Raptors, Fred VanVleet (pollice sinistro) si ferma, pronto Jeremy Lin

La guardia dei Toronto Raptors Fred VanVleet sarà costretta a fermarsi per almeno 3 settimane, a causa di un problema al pollice della mano sinistra.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Come riportato da Chris Mannix di Sports Illustrated, VanVleet si è procurato una lesione parziale di un legamento del pollice, e le condizioni della point-guard al terzo anno dei Raptors saranno rivalutate tra 3 settimane.

Ruolo e minuti di VanVleet saranno ricoperti nelle prossime uscite dei Toronto Raptors da Jeremy Lin, arrivato in Canada nella serata di lunedì dopo l’accordo sulla buonuscita raggiunto con gli Atlanta Hawks. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers coprirà inoltre il “buco” nelle rotazioni di coach Nick Nurse aperto dalla partenza in direzione Memphis di Delon Wright.

In questa stagione, Fred VanVleet ha viaggiato sinora a 10.5 punti e 4.6 assist in 26.8 minuti d’impiego, in uscita dalla panchina.

I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto il “giramondo” Nik Stauskas

Cleveland Cavaliers

I Cleveland Cavs rimettono sotto contratto la guardia Nik Stauskas, che aveva lasciato Cleveland a seguito della trade a tre team che la settimana scorsa ha portato Iman Shumpert a Houston e Marquese Chriss e Brandon Knight ai Cavaliers.

Nik Stauskas e Wade Baldwin, provenienti da Portland (in cambio di Rodney Hood) e successivamente girati agli Houston Rockets, erano stati a loro volta spediti agli Indiana Pacers, in cambio di una futura seconda scelta, ed in seguito rilasciati da Indiana.

Dopo una “singolare” settimana fatta di scambi (ben tre) e cambi temporanei di casacca, il tiratore prodotto dell’università di Michigan fa dunque ritorno a Cleveland, con un contratto per il resto della stagione.

Con la maglia dei Portland Trail Blazers, l’ex Sacramento Kings e Philadelphia 76ers Stauskas ha viaggiato a 6.1 punti e 1.4 assist a gara, in 44 partite disputate.

Mavs e Doncic in rimonta sui Blazers, Carlisle: “Luka sa chiudere le partite”

OKC-Dallas Mavericks

33-0, il record dei Portland Trail Blazers nelle 33 partite in cui la squadra di coach Terry Stotts è stata in grado di iniziare in vantaggio il quarto periodo.

Questo prima di incontrare Luka Doncic. Un quarto quarto da soli 9 punti segnati tradisce Damian Lillard e compagni, che a Dallas subiscono la rimonta degli uomini di coach Rick Carlisle e vengono sconfitti 102-101.

12 minuti da incubo per i Blazers, che dissipano un vantaggio di 15 punti sapientemente costruito nei primi 32 minuti di gioco e restano per 10 lunghi minuti senza canestri dal campo. un 21-3 di parziale riporta i Mavericks in vantaggio di 3 lunghezze (102-99) a fine partita.

Damian Lillard riporta sotto i suoi ma fallisce il layup del sorpasso allo scadere, dopo un errore di Doncic. Un Luka Doncic che dopo una partenza a rilento al tiro ritrova ritmo, e che rimane in campo per tutti i 12 minuti finali (38 i minuti giocati dallo sloveno, che chiude la sua gara con 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist).

Luka (Doncic, ndr) è un ragazzo esperto, non ha paura e sa come chiudere una partita. Solitamente non lo faccio giocare per tutto il quarto periodo, ma quando abbiamo iniziato a rimontare lo svantaggio ho preferito non toglierlo. Lasciarlo in campo era la nostra unica opportunità di completare la rimonta, e così è stato. Damian Lillard è un grande giocatore, un candidato al premio di MVP, negli ultimi sei minuti di gara abbiamo fatto un gran lavoro nel contenerlo, Dorian (Finbey-Smith, ndr) è stato bravissimo sull’ultimo possesso a limitare Lillard, è rimasto con lui ed abbiamo recuperato il rimbalzo, un grande sforzo di squadra. Per compiere rimonte del genere bisogna essere perfetti, e oggi i ragazzi sono stati grandi (…) Luka ha grandi responsabilità in questa squadra: deve segnare, deve saper prendere le decisioni giuste e creare per i compagni, e deve difendere ed andare a rimbalzo. Dopo la trade queste responsabilità sono aumentate, per giunta, e queste ultime 25-26 partite saranno fondamentali per lui, per capire cosa vuol dire essere il leader di una squadra NBA. Una grande occasione per lui, uno scenario leggermente diverso rispetto a due settimane fa. Il nostro lavoro è quello di prepararlo a tutto quello che lo aspetta in futuro, i termini di responsabilità ed attenzioni

– Rick Carlisle su Luka Doncic –

Damian Lillard ha chiuso la sua gara con 30 punti (di cui 20 nel solo secondo tempo) e 6 su 11 da dietro l’arco dei tre punti. I Blazers non fanno meglio del 31% dalla lunga distanza, e C.J. McCollum chiude con 0 su 5.

Per i Mavericks 24 punti in 32 minuti per il neo-acquisto Tim Hardaway Jr, con 4 rimbalzi e 3 assist.

Hornets, arriva Shelvin Mack, i Raptors confermano Chris Boucher

Gli Charlotte Hornets “reclamano” il contratto della point guard Shelvin Mack dalla lista dei giocatori svincolati, dopo la trade che aveva portato l’ex giocatore dei Memphis Grizzlies ad Atlanta, ed il successivo rilascio da parte degli Hawks.

Con l’arrivo di Mack, che sarà free agent a fine stagione, gli Hornets (27-28) aggiungono profondità ed esperienza nel reparto guardie, alle spalle di Kemba Walker, Tony Parker e del secondo anno da Kentucky Malik Monk.

In 53 partite disputate con la maglia dei Memphis Grizzlies, Shelvin Mack ha viaggiato a 7.9 punti e 3.4 assist a gara.

Toronto Raptors, conferma per Chris Boucher

I Toronto Raptors firmano l’ala al secondo anno Chris Boucher per il resto della stagione. I termini dell’accordo non sono stati resi noti.

Il canadese Boucher, firmato ad inizio stagione con un “two-way contract”, ha disputato finora 16 partite in maglia Toronto Raptors (3.9 punti e 1.8 rimbalzi a gara). Il prodotto di Oregon ha disputato una stagione importante in G-League, tra le fila dei Toronto 905, viaggiando a 27.6 punti e 11.1 rimbalzi a gara, in 23 partite disputate.

Come riportato da CBC.Sport.ca, i Raptors hanno inoltre firmato per il resto della stagione la guardia al secondo anno Malcom Miller.

Pacers, è ufficiale la firma di Wesley Matthews

potenza dei social-Brandon Ingram and Wesley Matthews, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center

Gli Indiana Pacers firmano Wesley Matthews, i termini dell’accordo tra la squadra allenata da coach Nate McMillan ed il veterano in uscita dai New York Knicks non sono stati resi noti.

I Pacers hanno garantito a Matthews un posto da titolare e minuti importanti, fattore determinante il giocatore nella scelta dell sua prossima destinazione NBA, dopo la trade che lo ha spedito a New York e la successiva buonuscita.

Wesley Matthews partirà in quintetto per coach McMillan al posto dell’infortunato Victor Oladipo, consentendo così a Tyreke Evans di tornare ad occupare il consueto ruolo di sesto uomo.

In 46 partite disputate, Matthews ha viaggiato in stagione a 12.8 punti e 2.3 rimbalzi a gara, con un più che discreto 37.4% al tiro da tre punti. Veterano classe 1986, Wesley Matthews ha alle spalle quattro partecipazioni ai playoffs, tra Utah Jazz, Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks.

Gli Oklahoma City Thunder rilasciano Alex Abrines, fuori da dicembre per “motivi personali”

Gli Oklahoma City Thunder rilasciano la guardia spagnola Alex Abrines, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

Il 26enne Abrines, ai Thunder dal 2016, ha disputato 31 partite in questa stagione. L’ex giocatore del Barcellona nella Liga ACB aveva saltato più di 20 partite in questa stagione a causa di problemi personali, e di una non meglio precisata malattia di probabile origine virale che ne ha fortemente limitato prestazioni ed impatto. In 174 presenze con la maglia degli Oklahoma City Thunder, Alex Abrines ha viaggiato a 5.3 punti e 1.4 rimbalzi a partita, col 36.8% al tiro da tre punti.

 

 

Abrines aveva fatto il suo ritorno in campo lo scorso lunedì 4 febbraio ad Orlando, in casa degli Orlando Magic. Dopo aver giocato 15 minuti complessivi nelle due sfide contro Magic e Miami Heat, Abrines non ha preso parte alle partite casalinghe dei Thunder contro gli stessi Orlando Magic ed i Memphis Grizzlies.

 

Con il taglio di Abrines e dopo la trade che ha spedito Timothé Luwawu-Cabarrot ai Chicago Bulls, gli Oklahoma City Thunder hanno al momento soli 12 giocatori a roster. Il regolamento NBA obbligherà OKC a portare la propria rosa ad un numero minimo di 14 giocatori entro le prossime due settimane.

Che esordio per i nuovi 76ers, Elton Brand: “Harris il giocatore giusto. Titolo NBA, il momento è ora”

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Vittoria di prestigio per i nuovi Philadelphia 76ers, che salutano l’esordio di Tobias Harris battendo i Denver Nuggets di Nikola Jokic al Wells Fargo Center di Philadelphia.

 

117-110 il risultato finale per gli uomini di coach Brett Brown. Ai Nuggets non bastano il ritorno a pieno regime di Jamal Murray (ritornato in campo mercoledì a Brooklyn dopo sei gare d’assenza) e la consueta tripla doppia di Nikola Jokic (27 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).

 

Coach Mike Malone deve ancora rinunciare a Gary Harris (guai muscolari), fuori anche Paul Millsap. Per i Sixers abili e arruolati invece i nuovi acquisti Tobias Harris, Mike Scott, Boban Marjanovic, James Ennis e Jonathon Simmons.

 

 

Brett Brown schiera in quintetto l’ex Clippers Harris, al fianco di Joel Embiid, Jimmy Butler, Ben Simmons e J.J. Redick. L’esordio del super- quintetto dei 76ers è di quelli da ricordare: i cinque titolari dei Sixers segnano 97 dei 117 punti finali della squadra, Redick segna 6 delle 7 triple tentate ed un Jimmy Butler aggressivo si guadagna ben 14 tiri liberi, e chiude con 22 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi difensivi, senza palle perse.

 

Palle perse che arrivano invece a pioggia da Ben Simmons (9 in totale), mentre Harris chiude la sua prima gara in maglia 76ers con 14 punti e 8 rimbalzi in 32 minuti d’impiego. Philadelphia tira con il 50% dal campo (10 su 22 al tiro da tre punti) e con il 90.6% ai tiri liberi, ma prevale solo nel quarto periodo dopo tre quarti chiusi in assoluta parità.

 

 

Esordio felice per la squadra e per il GM Elton Brand, artefice e “primo responsabile” del profondo restyling dei Sixers, ora pronti – secondo l’ex giocatore di Chicago Bulls e Los Angeles Clippers – a puntare al bersaglio grosso.

 

Philadelphia 76ers, Elton Brand: “La finestra per il Titolo è aperta ora”

Brand non ha dubbi: “Abbiamo la possibilità di competere fino in fondo, e le nostre mosse vanno in questo senso“.

 

Giunti all’anno V dell’era “The Process”, i Philadelphia 76ers hanno deciso di ipotecare buona parte della futura “forma” della squadra, sacrificando scelte future (tante, ben sei tra prime e seconde scelte) e colui che solo un anno e mezzo addietro fu la prima scelta assoluta al draft NBA (Markelle Fultz, volato ad Orlando) per arrivare a giocatori subito pronti a scortare i due gioielli di casa Joel Embiid e Ben Simmons fino alla finale NBA.

 

Jimmy Butler e Tobias Harris saranno free agent a fine stagione. La ferma intenzione del management dei 76ers è quella di trattenere entrambi con accordi pluriennali, e subentrare ai Golden State Warriors (che dalla prossima stagione potrebbero non schierare più Kevin Durant) nella gerarchia NBA a suon di “star power” e pericolosità offensiva.

 

Quando si presenta l’occasione di aggiungere un giocatore del genere (Tobias Harris, ndr), bisogna coglierla. Harris era il giocatore al quale volevamo arrivare, qualora la sua ex squadra lo avesse messo sul mercato. Sappiamo che Harris potrà inserirsi benissimo nel nostro sistema (…) Embiid e Simmons sono migliorati tantissimo in sole due stagioni, l’opportunità è oggi. Ne abbiamo discusso, ed abbiamo deciso che non avremmo potuto attendere oltre, perché la finestra per il Titolo NBA è aperta ora e nessuno può sapere per quanto questa rimarrà aperta (…) ho ricevuto ogni assicurazione da parte della proprietà sul fatto che saremo in grado di trattenere sia Butler che Harris, alla cifra che sarà necessaria. C’è ancora tanta strada da fare, tutto può accadere ma l’intenzione è quella di tenere questo gruppo assieme per tanti anni (…) oggi quattro delle migliori cinque squadre NBA sono ad Est, saremo pronti ad affrontare chiunque

 

– Elton Brand sui Philadelphia 76ers –

 

Anthony Davis ritorna in campo tra i fischi “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

New Orleans Pelicans

Anthony Davis è di nuovo in campo. da separato in casa, fischiato dal pubblico dello Smoothie King Center di New Orleans (cosa che sarebbe sembrata fantascienza, prima dell’avventata richiesta di trade-lampo del suo agente Rich Paul), ma comunque in campo con i suoi vecchi compagni.

 

A New Orleans, i Pelicans battono i Minnesota Timberwolves di Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins ed ancora alle prese con i problemi fisici di Robert Covington e Derrick Rose (caviglia).

 

 

32 punti e 9 rimbalzi in soli 25 minuti d’impiego per Anthony Davis, al rientro dopo 9 gare d’assenza legata ad un problema al dito indice della mano sinistra, ed a motivi “strategici”. I New Orleans Pelicans accolgono il nuovo arrivato Stanley Johnson (6 punti e 2 rimbalzi in 23 minuti di gioco) e si godono la buona prestazione del rookie da Texas Christian Kenrich Williams (19 punti e 6 rimbalzi in 37 minuti di gioco).

 

La vittoria spezza una striscia perdente di quattro partite per i New Orleans Pelicans. Davis segna 24 dei suoi 25 punti nel primo tempo, e coach Alvin Gentry non schiera il 5 volte All-Star nel quarto periodo nonostante la partita sia in equilibrio: “Non lo avrei fatto giocare 38 minuti nella sua prima partita dopo due settimane di stop. Avevamo concordato per un impiego sui 20\25 minuti, per questo non l’ho rimesso in campo nel quarto quarto.  Anthony ha fatto benissimo nei minuti a disposizione, ho visto il solito Anthony Davis“.

 

Nonostante l’assenza di Davis, I Pelicans tengono a bada i Twolves nel periodo finale e si impongono per 122-117, grazie ai 27 punti e 9 assist di Jrue Holiday.

Anthony Davis: “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

 

Nel post gara, Anthony Davis non ha potuto sottrarsi alle domande sull’accoglienza riservatagli dal pubblico di casa. Tanti fischi e boati per Davis, soprattutto ad inizio gara, trasformatisi gradualmente in applausi nel quarto periodo, a partita ancora in bilico e con la star dei Pelicans seduto in panchina d incitare i compagni.

 

“La reazione del pubblico? Decisamente una sensazione strana. I Fischi? Ok, me li aspettavo ma non importa, io continuerò a giocare. Sono rimasto un po’ sorpreso, questo si. Ma la vita è fatta così, non si può piacere a tutti. Sono solo contento di essere di nuovo in campo (…) bisognerebbe scegliere da che parte stare, ma sinceramente questa cosa non mi interessa. Io voglio giocare, i commenti, le chiacchiere e le critiche sul web, su Twitter… le comprendo ma non ci presto attenzione. Io voglio giocare, ed oggi sono contento di essere ritornato in campo

 

Anthony Davis ha poi dichiarato di aver preso in considerazione – di comune accordo con la squadra – l’ipotesi di non scendere in campo per il resto della stagione, dopo il mancato passaggio ai Los Angeles Lakers.

 

Ero preparato all’idea. Fa parte del gioco, sapevo che (i Pelicans, ndr) avrebbero potuto tutelarsi in tal senso. Quando però la dirigenza mi ha comunicato che sarei ritornato a giocare, ho iniziato a concentrarmi di nuovo esclusivamente sul campo (…) non sapevo come mi sarei sentito in campo oggi, se sarei riuscito ad essere efficace come al solito. Per fortuna è andata bene, abbiamo vinto e per me vincere è la cosa più importante di tutte, Io sono un professionista. Pentito della richiesta di trade? No, non mi pento mai di nulla di ciò che faccio

 

I New Orleans Pelicans gestiranno da qui a fine stagione con particolare oculatezza il minutaggio di Davis. E’ possibile che il 5 volte All-Star possa saltare almeno una delle due partite di un back-to-back, il prosieguo della stagione per i Pels (25-31, 13esima piazza ad Ovest) potrebbe indurre in ogni caso New Orleans a fermare la propria star se la “zona playoffs” dovesse ulteriormente allontanarsi.

Toronto cede Jonas Valanciunas: destino beffardo

Trade deadline-Jonas-Valanciunas

Trade a sopresa per Jonas Valanciunas, che sarebbe ritornato stanotte in campo per i Toronto Raptors dopo quasi due mesi d’assenza per un infortunio al pollice della mano destra.

L’infortunio risale al 13 dicembre scorso, durante la sfida di Oakland contro i Golden State Warriors. Nelle ultime ore si erano instensificate le voci di mercato sul lungo lituano, da sei stagioni a Toronto e recentemente retrocesso in panchina da coach Nick Nurse, in favore dell’emergente Pascal Siakam e di Serge Ibaka.

I Toronto Raptors, attualmente secondi ad ovest dietro ai Milwaukee Bucks, erano in qeusta ultima fase di mercato NBA alla ricerca di rinforzi che avrebbero poututo permettere ai canadesi di competere fino in fondo per il titolo della Eastern COnfeence e la finale NBA.

Con la recentissima acquisizione di Nikola Mirotic da parte dei Milwaukee Bucks, Toronto ha cercato con la mossa Gasol di controbilanciare la strapotenza tecnica e la capacità di fuoco di Giannis Antetokounmpo e compagni. L’ex giocatore dei Memphis Grizzlies servirà da terza bocca da fuoco per i Raptors di Kawhi Leonard e Kyle Lowry, chiamati a contrastare i Bucks ed i rafforzati Philadelphia 76ers del neo-acquisto Tobias harris.

Il lituano Valanciunas il sacrificato per la super-competitiva “corsa all’Est” dei Toronto Raptors. In 440 partite disputate con la maglia dei Toronto Raptors, Jonas Valanciunas ha viaggiato ad una media di 11.7 punti e 8.6 rimblzi di media a gara, in 25.5 minuti d’impiego.

Harrison Barnes scambiato “in campo”, LeBron James: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

Dunkest NBA 2018-2019

La trade deadline imminente e la concomitanza con le tante partite giocate può portare a momenti di emotività tra i giocatori coinvolti in alcuni dei tanti movimenti di mercato, o creare situazioni curiose, quasi estemporanee.

 

Nelle serata di mercoledì, e poco prima che i suoi Chicago Bulls scendessero in campo per affrontare i New Orleans Pelicans, Bobby Portis è stato messo al corrente della trade che avrebbe spedito lui ed il compagno di squadra Jabari Parker a Washington, in cambio di Otto Porter Jr.

 

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Darnell Mayberry, cronista per The athletic e beat writer dei Chicago Bulls, ha riportato di un Portis “fortemente scosso” dalla notizia della trade, e che si apprestava a lasciare lo United Center pochi minuti prima della palla a due “con una borsa, ed ancora la divisa dei Chicago Bulls indosso”.

 

Diversa la reazione di Parker, da settimane sul mercato e desideroso di cambiare aria, che ha salutato Chicago e i Bulls “con grandi sorrisi”, pronto per un nuovo inizio con la maglia degli Washington Wizards.

 

LeBron James su Harrison Barnes: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

 

La trade che spedito in serata Harrison Barnes dei Dallas Mavericks ai Sacramento Kings, in cambio di Zach Randolph e Justin Jackson ha probabilmente toccato nuovi vertici di estemporaneità. L’ex giocatore di Golden State Warriors, a Dallas dall’estate 2016 e da alcuni giorni sul mercato, ha appreso della sua cessione… in campo.

 

I Dallas Mavericks hanno affrontato e battuto gli Charlotte Hornets all’American Airlines Center di Dallas. Barnes è stato informato della trade a metà del terzo periodo di gioco, dopo essere stato richiamato in panchina.

 

 

Il prodotto di North Carolina non è ovviamene più sceso in campo, ed ha salutato compagni e staff a fine partita prima di lasciare per l’ultima volta Dallas da giocatore dei Mavericks. La singolarità della situazione ha suscitato alcune reazioni tra i colleghi di Barnes, ed in particolar modo di LeBron James.

 

Così James via Instagram:

 

Dunque: una situazione del genere è corretta perché ( i Mavs, ndr) devono fare ciò che è meglio per la squadra, giusto? Loro hanno scambiato questo ragazzo (Harrison Barnes, ndr) mentre lui era in campo e semplicemente non ne aveva alcuna idea. Non sto dicendo che i Mavs abbiano fatto qualcosa di male, fa parte dei gioco e una squadra fa ciò che deve, ma quello che voglio sottolineare è la differenza di trattamento tra un giocatore che chiede di essere ceduto e viene definito un traditore, un ingrato ed un egoista, ma quando una squadra taglia, scambia o rilascia un giocatore, ciò viene sempre fatto ‘nei migliori interessi della squadra’. E’ una cosa che posso capire e l’accetto, però chiamiamo le cose col loro nome

 

– LeBron James su Harrison Barnes –

 

Come riportato da ESPN, Harrison Barnes sarebbe stato messo al corrente della trattativa con i Sacramento Kings prima della gara, ed avrebbe deciso di scendere comunque in campo. Così Dirk Nowitzki nel post gara:

 

Harrison è senza dubbio un uomo più coraggioso di me. Chiunque altro al suo posto avrebbe lasciato la panchina, probabilmente. Harrison è davvero un gran bravo ragazzo, aveva legato con tutti qui, davvero una bella persona. Harrison è fatto così

 

– Dirk Nowitzki su Harrison Barnes –

 

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Otto Porter va ai Chicago Bulls, Jabari Parker e Bobby Portis agli Wizards

Gli Washington Wizards avrebbero spedito Otto Porter Jr ai Chicago Bulls, in cambio di Jabari Parker e Bobby Portis, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

I Chicago Bulls avrebbero incluso una seconda scelta al draft NBA 2023, come riportato da Adrian Wjnarowski di ESPN.

 

Gli Wizards dicono con ogni probabilità addio ad ogni residua possibilità di post-season con la partenza di Porter. Jabari Parker diventerà con ogni probabilità free agent a fine stagione (team option sul secondo anno del biennale da circa 40 milioni di dollari per l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks).

 

Bobby Portis è all’ultimo anno del proprio contratto da rookie e diventerà free agent a fine stagione. Il prodotto di Arkansas sarà eleggibile per una qualifying offer annuale da 3.4 milioni di dollari a partire dal 1 luglio.

 

Come riportato da David Aldridge di The Athletic, la mossa degli Wizards consentirà a Washington di rifirmare in estate i giovani Tomas Satoransky e Thomas Bryant, due delle ben poche note positive della sventurata stagione nella capitale.

 

 

 

 

E’ una sensnazione un po’ strana” Così Bradley Beal sulla cessione di Otto Porter “Ma noi siamo dei professionisti, e come tali dobbiamo comportarci. Vengono prese delle decisioni, alcuni giocatori partono ed altri arrivano. Non possiamo farci molto. Otto (Porter, ndr) è stato per tanti anni parte di questa squadra… guardiamo avanti. Porter ha le qualità per diventare il leader di una squadra giovane, so che farà benissimo a Chicago. Noi diamo il benvenuto a Bobby (Portis, ndr) e a Jabari (Parker, ndr) e guardiamo avanti