Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

Olimpia Milano mercato: c’è James Nunnally!

James Nunnally-Olimpia-milano-mercato

Si è riacceso stamattina il discorso Olimpia Milano mercato, quando è venuta fuori la trattativa tra la squadra milanese e l’ex MVP del campionato italiano James Nunnally. Nei giorni scorsi il popolo #meninred concordava praticamente in pieno sul fatto che alla squadra di Coach Pianigiani sarebbe servito un rinforzo importante nell’Olimpia Milano mercato, visto l’infortunio di Nemanja Nedovic (e che ormai soffre di problemi fisici da mesi), giocatore fondamentale nello scacchiere di Simone Pianigiani. Recentemente il giocatore americano aveva firmato un contratto di 10 giorni con gli Houston Rockets, oggi scaduto e non rinnovato dalla squadra del Texas (complice l’arrivo di Kenneth Faried); andiamo a ripercorrere in alcuni step la trattativa lampo con cui l’Olimpia Milano sembra ormai essersi riuscita ad aggiudicare le prestazioni di James Nunnally, visto che anche testate importanti come Sportando si sono esposte dando ormai per conclusa positivamente la trattativa:

  • 10 giorni fa, prima che Nunnally firmasse con i Rockets, si parlava di un’importante offerta da una grande realtà di Eurolega (i riflettori erano però puntati sul Baskonia); in realtà, la ricca offerta di cui parlava il giocatore, era quella dell’Olimpia Milano.
  • James Nunnally decide di volersi giocare ancora le sue carte per la NBA, firmando con i Rockets.
  • Questa mattina il giocatore pubblica sul suo profilo instagram una storia con una bandiera italiana ed una freccia che fa centro sul bersaglio, storia subito dopo rimossa, che fa riaccendere le speranze dell’Olimpia Milano mercato. Con questo indizio social, il giocatore ha fatto capire che il suo immediato futuro sarà biancorosso.
La storia comparsa questa mattina nel profilo instagram di James Nunnally

Cosa porterà James Nunnally all’Olimpia Milano?

Dato ormai per scontato che il giocatore ex Minnesota Timberwolves e Houston Rockets approderà a Milano, andiamo a vedere insieme cosa potrebbe portare alla squadra milanese l’ultimo colpo dell’Olimpia Milano mercato: si tratta di un’ala piccola di 201 cm piena di talento, visto che James Nunnally è un giocatore in grado di spostare gli equilibri anche in una competizione importante e difficile come la Turkish Airlines Euroleague. Nel dettaglio, si tratta di un giocatore con un bagaglio offensivo più che completo, visto che è in grado sia di tirare da 3 punti, sia di penetrare attaccando il ferro e sia di giocarsi situazioni di palleggio arresto e tiro; inoltre è un giocatore in grado di giocare sia con la palla in mano e sia senza palla, in quanto sotto la guida di Coach Obradovic nella sua parentesi turca al Fenerbache è diventato un efficacissimo 3&D. Acquisto dunque più che sensato quello dell’Olimpia Milano mercato, in quanto oltre ad essere un grande attaccante è anche un ottimo difensore e potrà permettere senza dubbio a Vladimir Micov di riposare, in quanto Nunnally verosimilmente andrà a giocare oltre i 23 minuti di media.

James Nunnally con parte del suo bagaglio offensivo

Per vedere in azione in maglia biancorossa Nunnally probabilmente bisognerà aspettare il weekend, quando l’Olimpia Milano giocherà in campionato contro la Segafredo Virtus Bologna nella sfida classica del campionato italiano, visto che alla sfida importantissima di Eurolega contro lo Zalgiris mancano soltanto due giorni.

 

L’Eurolega dell’Olimpia Milano: cosa va e cosa non va

Olimpia-Milano-mercato-Sidigas Avellino vs EA7 Emporio Armani Milano

L’Olimpia Milano è sicuramente la squadra da battere nel campionato italiano, avendo un roster molto più completo e profondo delle altre squadre italiane ed un budget a disposizione fuori dal comune grazie ad un mercato super e nella Turkish Airlines Euroleague, l’Armani Exchange Milano si trova a dover ricoprire il ruolo di outsider.

In Eurolega l’Olimpia Milano ha un record di 8 partite vinte e 10 partite perse, occupando così l’ottavo posto in classifica insieme al Baskonia ed il Panathinaikos; sino ad oggi la squadra di Coach Simone Pianigiani ha senza dubbio compiuto un notevole passo avanti rispetto alla passata stagione (che aveva visto finire l’Armani Exchange Milano al penultimo posto con un record di 10 partite vinte e 20 partite perse). Dopo questa piccola premessa, andiamo a dare uno sguardo più attentamente alla stagione europea della squadra milanese:

Il Roster dell’Olimpia Milano

Il roster dell’Armani Exchange Milano è un roster con giocatori che hanno tanti punti nelle mani, basato su un quintetto base di altissimo livello composto da:

  • Mike James,
  • Nemanja Nedovic,
  • Vladimir Micov,
  • Jeffrey Brooks e
  • Kaleb Tarczewski.

Dalla panchina invece si alzano giocatori del calibro di Arturas Gudaitis, Mindaugas Kuzminskas, Dairis Bertans, Curtis Jerrells e poi gli italiani Andrea Cinciarini ed Amedeo Della Valle. Questo è il roster utilizzato base a disposizione di Simone Pianigiani, il quale raramente ha impiegato gli altri due italiani Simone Fontecchio e Christian Burns, vista anche l’aggiunta recente di Alen Omic a completare il reparto lunghi meneghino per via dell’infortunio di Kaleb Tarczewski. Il roster dell’Armani Exchange Milano potrebbe dunque essere uno dei migliori roster europei se al completo, nonostante il budget milanese è fuori dalla top 8 dei budget europei.

Cosa ha funzionato in casa Olimpia Milano?

L’Armani Exchange Milano ha iniziato l’Eurolega 2018/19 in modo eccelso, partendo con un record di 6-2 nelle prime 8 giornate con le uniche due sconfitte arrivate contro il Real Madrid ed il CSKA Mosca, due delle grandi favorite per la vittoria finale, dopo anche essere stata spesso avanti in entrambe le sfide. La squadra biancorossa ha dunque dimostrato di poter essere un osso duro per chiunque anche nella massima competizione continentale, segnando ben 87.3 punti di media a partita ed affermandosi come una delle migliori squadre per percentuale al tiro da 3 punti (quasi il 40%). Inoltre il quintetto base ha sempre dato grandi garanzie, anche se il centro che gioca più minuti ed ha un maggior impatto è quello che parte dalla panchina, ovvero Arturas Gudaitis, serio candidato ad essere scelto nel primo quintetto della Regular Season europea insieme all’americano Mike James; altro giocatore fondamentale per i milanesi è sicuramente Nemanja Nedovic, il quale è un po’ il braccio destro di Mike James ed infatti con Nedovic in campo l’Armani Exchange ha un record di 4-3, con un plus/minus di +47, mentre quando è assente Nedovic il record è di 4-7 e con Jerrells in campo (visto che è il giocatore che più viene utilizzato in assenza del serbo) il plus/minus milanese passa a -73). Unica pecca del serbo è quella di essere perseguitato dagli infortuni muscolari, come confermano le sole 7 partite europee disputate dall’ex giocatore dei Golden State Warriors. L’Armani Exchange Milano è inoltre una delle migliori squadre per rimbalzi offensivi, con Gudaitis primo in questa speciale classifica con oltre 3 di media a partita.

 

Mike James la vince così contro l’Efes 

Cosa non ha funzionato

La carenza principale dell’Armani Exchange Milano in questa stagione è la difesa, in quanto l’Olimpia concede 86.7 punti di media che le valgono il penultimo posto nella classifica di punti concessi agli avversari, un dato veramente macabro se parliamo di una squadra che potrebbe cercare di qualificarsi ai prossimi Playoff di Eurolega. Altro dato negativo riguardante la squadra biancorossa è il contributo offerto dalla panchina: l’Armani Exchange Milano ricava solamente 27.7 punti dai giocatori in uscita dalla panchina, 13 dei quali provengono da Arturas Gudaitis; da giocatori come Kuzminskas, Jerrells e Bertans ci si aspetterebbe qualcosa di più, visto che sono tutti e 3 dei giocatori che potrebbero segnare almeno 10 punti con una facilità disarmante. Anche alcune scelte di Coach Pianigiani non hanno dato i loro frutti, visto che l’ex coach senese ha spesso utilizzato rotazioni molto strette in Eurolega arrivando così stanchi in fondo alle partite ed anche oggi la squadra sembra risentire del poco riposo concesso alle stelle del roster milanese; infatti Amedeo Della Valle e Cinciarini giocano entrambi sotto i 10 minuti di media (Della Valle addirittura appena 6) mentre per Fontecchio e Burns addirittura siamo sotto i 4 minuti di utilizzo medio (Fontecchio 0.50 di media). Insomma, forse delle rotazioni leggermente più ampie sarebbe una buona soluzione per i problemi in casa milanese.

La squadra riuscirà a sopperire a queste carenze e problematiche per fare il grande salto anche in Eurolega? I tifosi dell’Olimpia Milano ed il movimento del basket italiano lo sperano!

 

Eurolega, MVP Round 25: Andrew Goudelock trascina l’Olimpia

Andrew Goudelock Olimpia Milano roster

L’ennesima stagione di tante ombri e pochissime luci quella dell’Olimpia Milano in Eurolega, ancora una volta, le sensazioni della vigila e di inizio stagione sono state notevolmente smentite dal campo: eppure, le premesse erano veramente interessanti; una delle più grandi speranze dei tifosi di Milano era costituita da una guardia americana di 29 anni: Andrew Goudelock di Stone Mountain.

L’ex Fenerbahce veniva da una grandissima stagione al Maccabi Tel-Aviv ed aveva il compito di traghettare Milano almeno a ridosso dei playoff a 8. Situazione quanto mai lontana dalla classifica odierna, che colloca Milano a 9 vittorie e 16 sconfitte, comunque in netta ripresa nel girone di ritorno. Nonostante l’inizio di stagione incoraggiante sia in campionato che in Eurolega, Andrew Goudelock è andato affievolendosi assieme a tutta la squadra nella parte centrale di regular season. Un vero peccato, sinceramente, poichè negli ultimi incontri l’Olimpia sta facendo vedere un bel gioco e dei netti progressi a livello di coesione di squadra.

Dimostrazione lampante è stata la grandissima vittoria contro il Khimki di Aleksej Shved, in piena lotta playoff. I russi sono considerati la “mina vagante” della competizione, capace quest’anno di sconfiggere il Real Madrid di Luka Doncic in trasferta. L’americano ha guidato i biancorossi ad una netta vittoria risultando, al termine del round 25, MVP assoluto del round numero 25 dell’Eurolega 2017-2018.

Eurolega, MVP Round 25: la partita di Andrew Goudelock

La prestazione di Andrew Goudelock contro il Khimki è stata perfetta in tutte le fasi. Season-high e grande pressione in fase difensiva. I numeri lo certificano: 26 punti (7/10 da due, 2/5 da tre, 6/6 dalla lunetta), 5 rimbalzi e 2 assist in 36 minuti di gara. Tirando con il 71% dal campo, migliorando notevolmente l’andamento medio di quest’anno (49,5% FG).

Importante per la guardia aver trovato subito ritmo già nel primo tempo, segnando più della metà dei punti alla fine messi a referto. Partita globalmente vicina alla prefezione quella di Goudelock, che ha vinto il confronto con il miglior marcatore della Eurolega Aleksej Shved. La stagione di Andrew Goudelock, nel complesso, è la peggiore della sua carriera in Eurolega.

Ancor di più, la partita con il Khimki potrebbe significare una svolta emotiva per il giocatore, in vista del finale di campionato e dei playoff Scudetto. Importante sarebbe trovare una continuità ed una dimensione anche in Europa, sia per Andrew che per Milano, anche per testare il livello raggiunto dalla squadra di Pianigiani dopo l’arrivo e il completo inserimento di Kuzminskas.

Bilancio finora sotto le aspettative, quindi, quello di Goudelock in Eurolega. L’ex Maccabi e Fenerbahce, inserito nel “Second Team” 2014-2015 della manifestazione, 20esimo posto nella classifica marcatori con 277 punti e nella classifica delle triple realizzate con 37 “bombe” dall’arco. Numeri che possono ampliamente migliorare in vista del finale di stagione, soprattuto se Milano e il suo numero “0” manterranno la stessa intensità espressa a Mosca.

Olimpia-Euroleague: il bilancio

Eurolega-Olimpia Milano

Come sempre negli ultimi anni quando si accostano le parole Olimpia-Euroleague le aspettative sono elevate, in quanto almeno a livello di roster l’Olimpia Milano è sempre stata competitiva anche nella massima competizione continentale. Ovviamente per disputare una buona stagione europea non basta avere un roster con nomi altisonanti ed avere delle ottime individualità, visto che il basket è un gioco di squadra e le partite si vincono soprattutto grazie alla propria difesa. Il rapporto Olimpia-Euroleague specialmente in questi ultimi anni è sempre stato veramente complesso, visto che la squadra milanese non si è mai dimostrata all’altezza delle big europee, in quanto l’ultimo gran risultato in Eurolega è stato con Banchi in panchina nella stagione 2013/2014, quando addirittura si sfiorarono le Final Four (disputate a Milano peraltro). Come ormai sappiamo la licenza decennale per disputare l’Eurolega andrebbe rinnovata se nell’arco dei 10 anni si concludesse la stagione per ben tre volte in ultima posizione, cosa che l’Olimpia ha centrato nella passata stagione (primo anno con questa licenza); di conseguenza nonostante gli impegni stagionali Olimpia-Euroleague termineranno ormai certamente alla fine della Regular Season, rimane da centrare l’obbiettivo di non arrivare di nuovo in ultima posizione, in quanto il mancato successo in questo traguardo rappresenterebbe un vero disastro per il futuro della società meneghina in Euroleague. In questo momento la classifica Olimpia-Euroleague vede la squadra di Coach Simone Pianigiani in terzultima posizione insieme al Barcellona (però a parità di vittorie l’Olimpia è sopra per gli scontri diretti) e sopra di una vittoria sull’Efes; il calendario dell’Olimpia Milano in Euroleague vede la partita fondamentale contro l’Efes proprio nella prossima gara e da giocare in casa, dunque una vittoria sarebbe importantissima per distaccare la squadra turca in classifica, specialmente se questa dovesse arrivare con un margine di almeno 6 punti (la gara d’andata finì 73-68 a favore dei turchi). Inoltre il calendario Olimpia-Euroleague dice anche che l’EA7 giocherà in casa contro il Valencia, altra squadra in lotta per evitare l’ultimo posto, seppur la situazione degli spagnoli sia più tranquilla rispetto alle tre squadre in coda; dunque per la squadra di Pianigiani sarà un finale di Regular Season infuocato e tutto da seguire.

Olimpia-Euroleague: analisi tattica

 

Il binomio Olimpia-Euroleague era iniziato anche con buoni segnali, in quanto nelle prime partite la squadra milanese aveva messo in seria difficoltà tutte le big europee, a cominciare dalla prima giornata in quel di Mosca contro il CSKA (persa dopo essere stata anche sul +16), passando per la partita in casa contro i campioni in carica del Fenerbache (persa solamente dopo un overtime) e per la partita di Madrid, in cui l’Olimpia aveva anche avuto la possibilità di sbancare la casa blanca. Dopo queste prime 3 partite è arrivata la prima vittoria, quella contro il Barcellona in casa, che aveva alimentato le speranze di poter disputare una grande Eurolega in casa Olimpia; da qui sono arrivati i primi problemi, con la disfatta di Tel Aviv in cui l’Olimpia perse senza mai essere in partita e la sconfitta ancora più pesante in casa contro lo Zalgiris, dove la squadra di Pianigiani perse addirittura 62-94. Detto ciò, andiamo ad analizzare quali sono i veri problemi della stagione europea:

 

    • Difesa: il problema principale della squadra milanese è senza dubbio la difesa, visto che è la peggior difesa dell’intera Eurolega; infatti l’Olimpia concede ben 85 punti di media a partita, con exploit negativi che arrivano a ben 4 partite con almeno 100 punti subiti solamente in Eurolega.

 

    • Costanti mismatch: sin dalla prima partita stagionale Coach Pianigiani ha scelto di giocare con Theodore come playmaker e Goudelock come guardia; seppur in attacco formano una buona coppia, nella fase difensiva sono dei mismatch in ogni partita di Eurolega, vista la scarsa attitudine a difendere dei due e i pochi centimetri e chili che hanno a disposizione. I due funamboli milanesi infatti vengono attaccati praticamente in ogni azione e la maggior parte dei diretti avversari li portano spalle a canestro sfruttando l’evidente vantaggio fisico, per concludere loro stessi o scaricare per un compagno libero dopo aver attirato il raddoppio difensivo. Probabilmente dovrebbero essere impiegati in alternanza, limitando così i mismatch e mettendo un giocatore utilissimo in quintetto come Dairis Bertans. Il defensive rating della squadra dice che quando i due sono seduti esso migliora notevolmente: il loro defensive rating dice infatti che con Goudelock in campo la squadra subisce 110 punti su 100 possessi, mentre quando è seduto la squadra ne subisce 102; discorso simile è con Theodore, in quanto il defensive rating dell’Olimpia passa da 107 a 103 punti subiti su 100 possessi

 

    • Scarsa conoscenza reciproca: Ovviamente cambiando la maggior parte del roster ogni anno complica notevolmente la stagione di una squadra; infatti uno dei problemi costanti dello scarso successo Olimpia-Euroleague è senza dubbio questo: sono molte infatti le partite perse per questo motivo, visto che nei finali in bilico essere un gruppo unito e conoscersi alla perfezione aiuta e non poco, inoltre anche la difesa risente di questa scarsa conoscenza reciproca, visto che spesso l’Olimpia ha avuto delle vistose distrazioni difensive. Inoltre, questo comporta lo scarso gioco di squadra, visto che l’Olimpia spesso e volentieri si è affidata alle giocate individuali dei vari Theodore, Goudelock e Micov. 

 

  • Percentuale di tiro concessa: A rinforzare il primo punto, possiamo notare che l’Olimpia concede il 55% al tiro da 2 punti agli avversari (contro il Khimki addirittura si sfiora il 70%) ed è tra le peggiori della Lega; per quanto riguarda il tiro da 3 punti, l’Olimpia è ultima nella Lega, in quanto concede il 43% di realizzazione dei tiri dall’arco agli avversari, con dei clamorosi exploit negativi con lo Zalgiris nella gara d’andata e il Maccabi nella gara di ritorno (65%) ed anche con il Panathinaikos all’andata e Stella Rossa al ritorno l’Olimpia ha concesso almeno il 50% dall’arco agli avversari.

Trento sogna: è finale! Milano, arrivederci al prossimo anno.

Partita da dentro o fuori stasera al Mediolanum Forum per l’EA7 Olimpia Milano.

L’ultima gara del genere per i biancorossi è stata l’indigesta sconfitta contro Sassari di due anni fa.

A circa un’ora dall’incontro il pubblico meneghino non ha ancora riempito l’impianto ed in campo c’è solo Trento a fare due tiri.

La tensione è palpabile, gli abbonati non sono propriamente felici della gestione e a testimoniare lo scontento ci pensano i pochi, almeno alle 19, ragazzi in curva che urlano epiteti non felici all’entrata di Sanders.

Al contrario sono solo scroscianti applausi all’ingresso degli uomini di Coach Buscaglia; i tifosi non vogliono perdere ma ammirano gli avversari che metto quel cuore che all’ Olimpia sembra mancare.

Anche l’entrata dei “men in red” è accompagnata con favore, se non per i fischi a coach Repesa: inutile dire che, per i tifosi, i mali della squadra sono da imputare in gran misura alla sua gestione.

Assenti per i padroni di casa, oltre al solito Dragic, Kruno Simon e anche Miro Raduljica, la cui probabile avventura italiana è al termine.

I tifosi si fanno sentire, vogliono questa vittoria per continuare a sperare. Bellissimo anche il momento dell’ inno nazionale con tutti a cantare: effetto 2 giugno?

Hickam, Cinciarini, Sanders, Tarczewski e Pascolo, in dubbi fino a pochissimo dall’ inizio per un trauma al ginocchio, partono per Milano.

Il forum è una bolgia, le parole di Repesa polemiche di inizio settimana devono aver caricato a molla l’ambiente.

PRIMO QUARTO

Si inizia subito con un viaggio in lunetta per Tarczewski che subisce il fallo di Sutton, 1/2.

I biancorossi sono imprecisi e perdono due palloni che mandano in contropiede i Trentini, che non è squadra da far correre sicuramente.

Batti e ribatti Tarczeski Sutton i primi due minuti di una partita con molte imprecisioni al tiro da entrambe le parti.

La tripla di Sanders fa esplodere il forum ma la difesa e i contropiede di Trento fanno rimanere la partita in parità.

E’ un Sutton show che nei primi 5 minuti ha già segnato 9 punti e l’ennesimo contropiede di Shields costringe Repesa al primo time out.  Al 5’ 11-14 Trento.

Dopo la sospensione tecnica la partita rimane in sostanziale equilibrio, Milano che cerca prevalentemente il gioco da 3 punti e trovando soluzioni solo quando gioca in area per Tarczewski.

Non basta però per fermare l’allungo di Trento fino ai +9 grazie all’asse Craft – Lechtaler.

Trento comincia però a sprecare troppo e il contropiede subito da Abass fa infuriare Buscaglia che chiama minuto. Con ancora 60” da giocare Milano è sotto 20- 24.

Ultimo minuto di sbavature e risultato che non si modifica: 20 – 24.

SECONDO QUARTO

Repesa stravolge il quintetto cambiando in toto i primi 5, cosa che non fa Buscagli inserendo solo Flaccadori e Forray.

Primi due punti di Hogue che fa a sportellate con un tenero Macvan, subito però ripresi da Kalnietis e una tripla di Fontecchio dall’ angolo.

Ovazione del forum per Bruno Cerella, utilizzato pochissimo fino adesso e messo in campo a dare la scossa ai compagni.

Milano risale al -5 con una tripla di Kalnietis, ma dietro si balla non riuscendo a ricucire lo svantaggio, fino alla schiacciata di McLean in contropiede che porta l’Olimpia sul 34 – 37.

Minuto per Trento e dentro Craft per Shields. Milano inserisce Cinciarini per Fontecchio.

Sanders comincia finalmente a difendere in questa serie, limitando Gomes fermo a 3’ minuti dalla pausa a soli 3 punti e attaccando anche molto bene come dimostra la tripla del 39 pari.

Flaccadori però non ci sta e solo soletto risponde con una tripla.

Milano ha aumentato decisamente la sua consistenza difensiva, dimostrando di essere più quadrata rispetto le uscite precedenti. Trento ha qualche difficoltà in più sul tiro da fuori, ma cercando i suoi lunghi rimane sempre molto consistente a giudicare dai 23 punti coordinati di Sutton e Hogue.

Il contropiede di Cerella, su suo recupero porta Milano a -1 facendo esplodere il forum!

Sutton però non è d’accodo , segnando 4 punti di fila e aumentando il suo score a 17 punti.

Sanders segna i due punti finali del quarto che ci racconta di una partita apertissima: 43 – 46 Aquila basket Trento.

TERZO QUARTO

Trento inizia subito con due facili del solito Sutton, ma Milano risponde con la tripla di Sanders.

Craft e Flaccadori segnano 5 punti in rapida successione e Repesa deve fermare il gioco: i fantasmi di Milano cominciano a bussare.

Hickman subisce fallo tirando da dietro la linea e il suo 2/3 rimanda al -5. La vera difficoltà dell’Olimpia sembra proprio quella di costruire un parziale accettabile. Soprattutto per l’inconsistenza difensiva. Clamorosi i buchi su Hogue in questo quarto.

Repesa richiama Hickman, dannoso come la grandine, e Cerella per Cicniarini e Kalnietis.

Milano non sembra essere entrata in campo scivolando anche a -12, Trento gioca il suo basket in maniera ordinata e con una difesa super: una gioia per chi ama questo sport.

Parziale Trento 22-10 a 3 minuti dalla fine del quarto.

Clamorosa la stoppata sul tiro di Hickman che manda Shields in contropiede e Milano a -17, notte fonda ad Assago.

Sanders, ennesima tripla, cerca di stoppare l’emorragia ma difensivamente sta compiendo passi indietro clamorosi e +18 ospite.

Flaccadori che fa saltare Mclean e schiaccia a canestro è il simbolo di questa serie.

Il tabellone dice +21 ospite assolutamente meritato ed un’ Olimpia Milano mai così brutta.

ULTIMO QUARTO

I primi tifosi cominciano ad abbandonare il palazzetto quando Sutton segna subito i primi due punti.

E’ anche difficile descrivere le facce dei giocatori di Milano, la partita è virtualmente finita e non fanno niente per riaprirla.

Dopo un antisportivo fischiato a Sutton sul contropiede di Abass Buscaglia chiama minuto per tenere alta la concentrazione.

Milano tenta di aprire un mini parziale con 5 punti di Abass, ma si è sempre sul -19.

Nessuno ci crede, ne i giocatori ne i tifosi visto che si sentono solo gli ospiti.

Tripla di Sanders con anche recupero di Cinciarini, -16 ma Trento torna di nuovo a canestro con i liberi di Craft. L’inconsistenza difensiva è shoccante.

L’ultimo quarto red è in mano solo ad Abass e Cerella che ci mettono energia.

“Prima uomini poi giocatori” urla la curva mentre il punteggio arriva di nuovo a -20; 75 – 95.

Ultimi minuti di puro garbage time, Trento completa l’impresa e va a giocarsi la finale scudetto: 82 – 102.

Questo è il capolavoro di Maurizio Buscaglia, una squadra tosta quadrata ed organizzata che va a giocarsi il sogno finale.

Meraviglioso lo studio nel colpire dove più fa male, in contropiede, ben 20 alla fine, ed in mezzo all’area (60 punti).

Sutton chiude con 26 punti, con Hogue e Shields a 17.

TRENTO

Le parole di Buscaglia: ” Siamo felici, pensiamo di aver giocato una serie solida e analizzando la partita possiamo vedere una prima parte con un punteggio molto alto. Ci abbiamo lavorato trovando spazi. Abbiamo subito in difesa ma dall’ altra parte abbiamo segnato. Abbiamo avuto un buon ritmo, e nel terzo quarto abbiamo fatto la differenza dietro segnando e smettendo di subire dietro. Abbiamo tradotto palle rubate in contropiede, aprendo bene il campo e limitando le palle perse. Cinque giocatori in doppia cifra, voglio premiare Sutton con la sua difesa e i 26 punti di oggi. E’ stato molto bravo a lavorare sulla concentrazione e tatticamente attaccando in palleggio i “4” di MIlano. Per vincere qui bisogna giocare al top e noi l’abbiamo fatto. Abbiamo capito quando abbiamo perso, dovevamo limitarli nel loro roster e Trento ha vinto. Siamo stati un team, siamo stati una cosa sola.”

OLIMPIA MILANO

Milano invece non è commentabile. Uno sprofondo difensivo, tanti problemi anche in attacco e una stagione che peggio di così non poteva chiudersi.

La gestione del gruppo Pascolo 0 minuti nei due quarti finali, Cerella 30 min in semifinale dopo 9 mesi di panchina sono solo due dei punti interrogativi. Ancora peggio se pensiamo che, in una partita che Milano doveva assolutamente vincere non è MAI stata sopra nemmeno per un quarto.

C’è da vedere adesso le decisioni che verrano prese, ma sicuro che nessuno vuole rivedere un altro anno così.

A fine partita le parole di Coach Repesa: “ Prima di tutto vorrei fare i complimenti a Trento per una serie giocata meglio e fare un in bocca al lupo per le finali. Un’altra cosa è chiedere scusa alla proprietà e ai tifosi ma onestamente quando qualcuno non riesce a fare qualcosa che voleva anche se ci scusiamo non cambia la sostanza. Non siamo arrivati ai playoff in condizioni ottimali e si è visto. La vita è cosi dobbiamo andare avanti, vedere cosa non è andato in una stagione lunga. Parlare della partita non mi pare molto sensato, terzo quarto la partita era già finita.

Non sento che la mia avventura sia finita qui, anzi. E’ il mio undicesimo anno qui, non è possibile che non mi si conosca: sono orgoglioso e responsabile. Nella mia carriera ho sempre avuto etica del lavoro, difesa e ho dato chance ai giovani. Stasera, tranquillamente posso tornare a casa e specchiarmi dicendo che ho fatto di tutto. E’ stato un anno problematico, stressante che ci ha dato un prodotto così. Se la società deciderà diversamente accetterò senza problemi, ma stasera ho provato di tutto per vincere. Non voglio mettere alla gogna nessuno, non è il tempo. Può essere che abbia fatto un paio di errori, come tutti e ne parleremo tra di noi. Non stasera a caldo, con un dispiacere così grande. Pochi giocatori in rosa? Avevamo giovani, atletici e dal punto di vista tecnico sia Simone (Fontecchio ndr) che Abass che saranno grandissimi. Stiamo programmando e ci vuole pazienza. Abbiamo deciso di tenere Cerella come ultimo, 14esimo. Purtroppo abbiamo perso qualcuno in corsa, Pascolo doveva essere operato ieri e ci abbiamo provato, Simon senza allenarsi non potevamo farlo giocare. Non cerco scuse perché non ci sono, merito loro non dimentichiamolo. Sanders ha fatto due allenamenti in tre mesi. Mi prendo tutte le responsabilità ma tanti problemi gli abbiamo tenuti dentro la società.”

Playoff Serie A, Capo d’Orlando-Olimpia Milano 80-94

Gara combattutissima, soprattutto nel primo tempo, la terza della serie dei Playoff di Lega Serie A tra Betaland Capo d’Orlando e Olimpia Milano. Ospiti intenzionati a condurre fin da subito, con gli isolani a tener testa egregiamente, tanto da chiudere il secondo quarto in vantaggio per 45-40, con 11 punti per Ivanovic e 7 per Diener. Il terzo quarto comincia bene per Capo d’Orlando con 5 punti di Berzins, ma Milano torna a prendere in mano il match e, dopo una rubata di Hickman, trova il sorpasso a quota 54-56. Il terzo quarto si gioca punto a punto, ma Raduljca e Hickman portano Milano a chiudere in vantaggio di 4 punti, in un quarto da 29 punti per gli ospiti, e mettono l’Olimpia nella posizione perfetta per far girare l’ultimo quarto a proprio favore. Tre triple consecutive di Milano, le prime due firmate da Kalnietis, mettono dieci punti tra Betaland e Olimpia, sul 71-81, costringendo i siciliani ad una rincorsa sempre più disperata, nonostante la spinta del calorosissimo pubblico del PalaFantozzi. Macvan mette un’altra tripla, Kalnietis sembra inarrestabile, l’Olimpia arriva al +13 prima che Capo riesca a ridestarsi, piazzando un parziale di 5-0 che la porta sull’80-88. Ormai però mancano poco più di 2′ al termine dell’incontro e Milano riesce senza troppo sforzo a gestire le ultime azioni chiudendo gara-3 sul punteggio di 80-94. Questa volta la grinta e il cuore della “piccola” Capo d’Orlando non son bastati per tener testa alla testa di serie lombarda. Milano si porta sul 2-1 nella serie, ad un solo passo dal vincere questo primo round dei Playoff.

Appuntamento per gara-4 fissato per giovedì 18 maggio, sempre al PalaFantozzi.

 

Betaland Capo d’Orlando – EA7 Emporio Armani Milano (19-20; 45-40; 64-69)

Betaland Capo d’Orlando: Galipò ne, Ihring ne, Tepic 11, Iannuzzi 10, Laquintana 3, Nicevic 2, Kikowski 7, Delas 11, Diener 9, Donda ne, Ivanovic 16, Berzins 11.

All: Di Carlo

EA7 Emporio Armani Milano: McLean, Fontecchio ne, Hickman 11, Kalnietis 13, Raduljica 14, Macvan 12, Pascolo 13, Tarczewski 2, Cinciarini 9, Abass 2, Cerella ne, Simon 18.

All: Repesa.

Eurolega Devotion Most Improved Player – Nicolò Melli

Brooklyn Nets Melli

Flashback.

“Dai Nick 30 secondi, siamo sopra di 5! Ci siamo, una è andata una è andata e voliamo verso le Final four!! No, ma.. Melli ma cosa stai facendo?? Ma come antisportivo ma che fallo è? Oddio, adesso ci recuperano… no, no i supplementari NO! MELLI MANNAGGIA A TE!!!”

Il Nick in questione sarei io. Per quanto riguarda l’altro Nik (Melli) invece partiamo da qui.

Sommariamente, tramite le parole del mio amico Andrea e dei “tifosi” Olimpia (vi assicuro molto ripulite), torniamo indietro a forse uno dei giorni sportivamente più duri nella carriera di Nicolò Melli: Final Eight Eurolega 2014 Olimpia – Maccabi Tel Aviv.

Inutile ricordarvi com è finita, lo so che lo sapete.

Come troppo spesso accade a Milano, c’è bisogno di un capro espiatorio e quel ragazzone di 2,05 con la faccia da bambino è perfetto.

Pochi si ricordano però lo stoicismo con cui ha giocato quella partita, un ginocchio praticamente andato, né la tripla del +13 in un momento difficilissimo per i biancorossi e ancora meno le sue statistiche: 100% da 3 punti (3/3), 4 rimbalzi e +9 di valutazione finale.

Ho scelto questo momento a differenza di altri, proprio perché già cominciavano a vedersi le reali potenzialità di Melli, ed in un certo qual modo è stata davvero una delusione che sia stato proprio lui a commettere quel fallo.

START

Se di definizione pensiamo ad uno sport con gente alta, dinamica e comunque potente, difficilmente scappiamo dal pensare o al basket o alla pallavolo.

Bene, Nik nel sangue ha non solo il talento di papà Leo, ex basket Reggio come il figlioletto, ma soprattutto della madre, al secolo la statunitense Julie Vollertsen medaglia d’argento con la pallavolo ad i giochi di Los Angeles 1984.

Insomma, difficile aspettarsi un futuro diverso da quello sportivo per un bimbo extralarge, cresciuto in un contesto in cui lo sport era tutto.

Ricorda il suo coach Andrea Menozzi, che lo ha avuto nelle giovanili reggiane: «Era una forza della natura. Volendo avrebbe potuto portare palla e segnare quasi in ogni azione, ma cercavamo di ampliare le sue scelte “invitandolo” a giocare spalle a canestro».

Se non vi basta, vi ricordo che Melli è stato convocato per la prima volta in panchina in prima squadra da Fabrizio Frates.

La particolarità? Aveva solo 13 anni. 13.

No sorprende quindi che a 16 stia già giocando, sempre a Reggio, in Legadue con un abbondante 12 minuti di media la prima stagione.

Ci resterà tre stagioni, con la seconda stoppata da un infortunio al ginocchio che lo lascerà con sole 13 presenze; l’ultimo anno invece ci regala cose come 24 punti, 14 rimbalzi e 32 di +/- per una media di 10.7 punti. Mind blowing.

Young and beautiful (cit.)

MILANO MON AMOUR

Ovviamente se le maggiori squadre europee ti mettono gli occhi addosso, e i più maligni aggiungerebbero se c’è un buyout da pagare, l’Olimpia Milano non può permettersi di lasciarti scappare.

Melli è chiamato al salto: abbandonare il nido e saltare via verso la maggior vetrina europea ovvero l’Eurolega.

Sfortunatamente l’Olimpia di quei tempi non era proprio la corazzata, almeno in campionato, che possiamo ammirare oggi.

Al timone c’era Piero Bucchi, che concluse nel Gennaio 2011 la sua carriera meneghina lasciando la panchina a coach Dan Peterson fino a fine stagione, conclusasi in maniera terribile.

In una squadra così allo sbando, ma comunque con ambizioni di vittoria poteva non essere il contesto ideale quindi si optò per mandare Melli in prestito a Pesaro, mai scelta fu più saggia.

Trovando un contesto, ed un allenatore ideale come Luca Dalmonte non delude le aspettative, raddoppiando il suo minutaggio a 16 minuti in campo e segnando all’ultima giornata il suo massimo di punti in serie A: 17.

Volete sapere contro chi? Bravi, proprio Milano.

Finita l’era “Mmm per me numero uno!” (se non sapete di cosa sto parlando guardate il link SUBITO) è il momento di Sergio Scariolo.

L’attuale selezionatore della roja riporta immediatamente a casa Melli, e lo mette a lavorare con Mario Fioretti (attuale vice di Repesa), che si occupava della cura dei lunghi.

Sotto Fioretti, Nik lavora soprattutto sul tiro, ancora altalenante, e sulla capacità di reggere gli urti diventando così molto più resistente sotto le plance.

Il lavoro ovviamente paga.

La ricompensa si manifesterà poi un paio di anni dopo, con Luca Banchi quando Melli e l’Olimpia disputano una delle più belle stagioni degli ultimi anni riportando a casa lo scudetto che mancava da 18 anni.

Melli è fondamentale non solo per le sue caratteristiche tecniche, che lo portano ad essere un ottimo “trait d’union” tra le varie stelle in squadra, ma molto per le sue capacità umane che lo porteranno ad essere nominato vice-capitano.

Torniamo quindi all’ inizio della storia. Non tutti sanno che Nik ha giocato quella partita, ma anche la finale scudetto, con un ginocchio in condizione tremende tanto da costringerlo ad andare sotto i ferri ed un extra lavoro estivo nella stagione 2014/2015.

Questa sarà però l’ultima stagione sotto il Duomo.

Le voci sono tante: contratto non all’altezza, litigi o scarso feeling con l’ambiente.

La realtà è ben diversa come detto dallo stesso Melli nel suo discorso di commiato:

Addio, Milano.

“Cinque volte “grazie” come cinque sono gli anni che ho vissuto intensamente a Milano.
I miei ringraziamenti dovrebbero essere molto più numerosi visto tutte le persone che mi hanno voluto bene, ma in poche righe è difficile racchiudere i sentimenti che sto provando.
Innanzitutto il ringraziamento più sentito va al signor Giorgio Armani.
E poi al signor Proli e a tutti i dirigenti che si sono alternati in questi anni, perchè mi hanno permesso di vivere un’esperienza lunga ed avvincente.
Ringrazio ciascun allenatore, capo o vice che sia, che mi ha permesso di crescere sia come uomo che come giocatore.
Grazie a tutti i compagni di squadra con cui ho avuto l’onore di giocare in questi anni.
Grazie allo lo staff medico che mi ha curato e seguito con grande professionalità, grazie ai ragazzi dell’ufficio con cui ho condiviso anche tanti momenti fuori dal campo e grazie ai magazzinieri e ai custodi con cui ho riso e scherzato prima e dopo ogni allenamento: porterò tutti nel cuore.
Grazie ai tifosi che mi hanno voluto bene e anche a quelli che mi hanno criticato.
Sono profondamente rammaricato che quest’anno sia finito così, ma altrettanto convinto che il futuro dell’Olimpia sarà radioso.
Ci sono tantissimi ricordi che porterò con me e che custodirò gelosamente, primo tra tutti la felicità immensa per lo scudetto vinto l’anno scorso.
Sono arrivato qui che ero un bimbo e me ne vado da ragazzo adulto felice e orgoglioso di quello che ho fatto sapendo di aver sempre anteposto a tutto il bene della squadra.
Ho deciso di vivere una nuova esperienza all’estero per crescere, augurandomi così di diventare un giocatore migliore.E un domani chissà…… Arrivederci e sempre forza Olimpia

La verità è che ormai c’era bisogno di un altro contesto, in cui poter dimostrare di non essere un’eterna promessa ma una stella vera e propria, pronta a brillare nel firmamento europeo.

AUF WIEDERSEHEN ITALIEN

                              Goldjunge

La proposta arriva dal Brose Bamberg e da una vecchia conoscenza italiana: Andrea Trinchieri.

In Germania Melli non solo trova un vero e proprio enclave italiano, presenti anche il preparatore atletico Sandro Bencardino ed il direttore sportivo Daniele Baiesi, ma anche un ambiente in cui non avverte di essere un secondo violino (es. con Gentile a Milano) ma davvero un big man.

Come ricordava lo stesso Trinchieri, Wanamaker, adesso al Darussafaka, rimase davvero colpito dalle potenzialità di Melli sin dal primo allenamento.

Ha aumentato il suo raggio d’azione con continuità fuori dall’arco, cosa comunque già vista a Milano (basti pensare alle triple in Gara-6 contro Siena) ed è pronto d essere il giocatore di riferimento per quel ruolo.

Il duro lavoro, il sistema di gioco e l’ambiente hanno portato a quella definitiva consacrazione di Giocatore più migliorato d’Europa, Miglior “4” in Eurolega ecc ecc che solo un paio di anni fa sembrava un risultato insperato.

A soli 26 anni Nicolò Melli è pronto a compiere un salto ulteriore, Real Madrid o NBA che sia è pronto a diventare il leone di questo circo cestistico.

MELLI: NOTA PERSONALE

Posso dire che Nik l’ho visto giocare tante volte quando era qui a Milano, dove abito da sempre.

Scontato che è sempre stato uno dei miei preferiti, anche se so che scrivendo questo pezzo sembra essere un po’ “da paraculo”.

In realtà il mio ricordo va a qualche settimana fa, quando Nik è tornato nella sua casa sportiva in occasione del confronto tra Olimpia e Bamberg.

Ho avuto la fortuna di scambiarci poche parole, di vederlo in spogliatoio e di respirare l’aria di festa al suo ritorno; è stato come quando rivedi un vecchio amico delle superiori che ha fatto carriera e viene a trovarti in assoluta normalità.

Melli è questo: il solido lavoratore che possiamo trovare in ogni ambito della vita, che credendo nel suo lavoro fino allo sfinimento è riuscito dove gli altri pensavano fallisse.

Siamo cresciuti insieme, visto che siamo quasi coetanei, io nel mio amore per la pallacanestro lui nel talento: quindi per questo seguirò sempre Nicolò Melli con un affetto che non potrei provare per nessun altro giocatore di questo meraviglioso sport.

Il ritorno di Langford: EA7 Olimpia Milano – Unics Kazan

Ultima giornata di Eurolega e al Mediolanum forum torna un vecchio amico: Keith Langford. Andranno a sfidarsi due squadre che dopo stasera saluteranno la competizione per quest’anno ovvero Olimpia Milano e Unics Kazan.

La partita in sè ha davvero poco da raccontare, visto che sia Milano (8-21) che Kazan (7-22) sono spiaggiate sul fondo della classifica, se non per evitare la poco invidiabile posizione di ultima in classifica.

Partita in leggera differita alle 20:55 su Fox Sports, per lasciare spazio a Darussafaka – Stella Rossa delle 19:00.

WELCOME BACK KEITH

 

 

Inutile nascondersi, per tutti i tifosi milanesi la partita in sé conta poco ma non vedono l’ora di riabbracciare Langford.

L’attuale capocannoniere di Eurolega ha giocato due anni, dal 2012 al 2014, in biancorosso lasciando ricordi indimenticabili.

Vincitore del titolo di capocannoniere e dell’ Alphonso Ford trophy (mvp Eurolega) nel 2014 è stato anche il simbolo di quella squadra arrivata così vicino alle final four di Milano, ma sconfitta dal Maccabi di David Blatt.

Il 27 giugno del 2014 gioca e vince la finale scudetto in gara-7 contro Siena e dopo un momento di commozione molto forte si apprestava a lasciare Milano, fino a questa sera.

Keith è molto legato all’Italia, visto che ha giocato anche con Cremona, appena arrivato nel nostro paese post college, Biella e soprattutto Virtus Bologna dove ha conquistato l’Eurochallenge da MVP.

Passato poi al Khimki, dove incontra Scariolo che lo porterà proprio a Milano, si trasferisce in Israele al Maccabi dove è ancora amato quasi quanto nel capoluogo lombardo.

Langford è stato un campione indimenticabile, che ha vinto meno di quanto meritasse ma certamente stasera riceverà in premio l’affetto sconfinato del popolo biancorosso.

LA PARTITA UNICS

Ben poco da dire sul piano del gioco, partita buona solo per le statistiche visto l’andamento delle due formazioni.

L’Unics viene da una striscia di 12 sconfitte consecutive, battendo così il precedente e poco ambito record di più lunga striscia perdente (10 quella di Milano).

Idee poche e confuse a giudicare anche dalla dichiarazioni dell’allenatore Egveny Pashutin: “ Giocheremo per vincere. Sarà importante fermare Raduljica, Pascolo e Macvan sotto canestro. Giocare aggressivi sui tiratori come Hickman, Abass, Fontecchio e Sanders. Dobbiamo controllare i rimbalzi e muovere la palla.” – aggiungo io, “che al mercato mio padre comprò” tanto per citare una famosa canzone di Branduardi visto il casino.

Sicuramente più interessanti gli spunti di Danilo Andusic: “Questa partita non vuol dire niente per entrambe le squadre, ma sicuramente non arrivare ultimi in Eurolega può darci una belle confidenza e fiducia non solo per la prossima stagione, ma anche per il finale di campionato. Milano è un’ottima squadra, con guardie in grado di giocare ad alti livelli ogni sera e lunghi capaci di dominare l’area. Abbiamo la possibilità di dosare le nostre energie e vedere se Milano sarà in grado di fare lo stesso. Se lo faremo penso abbiamo grandi possibilità di lasciare la città con una vittoria. Nessuno ha pressioni, questo vuol dire che secondo me assisteremo ad una bella gara.”

MILANO: FINE CORSA

Arriva quasi come una benedizione la fine di questa Eurolega per MIlano, anche perché la fatica comincia a frasi sentire.

Causa infortuni, le rotazioni sono state davvero risicate nell’ ultimo periodo cosa che si è vista perfettamente domenica, durante la sonora sconfitta contro Trento.

Sono solo tre i precedenti tra Olimpia e Unics Kazan. Due risalgono alla stagione 2011/12, nelle Top 16, con una vittoria per parte. L’Olimpia vinse a Milano 63-58 con 16 punti di Antonis Fotsis ma dopo aver perso a Kazan 59-44. Quest’anno l’Unics ha battuto l’Olimpia 100-79 con 25 punti di Keith Langford.

Aldilà dell’ultima posizione oppure no la campagna europea è stato un chiaro fallimento. Milano dovrà imparare dagli errori di quest’anno per evitare nuovamente situazioni del genere.

Perché la pazienza dei tifosi, dopo tre anni molto buoni, è stata duramente messa alla prova.

Torna in campo Gentile, accordo con l’Hapoel Jerusalem

Gentile

Colpo di scena, o quasi, nella vicenda Alessandro Gentile: ufficiale il suo passaggio all’Hapoel Jerusalem.

L’ex capitano dell’ Olimpia Milano ha infatti raggiunto un accordo fino a fine stagione con la squadra israeliana.

Gentile quest’anno ha giocato 6 gare in A con Milano (9.5 punti, 3.8 rimbalzi e 3.2 assist) e 8 nella lega greca in maglia Panathinaikos (5.8 punti, 2.5 rimbalzi e 1.6 assist). In Eurolega, 9 gare con l’EA7 (10.8 punti) e altrettante con il Pana (3.2 punti).

ROAD TO JERUSALEM

Solo un mese fa raccontavamo di come, dopo la fine del rapporto con il Panathinaikos, Alessandro avesse deciso di continuare ad allenarsi in solitaria al Lido di Milano.

Il giocatore aveva inizialmente rifiutato i club di serie A2, Treviso e Fortitudo Bologna su tutte, ovvero gli unici che potessero pensare ad un suo trasferimento, visto che le norme vigenti non avrebbero permesso di farlo accasare in un club di massima serie.

L’unica soluzione praticabile era quindi quella di un club straniero, che fino a ieri sembrava davvero poco probabile.

E’ plausibile che Ale volesse ripartire da una squadra, ma soprattutto da un campionato, più sereno e con qualcuno che magari lo conoscesse bene per evitare le frizioni avute con Xavi Pascual.

L’ancora di salvezza è arrivata sotto forma di una vecchia conoscenza azzurra: Simone Pianigiani.

L’ex coach della nazionale conosce bene Gentile avendolo fatto non solo debuttare nel 2011, ma anche convocandolo sia ad Eurobasket 2013 che nell’edizione 2015, dove ricordiamo i suoi 21 punti contro l’Islanda a Berlino.

Coach Pianigiani ha dichiarato a riguardo: E’ un giocatore di immenso talento e ci conosciamo anche molto bene. E’ un’ ottima opportunità per noi, può coprire diverse posizioni e aggiungere un notevole potenziale al team”.

L’ Hapoel è attualmente al sesto posto nel campionato israeliano, ma sicuramente con ambizioni di vittoria e con ancora ben otto giornate ancora da disputare.

Ma com è nato l’accordo? Come riportato dalla Gazzetta dello sport, la proposta arrivata sul tavolo di Riccardo Sbezzi, procuratore di Alessandro, in pochissimo tempo è stata accettata.

Ieri, partite le consultazioni del caso tra Milano ed Atene, si è giunti all’annuncio ufficiale con un video di presentazione sui social.

Il team ha già fatto sapere al giocatore che potrà indossare l’adorata maglia numero 5.

In Israele ritroverà anche un vecchio compagno di squadra come Curtis Jerrels, indimenticato il suo canestro contro Siena in gara-6.

Gentile raggiungerà Gerusalemme domenica mentre ne frattempo continuerà a seguire il suo programma di allenamento a Milano, aiutato da papà Nando concentrandosi in particolare sul miglioramento del tiro da fuori, grazie anche ad una speciale macchina spara palloni fatta arrivare grazie a Doug Lauwers. Il belga, ora ha Bergamo, ha iniziato la sua carriera da shooting coach seguendo per l’Italia queste nuove tecniche di allenamento.

ROAD TO EUROBASKET

Ancora più contento sarà probabilmente Ettore Messina, coach della nazionale italiana.

Non è un mistero che lo staff azzurro, negli ultimi tempi avesse mostrato preoccupazioni per le sorti di Gentile anche ricordandosi le condizioni in cui arrivò Bargnani allo scorso pre-olimpico.

Soprattutto noi tifosi riponiamo grandi speranze per questo finale di stagione di Ale, augurandoci grandi risultati a questi europei che vedranno l’Italia protagonista in Israele dal 31 Agosto e che seguiremo per voi sulla pagina Eurolega Devotion.

PAROLA DI ALE

In un’intervista a IsraelHayom Gentile ha fornito le prime dichiarazioni: “Voglio mettermi in gioco e l’Hapoel è l’occasione giusta. Sono felice di aver firmato. Della squadra conosco il coach Pianigiani che mi ha allenato in Nazionale e lui sa bene cosa posso dare; conosco Curtis Jerrells per averci giocato insieme a Milano; conosco come avversari Dyson e Kinsey e ovviamente, come tutti so chi è Amar’e Stoudemaire e non vedo l’ora di conoscerlo di persona. Il contatto? E’ nato dopo l’addio al Panathinaikos, di cui ho dovuto accettare la decisione di coach Pascual che non avrei fatto parte più del roster. Ho seguito l’Hapoel nella semifinale contro il Valencia. Per me tornare a giocare è poter fare la cosa che amo di più e per la Nazionale spero che possa mettere in grado serenamente coach Messina di decidere se utilizzarmi: per me non è il momento di pensare agli Europei”. 

Eurolega Preview: Zalgiris Kaunas – EA7 Olimpia Milano

Ultima trasferta europea di questa stagione per l’EA7 Olimpia Milano, che dovrà affrontare il lungo viaggio fino alla “Zalgiro Arena” di Kaunas.

I padroni di casa dello Zalgiris hanno perso la settimana scorsa la possibilità di agganciare il treno playoff, nonostante un discreto record di (13-15).

Milano invece ha ormai terminato da tempo la sua rincorsa alla post season  vista anche la difficile situazione infortuni.

Partita in diretta dalle ore 19:00 su Fox Sports, canale 204 di Sky.

I DIAVOLI DI KAUNAS

Coach Sarunas Jasikevicius

Diciamo la verità: quanti di noi si aspettavano una stagione come questa dagli uomini di coach Jasikevicius?

Partiti con ben altre aspettative i lituani, grazie ad un’ottima circolazione di palla, discrete percentuali al tiro e una solida “cattiveria” difensiva baltica sono arrivati a sognare un posto playoff fino a tre giornate dal termine.

La squadra fa affidamento, dal punto di vista offensivo, a Paulius Jankunas (13.1 ppg., 6.1 rpg.) e Brock Motum (10.7 ppg.).

All’ andata lo Zalgiris aveva sbancato il Mediolanum Forum, 70-78, con Artus Milaknis autore di un 4/6 dalla lunga distanza.

Fattore offensivo conterà il giusto contro una squadra come Milano, visto che ha una delle peggiori difese della competizione, mentre molto di più bisognerà fare attenzione in difesa dato che i meneghini occupano la posizione numero quattro alla voce “miglior attacco”.

Altro “big name” della formazione di Kaunas è Leo Westermann.

Il play francese è stato uno dei pochi a offrire un rendimento costante questa stagione (8.3 ppg. , 5.3 apg.) ed è sicuramente l’uomo da cui sono passate molte delle speranze lituane..

Menzione, con plauso, finale per Jasikevicius che ha realizzato un mini capolavoro.

Dopo esser stato contattato nell’anno del su ritiro dal Panathinaikos, per diventare subito capo allenatore, l’ex Maccabi ha preferito tornare a casa come vice per prepararsi al meglio al cambio di ruolo e sembra esserci riuscito in fretta.

Promosso a head coach ha fatto rapidamente capire che la “Euroleague Legend” ( 4 Eurolega vinte) è già pronto a far vedere dalla panchina quello che era anche in campo: un vincente.

Già pronto per una grande panchina europea l’anno prossimo?

MILANO QUASI ALLA FINE

“Solo un’altra settimana” credo sia il pensiero di tutti i tifosi ed i membri dello staff dell’Olimpia Milano.

Non solo la stagione si è ampiamente conclusa da mesi, viste le innumerevoli sconfitte ed il risibile 7-21 di record, ma si sta vivendo un’incredibile emergenza infortuni, a cui però fortunatamente si aggiunge il rientro di Rakim Sanders.

Assenti infatti: Zoran Dragic, Kruno Simon, Simone Fontecchio, Bruno Cerella  a cui si aggiunge anche uno degli uomini più attesi, Mantas Kalnietis.

Il lituano non solo è cresciuto nello Zalgiris, ma ci ha passato anche gran parte della sua carriera agonsitica.

Dal 2003 al 2012 Kalnietis ha vestito la casacca del club di Kaunas, vincendo 4 campionati Lituani e 4 volte la lega Baltica; passato poi alla Lokomotiv Kuban è tornato per un’altra mezza stagione a “casa”per poi accasarsi a MIlano.

Come sempre prima delle partite ha parlato Coach Repesa: “Siamo in un momento di evidente difficoltà perché siamo in pochi e abbiamo cercato di utilizzare alcuni giocatori in ruoli differenti come Dada Pascolo da 3 o Jamel McLean da 4 ma per farlo con efficacia servono allenamenti che non abbiamo potuto fare in misura adeguata. Dobbiamo restare forti e uniti e per questo ci serve anche il supporto della nostra gente. L’obiettivo è recuperare gli infortuni, consolidare il nostro stato di salute e infine arrivare pronti ai playoffs per centrare il nostro importantissimo obiettivo dello scudetto. Ma al momento vogliamo concentrarci su Kaunas e fare il meglio che si possa fare in questa situazione nelle ultime due gare di EuroLeague”.

“Non è andata come volevamo. Eravamo partiti molto bene, vincendo quattro delle prime sette e assestandoci in alto. Poi per due mesi abbiamo giocato veramente male, precipitando in classifica”– continua l’allenatore croato –” Quando ci siamo assestati, abbiamo vinto qualche partita e siamo stati molto competitivi anche in trasferta, vedi Madrid o Istanbul: eravano le partite che potevano rilanciarci e permetterci di inseguire di nuovo i playoffs. Purtroppo quelle vittorie le abbiamo solo sfiorate e uscendo dalla corsa in qualche caso abbiamo un po’ mollato. Gli infortuni che poi ci sono piombati addosso hanno fatto il resto e potrebbero essere usati come scusa ma non l’abbiamo mai fatto”.

Infine un commento su Simone Fontecchio: “Il grande rammarico è stato averlo perso nel momento migliore, in cui stava emergendo. Le partite saltate gli avrebbero permesso di maturare quell’esperienza internazionale che in carriera non ha ancora potuto maturare e gli sarebbe servita per il futuro. Questo mi dispiace molto”.

Eurolega preview: EA7 Olimpia Milano – Brose Bamberg

Penultimo turno casalingo di Eurolega per l’Olimpia Milano, che affronterà in casa il Bamberg di Trinchieri ma soprattutto di una vecchia conoscenza: Nicolò Melli.

Leitmotiv delle ultime giornate, tanto per una quanto per l’altra squadra, è il giocare solo per il blasone personale, visti gli scarsi risultati di entrambe le formazioni.

Partita in diretta alle 20:45 su Fox Sports.

THE ITALIAN JOB

The return as a king

A parte essere il titolo di un fortunato film del 2003, descrive anche molto bene l’attuale realtà del team tedesco.

Melli e Trinchieri a parte, anche il direttore sportivo Daniele Baiesi ed il preparatore atletico Sandro Bencardino sono nati nel “Belpaese”.

Nick, sicuramente possiamo definirlo al vertice della piramide, anche per lo straordinario lavo fatto in questa stagione: 11.7 ppg tirando col 50.9% e 7.6 rpg.

La “crew” ha prodotto la vittoria di: un campionato tedesco 2015-2016, 1 supercoppa tedesca e 1 coppa di Germania.

Il Bamberg è comunque una squadra temibile, visto che nelle ultime 6 edizioni ha vinto 4 volte il titolo nazionale.

All’ andata però a spuntarla furono i milanesi con una sofferta vittoria, dopo un tempo supplementare, per 106-102 con 27 punti di Darius Miller e la sua prestazione da 6/11 da dietro l’arco.

E’ stata anche la prima volta che i tedeschi hanno superato quota 100 punti in Eurolega.

Altro ex della serata è Leon Radosevic, che ha giocato nella stagione 2011-2012 tracce fila dei meneghini.

Parlando della partita di stasera il Bamberg parte coi favori del pronostico, non solo per le numerose assenze dell’ Olimpia ma sopratutto per le sostanziali differenze di gioco.

I punti di forza ad inizio anno di Milano, come il cambio sistematico tra lunghi, potrebbero risultare invece fatali considerando la versatilità degli uomini di Trinchieri.

QUASI AL TRAGUARDO

Sta per finire l’agonia dell’Olimpia Milano, praticamente tagliata fuori dai playoff da Gennaio, che termina così una stagione europea alquanto travagliata.

Dopo la striscia negativa le speranze degli uomini di Repesa erano già basse e le successive prestazioni alterne non hanno fatto altro che aumentare il gap.

In compenso, questo generale squilibrio ha permesso di far vedere il vero valore di Pascolo, magnifico nelle ultime gare e Carrier high di 15 punti in Eurolega contro Olympiakos e Darussafaka, oltre che esperienza per un ritrovato Abass e Fontecchio.

Per quando banale possa sembrare, il non finire sul fondo può essere davvero importante per costruire al meglio la prossima stagione e non solo in orbita mercato.

Stasera saranno ancora assenti i lungodegenti Dragic, Fontecchio e Simon con Sanders, che dopo i 13 minuti giocati contro il Panathinaikos, che vedremo quanto spazio avrà.

Coach Repesa ha parlato dopo la gara di Atene: “Purtroppo abbiamo una situazione molto difficile a causa degli infortuni. Non avevamo panchina o rotazione. Vorremmo finire bene la stagione ma onestamente non è facile. Giocare in emergenza contro questa squadra dovevamo controllare il ritmo e limitare le palle perse. Non abbiamo fatto tutto bene ma nessuno si è fatto male e siamo stati in grado di competere”- mentre a riguardo di stasera- “ Vogliamo finire la stagione al meglio ma sappiamo sarà molto difficile visti gli infortuni che ci stanno falcidiando. Le rotazioni saranno corte, dovremo quindi seguire il piano gara cercando di limitare il numero di contropiedi.”

Argomento infortuni sempre molto caldo, a cui fa eco anche Mantas Kalnietis: “Sono contento di esser riuscito a rientrare un po’ prima per aiutare il team in un momento critico. Davanti al nostro pubblico, nonostante le difficoltà vogliamo regalare loro una vittoria.”