Coach McMillan: “Difficile difendere Kyrie Irving uno contro uno”

L’head coach degli Indiana Pacers Nate McMillan ha commentato le difficoltà di difendere su Kyrie Irving, sostenendo come sia molto più facile a dirsi che a farsi.

La superstar dei Celtics Kyrie Irving è stato il trascinatore questa notte della vittoria di Boston contro Indiana in gara 2 per 99-91, portando i suoi a condurre la serie per 2-0. I Pacers sono sembrati smarriti in difesa nell’ultimo quarto, e in particolare nell’ultimo minuto, cedendo sotto i colpi di Kyrie Irving e Jason Tatum. A fine partita coach McMillan ha ammesso le difficoltà della sua squadra nel marcare Irving.

È davvero difficile marcare Irving quando ti trovi in isolamento contro di lui e cerchi di rimanergli davanti

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Le difficoltà da parte dei Pacers sono state palesi, Irving ha chiuso infatti con 37 punti tirando col 57% dal campo (15 su 26) tra cui un ottimo 6 su 10 da tre punti. L’All-Star ha anche servito 7 assist, catturato 6 rimbalzi, concluso con 2 stoppate ed una palla rubata.

Il 6 volte All-Star si è fatto sentire nell’ultimo decisivo quarto, concluso con un parziale di 12-31 in favore dei Celtics. Irving ha segnato infatti 12 dei suoi 37 punti nell’ultima frazione, e guidato i suoi in una rimonta che ha evitato di far perdere ai suoi il vantaggio del fattore campo, prima che la serie si sposti nell’ostile palazzetto dei Pacers.

Oltre ad Irving, positive sono state le prestazioni di Jason Tatum e Gordon Hayward. Il primo ha concluso con 26 punti, 3 su 4 da 3 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Il secondo ha invece chiuso con 13 punti e 5 rimbalzi, mentre Al Hordford chiude con soli 4 punti ma con 10 rimbalzi e un‘importante difesa su Bojan Bogdanovic nell’ultimo minuto.

La serie ora si sposta a Indiana per la terza e quarta partita della serie. Appuntamento venerdì notte con gara 3 alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis.

Mavs, Luka Doncic si allenerà privatamente con Carlisle in estate

Dodicesima giornata Dunkest NBA

I Dallas Mavericks hanno già iniziato a lavorare su Luka Doncic per farlo diventare il nuovo volto della franchigia. Il capo allenatore Rick Carlisle ha infatti rivelato di avere intenzione di lavorare con lo sloveno per tutta l’estate.

In un’intervista a a The Dallas Morning News, Carlisle ha rivelato che userà la prossima estate per lavorare costantemente con Doncic e il resto dei giovani dei Mavs. Oltre a ciò, Carlisle non ha dato date specifiche dei workout per evitare l’attenzione dei media.

“Ci sarà un periodo di riposo ora. Luka tornerà a Dallas per una settimana a maggio e un’altra settimana a giugno con altri nostri giovani ragazzi per due settimane di allenamento. Dopodiché andrò in Slovenia, non vi dirò quando per evitare il circo dei media, per andare in palestra con Luka insieme a un altro ragazzo dello staff.”

Carlisle ha anche aggiunto che oltre al riposo, Doncic dovrà essere in grado di capire quanto gli allenamenti della prossima estate saranno importanti per migliorare il suo gioco la prossima stagione: “Deve capire che quest’estate sarà molto importante per lui. Sarà il giusto mix di riposo e di duro allenamento in palestra. Non ha mai passato una off-season così lunga negli anni passati. Gli impegni di Eurolega duravano fino a giugno, e lui era sempre nelle squadre migliori.”

Doncic è stato impressionante nella sua stagione da rookie, ma Carlisle ritiene che lo sloveno possa e debba fare meglio. Il coach dei Mavs è ottimista sul fatto che Luka approccerà quest’estate al meglio.

Se approccerà quest’estate nel modo che credo farà, avrà una grande possibilità di puntare sempre più in alto”.

I Dallas Mavericks hanno delle grandi aspettative per la prossima stagione, e Doncic sarà il loro centro. I successi della squadra in futuro saranno strettamente connessi a Luka e al suo nuovo compagno di squadra Kristap Porzingis.

Houston Rockets record di triple in NBA: 27 contro i Suns

Houston Rockets record

Houston Rockets record su record: James Harden e la franchigia texana scrivono ancora la storia. Gli Houston Rockets travolgono i Phoenix Suns e stabiliscono il nuovo record di triple segnate in una partita NBA a 27.

Partita senza storia quella giocata al Toyota Center di Houston, nella quale gli Houston Rockets segnano 149 punti, massimo stagionale, a discapito dei 113 dei Suns. La partita era già decisa a fine primo tempo, con i Rockets che segnavano 77 punti, massimo stagionale eguagliato, e si concentravano nella ripresa a siglare il record.

A fine terzo quarto il conto delle triple segnate arrivava a 24, con un James Harden in grande spolvero che si accomodava in panchina con a referto 30 punti, 13 rimbalzi e 9 assist, riposando per l’imminente arrivo dei playoff. Nell’ultimo quarto le riserve di Houston siglavano il record NBA grazie ad una tripla di Austin Rivers a 65 secondi dalla sirena che commenta così : “Non avevo scelta, quel pallone stava arrivando verso di me, non potevo fare altro che tirare e sperare che andasse dentro. Non era rimasto molto tempo per battere il record. È sempre piacevole pensare di avere un obiettivo da raggiungere sul parquet. Spesso le motivazioni vengono a mancare quando sei avanti di 35/40 punti, noi invece ce l’abbiamo messa tutta.”

Eric Gordon: “Cerco di essere uno dei migliori tiratori da 3 punti nella NBA”.

Il Barba segna cinque triple, dietro a Eric Gordon, che eguaglia il suo record personale di 8 e che a fine partita ha dichiarato: “Da quando sono in ritmo con la nostra squadra, le cose vengono facili. Quando entri in ritmo e sai che la palla verrà tra le tue mani, pensi solo a tirarla con fiducia. Cerco di essere uno dei migliori tiratori da 3 punti nella NBA, e per fare ciò si tratta solo di mettere la palla dentro il cesto.”

In questa stagione Houston ha la media più alta di triple a partita segnate (15.9) e anche la più alta di triple tentate (45.2). I Rockets hanno vinto con questa di stanotte la sesta partita di fila, si trovano col record di 53W e 28L e affronteranno probabilmente OKC al primo turno Playoff.

Draft NBA 2019, Ja Morant lascia Murray State, c’è anche il lituano Sirvydis

Ja Morant, guardia proveniente dai Murray State Racers, si dichiara eleggibile al draft NBA 2019. Secondo quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, Morant renderà la sua decisione ufficiale nel corso di una conferenza stampa che si terrà stanotte.

Morant è arrivato a Murray State nel 2017 come “high-schooler” non classificato secondo i ranking di 247Sports. Durante il primo anno si è dimostrato come un buon giocatore, tenendo medie di 12.7 punti, 6.5 rimbalzi e 6.3 assist a partita, tirando col 45.9% dal campo e il 30.7% da 3 punti. Mentre faceva vedere le sue abilità nel guidare il back-court e di assistere i compagni, non mostrava tratti dell’impressionante realizzatore che sarebbe poi diventato.

Nel suo secondo anno Morant ha migliorato sensibilmente il suo gioco e anche i suoi numeri ne hanno beneficiato: 24.5 punti, 10 assist, 5.7 rimbalzi e 1.8 palle rubate a notte, tirando col 50% dal campo e il 36.3% da 3 punti.

Ja Morant si è confermato quale prospetto NBA di prim’ordine dopo il primo turno del torneo NCAA 2019, siglando una tripla doppia da 17 punti, 16 assist e 11 rimbalzi contro Marquette, e mettendo quindi a referto 28 punti nella sconfitta contro Florida State del secondo turno.

I punti forti di Morant sono diversi: a partire dalla sua altezza, 192 cm, che lo aiuta nella lotta a rimbalzo, proseguendo con la capacità di assorbire i contatti durante le penetrazioni. È dotato di un primo passo esplosivo ed è anche migliorato al tiro dall’arco dei tre punti.

Le proiezioni per il draft NBA 2019 pronosticano Morant attorno alla terza scelta assoluta dietro al duo di Duke Zion Williamson- R.J. Barrett.

Il lituano Deividas Sirvydis si dichiara al draft 2019

L’ala lituana Deividas Sirvydis ha inviato i documenti necessari alla lega per rendersi eleggibile al Draft NBA 2019.

Sirvydis, 48esimo nella lista dei Top 100 prospetti di ESPN, sta vivendo un’importante stagione nella prima lega lituana e in EuroCup, partendo titolare in 25 partite, giocando 15 minuti di media e segnando 5.4 punti tirando con il 36% da 3 punti.

Giocare nella NBA è sempre stato il mio sogno, e sono perciò elettrizzato dal fatto di poter prendere parte al draft 2019Ha dichiarato Sirvydis a Jonathan Givony di ESPNDetto questo, il mio unico obiettivo rimane quello di finire la mia stagione con il Lietuvos Rytas, che spero finisca con la vittoria del campionato lituano“.

Sirvydis è stato nominato MVP dell’Adidas Next Generation Tournament, vincendo il campionato under 18 con la sua squadra a Belgrado. Sirvydis ha inoltre partecipato all’NBA Global Camp di Treviso, e si è qualificato ai mondiali FIBA U19 con la sua nazionale. Sirvydis ha attratto su di se l’attenzione degli scout NBA, non solo per la sua produttività al massimo livello europeo, ma anche per la sua altezza, il tiro e l’intelligenza cestistica.

Mike Conley è pronto a lasciare i Grizzlies? “Voglio vincere, qui o altrove”

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Con la dodicesima stagione che si sta per chiudere, la point guard dei Memphis Grizzlies Mike Conley, si prepara ad un estate in cui potrebbe allontanarsi dalla città del Tennessee.

Il 31enne è sicuramente stato un caposaldo dei Grizzlies negli ultimi anni, ma ora che la franchigia sembra sia intenzionata a ricostruire, le due strade si potrebbero dividere. La scelta societaria è conseguenza dei pessimi risultati ottenuti, che li hanno portati a scambiare l’altra bandiera di Memphis, Marc Gasol, sbarcato a Toronto.

Parlando con Jonathan Abrams di Bleacher Report, Conley ha ammesso che, pur amando la città e l’organizzazione, rimane aperto alla possibilità di cambiare prospettiva, se si presentasse la possibilità.

“Sono ad un punto avanzato della mia carriera, e voglio avere una possibilità di vincere. Sono in grado di competere o almeno di averne un opportunità, qualunque e dovunque essa sia. Desidero avere quell’opportunità, ma amo Memphis e amo stare qui. Amo tutto ciò che abbiamo creato e che stiamo creando. Ma se sono disposti a scambiarmi per iniziare a ricostruire, allora sarò pronto a competere per l’anello o qualunque cosa esso sia”

Il padre e agente di Conley, Mike Conley Sr., concorda pienamente con il pensiero di suo figlio, affermando che gli obiettivi di Conley e dei Grizzlies non sembrano più essere gli stessi.

“In questo periodo nella NBA, i talenti si muovono così tanto che sembra non ci sia più attaccamento al rapporto che si ha con la città. È una parte dura che appartiene al business” Conley Sr. ha poi aggiunto “Perciò, se i Grizzlies sono in rebuild, Mike non può esserne parte. Non è giusto metterlo in quel contesto, ha dato tanto alla città e al progetto per trovarsi in quel contesto. Quindi, qualunque cosa la società deciderà di fare, spero faranno la cosa giusta per lui”

Conley è attualmente al terzo anno di un contratto quinquennale da 153 milioni di dollari. Gli sono dovuti altri 67 milioni di dollari nei prossimi due anni, quindi trovare una società intenzionata a farsi carico di un contratto così pesante non sarà così facile.

Tony Parker e le leggende del basket argentino presenti alla cerimonia di ritiro della maglia di Manu Ginobili

I San Antonio Spurs hanno annunciato che giovedì notte sei membri della nazionale argentina, appartenenti alla “generazione d’oro”, saranno presenti all’AT&T Center di San Antonio nella notte di giovedì per partecipare alla cerimonia del ritiro della maglia di Manu Ginobili.

Nella notte di giovedì 28 marzoCleveland Cavaliers saranno gli avversari dei San Antonio Spurs, ma la data è resa più importante dalla cerimonia del ritiro della magia di Ginobili. Oggi i San Antonio Spurs hanno annunciato i sei volti noti della nazionale argentina che parteciperanno alla cerimonia: Alejandro Montecchia, Andrés Nocioni, Fabricio Oberto, Pablo Prigioni, Pepe Sànchez e Luis Scola.

Le sei leggende argentine parteciperanno discutendo della carriera di Manu e dell’impatto che ha avuto all’interno del team argentino. La discussione si terrà in spagnolo, e verrà trasmessa coi sottotitoli in inglese sugli schermi dell’arena.

La “Generaciòn dorada” rappresenta il periodo più proficuo della storia della nazionale argentina. La lista di successi inizia nel 2001 con la vittoria dei campionati americani FIBA e termina col quarto posto alle olimpiadi di Londra nel 2012. In questi anni la nazionale argentina vince un oro olimpico (2004 battendo in finale la nostra Italia), un bronzo olimpico (2008, in cui Ginobili fu portabandiera alla cerimonia di apertura) un argento ai mondiali del 2002 e svariate medaglie ai campionati americani.

L’Argentina rimane l’unica nazionale ad aver vinto un oro olimpico all’infuori degli Stati Uniti negli ultimi 30 anni.

Con la nazionale argentina, durante il corso delle quattro olimpiadi giocate in carriera, Ginobili ha viaggiato a medie di 18 punti, 3.7 assist e 3.7 rimbalzi a partita. Il suo massimo di punti è 32 nell’estate del 2008, miglior prestazione personale di sempre davanti ai 29 nelle semifinali del 2004 contro gli USA.

Oltre ai membri della nazionale argentina, sarà presente anche l’amico ed ex compagno di squadra Tony Parker. Il francese ha infatti ricevuto il permesso da Michael Jordan, proprietario degli Charlotte Hornets, di assistere alla cerimonia, ed ha addirittura ottenuto di farsi dare un passaggio sulla via per il Texas dalla sue ex-squadra.

La maglia numero 20 di Manu Ginobili si unirà a quelle di Bruce Bowen (12), Tim Duncan (21), Sean Elliott (32), George Gervin (44), Avery Johnson (6), Johnny Moore (00), David Robinson (50) e James Silas (13), diventando così la nona ad essere appesa al soffitto dell’AT&T Center.

Phoenix Suns, Kelly Oubre Jr. out per il resto della stagione

Brutta tegola per i Phoenix Suns che perdono Kelly Oubre Jr. per il resto della stagione.

L’ala dei Phoenix Suns Kelly Oubre Jr. sarà costretto a saltare l’ultima parte di stagione a causa di un problema al pollice sinistro. Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, Oubre Jr. dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico (tempi di recupero sono stimati tra le quattro e le sei settimane), saltando di conseguenza le restanti 10 partite di regular season.

Kelly Oubre sarà un restricted free agent in estate. Il prodotto di Kansas sta attraversando la miglior stagione della sua carriera, collezionando 20 punti e 5.7 rimbalzi a partita in seguito alla pausa dell’All-Star Game, entrando nel quintetto iniziale dei Phoenix Suns.

I Phoenix Suns hanno ottenuto Oubre dai Washington Wizards in una trade di dicembre che ha coinvolto anche Trevor Ariza e Austin Rivers.

Ai Suns, Oubre si è inserito alla perfezione sia nello spogliatoio che in campo, creato un’intesa interessante con la stella della squadra Devin Booker. Tutti questi elementi saranno sicuramente presi in considerazione dalla franchigia dell’Arizona durante la prossima estate.

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Oubre sta viaggiando con le medie di 15.2 punti, 4.7 rimbalzi e 1.2 assist a partita, ma considerando le medie post All-Star game già citate e l’impiego da titolare datogli da coach Igor Kokoskov, rispetto a quello di semplice panchinaro di coach Scott Brooks dei Washington Wizards, l’interesse da parte delle altre franchigie della lega si è sicuramente alzato.

Starà ai Suns decidere se pareggiare eventuali offerte che arriveranno per Oubre a partire dal prossimo 1 luglio, o lasciare andare l’ex giocatore degli Washington Wizards.

De’Aaron Fox soddisfatto della stagione dei suoi Kings: “Abbiamo trovato la nostra identità”

Nonostante la più che probabile esclusione dai playoffs, De’Aaron Fox si ritiene soddisfatto della stagione dei Sacramento Kings.

A causa di un calendario tosto post All-Star Game, i Sacramento Kings hanno visto sfumare le loro possibilità di raggiungere i playoffs, in una classifica che  a questo punto della stagione li vede a 6 partite di distanza dall’ottava piazza. Nonostante ciò, la point guard titolare De’Aaron Fox è incoraggiato dal fatto che la squadra abbia trovato la sua identità.

Fox, che è stata sicuramente la ragione principale del miglioramento della squadra, arrivata ad essere una contender per un posto nella post-season, ha così dichiarato: “Questo è stato un anno fondamentale perché siamo stati in grado di stabilire qualcosa” Così Fox a Paul Flannery di SB Nation “Tutti sanno ora che quando giocherai contro i Kings dovrai giocare velocemente. Ti costringeremo a giocare al nostro ritmo. Ci siamo guadagnati la nostra posizione, le ultimi due stagioni sono state una barzelletta, ma dopo un annata come questa, gli occhi delle persone si stanno aprendo e tutti stanno iniziando a prendere sul serio Sacramento.

I Kings sono stati a lungo lo zimbello della lega, percezione cambiata durante il corso di questa stagione, con Fox e compagni che hanno dimostrato di aver voltato pagina.

I chiari progressi di De’Aaron Fox dalla sua stagione da rookie a questa seconda sono sotto gli occhi di tutti. Questi miglioramenti hanno certamente contribuito nel far diventare i Kings la squadra “run-and-gun” che sono ora. Il prodotto di Kentucky è in piena corsa per il premio di Most Improved Player dell’anno, insieme al suo compagno di squadra Buddy Hield.

“Un sacco di gente pensa che questo è ciò che bisogna attendersi da una scelta di lotteria (come Fox, ndr) ma migliorarsi come giocatore non dipende da quanto in alto si è stati scelti” Dice Fox “È un miglioramento, se vincerò il premio, bene, se non lo vincerò, nessun problema. Voglio solo aiutare la mia squadra a vincere”.

I Sacramento Kings salteranno i playoffs, ma non si può certo considerare questa stagione un fallimento, piuttosto una parte del processo di rifondazione, passaggio obbligato per ogni squadra con future ambizioni da contender.

Isaiah Thomas fuori dalle rotazioni di Coach Malone: “Ho deciso di accorciare le rotazioni in vista dei playoff”

Il ritorno in campo a pieno regime di Isaiah Thomas subisce un altro duro colpo. Come riportato da Nick Kosmider di The Athletic, l’ex All-Star troverà il suo minutaggio nettamente ridotto, rischiando quindi di rimanere escluso dalle rotazioni di coach Michael Malone per il resto della stagione.

Thomas è apparso in appena nove partite dal suo rientro in campo lo scorso mese dopo il suo intervento all’anca. Isaiah sta collezionando 8.6 punti a partita, ma sta tirando con il 37.3% dal campo, e con l’appena 27.3% da 3 punti.

Coach Malone ha riportato la notizia prima della partita di mercoledì contro i Minnesota Timberwolves.

Non è stata una conversazione semplice quella tra me e IT, ma questo è il mio lavoro. Non è mai una questione personale o riguardo Isaiah, ma si tratta di fare del meglio per la squadra. Ho preso la decisione di accorciare le rotazioni, di giocare con otto ragazzi nel primo quarto, e continuerò a farlo per il periodo restante. Sono rimaste sedici partite (di regular season n.d.r.), e sto cercando di dare ritmo e rotazioni che ci potranno permettere di avere le maggiori chance possibili di vincere ora e ai playoff

Isaiah Thomas, la situazione contrattuale del veterano

Thomas sarà nuovamente un free agent quest’estate, dopo aver firmato un contratto di un anno al minimo salariale per i veterani la scorsa estate. I Denver Nuggets sapevano che non sarebbe stato disponibile da subito a causa dell’infortunio, ma speravano in un possibile miglioramento che lo avrebbe potuto far diventare una point guard di riserva. Tuttavia, Monte Morris ha conquistato quel posto, e il futuro di Thomas è incerto ancora una volta.

Isaiah Thomas è stato vicino a firmare un contratto al massimo salariale prima di essere coinvolto nello scambio con Kyrie Irving. Da lì non è più stato capace di superare i suoi problemi all’anca, e, lontano da Boston, ha giocato soltanto 41 partite con le maglie di Cavaliers, Lakers e Nuggets.

Blake Griffin esalta Markkanen: “Si è speciale il ragazzo”

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I Detroit Pistons strapazzano i Chicago Bulls per 131-108 ma nel post partita Blake Griffin elogia Lauri Markkanen.Periodo di forma super quello dei Detroit Pistons che superano agevolmente i Chicago Bulls per la seconda volta in 3 giorni, piazzano la dodicesima vittoria nelle ultime 14 partite e la quinta consecutiva. Dall’altra parte i Chicago Bulls soffrono l’assenza del loro attuale miglior giocatore, Zach LaVine, alle prese con un dolore al ginocchio.

La partita si decide nel terzo periodo, nel quale Detroit piazza un parziale di 42-25, terminano avanti 103-80, e chiudono anticipatamente la gara. Pessima prova dei Bulls, si salvano solo Markkanen, 17 punti e 6 rimbalzi, e Otto Porter Jr. 17 anche per lui, ma non riescono ad evitare la quarta sconfitta nelle ultime 5 partite.

Dall’altra parte ottima prova per Detroit, solita doppia-doppia da 16 punti e 15 rimbalzi di Andre Drummond, Langston Galloway chiude con 21 punti con 6/6 da 3 punti, e l’MVP del match, Blake Griffin termina con 28 punti con 10/14 al tiro, e nel post partita lascia alcune dichiarazioni interessanti.

Blake Griffin: “Markkanen è un ragazzo speciale”

”È incredibilmente abile”. Questo ciò che Blake Griffin, ala e star dei Pistons ha detto nel post partita di stanotte tra Detroit e Chicago, nei confronti di Lauri Markkanen.

In un’ intervista con Darnell Mayberry di The Athletic. Blake Griffin ha detto che Lauri Markkanen diventerà un giocatore speciale una volta che sarà in grado di capire come funziona l’NBA e come vengono realmente giocate le partite.

“È speciale”, ha detto Griffin. “Puoi notarlo subito. Le sue abilità, combinate con la sua altezza lo rendono speciale. Una volta che otterrà la fisicità necessaria, e capirà le diverse angolazioni del gioco, sarà un problema per molto tempo“.

Griffin ha avuto la possibilità di marcare Markkanen in diverse occasioni, e il veterano non ha potuto fare a meno di ammirare ciò che il suo avversario più giovane è stato in grado di fare, soprattutto in fase offensiva.

Love e i Cavs vincono contro gli Orlando Magic. Fournier: “Brutta sconfitta”

Kevin Love è la pedina fondamentale per i Cleveland Cavaliers, come dimostrato da queste ottime partite.

Nelle ultime 3 partite il bilancio dei Cavs è di una sconfitta e di due vittorie. Indovinate in quale Love era assente? Esatto, nella sconfitta interna per 93-129 contro i Detroit Pistons. Il giorno prima i Cavs espugnano il Garden battendo 125-118 i Knicks, e stanotte sconfiggono in casa gli Orlando Magic per 107-93.

Questa notte Love segna 16 punti, accompagnati da 14 rimbalzi, e i pazzi Orlando Magic perdono una partita importantissima in chiave playoff. I Magic riescono, in seguito alla pausa dell’ All Star Game, nell’impresa di battere Raptors, Warriors e Pacers, perdendo però con i più umili Bulls, Knicks, e stanotte Cavs.

Cleveland vince grazie ad un ultimo parziale da 40-21, grazie anche a sette tiri da 3 punti messi a segno solo nell’ultimo periodo.

Love sta progressivamente migliorando dall’infortunio al piede dello scorso novembre che lo ha tenuto lontano dal parquet per mesi, ma è ancora inabilitato a giocare i back-to-back.

In seguito alla vittoria di stanotte, Love ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: Sto solo seguendo il piano. Ero molto entusiasta all’idea di tornare in campo dopo l’ All star break, tanto da voler giocare tutte le partite e non perderne neanche una, ma stiamo lavorando giorno per giorno. Per noi è stata una grande vittoria, contro una squadra che sta lottando per i Playoff”.

Evan Fournier: “È stata una brutta sconfitta”.

Dall’altra parte, non sono bastati i 28 punti con 13 rimbalzi, tirando 13 su 16 dal campo, di Nikola Vucevic per evitare la sconfitta.

D.J. Augustin ha aggiunto 19 punti alla causa Magic, che ora si trovano all’ottavo posto ad est, ma con un vantaggio davvero minimo sugli Charlotte Hornets e i Miami Heat.

In questa situazione, il coach di Orlando, Steve Clifford, ha tenuto un incontro importante con i giocatori dopo la partita, e ai giornalisti ha detto questo: Ogni partita conta allo stesso modo. Se non pensiamo questo, si tratta di una mentalità perdente e una totale mancanza di comprensione di ciò che è l’NBA”.

“È stata una brutta sconfitta”. Ha detto Evan Fournier: “Ci sentiamo come se fossimo troppo spaesati. Dobbiamo ancora crescere. Coach Cliff ci ha detto un sacco di cose dopo la partita”.

Steph Curry: “Sconfitta frustrante quella contro gli Orlando Magic”

Klay-Thompson-festeggia

I Golden State Warriors perdono contro gli Orlando Magic, per 103-96, la terza delle ultime quattro partite. I Warriors, orfani di Kevin Durant, tenuto a riposo, mandano all’aria una vittoria costruita nel terzo quarto, con un parziale di 30-11, subendone un altro di 33-15 nell’ultimo e decisivo quarto. Aaron Gordon spacca la partita con 22 punti e 15 rimbalzi, mentre Terrence Ross ne segna 16 in uscita dalla panca. Nel post partita Steph Curry e Klay Thompson hanno commentato la gara.

 

Per Klay Thompson le voci riguardanti la chimica all’interno della sua squadra sono esagerate, ed ha risposto alle domande dei giornalisti in modo schietto e sbrigativo.

-“Sei contento di dove si trova la squadra?”
Klay: “Uh, sì. Questa è facile. Si. Potrebbe andare peggio”
-“La chimica di squadra sta svanendo?”
Klay: “Il dramma della chimica di squadra, non ne ho sentito parlare.”

I rumors riguardanti la chimica di squadra e i rapporti all’interno dello spogliatoio sono argomenti ricorrenti dal’inizio della stagione. Ogni qual volta i Warriors perdono un paio di partite consecutive, si inizia subito a parlare di crisi, salvo poi stupire gli appassionati nelle gare successive, e mettere a tacere i dubbi.

Klay Thompson ha concluso la gara con 21 punti e 3 rimbalzi, tirando 9 su 23 dal campo, e 3 su 12 da 3 punti.

 

Steph Curry: “Una sconfitta frustrante”

 

Secondo Mark Medina del Mercury News, il due volte MVP è rimasto scettico della sconfitta, e si è dovuto guardare indietro più volte per vedere cosa sia andato storto. Curry attribuisce le colpe a quell’ultimo parziale perso per 33-15 che ha inevitabilmente deciso la gara.

“La sconfitta è frustrante considerando come abbiamo concluso il terzo quarto. Eravamo chiaramente in controllo della partita, è difficile, abbiamo giocato molto duramente”.

 

Anche per Curry quella di stanotte è stata una serata storta, nonostante i suoi 33 punti, con 8 rimbalzi e 6 assist. Infatti, ciò che sorprende dei tabellini, sono le percentuali al tiro: 12 su 33 complessivo dal campo, 36.4%, e 5 su 17 da 3 punti, 29.4%.

 

Prossimo impegno per i Golden State Warriors, domenica in casa dei Philadelphia 76ers.