Dame Lillard vs Westbrook: i numeri nel dettaglio

lillard-vs-westbrook

Più che una sfida tra OKC e Portland è una gara tra numeri 0, Lillard vs Westbrook, Dame contro Russ, due stili di gioco differenti che stanno portando alla luce risultati diversi. Dame Lillard sta letteralmente dominando una serie che, nonostante il record in stagione, molti vedevano con OKC avanti nel pronostico, per via di un 4-0 in stagione che non ammetteva repliche. Ma così non è stato, Lillard e CJ McCollum, nonostante l’assenza di Nurkic out per un grave infortunio, hanno portato fino ad ora Portland sul netto 3-1. Kanter ci ha messo del suo offensivamente ed i Thunder sono crollati.

Parole di sfida prima e durante il match, poi sul campo i numeri parlano chiaro: Westbrook è lasciato in balia degli eventi, mentre Lillard ha messo in scena super prestazioni ed è soprattutto accompagnato da compagni di squadra di livello. La differenza principale la stanno facendo i secondi violini dei team, come il resto del supporting cast, come anche i due leader ovviamente.

Dame Lillard vs Westbrook: che sta succedendo?

Come è stato il duello tra le due squadre? Nettamente a favore di Portland ed i numeri dei rispettivi leader parlano chiaro: Dame Lillard vs Westbrook è stato un massacro. Andiamo a vedere i numeri nel dettaglio:

  • Gara 1:
    Westbrook 24-10-10 (0% da tre)
    Lillard 30-4-4 (45.5% da tre)
  • Gara 2:
    Westbrook 14-11-9 (16.7% da tre)
    Lillard 33-5-8 (50% da tre)
  • Gara 3:
    Westbrook 33-11-5 (66.7% da tre)
    Lillard 32-6-4 (33.3% da tre)
  • Gara 4:
    Westbrook 14-9-7 (28.6% da tre)
    Lillard 24-8-3 (50% da tre)

No mercy. È nata una grande rivalità tra questi due giocatori, che al momento almeno non ammette tante repliche. Dame Lillard sta vincendo confronto e serie. Ci sarà un ultimo sussulto di Westbrook a Portland, in Oregon, oppure finirà KO con un 4-1 che ridimensionerà il futuro dei Thunder?

 

Lakers-Magic non è più in carica: la situazione

Ora è ufficiale: Magic lascia i Lakers, lascia la carica di president of basketball operations. Dopo tanti rumors su un addio di Luke Walton, su Magic che non parlava con l’head coach da diverso tempo, è arrivata la notizia che non ti aspetti: Magic non è più in carica con i Los Angeles Lakers. Ed ora come cambieranno gli scenari futuri ad LA?

Ad annunciare le dimissioni é stato lo stesso Magic a sorpresa ed all’insaputa della proprietà: la motivazione? “Voglio tornare a divertirmi”.

Dunque troppe critiche, troppe pressioni e tanti sbagli che lo hanno messo al centro delle critiche dei fan e della proprietà. Ora si attende di capire cosa cambierà ad LA

Magic-Lakers giusto addio?

Dopo che è arrivata la notizia bomba nella notte NBA tutti sembrano essere d’accordo sul fatto che l’operato di Magic sia stato negativo. Alcune trade, altri scambi saltati, le continue multe che hanno messo in imbarazzo la società, come le scelte estive. Troppi errori che lo hanno reso il principale colpevole agli occhi dell’opinione pubblica della stagione negativa dei Lakers. Ultima goccia la mancata trade per Anthony Davis ed i play-off mancati nonostante la presenza di LeBron James.

E finita la stagione, Magic Johnson si è dimesso pubblicamente davanti ai media in conferenza stampa. Quindi sii dimetterà formalmente dal ruolo di President of Basketball Operations dei Los Angeles Lakers con la proprietà che sembra fosse effettivamente ignara della decisione.

L’annuncio è arrivato a seguito dell’inchiesta di The Athletic, riguardante l’operato del duo di GM dei gialloviola. Tra poche ore conosceremo anche la decisione del secondo, Rob Pelinka.

Anche secondo voi è giusta la decisione di Magic di farsi indietro dopo la stagione a dir poco disastrosa soprattutto sotto il punto di vista delle scelte dall’alto in sede di mercato?

 

Quale è il valore di LeBron? Un proprietario: “Non darei più di una prima scelta…”

valore di LeBron James

Il valore di LeBron James si, è ai minimi storici. Forse alcuni dimenticano quanto fatto fino allo scorso anno ed in parte in questa stagione, forse altri lo svalutano per qualche atteggiamento fuori le righe sia in campo che fuori che ha portato alla rottura di un giocattolo, costruito male da Magic. Ma sta di fatto che il valore del Prescelto è calato ed a dirlo sono direttamente i GM della lega, in particolare uno.

Vi ricordate il tempo in cui i team erano disposti a fare follie per avere LBJ? Beh sono passati.

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center
Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center (Jae C. Hong, AP Photo)

Il valore di LeBron James per un proprietario di una franchigia della lega

Due proprietari di franchigie NBA in primis si sono esposti chiaramente: uno ad Est ed uno ad Ovest. Cosa hanno detto? Il primo ha dichiarato che “a questo punto non vorrei fare una trade per LeBron James, non farei uno scambio per un giocatore che nella fase finale della sua carriera e che non mi sembra si stia impegnando”

L’altro? “Dipende, dipende da cosa dovrei muovere, non più di una prima scelta ovviamente.”

Anche alcuni GM delle franchigie sono stati intervistati da Ric Bucher ed uno in particolare ha affermato: “Non è forte abbastanza oggi da prendere quattro giocatori qualsiasi e portarli alle NBA Finals, è evidente”. Insomma siamo alle battute finali per gli addetti ai lavori dell’epoca di LeBron James.

Mischiando dunque le due dichiarazioni il valore di LeBron James è al massimo di una prima scelta futura? Beh effettivamente come giocatore probabilmente non riuscirà più a tornare ai livelli di una gara 7 contro Golden State, l’età conta per tutti, anche per un giocatore fuori dal comune come il Re. Ma probabilmente anche si svaluta il suo reale valore.

Per essere chiari però i Lakers non hanno mai manifestato a pieno la volontà di scambiare LeBron: ma è stata una supposizione ed una dichiarazione del giornalista ed analista di ESPN (nonché ex coach) Jeff Van Gundy che ha parlato di come i Lakers dovrebbero pensare anche a scambiare il 23 per giocare al meglio e per tornare ad avere un progetto vincente.

Los Angeles Clippers tre obiettivi per la free agency 2019

I Los Angeles Clippers saranno molto attivi in estate per completare il roster della franchigia e regalare a Doc Rivers un team di livello assoluto, pronto nel giro di 2-3 anni magari a contendere anche per il titolo con un pizzico di fortuna e buona sorte.

Jerry West ha operato molto bene durante la trade deadline e nei giorni precedenti, andando anche a scambiare Tobias Harris, il giocatore più in forma e più determinante del team: da lì la squadra non ha mollato l’obiettivo playoffs ed è stata ricoperta di scelte future che potrebbero fare molto comodo. Insomma strategia che potrebbe essere vincente, spazio salariale e la città di Los Angeles, che richiama tantissimi giocatori.

Chris Haynes ne ha parlato della situazione: “Sappiamo tutti che i Clippres avranno due slot libere a livello salariale per due maxi contratti, sono molto attivi e lo saranno ancora di più in estate.” Su chi avrebbero messo i loro occhi principalmente? Vediamo i tre nomi da monitorare.

#1 Jimmy Butler

Il primo della lista è sicuramente Jimmy Butler che potrebbe essere l’uomo giusto su cui puntare con un contratto a lungo termine. Dopo l’esperienza a Minnesota è finito a Philadelphia, ambiente ii cui non sembra essere totalmente a suo agio. Su Jimmy Butler ci sono anche altre squadre, come New York e non solo.

Jimmy Butler potrebbe chiedere un contratto molto alto, anche il massimo salariale visto che durante le prime scaramucce con Minnesota aveva inserito appunto i Clippers come altre squadre che avessero disponibilità salariali tra le sue preferite proprio per una questione economica. Difficile immaginare se Los Angeles sponda Clippers sia disposta a sacrificare uno slot a livello di massimo salariale per un giocatore come Jimmy Butler che non si è ancora dimostrato un vero e proprio leader e giocatore determinante. Ma sicuramente una chiamata da Jerry West per JB arriverà. Resta una pista interessante ma probabilmente non è quella primaria

#2 Kawhi Leonard

Oltre a Jimmy Butler il secondo nome caldo in ottica Los Angeles Clippers sarebbe ancora più altisonante: parliamo di Kawhi Leonard dei Toronto Raptors. Kawhi è il giocatore ideale per ogni franchigia, silenzioso ma leader dentro e fuori dallo spogliatoio, sia in campo che fuori con comportamenti mai fuori dalle righe ed una leadership a livello difensivo incontrastata. Si tratta semplicemente di uno dei migliori difensori dell’intera lega e di un attaccante eccezionale, che si sta riabilitando dopo l’anno sfortunato a livello di infortuni a San Antonio con tanto di rottura con l’ambiente.

Come detto anche a livello offensivo Kawhi si è trasformato negli ultimi anni diventando una vera e propria macchina sotto la guida di Popovich. Anche lui è in scadenza di contratto e potrà diventare un free agent senza restrizioni: potrebbe ascoltare proprio una offerta che gli potrebbe arrivare da Los Angeles sponda Clippers disponibile a regalargli un contratto molto importante. Perché lasciare Toronto, disponibile anche questa ad offrirgli un maxi contratto, per i Clippers? Facile, il motivo è la città di Los Angeles. Sicuramente un ambiente migliore rispetto alla fredda città canadese. Inoltre Kawhi è nativo proprio della California per cui sarebbe un vero e proprio ritorno a casa.

Kevin Durant

#3 Kevin Durant

Ed arriviamo all’ultimo free agent. L’ultimo nome sul quale potrebbero puntare i Los Angeles Clippers è quello di Kevin Durant e qui hanno da giocarsi una carta molto interessante che è quella di Jerry West. Si tratta di uno dei dirigenti migliori della lega che vuole regalare a Los Angeles una stella di livello assoluto per cercare di migliorare il blasone della squadra e magari condurre il team finalmente alla vittoria del tanto sognato anello NBA. In questa ottica inutile girarci attorno, Kevin Durant sicuramente sarebbe il nome principale per far sì che la piazza dei Clippers diventi sempre più attraente anche per altri nomi in ottica presente e futuro.

Si tratta di un giocatore che non ha bisogno di presentazioni probabilmente il miglior attaccante della lega ed uno dei migliori difensori, attualmente uno dei giocatori più determinanti dell’intera lega.

Kevin Durant potrebbe essere arrivato al culmine della tua esperienza con i Golden State Warriors come riportato dai recenti rumors e potrebbe per questo motivo decidere di andare a giocare proprio ai Los Angeles Clippers. Perché non i Lakers? Beh ha dichiarato apertamente che non sarebbe un suo desiderio quello di giocare con Lebron e che sarebbe piuttosto difficile per un giocatore di livello adattarsi allo stile di gioco del Prescelto. Insomma una vera e propria frecciatina che sa tanto di no secco all’ipotesi estiva di andare si in California, si a Los Angeles, ai Lakers. Uno schiaffo ancora maggiore sarebbe proprio giocare ai Clippers e dimostrare anche qui di essergli superiore, cosa che negli ultimi anni ha cercato di fare.

Beh grandi manovre in quel di Los Angeles non c’è che dire. Chi arriverà per voi nella città degli angeli a portare il suo talento in casa Doc Rivers, un coach che di basket ne sa ed anche tanto?

Non solo Knicks, per Kemba Walker una nuova pretendente estiva

Kemba-Walker

Su Kemba Walker potrebbe scatenarsi una asta in estate. E’ vero che il ragazzo non si è mai esposto sulla possibilità di restare o meno a Charlotte, ma visti gli ultimi risultati e vista la poca competitività del roster, sembra quasi certo che lascerà gli Hornets da free agent in estate (UFA). Ed ecco che allora potrebbe scatenarsi il mercato NBA anche sulla point guard in grado di segnare tantissimi punti e portare in dote un gioco offensivo di altissimo livello. Chi c’è sulle sue tracce? Due team al momento

Chi segue Kemba Walker?

I Knicks hanno liberato lo spazio salariale giusto per provare ad effettuare almeno un paio di colpi in estate nella free agency, ma devono liberarsi di qualche point guard nel roster e poi punteranno sicuramente ai due nomi caldi:

  • Kyrie Irving
  • Kemba Walker

I due sono gli obiettivi per il ruolo di guardia, mentre come detto per quello di ala ci sono Kevin Durant e Kawhi Leonard in lizza, come anche Jimmy Butler (F/G). Tutti free agent in estate, due di loro potrebbero riunirsi nella Grande Mela.

L’outsider per Kemba Walker

Nelle ultime ore però da Charlotte rimbalza il rumors che riguarderebbe una nuova pretendente a Kemba Walker. Si tratta secondo il Charlotte Observer, giornale molto vicino alla franchigia degli Hornets, dei Dallas Mavericks.

Luka Doncic, Porzingis e Kemba Walker, un trio potenzialmente veramente esplosivo ed in grado di portare agilmente la squadra direttamente ai playoffs dopo gli ultimi anni di anonimato.

“Due fonti vicine ai Mavs mi hanno riferito che da Dallas l’obiettivo numero uno per il mercato dovrebbe essere proprio Kemba Walker, dal primo di luglio.” Questo riporta Rick Bonnell.

Dallas ha elasticità salariale per provare a firmare Kemba, tre volte all star, una volta che sarà uscito dall’attuale contratto con Charlotte. Pronti ai colpi estivi? Dove finirà per voi la guardia degli Hornets?

 

 

SuperTeam NBA: un format che la lega porta avanti da più di dieci anni

SuperTeam NBA-DeMarcus Cousins si sta davvero inserendo nel quintetto divino dei Warriors?

Da dove nascono i SuperTeam NBA? Da molto prima di quello che pensate… Si tratta di una vera e propria arma a doppio taglio in mano alla lega. Oggi parliamo di un fenomeno che ha suscitato molto interesse nei primi tempi ma che adesso sta prendendo la responsabilità dell’abbassamento dell’interesse da parte degli spettatori o il presunto tale, almeno a livello di competitività.

Adam Silver pochi giorni fa ha dichiarato che la lega è in calo sia di ascolti che d’interesse. Molti hanno dato la colpa a Golden State anche se la storia dei superteam NBA è da ricercare nel passato della storia della NBA. Da quando e quale squadra? Vediamolo insieme!

Premier League trentesima giornata le sfide in arrivo domenica-garnett-pierce-cinque
garnett-2

Le radici dei SuperTeam NBA

Il primo superteam della storia sono stati i Boston Celtics del 2008 quando oltre a Rondo e Pierce nel Massachusetts arrivarono anche Garnett e Allen. Questo tipo di squadra fu creato per vincere nel minor tempo possibile, prendendo top player da altre squadre. L’obiettivo fu raggiunto subito portando i Celtics dall’ultimo posto della eastern conference al titolo del 2008 in un’indimenticabile stagione che vide i Celtics trionfare contro i Lakers di Kobe in una spettacolare gara 6 al TD Garden. Questo progetto si affacciò soltanto due volte alle finali nei quattro anni seguenti perdendole tutte e due.

Miami 2007-2012, altro superteam NBA in arrivo

Il secondo super team che perfezionò l’all in provato a fare da Boston nel quinquennio dal 2007 al 2012 è stato quello di Miami nel 2010 dove Lebron senza far sapere niente a nessuno comunicò la sua decisione di “portare il talento a South Beach” tramite un programma televisivo tenendo all’oscuro tutti. David Stern questo modo scelto da Lebron di comunicare la sua volontà di andare via dall’Ohio non la prese bene e provo in tutti i modi a tutelare l’immagine del suo giocatore di punta e della lega intera cercando di bloccare la messa in onda dello show.

Questa mossa criticata aspramente dai tifosi di Cleveland e non solo ha portato ragione a Lebron che nei quattro anni di Miami ha disputato 4 finali consecutive vincendone due in back to back, questa vittoria fece rivalutate l’immagine viziata di  Lebron nell’immediato post “decision”. Oltre a Lebron, a Miami arrivò anche Bosh con il quale giocò due anni prima dell’ennesima aggiunta: Il tiratore Ray Allen. Miami cosi poteva schierare in campo Wade , Lebron , Bosh , Allen. Questo progetto fu costruito prendendo top player dal resto della lega in quanto Lebron arrivava da Cleveland , Bosh venne da Toronto e Allen dalle ceneri di Boston.

Questi sono i super team che hanno costruito la loro “gloria” sulle spalle delle altre squadre della lega. Ma non è tutto oro quello che luccica. La storia dei super team non è caratterizzata da soli successi, ci sono anche dei progetti che sono finiti malamente.

Con New Orleans Hornets

I SuperTeam non tanto super…

L’esempio perfetto è quello dei Lakers della stagione 2012-13, un team pieno di stelle, dal quale ci si attendeva molto ma che non è riuscito a soddisfare le aspettative. Questo team nasce con una controversa mossa della lega, David Stern bloccò il passaggio di Chris Paul dai New Orleans Hornets alla città degli angeli. Molti non addetti ai lavori pensarono che questa mossa sia stata fatta per tenere la lega competitiva ed equilibrata. In realtà Stern non mandò CP3 ai Lakers per tenere alto il valore d’acquisto della franchigia che commissariata passò in mano alla lega. Al posto di Chris Paul arrivarono Howard ( da Orlando dove fece la sua super stagione ) e Steve Nash. A questi due arrivi i Lakers potevano contare nelle proprie fila di Pau Gasol, Kobe Bryant e Steve Blake da Portland. Questo progetto nonostante contasse su diversi giocatori presi da altre squadre fu un buco nell’acqua in quanto non riuscirono ad ottenere niente di importante.

Warriors-Thunder Steph Curry

Super Team si, ma con lungimiranza

Ma non tutti i superteam NBA sono stati costituiti prendendo giocatori già pronti da altre franchigie, ci sono stati anche due scommesse vinte direttamente dal draft. Primi sono stato gli Oklahoma City Thunder (ex Seattle Supersonic) che potevano contare su Kevin Durant e Russell Westbrook, il primo già affermato per il breve periodo giocato a proprio a Seattle ed il secondo scelto ma mai visto in campo, a questi due si unì anche James Harden preso nel 2009 come terza scelta assoluta al draft. Queste scommesse si rivelarono delle scelte azzeccatissime perché il trio delle meraviglie raggiunge subito i playoff , uscendo al primo turno . L’anno seguente raggiunsero la finale di conference e l’anno dopo ancora raggiunsero la finale per il titolo , mostrando un escalation degna di un ottimo progetto. Dopo questo tentativo di assalto al titolo James Harden abbandonò l’Oklahoma per andare in Texas sponda Houston. I due anni seguenti Westbrook e Durant raggiungono due finali di conference consecutive uscendo rispettivamente con San Antonio e Golden State. Dopo questa sconfitta lascia anche Kevin Durant che si accaserà ai Golden State Warriors.

Un altro esempio di progetto ben fatto e di lungimiranza sono appunto i Golden State Warriors, vero e proprio perfezionamento di tutti i super team creati ed assemblati in precedenza. La dirigenza della baia è partita dalle scelte molto basse… ma perché uno dei super team più vincenti della storia della nba avevo le scelte cosi basse. Perché i Golden State Warriors pre-Curry erano l’ultima ruota del carro dell’ovest per diversi anni e queste scelte sono state determinate da questo pessimo posizionamento.

Le scelte erano la 7° di Steph Curry (Davidson College) , la 11° di Klay Thompson (Washington State  , la 35° di Draymond Green (Michigan State ),la 7° di Harrison Barnes (North Carolina) ,  la 30° di Festus Ezili (Vanderbilt).

Nel 2015 arriva il primo titolo veramente inaspettato per questo gruppo in quanto secondo moltissimi addetti ai lavori ed insider nessuna delle scelte sarebbe potuto diventare un all star. Invece non solo è arrivato il titolo ma a distanza di anni questi giocatori presi tutti sotto la sesta scelta sono tutti All Star ( tranne Ezili ). Due anni dopo a questo gruppo si è unito Kevin Durant uno dei giocatori di punta della lega diventato Free Agent. Da questa firma sono arrivati due titoli , tutto il resto è storia recente.

Questa firma è stata ed è tutt’ora al centro di continue discussioni, accusando la lega di aver permesso a Durant di andare nella squadra che stava dominando la lega. Ma la lega non ci poteva fare niente perché il giocatore era regolarmente entrato nella free agency e la multa dovuta allo sforamento del cap è regolarmente pagata. Il precedente si è creato con la scelta di David Stern quando bloccò CP3 della quale abbiamo già parlato.

Perché i Supeteam sono una arma a doppio taglio?

I super team, come abbiamo anticipato, sono un arma a doppio taglio, da una parte l’interesse suscitato nel vedere cosi tanti campioni giocare insieme dall’altra il rischio che la forza della squadra possa in qualche modo sfalvare e alterare gli equilibri e competitività della lega. La colpa non è di Golden State, Miami, Okc o Boston le rispettive dirigenze hanno solo cercato nel loro miglior modo possibile di arrivare al tanto sognato titolo di “campioni del mondo”.

Questa via è stata una scelta intrinseca della lega dopo aver aumentato il salary cap, mossa che ha subito favorito i big market che possono pagare la luxury tax con gli introiti provenienti dall’indotto e dalla “grandezza” del mercato stesso.

Non  ci resta che aspettare e vedere se ci sarà un dietro front generale della lega per sparpagliare le stelle che al momento si sono unite, ma per ora il format è questo ed a noi spettatori non ci resta che ammirare lo spettacolo.

Ci sono altri piccoli aspetti che hanno la colpa di questa diminuzione d’interesse. L’all star game che è diventato sempre più “finto” , il tanking in RS e l’assenza di difesa , ma questa è un’altra storia

di Luca Poggianti

Lakers Walton saluterà tutti, chi al suo posto?

Lakers Walton

Lakers Walton pronto a dire addio, ve lo abbiamo riportato ieri, al termine della stagione dovrebbe essere licenziato da head coach dei Los Angeles Lakers. Una stagione orribile quella che si sta concludendo, con tanti errori e tanta confusione nelle rotazioni. Quintetti improponibili, nessuna fase difensiva creata in un team che è sembrato fino ad oggi proprio privo di una vera e propria anima. E’ vero che le colpe non sono da attribuire solo al coach, ma una buona parte delle problematiche sono nate anche dalla sua gestione, come di Magic come di Pelinka che ne hanno altre, come i giocatori stessi, giovani e veterani.

Dopo i due anni di Byron Scott e quelli precedenti di D’Antoni, serve una nuova guida tecnica? La risposta ad oggi è si, un coach tra quelli senza lavoro al momento, senza un contratto e che potrebbero portare la loro esperienza nella lega nuovamente. Tanti sono i coach avvicinati ai Los Angeles Lakers, ma eliminando le fantasiose piste come quella di Phil Jackson, vediamo chi potrebbe essere il papabile head coach della prossima stagione dei Lakers.

#1 Jason Kidd

Jason Kidd pronto ad una nuova esperienza in panchina: i Lakers per rilanciarsi? Potrebbe essere proprio l’ex head coach dei Bucks e dei Nets la sorpresa della prossima stagione in casa Los Angeles Lakers. Una grandissima carriera da giocatore, uno degli assistman più spettacolari degli ultimi anni, ma come coach non è riuscito a dimostrare grandissime cose al momento.

Dopo i Bucks possibile gli venga affidata una panchina calda come quella dei Los Angeles Lakers? Per ora i bookmakers giocano la sua candidatura a +125

Il secondo nome in ottica LA>>>

Pages: 1 2 3 4 5

Pages ( 1 of 5 ): 1 23 ... 5Next »

2019 NBA Most Improved Player: chi sarà il vincitore? I candidati

Most Improved Player

Tanti sono i candidati, tanti i giocatori che vogliono vincere questo premio: 2019 NBA Most Improved player un riconoscimento che porterà ad uno dei giocatori in questa lista, di alzare al cielo il trofeo. Chi sarà il vincitore? Andiamo a vedere chi sono in pole position e chi invece può, nelle ultime gare, insidiarli.

Partiamo dalle menzioni d’onore:

  • Caris LeVert dei Brooklyn Nets, senza infortunio probabilmente sarebbe stato in pole
  • Domantas Sabonis degli Indiana Pacers
  • John Collins degli Atlanta Hawks
  • Julius Randle dei New Orleans Pelicans
  • Zach LaVine dei Chicago Bulls
  • Tobias Harris, dei Philadelphia 76ers e precedentemente ai Clippers

 

Entriamo nel vivo delle migliori, partiamo da Los Angeles, sponda Clippers e passiamo a Denver, dove nei Nuggets, alcuni ragazzi terribili stanno mettendo in scena un vero e proprio show che andava premiato.

Montrezl Harrell is listed (or ranked) 8 on the list Who Will Be The 2019 NBA Most Improved Player?
Montrezl Harrell è una delle chiavi della second unit dei Clippers, nato il 26 gennaio 1994 sta esplodendo in questa stagione con una energia incredibile. Sta letteralmente trascinando la squadra di Doc Rivers ai playoffs con un Lou Williams molto ispirato. La squadra di LA è pronta a giocarsi le sue chance in post season ed il merito è anche di Montrezl che presto potrebbe vedere ripagate le sue ottime prestazioni in campo.
Jamal Murray is listed (or ranked) 6 on the list Who Will Be The 2019 NBA Most Improved Player?
Altro profilo e talento differente, Jamal Murray, ancora più giovane del giocatore dei Clippers. Classe 1997, talento cristallino: 23 febbraio, giocatore canadese dei Denver Nuggets che con Jokic sta facendo impazzire tutti ad Ovest.

Pages: 1 2 3 4 5

Pages ( 1 of 5 ): 1 23 ... 5Next »

Westbrook e Paul George statistiche mostruose: la coppia devasta la lega

Paul George statistiche-Thunder-Jazz, Paul George

Westbrook e Paul George statistiche a dir poco incredibili: la coppia degli OKC Thunder continua a travolgere gli avversari ed inanellare numeri veramente sorprendenti. OKC continua a dominare, i due ragazzoni con il tredici e lo zero, sono stati i primi nella storia NBA a mettere a referto una tripla doppia nella stessa gara con almeno 20 punti. Poco da aggiungere, addentriamoci nei numeri dei due fenomeni dei Thunder.

Il primo All-Star Draft in diretta TV è stato un successone: -Shaq che non riesce a pronunciare bene ‘Antetokounmpo’: alla fine Giannis gli dice “No Shaq, call me Superman” -LeBron James, come preventivato, ha scelto tutti i free-agents nel suo quintetto base più Anthony Davis come prima riserva. Dopo la scelta di AD, Giannis parte in quarta: “It’s that tampering too?”. Genio. -Ci sono stati anche gli scambi. Dopo aver scippato Ben Simmons al King, The Greek Freak ha deciso di evitare problemi istituzionali dopo l’ “Oh S**t” di LBJ. Prima trade della storia del Draft: Ben Simmons per Russell Westbrook. – #TeamLebron ➡️Kyrie Irving, James Harden, Kawhi Leonard, LeBron James, Kevin Durant; #TeamGiannis ➡️Steph Curry, Kemba Walker, Paul George, Giannis Antetokounmpo, Joel Embiid. Già qui si potrebbe capire quale è il team favorito. 14 minuti di grande televisione su TNT. Ma, alla fine, per chi tiferete: #TeamGiannis o #TeamLebron? #nbapassion #nba2k18 #NBApassionapp #NBA #basketball #TeamGiannis #TeamLebron #AllStarGame2019 #Charlotte2019 #AllStars #Starters #Reserves #AllStarGame

Un post condiviso da NBA Passion (@nbapassion_com) in data:

Paul George statistiche che parlano chiaro: è in piena corsa MVP

Paul George nell’ultimo match è stato a dir poco devastante, anche Russell Westbrook ha parlato del compagno come uno dei candidati al premio di MVP della lega e se ripensiamo agli ultimi playoffs giocati o alla stagione passata, è un risultato incredibile.

I numeri dicevamo:

  • 47
  • 12
  • 10

Gli ultimi 20 giorni di Paul George sono da:
-35.0 PTS
-7.5 REB
-4.2 AST
-2.5 STL
-48.0% 3P%
-2 40+ PTS Games
– Unico giocatore a segnare 40 o più punti in faccia a James Harden, quando il Barba ne realizza almeno 40 (accaduto 70 volte)

Russell Westbrook non sta di certo a guardare: Westbrook con:

  • 21 punti
  • 14 rimbalzi
  • 11 assist

Per tenere aperta la striscia di 10 triple doppie di fila. Gli ultimi 20 giorni di Russell Westbrook:

-19.5 PTS
-12.5 REB
-12.9 AST
– Unico giocatore nella storia della NBA a realizzare 10 triple-doppie consecutive, Wilt Chamberlain si è fermato a nove.

Saluti a tutti dalla coppia migliore al momento della NBA.

 

Giannis il cyborg: l’unica squadra a non averlo visionato prima del draft? NY

Migliori under 23 NBA Giannīs Antetokounmpo Giannis Antetokounmpo MVP

C’è un talento nella lega che domina quasi in silenzio, parliamo di Giannis, giocatore del quale siamo talmente tanto abituati (in realtà non è un veterano eh) che ormai diamo per scontati i numeri che mette a referto, le prestazioni che offre, notte dopo notte.

Che prestazione ha fatto questa notte? Beh l’ennesima superiore alla media.

  • 33 punti
  • 19 rimbalzi
  • 11 assist
  • 2 palle rubate
  • 1 stoppata
  • 54.5% dal campo

Con questa gara Giannis supera Shaq (2000-2001) per la più lunga striscia di gare da 25 PTS, 15 REB e 5 AST in una stagione dal 1976-77. Quante volte ci è riuscito? Ben tredici contro le dodici dell’ex centro di Lakers, Heat, Cavs, e via dicendo. Ok Harden e ancora di più Paul George, ma Giannis è in piena corsa per il titolo di MVP. Ad oggi il podio è di questi tre fenomeni di Rockets, Thunder e Bucks.

Premieres this Saturday! W/ @alexsaratsis21 @grgpanou08

Un post condiviso da Giannis Antetokounmpo (@giannis_an34) in data:

Difendere non basta contro Giannis

A dar ancora più valore alla prestazione di Antetokounmpo c’è il fatto che la franchigia dell’Indiana è una delle migliori per defensive rating in NBA (seconda dell’intera lega, dietro proprio ai Bucks). In più, il numero 21 dei Pacers, sta tenendo gli avversari affrontati questa stagione l’1.2% al di sotto della loro media di tiro (dati da NBA.com).

Tutto questo sta a dimostrare che le parole della stella dei Bucks, hanno veramente un fondo di verità. Giannis è uno dei giocatore, che se in serata, è immarcabile per tutti. D’altronde la sua fisicità è spaventosa e gioca in un sistema di squadra ottimo per lui. Non a caso coach Mike Budenholzer ha voluto nel Wisconsin principalmente giocatori capaci di tirare da 3 punti, così da liberare spazio per le penetrazioni di Giannis. Infatti, da quest’anno, il centro titolare Brook Lopez ha sensibilmente aumento il gioco da 3 punti e l’arrivo di Nikola Mirotic poterà ancora più precisione dalla lunga distanza e un uomo in più sul perimetro. Se si va a vedere il roster dei Bucks sono tutti ottimi tiratori di triple (a parte il greco tutti gli altri giocatori dei del team di Milwaukee tirano con almeno il 30% da 3 punti). Tutte queste bocche di fuoco fanno si che ci siano meno difensori ad intralciare l’ascesa al ferro di Antetokounmpo e che lui abbia la possibilità di uno “scarico sicuro” se in difficoltà.

Ah un piccolo particolare ed un racconto curioso su Giannis prima di concludere il nostro articolo: durante il draft, anzi prima del draft NBA il greco è stato visionato da tutte le squadre che avevano possibilità di farlo, tutte. Tranne una. Vi state chiedendo per caso quale? Senza perderci in chiacchiere. Parliamo si, di New York, dei Knicks. Non proprio una franchigia che è stata lungimirante negli ultimi draft…

Si, Pascal Siakam è sbocciato: il ragazzo fa quello che vuole in campo

Pascal Siakam

No Kawhi, No problem: a rubarsi la scena nella sfida tra i Toronto Raptors ed i Washington Wizards è stato Pascal Siakam! Di chi parliamo? Se seguite l’NBA con attenzione avrete già notato il ragazzone, dotato di una fisicità spaventosa, una facilità di tiro veramente incredibile e che a 25 anni, grazie ai consigli anche di Kawhi Leonard, sta diventando uno dei migliori nel suo ruolo. Quale? Dominare in difesa e spaccare in due le partite, correndo ed alzando i ritmi di gioco. Ovviamente ai playoffs andrà valutato ancora meglio, ma Pascal Siakam sta facendo vedere cose veramente incredibili.

Tranquilli c’è Pascal Siakam: il vero fattore X ai playoffs

Contro Washington allora senza Kawhi Leonard è letteralmente esploso con una prestazione mostruosa:

  • 44 punti
  • 10 rimbalzi
  • 3 stoppate
  • 2 assist
  • 15-25 dal campo
  • 60%
  • 4-5 da tre
  • 80% da fuori l’arco dei tre punti
  • 10-12 dalla lunetta
  • 3 rimbalzi offensivi
  • +24 di plus/minus

Ma quello che sorprende di Siakam oltre ai numeri, è la facilità con la quale segna ed eleva il suo gioco, il premio di MIP non può toglierglielo nessuno. Ora se anche ai playoffs sarà un autentica mina vagante, per gli avversari di Toronto ci sarà ben poco da fare. E parliamo di avversari di livello come i Boston Celtics, come i Bucks ed i Sixers. Ma Toronto, per i ritmi che sta tenendo al momento, è la favorita numero uno per vincere il titolo ad Est. Poi contro i Warriors sarà tutta una altra storia…

Ecco perché oltre a Siakam c’è un altra stellina silenziosa: chi? Anunoby, 21 anni. Con Siakam fanno 45 anni in due e 66 punti complessivi contro Indiana.Semplicemente Toronto si trova tra le mani due talenti pazzeschi. Il roster ad oggi dei Toronto Raptors?

  • Marc Gasol
  • Ibaka
  • Kawhi
  • Lowry
  • Anunoby
  • Siakam
  • Powell
  • Jeremy Lin
  • Danny Green
  • VanVleet (out per infortunio)

Un mix tra talento, esperienza e forza fisica che può veramente spaventare ogni avversaria. Toronto anche per voi è l’autentica favorita dell’Est?

Rockets-Sixers trade chiusa: i dettagli dell’affare

James Ennis -rockets-sixers

Secondo quanto riportato da Shams Charania scambio effettuato sull’asse Rockets-Sixers: non si tratta di una trade di primissmo piano, ma a Philadelphia, dopo aver smontato la panchina cominciano a recuperare pezzi.

Arriva infatti James Ennis per una scelta futura al secondo giro del 2021.

James Ennis 28 anni, è una guardia o ala piccola che può trovare minuti a Philadelphia dopo l’addio di molti giocatori nella trade per Tobias Harris come detto, e la mancata conferma di Brewer. Insomma una panchina decimata che ora dovrà essere ricomposta anche tramite qualche giocatore che avrà un accordo per un buyout.

 

In questa stagione in uscita dalla panchina il ragazzo finito a Philadelphia ha giocato 40 gare di regular season, portando in dote alla squadra di Mike D’Antoni 7.4 punti di media, 2.9 rimbalzi. Non un giocatore in grado di spostare le sorti di un team sicuramente, ma un buon rimpiazzo per i titolari del quintetto dei Sixers senza dubbio. 36.7% da tre punti, con circa 3 tentativi di media per gara, darà una mano a Joel Embiid e compagni per provare a scalare le gerarchie in un Est che senza il Re è diventato senza un vero e proprio padrone.

 

Seguite tutti gli aggiornamenti Live della trade deadline sul nostro canale YouTube NBAPassion dalle 15.30 alle 23 con una lunga diretta e sul nostro sito web con tute le ultime. 

 

 

Iscrivetevi sui nostri social:

 

Ti potrebbero interessare anche:

Kings scambio fatto anche con Houston e Cavs 
Bulls-Wizards trade chiusa

Le ultime da Anthony Davis