Doc Rivers: “Beverley? Ci sono stati problemi ad inizio anno”

Patrick Beverley

L’allenatore dei Los Angeles Clippers Doc Rivers ha ammesso che ci sono stati problemi con la firma di Patrick Beverley all’inizio della stagione, secondo quanto riportato da Andrew Greif del Los Angeles Times. “All’inizio dell’anno abbiamo faticato con Pat”, ha detto Rivers, “perché stava temporeggiando nel firmare”. Dopo il rinnovo invece, Beverley ha guidato i suoi Clippers fino ad una inaspettata qualificazione ai playoffs, con un record stagionale di 48-34.

I losangelini sono impegnati contro i Golden State Warriors nel primo turno di playoffs, una sfida rivelatasi più ostica del previsto per gli uomini di Steve Kerr.

Gara-1 ha visto già un dominio largo degli Warriors, grazie ad uno Steph Curry devastante. In gara però 2 tutto è mutato: i Clippers sono riusciti a riaprire la serie con una clamorosa vittoria in rimonta.

E’ stata una stagione ben al di sopra delle aspettative per i Clippers, che sono in rifondazione, soprattutto dopo gli addii degli ultimi due anni di Chris Paul, Blake Griffin, DeAndre Jordan e J.J. Redick.

Danilo Gallinari, Montrezl Harrell e Lou Williams hanno trascinato la squadra ai playoffs a suon di ottime prestazioni, soprattutto dopo l’All-Star game. L’arrivo del promettente Ivica Zubac nel ruolo di centro e la conferma del giocatore italiano hanno creato delle solide basi per il futuro, in attesa dell’estate e di una delle free agency più ricche degli ultimi anni.

In un contesto del genere, il rinnovo di un giocatore come Patrick Beverley, decisivo soprattutto per l’apporto che offre in fase difensiva, è stato un punto fondamentale. In attesa di un ricostruzione da completare, non resta che aspettare la crescita delle giovani stelle nascenti in casa Clippers.

Pistons, Casey sull’espulsione di Drummond: “Ho visto di peggio”

Detroit Pistons 2018/2019

L’allenatore dei Detroit Pistons Dwane Casey ha provato a giustificare Andre Drummond dopo l’espulsione subita in gara 1 contro i Milwaukee Bucks.

Drummond ha ricevuto un “flagrant-two” per aver spinto Giannis Antetokounmpo, dopo una lotta a rimbalzo nell’area difensiva dei Pistons.

“Ho visto molto di peggio” , ha detto Casey , “Cosa ti aspetti che faccia la nostra difesa se arrivi a 100 miglia orarie per prendere il rimbalzo? Doveva (Drummond ndr) togliersi e fargli fare quello che voleva?”.

Casey ha anche aggiunto che gli arbitri hanno provato a tenere sotto controllo il match, sbagliando però nell’episodio clou della gara.

Dello stesso avviso anche Drummond, che ha aggiunto “non sto giocando di certo per provare ad essere multato o espulso”.

Al momento non è ancora chiaro se la lega prenderà decisioni per quanto riguarda un’eventuale squalifica del lungo. Drummond è fondamentale in questo momento per i Pistons, viste le condizioni non ottimali di Griffin (costretto già a saltare gara 1 ed in dubbio per la seconda partita contro i Bucks), e i limiti evidenti di organico dei pistons.

Il lungo di Mount Vernon era sembrato molto sicuro di sé prima della partita contro Milwaukee, tanto da affermare di conoscere già il modo di giocare di Antetokounmpo a memoria, e quindi anche tutte le contromisure necessarie per fronteggiarlo.

Evidentemente Drummond non era aggiornato sui progressi del fenomeno greco, che in soli 23 minuti sul parquet ha prodotto 24 punti e 17 rimbalzi, oltre a far esondare i nervi del centro di Detroit, fino a portarlo poi al fragrant-two.

I Pistons hanno perso gara 1 al Fiserv Forum di Milwaukee, con una sonora sconfitta per 121-86 (record di franchigia ai playoffs per i Bucks). I bucks partivano con tutti i fattori dei pronostici, e l’espulsione di Drummond, unita all’assenza di Griffin, non ha fatto altro che aumentare il divario tecnico tra le due squadre. Servirà un cambio di rotta ai Pistons in vista di gara 2, in modo da provare a tenere aperta una serie che per tanti fattori lì dà già per spacciati.

Warriors, Jordan Bell sospeso per aver addebitato una spesa sul conto d’albergo di Mike Brown

Jordan Bell

Il giocatore dei Golden State Warriors Jordan Bell è stato sospeso prima del match di martedì notte contro i Memphis Grizzlies, per questioni comportamentali.

Secondo alcune voci, Bell avrebbe addebitato una non meglio precisata “spesa” alla carta di credito di Mike Brown, assistente allenatore di coach Kerr. Su segnalazione dello stesso Brown, gli Warriors sarebbero risaliti alla vicenda dopo una breve indagine interna.

Anthony Slater e Sam Amick di The Athletic riportano come durante le trasferte delle squadre NBA, le camere d’albergo siano pagate dalle società, mentre tutti gli altri acquisti nelle camere (snack, bibite, canali televisivi) sarebbero invece a carico dei giocatori singoli.

Fonti vicine all’ambiente Warriors rivelano inoltre che non sarebbe la prima volta che Bell avrebbe avuto un comportamento del genere.

Chiamato in causa sull’argomento, coach Steve Kerr ha preferito glissare, limitandosi a poche parole: “Il comunicato della squadra dice tutto ciò che c’è da sapere: (Bell, ndr) è stato sospeso per stanotte per condotta dannosa per la squadra. Ma questi sono affari nostri e di nessun altro, e noi andremo avanti”.

 

Dopo una positiva annata da rookie con 13 partenze in quintetto, Jordan Bell ha visto il suo minutaggio ridursi nel 2018/19, anche a seguito degli arrivi di DeMarcus Cousins e Andrew Bogut.

In 11,4 minuti di media a partita, l’ex seconda scelta dei Chicago Bulls ha sinora viaggiato a 3 punti e 2,7 rimbalzi di media a partita. Già nel mese di gennaio, durante un timeout in una partita vinta contro i Los Angeles Lakers, un nervoso Jordan Bell aveva avuto un acceso diverbio, diventato poi virale, con Steve Kerr. Intervistato in merito a quanto successo, Kerr aveva poi liquidato il tutto, definendolo come una normale situazione di campo, con un’incomprensione chiarita subito dopo negli spogliatoi.

Warriors, Klay Thompson: “Steph Curry è la nostra voce della ragione”

I Golden State Warriors sono di gran lunga la squadra più dominante degli ultimi anni nella NBA, come confermano i 3 anelli vinti negli ultimi 4 anni.

Quest’anno però, sebbene siano ancora primi ad Ovest con un record di 50 vittorie e 23 sconfitte, gli Warriors hanno subito un brusco rallentamento rispetto agli ultimi anni, specialmente tra le mura amiche della Oracle Arena, quello che nelle scorse stagioni era diventato un fortino per gli uomini di Steve Kerr.

A proposito di questa situazione, Klay Thompson ha parlato in un’intervista concessa a Mark Medina di The Mercury News di come Steph Curry sia il vero cuore e motore dei bi-campioni in carica NBA.

Dopo la squalifica di Draymond Green nella trasferta di Atlanta, Curry decise di riunirsi al gruppo, nonostante fosse in convalescenza dopo un infortunio al ginocchio. Quando Green e Durant tornarono insieme in campo il 15 novembre contro Houston, Steph si sedette tra di loro in panchina, scherzando ed alleggerendo la tensione: “Non ho dubbi nel dire che Steph sia per noi la voce della ragione nei momenti di tensione della squadra” Riferisce Thompson.

Steph ha cercato di prevenire ogni tipo di situazione difficile” aggiunge Green “E’ stato attento e presente nel tenere d’occhio ogni singola situazione prima che qualcosa potesse andare male.

Steph Curry: “Altre squadre da titolo saltate per questioni di egoismi, a noi non accadrà”

L’onnipotenza cestistica di Curry è sotto gli occhi di tutti, grazie alla serie di record infranti a suon di triple, e dopo i due premi di MVP vinti consecutivamente (di cui uno, il secondo, primo nella storia assegnato all’unanimità).

Quello che però spesso viene dimenticato di lui è il suo ruolo da leader all’interno dello spogliatoio dei Golden State Warriors. Steph è un leader silenzioso, dai modi molto più pacati di tanti altri giocatori simbolo della NBA.

Questa tranquillità che trasmette è fondamentale in un ambiente in cui convivono personalità forti ed orgogliose come quelle di Draymond Green, Kevin Durant e DeMarcus Cousins. L’azione di Curry fu decisiva durante il periodo della guerra fredda tra Green e Durant.

La sua mediazione portò ad un incontro chiarificatore tra i due prima della partita degli Warriors contro i Dallas Mavericks del 17 novembre scorso. Un incontro che ha risolto i problemi, e dopo il quale gli Warriors sono rifioriti, tornando in testa alla Western Conference.

A tal proposito Curry dichiarò: “Devi entrare all’interno delle cose. Ascolti, capendo che non hai tutte le risposte. Alcune si, ma non tutte. È importante sapere da dove viene ciascuno, capire cosa abbia in testa, con lo stress che affrontano dentro e fuori dal campo in modo da poterci supportare l’un l’altro. Per un po’ questo è andato perduto. Più di una squadra, più di una corsa al titolo sono deragliate per colpa dell’ego, di personalità male assortite, o piccole sceneggiate irrisolte. È una sfortuna, ma noi non saremo quel tipo di situazione”

Il successo di una franchigia NBA, oltre che chiaramente dal fattore campo, dipende soprattutto dalla gestione dello spogliatoio e dei suoi leader, ed in questo sia Steve Kerr che Steph Curry si sono dimostrati maestri. L’armonia dello spogliatoio è stata fondamentale nei momenti più duri degli ultimi anni per i Golden State Warriors, e gran parte dei meriti vanno soprattutto a fenomeni come Curry, talento indubbio fuori dal campo, ancor prima che sul parquet.

Kings, Buddy Hield batte il record di tiri da 3 punti in stagione di Peja Stojakovic: “Grande traguardo”

E’ stata una partita speciale per Buddy Hield quella di stanotte contro i Phoenix Suns. L’ala dei Sacramento Kings ha infatti stabilito il nuovo record di franchigia per triple realizzate in una stagione da un singolo giocatore, superando quello precedente di Peja Stojakovic.

Hield ha iniziato il match con 238 tiri da tre punti mandati a bersaglio in stagione, due in meno del record di 240 di Stojakovic, ed ha realizzato una sola tripla nella prima metà del match. Rientrato negli spogliatoi, ha però cambiato marcia, iniziando a segnare triple in serie, fino ad arrivare a 7 canestri da oltre l’arco su 14 tentativi a fine match. Hield ha così raggiunto il numero di 245 tiri da tre in stagione, 5 in più del precedente record.

Il bahamense era visibilmente contento per il traguardo raggiunto a fine partita, ammettendo di essere entusiasta per aver superato Peja Stojakovic, attualmente vice-General manager dei Sacramento Kings.

Un traguardo speciale, per un ragazzo delle Bahamas superare un giocatore come Peja Stojakovic, uno che ha fatto la storia di questa franchigia è qualcosa di straordinario. Ringrazio Dio per avermi dato questo opportunità, la possibilità di fare ciò che amo ogni giorno. Il pallone della gara? Lo terrò gelosamente

Il prossimo obiettivo per Hield sarà quello di infrangere il record per tiri da tre punti realizzati in maglia Sacramento Kings (1073), detenuto sempre dal tiratore serbo. L’ex giocatore dei New Orleans Pelicans è oggi a quota 480.

Il 2018/19 è stato l’anno della definitiva consacrazione per Buddy Hield, arrivata a Sacramento nel 2016/2017 nella trade che aveva spedito DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans.

Dotato di un ottimo range di tiro, Hield ha pagato una certa incostanza nei suoi primi anni a Sacramento.

Quest’anno invece è letteralmente esploso sul campo, e insieme a De’Aaron Fox ha portato i Kings a giocarsi un posto ai playoffs, cosa che dalle parti di Sacramento non si vedeva da anni. Hield è anche quarto nella speciale classifica di triple realizzate in stagione, dietro solamente a tre mostri sacri come James Harden, Steph Curry e Paul George, ed il suo 43% vale per il bahamense un posto nella top 10 per percentuale al tiro da tre punti.

A tutto questo si aggiunge anche la partecipazione al three-point contest nella settimana dell’All-Star Game, che lo ha visto sconfitto nella speciale finale a 3 contro Joe Harris (vincitore dell’edizione) e Steph Curry, dopo aver realizzato 25 punti nelle fasi a eliminazione.

Buddy Hield sta viaggiando a 20.8 punti di media a partita, ed i Sacramento Kings hanno un record di 36 vittorie e 36 sconfitte, valido per il non posto nella Western Conference.

I playoffs distano ormai ben 6 partite e sarà difficile raggiungerli per i Kings, ma questa stagione può essere considerata come un trampolino di lancio per il futuro, in un ambiente rivitalizzato dal GM Vlade Divac e dal proprietario Vivek Ranadivé.

I Sacramento Kings (assieme agli Indiana Pacers) saranno la prima squadra NBA a giocare una partita di pre-season in India, a Mumbai il prossimo 4 e 5 ottobre. Buddy Hield e De’Aaron Fox saranno due delle giovani stelle che saranno chiamate a partire dalla prossima stagione a riportare i Sacramento Kings in alto, ad ormai 12 anni dall’ultima apparizione ai playoffs.

Tyreke Evans: “Voglio vincere! Stagione difficile, ma migliorerò”

Tyreke Evans-Pacers

Tyreke Evans ha ammesso che questa stagione per lui è stata come essere su un ottovolante. Il giocatore dei Pacers ha infatti affrontato una stagione molto tribolata tra infortuni vari e l’improvvisa perdita del nipote. Tutto questo ha fatto sì che in numeri di Evans calassero molto in questa stagione, dopo i 19 punti per gara fatti registrare in quel di Memphis dell’anno scorso.

Tyreke Evans sul suo futuro: che strada sceglierà?

Evans tornerà ad essere free agent il prossimo anno, dopo aver firmato un contratto annuale di 12.4 milioni con i Pacers: “Chi mi conosce sa il giocatore che sono. Da quando sono stato scelto al draft sono migliorato anno dopo anno nel controllo e nella gestione della palla. Sono un giocatore molto professionale e voglio vincere prima del mio ritiro”.

Sarà difficile ripartire per Tyreke Evans, dopo gli ultimi anni bui, e soprattutto dopo aver fallito anche a Indiana, posto ideale per rilanciare le sue ambizioni. Evans era il giocatore ideale su cui puntava Indiana, soprattutto dopo il grave infortunio occorso ad Oladipo. Invece la sua stagione travagliata ha costretto la franchigia a dover adattarsi ad altre soluzioni interne,  anche se i risultati hanno poi dato ragione alle strategie dei Pacers in ottica playoff.

Indiana infatti è in piena corsa per il quarto posto, per riuscire a guadagnare il fattore campo in casa nel primo turno. Young, Collison, Sabonis e Bogdanovic sono riusciti a confermarsi ad alti livelli, e il pubblico di Indianapolis ha fatto il resto, in un palazzetto che offre un ambiente terribile per gli avversari ad ogni match. Le previsioni oltre i playoff non sono delle più rosee, soprattutto ora cheOladipo è ai box almeno fino al prossimo anno, però Indiana resta un team non proprio abbordabile per gli avversari soprattutto per la corsa al vertice dell’est.

 

Kobe Bryant sprona LeBron James: “Non mollare, i Lakers risorgeranno”

Kobe Bryan and LeBron James

Kobe Bryant ha voluto dire la sua in merito alla situazione attuale dei Los Angeles Lakers e al fallimento di questa stagione.

I Lakers hanno oggi un record di 31 vittorie e 40 sconfitte, valido per l’11esimo posto nella Western Conference, completamente fuori dalla lotta playoffs, ed è opinione del grande ex Kobe Bryant che la debacle di quest’anno sia dovuta prevalentemente agli infortuni che hanno falcidiato il roster, dopo una partenza che aveva dato grandi speranze ai tifosi giallo-viola.

La perdita di James per un infortunio all’inguine si è andata ad aggiungere a quella permanente di Lonzo Ball, limitato da malanni di vario genere da un anno a questa parte, ed a quella di Brandon Ingram (operazione e stagione finita per la stellina della Carolina).

Sono stati sfortunati ad essere stati colpiti da così tanti infortuni in rapida successione. Quando erano al completo stavano giocando bene, oltre tutte le aspettative, ma poi sono stati falcidiati dagli infortuni. Questo li ha messi fuorigioco, andando a rompere la routine, e ora devono riavviare il sistema. Ma l’anno prossimo andranno sicuramente meglio

 

 

Quando gli è stato chiesto quale consiglio avrebbe dato a Magic Johnson, Bryant ha detto: “È solo una questione di pazienza, ovviamente prenderanno delle decisioni intelligenti; ci sono pedine da scambiare e spazio salariale sufficienti per puntare subito al titolo, oppure tanti giovani di talento su cui  puntare. Qualunque sia la loro scelta, sono ben direzionati.

“Stagioni come questa sono quelle che rendono appassionante il campionato. Cosa direi a LeBron? Continua a spingere, non mollare un centimetro” ha concluso infine il Black Mamba.

Parole di totale fiducia in LeBron James e nei Lakers quelle di Kobe, ex stella indiscussa dello Staples Center. Bryant ha fatto la storia recente dei Lakers, arrivando a vincere 5 anelli prima con Shaquille O’Neal e poi con Pau Gasol. Bryant è anche il terzo giocatore per punti totali della storia NBA, davanti allo stesso James e a Michael Jordan.

La sua totale fiducia nel progetto di Magic Johnson e LeBron James potrebbe servire ad aumentare l’autostima di un gruppo che deve superare le enormi difficoltà di questa stagione, e ripartire per riportare i Lakers in alto.

Raptors, Kyle Lowry si infortuna e accusa Robinson: “Giocata sporca”, la replica: “Colpa sua”

Pronostici marcatori NBA-Kyle Lowry

Kyle Lowry è uscito dolorante dopo la partita con i New York Knicks della scorsa notte, complice un contrasto di gioco con Mitchell Robinson, colpevole di essere franato sulla caviglia destra della point-guard dei Raptors nel tentativo di recuperare un pallone alla fine del terzo quarto del match.

Lowry si è seduto in panchina con il ghiaccio alla caviglia, e non è rientrato per il resto del match, terminando la sua gara con 15 punti (con 5 triple a bersaglio), 8 assist e 6 rimbalzi in 26 minuti di gioco.

“Penso fosse un intervento un po’ sporco” ha tuonato la star dei Raptors dopo il match “Robinson mi ha afferrato e tirato giù: è un ragazzino e non so se lo ha fatto di proposito o meno, ma spero che imparerà la lezione per la prossima volta.

 

Il 5 volte All-Star sarà sottoposto a controlli, anche se i Toronto Raptors sono abbastanza fiduciosi circa l’entità dell’infortunio, secondo quanto riferito da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Coach Nick Nurse ha affermato dopo la partita di “non essere particolarmente preoccupato” dall’infortunio, tirando un sospiro di sollievo. I Raptors torneranno in azione mercoledì notte contro gli Oklahoma City Thunder, potendo contare sul ritorno in campo di Kawhi Leonard e sul neo-acquisto Marc Gasol, che si sta inserendo sempre di più negli schemi della squadra.

Mitchell Robinson: “Sono solo caduto, perché scusarsi?”

Il lungo dei Knicks Mitchell Robinson ha risposto alle accuse di “giocata sporca” di Kyle Lowry, liberandosi di ogni tipo di responsabilità nell’infortunio:

Sono solo inciampato, se devo scusarmi di qualcosa, mi dispiace di essere caduto proprio sopra di lui. (Lowry, ndr) si sbaglia se pensa che io possa aver fatto apposta. Mi spiace che si sia fatto male, in ogni caso

Il rookie dei New York Knicks ha quindi allegato al suo messaggio di “scuse” una foto dell’episodio incriminato, che ritrae Kyle Lowry afferrare Robinson per il braccio, quasi trascinandolo a sé un secondo prima di finire a terra.

In attesa del ritorno di Lowry, tra l’altro appena rientrato da un precedente infortunio alla caviglia sinistra, i minuti dell’ex Houston Rockets verranno probabilmente occupati da Jeremy Lin, arrivato lo scorso gennaio in Canada.

Fortunatamente per loro, i Raptors possono contare su un roster profondo e di livello, con molti punti nelle mani di giocatori che partono spesso dalla panchina, come Fred VanVleet. L’assenza di Kyle Lowry potrà essere così ammortizzata al meglio, anche se dalle parti della Scotiabank Arena sperano tutti in un pronto rientro, visti i playoff sempre più vicini, in una stagione partita sotto grandi aspettative, soprattutto dopo il colpo Leonard della scorsa estate.

I Toronto Raptors (50-21) si stanno confermando come i favoriti ad Est, dietro ai soli Milwaukee Bucks di Antetokoumpo. Nella speranza di un definitivo salto di qualità, dopo le cocenti eliminazioni ai playoff precedenti, a Toronto sono tutti concentrati e uniti verso un’unico obiettivo atteso ormai da troppo tempo, le Finals.

Warriors, risonanza magnetica per DeMarcus Cousins, Andrew Bogut pronto al debutto

DeMarcus Cousins sarà sottoposto a risonanza magnetica al piede destro, secondo quanto annunciato dai Golden State Warriors a Nick Friedell di ESPN.

Il lungo degli Warriors aveva accusato un problema alla caviglia destra nella gara contro gli Oklahoma City Thunder, ed era stato costretto ad abbandonare il campo nel quarto periodo.

La presenza di Cousins risulta pertanto in dubbio per la gara contro i San Antonio Spurs di lunedì. Gli Warriors agiranno con estrema cautela, per non rischiare di incorrere in ricadute dopo il terribile infortunio al tendine d’Achille sinistro dello scorso anno.

In 21 gare con gli Warriors, Cousins ha viaggiato sinora a 15.6 punti, 7.9 rimbalzi e 3.6 assist di media.

Dopo aver lasciato i New Orleans Pelicans per giocarsi le proprie chance di vincere un anello a Oakland, Cousins è chiamato a tornare ai livelli pre infortunio, per coprire quella che forse è l’unica lacuna nel sistema Warriors, ossia il ruolo del centro.

Dopo un inizio a minutaggio limitato, “Boogie” sembra essersi ambientato al meglio dalle parti della Baia, e sta entrando sempre di più nei meccanismi del gioco degli uomini di Steve Kerr. La speranza egli Warriors è che quel che è successo contro Oklahoma abbia provocato solo un grande spavento, e non abbia intaccato la fiducia nel ritorno di uno dei lunghi NBA più efficaci degli ultimi anni nella NBA.

Golden State Warriors, Bogut pronto al debutto

Dopo una settimana dalla firma per un contratto sino al termine della stagione, pare essere arrivato in casa Warriors il momento dell’esordio stagionale per Andrew Bogut.

Il lungo australiano aveva fatto ritorno in patria per giocare con i Sidney Kings nell’aprile del 2018. In Australia, Bogut è stato nominato MVP della NBL (la massima lega australiana), ma la corsa dei suoi Kings si è fermata in semifinale, con una sconfitta per 2-0 per mano dei Melbourne United, poi laureatisi campioni.

Al termine della stagione, l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks ha accettato l’offerta dei Golden State Warriors, squadra in cui Bogut aveva già militato dal 2012 al 2016. Andrew Bogut potrebbe dunque fare il suo nuovo esordio in maglia Warriors già nella serata di lunedì all’AT&T Center di San Antonio, dopo una settimana di preparazione.

Mavs, Kristaps Porzingis torna ad allenarsi con la squadra, non sarà in campo in questa stagione

13 mesi dopo aver subito un intervento chirurgico al ginocchio sinistro, il cestista lettone Kristaps Porzingis ha partecipato alla sua prima partitella 5 vs 5 nell’allenamento di mercoledì scorso.

Il neo giocatore dei Dallas Mavericks era ovviamente lontanissimo da una condizione fisica ottimale, ma ha iniziato a riprendere fiducia e ritmo, dopo essere stato fermo per più di un anno.

“Ho evitato di scattare oggi, ma ho avuto buone sensazioni in campo, mi sentivo a mio agio, fluido e penso che questo sia importante” ha detto Porzingis a Dwain Price di Mavs.com “I tiri torneranno ad entrare piano piano e più giochiamo. Più gioco, e più migliora la mia condizione, è bello poter finalmente fare qualcosa di fisico, quindi sono felice”.

Il lettone ex Knicks ha ammesso che avrebbe potuto tornare ad allenarsi con la squadra anche prima, preferendo però proseguire la riabilitazione con estrema cautela.

“Ci siamo presi tutto il tempo a disposizione, siamo rimasti davvero pazienti”, ha detto Porzingis. “Sono orgoglioso di me stesso per aver avuto la calma necessaria, ma ora sono qui, e non vedo l’ora che inizi la prossima sessione”.

Nonostante i suoi progressi e il suo rientro sul campo, è difficile che Porzingis torni a giocare partite ufficiali almeno in questa stagione, per non rischiare una nuova ricaduta e per riprendersi al meglio.

Kristaps Porzingis, il gigante lettone che ha sorpreso la grande mela

Porzingis è stato acquistato nell’ultima finestra di mercato dai Dallas Maverick, proveniente dai New York Knicks, in un affare che ha visto coinvolti sette giocatori a gennaio. Dalle parti della Grande Mela sono andati il centro DeAndre Jordan e Dennis Smith Jr, giocatore atteso a delle conferme ad alto livello, dopo la parentesi altalenante di Dallas.

Per quanto riguarda Kristapz Porzingis, il lettone è stata una grandissima sorpresa fin dal suo arrivo nella NBA. Il lungo fu fischiato dopo la selezione al draft dai tifosi, quando nel 2015 fu pescato dai Knicks con la quarta scelta assoluta. Con il tempo, Porzingis è però diventato un beniamino dei tifosi di New York, sempre abbastanza focosi per quanto riguarda i loro idoli, a suon di prestazioni “monstre” sul campo.

Nonostante le pessime stagioni dei Knicks, Porzingis è riuscito a mettersi in evidenza e a mostrare le sue indubbie doti cestistiche. Il 23enne viaggiava una media di 17.8 punti, 7.1 rimbalzi e due stoppate nelle 186 partite per il suo ex club, prima del terribile infortunio ai legamenti patito nella partita del 6 Febbraio 2018 contro i Milwaukee Bucks.

Da lì in poi è iniziato il calvario per il lettone, che ha portato il giocatore sempre più ai margini del club, fino alla trade con Dallas dello scorso gennaio.

I Mavericks hanno oggi un record di 27 vittorie e 41 sconfitte, dopo un inizio di stagione sopra le aspettative. Non è bastato il solo talento del prossimo Rookie of the Year luka Doncic, altro fenomeno europeo sbarcato in NBA, a risollevare le sorti di un club in piena ricostruzione.

Sarà fondamentale il ritorno di Porzingis a pieno ritmo la prossima stagione, in una squadra che con il lettone affianco allo sloveno dalle mani d’oro promette di diventare una contender di livello nelle prossime stagioni.

 

Kristaps Porzingis sara restricted free agent a luglio, ed in sede di presentazione dopo il suo approdo a Dallas si è detto disponibile ad accettare la qualifying offer da 4,5 milioni di dollari per la prossima stagione, in vista di un ritorno da protagonista nel palcoscenico più importante del basket.

I Los Angeles Lakers hanno considerato l’idea di tornare al Forum di Inglewood?

biglietto All Star Game? All Star Game

Il giorno prima che i Los Angeles Clippers annunciassero i nuovi piani per la costruzione di un’arena ad Inglewood, il magnate Irving Azoff ha fatto trapelare un’idea alla proprietaria dei Lakers Jeanie Buss ed alla top advisor Linda Rambis riguardo a una possibile mossa che avrebbe potuto tagliare fuori i Clippers, e provocare un terremoto nello sport losangelino.

Il Los Angeles Times ha pubblicato uno scambio di mail tra i soggetti sopracitati, riguardante la proposta fatta da Azoff di trasferire i Lakers al Forum, alla scadenza del contratto di leasing dello Staples Center, nel 2025.

Dalle conversazioni contenute delle mail si evince un forte interesse di Jeanie Buss verso il Forum, interesse sostenuto da Azoff, consapevole del grande affare dal punto di vista economico: “Possiamo tenerlo esattamente così com’è, o costruire un bellissimo nuovo impianto per i Lakers e per i concerti” si legge in una delle tante mail scritte da Azoff “Abbiamo anni per decidere, ma ora lo progetteremo comunque per ogni evenienza“.

Nelle mail tra Azoff, Buss e Rambis non mancano poi frecciate soprattutto verso Steve Ballmer, proprietario dei Clippers, definito “Balls”, in riferimento ai suoi piani di costruzione del nuovo palazzetto dei Los Angeles Clippers

Il Forum di Inglewood è stato la casa dei Los Angeles Lakers a partire dal 1967, dopo che la franchigia aveva giocato per sette anni alla LA Memorial Sports Arena dopo il trasferimento da Minneapolis nel 1960. La squadra avrebbe poi vinto sei titoli NBA al Forum, prima di trasferirsi allo Staples Center nel 1999.

Il 2024/2025 sarà l’ultimo anno di contratto per i Lakers allo Staples Center, e la famiglia Buss ha comunicato pubblicamente che nessuna proposta verrà presa in considerazione, ne tanto meno quella di Azoff e del Forum, e che l’intenzione della squadra è quella di rimanere a downtown L.A. A giudicare dal contenuto delle mail, sembra però essere vero il contrario.

Lakers e Inglewood, i Clippers rischiano di rimanere senza una casa

Le e-mail sono tra le decine di migliaia di documenti prodotti in sede della causa legale tra la Madison Square Garden Company di James Dolan contro la città di Inglewood, presso la Corte Superiore della Contea di Los Angeles, sui progetti di costruzione della nuova arena dei Los Angeles Clippers.

Nella causa, MSG afferma che il sindaco di Inglewood James T. Butts Jr avrebbe indotto la società a porre termine al suo contratto di affitto di terreni di proprietà demaniale, atta ad area di parcheggio, al fine di favorire la costruzione della nuova arena. Il sindaco ha però negato tutte le accuse.

L’intenzione dei Clippers sarebbe quella di costruire un’arena sfruttando circa 22 dei 298 acri di terreno lungo West Century Boulevard, parte dell’area dei nuovi stadi di Rams e Chargers. Il progetto dell’arena, frutto di un contratto esclusivo di tre anni tra L.A. Clippers e città di Inglewood, è in una fase studio che ne dovrà determinare l’impatto ambientale.

Steve Ballmer ha dichiarato che uno dei motivi che lo ha spinto al progetto di una nuova arena per i Clippers è quello di dare la possibilità alla squadra di comandare il calendario delle partite casalinghe (i Clippers sono al momento la terza squadra dello Staples Center, dietro a Lakers e Los Angeles Kings, NHL), in un impianto pensato esclusivamente per la pallacanestro.

Draymond Green-Klutch Sports: “LeBron importante per questa scelta”

Draymond Green-Klutch Sports

L’ala dei Golden State Warriors Draymond Green ha dichiarato a The Undefeated di ESPN martedì di aver firmato ufficialmente con l’agenzia di rappresentanza Klutch Sports, che rappresenta anche LeBron James.

Green, tre volte campione NBA e tre volte All-Star, era precedentemente rappresentato dall’agente B.J. Armstrong con The Wasserman Group. La firma con Klutch Sports, guidata dal presidente e agente Rich Paul, il 27 febbraio scorso a Miami. Il giocatore degli Warriors diverrà restricted free-agent nel 2020.

Klutch Sports è un’azienda all’avanguardia, è un ambiente puro, e ho imparato a conoscere Rich nel corso degli anni. Ci siamo avvicinati molto: ho trovato in lui qualsiasi cosa che un giocatore vorrebbe in un agente, quindi perché no? Alcuni hanno paura di ciò che la gente penserà o quello che verrà detto. Non è questo il mio caso

– Draymond Green –

Green, 29 anni , ha una media di 7.5 punti, 7.1 rimbalzi, 7.1 assist, 1.5 palle e 1.0 stoppate in 31.2 minuti a partita in questa stagione. Giunto alla sua settima stagione NBA, Green è al quarto anno di un contratto quinquennale da 82 milioni di dollari firmato nel 2015. Green ha dichiarato che Armstrong lo ha ringraziato per l’apprezzamento dei suoi 4 anni e mezzo di servizio.

Draymond ha poi aggiunto che il cambiamento è incentrato “Su di me e su cosa voglio, sempre essendo allineato con l’andare avanti”. Green ha dichiarato di essere rimasto “sbalordito” quando le persone hanno messo in dubbio la sua decisione di affidarsi Rich paul.

 

L’influenza del Re per Klutch Sport

Green è anche proprietario di minoranza della piattaforma Uninterrupted, fondata da LeBron James. Il numero 23 dei Golden State Warriors ha negato ogni tentativo di reclutamento da parte di James. E’ chiaro che la sua recente firma richiama un legame naturale con la star dei Lakers, proprio come la precedente firma di Anthony Davis. Tuttavia, l’ala Golden State Warriors assicura che il suo ex rivale delle Finali NBA non ha avuto bisogno di arruolarlo in agenzia:

È impossibile dire che LeBron non ha avuto alcun ruolo nel mio ingresso in Klutch. È essenzialmente un socio fondatore. Sono già in contatto con LeBron da anni, quindi è sempre bene poter fare affari con la famiglia che sta curando i suoi interessi nel modo giusto. Ma per quanto riguarda il mio reclutamento, no, LeBron non mi ha reclutato affatto

James non è solo uno dei soci fondatori di Klutch Sports, ma anche il primissimo cliente di Rich Paul, con altri come Anthony Davis, John Wall, Tristan Thompson, Ben Simmons, Eric Bledsoe e altri giocatori NBA che si sono poi uniti al gruppo.

Alcuni hanno iniziato a mettere in discussione il vero motivo di ciò che significa far parte di Klutch, poiché Thompson è un ex compagno di squadra di James e Paul ha già presumibilmente ingaggiato Davis, uno dei suoi più recenti clienti, per unirsi a LeBron a Los Angeles:

Ad un certo punto, deve essere dato un certo rispetto a ciò che Rich ha costruito e ciò che rappresenta. E’ la scelta giusta per me. Continueremo ad essere in affari per molto tempo dopo che avrò finito di giocare. E questo è più importante di ogni altra cosa