Quarantesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, sembra il fantacalcio

Quarantesima giornata Dunkest NBA

Alcune congiunzioni astrali e coincidenze straordinarie hanno creato le premesse per il contemporaneo svolgimento dei due fanta-games più apprezzati in questo momento: Dunkest e il fantacalcio.

Come un qualsiasi turno del nostro massimo campionato calcistico, la giornata n.40 della regular season Dunkest si apre con un sabato infuocato, con in programma 12 partite e con Philadephia-Portland alle 19:00, orario abbastanza abbastanza insolito per il format a cui siamo abituati noi baskettari (soprattutto per la NBA). Il tutto si concluderà domani notte con le altre 3 sfide del turno.

Un ritorno dall’All-Star Break di Charlotte con il botto, con Lebron James e Los Angeles Lakers protagonisti e con dei Milwaukee Bucks sempre più protagonisti della NBA. Ora, sia ad Est che ad Ovest, si inizia a correre ad altissimo ritmo per accaparrarsi gli ultimi posti utili per la post-season 2018-2019. Da un lato, Charlotte Hornets, Orlando Magic, Detroit Pistons e Miami Heat battagliano per il settimo e ottavo posto in graduatoria; sull’altra costa, invece, scontro tra californiane per gli ultimi posti playoff: verosimilmente, sarà una lotta a 3 tra le due squadre di Los Angeles e la franchigia della capitale dello Stato simbolo della West Coast, i Sacramento Kings.

Tornando su Dunkest, salgono ancora (se mai ce ne fosse bisogno) le quotazioni di Paul George e di Russell Westbrook, con un Harden in calo nelle ultime apparizioni (rispetto alla sua media, non fraintendete). Importante, in questa parte di stagione, distinguere le squadre in base agli obiettivi rimasti: possibili occasioni low-cost nelle franchigie adite al tanking. Tutto questo nei consigli della giornata n.40 di Dunkest NBA.

Quarantesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le guardie

Jimmy Butler (Philadelphia 76ers, crediti 14.5): Jimmy sente odore di playoffs e di grandi sfide, nelle quali Philadelphia deve cimentarsi al massimo per vedere a che punto è la ritmica del nuovo starting five. Contro Portland, tra poco, il #23 ex Minnesota vorrà dimostrare di essere l’uomo decisivo ancora una volta.  (G Titolare Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Darren Collison (Indiana Pacers, crediti 11.1): continuità da vendere per il play titolare dei Pacers che, dopo l’infortunio di Oladipo, ha preso in mano le redini della manovra della squadra di coach McMillan. Partita casalinga contro Washington, che viene da 3 sconfitte nelle ultime 4 e potrebbe definitivamente abbandonato la corsa ai playoff.  (G Titolare Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Dion Waiters (Miami Heat, crediti 5.4):  l’ex Cavs è un giocatore di tutt’altro livello rispetto alla quotazione in questione. Il suo rientro dall’infortunio è stato difficile, cosi come il tempo di adattamento con il nuovo sistema di gioco di Spoelstra. Media di circa 20 pdk nelle ultime 3, può essere una delle sorprese nel sottobosco per questo finale di stagione. (G Riserva Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Quarantesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le ali

LaMarcus Aldridge  (San Antonio Spurs, crediti 15.7): uno dei pochi big impegnati nel T2 ed uno dei nomi più affidabili in casa Spurs, ad oggi. Impegno con New York facile sulla carta e da vincere assolutamente: Clippers e Lakers incalzano gli uomini di Pop da dietro, sarebbe ideale congelare la qualificazione ai PO al più presto. (A Titolare Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Julius Randle (New Orleans Pelicans, crediti 13.4): partita speciale per l’ex Lakers, contro cui Randle ha sempre fatto più del pronosticato. Potrebbe mancare anche AD, motivo in più per fare affidamento sul 27enne esterno dei Pelicans. Sfida affascinante, nonostante le differenti motivazioni: non credo che i padroni di casa srotoleranno il tappeto rosso a Lebron & Co.  (A Titolare Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Taurean Prince (Atlanta Hawks, crediti 5.6): altra riserva, per così dire, di lusso in termini Dunkest. L’anno scorso era quotato quanto Mirotic o Middleton, quindi è un’ottima presa per la panchina. Atlanta ospita Phoenix in casa, sfida ad alto punteggio e alla portata degli uomini di Pierce. (A Riserva Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Quarantesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: i centri

Rudy Gobert (Utah Jazz, crediti 19.1): una vera e propria macchina da guerra il francese, da mesi il più costante tra le ali e i centri Dunkest. Ha inanellato circa 30 partite da 35 pdk di media, frutto della crescita incredibile dei Jazz: se dovesse ripetere i numeri del finale dell’anno passato, può anche essere il capitano di riserva dei vari Giannis, Lebron, PG e KD.  (C Titolare Quarantesima giornata Dunkest NBA)

Boban Marjanovic (Philadelphia 76ers, crediti 5.8): fuori Embiid, è l’ora di Bobi. Con un minutaggio decente può portare a casa i suoi 20-25 pdk, che di certo male non fanno. Il ruolo di sesto uomo è alla sua portata in questa giornata. (C 6th Man Quarantesima giornata Dunkest NBA)

 

Quarantesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: gli allenatori

Lloyd Pierce (Atlanta Hawks, crediti 4): difficile trovare un giusto allenatore a medio-basso costo in questa giornata. In tal caso, meglio optare per il jolly Pierce. Gli Hawks giocano bene e sono in crescita, giocano in casa contro degli scarichissimi Suns, che ormai hanno gli occhi puntati solo sul sorteggio delle picks.

 

 

New Orleans Pelicans, licenziato il GM Dell Demps

Dell Demps

Svolta importante nel caso Anthony Davis. Pochi minuti fa, i New Orleans Pelicans hanno comunicato la rescissione del contratto di Dell Demps, General Manager della franchigia della Louisiana. Sembrerebbe che, dopo la fine della trade-deadline, le divergenze delineatesi tra il front-office e Demps non si siano placate e tutto questo abbia portato ad una spaccatura all’interno dei reparti manageriali del club.

L’intera organizzazione e il proprietario dei Pelicans Gayle Benson sono già alla ricerca di un sostituto: le voci più ricorrenti parlano di un sostituto interno che traghetti la franchigia fino alla fine della stagione. I nomi in ballo sono quelli di David Booth e Danny Ferry, già facenti parte dell’organico di New Orleans e personalità molto vicine all’ex GM Dell Demps.

New Orleans Pelicans, le principali cause del licenziamento di Dell Demps

Fatale, per l’ormai ex GM dei Pelicans, la gestione del caso AD. Imperdonabili le decisioni intraprese da Dell Demps nelle comunicazioni con le franchigie interessate ad uno scambio e, in particolare, con i Los Angeles Lakers, rappresentati da Magic Johnson.

In particolare, però, la causa scatenante sarebbe stato l’infortunio occorso questa notte a Davis, nella gara contro gli OKC Thunder, e le conseguenti polemiche espresse da ambo le parti nel dopo gara. Nonostante questo, secondo ESPN, il proprietario dei Pelicans si è detto soddisfatto della reazione (sul campo e fuori) del roster, di Alvin Gentry e del suo staff, nonostante le tormentate settimane appena trascorse.

New Orleans sarà, quindi, molto attiva sul mercato per firmare una personalità di alto profilo ed esperienza nelle basketball operations, in grado di sanare i rapporti interni e di delineare in maniera concreta le papabili destinazioni dell’asso di NOLA, in conformità con il volere della società e con il futuro della franchigia. Il presidente Gayle Benson, ormai stufo dell’atteggiamento di Demps, vorrebbe un GM in grado di gestire e prendere il controllo dei trade talks per Anthony Davis.

Possibili aggiornamenti nelle prossime 48-72 ore, probabilmente dopo l’All-Star Game di domenica sera. Un altro capitolo della saga Anthony Davis-New Orleans Pelicans è stato appena scritto, aspettando l’atto conclusivo.

 

Trentottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, prove di All-Star Weekend

Trentottesima giornata Dunkest NBA

Il North Carolina, più precisamente Charlotte, chiama. Dunkest risponde a suo modo, con un turno 38 compresso in due nottate senza respiro. Stanotte sono ben 11 le gare in programma, tra cui spiccano Golden State-Portland e Milwaukee-Indiana, sfide al vertice per rimarcare le gerarchie di entrambe le Conference.

Occhi e riflettori già puntati, quindi, alla parata delle stelle: l’All-Star Weekend n. 68 nella storia della NBA, nella terra di His Airness Michael Jordan. Buona occasione per offrire un prodotto di rara qualità cestistica in circa 200 paesi e fare rifiatare giocatori e fanta-allenatori per una settimana esatta, in vista di un finale di stagione regolare abbastanza frenetico.

Attenzione, quindi, a possibili defezioni dell’ultimo minuto, in via precauzionale in vista dell’evento. Inoltre, la giornata n.38 della RS Dunkest NBA 2018-2019 è una delle celebri giornate con l’asterisco: i giocatori dei Los Angeles Lakers, dei San Antonio Spurs e degli Utah Jazz, infatti, non saranno impegnati in alcuna partita e quindi, per concludere regolarmente la giornata, sarà attributo loro (Walton e Popovich compresi) il punteggio medio finora realizzato.

Dopo una breve ma concisa spiegazione, non perdiamo più tempo e concentriamoci sull’analisi dei consigli per l’imminente turno Dunkest NBA:

Trentottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le guardie

Chris Paul (Houston Rockets, crediti 14.8): in ascesa le quotazioni di CP3, tornato in forma dopo circa un paio di settimane dal suo rientro dall’infortunio. Rendimento in costante salita, con il max stagionale nel mirino. Sfida abbordabile e ad alto punteggio contro Minnesota, assalto alla doppia-doppia assicurato. (G Titolare Trentottesima giornata Dunkest NBA)

D’Angelo Russell (Brooklyn Nets , crediti 12.8): partita particolare per un Buckeye come D-Lo. Un similderby, quello contro i Cavs, che potrebbe essere l’occasione perfetta per avvicinarsi al meglio alla sua prima volta da All-Star. Brooklyn di un’altra caratura rispetto ai disastrati Cavaliers: una vittoria agevole nel segno dell’ex Lakers non è utopia. (G Titolare Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Brandon Knight (Cleveland Cavaliers, crediti 4.2): nonostante la sintesi catastrofica appena enunciata, l’ex Rockets è titolare in Ohio, alla corte di Larry Drew. Punti importanti in uscita dalla panchina, a bassissimo prezzo. (G Riserva Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Trentottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le ali

Lauri Markkannen (Chicago Bulls, crediti 12.1): tornato di prepotenza in auge il nome del finlandese, nominato due volte nel giro di due settimane. Turno favorevole contro dei Memphis Grizzlies in fase discendente, dopo due DD consecutive può scapparci anche la terza di fila. (A Titolare Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Marvin Bagley III (Sacramento Kings, crediti 9.6): il rookie from Duke University è in crescita nell’ultimo mese, trovando maggiore spazio nelle rotazioni di coach Joerger. Il suo prezzo è ancora abbastanza alto, ma potrebbe risultare il profilo giusto per ricoprire il ruolo di sesto o di jolly della squadra. Scontro ad alta quota a Denver, ma guai a sottovalutare Bagley. (A 6th Man Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Omari Spellman (Atlanta Hawks, crediti 4.6): altro rookie, di minore rilievo questa volta. Ad Atlanta, però, il lungo n.6 sta trovando una precisa dimensione, sia nel pitturato che sul perimetro. Sa fare tutto abbastanza discretamente e se schierato ha i colpi per strabiliare, anche su Dunkest. Basta vedere il suo massimo stagionale (38.5 pdk). (A Riserva Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Trentottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: i centri

Nikola Vucevic (Orlando Magic, crediti 17.1): un concentrato di classe ed affidabilità il montenegrino dei Magic. Uno dei pochi big a giocare a nel T2, essenziale quindi per completare la formazione: impegno contro Charlotte favorevole sulla carta e fondamentale per i playoff.  (C Titolare Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Ivica Zubac (Los Angeles Clippers, crediti 5.8): confermato, nonostante l’ultimo scivolone. Può far bene, nonostante vada abbastanza a fiammate. Sfida tra giovani crack contro la prima scelta assoluta dello scorso Draft DeAndre Ayton, che non sta vivendo il suo miglior momento della stagione. (C 6th Man Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Ivan Rabb (Memphis Grizzlies, crediti 4.4): stesso discorso anche per Rabb, reinserito anche quest’oggi dopo un ultimo turno poco remunerativo in termini di punti. Match sulla carta equilibrato contro i Chicago Bulls, in cui dovrebbe partire ancora titolare a scapito di Jonas Valanciunas. (C Riserva Trentottesima giornata Dunkest NBA)

Trentottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: gli allenatori

Steve Clifford (Orlando Magic, crediti 5): Orlando arriva da 7 vittorie nelle ultime 8 partite, 4 W nelle ultime 4 partite. Contro Charlotte deve continuare la rincorsa a playoff: scontro diretto fondamentale per il proseguo della stagione.

Jim Boylen (Chicago Bulls, crediti 4): sfida tra deluse di questa annata a Chicago, con Memphis che dovrebbe rinunciare a Mike Conley. Bulls in lieve miglioramento e alla ricerca di una delle poche affermazioni del 2019.

 

Trentasettesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, la quiete dopo la tempesta

Trentasettesima giornata Dunkest NBA

La trade-deadline ha segnato un punto di svolta importante anche dal punto di vista Dunkest. Scambi rilevanti, che potrebbero il futuro prossimo e il presente delle franchigie coinvolte. Proprio nella settimana del ritorno ufficiale di Lebron James, la Eastern Conference si rinforza concretamente, aggiungendo una All-Star come Marc Gasol e due giocatori di medio-alto rango come Tobias Harris e Nikola Mirotic.

In rassegna, prima Philadelphia, poi Toronto e Milwaukee lanciano un chiaro messaggio ai Boston Celtics, principali favoriti della vigilia per la vittoria delle EC Finals 2019. In un certo senso, però, sono anche i fanta-allenatori a sorridere: i due spagnoli, Mirotic e M.Gasol, sono ideali per i rispettivi sistemi di gioco di Mike Budenholzer e Nick Nurse e potrebbero ritornare ai fasti di inizio stagione; Tobias Harris, nonostante la convivenza con altre 3 All-Stars, potrebbe aumentare ancor di più i giri del suo motore, già spinto oltre il proprio limite finora.

Tuttavia, c’è molto di più, avendo assistito alla trade-deadline più movimentata degli ultimi anni: ben 22 trades nel Febbraio 2019, secondo mese più caotico di sempre da questo punto di vista. Oltre alle contender, quindi, hanno mosso le loro pedine alcune tante altre squadre: lo scambio tra Bulls e Wizards potrebbe rilanciare altri tre prospetti di buon valore per Dunkest come Jabari Parker, Bobby Portis e Otto Porter, Harrison Barnes può trovare continuità a Sacramento e diventare quella doppia-doppia di fiducia che, finora, non è stato.

Tanti partenti anche tra i consigliati di giornata, tra sorprese e graditi ritorni per la giornata Dunkest n.37:

Trentasettesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le guardie

Mike Conley (Memphis Grizzlies, crediti 13.4): ultimo baluardo rimasto a Memphis, Conley sarà il punto di riferimento per il nucleo giovane dei Grizzlies. Molto altalenante in questo periodo, avrà molto più il pallino del gioco dopo l’addio di Marc Gasol. in sintesi, tutte le azioni passeranno dalle sue sapienti mani. Sfida ai San Antonio Spurs, reduci da 4 sconfitte consecutive ed in crisi: può scappare una buona prestazione e una doppia-doppia alla Mike Conley. (G Titolare Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Dennis Smith Jr. (New York Knicks, crediti 7): crollato a Gennaio, è il momento della svolta per DSJ. A New York riveste i panni di point-guard titolare ed è sotto la guida di David Fizdale, uno che con i piccoli ci sa fare (vedi il giocatore precedente). Contro Detroit è tornato sui 25 pdk, contro Cleveland può cercare la migliore prestazione stagionale: caccia alla plusvalenza grossa. (G Titolare/6th Man Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Terry Rozier (Boston Celtics, crediti 7.7): Scary Terry  sta lentamente tornando in azione. Buone prestazioni nelle ultime gare, conseguenti l’aumento di minuti concessogli da Brad Stevens. Buon elemento per la panchina e per il ruolo di sesto uomo, nonostante il big match contro Philadelphia. Gioca in T3, altro possibile vantaggio. (G 6th Man/Riserva Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Trentasettesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le ali

John Collins (Atlanta Hawks, crediti 12.6): altro giocatore solidissimo per Dunkest, punto di riferimento per gli Atlanta Hawks. Una doppia-doppia ogni 3 partite finora: contro Orlando la possibilità di ritornare ai suoi livelli dopo un periodo abbastanza altalenante. Partita ad alto punteggio, quindi è bene puntare sull’allievo di Vince Carter. (A Titolare Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Bobby Portis (Washington Wizards, crediti 7.8): è entrato nella storia per aver realizzato una partita da 30 punti all’esordio, uscendo dalla panchina. Il sistema Wizards lo valorizza al massimo e Bobby sa essere uomo importante in ottica Dunkest. Quando gioca al massimo, può sempre mettere in campo prestazioni di livello: basti vedere la sua media. (A 6th Man Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Kenhrich Williams (New Orleans Pelicans, crediti 5.4):  una lieta scoperta dell’ultima settimana, complici l’ assenza di Solomon Hill e la presenza di Nikola Mirotic. Uomo da doppia-doppia, macchina da punti per il fanta-basket. Rapporto qualità/prezzo migliore sul mercato. Profilo perfetto per la panchina. (A Riserva Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Trentasettesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: i centri

Rudy Gobert (Utah Jazz, crediti 19):  ora come ora non si può prescindere dal centro francese degli Utah Jazz. Oltre all’incredibile ripresa degli uomini di Quinn Snyder (30 W in 35 partite), bisogna ricordare che Gobert è il leader della Lega per doppie-doppie. Gioca contro GSW, in T3: ci sta l’azzardo. (C Titolare Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Ivica Zubac (Los Angeles Clippers, crediti 6.2): dopo la trade che lo ha coinvolto, Zubac rimane un nome interessante per il ruolo di sesto. Titolare con LAC, può tornare ai numeri di un mese fa, quando è letteralmente esploso. Partita impegnativa a Minnesota, ma l’ultima gara al TD Garden insegna: mai sottovalutare i Clippers. (C 6th Man Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Ivan Rabb (Memphis Grizzlies, crediti 4.5): dopo la partenza di Marc Gasol, il 21enne Rabb è tornato in quintetto. Come lo scorso anno, nello stesso periodo della stagione, può approfittare di alcuni malanni o assenze per carburare: acquisto low-cost che potrebbe fruttare tanto nel lungo periodo. (C Riserva Trentasettesima giornata Dunkest NBA)

Trentasettesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: gli allenatori

Ryan Saunders (Minnesota Timberwolves, crediti): i Twolves sono ad una delle ultime chiamate in ottica playoff, almeno dopo il risveglio dei Lakers al TD Garden. Scontro diretto in casa contro dei LA Clippers pronti ad issare bandiera bianca dopo l’addio di Tobias Harris.

Dwane Casey (Detroit Pistons, crediti): do ancora fiducia al coach dei Pistons, impegnati al Caesars Palace contro i Washington Wizards. Altro scontro chiave per la lotta playoff da non fallire, ma questa volta valido per la Eastern Conference.

 

Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Trade Deadline 2019

Nel marasma più totale, tra i ripetuti aggiornamenti per la vicenda Anthony Davis e i continui rumors e ufficialità di trades e scambi, si nasconde un altro lato della trade-deadline. Un aspetto che, spesso, passa in secondo piano vista la sua mancata presenza sui tweets di Woj o Charania, per esempio. Ma, tra gli obiettivi principali delle franchigie, in questi ultimi spiccioli di mercato, vige anche questo dictat: “liberarsi dei c.d. contrattoni”.

E, nella Lega, di questi contrattoni ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare al sempreverde e sempre oneroso contratto di Timofey Mozgov, centro russo che ha totalizzato la bellezza di 31 presenze negli ultimi 2 anni, pur intascando uno stipendio pari alla modica cifra di 15,28 milioni di euro nel 2017-2018 e di 16 milioni per la stagione corrente, dopo essere stato scambiato ben 4 volte nelle ultime 4 stagioni (contratto firmato a suo tempo dai Los Angeles Lakers). Se questa speciale categoria potesse avere un nome specifico, sicuramente sarebbe il “Timofey Mozgov Award”.

Dunque, tornando alla Trade Deadline 2019, sono tante le franchigie che inseguono questo obiettivo in prossimità del gong finale. Liberare spazio per la prossima estate, in vista della Free Agency, risulta essere il primo dei problemi per le due squadre di Los Angeles e di New York, nonostante una di queste sia invischiata nell’affare principe di questa sessione. Tuttavia, in generale, quasi tutti e 30 i front-office della National Basketball Association lavorano in larga parte a codesta arte: trattenere tra le proprie mura questi accordi onerosi non è mai un bene, soprattutto per la proprietà. Ed, inoltre, bisogna stare attenti anche alla luxury tax, la tassa di lusso che tutt’oggi condiziona in maniera evidente il salary cap di alcune contender come Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder.

Trade Deadline 2019, i 10 contratti più onerosi della Lega

Per fare respirare le tasche delle franchigie, quindi, i front-office agiranno anche su questi profili nelle ultime ore che ci separano dalla deadline delle 21:00 ora italiana. Ad esempio, tre dei papabili giocatori presenti in questo novero di nomi hanno cambiato destinazione: Harrison Barnes (4 yr, 94,5 M), passato ai Sacramento Kings, Ryan Anderson (4 yr, 80 M), passato dai Phoenix Suns ai Miami Heat, Otto Porter Jr. (5 yr, 106 M) trasferitosi nella Windy City da DC e Brandon Knight (5 yr, 70 M), al suo terzo trasferimento in stagione e da stanotte giocatore di Cleveland.

Mosse puramente strategiche, con vista sul futuro. Tuttavia, per chiudere questi scambi bisogna far quadrare gli stipendi: ecco, quindi, che sia Phoenix che Washington si sono viste recapitare altri due macigni come Jabari Parker e Tyler Johnson. Per completare questi accordi, bisogna trovare un team cuscinetto, come si suol dire, che si prenda questo onere a livello finanziario. Alcuni di questi nomi, infatti, potrebbero essere solo di passaggio, con sullo sfondo un buy-out per cercare di giocarsi i playoff in primavera: diventando free-agent, le franchigie possono trovare un accordo di massima con il giocatore fino al 1 Marzo 2019. L’intoppo più importante, in casi del genere, è proprio trovare questo tipo di acquirenti: spesso, con poche ore a disposizione, è l’unico motivo per cui saltano tali trattative.

Andiamo a vedere, di seguito, la top 10 dei contratti onerosi indiziati a partire negli scampoli finali di questa trade-deadline:

1) Nicolas Batum, Charlotte Hornets (5 yr, 120 M): al suo terzo anno di contratto con gli Hornets, il francese è uno dei nomi più gettonati del mercato della franchigia di His Airness. A fine anno saranno 29 anni e 24 i milioni da intascare: insomma, un attestato di partenza per una squadra che vuole sicuramente ripartire da uno young-core, oltre che da Kemba Walker. Ecco, allora, che Batum potrebbe essere un profilo interessante per qualche contender: un possibile nome, già menzionato in alcuni rumors, è quello dei San Antonio Spurs. Difficile, comunque, liberarsi di un contratto del genere: pensate che MJ e Charlotte ci stanno provando da anni, con scarsissimi risultati.

2) Reggie Jackson, Detroit Pistons (5 yr, 80 M): la PG di Detroit è la delusione cocente dell’ultimo triennio. Neanche l’arrivo di Dwane Casey ha saputo rivitalizzare il 28enne proveniente da Boston College. Difficile inserire una delle peggiori guard della Lega per net rating in uno scambio: Detroit ci ha provato per Mike Conley e ci proverà fino alla fine della trade-deadline. Complicato, se non impossibile dargli un altra chance, soprattutto dopo l’arrivo d Blake Griffin, oramai uomo-franchigia e go-to-guy del presente e del futuro nella Motor City.

3) Allen Crabbe, Brooklyn Nets (4 yr, 75 M): uno dei componenti della second-unit di Brooklyn che il prossimo anno potrà esercitare una player-option da 18, 5 M? No, non è uno scherzo. Il buon Sean Marks, GM dei Brooklyn Nets, sa benissimo che un piccolo frammento della prossima FA 2019 passa anche dalla cessione di Crabbe. Buon tiratore in uscita dalla panchina, potrebbe essere scambiato last-minute in una multiple-trade come quella vista ieri tra Houston, Sacramento e Cleveland.

4) Bismack Biyombo, Charlotte Hornets (4 yr, 72 M): Charlotte si dimostra regina dei contratti onerosi. Il centro ex Magic, acquisito in estate, potrà esercitare una player-option da 17 milioni per la stagione 2019-2020. L’idea di Michael Jordan, però, è quella di inserirlo nella trattativa per Marc Gasol, unico obiettivo per la franchigia in ottica playoff. La prima offerta, presentata nella nottata tra lunedì e martedì, è stata rispedita al mittente da Memphis. Vediamo cosa accadrà questo pomeriggio.

5) Enes Kanter, New York Knicks (4 yr, 70 M): il centro turco dei Knicks è da tempo fuori dalle rotazioni di David Fizdale e sul mercato. Come confermato ieri sera da Adrian Wojnarowski di ESPN, i newyorkesi cercheranno fino all’ultimo secondo un accordo per Kanter, per liberare ulteriore spazio salariale per Luglio. Sacramento e Charlotte rimangono alla finestra, almeno per il momento. L’ex OKC, sicuramente, è il profilo più interessante di questa lista.

6) Wesley Matthews, New York Knicks (4 yr, 70 M): appena arrivato a NY, la guardia ex Dallas e Portland potrebbe essere uno degli indiziati per un buy-out o per una sorprendente trade nel tardo pomeriggio di oggi. Matthews sarà free-agent tra pochi mesi e sembra non avere intenzione di attendere quest’estate: vuole una contender per giocare le sue carte ai playoff 2019. Philadelphia sulle sue tracce, ma solo in caso di buy-out, come Boston ed Indiana sempre ad Est.

7) Kent Bazemore, Atlanta Hawks (4 yr, 70 M): dopo il duo Knicks, ecco un’altra consuetudine in questa classifica. Protagonista di una trade del genere nel 2014, quando passò ai Los Angeles Lakers proprio negli ultimi scampoli di trade-deadline, Bazemore è l’ultimo della vecchia guardia ancora presente nel roster di Lloyd Pierce, oltre all’eterno Vince Carter. Per completare la ricostruzione, sarebbe ottimo per l’ex assistant GM dei Golden State Warriors Travis Schlenk chiudere una trade simile a quella di 4 anni fa.

8) Gorgui Dieng, Minnesota Timberwolves (4 yr, 62,8 M): altro nome noto a questi palcoscenici, perno del progetto tecnico dell’ex HC Tom Thibodeau, Dieng è uno dei principali indiziati a partire in questo ultimo giorno di mercato in casa Twolves. Sarebbe un gran colpo piazzare l’ex Jazz in qualche squadra ormai avviata al tanking o in cambio di qualche scelta per i prossimi Draft. Uno tra lui e il prossimo profilo analizzato potrebbe lasciare Minneapolis nella prima serata italiana.

9) Jeff Teague, Minnesota Timberwolves (3 yr, 57 M): la point-guard titolare di Minnesota è stata esplicitamente dichiarata disponibile per eventuali trade e scambi nella giornata di ieri. Non ha un contratto molto importante, visti i numeri e l’esperienza, e potrebbe risultare una buona presa anche per qualche contender. Attenzione all’asse Salt Lake City-Minneapolis, con l’opzione Ricky Rubio già avallata da Utah nell’offerta per Mike Conley. Non cambierebbe sostanzialmente nulla, anche se JT potrebbe far comodo in vista dei playoff.

10) J.R. Smith, Cleveland Cavaliers (4 yr, 57 M): nonostante il brutto capitolo delle scorse NBA Finals, J.R. potrebbe far comodo a molte contender in questo momento, in particolare Houston e Lakers in questo momento. Cleveland cercherà di svendere tutti i suoi prodotti migliori e contratti onerosi, per non rischiare un buy-out. La franchigia dell’Ohio è una delle più attive in uscita al momento: dopo l’addio di Rodney Hood e Alec Burks, l’ex Nuggets e Knicks e Jordan Clarkson potrebbero essere i prossimi a salutare Dan Gilbert.

Oltre ai nomi sopra citati, i Charlotte Hornets possono vantare almeno altri tre contratti di importante peso specifico come Cody Zeller, Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist. Attenzione anche ai Los Angeles Clippers, già mattatori in questa trade-deadline con lo scambio che ha portato Tobias Harris a Philadelphia: Marcin Gortat e il nostro Danilo Gallinari i prossimi in lizza per una partenza last-minute, per liberare ancora altro spazio in vista della prossima stagione.

Pronti agli ultimi botti di mercato per la stagione 2018-2019? Non vi resta che seguirci live sulla diretta testuale del nostro sito e, a partire dalle 15:30 fino alle 23:00, sul nostro canale YouTube con lo “Speciale Trade Deadline”. Tantissimi ospiti interverranno in trasmissione per parlare delle ultime flash news e rumors della Trade Deadline 2019 e dell’imminente primo All-Star Draft trasmesso in diretta TV in cui verranno composte le squadre che si sfideranno all’ASG di Charlotte 2019. Non mancate!

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, la domenica perfetta

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA

Di solito, la domenica sera italiana è preda del posticipo calcistico di turno, piatto forte della giornata. La prima domenica di Febbraio, in questo senso, sarà un unicum: fari puntati sulla NBA, che anticipa per lasciare spazio al SuperBowl in programma ad Atlanta tra Los Angeles Rams e New England Patriots.

Inizia tra poco, quindi, una domenica perfetta tra Dunkest ed NBA in orario ideale per gli appassionati. Piatto forte della serata la gara tra Oklahoma City e Boston, una delle sfide più interessanti che la Lega può proporre in questo momento della stagione. Ad aprire la trentacinquesima giornata Dunkest NBA sarà Memphis-New York, tra una manciata di minuti.

Poco tempo per preparare la formazione, poco tempo per scegliere gli uomini di fiducia per questa giornata. Allora, andiamo subito ad analizzare i consigliati per questo nuovo turno Dunkest:

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le guardie

Luka Doncic (Dallas Mavericks, crediti 13,8): sloveno sempre più in crescita ed ora unico leader indiscusso di Dallas, dopo la trade che ha coinvolto DeAndre Jordan, Dennis Smith Jr. e Wesley Matthews. Tra i migliori a Gennaio, Luka è sempre in odore di tripla-doppia: contro Charlotte buona occasione per andare ancora sopra quota 30 pdk.   (G Titolare Trentacinquesima giornata Dunkest NBA )

Tomas Satoransky (Washington Wizards, crediti 9.7): nome nuovo per le guardie quello del ceco dei Wizards. Sato è esploso nell’ultimo mese, collezionando una plusvalenza di quasi 2 crd con una media da circa 25 pdk nelle ultime 5 gare. Una possibile alternativa a medio-basso prezzo, outsider anche in questo turno. (G Titolare Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Damyean Dotson (New York Knicks, crediti 4.8): la guardia dei Knicks ha già fatto vedere qualcosa di buono in questa RS Dunkest, come nel Christmas Day contro Milwaukee con 30+ pdk. Visto il roster corto derivante dalla trade di Porzingis, Dotson potrebbe iniziare in quintetto contro Memphis. Ottimo per la panchina. (G Riserva Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le ali

Derrick Favors (Utah Jazz, crediti 11.7): la crescita degli Utah Jazz è palpabile e lo dimostra anche l’ottima risposta, a livello di punteggio, dei suoi giocatori più rappresentativi. Uno di questi è Derrick Favors, una delle migliori ali in questi ultimi 5 turni, una certezza al momento. Utah impegnata in casa contro Phoenix e pronta a mettere la freccia sui Portland Trail Blazers: non sono accetti passi falsi. (A Titolare Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Lauri Markkannen (Chicago Bulls, crediti 10.8): unico giocatore da prendere in considerazione dei Bulls di Boylen. Sta tornando sui suoi numeri, ovvero una doppia-doppia di media con annessi 30 pdk. Sfida contro dei New Orleans Pelicans allo sfascio, tra infortuni e rumors di mercato. Il finnico potrebbe approfittarne ed inoltre gioca in T4. (A Titolare Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Alfonso McKinnie (Golden State Warriors, crediti 5): cammino immacolato per i bi-campioni NBA in carica dopo il ritorno di DeMarcus Cousins. Scontro ad alta quota contro gli Spurs di Popovich, con Draymond Green in dubbio e tendente al riposo. L’un-drafted McKinnie potrebbe essere la scelta ottima per la panchina tra gli esterni. (A Riserva Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: i centri

Al Horford (Boston Celtics, crediti 14.8): nonostante la super-sfida di questa sera, il periodo magico di Horford non può passare inosservato. Grande impatto nelle ultime 5 gare, con una media di quasi 35 pdk a partita: numeri sempre interessanti, in ottica tripla-doppia. Alternativa valida ai soliti noti. (C Titolare Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Jahlil Okafor (New Orleans Pelicans, crediti 6.6): da quando Anthony Davis è uscito di scena, il talento inespresso di Okafor è venuto a galla: a Philadelphia ancora lo attendono. Un sesto uomo di riferimento in questo momento. Partita e confronto tosto ad Indiana contro Myles Turner, uno dei migliori difensori della Lega. Ma questo turno potrebbe essere l’ultima occasione per prenderlo ad un prezzo ragionevole. (C Riserva Trentacinquesima giornata Dunkest NBA)

Trentacinquesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: gli allenatori

David Fizdale (New York Knicks, crediti 4) e JB Bickerstaff (Memphis Grizzlies, crediti 4): monetina di un certo livello per la prima partita del turno. Per uomini e roster meglio il secondo, per motivazioni più avvantaggiato il primo. Fate la vostra scelta.

 

 

 

Dunkest NBA 2018-2019, le conseguenze dell’affare New York-Dallas

Dunkest NBA 2018-2019

La trade-deadline ha vissuto nella giornata di ieri il suo inizio ufficiale, con il vero scambio di questa sessione di mercato. Le conseguenze su Dunkest si vedranno solo tra un paio di giorni, quando sarà stata archiviata anche la giornata n.34 della RS Dunkest NBA 2018-2019.

Il primo botto di mercato è a chiari tinte europee, vedendo coinvolti direttamente o indirettamente due dei migliori giovani della Lega provenienti dal vecchio continente: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Uno scambio, quello tra New York Knicks e Dallas Mavericks, che ha sancito un evidente cambio di rotta nella stagione e nel futuro di entrambe le franchigie, impegnate in un processo di ricostruzione che dura ormai da quasi 5 anni. Un’inversione di rotta che, inevitabilmente, condizionerà le prestazioni di molti giocatori in ambito fanta-baskettaro.

Ricapitolando, oltre il lettone, Dallas riceverà Courtney Lee, Tim Hardaway Jr. e Trey Burke, mentre andranno a vestire la maglia dei Knicks DeAndre Jordan, Wesley Matthews e Dennis Smith Jr. La scelta dei Mavericks, quindi, non si è lasciata attendere: dopo le vicissitudini riguardanti la PG draftata nel 2017 e poi reintegrata dopo un colloquio con coach Carlisle, ci ha pensato il front-office della franchigia texana a ribadire che è e sarà lo sloveno l’uomo del futuro. Allo stesso modo, New York ha deciso di liberarsi di un giocatore acciaccato e scontento, che fino a pochi mesi fa era la chiave principale di un progetto che vedrà nella prossima FA la tappa finale.

Dunkest NBA 2018-2019, cosa cambia a livello di formazione?

Lo scossone causato dallo scambio è notevole, da entrambe le parti. Ma, a livello Dunkest, chi paga di più è Dallas. Rick Carlisle (5.7 crd) perde 3/5 del quintetto base e un giocatore di sistema fondamentale come Wesley Matthews. La corsa per i playoff sarà sicuramente accantonata per cercare una buona posizione in lottery per scegliere ancora tra le 10 al Draft 2019. Possibile, quindi, un ulteriore calo di rendimento dei Mavs, già in leggera crisi da un paio di settimane.

Dall’altra parte, la situazione dei Knicks non cambia molto: l’obiettivo primario da perseguire per David Fizdale (4.0 crd) e i suoi è e rimane la prima scelta del prossimo Giugno al Barclays Center di Brooklyn. In quest’ottica, è molto probabile che l’ex coach dei Grizzlies continui nel suo intento di valorizzare i giovani e di costituire il nocciolo duro della second-unit e dello young core del prossimo anno. Per questo, l’unico dei nuovi arrivati a non essere sicuro dell’impiego risulterebbe Jordan, vista la precedente scelta di accantonare Enes Kanter per dare spazio a Mitchell Robinson. Interessante da vedere sarà l’adattamento di Dennis Smith Jr., che rimane sicuramente un buon prospetto per le stagioni a venire.

Dopo una breve prosa collettiva, scendiamo nei particolari delle possibili implicazioni riguardanti i singoli giocatori coinvolti nell’affare:

Dallas Mavericks

Kristaps Porzingis (Ala, crediti 10.7): il lettone è il principale protagonista di questa trade. Per vederlo in campo insieme a Luka Doncic, però, dovremo attendere la fine della All Star Weekend, secondo gli ultimi rumors. Unico piccolo intoppo: la papabile scelta della società di congelare il suo rientro per riaprire un mini-ipotesi tank. In caso contrario, la coppia Harrison Barnes (A, crediti 8.3)-Porzingis sugli esterni potrebbe combaciare alla perfezione: la perdita di DeAndre Jordan e Wesley Matthews lascia ampi spazi a rimbalzo per Barnes e Doncic, con l’ex Warriors che diventerebbe un terzo violino d’eccezione a livello realizzativo.

Tim Hardaway Jr. (Ala, crediti 7.9): dopo un sensazionale inizio di stagione, il figlio d’arte ex Knicks può trovare una nuova dimensione a Dallas partendo dalla panchina. Non sarebbe male come sesto uomo, ridurre i possessi potrebbe essere ottimo ai fini del punteggio, visto che il suo punto debole sono proprio i malus derivanti dalle basse percentuali al tiro. Se il suo valore scendesse sotto quota 7, allora il suo nome potrebbe veramente diventare interessante.

Trey Burke (Guardia, crediti 5): una delle migliori guardie nel sottobosco per rapporto qualità/prezzo, non c’è dubbio. Potrebbe rivelarsi il sostituto ideale dell’ infortunato Barea, pupillo di Carlisle e membro vitale per i Mavs. A sorpresa, potrebbe anche rivestire i panni di titolare: il ballottaggio tra lui e Jalen Brunson (G, crediti 4) una delle incognite post-trade in Texas. Attenzione a Brunson per la panchina, il rookie from Villanova, per un posto nello starting-five.

Courtney Lee (Guardia, crediti 4): stagione anonima per il veterano, alle prese con la bocciatura da parte di Fizdale. Fuori dalle rotazioni a NY, potrebbe essere utilizzato da Carlisle nel pacchetto piccoli. Situazione da monitorare nelle prossime gare, cosi come per Burke, ma anche lui potrebbe essere una buona scelta per la panchina.

New York Knicks

DeAndre Jordan (Centro, crediti 15.4): rendimento in calo per DAJ e questa trade potrebbe sancire il suo personale season-ending. Come detto in precedenza, David Fizdale ha ribadito fin da subito quanto importante sia dare spazio ai giovani. Tra questi vi è anche Mitchell Robinson (C, crediti 4.6), centro titolare dei Knicks per larga parte della stagione corrente a discapito di Enes Kanter, ormai fuori dal progetto NYK e pronto per essere ceduto. L’ex Clippers sarà FA quest’estate, altra variabile in più da tenere in conto. Potrebbe essere schierato nelle prossime partite che precedono l’All-Star Game, prima di uscire definitivamente di scena per la stagione in corso.

Wesley Matthews (Guardia, crediti 6.9): non l’uomo ideale per Dunkest, vista la sua spiccata propensione difensiva e i pochi tentativi presi di media. A New York sarà tranquillamente titolare al fianco del suo compagno Dennis Smith Jr., ma anche per il veterano ex Portland vale lo stesso discorso enunciato in precedenza: il tanking aggressivo potrebbe limitare il suo utilizzo.

Dennis Smith Jr. (Guardia, crediti 6.9): colui che ne gioverà di più da questo scambio. La convivenza con Doncic non era sicuramente delle migliori, cestisticamente parlando. Di recente ha collezionato la sua seconda tripla-doppia in carriera, sintomo che la condizione e la voglia di far bene c’è. Bisognerà capire quanto durerà il periodo di adattamento nella Big Apple, ma DSJ è la scommessa più allettante di questa seconda parte di stagione Dunkest.

 

New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro

New Orleans Pelicans

Senza programmazione non si vince in NBA. Chissà quante volte abbiamo sentito evocare questa frase per giustificare la regnante dinastia Warriors o la fervente rinascita dei 76ers. L’emblema del “Trust The Process” serpeggia più che mai in una Lega dove, oramai, vagare nel limbo risulta essere un’incredibile perdita di tempo. Lo sanno gli Atlanta Hawks, sembra averlo capito (anche se da pochissimo) NOLA.

La città del Jazz l’epicentro focale della Trade Deadline 2019, l’Unibrow il centro delle attenzioni di mezza NBA, pronta a fare follie per assicurarsi le prestazioni di uno dei 3 più forti giocatori della Lega nel 2018. La rifondazione Pels parte dal suo uomo-simbolo, quell’Anthony Davis che ha visto proprio a New Orleans il suo costante e continuo processo di crescita trasformandosi in un assordante beast nel giro di un quinquennio. Crescita individuale spesso mai accompagnata da grossi acuti di squadra, causa infortuni importanti e una Western Conference di un livello spaventoso. La partenza direzione Oakland del suo compagno di reparto De Marcus Cousins, alla fine dell’estate, aveva anticipato questo processo di alienazione dal progetto di New Orleans, che ha portato ad una sola apparizione ai playoff in 3 anni di favoloso rendimento del Monociglio.

La valutazione di AD e il caro prezzo da pagare quando si acquista un giocatore nel suo prime: Lakers e Celtics pronte a sacrificare il loro progetto giovani.

Giusto allora lasciar partire un giocatore volenteroso di compiere il grande salto, alla ricerca della gloria e dell’anello NBA. Ma Dell Demps, ex vice presidente Spurs e GM di New Orleans, non vuole certo farsi scappare quest’occasione: “vuoi uno dei migliori esterni della Lega se non il n.1, allora offrimi tutto quello che puoi” sembra essere il dictat del front-office dei Pelicans. Come ha ribadito anche il presidente Gayle Benson, non c’è fretta di chiudere il trasferimento. Morale della favola: chi vuole AD, lo deve “pagare” profumatamente.

New Orleans Pelicans, AD-Lakers: prendere o lasciare?

Andiamo più nello specifico. Come tutti sappiamo, Rich Paul, oltre a gestire le vicende economiche di AD, è anche agente di un altro signore con il n.23: un certo LBJ. Cosa che, sembra non lasciare dubbi. A conferma di questa teoria, lontana dall’essere cospirazionista, il forte interesse da subito mostrato da LAL per la stella dei New Orleans Pelicans.

Certo, l’esplicita voglia di manifestare questo interesse ha portato ad alcune vicende incresciose, sia per l’NBA che per lo stesso King, accusato di “tampering” in più occasioni. Tuttavia questo non cancella la reale volontà di AD di raggiungere il suo amico Lebron e di accasarsi a Los Angeles, sponda Lakers (dichiarazioni che arriveranno a breve). Destinazione preferita o meno, le possibilità che i due giochino insieme in un prossimo futuro sono altissime. Stabilire, però, quanto lontano sia questo “prossimo futuro” è sicuramente più difficile.

In realtà, NOLA era già al corrente della decisione del suo asso da un paio di giorni. Anzi, c’è di più: per Alvin Gentry e Jrue Holiday, AD non partirà subito ma solo a fine stagione. Los Angeles Lakers che, però, hanno tanti interessi per chiudere la trattativa subito: su tutti, l’acquisizione di Davis sarebbe un ottimo trampolino di lancio per la formazione di una Big-3 in estate, vista l’abbondanza di nomi su cui fare affidamento (Klay Thompson e Kyrie Irving su tutti al momento, viste le ultime indiscrezioni) e farebbe accrescere le possibilità di competere almeno per una WC Finals già nel prossimo Maggio.

Allora, come New Orleans può concretizzare questa fretta di Magic e Pelinka? Chiedendo il dovuto: Kyle Kuzma e Lonzo Ball su tutti. Il primo, alla sua seconda stagione NBA, è il secondo miglior realizzatore dei Lakers e può diventare in prospettiva uno scorer di affidabilità assoluta e rimane pur sempre uno di migliori prospetti della classe 2017. Lonzo è in costante crescita, ha un grande potenziale in tutte e due le metà-campo, pur essendo già uno degli specialisti difensivi più affermati della Lega e sarebbe un ottimo fit per Jrue Holiday (vedere per credere le percentuali al tiro di Curry nel Christmas Day di questa stagione). Senza tutti e due questi tasselli, lo scambio non può essere ipotizzabile.

Lonzo Ball ha espresso la volontà di essere ceduto ad una terza franchigia, in cui avrebbe più spazio (New York e Chicago su tutte)

Oltremodo, le ultime dichiarazioni di Lavar e Lonzo Ball fanno intuire la possibilità di un “third-team” da inserire nell’operazione. La PG dei Lakers non sembra gradire la destinazione e si opporrebbe ad un trasferimento nella Jazz’s City. In questo caso, nonostante l’ultima parola spetti sempre al front-office, rimangono altri tre/quattro nomi su cui puntare: Josh Hart, Brandon Ingram, Ivica Zubac e Moritz Wagner.

Nonostante le indiscusse qualità di BI, Josh Hart sarebbe un altro innesto importante per Alvin Gentry, soprattutto per la sua pericolosità dai 7’25. Nonostante Elfrid Payton e E’Twuan Moore stiano realizzando le loro migliori percentuali in carriera, NOLA è in fondo alla classifica per triple tentate (24esima in NBA), pur tirando con un abbondante 35% da 3. Come si suol dire, si fa necessità virtù: quando hai un uomo come Anthony Davis preferisci servire nel pitturato o in post più che giocare sul perimetro. Via AD, i giochi dovranno variare, anche considerando l’incredibile evoluzione della NBA in generale.

Gioco forza, oltre i due centri di scuola europea, Brandon Ingram è l’ultimo nome su cui fare affidamento: il potenziale non si discute, ma già troppe volte la sua incostanza ha soppiantato tutte le grandi speranze che sia i tifosi che gli addetti ai lavori avevano riposto in lui. D’altro canto, i soli 23 anni di età potrebbero volgere ancora a suo favore per una terza chance da non fallire.

Gli ultimi aggiornamenti dalla Louisiana, però, hanno spiazzato tutti: i Pelicans hanno respinto le avance dei Lakers, ribadendo di non avere alcun interesse a lasciar partire Anthony Davis direzione LA o in qualsiasi altra franchigia dell’Ovest. Rumors impazziti, che si susseguono a ruota ma che potrebbero anche nascondere un’altra verità: una chiara risposta di NOLA alle parole di Lonzo Ball e al possibile inserimento di una terza franchigia nell’affare?

New Orleans Pelicans, le altre piste per AD

La notizia della richiesta di trade da parte di Anthony Davis ha fatto sobbalzare più di qualche GM dalla sedia. Non solo Magic e Lakers, quindi, in corsa per AD. Sicuramente, sarebbero poche le pretendenti se restringiamo il discorso alla TD della prossima settimana: la maledetta “Rose Rule” taglia fuori il condor Danny Ainge e Boston, mentre Toronto Raptors e Milwaukee Bucks sarebbero anche pronte a mettere qualcosa in ballo.

Ma quali sono i bacini di utenza più interessanti per AD e per NOLA? Considerando le volontà del 23, ovvero di lottare per vincere un titolo da subito, e prendendo per buone le ultime dichiarazioni del front-office dei Pels: “l’opzione Lakers non sarà presa in considerazione, AD non rimarrà nella Western Conference”. Toronto può offrire tanto, a partire dal candidato MIP Pascal Siakam che, lontano da Leonard potrebbe definitivamente affermarsi come go-to-guy e punto di riferimento della franchigia. Allettanti sono anche i nomi di OG Anunoby, possibile specialista difensivo di alto livello ed ancora sophomore, Jonas Valanciunas e Delon Wright. Senza tralasciare anche Fred VanVleet e Norman Powell, ottimi tiratori da 3 e pronti per una maglia da titolari.

Rimanendo ad Est, anche Milwaukee potrebbe provare il colpo grosso, inserendo Kris Middleton e Malcom Brogdon nello scambio. Difficile, però, che Mike Budenholzer possa smantellare l’intero suo sistema di gioco dopo un così positivo inizio di stagione. Passando a Luglio, però, il discorso cambia: Boston e Philadelphia potrebbe benissimo rientrare nella corsa, approfittando della free agency ed il quasi sicuro addio di Jimmy Butler e Kyrie Irving.

I giovani terribili più Gordon Hayward: l’offerta Celtics potrebbe essere la causa del dietro-front delle ultime ore di Dell Demps

In particolare i Celtics, nel prossimo scenario estivo, sembrano essere la squadra con più assets di livello da garantire a NO: Jaylen Brown, Terry Rozier, Jayson Tatum e Gordon Hayward. Tralasciando le scelte, una trade con tre componenti di questo calibro potrebbe far traballare seriamente New Orleans. E sarebbe, a mio parere, la migliore sul piatto in qualsiasi momento.

Scorrendo verso il basso la classifica ad Est, è da escludere una block-buster trade da parte di qualsiasi altra franchigia, tranne una: i Knicks. New York sarà una delle protagoniste attese della Free Agency ed anticipare il colpo Davis vorrebbe dire lanciare un chiaro segnale agli altri pezzi da novanta in scadenza in estate, come Kevin Durant e Kyrie Irving, La Grande Mela sponda Knicks è uno dei big-market per eccellenza e vuole tornare a calcare palcoscenici importanti. Kriptas Porzingis e Kevin Knox i sacrificati d’eccezione, la prima scelta del prossimo Draft 2019 la zampata decisiva: ecco quale potrebbe essere il pacchetto dei NYK, considerando anche i profili di Hardaway Jr. o Enes Kanter per rendere economicamente coerente lo scambio.

Per il resto, il vuoto: Chicago avrebbe Wendell Carter e Lauri Markkannen ed una alta scelta per portare il figliol prodigo nella sua patria, ma AD ha espressamente arenato in partenza le speranze della Windy City con un secco no. Ci sarebbe, infine, Brooklyn ma dubito che Sean Marks getti all’aria tutto il progetto Atkinson in un paio di giorni: anche per i Nets meglio attendere la fine della stagione per completare l’ultimo stadio della ricostruzione.

New Orleans Pelicans, il mercato extra-AD: l’unico intoccabile è Jrue

Non solo AD. L’onda del cambiamento è imminente, soprattutto dopo la bomba fatta esplodere da Rich Paul e da Woj. Dell Demps lo ha fatto intuire il giorno seguente la clamorosa notizia: sul mercato, disponibili per trade, anche Nikola Mirotic, Julius Randle e E’Twuan Moore. Non 3 componenti qualunque del roster di Alvin Gentry, ma 3/5 del core principale dei Pels.

Nikola Mirotic, in estate vicino ai Rockets, potrebbe essere un buon colpo per una contender: Philadelphia in pole

Un esodo di massa che potrebbe sfruttare le lacune di alcune contender per accaparrarsi giovani ma soprattutto scelte interessanti. Perchè la programmazione passa inevitabilmente dai Draft del triennio 2019-2022, con il prossimo che sembra offrire possibilità stuzzicanti anche oltre la scelta n.10 (come Bol Bol). Soprattutto un “4” come Nikola Mirotic servirebbe come il pane ai Philadelphia 76ers per allargare il campo e migliorare l’efficacia dal perimetro. Lo spagnolo ex Bulls viaggia ai massimi in carriera in punti (16.8) e rimbalzi (8.9), tirando con circa il 37% da 3. Nella rincorsa alle Conference Finals, i Sixers hanno bisogno di un innesto mirato, nonostante Mirotic sia in scadenza nel 2019 e la complessa situazione salariale. In particolare, i 76ers sarebbero una delle migliori squadre in ottica scelte (9 seconde scelte fino al 2024) oltre ai giovani profili di Zhaire Smith e Markelle Fultz. Boston Celtics e OKC Thunder rimangono alla finestra, con i C’s che potrebbero sfruttare la trattativa per Miro per strappare un pre-accordo di trade per AD.

Senza dubbio, New Orleans ripartirà dalla completezza di Jrue Holiday, esploso nell’ultimo anno soprattutto in fase offensiva. Una costante del back-court Pels, non più solo un mastino difensivo. Holiday ha la possibilità di diventare una delle guardie più complete della Lega nei prossimi anni, oltre ad essere in lizza per un All-Defensive quanto mai meritato. La consacrazione nella stagione corrente: career-highs in punti (21.2), rimbalzi e assist (8.0) e molte più responsabilità nei finali di partita. Negli ultimi anni, ha aumentato sempre di più la sua pericolosità dal palleggio, prendendosi circa 2 tiri in più di media a gara e tornando ad essere uno dei migliori assist-man della NBA, come a Philadelphia.

Accanto a lui, l’addio di Davis potrebbe rappresentare un nuovo inizio per Jahlil Okafor, terza scelta assoluta del Draft 2015 dai 76ers e firmato quest’anno da NOLA. Un prospetto formidabile che ha sempre faticato ad esprimersi al massimo per colpa di infortuni e della compresenza di Joel Embiid a Philadelphia. Nelle ultime 6 gare, ovvero da quando Davis, Mirotic e Randle si danno il cambio in infermeria, Okafor è entrato in pianta stabile nel quintetto titolare di Gentry stampando 4 doppie-doppie e viaggiando a 20 punti e 10 rimbalzi di media a gara, con quasi il 70% dal campo. Il marasma preventivato delle prossime sessioni di mercato coinciderebbe con l’ultima occasione per Okafor, con la possibilità di ricoprire un ruolo importante nel prossimo futuro dei Pelicans.

Il materiale per ripartire c’è, non tralasciando la presenza di Cheick Diallo e di Franck Jackson. Una polveriera sta per scoppiare in quel di New Orleans: bisognerà capire solo quando tutto questo accadrà. Ma i Pelicans non hanno fretta, almeno per il momento, con la consapevolezza che questa settimana o la prossima estate potrebbe valere quanto un elimination-game ai Playoff. Per riscrivere il futuro.

 

 

Trentesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, London calling

Bradley Beal

Londra chiama e l’NBA risponde presente. La trentesima giornata Dunkest NBA si sviluppa su un ipotetico binario che collega il Regno Unito e gli USA, con fermata principale l’ O2 Arena della capitale britannica. I Washington Wizards e i New York Knicks daranno vita alla nona edizione dell’ NBA London Game, ormai una tradizione nel calendario della regular season. Spettacolo assicurato, diretta ed approfondimenti e 5 continenti pronti a godersi lo spettacolo planetario di un evento tanto atteso quanto carico di aspettative per gli european fans della Association.

Nonostante i riflettori siano puntati dalla parte opposta dell’oceano, i Golden State Warriors non hanno rinunciato a far parlare di sè. Questa volta, in realtà, è stato il campo a ribadire la netta supremazia dei Dubs nella Western Conference. Ammutoliti Jokic e tutti i tifosi Nuggets presenti la scorsa notte al Pepsi Center. Primi scricchioli per i Thunder, ancora lontani dalla costanza che contraddistingue un “top-team”, nonostante i grandi numeri di Westbrook e George. Crisi di identità per i Celtics di un Kyrie Irving nervoso e esasperato dall’atteggiamento di alcuni suoi compagni: la sfida contro i Toronto Raptors arriva nel momento peggiore della stagione.

Scenario abbastanza turbolento in entrambe le Conference, complici assenze ed infortuni abbastanza pesanti. Dal punto di vista Dunkest, la 30esima giornata si preannuncia complessa ed articolata: l’analisi, oggi più che mai, deve essere scrupolosa. Allora, ecco di seguito i consigli per l’incombente turno n.30:

Trentesima giornata Dunkest NBA 2018-2019: le guardie

Bradley Beal (Washington Wizards, crediti 15): career-high Dunkest contro Toronto, Beal è in una forma pazzesca: il modo migliore per arrivare al crocevia della stagione della franchigia del Distretto. BB vuole essere il protagonista indiscusso a Londra e può essere la scelta giusta oltre ai soliti noti.  (G Titolare Trentesima giornata Dunkest NBA)

Donovan Mitchell (Utah Jazz, crediti 10.8): Spidad è in netta ascesa, con 35 pdk di media nelle ultime 3 gare. Dopo una prima parte di stagione difficile, resa ancora più complicata dal calendario complicato, gli Utah Jazz hanno iniziato la loro personale rincorsa ai playoff. Dopo le 3 vittorie consecutive, i Jazz fanno tappa a Los Angeles, in case dei Clippers: scontro diretto per i PO per Mitchell e compagni, che non vuole fallire. (G Titolare Trentesima giornata Dunkest NBA)

Bruce Brown (Detroit Pistons, crediti 4.3): con Ish Smith fuori, Casey si affida al giovane specialista difensivo per ricoprire il ruolo di guardia al fianco di Reggie Jackson. Momento difficile per Detroit, costretta a fare risultato nello scontro di medio-bassa classifica ad Est contro i Magic. Buona presa a basso costo per la panchina. (G Riserva Trentesima giornata Dunkest NBA)

Trentesima giornata Dunkest NBA: le ali

Domantas Sabonis (Indiana Pacers, crediti 13.3): il lituano è sempre più un punto di riferimento per i Pacers ed uno dei candidati per il premio di sesto uomo dell’anno. Nonostante il minutaggio non molto ampio, il suo peso specifico per Dunkest supera qualsiasi attesa di inizio stagione. Costantemente sopra la soglia dei 20 pdk, solido e affidabile anche come back-up di lusso. Scontro diretto tra contender contro Philadelphia, Domantas non vorrà far mancare il suo apporto sotto canestro. (A Titolare Trentesima giornata Dunkest NBA)

Josh Richardson (Miami Heat, crediti 10.2): sia lui che Winslow sono in crescita in queste ultime partite e sono il riferimento principale di coach Spoelstra in questa stagione di transizione. Partita non facile contro Detroit ma gli Heat sembrano avere un passo in più dei Pistons in questo particolare momento della RS. (A Titolare Trentesima giornata Dunkest NBA)

Jonah Bolden (Philadelphia 76ers, crediti 4.1): entrato di prepotenza nelle rotazioni di coach Brown, Bolden sta inanellando una serie di prestazioni di buona caratura, soprattutto quando le partite non sono valide per Dunkest. Lo scontro al vertice dell’Est contro Indiana potrebbe essere la volta buona: i 20 punti e una discreta plusvalenza sono alla sua portata. (A Riserva Trentesima giornata Dunkest NBA)

Trentesima giornata Dunkest NBA: i centri

DeAndre Jordan (Dallas Mavericks, crediti 16.1): derby texano per l’ex Clippers, in un periodo molto delicato della stagione per i Mavericks. Partita non semplice, ma se proprio dobbiamo evidenziare un punto debole della squadra di Pop è il centro ed il reparto lunghi, in generale. Poeltl non dovrebbe impensierire più di tanto DAJ, DD abbondante nel mirino. (C Titolare Trentesima giornata Dunkest NBA)

Nene Hilario (Houston Rockets, crediti 5.6): ecco il nuovo nome tra i centri riserva. L’infortunio di Capela, out almeno per 3 settimane, sbarra le porte del quintetto titolare al brasiliano. Poca qualità ma tanta quantità che, abbinata al fattore Harden, possono portare bei punti in cassaforte. Meglio prenderlo ora, prima che il suo valore salga sopra i 6 crediti. (C Riserva Trentesima giornata Dunkest NBA)

Trentesima giornata Dunkest NBA: gli allenatori

Dwane Casey (Detroit Pistons, crediti 4.8): la strada che porta ai playoff è più dura del previsto per Detroit, che non vive di certo il suo miglior momento. Partita casalinga con Orlando da sfruttare per riaprire alcuni spiragli interessanti.

Scott Brooks (Washington Wizards, crediti 6.9): Wizards in crescita nel 2019, quasi capaci di rimontare i dominatori della Eastern Conference un paio di giorni fa. Il pronostico dice W: per una volta, gli diamo ragione.

 

 

Mercato NBA, Enes Kanter sempre più lontano da New York?

Mercato NBA

La trade-deadline si avvicina e alcuni team iniziano al sondare il terreno per piazzare dei contratti indesiderati altrove, per agevolare il processo di ricostruzione. Nonostante l’imminente impegno dell’NBA London Game contro i Washington Wizards, i New York Knicks guardano con fiducia alla finestra di febbraio per liberarsi del centro turco Enes Kanter. L’ex Thunder, alla sua seconda stagione nella Grande Mela, sembra essere stato escluso dalle rotazioni di David Fizdale: in particolare, il giocatore sembra in rotta di collisione con la società da parecchio tempo addietro.

Secondo Adrian Wojnarowski, da un paio di giorni ormai, pare essere Sacramento la più interessata a Kanter. L’interesse nella trattativa avrebbe un secondo fine: piazzare il pesante contratto di Zach Randolph, 2 anni a 24 milioni, per irrobustire il front-court in vista di una ipotetica lotta per la corsa ai playoff, che vede tutt’ora fuori SacTown.

Inoltre, i Kings potrebbero inserire nell’accordo un’altro contratto o una prima scelta non protetta per i prossimi Draft. Decisivo, per la buona riuscita dell’affare, potrebbe essere la collaborazione di un terzo team, in grado presumibilmente di accolarsi il contratto di Z-Bo.

Mercato NBA, i numeri e la situazione contrattuale di Enes Kanter

Il 26enne turco, all’ultimo anno del quadriennale da 70 milioni con i Knicks, sta facendo registrare 14.0 punti, 11.0 rimbalzi e 2.0 assist di media nelle 41 partite giocate. Lo scorso anno aveva concluso la prima stagione a New York con cifre molto simili: 14.1 punti, 11.0 rimbalzi e 1.5 assist di media in 71 partite giocate.

Sicuramente, Kanter sarebbe un’ottima aggiunta per Sacramento, occupando il posto di Willie Cauley-Stein che, a questo punto, sembra il primo indiziato ad abbandonare la franchigia entro la prossima estate. New York fiuta l’affare e prepara il terreno per la Free Agency 2019: allora, però, la musica sarà un pò diversa.

 

Ventottesima giornata Dunkest NBA 2018-2019, nel mezzo del giro di boa

Ventottesima giornata Dunkest NBA

Dopo una (in)giustificata pausa natalizia, torna l’appuntamento con i consueti consigli Dunkest. Nonostante le tre settimane di inattività, ci ritroviamo in una situazione paradossalmente simile a quella antecedente il Christmas Day. Su tutto e tutti splende la barba di James Harden, semplicemente paranormale in questo mesetto a cavallo tra la prima settimana di Dicembre e la prima del nuovo anno.

Non si fermano Giannis e i Bucks, che cercano di stare al passo dei solidissimi Toronto Raptors di un Kawhi Leonard sempre più arruolabile nel ruolo di capitano Dunkest, soprattutto per la sua continuità. Continuano a sorprendente i Denver Nuggets ad Ovest, trainati da un Nikola Jokic in versione MVP anche se appesantito dalle feste (fisico da Minors ma mani di velluto per il serbo) e da un Jamal Murray che si candida per il premio “sinusoide” Dunkest, per il suo andamento più da funzione trigonometrica che da normale giocatore Dunkest (passare da 1 a 40 pdk in meno di una settimana, provare per credere).

Al contrario, chi scende (ed a picco) sono i Los Angeles Lakers. La mancanza del Re si sente e come, soprattutto con una coppia Kuzma-Ingram sulla via del pensionamento. Male anche gli Utah Jazz di Donovan Mitchell, ancora lontano dalla forma ideale e sempre più inaffidabile per essere inserito nei nostri consigli.

Nonostante tutto, un pò a sorpresa, sarà proprio la franchigia di Salt Lake City la più rappresentata nel “listone” della giornata n.28 della Regular Season 18-19, che nella vede la super-sfida tra due dei tre giocatori più influenti del momento in NBA: a Houston c’è Harden vs The Greak Freak. Andiamo a vedere il perché..

Ventottesima giornata Dunkest NBA: le guardie

DeMar DeRozan (San Antonio Spurs, crediti 15.9): dopo un calo importante accusato a Dicembre, DeMar ha ricominciato a correre sulle ali dell’entusiasmo che cospargono la franchigia del Texas dopo una grandissima striscia di 15 gare (12-3), che ha riportato Gregg e i suoi in piena zona playoff. Partita in trasferta contro Memphis, poco convincente nelle ultime uscite: valutazione ancora buona per puntare su di lui. (G Titolare Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Jeff Teague (Minnesota Timberwolves, crediti 10.8): la PG titolare di Minnesota è tornata alla grande dopo lo stop di 1 mese. Due quarantelli consecutivi con altrettante vittorie e annesse DD contro Orlando e LAL, tanto per ribadire la sua importanza quando si parla di guardie dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Il migliore al momento sulla piazza. Partita con Dallas equilibrata ma da punteggio alto: potrebbe mantenere la tendenza JT(G Titolare Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Raul Neto (Utah Jazz, crediti 4.2): il brasiliano dei Jazz, complice gli infortuni di Rubio e Sefolosha, si è ritrovato a sorpresa in quintetto. Panchinaro di lusso per questa giornata, visto anche l’impegno alla portata contro i Magic. Saldi di inizio anno da non lasciarsi sfuggire! (G Riserva Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Ventottesima giornata Dunkest NBA: le ali

Julius Randle (New Orleans Pelicans, crediti 13.4): protagonista indiscusso a NOLA, Randle sta approfittando dell’assenza di Mirotic e dal minutaggio ridotto di Moore per esprimersi a massimo. In queste ultime giornate è stato devastante, realizzando una plusvalenza di quasi 1.5 crediti Dunkest. Piccola battuta di arresto nella scorsa giornata contro Memphis. In casa, stanotte, arrivano i Cavs: una sicurezza in termini di buon punteggio. (per gli avversari però) (A Titolare Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Pascal Siakam (Toronto Raptors, crediti 10.9): abbiamo finito gli aggettivi per descrivere il nuovo fenomeno Dunkest 2018-2019: una sicurezza dalle origini africane ma con degli attributi enormi. Dopo un periodo balbettante in concomitanza del Natale, Pascal è tornato alla grande per deliziarci con delle gustose plusvalenze. Gioca in T3 contro Brooklyn: occhio al garbage time, punteggi che possono gonfiarsi considerevolmente. (A Titolare Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Rodions Kurucs (Brooklyn Nets, crediti 4.6): quasi sicuramente sarà uno dei candidati per ricevere l’acronimo di “Steal of The Draft 2018”. Il nazionale lettone, prodotto del Barcellona, è oramai titolare indiscusso con Atkinson, soprattutto dopo l’infortunio subito da Hollis-Jefferson. Giocatore completo, con un buon tiro e una buona attitudine a rimbalzo: nella sfida contro Atlanta può anche cogliere la sua seconda DD stagionale valida per Dunkest. Sesto uomo low cost per chi vuole risparmiare. (A 6th Man/Riserva Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Ventottesima giornata Dunkest NBA: i centri

Clint Capela (Houston Rockets, crediti 19.1): ormai tra i migliori 10 giocatori del gioco per rendimento e valutazione, un vero top player. Capela, anche grazie agli assist di Harden, sta realizzando massimi stagionali a raffica, sia nella realtà che su Dunkest. Seconda media crediti dopo Jokic, migliore rendimento nelle ultime 5 giornate (circa 45 pdk di media). Brook Lopez poco attivo nel pitturato, Clint potrebbe avere vita facile per un’altra doppia-doppia d’autore. (C Titolare Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Jusuf Nurkic (Portland Trail Blazers, crediti 14.3): il bosniaco dei Blazers è in crescendo di condizioni e di punteggio nelle ultime 10 giornate e rappresenta la più valida alternativa ai centri di primissima fascia, visto anche l’imminente uscita dalle rotazioni di Kanter. Il match-up contro Wendell Carter di Chicago è intrigante, ma Nurkic può fare bene. (C 6th Man Ventottesima giornata Dunkest NBA)

Ventiduesima giornata Dunkest NBA: gli allenatori

Quin Snyder (Utah Jazz, crediti 8.3): é nettamente il miglior allenatore per la giornata odierna, nonostante le assenze. Utah deve vincere contro Orlando per non perdere contatto dai Lakers, ora ottavi ed a 3 vittorie di distacco.

Dave Joerger (Sacramento Kings, crediti 6.3): l’HC più sorprendente di questo inizio di RS ospita i Pistons, impegnati 24 ore prima allo Staples contro i Lakers. Kings ancora in piena lotta PO ad Ovest e Joerger vuole approfittare dell’assenza del Re tra i cugini per creare un piccolo divario.

 

 

Wade One Last Dance: ancora grazie Flash

Wade e Vince Carter

Atlanta, 06/01/2019, 38esima tappa della One Last Dance di Wade. Finisce la gara, il suono assordante della sirena sancisce un’altra sconfitta per gli Heat, che comunque mantengono saldamente il sesto posto ad Est.

Ma questa non è una sconfitta come le altre. D-Wade parlotta in mezzo al campo con Vince Carter: il dialogo è lungo, intenso. Poi l’abbraccio. Magari Flash gli avrà detto anche che non può omaggiarlo con un altra jersey, come un paio di settimane fa. Va dal Rookie, si ferma: “ecco Trae, questa è per te”

Wade e Vince Carter 

I due si mettono in posa per la foto di rito. Ma Dwyane sembra non essere lì con la mente. Il video-tributo è stato un regalo stupendo, davvero commovente. Ma lui, con gli occhi lucidi, pensa ancora al suono della retina, uno dei più assordanti della sua carriera. Sicuramente la tripla più significativa, al pari di quella del suo compagno Ray nel “lontano” 2013.

Gli sembra ieri. Il primo titolo, la Big 3 con i suoi più grandi amici Chris e LeBron. Da pochi minuti, però, Flash è entrato a far parte di un’altra triade abbastanza elitaria: insieme a Michael Jordan e a LeBron, é uno dei 3 giocatori della storia della NBA ad aver realizzato almeno 20000 punti, 5000 assist, 4000 rimbalzi, 1500 rubate, 800 stoppate e 500 triple in carriera.

Il sorriso di un ragazzino illumina il suo volto stanco ma appagato. Chissà cosa penserà: “sempre quel ficcanaso di LBJ in mezzo”, esclamerà in modo sarcastico.

Non c’era bisogno di alcuna statistica per consacrarlo tra i grandi, ma così la #OneLastDance ha un sapore speciale, al gusto di Hall Of Fame e di Leggenda.

Ancora grazie Flash.