Celtics-Pacers: “colpa” delle stelle

Celtics-Pacers

Celtics-Pacers sarebbe dovuta essere una delle serie più interessanti ed combattute di questo primo turno playoff, in quanto i Celtics nel corso della regular season avevano dimostrato di essere una squadra si forte e piena di talento, ma anche di avere dei seri problemi di equilibri di squadra; dall’altra parte gli Indiana Pacers avevano invece dimostrato di essere una squadra solida ed in grado di fermare chiunque con la propria difesa e la propria concretezza.

Generalmente l’incrocio tra la testa di serie numero 4 e la testa di serie numero 5 infatti regala serie equilibrate, con due squadre solitamente alla pari. Non è stato però questo il caso, dato che la serie Celtics-Pacers si è conclusa con un clamoroso sweep dei ragazzi di Brad Stevens ai danni dei malcapitati Indiana Pacers, dando quindi modo alla squadra di Boston di essere la prima squadra qualificata al secondo round playoff.

IL ‘NON ATTACCO’ DEGLI INDIANA PACERS

Nella serie Celtics-Pacers l’attacco degli Indiana Pacers è parso sterile e senza idee, sia per la mancanza di vere stelle a disposizione di coach Nate McMillan (ricordiamo che i Pacers fanno a meno ormai da mesi di Victor Oladipo) e sia ovviamente per la straordinaria difesa dei Boston Celtics. Infatti gli Indiana Pacers nelle quattro partite  hanno superato quota 100 punti soltanto nella quarta gara (106) e con tanti canestri nel disperato finale per tentare di evitare lo sweep; inoltre i Celtics hanno costretto gli Indiana Pacers a tirare con appena il 40% dal campo, facendo precipitare di quasi il 10% la percentuale di realizzazione dal campo (dato che hanno tirato con il 49% dal campo in RS). La pressione della difesa dei Celtics è risultata infatti fondamentale nel mettere fuori partita gli Indiana Pacers, facendo risultare il loro attacco veramente troppo statico e lento ed accontentandosi spesso dei tiri che la difesa dei Celtics volessero che i Pacers prendessero (ad esempio il tiro dalla media di Myles Turner).

LA LUNGHEZZA DEL ROSTER DEI BOSTON CELTICS

L’importanza della panchina dei Celtics: Hayward penetra, scarico per Irving e canestro di Morris.

Un altro fattore decisivo nella serie Celtics-Pacers è sicuramente la profondità del roster dei Boston Celtics: infatti il secondo quintetto dei Celtics è composto da molti dei giocatori che lo scorso anno arrivarono a giocarsi gara 7 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Eastern Conference Finals. Questo aspetto è sicuramente un aspetto molto importante del roster a disposizione di coach Stevens, dato che spesso e volentieri la panchina dei Celtics svolge un ruolo chiave nelle vittorie della squadra: infatti nelle quattro partite contro gli Indiana Pacers, la panchina dei Celtics ha segnato di media 32.7 punti, specialmente con Marcus Morris e Gordon Hayward. Ogni giocatore che esce dalla panchina dei Celtics porta il proprio contributo, chi come i due giocatori citati prima portando punti e chi invece mette in campo un’intensità difensiva superiore come Terry Rozier. E nel secondo round potrebbe tornare anche un certo Marcus Smart

 

CELTICS-PACERS: LA PRESENZA DELLE STELLE

Una star come Kyrie Irving può segnare in tutti i modi possibili, come in questo caso.

La differenza principale tra i Boston Celtics e gli Indiana Pacers e che nella serie Celtics-Pacers si è evidenziata parecchio è la presenza di stelle nel roster dei Celtics, cosa che manca nel roster di coach McMillan vista l’assenza di Oladipo. Infatti Kyrie Irving è stato un vero enigma per la difesa dei Pacers, dato che ha concluso la serie con 22.5 punti di media e quasi 8 assist in una serie in cui non si è segnato tantissimo. E oltre a Kyrie Irving a turno si sono alternati Gordon Hayward, Al Horford ed il più costante braccio destro di Irving è stato Marcus Morris (che ha steccato solamente gara 2). Insomma, i Boston Celtics hanno un roster veramente ben costruito e pieno di talento, potrebbero quindi essere una delle squadre principali per impensierire i Golden State Warriors.

Bucks-Pistons: la serie che non c’è

Bucks-Pistons

La serie Bucks-Pistons come da pronostico si sta dimostrando una serie a senso unico, con la squadra di coach Mike Budenholzer che si è portata sul 2-0 dando l’impressione di non dover faticare per passare il turno (tranne in qualche minuto di gara 2). Nella serie sono sicuramente da segnalare le assenze di Blake Griffin da una parte (problema al ginocchio per lui, sarà out per tutta la serie) e di Malcom Brogdon (problema alla pianta del piede per lui, a rischio il primo turno).

Se già al completo i Bucks sarebbero stati un avversario insormontabile per i Detroit Pistons, con l’assenza della loro stella il primo round verosimilmente sarà solo un processo burocratico in attesa del secondo turno di questi playoff per Giannis Antetokounmpo e compagni.

La serie dopo aver visto i primi due capitoli in quel di Milwaukee, si sposterà nella Motor City per gara 3 e gara 4, in cui i Bucks avranno la possibilità di chiudere la serie in attesa di conoscere i loro prossimi avversari.

BUCKS-PISTONS: MONOLOGO BUCKS IN GARA 1

Nel primo atto della serie Bucks-Pistons il dominio della testa di serie numero 1 dell’intera NBA è stato costante per tutti i 48 minuti di gioco: infatti i Milwaukee Bucks si sono portati sin dal primo quarto in vantaggio di 20 punti, concludendo i primi 12 minuti di gioco sul 38-18, per allungare poi il vantaggio a fine primo tempo di ulteriori 7 punti. Una gara da dimenticare per i ragazzi di coach Dwane Casey, visto che non sono mai riusciti a contrastare l’attacco avversario (che concluderà con 121 punti) ed hanno avuto grossi problemi anche nel segnare canestri, visto che a fine partita segneranno appena 86 punti; inoltre Giannis Antetokounmpo ha dato l’impressione di essere totalmente inarrestabile: infatti il greco è stato marcato da Andre Drummond, il quale ha concluso la partita con il peggior plus minus della storia dei Play0ff facendo siglare un orrendo -45, oltre a venire espulso per doppio fallo tecnico nel terzo quarto ed a tratti da Thon Maker, il quale però ha faticato anche lui non poco. Infatti la stella dei Bucks nei primi due capitoli della serie Bucks-Pistons ha tenuto di media 25 punti, 14.5 rimbalzi e 4 assist: compito non esattamente riuscito quello di limitare Antetokounmpo dai due lunghi dei Pistons.

Drummond non è riuscito ad arginare Antetokounmpo, venendo poi espulso per un brutto fallo.

BUCKS-PISTONS: LA MUSICA NON CAMBIA IN GARA 2

La gara 2 di Bucks-Pistons non ha visto grossi cambiamenti tattici e tecnici, salvo un ottimo secondo quarto dei Pistons che dopo aver chiuso sotto di 11 punti il primo periodo, si sono portati all’intervallo in vantaggio per 59-58. Anche in gara 2 Antetokounmpo non è stato limitato dalla marcatura di Drummond e Maker, dato che ha concluso la partita con 26 punti e 12 rimbalzi in poco meno di 30 minuti di gioco. L’attacco dei Pistons ha funzionato meglio rispetto alla prima partita della serie, ma ancora non è lontanamente sufficiente per impensierire i Milwaukee Bucks, dato che la partita è comunque finita 120-99; a differenza della prima partita, in cui era stata un’ottima partita corale in attacco da parte dei Bucks, in gara 2 spiccano le prove Antetokounmpo, Bledsoe, Middleton e Connaughton, i quali in quattro hanno segnato 95 punti complessivi. Inoltre nelle due partite di questa prima parte di Bucks-Pistons, la squadra di Budenholzer ha avuto un’ampia supremazia a rimbalzo, dato che il conteggio totale dei rimbalzi dice 108-89 per i Milwaukee Bucks. I Bucks sembrano dunque avere una marcia in più rispetto ai Detroit Pistons, i quali hanno comunque raggiunto un ottimo traguardo con il raggiungimento della postseason.

Eric Bledsoe è stato tra i protagonisti del secondo atto della serie.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

La serie Bucks-Pistons potrebbe chiudersi con uno sweep a favore della squadra del Wisconsin, visto che i Detroit Pistons non sembrano riuscire a reggere il ritmo imposto dai Milwaukee Bucks; sicuramente la squadra di Coach Casey tenterà di strappare almeno una partita in casa per l’orgoglio, ma per farlo dovrà sicuramente sistemare la propria difesa e riuscire a trovare una risposta all’enigma al momento irrisolvibile chiamato Giannis Antetokounmpo.

Road to Vitoria: Fenerbahce Istanbul-Zalgiris Kaunas

Non solo NBA, è tempo di Playoff anche nella Turkish Airlines Euroleague ed una tra le serie più interessanti è Fenerbahce-Zalgiris, due squadre opposte per costruzione del roster, budget e caratteristiche del gruppo. Il Fenerbahce Beko Istanbul si è qualificato da prima della classe con un record di 25-5 dando spesso l’impressione di essere una squadra di un altro livello anche per la massima competizione continentale, mentre lo Zalgiris Kaunas ha agguantato un posto tra le prime otto in classifica soltanto all’ultima giornata, in una lotta Playoff che ha coinvolto ben sette squadre, compresa la “nostra” Olimpia Milano.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Fenerabahce Istanbul

  • Record: 25-5
  • Punti segnati (media): 83.4
  • Punti subiti (media): 74.5
  • Team Leaders: Jan Vesely (12.9 Pts), Jan Vesely (5.4 Reb), Kostas Sloukas (4.7 Ast)

Zalgiris Kaunas

  • Record: 15-5
  • Punti segnati: 78.6
  • Punti subiti: 77.4
  • Team Leaders: Brandon Davies (14.4 Pts), Brandon Davies (5.6 Reb), Nate Wolters (4 Ast)

Diamo ora uno sguardo ai roster delle due squadre

ROSTER FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

Datome, Vesely e Sloukas: la colonna portante del Fenerbahce
  • Erick Green #1
  • Ergi Tirpanci #3
  • Nicolo Melli #4
  • Baris Hersek #5
  • Melih Mahmutoglu #10
  • Tyler Ennis #11
  • Nikola Kalinic #12
  • Tarik Biberovic #13
  • Kostas Sloukas #16
  • Egehan Arna #18
  • Marko Guduric #23
  • Jan Vesely #24
  • Sinan Guler #32
  • Ali Muahmmed #35
  • Ahmet Duverioglu #44
  • #Luigi Datome #70
  • Joffrey Lauvergne #77

Head Coach Zeljko Obradovic

ROSTER ZALGIRIS KAUNAS

Sarunas Jasikevicius, vera stella dello Zalgiris
  • Brandon Davies #0
  • Deon Thompson #2
  • Nate Wolters #3
  • Thomas Walkup #7
  • Leo Westermann #9
  • Lukas Uleckas #10
  • Erikas Venskus #12
  • Paulius Jankunas #13
  • Laurynas Birutis #17
  • Arturas Milaknis #21
  • Aaron White #30
  • Rokas Jokubaitis #31
  • Marius Grigonis #40
  • Antanas Kavaliauskas #44
  • Edgaras Ulanovas #92

Head Coach Sarunas Jasikevicius

VINCE IL FENERBAHCE SE…

Nella sfida Fenerbahce-Zalgiris la squadra allenata da Coach Zeljko Obradovic parte senza dubbio nettamente favorita, testimoniato anche dal fatto che stiamo parlando della squadra che ha vinto la Regular Season e forse della candidata numero uno alla vittoria finale. Un’eventuale eliminazione del Fenerbahce al primo turno contro il “modesto” Zalgiris rappresenterebbe un vero e proprio fallimento della squadra turca e francamente almeno sulla carta appare improbabile una loro eliminazione. Il Fenerbahce ha avuto il quinto migliore attacco della competizione (in squadra ci sono però tantissimi giocatori in grado di segnare in qualsiasi modo), ma la miglior difesa, da sempre il vero punto di forza delle squadre di Obradovic. Per vincere la serie i turchi dovranno riuscire a giocare la loro pallacanestro (solida e concreta) e proteggere il fattore campo, visto che giocare in casa dello Zalgiris è complicato per chiunque; inoltre il Fenerbahce dovrà far valere la loro maggior esperienza, visto che la maggior parte dei giocatori del roster hanno già giocato delle Final Four da protagonisti e sanno bene come gestire pressione e momenti negativi all’interno delle partite. Infatti il Fenerbahce ha quasi sempre saputo ribaltare momenti negativi, rimontando il punteggio partendo sempre dalla loro incredibile fase difensiva ed anche nelle partite punto a punto la squadra di Coach Obradovic è sempre in grado di effettuare un parziale devastante per gli avversari. Il punto forte del roster di Obradovic è sicuramente il reparto lunghi, visto che Melli, Lauvergne e Vesely sono tutti giocatori di primissimo livello in entrambe le metà campo; un altro punto di forza è sicuramente la profondità del roster turco, in quanto dalla panchina escono giocatori del calibro del già citato Lauvergne, oltre ai vari Nikola Kalinic, Ali Muahmmed ed Erick Green, ovvero tutti giocatori in grado di cambiare le sorti di una partita.

 

Un’azione spesso letale del Fener: pick and pop con canestro da tre punti di Melli

Il reparto esterni è invece composto da giocatori di grande esperienza e che proprio come il reparto lunghi sono tutti giocatori di altissimo livello, quindi trovare punti deboli nel Fenerbahce è veramente difficilissimo, se non impossibile. Sarà fondamentale la difesa su Brandon Davies e su Nate Wolters, ovvero i due giocatori principali dello Zalgiris; inoltre saranno una chiave fondamentale i rimbalzi offensivi della squadra turca, visto che ci sono tantissimi giocatori di stazza notevole ed in grado di andare forte a rimbalzo. Quindi nella serie Fenerbahce-Zalgiris sarà fondamentale vedere chi avrà il controllo dei rimbalzi.

VINCE LO ZALGIRIS SE…

Nella serie Fenerbahce-Zalgiris la squadra di Coach Jasikevicius non ha molte chance di vittoria, ma è sicuro che non molleranno mai fino alla fine perchè la squadra lituana è una squadra che non concede mai nulla di facile agli avversari. Fondamentale sarà il riuscire a strappare il fattore campo andando a vincere una partita in Turchia, impresa ardua ma che la squadra di Jasikevicius è in grado di fare dato che ci hanno già abituato ad imprese (come la passata stagione). Il punto di forza dello Zalgiris è la circolazione di palla nella metà campo offensiva, dato che vengono sempre coinvolti tutti i giocatori e preferiscono far muovere la palla con passaggi rapidi ed intelligenti piuttosto che attaccare in 1 vs 1. Fenerbache-Zalgiris è sulla carta uno scontro impari, sarà dunque fondamentale per la squadra lituana lo spingersi oltre ai propri limiti; una chiave tattica fondamentale sarà il controllo dei rimbalzi per andare in contropiede. Inoltre sarà fondamentale per entrambe le squadre la percentuale al tiro da tre punti, in quanto se da un lato lo Zalgiris dovrà essere brava a limitare le conclusioni da tre al Fenerbache (prima in questa specialità col 43%), dovrà anche lo Zalgiris stesso riuscire a trovare tanti canestri dall’arco in quanto anche loro sono una delle migliori squadre al tiro pesante (quarto posto con il 39%). Il giocatore chiave dello Zalgiris (oltre alle due stelle Davies e Wolters) è Aaron White, che rappresenta l’anima della squadra ed è un giocatore che spesso ha trovato le giocate fondamentali all’interno delle partite; White infatti in questa stagione è migliorato tantissimo, diventando un giocatore pericoloso in entrambe le metà campo.

FENERBAHCE-ZALGIRIS: PRONOSTICI E STREAMING

La serie Fenerbahce-Zalgiris partirà il 16 aprile alle ore 19.45 con la prima palla a due, le prime due partite si giocheranno in Turchia, mentre gara tre ed eventualmente gara quattro si giocheranno a Kaunas, per tornare se sarà necessario ad Istanbul per gara 5. Tutte le partite saranno visibili su Eurosport player ed Euroleague tv, sia live che on demand.

Come detto in precedenza, tutti i favori del pronostico stanno dalla parte del Fenerbahce, che potrebbe vincere agevolmente anche 3-0, ma sarà fondamentale vedere se lo Zalgiris riuscirà a strappare una delle due prime gare in Turchia.

Inside the duel: Bucks-Pistons

Pistons-Bucks streaming

Quella tra Milwaukee Bucks e Detroit Pistons potrebbe essere una delle serie più interessanti che ci viene proposta in questo primo turno di playoff, in quanto si affrontano due squadre che giocano in maniera totalmente opposta e che quindi dovranno cercare di imporre il proprio ritmo nelle varie partite. I Bucks si sono aggiudicati la prima posizione nella Eastern Conference ottenendo peraltro il miglior record della lega, mentre i Pistons hanno ottenuto il pass per la postseason all’ultima giornata battendo i New York Knicks nonostante l’assenza della loro stella Blake Griffin. L’ultima serie playoff disputata tra le franchigie risale al 2004, quando la Motor City si impose sul team del Wisconsin per 4-1 nella serie proprio al primo turno di playoff.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Milwaukee Bucks

  • Record: 60-22 (#1, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 113.5
  • Defensive rating: 104.9
  • Team leaders: Giannis Antetokounmpo (27.7 PTS), Giannis Antetokounmpo (12.5 REB), Giannis Antetokounmpo (5.9 AST)

Detroit Pistons

  • Record: 41-41 (#8, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 108.3
  • Defensive rating: 108.6
  • Team Leaders: Blake Griffin (24.5 PTS), Andre Drummond (15.6 REB), Blake Griffin (5.4 AST)

BUCKS-PISTONS: IL DUELLO

Questa sarà una serie tatticamente complessa, visto che da una parte troviamo una squadra che ama correre il campo e prendersi tiri in transizione, una squadra che predilige dunque un gioco in velocità piuttosto che attaccare a difesa schierata (Bucks); mentre dall’altra parte abbiamo una squadra che gioca una pallacanestro a ritmi bassi e che si affida molto agli isolamenti e agli 1 vs 1 (i Pistons).

I Detroit Pistons dovranno dimostrarsi una squadra solida, vincendo anche almeno una gara fuori casa per ribaltare il fattore campo (impresa ardua visto il record pesantemente negativo in trasferta avuto dalla squadra di coach Dwane Casey ed il record quasi impeccabile dei Bucks in casa); inoltre dovranno cercare di controllare il ritmo delle partite e concedere il meno possibile canestri in contropiede ai Bucks, visto che se dovessero trovare vita facile Antetokounmpo e compagni sarebbero sciolti e supererebbero la pressione che hanno sulle spalle. Già, pressione, questo è un tema caldo in casa Bucks perchè è si vero che hanno ottenuto il miglior record della lega, ma non è così

scontato che riusciranno a reggere mentalmente la pressione, vista la gioventù del gruppo. Un tema tattico interessante nella serie sarà sicuramente chi marcherà (o almeno chi ci proverà a marcarlo) Giannis Antetokounmpo. A disposizione di Coach Casey non ci sono difensori affidabili; il principale indiziato potrebbe essere Blake Griffin dato che entrambi giocano da ala grande ed anche negli scontri in RS era stato proprio l’ex Clippers a prendersi cura della stella greca. Questo potrebbe sicuramente essere un duello chiave: Griffin non è di certo conosciuto per la sua attitudine difensiva ed Antetokounmpo potrebbe dominare magari mettendo Griffin in difficoltà  per eventuali problemi di falli. Ad alternarsi con Blake Griffin in marcatura sul greco potrebbe essere Andre Drummond, un difensore senza dubbio più solido di Griffin che però paga sicuramente una velocità nettamente minore ed una lentezza di piedi del quale Antetokounmpo potrebbe approfittare. Sicuramente il compito di chi marcherà Antetokounmpo sarà quello di sfidarlo al tiro da tre punti, l’arma meno letale a disposizione del fenomeno greco.

 

Una possibile opzione per contenere l’attacco dei Bucks potrebbe essere quello di difendere a zona, una novità tattica che anche se concederebbe qualcosina dal perimetro ai tanti tiratori che coach Mike Budenholzer schiererà, potrebbe rivelarsi un grattacapo fastidioso da risolvere per i Milwaukee Bucks. L’altro duello chiave potrebbe rivelarsi anche quello tra Brook Lopez ed Andre Drummond: il lungo dei Bucks ama giocare sul perimetro e prendersi tantissime conclusioni da tre punti (anche con notevoli risultati, 36.5% al tiro pesante) mentre Drummond non ha nessunissima voglia di uscire dalla propria area per difendere, oltre al fatto che pagherebbe molto negli 1 vs 1 lontano da canestro. I Milwaukee Bucks d’altra parte, per vincere la serie, dovranno semplicemente riuscire a giocare la propria pallacanestro e magari trovare tante conclusioni in campo aperto, difendendo il fattore campo. Dovranno inoltre difendere in maniera intelligente sugli isolamenti di Griffin e magari dare una mano ad Antetokounmpo per evitare che il greco si trovi con problemi di falli. Inoltre i Bucks dovranno controllare i rimbalzi difensivi per partire in contropiede, limitando anche quindi gli extra possessi ai Pistons che hanno in Drummond un rimbalzista formidabile, mentre a difesa schierata attaccheranno sicuramente Blake Griffin per mettergli pressione e costringerlo a spendere falli.

BUCKS: ROSTER E ROTAZIONI

Queste le rotazioni ed il roster dei Bucks:

  •  Giannis Antetokounmpo, #34
  •  Eric Bledsoe, #6
  • Malcom Brogdon, #13
  • Sterling Brown, #23
  • Bonzie Colson, #50
  • Pat Connaughton, #24
  • Donte DiVincenzo, #9
  • Tim Frazier, #12
  •  Pau Gasol, #17
  •  George Hill, #3
  •  Ersan Ilyasova, #77
  • Brook Lopez #11
  • Khris Middleton, #22
  • Nikola Mirotic, #41
  • Tony Snell, #21
  • D.J. Wilson, #5

PISTONS ROSTER E ROTAZIONI:

Queste sono le rotazioni dei Pistons invece:

  •  Bruce Brown, #6
  •  Jose Calderon, #81
  • Andre Drummond,  #0
  •  Wayne Ellington, #20
  • Langston Galloway, #9
  • Blake Griffin, #23
  • Reggie Jackson, #1
  • Luke Kennard, #5
  • Jon Leuer, #30
  • Kalin Lucas, #24
  • Thon Maker, #7
  •  Svi Mykhailiuk, #19
  •  Zaza Pachulia, #27
  •  Glenn Robinson III, #22
  •  Ish Smith, #14
  •  Khyri Thomas, #13
  •  Isaiah Whitehead, #12

BUCKS-PISTONS STREAMING

Bucks-Pistons streaming della serie.  Dove trovarlo? Il confronto si preannuncia veramente interessante, anche solamente perchè in campo troveremo Giannis Antetokounmpo e Blake Griffin, due dei giocatori più spettacolari della lega. Volete sapere dove trovare Bucks-Pistons streaming? Ecco qui le modalità per seguire la serie:

  1. Bucks-Pistons streaming su Sky Go
  2. Bucks-Pistons streaming su NBA League Pass

Con la prima modalità sarà possibile seguire i playoff su Sky, attraverso l’applicazione disponibile per Smartphone, tablet e pc. I requisiti? Bisogna avere un abbonamento con Sky da almeno un anno col pacchetto sport attivo. Con Sky Go potrete seguire le partite in diretta ma anche registrarli e riguardarli comodamente, quando vorrete, sui vostri dispositivi preferiti Si partirà lunedì 15 aprile alle ore 01:00 italiane con Gara 1, Gara 2 sarà alle ore 02:00 italiane giovedì 18 aprile , Gara 3 domenica 21 alle ore 02:00 italiane e Gara 4 martedì 23 aprile alle 02.00 italiane.  Per le eventuali altre gare sono ancora da definire gli orari. Con NBA League Pass invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete così vedere tutte le gare in diretta e anche in contemporanea su PC, tablet o cellulare. Insomma, potrete vedere Bucks-Pistons streaming come preferirete.

Mike Budenholzer, coach dei Milwaukee Bucks.

I favoriti sono sicuramente i Milwaukee Bucks, che mai come quest’anno hanno ambizioni di NBA Finals, ma attenzione perchè gli NBA playoff possono giocare brutti scherzi sotto il punto di vista di sfortuna e di pressione.

La stagione di Lou Williams

Low Williams buzzer beater

La stagione di Lou Williams è semplicemente mostruosa e sembra di aver trovato la piazza giusta per diventare una vera e propria stella della NBA, in quanto la guardia dei Los Angeles Clippers sta giocando una pallacanestro esemplare ed efficacissima, utilizzando al meglio le sue caratteristiche che da sempre lo contraddistinguono: segnare e seguire il proprio istinto. Inoltre la stagione di Lou Williams (e non solo) sta permettendo alla squadra biancorossa di LA di raggiungere un posto tra le magnifiche otto squadre della Western Conference nonostante ad inizio anno i Clippers non sembrassero essere una seria candidata per raggiungere la postseason.

Infatti i Los Angeles Clippers stanno beneficiando dei grossi contributi dati alla causa da Tobias Harris (prima di viaggiare verso Philadelphia) e da Lou Williams, Montrezl Harrell e Danilo Gallinari. Infatti la stagione di Lou Williams lo vede come vero leader del gruppo allenato da coach Doc Rivers insieme a Danilo Gallinari; la guardia statunitense sta viaggiando con 20.3 punti, 5.3 assist e 2.9 rimbalzi di media a partita ed è diventato recentemente il giocatore a segnare più punti partendo dalla panchina nella storia della NBA, un record sicuramente di cui vantarsi.

Lou Williams, stella dei Los Angeles Clippers

IL GIOCO DI LOU WILLIAMS

La stagione di Lou Williams si può definire anche innovativa rispetto alle sue passate stagioni, in quanto sta dimostrando di avere anche una leadership che in passato non gli era attribuita e di essere anche un giocatore clutch (ha segnato contro i Brooklyn Nets il suo primo buzzer beater della sua carriera) ed in grado di coinvolgere molto i lunghi, eguagliando anche il suo record personale di assist distribuiti al momento in media stagionale. Lou Williams nasce come un realizzatore micidiale, un giocatore in grado di segnare tanti punti ogni volta che si allaccia le scarpe; la guardia dei Los Angeles Clippers ha sempre avuto un buon tiro da 3 punti, ma la sua specialità è sicuramente il tiro da 2 punti, il quale lo bilancia molto bene tirando sia in avvicinamento al ferro e sia dalla media distanza.

La stagione di Lou Williams lo ha visto anche migliorare nelle conclusioni al ferro, infatti sta dimostrando di saper gestire meglio la pressione negli aiuti dei lunghi nonostante la sua statura, riuscendo spesso ad eludere l’aiuto del lungo avversario oppure a scaricare per il proprio lungo permettendogli di segnare due punti facili. Inoltre Lou Williams in questa stagione ha instaurato un’intesa ottima con Montrezl Harrell, un lungo dinamico ed esplosivo che fa dell’atletismo il suo punto di forza: infatti la maggior parte degli assist di Lou Williams sono destinati al lungo americano ed in generale circa l’80% degli assist di Lou Williams sono destinati ai propri lunghi.

Sweet Lou si sta dimostrando un’arma efficace anche in pick and roll.

La capacità di segnare ma anche di servire i propri lunghi con passaggi precisi sta anche condizionando le difese avversarie. Infatti quando in campo c’è Lou Williams bisogna in qualche modo adeguarsi e fare delle scelte proprio per lui, ovvero si deve costruire il proprio piano partita difensivo basandosi sulle caratteristiche della guardia dei Clippers.

PROSPETTIVE E FUTURO

Il futuro di Lou Williams dovrebbe essere legato ancora ai Los Angeles Clippers, al netto del suo contratto fino all’estate 2021 e al fatto che sembra abbia finalmente trovato un sistema dove si può esaltare. Uscendo dalla panchina sta dando il meglio di sé, in quanto riesce a spaccare la partita con i suoi canestri e ad entrare quindi subito in ritmo; salvo qualche colpo di scena i Clippers, continueranno a puntare su di lui. Inoltre, grazie a diverse prestazioni messe in scena nell’arco di questa annata (alcune da record), ha grosse possibilità di aggiungere in bacheca il suo terzo titolo di sesto uomo dell’anno già vinto da lui sia nel 2015 che nel 2018.

La situazione in casa Dallas Mavericks: il futuro promette bene

La stagione dei Dallas Mavericks è stata una stagione in cui si sono gettate le basi per un futuro luminoso, visto che la scelta di puntare su Luka Doncic ha ripagato eccome.

Infatti il talento sloveno ha disputato sin qui una stagione straordinaria, dimostrando di poter segnare in tutti i modi possibili ma non solo; infatti l’ex giocatore del Real Madrid è anche un ottimo passatore oltre a saper anche catturare vari rimbalzi ed è sicuramente il candidato numero uno alla vittoria del Rookie Of The Year. Le statistiche in stagione della stella dei Dallas Mavericks sono esorbitanti: 21.1 punti, 7.5 rimbalzi e 5.8 assist di media, anche se deve migliorare leggermente le sue percentuali al tiro, specialmente quello da 3 punti e dalla lunetta.

DALLAS MAVERICKS: IL CAMBIO DI ROTTA CON LA MAXI-TRADE PER PORZINGIS

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Prima della trade deadline i Dallas Mavericks si trovavano in lotta per un posto nei playoff, ma poi la scelta della trade per portare Kristaps Porzingis a Dallas insieme a Trey Burke, Courtney Lee e Tim Hardway Jr. in cambio di DeAndre Jordan, Wesley Matthews , Dennis Smith Jr. e due prime scelte future ha sicuramente cambiato le aspettative sui Dallas Mavericks in questa stagione, vista specialmente l’assenza di Kristaps Porzingis fino alla prossima stagione. Da quel momento in poi la stagione dei Mavs è precipitata, visto che sono arrivate molte sconfitte, ma le ambizioni sono diventate molto più elevate in quanto la prossima stagione Luka Doncic avrà al suo fianco un’altra superstar come il lettone, un lungo dal talento cristallino in grado di sfornare doppie doppie e ventelli a raffica.

FREE AGENCY E FUTURO

Kemba Walker, obbiettivo dei Dallas Mavericks nella prossima Free Agency

Con l’arrivo in quel di Dallas del lungo lettone Kristaps Porzingis, i Dallas Mavericks potranno anche tentare di firmare degli ottimi giocatori nella prossima free agency, visto che una squadra con Luka Doncic, Kristaps Porzingis ed una società seria come quella dei Mavs gode sicuramente di ottima reputazione e di fascino all’interno della lega; a questo proposito, un nome interessante in orbita Dallas Mavericks è quello di Kemba Walker, che andrebbe a formare insieme alle due già citate stelle dei Mavericks dei nuovi big three, oltre magari a qualche altro buon giocatore di contorno che potrà essere firmato dalla franchigia di Dallas.

Infatti la prossima free agency sarà piena di ottimi giocatori e visto che ci saranno a disposizione stelle come Kevin Durant, Kyrie Irving e Kawhi Leonard, i Dallas Mavericks potrebbero approfittarne per avere meno concorrenza su altri ottimi giocatori come appunto Kemba Walker ma non solo, visto che ci sono tantissimi ottimi giocatori che potrebbero partire in estate. Insomma, il futuro promette bene in quel di Dallas. Per quanto riguarda invece le scelte al draft, Dallas ha scambiato molte delle sue scelte, infatti gli restano a disposizione soltanto una scelta al secondo giro del 2020 dai Rockets o dagli Warriors ed una seconda scelta nel 2023 dai Miami Heat.

Sarà dunque certa la presenza attiva nelle prossime offseason dei Dallas Mavericks, oltre magari a concludere qualche trade scoppiettante come quella conclusa positivamente per Porzingis.

Il sistema dei Milwaukee Bucks: un progetto ed un sistema vincente

Il sistema dei Milwaukee Bucks è un sistema che rappresenta al meglio l’evoluzione che il basket ha avuto in questi ultimi anni: infatti il roster è composto da lunghi atipici, in quanto sono tutti in grado di segnare dalla lunga distanza e da esterni in grado di giocare in avvicinamento al ferro e di strappare molti rimbalzi, sia offensivi che difensivi. I Bucks sono una delle sorprese più piacevoli in questa stagione, visto che si trovano in prima posizione nella prima Eastern Conference senza LeBron James con un record che dice 50 partite vinte e 17 partite perse (prima squadra della lega a raggiungere le 50 vittorie stagionali) ed in casa hanno un record di 27-5 che fa veramente paura alle avversarie.

Il sistema dei Milwaukee Bucks ha la sua forza nel gruppo
Il sistema dei Milwaukee Bucks ha la sua forza nel gruppo

Il sistema dei Milwaukee Bucks è ovviamente basato sul loro giocatore più forte, ovvero il greco Giannis Antetokounmpo, ma prevede comunque che tutti i giocatori diano il proprio contributo secondo le proprie caratteristiche; a testimonianza di questa affermazione è il fatto che i Milwaukee Bucks abbiano in rosa ben 6 giocatori in doppia cifra per punti segnati. Quando si parla dei Milwaukee Bucks però non si può non parlare di Giannis Antetokounmpo, serio candidato al titolo di MVP di questa stagione: l’ala dei Bucks è infatti un giocatore in grado di trascinare i compagni verso il gioco che lui preferisce fare ed è in grado di caricarsi la squadra sulle spalle, oltre a trasmettere gioia alla squadra ed ai tifosi giocando; il greco predilige il gioco in velocità, infatti sui tiri avversari il sistema dei Milwaukee Bucks prevede quattro giocatori a presidiare l’area ed eventualmente fare tagliafuori difensivo, per permettere ad Antetokounmpo di prendere il rimbalzo difensivo ed andare immediatamente in transizione offensiva, che spesso si conclude o con una penetrazione del greco (primo giocatore della lega per conclusioni al ferro, oltre quota 400), o con uno scarico sui tiratori posizionati nei due angoli e nelle posizioni di ala.

L’efficace transizione del sistema dei Milwaukee Bucks

Il roster dei Bucks è infatti costruito sulle caratteristiche del greco, visto che troviamo tanti tiratori per potersi permettere di lasciare l’area libera e giocare “5 fuori” in modo da lasciar spazio alle penetrazioni di Antetokounmpo; infatti nel roster dei Milwaukee Bucks ci sono Brook Lopez che tira da 3 con il 37%, Khris Middleton quasi con il 38%, Malcom Brogdon addirittura con il 43%, Nikola Mirotic con il 38%, quindi viene anche difficile alle difese avversarie dire di sfidare al tiro giocatori con una percentuale così alta al tiro dall’arco, mentre se lasci un uno contro uno ad Antetokounmpo (attenzione, che sta mettendo anche un buon tiro da 3 punti…) l’azione finisce quasi sempre con una schiacciata. I tiri dei Milwaukee Bucks avvengono, come del resto la pallacanestro moderna vuole, o da 3 punti o al ferro (oltre l’80% dei loro tiri è in queste due situazioni) e questo sistema sembra essere difficilmente contrastabile, in quanto, come detto in precedenza, i Bucks hanno il miglior record della lega. Nella metà campo difensiva inoltre Coach Budenholzer è un vero maestro, visto che i Bucks sono la nona miglior difesa della lega pur essendo il secondo miglior attacco: ciò significa che la sua squadra riesce a mantenere un’intensità elevata in entrambe le metà campo, sicuramente anche perché il coach dei Bucks può utilizzare una rotazione profonda avendo tanti giocatori affidabili in uscita dalla panchina (George Hill, Nikola Mirotic, Tony Snell, Ersan Ilyasova, Pat Connaughton e Donte DiVincenzo, oltre alla grande esperienza di Pau Gasol se necessaria). Inoltre un giocatore fondamentale che merita di essere menzionato è Eric Bledsoe, il quale pur non avendo un ottimo tiro da 3 punti riesce grazie alla sua tanta fisicità ed esplosività ad essere un giocatore importantissimo per la sua squadra, sia in difesa sia in attacco, dove segna oltre 15 punti di media e distribuisce più di 5 assist a partita, mentre in difesa riesce a marcare la maggior parte dei giocatori avversari e ad essere efficace sui blocchi, permettendo ai propri lunghi di restare in area a protezione del ferro. Insomma, il sistema dei Milwaukee Bucks sembra funzionare in tutte le sue sfumature.

Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

Il segreto degli Indiana Pacers

Gli Indiana Pacers vengono spesso sottovalutati quando si parla delle prime forze della Eastern Conference, ma ad oggi si sono confermati nuovamente tra le migliori squadre dell’est; infatti oggi la squadra di Coach Nate McMillan si trova in terza posizione nella Conference di appartenenza con un record di 41 partite vinte ed appena 23 partite perse. Dopo aver perso per infortunio la propria stella (Victor Oladipo) i Pacers erano dati per spacciati, ma grazie al proprio sistema di gioco e ad un grande coinvolgimento di tutti i giocatori nelle due metà campo offensive la franchigia di Indianapolis è riuscita a ribaltare i pronostici confermandosi una squadra ostica da affrontare per ogni squadra della NBA.

 

Dopo la perdita di Oladipo è infatti letteralmente esploso Bojan Bogdanovic, che sta disputando una stagione superlativa segnando 17.5 punti di media con il 50% dal campo ed il 42% da 3 punti, con una partita clamorosa nella vittoria contro i Minnesota Timberwolves (37 punti, 7 rimbalzi e 4 assist con 13/22 dal campo di cui un 4/7 dalla lunga distanza); oltre al croato però gli Indiana Pacers possono contare sul contributo di tutti i suoi giocatori, visto che hanno in roster ben otto giocatori in doppia cifra di media, a testimonianza del gran gioco di squadra che offre la squadra di McMillan ogni volta che scende sul parquet. Il segreto del successo degli Indiana Pacers è però la fase difensiva: infatti stiamo parlando della seconda miglior difesa della lega con appena 103.8 punti concessi agli avversari (di gran lunga la miglior difesa in casa con 100.2 punti concessi); inoltre i Pacers sono la terza squadra migliore per palle rubate (8.9 a partita) e permettono agli avversari di tirare in media con appena il 47.1% dal campo (seconda in NBA). Inoltre è importante l’apporto dato alla squadra del duo Domantas Sabonis-Myles Turner: infatti i due sono due lunghi che si completano bene viste le caratteristiche diverse dei due giocatori, ma che riescono entrambi ad essere importanti allo stesso modo per la loro squadra, dando sempre un contributo più che positivo nelle partite disputate dai Pacers.

 

Domantas Sabonis, vera rivelazione nel roster degli Indiana Pacers.

Nella metà campo offensiva invece, i Pacers non sono una delle migliori squadre della lega ma riescono comunque ad essere molto efficienti: infatti la squadra di Nate McMillan tira con il 50% dal campo e con il 37.5% dall’arco. Uno dei segreti degli Indiana Pacers nella fase offensiva è sicuramente quello di giocare le proprie partite su un basso numero di possessi (appena 101.3, ventottesima squadra della lega per numero di possessi a partita), ma segnare comunque un buon numero di canestri in contropiede (14.8 punti in contropiede di media); facendo ciò, la squadra di Indianapolis non da modo agli avversari di prendere ritmo, ma allo stesso tempo riescono a prendere loro stessi ritmo e controllare l’inerzia della partita. La squadra di Coach McMillan predilige il tiro in avvicinamento al ferro piuttosto che il tiro da 3 punti (terz’ultima squadra nella NBA per tiri da 3 tentati a partita), ma quando i suoi giocatori sparano dall’arco tendono a segnare spesso; infatti come già detto in precedenza, i Pacers tirano con il 37.5% da 3 punti.

 

Ad oggi gli Indiana Pacers sono sicuramente una squadra che nessuno vorrebbe incontrare nei Playoff, dato che sono una squadra che tende a far giocar male i propri avversari; inoltre il record casalingo degli Indiana Pacers in questa Regular Season è di 24 partite vinte ed appena 9 partite perse, per cui sarà importante per le sorti della squadra del presidente Larry Bird giocare il maggior numero di partite possibili in casa durante i Playoff e mantenere quindi il terzo posto nella Eastern Conference, anche se sarà molto difficile vedendo il calendario. Infatti i Pacers giocheranno 9 delle restanti 13 partite con squadre che hanno oltre il 50% di vittorie in stagione, quindi il rischio di perdere qualche partita di troppo e farsi scavalcare dai Philadelphia 76ers è più che concreto.

Indiana Pacers-Wesley Matthews: l’ex Mavs ad Indianapolis dopo il buyout

Wesley Matthews

Indiana Pacers-Wesley Matthews sembra essere un matrimonio annunciato, come riportato da Shams Charania sul proprio profilo Twitter.

 

Il giocatore avrebbe raggiunto un accordo con i New York Knicks per il buyout e la squadra più vicina all’ex Dallas Mavericks sembrano essere proprio gli Indiana Pacers. I Pacers ricoprirebbero così il vuoto lasciato dall’infortunio di Victor Oladipo.

 

Wesley Matthews fimerà un accordo al “veteran minimum” da 2.3 milioni di dollari con gli Indiana Pacers, una volta uscito dalla “lista degli svincolati” nella quale ogni giocatore rilasciato deve rimanere per 48 ore come da regolamento NBA, come riportato da David Aldridge di The Athletic.

Mike Muscala-Lakers, c’è l’accordo, Beasley e Zubac ai Clippers

Mike Muscala

Mike Muscala-Lakers, c’è l’accordo. I Giallo-viola liberano uno spot a roster per Carmelo Anthony?

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN via Twitter, i Los Angeles Lakers acquistano Mike Muscala dai Los Angeles Clippers in cambio di Michael Beasley ed Ivica Zubac.

 

Mike Muscala era appena approdato ai Los Angeles Clippers via trade, nell’afare che coinvolto Tobias Harris. Lo scambio permette ai Lakers di liberare uno spot a roster per uno dei tanti giocatori svincolati allo scadere del termine ultimo per il completamento degli scambi.

 

Carmelo Anthony il maggiore indiziato per un accordo con i Los Angeles Lakers, già nelle prossime ore.

Avery Bradley-Grizzlies, affare fatto: a Memphis Green e Temple

Bradley-Thomas-Avery Bradley

Avery Bradley-Grizzlies, chiuso l’affare per l’ex giocatore dei Celtics.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, I Memphis Grizzlies acquisiscono la guardia Avery Bradley in uno scambio che spedisce Garrett Temple e JaMychal Green ai Los Angeles Clippers.

 

In questa stagione, l’ex giocatore di Boston Celtics e Detroit Pistons Avery Bradley ha viaggiato sinora a 8.2 punti a partita con il 33.7% al tiro da tre punti. Solo 2 dei 12.9 milioni di dollari previsti sul contratto di Bradley per la prossima stagione saranno garantiti.

 

Sul finire di una sessione di mercato davvero di fuoco, i Los Angeles Clippers hanno rivoluzionato il proprio roster, muovendo ben sei giocatori, tra cui Tobias Harris e Marcin Gortat.

 

Seguite tutte le trade concluse sulla nostra live testuale.