Jerry West sui Lakers: “Faranno una grande stagione il prossimo anno”

I Lakers hanno concluso quest’anno un campionato al di sotto delle aspettative, ma Jerry West, dicendo la sua sui gialloviola, ha mostrato di nutrire fiducia nella franchigia californiana.

LE DICHIARAZIONI DI “MR.LOGO” SUI LAKERS

West in maglia Los Angeles Lakers: la postura che teneva mentre correva e proteggeva palla ha ispirato il logo ufficiale dell’NBA

In particolare, stando a quanto riferito da The Athletic, West, ora consulente dei Clippers, ha espresso la sua opinione sulla situazione piuttosto movimentata dei rivali cittadini.

Spero che facciano bene, me lo auguro davvero per loro. Credo che debbano fare il possibile per limitare tutti i rumors attorno all’ambiente, che non fanno altro che alimentare tensione. Mi sento che il prossimo sarà il loro anno: hanno tutto per potercela fare.

Aldilà delle affermazioni molto forti dettate da West, le acque in casa Lakers sono tutt’altre che calme. La settimana scorsa, infatti, è stata contrassegnata dalle accuse di “tradimento” rivolte dall’ex presidente Magic Johnson al GM Rob Pelinka. Inoltre LeBron James, per bocca del suo entourage, ha espresso la sua preoccupazione per il clima poco disteso presente all’interno del front office.

Nonostante ciò, in ogni caso, la franchigia della Città degli Angeli sarà una dei principali protagonisti della prossima free agency estiva, grazie all’ampio spazio salariale a disposizione ed ai numerosi giocatori di livello All Star sul mercato. Ci sarà però da battere proprio la concorrenza dell’altra squadra di Los Angeles, ossia i Clippers: impresa questa non facile, ma neanche irrealizzabile.

Le possibilità per aumentare il livello del roster attuale, dunque, ci sono: spetterà al front office non ripetere quegli  errori già commessi la scorsa estate, quando la dirigenza losangelina si fece soffiare da sotto il naso sia Paul George che Kawhi Leonard.

Minnesota Timberwolves: Gianluca Pascucci nuovo assistant GM della franchigia?

Altra novità nel front office dei Minnesota Timberwolves. Dopo la recente acquisizione di Gersson Rosas come General Manager, infatti, risulta imminente l’entrata nella dirigenza di Gianluca Pascucci, l’anno scorso capo scout dei Brooklyn Nets.

I MINNESOTA TIMBERWOLVES SU PASCUCCI: LE ULTIME

Pascucci, dal 2012 nella Nba, tra Rockets e Nets. Ora i Minnesota saranno la sua prossima destinazione.

In particolare, stando alle ultime notizie rilasciate da Adrian Wojnarowski, l’acquisizione di Pascucci da parte dei lupi sarebbe ormai cosa fatta.


L’italiano, che come già detto dal 2016 assumeva il ruolo di direttore dello scouting globale dei Nets, inizialmente appariva un serio candidato ad una promozione interna come GM della franchigia al posto di Trajan Langdon, finito ai Pelicans. Naufragata tale ipotesi, era venuta in auge anche l’idea di un ritorno nella squadra che lo aveva lanciato nel grande basket, ossia l’Olimpia Milano, al posto del Presidente dimissionario Livio Proli. Ma Gersson Rosas, il quale ha già collaborato con Pascucci ai Rockets, ha voluto fortemente quest’ultimo nel suo staff, e la “reunion” dei due appare imminente.

Se, dunque, da un lato i Wolves si arricchiscono di un altro importante tassello, d’altro canto Brooklyn continua a perdere altri pezzi fondamentali, i quali avevano contribuito a costruire una realtà sempre più solida. Oltre a Pascucci e Langdon, infatti, anche Will Weaver e Chris Fleming, facenti parte dello staff tecnico, hanno abbandonato l’organizzazione in questa primavera, lasciando così parecchie caselle vuote nel organigramma societario del team della città di New York.

Rumors Golden State: KD infelice, Knicks pronti a trattare?

warriors-thunder

Nonostante la netta vittoria di stanotte di Golden State sui Blazers, continua a tenere banco la questione riguardante il futuro di Kevin Durant, che diventerà free agent la prossima estate. In particolare, stando a diverse voci vicine all’ambiente degli Warriors, il numero 35 sarebbe in conflitto con l’allenatore Steve Kerr, fattore che faciliterebbe così il suo addio alla Baia.

I DETTAGLI DELLA VICENDA IN CASA GOLDEN STATE

Il numero 35 in compagnia dell’ex giocatore dei Bulls ai tempi di Michael Jordan.

Nello specifico, l’ex star dei Thunder non sarebbe soddisfatto della sua importanza all’interno dei roster dei “Dubs”. Secondo Steve Popper di NewsDay, infatti, KD si sarebbe lamentato di non essere il fulcro del team, ruolo che invece spetta a Stephen Curry.

Un dirigente del front office ha riferito che Durant non è contento di come Kerr lo pungoli di solito. Il giocatore ha la sensazione che la franchigia punti esclusivamente su Curry, indipendentemente dal tipo di prestazioni

Il classe 1988 Durant è stato in questa stagione indiscutibilmente il miglior giocatore dei Golden State Warriors, come dimostrano anche le sue statistiche sinora raccolte.

  • 26 punti
  • 6,4 rimbalzi
  • 5,9 assist
  • 52,1 FG%
  • 35,3 3P%

Malgrado ciò, è altresi evidente come il leader autentico della squadra californiana sia il già citato Stephen Curry, e tale aspetto è emerso anche in maniera lampante nelle finali di Conference ancora in corso contro Portland.

Curry, nelle ultime partite, ha preso in mano la squadra, guidandola con facilità inaspettata al 3-0 nella serie. Tutto questo porterebbe così Durant ad optare per l’addio alla franchigia che lo ha accolto nel 2016, e le piazze pronte ad accoglierlo sicuramente non mancano. Tra queste sicuramente spiccano i New York Knicks, i quali sembrerebbero addirittura in procinto di raggiungere un accordo con l’MVP 2014.

TRATTATIVA NEW YORK KNICKS CON KD? LE ULTIME

L’ex OKC in azione contro Dotson in un Golden State-NYK.

Con riferimento al già citato Steve Popper, sussistono delle speculazioni su un possibile incontro tra i membri del front office della franchigia newyorchese e il numero 35 degli Warriors,  attualmente ai box a causa di un infortunio rimediato nella serie contro i Rockets.

Per il momento sono solo congetture, ma crescono le voci su un accordo già raggiunto tra le due parti. La questione è importante dato che riguarda il marcatore principale della squadra più forte della NBA

Ai Knicks, dunque, si lavora per una campagna estiva davvero imponente, in grado di risollevare gli animi di un’ambiente deluso dagli ultimi anni avari di soddisfazioni. Oltre alla star di Golden State, infatti, il team della Grande Mela mirerebbe ad acquisire anche Kyrie Irving, ormai prossimo all’addio con i Boston Celtics e nel mirino dei Los Angeles Lakers.

Aldilà di questo, in ogni caso, la situazione appare più che mai incerta e priva di una conclusione repentina. La fine della post-season e l’inizio della free agency porteranno con sé risposte definitive sulla vicenda.

DeRozan sui Raptors: “Felice che siano in finale, sono rimasto in contatto con loro”

derozan sui raptors

Demar DeRozan, stella dei San Antonio Spurs, ha detto la sua sui Raptors, la sua ex squadra ora impegnata nelle finali della Eastern Conference contro Milwaukee Bucks.

L’ex guardia dei Raptors ha mostrato il suo sincero effetto verso gli ex compagni di squadra, senza alcun tipo di rimorso.

DEROZAN SUI RAPTORS: LE ULTIME DICHIARAZIONE DEL GIOCATORE DEGLI SPURS

Il numero 10 degli Spurs in azione contro i Denver Nuggets, contrastato da Jokic

Stando a quanto affermato dal nativo di Compton a Cari Champion di ESPN, il 29enne ex Toronto ha candidamente ammesso di nutrire molto rispetto e affetto per la compagine canadese.

Parlo con tanti miei ex compagni ai Raptors almeno una volta a settimana. Non ho affatto intenzioni malevoli in questo, provo solo amore per quella realtà cestistica. Ho grande rispetto per gli Spurs e sono felice qui, ma non mancherò mai di rispetto al mio vecchio team. Voglio essergli di supporto, perché so che il bene che viene fatto torna sempre indietro

Atteggiamento molto maturo, dunque, quello dimostrato dal 4 volte All Star, sopratutto alla luce della trattativa della scorsa estate che portò Kawhi Leonard nel grande Nord, in cambio proprio di DeRozan. Un DeRozan che rimase all’epoca deluso dal trattamento ricevuto dalla sua ex squadra, la quale, per bocca del presidente Masai Ujiri, gli aveva assicurato solo pochi giorni prima che non sarebbe mai stato scambiato.

Aldilà dei dissapori insanabili creatisi tra la dirigenza del team canadese e il suo ex pupillo, comunque, il rapporto instauratosi tra quest’ultimo ed ex compagni e tifosi non potrà mai essere cancellato del tutto. A titolo di esempio, basti pensare alla standing ovation a lui riservata, nell’ultima trasferta dei San Antonio Spurs a Toronto. Un talento del genere, del resto, non può essere dimenticato tanto facilmente, sebbene la nuova stella della squadra, Kawhi Leonard, lo stia sostituendo in maniera più che egregia.

Magic Johnson e Larry Bird: premi alla carriera per le due leggende NBA

Prestigioso riconoscimento per i due ex fenomeni di Boston Celtics e Los Angeles Lakers, Larry Bird e Magic Johnson. I due hanno ricevuto il Lifetime Achievement Award, ed insieme a loro anche i membri del Dream Team del 1992. Tale premio sarà assegnato nella notte degli NBA Award, il prossimo 24 giugno.

I PREMI A MAGIC JOHNSON E LARRY BIRD: I DETTAGLI

Il numero 32 dei gialloviola contrastato dal numero 33 dei Celtics. I due sono stati protagonisti della Lega per gran parte degli anni’80, prima del definitivo avvento di Michael Jordan.

In particolare, stando a quanto riportato da ESPN.com,, Johnson e Bird sono stati premiati sia per i numerosi successi riscontrati da entrambi nelle loro rispettive carriere individuali, ma anche per il grande contributo che, la loro rivalità, ha portato alla popolarità della Lega in anni non troppo facili.

L’ufficialità di questo riconoscimento arriva in occasione del 40 esimo anniversario del primo scontro tra i due campioni. Nel 1979, infatti, i Michigan State di Johnson sconfissero gli Indiana State di Larry Bird, in uno dei match di college più visti di sempre. Quella, però, fu soltanto la prima di innumerevoli battaglie, le quali monopolizzarono il panorama cestistico americano negli anni a venire. Complessivamente, comunque, i palmares di Bird e Johnson ben sottolineano il dominio che le due ex stelle hanno esercitato in lungo ed in largo sulla Lega.

  • 5 titoli MVP
  • 8 campionati Nba
  • 5 MVP delle Finali
  • 3 MVP dell’All Star Game

Al termine delle rispettive carriere, il numero 32 ed il numero 33 hanno proseguito strade differenti. Il primo è sempre rimasto legato all’ambiente dei Lakers, tanto da divenirne Presidente esecutivo nel 2017 (fino a qualche settimana fa). Il secondo, invece, ha intrapreso con successo sia la carriera da allenatore (con gli Indiana Pacers), sia quella da dirigente, tanto da ottenere il doppio premio di Executive of the year e Coach of the year. Nonostante ciò, comunque, entrambi hanno mantenuto un rapporto reciproco molto forte, una forte amicizia sviluppatasi da giocatori e che è rimasta intatta nel corso degli anni.

Magic Johnson e Larry Bird non sono gli unici ad aver ottenuto il Lifetime Achievement Award: oltre a loro due, infatti, vi sono anche Bill Russell e Oscar Robertson, premiati rispettivamente nel 2017 e nel 2018.

Michael Porter Jr.: “Dopo l’infortunio mi sento un giocatore sempre più forte”

Il rookie dei Denver Nuggets, ossia Michael Porter Jr., fermo per infortunio alla schiena per tutto il suo primo anno, è pienamente convinto delle sue possibilità e ritiene di non essersi mai sentito meglio.

LE DICHIARAZIONI DI MICHAEL PORTER JR. ALLA STAMPA

Il 20enne di Denver dovrebbe esordire finalmente nella prossima Summer League

In particolare, parlando ai giornalisti, il nativo di Columbia ha affermato di essere ormai guarito al 100% e pronto a scendere in campo. Nonostante questo, comunque, ha ammesso la sua sorpresa nel constatare la velocità di tale recupero, ritenendo infatti inizialmente che questo processo richiedesse tempistiche più lunghe.

Ad essere onesti non me l’aspettavo. Ma allo stato attuale mi sento davvero bene, sono pronto. Lavoro ogni giorno con la squadra e con questi ragazzi, e credo di sentirmi il miglior giocatore che sia mai stato.

Porter Jr., nello specifico, dopo una buon periodo liceale culminato con il premio di Mc Donald All American nel 2017, è stato selezionato nello scorso Draft con la 14 esima scelta assoluta. Gli addetti ai lavori lo avevano ritenuto tra i migliori prospetti della lottery, addirittura tra le prime 3 possibili selezioni,come anche apertamente affermato dal playmaker Isaiah Thomas.


Malgrado ciò, la debolezza fisica del ragazzo ha fatto precipitare le quotazioni, facilitando così la selezione da parte di Denver. In tal senso, la franchigia del Colorado ha preferito non rischiare ulteriori complicazioni, scegliendo invece di preservarlo in vista della prossima annata.

Ora, però, tutte le noie sono definitivamente superate. Porter Jr. appare pronto e decisamente motivato a scendere in campo, per divenire un’altra arma in più nello scacchiere di Denver. Con l’obiettivo di fare ancora meglio dell’annata appena conclusa in gara 7 contro i Portland Blazers

 

Kobe Bryant, la sentenza su Harden lo scorso Febbraio: “Con questo gioco non si vince”

Kobe Bryant, già lo scorso febbraio, aveva detto la sua su Harden e i suoi Rockets, avvertendoli della necessità impellente di variare modalità di gioco in vista dei playoff. Le sue dichiarazioni, nello specifico, furono molto chiare in proposito:

Riconosco la sua forza, ma credo ci sia modo e modo di vincere. Ed io penso che, con l’attuale sistema di gioco, i Rockets non vinceranno mai il titolo.

Tale profezia, se così possiamo chiamarla, non è tardata ad avverarsi qualche giorno fa nella serie contro gli Warriors. Al primo vero momento chiave della stagione, infatti, Houston si è sciolta dinanzi agli attacchi del più quotato avversario, seppur quest’ultimo era stato messo in difficoltà da diversi importanti infortuni.

KOBE BRYANT SU HARDEN: I DETTAGLI

Il Black Mamba e il Barba in un incontro Lakers-Rockets di qualche anno fa

A dire dell’ex numero 24 di Los Angeles, uno dei maggiori difetti dei Razzi texani è l’eccessiva concentrazione del gioco nelle mani dell’ex Thunder, bloccando così la regolare e fluida circolazione del pallone. Ed i dati statistici sono concordi con le opinioni del 5 volte campione Nba; a titolo di esempio, infatti, basti pensare che ogni volta che Bryant superò il 33% di Usage Rate (percentuale usata per quantificare il tempo con la palla in mano per ogni singolo giocatore), egli non riuscì mai a vincere il titolo. Quest’ultimo, in particolare, arrivò nel 2009-2010 con un Usage Rate poco superiore al 32%. Harden, al contrario, nella stagione appena passata, ha mantenuto più del 40% di questa particolare statistica, risultando essere tra i più alti nella storia del gioco. E ciò fu realizzato in un’annata davvero straordinaria per il Barba, che nel 2018-2019 ha messo su cifre a dir poco surreali

  • 36,1 punti
  • 7,5 assist
  • 6,6 rimbalzi
  • 36,8 3P%
  • 87,9 FT%

Nonostante tali numeri, comunque, Houston non ha saputo sfruttare a pieno titolo il potenziale del numero 13, creando un sistema di gioco efficace ma interpretato da elementi non all’altezza della situazione. Il supporting cast del MVP in carica, infatti, non ha reso quanto sperato, permettendo così a Golden State di prendere lentamente il sopravvento nel corso della serie.

E dire che il diretto interessato della critica avanzata da Bryant, ossia lo stesso Harden, aveva ammesso, a suo tempo, le carenze nel gioco dei Rockets, auspicando però dei miglioramenti nei mesi a venire. Cambiamenti che, come si è visto, non sono stati compiuti in maniera così incisiva, provocando la cocente eliminazione per mano del team della Baia.

Kobe ha probabilmente ragione, non stiamo giocando bene, ma ai playoff sarà diverso. Ho preso tutte queste responsabilità perché avevamo tanti infortuni [vedi gli stop di Paul e Capela, ndr]. Ma mi auguro che in Primavera sarà diverso.

In conclusione, dunque, quella che abbiamo assistito venerdì scorso era solamente la cronaca di una “tragedia”, sportivamente parlando, già annunciata. Presumibilmente, dalle parti del Texas avrebbero dovuto far tesoro dei segnali di allarme lanciati da uno degli interpreti più importanti di questo sport. Errori, questi, che a livelli cestistici così alti prima o poi si pagano.

Billups sui Lakers: “La mancata assunzione di Lue? Non hanno avuto per niente rispetto”

Chauncey Billups, ex leggenda NBA, ha espresso la sua opinione sui Lakers, con riferimento specifico alla mancata acquisizione di Tyronn Lue, venuto meno all’accordo con L.A.

Nelle parole dell’ex playmaker emerge a chiare lettere un sentimento di sfiducia nei confronti della franchigia californiana, ormai piuttosto diffuso tra gli addetti ai lavori della lega americana.

LE DICHIARAZIONI DI BILLUPS SUI LAKERS

Tyronn Lue, ex allenatore dei Cavs: per lui un titolo NBA nel 2016.

Secondo quanto riferito, Lue avrebbe rifiutato un offerta complessiva di 18 milioni di dollari per 3 anni, lasciando così perplesso l’ex giocatore dei Nuggets. In particolare, quest’ultimo ha sottolineato come, a suo parere, il team di Jeanie Buss avrebbe profondamente mancato di rispetto all’ex coach dei Cavaliers in fase di trattativa.

Mi pare assurdo offrire un contratto di 3 anni ad un allenatore che ha nel suo palmares un titolo Nba. E’ stato davvero irrispettoso, sopratutto nella pretesa di imporre un proprio coaching staff rispetto a quello proposto da Lue.

 

Nel dettaglio, l’ex point guard dei Clippers ha evidenziato la circostanza che i Suns sono riusciti ad ingaggiare Monty Williams (altro candidato alla panchina dei Lakers) con un contratto di 5 anni. Inoltre, come affermato dallo stesso Billups, Luke Walton, ex allenatore di L.A., ha anch’egli concluso un accordo con i Sacramento Kings avente durata quadriennale.

Non so cosa stiano facendo a Los Angeles. Non ho capito quali saranno i loro obiettivi. Una squadra che ha vinto 16 titoli Nba non si comporta in questo modo con un professionista.

La situazione, dunque, in casa Lakers, non è di certo tra le migliori. Appare netta la mancanza di idee che aleggia in modo tangibile dalle parti dello Staples Center. A un mese e mezzo dal draft e a due dall’off-season più importante della storia recente dell’ex squadra di O’Neal e Bryant, certamente queste non sono le premesse migliori per rilanciarsi dalla pessima stagione che si è appena conclusa.

 

 

I Milwaukee Bucks schiantano i Celtics in gara 5 e volano alle Eastern Conference

Celtics Endgame

Doveva essere una battaglia da prendere sin dall’inizio con grande energia, e così è stato per i Milwaukee Bucks. Dopo una serie fatta, sino a ieri, da primi minuti di gara giocati a ritmi molto lenti, in gara 5 Antetokounmpo e compagni hanno cambiato totalmente atteggiamento, aggredendo sin dalle prime battute il match e facilitando, così, l’archiviazione precoce della pratica biancoverde con il punteggio di 91 a 116. La franchigia del Wisconsin approda così alle Eastern Conference Finals 18 anni dopo l’ultima volta, nel 2001.

I DETTAGLI DEL MATCH E LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Antetokounmpo in azione contro Al Horford e Jayson Tatum

Milwaukee ha iniziato gara 5 con un netto parziale di 8-0, tenendo poi i Celtics a soli 19 punti nel primo quarto, il peggior punteggio realizzato da Boston nell’intera post-season. Da quel momento in poi, i Bucks hanno sempre controllato qualsiasi tentativo di rimonta degli uomini di Brad Stevens, grazie anche alle ottime prestazioni di Giannis Antetokounmpo (20 punti, 8 rimbalzi e 8 assist), Khris Middleton (19 punti) ed Eric Bledsoe (18 punti e 6 rimbalzi).

Ma un ulteriore aspetto che ha sicuramente giocato a favore del team guidato da Mike Budenholzer è stato l’ottimo lavoro eseguito dai gregari dei Bucks. Nello specifico, infatti, 3 sono stati i giocatori partiti dalla panchina e che hanno chiuso la sfida in doppia cifra, Ersan Ilyasova (10 punti), il rientrante Malcolm Brogdon (10 punti) e George Hill (16 punti). Proprio quest’ultimo, nel post partita, ha messo in risalto questo concetto:

Tutti eravamo pronti ad entrare in campo e a dare il nostro contributo. Volevamo vincere e chiudere subito la questione e così è stato

Milwaukee, con questo passaggio del turno, ha sicuramente superato brillantemente un’importante prova di maturità. Lo scorso anno furono proprio i Celtics ad eliminare il team della città di Fonzie, certificando così ancora una certa mancanza di maturità. Con l’arrivo di Budenholzer, però, è stato fatto un grande salto di qualità, certificato anche dal primo posto ottenuto in regular season nella Eastern Conference.

Tra coloro che, innegabilmente, hanno giovato dell’arrivo dell’ex coach degli Atlanta Atlanta è, senz’altro, Giannis Antetokounmpo. Sotto la gestione dell’ex assistente degli Spurs, infatti, il greco sembra aver compiuto quel definitivo salto di qualità, come testimoniano le sue cifre raccolte sinora raccolte tra regular season e playoffs. Il numero 34, a margine del match, ha voluto rimarcare la notevole tenacia del roster, il quale non vuole di certo fermarsi qui.

“Di certo molti ancora ritengono che siamo stati fortunati. Ma tutto quello che mi interessa è solamente vincere, e noi lo stiamo facendo. Siamo ancora affamati per raggiungere i nostri obiettivi


Il prossimo ostacolo che divide la squadra rivelazione dell’anno dalle NBA Finals emergerà dalla serie tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers, nella quale lo scorso martedì i canadesi si sono portati in vantaggio sul 3-2 con un largo successo. Da domani, inizieranno i preparativi per un altra grande battaglia, ma per adesso, Milwaukee può ancora festeggiare una stagione sin qui straordinaria.

Kareem-Abdul Jabbar su Kevin Durant: “Può superarmi nella classifica dei migliori realizzatori”

Il leggendario Kareem-Abdul Jabbar ha detto la sua su Kevin Durant, ritenendo che quest’ultimo possa addirittura superarlo nella lista dei migliori marcatori della storia NBA.

LE DICHIARAZIONI DI JABBAR SULLA STELLA DEGLI WARRIORS

Il numero 35 degli Warriors, 30 anni, e Stephen Curry, 31 anni.

Jabbar, al secolo Lew Alcindor, commentando le strabilianti performance dell’ex star degli Oklahoma City Thunder negli attuali playoffs, ha evidenziato come il Durant sia uno dei più seri candidati al tanto agognato sorpasso nella speciale classifica di cui l’ex Lakers è attuale leader.

Se rimane in salute tutto è possibile. L’importante è che rimanga il centro della squadra, a prescindere dalle sue prossime destinazioni, ma credo che questo non sarà mai un problema. Tutto dipende da ciò che vuole e vorrà fare

Al momento, KD ha totalizzato 22.940 punti, distante poco meno di 16.000 punti rispetto ai 38.387 di “Mr Gancio Cielo”. Con l’attuale media realizzativa, pari a 27 punti per partita, Durant dovrebbe giocare ancora per almeno 7 o 8 stagioni a questo livello per poter ambire a tale ambizioso traguardo. Obiettivo, quest’ultimo, alla portata del 2 volte campione NBA, salvo imprevisti inattesi.

Un altro giocatore che, al pari di Kevin Durant, potrebbe ambire alla conquista del regno di Kareem-Abdul Jabbar  è LeBron James, il quale soltanto due mesi fa aveva superato Michael Jordan al quarto posto nella lista dei migliori marcatori della Lega.

Le dichiarazioni di Jabbar certificano la grande stima che, tra gli addetti ai lavori, viene nutrita nei confronti di uno dei migliori giocatori che questo sport possa annoverare. Sicuramente il potenziale offensivo di Kevin Durant è illimitato, data la sua enorme facilità nell’andare a segno in qualsiasi posizione del campo, come ampiamente dimostrato nella serie playoffs contro gli Houston Rockets.

A prescindere da come si concluderà la carriera del numero 35 dei Golden State Warrriors, dunque, è innegabile che quest’ultimo sarà presumibilmente riconosciuto tra i migliori attaccanti della storia NBA. Se non addirittura il migliore.

Minnesota Timberwolves, Gersson Rosas nuovo President of Basketball Operations: “Obiettivo playoffs”

I Minnesota Timberwolves non perdono tempo nell’impostazione della prossima stagione, e come primo passo qualche giorno fa hanno nominato ufficialmente Gersson Rosas come nuovo President of Basketball Operations. Quest’ultimo, nella giornata odierna, si è presentato ufficialmente alla stampa, esprimendo gli obiettivi che la franchigia dovrà perseguire nei prossimi anni.

LE DICHIARAZIONI DI ROSAS

Rosas, 41 anni, precedentemente ha lavorato per 17 anni a Houston

In particolare, il neo dirigente del team ha apertamente affermato la sua netta volontà di voler riportare i Lupi nelle parti nobili dell’NBA, con l’obiettivo dichiarato dei playoffs.

Sono stato qui un anno fa per la post-season ed è stato davvero emozionante. C’è un atmosfera incredibile e non vedo l’ora di rivivere quelle sensazioni la prossima stagione.


In tali dichiarazioni, Rosas fa riferimento al suo precedente passato da membro del front office dei Rockets, squadra che eliminò i Twolves lo scorso anno al primo turno dei playoffs. Il suo lavoro quasi ventennale in Texas ha portato ai grandi risultati odierni degli Houston Rockets, che Rosas spera di bissare a Minnesota.

Altre questioni di spiccata importanza che, inevitabilmente, il neo presidente dovrà risolvere in tempi rapidi, sono le situazioni precarie dell’allenatore Ryan Saunders e del general manager Scott Layden. Nello specifico, Rosas ha dichiarato di non voler prendere decisioni affrettate, data l’importanza delle questioni sul tavolo, ma che in ogni caso al più presto si sapranno notizie certe.


Oltre al nuovo arrivato in casa T-Wolves, ad esprimersi è stato anche il proprietario della franchigia, Glen Taylor, il quale non ha nascosto la sua soddisfazione per la nomina.

MINNESOTA TIMBERWOLVES, LE DICHIARAZIONI DEL PROPRIETARIO GLEN TAYLOR

Taylor, proprietario dei Minnesota Timberwolves dal 1994

Il 78 enne proprietario, in particolare, durante a presentazione ufficiale di Rosas ha elogiato l’etica del lavoro e l’esperienza mostrata da quest’ultimo.


Stando ad alcuni retroscena, vi erano diversi candidati pronti a ricoprire tale ruolo, tra questi anche Chauncey Billups, ma Rosas è emerso nettamente come la migliore scelta. Ora, starà a lui ripagare questa grande fiducia: compito non facile, considerata la travagliata stagione vissuta dai Lupi nel 2018-2019.

Kevin Love su Lue: “Per i Lakers sarebbe un’ottima scelta, è un grande allenatore”

Kevin Love, ala grande dei Cleveland Cavaliers, ha detto la sua su Tyronn Lue, ex coach dei Cavs e secondo alcune voci accostato alla panchina dei Los Angeles Lakers. In particolare, stando alle parole dell’ex Minnesota, i losangelini dovrebbero puntare proprio sul suo ex allenatore.

LE DICHIARAZIONI DI LOVE SU TYRONN LUE

Il numero 0 dei Cavs in compagnia del suo ex coach, in carica per il team dell’Ohio dal 2016 al 2018.

Love, ospite di Fox Sports,vede con favore il possibile arrivo in gialloviola dell’allenatore campione NBA nel 2016.

Se (Lue, ndr) non è la prima scelta, è certamente tra i primi candidati. E’ una persona molto attenta ai bisogni di noi giocatori, e credo che con lo staff che i Lakers hanno potrà davvero fare grandi cose. Inoltre, aspetto molto importante, conosce già LeBron e con lui ha un ottimo rapporto. Questo basta per riuscire a comunicare con lui e dargli buoni suggerimenti

Altra motivazione che, secondo il nativo di Santa Monica farebbe propendere L.A. verso Lue, sarebbe anche la notevole esperienza accumulata da quest’ultimo in contesti sportivi molto competitivi, come dimostra la sua parentesi da giocatore ai Lakers del Three Peat nei primi anni 2000.

Lue ha giocato in un superteam, composto da elementi come Bryant e Shaq (Shaquille O’Neal, ndr). Sicuramente sa come gestire la pressione nei momenti più delicati, e per questo credo che Los Angeles farebbe bene ad assumerlo

In ogni caso, al di là dei vari rumors, le quotazioni di Tyronn Lue come prossima guida tecnica dei Lakers sono in aumento, sia per mancanza di vere alternative e sia per il già citato ottimo rapporto con il Prescelto. Nonostante alcune controversie infatti, i due hanno comunque manifestato una grande stima reciproca: tale aspetto, dunque, potrebbe favorire l’approdo di Lue nella Città degli Angeli.

Nelle prossime settimane, comunque, tutti i principali dubbi sulla questione saranno ormai sciolti, e finalmente sapremo chi sarà l’uomo incaricato a guidare i Lakers ai vertici alti della NBA. Impresa, questa, di certo non tra le più semplici.