Road to Vitoria: Efes-Barcellona

EFES-BARCELLONA: PLATOON SYSTEM

Efes-Barcellona. Il colpevole torna sempre sul luogo del diletto. E Pesic, forse il più colpevole di tutti, è tornato là dove aveva dilettato.

Pesic colpevole? E di cosa? Di essere un allenatore poco glamour, anzi, proprio di riportare in scena quella generazione di maestri slavi cattedratici e inflessibili che credevamo sparita. Perché quando Obradovic vince trofei o va in conferenza stampa affermando di apprezzare i playoff NBA, siamo disposti a considerare un genio che si è adattato al basket moderno, passando sopra ai colpi di asciugacapelli che riserva ai suoi in panchina. Fanno parte del personaggio.

Pesic, invece, sembra sempre dipinto solamente come anticaglia. La chiamata del Barcellona a metà 2017/2018 faceva incontrare due bisogni: quello del coach di tornare nel giro che contava e quello dei catalani di trovare una stabilità tecnica che dalla separazione con Xavi Pascual, nel 2016, sembrava smarrita. Pesic “Il redivivo”, dunque, con la differenza rispetto al film di Iñarritu, l’orso e il sopravvissuto è un unico personaggio, Pesic stesso. Veni, vidi, vici: il coach slavo ha fatto quello che gli è stato richiesto, portando a casa una Coppa del Re sin da subito, replicata quest’anno.

Così, “Sveto” ha potuto tornare a competere ad alto livello alla sua maniera, impostando la squadra secondo la sua filosofia (dopo aver terminato l’articolo qui si può spendere una mezz’oretta per approfondirla). E, guarda caso, dopo anni di difficoltà il Barcellona è tornato nelle zone alte dell’Eurolega, anzitutto grazie a una difesa camaleontica, che alterna la pressione sulla palla sovraccaricando il lato forte e riempiendo l’area a una marcatura più distanziata, che cambia sul pick&roll avversario.

Siccome però, come direbbe Sergio Tavčar (che d’altronde è della stessa scuola di Pesic), è l’attacco a vincere le partite, il coach serbo non ha lesinato energie nel costruire un attacco ben bilanciato, in cui se si ha un buon corridoio in contropiede per prima cosa si prende quello. Quando non c’è, invece, l’offensiva catalana prevede quattro uomini, quando non addirittura tutti e cinque, fuori dall’arco dei tre punti.

Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona
Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona

Lì, a seconda del gioco chiamato, si blocca per uno degli esterni, spesso Heurtel e Kuric, che penetra e scarica dal lato opposto per il compagno libero, il quale a sua volta sceglie se tirare e che tipo di tiro effettuare, o se far proseguire l’azione. In alternativa si utilizza l’uomo in area come centro-boa a cui passare la palla per far muovere la difesa (Tomic o Seraphin, entrambi passatori affidabili), e quest’ultimo sceglie se andare a canestro in prima persona o, più spesso, ripassare la palla fuori.

Di Ataman, e del suo Efes abbiamo invece già raccontato tempo addietro. Rapido ripasso: in difesa, occupa il lato forte, lascia più spazio ai tiratori sugli esterni, collassa spesso e volentieri sul penetratore, mentre a metà campo cerca di anticipare, ostacolando la costruzione dello schema.

In attacco, come il Barcellona, la transizione è la prima opzione, e se non si trova spazio si riporta la palla in punta per una serie di uscite dai blocchi laterali, oppure si spargono tre tiratori fuori dall’area, che sono due esterni (due tra Simon, Beaubois e Micic) e un 4 tattico. Il riferimento in area è unico, sotto canestro quando è Dunston o Pleiss, o pronto a tagliare quando è Moerman.

Nel quarto di finale Efes-Barcellona, che oppone la quarta alla quinta classificata, dunque, si affrontano due squadre speculari nell’impostazione tattica del match e nella filosofia, in quanto entrambe sono strutturate su un platoon system, seppur diversi: quello turco orientato a valorizzare le qualità dei singoli e quello catalano ad opporre tante piccole expertises (prova ne sia il fatto che solo Heurtel è in doppia cifra di media).

Efes-Barcellona si deciderà quindi verosimilmente su due fronti: i duelli individuali e l’abilità degli allenatori di capire quale elemento faccia più la differenza in un dato momento dell’incontro. Sarà una partita a scacchi tra due coach abili ed esperti. Un turco e un serbo, proprio quelli da cui un antico proverbio delle nostri parti invita a guardarsi.

Road to Vitoria: Real Madrid-Panathinaikos

L’equazione tra conformismo e vittoria, nella pallacanestro è tutt’altro che matematica. Può essere vera come rivelarsi falsa. Ed è da questi presupposti che comincia la sfida Real Madrid-Panathinaikos. Si parla di conformismo tecnico, sia chiaro; quello che pratica il Real, amante del basket cosiddetto “moderno”, fatto di ritmi alti, conclusioni al ferro o da tre punti; quello che non pratica il Panathinaikos, squadra coriacea come poche in difesa, ragionatrice, poco estrema in attacco. Sfida tra pallacanestro contemporanea e vintage? No, la pallacanestro contemporanea non esiste. Altrimenti parleremmo di un’altra serie. Invece trattiamo la sfida forse più interessante dei playoff di questa Eurolega.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Real Madrid

  • Record: 22-8
  • Punti segnati: 85.9
  • Punti subiti: 78.1
  • Team leaders: Anthony Randolph (12.9 PTS); Walter Tavares (6.1 REB); Facundo Campazzo (4.5 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore

Panathinaikos 

  • Record: 16-14
  • Punti segnati: 79.6
  • Punti subiti: 78.5
  • Team leaders: Nick Calathes (12.3 PTS); Nick Calathes (4.5 REB); Nick Calathes (8.9 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?

REAL MADRID, IL ROSTER

  • Fabien Causeaur #1
  • Anthony Randolph #3
  • Rudy Fernandez #5
  • Facundo Campazzo #7
  • Felipe Reyes #9
  • Gustavo Ayon #14
  • Santi Yusta #16
  • Melwin Pantzar #19
  • Jaycee Carroll #20
  • Walter Tavares #22
  • Sergio Llull #23
  • Gabriel Deck #24
  • Klemen Prepelic #25
  • Ognjen Kuzmic #32
  • Trey Thompkins #33
  • Jeffrey Taylor #44

PANATHINAIKOS, IL ROSTER

  • Deshaun Thomas #0
  • Keith Langford #5
  • Georgios Papagiannis #6
  • Evangelos Sakellariou #9
  • Ioannis Papapetrou #10
  • Nikos Pappas #11
  • James Gist #14
  • Ian Vougioukas #15
  • Georgios Kalaitzakis #16
  • Lukas Lekavicius #19
  • Sean Kilpatrick #23
  • Matt Lojeski #24
  • Nick Calathes #33
  • Thanasis Antetokounmpo #43
  • Kostantinos Mitoglou #44

VINCE IL REAL MADRID SE…

Se riesce a imporre ritmi alti e a sfidare il Pana al tiro da tre punti. Partiamo dal grande punto di forza della squadra di coach Laso, l’attacco, il terzo della regular season per punti segnati, dietro solo a quelli stellari di Milano e CSKA. Ovviamente tutto avrà inizio dai due playmaker: Sergio Llull e Facundo Campazzo saranno chiamati ad attaccare con costanza Nick Calathes, che è grande difensore ma dovrà stare in campo molti minuti (difficilmente meno di 35 a sera), e ad alzare i ritmi ogni volta che sia possibile, per innescare i micidiali tiratori a roster come Fernandez, Carroll e Causeur, che faranno fatica a trovare spazi giocando a metà campo. Ma giocare contro la difesa schierata è inevitabile necessità. E allora sono due le armi principali cui si affiderà Laso. La prima è il pick and roll centrale, che può essere nutrito da ball-handler e costruttori di gioco di primo livello (Llull e Campazzo combinano quasi 9 assist a partita); la batteria di tiratori sul perimetro, per una squadra che tira circa al 39% dall’arco, aprirà gli spazi alle “rollate” e al gioco interno dei giganti Ayon e Tavares. La seconda arma saranno le uscite dai blocchi per i tiratori, Carroll su tutti, utili non solo a trovare conclusioni per gli esterni ma ad aprire spazio anche per i bloccanti. E anche a giochi rotti non mancheranno le alternative, con giocatori capaci di creare canestri sostanzialmente dal nulla, come Anthony Randolph, ma non solo.

Real Madrid-Panathinaikos sarà anche la serie delle giocate di grande talento, come già visto…

In difesa la parola chiave sarà “sfida”, sfida al tiro per essere precisi. Il Pana è squadra che tira male (e poco) da tre punti, assestandosi intorno al 31% di realizzazione. La scelta contro il pick and roll, soprattutto quando giocato da Calathes, dovrà essere quella di passare dietro e di contenere per chiudere le linee di penetrazione, concedendo spazio dall’arco ma attenzionando il mid-range, che non sarà “moderno” (siete sicuri?), ma in questa serie può essere fattore. Il lato debole dovrà optare per riempire l’area, rischiando decisamente sul tiro da fuori, anche piedi per terra. La difesa del Real è molto cresciuta rispetto alle scorse stagioni (quarta in questa stagione per punti subiti), grazie prima di tutto al lavoro dei lunghi e all’arrivo di Tavares. I 222 centimetri e l’apertura alare del capo-verdiano sono fattore in ogni area difensiva ed è proprio per questo che una squadra come quella greca, che preferisce andare al ferro, trova davanti a sé la peggior avversaria possibile.

VINCE IL PANATHINAIKOS SE…

Se costringe il Real a giocare a punteggi bassi e trova efficienza nel buon, vecchio palleggio arresto e tiro. In attacco tutte le fortune passano da Nick Calathes e dalla sua conduzione del pick and roll. Contro la difesa sicuramente contenitiva degli Spagnoli il play di Pitino dovrà essere bravo ad accettare il meno possibile il tiro da tre punti per attaccare, trovare le proprie conclusioni dalla media distanza e, quando necessario, scaricare per i tiratori sul perimetro, conscio di doversi fidare di loro. Pensare di passare nell’area blanca senza “aprire la scatola” risulta utopistico. E allora spazio ai pochi tiratori efficaci dall’arco e al palleggio arresto e tiro, arma da rispolverarsi per non schiantarsi su Tavares e compagnia nel pitturato. Se il pick and roll non dovesse produrre adeguatamente, il Pana non ha molti giocatori capaci di creare dall’uno contro uno, se non uno, Keith Langford, capace, a quasi di 36 anni, di produrre 11 punti di media a questi livelli. La sua abilità nell’attaccare dal palleggio dovrà essere fattore nel far lavorare in difesa Fernandez e Carroll, due difensori discutibili.

Real Madrid-Panathinaikos sarà serie di pick and roll

Ma se il Panathinaikos è arrivato ai playoff è per il capolavoro che Rick Pitino ha fatto sulla fase difensiva, una delle più efficienti nella seconda metà della stagione regolare. Il primo segreto sta nel fatto che nessun giocatore a roster sia un difensore riluttante. Il lavoro partirà da subito, con grande pressione sulla palla. Contro il pick and roll del Real Madrid  gli ordini di scuderia imporranno di negare il più possibile facili conclusioni dal perimetro, rischiando qualcosa in più in area, dove Papagiannis dovrà dimostrarsi baluardo, sostenuto dall’atletismo di Gist. Tra le armi da non scordare vi è quella del cambio difensivo, possibile con atleti del calibro di Papapetrou, Antetokounmpo, Thomas e Kilpatrick, chiamati tanto a usare i muscoli contro i lunghi quanto a muovere i piedi contro gli esterni. Tutti i buoni difensori potrebbero permettere di risparmiare un po’ Calathes per la fase offensiva, elemento imprescindibile per alzare le possibilità di successo. La taglia fisica dovrà essere determinante anche a rimbalzo, contro una squadra molto pericolosa da questo punto di vista. Tanti rimbalzi e recuperi per facili punti in contropiede: aggirare l’ostacolo per non doverlo superare. Furbizia. Rick Pitino. Panathinaikos.

REAL MADRID-PANATHINAIKOS: STREAMING E PRONOSTICI

La prima palla a due di Real Madrid-Panathinaikos  si alzerà il 17 aprile alle 21.15 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv.Le prime due partite si svolgeranno a Madrid, la terza e l’eventuale quarta ad Atene, mentre si ritornerà in Spagna per la possibile quinta partita.

Due squadre agli antipodi, capaci quindi di dare vita a una serie nervosa ed equilibrata. Il Real è ovviamente favorito, ma trova una squadra che, per caratteristiche, può essere rognosa. Possibile che la serie si risolva alla quinta gara. Ricordandoci che non esiste un basket contemporaneo e uno antiquato, ma esistono solo diverse idee di gioco. Per questo ci divertiremo e discuteremo sulle serie di Eurolega.

Road to Vitoria: CSKA Mosca – KIROLBET Baskonia Vitoria-Gasteiz

La stagione di Eurolega si avvicina alla sua fase cruciale. Dopo le 30 partite di Regular Season, il Fenerbahce di Melli e Datome ha prevalso sul CSKA Mosca per il primo posto nella classifica generale.

Per il CSKA si prospetta quindi una sfida alla meglio delle 5 gare con la settima qualificata, il Baskonia Vitoria-Gasteiz. Nel doppio confronto di stagione regolare, ciascuna squadra ha prevalso sul parquet casalingo. Finì 76-73 per il Baskonia in Spagna in dicembre, 82-78 per il CSKA a Mosca nell’ultimo turno, il 4 aprile.

Prima di analizzare nel dettaglio le chiavi tecniche della contesa, forniamo un elenco dei roster delle due squadre.

CSKA MOSCA, 2°, 24 W – 6 L

1 DE COLO, NANDO G 1.96
3 BOLOMBOY, JOEL F 2.04
4 KHOMENKO, ALEXANDER G 1.92
5 PETERS, ALEC F 2.06
7 UKHOV, IVAN G 1.93
9 GAVRILOV, ALEXANDER G 1.95
11 ANTONOV, SEMEN F 2.02
12 ERSHOV, ALEKSANDR G 1.97
13 RODRIGUEZ, SERGIO G 1.91
20 VORONTSEVICH, ANDREY F 2.07
21 CLYBURN, WILL F 2.01
22 HIGGINS, CORY G 1.96
23 HACKETT, DANIEL G 1.93
28 LOPATIN, ANDREI F 2.08
30 KULAGIN, MIKHAIL G 1.91
41 KURBANOV, NIKITA F 2.02
42 HINES, KYLE C 1.98
44 HUNTER, OTHELLO C 2.03
Head coach: ITOUDIS, DIMITRIS

KIROLBET BASKONIA VITORIA GASTEIZ, 7°, 15-15

1 PENAVA, AJDIN C 2.06
3 VILDOZA, LUCA G 1.91
5 GONZALEZ, MIGUEL G 2.01
7 VOIGTMANN, JOHANNES C 2.14
8 SEDEKERSKIS, TADAS F 2.00
9 HUERTAS, MARCELINHO G 1.90
11 JANNING, MATT G 1.93
12 DIOP, ILIMANE C 2.11
15 GRANGER, JAYSON G 1.89
17 POIRIER, VINCENT C 2.13
20 RAIESTE, SANDER F 2.04
21 JONES, JALEN F 2.01
23 SHENGELIA, TORNIKE C 2.06
29 GARINO, PATRICIO F 2.01
31 SHIELDS, SHAVON F 2.01
32 HILLIARD, DARRUN F 1.98
47 KURUCS, ARTURS G 1.90
Head coach: PERASOVIC, VELIMIR

VINCE IL CSKA SE…

La squadra allenata da Itoudis è una delle grandi favorite alla vittoria finale. Una sconfitta ai playoff contro il Baskonia sarebbe un evento clamoroso e significherebbe sicuramente esonero per l’allenatore e rivoluzione in estate. Hackett e compagni non vogliono nemmeno considerare questa eventualità.

Il CSKA si piazza al secondo posto in Eurolega per punti segnati a partita, 87,  dietro all’Olimpia Milano ormai eliminata. Il Baskonia è sesto con 82 di media: già da questa prima statistica è facile stabilire a quale delle due squadre spetti il primato in termini di potenzialità in attacco. I meccanismi offensivi dei moscoviti sembrano a tratti inarrestabili. Nel corso di sfide equilibrate, il parziale capace di porre fine alle velleità avversarie è sempre dietro l’angolo. Il dato riguardante i punti segnati per partita non varia qualora si tenga conto delle sole partite in trasferta: il CSKA è una squadra esperta e difficilmente influenzabile dall’ambiente in cui si trova a giocare.

Itoudis può legittimamente sperare di violare la Fernando Buesa Arena di Vitoria. Le prime due partite si giocheranno a Mosca, in un palazzo dove il CSKA ha perso solo una volta in stagione. Anche in caso di sconfitta casalinga, la squadra russa potrà raddrizzare le sorti della sfida in Spagna, data la freddezza e l’esperienza dei suoi giocatori.

Il reparto esterni del CSKA è clamoroso: se nel primo quintetto l’attacco passa per lo più per le mani di De Colo, affiancato da Hackett e Kurbanov, dalla panchina si alzano il ‘Chacho’ Rodriguez, Cory Higgins e Will Clyburn. I due americani della squadra di Itoudis sono candidati al miglior quintetto della stagione. Higgins è uno dei giocatori più clutch della lega, possibile MVP della competizione e giocatore di impatto anche difensivo. Clyburn è inarrestabile in avvicinamento a canestro e sarà il più grande rebus per la difesa di Vitoria.

Will Clyburn tende a battere l’avversario diretto in palleggo…

Il CSKA dovrà trovare il modo di limitare  i lunghi avversari nel pitturato. Poirier, Voigtmann e il redivivo Shengelia costituiscono un reparto in grado di mettere in difficoltà i pari ruolo moscoviti. Itoudis privilegia i cambi sui blocchi in difesa, ma potrebbe rivedere questa tattica in particolare contro Shengelia, difficile da contenere per le guardie.

Daniel Hackett, ormai divenuto elemento chiave delle rotazioni, sarà importante per mantenere alta l’intensità difensiva su Vildoza e Huertas. Il giovane italo-argentino tende a perdere molti palloni se pressato con continuità. Limitando lui, Hackett potrebbe bloccare l’attacco del Baskonia. La coppia di americani e il talento di Nando De Colo faranno il resto.

VINCE IL BASKONIA SE…

Conditio sine qua non: il pieno recupero di Tornike Shengelia. Nella vittoria casalinga  contro il CSKA del 7 dicembre, Shengelia segnò 15 punti conditi con 8 rimbalzi e 3 assist. Pur limitato da un infortunio che lo ha tenuto fermo gran parte della stagione, il georgiano può essere il giocatore in grado di mettere in difficoltà i russi. L’unica, piccola falla della difesa del CSKA può essere proprio in ala grande: Bolomboy è inadeguato, Vorontsevich sempre infortunato, Peters leggero per un Shengelia sano.  Itoudis cercherà forse di limitarlo con la fisicità di Antonov, ma il russo non può contenere Shengelia per molti minuti senza incorrere in problemi di falli.

Se Shengelia è davvero ristabilito, il Baskonia ha una chance.

Il reparto lunghi del Baskonia può rivelarsi superiore a quello della squadra di Mosca, non solo sulla singola sfida ma anche nel corso di una serie. Per provare a strappare una partita fuori casa, coach Perasovic avrà bisogno del dominio a rimbalzo di Poirier e Voigtmann. Il francese è uno dei giocatori più migliorati in questa stagione e sancì con i suoi 18 punti e 8 rimbalzi la vittoria della Fernando Buesa Arena.

Il reparto guardie dei baschi non dovrà farsi stritolare dalla pressione difensiva che i russi cercheranno di imporre fin dai primi minuti. Vildoza è chiamato a un ulteriore step in avanti nella sua ottima stagione, Marcelinho Huertas dovrà guidare i suoi con esperienza e il ritorno dell’infortunato Janning potrebbe togliere parte del peso offensivo dalle spalle dei due play.

Ultimo fattore che può arridere ai baschi è l’incredibile supporto dei tifosi. Vitoria ospiterà le Final Four di Eurolega 2019. Se i ragazzi di Perasovic riuscissero a portare a termine l’upset ai danni del Cska, avrebbero concrete possibilità di vincere il titolo data l’atmosfera rovente che si verrebbe a creare a Vitoria-Gasteiz tra il 17 e il 19 maggio. Con il pubblico dalla propria parte, il Baskonia potrebbe sopperire ai limiti tecnici nei confronti delle squadre più quotate e rivelarsi difficile da battere.

Per prima cosa bisognerà però pensare a ribaltare il fattore campo vincendo un’improba sfida con il CSKA a Mosca.

PRONOSTICI E STREAMING

La prima palla a due della contesa si alzerà il 16 aprile alle 19 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv. Le prime due partite si svolgeranno a Mosca, la terza e l’eventuale quarta a Vitoria, mentre si ritornerà in Russia per la possibile quinta partita.

I favori del pronostico sono tutti dalla parte del CSKA. In particolare, saranno fondamentali gara 1 e gara 3. Il Baskonia cercherà subito il colpo grosso, per poi confidare sull’aiuto dei suoi tifosi. Tuttavia, il CSKA difficilmente si farà sorprendere: se dovessimo azzardare un pronostico, diremmo 3-1 in favore della squadra di Itoudis, con una reazione di orgoglio dei baschi in gara 3 e un trionfo russo in gara 4, con gli avversari allo stremo di energie fisiche e mentali.

 

 

Road to Vitoria: Fenerbahce Istanbul-Zalgiris Kaunas

Non solo NBA, è tempo di Playoff anche nella Turkish Airlines Euroleague ed una tra le serie più interessanti è Fenerbahce-Zalgiris, due squadre opposte per costruzione del roster, budget e caratteristiche del gruppo. Il Fenerbahce Beko Istanbul si è qualificato da prima della classe con un record di 25-5 dando spesso l’impressione di essere una squadra di un altro livello anche per la massima competizione continentale, mentre lo Zalgiris Kaunas ha agguantato un posto tra le prime otto in classifica soltanto all’ultima giornata, in una lotta Playoff che ha coinvolto ben sette squadre, compresa la “nostra” Olimpia Milano.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Fenerabahce Istanbul

  • Record: 25-5
  • Punti segnati (media): 83.4
  • Punti subiti (media): 74.5
  • Team Leaders: Jan Vesely (12.9 Pts), Jan Vesely (5.4 Reb), Kostas Sloukas (4.7 Ast)

Zalgiris Kaunas

  • Record: 15-5
  • Punti segnati: 78.6
  • Punti subiti: 77.4
  • Team Leaders: Brandon Davies (14.4 Pts), Brandon Davies (5.6 Reb), Nate Wolters (4 Ast)

Diamo ora uno sguardo ai roster delle due squadre

ROSTER FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

Datome, Vesely e Sloukas: la colonna portante del Fenerbahce
  • Erick Green #1
  • Ergi Tirpanci #3
  • Nicolo Melli #4
  • Baris Hersek #5
  • Melih Mahmutoglu #10
  • Tyler Ennis #11
  • Nikola Kalinic #12
  • Tarik Biberovic #13
  • Kostas Sloukas #16
  • Egehan Arna #18
  • Marko Guduric #23
  • Jan Vesely #24
  • Sinan Guler #32
  • Ali Muahmmed #35
  • Ahmet Duverioglu #44
  • #Luigi Datome #70
  • Joffrey Lauvergne #77

Head Coach Zeljko Obradovic

ROSTER ZALGIRIS KAUNAS

Sarunas Jasikevicius, vera stella dello Zalgiris
  • Brandon Davies #0
  • Deon Thompson #2
  • Nate Wolters #3
  • Thomas Walkup #7
  • Leo Westermann #9
  • Lukas Uleckas #10
  • Erikas Venskus #12
  • Paulius Jankunas #13
  • Laurynas Birutis #17
  • Arturas Milaknis #21
  • Aaron White #30
  • Rokas Jokubaitis #31
  • Marius Grigonis #40
  • Antanas Kavaliauskas #44
  • Edgaras Ulanovas #92

Head Coach Sarunas Jasikevicius

VINCE IL FENERBAHCE SE…

Nella sfida Fenerbahce-Zalgiris la squadra allenata da Coach Zeljko Obradovic parte senza dubbio nettamente favorita, testimoniato anche dal fatto che stiamo parlando della squadra che ha vinto la Regular Season e forse della candidata numero uno alla vittoria finale. Un’eventuale eliminazione del Fenerbahce al primo turno contro il “modesto” Zalgiris rappresenterebbe un vero e proprio fallimento della squadra turca e francamente almeno sulla carta appare improbabile una loro eliminazione. Il Fenerbahce ha avuto il quinto migliore attacco della competizione (in squadra ci sono però tantissimi giocatori in grado di segnare in qualsiasi modo), ma la miglior difesa, da sempre il vero punto di forza delle squadre di Obradovic. Per vincere la serie i turchi dovranno riuscire a giocare la loro pallacanestro (solida e concreta) e proteggere il fattore campo, visto che giocare in casa dello Zalgiris è complicato per chiunque; inoltre il Fenerbahce dovrà far valere la loro maggior esperienza, visto che la maggior parte dei giocatori del roster hanno già giocato delle Final Four da protagonisti e sanno bene come gestire pressione e momenti negativi all’interno delle partite. Infatti il Fenerbahce ha quasi sempre saputo ribaltare momenti negativi, rimontando il punteggio partendo sempre dalla loro incredibile fase difensiva ed anche nelle partite punto a punto la squadra di Coach Obradovic è sempre in grado di effettuare un parziale devastante per gli avversari. Il punto forte del roster di Obradovic è sicuramente il reparto lunghi, visto che Melli, Lauvergne e Vesely sono tutti giocatori di primissimo livello in entrambe le metà campo; un altro punto di forza è sicuramente la profondità del roster turco, in quanto dalla panchina escono giocatori del calibro del già citato Lauvergne, oltre ai vari Nikola Kalinic, Ali Muahmmed ed Erick Green, ovvero tutti giocatori in grado di cambiare le sorti di una partita.

 

Un’azione spesso letale del Fener: pick and pop con canestro da tre punti di Melli

Il reparto esterni è invece composto da giocatori di grande esperienza e che proprio come il reparto lunghi sono tutti giocatori di altissimo livello, quindi trovare punti deboli nel Fenerbahce è veramente difficilissimo, se non impossibile. Sarà fondamentale la difesa su Brandon Davies e su Nate Wolters, ovvero i due giocatori principali dello Zalgiris; inoltre saranno una chiave fondamentale i rimbalzi offensivi della squadra turca, visto che ci sono tantissimi giocatori di stazza notevole ed in grado di andare forte a rimbalzo. Quindi nella serie Fenerbahce-Zalgiris sarà fondamentale vedere chi avrà il controllo dei rimbalzi.

VINCE LO ZALGIRIS SE…

Nella serie Fenerbahce-Zalgiris la squadra di Coach Jasikevicius non ha molte chance di vittoria, ma è sicuro che non molleranno mai fino alla fine perchè la squadra lituana è una squadra che non concede mai nulla di facile agli avversari. Fondamentale sarà il riuscire a strappare il fattore campo andando a vincere una partita in Turchia, impresa ardua ma che la squadra di Jasikevicius è in grado di fare dato che ci hanno già abituato ad imprese (come la passata stagione). Il punto di forza dello Zalgiris è la circolazione di palla nella metà campo offensiva, dato che vengono sempre coinvolti tutti i giocatori e preferiscono far muovere la palla con passaggi rapidi ed intelligenti piuttosto che attaccare in 1 vs 1. Fenerbache-Zalgiris è sulla carta uno scontro impari, sarà dunque fondamentale per la squadra lituana lo spingersi oltre ai propri limiti; una chiave tattica fondamentale sarà il controllo dei rimbalzi per andare in contropiede. Inoltre sarà fondamentale per entrambe le squadre la percentuale al tiro da tre punti, in quanto se da un lato lo Zalgiris dovrà essere brava a limitare le conclusioni da tre al Fenerbache (prima in questa specialità col 43%), dovrà anche lo Zalgiris stesso riuscire a trovare tanti canestri dall’arco in quanto anche loro sono una delle migliori squadre al tiro pesante (quarto posto con il 39%). Il giocatore chiave dello Zalgiris (oltre alle due stelle Davies e Wolters) è Aaron White, che rappresenta l’anima della squadra ed è un giocatore che spesso ha trovato le giocate fondamentali all’interno delle partite; White infatti in questa stagione è migliorato tantissimo, diventando un giocatore pericoloso in entrambe le metà campo.

FENERBAHCE-ZALGIRIS: PRONOSTICI E STREAMING

La serie Fenerbahce-Zalgiris partirà il 16 aprile alle ore 19.45 con la prima palla a due, le prime due partite si giocheranno in Turchia, mentre gara tre ed eventualmente gara quattro si giocheranno a Kaunas, per tornare se sarà necessario ad Istanbul per gara 5. Tutte le partite saranno visibili su Eurosport player ed Euroleague tv, sia live che on demand.

Come detto in precedenza, tutti i favori del pronostico stanno dalla parte del Fenerbahce, che potrebbe vincere agevolmente anche 3-0, ma sarà fondamentale vedere se lo Zalgiris riuscirà a strappare una delle due prime gare in Turchia.

Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

Olimpia Milano mercato: c’è James Nunnally!

James Nunnally-Olimpia-milano-mercato

Si è riacceso stamattina il discorso Olimpia Milano mercato, quando è venuta fuori la trattativa tra la squadra milanese e l’ex MVP del campionato italiano James Nunnally. Nei giorni scorsi il popolo #meninred concordava praticamente in pieno sul fatto che alla squadra di Coach Pianigiani sarebbe servito un rinforzo importante nell’Olimpia Milano mercato, visto l’infortunio di Nemanja Nedovic (e che ormai soffre di problemi fisici da mesi), giocatore fondamentale nello scacchiere di Simone Pianigiani. Recentemente il giocatore americano aveva firmato un contratto di 10 giorni con gli Houston Rockets, oggi scaduto e non rinnovato dalla squadra del Texas (complice l’arrivo di Kenneth Faried); andiamo a ripercorrere in alcuni step la trattativa lampo con cui l’Olimpia Milano sembra ormai essersi riuscita ad aggiudicare le prestazioni di James Nunnally, visto che anche testate importanti come Sportando si sono esposte dando ormai per conclusa positivamente la trattativa:

  • 10 giorni fa, prima che Nunnally firmasse con i Rockets, si parlava di un’importante offerta da una grande realtà di Eurolega (i riflettori erano però puntati sul Baskonia); in realtà, la ricca offerta di cui parlava il giocatore, era quella dell’Olimpia Milano.
  • James Nunnally decide di volersi giocare ancora le sue carte per la NBA, firmando con i Rockets.
  • Questa mattina il giocatore pubblica sul suo profilo instagram una storia con una bandiera italiana ed una freccia che fa centro sul bersaglio, storia subito dopo rimossa, che fa riaccendere le speranze dell’Olimpia Milano mercato. Con questo indizio social, il giocatore ha fatto capire che il suo immediato futuro sarà biancorosso.
La storia comparsa questa mattina nel profilo instagram di James Nunnally

Cosa porterà James Nunnally all’Olimpia Milano?

Dato ormai per scontato che il giocatore ex Minnesota Timberwolves e Houston Rockets approderà a Milano, andiamo a vedere insieme cosa potrebbe portare alla squadra milanese l’ultimo colpo dell’Olimpia Milano mercato: si tratta di un’ala piccola di 201 cm piena di talento, visto che James Nunnally è un giocatore in grado di spostare gli equilibri anche in una competizione importante e difficile come la Turkish Airlines Euroleague. Nel dettaglio, si tratta di un giocatore con un bagaglio offensivo più che completo, visto che è in grado sia di tirare da 3 punti, sia di penetrare attaccando il ferro e sia di giocarsi situazioni di palleggio arresto e tiro; inoltre è un giocatore in grado di giocare sia con la palla in mano e sia senza palla, in quanto sotto la guida di Coach Obradovic nella sua parentesi turca al Fenerbache è diventato un efficacissimo 3&D. Acquisto dunque più che sensato quello dell’Olimpia Milano mercato, in quanto oltre ad essere un grande attaccante è anche un ottimo difensore e potrà permettere senza dubbio a Vladimir Micov di riposare, in quanto Nunnally verosimilmente andrà a giocare oltre i 23 minuti di media.

James Nunnally con parte del suo bagaglio offensivo

Per vedere in azione in maglia biancorossa Nunnally probabilmente bisognerà aspettare il weekend, quando l’Olimpia Milano giocherà in campionato contro la Segafredo Virtus Bologna nella sfida classica del campionato italiano, visto che alla sfida importantissima di Eurolega contro lo Zalgiris mancano soltanto due giorni.

 

L’Eurolega dell’Olimpia Milano: cosa va e cosa non va

Olimpia-Milano-mercato-Sidigas Avellino vs EA7 Emporio Armani Milano

L’Olimpia Milano è sicuramente la squadra da battere nel campionato italiano, avendo un roster molto più completo e profondo delle altre squadre italiane ed un budget a disposizione fuori dal comune grazie ad un mercato super e nella Turkish Airlines Euroleague, l’Armani Exchange Milano si trova a dover ricoprire il ruolo di outsider.

In Eurolega l’Olimpia Milano ha un record di 8 partite vinte e 10 partite perse, occupando così l’ottavo posto in classifica insieme al Baskonia ed il Panathinaikos; sino ad oggi la squadra di Coach Simone Pianigiani ha senza dubbio compiuto un notevole passo avanti rispetto alla passata stagione (che aveva visto finire l’Armani Exchange Milano al penultimo posto con un record di 10 partite vinte e 20 partite perse). Dopo questa piccola premessa, andiamo a dare uno sguardo più attentamente alla stagione europea della squadra milanese:

Il Roster dell’Olimpia Milano

Il roster dell’Armani Exchange Milano è un roster con giocatori che hanno tanti punti nelle mani, basato su un quintetto base di altissimo livello composto da:

  • Mike James,
  • Nemanja Nedovic,
  • Vladimir Micov,
  • Jeffrey Brooks e
  • Kaleb Tarczewski.

Dalla panchina invece si alzano giocatori del calibro di Arturas Gudaitis, Mindaugas Kuzminskas, Dairis Bertans, Curtis Jerrells e poi gli italiani Andrea Cinciarini ed Amedeo Della Valle. Questo è il roster utilizzato base a disposizione di Simone Pianigiani, il quale raramente ha impiegato gli altri due italiani Simone Fontecchio e Christian Burns, vista anche l’aggiunta recente di Alen Omic a completare il reparto lunghi meneghino per via dell’infortunio di Kaleb Tarczewski. Il roster dell’Armani Exchange Milano potrebbe dunque essere uno dei migliori roster europei se al completo, nonostante il budget milanese è fuori dalla top 8 dei budget europei.

Cosa ha funzionato in casa Olimpia Milano?

L’Armani Exchange Milano ha iniziato l’Eurolega 2018/19 in modo eccelso, partendo con un record di 6-2 nelle prime 8 giornate con le uniche due sconfitte arrivate contro il Real Madrid ed il CSKA Mosca, due delle grandi favorite per la vittoria finale, dopo anche essere stata spesso avanti in entrambe le sfide. La squadra biancorossa ha dunque dimostrato di poter essere un osso duro per chiunque anche nella massima competizione continentale, segnando ben 87.3 punti di media a partita ed affermandosi come una delle migliori squadre per percentuale al tiro da 3 punti (quasi il 40%). Inoltre il quintetto base ha sempre dato grandi garanzie, anche se il centro che gioca più minuti ed ha un maggior impatto è quello che parte dalla panchina, ovvero Arturas Gudaitis, serio candidato ad essere scelto nel primo quintetto della Regular Season europea insieme all’americano Mike James; altro giocatore fondamentale per i milanesi è sicuramente Nemanja Nedovic, il quale è un po’ il braccio destro di Mike James ed infatti con Nedovic in campo l’Armani Exchange ha un record di 4-3, con un plus/minus di +47, mentre quando è assente Nedovic il record è di 4-7 e con Jerrells in campo (visto che è il giocatore che più viene utilizzato in assenza del serbo) il plus/minus milanese passa a -73). Unica pecca del serbo è quella di essere perseguitato dagli infortuni muscolari, come confermano le sole 7 partite europee disputate dall’ex giocatore dei Golden State Warriors. L’Armani Exchange Milano è inoltre una delle migliori squadre per rimbalzi offensivi, con Gudaitis primo in questa speciale classifica con oltre 3 di media a partita.

 

Mike James la vince così contro l’Efes 

Cosa non ha funzionato

La carenza principale dell’Armani Exchange Milano in questa stagione è la difesa, in quanto l’Olimpia concede 86.7 punti di media che le valgono il penultimo posto nella classifica di punti concessi agli avversari, un dato veramente macabro se parliamo di una squadra che potrebbe cercare di qualificarsi ai prossimi Playoff di Eurolega. Altro dato negativo riguardante la squadra biancorossa è il contributo offerto dalla panchina: l’Armani Exchange Milano ricava solamente 27.7 punti dai giocatori in uscita dalla panchina, 13 dei quali provengono da Arturas Gudaitis; da giocatori come Kuzminskas, Jerrells e Bertans ci si aspetterebbe qualcosa di più, visto che sono tutti e 3 dei giocatori che potrebbero segnare almeno 10 punti con una facilità disarmante. Anche alcune scelte di Coach Pianigiani non hanno dato i loro frutti, visto che l’ex coach senese ha spesso utilizzato rotazioni molto strette in Eurolega arrivando così stanchi in fondo alle partite ed anche oggi la squadra sembra risentire del poco riposo concesso alle stelle del roster milanese; infatti Amedeo Della Valle e Cinciarini giocano entrambi sotto i 10 minuti di media (Della Valle addirittura appena 6) mentre per Fontecchio e Burns addirittura siamo sotto i 4 minuti di utilizzo medio (Fontecchio 0.50 di media). Insomma, forse delle rotazioni leggermente più ampie sarebbe una buona soluzione per i problemi in casa milanese.

La squadra riuscirà a sopperire a queste carenze e problematiche per fare il grande salto anche in Eurolega? I tifosi dell’Olimpia Milano ed il movimento del basket italiano lo sperano!

 

Eurolega, MVP Round 25: Andrew Goudelock trascina l’Olimpia

Andrew Goudelock Olimpia Milano roster

L’ennesima stagione di tante ombri e pochissime luci quella dell’Olimpia Milano in Eurolega, ancora una volta, le sensazioni della vigila e di inizio stagione sono state notevolmente smentite dal campo: eppure, le premesse erano veramente interessanti; una delle più grandi speranze dei tifosi di Milano era costituita da una guardia americana di 29 anni: Andrew Goudelock di Stone Mountain.

L’ex Fenerbahce veniva da una grandissima stagione al Maccabi Tel-Aviv ed aveva il compito di traghettare Milano almeno a ridosso dei playoff a 8. Situazione quanto mai lontana dalla classifica odierna, che colloca Milano a 9 vittorie e 16 sconfitte, comunque in netta ripresa nel girone di ritorno. Nonostante l’inizio di stagione incoraggiante sia in campionato che in Eurolega, Andrew Goudelock è andato affievolendosi assieme a tutta la squadra nella parte centrale di regular season. Un vero peccato, sinceramente, poichè negli ultimi incontri l’Olimpia sta facendo vedere un bel gioco e dei netti progressi a livello di coesione di squadra.

Dimostrazione lampante è stata la grandissima vittoria contro il Khimki di Aleksej Shved, in piena lotta playoff. I russi sono considerati la “mina vagante” della competizione, capace quest’anno di sconfiggere il Real Madrid di Luka Doncic in trasferta. L’americano ha guidato i biancorossi ad una netta vittoria risultando, al termine del round 25, MVP assoluto del round numero 25 dell’Eurolega 2017-2018.

Eurolega, MVP Round 25: la partita di Andrew Goudelock

La prestazione di Andrew Goudelock contro il Khimki è stata perfetta in tutte le fasi. Season-high e grande pressione in fase difensiva. I numeri lo certificano: 26 punti (7/10 da due, 2/5 da tre, 6/6 dalla lunetta), 5 rimbalzi e 2 assist in 36 minuti di gara. Tirando con il 71% dal campo, migliorando notevolmente l’andamento medio di quest’anno (49,5% FG).

Importante per la guardia aver trovato subito ritmo già nel primo tempo, segnando più della metà dei punti alla fine messi a referto. Partita globalmente vicina alla prefezione quella di Goudelock, che ha vinto il confronto con il miglior marcatore della Eurolega Aleksej Shved. La stagione di Andrew Goudelock, nel complesso, è la peggiore della sua carriera in Eurolega.

Ancor di più, la partita con il Khimki potrebbe significare una svolta emotiva per il giocatore, in vista del finale di campionato e dei playoff Scudetto. Importante sarebbe trovare una continuità ed una dimensione anche in Europa, sia per Andrew che per Milano, anche per testare il livello raggiunto dalla squadra di Pianigiani dopo l’arrivo e il completo inserimento di Kuzminskas.

Bilancio finora sotto le aspettative, quindi, quello di Goudelock in Eurolega. L’ex Maccabi e Fenerbahce, inserito nel “Second Team” 2014-2015 della manifestazione, 20esimo posto nella classifica marcatori con 277 punti e nella classifica delle triple realizzate con 37 “bombe” dall’arco. Numeri che possono ampliamente migliorare in vista del finale di stagione, soprattuto se Milano e il suo numero “0” manterranno la stessa intensità espressa a Mosca.

ESCLUSIVA- Peppe Poeta: “Un onore aver indossato la maglia della Nazionale. Torino? Grande squadra”

Peppe Poeta

Dopo aver chiacchierato con Sasha Vujacic stella della Fiat Auxilium Torino, abbiamo avuto il piacere di intervistare Peppe Poeta: nella nostra chiacchierata targata Nbapassion.com, il capitano della squadra piemontese allenata da coach Paolo Galbiati, ha parlato con noi della grande emozione della Coppa Italia e del suo possibile ritorno in Nazionale. Vediamo cosa ci ha detto Peppe Poeta:

Alla vigilia del match con Capo D’Orlando hai annunciato sui tuoi canali social il tuo prolungamento contrattuale con la Fiat Auxilium Torino per le prossime due stagioni. Raccontaci le tue prime impressioni e le motivazioni sull’accordo appena raggiunto.

Peppe Poeta: “Questa scelta è stata abbastanza naturale dopo un anno e mezzo pieno di soddisfazioni sia per me sia per il club. La società continua a crescere passo dopo passo in ogni stagione: lo scorso anno abbiamo sfiorato i Playoff e siamo arrivati incredibilmente in Europa. In questo inizio di stagione invece siamo partiti benissimo, ma dopo un periodo di vera tempesta; è tornato l’arcobaleno con la vittoria della Coppa Italia. Quando entrambe le parti vogliono la stessa cosa, ovvero la continua crescita di questo progetto, è stato molto agevole trovare un accordo con la società”.

Qual è stato il momento in cui hai capito che era davvero possibile battere la Germani Basket Brescia e vincere la prima storica Coppa Italia della Fiat Auxilium Torino?

Peppe Poeta“È stata una partita difficilissima. La differenza era minima e siamo rimasti sempre punto a punto nell’intero arco del match. Siamo rimasti sempre aggrappati al match; non mollando mai ai tanti strappi nel punteggio fatti registrare dagli avversari. Poi quando sei arrivato alla fine del match in volata, dopo tanti parziali recuperati e hai un po’ di inerzia a tuo favore; arrivano questi bellissimi risultati nel momento più difficile”.

Siete arrivati alle Final Eight di Coppa Italia in un momento davvero delicato. Prima l’esonero di Luca Banchi e l’arrivo di Recalcati. Le dimissioni di coach Recalcati e la squadra in mano a Galbiati hanno dato più motivazione alla squadra?

Peppe Poeta: Abbiamo dimostrato sempre di essere una grande squadra. Le vittorie di inizio stagione contro Olimpia Milano e Reyer Venezia in campionato, Darussafaka e Bayern Monaco in EuroCup; hanno evidenziato che siamo un team in grado di giocarsela contro chiunque. In quel momento buio della stagione, dovevamo trovare tranquillità. La serenità di squadra è arrivata nel momento cruciale della nostra stagione. Il merito di tutto questo lavoro va al nostro coach e anche a tutti i miei compagni di squadra, che si sono messi a disposizione e hanno ritrovato il sorriso nel momento migliore”.

Sei stato uno dei volti della nostra nazionale, che lo scorso lunedì ha centrato la qualificazione alla seconda fase per l’accesso ai mondiali in Cina del 2019. Credi davvero in un tuo ritorno in maglia azzurra?

Peppe Poeta“Sono stato dieci anni in Nazionale e sono orgoglioso di aver fatto parte di questo meraviglioso gruppo, dando tutto ciò che avevo. Se dovesse arrivare una nuova chiamata, andrei di corsa da coach Meo Sacchetti. È un onore indossare quei colori e non rinuncerei mai a una maglia così bella e importante come quella della Nazionale. Ogni volta che indosso i colori della mia nazione mi viene la pelle d’oca e continuo a crederci nonostante abbia dato tanto negli scorsi anni. Ci credo sempre, ma sono consapevole che in questo momento sia dato spazio a giocatori giovani che possono far benissimo nel presente e nel futuro di questa squadra. È giusto dare esperienza a questo nuovo ciclo azzurro. Sono pronto di una chiamata ma consapevole anche di non essere parte di questo ciclo”.

Ringraziamo per la grande disponibilità Peppe Poeta nel realizzare quest’intervista ed un grazie anche all’addetta stampa Benedetta Abbruzzese  per questa possibilità.

Questa la nostra video intervista:

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Esclusiva Vujacic, le sue parole su Kobe

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ESCLUSIVA-Sasha Vujacic: “Kobe per me è come un fratello”

Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare in esclusiva Sasha Vujacic: nella nostra chiacchierata targata Nbapassion.com ieri pomeriggio al PalaRuffini il due volte campione Nba con Kobe Bryant ai Lakers , ha parlato con noi a tutto campo. Dalla NBA Nba fino ad arrivare alla Serie A che sta vivendo da protagonista assoluto con la maglia dell’Auxilium Torino, fresca vincitrice della Coppa Italia contro la Germani Basket Brescia. Vediamo cosa ci ha detto Sasha Vujacic:

Sei tornato ad inizio stagione in Italia dopo aver trascorso la tua ultima stagione oltreoceano.  Cosa ti ha spinto ad accettare il progetto dell’Auxilium Torino ad inizio stagione?

Sasha Vujacic: “In primis sono tornato a casa. L’ho detto ad inizio stagione: sono tornato qui in Italia per cercare di vincere qualcosa. Sono arrivato in una squadra che non ha nel suo palmarès titoli e abbiamo giocato ogni partita per i nostri tre obiettivi; i nostri tre scudetti, così li abbiamo definiti nello spogliatoio. Il primo è terminato in maniera brusca con l’eliminazione dall’Eurocup, poi è arrivata la Coppa Italia e siamo arrivati fino in fondo.”

A proposito di Coppa Italia, cosa pensavi e soprattutto quali emozioni stavi vivendo nel momento in cui stavi scrivendo la storia di Torino, con il canestro della finale di Coppa Italia contro Brescia?

Sasha Vujacic: “Ho aspettato ed è arrivato il mio momento. Non sono un giocatore che nella sua carriera ha messo davanti i trionfi rispetto alla squadra. L’ho fatto anche nelle mie esperienze passate e ho giocato sempre per vincere. Grazie a tutto questo ho sempre capito cosa significasse sacrificare certe cose, per ottenere questi risultati. È stata una partita tesissima contro una squadra che ha giocato una grande pallacanestro per tutto il torneo. Abbiamo aspettato e Washington ha fatto la giocata vincente, passandomi il pallone nel momento decisivo. Poi mettere dentro canestri del genere, anche quando la palla pesa un pochino di più, è sempre grande motivo di soddisfazione per me decidere una partita allo scadere”.

Sasha Vujacic
Sasha Vujacic

Nel corso della tua carriera sei stato al fianco di mostri sacri come Kobe Bryant ed hai avuto modo di conoscere Shaq ai Los Angeles Lakers. Cosa ha significato per te in quel momento della tua carriera essere lì con delle stelle della pallacanestro mondiale?

Sasha Vujacic: “Purtroppo con Shaq sono stato compagno di squadra, ma l’ho affrontato da avversario. Con Kobe tutto è stato davvero diverso.  Kobe mi ha accettato come suo fratello e dal primo giorno sono stato da Dio sotto la sua ala. Tutto questo non si può spiegare. È stato senza dubbio il momento più bello della mia carriera. In quei 7 anni ai Los Angeles Lakers essere lì contro di lui in ogni allenamento, con un giocatore con quella mentalità competitiva, vera, che spinge a darti il massimo, è stato fondamentale per tutto il resto della mia carriera. In questi ultimi anni ci sentiamo molto spesso e lui viene in mio aiuto quando ne ho bisogno”.

Ora sei davanti ad una grande sfida: in questo momento della stagione è tutto in bilico e vi giocate un posto ai Playoff e alle prossime coppe europee. Secondo te, è possibile un piazzamento tra le prime otto posizioni in classifica in questo momento?

Sasha Vujacic: “Penso che tutti abbiamo capito che possiamo battere chiunque e possiamo anche battere i nostri limiti. Abbiamo capito che solo giocando di squadra i Playoff sono decisamente alla nostra portata.  Per noi essere tra le prime otto squadre nel nostro campionato è un grande motivo d’orgoglio alla luce di quanto abbiamo dimostrato. D’ora in avanti i match che ci aspettano non saranno battaglie, bensì guerre da vincere per centrare il nostro ultimo obiettivo. Anche la città di Torino ha capito che è davvero troppo importante il loro sostegno. Spero che il nostro Pala Ruffini sia pieno di fiducia e di amore nei confronti  della squadra. Questo sarà importante per vincere le prossime sfide”.

Ringraziamo per la grande disponibilità Sasha Vujacic nel realizzare quest’intervista ed un grazie anche all’addetta stampa Benedetta Abbruzzese  per questa possibilità.

Questa la nostra video intervista:

 

 

Why so Olympiakos?

Olympiakos

Ormai si fatica persino a chiamarlo miracolo, tanto il miracolo è divenuto consuetudine, sì, per l’ennesima volta l’Olympiakos sta conducendo una stagione al di sopra delle proprie possibilità.

Olympiakos: stagione super positiva

Fino al 2011 le squadre greche erano tra le più ricche, avevano budget prosperosi che attiravano i migliori giocatori europei e persino qualche USA che avesse deciso di prendersi una pausa di riflessione (si dice così, quando il telefono suona a vuoto) dalla NBA.

Poi è arrivata la crisi, quella vera, quella che come una bufera sul mar Egeo ha spazzato via risparmi e speranze di un popolo che, pur avendo inventato la tragedia come genere in sé comprensivo di codici e canoni, in realtà non ha mai amato particolarmente piangersi addosso.

È facile supporre che sia accaduto quello che solitamente accade in questi casi, ovvero che a quanti siano andati a batter cassa le dirigenze delle ateniesi abbiano replicato “Possiamo arrivare fino a qui, altrimenti arrivederci e grazie”. Qualcuno la porta l’ha infilata, altri sono stati ben felici di metter tenda.

Così, mentre i cugini turchi salivano alla ribalta con una ricchezza che mai fino a quel momento avevano conosciuti, i greci dovevano fare di necessità virtù nelle proprie tasche.

Risultato? Due titoli di campioni europei portati a casa (2012 e 2013), contro il solo turco (2017), e la sensazione che quando si sfogli la rosa delle pretendenti al trono non si possa non passare da Atene.

Le due corone sono state conquistate dall’Olympiakos, dopo un decennio quasi secco (2002-2011) in cui era stato il Pana a fare incetta, con quattro affermazioni complessive. Erano i frutti della gestione di Zeljko Obradovic, il coach migliore d’Europa.

Quelli in biancorosso invece la quadra non riuscivano mai a trovarla, tra santoni come Kazlauskas, Gershon, Yannakis e l’Ivkovic-bis. Fino al 2012, fino a quella rimonta pazzesca dal -19 in una gara a basso punteggio, fino al canestro in lay-up di Printezis che ha colpito come una clava le sicurezze del CSKA. Il quale in panchina aveva proprio uno degli ex, Kazlauskas.

L’anno dopo, salutato Ivkovic che in quindici anni aveva portato due titoli europei al Pireo, si pensava a un ridimensionamento. Non era di questo avviso Bartzokas, il nuovo coach, ateniese di nascita e pregno fino in fondo di quello spirito che, in fondo, ha permesso ai suoi antenati di avere la meglio per due volte su un impero gigantesco come quello persiano.

E visto che proprio Salamina e Maratona sono due dei più grossi uppercut di fila della Storia (quella con la “s” maiuscola, quella grazie alla quale siamo qui, ora) e sono di marca greca, l’Olympiakos 2013 ha deciso che l’esperienza 2012 si poteva tranquillamente replicare. E l’Eurolega è finita di nuovo nella zona del porto della capitale.

Ma cosa c’entra questo excursus in stile Senofonte con l’Eurolega 2017/2018? Presto detto. Al momento in cui scriviamo, dietro all’armata russa (o Armata Rossa, perché quella è l’origine) del CSKA la graduatoria vede il Fenerbahçe e l’Olympiakos.

Gli opliti di coach Sfairopoulos sono il tiratore scelto Strelnieks, il mordente figliol prodigo Papanikolaou, il creativo Spanouolis, la freccia nera Bobby Brown, il verticale McLean, il mobile Printezis, il pirotecnico Roberts.

Poi c’è quella discreta dose di cuore e determinazione greca, che già ai tempi delle Guerre Persiane imponeva di combattere, perché non ci sarebbe stato onore nella resa al nemico.

E davvero ancora ci stupiamo di come i greci abbiano risposto alla crisi?

Olimpia-Euroleague: il bilancio

Eurolega-Olimpia Milano

Come sempre negli ultimi anni quando si accostano le parole Olimpia-Euroleague le aspettative sono elevate, in quanto almeno a livello di roster l’Olimpia Milano è sempre stata competitiva anche nella massima competizione continentale. Ovviamente per disputare una buona stagione europea non basta avere un roster con nomi altisonanti ed avere delle ottime individualità, visto che il basket è un gioco di squadra e le partite si vincono soprattutto grazie alla propria difesa. Il rapporto Olimpia-Euroleague specialmente in questi ultimi anni è sempre stato veramente complesso, visto che la squadra milanese non si è mai dimostrata all’altezza delle big europee, in quanto l’ultimo gran risultato in Eurolega è stato con Banchi in panchina nella stagione 2013/2014, quando addirittura si sfiorarono le Final Four (disputate a Milano peraltro). Come ormai sappiamo la licenza decennale per disputare l’Eurolega andrebbe rinnovata se nell’arco dei 10 anni si concludesse la stagione per ben tre volte in ultima posizione, cosa che l’Olimpia ha centrato nella passata stagione (primo anno con questa licenza); di conseguenza nonostante gli impegni stagionali Olimpia-Euroleague termineranno ormai certamente alla fine della Regular Season, rimane da centrare l’obbiettivo di non arrivare di nuovo in ultima posizione, in quanto il mancato successo in questo traguardo rappresenterebbe un vero disastro per il futuro della società meneghina in Euroleague. In questo momento la classifica Olimpia-Euroleague vede la squadra di Coach Simone Pianigiani in terzultima posizione insieme al Barcellona (però a parità di vittorie l’Olimpia è sopra per gli scontri diretti) e sopra di una vittoria sull’Efes; il calendario dell’Olimpia Milano in Euroleague vede la partita fondamentale contro l’Efes proprio nella prossima gara e da giocare in casa, dunque una vittoria sarebbe importantissima per distaccare la squadra turca in classifica, specialmente se questa dovesse arrivare con un margine di almeno 6 punti (la gara d’andata finì 73-68 a favore dei turchi). Inoltre il calendario Olimpia-Euroleague dice anche che l’EA7 giocherà in casa contro il Valencia, altra squadra in lotta per evitare l’ultimo posto, seppur la situazione degli spagnoli sia più tranquilla rispetto alle tre squadre in coda; dunque per la squadra di Pianigiani sarà un finale di Regular Season infuocato e tutto da seguire.

Olimpia-Euroleague: analisi tattica

 

Il binomio Olimpia-Euroleague era iniziato anche con buoni segnali, in quanto nelle prime partite la squadra milanese aveva messo in seria difficoltà tutte le big europee, a cominciare dalla prima giornata in quel di Mosca contro il CSKA (persa dopo essere stata anche sul +16), passando per la partita in casa contro i campioni in carica del Fenerbache (persa solamente dopo un overtime) e per la partita di Madrid, in cui l’Olimpia aveva anche avuto la possibilità di sbancare la casa blanca. Dopo queste prime 3 partite è arrivata la prima vittoria, quella contro il Barcellona in casa, che aveva alimentato le speranze di poter disputare una grande Eurolega in casa Olimpia; da qui sono arrivati i primi problemi, con la disfatta di Tel Aviv in cui l’Olimpia perse senza mai essere in partita e la sconfitta ancora più pesante in casa contro lo Zalgiris, dove la squadra di Pianigiani perse addirittura 62-94. Detto ciò, andiamo ad analizzare quali sono i veri problemi della stagione europea:

 

    • Difesa: il problema principale della squadra milanese è senza dubbio la difesa, visto che è la peggior difesa dell’intera Eurolega; infatti l’Olimpia concede ben 85 punti di media a partita, con exploit negativi che arrivano a ben 4 partite con almeno 100 punti subiti solamente in Eurolega.

 

    • Costanti mismatch: sin dalla prima partita stagionale Coach Pianigiani ha scelto di giocare con Theodore come playmaker e Goudelock come guardia; seppur in attacco formano una buona coppia, nella fase difensiva sono dei mismatch in ogni partita di Eurolega, vista la scarsa attitudine a difendere dei due e i pochi centimetri e chili che hanno a disposizione. I due funamboli milanesi infatti vengono attaccati praticamente in ogni azione e la maggior parte dei diretti avversari li portano spalle a canestro sfruttando l’evidente vantaggio fisico, per concludere loro stessi o scaricare per un compagno libero dopo aver attirato il raddoppio difensivo. Probabilmente dovrebbero essere impiegati in alternanza, limitando così i mismatch e mettendo un giocatore utilissimo in quintetto come Dairis Bertans. Il defensive rating della squadra dice che quando i due sono seduti esso migliora notevolmente: il loro defensive rating dice infatti che con Goudelock in campo la squadra subisce 110 punti su 100 possessi, mentre quando è seduto la squadra ne subisce 102; discorso simile è con Theodore, in quanto il defensive rating dell’Olimpia passa da 107 a 103 punti subiti su 100 possessi

 

    • Scarsa conoscenza reciproca: Ovviamente cambiando la maggior parte del roster ogni anno complica notevolmente la stagione di una squadra; infatti uno dei problemi costanti dello scarso successo Olimpia-Euroleague è senza dubbio questo: sono molte infatti le partite perse per questo motivo, visto che nei finali in bilico essere un gruppo unito e conoscersi alla perfezione aiuta e non poco, inoltre anche la difesa risente di questa scarsa conoscenza reciproca, visto che spesso l’Olimpia ha avuto delle vistose distrazioni difensive. Inoltre, questo comporta lo scarso gioco di squadra, visto che l’Olimpia spesso e volentieri si è affidata alle giocate individuali dei vari Theodore, Goudelock e Micov. 

 

  • Percentuale di tiro concessa: A rinforzare il primo punto, possiamo notare che l’Olimpia concede il 55% al tiro da 2 punti agli avversari (contro il Khimki addirittura si sfiora il 70%) ed è tra le peggiori della Lega; per quanto riguarda il tiro da 3 punti, l’Olimpia è ultima nella Lega, in quanto concede il 43% di realizzazione dei tiri dall’arco agli avversari, con dei clamorosi exploit negativi con lo Zalgiris nella gara d’andata e il Maccabi nella gara di ritorno (65%) ed anche con il Panathinaikos all’andata e Stella Rossa al ritorno l’Olimpia ha concesso almeno il 50% dall’arco agli avversari.