Road to Vitoria: Efes-Barcellona

EFES-BARCELLONA: PLATOON SYSTEM

Efes-Barcellona. Il colpevole torna sempre sul luogo del diletto. E Pesic, forse il più colpevole di tutti, è tornato là dove aveva dilettato.

Pesic colpevole? E di cosa? Di essere un allenatore poco glamour, anzi, proprio di riportare in scena quella generazione di maestri slavi cattedratici e inflessibili che credevamo sparita. Perché quando Obradovic vince trofei o va in conferenza stampa affermando di apprezzare i playoff NBA, siamo disposti a considerare un genio che si è adattato al basket moderno, passando sopra ai colpi di asciugacapelli che riserva ai suoi in panchina. Fanno parte del personaggio.

Pesic, invece, sembra sempre dipinto solamente come anticaglia. La chiamata del Barcellona a metà 2017/2018 faceva incontrare due bisogni: quello del coach di tornare nel giro che contava e quello dei catalani di trovare una stabilità tecnica che dalla separazione con Xavi Pascual, nel 2016, sembrava smarrita. Pesic “Il redivivo”, dunque, con la differenza rispetto al film di Iñarritu, l’orso e il sopravvissuto è un unico personaggio, Pesic stesso. Veni, vidi, vici: il coach slavo ha fatto quello che gli è stato richiesto, portando a casa una Coppa del Re sin da subito, replicata quest’anno.

Così, “Sveto” ha potuto tornare a competere ad alto livello alla sua maniera, impostando la squadra secondo la sua filosofia (dopo aver terminato l’articolo qui si può spendere una mezz’oretta per approfondirla). E, guarda caso, dopo anni di difficoltà il Barcellona è tornato nelle zone alte dell’Eurolega, anzitutto grazie a una difesa camaleontica, che alterna la pressione sulla palla sovraccaricando il lato forte e riempiendo l’area a una marcatura più distanziata, che cambia sul pick&roll avversario.

Siccome però, come direbbe Sergio Tavčar (che d’altronde è della stessa scuola di Pesic), è l’attacco a vincere le partite, il coach serbo non ha lesinato energie nel costruire un attacco ben bilanciato, in cui se si ha un buon corridoio in contropiede per prima cosa si prende quello. Quando non c’è, invece, l’offensiva catalana prevede quattro uomini, quando non addirittura tutti e cinque, fuori dall’arco dei tre punti.

Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona
Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona

Lì, a seconda del gioco chiamato, si blocca per uno degli esterni, spesso Heurtel e Kuric, che penetra e scarica dal lato opposto per il compagno libero, il quale a sua volta sceglie se tirare e che tipo di tiro effettuare, o se far proseguire l’azione. In alternativa si utilizza l’uomo in area come centro-boa a cui passare la palla per far muovere la difesa (Tomic o Seraphin, entrambi passatori affidabili), e quest’ultimo sceglie se andare a canestro in prima persona o, più spesso, ripassare la palla fuori.

Di Ataman, e del suo Efes abbiamo invece già raccontato tempo addietro. Rapido ripasso: in difesa, occupa il lato forte, lascia più spazio ai tiratori sugli esterni, collassa spesso e volentieri sul penetratore, mentre a metà campo cerca di anticipare, ostacolando la costruzione dello schema.

In attacco, come il Barcellona, la transizione è la prima opzione, e se non si trova spazio si riporta la palla in punta per una serie di uscite dai blocchi laterali, oppure si spargono tre tiratori fuori dall’area, che sono due esterni (due tra Simon, Beaubois e Micic) e un 4 tattico. Il riferimento in area è unico, sotto canestro quando è Dunston o Pleiss, o pronto a tagliare quando è Moerman.

Nel quarto di finale Efes-Barcellona, che oppone la quarta alla quinta classificata, dunque, si affrontano due squadre speculari nell’impostazione tattica del match e nella filosofia, in quanto entrambe sono strutturate su un platoon system, seppur diversi: quello turco orientato a valorizzare le qualità dei singoli e quello catalano ad opporre tante piccole expertises (prova ne sia il fatto che solo Heurtel è in doppia cifra di media).

Efes-Barcellona si deciderà quindi verosimilmente su due fronti: i duelli individuali e l’abilità degli allenatori di capire quale elemento faccia più la differenza in un dato momento dell’incontro. Sarà una partita a scacchi tra due coach abili ed esperti. Un turco e un serbo, proprio quelli da cui un antico proverbio delle nostri parti invita a guardarsi.

Road to Vitoria: Real Madrid-Panathinaikos

L’equazione tra conformismo e vittoria, nella pallacanestro è tutt’altro che matematica. Può essere vera come rivelarsi falsa. Ed è da questi presupposti che comincia la sfida Real Madrid-Panathinaikos. Si parla di conformismo tecnico, sia chiaro; quello che pratica il Real, amante del basket cosiddetto “moderno”, fatto di ritmi alti, conclusioni al ferro o da tre punti; quello che non pratica il Panathinaikos, squadra coriacea come poche in difesa, ragionatrice, poco estrema in attacco. Sfida tra pallacanestro contemporanea e vintage? No, la pallacanestro contemporanea non esiste. Altrimenti parleremmo di un’altra serie. Invece trattiamo la sfida forse più interessante dei playoff di questa Eurolega.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Real Madrid

  • Record: 22-8
  • Punti segnati: 85.9
  • Punti subiti: 78.1
  • Team leaders: Anthony Randolph (12.9 PTS); Walter Tavares (6.1 REB); Facundo Campazzo (4.5 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore

Panathinaikos 

  • Record: 16-14
  • Punti segnati: 79.6
  • Punti subiti: 78.5
  • Team leaders: Nick Calathes (12.3 PTS); Nick Calathes (4.5 REB); Nick Calathes (8.9 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?

REAL MADRID, IL ROSTER

  • Fabien Causeaur #1
  • Anthony Randolph #3
  • Rudy Fernandez #5
  • Facundo Campazzo #7
  • Felipe Reyes #9
  • Gustavo Ayon #14
  • Santi Yusta #16
  • Melwin Pantzar #19
  • Jaycee Carroll #20
  • Walter Tavares #22
  • Sergio Llull #23
  • Gabriel Deck #24
  • Klemen Prepelic #25
  • Ognjen Kuzmic #32
  • Trey Thompkins #33
  • Jeffrey Taylor #44

PANATHINAIKOS, IL ROSTER

  • Deshaun Thomas #0
  • Keith Langford #5
  • Georgios Papagiannis #6
  • Evangelos Sakellariou #9
  • Ioannis Papapetrou #10
  • Nikos Pappas #11
  • James Gist #14
  • Ian Vougioukas #15
  • Georgios Kalaitzakis #16
  • Lukas Lekavicius #19
  • Sean Kilpatrick #23
  • Matt Lojeski #24
  • Nick Calathes #33
  • Thanasis Antetokounmpo #43
  • Kostantinos Mitoglou #44

VINCE IL REAL MADRID SE…

Se riesce a imporre ritmi alti e a sfidare il Pana al tiro da tre punti. Partiamo dal grande punto di forza della squadra di coach Laso, l’attacco, il terzo della regular season per punti segnati, dietro solo a quelli stellari di Milano e CSKA. Ovviamente tutto avrà inizio dai due playmaker: Sergio Llull e Facundo Campazzo saranno chiamati ad attaccare con costanza Nick Calathes, che è grande difensore ma dovrà stare in campo molti minuti (difficilmente meno di 35 a sera), e ad alzare i ritmi ogni volta che sia possibile, per innescare i micidiali tiratori a roster come Fernandez, Carroll e Causeur, che faranno fatica a trovare spazi giocando a metà campo. Ma giocare contro la difesa schierata è inevitabile necessità. E allora sono due le armi principali cui si affiderà Laso. La prima è il pick and roll centrale, che può essere nutrito da ball-handler e costruttori di gioco di primo livello (Llull e Campazzo combinano quasi 9 assist a partita); la batteria di tiratori sul perimetro, per una squadra che tira circa al 39% dall’arco, aprirà gli spazi alle “rollate” e al gioco interno dei giganti Ayon e Tavares. La seconda arma saranno le uscite dai blocchi per i tiratori, Carroll su tutti, utili non solo a trovare conclusioni per gli esterni ma ad aprire spazio anche per i bloccanti. E anche a giochi rotti non mancheranno le alternative, con giocatori capaci di creare canestri sostanzialmente dal nulla, come Anthony Randolph, ma non solo.

Real Madrid-Panathinaikos sarà anche la serie delle giocate di grande talento, come già visto…

In difesa la parola chiave sarà “sfida”, sfida al tiro per essere precisi. Il Pana è squadra che tira male (e poco) da tre punti, assestandosi intorno al 31% di realizzazione. La scelta contro il pick and roll, soprattutto quando giocato da Calathes, dovrà essere quella di passare dietro e di contenere per chiudere le linee di penetrazione, concedendo spazio dall’arco ma attenzionando il mid-range, che non sarà “moderno” (siete sicuri?), ma in questa serie può essere fattore. Il lato debole dovrà optare per riempire l’area, rischiando decisamente sul tiro da fuori, anche piedi per terra. La difesa del Real è molto cresciuta rispetto alle scorse stagioni (quarta in questa stagione per punti subiti), grazie prima di tutto al lavoro dei lunghi e all’arrivo di Tavares. I 222 centimetri e l’apertura alare del capo-verdiano sono fattore in ogni area difensiva ed è proprio per questo che una squadra come quella greca, che preferisce andare al ferro, trova davanti a sé la peggior avversaria possibile.

VINCE IL PANATHINAIKOS SE…

Se costringe il Real a giocare a punteggi bassi e trova efficienza nel buon, vecchio palleggio arresto e tiro. In attacco tutte le fortune passano da Nick Calathes e dalla sua conduzione del pick and roll. Contro la difesa sicuramente contenitiva degli Spagnoli il play di Pitino dovrà essere bravo ad accettare il meno possibile il tiro da tre punti per attaccare, trovare le proprie conclusioni dalla media distanza e, quando necessario, scaricare per i tiratori sul perimetro, conscio di doversi fidare di loro. Pensare di passare nell’area blanca senza “aprire la scatola” risulta utopistico. E allora spazio ai pochi tiratori efficaci dall’arco e al palleggio arresto e tiro, arma da rispolverarsi per non schiantarsi su Tavares e compagnia nel pitturato. Se il pick and roll non dovesse produrre adeguatamente, il Pana non ha molti giocatori capaci di creare dall’uno contro uno, se non uno, Keith Langford, capace, a quasi di 36 anni, di produrre 11 punti di media a questi livelli. La sua abilità nell’attaccare dal palleggio dovrà essere fattore nel far lavorare in difesa Fernandez e Carroll, due difensori discutibili.

Real Madrid-Panathinaikos sarà serie di pick and roll

Ma se il Panathinaikos è arrivato ai playoff è per il capolavoro che Rick Pitino ha fatto sulla fase difensiva, una delle più efficienti nella seconda metà della stagione regolare. Il primo segreto sta nel fatto che nessun giocatore a roster sia un difensore riluttante. Il lavoro partirà da subito, con grande pressione sulla palla. Contro il pick and roll del Real Madrid  gli ordini di scuderia imporranno di negare il più possibile facili conclusioni dal perimetro, rischiando qualcosa in più in area, dove Papagiannis dovrà dimostrarsi baluardo, sostenuto dall’atletismo di Gist. Tra le armi da non scordare vi è quella del cambio difensivo, possibile con atleti del calibro di Papapetrou, Antetokounmpo, Thomas e Kilpatrick, chiamati tanto a usare i muscoli contro i lunghi quanto a muovere i piedi contro gli esterni. Tutti i buoni difensori potrebbero permettere di risparmiare un po’ Calathes per la fase offensiva, elemento imprescindibile per alzare le possibilità di successo. La taglia fisica dovrà essere determinante anche a rimbalzo, contro una squadra molto pericolosa da questo punto di vista. Tanti rimbalzi e recuperi per facili punti in contropiede: aggirare l’ostacolo per non doverlo superare. Furbizia. Rick Pitino. Panathinaikos.

REAL MADRID-PANATHINAIKOS: STREAMING E PRONOSTICI

La prima palla a due di Real Madrid-Panathinaikos  si alzerà il 17 aprile alle 21.15 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv.Le prime due partite si svolgeranno a Madrid, la terza e l’eventuale quarta ad Atene, mentre si ritornerà in Spagna per la possibile quinta partita.

Due squadre agli antipodi, capaci quindi di dare vita a una serie nervosa ed equilibrata. Il Real è ovviamente favorito, ma trova una squadra che, per caratteristiche, può essere rognosa. Possibile che la serie si risolva alla quinta gara. Ricordandoci che non esiste un basket contemporaneo e uno antiquato, ma esistono solo diverse idee di gioco. Per questo ci divertiremo e discuteremo sulle serie di Eurolega.

Road to Vitoria: CSKA Mosca – KIROLBET Baskonia Vitoria-Gasteiz

La stagione di Eurolega si avvicina alla sua fase cruciale. Dopo le 30 partite di Regular Season, il Fenerbahce di Melli e Datome ha prevalso sul CSKA Mosca per il primo posto nella classifica generale.

Per il CSKA si prospetta quindi una sfida alla meglio delle 5 gare con la settima qualificata, il Baskonia Vitoria-Gasteiz. Nel doppio confronto di stagione regolare, ciascuna squadra ha prevalso sul parquet casalingo. Finì 76-73 per il Baskonia in Spagna in dicembre, 82-78 per il CSKA a Mosca nell’ultimo turno, il 4 aprile.

Prima di analizzare nel dettaglio le chiavi tecniche della contesa, forniamo un elenco dei roster delle due squadre.

CSKA MOSCA, 2°, 24 W – 6 L

1 DE COLO, NANDO G 1.96
3 BOLOMBOY, JOEL F 2.04
4 KHOMENKO, ALEXANDER G 1.92
5 PETERS, ALEC F 2.06
7 UKHOV, IVAN G 1.93
9 GAVRILOV, ALEXANDER G 1.95
11 ANTONOV, SEMEN F 2.02
12 ERSHOV, ALEKSANDR G 1.97
13 RODRIGUEZ, SERGIO G 1.91
20 VORONTSEVICH, ANDREY F 2.07
21 CLYBURN, WILL F 2.01
22 HIGGINS, CORY G 1.96
23 HACKETT, DANIEL G 1.93
28 LOPATIN, ANDREI F 2.08
30 KULAGIN, MIKHAIL G 1.91
41 KURBANOV, NIKITA F 2.02
42 HINES, KYLE C 1.98
44 HUNTER, OTHELLO C 2.03
Head coach: ITOUDIS, DIMITRIS

KIROLBET BASKONIA VITORIA GASTEIZ, 7°, 15-15

1 PENAVA, AJDIN C 2.06
3 VILDOZA, LUCA G 1.91
5 GONZALEZ, MIGUEL G 2.01
7 VOIGTMANN, JOHANNES C 2.14
8 SEDEKERSKIS, TADAS F 2.00
9 HUERTAS, MARCELINHO G 1.90
11 JANNING, MATT G 1.93
12 DIOP, ILIMANE C 2.11
15 GRANGER, JAYSON G 1.89
17 POIRIER, VINCENT C 2.13
20 RAIESTE, SANDER F 2.04
21 JONES, JALEN F 2.01
23 SHENGELIA, TORNIKE C 2.06
29 GARINO, PATRICIO F 2.01
31 SHIELDS, SHAVON F 2.01
32 HILLIARD, DARRUN F 1.98
47 KURUCS, ARTURS G 1.90
Head coach: PERASOVIC, VELIMIR

VINCE IL CSKA SE…

La squadra allenata da Itoudis è una delle grandi favorite alla vittoria finale. Una sconfitta ai playoff contro il Baskonia sarebbe un evento clamoroso e significherebbe sicuramente esonero per l’allenatore e rivoluzione in estate. Hackett e compagni non vogliono nemmeno considerare questa eventualità.

Il CSKA si piazza al secondo posto in Eurolega per punti segnati a partita, 87,  dietro all’Olimpia Milano ormai eliminata. Il Baskonia è sesto con 82 di media: già da questa prima statistica è facile stabilire a quale delle due squadre spetti il primato in termini di potenzialità in attacco. I meccanismi offensivi dei moscoviti sembrano a tratti inarrestabili. Nel corso di sfide equilibrate, il parziale capace di porre fine alle velleità avversarie è sempre dietro l’angolo. Il dato riguardante i punti segnati per partita non varia qualora si tenga conto delle sole partite in trasferta: il CSKA è una squadra esperta e difficilmente influenzabile dall’ambiente in cui si trova a giocare.

Itoudis può legittimamente sperare di violare la Fernando Buesa Arena di Vitoria. Le prime due partite si giocheranno a Mosca, in un palazzo dove il CSKA ha perso solo una volta in stagione. Anche in caso di sconfitta casalinga, la squadra russa potrà raddrizzare le sorti della sfida in Spagna, data la freddezza e l’esperienza dei suoi giocatori.

Il reparto esterni del CSKA è clamoroso: se nel primo quintetto l’attacco passa per lo più per le mani di De Colo, affiancato da Hackett e Kurbanov, dalla panchina si alzano il ‘Chacho’ Rodriguez, Cory Higgins e Will Clyburn. I due americani della squadra di Itoudis sono candidati al miglior quintetto della stagione. Higgins è uno dei giocatori più clutch della lega, possibile MVP della competizione e giocatore di impatto anche difensivo. Clyburn è inarrestabile in avvicinamento a canestro e sarà il più grande rebus per la difesa di Vitoria.

Will Clyburn tende a battere l’avversario diretto in palleggo…

Il CSKA dovrà trovare il modo di limitare  i lunghi avversari nel pitturato. Poirier, Voigtmann e il redivivo Shengelia costituiscono un reparto in grado di mettere in difficoltà i pari ruolo moscoviti. Itoudis privilegia i cambi sui blocchi in difesa, ma potrebbe rivedere questa tattica in particolare contro Shengelia, difficile da contenere per le guardie.

Daniel Hackett, ormai divenuto elemento chiave delle rotazioni, sarà importante per mantenere alta l’intensità difensiva su Vildoza e Huertas. Il giovane italo-argentino tende a perdere molti palloni se pressato con continuità. Limitando lui, Hackett potrebbe bloccare l’attacco del Baskonia. La coppia di americani e il talento di Nando De Colo faranno il resto.

VINCE IL BASKONIA SE…

Conditio sine qua non: il pieno recupero di Tornike Shengelia. Nella vittoria casalinga  contro il CSKA del 7 dicembre, Shengelia segnò 15 punti conditi con 8 rimbalzi e 3 assist. Pur limitato da un infortunio che lo ha tenuto fermo gran parte della stagione, il georgiano può essere il giocatore in grado di mettere in difficoltà i russi. L’unica, piccola falla della difesa del CSKA può essere proprio in ala grande: Bolomboy è inadeguato, Vorontsevich sempre infortunato, Peters leggero per un Shengelia sano.  Itoudis cercherà forse di limitarlo con la fisicità di Antonov, ma il russo non può contenere Shengelia per molti minuti senza incorrere in problemi di falli.

Se Shengelia è davvero ristabilito, il Baskonia ha una chance.

Il reparto lunghi del Baskonia può rivelarsi superiore a quello della squadra di Mosca, non solo sulla singola sfida ma anche nel corso di una serie. Per provare a strappare una partita fuori casa, coach Perasovic avrà bisogno del dominio a rimbalzo di Poirier e Voigtmann. Il francese è uno dei giocatori più migliorati in questa stagione e sancì con i suoi 18 punti e 8 rimbalzi la vittoria della Fernando Buesa Arena.

Il reparto guardie dei baschi non dovrà farsi stritolare dalla pressione difensiva che i russi cercheranno di imporre fin dai primi minuti. Vildoza è chiamato a un ulteriore step in avanti nella sua ottima stagione, Marcelinho Huertas dovrà guidare i suoi con esperienza e il ritorno dell’infortunato Janning potrebbe togliere parte del peso offensivo dalle spalle dei due play.

Ultimo fattore che può arridere ai baschi è l’incredibile supporto dei tifosi. Vitoria ospiterà le Final Four di Eurolega 2019. Se i ragazzi di Perasovic riuscissero a portare a termine l’upset ai danni del Cska, avrebbero concrete possibilità di vincere il titolo data l’atmosfera rovente che si verrebbe a creare a Vitoria-Gasteiz tra il 17 e il 19 maggio. Con il pubblico dalla propria parte, il Baskonia potrebbe sopperire ai limiti tecnici nei confronti delle squadre più quotate e rivelarsi difficile da battere.

Per prima cosa bisognerà però pensare a ribaltare il fattore campo vincendo un’improba sfida con il CSKA a Mosca.

PRONOSTICI E STREAMING

La prima palla a due della contesa si alzerà il 16 aprile alle 19 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv. Le prime due partite si svolgeranno a Mosca, la terza e l’eventuale quarta a Vitoria, mentre si ritornerà in Russia per la possibile quinta partita.

I favori del pronostico sono tutti dalla parte del CSKA. In particolare, saranno fondamentali gara 1 e gara 3. Il Baskonia cercherà subito il colpo grosso, per poi confidare sull’aiuto dei suoi tifosi. Tuttavia, il CSKA difficilmente si farà sorprendere: se dovessimo azzardare un pronostico, diremmo 3-1 in favore della squadra di Itoudis, con una reazione di orgoglio dei baschi in gara 3 e un trionfo russo in gara 4, con gli avversari allo stremo di energie fisiche e mentali.

 

 

Road to Vitoria: Fenerbahce Istanbul-Zalgiris Kaunas

Non solo NBA, è tempo di Playoff anche nella Turkish Airlines Euroleague ed una tra le serie più interessanti è Fenerbahce-Zalgiris, due squadre opposte per costruzione del roster, budget e caratteristiche del gruppo. Il Fenerbahce Beko Istanbul si è qualificato da prima della classe con un record di 25-5 dando spesso l’impressione di essere una squadra di un altro livello anche per la massima competizione continentale, mentre lo Zalgiris Kaunas ha agguantato un posto tra le prime otto in classifica soltanto all’ultima giornata, in una lotta Playoff che ha coinvolto ben sette squadre, compresa la “nostra” Olimpia Milano.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Fenerabahce Istanbul

  • Record: 25-5
  • Punti segnati (media): 83.4
  • Punti subiti (media): 74.5
  • Team Leaders: Jan Vesely (12.9 Pts), Jan Vesely (5.4 Reb), Kostas Sloukas (4.7 Ast)

Zalgiris Kaunas

  • Record: 15-5
  • Punti segnati: 78.6
  • Punti subiti: 77.4
  • Team Leaders: Brandon Davies (14.4 Pts), Brandon Davies (5.6 Reb), Nate Wolters (4 Ast)

Diamo ora uno sguardo ai roster delle due squadre

ROSTER FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

Datome, Vesely e Sloukas: la colonna portante del Fenerbahce
  • Erick Green #1
  • Ergi Tirpanci #3
  • Nicolo Melli #4
  • Baris Hersek #5
  • Melih Mahmutoglu #10
  • Tyler Ennis #11
  • Nikola Kalinic #12
  • Tarik Biberovic #13
  • Kostas Sloukas #16
  • Egehan Arna #18
  • Marko Guduric #23
  • Jan Vesely #24
  • Sinan Guler #32
  • Ali Muahmmed #35
  • Ahmet Duverioglu #44
  • #Luigi Datome #70
  • Joffrey Lauvergne #77

Head Coach Zeljko Obradovic

ROSTER ZALGIRIS KAUNAS

Sarunas Jasikevicius, vera stella dello Zalgiris
  • Brandon Davies #0
  • Deon Thompson #2
  • Nate Wolters #3
  • Thomas Walkup #7
  • Leo Westermann #9
  • Lukas Uleckas #10
  • Erikas Venskus #12
  • Paulius Jankunas #13
  • Laurynas Birutis #17
  • Arturas Milaknis #21
  • Aaron White #30
  • Rokas Jokubaitis #31
  • Marius Grigonis #40
  • Antanas Kavaliauskas #44
  • Edgaras Ulanovas #92

Head Coach Sarunas Jasikevicius

VINCE IL FENERBAHCE SE…

Nella sfida Fenerbahce-Zalgiris la squadra allenata da Coach Zeljko Obradovic parte senza dubbio nettamente favorita, testimoniato anche dal fatto che stiamo parlando della squadra che ha vinto la Regular Season e forse della candidata numero uno alla vittoria finale. Un’eventuale eliminazione del Fenerbahce al primo turno contro il “modesto” Zalgiris rappresenterebbe un vero e proprio fallimento della squadra turca e francamente almeno sulla carta appare improbabile una loro eliminazione. Il Fenerbahce ha avuto il quinto migliore attacco della competizione (in squadra ci sono però tantissimi giocatori in grado di segnare in qualsiasi modo), ma la miglior difesa, da sempre il vero punto di forza delle squadre di Obradovic. Per vincere la serie i turchi dovranno riuscire a giocare la loro pallacanestro (solida e concreta) e proteggere il fattore campo, visto che giocare in casa dello Zalgiris è complicato per chiunque; inoltre il Fenerbahce dovrà far valere la loro maggior esperienza, visto che la maggior parte dei giocatori del roster hanno già giocato delle Final Four da protagonisti e sanno bene come gestire pressione e momenti negativi all’interno delle partite. Infatti il Fenerbahce ha quasi sempre saputo ribaltare momenti negativi, rimontando il punteggio partendo sempre dalla loro incredibile fase difensiva ed anche nelle partite punto a punto la squadra di Coach Obradovic è sempre in grado di effettuare un parziale devastante per gli avversari. Il punto forte del roster di Obradovic è sicuramente il reparto lunghi, visto che Melli, Lauvergne e Vesely sono tutti giocatori di primissimo livello in entrambe le metà campo; un altro punto di forza è sicuramente la profondità del roster turco, in quanto dalla panchina escono giocatori del calibro del già citato Lauvergne, oltre ai vari Nikola Kalinic, Ali Muahmmed ed Erick Green, ovvero tutti giocatori in grado di cambiare le sorti di una partita.

 

Un’azione spesso letale del Fener: pick and pop con canestro da tre punti di Melli

Il reparto esterni è invece composto da giocatori di grande esperienza e che proprio come il reparto lunghi sono tutti giocatori di altissimo livello, quindi trovare punti deboli nel Fenerbahce è veramente difficilissimo, se non impossibile. Sarà fondamentale la difesa su Brandon Davies e su Nate Wolters, ovvero i due giocatori principali dello Zalgiris; inoltre saranno una chiave fondamentale i rimbalzi offensivi della squadra turca, visto che ci sono tantissimi giocatori di stazza notevole ed in grado di andare forte a rimbalzo. Quindi nella serie Fenerbahce-Zalgiris sarà fondamentale vedere chi avrà il controllo dei rimbalzi.

VINCE LO ZALGIRIS SE…

Nella serie Fenerbahce-Zalgiris la squadra di Coach Jasikevicius non ha molte chance di vittoria, ma è sicuro che non molleranno mai fino alla fine perchè la squadra lituana è una squadra che non concede mai nulla di facile agli avversari. Fondamentale sarà il riuscire a strappare il fattore campo andando a vincere una partita in Turchia, impresa ardua ma che la squadra di Jasikevicius è in grado di fare dato che ci hanno già abituato ad imprese (come la passata stagione). Il punto di forza dello Zalgiris è la circolazione di palla nella metà campo offensiva, dato che vengono sempre coinvolti tutti i giocatori e preferiscono far muovere la palla con passaggi rapidi ed intelligenti piuttosto che attaccare in 1 vs 1. Fenerbache-Zalgiris è sulla carta uno scontro impari, sarà dunque fondamentale per la squadra lituana lo spingersi oltre ai propri limiti; una chiave tattica fondamentale sarà il controllo dei rimbalzi per andare in contropiede. Inoltre sarà fondamentale per entrambe le squadre la percentuale al tiro da tre punti, in quanto se da un lato lo Zalgiris dovrà essere brava a limitare le conclusioni da tre al Fenerbache (prima in questa specialità col 43%), dovrà anche lo Zalgiris stesso riuscire a trovare tanti canestri dall’arco in quanto anche loro sono una delle migliori squadre al tiro pesante (quarto posto con il 39%). Il giocatore chiave dello Zalgiris (oltre alle due stelle Davies e Wolters) è Aaron White, che rappresenta l’anima della squadra ed è un giocatore che spesso ha trovato le giocate fondamentali all’interno delle partite; White infatti in questa stagione è migliorato tantissimo, diventando un giocatore pericoloso in entrambe le metà campo.

FENERBAHCE-ZALGIRIS: PRONOSTICI E STREAMING

La serie Fenerbahce-Zalgiris partirà il 16 aprile alle ore 19.45 con la prima palla a due, le prime due partite si giocheranno in Turchia, mentre gara tre ed eventualmente gara quattro si giocheranno a Kaunas, per tornare se sarà necessario ad Istanbul per gara 5. Tutte le partite saranno visibili su Eurosport player ed Euroleague tv, sia live che on demand.

Come detto in precedenza, tutti i favori del pronostico stanno dalla parte del Fenerbahce, che potrebbe vincere agevolmente anche 3-0, ma sarà fondamentale vedere se lo Zalgiris riuscirà a strappare una delle due prime gare in Turchia.

L’Eurolega dell’Olimpia Milano: cosa va e cosa non va

Olimpia-Milano-mercato-Sidigas Avellino vs EA7 Emporio Armani Milano

L’Olimpia Milano è sicuramente la squadra da battere nel campionato italiano, avendo un roster molto più completo e profondo delle altre squadre italiane ed un budget a disposizione fuori dal comune grazie ad un mercato super e nella Turkish Airlines Euroleague, l’Armani Exchange Milano si trova a dover ricoprire il ruolo di outsider.

In Eurolega l’Olimpia Milano ha un record di 8 partite vinte e 10 partite perse, occupando così l’ottavo posto in classifica insieme al Baskonia ed il Panathinaikos; sino ad oggi la squadra di Coach Simone Pianigiani ha senza dubbio compiuto un notevole passo avanti rispetto alla passata stagione (che aveva visto finire l’Armani Exchange Milano al penultimo posto con un record di 10 partite vinte e 20 partite perse). Dopo questa piccola premessa, andiamo a dare uno sguardo più attentamente alla stagione europea della squadra milanese:

Il Roster dell’Olimpia Milano

Il roster dell’Armani Exchange Milano è un roster con giocatori che hanno tanti punti nelle mani, basato su un quintetto base di altissimo livello composto da:

  • Mike James,
  • Nemanja Nedovic,
  • Vladimir Micov,
  • Jeffrey Brooks e
  • Kaleb Tarczewski.

Dalla panchina invece si alzano giocatori del calibro di Arturas Gudaitis, Mindaugas Kuzminskas, Dairis Bertans, Curtis Jerrells e poi gli italiani Andrea Cinciarini ed Amedeo Della Valle. Questo è il roster utilizzato base a disposizione di Simone Pianigiani, il quale raramente ha impiegato gli altri due italiani Simone Fontecchio e Christian Burns, vista anche l’aggiunta recente di Alen Omic a completare il reparto lunghi meneghino per via dell’infortunio di Kaleb Tarczewski. Il roster dell’Armani Exchange Milano potrebbe dunque essere uno dei migliori roster europei se al completo, nonostante il budget milanese è fuori dalla top 8 dei budget europei.

Cosa ha funzionato in casa Olimpia Milano?

L’Armani Exchange Milano ha iniziato l’Eurolega 2018/19 in modo eccelso, partendo con un record di 6-2 nelle prime 8 giornate con le uniche due sconfitte arrivate contro il Real Madrid ed il CSKA Mosca, due delle grandi favorite per la vittoria finale, dopo anche essere stata spesso avanti in entrambe le sfide. La squadra biancorossa ha dunque dimostrato di poter essere un osso duro per chiunque anche nella massima competizione continentale, segnando ben 87.3 punti di media a partita ed affermandosi come una delle migliori squadre per percentuale al tiro da 3 punti (quasi il 40%). Inoltre il quintetto base ha sempre dato grandi garanzie, anche se il centro che gioca più minuti ed ha un maggior impatto è quello che parte dalla panchina, ovvero Arturas Gudaitis, serio candidato ad essere scelto nel primo quintetto della Regular Season europea insieme all’americano Mike James; altro giocatore fondamentale per i milanesi è sicuramente Nemanja Nedovic, il quale è un po’ il braccio destro di Mike James ed infatti con Nedovic in campo l’Armani Exchange ha un record di 4-3, con un plus/minus di +47, mentre quando è assente Nedovic il record è di 4-7 e con Jerrells in campo (visto che è il giocatore che più viene utilizzato in assenza del serbo) il plus/minus milanese passa a -73). Unica pecca del serbo è quella di essere perseguitato dagli infortuni muscolari, come confermano le sole 7 partite europee disputate dall’ex giocatore dei Golden State Warriors. L’Armani Exchange Milano è inoltre una delle migliori squadre per rimbalzi offensivi, con Gudaitis primo in questa speciale classifica con oltre 3 di media a partita.

 

Mike James la vince così contro l’Efes 

Cosa non ha funzionato

La carenza principale dell’Armani Exchange Milano in questa stagione è la difesa, in quanto l’Olimpia concede 86.7 punti di media che le valgono il penultimo posto nella classifica di punti concessi agli avversari, un dato veramente macabro se parliamo di una squadra che potrebbe cercare di qualificarsi ai prossimi Playoff di Eurolega. Altro dato negativo riguardante la squadra biancorossa è il contributo offerto dalla panchina: l’Armani Exchange Milano ricava solamente 27.7 punti dai giocatori in uscita dalla panchina, 13 dei quali provengono da Arturas Gudaitis; da giocatori come Kuzminskas, Jerrells e Bertans ci si aspetterebbe qualcosa di più, visto che sono tutti e 3 dei giocatori che potrebbero segnare almeno 10 punti con una facilità disarmante. Anche alcune scelte di Coach Pianigiani non hanno dato i loro frutti, visto che l’ex coach senese ha spesso utilizzato rotazioni molto strette in Eurolega arrivando così stanchi in fondo alle partite ed anche oggi la squadra sembra risentire del poco riposo concesso alle stelle del roster milanese; infatti Amedeo Della Valle e Cinciarini giocano entrambi sotto i 10 minuti di media (Della Valle addirittura appena 6) mentre per Fontecchio e Burns addirittura siamo sotto i 4 minuti di utilizzo medio (Fontecchio 0.50 di media). Insomma, forse delle rotazioni leggermente più ampie sarebbe una buona soluzione per i problemi in casa milanese.

La squadra riuscirà a sopperire a queste carenze e problematiche per fare il grande salto anche in Eurolega? I tifosi dell’Olimpia Milano ed il movimento del basket italiano lo sperano!

 

Eurolega, MVP Round 25: Andrew Goudelock trascina l’Olimpia

Andrew Goudelock Olimpia Milano roster

L’ennesima stagione di tante ombri e pochissime luci quella dell’Olimpia Milano in Eurolega, ancora una volta, le sensazioni della vigila e di inizio stagione sono state notevolmente smentite dal campo: eppure, le premesse erano veramente interessanti; una delle più grandi speranze dei tifosi di Milano era costituita da una guardia americana di 29 anni: Andrew Goudelock di Stone Mountain.

L’ex Fenerbahce veniva da una grandissima stagione al Maccabi Tel-Aviv ed aveva il compito di traghettare Milano almeno a ridosso dei playoff a 8. Situazione quanto mai lontana dalla classifica odierna, che colloca Milano a 9 vittorie e 16 sconfitte, comunque in netta ripresa nel girone di ritorno. Nonostante l’inizio di stagione incoraggiante sia in campionato che in Eurolega, Andrew Goudelock è andato affievolendosi assieme a tutta la squadra nella parte centrale di regular season. Un vero peccato, sinceramente, poichè negli ultimi incontri l’Olimpia sta facendo vedere un bel gioco e dei netti progressi a livello di coesione di squadra.

Dimostrazione lampante è stata la grandissima vittoria contro il Khimki di Aleksej Shved, in piena lotta playoff. I russi sono considerati la “mina vagante” della competizione, capace quest’anno di sconfiggere il Real Madrid di Luka Doncic in trasferta. L’americano ha guidato i biancorossi ad una netta vittoria risultando, al termine del round 25, MVP assoluto del round numero 25 dell’Eurolega 2017-2018.

Eurolega, MVP Round 25: la partita di Andrew Goudelock

La prestazione di Andrew Goudelock contro il Khimki è stata perfetta in tutte le fasi. Season-high e grande pressione in fase difensiva. I numeri lo certificano: 26 punti (7/10 da due, 2/5 da tre, 6/6 dalla lunetta), 5 rimbalzi e 2 assist in 36 minuti di gara. Tirando con il 71% dal campo, migliorando notevolmente l’andamento medio di quest’anno (49,5% FG).

Importante per la guardia aver trovato subito ritmo già nel primo tempo, segnando più della metà dei punti alla fine messi a referto. Partita globalmente vicina alla prefezione quella di Goudelock, che ha vinto il confronto con il miglior marcatore della Eurolega Aleksej Shved. La stagione di Andrew Goudelock, nel complesso, è la peggiore della sua carriera in Eurolega.

Ancor di più, la partita con il Khimki potrebbe significare una svolta emotiva per il giocatore, in vista del finale di campionato e dei playoff Scudetto. Importante sarebbe trovare una continuità ed una dimensione anche in Europa, sia per Andrew che per Milano, anche per testare il livello raggiunto dalla squadra di Pianigiani dopo l’arrivo e il completo inserimento di Kuzminskas.

Bilancio finora sotto le aspettative, quindi, quello di Goudelock in Eurolega. L’ex Maccabi e Fenerbahce, inserito nel “Second Team” 2014-2015 della manifestazione, 20esimo posto nella classifica marcatori con 277 punti e nella classifica delle triple realizzate con 37 “bombe” dall’arco. Numeri che possono ampliamente migliorare in vista del finale di stagione, soprattuto se Milano e il suo numero “0” manterranno la stessa intensità espressa a Mosca.

Why so Olympiakos?

Olympiakos

Ormai si fatica persino a chiamarlo miracolo, tanto il miracolo è divenuto consuetudine, sì, per l’ennesima volta l’Olympiakos sta conducendo una stagione al di sopra delle proprie possibilità.

Olympiakos: stagione super positiva

Fino al 2011 le squadre greche erano tra le più ricche, avevano budget prosperosi che attiravano i migliori giocatori europei e persino qualche USA che avesse deciso di prendersi una pausa di riflessione (si dice così, quando il telefono suona a vuoto) dalla NBA.

Poi è arrivata la crisi, quella vera, quella che come una bufera sul mar Egeo ha spazzato via risparmi e speranze di un popolo che, pur avendo inventato la tragedia come genere in sé comprensivo di codici e canoni, in realtà non ha mai amato particolarmente piangersi addosso.

È facile supporre che sia accaduto quello che solitamente accade in questi casi, ovvero che a quanti siano andati a batter cassa le dirigenze delle ateniesi abbiano replicato “Possiamo arrivare fino a qui, altrimenti arrivederci e grazie”. Qualcuno la porta l’ha infilata, altri sono stati ben felici di metter tenda.

Così, mentre i cugini turchi salivano alla ribalta con una ricchezza che mai fino a quel momento avevano conosciuti, i greci dovevano fare di necessità virtù nelle proprie tasche.

Risultato? Due titoli di campioni europei portati a casa (2012 e 2013), contro il solo turco (2017), e la sensazione che quando si sfogli la rosa delle pretendenti al trono non si possa non passare da Atene.

Le due corone sono state conquistate dall’Olympiakos, dopo un decennio quasi secco (2002-2011) in cui era stato il Pana a fare incetta, con quattro affermazioni complessive. Erano i frutti della gestione di Zeljko Obradovic, il coach migliore d’Europa.

Quelli in biancorosso invece la quadra non riuscivano mai a trovarla, tra santoni come Kazlauskas, Gershon, Yannakis e l’Ivkovic-bis. Fino al 2012, fino a quella rimonta pazzesca dal -19 in una gara a basso punteggio, fino al canestro in lay-up di Printezis che ha colpito come una clava le sicurezze del CSKA. Il quale in panchina aveva proprio uno degli ex, Kazlauskas.

L’anno dopo, salutato Ivkovic che in quindici anni aveva portato due titoli europei al Pireo, si pensava a un ridimensionamento. Non era di questo avviso Bartzokas, il nuovo coach, ateniese di nascita e pregno fino in fondo di quello spirito che, in fondo, ha permesso ai suoi antenati di avere la meglio per due volte su un impero gigantesco come quello persiano.

E visto che proprio Salamina e Maratona sono due dei più grossi uppercut di fila della Storia (quella con la “s” maiuscola, quella grazie alla quale siamo qui, ora) e sono di marca greca, l’Olympiakos 2013 ha deciso che l’esperienza 2012 si poteva tranquillamente replicare. E l’Eurolega è finita di nuovo nella zona del porto della capitale.

Ma cosa c’entra questo excursus in stile Senofonte con l’Eurolega 2017/2018? Presto detto. Al momento in cui scriviamo, dietro all’armata russa (o Armata Rossa, perché quella è l’origine) del CSKA la graduatoria vede il Fenerbahçe e l’Olympiakos.

Gli opliti di coach Sfairopoulos sono il tiratore scelto Strelnieks, il mordente figliol prodigo Papanikolaou, il creativo Spanouolis, la freccia nera Bobby Brown, il verticale McLean, il mobile Printezis, il pirotecnico Roberts.

Poi c’è quella discreta dose di cuore e determinazione greca, che già ai tempi delle Guerre Persiane imponeva di combattere, perché non ci sarebbe stato onore nella resa al nemico.

E davvero ancora ci stupiamo di come i greci abbiano risposto alla crisi?

Top e Flop Eurolega: giornata 5

Aleksej Shved

Con la netta vittoria di Barcellona contro un rimaneggiato Olympiacos, si conclude la quinta giornata di Eurolega. Dopo il primo mese di competizione è tempo di tirare le prime somme. Tra le solite grandi in cerca di conferme e del miglior posizionamento per i playoff si mischiano le rivelazioni spagnole (Valencia e Malaga) oltre ad un Khimki finalmente, con qualche anno di ritardo, pronto ad esplodere. Tra le protagoniste anche la “nostra” Olimpia Milano che, complice un calendario difficilmente ipotizzabile più difficile non ha mal figurando contro avversari più quotati raggiungendo, però, soltanto una volta la vittoria. Infine riemergono dagli abissi degli anni passati sia il Maccabi che il Barcellona che a suon di prestazioni convincenti sembrano aver dimenticato le figure delle scorse stagioni.

TOP Giornata 5

  1. Khimki Mosca: con un roster del genere era difficile ipotizzare una stagione di contorno in Eurolega; ma l’impresa di Madrid fa volare le quotazioni dei russi che,da mina vagante del torneo, ne diventano una delle leader (record di 4-1 che permette di agganciare i madrileni in vetta alla graduatoria). Le magie di Shved e le geometrie disegnate da Coach Bartzokas costringono Doncic & Co. alla prima resa stagionale.
  2. Bamberg: il trend negativo di inizio competizione che spesso caratterizza le squadre di Trinchieri è stato immediatamente spazzato via da tre convincenti prestazioni, l’ultima delle quali arriva sul difficile campo di Belgrado. La tegola dell’infortunio di Daniel Hackett non sembra aver causato forti ripercussioni sulla squadra tedesca con la coppia di play Zisis e Lo può continuare la rimonta verso il posto play-off.
  3. Rodrigue Beaubois: con una splendida gestione dell’ultimo possesso completa la rimonta nell’ultimo quarto guidando alla prima vittoria della competizione al suo Baskonia trascinandolo da 80-84 al 85-84 finale.

Menzione d’onore a due ormai veterani della competizione; in ordine di anzianità sua maestà Felipe Reyes diventa il miglior rimbalzista nella storia dell’Eurolega catturando il rimbalzo numero 1064, mentre il nostro Gigi Datome alla terza partecipazione consecutiva con la canotta del Fenerbahce supera quota 1000 punti nella massima competizione europea consentendo la vittoria dei suoi contro il Valencia.

FLOP Giornata 5:

  1. Efes Pilsen: è quasi stancante scriverlo ma rappresenta la costante delusione in questo avvio di competizione, oltre che negli ultimi anni. L’ultimo episodio è la sconfitta interna contro Malaga, non certo un’avversaria nota per gli exploit fuori casa
  2. AX Armani Exchange Milano: dopo quattro partite giocate ad un livello di intensità ed energia elevatissimo,cade nella prima vera e propria batosta in un’arena, per eccellenza ostica, come quella di Tel Aviv. Sicuramente paga l’energie mentali degli impegni precedenti ma dopo la sconfitta di Sassari in campionato una reazione era più che attesa.
  3. Olympiacos: Sembra paradossale elencare nei flop una delle squadre leader della competizione, che però riceve una sonora sconfitta a Barcellona, senza oltrepassare la soglia dei 51 punti. Prestazione opaca e spenta caratterizzata da un disastroso 13% al tiro da tre punti oltre che dal solo Papapetrou in doppia cifra (11 punti).

Eurolega Preview: Olympiakos BC – Fenerbahce Ulker

Olympiakos

Il momento tanto atteso è finalmente giunto. L’Olympiakos e il Fenerbahce sono pronte a regalarci una notte indimenticabile al “Sinan Erdem Dome“. Benvenuti alla Finale di Eurolega, sedetevi e preparatevi per lo spettacolo. In pochi, quasi nessuno, potevano auspicare una conclusione di questo tipo dopo quanto visto in regular season; eppure eccoci qui: greci contro turchi, il giovane Sfairopoulos contro il maestro Obradovic, la leggenda di Spanoulis contro il talento di Bogdanovic. Ci sono davvero tutti gli elementi per assistere ad una finale spettacolare. Istanbul è pronta a festeggiare i suoi beniamini, l’orgoglio greco non regalerà nulla.

La gara verrà trasmessa in diretta su FOX SPORTS canale 204 di SKY a partire dalle ore 20. Abbiamo chiesto a Nicola Garzarella e CarloFilippo Vardelli di presentarci la gara. I due hanno cercato le motivazioni per cui potrebbe vincere una o l’altra squadra. Eccovi quanto si sono detti.

Olympiakos, garra e talento

Olympiacos
Printezis e Spanoulis, i due veterani del team greco

L’Olympiakos la vince perché ha coraggio. Dopo una annata di alto spessore i greci sono arrivati a queste F4 soffrendo prima contro l’Efes e poi contro il CSKA. I greci hanno avuto però sempre la forza di rialzarsi e di tornare a lottare. La grinta, la forza d’animo ed il coraggio del team del Pireo non hanno eguali nel vecchio continente. Proprio per questo vinceranno

L’Olympiakos vincerà perchè ha più esperienza. Spanoulis, Printezis, Papanikolau, Mantzaris sono tutti atleti di una certa esperienza. La vittoria è nel loro DNA e non possono farne a meno. Sono i trascinatori di questo gruppo e hanno maturato nel tempo una certa abitudine a giocare queste partite. La pressione ci sarà ma loro sono abituati a gestirla.

L’Oly la vince perché ha Vassilis Spanoulis. Il dio greco si è preso la scena nel 4/4 contro il CSKA. I greci non possono prescindere dal genio, dalla follia, dal talento e dal carisma del loro numero 7. L’ultimo erede di Zeus in terra ha una capacità di esaltarsi in queste situazioni che ha del soprannaturale. Ha già una sedia con su scritto il suo nome nell’Olimpo ma ora ha ancora una missione da compiere. Il Pireo intero confida nelle prodezze del suo fenomeno capace di girare una partita in qualsiasi momento. La sua lucida follia portera i bianco-rossi alla vittoria.

I greci vinceranno perché conoscono Obradovic. Coach Z è il rivale di sempre in quel del Pireo; nessuno è più odiato. Portò il Pana a vincere tutto e ora vuole fare lo stesso con il Fener. Sfairopoulos Spanoulis, allievo di Obra, e Printezis però conoscono bene le geniali tattiche del condottiero slavo. I bianco-rossi avranno le contromisure pronte per ogni schema che il generale del Fener tenterà di imporgli.

I bianco-rossi vinceranno perché hanno i cogl***i. La Petaktari di Printezis, le triple di Green Papanikoalu Spanoulis e Manztaris. L’irresponsabilità di Agravanis e Papapetrou. La forza bruta di Birch e Young. Il cuore di una nazione intera che sogna il clamoroso smacco. Serve altro per dirvi il perchè vinceranno?

Fenerbahce, la macchina da guerra di Obradovic

Bogdanovic e Bobby Dixon

Il Fenerbahce vince perché c’è Obradovic: non serve spendere anche solo una parola in più, per descrivere la leggenda che siede sulla panchina dei turchi. È il valore aggiunto di qualsiasi squadra alleni e il suo palmares e la sua personalità arrivano al palazzo, circa mezz’ora prima del pullman delle squadre. Come ha incartato Pascual nella serie e Laso nella semi, sono altre due pietre miliari della sua millenaria carriera. Sfairoupoulos sarà un’altra vittima sacrificale del boia serbo.

Il Fenerbahce vince perché ha Ekpe Udoh: mi è capitato più volte di scrivere del più sottovalutato fenomeno d’Europa. Ekpe Udoh “scarto” dell’NBA è, relativamente a quest’anno, il miglior giocatore del torneo. Si è ritrovato per tanto tempo da solo, a guidare la macchina del Fener senza un copilota, eppure non solo lì ha tenuti in piedi ma ha sfornato prestazioni da livello assoluto. La semifinale da 18-11-8 è solo l’ultima grande uscita di quest’anno. È come Tim Duncan (non prendetemi per ubriaco) fa tutto il necessario per farti vincere e niente di superfluo che appaga solo le telecamere e non il rendimento.

Il Fenerbahce vince perché ha Bogdan Bogdanovic: è in assoluto il talento più puro di questa Eurolega (insieme a DeColo). Nella (forse) sua ultima stagione europea, dopo aver passato quasi due mesi a guardare i compagni in tv, ha deciso di non farsi scappare l’occasione di marchiare col fuoco la memoria degli appassionati. E da quando è tornato ha sfornato una serie di prestazioni oltre l’umano. Con lui in campo il Fener non perde quasi mai. È leader, carismatico e offensivo. Nei momenti caldi batte sempre un colpo e deve vincere per portare a Istanbul il trofeo continentale e finire il lavoro iniziato da Bjelica. Poi a compito ultimato potrà volare negli States.

Il Fenerbahce vince perché è più forte: ha vissuto la classica stagione di alti-bassi che serve a cementare il gruppo per i momenti caldi. Gigione Datome dovrà uscire dall’arena con la medaglia più luccicante al collo, perché è tutta Italia che lo vuole. Ultima ma non per importanza è la voglia di rivalsa sullo scorso anno. Perdere due finali a fila non è da Obradovic e non è la sceneggiatura che vogliamo vedere.

Ekpe Udoh ha cominciato alla grande le Final Four, sfiorando la tripla doppia

Eurolega preview: Olympiakos-Efes

Non c’è più tempo per sbagliare, non c’è più tempo per avere rimpianti, non c’è più tempo per tirare sospiri di sollievo. E’ gara cinque, il passato non conta più e il futuro si decide in quaranta minuti di gioco effettivo. Stasera al Pireo, con questi presupposti, Olympiakos ed Efes si affrontano per determinare il nome della quarta partecipante alle Final Four di Eurolega.

In gara quattro i turchi parevano in controllo, vedevano sempre più vicino il passaggio del turno, poi la luce si è spenta, gli ospiti hanno preso il controllo del match e, nel finale, non se lo sono lasciati sfuggire. A livello psicologico, l’Efes potrebbe pagare il rammarico e la delusione per la grande occasione gettata al vento; mentre i greci potrebbero essere sfruttare la scia dopo la rimonta di gara quattro. Nulla, però, è già scritto ed è per questo che ci attendiamo una partita di grande equilibrio.

Olympiakos: Pireo e difesa per volare ad Istanbul

Nel quarto atto della serie, la rimonta dell’Olympiakos ha avuto origine dalla grande difesa dei ragazzi di Sfairopoulos, capaci di tenere l’Efes a 24 punti segnati in tutto il secondo tempo. Al di fuori di Granger, nessun avversario è riuscito ad arrivare alla doppia cifra di punti. I greci hanno messo una pressione asfissiante sul perimetro e hanno protetto ottimamente il pitturato, costringendo i padroni di casa ad un orrendo 3/19 da tre punti (15.8%). E in una gara secca di solito sono sempre le difese ad avere la meglio. Se quella ateniese sarà la stessa della seconda metà di gara quattro, l’Efes non avrà speranze.

Difesa ed aggressività hanno permesso all’Olympiakos di completare con successo a rimonta di gara quattro

D’altra parte in questo gioco bisogna anche fare canestro e, in questa serie, l’attacco dell’Olympiakos non è parso sempre efficacissimo. Anche in gara quattro il mattatore è stato Spanoulis (18 per lui), ma questa volta sono andati in doppia cifra anche Printezis e Green. Il primo è chiamato ad essere la prima spalla del numero sette, il secondo, anche nell’ultima gara, dovrà portare punti dalla panchina. Sicuramente fondamentali saranno le percentuali dall’arco, non per nulla molto alte nella vittoria di Istanbul (12/26, 46,2%), data la mancanza di uno contro uno in post basso dei lunghi greci. L’ordine sarà, insomma, quello di attaccare insieme, senza doversi sempre e solo affidare al talento di Spanoulis. Ad attacco e difesa ben studiati si aggiungerà certamente l’immancabile spinta del Pireo, mai semplice da espugnare.

Il tiro da tre punti sarà una variabile importante nel gioco dell’Olympiakos

Efes: costanza e tiro da tre punti per espugnare il Pireo

Una cosa è certa: all’Efes piace gettare al vento vantaggi anche cospicui. Era successo già in gara tre ed è ricapitato in gara quattro, ogni volta con esito diverso. I blackout del team di Perasovic, in questa serie, cominciano spesso in attacco, ne momento in cui i vari Honeycutt, Brown ed Heurtel pensano di poter vincere la gara da soli. In gara cinque, invece, i turchi non potranno prescindere da una voglia costante e continua di muovere il pallone, anche e soprattutto per trovare quella precisione al tiro da tre punti che permetterebbe di trovare spazi in area, cosa altrimenti molto complessa contro l’Olympiakos. Se all’inaspettatamente buona difesa vista fin qui si unirà l’intento di giocare coralmente, l’impresa potrebbe non essere più tale.

Thomas Heurtel dovrà essere bravo a far muovere il pallone al suo Efes per battere l’Olympiakos

In tutto questo, è lecito attendersi di più da giocatori di talento come Honeycutt e Brown, poco produttivi a livello realizzativo in questa serie. L’Efes ha bisogno che le sue stelle creino qualcosa dal nulla quando l’attacco non gira. Questa mancanza stata fin qui in parte colmata grazie ad una difesa efficace, ma in una gara decisiva come quella di stasera le prodezze individuali ed estemporanee potrebbero fare la differenza.

L’Efes, per battere l’Olympiakos, avrà bisogno del miglior Honeycutt

 

Euroleague Preview: Darussafaka-Real Madrid Gara 4

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Venerdì 28 Aprile la Volkswagen Arena ospiterà il quarto atto della serie tra i padroni di casa ed il Real Madrid. Senza alcun dubbio il risultato di 2-1, maturato fin ora, soddisfa entrambe le squadre. Gli spagnoli hanno due ghiotti match point da sfruttare per staccare un nuovo biglietto per Istanbul (questa volta in un altro palazzetto) direzione final four, il Darussafaka invece è riuscito a trascinare a gara 4 la serie, impresa tutt’altro che scontata visti gli 0-3 subiti dalle ben più quotate Baskonia e Panathinaikos negli altri accoppiamenti.

A questo punto però l’imperativo è unico: non sbagliare. Gara 4 appare come il definitivo croce-via della serie. Una sconfitta per il Real costringerebbe la squadra di Laso a giocarsi un intera stagione in 40 minuti, rischiando di rovinare una favolosa Regular Season. Una vittoria madrilena sarebbe la resa dei conti definitiva per Blatt e soci.

Quello di venerdì sarà il quarto match disputato in 9 giorni tra le stesse squadre. Senz’altro la stanchezza si farà sentire e le rotazioni più profonde potrebbero diventare un fattore importante nella serie; da questo punto di vista Madrid appare avvantaggiato potendo vantare su elementi come Felipe Reyes oltre che su una batteria di esterni davvero infinita.

Felipe Reyes, recordman di rimbalzi in Eurolega

Disputare una serie così intensa e così ravvicinata porta sicuramente le squadre a conoscersi in maniera perfetta e di adeguarsi reciprocamente ai giochi dell’avversario. Non è infatti un caso che tutte le tre sfide siano state decise e risolte da protagonisti totalmente diversi; a dimostrazione sia dello sconfinato talento presente in entrambi i roster, sia della bravura dei due coach. Blatt e Laso, nel giro di poche ore hanno sempre trovato differenti soluzioni per dare una svolta alla serie riuscendo a correggere e limare i dettagli che li avevano sfavoriti negli incontri precedenti.

Le costanti delle sfide sono state le prestazioni realizzative dei due leader assoluti delle squadre: Sergio Llull e Brad Wanamaker; d’altronde per ingabbiare loro non basterebbero nemmeno secoli di studi tattici. Nelle gare disputate a Madrid sono stati i lunghi, prima spagnoli e poi turchi, a supportare il talento dei loro play; con Ante Zizic capace di togliersi l’etichetta di “inesperto e acerbo” in meno di 48 ore. In gara 3 invece, i punti dei, quasi dimenticati, Luka Doncic e Jaycee Carrol hanno indirizzato Madrid verso le final four.

Luka Doncic, talento straordinario del Real classe ’99.

Visto l’avanzare della serie sarebbe naturale cercare qualche sorpresa tra i giocatori più in ombra nelle prime tre gare. Gli unici nomi che non hanno ancora brillato sono però quelli di James Anderson, apparso sottotono in tutta la stagione rispetto all’anno precedente, e quello di Rudy Fernandez, non di certo alla sua miglior annata europea.

Sfida dunque incerta e con tanti possibili protagonisti alla finestra. Speriamo solo, visto lo spettacolo garantito nelle precedenti, non sia l’ultima della serie!

Eurolega preview: Efes-Olympiakos, gara quattro

Win or go home: l‘Olympiakos, partito coi favori del pronostico, si trova colle spalle al muro nella serie di playoff contro l‘Efes, che è avanti 2-1 e stasera potrà chiudere i conti davanti al pubblico amico. I greci, gara uno a parte, stanno deludendo molto. L’Efes li sta battendo sul loro terreno, quello della difesa forte e dei ritmi bassi; Spanoulis è sembrato fin qui l’unico biancorosso in grado di dare un contributo costante in attacco. L’Efes, dal canto suo, sta sorprendendo tutti con la sua capacità di cambiare pelle nei momenti importanti, trasformandosi in un team di grande difesa e anche di gioco ragionato. Velimir Perasovic sa di essere vicino a compiere un’altra impresa, ma teme un leone ferito come l’Olympiakos e sa anche che perdere gara quattro potrebbe voler dire addio alle Final Four.

Gli ingranaggi dell’Olympiakos di coach Sfairopoulos sembrano essersi inceppati proprio sul più bello, in gara quattro però è vietato sbagliare

Efes: difesa, difesa e ancora difesa

L’Efes sembra aver imparato giusto in tempo che “la difesa fa vincere le partite”. Perasovic ci ha messo una stagione intera, ma è riuscito ad insegnare ai suoi che nella propria metà campo non si può fare affidamento solo sull’atletismo, per quanto esso sia straripante. Lezione imparata: dopo gara due, anche nel terzo atto della serie i turchi hanno dato una prova difensiva magistrale, tenendo l’Olympiakos a 60 punti realizzati, 15 dei quali a nome Spanoulis, e al 37.5% da due punti (12/32). E se Dunston sta presidiando l’area efficacemente, sugli esterni va notato la pressione asfissiante di Dogus Balbay. Quando il numero quattro è in campo si occupa di Spanoulis e lo costringe a tiri difficili, spesso forzati (quando non gli impedisce proprio di prendere il pallone). Questa determinazione difensiva sarà chiave anche in gara quattro, ma non dimentichiamoci di ciò che succede dall’altra parte.

L’aggressività e la pressione di Dogus Balbay su Spanoulis saranno ancora elementi chiave per battere l’Olympiakos

Nel quarto periodo dell’ultima gara l’Olympiakos era però arrivato sul meno uno, dopo essere stato sotto di quattordici punti nel terzo periodo. Una rimonta lenta, ma dilapidare un vantaggio in doppia cifra quando la partita è a punteggio basso non è affatto positivo. E questo è avvenuto perché l’Efes ha avuto un lungo blackout in attacco. Certamente pensare di attaccare efficacemente una difesa come quella greca tirando coll’11% da tre punti (2/18) è quasi utopistico e proprio in questo dovrà migliorare la squadra turca. Ritrovando il tiro dall’arco, sarà più facile trovare spazio in area, anche per caricare di falli i lunghi ospiti. Ma in un eventuale finale punto a punto è doveroso per gli uomini di Perasovic aumentare la precisione dalla lunetta, dopo l’8/16 di gara tre. Con la stessa efficacia difensiva e percentuali al tiro migliori l’Efes volerà alle Final Four.

Thomas Heurtel è il migliore tiratore di liberi dell’Efes, con oltre l’86% di realizzazione. Potrebbe pesare contro l’Olympiakos

Olympiakos: ok difesa e Spanoulis, ma gli altri?

Se c’è una persona, in questa serie, che può dire di predicare nel deserto è certamente Vassilis Spanoulis, unico uomo sempre in doppia cifra di punti nelle tre gare per il team di Atene. Ovviamente questo non può bastare per pensare anche solo di vincere una partita in quel di Istanbul. Si attende una certa continuità offensiva soprattutto dai senatori del gruppo, quali Printezis, Mantzaris o Papanikolaou. Certamente quel che più sta mancando è il movimento di palla. La squadra di Sfairopoulos è spesso costretta a far affidamento sul tiro da tre punti e viene tenuta a percentuali bassissime dentro l’area, data anche la mancanza di tecnica in post-basso di Milutinov e Birch. Ritrovare una circolazione decente deve essere il primo ordine del coach greco.

Kostas Papanikolaou avrebbe tutto per portare punti a questo Olympiakos, ma finora è parso un fantasma

D’altra parte, l’intensità difensiva messa fin qui nella serie è certamente quella giusta e deve essere il punto di partenza per cercare di ribaltare la serie. l’Olympiakos sta facendo un ottimo lavoro soprattutto sul perimetro, tenendo l’Efes a percentuali pessime da dietro l’arco. Qualche problema in più sussiste nella protezione del ferro, soprattutto quando Milutinov lascia il posto a Birch. In ogni caso, coach Sfairopoulos può essere soddisfatto della continuità difensiva della propria squadra, ma dovrà essere bravo a sfruttarla per trovare energia anche in attacco. Più facile a dirsi che a farsi, ma nella pallacanestro si vince su entrambe le metà campo e l’Olympiakos lo sta imparando a proprie spese.

Servirà il massimo aiuto a Vassilis Spanoulis da parte degli altri giocatori dell’Olympiakos per ritrovare qualità ed efficacia in attacco