Lou Williams, primo buzzer-beater, Rivers: “Non ha paura”

Low Williams buzzer beater

I Los Angeles Clippers stanno dimostrando una condizione invidiabile in questo ultimo periodo, e Lou Williams uno dei tasselli più importanti della squadra di Doc Rivers. Questa notte l’ex Philadelphia 76ers ha segnato il primo buzzer-beater della sua carriera, conquistando la vittoria sui Brooklyn Nets.

Lou Williams decisivo con il buzzer-beater: le sue parole

La partita tra Clippers e Nets giocata nella notte si è conclusa con una spettacolare giocata di Lou Williams. Servito da Danilo Gallinari, a 5.3 secondi dalla fine sul 116 pari, Williams lascia andare un tiro da tre punti da distanza proibitiva che fa esplodere lo Staples Center di Los Angeles.

Primo buzzer-beater in carriera per l’ex giocatore di 76ers e Rockets, che non avrebbe potuto avere riflettori migliori di quelli di Hollywood. 119-116 Clippers il risultato finale.

 

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Dopo aver superato Dell Curry ed essere diventato il giocatore ad aver segnato più punti in carriera in uscita dalla panchina nella storia NBA, Lou Williams mette a referto un’altra grande prestazione. E’ da considerarsi tra i candidati favoriti al premio per il sesto uomo dell’anno. Una serata dal tiro da tre punti non felice per Lou Williams che prima del buzzer-beater da tre aveva tirato 1 su 5 dall’arco.

Queste le sue cifre nella notte:

  • 25 punti
  • 6 rimbalzi
  • 2 assist
  • 8/16 FG

Non sono mancati i festeggiamenti, con Lou Williams a braccia aperte portato in trionfo dai compagni. Parla proprio di questo Williams nell’intervista post-partita:

Dicono che non so come festeggiare. Ho lavorato sui miei festeggiamenti, dicono che non mostro emozioni. Sesto Uomo dell’Anno? E’ il mio ruolo da anni, ci sono tagliato ormai. Direi che questa partita è una dimostrazione più che sufficiente

Le parole di Doc Rivers su Lou Williams

I Clippers avrebbero dovuto essere – sulla carta – la seconda squadra di Los Angeles quest’anno, ma si è rivelato il contrario dopo la bandiera bianca sventolata dai Lakers. I Los Angeles Clippers stanno volando in questo momento della stagione, merito anche dell’esperienza di un allenatore come Doc Rivers.

Nelle ultime 8 partite i Clippers hanno perso solo contro Portland, vincendo gare importanti come il derby con i Lakers e i match contro Boston Celtics ed Okahoma City Thunder. Sia Brooklyn che Los Angeles si stanno giocando una fetta importante di playoffs in questo frangente della stagione.

I Brooklyn Nets, dopo anni bui, si trovano oggi settimi nella Eastern Conference (36-36). Molto serrata la lotta per gli ultimi posti disponibili nella Western Conference. I Clippers si trovano all’ottavo posto, ma il margine dalle inseguitrici è confortante e il quarto posto dista solo due partite. Gli accoppiamenti al primo turno di playoffs potranno fare la differenza.

Doc Rivers, campione NBA con i Boston Celtics nel 2008, parla così del suo giocatore:

E’ stato fantastico, davvero incredibile. Non ha paura. Ha avuto poco tempo prima di sentire la sirena, forse era rimasto un secondo. Ma quando decidi di tirare te lo senti nelle dita e come rilasci la palla. Ha fatto tanto per noi quest’anno e ha preso tiri difficili

 

GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Infortunio alla caviglia per Durant contro i Phoenix Suns

infortunio alla caviglia per Durant

Preoccupazione nella notte in casa Warriors: infortunio alla caviglia per Durant che esce dal parquet anticipatamente. Ancora da valutare le condizioni reali del giocatore.

Infortunio alla caviglia per Durant: parla Kerr

Sconfitta inaspettata nella notte italiana, con i Golden State Warriors sconfitti dai Phoenix Suns ultimi nella Western Conference. La squadra di Steve Kerr si scontra con un Devin Booker da 37 punti, 8 rimbalzi e 11 assist che porta la franchigia dell’Arizona a imporsi contro i campioni in carica per 115 a 111.

 

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Il fanalino di coda della NBA espugna la Oracle Arena che vive momenti di apprensione per l’uscita dal campo anticipata di Kevin Durant. L’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder a 6:34 minuti dalla fine della partita si dirige negli spogliatoi per un problema alla caviglia, procuratosi dopo uno scontro fortuito con DeAndre Ayton. 

Sembra non essere preoccupato l’allenatore della squadra Steve Kerr che dopo aver parlato con il suo numero 35 riferisce a Mark Medina di Mercury News:

Penso che andrà tutto bene. Non dovrebbe fare nemmeno la risonanza magnetica. Ho parlato brevemente con lui e non pensa che sia nulla di grave

Durant ha lasciato la squadra sul 91 pari, non potendo aiutare nei minuti finali i compagni a imporsi sui Suns. Per lui nella notte:

  •  25 punti
  • 9/17 di tiro
  • 2 rimbalzi
  • 3 assist
  • 2 palle rubate

Bogut su Cousins: “Dobbiamo riallacciare i rapporti”

Bogut su Cousins

Dopo la sua seconda esperienza a Golden State, arrivano le dichiarazioni di Andrew Bogut su Cousins. Il centro australiano si è appena riunito con la franchigia che lo ha portato a vincere il titolo nel 2015.

Bogut su Cousins: le parole dell’australiano

Sarà il giocatore che lo farà rifiatare, ma il rapporto tra Andrew Bogut e DeMarcus Cousins è tutto da scrivere. Il centro australiano, in una sua intervista, si concentra su quello che è stato giocare contro l’ex giocatore dei Kings. Un cestista difficile da gestire in campo, sia per il talento, sia per le sue giocate a volte eccessive.

Queste le parole di Bogut su Cousins riportate a Connor Letourneau del San Francisco Chronicle:

Devo riallacciare il mio rapporto con DeMarcus Cousins perché ci siamo davvero andati pesanti quando era ai Sacramento Kings. Un sacco di risse, flagrant foul. Quindi non vedo l’ora di essere nella stessa squadra con lui questa volta

 

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Bogut-bis: il ritorno dell’australiano

Rilasciato dai Sydney Kings, Andrew Bogut fa il suo ritorno “a casa”. Dopo il titolo NBA 2015, il suo peregrinare senza meta in diverse franchigie NBA (Cleveland Cavs, Dallas Mavs e Los Angeles Lakers) lo ha portato a ritornare in patria per una stagione, fino alla chiamata dei Warriors.

Il 34enne sembra essere pronto a dare minuti di riposo a DeMarcus Cousins ed essendo già a conoscenza del sistema, la sua integrazione nella squadra risulterà più semplice.

Walton-Lakers in dubbio? Ingram elogiato da Koskoskov: “Ha talento”

Luke Walton, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center

 

La stagione dei Lakers non si sta concludendo secondo le aspettative e il rapporto Walton-Lakers sembra essere sempre più ai minimi termini. L’idea però è di continuare con Luke Walton almeno fino a fine stagione.

Luke Walton-Lakers: almeno fino a fine stagione

Il binomio Walton-Lakers sembra essere giunto al capolinea. L’ex giocatore gialloviola è sempre più in bilico, con i risultati che faticano ad arrivare nonostante tempo per recuperare ce ne sia sempre meno.

Una stagione dei Lakers che ha moltissimo l’infortunio di LeBron James nel culmine della stagione, quando Los Angeles veleggiava quarta nella Western Conference.

Secondo Marc Stein del New York Times, la dirigenza gialloviola non avrebbe intenzione di sostituire ora Walton. Il cambio in corso, riporta Stein, non cambierebbe la situazione attuale, nonostante i tifosi siano frustrati.

  • La testa potrebbe essere già proiettata all’estate quando ci sarà una free agency ricca di talento. Senza dimenticare Anthony Davis in uscita dai Pelicans.

Brandon Ingram elogiato dall’allenatore dei Suns

Se la stagione si sta rivelando fallimentare sotto il punto di vista dei risultati, altrettanto non è disprezzabile la crescita di alcuni giocatori. In particolare Brandon Ingram, un giocatore che nelle ultime uscite sta facendo vedere sprazzi di talento, un potenziale che ancora non è esploso completamente.

 

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Nelle ultime sei uscite Ingram sta viaggiando a una media di:

  • 27.8 punti
  • 7.5 rimbalzi

A rilevare il suo talento l’allenatore dei Suns Igor Koskoskov. Queste le sue parole a riguardo:

Ha raggiunto il punto di avere consapevolezza e il suo destino in mano. È stato più aggressivo. Sappiamo che ha talento.

 

 

 

 

Lopez-Bulls, nessuna richiesta di buyout. Rimane a Chicago

Lopez-Bulls

Il binomio Lopez-Bulls durerà almeno fino a fine stagione. Nonostante la franchigia non abbia nulla da chiedere a questa stagione – se non una buona scelta al prossimo draft – il centro sembra felice di concludere la stagione a Chicago. Nessuna richiesta di buyout.

Lopez-Bulls: le parole del giocatore

Si parlava di possibile buyout per l’ex giocatore dei Suns, ma stando alle parole di Robin Lopez, il suo futuro – almeno per questa stagione – sarà a Chicago (a differenza delle voci che circolavano nell’ambiente). Ecco le dichiarazioni del giocatore a KC Johnson del Chicago Tribune sulla sua permanenza in Illinois:

E’ stato divertente giocare con i ragazzi. E’ la cosa che voglio fare per questa stagione.

Oggi scade il termine per i possibili buyout che permetterebbero ad alcuni giocatori di andare a rimpinguare i roster di squadre pronte alla postseason. Lopez-Bulls è una storia che continua ancora per questa stagione, quando terminerà il contratto da 14 milioni del centro dei Bulls. Un giocatore che crede nel progetto di ricostruzione di Chicago, come afferma nella sua intervista:

C’è da dire qualcosa su quello che stiamo facendo. È davvero bello quello che stiamo cercando di costruire qui in questo momento. Penso che abbiamo alcune parti fantastiche, in ogni ambito – a livello di coaching, a livello di giocatori. Noi stiamo insieme per fare qualcosa di veramente speciale

 

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Lopez-Bulls: le stats

Con la maglia di Chicago, Robin Lopez sta mantenendo medie interessanti. Da quando gioca in quintetto, queste le sue statistiche:

  • 12.1 punti
  • 60% FG
  • 4.4 rimbalzi
  • 1,5 blocchi

 

 

 

Kyrie Irving sui Celtics: “Nessuno può batterci in sette partite”

Irving sui Celtics

Nonostante la sorprendente sconfitta contro i Bulls, interviene Kyrie Irving sui Celtics. Per l’ex giocatore di Cleveland, Boston rimane la favorita nella Eastern Conference.

Kyrie Irving sui Celtics: le parole del giocatore

La sconfitta dei Boston Celtics ospiti dei Chicago Bulls nella notte, rimane il risultato più sorprendente. Trascinati da Zach Lavine e Lauri Markkanen, i Bulls hanno portato a casa una vittoria da squadra contro una delle big delle Eastern Conference.

Degne di nota le prestazioni dei due giocatori di Chicago:

Zach LaVine
  • 42 punti
  • 6 rimbalzi
  • 4 assist
  • 17/29 FG
  • 5/11 da tre
Lauri Markkanen
  • 35 punti
  • 15 rimbalzi
  • 12/20 FG
  • 3/7 fa da tre

 

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Il risultato finale di 126 a 116 non spaventa però il playmaker biancoverde. E’ intervenuto così Kyrie Irving sui Celtics nel post partita:

Sai, è così. Come ho detto, non mi sento più frustrato per queste cose. Fa parte della stagione regolare, nei playoff quando possiamo concentrarci su una squadra e pianificare tutto, non vedo nessuno che ci possa battere in sette partite

Dichiarazioni dirette e forti quelle di Irving che lancia un messaggio a tutti, Western Conference compresa. Prestazione di rilievo per lui nella notte:

  • 27 punti
  • 10 assist
  • 5 rimbalzi
  • 14/24 FG
  • 3/6 da tre

 

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Per i Boston Celtics è la seconda sconfitta consecutiva nelle ultime sei partite. Nemmeno questo sembra però spaventare il numero 11 che, secondo Chris Forsberg di ESPN, quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato della postseason, ha risposto così:

(Non sono preoccupato) perchè io sono qui

Prossimo avversario dei Celtics una contender per lo scettro lasciato libero da James, i Toronto Raptors.

Los Angeles Clippers, rincorsa playoffs nonostante la trade di Harris

Los Angeles Clippers

La trade che ha coinvolto i Los Angeles Clippers e la sua stella Tobias Harris – accasatosi ai Sixers – non ha sconvolto i piani per i playoffs della franchigia californiana. I Clippers si trovano all’ottavo posto nella Western Conference.

Los Angeles Clippers: lotta californiana per i playoffs

Potrebbe rivelarsi un derby interno allo stato della California. Sì perchè Los Angeles Lakers, Sacramento Kings e Los Angeles Clippers sembrano essere le pretendenti più acclamate per l’ultimo posto a Ovest.

Una lotta serrata per i playoffs che con l’addio di Tobias Harris verso la Pennsylvania sembrava non essere più tra gli obiettivi dei Clippers. Nonostante ciò la squadra allenata da Doc Rivers sta reagendo bene alla partenza della sua stella, trascinata da un Danilo Gallinari in ottima forma.

credit: Google

La scorsa notte un altro successo sui Memphis Grizzlies per 112-106, grazie ai 23 punti e 8 rimbalzi di Danilo Gallinari e i 30 punti uscendo dalla panchina di Harrell.

Secondo Sam Amick di The Athletic il proprietario dei Clippers Steve Ballmer crede ancora nella post season:

Le fonti dicono che il proprietario dei Clippers Steve Ballmer ha fatto sapere a tutta l’organizzazione che vuole continuare a spingere per i playoff

Clippers ai playoffs: gli scenari

Il futuro dei Clippers potrebbe essere segnato dalla partecipazione o meno a questi playoffs. Secondo Amick, la scelta di finire tra le prime otto potrebbe rivelare scenari differenti:

Se andranno ai playoffs, dovranno cedere la loro prima scelta 2019 a Boston e avere una risorsa in meno da inserire in un pacchetto per Anthony Davis in estate. Se perdessero i playoffs invece manderebbero la loro prima scelta 2020 sempre a Boston (se mancassero due volte i playoffs anche una scelta al secondo giro 2022)

Nonostante i molti free agent nella prossima estate, la richiesta di cessione di Anthony Davis fa gola a tanti, diciamo a tutti. I Clippers non sono da meno e stanno pensando al miglior pacchetto possibile da offrire a NOLA.

 

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I Los Angeles Clippers sembrano avvantaggiati per via del calendario più ostico dei cugini dei Lakers. Il programma gialloviola vede un doppio confronto con i Milwaukee Bucks di Antetokounmpo e i match con Toronto, Golden State e Denver Nuggets. Certo, hanno LeBron James, ma non è così scontata la loro partecipazione ai playoffs.

D’altro canto i Clippers nelle ultime battute della stagione vedranno come avversari Knicks e Cavs, due squadre in cerca di Zion e RJ Barrett.

I Kings sembrano essere i più pericolosi per i Clippers, ma la giovane età potrebbe tradirli sul più bello. Squadra comunque in ricostruzione che sta rivedendo finalmente la luce in fondo al tunnel.

 

Irving su LeBron: “Scusarmi con lui per andare avanti nella mia vita”

Irving su lebron

Dopo le parole di scuse di Irving su LeBron a gennaio, arriva anche la spiegazione di questo “passo indietro” del giocatore dei Celtics. Pace fatta insomma con i due che sembrano tornati in sintonia, in vista magari della free agency dell’estate.

Irving su LeBron: le parole del giocatore

L’addio “sbattendo la porta” dopo la stagione 2016/2017 di Kyrie Irving ai Cavs, ha destato molto interesse in NBA. Il prodotto da Duke non sopportava più di vivere nell’ombra di LeBron James, nonostante il titolo vinto insieme.

L’ambizione di essere il primo violino di una franchigia ha incrinato in passato il rapporto tra Irving e LeBron James. Ora, dopo la telefonato fatta a gennaio dal numero 11 dei Celtics, tutto sembra essere ritornato sui binari, tanto da vedere Irving nel Team LeBron all’All-Star Game di Charlotte.

Ai microfoni di ESPN, Irving ha commentato così l’esigenza di scusarsi con il Re:

Scusarmi è stato un passo per me solo per andare avanti nella mia vita. Non è stato facile per me chiamarlo e dirgli che ero un giovane ragazzo che voleva tutto subito, che voleva essere il leader. LeBron è arrivato a Cleveland e ci ha insegnato come si può vincere un titolo ed è stato difficile anche per lui, ottenere il massimo da un gruppo non è facile

I Celtics stanno viaggiando con un record di che gli garantisce il quarto posto nella Eastern Conference. Kyrie Irving invece, dopo un inizio non esaltante, sta mettendo a referto di media:

  • 23.6 punti
  • 4.9 rimbalzi
  • 6.9 assist

Rapporto Irving-LeBron: le parole del Re

La stima tra i due giocatori probabilmente non è mai mancata, essendo stati la macchina capace di respingere i Golden State Warriors.

Anche LeBron James commenta il rapporto con l’ex giocatore dei Cavs:

Si, siamo a posto adesso. Io e Kyrie abbiamo un buon rapporto ora. Apprezzo l’uomo che sta diventando, adoro le sfide che ha accettato e gli auguro sempre il meglio

Una dimostrazione di distensione del rapporto tra i due è stata la scelta proprio di Irving nel quintetto di LeBron James all’All-Star Game. Questa cosa ha alimentato speculazioni che vedrebbero Irving – free agent in estate – in California.

 

 

 

Anthony Davis in dubbio per l’ASG: “Non sono sicuro al 100%”

Anthony Davis in dubbio per l'ASG

Da Charlotte arriva la notizia di Anthony Davis in dubbio per l’ASG. Il giocatore dei New Orleans Pelicans non è sicuro di scendere in campo per via dell’infortunio alla spalla rimediato nell’ultima partita giocata.

Anthony Davis in dubbio per l’ASG: le parole del giocatore

Ormai mancano poche ore all’inizio della kermesse annuale organizzata dalla NBA. L’All Star Game sarà catalizzatore di interesse in tutto il mondo, ma Anthony Davis potrebbe non essere della partita. L’ala dei Pelicans tenterà di scendere il campo con il Team LeBron (prove per il futuro?), ma la sua presenza sembra essere in forte dubbio.

Nella vittoria contro gli Oklahoma City Thunder, Davis ha dovuto abbandonare il campo dopo appena 16 minuti di gioco per un problema alla spalla sinistra. Un Anthony Davis in dubbio per l’All Star Game quindi, che commenta così la possibilità di scendere in campo:

Non ne sono sicuro, questo è il piano, ma non sono ancora sicuro al 100%

La situazione spinosa causata proprio da Davis dopo aver chiesto la trade non sembra placarsi con il passare dei giorni. Il sei volte All-Star sta viaggiando a una media di:

  • 28.1 punti
  • 12.9 rimbalzi
  • 4.2 assist
  • 2.5 stoppate
  • 1.6 palle rubate

Numeri che giustificano la presenza nel Team LeBron, con l’infortunio alla spalla che potrebbe non permettergli di solcare il parquet di Charlotte.

 

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Anthony Davis in dubbio per l’ASG: il possibile sostituto

Se Anthony Davis sarà costretto a rimanere seduto, uno dei possibili sostituti potrebbe essere Luka Doncic. Il giocatore dei Dallas Mavs è stato secondo al solo LeBron James per numero di voti e la sua esclusione dalla partita delle stelle ha fatto storcere il naso a qualcuno.

Il giocatore sloveno ha commentato così le voci su un suo possibile approdo all’All Star Game:

Ho sentito queste voci. Per questo non sono riuscito a dormire ieri notte (ride, ndr)”

Doncic nella sua prima stagione NBA ha messo a referto:

  • 20.7 punti
  • 7.2 rimbalzi
  • 5.6 assist

Gentry su Davis: “Questa faccenda ha destabilizzato l’ambiente”

Gentry su Davis

Dopo la trattativa saltata, torna a parlare Alvin Gentry su Davis. L’allenatore dei Pelicans commenta la situazione difficile che si è creata in spogliatoio dopo la richiesta di trade di The Brow.

Gentry su Davis: le parole

Tutti si aspettavano una trade deadline scoppiettante e invece ha deluso le aspettative. I riflettori erano tutti puntati sul possibile approdo di Anthony Davis ai Lakers, che ha immancabilmente rotto lo spogliatoio. 

Proprio su questo argomento è ritornato l’allenatore di New Orleans Alvin Gentry che commenta così la situazione interna della squadra a Andrew Lopez del Times-Picayune:

A  dirti la verità, tutta questa faccenda ha destabilizzato lo spogliatoio

I Pelicans – a sorpresa – questa notte hanno sconfitto i Thunder nonostante la prestazione monstre di Russel Westbrook. Arriva però una brutta notizia per New Orleans che dopo 15 minuti ha visto uscire Davis per un problema alla spalla. Il prodotto da Kentucky non è solo uscito prima dal campo, ma ha anche lasciato il palazzetto prima della fine della partita contro OKC.

 

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Secca la risposta di Gentry riguardo l’uscita anticipata dallo Smoothie King Center: 

Parlo solo dei giocatori che hanno vinto la partita

Una situazione che sembra ormai al limite e che si protrarrà fino a questa estate. La richiesta di essere ceduto prima del termine della trade deadline è stato il momento spartiacque della stagione di NOLA e in un certo senso anche dei Lakers. Davis – se l’infortunio non sarà troppo grave – giocherà spezzoni di partita, come la partita giocata contro i TWolves, dove The Brow è rimasto fuori nel quarto quarto subissato dai fischi dei tifosi.

Gentry su Davis già in precedenza aveva detto che non aveva più intenzione di parlarne:

Per essere onesto con te, per la maggior parte delle risposte, se vuoi, devi andare da lui e chiederglielo. Dobbiamo tornare alla normalità, qualunque sia la nuova normalità. Dobbiamo tornare a quello che eravamo e mettere tutte le altre cose dietro di noi provando a vincere le partite e cercando di competere valorizzando i nostri giovani giocatori. Questo è tutto ciò che vogliamo fare. Ecco. E non ho intenzione di parlarne più

 

 

 

 

DeAndre Ayton sulla sua difesa: “Amo far giocare male il mio avversario”

deandre ayton sulla sua difesa

Arrivano nella notte le parole di DeAndre Ayton sulla sua difesa. Se per quanto riguarda l’attacco non ci sono problemi, l’altra metà campo del giocatore non stupisce particolarmente e lo sfogo del rookie dei Suns risulta molto diretto.

DeAndre Ayton sulla sua difesa: le parole

Probabilmente fino a questo momento della stagione, il trofeo di Rookie of the Year sembra aver preso la strada di Dallas. Il dualismo Doncic-Ayton è presente nei discorsi NBA, anche se lo sloveno sembra aver attirato più l’attenzione nei confronti della prima scelta assoluta dello scorso draft. Il prodotto da Arizona sta comunque facendo bene nel suo primo anno NBA mettendo a referto di media:

  • 16.5 punti
  • 10.5 rimbalzi
  • 2 assist

Nonostante i suoi numeri siano convincenti, non sembra esserlo altrettanto la sua difesa. Molte le critiche a DeAndre Ayton sulla sua difesa, ma recentemente è giunta la risposta del centro dei Suns che commenta così ai microfoni della CBS Sports:

Sono stanco di sentirlo dire. Ho già passato questo al college e lo sto vivendo ora nell’NBA. Non so cosa vogliate da me, sono 2.16 metri e sto con i playmaker. Nella NBA devo proteggere il pitturato, amo la difesa, non sto lottando per la difesa, amo far giocare male il mio avversario

 

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Contro Memphis la difesa di Ayton è sembrata insufficiente vista la percentuale di tiro degli avversari. I Grizzlies hanno tirato con il 63.1% da meno di due metri, sintomo di una protezione del ferro non eccellente. Tuttavia è normale che sia un anno di apprendistato per DeAndre Ayton che ha tutti i mezzi per migliorare sotto ogni punto di vista.

Non hanno niente di negativo da dire sul mio gioco, quindi scelgono qualcosa di cui parlare. Le persone non riescono a trovare qual è la mia debolezza, quindi penso che se ne accorgano io sono l’ancora (difensiva) della squadra. Conosco i punti di tutti, dove andranno, parlo sempre in campo

Ayton guida la classifica rimbalzi per quanto riguarda i rookie.