center i Denver Nuggets.

Celtics-Lakers: l’ex Rondo beffa Boston sulla sirena

Los Angeles Lakers tanking-LA Lakers-Rajon Rondo, LeBron James and Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Game 55 Recap: Celtics-Lakers

Poche ore dopo la trade deadlinequa lo speciale di NBAPassion – al TD Garden si affrontano per la trecentosessantatreesima volta, tra RS e PO, i Boston Celtics ☘️ (35-19) ed i Los Angeles Lakers 💜🧡 (27-27), da oltre settant’anni la sfida per eccellenza della Lega.

Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Ron Artest and Kevin Garnett, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Elise Amendola, AP Photo)

Le due rivali sono state anche le protagoniste della prima tappa della corsa ad Anthony Davis, alla fine rimasto in Louisiana. I C’s al momento hanno ceduto Jabari Bird, sondano con attenzione ai prossimi buyout e si candidano per l’acquisizione di The Brow durante l’estate.

I lacustri hanno puntellato il roster acquisendo Reggie Bullock dai Pistons in cambio di Svi Mykhailiuk e Mike Muscala – appena arrivato dai 76ers – dai Clippers cedendo Michael Beasley e Ivica Zubac. Ad incombere ora sul futuro dei californiani, è il free agent Melo Anthony.

I gialloviola, reduci dal blowout in casa dei Pacers, al momento sarebbero fuori dai playoff e non possono lasciare più niente per strada. Con Lonzo Ball out ed i nuovi arrivi ovviamente indisponibili, scelte obbligate per Walton che schiera Rondo, Ingram, LBJ, Kuz e McGee.

I Celtics con cinque successi consecutivi hanno affiancato Indiana al terzo posto della Eastern Conference e non vogliono certo fermarsi qua. Stevens non ha problemi e schiera Irving, Tatum, Smart, Morris ed Horford.

Celtics-Lakers, Stephenson tiene a contatto i suoi

Nei primi minuti della gara i lacustri si affidano agli isolamenti di LeBron ed Ingram, che alternano soluzioni personali a servizi per i compagni, entrambe le scelte non pagano perché i Lakers sono imprecisi e segnano solo quattro dei primi quattordici tiri tentati.

Boston pur non brillando attacca in maniera ordinata, si poggia su Tatum – a segno con il classico fadeaway ed in penetrazione – e riesce a distendersi in transizione. In difesa però concede seconde chance agli ospiti che restano a contatto. 9-11 con 6’48” da giocare nel quarto.

I primi cambi della gara sono KCP e Chandler per Rondo e McGee da una parte, Hayward per Smart dall’altra.

James, dopo aver subito un recupero da Irving, completa un gioco da tre punti in transizione cui replica subito Horford. Kyrie invece fatica a trovare la via del canestro e viene stoppato da Tiny Dog prima e Kuzma poi.

Con l’ingresso di Lance per Kuz e Brown e Rozier per Morris e Smart si completa la sequenza dei cambi.

L’attacco californiano fatica, non riuscendo a costruire buoni tiri a difesa schierata. Dalla lunetta poi le percentuali sono subito disastrose (2/7). 13-20 con 3’10” sul cronometro. A scuotere i gialloviola ci pensa Lance Stephenson, a segno due volte dall’arco prima e dopo la tripa di Rozier.

Dopo quattro errori, Ingram…

…si sblocca e con Born Ready segna i canestri che chiudono la frazione, 24-30.

Tutto troppo facile per i verdi, che hanno assistito quasi tutte (9 su 10) le conclusione realizzate ed hanno surclassato in contropiede (8-0) gli avverarsi. Notte fonda per tutti gli angeleni diversi di Lance, che combinano 6/21 dal campo e 3/9 dalla lunetta.

Celtics-Lakers, LeBron tiene vivi i lacustri

Il secondo periodo inizia nel segno di Terry Rozier vs Rondo. I due si scambiano triple – due per Scary, una per Rajon – e trash talking. McGee converte un paio di passaggi dei compagni, ma Jayson Tatum è on fire e segna tre canestri in poco più di cento secondi.

Dopo la tripla del prodotto di Duke, inevitabile il timeout per coach Luke Walton. 33-43 ad 8’51” dall’intervallo ed immediato rientro di LBJ.

JaVale non contesta sul perimetro Theis, mentre James, Ingram e Kuzma non riescono a trovare la via del canestro. Boston dilaga grazie all’inarrestabile Jaylen Brown, che vola due volte in contropiede prima di segnare la tripla del 35-53 a meno di sette minuti dalla fine del tempo.

Dopo aver provato la zona, Walton tenta la carta small – Lance, KCP, Ingram, LBJ e Kuz – per aumentare le spaziature e cambiare meglio in difesa, ma dopo qualche minuto – e gap invariato – torna sui suoi passi inserendo Chandler.

Sotto di diciotto lunghezze, per evitare la fine prematura della gara LeBron James prova a prendere completamente nelle sue mani l’attacco gialloviola: il quattro volte MVP segna da lontanissimo, serve Lance e due volte KCP sul perimetro, prima di schiacciare…

…in contropiede l’alley-oop alzatogli da Ingram. 54-61 a 2’10” dalla pausa lunga.

L’ex Cavs ed Heat rifiata e fallisce due liberi, Gordon Hayward stoppa il rientro lacustre (13-2 il parziale) prima delle triple di Lance ed Horford che chiudono il tempo, 57-66.

Con LeBron a suonare la carica, dodici punti in transizione, nessuna persa e cinque triple i californiani riescono a restare in scia dei Celtics, che dopo l’uscita di Tatum pagano i troppi errori di Irving (2/10).

Celtics-Lakers, gialloviola on fire 🔥

Al rientro dalla locker room, i lacustri sembrano più determinati e concentrati sulla fase difensiva. Persino JaVale McGee prova ad andare oltre la stoppata in aiuto e contesta qualche tiro dalla lunga distanza. Con due canestri dell’ex Warriors e due triple di Kuzma, lo svantaggio si riduce a sole tre lunghezze, 67-70.

James assiste ancora i due: il lungo nel pitturato, il sophomore oltre l’arco.  Kyle Kuzma è caldo e segna la quarta tripla 🏀🏀🏀 in altrettanti minuti e riporta avanti i Lakers. Risponde dai 7.25 Irving, che impatta a quota 75 a metà quarto.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

La gara è equilibrata, anche perché entrambe le difese concedono spazio sul perimetro. Alla tripla ed il layup di Rondo risponde Tatum convertendo l’and-one, mentre a quelle di Ingram e Kentavious Caldwell-Pope
controbatte il positivo Daniel Theis, 86-85 con quattro minuti da giocare nel quarto.

LeBron, in step-back, e KCP realizzano l’ottava e la nona tripla gialloviola della frazione, mentre Irving fatica a segnare dal campo contro le lunghe leve di Brandon Ingram. Beantown resta a contatto grazie all’energia del lungo tedesco, prima del layup di Rondo che chiude il periodo, 99-93.

Dodici minuti irreali per i Lakers: 42 punti segnati (+15), 9/13 dall’arco. Incredibile. Come il 4/14 dalla lunetta.

Celtics-Lakers, finale al fotofinish

Walton vara forse il peggior quintetto possibile – Rondo, Lance, KCP, Hart e McGee – in termini di assortimento ed efficacia difensiva e difatti Boston torna in vantaggio in meno di due minuti. Brown corregge un errore di Tatum prima di colpire dall’arco, Theis manda per farfalle McGee prima di schiacciare. 101-102, timeout e rientro di LBJ per Hart.

Sfruttando il pessimo timing di Rondo negli aiuti e nelle rotazioni, Rozier segna due volte dall’arco. Il play prova a riscattarsi in attacco, assistendo la schiacciata di Ingram. Theis dopo l’ennesimo tip stoppa proprio Rajon, ma il rimbalzo è lacustre e termina nelle mani di James che segna da oltre i 7.25, 108-110.

Dopo aver raccolto il rimbalzo che certifica la tripla doppia, il nativo di Akron segna il -1 dall’arco, risponde l’ex compagno Irving, 113-117 a quattro minuti dal termine. Kyrie segna il liberi del +6, riuscendo ad accoppiarsi sempre con Kuzma, troppo lento per contenerlo.

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Brian Babineau, NBAE via Getty Images)

Ingram e Kyle riportano a contatto i Lakers, Brandon sbaglia un libero mentre Uncle Drew è gelido. Dopo l’errore di Kuzma, Marcus Morris sfrutta gli spazi creati da Irving e segna dall’arco il primo tiro della sua gara, 118-124 con 1’24” da giocare.

Al rientro dal timeout, KCP non sbaglia e segna la tripla che dimezza lo svantaggio. Nel possesso seguente Irving perde la bussola e dopo qualche momento di confusione la palla giunge nelle mani di LeBron, che dall’angolo pareggia a 50″ secondi dal termine. 124 pari.

Tatum non sbaglia dalla lunetta, ma i gialloviola serbano per il finale la migliore azione della gara: tutti toccano la palla, James serve Rondo che penetra e scarica su Brandon. Tiny Dog trova l’extra pass per Kuzma che segna la tripla del +1 a 19″ dalla fine.

I Lakers scelgono di non commetere fallo e Kyrie Irving si conferma clutch e nonostante avesse faticato tutta la gara (5/20) segna il jumper del sorpasso ad 11″ dalla sirena. Sulla rimessa la palla non giunge nelle mani di LeBron, Ingram si avventura nel pitturato e viene stoppato – goaltending? – da Al Horford. I Celtics non controllano il possesso, Tyson Chandler la spizza fuori e viene raccolta da Rajon Rondo

…che segna il primo buzzer beater della sua carriera proprio contro la sua Boston. Finale 129-128.

Celtics-Lakers, tripla doppia per James

LeBron mette a tacere le polemiche sul suo reale stato di salute, giocando quasi 38 minuti senza risparmiarsi. James chiude con 28 punti (11/21 dal campo, 5/10 da tre, 1/5 ai liberi), catturando 12 rimbalzi e servendo altrettanti assist. Per il quattro volte MVP anche tre perse e tre recuperi.

Il canestro della vittoria – il primo in carriera al dodicesimo tentativo – e la buona prestazione al tiro, consentono – per una sera – di focalizzarsi sulle solite leggerezze difensive che hanno caratterizzato la prova di Rondo. Il grande ex chiude con 17+7+10, 3/4 dall’arco e tre perse.

Nonostante non abbia ancora recuperato a pieno dal problema all’anca, la prestazione di Kuzma è stata la migliore delle ultime uscite. La sparata di Kyle nel terzo quarto e la tripla nei minuti finali sono stati fondamentali. Come per Rondo le difficoltà difensive passano in secondo piano, anche se rispetto al compagno quantomeno c’è l’applicazione. Per Kuz 25+5 con 10/21 al tiro e 5/8 dall’arco.

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden
Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Quaranta minuti in campo per Ingram, chiusi con un Net Rating di +22.2 e un Plus/Minus di 18, il migliore dei lacustri con Chandler. Brandon ha faticato in attacco, non riuscendo ad essere efficace (4/14 dal campo, 2/6 dalla lunetta) salvo che nell’assistere i compagni. Dove si Tiny Dog si è fatto valere è stato in difesa, duellando per diversi tratti del match con Irving, che a fine gara ha riconosciuto la difficoltà nell’attaccare contro Slenderman. Per il #14 11+2+7 con 2 recuperi ed una stoppata.

Tanto efficace in attacco quanto lacunoso in difesa. McGee chiude con buoni numeri (17+8, 7/11) ma il Defensive Rating è impietoso: 140.0, per un Net di -36.7 oltre ad un Plus/Minus di -21.

Bene KCP, che chiude con 17 punti, 5/9 dall’arco ed alcune triple nei momenti chiavi della gara. Analogo discorso per Lance, con un minutaggio ridotto, che quando decide di non strafare dimostra di poter essere anche utile nelle rotazioni. Born Ready chiude con 17+2+2 e 3/8 da tre. Pochi minuti per l’acciaccato Hart.

Monumentale Chandler. La schiena lo tormenta, ma Tyson spende il gettone mettendoci più di quello che aveva. L’ex Suns chiude con l’irreale 51.3 di Net Rating oltre al miglior Plus/Minus della gara, +19.

Solite rotazioni allargate ed equilibrate per coach Brad Stevens, che schiera dopo Tatum ed Irving ben sette giocatori con minutaggi compresi tra i 19 ed i 26 minuti.

Top scorer dei verdi Irving (24+7+8) che fatica al tiro (6/21) ma è glaciale nel finale e dalla lunetta (10/10). Ottime prove anche per Tatum (22+10+5, 9/14 al tiro) ed il sorprendente Theis (20+6, 9/11). Bene dalla panca Brown (18, 7/10) e Rozier (19+4+6). Horford non brillante come le ultime uscite (12+7+2) mentre con Hayward (4+6+5) in campo Boston è sembrata più equilibrata. Imprecisi al tiro Morris (1/5) e Smart (2/10).

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Celtics-Lakers, Rondo emozionato

Il giorno dopo aver acquisito due tiratori, i lacustri realizzano 22 triple, nuovo record di franchigia. Sull’efficacia dall’arco i Lakers hanno costruito il rientro e l’allungo nella seconda parte di gara, compensando le difficoltà ad attaccare a difesa schierata.

Con le rotazioni accorciate, Walton ha dovuto concedere più minuti del necessario a LBJ oltre a schierare Hart. La difesa, priva di Lonzo, si è retta sull’esperienza di Chandler e la voglia di Ingram, che ha provato a difendere sia su Tatum che su Irving.

In attacco, LeBron nel momento del bisogno si è preso in mano l’attacco, producendo in prima persona oltre a coinvolgere i compagni. L’eroe di giornata però è Rondo, che a fine gara non nascone l’emozione per l’impresa realizzata:

<Che ci crediate o no, ho sempre sognato qualcosa del genere. Ma non l’avevo mai immaginato in questo modo. Tornare a casa, 13 anni dopo, dove tutto è iniziato. Wow.>

Sulla stessa lunghezza d’onda sia James…

<Essere qui al TD Garden, dove ha vinto un titolo ed ovviamente ha collezionato tanti ricordi, e riuscire a realizzare quel canestro… Beh dev’essere un finale storico per lui.>

…che Walton, che definisce l’epilogo della gara:

<Un finale perfetto.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo Domenica 10,  21:30 italiane, per affrontare al Wells Fargo Center i Philadelphia 76ers.

 

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Il futuro di Anthony Davis riaccende la rivalità tra Lakers e Celtics

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade fatta da The Brow ha riacceso la rivalità tra L.A. sponda gialloviola e Boston, poiché entrambe le franchigie sono interessate ad assicurarsi le prestazioni del prodotto di Kentucky.

 

Ricostruire la storia della rivalità per eccellenza dell’NBA richiederebbe l’equivalente di un’enciclopedia a fascicoli. tanti sono gli aneddoti, i fatti ed i personaggi che l’hanno costruita.

Per uscire dal basket giocato e narrato, basti pensare che il videogame della Electronic Arts – Lakers versus Celtics and the NBA Playoffs – rilasciato verso la fine dell’era Showtime vs Big Three è ancora tra i più giocati sui vari emulatori online. Così come la puntata Celtics/Lakers: Best of Enemies è tra le più apprezzate della serie 30 vs 30 della ESPN.

Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs
Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs © Copyright 1989 Electronic Arts

Dopo le Finals del 2008 e 2010, la rivalità si è sopita a causa della ricostruzione intrapresa da entrambe le franchigie. Con l’arrivo nell’estate 2017 di Kyrie Irving a Boston e di LeBron James a Los Angeles la scorsa estate, i protagonisti dello storico titolo dei Cavaliers 2016 hanno riportato sotto le luci della ribalta le due avversarie.

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade

La storia è nota. Rich Paul – fondatore della Klutch Sports Group nonché agente ed amico di LeBron – ha dichiarato alla ESPN che il suo assistito non avrebbe firmato l’estensione contrattuale, oltre a richiedere una trade verso una squadra che gli avrebbe consentito di competere per l’anello.

Lo strappo tra Anthony Davis – per anni faro della franchigia della Louisiana – ed il front-office dei Pelicans giunge nel corso dell’ennesima deludente stagione disputata da New Orleans. Il GM Dell Demps contava sul fatto che i quasi novanta milioni di dollari e l’anno in più che avrebbe potuto mettere sul piatto rispetto alle altre pretendenti, gli avrebbe concesso un vantaggio nella trattativa per il rinnovo.

L’NBA si è subito mossa a tutela dei New Orleans Pelicans, multando Davis poiché il contratto collettivo vieta ad atleti ed agenti la richiesta pubblica di trade. Inoltre, le dichiarazioni di Paul hanno come scopo quello di indebolire la posizione contrattuale dei Pels.

La dirigenza della Louisiana in una nota stampa ha ribadito che se ci sarà una trade, sarà secondo le loro condizioni oltre a richiedere alla Lega di inasprire le sanzioni per tampering.

Lakers vs Celtics su Davis: le pedine di Ainge ☘️

Per il numero ed il valore degli asset a disposizione, i Boston Celtics sono stati sempre considerati come una delle pretendenti più credibili della prima scelta dell’NBA Draft del 2012.

Il GM Danny Ainge può utilizzare come pedine di scambio sia atleti di esperienza come Marcus Smart e Gordon Haiward che giovani promettenti come Jaylen Brown e, soprattutto, Jayson Tatum. I verdi possono poi disporre della scelta dei Clippers, della migliore tra quella dei Kings e 76ers oltre a quella dei Grizzlies, che è libera da protezioni nel 2021.

A complicare i piani della Beantown è stata la tempistica della richiesta di cessione dall‘entourage di Davis: il regolamento vieta alle franchigie di acquisire via trade due atleti che hanno firmato l’estensione contrattuale con la cosiddetta Rose Rule. In soldoni, Boston può acquisire The Brow dopo il 1° Luglio, quando Irving diventerà free agent, a meno di non inserire nella scambio lo stesso Uncle Drew.

A complicare le mosse dei Celtics c’è poi la volontà del diretto interessato. Secondo Shams Charania di The Athletic e Watch Stadium, per il prodotto di Kentucky Boston non sarebbe una destinazione gradita ma solo una tappa di passaggio. La destinazione preferita? Ancora Charania ha riportato che si tratta proprio dei Lakers.

Jayson Tatum and Anthony Davis
Jayson Tatum and Anthony Davis (Greg M. Cooper, USA TODAY Sports)

Come se non bastasse, nei giorni il papà del sei volte All Star ha dichiarato alla ESPN che non gradirebbe vedere il figlio indossare la canotta biancoverde:

<Non vorrei mai che mio figlio giocasse per Boston, dopo come hanno trattato Isaiah Thomas. Nessuna lealtà. Un ragazzo ha dato il cuore e l’anima per loro e lo hanno scambiato.>

Condivisibili o meno, le parole di Anthony Davis Sr. sembrano allontanare sempre più A.D. dal Massachusetts.

Lakers vs Celtics su Davis: la posizione dei gialloviola

L’arrivo di LeBron ha dato una violenta accelerata al processo di ricostruzione dei Los Angeles Lakers. Il passo successivo è quello di affiancare una o più stelle a James e l’ala dei Pelicans risponde al profilo ideale, grazie alle indiscutibili qualità di cui dispone.

Al termine della gara dello Staples Center, gli apprezzamenti fatti da LBJ nei confronti del #23 di NOLA non erano piaciuti a coach Alvin Gentry ed al front office dei New Orleans, che avevano invocato l’intervento della Lega, tramutatosi in un richiamo generale al rispetto delle regole sul tampering.

Ad alimentare le polemiche, la notizia riportata da Chris Haynes di Yahoo Sports – insider molto vicino al nativo di Akron – sulla cena post partita condivisa dalle due superstar.

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?
LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

Pur non avendo la possibilità di offrire scelte come quelle dei Celtics, i Lakers hanno tutto l’interesse affinché la trade si faccia prima della deadline – essendo Boston al momento fuori gioco – e di conseguenza hanno iniziato la partita a scacchi con la dirigenza dei Pels.

Lakers vs Celtics su Davis: le mosse dei lacustri 💜🧡

Nelle prime ore della trattativa, secondo Dave McNenamin di ESPN, Demps non era intenzionato a rispondere alle telefonate del GM lacustre Rob Pelinka, pronto a sottoporre ben cinque proposte alla dirigenza della Louisiana.

Tuttavia, stando alla ricostruzione fatta da Wojnarowski e Zach Lowe di ESPN, preso atto del fatto che Davis non avrebbe firmato l’estensione contrattuale con team diversi dai Lakers, il front office dei Pelicans ha iniziato a dialogare con Magic Johnson.

Per Adrian Wojnarowski, la prima offerta lacustre era composta da Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Rajon Rondo, Michael Beasley ed una prima scelta.

Per Shams Charania questa proposta – come alternative che possano comprendere veterani come Rondo o Stephenson – non interessa New Orleans, che non ritiene all’altezza il pacchetto offerto. La trattativa però sembra avviata ed i californiani sono aperti ad inserire tutti i membri del roster ad eccezione di Kentavious Caldwell-Pope, anch’egli rappresentato dalla Klutch Sports Group.

Tania Ganguli e Broderick Turner del Los Angeles Times, hanno riportato che i Pelicans stanno valutando la possibilità di fare una controproposta, aggiungendo una seconda first pick a quella già offerta, soprattutto perché con l’arrivo di The Brow le pick saranno verosimilmente meno appetibili. Secondo le due penne del Times, i dialoghi tra le parti dovrebbero riprendere in queste ore.

Lakers vs Celtics su Davis: il futuro di Irving ☘️

Oltre che l’affaire Davis, Ainge pare debba prepararsi ad una trattativa tutt’altro che semplice per il rinnovo di Kyrie Irving. Dopo aver pubblicamente manifestato la volontà di ri-firmare con la franchigia di The City on a Hill, negli ultimi tempi sembra essere meno convinto.

Per Haynes, uno dei motivi per cui Davis non è attratto dall’idea di finire a Boston è proprio l’incertezza che regna sul futuro di Irving.

In un’intervista rilasciata a Ian Begley di ESPN prima della gara contro i New York Knicks, l’ex Cavaliers ha dichiarato che avrebbe scelto che sarebbe stato meglio per il suo futuro, chiudendo l’argomento rimandando tutti i discorsi a dopo il primo Luglio.

Durante la gara, i tifosi del Madison Square Garden hanno intonato l’eloquente coro We want Kyrie!. Ancora Begley riporta le parole di Irving al termine della gara:

<Apprezzo quando ricevo il supporto dei fan, in ogni arena. Ovviamente quando torno a casa, con tutte le voci che ci sono in giro… Non posso farci nulla in merito. Accetto ed apprezzo, ma sono concentrato sulle sfide che mi attendono.>

Le parole pre e post partita di Kyrie hanno dato adito a diverse speculazioni, amplificate dal fatto che sono giunte a poche ore di distanza dalla trade con cui la franchigia newyorchese, cedendo ai Mavs Kristaps Porzingis, ha liberato lo spazio salariale per provare a firmare due stelle nella prossima free agency.

Un’altra firma di ESPN, Tim Bontemps, ha ricostruito uno scenario secondo il quale Irving potrebbe sbarcare nella Big Apple in compagnia di Kevin Durant e – con un po’ di fortuna con le palline della lottery – del freshman delle meraviglie Zion Williamson.

Uno scenario da incubo per i tifosi del pride, secondo solo a quelli ipotizzati da Brian Windhorst di ESPN o da Ric Bucher di Bleacher Report: lo sbarco nella City of Angels di Kyrie per una clamorosa reunion dell’unico duo capace di battere Golden State.

Lakers vs Celtics su Davis: il ruolo di LeBron 💜🧡

I due protagonisti delle NBA Finals del 2016, proprio nei giorni scorsi si sono riavvicinati e, dopo una lunga telefonata, LeBron James ha parlato positivamente dell’ex compagno.

Ma in virtù del suo star power, l’impatto mediatico ed i precedenti nel corso della sua lunga carriera, ogni mossa di James scatena le fantasie di media e fan, oltre a poter essere interpretata a sostegno di una tesi e di quella opposta.

Dalla volontà di assurgere a LeGM per intervenire sul roster dei Lakers, alla – presunta – poca considerazione che nutre nei confronti di Luke Walton

…basta poco per immaginare LeBron come un grande burattinaio capace di agire indisturbato dietro le quinte della Lega.

Al momento dunque Los Angeles favorita su Boston, che invece potrebbe tornare avanti nel caso la trade non si finalizzi entro la deadline.

In ogni caso, la rivalità sembra destinata a segnare nuovamente la Lega. I californiani possono contare sulla presenza catalizzatrice di James, mentre i verdi hanno giovani ed asset per restare ai vertici della Eastern Conference per tanto tempo.

Il conto alla rovescia prosegue e tutti, proprio tutti, hanno gli occhi puntati sugli account dei maggiori insider. Anche durante il Super Bowl.

Ironia della sorte, la sera della trade deadline al TD Garden si affronteranno proprio Celtics ☘️ e Lakers 💜🧡.

Warriors-Lakers: senza LeBron, i gialloviola crollano nel finale

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Golden State at Oracle Arena

Game 53 Recap: Warriors-Lakers

L’NBA Saturday Primetime propone alla Oracle Arena il terzo atto della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (27-25) e Golden State Warriors (36-15).

Nella prima sfida a Dub City i lacustri disputarono una delle migliori prestazioni della LABron Era, mentre nella gara dello Staples Center un Thompson da record affondò i padroni di casa, falcidiati dagli infortuni.

Proprio nel match di Natale di Oakland LeBron James ha patito l’infortunio più grave della sua carriera, saltando le diciassette gare successive. Il quattro volte MVP è rientrato nel successo contro i Clippers, giocando oltre quaranta minuti. Tuttavia lo staff medico dei Lakers, in virtù dell’imminente road trip sulla East Coast, ha deciso di concedere un turno di riposto al nativo di Akron.

Assente nel Christmas Game, JaVale McGee riceve da Iguodala il secondo anello vinto con gli Warriors.

I Campioni NBA – dopo un avvio di stagione inferiore alle attese – hanno inanellato undici successi consecutivi, tornando a guidare la Western Conference in coabitazione con i Nuggets. La striscia di Golden State è stata interrotta dai 76ers, ma il segnale lanciato al resto della Lega da Steph e compagni è eloquente: per il titolo i favoriti restano loro.

I gialloviola, privi di Lonzo Ball, tengono a riposo anche Tyson Chandler. Walton schiera Rondo, KCP, Ingram, Kuz e Zubac. Kerr risponde con gli splash brothers, KD, Green e DMC.

Warriors-Lakers, avvio sprint dei Campioni NBA

I primi possessi della gara evidenziano immediatamente l’abisso che c’è tra le due squadre nella capacità di eseguire offensivamente. I Campioni NBA spingono la transizione e con la circolazione arrivano quasi sempre indisturbati – tre volte il solo Thompson, 6/8 di squadra – al ferro. I lacustri non costruiscono tiri puliti (3/11) e perdono un paio di possessi, 6-13 dopo poco meno di quattro minuti di gioco.

Il timeout non giova agli angeleni, che perdono altri due possessi mentre gli Warriors continuano a martellare. DMC segna nel pitturato e da oltre i 7.25, risponde due volte JaVale McGee. L’aria della Oracle Arena sembra giocare al lungo gialloviola, che segna il terzo canestro della sua gara schiacciando…

…l’alley-oop alzato da Rondo, 14-22.

I Lakers continuano a faticare in attacco, anche perché Iggie e compagni fanno un ottimo lavoro su Ingram, costretto a prendere – e sbagliare – tiri dall’alto quoziente di difficoltà. A tenere a galla i suoi ci pensa Rondo, segnando un paio di canestri oltre a servire Lance sul perimetro. 21-31 a meno di un minuto dalla fine del quarto.

Il canestro di McKinnie e la tripla allo scadere dei 24” di Rajon Rondo chiudono il quarto, 24-33. Con queste percentuali – 35.5% contro 63.6% – dal campo, restare in partita sembra impossibile.

Warriors-Lakers, Wagner suona la carica

Coach Luke Walton riparte con una lineup – Lance, Hart, Ingram, Beasley e Wagner – in grado di fornire migliori spaziature allargando il campo. La scelta paga, perlomeno in attacco, poiché – dopo due canestri di B-Easy – l’area meno affollata permette ad Ingram di battere due volte Green. Golden State si affida allo scatenano Klay Thompson, che segna tre canestri consecutivi, di cui due dall’arco. 19 punti in soli 14 minuti per il figlio del grande Mychal.

I lacustri riescono persino a distendersi in transizione, trovando il canestro con Moe Wagner, carico come una molla, che segna nonostante la manata di Green. Il tedesco non completa il gioco da tre punti, 36-41 dopo tre minuti di gioco nella frazione. Con la seconda tripla di Lance Stephenson ed un jumper di Ingram, gli angeleni restano a contatto.

I gialloviola, rispetto al primo quarto, sembrano essere entrati nella gara soprattutto mentalmente. Wagner dopo un fallo su DMC colpisce dall’arco, Josh Hart dopo un’infrazione di passi recupera un pallone su KD e serve Kyle Kuzma che schiaccia in transizione. 46-47 ed immediato timeout chiesto da coach Steve Kerr.

Dopo il disastroso primo quarto (11/31 dal campo) il positivo Moe è compagni hanno realizzato nove delle undici conclusioni tentate nella seconda frazione.

Nella metà campo difensiva Walton propone la strategia della gara di Natale, raddoppiando Steph e KD preferendo sfidare al tiro le seconde linee di GSW, come McKinnie e Looney. La gara vive un momento di stasi: i Campioni NBA non trovano la via del canestro, mentre i Lakers perdono banalmente un paio di palloni.

Ad eccezione dei liberi di KD e Kuz, nessuno segna per quasi tre minuti. Durant interrompe il torpore schiacciando indisturbato, Klay segna in transizione. 48-53 a tre minuti dall’intervallo lungo, timeout lacustre.

La difesa perde efficacia  contro la Death Lineup di Golden State, capace di punire i raddoppi trovando l’uomo libero: Iggie può affondare due volte senza nessuno che lo contesti. L’attacco continua a funzionare: Brandon Ingram – dopo l’1/6 del primo quarto, 4/5 nel secondo – tiene a contatto i suoi coadiuvato da Kuzma e Zubac, 58-61 a 25″ dalla fine del tempo.

Ancora un canestro dell’MVP delle NBA Finals del 2015 fissa il punteggio alla fine del primo tempo, 58-63. Trentaquattro punti nella frazione per Ingram e compagni, tornati a pieno titolo nel match.

Warriors-Lakers, i gialloviola provano l’allungo, DMC lo stoppa

Il secondo tempo inizia con un bel canestro di Tiny Dog…

…preludio al rientro lacustre. Dopo due jumper di Durant, Kuzma segna la tripla del -2 prima che Rondo serva KCP nel pitturato ed Ivica Zubac che schiaccia in transizione, 71-69 dopo quattro minuti di gioco nel quarto.

I gialloviola sono caldi. Rondo prova a compensare le amnesie difensive del primo tempo continuando ad assistere i compagni. L’ex Celtics e Pelicans pesca prima Ingram che schiaccia, poi arma Kentavious Caldwell-Pope sul perimentro. Un long two dall’angolo di Brandon porta i Lakers sul +9, 14-0 il parziale.

DMC – dopo aver sbagliato tre triple consecutive – interrompe il parziale lacustre segnando dalla lunetta prima e dopo la tripla di KCP. La gara vive il momento di svolta proprio grazie a DeMarcus Cousins. L’ex Kings e Pelicans chiude un pick-and-roll con Durant schiacciando con veemenza sul malcapitato Kuzma. Troppa, dato che gli arbitri lo sanzionano con un tecnico.

KCP sbaglia il libero – 88% in stagione, 0/3 nella gara – DMC completa il gioco da tre punti e l’Oracle Arena si scalda, intonando Beat L.A.! Beat L.A.!. Dopo avergli consegnato l’anello, Iguodala firma anche un poster a McGee, schiacciando il -1 in transizione.

L.A. risponde con Pope, Ingram forza un tiro impossibile e – dopo che Durant ed Hart vengono sanzionati con un doppio tecnico – Alfonzo McKinnie realizza la tripla che riporta in vantaggio i Campioni NBA, 84-85 a due minuti dalla fine del quarto.

McGee si riscatta…

…schiacciando l’alley-oop, ma nel possesso successivo commette infrazione di passi. Ringrazia Iggie – innescato dal decimo assist della gara di Kevin Durant – che dall’arco chiude la frazione, 86-88.

Warriors-Lakers, Iggie e Steph calano i titoli di coda

Dopo qualche errore da ambo le parti, un libero di Rondo ed il tip di Zu riportano avanti gli angeleni, ma il punteggio si capovolge in un minuto: un paio di errori di Lance e Kuz vengono capitalizzati al massimo da Andre Iguodala, a segno due volte dall’arco. 89-96 dopo due minuti di gioco, timeout per Walton.

Lance stoppa il parziale, ma fermo è soprattutto l’attacco lacustre (2/10 al tiro) che si affida le iso di Born Ready e Beasley. Klay dall’arco e dalla lunetta riporta il vantaggio in doppia cifra.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Noah Graham, NBAE via Getty Images)

Dopo aver sbagliato le prime otto conclusioni della sua gara – …e persino un libero – Steph Curry si iscrive alla gara segnando dieci punti con due triple in due minuti. Tranne un jumper e due liberi, le iso di Kuzma ed Ingram non producono praticamente nulla, Durant in transizione schiaccia e chiude la partita. 97-113 a 3’30” dal termine.

L.A. non segna praticamente più ed a due minuti dal termine entrambi i coach svuotano le panche. I canestri di Svi e Zubac fissano il punteggio finale, 101-115

Warriors-Lakers, Klay top scorer

Tanti, forse troppi, minuti per Ingram. Il #14 dopo un avvio difficile, nella parte migliore della gara si è reso autore di alcuni canestri d’autore, salvo poi spegnersi con gli altri nell’ultimo quarto. Per Brandon 20+4+3 con 9/21 al tiro.

Senza LeBron, Rondo ha provato ad assumere il comando della squadra riuscendoci per qualche momento soprattutto ed ovviamente nella fase offensiva. Rajon è stato bravo ad alimentare la transizione, ma è stato inefficace al tiro oltre a difendere con la solita leggerezza. RR chiude con 12 punti (5/14 dal campo, 1/5 dall’arco), 8 rimbalzi, 11 assist e 4 perse.

Ancora fuori giri Kuzma (14+4+2) impreciso al tiro (4/12) ed assente a rimbalzo. Che sia l’anca o il coinvolgimento nei tanti rumor, è fondamentale recuperare Kyle quanto prima. Tanta confusione e troppi minuti per Lance, che alterna buone giocate a numerosi errori e leggerezze. Per Born Ready 10+6+4 con 4 perse e 4/13 dal campo.

KCP si accende solo nel terzo quarto, mentre per il resto della gara è praticamente impalpabile. L’ex Pistons realizza 12 punti (2/5 da tre), cattura 6 rimbalzi e recupera 2 palloni. Ancora più invisibile Hart, che lascia il segno nella partita solo con un recupero ed una stoppata in post su DMC, per il resto 20 minuti tra i più anonimi possibili.

Zubac prova ad opporsi a DMC, ma la sua gara viene limitata da una botta all’anulare della mano sinistra, che sarà oggetto di ulteriori accertamenti nelle prossime ore. Per Ivica 10+9 con 5/11 dal campo. Un paio di schiacciate e poco più per McGee (9+2, 4/5 dal campo). Sei punti con 2/4 al tiro in meno di otto minuti per Beasley.

Moritz Wagner and Draymond Green, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
Moritz Wagner and Draymond Green, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Ben Margot, AP Photo)

Meritava sicuramente di più Wagner, ottimo nel secondo quarto durante il rientro lacustre. Moe ha rivisto il campo solo a due minuti dal fine della partita. Il rookie chiude con 7 punti, 3 rimbalzi e 3/3 dal campo. Analogo discorso per Svi, cui sarebbero potuti essere destinati alcuni dei minuti di Lance.

Thompson top scorer dei Campioni NBA con 28 punti e 10/15 dal campo. Ottime prove per KD (21+5+11 con 8/13 dal campo) e Iggie (17+3+4 con 7/9 al tiro e 3/4 da tre). Imprecisi ma decisivi per il rientro e l’allungo DMC (18+10, 5/15) e Steph (13+4+2, 5/15 con 2/9 dall’arco). 4+3+7 per Green.

Box Score su NBA.com

Warriors-Lakers,

Con l’assenza di LeBron ed in virtù dello stato di forma degli Warriors, era davvero improbabile un esito diverso della gara. I lacustri sono stati bravi a rientrare in partita dopo il brutto avvio, salvo poi barcollare dopo l’affondata di DMC e crollare sotto le triple di Iggie.

I canestri di Iguodala dall’arco hanno disinnescato il piano partita dei Lakers, fino a quel momento efficace grazie agli errori dello stesso Cousins e Green da oltre i 7.25.

Con il solo Ingram in grado di costruirsi un tiro, lo slump di Kuzma, le difficoltà al tiro di Lance e Rondo hanno complicato le cose. Brandon è stato bravo nella parte centrale della gara a liberarsi della guardia di KD ed Iggie, mentre nel finale ha scelto un paio di tiri al dir poco impossibile.

A fine gara alcuni reporter hanno riportato un diverbio su rotazioni e minutaggi tra Walton ed i veterani, ridimensionato poi da testate più vicine all’ambiente gialloviola. Sarebbe quanto meno paradossale, dato che al figlio di Bill potrebbe essere persino rimproverato un uso troppo esiguo di Svi e Moe.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Febbraio per affrontare al Bankers Life Fieldhouse gli Indiana Pacers.