Lakers, l’entourage di LeBron James “preoccupato” per la free agency ed il clima interno

Superstars NBA-lebron james-lakers-foto

L’entourage di LeBron James guarderebbe “con preoccupazione” all’attuale stato di tensione all’interno del front office dei Los Angeles Lakers, a pochi giorni ormai dall’inizio di una free agency cruciale per il futuro e la rilevanza della squadra giallo-viola.

Come riportato da Sam Amick di The Athletic, LeBron James non vorrebbe trovarsi in una situazione in cui la poca chiarezza su catena di comando ed unità di intenti ai piani alti della franchigia possano scoraggiare i grandi free agent dal preferire i Lakers, rispetto alle altre squadre che a partire dal prossimo 1 luglio cercheranno di rafforzarsi.

Stato di “marasma” apparentemente aumentato dalle recentissime dichiarazioni di Magic Johnson, dimessosi dalla carica di President of Basketball Operations lo scorso 9 aprile, che ospite del talk show di ESPN “Firts Take” ha accusato il general manager dei Los Angeles Lakers Rob Pelinka di averlo messo in cattiva luce, e di avere condotto un’operazione atta a – di fatto – defenestrare l’ex fuoriclasse giallo-viola.

Pelinka ha bollato come “false” e frutto di malinterpretazioni le accuse di Johnson, dicendosi dispiaciuto e pronto a chiarire. Magic Johnson ha poi descritto l’ambiente lavorativo in cui il suo front office si è trovato ad operare, tra le supposte ingerenze dei membri della famiglia Buss (Jim e Jesse, fratelli della proprietaria Jeanie), di manager di area business (Tim Harper), ed influenti “vecchie glorie” (Kurt Rambis e la moglie Linda) sulle decisioni strategiche della squadra, di responsabilità principale di Johnson.

I Los Angeles Lakers hanno nel frattempo provveduto ad affidare la guida tecnica della squadra a coach Frank Vogel, allenatore stimato per i suoi trascorsi agli Indiana Pacers. Ad affiancare Vogel ci sarà, tra gli altri, l’ex star NBA ed ex allenatore di Brooklyn Nets e Milwaukee Bucks Jason Kidd.

LeBron James vola in finale di Champions League con il “suo” Liverpool

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Philadelphia 76ers at Staples Center

Dopo tutto, in senso lato, LeBron James una finale la farà anche quest’anno: il Liverpool del proprietario di minoranza James ha battuto il Barcellona nella semifinale di ritorno della Champions League, ed attende la vincente della seconda semifinale tra Tottenham e Ajax per conoscere il nome dei prossimi avversari.

Per i Reds si tratterà della seconda finale consecutiva, una bella soddisfazione per LeBron James che nel 2011 investì una somma di 6.5 milioni di dollari per acquistare una quota minoritaria del club.

Un investimento proficuo per King James, che in 7 anni ha ricavato oltre 32 milioni di dollari di utile dalla somma sborsata. Una partnership resa possibile dall’allora nuovo gruppo proprietario dei Liverpool, il Fenway Sports Group proprietario anche dei leggendari Boston Red Sox della MLB.

LeBron James, fuori dai playoffs NBA dopo la sfortunata stagione d’esordio ai Los Angeles Lakers, ha celebrato la rimonta del Liverpool su Lionel Messi e compagni facendo i complimenti ai “suoi”Reds via social.

LeBron James: “Le dimissioni di Magic Johnson? Fu un momento strano, non ci credevo”

Ad un mese dalle dimissioni di Magic Johnson, LeBron James ha rivelato quali siano state le sue emozioni nell’apprendere una notizia del tutto inaspettata, un decisione annunciata a mezzo stampa dall’ormai ex presidente giallo-viola ancora prima di consultarsi con i vertici della squadra.

James ha raccontato nel suo talk show per HBO “The Shop” i momenti in cui, assieme ai suoi compagni, apprese del’addio di Magic Johnson: “Stavo facendo un po’ di stretching prima della partita contro Portland, quando mi dissero della cosa“.

Ad informare James fu Randy Mims, socio in affari e manager storico di LeBron: “Dai non dire st*****e, non ci credo” Ricorda LBJ “Quando venni ai Lakers, Magic Johnson fu l’unica persona dell’organizzazione con cui parlai… fu davvero strano ed incredibile venire a sapere in quel modo che Magic, semplicemente, se ne fosse andato

Se (Magic Johnson, ndr) mi avesse chiamato, mi avesse anche solo detto ‘Hey LeBron, sai una cosa? Me ne vado, stammi bene’ lo avrei capito di più, lo avrei accettato… ma così, fu davvero una cosa strana

 

Chris Bosh su James: “La prima volta che ho visto LeBron? Un totale shock”

Chris Bosh, ex giocatore dei Miami Heat e fresco del ritiro del suo numero dalla franchigia, ha detto la sua su James, vecchio compagno di squadra in Florida. In particolare, l’ex lungo si è soffermato sulle impressioni da lui avute nei momenti in cui vide per la prima volta The Chosen One giocare.

LE DICHIARAZIONI DI CHRIS BOSH SU JAMES

Chris Bosh
L’ex numero 1 degli Heat, per lui 7 anni con il team

Nello specifico, non è questa la prima volta che il due volte campione Nba si è espresso sul numero 23 dei Lakers, spendendo sempre belle parole di elogio e di stima verso quest’ultimo. In questa occasione, però, l’ex Raptors ha raccontato, come già accennato in precedenza, degli aneddoti interessanti sul primo impatto che The King ha rilasciato nel mondo Nba già dai tempi in cui l’ex Cavs frequentava ancora l’High School.

La prima volta che lo vidi era nel 2001. Lui faceva ancora il liceo ma già si sentiva parlare tanto di lui. Faceva tutto in maniera incredibilmente facile, non sembrava avesse alcuna pressione addosso. Il suo gioco, poi, era incredibilmente completo, variava già su tutti gli aspetti della pallacanestro. Penso che fosse l’unico che, al momento del draft nel 2003, avesse il bagaglio tecnico già di quel tipo.

Riconoscimento davvero importante, dunque, quello rilasciato da Bosh sul suo vecchio compagno di squadra, con il quale ha dominato la lega americana tra il 2010 e il 2014, vincendo due titoli Nba e gareggiando in 4 Nba Finals consecutive. Presumibilmente, il destino di James era già chiaro a tutti sin da tempi remoti, e le dichiarazioni dell’ex centro non fanno altro che alimentare lo stupore nel vedere la grandezza di questo atleta, il quale ha ancora tanto da regalarci negli anni a venire.

Chiesi al mio coach di allora chi fosse quel giocatore. Lui mi rispose come se avesse visto Babbo Natale per la prima volta: “Quello è LeBron James”.

 

 

LeBron James primo per maglie vendute nella NBA, superato Curry

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Orlando Magic at Amway Center

Anche senza playoffs, LeBron James si riprende il primato nella classifica delle maglie più vendute.

La star dei Los Angeles Lakers supera Stephen Curry, che aveva a sua volta spodestato il Re nel 2o16 e tenuto il primato da allora. Alle spalle della coppia James-Curry, Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks, Kyrie Irving dei Boston celtics e Joel Embiid dei Phialdelphia 76ers.

I Lakers si aggiudicano per la stagione 2018\19 il primato come squadra più popolare sul mercato delle maglie da gioco, precedendo Golden State Warriors, Boston Celtics e Philadelphia 76ers.

Alcune curiosità dalla classifica giocatori: l’MVP in carica James Harden rimane fuori dalla top five (sesto), Jimmy Butler “buca” abbastanza sorprendentemente la top ten e Luka Doncic, probabilissimo rookie dell’anno 2019, si piazza al 13esimo posto, davanti a Damian Lillard.

1. LeBron James, Los Angeles Lakers
2. Stephen Curry, Golden State Warriors
3. Giannis Antetokounmpo, Milwaukee Bucks
4. Kyrie Irving, Boston Celtics
5. Joel Embiid, Philadelphia 76ers
6. James Harden, Houston Rockets
7. Russell Westbrook, Oklahoma City Thunder
8. Kevin Durant, Golden State Warriors
9. Ben Simmons, Philadelphia 76ers
10. Jimmy Butler, Philadelphia 76ers
11. Dwyane Wade, Miami Heat
12. Paul George, Oklahoma City Thunder
13. Luka Doncic, Dallas Mavericks
14. Damian Lillard, Portland Trail Blazers
15. Jayson Tatum, Boston Celtics

LeBron James, altro riconoscimento: il Re e Tiger Woods tra le 100 persone più influenti al mondo

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Charlotte Hornets at Staples Center

La stagione dei Lakers e di LeBron James, come sappiamo, non è stata particolarmente ricca di soddisfazioni. Per la prima volta dopo 14 anni, infatti, il Re è mancato all’appuntamento fisso dei Playoff, obiettivo minimo dei gialloviola all’inizio della Regular Season. Inoltre, dopo un dominio incontrastato di 8 anni, per quest’anno non vedremo il numero 23 alle Finals Nba.

Malgrado ciò, gli attestati di stima al Prescelto continuano a sussistere, come dimostra l’inserimento di quest’ultimo nella lista stilata dalla prestigiosa rivista “Time” sulle 100 persone più influenti al mondo.

IL RICONOSCIMENTO DEL TIME A LEBRON JAMES: I DETTAGLI

Il numero 23 dei Lakers ha chiuso quest’anno con 27,4 punti, 8,5 rimbalzi e 8,3 assist in 55 match disputati.

In particolare, l’ex giocatore dei Cavs è stato inserito nella categoria “Titan”, non solo per le sue abilità, ma anche per il grandissimo impatto mediatico che riesce a suscitare. Un meraviglioso esempio di ciò è, senz’ombra di dubbio, la realizzazione della scuola “I Promise” nei sobborghi di Akron, come anche descritto dal miliardario Warren Buffet, amico personale di LBJ.

L’adulazione di milioni di ragazzi in tutto il mondo nei confronti di James è ampiamente giustificata. I suoi successi dentro e fuori dal campo hanno creato enormi aspettative su di lui, tutte ampiamente ripagate. La cosa più bella è che tutto questo è un processo ancora in evoluzione. LeBron è fonte d’ispirazione per tanti bambini nel mondo, e la cifra non potrà che aumentare ancora.

Non è la prima volta che “The King”ha ottenuto questo riconoscimento dalla rivista americana. Questa è stata infatti la sua quarta selezione in carriera, raggiungendo così personalità del calibro di George W.Bush, Bill Clinton e George Clooney.

Nella medesima categoria, oltre ad atleti quali l’attaccante del Liverpool Mo Salah e la campionessa di atletica Caster Semenya, spunta anche Tiger Woods, fresco vincitore dell’Augusta Masters. Su quest’ultimo, il cantante Justin Timberlake ha speso importanti parole di elogio.

Tiger è riuscito a superare numerosi interventi chirurgici. In tanti lo davano per finito, che era troppo vecchio per vincere qualcosa, ma lui ancora una volta ha stupito tutti. Non ha mai vacillato, è sempre stato paziente ed ha continuato ad allenarsi.

 

 

 

Charles Barkley invita LeBron James in studio, lui risponde: “Perché no? Vedremo…”

LeBron James and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons

Il sogno di Charles Barkley di lavorare a stretto contatto con LeBron James, sta lentamente prendendo forma.

Domenica scorsa, Barkley, Hall of famer nel 2006 e protagonista della trasmissione televisivainside the NBA” ha invitato ufficialmente King James a prendere parte alla celebre trasmissione targata TNT.

La stella dei Los Angeles Lakers, momentaneamente “disoccupata” a causa della mancata qualificazione ai playoffs, ha immediatamente risposto con un simbolico tweet , di aver preso in considerazione l’offerta di Sir Charles.

Già in passato Barkley aveva provato in tutti i modi a convincere James a partecipare alla celebre trasmissione televisiva, chiamando a sostegno della causa i suoi “colleghi” Kenny Smith, Shaquille O’Neal ed Ernie Johnson.

Nella puntata di sabato notte, Barkley ha continuato il suo sogno ad occhi aperti, proponendo a LeBron James di prendere parte solo a metà della trasmissione.

Lakers, la reazione di LeBron James alle dimissioni di Magic Johnson: “Pazzesco….”

magic-johnson

Pazzesco” E’ il commento di LeBron James alla notizia delle dimissioni di Magic Johnson.

L’ormai ex President of Basketball Operations dei Los Angeles Lakers ha annunciato nella giornata di mercoledì le sue dimissioni dall’incarico, una mossa inaspettata per tempi e modi, ricevuta con sorpresa dai vertici della squadra così come – evidentemente – dalla star LeBron James.

James non ha parlato con i reporter dopo la sconfitta all’ultimo secondo dei suoi Lakers contro i Portland Trail Blazers allo Staples Center di Los Angeles, ma le telecamere hanno catturato il momento della sua sorridente uscita verso i parcheggi del palazzetto di downtown LA.

Nel video, LeBron James parla al telefono e pare commentare le dimissioni di Magic Johnson: “Si… pazzesco, pazzesco…“.

Ore dopo il suo annuncio, Magic Johnson ha affidato a Twitter il suo saluto alla squadra ed agli ex-colleghi, ringraziando il General Manager Rob Pelinka e la proprietaria Jeanie Buss.

Prima dell’ultima palla a due della stagione, un commosso Johnson aveva rivelato ai giornalisti la sua decisione, negando qualsiasi attrito con Pelinka e Jeanie Buss e definendo la sua scelta “difficile ma giusta”:

Voglio tornare a divertirmi, ad essere me stesso. Ho pianto prima di venire qui e piangerò ancora, è dura dare una notizia così ad una squadra e ad un’organizzazione che amo così tanto come i Lakers (…) voglio tornare il Magic Johnson che ero prima di assumere l’incarico (…) una persona più felice. Spero che d’ora in avanti per i Lakers le cose possano andare nella giusta direzione, come pare oggi. Gli infortuni ci hanno davvero danneggiato quest’anno

Magic Johnson: “Ero preparato all’eventualità di dover licenziare Walton”

Magic Johnson ha rivelato a Rachel Nichols di ESPN di essersi preparato, in qualità di alto dirigente e prima delle dimissioni, “a dover prendere la decisione” di licenziare coach Luke Walton. Fonti interne ai Los Angeles Lakers, riportate da Ramona Shelbourne di ESPN, confermano che la posizione di Rob Pelinka rimarrà salda, e che in conseguenza dell’addio di Johnson “i suoi poteri esecutivi aumenteranno“.

Magic Johnson ha ammesso di non aver voluto informare Buss ed i vertici della squadra prima di rivelare la notizia, per evitare delle inevitabili interferenze nella sua decisione. Coaching staff e giocatori hanno mostrato un sincero stupore nell’apprendere delle dimissioni di Magic Johnson, così Rajon Rondo: “Sono entrato negli spogliatoi ed ho pensato: ‘LeBron ha detto che si ritira?’ Nessuno ne sapeva nulla, io non sapevo se crederci o meno“.

Stephen Curry il suo quintetto All-Time? Si, c’è LeBron James

Curry-contro-lebron-james

Il quintetto All-Time di Stephen Curry? E’ presto detto. E si, LeBron James ne fa parte.

Come riportato da Marc J. Spears di ESPN, il due volte MVP Stephen Curry non si è potuto sottrarre al gioco di stilare la personale classifica dei suoi migliori, o forse preferiti, cinque giocatori NBA di tutti i tempi.

Il risultato? “In linea con le previsioni”, verrebbe da commentare, con una segnalazione importante da fare. nel quintetto All-Time ideale di Stephen Curry c’è il suo rivale LeBron James.

James si guadagna un posto in squadra assieme a Wilt Chamberlain, Earvin “Magic” Johnson, Shaquille O’Neal e naturalmente Michael Jordan. Un quintetto da sogno che rende onore al grande rivale di Curry nelle ultime stagioni, l’unico giocatore capace di battere i Golden State Warriors targati Curry-Steve Kerr in una finale NBA.

Il siparietto riportato da Marc J. Spears e Michael Shultz di TheWarriorsWire.com ha avuto luogo durante l’evento di presentazione della docu-serie “Stephen VS The Game”, che debutterà il prossimo 2 maggio su Facebook Watch. La serie promette di essere un occhio inedito sulla superstar dei Golden State Warriors, tra allenamenti, preparazione atletica e la vita privata di Steph, la vita in famiglia ed il suo rapporto con la Fede.

Sei gli episodi previsti, che si arricchiranno di materiale “dietro le quinte” della corsa al titolo NBA 2018.

LeBron James: “Capisco la posizione dei Lakers, mi aspetta in estate un lavoro completamente diverso”

magic-johnson-walton-lebron-

Come confermato da Luke Walton, su esclusivo parere dello staff medico ed atletico dei Los Angeles Lakers, LeBron James ha visto concludersi anzitempo la sua stagione.

Coach Luke Walton ha ribadito nella giornata di domenica che la decisione di fermare LeBron è stata presa di comune accordo con il giocatore, come logico, ma che la squadra ha dovuto fare su James una certa opera di convincimento, per persuaderlo a pensare alla sua condizione fisica a lungo termine.

LeBron avrebbe voluto continuareSpiega Walton come riportato da Dave McMenamin di ESPNCiò che posso dire è che il nostro staff medico ha espresso tale posizione: non ne valeva più la pena, facciamo in modo che (James, ndr) possa prepararsi per la off-season“.

LeBron James salterà dunque le ultime cinque partite di stagione regolare dei Los Angeles Lakers, ormai da tempo fuori dal discorso playoffs dopo una stagione  – sportivamente parlando – tragica e condizionata da troppi infortuni.

LeBron James conferma sostanzialmente la posizione della sua squadra, come riportato da Joe Vardon di The Athletic:

I Lakers agiscono nel mio esclusivo interesse, e le cose ora stanno così. Chiaro che vorrei essere in campo, ma io ascolto sempre le persone di cui mi fido, anche se a volte non condivido ciò che dicono

James è dunque deciso ad affrontare al meglio quella che per lui, reduce da ben 8 finali NBA consecutive (senza contare le corse playoffs sostenute in maglia Cleveland Cavs prima del passaggio a Miami), sarà una off-season diversa dalle altre:

Mi piace la sfida, mi darà motivazioni extra. Per otto anni ho avuto lo stesso programma di allenamenti in estate, sapevo già da subito quanto tempo avrei avuto per riposarmi prima di tornare al lavoro in vista della stagione successiva. Ora avrò davanti a me due mesi extra di preparazione, e dovrò capire come impiegarli nel modo migliore. Servirà una strategia completamente nuova, faremo un lavoro totalmente diverso. I miei piani per il futuro sono ben chiari

Space Jam 2, l’attrice Sonequa Martin-Green nel cast, sarà la moglie di James

Lebron James documentario

Space Jam 2, emergono i primi nomi del cast del sequel del film del 1996, che vedrà la star dei Los Angeles Lakers LeBron James come protagonista.

L’attrice statunitense Sonequa Martin-Green vestirà i panni – ancora anonimi – della moglie di James. L’attrice americana è già nota al grande pubblico per la sua interpretazione di Sasha Williams nella serie TV di AMC “The Walking Dead” e per il ruolo di Michael Burnham nella serie “Star Trek: Discovery”.

Space Jam 2 sarà diretto da Terence Nance, già regista e produttore per HBO, e vedrà in produzione la partecipazione di Ryan Coogler, sceneggiatore e produttore di “Creed” e “Black Panther”.

Le riprese inizieranno nell’estate 2019 a Los Angeles, California, ed il film verrà co-prodotto dalla SpringHill Entertainment di LeBron James e del socio in affari e amico Maverick Carter.

“Space Jam” uscì nel 1996 per la regia di Joe Pitka ed incassò più di 250 milioni di dollari.

LeBron James sulla stagione dei Lakers: “Mancare i playoffs non era quello che volevamo”

A margine della partita di due giorni fa, LeBron James è intervenuto sulla stagione dei Lakers. Lo scorso venerdì i Brooklyn Nets, sconfiggendo i Lakers allo Staples Center, hanno decretato ufficialmente l’eliminazione dei giallo-viola dalla corsa playoffs. Un’eliminazione che fa male, sopratutto al seguito delle aspettative che si erano create ad inizio stagione con l’approdo del Re nella città degli Angeli.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESCELTO

LeBron James and Jarrett Allen, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
LeBron James e Jarrett Allen in Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets (Mark J. Terrill, AP Photo)

Intervenendo ai microfoni di ESPN, LBJ è apparso molto deluso dalla conclusione anticipata di questo 2018-2019, che auspicava andasse in maniera totalmente differente.

Sicuramente non abbiamo firmato per finire così. E’ stata una stagione dura per tutti noi. Durante tutto l’anno sono accadute tante cose, ho avuto un infortunio, non riuscivo a giocare per 48 minuti completi. Eppure ho sempre cercato di dare il massimo, ma non è bastato. I playoffs nessuno te li regala, bisogna guadagnarseli e noi non ce li siamo meritati. Dobbiamo lavorare per migliorare i nostri difetti

I Los Angeles Lakers, a partire dalla pausa per l’All-Star Game, hanno un record complessivo di 3 vittorie e 12 sconfitte, il secondo peggiore della Lega. Oltre ai demeriti di squadra che, nel corso del campionato, sono emersi in maniera lampante, a complicare ulteriormente la situazione hanno contribuito anche i numerosi infortuni che, nell’ordine, hanno colpito prima Lonzo Ball e, successivamente, Brandon Ingram.

In tutto questo, è evidente come la stagione ancora in corso sia stata la peggiore in assoluto da quando LeBron James è entrato nella Lega nel 2003. Andando al di là dei freddi dati statistici, che testimoniano comunque valori complessivamente simili alle precedenti annate disputate dal Re, ciò che è apparso in modo rilevante è la frequente superficialità e pigrizia mostrata dal Prescelto nelle varie fasi di gioco.

Un atteggiamento simile, probabilmente dettato anche dal grave infortunio che ha tenuto James fuori dal parquet per più di un mese, non può essere tollerato per un giocatore acquisito proprio per guidare la franchigia californiana in una nuova fase sportiva.

Ad ogni modo, comunque, la mancata partecipazione del nativo di Akron ai playoffs segna, presumibilmente, l’inizio di una nuova era del basket americano. Un periodo in cui ora saranno i vari Joel Embiid, Giannis Antetokounmpo, Kawhi Leonard e James Harden a farla da padrone.