Costa poco, rende tanto: cinque affari estivi NBA

Tyreke Evans, uno dei giocatori esplosi in questa prima parte di stagione

Con il Black Firday alle spalle, andiamo ancora più a ritroso nel tempo per scovare i cinque affari estivi NBA. Alla loro seconda occasione, pronti a giocarsi il titolo o semplicemente arrivati da trade con contratti già firmati, sono molti i motivi per cui questi giocatori si ritrovano a pesare molto più nell’economia di squadra rispetto allo spazio salariale che occupano a livello societario. In pratica, cinque affari estivi NBA che ora le rispettive squadre si coccolano con ancor più gusto, visto che nella maggior parte dei casi parliamo di autentiche scommesse (a differenza delle giornate riservate ai saldi dove l’acquirente già sa di comprare un prodotto sottocosto). Scommesse che valgono ancora di più alla luce della rivoluzione del salary cap dovuta dai diritti tv, dove Mozgov e Dellavedova (eroi delle Finals 2015 ma pur sempre semplici mestieranti) vengono pagati rispettivamente 15 e 9 milioni di dollari l’anno, e i Lakers cercano ogni giorno qualsiasi escamotage per poter liberarsi dell’ingombrante stipendio riservato a Luol Deng.

Le opportunità in affari sono come gli autobus. C’è n’è sempre un altro in arrivo”. Parafrasando e adattando al contesto cestistico le parole di Richard Branson, fondatore del Virgin group, ecco i cinque affari estivi NBA.

 

1) TYREKE EVANS (Grizzlies, 3.2 milioni di dollari)

Il primo dei cinque affari estivi NBA lo troviamo nella città di Elvis. Come l’araba fenice il rookie dell’anno 2010 sembra essere rinato dalle sue ceneri. In questo inizio di stagione l’ultimo arrivato sulle sponde del Mississipi sta ripagando nel migliore dei modi tutta la fiducia riposta in lui da coach David Fizdale (esonerato martedì). Tyreke viaggia a 17.7 punti, 5 assist e 4.8 rimbalzi di media, tirando con il 50% dal campo. Dubbi, incertezze sul futuro e sulle proprie potenzialità: l’aria di casa per l’ex Memphis Tigers, pescato con la numero quattro dai Kings nel Draft 2009, sembra avergli scrollato tutta la polvere di dosso. A questo prezzo, ottimo supporto al duo Conley-Gasol.

 

2) AVERY BRADLEY (Pistons, 8.8 milioni di dollari)

Avery Bradley - Detroit Pistons
Avery Bradley.

Con tutto il rispetto per il gemello Morris, Detroit ha centrato il bersaglio in estate, scambiando Marcus con la guardia in uscita da Boston. Bradley in poco tempo è diventato una pedina fondamentale nella ricostruzione dei Pistons, accreditati come outsider ostici per Cleveland e Boston nella prossima post season dopo le vittorie in trasferta all’Oracle Arena e al TD Garden. Le statistiche (16.6 punti di media con il 43% dal campo e dall’arco) non rendono giustizia a tutto il lavoro svolto su entrambi i lati del campo. Prima o poi i Pistons sanno che Avery busserà in direzione per cifre più importanti. Per adesso, però, la squadra di Van Gundy si gongola i suoi quasi nove milioni di dollari percepiti, frutto del quadriennale da 32 milioni di dollari firmato nel 2014 con i Celtics.

 

3) JEFF GREEN (Cavaliers, 1.4 milioni di dollari)

Tra gli affari estivi NBA c’è anche il 31enne nativo di Cheverly nel Maryland. Per provare a vincere il titolo, Green si è messo a disposizione del Re al minimo salariale. Nell’estate dell’addio del dirimpettaio Irving, Cleveland si è mossa sul mercato per arruolare a cifre basse quel supporting cast indispensabile per arrivare alla fine della corsa. Così, oltre a Wade e D-Rose, alla Quicken Loans Arena è arrivato l’ex Supersonics (Thunder), Celtics, Clippers, Grizzlies e Magic. Per ora Jeff sta viaggiando in doppia cifra di media (10.2 punti) in uscita dalla panchina, mettendo a referto nella trasferta di Philly una doppia doppia da 14 punti e 10 rimbalzi.

4) PJ TUCKER (Rockets, 8.8 milioni di dollari)

La sorpresa nei cinque affari estivi NBA. Dopo Bradley nel 2014 con i Celtics, anche PJ Tucker firma un quadriennale da 32 milioni di dollari totali (8.8 l’anno) con gli Houston Rockets. Quello che doveva essere un piano B ad Andre Iguodala si è rivelato utile per apportare difesa e punti nel sistema di D’Antoni. Un’ala versatile perfetta per lo small ball, che viaggia con il 40% dal campo e il 36% da tre. Ora, con il rientro dall’infortunio di Ryan Anderson, PJ è costretto a ritornare in panca, pronto a ogni evenienza ad apportare il suo contributo dalla panchina. Ruolo che lo stesso giocatore ha rimarcato, dichiarando: “Amo calarmi in questa identità”.

 

5) KEVIN DURANT (Warriors, 25 milioni di dollari)

Kevin Durant.

Anche uno stipendio monstre può risultare un’offerta in determinati contesti. L’ultimo dei cinque affari estivi NBA è lui, l’MVP della stagione regolare 2014, dell’ All Star Game 2012, delle Finals 2017, e competitor con LeBron per il titolo di miglior giocatore del mondo. Il 35 in casacca Warriors ha pensato di decurtarsi il rinnovo contrattuale, chiedendo “solo” 25 milioni di dollari , rispetto ai 35 o 31.8 milioni di dollari che avrebbe potuto chiedere, per lasciare spazio salariale e premettere alla dirigenza di bloccare due protagonisti come Andre Iguodala e Shaun Livingston. Decisione da vero leader e da ragazzo lungimirante, che sa quanto il supporting cast sia importante per la conquista finale del Larry O’Brien trophy. Mossa che, nonostante tutti gli spostamenti nella sessione estiva del mercato, pone i guerrieri della Baia come i favoriti numero uno anche per la stagione attuale. Cleveland, Boston, Houston e Oklahoma dovranno passare ancora sul corpo di Kd, Curry & Co.

 

Il salary cap aumenterà da 94 milioni a 101 dal prossimo anno

NBAPassion

Già sapevamo che, con il contratto collettivo firmato a dicembre tra i proprietari della NBA e l’associazione dei giocatori, il salary cap sarebbe aumentato. Bene, ora veniamo a sapere anche di quanto. Come riportato da Adrian Wojnarowski, infatti, il tetto salariale ammonterà a 101 milioni di dollari dalla stagione 2017-2018.

La crescita del budget dalla stagione 2014-2015 (e le sue conseguenze)

Già dalla stagione 2014-2015 abbiamo assistito ad aumenti del budget che le franchigie possono destinare ai propri giocatori: ogni anno ci sono stati cambiamenti nel salary cap, ma quello più sostanzioso è avvenuto per l’annata corrente. Infatti, dalla stagione 2015-2016 alla 2016-2017, il tetto è aumentato da 70 milioni a 94. Questo ha comportato degli accordi contrattuali poco normali: lo stipendio di Timofey Mozgov o di Kent Bazemore sono degli esempi.

Questi continui aumenti del budget sono dovuti, in larga parte, a un accordo della durata di nove anni tra la ESPN e la NBA per i diritti tv: grazie a questo, l’emittente televisiva destina alla National Basketball Association ben 2.66 miliardi all’anno.

Vedremo se anche questa estate verranno firmati contratti ‘sbilanciati’ e impensabili fino a qualche stagione fa.

Quanto costa vincere in NBA?

Dopo i recenti incrementi del salary cap, in NBA sono iniziati a girare contratti a cifre folli. Ad esempio quello firmato da Timofey Mozgov, che guadagna 16 milioni l’anno, uno in più di John Wall e tre più di Steph Curry. I soldi bisogna saperli investire, ma più se ne spendono, più è facile avere ottimi giocatori e tutto quello che ne consegue.

Nel passato ha vinto chi spendeva di più?

Nello scorso anno la squadra che ha speso di più è stata Cleveland e ha vinto il titolo, circa 9 milioni di luxury. L’equazione sembra facile no? Non proprio. Infatti per analizzare una situazione del genere, bisogna prendere in analisi la tendenza della lega e non solo chi alza il Larry O’Brien, ma anche chi ci arriva vicino. Questo per capire se tutte le squadre con possibilità di vittoria finale, hanno speso più del resto della lega. Ad esempio Toronto ha speso l’intero salary cap, senza incorrere nella luxury tax, mentre OKC lo aveva superato di poco meno di 4 milioni. Golden State invece hanno superato il limite massimo, di 5 milioni. Anche altre franchigie hanno speso parecchio, ma con risultati decisamente diversi. Da questo però si evince che per puntare al titolo, la luxury tax tendenzialmente va superata, specialmente spendendo soldi nelle trade durante la stagione.

Gli Warriors hanno vinto il titolo, pur non figurando nei primi posti per spesa totale. Così come i Rockets finalisti ad Ovest.
Nel 2013-14 le finaliste, in questa speciale classifica, si trovano al terzo e diciottesimo posto.
3 sui 4 team arrivati fino in fondo nel 2009-10 erano in top 6 per spese. Ma i Suns, sconfitti dai Lakers, erano addirittura 22esimi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto spendono i team nel 2017?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella stagione corrente, il premio per gli spendaccioni va a Cleveland, che per giocarsi gli ultimi anni al top di LeBron ha deciso di seguire il proprio slogan ed è andata in All In. Dopo le stagioni a spendere senza freni, i Nets si sono decisamente arrestati e si piazzano al 30esimo posto. Interessanti i salari di Boston e Houston. Entrambe queste franchigie hanno progetti in crescita e ad entrambi i coach vanno riconosciuti parecchi meriti.

Portland, Detroit e Dallas, teoricamente, non dovrebbero raggiungere neanche il secondo turno playoff. Eppure si trovano in top 6 per spese nel 2016-17.

In definitiva possiamo dire questo: per vincere non esistono regole o criteri sui salari. Ovviamente spendendo di più, ci si assicurano i giocatori migliori e le probabilità di vittoria aumentano. La parte più difficile, era, è e resterà sempre, quella di assemblare i giocatori per farli rendere al meglio insieme.

Non sono da sottovalutare i contratti eccezionali. Per esempio quelli di West e Pachulia con Golden State, entrambi i giocatori hanno firmato a cifre più basse di quelle che avrebbero potuto prendere, per cercare di vincere un anello. Oppure i contratti dei rookie, specialmente quelli del secondo giro, o anche quelli per veterani 10+ anni, che sono cifre rispettabilissime per giocatori che possono dire ancora molto nella lega.

 

 

L’idea di alcuni poco addentro alle vicende della NBA, che la vedono come un campionato dove tutte le squadre hanno le stesse possibilità di vincere, sono quantomeno parziali. Infatti le franchigie hanno le medesime regole e i medesimi tetti salariali. (Tetti e non tetto, perchè troppo spesso si sottovaluta il minimo da spendere, che è ciò che rende grande la lega, il dover per forza di cose spendere una cifra minima in salari, altrimenti la parte restante viene suddivisa per i giocatori). I Cavs e gli Warriors spendono quasi tutto per 5 giocatori, specie quelli dell’Ohio. Poi c’è chi per vincere, sceglie progetti a lungo termine come Minnesota e Philadelphia, chi cerca di essere sempre competitivo come Raptors e Clippers, chi vuole migliorarsi di anno in anno come Boston e Memphis eccetera eccetera. Indipendentemente dalla spesa, se il tuo obiettivo è il trofeo, la ragione te la concede la vittoria.

Washington: la direzione è quella giusta

Il sogno di una notte di mezza estate, il magico trio Durant-Beal-Wall, è sfumato e in breve tempo si è arrivati a un record di 2 vinte e 8 perse nelle prime 10 partite della stagione. Adesso gli Washington Wizards sembrano finalmente aver cambiato direzione, tra rumors e possibili trade, la squadra di Scott Brooks sta trovando una dimensione.

Stabilizzarsi

L’estate speranzosa aveva illuso gli Wizards, ma è un inverno rigido a far tornare il sorriso ai tifosi di Washington. Il record non è tra i migliori attualmente nella lega, però c’è più di un motivo per essere fiduciosi. L’arrivo di un nuovo coach, con idee diverse, porta quasi sempre un periodo di assestamento, adesso la squadra sembra essersi stabilizzata e Brooks potrebbe aver trovato la quadra nonostante i molti infortuni. Morris, Gortat e Beal stanno vivendo un ottimo momento di forma e l’integrazione con John Wall sta migliorando. Washington è 11esima nella NBA per punti segnati ogni 100 possessi, 105.2. Il dato è già buono, anche se migliorabile. Considerando le caratteristiche del roster, il coach potrebbe pensare di far correre di più la squadra e aumentare il ritmo. Questo perché Wall è velocisissimo in transizione e Beal è un tiratore molto pericoloso se innescato con la difesa non schierata.

Cosa ha deciso di fare da grande John Wall?

 

Il playmaker ex Kentucky è l’uomo da cui dipende maggiormente il futuro della franchigia. La dirigenza societaria ha scelto di dare il contratto pesante a Beal e non a lui. Questo ha generato ruggini e malumori. Guadagnare considerevolmente di meno ed essere l’uomo chiave della squadra, non vanno d’accordo nella NBA. Per fare il salto di qualità Wall deve rendersi conto che giocare una pallacanestro meno solitaria, benificia sia i risultati del gruppo, sia i dati personali.

Le voci di mercato che lo danno ai Kings non sembrano fondate attualmente. La reunion in salsa Wildcats con DMC può attendere.

 

Wall-Beal, is the new Westbrook-Durant?

Nonostante lo stipendio dica altro, Bradley ha più bisogno di John, che il contrario. Il problema è che spesso si vedono come entità uniche e non come elementi di una squadra. Quando questa visione cambierà potranno davvero divertirsi sul parquet.

A volte la sensazione è che l’ex Wildcats voglia sentirsi come Westbrook in questa pubblicità, uscita dopo l’addio di KD35. In sottofondo si sente distintamente la canzone dire “Now I do what I want”.

https://www.youtube.com/watch?v=k8Gsn4hWRNA

Come duo è paragonabile a quello ex Thunder, dal punto di vista del loro rapporto controverso. I rumors, le possibili trade e le dichiarazioni fraintedibili, hanno aggiunto del pepe sulla relazione. Dal punto di vista del gioco, Wall dovrebbe pensare di mettere in ritmo i propri tiratori e gestire meglio i contropiedi dove spesso lo si vede partire a mille all’ora, senza curarsi dei suoi compagni. Non si tratta solamente del numero di tiri o di assist, ma di come questi arrivano e di come i 5 in campo interagiscono. Wall non è Westbrook e non deve provare a farlo,(idem per Beal-Durant) prima se ne rende conto, prima farà grandi cose. Nel District of Columbia non aspettano altro.

Obiettivo stagionale

Non c’è dubbio che il raggiungimento dei playoff è l’obiettivo primario. Tolti Cavs e Raptors, le altre ad Est sono vicine come valori. Per questo provare a fare qualcosa prima della trade deadline potrebbe aiutare Washington ad avvicinarsi alle avversarie. Will Barton è il nome più caldo, anche se per la CSN non c’è interesse. Ci sono state voci riguardo un maxi scambio a 4 squadre che coinvolgerebbe Wall-Noel-Smart e non si sa bene chi, ma francamente sembra più fanta NBA che la realtà.

Scott Brooks sta lentamente dando forma alla squadra: correre un po’ di più, risolvere i dissidi interni e recupare al meglio gli indisponibili, cambieraebbero il destino degli Wizards. Senza trade, mosse a effetto o colpi di scena, nella capitale presto ci potrebbe essere una squadra pericolosa.

 

 

Celtics Salary: un occhio al portafogli

Celtics Salary: un occhio al portafogli

Il 6 luglio 2016,dopo mesi di trepidante attesa, l’NBA comunicava alle 30 franchigie il nuovo aumento del Salary Cap della lega. Infatti il nuovo tetto salariale viene aumentato di ben 24.143.000$ dollari, passando dal precedente 70.000.000$ al nuovo tetto salariale di 94.143,000$. Il motivo di tale aumento, va ricercato nei nuovi accordi stipulati dalla Lega in merito alle sponsorizzazioni e ai diritti tv.

L’NBA è infatti un business in continua espansione che ogni stagione genera introiti superiori a quelli dell’anno precedente. Media televisivi e brand, che dalla prossima stagione saranno presenti su tutte le maglie, sono riusciti a migliorare i precedenti accordi,con la soddisfazione di entrambe le parti, generando un profitto che è stato diviso tra i 30 teams.

Business più ricco: le conseguenze

Questa situazione ha aumentato lo spazio di manovra delle franchigie che, senza esitare, si sono gettate nell’intricato mercato dei Free Agents offrendo contratti dalle cifre spropositate (come, ad esempio, quelli offerti Mozgov, Conley e Batum) per rinnovare o acquisire nuovi atleti.

I Celtics, dal canto loro, hanno sfruttato questa situazione per firmare Al  Horford e Gerald Green dalla Free Agency e, solo dopo aver visto sfumare i sogno chiamato Kevin Durant, rinnovare Zeller . La Free Agency è stata gestita serenamente dai Celtics, visto che i giocatori chiave del roster, Avery Bradley e Isaiah Thomas, dispongono di un contratto piuttosto lungo; ma la situazione non è destinata a durare. Infatti, le due guardie, hanno un contratto che va in scadenza nell’ estate del 2018. Alla luce dei nuovi contratti, infatti, entrambi i ragazzi potrebbero chiedere un contratto molto più remunerativo di quello attuale, mettendo così Ainge nella scomoda situazione di dover effettuare delle scelte importanti. Come se non bastasse, poi, il GM dei Celtics dovrà fare i conti con il rinnovo di Marcus Smart, in scadenza nella stessa estate ed in uscita dal rookie contract.

Guardando al futuro

Isaiah Thomas
Isaiah Thomas con la jersey dei Celtics

La PG titolare dei C’s, Thomas attualmente ha un contratto che gli garantisce 6,587,131mln di dollari per la stagione corrente,  e che aumenteranno a 6,261,394 per la stagione 2017/18. Con queste cifre IT è il quinto giocatore più pagato dei Celtics e il 155esimo più pagato della lega, cifre “basse” per un All-Star nonché leader dei bianco-verdi. Bradley invece percepisce 8,269,663 mln di $, che diventeranno 8,808,989 per la stagione 17/18. Avery è il terzo più pagato nella franchigia del Massachusetts e il 126esimo nella Lega: come si può notare, l’abilità di Ainge garantisce anche qui anche qui cifre discretamente “basse” per un giocatore del calibro del prodotto di Texas University.

La dirigenza, dunque, si troverà a dover trattare con due giocatori che, considerando status e prestazioni fornite, potrebbero arrivare a chiedere il massimo salariale (o intorno a quelle cifre), riducendo così lo spazio di manovra nel mercato FA. Uno dei due, per tenere i conti in regola, dovrà verosimilmente essere scambiato, magari già al termine della stagione attuale, per scongiurare il pericolo di avere in rosa un possibile Unrestricted Free Agent che verrebbe perso a zero al termine della prossima stagione.

Gli scenari: un ampio ventaglio di possibilità

Il giocatore che sembra avere maggior mercato è certamente Avery Bradley. La piccola guardia uscita da Austin, in Texas, è infatti stato già al centro di vari rumors che lo vedrebbero lontano dalla beantown. Le voci riguardanti le possibili trade per Bradley sono molteplici: alcune lo vedrebbero a Golden State, in uno scambio che coinvolgerebbe il numero zero,alcune scelte future al draft e Smart (o Rozier) per ottenere Klay Thompson; altre voci lo vorrebbero ai Pelicans per tentare l’assalto ad Anthony Davis.

Il ragazzo, che ha mostrato ottimi miglioramenti in diversi aspetti del gioco fa gola a molte franchigie: è infatti difficile trovare nella lega una guardia completa sotto molti aspetti del gioco. Avery ha dimostrato di saper essere il miglior difensore nel suo ruolo, ma anche di poter guidare l’attacco in certi frangenti con un tiro da 3 piuttosto affidabile ed altre diverse soluzioni che comprendono l’1vs1 e i tagli back-door. Nonostante molte di queste voci siano già sfumate, Bradley sembra l’indiziato numero uno ad essere inserito in uno scambio qualora se ne presenti l’occasione.

Diverso è invece il discorso per Thomas, che è una PG adatta solo a certi tipi di sistema. La sua piccola statura non lo fa eccellere in difesa, ma lo rende un’autentica minaccia offensiva: sono infatti moltissimi i viaggi in lunetta che il numero #4 dei C’s si procura ogni gara. Nonostante sia senza dubbio il giocatore più prolifico nel roster di coach Stevens, IT sembra avere meno mercato del suo compagno di reparto, oltre che a maggiori probabilità di rinnovare con i biancoverdi. In caso di richieste molto alte da parte di entrambi, infatti, ogni cosa fa pensare che Ainge possa essere più incline a offrire un contratto al massimo salariale al playmaker originario di Tacoma.

Miami Heat, come cambiano salary cap e quintetto

Whiteside Wade Miami Heat

#1 HASSAN WHITESIDE

Colpo annunciato ma non per questo di poco rilievo, Miami si (ri)assicura le prestazioni del centro, miglior stoppatore della lega (3.7 di media la scorsa stagione) e facente anche parte del secondo quintetto difensivo, sempre per la stagione 2015/2016. Whiteside si guadagna così un contratto di 98 milioni di dollari spalmati su 4 anni, un ottimo upgrade se consideriamo che fino a 3 anni fa calcava i parquet libanesi e che ha giocato fino alla fine di quest’anno con un contratto pari al minimo salariale.

#2 DWYANE WADE E LUOL DENG

Due componenti del quintetto partono durante la free-agency. Deng, che tanto bene aveva fatto giocando da ala grande al posto di Bosh, si è accasato a Los Angeles sponda Lakers (72 milioni in 4 anni per lui); Wade, dopo 13 stagioni all’ombra delle palme di South Beach, diventato simbolo della franchigia e idolo indiscusso dei tifosi, decide di tornare nella sua natia Chicago, sentendo sicuramente il richiamo della sua città natale, ma anche quello dei 47.5 milioni di dollari in due anni che la compagine della Windy City ha deciso di concedergli e che Miami non era disposta a dare ad un giocatore sì fenomenale, ma con ormai 34 primavere sulle spalle.

#3 GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE

Altri movimenti in casa Heat, di cui molti in uscita: infatti, Joe Johnson, scaduto il suo contratto, ha firmato per gli Utah Jazz a 22 milioni di dollari per due anni; mentre sono al momento free-agent anche Stoudemire, Green, Wright e Haslem, in riferimento al roster che ha concluso i playoff, con quest’ultimo che sembra sia molto vicino ad un nuovo accordo con Miami. In entrata, si segnalano la firma della seconda scelta al draft 2011 Derrick Williams, con un annuale a 5 milioni di dollari; la firma di Rodney McGruder, giocatore con un passato in Ungheria e in D-League, con un contratto di 3 anni a circa 2.5 milioni di dollari; la firma della guardia ormai veterana Wayne Ellington con un biennale a 12 milioni di dollari e l’arrivo di James Johnson con un annuale a 4 milioni di dollari.

#4 DRAFT

Nel draft dello scorso 23 giugno, Miami non deteneva neanche una scelta: infatti, a causa di trade regresse, la scelta n° 24 è passata a Philadelphia, via Cleveland; la scelta n° 31, proveniente sempre dai 76ers, è stata ceduta a Boston, come anche la 51.

#5 TYLER JOHNSON

Un capitolo a parte lo merita Tyler Johnson, una delle scoperte di Pat Riley, che ha fatto intravedere delle cose egregie come backup di Goran Dragic, e che era restricted free-agent: nonostante abbia giocato solamente 68 partite in due stagioni, la dirigenza di Miami è rimasta talmente convinta dalle sue prestazioni che ha deciso di pareggiare l’offerta fatta dai Brooklin Nets di 50 milioni di dollari in 4 anni. Può sembrare una scommessa azzardata, ma da come è spalmato l’ingaggio, si capisce come in realtà gli Heat siano tutelati per un paio di stagioni: Johnson infatti percepirà circa 11 milioni di dollari nei primi due anni del suo nuovo contratto, mentre ne percepirà 39 nei suoi ultimi due.

 

#6 SCAMBI

È di poche ore fa la notizia di un avvenuto scambio sull’asse Miami-New Orleans: la compagine della Louisiana spedisce in Florida l’ala Luke Babbit, che nelle scorse stagioni ha fatto vedere che possiede un ottimo range di tiro, in contropartita, i Pelicans ricevono una seconda scelta al draft 2018 (che era tra l’altro loro, era stata coinvolta in uno scambio nello scorso febbraio) e soldi.

Salary Cap Miami Heat

GIOCATORE2016/20172017/20182018/20192019/2020
Hassan Whiteside$22,116,75022,775,50625,434,26227,093,017
Goran Dragic$15,891,72517,000,00018,109,17519,217,900
Chris Bosh$23,741,06025,289,39026,837,720
Josh McRoberts$5,782,4506,021,175
Derrick Williams$5,000,000
Josh Richardson$874,6361,014,746
Briante Weber$874,6361,014,746
Justise Winslow$2,593,4402,705,0403,448,926
Rodney McGruder$543,471905,2491,050,262
Wayne Ellington$5,867,9716,132,029
Tyler Johnson$5,628,0005,881,26019,245,37019,245,370
James Johnson$4,000,000
Udonis Haslem$4,000,000
Willie Reed$1,015,6961,087,745
Luke Babbit$1,227,286

Da che, alla partenza di Wade, Miami aveva 19 milioni da spendere nella free-agency, adesso è arrivata al punto di essere oltre il cap, e si potrebbe arrivare anche a 100 milioni di monte stipendi se verrà utilizzata la exception di 2,9 milioni di dollari. Volendo però, si può ancora liberare dello spazio salariale: il contratto di Josh Richardson per la prossima stagione sarà interamente garantito solo dal 1 agosto, quello di Briante Weber lo sarà per soli 220mila dollari circa, mentre il contratto il Rodney McGruder è garantito per soli 100mila dollari, che saliranno a 150mila se non sarà tagliato prima del 1° di agosto e il contratto del neo-arrivato Babbit sarà garantito per 200mila dollari, e lo sarà interamente se non verrà tagliato entro il 12 dicembre dell’anno corrente. Per quanto riguarda gli altri contratti, Dragic e Whiteside hanno una player option per il 2019, McRoberts per il 2017, come per Willie Reed;, Winslow ha una team option sul terzo e quarto anno (come da contratto per i rookies) e sarà eleggibile per una estensione dal 31 ottobre del 2018.

POSSIBILE QUINTETTO

PG Goran Dragic/Tyler Johnson/Josh Richardson/Bryante Weber

SG Josh Richardson/Wayne Ellington/Rodney McGruder

SF Justise Winslow/Derrick Williams/James Johnson/Luke Babbit

PF Chris Bosh/Josh McRoberts/Justise Winslow/Derrick Williams/James Johnson/Udonis        Haslem/Willie Reed

Hassan Whiteside/Chris Bosh/Josh McRoberts/Udonis Haslem

Golden State Warriors, come cambiano salary cap e quintetto

Warriors Fonte Batmattz

#1 Kevin Durant

La prima mossa, il primo colpo di mercato: i Golden State Warriors firmano Kevin Durant. Contratto di due anni con player option sulla seconda stagione 54.3 milioni. Cambiano radicalmente gli equilibri della lega.

#2 Bogut ed Harrison Barnes a Dallas

Andrew Bogut saluta i Golden State Warriors (11.027.027 milioni di euro di contratto) per i Dallas Mavericks, con lui anche Harrison Barnes (3.873 milioni). Entrambi i giocatori fanno spazio a Kevin Durant.

#3 Barbosa ai Suns, Livingston confermato e Speights ai Clippers

Nello slot di guardie Leandro Barbosa saluta, torna ai Suns (2.5 milioni nel 2015-2016) mentre Shaun Livigston viene confermato a 5.782 milioni di euro: i Golden State Warriors scaricano anche Mareese Speights (3.8 milioni) che da unrestricted free agent finisce ai Los Angeles Clippers.

#4 Zaza Pachulia e David West

I Warriors rimpiazzano i partenti: sotto canestro arrivano due giocatori veterani. Zaza Pachulia dai Mavericks (UFA) con un contratto di $2,898,000 e David West dagli Spurs (UFA) al minimo salariale per un veterano ($1,551,659).

#5 Festus Ezeli

Anche Festus Ezeli saluta i Golden State Warriors, firma con i Portland Trail Blazers.

 

Salary Cap Golden State Warriors

Salary Cap Golden State Warriors
GiocatoreEtà2016-172017-182018-192019-202020-21Firmato con:Garantiti
Klay Thompson26$16,662,500$17,825,500$18,987,5001st Round Pick$68,975,500
Draymond Green26$15,300,000$16,400,000$17,500,000$18,500,000Bird Rights$82,000,000
Kevin Durant27$26,540,100$27,734,405
Andre Iguodala32$11,131,368Bird Rights$22,841,824
Stephen Curry28$12,112,359Bird Rights$23,483,145
Shaun Livingston30$5,782,450MLE$8,543,725
Kevon Looney20$1,182,840$1,233,840$2,227,0811st Round pick$2,314,800
Ian Clark25?Minimum Salary$947,276
James Michael McAdoo23$980,431Minimum Salary$845,059
Damian Jones21?$9,410,205
Zaza Pachulia32$2,898,000
David West35$1,551,659
Patrick McCaw20$543,471$905,249$1,250,262
Totale$94,685,178 

Mancano da firmare Jones e Ian Clark: per entrambi non sono rese note le cifre dei contratti.

Starting Five

C Zaza Pachulia
PF Draymond Green
SF Kevin Durant
SG Klay Thompson
PG Steph Curry

Lakers, come cambiano il salary cap ed il quintetto?

Lakers, come cambiano il salary cap ed il quintetto?

#1 Ingram e Ivica Zubac dal draft

Scelta numero 2, arriva Brando Ingram, l’ala piccola che serviva ai Los Angeles Lakers: giocherà subito in quintetto, i paragoni con Kevin Durant (fisici e non solo) si sprecano già, ma occorrerà fare crescere tranquillamente il rookie della franchigia della città degli angeli. Arriva anche Ivica Zubac a cifre anche lui non ancora note.

#2 Luol Deng e Timofey Mozgov

Arrivano dalla free agency due firme di giocatori di esperienza per fare da chioccia ai più giovani: sotto canestro Mozgov (a 14.988 milioni di dollari annuali per 4 stagioni) e Luol Deng (a 16.861 milioni per 4 anni a salire).

#3 Jordan Clarkson

Viene confermato il giovane, uno degli steal of the draft dei Los Angeles Lakers: firma un contratto da 11 milioni e rotti a salire per quattro stagioni fino a 13.7.

#4 Tarik Black e Marcelo Huertas

Altre due conferme: Tarik e Huertas. Il primo firma un biennale da 6.1 milioni e 6.65 il secondo anno, mentre Huertas resterà ai Los Angeles Lakers per due stagioni. Non rese ancora note le cifre dell’accordo.

#5 José Calderon

Arriva dal mercato invece un playmaker in grado di allargare il campo: un veterano, che avrà minutaggio limitato ma porta con se un contratto in scadenza di 7 milioni e 7. Parliamo di José Calderon, arrivato dai Bulls, insieme a scelte future al secondo giro e diritti su giocatori oltre oceano della franchigia dell’Illinois.

Salary Cap Los Angeles Lakers:

Nome giocatore2016/172017/182018/192019/202020/212021/22
Louis Williams$7,000,000$7,000,000$0$0$0$0
Nick Young$5,443,918$5,668,667$0$0$0$0
D’Angelo Russell$5,332,800$5,562,360$7,019,698$9,160,705$0$0
Julius Randle$3,267,120$4,149,242$5,564,134$0$0$0
Larry Nance Jr$1,207,680$1,259,640$2,272,390$3,369,955$0$0
Anthony Brown$874,636$1,014,746$0$0$0$0
Brandon Ingram? ? ? ?
José Calderon
$7,708,427
Luol Deng$16,861,827$17,620,609$18,379,391$19,138,173
Timofey Mozgov$14,988,290$15,662,763$16,337,237 $17,011,710
Jordan Clarkson$11,235,955 $12,078,652 $12,921,348 $13,764,045
Tarik Black$6,191,000 $6,655,325
Ivica Zubac? ? ? ?
Marcelo Huertas? ?
Totale$80,1 

Al momento i Los Angeles Lakers hanno a livello di salary stipendi garantiti per 80.1 milioni di dollari, in attesa delle cifre delle firme di Huertas (2 anni) e quelle dei rookie Ingram e Zubac.

Possibile quintetto stagione 2016-2017

C Timofey Mozgov
PF Julius Randle
SF Brandon Ingram
SG Jordan Clarkson
PG D’Angelo Russell

Bulls, il salary cap come cambia?

Come cambia il salary cap dei Chicago Bulls trade dopo trade: in costante aggiornamento

Rondo-Bulls #1

Rajon Rondo arriva a Chicago, parla con la dirigenza dei Bulls: torna in aeroporto, porta con se una custodia dei Tori dell’Illinois. Qualche indizio lo avevamo avuto…Ora ci siamo: Rajon Rondo firma con i Bulls un contratto di due anni a 28 milioni di dollari. Viste le cifre che girano praticamente arriva ai saldi. Rispetto a Derrick Rose arriva un giocatore totalmente diverso: un assistman, un giocatore che servirà a mettere in movimento i tiratori come Nikola Mirotic, Valentine, McDermott. Insomma un giocatore forse più adatto a gioco di Hoiberg come concezione dell’attacco, ma forse non molto adatto perché tendente a tenere troppo tra le mani il pallone: un vero enigma. Molto dipenderà anche da quale Rajon Rondo si troveranno i Bulls: quello degli anni d’oro dei Celtics? Quello della brutta parentesi dei Dallas Mavericks? Oppure quello rigenerato ai Sacramento Kings? Lo scopriremo ad ottobre anzi a fine ottobre quando comincerà la regular season: la scommessa a 14 milioni per un anno più altri 14 con team e player option sul secondo anno è anche economica visti i prezzi in giro per i playmaker.

Wade-Bulls #2

Wade arriva via Miami Heat (UFA) firma un contratto di due anni con player option sul secondo. Torna nella sua Chicago, le motivazioni non mancheranno di certo. Per fargli spazio sono stati tradati José Calderon (7.7) ai Lakers e Mike Dunleavy ai Cavaliers (4). Cap praticamente riempito in attesa della firma di Valentine.

Canaan #3

Terza firma nel reparto play: dopo Rajon Rondo e Grant arriva anche Canaan. Firmato biennale da 2.2 milioni di dollari.

 

La questione salary cap per i Chicago Bulls:

Vediamo come sono messi ora i Bulls a livello salariale.

Salary cap Chicago Bulls

Giocatore2016/172017/182018/192019/202020/212021/22
Jimmy Butler$17,552,209$18,696,918$19,841,627$19,841,627$0$0
Jerian Grant$1,643,040$1,713,840$2,639,313$3,763,661$0$0
Bobby Portis$1,404,600$1,465,080$2,410,056$3,489,761$0$0
Taj Gibson$8,950,000$0$0$0$0$0
Dwyane Wade$23,500,000$23,500,000
Nikola Mirotic$5,782,450$0$0$0$0$0
Robin Lopez$13,219,250$13,788,500$14,357,750$0$0$0
Tony Snell$2,368,327$3,393,813$0$0$0$0
Cristiano Felicio$874,636$0$0$0$0$0
Doug McDermott$2,483,040$3,294,994$4,510,846$0$0$0
Rajon Rondo$14,000,000$14,000,000$0$0$0$0

Canaan

 $1,100,000 $1,100,000
Denzel Valentine$?$?$?$?$?$0
Totale: $91,340,000

Jerian Grant ha una team option per le stagioni 2017 e 2018, stesso discorso per Bobby Portis. McDermott ha la team option invece per il 2017 ed una qualifyng offer per il 2018. Felicio invece ha una team option già in questa stagione e potrebbe ricevere presto una offerta a lungo termine per blindarlo a Chicago. In scadenza andranno:
-Taj Gibson
-Nikola Mirotic
-Dinwiddie
-Felicio

Oltre alle varie team option se non saranno esercitate: ad ora appare chiaro che i Bulls vogliono puntare solo su Nikola e Felicio. Per Rajon Rondo invece secondo gli ultimi rumors si avrà sia una team option che una player option sul secondo anno: se entrambe le parti saranno d’accordo si continuerà insieme, altrimenti le parti si separeranno e nel 2017 i Bulls proveranno a fare il colpo durante la free agency ricca di talento nel ruolo di playmaker (da CP3 a Westbrook).
Stagione in corso: il cap è a quota 80 milioni di dollari. Ce ne sono altri 14 in ballo più possibilità di andare in luxury. Per la prossima stagione (2017-2018) invece siamo a quota 46 milioni di dollari. Tutto senza considerare però il contratto del (pen)ultimo arrivato, ovvero Denzel Valentine dal draft. L’ultimo arrivato Wade percepirà 23.5 milioni di dollari, 47 in due anni con una player option sul secondo anno. Sono stati tradati Dunleavy (Cavs) e José Calderon (Lakers).

Ultima notizia:

$980,431 di dollari tolti dal salary cap grazie al taglio di Spencer Dinwiddiearrivato via trade da Detroit è stato tagliato tra la notte del 7 ed 8 luglio dai Chicago Bulls. 11 giocatori nel roster con il 12esimo, Valentine che ancora deve mettere nero su bianco, ma lo farà a breve.

Come cambia il quintetto con Rajon Rondo e Wade:

Butler, Rondo e Wade
Butler, Rondo e Wade

Lo starting five dei Chicago Bulls come cambia con l’ex Boston Celtics: Rajon Rondo giocherà come playmaker titolare, con lui e Jimmy Butler ci sarà anche Wade con ogni probabilità, con il ruolo di leader nettamente in mano al numero 21. Sotto canestro ci sarà con ogni probabilità Robin Lopez, centro arrivato via trade da New York, un buon difensore, niente di meglio ma che sa fare il suo compito egregiamente. Con lui l’enigma: un giovane come Bobby Portis, un giocatore esplosivo come Taj Gibson, un tiratore con un range di tiro maggiore come Nikola Mirotic. La scelta probabilmente cadrà sul nazionale spagnolo: con Bobby Portis primo cambio e Taj Gibson probabilmente ceduto via trade. Come ala piccola, ci sono 3-4 giocatori in lizza per una maglia: Jimmy Butler potrebbe scalare nel ruolo di SF titolare con l’arrivo di Wade, così McDermott uscirebbe dalla panchina come fatto bene nella passata stagione. Valentine, arrivato come giocatore molto duttile, sia una guardia all’occorrenza che una ala piccola per le sue doti di tiratore: un jolly molto importante per Hoiberg che uscirà però dalla panchina. A completare il quadro Tony Snell.

Starting Five probabile:

C Robin Lopez/Felicio
PF Nikola Mirotic/Taj Gibson/Bobby Portis
SF Jimmy Butler/Doug McDermott/Tony Snell
SG Dwyane Wade/Denzel Valentine
PG Rajon Rondo/Jerian Grant/Canaan

 

 

Salary Cap NBA: LA Clippers

Andiamo ad analizzare i Salary Cap delle varie franchigie NBA in vista della nuova stagione 2015-2016 che si preannuncia ricca di novità.

Dopo gli Indiana Pacers passiamo ad una franchigia che ha mantenuto invece lo zoccolo duro formato da Griffin, Paul e con qualche patema d’animo DeAndre Jordan, aggiungendo tasselli molto importanti come Pierce e Lance Stephenson.

Clippers Salary

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A livello salariale il più pagato sarà ancora CP3, con 21.4 milioni di dollari: in crescita il costo salariale di DeAndre Jordan. Per strapparlo ai Mavs, la dirigenza gli ha offerto un contratto da quasi 20 milioni di dollari (19.6), in scia l’altro grande nome, Blake Griffin, con 18.8 milioni di dollari a formare un frontcourt da quasi 40 milioni di dollari.

Il primo nuovo arrivato si trova nella quarta posizione della classifica dei giocatori più pagati della prossima stagione dei Clippers, ovvero Lance Stephenson, arrivato via trade dagli Hornets, per trovare nuove motivazioni lontano da Charlotte. Per Born Ready 9 milioni di dollari. Pierce invece percepirà 3.37 milioni di dollari, a cui vanno aggiunti i quasi 2 complessivi di Wesley Johnson e Prigioni.

Salary Cap NBA: Indiana Pacers

Andiamo ad analizzare i Salary Cap delle varie franchigie NBA in vista della nuova stagione 2015-2016 che si preannuncia ricca di novità.

Cominciamo da una squadra che ha rivoluzionato il proprio cap ed il proprio roster: gli Indiana Pacers.

Sono andati via Roy Hibbert (Lakers), David West (Spurs), Scola (Raptors) per un reparto lunghi che Larry Bird d’accordo con coach Vogel ha voluto rinnovare cercando di cambiare tipologia di gioco: da una squadra molto pesante nel pitturato ad uno small-ball con Paul George a fare le veci di Green nel modello Warriors come ala grande ed un quintetto small.

Il colpo in entrata è stato Monta Ellis, passato dai Mavs ad Indiana, è arrivato Jordan Hill dai Lakers, il rookie Myles Turner dal draft, l’altro rookie Rakeem Christmas, centro di Syracuse selezionato dai Minnesota Timberwolves con la 36° chiamata per poi essere girato ai Cavs e quindi finito ai Pacers. Dentro anche Chase Budinger dai Wolves, e Toney Douglas, combo guard giramondo.

Pacers

La situazione salariale per la prossima stagione è la seguente:
Paul George sarà il giocatore più pagato a quasi 17 milioni di dollari, seguito dal nuovo arrivato Monta Ellis a 10 milioni di dollari. Unici due giocatori in doppia cifra, gli altri a partire da George Hill tutti sotto i dieci milioni, da 8 dell’ex Spurs, 7 Stuckey, 5 Budinger, fino a scendere sotto i cinque con CJ Miles.

71 milioni scarsi in questa stagione recita il salary cap, nella prossima si scenderà a 57.482,574 milioni, cosa che consentirà alla dirigenza di costruire una franchigia vincente attorno a Paul Geoge, Monta Ellis ed il rookie Turner. A livello di team payrolls Indiana è al 16esimo posto tra tutte le franchigie della lega: la nona conteggiando solo franchigie ad Est.