I New York Knicks e la free agency: un’estate per tornare grandi

New York Knicks, James Dolan intenzionato a vendere: "Ascolto solo buone offerte"

Si avvicinano i playoff e come succede da 6 anni a questa parte, i New York Knicks non ne prenderanno parte. Quindicesimo posto della Eastern Conference, ultimo attacco e terzultima difesa della NBA. Durante la deadline inoltre si sono anche liberati della loro All-Star, Kristaps Porzingis, volata con Tim Hardaway Jr. a Dallas in cambio di Dennis Smith Jr. e DeAndre Jordan. Dalla cessione di Carmelo Anthony la franchigia della Grande Mela ha avviato una rebuilding che non sembra avere fine e che con la cessione del lettone si è fatta ancora più tortuosa. Quali scenari futuri si profilano per i New York Knicks?

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Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: “Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno”

NEW YORK KNICKS: LO SCENARIO MIGLIORE

Con la cessione di Porzingis New York si è liberata della sua punta di diamante, ma anche del pesante contratto di Tim Hardaway Jr. Dennis Smith sarà il playmaker del futuro, mentre DeAndre Jordan con ogni probabilità non verrà rifirmato al termine della stagione. I Knicks si preparano ad un estate particolarmente calda in sede di mercato, forti di un’alta scelta al draft (quasi sicuramente tra le prime 3) e di un immenso spazio salariale. L’obiettivo è mettere sotto contratto due All-Star affermate che rispondono al nome di Kevin Durant e Kyrie Irving. Se tutto andrà a buon fine e i giovani come Kevin Knox proseguiranno il loro regolare percorso di crescita, i New York Knicks potranno presto tornare a competere per il titolo.

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Kevin Durant e Kyrie Irinvg, i sogni probiti dei New York Knicks

 

NEW YORK KNICKS: LO SCENARIO PEGGIORE

Non va però trascurata l’altra faccia della medaglia. C’è infatti il forte rischio che New York rimanga a bocca asciutta nella prossima free agency: Il futuro di Durant è ancora un mistero, Irving potrebbe rimanere a Boston o volare verso altri lidi (Lakers?); Kawhi Leonard piace e non poco ai Clippers, mentre Klay Thompson vorrebbe continuare la sua avventura nella Baia. Molto dipenderà dall’entità della sua prima scelta e da chi sarà selezionato (Zion Williamson?). In caso alla fine non dovesse arrivare nessuno dei sopracitati, i New York Knicks sarebbero costretti ad affrontare l’ennesima fallimentare stagione nella speranza di ottenere un giovane portento al draft. Si punterebbe su Knox e gli altri giovani (Dotson, Trier…) seguendo il modello dei Philadelphia 76ers.

 

 

È l’ora della verità per i Knicks, c’è tutta un’estate davanti per tornare ad essere grandi.

 

 

Celtics, alla ricerca di un’identità definitiva

La stagione dei Boston Celtics è stata costellata fin dall’inizio da alti e bassi, i quali hanno determinato finora solamente la quinta posizione nella Eastern Conference con le prime due posizioni, occupate dai Milwaukee Bucks e i Toronto Raptors, che rimarranno quasi sicuramente irraggiungibili. Il bilancio della stagione, fermandosi a questa analisi, sarebbe disastroso (e in generale non si può dire che sia esaltante) ma nelle ultime partite si è visto qualcosa di diverso, sicuramente in positivo.

Nell’ultimo viaggio appena concluso della squadra sulla costa Ovest si sono visti miglioramenti sensibili dal punto di vista del gioco, della circolazione di palla e dell’atteggiamento. I risultati sono stati visibili sul campo dal momento che i Celtics hanno portato a casa tre dei quattro match, collezionando due vittorie di prestigio sui Golden State Warriors e sui Los Angeles Lakers.

LA CRESCITA DI HAYWARD

Uno dei giocatori che ha sicuramente beneficiato di questo mini viaggio è Gordon Hayward. L’ex giocatore degli Utah Jazz ha messo a referto durante questa serie di partite una media di 16.2 punti, 3.2 rimbalzi e 4 assist di media, mostrando sprazzi del vecchio Hayward versione Jazz.

Il game winner del nativo di Brownsburg contro i Sacramento Kings

Avere il prodotto di Butler coinvolto nella partita è in generale un buon segnale per i Celtics sia dal punto di vista tecnico (Hayward ha la capacità di portare palla e fungere da secondo playmaker in campo) e sia dal punto di vista del rendimento della squadra. Il record di Boston, quando Hayward prende più di 10 tiri, è infatti di 10 vittorie 3 sconfitte e quando segna più di 12 punti si alza a 21 vittorie e solo 3 sconfitte.

Riuscire a tenerlo in ritmo in vista delle partite che contano potrebbe rivelarsi fondamentale per coach Brad Stevens e soci, soprattutto se dovesse continuare a uscire dalla panchina.

IL RENDIMENTO DI BROWN

Jaylen Brown
Jaylen Brown.

Altro atleta che ha tratto guadagno da un cambio di ruolo è Jaylen Brown, partito dapprima in quintetto dopo aver giocato dei playoff ad altissimi livelli lo scorso anno, e insignito sostanzialmente della palma di sesto uomo di lusso.

Il prodotto di Cal University si è reso protagonista di ottime prestazioni dopo un inizio altalenante, pieno di dubbi nelle selezioni di tiro e a livello di playmaking.

Lo spostamento in quintetto di Marcus Smart ha dato un po più di equilibrio alla squadra e ha permesso a Brown di poter guidare la second unit insieme a Terry Rozier, in attesa di poterlo vedere decisivo come durante la scorsa postseason.

LA LEADERSHIP DI IRVING

La sua energia ci ha portai ad un altro livello. E’ stato un gran leader per noi nonostante le voci che sono circolate ultimamente

Queste le parole di Marcus Morris su Kyrie Irving, riguardo cosa ha aiutato i Celtics a compattarsi durante questo giro di trasferte. L’ex Cleveland Cavaliers è stato criticato durante tutta la stagione per mancanza di leadership all’interno dello spogliatoio e qualcuno ha anche suggerito che i rapporti fra i giovani della squadra e il nativo di Melbourne fossero poco idilliaci.

Stando alle recenti parole del compagno di squadra, le divergenze sembrano essere state chiarite in vista di un obbiettivo più grande, con la speranza che Boston possa arrivare fino in fondo a giocarsi tutte le sue carte.

 

 

 

Orlando Magic: passato glorioso, futuro da costruire

Orlando Magic

Nati nel 1989 gli Orlando Magic sono una franchigia relativamente giovane, il nome Magic è stato scelto da i tifosi per la vicinanza con Disneyland, chiudono la loro prima stagione con 18 vittorie e 64 sconfitte. Nel 1992 con la prima chiamata al Draft scelgono un centro di 216 cm di nome Shaquille O’Neal che li porterà nel 1995 a giocare la prima storica Finale in NBA, persa malamente contro gli Houston Rockets per 4-0. Nel 2009 tornano in Finale, la squadra è allenata da Stan Van Gundy e i giocatori chiave sono: il play Jameer Nelson, Hidayet Turkoglu giocatore di grande esperienze e il poderoso centro (scelto al draft del 2004) Dwight Howard, arriverà l’ennesimo dispiacere per i Magic che perderanno la serie 4-1 per mano dei Los Angeles Lakers. Dopo il 2009 più nulla, tante stagioni deludenti e una franchigia da rifondare. Come sono i Magic del 2019?

ORLANDO MAGIC: IL BILANCIO STAGIONALE

Mo Bamba.

Nell’estate del 2018 gli Orlando Magic chiamano come sesta scelta del draft Mohamed Bamba, ragazzo di origine statunitense di appena venti anni che per caratteristiche fisiche (e difensive) ricorda il suo predecessore Dwight Howard, dunque viene subito individuato come il giocatore da cui ripartire, affiancato dall’esperienza di Aaron Gordon e Nikola Vucevic. Nonostante l’arrivo di questo straordinario atleta nessuno punta su Orlando, in molti sono convinti infatti  che a fine stagione occuperà gli ultimi posti in classifica così da potersi accaparrare un’altra ottima scelta al Draft 2019. Il mese di novembre si chiude con un record di 11 vittorie e 12 sconfitte, da menzionare le vittorie con avversari di caratura superiori come  Boston e Philadelphia e le due vittorie contro i Lakers decise da due grandi prestazioni di Vucevic con 36 punti e 13 rimbalzi nella prima e 31 punti e 15 rimbalzi nella seconda.

Il mese di dicembre si apre con la vittoria contro i diretti avversari per la corsa playoff: i Miami Heat per  105-90, in seguito arrivano tre  sconfitte di fila  contro i Denver Nuggets, Indiana Pacers e i Dallas Mavericks che ridimensionano il morale della squadra. I Magic reagiscono e mettono a segno due vittorie prima di sprofondare contro San Antonio che la punisce con 39 punti di scarto, arrivano altre due sconfitte pesanti seguite da due buone prestazioni contro i Toronto Raptors e Detroit Pistons. Dicembre si chiude con un Record di 16 vittorie e 20 sconfitte che valgono la nona posizione a Est. Il mese di gennaio inizia nel peggiori dei modi con 4 sconfitte di fila e termina  con una sconfitta contro OKC. il record di gennaio è di 4 vittorie e 11 sconfitte, quello complessivo è 20 vittorie e 31 sconfitte, non sufficiente per ambire ai playoff.

 

TUTTO SUL FUTURO

Markelle Fultz.

 

Il gioco dei Magic è fatto principalmente di palle in post basso sfruttando la forza dei lunghi, poco gioco per gli esterni e poco tiro da tre che la portano ad essere la ventesima squadra per efficienza offensiva in NBA, con percentuali al tiro del 40% in totale.  In compenso sono la decima squadra per rating difensivo con 107.8 punti subiti a partita, la presenza di Vucevic, Gordon e Bamba garantiscono molti rimbalzi e giocate da seconda opportunità. La rivoluzione parte proprio dalla difesa, 6 vittorie e una sola sconfitta prima della pausa con un Vucevic da 19.7 punti di media e 12.5 rimbalzi di media che valgano la convocazione all’ All Star Game di Charlotte. L’infortunio di Bamba e lo scambio tra Jonathon Simmons e Markel Fultz anche esso infortunato destabilizza l’ambiente dei Magic che tra fine febbraio e inizio marzo hanno un record di 4 vittorie e 4 sconfitte e un totale di 31-36 che le valgano la nona posizione a un paio di partite di distanza da Miami  ottava.

L’arrivo di Fultz che sarà disponibile dalla prossima stagione offre ai Magic la possibilità di avere una point guardin grado di creare gioco dal palleggio e aumentare la percentuale del tiro da 3, e il completo ristabilimento di Bamba, giocatore di presenza sotto canestro e ottimo difensore come dimostrano le 64 stoppate fatte sino ad ora, danno più armi a Orlando e le assicurano un futuro radioso.

 

Borsino playoff della Eastern Conference: sei squadre per tre posti

Borsino playoff.

Archiviato l’All-Star Weekend è tempo di analisi e bilanci in ottica playoff. Se l’attenzione di fan e media ad inizio anno era tutta centrata sulla Western Conference, oggi si parla solo dell’avvincente lotta nel Selvaggio Est: Mentre infatti CelticsRaptors, PacersSixers e Bucks sono pressoché certi di un posto alla prossima postseason, 6 franchigie si stanno contendendo gli ultimi tre slot: Nets, Hornets, Pistons, Magic, Heat e Wizards; troppo lontani gli Hawks per tentare una rimonta tanto eroica quanto inverosimile. La sesta dista solo 6 gare dall’undicesima e questo quando mancano 2 mesi e 22 partite (a testa) al termine della regular season. La NBA degli ultimi anni ci ha regalato vari cambiamenti di fronte, rimonte epiche e cedimenti imprevedibili. Chissà che anche quest’anno non si possa assistere a niente del genere. Le premesse del resto ci sono tutte. Ecco a voi il borsino playoff della Eastern Conference.

 

BROOKLYN NETS

Record: 30-30

 Brooklyn Nets.

Iniziamo il borsino playoff dalla rivelazione della corrente stagione. I Brooklyn Nets hanno trascorso gli ultimi anni sul fondo della conference, spedendo le loro prime scelte ai Celtics per l’affare Pierce-Garnett. La dirigenza si è allora sbarazzata dei suoi contratti pesanti e ha scambiato i suoi ultimi pezzi pregiati con un core di giovani di belle speranze che quest’anno hanno iniziato a mostrare il loro reale valore: D’Angelo Russell sta giocando la miglior pallacanestro della sua carriera, tanto da essersi guadagnato un posto nell’ASG, Caris LeVert se non si fosse infortunato avrebbe vinto il MIP, Joe Allen al di la delle stoppate inferte ai migliori centri della lega è diventato un rim protector di prima fascia, mentre Spancer Dinwiddie è il classico “sesto uomo” che ogni allenatore desidererebbe. Nelle ultime gare, a causa anche di vari infortuni, i Nets hanno registrato un calo che tuttavia non è costato loro il sesto posto. Il calendario, per nulla benevolo, gli riserva vari scontri diretti con Heat e Hornets, oltre alle potenze dell’est che nelle ultime partite potrebbero non giovare agli uomini di Atkinson.

 

CHARLOTTE HORNETS

Record: 28-30

Kemba Walker, Marvin Williams, Nicolas Batum
Charlotte Hornets.

A Charlotte è scoppiata la Kemba-mania. Come Kobe “solo sull’isola”, Walker sta trascinando gli Hornets a suon di prestazioni fenomenali: 24.9 punti, 4.4 rimbalzi e 5.6 assist di media, con il picco raggiunto nella sconfitta contro i 76ers in cui ha comunque messo a referto 60 punti (miglior prestazione stagionale sinora). La convocazione all’ASG è solo il giusto riconoscimento verso un giocatore che meriterebbe una chance in una contender. Nel frattempo a fargli da spalla è Jeremy Lamb, la cui crescita non sembra arrestarsi. Per il resto poco da aggiungere: Malik Monk e Miles Bridges sono troppo discontinui, Parker, Batum e Zeller dei semplici comprimari ma nulla di più. E il calendario non è dei migliori, dagli scontri diretti contro Wizards, Nets e Heat, fino alla doppia sfida contro i Warriors e Rockets.

 

DETROIT PISTONS

Record: 27-30

Detroit Pistons

Detroit Pistons.Ci si aspettava ben altro alla vigilia della regular season: la temibile coppia Griffin-Drummond e l’arrivo del COY Dwayne Casey giustificava le alte ambizioni della tifoseria di Detroit. Ma dopo 56 partite i Pistons occupano l’ottavo posto, più per demeriti altrui che meriti propri. Il sistema di gioco è macchinoso e troppo dipendente dalle giocate individuali. L’attacco è sterile, i Pistons hanno la peggior percentuale da tre punti della lega. L’unico tiratore, Reggie Bullock, è partito mentre il resto del roster sta deludendo le aspettative: infatti, eccezion fatta per Blake Griffin (stagione sublime finora), Andre Drummond non riesce ad essere costante in attacco, Reggie Jackson si è rivelato un giocatore sopravvalutato mentre agli altri comprimari non si può chiedere più di quanto stanno producendo. Il solo Griffin non basterà nelle restanti gare dove Detroit se la vedrà con Pacers, Spurs e Raptors. Anche se sulla carta il calendario è piuttosto agevole, la palla è sempre rotonda.

 

ORLANDO MAGIC

Orlando Magic.

Record: 27-33

La rinascita dei Magic ha un nome e cognome: Nikola Vucevic. 20.5 punti, 12.1 rimbalzi e 3.8 assist di media, career-high in tutte e tre le voci segnate, convocazione All-Star Game e Orlando che per la prima volta da diverse stagioni è in orbita playoff. La dirigenza lo ha nominato uomo franchigia ai danni di Aaron Gordon, che continua a tardare la sua esplosione, e di Mo Bamba, chiamato a sostituirlo in caso di partenza e ora out per infortunio. I Magic hanno vinto le ultime sei partite e si preparano a proseguire la striscia contro i Raptors. Tanti scontri diretti nelle prossime settimane e qualche insidia che potrebbe rivelarsi determinante al termine della regular season.

 

MIAMI HEAT

Miami Heat.

Record: 26-31

One last dance“. Più che una stagione per gli Heat quest’anno è stato un tour d’addio del loro idolo, Dwayne Wade, prossimo ad appendere le scarpette al chiodo. Miami vorrebbe regalargli un ultimo ballo anche nella postseason, ma la decima posizione e il calendario ostico che li aspetta (2 volte Celtics, Warriors, Sixers e Bucks tanto per citarne alcuni) sembrerebbero presagire il contrario. Gli Heat non sono sicuramente la franchigia più in forma della lega: Goran Dragic fuori a tempo indeterminato, Hassan Whiteside l’ombra del rim protector di due anni fa, Justin Winslow discontinuo come sempre, e Dion Waters fuori forma a causa di un grave infortunio smaltito da pochi giorni. le speranze per la postseason sono riposte proprio in Dwayne Wade e Josh Richardson, autentica rivelazione tra le file di Spoelstra. Miami saprà ripercorrere la strada che due anni fa, dalla dodicesima posizione, l’ha portata ad una qualificazione persa solo all’ultima giornata? I tifosi se lo augurano, almeno per Wade.

 

WASHINGTON WIZARDS

Record: 24-35

Wizards-Suns
Washigton Wizards

Chiudiamo il borsino playoff con la franchigia della capitale, rimasta orfana di John Wall e Dwight Howard (fuori per tutta la stagione). Gli acquisti invernali di Bobby Portis e Jabari Parker si sono però rivelati azzeccati: dalla deadline i Wizards hanno totalizzato un record di 3-3 rimanendo agganciati alla zona playoff. il calendario di Washington è il più favorevole di questo lotto e, malgrado l’undicesimo posto, l’ultimo slot dista appena 3 gare. Guai a sottovalutare i Wizards nella corsa alla postseason, nulla è impossibile con questo Bradley Beal in versione All-Star.

Wesley Matthews è arrivato in Indiana: cosa porta nel bagaglio (tecnico)?

Wesley Matthews

Si dice che si debbafar di necessità virtù. Se in NBA c’è una squadra esperta in questo, risponde al nome di Indiana Pacers. La squadra di coach McMillan ha perso poche settimane fa la propria stella Victor Oladipo per un grave infortunio al ginocchio, e nonostante questo riesce ancora ad assestarsi nei piani alti della Eastern Conference . Urgeva comunque sostituire ‘Dipo infortunato e per questo è arrivato Wesley Matthews, un giocatore esperto e dai chiari lineamenti tecnici, non una stella, ma un role-player che ogni coach vorrebbe avere nella propria squadra.

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo
Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all’assenza della stella Oladipo

WESLEY MATTHEWS: PRIMA DI TUTTO UN GRAN DIFENSORE

Una cosa certa su Wesley Matthews è che ha fatto bene ovunque sia andato. In ogni squadra è stato apprezzato in primo luogo perché è un difensore molto al di sopra della media degli esterni in NBA. Anzi, qualche anno fa probabilmente era tra i migliori in circolazione. Nella fase di non possesso Matthews non ha certo l’atletismo di Oladipo, ma la mobilità laterale, la velocità di piedi e l’intelligenza lo rendono un difensore di spessore sia vicino sia lontano dalla palla. Da questo punto di vista può adattarsi anche a giocare con compagni di reparto (perdonate il termine calcistico) più vulnerabili nelle retrovie e può sprecarsi sui migliori attaccanti avversari.

 

Un’incredibile difesa di Wesley Matthews su Russell Westbrook

Prendiamo come campione quella che è stata la miglior stagione per la nuova guardia dei Pacers, sia individualmente sia a livello di squadra. Parliamo dell’annata 2014/2015, quando il Nostro si trovava a giocare a Portland, a fianco di giocatori come Lillard, Batum, Aldridge e McCollum. In questo quintetto gli unici veri difensori di livello erano Matthews e Batum. Risultato? Un defensive rating (punti subiti su 100 possessi) di 98.5 con Wesley sul terreno di gioco, sostanzialmente una miseria per gli standard della Lega più celebre a livello cestistico. Non importa chi abbia intorno, Wesley Matthews rimane un grandissimo difensore e in un sistema difensivo collaudato come quello dei Pacers è un’aggiunta di livello.

IL TIRO DA TRE

Si parla spesso di 3&D, ovvero di giocatori che siano abili nella metà campo difensiva e in attacco si rendano utili aprendo il campo con il loro tiro da tre punti. La definizione in realtà calza a pennello per ben pochi giocatori (maestro su tutti è Klay Thompson) e l’ex Mavericks merita di essere enumerato in questo ristrettissimo club. Coach McMillan chiederà proprio questo a Matthews nella fase offensiva: generare spazi con la propria pericolosità dall’arco, in modo da rendere più fluido e arioso un attacco che, comunque, ha perso la propria arma principale.

 

Un assaggio della precisione dall’arco di Wesley Matthews

Parliamo d’altronde di un giocatore che ha già segnato 1506 triple in carriera con oltre il 38% di realizzazione e con quasi 7 tentativi per partita nella suddetta specialità. Una sicurezza insomma, che arriva ad Indianapolis portandosi in valigia voglia di difendere e una mano molto educata dalla distanza. Può sostituire Victor Oladipo? La risposta è no, ma Wesley Matthews è giocatore che rende bene in sistemi ben congegnati e quello dell’Indiana Pacers è un sistema più che funzionale da questo punto di vista. Non chiedetegli di sostituire, chiedetegli di integrarsi e sopperire, rimarrete affascinati dalle straordinarie doti di lavoratore di Wesley Joel Matthews.

Un nuovo inizio per Markelle Fultz: gli Orlando Magic

Uno tra gli scambi più discusse dell’ultima trade deadline riguarda Markelle Fultz. L’ex prima scelta al Draft 2017 è passato da Philadelphia agli Orlando Magic in cambio di Jonathon Simmons, una prima scelta protetta in lottery al Draft 2020 (via Oklahoma City Thunder) e una seconda scelta al Draft 2019. Si tratta di un nuovo inizio per Markelle Fultz?

Andiamo ora ad analizzare uno scambio all’apparenza clamoroso: il Process dei 76ers non punta più su Fultz, scelto dall’ex GM Bryan Colangelo, che lo preferì a Jayson Tatum.

Fultz dovrebbe essere felice del trasferimento in una squadra che non va ai playoff dal 2012 (no, seriamente, dovrebbe).

I PHILADELPHIA 76ERS: LO SPAZIO SALARIALE

Il GM di Philadelphia, Elton Brand, si è detto dispiaciuto per l’addio a Markelle Fultz, ma non si è fatto scrupolo a scambiarlo in cambio di asset di scarso valore. Simmons, ex Spurs, ha deluso a Orlando ma ha un contratto onesto, da circa 6 milioni annui inscadenza  nel 2020. Potrà allungare la panchina e dare punti fuori dal sistema quando alcune delle stelle saranno fuori dal campo. La scelta via OKC sarà probabilmente molto alta, e in ogni caso è protetta in lottery: in caso di scossoni clamorosi in casa Oklahoma, i 76ers non la riceveranno. I Thunder manterranno lo stesso assetto attuale anche nel prossimo anno, dato che Westbrook, George, Adams, Schroeder e Grant saranno tutti sotto contratto. In caso di un buon piazzamento ai playoff 2020, Philadelphia riceverà una scelta tra la 20 e la 30, non di altissimo valore.

Jonathon Simmons con la canotta di Orlando.

Il motivo dello scambio non risiede dunque nella contropartita tecnica. La vera necessità di Brand è lo spazio salariale per rifirmare in estate Butler e Tobias Harris. Markelle Fultz avrebbe ricevuto quasi 10 milioni di dollari nella stagione 2019/2020: soldi da offrire alle due star per mantenere intatta la struttura attuale della squadra. Con Butler e Harris rifirmati, Philadelphia sarebbe per anni una contender pericolosa, non più interessata ad attendere i progressi di Markelle Fultz.

I problemi del giovane sono di origine misteriosa ma evidenti anche a occhio nudo. La spalla destra non offre ancora certezze al giovane, limitandolo a sole19 apparizioni nell’attuale stagione. Fultz non sarà disponibile nemmeno per il debutto in maglia Orlando Magic: i suoi problemi fisici sono dunque concreti, non bastano gli screzi con lo staff di Philadelphia per spiegare la sua distanza dal parquet.

UNA NUOVA SCOMMESSA PER GLI ORLANDO MAGIC

Cosa? Vado in Florida?

Dal punto di vista degli Orlando Magic, Fultz rappresenta una scommessa in chiave futura. La situazione salariale non è rosea, ma non ci sono rinnovi onerosi in vista (o hanno intenzione di dare il max a Vucevic? No vero?) né aspettative di vittoria nel breve termine. Aspettare Fultz può dunque avere un senso, dato che si tratta di un classe ’98 che aveva fatto intravedere un grande potenziale nell’anno di college.

Vero, Markelle Fultz potrebbe ancora diventare un campione e smentire tutti gli scettici. Ma il rischio che non diventi più un giocatore di livello NBA è altissimo in questo momento.

Più un intrattenitore che un analista vero e proprio, Stephen A. Smith afferma che Fultz potrebbe essere un enorme bust.

Il prezzo pagato da Orlando è tutto sommato alto, dato che Philadelphia era quasi obbligata a cedere Fultz per la situazione salariale sopra descritta. Simmons non aveva ormai nessun valore di mercato, perciò nessun rimpianto su quel fronte. La scelta via OKC invece, seppur alta, avrebbe potuto essere utile. Con una maggiore accortezza, Orlando avrebbe potuto scommettere su Fultz senza cedere nulla di valore per averlo.

Dal punto di vista di Fultz, finire a Orlando potrebbe rivelarsi una benedizione. Il “Process” ha ormai bisogno di giocatori pronti e Fultz non potrebbe dare il suo contributo. A Orlando, con meno pressioni, la sua carriera potrebbe riprendere la strada giusta. 

 

VOTI ALLA TRADE

Dal punto di vista di Philadelphia, il valore di Fultz era ai minimi termini. La cessione era praticamente obbligata per poter rinnovare le due star Harris e Butler in estate. La prospettiva di crescere i giovani non coincide con la volontà di vincere subito, affiancando a Embiid e Simmons i giocatori adeguati. Lo scambio andrà giudicato a luglio:se i rinnovi andranno a buon fine, il voto sarà 9. In caso contrario, se anche solo uno dei due dovesse andarsene e Philadelphia non fosse una vera contender, il voto sarà 5: Fultz avrebbe potuto a quel punto essere aspettato e recuperato.

Gli Orlando Magic scommettono un giocatore potenzialmente ancora recuperabile ma spendono troppi asset per farlo. Per il momento, in attesa di rivedere Fultz in campo, il voto è un 6,5.

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Sacramento Kings

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Jayson Tatum: “Sono grato di essere rimasto qui a Boston”

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

I Boston Celtics hanno lavorato molto bene negli ultimi anni sul mercato. Hanno fatto scambi intelligenti e pescato bene al draft, e ora sono pronti a competere di nuovo per le finali di Conference e per il titolo NBA. Danny Ainge aspetta soltanto un’occasione favorevole per completare la squadra con un ultimo tassello. Un altro All Star, importante per potersi sentire alla pari dei Golden State Warriors. E nelle discussioni per favorire questa trade, Jayson Tatum è spesso menzionato.

Il gioiello di Brad Stevens è ovviamente un talento riconosciuto da tutti, ed è un asset molto importante a disposizione dei Celtics. Con la richiesta di trade da parte di Anthony Davis alla dirigenza dei Pelicans, Ainge ha cominciato a pensare come convincere New Orleans in estate. E sicuramente Tatum sarà richiesto, se questo non è già avvenuto, dalla franchigia della Louisiana.

 

Tatum sul rimanere a Boston

Per il momento, però, Tatum rimane nel Massachusetts. Ecco le sue parole a riguardo, rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro i Los Angeles Lakers:

Sono grato di essere ancora parte di questa squadra. Sono contento che, almeno per il momento, il mercato sia finito. Qui sto bene, tutti sono contenti di rimanere qui e ci divertiamo a giocare l’uno con l’altro. Sentire il mio nome all’interno di molti rumors di mercato è strano. Ma mi concentro soltanto su ciò che posso controllare, cioè scendere in campo e giocare a basket.

Ricordiamo che, in ogni caso, i Celtics non potevano arrivare a Davis già ora, per via della Rose rule.

Boston adesso è sicuramente una tra i favoriti per arrivare ad AD e, se veramente riuscirà ad aggiudicarsi le sue prestazioni, è molto probabile che Tatum sia inserito nel pacchetto da scambiare a New Orleans. Solo il tempo ci dirà se sarà la scelta giusta per portare i Celtics di nuovo alla vittoria del titolo NBA.

Sussulto Magic, preso Markelle Fultz

Markelle Fultz approda agli Orlando Magic: la franchigia della Florida ha mandato ai Philadelphia Sixers Jonathon Simmons, una prima scelta di OKC e una seconda di Cleveland. Lo riporta Shams Charania.

Mike Conley, no a Utah: vuole la Eastern Conference. Pacers interessati

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Gli Utah Jazz non sono la destinazione preferita di Mike Conley, destinato a lasciare i Memphis Grizzlies prima della trade deadline.

Il playmaker preferisce approdare nella Eastern Conference: gli Indiana Pacers, secondo Sam Amick, sono nel mix. Anche se le richieste di Memphis sono molto alte.