Raptors, Kyle Lowry si infortuna e accusa Robinson: “Giocata sporca”, la replica: “Colpa sua”

Pronostici marcatori NBA-Kyle Lowry

Kyle Lowry è uscito dolorante dopo la partita con i New York Knicks della scorsa notte, complice un contrasto di gioco con Mitchell Robinson, colpevole di essere franato sulla caviglia destra della point-guard dei Raptors nel tentativo di recuperare un pallone alla fine del terzo quarto del match.

Lowry si è seduto in panchina con il ghiaccio alla caviglia, e non è rientrato per il resto del match, terminando la sua gara con 15 punti (con 5 triple a bersaglio), 8 assist e 6 rimbalzi in 26 minuti di gioco.

“Penso fosse un intervento un po’ sporco” ha tuonato la star dei Raptors dopo il match “Robinson mi ha afferrato e tirato giù: è un ragazzino e non so se lo ha fatto di proposito o meno, ma spero che imparerà la lezione per la prossima volta.

 

Il 5 volte All-Star sarà sottoposto a controlli, anche se i Toronto Raptors sono abbastanza fiduciosi circa l’entità dell’infortunio, secondo quanto riferito da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Coach Nick Nurse ha affermato dopo la partita di “non essere particolarmente preoccupato” dall’infortunio, tirando un sospiro di sollievo. I Raptors torneranno in azione mercoledì notte contro gli Oklahoma City Thunder, potendo contare sul ritorno in campo di Kawhi Leonard e sul neo-acquisto Marc Gasol, che si sta inserendo sempre di più negli schemi della squadra.

Mitchell Robinson: “Sono solo caduto, perché scusarsi?”

Il lungo dei Knicks Mitchell Robinson ha risposto alle accuse di “giocata sporca” di Kyle Lowry, liberandosi di ogni tipo di responsabilità nell’infortunio:

Sono solo inciampato, se devo scusarmi di qualcosa, mi dispiace di essere caduto proprio sopra di lui. (Lowry, ndr) si sbaglia se pensa che io possa aver fatto apposta. Mi spiace che si sia fatto male, in ogni caso

Il rookie dei New York Knicks ha quindi allegato al suo messaggio di “scuse” una foto dell’episodio incriminato, che ritrae Kyle Lowry afferrare Robinson per il braccio, quasi trascinandolo a sé un secondo prima di finire a terra.

In attesa del ritorno di Lowry, tra l’altro appena rientrato da un precedente infortunio alla caviglia sinistra, i minuti dell’ex Houston Rockets verranno probabilmente occupati da Jeremy Lin, arrivato lo scorso gennaio in Canada.

Fortunatamente per loro, i Raptors possono contare su un roster profondo e di livello, con molti punti nelle mani di giocatori che partono spesso dalla panchina, come Fred VanVleet. L’assenza di Kyle Lowry potrà essere così ammortizzata al meglio, anche se dalle parti della Scotiabank Arena sperano tutti in un pronto rientro, visti i playoff sempre più vicini, in una stagione partita sotto grandi aspettative, soprattutto dopo il colpo Leonard della scorsa estate.

I Toronto Raptors (50-21) si stanno confermando come i favoriti ad Est, dietro ai soli Milwaukee Bucks di Antetokoumpo. Nella speranza di un definitivo salto di qualità, dopo le cocenti eliminazioni ai playoff precedenti, a Toronto sono tutti concentrati e uniti verso un’unico obiettivo atteso ormai da troppo tempo, le Finals.

La situazione in casa Dallas Mavericks: il futuro promette bene

La stagione dei Dallas Mavericks è stata una stagione in cui si sono gettate le basi per un futuro luminoso, visto che la scelta di puntare su Luka Doncic ha ripagato eccome.

Infatti il talento sloveno ha disputato sin qui una stagione straordinaria, dimostrando di poter segnare in tutti i modi possibili ma non solo; infatti l’ex giocatore del Real Madrid è anche un ottimo passatore oltre a saper anche catturare vari rimbalzi ed è sicuramente il candidato numero uno alla vittoria del Rookie Of The Year. Le statistiche in stagione della stella dei Dallas Mavericks sono esorbitanti: 21.1 punti, 7.5 rimbalzi e 5.8 assist di media, anche se deve migliorare leggermente le sue percentuali al tiro, specialmente quello da 3 punti e dalla lunetta.

DALLAS MAVERICKS: IL CAMBIO DI ROTTA CON LA MAXI-TRADE PER PORZINGIS

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Prima della trade deadline i Dallas Mavericks si trovavano in lotta per un posto nei playoff, ma poi la scelta della trade per portare Kristaps Porzingis a Dallas insieme a Trey Burke, Courtney Lee e Tim Hardway Jr. in cambio di DeAndre Jordan, Wesley Matthews , Dennis Smith Jr. e due prime scelte future ha sicuramente cambiato le aspettative sui Dallas Mavericks in questa stagione, vista specialmente l’assenza di Kristaps Porzingis fino alla prossima stagione. Da quel momento in poi la stagione dei Mavs è precipitata, visto che sono arrivate molte sconfitte, ma le ambizioni sono diventate molto più elevate in quanto la prossima stagione Luka Doncic avrà al suo fianco un’altra superstar come il lettone, un lungo dal talento cristallino in grado di sfornare doppie doppie e ventelli a raffica.

FREE AGENCY E FUTURO

Kemba Walker, obbiettivo dei Dallas Mavericks nella prossima Free Agency

Con l’arrivo in quel di Dallas del lungo lettone Kristaps Porzingis, i Dallas Mavericks potranno anche tentare di firmare degli ottimi giocatori nella prossima free agency, visto che una squadra con Luka Doncic, Kristaps Porzingis ed una società seria come quella dei Mavs gode sicuramente di ottima reputazione e di fascino all’interno della lega; a questo proposito, un nome interessante in orbita Dallas Mavericks è quello di Kemba Walker, che andrebbe a formare insieme alle due già citate stelle dei Mavericks dei nuovi big three, oltre magari a qualche altro buon giocatore di contorno che potrà essere firmato dalla franchigia di Dallas.

Infatti la prossima free agency sarà piena di ottimi giocatori e visto che ci saranno a disposizione stelle come Kevin Durant, Kyrie Irving e Kawhi Leonard, i Dallas Mavericks potrebbero approfittarne per avere meno concorrenza su altri ottimi giocatori come appunto Kemba Walker ma non solo, visto che ci sono tantissimi ottimi giocatori che potrebbero partire in estate. Insomma, il futuro promette bene in quel di Dallas. Per quanto riguarda invece le scelte al draft, Dallas ha scambiato molte delle sue scelte, infatti gli restano a disposizione soltanto una scelta al secondo giro del 2020 dai Rockets o dagli Warriors ed una seconda scelta nel 2023 dai Miami Heat.

Sarà dunque certa la presenza attiva nelle prossime offseason dei Dallas Mavericks, oltre magari a concludere qualche trade scoppiettante come quella conclusa positivamente per Porzingis.

Post Heat-Thunder, Spoelstra: “Abbiamo bisogno di punti dalla panca”

Post Heat-Thunder, Spoelstra: "Abbiamo bisogno di punti dalla panca"

Post Heat-Thunder penserioso in casa Miami. Coach Spoelstra contento della vittoria contro Oklahoma City ma con delle lamentele nei confronti della sua squadra.

Post Heat-Thunder, Spoelstra: “Dobbiamo migliorare collettivamente”

Dopo un inizio di stagione decisamente non facile, i Miami Heat sono tornati sotto nella corsa Playoff nel deserto dell’Eastern Conference.

In una Conference letteralmente dominata da Milwaukee, Toronto e Philadelphia con i Boston Celtics leggermente indietro rispetto ai pronostici iniziali; la lotta ai Playoff si è accesa definitivamente.

Con i Detroit Pistons lanciatissimi insieme agli Indiana Pacers ad una qualificazione importante alla post-season; lottano per un posto tra le prime otto forze dell’Est anche i Miami Heat.

Il team guidato da coach Spoelstra, continua a farsi notare insieme a Nets e Magic per uno dei due posti rimanenti alla post-season, ottenendo la scorsa notte un successo fondamentale contro i Thunder privi della stella Russell Westbrook.

Al termine del match proprio contro il team dell’Oklahoma, lo stesso coach degli Heat Eric Spoelstra ha voluto parlare della sostanziale differenza del suo roster con gli altri dal punto di vista delle rotazioni, punzecchiando i suoi giocatori a dare il massimo in uscita dalla panchina.

Ecco le parole rilasciate da coach Spoelstra in conferenza stampa:

La realtà è che abbiamo bisogno di maggiori bocche da fuoco dalla panchina. Servono tanti punti nelle situazioni importanti della partita e non possiamo chiedere sempre al nostro starting-five di fare gli straordinari specie in un momento così delicato della stagione. Va bene la vittoria, ma bisogna migliorare necessariamente questo aspetto se vogliamo dire la nostra in post-season”.

 

 

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans regala qualche soddisfazione oltre la sconfitta per la squadra di coach Carlisle. I due protagonisti? Ovviamente il tandem europeo Luka Doncic-Dirk Nowitzki.

Maverick-Pelicans: altro record per la stagione sontuosa di Luka Doncic

I Dallas Mavericks, ormai fuori dai Playoff della Western Conference; hanno davvero un motivo per sorridere in una linea temporale che negli ultimi vent’anni.

Se Dirk Nowitzki nella partita della scorsa notte ha superato nella classifica marcatori un mostro sacro come Wilt ‘The Great’ Chamberlain, piazzandosi al sesto posto in classifica, il team texano con lo sloveno Luka Doncic si sta gustando un futuro che si preannuncia roseo.

La stagione da rookie formidabile messa in scena al fenomeno di Lubiana, insidiato solo dal talento degli Hawks Trae Young per la corsa al ROTY, si è infarcita di un altro prestigioso record alla sua prima stagione oltreoceano.

Il numero 77 dei Mavericks fa registrare il record di franchigia per il numero di triple doppie realizzate da un rookie, diventando così anche il sesto giocatore nella storia della Nba a realizzare almeno 5 triple doppie nell’anno da matricola.

Luka Doncic, dunque, in una stagione che lo vede viaggiare ad una media di 21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist ad allacciata di scarpe; entra in un élite particolare che vede anche i nomi di Ben Simmons, Oscar Robertson, Magic Johnson, Alvan Adams e Tom Gola.

Milwaukee Bucks, arriva Tim Frazier per sostituire l’infortunato Brogdon

I movimenti di mercato in NBA continuano, soprattutto per le squadre intenzionate a fare più cammino possibile durante i playoffs.

Dopo diverse contender, tra cui ad esempio i campioni in carica dei Golden State Warriors, anche la squadra con il miglior record della lega, i Milwaukee Bucks, annunciano un nuovo acquisto: Tim Frazier.

Il ventottenne ha firmato un contratto che lo legherà alla franchigia del Wisconsin sino alla fine della stagione, compresi i playoffs ai quali i Bucks hanno già la certezza di partecipare.

Questa mossa, arrivata subito dopo il taglio del centro Christian Wood, che è servito a liberare uno slot nel roster a disposizione di coach Mike Budenholzer; ha come scopo principale quello di migliorare il proprio back-court, che dovrà fare a meno dell’infortunato Malcolm Brogdon.

Il Rookie of the Year della stagione 2016-2017 ha subito un infortunio al piede destro che lo costringerà a stare lontano dal parquet per un periodo compreso tra le 6 e le 8 settimane.

Milwaukee Bucks, arriva Tim Frazier: un ritorno per lui

Frazier aveva già militato nei Bucks, da cui era stato però tagliato prima dell’inizio della stagione. Per lui si tratta quindi di un ritorno nella squadra di Giannis Antetokounmpo, dopo aver trascorso la prima parte di 2018-2019 con la maglia dei New Orleans Pelicans.

Con la franchigia della Luisiana, Frazier ha collezionato 5 punti e 4.4 assist di media in circa 19 minuti a partita.

La speranza da parte dei Bucks è che l’ex Pelicans riesca a rivelarsi una buona intuizione, fornendo minuti di qualità in assenza Brogdon, e maggiore profondità durante i playoffs.

Thomas: “Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme”

La notte appena trascorsa è stata quella del ritorno di Isaiah Thomas a Boston. I Denver Nuggets sono venuti al TD Garden, battendo i Celtics per 114-105. 7 minuti e nessun punto per Thomas, sempre più ai margini della rosa della franchigia del Colorado. L’ex numero 4 dei biancoverdi però ha vissuto una notte davvero indimenticabile. Il video tributo che gli è stato dedicato è stato molto emozionante, e la sua storia è un esempio per tutti. Un giocatore col suo fisico, che non ha mai avuto molta fiducia, arriva in una franchigia tanto gloriosa come quella dei Celtics e diventa l’idolo di tutti. E solo un infortunio all’anca lo ha fermato nelle finali di Conference contro i Cleveland Cavaliers.

Le parole post-game di Isaiah

Il nativo di Tacoma, dopo la vittoria contro i suoi Celtics, ha parlato ai media. Ecco le sue parole:

Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme.

E probabilmente con la sua frase si riferiva alla stagione scorsa, con i Cavs più deboli e i Celtics con Tatum in più.

Ricordiamo che Thomas è stato scambiato da Danny Ainge nell’affare Kyrie Irving, e che il matrimonio con James e compagni non è stato dei migliori. Infatti, poco prima della trade deadline dell’anno scorso i Cavs lo hanno girato ai Lakers.

Chris Paul rivela: “Avevo 151 dollari sul mio conto al college”

Chris Paul

Negli ultimi anni, sempre più fuoriclasse firmano estensioni contrattuali al massimo salariale con le rispettive squadre, molte delle quali con cifre che non si erano mai viste prima nella storia della lega. Tra i tanti talenti della lega attuale con un contratto del genere, spicca Chris Paul, playmaker degli Houston Rockets e presidente dell’Associazione giocatori. Il classe ’85, infatti, ha firmato il suo primo max-contract la scorsa estate, firmando un quadriennale da ben 16o milioni di dollari, così ripartiti: 35.6 quest’anno, 38.5 l’anno prossimo, 41.3 nel 2020-2021 e 44.2 nel 2021-2022.

Nei precedenti undici anni di carriera, tra New Orleans Hornets (2005-2011) e Los Angeles Clippers (2011-2017), il prodotto di Wake Forest aveva guadagnato in totale circa 162 milioni e mezzo di dollari, di cui 44.2 con la franchigia della Louisiana e 118.3 con quella californiana. Al termine dell’accordo contrattuale con Houston (2023), invece, avrà accumulato ben 184.3 milioni, considerando anche i 24 milioni incassati lo scorso anno, prima di diventare unrestricted free agent e rinnovare con i Rockets.

CP3 tra i più ricchi della lega

Chi è Chris Paul
Chris Paul, terzo giocatore più pagato della lega in questa stagione con i suoi 35.6 milioni, alle spalle dei soli Westbrook (35.7) e Curry (37.5).

Insomma, Paul guadagnerà più di quanto aveva mai fatto prima d’ora in carriera e nella metà degli anni. Quando entrò nella lega, in occasione del Draft 2005, invece, la sua situazione economica non era così rosea. “Ai tempi del college avevo circa 151 dollari sul mio conto bancario, 200 al massimo. Poi mi resi eleggibile per il Draft e mi venne proposta una linea di credito di un massimo di centomila dollari. Per fortuna, i miei genitori mi dissero: ‘Non ne hai bisogno, prendi 25.000 dollari’. Quel giorno il mio conto bancario passò da 151 dollari a 25.151. E questo avvenne senza alcuna preparazione su come spendere i soldi. Ero ancora un sophomore al college. Io e la mia ragazza andavamo spesso al T.G.I. Fridays (nota catena di ristoranti americana, ndr) con un mio compagno di squadra e la sua ragazza, e noi chiedevamo sempre conti separati. Quel giorno ne chiedemmo uno solo, e da quel momento in poi fu sempre così.”, ha raccontato CP3 ai microfoni di Matthew McCreary dell’Entrepreneur.

NBPA, il presidente Chris Paul: “Esperienza gratificante, abbiamo fatto grandi cose”

Chris Paul sta pian piano tornando sui propri livelli e il suo rientro dopo l’infortunio subito lo scorso 21 dicembre contro i Miami Heat è un’ottima notizia per gli Houston Rockets, che hanno potuto intraprendere un ottima serie di risultati tra gennaio e marzo anche e soprattutto grazie al recupero del proprio playmaker. Classe ’85, Paul è stato ai box per circa un mese, tra fine dicembre e gennaio, ed aveva iniziato la stagione con un rendimento decisamente inferiore alle aspettative.

Da quando è rientrato dall’infortunio, l’ex Los Angeles Clippers sta viaggiando a medie di 15.7 punti, 5.4 rimbalzi, 8.4 assist e 1.7 palle recuperate col 43% al tiro e il 37% da dietro l’arco in 20 partite (14 vittorie e 6 sconfitte), mentre in stagione sta facendo registrare 15.7 punti, 4.6 rimbalzi, 8.2 assist e 1.9 recuperi col 42% dal campo e il 36% dalla lunga distanza in 46 gare disputate. La scorsa estate, CP3 ha firmato un quadriennale al massimo salariale da 160 milioni di dollari, il tutto dopo una grande annata, la prima in Texas, chiusa a 18.6 punti, 5.4 rimbalzi, 7.9 assist e 1.7 recuperi, il miglior record nella storia della franchigia (65-17, primo posto a Ovest) e la sconfitta per 4-3 nelle Finali di Conference contro i Golden State Warriors.

La soddisfazione del presidente CP3

Chris Paul assist-Houston Rockets
Chris Paul, stella degli Houston Rockets dal 2017 e presidente dell’Associazione giocatori dal 2013.

Oltre a essere un leader e essenziale punto di riferimento sul parquet per i suoi Rockets, il prodotto di Wake Forest è anche il presidente della NBPA, la National Basketball Players Association, ossia l’Associazione giocatori della lega, il sindacato dei cestisti del campionato più importante e prestigioso al mondo. Paul è stato eletto quasi sei anni fa in sostituzione del suo predecessore Derek Fisher. In questo lasso di tempo, tante cose sono cambiate nella lega, molte delle quali proprio grazie all’intervento della NBPA da lui presieduta.

“Essere presidente dell’Associazione giocatori è stato decisamente educativo e gratificante per me, nonostante comporti molto lavoro. Una delle cose più importanti che abbiamo fatto – e parlo a nome di tutto il sindacato – è stato quello di fornire un’assicurazione sanitaria per tutti i giocatori. Questo è meraviglioso, perché quando entri nella lega a 18, 19 o 20 anni non hai idea di che cosa sia un’assicurazione sanitaria. Ecco perché oggi ogni anno organizziamo un sportello cui gli ex giocatori possono rivolgersi per fare esami del sangue, controlli cardiaci, elettrocardiogrammi e tutto il resto.”, ha dichiarato in merito la point guard degli Houston Rockets, presidente della NBPA dal 21 agosto 2013.

I New York Knicks e la free agency: un’estate per tornare grandi

New York Knicks, James Dolan intenzionato a vendere: "Ascolto solo buone offerte"

Si avvicinano i playoff e come succede da 6 anni a questa parte, i New York Knicks non ne prenderanno parte. Quindicesimo posto della Eastern Conference, ultimo attacco e terzultima difesa della NBA. Durante la deadline inoltre si sono anche liberati della loro All-Star, Kristaps Porzingis, volata con Tim Hardaway Jr. a Dallas in cambio di Dennis Smith Jr. e DeAndre Jordan. Dalla cessione di Carmelo Anthony la franchigia della Grande Mela ha avviato una rebuilding che non sembra avere fine e che con la cessione del lettone si è fatta ancora più tortuosa. Quali scenari futuri si profilano per i New York Knicks?

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Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: “Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno”

NEW YORK KNICKS: LO SCENARIO MIGLIORE

Con la cessione di Porzingis New York si è liberata della sua punta di diamante, ma anche del pesante contratto di Tim Hardaway Jr. Dennis Smith sarà il playmaker del futuro, mentre DeAndre Jordan con ogni probabilità non verrà rifirmato al termine della stagione. I Knicks si preparano ad un estate particolarmente calda in sede di mercato, forti di un’alta scelta al draft (quasi sicuramente tra le prime 3) e di un immenso spazio salariale. L’obiettivo è mettere sotto contratto due All-Star affermate che rispondono al nome di Kevin Durant e Kyrie Irving. Se tutto andrà a buon fine e i giovani come Kevin Knox proseguiranno il loro regolare percorso di crescita, i New York Knicks potranno presto tornare a competere per il titolo.

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Kevin Durant e Kyrie Irinvg, i sogni probiti dei New York Knicks

 

NEW YORK KNICKS: LO SCENARIO PEGGIORE

Non va però trascurata l’altra faccia della medaglia. C’è infatti il forte rischio che New York rimanga a bocca asciutta nella prossima free agency: Il futuro di Durant è ancora un mistero, Irving potrebbe rimanere a Boston o volare verso altri lidi (Lakers?); Kawhi Leonard piace e non poco ai Clippers, mentre Klay Thompson vorrebbe continuare la sua avventura nella Baia. Molto dipenderà dall’entità della sua prima scelta e da chi sarà selezionato (Zion Williamson?). In caso alla fine non dovesse arrivare nessuno dei sopracitati, i New York Knicks sarebbero costretti ad affrontare l’ennesima fallimentare stagione nella speranza di ottenere un giovane portento al draft. Si punterebbe su Knox e gli altri giovani (Dotson, Trier…) seguendo il modello dei Philadelphia 76ers.

 

 

È l’ora della verità per i Knicks, c’è tutta un’estate davanti per tornare ad essere grandi.

 

 

Stephen Curry su Bogut: “Stanotte è stato all’altezza dei video Youtube! Sono davvero felice”

Stephen Curry su Bogut si è sempre espresso in maniera positiva, ritenendolo un grande esempio di dedizione e professionalità. Il centro australiano, infatti, al rientro agli Warriors dopo quasi 3 anni, è sempre stato ammirato dai suoi compagni di squadra nella Baia,ed in modo particolare dallo Splash Brother.

Quest’ultimo, poi, aveva stabilito un bel legame con il lungo ex Cavs, creando una forte amicizia tra i due. E stanotte, dopo il ritorno in quintetto dell’ex pivot dei Mavericks a causa dell’infortunio di Cousins, ha rilasciato diverse impressioni. 

LE DICHIARAZIONI DI CURRY SUL SUO NUOVO (MA NON TROPPO) COMPAGNO DI SQUADRA

Lee ed i Warriors
Il centro australiano ai tempi della sua prima apparizione agli Warriors nel 2014. In quella stagione Golden State vinse il titolo.

Nello specifico, il numero 30 dei Guerrieri ha commentato in maniera entusiasta l’avere di nuovo al suo fianco uno dei suoi più fedeli scudieri. Al suo debutto in quintetto nella sconfitta di Golden State contro gli Spurs, Bogut non ha particolarmente brillato, come dimostrano i suoi 7 punti e 7 rimbalzi in appena 19 minuti di gioco. Nonostante ciò, comunque, il 2 volte MVP si è mostrato particolarmente felice del nuovo arrivato.

Beh diciamo che questo è uno dei maggiori esempi in cui si guardano le clip di Youtube su un giocatore e lui rispetto ampiamente le attese, è un fenomeno! Scherzi a parte, sono davvero contento del suo arrivo. Lui mi dà tanta tranquillità e consapevolezza, molto utili nei momenti chiave del match. Averlo tra noi ci farà molto comodo.

Steph Curry on Andrew Bogut’s debut: “This is one of the greatest examples of when someone looks great on YouTube and then they show up and look exactly like that.” pic.twitter.com/74lLhofQBq

— Anthony Slater (@anthonyVslater) 19 marzo 2019

Aldilà della particolare gioia nel rivedere nuovamente uno dei cardini della dinastia Warriors, la sconfitta maturata questa notte contro gli Speroni delinea ancora una mancanza di attenzione da parte dei campioni in carica. Le 21 sconfitte stagionali sinora raccolte, infatti, sono presumibilmente aldilà delle aspettative poste ad inizio stagione dalle parti di Oakland. L’approdo di Bogut, dettato dalla necessità di dare un ricambio esperto al fragile Cousins, potrà servire proprio a questo, riportando quella lucidità e coesione necessaria per superare qualsiasi ostacolo che si porrà davanti a Golden State nella post season.

Il centro australiano, in ogni caso, nonostante il suo esordio non particolarmente felice, avrà una nuova possibilità di riscattarsi. Stasera, infatti, ci saranno i Wolves ad attendere gli Warriors in un back to back piuttosto estenuante.

Boston KO, i Denver Nuggets sono ai playoffs: “Una bella sensazione, dopo quattro anni di lavoro”

Con la vittoria del TD Garden si chiude per i Denver Nuggets il lungo periodo d’assenza dalla post-season, che durava da ben sei stagioni.

Nella partita del ritorno di Isaiah Thomas a Boston, la città di cui l’ex giocatore di sacramento Kings e Phoenix Suns fu per oltre due anni fu uno dei volti sportivi più amati, la consueta doppia-doppia di Nikola Jokic (21 punti e 13 rimbalzi, con 7 assist) ed i 20 punti di Will Barton archiviano una volta per tutte la delusione rimediata appena un anno fa all’ultima partita di regular season, uno spareggio-playoffs tra Nuggets ed i Minnesota Timberwolves di Jimmy Butler.

114-105 il risultato tra Nuggets e Celtics. La squadra di coach Mike Malone trova la 47esima vittoria stagionale, vittoria che consolida il secondo posto nella Western Conference e consente a Denver (47-22) di tenere nel mirino il primo posto dei Golden State Warriors, oggi in vantaggio grazie ai soli scontri diretti dopo la sconfitta di San Antonio.

Con 13 partite ancora da giocare, i Nuggets hanno oggi 3 partite e mezza di vantaggio sugli Houston Rockets, terzi ed impegnati in una battaglia per la miglior posizione possibile assieme a Portland Trail Blazers, Oklahoma City Thunder ed ai sorprendenti San Antonio Spurs.

E’ una gran bella sensazione” Così coach Malone nel post-partita “Dopo quattro anni di lavoro, e dopo due stagioni in cui ci eravamo andati così vicini… abbiamo usato tutto questo come motivazione extra, stasera“.

I Nuggets lanciano il break decisivo nel quarto periodo, dopo una partita equilibrata (+12 a 3:47 dalla sirena finale). Jamal Murray, uno dei generali in campo di coach Mike Malone, avrà la possibilià di giocare i playofs NBA per la prima volta in carriera, a partire dal prossimo 13 aprile:

Finalmente! Ora ci prenderemo un minuto per realizzare quanto abbiamo fatto quest’anno, quanta strada abbiamo percorso. Possiamo goderci il momento ed al contempo guardare avanti, a ciò che ci aspetta, una bella sensazione

Denver Nuggets ai playoffs: quale sarà l’avversaria?

In una Western Conference estremamente fluida, il secondo posto dei Nuggets appare l’unica realtà di fatto (sebbene gli uomini di Mike Malone tenteranno di superare gli Warriors qualora se ne presenterà l’occasione). Denver potrebbe trovarsi accoppiata al primo turno con – verosimilmente – una tra Los Angeles Clippers del grande ex Danilo Gallinari ed Oklahoma City Thunder.

La squadra di Russell Westbrook e Paul George (42-29) si trova oggi in un momento di difficoltà (6 sconfitte nelle ultime 8 gare), sebbene il calendario non presenti grandi “ostacoli” da qui al termine della regular season.

Gli Utah Jazz (41-29) potranno invece beneficiare di un calendario privo di difficoltà, durante il quale Donovan Mitchell e compagni affronteranno ben 10 avversarie al di sotto del .500 di vittorie in stagione. I san Antonio Spurs dovranno affrontare una difficile serie di partite a partire da mercoledì 20 marzo (a San antonio saranno di scena i Miami Heat), serie che prevede 3 trasferte a Houston, Boston e Charlotte. Le ultime 7 gare per gli Spurs saranno al contrario sfide – sulla carta – semplici.

Warriors, Durant: “Klay Thompson è uno dei migliori difensori NBA, chi vota capisce poco di basket”

Kevin Durant: “Klay Thompson è uno dei migliori difensori NBA, chi da i premi non capisce di basket“.

La roboante vittoria di domenica sul campo degli Oklahoma City Thunder ha confermato una volta di più, agli occhi del compagno di squadra Kevin Durant, la bontà della candidatura a Difensore dell’anno per Klay Thompson.

La marcatura di Thompson su Russell Westbrook, limitato a soli 7 punti ed un pessimo 2 su 16 al tiro, così come la percentuale dal campo di un avversario diretto come James Harden (tenuto al disotto del 40% al tiro quando marcato da Thompson) due tra i principali indizi dei meriti della stella dei Golden State Warriors.

Così Durant, le cui parole sono state raccolte da Connor Letourneau del San Francisco Chronicle, su Thompson:

Se Klay merita il premio? Certo che si, ma non lo vincerà mai perché chi dà i voti capisce ben poco di pallacanestro

Candidatura appoggiata anche dal compagno di squadra Draymond Green, già vincitore del premio nel 2017. Secondo Green, Klay Thompson è il “miglior difensore perimetrale” esistente nella NBA odierna, e meriterebbe pertanto la nomina nel primo quintetto difensivo a fine stagione.

Alcuni numeri di impatto riflettono il valore di Thompson nella metà campo difensiva. Tra le “vittime” dell’ex giocatore dell’università di Washington State in questa stagione alcuni tra i migliori esterni NBA del momento, tra cui i sopracitati Harden e Russell Westbrook, e Donovan Mitchell, star di alcune tra le rivali dei Golden State Warriors.

Ad inizio stagione, lo stesso Klay Thompson aveva dichiarato come uno dei suoi obiettivi fosse l’ingresso in uno dei quintetti difensivi annuali, come riportato da NBAPassion.com