I primi passi dell’Italia verso EuroBasket 2017

Qualificazioni Mondiali 2019 Italia

Erano diverse settimane che aspettavamo l’inizio dell’avventura della nazionale italiana verso EuroBasket 2017.
Prima di sbarcare a Tel Aviv per la prima fase della rassegna continentale, in programma c’è tutto un iter che servirà al C.T. Ettore Messina e al suo staff per capire quali scelte fare, quali giocatori convocare e quali invece escludere.
Ecco dunque che inizia la preparazione con i diciannove prescelti a Folgaria in Trentino. Dopo giorni di lavoro in palestra, in questo weekend ci sono stati i primi confronti in partita.
Nella ‘storica’ Trentino Cup – consueto quadrangolare di fine luglio – l’Italia ha dovuto affrontare prima la Bielorussia e poi l’Olanda: due nazionali non all’altezza delle future rivali ad EuroBasket, ma comunque buone per i primi test.

I MAGGIORI DUBBI DELL’ITALIA FUTURA

Andiamo però con ordine. Innanzitutto c’è da sbrogliare la questione “ballottaggi”. Come detto in un’intervista, Ettore Messina ancora non ha deciso nulla, ma ha fatto intendere di avere diverse idee in testa.
Partiamo dai ‘piccoli’. Daniel Hackett, constatata la sua buona forma fisica e lo smaltimento del brutto infortunio subito con la maglia dell’Olympiacos, sarà sicuramente il playmaker titolare. Dietro di lui bisognerà fare delle valutazioni.
Andrea Cinciarini è un uomo spogliatoio, d’esperienza internazionale e con carisma. Per questi motivi sarà difficile non vederlo sull’aereo diretto in Israele.
Sul terzo play invece aleggiano ancora molti dubbi. Ci sarà infatti un solo posto per tre candidati: Luca Vitali, Amedeo Della Valle e Ariel Filloy. Il favorito al momento pare essere il primo, per la costanza, la sicurezza che dà alla squadra e per l’ottima annata a Brescia. Della Valle viene da una stagione abbastanza deludente, mentre Filloy, nonostante lo scudetto con Venezia, non ha la stoffa e l’esperienza adatta per giocarsi un europeo.

Biligha, Vitali e Burns: tre possibili convocati dell'Italia per EuroBasket
Biligha, Vitali e Burns: tre possibili convocati per EuroBasket

Sul reparto lunghi invece ci sono altre valutazioni da fare. Il titolare al momento è Riccardo Cervi. Il centro della Reggiana però dovrà dimostrare di avere quella cattiveria agonistica che, quest’anno e nelle prime due amichevoli, non ha tirato fuori.
Il suo sostituto naturale con ogni probabilità sarà il neo acquisto dell’Olimpia Milano Andrea Cusin, mentre il terzo posto se lo giocano i due ‘esordienti’ Paul Biligha e Christian Burns.
Sia l’ex Cremona che il giocatore italo-americano di Brescia in queste prime uscite hanno dimostrato grande voglia di far bene e di mettersi a disposizione di Messina. Chi sarà il fortunato vincitore del biglietto per la giostra di EuroBasket ancora è prematuro saperlo.

AMICHEVOLI E PRIMO GRANDE GUAIO PER L’ITALIA

Passiamo allora al campo e al basket giocato. Nonostante le due partite fossero semplici amichevoli c’è tantissimo da dire.
La prima contro la Bielorussia è stata poco più che una sgambata. L’Italia ha imposto la sua supremazia dal primo minuto fino ad arrivare ad un perentorio +60 all’ultima sirena.
Su questo incontro c’è ben poco da commentare. Gli Azzurri hanno iniziato fortissimo, mentre i bielorussi non si sono dimostrati avversari all’altezza.

Ciò che ha fatto più discutere in questi giorni è senza ombra di dubbio la finale della Trentino Cup tra l’Italia e l’Olanda.
Gli “Orange” hanno immediatamente aggredito la partita e i nostri ragazzi. Il loro gioco maschio ha messo in difficoltà l’Italia che non si aspettava un approccio di questo tipo.
L’esuberanza fisica culmina a due minuti dall’intervallo quando Kok e Danilo Gallinari si azzuffano dopo un tiro libero di Cervi. L’ex Olimpia, preso dal nervosismo, sgancia un cazzotto sul volto del rivale, ma nel contatto è proprio l’italiano ad avere la peggio: nel post partita gli viene diagnosticata la frattura del metacarpo.
L’Olanda rimane sempre aggrappata all’incontro, ma alla fine i valori sul campo dicono Italia.

Il cazzotto scellerato di Danilo Gallinari a Kok: gli costerà Eurobasket con l'Italia
Il cazzotto scellerato di Danilo Gallinari a Kok

Il risultato e la vittoria passano in secondo piano. L’errore grave commesso da Gallinari costerà caro a lui e a tutto il gruppo. Danilo infatti dovrà stare lontano dai campi di gioco per almeno quaranta giorni, abbastanza per impedirgli di giocare EuroBasket.
Il resto della squadra ora dovrà sopperire alla pesantissima assenza del leader in campo.
La situazione potrebbe essere meno complicata del previsto grazie alla guarigione lampo di Diego Flaccadori. Il talento di Trento infatti, causa infortunio, aveva dovuto lasciare il ritiro di Folgaria, ma per fortuna l’allarme è immediatamente rientrato.

Nonostante sia solo l’inizio del cammino di avvicinamento ad EuroBasket, in casa Italia si può già parlare molto.
Altre ed eventuali considerazioni verranno fatte dopo il secondo ritiro, quello di Cagliari. In Sardegna oltre ad allenamenti duri agli ordini di Messina, affronteremo anche squadre più impegnative quali Finlandia, Nigeria e Turchia.
Quali saranno i prossimi sviluppi per la nostra nazionale?

La Germania: dai playoff alla qualificazione per EuroBasket ’17

Zipser

La Germania si appresta ad affrontare EuroBasket, il primo in particolare, senza Dirk Nowitzki. Per guadagnarsi il pass ha dovuto sudare nel mini torneo di qualificazione (6 partite), svoltosi la scorsa estate.

Il torneo prevedeva gare di andata e ritorno e regalava il pass alla prima qualificata (è passata anche l’Olanda come miglior 2a). Il girone dei tedeschi era composto da: Olanda, Danimarca e Austria. Avversarie tutto sommato abbordabili, che però hanno diverse noie ai ragazzi di Fleming.

Gara 1 vs Danimarca – 31/08/16

Thies rubata e assist, Voigtmann schiacciata e Benzing stoppata. Tutti e 3 superano i 2mt di altezza

Questa GIF attacco/difesa fa ben capire cosa sia stato Germania-Danimarca, soprattutto per i danesi.

E’ stata una non-partita. I tedeschi hanno fatto vedere cos’è e cosa sarà il nuovo corso. Tanti passaggi, andare a rimbalzo con tutti gli effettivi, difendere forte in primis per rubare palla e/o obbligare a forzare conclusioni, fare contropiede e cercare canestri facili non avendo grossi individualismi. Preso il vantaggio nei primi 20′, la partita è morta e i Danesi sono stati seppelliti.

In particolare Theis ha messo in mostra uno skill set che per uno di 2.04 è tantissima roba. Assist, piazzati, visione del gioco, corsa e difesa, veramente un giocatore completo che a Boston potrà dire la sua.

Gara 2 @ Austria – 03/09

Fermate sulla schermata di inizio 4 quarto. Fino ad allora la Germania ha un 20% da 3, che compensa con il 25% degli austriaci, MA 4 assist a fronte di 13, 16 rimbalzi contro 25 e 12 perse contro le 6 austriache. L’Austria è nettamente più scarsa dei Fleming’s, ma se il sistema non gira la Germania diventa una nazionale normale. L’ultimo periodo da 6-19 è l’emblema del +20 che scaturirà al ritorno.

Menzione speciale per Benzing (che farà il capitano) che avrà il compito di trascinare i suoi nei momenti più bui, che una nazionale con un età media bassissima potrà incontrare e per Barthel. Il ragazzo del Bayern ha giocato un ottimo torneo e vista la sua abilità di scorer e rimbalzista potrebbe essere nei 12.

Gara 3 & 4 – @Olanda & @Danimarca – 07 – 10/09

Quello che è successo nelle due trasferte in 4 giorni è quello che può succedere ad una nazionale del genere.

Dopo un’ottima partenza, in particolar modo contro gli olandesi, la nazionale si è seduta.

La difesa di Vargas e Pleiß ha tempi favolosi e chiude tutte le vie al play olandese, ciò che ne nasce è un 2 contro 0 chiuso dal giocatore di colore.

Gli olandesi sfruttando il calo, la qualità di Franke e Kloof e la pazienza hanno fatto andare fuori giri la difesa tedesca.

Qui vediamo che saltata la prima aggressione, di Theis e Lo, per gli olandesi nasce una bomba dall’angolo con tanto spazio. Theis esce, la palla lo salta, scattano gli aiuti ma Vargas deve fare i chilometri

Oltre a ciò va aggiunto l’errore individuale che può anche starci, ma non in determinati momenti di partita e non nel futuro EuroBasket.

Qua sono racchiusi tutti i difetti difensivi di Maodo Lo. Con il cronometro dei 24 allo scadere, prima raddoppia senza alcun senso l’uomo di Barthel, poi esce come me al campetto su Franke, risultato? +12 e partita finita

Gara 5 & 6 – vs Austria & @Olanda – 14 – 17/09

Le ultime 2 partite del girone sono state quelle che hanno fatto perdere i dubbi sulla nazionale tedesca a molti. Nella situazione di 2-2, la Germania doveva fare obbligatoriamente due vittorie per andare agli europei. E non solo sono arrivate due vittorie, ma due rullate.

Contro l’Austria Voigtmann ha dato un assaggio di quello di cui abbiamo goduto nell’ultima eurolega. 19 in 26 minuti con 2/3 da 3 e 10 rimbalzi, + 13 di un solido Zipser e una difesa che ne ha lasciati 58 agli austriaci.

Contro l’Olanda invece, se possibile, è andata ancora meglio. In trasferta, nella tana dell’avversario primo in classifica, è piovuto un +31 che ancora oggi fa tremare la Leiden Arena. Un Maodo Lo nella versione più vicina a Schroder da 11+11+6, e i soliti noti Voigtmann, Theis e Zipser hanno trascinato i teutonici a 82 punti e a chiudere la qualificazione.

Quello che si è visto, in generale, è un gruppo di giovani che ha tanta voglia di stupire, tanta qualità tecnica, buona taglia fisica e con 2-3 elementi di grandissimo valore europeo. Solo il campo a settembre ci dirà dove si potrà spingere l’entusiasmo dei ragazzi di Fleming.

Spotify Playlist: La Germania quando gioca ascolta Kendrick Lamar

germania

La Germania che si appresta ad affrontare la spedizione di EuroBasket 2017, è sicuramente una nazionale che fa di gioventù e hype, le parole chiave.

Ora che Nowitzki ha deciso di prendere la pensione (dalla selezione), anche il clima in spogliatoio è più fresco e finalmente si ascolta qualcosa di diverso da Herbert Grönemeyer e Nina Hagen, che tanto erano cari al gigante di Wurzburg.

In più essendo entrato come leader esecutivo il giovane Dennis Schroder, che negli ultimi 4 anni ha assimilato a perfezione la cultura US, (felponi, sneakers, cappellini e bomber)  non può che essere entrato nel locker rooms tedesco Kendrick Lamar.

https://www.instagram.com/p/BUcLAN2ASHC/?taken-by=ds17_fg

questa foto si chiama scarto generazionale

Ed è proprio il rapper di Compton a scandire il ritmo di gioco della nuova Germania di Fleming.

HUMBLE – KENDRICK LAMAR (primo estratto da DAMN.)

Quale pezzo migliore di HUMBLE può spiegare il ritmo della Germania? Soprattutto nei primi periodi, i teutonici provano a stupire  gli avversari con il loro ritmo e spesso riescono (vinti 5 su 6).

Il “sit down bitch, be humble” è un claim che Schroder & co. urlano agli avversari.

Siedetevi e siate umili, che anche senza Dirk vi asfaltiamo.

Kendrick ha fatto il botto. La speranza è che la Germania possa imitarlo.

YAH – KENDRICK LAMAR (solo audio)

https://www.youtube.com/watch?v=ZaKaafzcvSg

le parole non ci sono (questione di copyright), ma capite da soli come la canzone non cambi mai ritmo

Questi sono i secondi 10′ della Germania, ovvero il quarto dove fa più fatica. Nel mini torneo di qualificazione è l’unico periodo chiuso senza essere in attivo.

Ma il problema non sussite perchè, dopo aver ribaltato il mondo con HUMBLE c’è spazio per la riflessione. Idem per Fleming che dice:

“Facciamo un primo quarto aggressivo e poi nel secondo tiriamo il fiato. Il meglio lo lasciamo per ultimo”.

 

DNA – KENDRICK LAMAR (secondo estratto da DAMN.)

Seconda release per Kendrick, che incoccia perfettamente con i terzi periodi dei tedeschi.

Sempre nel mini torneo, i terzi 10′ sono stati la ripartenza fulminante che hanno permesso ai teutonici di chiudere le partite. Così come il ragazzo di Compton che dice “I got hustle though, ambition, flow, inside my DNA”  i giovanissimi in maglia bianca/nera rispondono con difesa e accelerazioni.

XXX – KENDRICK LAMAR FT. U2

Questa è la canzone perfetta per gli ultimi periodi dei bianchi-rosso-neri. Sempre prendendo come riferimento il torneo di qualificazione, i giovanotti di Fleming non hanno mai perso un solo quarto e hanno distrutto  i propri avversari.

Idem Kendrick. Gli U2, si proprio loro, fanno le comparse in XXX. e risultano estremamente inferiori al padrone della scena mondiale.

Gli avversari dei tedeschi nell’ultima frazione hanno preso solamente le briciole concesse dai Fleimng’s.

L’auspicio è che succeda la stessa cosa ad EuroBasket17.

Georgia: tradizione ed innovazione per stupire tutti ad Eurobasket

Georgia basket

Georgia, ripartire da Eurobasket 2015

La Georgia è di sicuro una delle squadre più imprevedibili del prossimo Eurobasket. Il team ha intenzione di stupire tutti ripartendo però da quanto di buono è stato fatto nella precedente rassegna europea. Nel 2015 infatti il roster allora allenato da Kokoskov era nel girone insieme a :Croazia, Grecia,Macedonia, Olanda e Slovenia. Nonostante la partenza negativa, 3 sconfitte in 3 incontri, i georgiani ebbero una grandissima reazione; due vittorie, contro Macedonia e Croazia, nelle ultime due gare consentirono a Pachulia e soci di raggiungere gli ottavi. Nella fase ad eliminazione diretta la squadra di Kokoskov fece soffrire moltissimo la Lituania, poi finalista, giocandosela ad armi pari contro un team dal grandissimo talento. Al termine di quell’Eurobasket la squadra cambiò direzione tecnica; esonerato il coach serbo venne scelto come suo successore il greco Ilias Zouros.

Le qualificazioni ad Eurobasket 2017

Non ci fu troppo tempo per le presentazioni; la Georgia aveva subito una missione da compiere: staccare il pass per Eurobasket 2017 mediante i turni di qualificazione. Il girone da affrontare non era propriamente impossibile ma presentava molte insidie, Montenegro e Slovacchia erano affamate di successi. Proprio la squadra guidata da Vucevic e Rice è stata l’unica effettiva rivale del team di Zouras. La Georgia infatti durante le qualificazioni  ha perso solo una partita, contro il Montenegro, vincendone ben 5. Poco hanno potuto Slovacchia ed Albania contro la prepotenza fisica e tecnica di Shengelia e compagni. I georgiani chiudono da primi nel proprio girone e conquistano, accompagnati dai festeggiamenti a Tbilisi, un posto ad Eurobasket 2017; qui vengono inseriti nel girone con: Italia, Lituania, Ucraina, Germania e Israele.

Caratteristiche tecniche e uomini simbolo

Dalla sua nomina in poi, Zouros si è inserito nel solco di Kokoskov seppur apportando qualche modifica. La squadra tradizionalmente ha sempre fatto largo uso, e abuso, del pick’n’roll. Dopotutto con lunghi del calibro di Pachulia, Shermandini e Shengelia e con un play come Tsintsadze lo schema primario è rimasto quello. La prepotenza e la forza dei georgiani a rimbalzo e sotto canestro può mettere in difficoltà quasi ogni difesa. Tuttavia ora con il coach greco si cerca di più la soluzione dal perimetro; la naturalizzazione della guardia Mike Dixon dell’AEK ha sicuramente contribuito in ciò. Inoltre Shengelia sta sempre di più sfruttando le sue mani delicate per aprirsi dal perimetro consentendo di muovere la difesa. In alcune circostanze di gioco Zouros ha persino provato a giocare “small ball” con Tsintzade, Dixon, Markoishvili da esterni con Sanikidze e Shengelia da 4 e 5.( soluzione praticabile però solo per pochi minuti)

L’uomo simbolo tuttavia resta sempre il capitano, e campione NBA, Zaza Pachulia. Il centrone dei Golde State Warriors ha accompagnato la squadra a questo Eurobasket con prestazioni davvero ottime; 15,6 ppg 8 rpg e 4 apg le sue medie durante il girone di qualificazione. Lui, Shengelia (17.2 ppg 8 rpg e 2 apg), Mike Dixon ( 16 ppg 4.2 apg) e Tsintsadze ( 8.2 ppg 7 apg 2 spg) saranno chiamati ad essere i protagonisti della nuova-vecchia Georgia.

I convocati e le ambizioni per Eurobasket 2017

Il tecnico Zouros ha convocato ben 17 giocatori per la massima rassegna cestistica europea; questi i nomi della lista :

Beka Bekauri, Michael Dixon Jr, Zaza Pachulia, Tornik’e Shengelia, Duda Sanadze, Giorgi Shermandini, Otar Phkakadze, Mikhail Berishvili, Kakha Jintcharadze, George Tsintsadze, Goga Bitadze, Manuchar Markoishvili, Anatoli Boisa, Viktor Sanikidze, George Sharabidze, Levan Patsatsia, Beka Burjanadze.

Il girone dei georgiani neanche quest’anno sarà dei più semplici. Italia, Lituania e Germania sembrano tutte un gradino superiori alla volenterosa squadra capitana da Pachulia.  invece potrebbero essere alla portata; un quarto posto nel girone potrebbe non essere utopia. Guai tuttavia a sottovalutare la forza di questa squadra che potrebbe togliersi grandi soddisfazioni in questo europeo, puntando magari a qualche scalpo eccellente.

 

 

L’anno 0 d.C. della nuova Germania

Quando nella vostra vita, sportiva o lavorativa, dopo 15 anni viene a mancare la figura che è stata il vostro faro, il vostro motore, il vostro idolo, come vi sentireste? Sicuramente persi.

Dirk il grande

Questo senso di smarrimento è l’esatto sentimento che sta provando la nazionale tedesca, post EuroBasket ’15, quello del canto del cigno di Dirk Nowitzki. Cigno, che per 16 anni buoni (1999-2015), ha “tirato la carretta” e ha aiutato la nazionale teutonica ad arricchire il suo palmarès con un bronzo mondiale (2002) e un argento europeo (2005). Inutile sottolineare, ma va fatto ugualmente, che in entrambe le manifestazioni il giocatore dei Mavs, finì come capocannoniere (24 e 26 pts a serata) e come MVP del torneo.

Ma il vero miracolo di Cristo-Dirk, (il nickname Cristo è ben spiegato nel titolo) è stato il portare alla ribalta europea e mondiale una nazionale di “scappati di casa”.

No ok, forse sono stato troppo duro, però se osserviamo il roster della Grecia campione nel 2005 e della Germania runner-up, il paragone è totalmente impari. Per Papaloukas, Spanoulis e Zisis, la “devastante” Germania proponeva: Demirel, Pesic e Roller. Perciò il fenomeno di Wurzburg è stato davvero come Mosè.Un profeta capace di aprire le acque del continente e mettere sulla mappa anche la propria nazionale, che fino ad allora era stata solamente legata al Fußball. 

PS: visto che non dico fuffa andate a controllare le stats della Germania vice campione.

(Dirk and Rest of the team)

E’ sotto gli occhi di tutti la chiara matrice di quei ragazzi. Noi difendiamo forte (3a miglior difesa) che tanto dall’altro lato c’è Dirk. Se poi ci aggiungi l’altezza di Femerling, 2 discreti tiratori e l’energia di Green… voilà, secondo posto overall.

La ripartenza

E quindi ora? Cosa sarà la Germania post-Dirk? Sinceramente non lo so, perchè come dopo ogni anno 0, o la ripartenza è lenta, oppure viaggia ai 200 km/h.

Al mini torneo di qualificazione dell’estate scorsa, la squadra orfana di Schroder ha faticato forse un pò più del dovuto, contro Danimarca, Austria e Olanda, che proprio delle corazzate non sono. Però il record di 4-2, ha permesso alla squadra di Fleming di staccare i pass per l’europeo.

Una cosa interessante che si è notata però è la grande unselfishness offensiva (simil Bamberg, vista la massiccia presenza dei ragazzi di Trinchieri) e una difesa molto aggressiva, fatta di raddoppi, pressione a tutto campo e aggressività sulle linee di passaggio.

questo è un comodo +20 sugli austriaci, ed è anche quello che Fleming spera di vedere ad Eurobasket

Ora la Germania è sicuramente una squadra con talento sparso tra i suoi tanti giovani. C’è sicuramente più esperienza da parte di ogni singolo giocatore e, la consapevolezza del non avere più IL riferimento. Però dire che questo possa bastare, anche solo per arrivare nelle prime 8 è un pò frettoloso. Sicuramente hype e sfrontatezza sono le parole che accompagneranno questa generazione (1991,92,93) fino alla sua maturazione definitiva.

Chi prendiamo su?

Tolto Zipser, che probabilemente sarà trattenuto dai Bulls per la summer league, la nazionale è quasi già semi-completa.

Ragazzi come Voigtmann, Pleiss e Lo non solo avranno alle spalle l’esperienza di Eurobasket ’15, ma metteranno in valigia anche una stagione completa di Eurolega dove i miglioramenti (in particolare di Voigtmann) sono stati sotto gli occhi di tutti.

In più Theis e Heckmann, scartati dallo scorso Europeo, torneranno in forte considerazione di coach Fleming. Essendo entrambi a libro paga del Bamberg hanno vissuto l’ennesima stagione trionfale in patria e, sotto la cura Trinchieri sono cresciuti di rendimento e in consapevolezza.

Però in particolar modo, questa sarà la nazionale di Dennis Schroder. Il classe 1993, già nello scorso Europeo aveva fatto vedere classe e personalità di primo livello. In due anni è diventato titolare di una squadra che fa regolarmente i PO, e ha incrementato le sue stats sotto ogni voce.

La caratteristica però che lo contraddistingue è la personalità. Vedendolo in campo si ha la chiara sensazione che si faccia esattamente come vuole lui. Come solo il primo (e unico) Rondo sapeva fare. Non a caso i due si assomigliano molto, sia per modo di giocare, sia per carisma.

qua maltratta Steph per 30′ e gli sussurra anche all’orecchio quanto gli faccia schifo il suo modo di difendere
Ovviamente c’è anche il lato oscuro della medaglia per Dennis. Ovvero congela la palla negli ultimi possessi. Nessun compagno riesce a toccarla e gli Hawks perdono.
Eurobasket ci chiarirà se Schroder diventerà un buon leader o rimarrà nel limbo dei “buoni ma…”
 

 

 

Torna in campo Gentile, accordo con l’Hapoel Jerusalem

Gentile

Colpo di scena, o quasi, nella vicenda Alessandro Gentile: ufficiale il suo passaggio all’Hapoel Jerusalem.

L’ex capitano dell’ Olimpia Milano ha infatti raggiunto un accordo fino a fine stagione con la squadra israeliana.

Gentile quest’anno ha giocato 6 gare in A con Milano (9.5 punti, 3.8 rimbalzi e 3.2 assist) e 8 nella lega greca in maglia Panathinaikos (5.8 punti, 2.5 rimbalzi e 1.6 assist). In Eurolega, 9 gare con l’EA7 (10.8 punti) e altrettante con il Pana (3.2 punti).

ROAD TO JERUSALEM

Solo un mese fa raccontavamo di come, dopo la fine del rapporto con il Panathinaikos, Alessandro avesse deciso di continuare ad allenarsi in solitaria al Lido di Milano.

Il giocatore aveva inizialmente rifiutato i club di serie A2, Treviso e Fortitudo Bologna su tutte, ovvero gli unici che potessero pensare ad un suo trasferimento, visto che le norme vigenti non avrebbero permesso di farlo accasare in un club di massima serie.

L’unica soluzione praticabile era quindi quella di un club straniero, che fino a ieri sembrava davvero poco probabile.

E’ plausibile che Ale volesse ripartire da una squadra, ma soprattutto da un campionato, più sereno e con qualcuno che magari lo conoscesse bene per evitare le frizioni avute con Xavi Pascual.

L’ancora di salvezza è arrivata sotto forma di una vecchia conoscenza azzurra: Simone Pianigiani.

L’ex coach della nazionale conosce bene Gentile avendolo fatto non solo debuttare nel 2011, ma anche convocandolo sia ad Eurobasket 2013 che nell’edizione 2015, dove ricordiamo i suoi 21 punti contro l’Islanda a Berlino.

Coach Pianigiani ha dichiarato a riguardo: E’ un giocatore di immenso talento e ci conosciamo anche molto bene. E’ un’ ottima opportunità per noi, può coprire diverse posizioni e aggiungere un notevole potenziale al team”.

L’ Hapoel è attualmente al sesto posto nel campionato israeliano, ma sicuramente con ambizioni di vittoria e con ancora ben otto giornate ancora da disputare.

Ma com è nato l’accordo? Come riportato dalla Gazzetta dello sport, la proposta arrivata sul tavolo di Riccardo Sbezzi, procuratore di Alessandro, in pochissimo tempo è stata accettata.

Ieri, partite le consultazioni del caso tra Milano ed Atene, si è giunti all’annuncio ufficiale con un video di presentazione sui social.

Il team ha già fatto sapere al giocatore che potrà indossare l’adorata maglia numero 5.

In Israele ritroverà anche un vecchio compagno di squadra come Curtis Jerrels, indimenticato il suo canestro contro Siena in gara-6.

Gentile raggiungerà Gerusalemme domenica mentre ne frattempo continuerà a seguire il suo programma di allenamento a Milano, aiutato da papà Nando concentrandosi in particolare sul miglioramento del tiro da fuori, grazie anche ad una speciale macchina spara palloni fatta arrivare grazie a Doug Lauwers. Il belga, ora ha Bergamo, ha iniziato la sua carriera da shooting coach seguendo per l’Italia queste nuove tecniche di allenamento.

ROAD TO EUROBASKET

Ancora più contento sarà probabilmente Ettore Messina, coach della nazionale italiana.

Non è un mistero che lo staff azzurro, negli ultimi tempi avesse mostrato preoccupazioni per le sorti di Gentile anche ricordandosi le condizioni in cui arrivò Bargnani allo scorso pre-olimpico.

Soprattutto noi tifosi riponiamo grandi speranze per questo finale di stagione di Ale, augurandoci grandi risultati a questi europei che vedranno l’Italia protagonista in Israele dal 31 Agosto e che seguiremo per voi sulla pagina Eurolega Devotion.

PAROLA DI ALE

In un’intervista a IsraelHayom Gentile ha fornito le prime dichiarazioni: “Voglio mettermi in gioco e l’Hapoel è l’occasione giusta. Sono felice di aver firmato. Della squadra conosco il coach Pianigiani che mi ha allenato in Nazionale e lui sa bene cosa posso dare; conosco Curtis Jerrells per averci giocato insieme a Milano; conosco come avversari Dyson e Kinsey e ovviamente, come tutti so chi è Amar’e Stoudemaire e non vedo l’ora di conoscerlo di persona. Il contatto? E’ nato dopo l’addio al Panathinaikos, di cui ho dovuto accettare la decisione di coach Pascual che non avrei fatto parte più del roster. Ho seguito l’Hapoel nella semifinale contro il Valencia. Per me tornare a giocare è poter fare la cosa che amo di più e per la Nazionale spero che possa mettere in grado serenamente coach Messina di decidere se utilizzarmi: per me non è il momento di pensare agli Europei”. 

Scariolo: “Pau e Marc Gasol vogliono esserci a EuroBasket 2017”

Buone notizie per la nazionale Iberica guidata da coach Sergio Scariolo in vista di Eurobasket. In una lunga intervista alla radio spagnola Onda Cero ha parlato di alcune importanti novità in vista degli europei di quest’estate.

VOGLIA DI NAZIONALE

I fratelli Gasol sembrano infatti essere abili e arruolati per la massima rassegna continentale, come dichiarato dallo stesso allenatore: “ Pau mi ha detto che ci sarà. Ovviamente tutti vogliono vedere come finiranno la stagione, ma già chiedere quali saranno i nostri programmi lo vedo come un ottimo inizio” – afferma l’ex Olimpia Milano” abbiamo comunque bisogno di monitorarli per vedere come sarà il loro stato fisico, soprattutto di chi prenderà parte ai playoff. Dobbiamo attendere che ci sia un’idea chiara ma la predisposizione di tutti i giocatori è davvero ottima.”

Marc Gasol sembra essere pronto al ritorno dopo due anni di inattività dalla nazionale per infortunio che lo ha costretto a saltare anche la rassegna brasiliana di quest’estate.

“Inizieremo ad allenarci il 28 Luglio e abbiamo la possibilità di cambiare il nostro modo di giocare rispetto ai due anni in cui Marc non è stato con noi”– continua Scariolo-Dobbiamo renderlo parte del nostro gioco. E’ un innesto importante e abbiamo tanto su cui lavorare.”

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Marc e Pau Gasol, i giocatori più rappresentativi della nazionale spagnola

Ma non sono finite qui le buone notizie per i tifosi spagnoli: infatti anche Nikola Mirotic e Serge Ibaka hanno dato il loro assenso alla causa nazionale.

Nikola e Serge hanno confermato la loro disponibilità, ovviamente dobbiamo discutere le situazioni a causa del loro status e avvertirli con un certo preavviso. Ognuno ha le sue circostanze e le sue situazioni ma questa disponibilità mi rende molto contento.”

Scariolo potrà portare con sé solo uno dei due giocatori, visto il loro status di naturalizzati spagnoli. Ibaka ha giocato a EuroBasket 2011, le Olimpiadi 2012 e il mondiale 2014 mentre Mirotic ha rappresentato a Spagna a EuroBasket 2015 e alle Olimpiadi dello scorso anno.

Insomma, l’imbarazzo della scelta per una nazionale che deve puntare a fare molto bene visto che, ad eccezione di Eurobasket 2015, la Spagna sale sul podio Europeo dal 1999.

Eurobasket 2017: nei gironi dominerà l’equilibrio

eurobasket

Eurobasket 2017: sorteggiati i gironi

Eurobasket 2017 si avvicina ed oggi sono stati sorteggiati i gironi. I quattro gruppi avranno luogo rispettivamente a Helsinki, a Tel Aviv, a Bucarest ed a Istanbul. La competizione avrà inizio il prossimo 31 agosto e si concluderà il 17 settembre. La fase finale si disputerà ad Istanbul. Alla fine della prima fase, le prime 4 quattro classificate di ogni girone si incroceranno negli ottavi di finale. Ma andiamo a vedere nel dettaglio ogni girone.

Girone A

Squadre: Francia, Grecia, Slovenia, Polonia, Finlandia, Islanda.

Nel girone A di Eurobasket 2017, sicuramente, è la Francia a partire favorita. I Cisalpini possono contare su una folta batteria di giocatori provenienti dalla Nba, supportati da giocatori di buon livello in Eurolega, come Heurtel e magari Causer o Kim Tillie. Il problema per i Francesi starà nel trovare un degno sostituto di Parker in cabina di regia. Il secondo posto sarà disputato da Slovenia e Grecia. Due squadre sostanzialmente alla pari, che potrebbero approfittare di un eventuale calo della Francia. Gli Sloveni possono contare su un solido gruppo di gregari, che avranno il compito di supportare uno dei backcourt più forti della competizione, formato dai fratelli Dragic. La Grecia avrà bisogno del massimo delle prestazioni da parte di Calathes ed Antetokoumpo, ma non scenderà sotto il terzo posto. Polonia e Finlandia si giocheranno il quarto posto, con la prima leggermente favorita. La probabile assenza di Gortat priverebbe i Polacchi della loro stella. La Finlandia dovrà essere compatta in difesa ed affidarsi al talento di Petteri Koponen per sperare di passare il turno. Squadra materasso del girone l’Islanda.

Girone B

Squadre: Lituania, Italia, Israele, Georgia, Germania, Ucraina.

La questione primo posto riguarderà quasi sicuramene Italia e Lituania. I Baltici partono leggermente favoriti, potendo contare su un quintetto molto solido e ricco di talento. Potrebbero pagare le loro tradizionali partenze a rilento ed una panchina lontana dalle migliori in Europa. L’Italia dovrà essere brava a sfruttare le possibili situazioni vantaggiose. Sarà importante per gli Azzurri riuscire finalmente ad individuare quel leader che trascini la squadra nei momenti difficili (Gallo, ci pensi tu?) per agguantare il primo posto. Israele, Georgia, Germania e Ucraina si contenderanno i due posti rimanenti. Israele potrà contare sul fattore campo, ma ha un roster dal relativo talento offensivo. La Georgia dovrà essere in grado di compattarsi al meglio attorno alle torri Pachulia e Shengelia, non dimenticando di sfruttare il talento del naturalizzato Pullen. I Tedeschi possono mettere in difficoltà tutti con la loro stazza fisica, ma la mancanza di Nowitzki peserà. Inoltre rimane un’incognita il rapporto di Schroeder con coach Fleming. Anche l’Ucraina potrà far affidamento su chili e centimetri, ma le speranze sembrano poche.

Girone C

Squadre: Spagna, Repubblica Ceca, Croazia, Romania, Ungheria, Montenegro

Saranno Spagna e Croazia a dominare il girone. Entrambe sono squadre esperte e solide, difficile dire chi delle due potrà prevalere. La Spagna, a organico completo, probabilmente ha qualcosa in più rispetto ai Croati, soprattutto in difesa. La squadra di Petrovic farà affidamento sulla propria enorme mole di talento e su una grande ferocia agonistica, come mostrato a Torino. Terza forza del girone la Repubblica Ceca, che punterà sull’asse play-pivot Satoransky-Vesely, che basterà da sola a staccare il biglietto per gli ottavi. Montenegro e Ungheria si contenderanno il posto rimanente, con gli slavi che partono con un leggero favore del pronostico. Gli Ungheresi si appoggeranno al loro leader Adam Hanga, che ha esperienza in Eurolega. I Montenegrini faranno leva sulla forza di un gruppo privo di una vera stella. La Romania padrona di casa non pare avere chance di andare oltre il primo turno.

Girone D

Squadre: Serbia, Lettonia, Turchia, Russia, Belgio, Gran Bretagna

La Serbia parte nettamente favorita nel girone D di Eurobasket 2017. I vice-campioni olimpici faranno affidamento su una rosa collaudata, in cui spiccano alcuni nomi di altissima caratura, quali Teodosic, Bogdanovic, Bjelica e Raduljica. Lettonia, Turchia e Russia di divideranno i tre posti restanti, in una lotta molto equilibrata. i Baltici sono squadra solida e sperano di poter contare sulla presenza del fuoriclasse NBA Porzingis. La Turchia sarà legata ancora una volta alla decisione delle proprie stelle di partecipare o meno. I padroni di casa, al completo, risulterebbero i favoriti per il secondo posto. La Russia in attacco dovrà affidarsi alla coppia Shved-Mozgov ed alla duttilità di Vorontsevic. Ma è dalla difesa che dovranno nascere le fortune dei Russi, in cerca di riscatto dopo annate deludenti. Discorso chiuso per Belgio e Gran Bretagna, che si limiteranno a lottare per il penultimo posto, con i Belgi che paiono leggermente avanti.

In attesa di valutare assenze e presenze nei vari roster, le premesse per un europeo equilibrato ci sono tutte. Non ci resta che goderci la stagione e prepararci ad un settembre di grande basket. Eurobasket 2017 si avvicina.

I gironi di Eurobasket 2017
I gironi di Eurobasket 2017

 

EuroBasket 2015: l’analisi tecnica di Grecia – Spagna

Con la risicata vittoria della Lituania sulla Georgia si sono chiusi gli ottavi di finale di EuroBasket 2015, con molte conferme (Serbia, Francia, Italia) e qualche sorpresa (Repubblica Ceca e Lettonia che hanno superato rispettivamente Croazia e Slovenia). Insieme a quello tra i baltici del sempre sottovalutato Maciulis e i nostri azzurri, l’incontro che desta più attenzione è di sicuro quello che oppone Spagna e Grecia. Di seguito abbiamo dunque provato ad analizzare le possibili chiavi tecniche della sfida.

 

Il tiro di Pau Gasol
Il tiro di Pau Gasol

Quando attacca la Spagna…

Che non si tratti la Roja implacabile e dominatrice dell’ultimo periodo lo si era notato sin dalla prima partita, quando una Serbia in forma aveva messo all’angolo la formazione iberica, imitata alla terza giornata dalla prima Italia convincente vista fino a quel momento nella manifestazione continentale, e lo stesso Pau Gasol ha ammesso che il talento non è lo stesso rispetto al recente passato. Però comunque gli spagnoli restano una formazione temibile, esperta, con proven winners quali (oltre al lungo catalano) Sergio Rodriguez, Sergio Llull, Rudy Fernandez e Felipe Reyes, in pratica la spina dorsale del Real Madrid del Grande Slam 2015.

Eppure, fino a questo momento, la Spagna ha vissuto il momento migliore quando si è accesa la stella di Pau Gasol stesso, non a caso miglior marcatore del torneo con 23.0 punti di media. La sua eccelsa qualità tecnica gli ha permesso di essere letale in qualunque situazione, dai movimenti nei pressi del canestro (contro la Germania) alle situazioni in cui riceve dalla punta e legge la difesa decidendo se attaccare in penetrazione o (soluzione prediletta) con un piazzato che il più delle volte finisce morbido dentro la retina. I suoi pick&pop con Rodriguez sono la chiave per smuovere la difesa, e talvolta da quelli può uscire anche l’extra – pass per le mortifere conclusioni di Llull e Mirotic dall’arco. Senza Gasol, cui giocoforza ogni tanto tocca tirare il fiato, la Spagna rende meglio quando può sfruttare il proprio primary fastbreak, ovvero la transizione che dalla difesa arriva direttamente alla conclusione dall’altra parte.

Gli ellenici dal canto loro sono ben preparati, in quanto nelle varie situazioni di contropiede finora hanno sempre chiuso benissimo gli spazi centrali rimanendo compatti e costringendo gli avversari a segnare grazie a lob trasformati in canestri (che restano comunque delle soluzioni meno sicure). Nella propria metà campo gli ellenici sono fisici, asfissianti, e si preoccupano soprattutto di togliere spazi agli attaccanti contenendoli, più che andando a caccia della palla. E guai a colui che osa andare in penetrazione dal centro, in quanto gli uomini di Katsikaris, che di norma tengono gli spazi stretti, collassano in quattro sullo sciagurato attaccante a costo di concedere (la difesa non può non lasciare qualcosa all’attacco, è abbastanza logico) viceversa il possibile tiro da tre, preferibilmente dagli angoli. Questa impostazione fisica ha lo svantaggio che soffre gli attacchi dinamici, e in questo senso la Spagna potrebbe essere un avversario tosto da affrontare, dato che fa della circolazione di palla la sua forza. Il tutto starà, ovviamente, nel muoverla con i giusti tempi e giusti modi, creando così situazioni di sovrannumero o sfruttando i buchi che la circolazione stessa molto probabilmente provocherà.

 

L'offensiva di Bourousis
L’offensiva di Bourousis

…e quando attacca la Grecia

Quello che potrebbe far pendere la bilancia dalla parte degli uomini di Atene è però la varietà di soluzioni offensive che la essi hanno al loro arco. Il ruolo cruciale è quello del centro: finiti i tempi di Baby Shaq – Schortsianitis, la compagine ellenica ha inserito nel proprio roster due fondamentali elementi come Bourousis e Koufos. Il primo è un lungo che sa fare tutto, mettere palla per terra, tirare dall’arco (ha un range notevole), fare a sportellate il post basso, concedendosi talvolta anche qualche conclusione dalla media distanza. Difendere sulla sua versatilità sarà una priorità per la Spagna, perché con in campo lui la Grecia ha anche la possibilità di sfruttare una sorta di Princeton Offense, facendogli arrivare palla dal gomito dove lui poi trova il compagno tagliante che mette alle strette la difesa avversaria. Senza in campo lui, può essere invece sfruttato il tremendo dinamismo di Koufos, che a seconda del momento salta in verticale e corre in orizzontale, risultando quindi un’altra pesante (in tutti i sensi) variabile di cui tener conto.

Finita qui? Ovviamente no. Perché chi è in grado di sfruttare al meglio i raddoppi (finti o veri) sui due lunghi è l’atletico Antetokoumpo, pericoloso in qualsiasi circostanza, si tratti di tiro da tre, sfruttamento della linea di fondo, classico attacco al ferro in terzo tempo o tagli backdoor. Questi ultimi sono proprio quelli su cui la Spagna finora ha difeso più a fatica, in quanto la sua impostazione nella propria metà campo prevede l’accorciamento degli spazi e la protezione del pitturato (in particolare l’area attorno allo “smile”). Una difesa, e questa è una caratteristica cruciale, che sceglie il più delle volte sceglie di essere aggressiva, non rendendo mai l’attacco tranquillo.

 

LA CHIAVE

Di primo acchito, i greci appaiono favoriti, anche della maggior varietà di soluzioni. Oltre a quelle citate, per comodità non abbiamo ricordato infatti il talento di Spanoulis e Kaimakoglou, la visione di gioco di Calathes e il lavoro sporco di Printezis, tutte qualità che, offensivamente o difensivamente, possono creare situazioni estemporanee in grado di indirizzare la partita. Il peggior avversario della Grecia è la Grecia stessa: i ragazzi di Atene devono reggere mentalmente, non perdere la lucidità, soprattutto in caso il piano partita non prenda la direzione prevista e ciò causi frustrazione, o qualora viceversa vengano troppo facilmente troppo presto causando esaltazione e, dunque, smarrimento della determinazione.

La Spagna viceversa ha nel fattore mentale il suo punto di forza, potendo far leva su quella garra che, prima ancora delle indiscutibili qualità tecniche, le ha sempre permesso di raggiungere i propri obiettivi. Vedremo come si metterà, ma la sensazione è che le due contendenti possano mettere in piedi un match grandioso.

Per NBA Passion,

Luigi  Ercolani

EuroBasket 2015, Russia: L’armata rossa all’acqua di rose

Ormai è iniziato il conto alla rovescia. Eurobasket 2015 è alle porte e il girone A, Francia a parte, pare essere il più equilibrato di tutti. Oggi analizziamo meglio la Russia che insieme a Polonia, Finlandia, Israele e Bosnia ed Erzegovina si giocherà un biglietto per la fase successiva del torneo. Ecco i 12 convocati da coach Pasutin:

  • Dmitry Khvostov (BC Nizhny Novgorod, RUS)
  • Evgeny Baburin (BC Nizhny Novgorod, RUS)
  • Vitaly Fridzon (CSKA Moscow, RUS)
  • Anton Ponkrashov (UNICS Kazan’, RUS)
  • Egor Vyaltsev (Khimki, RUS)
  • Sergey Monya (Khimki, RUS)
  • Andrey Vorontsevich (CSKA Moscow, RUS)
  • Semen Antonov (BC Nizhny Novgorod, RUS)
  • Nikita Kurbanov (CSKA Moscow, RUS)
  • Andrey Zubkov (Lokomotiv Kuban, RUS)
  • Ruslan Pateev (Khimki, RUS)
  • Andrei Desiatnikov (Zenit St.Petersburg, RUS)

L’ANALISI

Dopo l’enorme putiferio scoppiato all’interno della federazione alla fine di luglio, la Russia cerca il riscatto sul campo. Kirilenko, intervistato in esclusiva da NBAPassion.com la primavera scorsa, è il  nuovo numero uno dell’organizzazione sportiva della pallacanestro sovietica e non vorrebbe sfigurare alla sua prima manifestazione europea in giacca e cravatta. La Nazionale è però orfana di pedine importanti come Shved, Kaun e Mozgov; cestisti di peso sia dentro che fuori dal campo. I riflettori saranno puntati su Monya e Ponkrashov, unici due punti di riferimento del roster scelto da Pasutin. Oltre a loro, Fridzon, Antonov e Khvostov sono gli altri cestisti già reclutati per EuroBasket2013, e sarà compito loro costruire un gruppo compatto per sperare nella qualificazione.

Uno dei grandi assenti: Timofey Mozgov, centro dei Cleveland Cavaliers
Uno dei grandi assenti: Timofey Mozgov, centro dei Cleveland Cavaliers

Un ruolo importante, soprattutto per le importanti assenze, lo ricoprirà Andrey Vorontsevich, ala grande del CSKA Moscow. A lui andrà l’onore e l’onere di caricarsi tutta la truppa in spalle a suon di punti. Kurbanov, infine, ha fatto bene durante le qualificazioni e punterà a riconfermarsi. Desyatnikov, Zubkov e Pateev completeranno, da debuttanti, lo zoccolo duro del team russo.

LA STELLA

Andrey Vorontsevich, ala grande del CSKA Moscow
Andrey Vorontsevich, ala grande del CSKA Moscow

Forse è esagerato chiamarla stella, ma al netto degli assenti, sarà Andrey Vorontsevich l’astro più brillante della nazionale sovietica. Duecentosette centimetri per centosette chilogrammi di peso avranno il compito di trascinare i compagni alla qualificazione a suon di punti. Inoltre, l’apporto difensivo dell’ala grande dovrà essere a dir poco maniacale, per poter far ripartire in fretta la manovra.  Tutta la squadra russa dovrà essere brava a compattarsi per dare solidità alla retroguardia e cercare, con le ripartenze, di mettere più canestri possibili. Andrey viene da una grande stagione con il CSKA e tutti i tifosi della nazione più vasta al mondo sperano in un suo notevole contributo.

IL PRONOSTICO

Ok, è la Francia la favoritissima del girone A. Alle sue spalle si presentano cinque squadre sullo stesso livello, o quasi. Il secondo e il terzo posto del gruppo valgono il passaggio del turno e il grosso ostacolo si presenta solo alla quarta partita, quando la Russia affronterà i padroni di casa. Israele e Bosnia sono le partite più semplici da affrontare, almeno sulla carta, mentre sarà battaglia aperta con Polonia e Finlandia. Sarà con le ultime due nazionali citate che i sovietici lotteranno per un successo nella prima fase.

CALENDARIO

Gruppo A (Montpellier, FRA):

  • 05/09-RUS vs ISR
  • 06/09-RUS vs POL
  • 07/09-RUS vs FIN
  • 09/09-RUS vs FRA
  • 10/10-RUS vs BHI

EuroBasket Analysis – Italia: la generazione di fenomeni è pronta a stupire

“Generazione di fenomeni: siete voi!” cantavano gli Stadio in un loro famoso brano del 1991. Già, una generazione di fenomeni, la più talentuosa Italia di sempre: così è stata definita la selezione azzurra che si appresta oggi ad esordire ad EuroBasket 2015.

Una generazione di fenomeni che vede gli “americani” Gallinari, Belinelli, Bargnani e Datome per la prima volta insieme e con tanta voglia di portare la propria esperienza al servizio della maglia azzurra, con i vari Hackett, Gentile, Cusin, Polonara e Della Valle (mezzo americano anche lui considerando l’esperienza formativa a Ohio State), pronti a stupire e far vedere di non essere inferiori rispetto ai cugini americani.

L'Italia più talentuosa di sempre è stata definita: riuscirà ad ottenere un importante successo?
L’Italia più talentuosa di sempre è stata definita: riuscirà ad ottenere un importante successo?

Una generazione compatta, solida, che sul gruppo basa le proprie speranze di trionfo e nel gruppo crede molto, al punto che non vi è un vero e proprio leader designato: “Questa nazionale non ha bisogno del trascinatore o del punto di riferimento attorno al quale far girare il gioco. Siamo tutti decisivi allo stesso modo e capaci di prendere in mano la squadra a seconda della partita” ha affermato Danilo Gallinari al termine del test-match contro la Russia, a dimostrazione del fatto che non avverte il peso dell’essere la “guida” di questa nazionale, non c’è motivo di esserlo.

E ha ragione: quest’Italia ha la straordinaria occasione di costruire qualcosa di importante ed è nelle condizioni migliori per farlo, arrivando proprio nel momento di maturazione massima. Non c’è un trascinatore stabilito perché il gruppo non ne ha bisogno e le amichevoli di preparazione in vista di EuroBasket 2015 ce lo hanno confermato: Datome contro l’Olanda, Hackett contro l’Austria e Gallinari contro la Russia sono soltanto degli esempi di come il gruppo riesca ad autoregolarsi in modo meraviglioso, riuscendo a trovare un leader diverso di partita in partita, se non più trascinatori all’interno di uno stesso match, a seconda del frangente, come lo spettacolare Amedeo Della Valle che, con un pesante tiro dalla media distanza, fissa il risultato sul 91-90 regalando una sofferta vittoria agli azzurri contro la Georgia.

Già, sofferta. Nonostante tutto, infatti, la strada verso il successo non è spianata, come si può ovviamente presumere: la preparazione ad EuroBasket ci ha lasciato diverse note positive ma anche qualche perplessità sulla quali coach Pianigiani ha sempre lavorato affinché venissero superate. In particolare, ciò che preoccupa il CT della nazionale sono i vari cali fisici (ma soprattutto mentali) che l’Italia ha in alcuni momenti delle partite, capace di far rimontare all’Ucraina un vantaggio di +28 punti costruito tutto nel primo tempo e chiudere con una sconfitta, concedendo ben 50 punti agli avversari, ad esempio. C’è poi anche un’evidente differenza di peso tra i nostri ragazzi e gli avversari che spesso ci vede sfavoriti nella lotta al rimbalzo, dove in diverse situazioni concediamo seconde chance agli avversari. Tutti problemi che danno da pensare a coach Pianigiani come a noi da casa. Non bisogna essere sconfortati e pessimisti, però.

L’Italia si cimenta oggi nell’avventura di EuroBasket 2015 con la consapevolezza di essere un team di assoluto talento che investe tutti e 12 i convocati, dal primo all’ultimo membro del roster. Noi lo sappiamo e loro lo sanno: questa nazionale ha la grande opportunità di costruire qualcosa di importante non solo per sé stessi ma per un movimento cestistico e una nazione intera; c’è la voglia lasciare un segno in quella che è la generazione dei fenomeni, parola di capitan Datome: “Vogliamo fare qualcosa di grande e siamo pronti a farlo. Non vogliamo essere ricordati come inconcludenti ma come una nazionale che ha lasciato il segno. Siamo pronti”.

Sull'unità del gruppo e sulla fame di vittorie, l'Italia punta molto
Sull’unità del gruppo e sulla fame di vittorie, l’Italia punta molto

Sono pronti, quindi. La prima palla a due sarà alle 21 a Berlino e noi, dalle tribune o dal divano di casa nostra, saremo pronti a tifare Italia per il gusto di tifare Italia e non solo con l’unico intento di volerli vedere trionfare. Le probabilità  che si vada in contro all’ennesima delusione sono le stesse di vedere l’Italia chiudere con un podio questa volta. Siamo ancora una grande incognita: fondamentale sarà quindi la voglia di vincere e la disposizione al sacrificio che tutti metteranno scendendo sul parquet.

Da oggi ogni parola spesa non avrà più molto senso, a parlare sarà come sempre il campo. Ci aspetta una lunga cavalcata a partire già dal girone con impegni non facili contro Turchia, Spagna, Serbia e Germania; l’Italia ce la può fare e ce la farà. I ragazzi sono pronti a stupire, perché è inutile essere ricordati come la nazionale inconcludente della storia, bisogna dimostrare di non essere più soltanto una “generazione di fenomeni” ma di poter diventare una “generazione di campioni” capace di tramutare il proprio talento in risultati.

Noi ci crediamo, loro ci credono: non ci resta che accendere la tv, posizionarsi sul divano con una birra in mano possibilmente e gridare a più non posso “forza azzurri, forza Italia!”.

 

Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)

Gregor Fucka, il gigante sloveno che giurò amore eterno all’Italia

La questione sui giocatori naturalizzati, col passare degli anni, ha sempre di più diviso l’opinione pubblica fino a renderla un vero e proprio oggetto di esame dei vari addetti ai lavori. Sono oramai all’ordine del giorno notizie di naturalizzazioni tanto clamorose quanto inaspettate, tra cui l’ultima che ha riguardato Anton Gavel nelle scorse settimane il quale, nonostante avesse già giocato con la nazionale slovacca in passato, è stato autorizzato dalla FIBA a poter vestire la maglia della Germania negli imminenti campionati europei.

A questo punto, però, facciamo un passo indietro addentrandoci nel Golfo di Trieste fino a raggiungere Kranj, cittadina slovena nota soprattutto per il suo centro storico a stampo medievale. E’ proprio qui che, il 7 agosto 1971, viene al mondo il futuro “airone” della palla a spicchi europea, alias Gregor Fucka.
Per una ragione o per un’altra, la sua infanzia è povera di lussi o grandi investimenti, tuttavia fin da ragazzino egli mostra grande dedizione al sacrificio e stazza fisica imponente, tant’è che già a 15 anni supera i 2 metri di altezza.

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Gregor Fucka, l’airone di Kranj.

Non solo basket in lui: Gregor è votato particolarmente anche ad un’osservazione dettagliata del mondo naturale, sua grande passione. Una volta raggiunta la maggiore età e conclusi gli studi mette da parte tutto e inizia così la sua carriera da cestista professionista, presso l’Olimpia Lubiana. Già nel 1990, due anni dopo, si trasferisce in Italia indossando la maglia della Stefanel Trieste. Qui matura come uomo e giocatore, conoscendo tra gli altri Dejan Bodiroga, anch’egli appena trasferitosi in terra friulana. Proprio durante gli anni a Trieste Fucka decide di giocare per la nazionale italiana e prende parte ai Mondiali U19 del 1991, conquistando la medaglia d’argento.

In seguito passa a Milano. Nell’annata 1995-1996 vince Scudetto e Coppa Italia e parte sempre nello starting-five, guadagnandosi la chiamata della Fortitudo Bologna. In ben 5 anni in Emilia arriva il suo secondo scudetto (2000). Pochi giorni dopo la chiusura della serie finale riceve a Roma l’Oscar del Basket “Reverberi”.

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Fucka contro Carlton Myers, suo compagno di nazionale per tanti anni.

Nel 2002, dopo il fallimento della trattative con il team NBA degli Indiana Pacers, si trasferisce in Spagna al Barcellona, rinunciando nel contempo alla nazionale. In Spagna arriva la prima grande affermazione internazionale con la vittoria dell’Eurolega nel 2003, ai danni della Benetton Treviso; suo compagno di squadra e di successo è ancora una volta Dejan Bodiroga. In terra catalana fa suoi anche due campionati (2002-03 e 2003-04), una Supercoppa (2005) ed una Coppa del Re (2003).
Una volta scaduto il contratto quadriennale con i blaugrana, Gregor Fucka firma un accordo annuale con i baschi del Girona. Qui vince l’EuroCup, divenendo uno dei pochi a vantare nel proprio palmarès sia l’Eurolega che la seconda competizione europea per club.
A quel punto, un ritorno a casa (casa adottiva, in realtà…) è inevitabile. Tra Roma, Pistoia e un breve ritorno alla Fortitudo la carriera dell’airone vede la parola fine nel luglio 2011.

Lungo atipico quale è stato su qualunque parquet abbia messo mai piede, il nativo di Carnio ha avuto medie in Serie A di 28.8 minuti, 13.7 punti e 6.7 rimbalzi in 542 presenze totali. Come se 215 cm non servirebbero a fare il monaco, c’è da dire che per la sua altezza è dotato di mobilità e versatilità da cineteca, che lo rendono pericoloso da qualunque posizione. Inoltre è perfettamente ambidestro: ciò gli permetteva grande imprevedibilità su entrambi i lati del campo.

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Bogdan Tanjevic, grande estimatore di Fucka e per anni a capo della nazionale turca.

Sicuramente i più grandi progressi a livello personale gli ha riscontrati quando aveva al suo fianco un coach come Bogdan Tanjevic: in parole povere, nell’esperienza triestina e in nazionale dal 1997 al 2001. Mentre gli europei del ’97 furono la consacrazione del gruppo azzurro, con l’argento alle spalle della fortissima Jugoslavia, due anni dopo arrivò l’apice della carriera di Fucka. Di fatti, risale al 1999 il secondo e ultimo trionfo azzurro alla manifestazione continentale, dove Gregor fu anche eletto MVP grazie alle prestazioni dominanti nei quarti e in semifinale. In finale, invece, fu sconfitta la Spagna 105-96 con uno straripante Andrea Meneghin!

Da oggi è tempo di una nuova avventura. Poche ore ed EuroBasket 2015 vedrà le prime nazionali scendere in campo. A 32 anni da Nantes e 16 da Parigi, l’Italia ha fame di rivincita dopo anni difficili e vuoti di successi.
Che la sfida abbia inizio, tra pochissimo!

Per Serie A Beko Passion,
Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)