Houston Rockets: Harden a riposo contro i Timberwolves?

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Dopo aver ritrovato la vittoria contro i Phoenix Suns – decimo successo nelle ultime dodici gare disputate dal rientro dall’All-Star Break – gli Houston Rockets si apprestano ad affrontare i Minnesota Timberwolves al Toyota Center.

Una gara importante per i Razzi, che avranno intenzione di riscattarsi contro i Lupi, avendo perso entrambi i precedenti confronti stagionali in quel di Minneapolis (103-91 il 4 dicembre e 121-111 il 14 febbraio). I padroni di casa potrebbero scendere in campo senza James Harden: Mike D’Antoni, infatti, potrebbe concedere alla sua stella una giornata di riposo.

Rockets verso la sfida con Minnesota: riposo per Harden?

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Possibile riposo per James Harden nel match di questa notte contro i Timberwolves, mentre tornerà CP3.

Il Barba, che quest’anno ha saltato appena 4 partite sulle 69 sin qui disputate dai suoi Rockets, sta premendo sull’acceleratore ormai da mesi e da qualche settimana sta regolarmente scendendo in campo nonostante un problema al collo.

La gara interna con Minnesota, in questo senso, rappresenta l’occasione ideale per far rifiatare il detentore dell’MVP, anche perché rispetto ai mesi scorsi c’è chi può sostituirlo degnamente: al suo posto, infatti, tornerà in quintetto Chris Paul, tenuto fuori dalla recente vittoria con i Suns per risparmiare energie.

Al fianco di CP3, dunque, dovrebbero agire, oltre all’ormai stabilmente titolare Eric Gordon, P.J. Tucker, Clint Capela e uno tra Danuel House jr. e Austin Rivers. Qualora dovesse saltare la gara con i Timberwolves in programma nella notte, Harden tornerebbe a calcare il parquet in casa degli Atlanta Hawks.

300 triple per James Harden: eguagliato Curry

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Ottava vittoria di fila per gli Houston Rockets, che superano di misura i Dallas Mavericks nell’ultimo derby stagionale all’American Airlines Center, imponendosi per 94-93. Le due squadre si danno battaglia fino all’ultimo possesso, con le difese che prevalgono sugli attacchi sterili (36% dal campo e 30% da dietro l’arco per gli ospiti, 41% al tiro e 28% da tre per i padroni di casa).

Dopo aver concluso il primo tempo in vantaggio di quattro lunghezze (58-54), nella ripresa i Rockets incassano un parziale di 39-36, riuscendo comunque a portare a casa un successo preziosissimo per blindare il terzo posto e avvicinarsi ai Denver Nuggets secondi e ai Golden State Warriors – sconfitti alla Oracle Arena dai Phoenix Suns – primi.

Appena 20 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e una stoppata per James Harden, che tira malissimo (28% con 7/25 dal campo e 20% con 3/15 dalla lunga distanza) e tira soltanto 3 liberi in tutto l’incontro, oltre a far registrare 5 palle perse e altrettanti falli commessi. Il Barba non segnava così poco dallo scorso 8 dicembre, quando mise a referto appena 15 punti, 6 rimbalzi e 2 assist nel ko per 118-91 contro gli Utah Jazz.

8 in fila per i Rockets, 300 triple per il Barba

300 triple a bersaglio in questa stagione per James Harden, che entra nel club di cui faceva parte soltanto Steph Curry.

Rispetto a tre mesi fa, però, Houston è un gruppo che non si sfalda facilmente di fronte alle difficoltà e sa cosa fare per vincere anche quando le cose non vanno nel verso giusto. Lo dimostra la grande attitudine difensiva dei Razzi, con la ciliegina sulla torta messa da Chris Paul, che stoppa Brunson a tempo scaduto e regala l’ottavo successo consecutivo ai suoi.

A quota 297 triple segnate in stagione prima della palla a due, Harden sale a 300 e, oltre a confermarsi nettamente il giocatore con più conclusioni vincenti da dietro l’arco nel corso di questa regular season, riesce in un’impresa di cui si era reso autore soltanto Steph Curry, ossia segnare almeno 300 triple in una stagione.

Il due volte MVP dei Golden State Warriors ci era già riuscito nel 2016-2017 (324) e nel 2015-2016 (402 nell’anno del record di 73 vittorie e 9 sconfitte), mentre nel 2014-2015 si era fermato a 286. Harden, dal canto suo, è già risultato il giocatore con più triple segnate nella scorsa stagione (265, suo massimo in carriera prima delle 300 di quest’anno).

Il detentore dell’MVP, inoltre, ha già tentato 835 conclusioni dalla lunga di distanza in 62 presenze. Soltanto Curry ne ha totalizzate di più in una singola regular season nella storia della lega, tirando ben 886 triple nel 2015-2016, anno del suo secondo MVP consecutivo. Con 16 partite rimaste, riuscirà Harden a superarlo?

James Harden sulla vittoria a Toronto: “Complimenti alla nostra second unit!”

Serata speciale per James Harden, che oltre a trascinare i suoi Houston Rockets alla vittoria – la sesta di fila per i texani- sul campo dei Toronto Raptors per 107-95 fa registrare anche la trentanovesima partita consecutiva con almeno 28 punti a referto (anche in questo caso a regnare è Wilt Chamberlain, primo a quota 71) e raggiunge e supera quota 18.000 segnati in carriera (18.008, 75esimo all-time e quindicesimo tra i giocatori in attività). Il Barba, infatti, chiude con 35 punti, di cui ben 19 nell’ultimo quarto, quello decisivo per porre fine alle speranze di rimonta dei padroni di casa, aggiungendovi un rimbalzo, 3 assist e altrettante palle recuperate.

Harden tira male per tre quarti, poi si accende e chiude la gara

James Harden mette la sua firma sul successo dei Rockets in casa dei Raptors: per lui 35 punti, di cui ben 19 negli ultimi 8′.

“Non ho iniziato bene al tiro, nonostante stessi giocando bene. Nei primi tre quarti non sono riuscito a sfruttare molte occasioni, per cui ho deciso di rifarmi nell’ultimo per archiviare la pratica e vincere la partita. Voglio complimentarmi con la nostra second unit, ha fatto un ottimo lavoro, specialmente in fase offensiva.”, ha dichiarato al termine dell’incontro il detentore del premio di MVP, che ha anche mandato a libri la sua partita numero 36 con almeno 35 punti e la numero 46 con 30 o più punti nel corso di questa stagione.

James Harden torna a ruggire: 58 punti e Miami ko

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Importantissima vittoria in rimonta per gli Houston Rockets, che superano per 121-118 i Miami Heat tra le mura amiche dopo essere stati sotto anche di 21 punti nel corso del terzo quarto. Per i Razzi, che approfittano della sconfitta degli Oklahoma City Thunder contro i Philadelphia Sixers, si tratta del quarto successo di fila.

Privi degli infortunati Gordon, Faried e Shumpert, i padroni di casa vengono trascinati dall’ennesima prestazione da incorniciare di James Harden, autore di ben 58 punti, 7 rimbalzi, 10 assist, 4 palle recuperate e una stoppata col 50% al tiro (16/32), il 44% da dietro l’arco (8/18) e il 100% dalla lunetta (18/18).

Il Barba si esprime ancora una volta su livelli assurdi e torna a fare la voce grossa per l’MVP dopo un leggero infortunio al collo e tre giorni di sintomi influenzali che lo hanno costretto a riposare, pur scendendo comunque in campo nelle vittorie contro gli Atlanta Hawks (28 punti con 7/21 al tiro) e gli Charlotte Hornets (30 punti con 10/29 dal campo). 

58/7/10: i numeri sulla ruota del Barba

Quindicesima partita in carriera da 50 o più punti per James Harden, che stende i Miami Heat con 58 punti e 10 assist.

Il detentore del premio di MVP, tra i favoriti per il bis insieme agli altri due principali candidati, Giannis Antetokounmpo da un lato e Paul George dall’altro, fa registrare la sua sesta partita in stagione con almeno 50 punti a referto. Quattordici le prestazioni di questo tipo nel corso di questa annata, ma nessuno degli altri giocatori della lega ha fatto un cinquantello più di una volta quest’anno.

Mentre i vari Kemba Walker, LeBron James, Stephen Curry, Kevin Durant, Klay Thompson, Derrick Rose, LaMarcus Aldridge e Blake Griffin ci sono riusciti in un’occasione, dunque, Harden è già a quota 6. Per lui, inoltre, si tratta della quindicesima gara in carriera con 50 o più punti.

Al suo decimo anno nella lega in corso, il fuoriclasse degli Houston Rockets è già al quinto posto all-time in questa speciale classifica, nonché primo tra i giocatori in attività. Dinanzi a lui, infatti, vi sono soltanto Wilt Chamberlain (118), Michael Jordan (31), Kobe Bryant (25) e Elgin Baylor (17), mentre lo seguono i vari LeBron James (12 in 16 anni), Kevin Durant (6 in 12 anni), Stephen Curry (6 in 10 anni) e Russell Westbrook (5 in 11 anni), tra i tanti.

Dopo i 54 punti contro i Washington Wizards, i 50 contro i Los Angeles Lakers, i 57 contro i Memphis Grizzlies, i 58 contro i Brooklyn Nets e i 61 (career-high e miglior prestazione stagionale tra tutti i giocatori della lega) contro i New York Knicks, dunque, Harden manda a libri un’altra performance devastante.

Più che i numeri in sé, a sorprendere è l’impressionante facilità con cui James Harden sta riscrivendo la storia della NBA, battendo record su record e, soprattutto, anteponendo sempre la vittoria dei suoi Rockets ai propri traguardi individuali. 

The Unguardable Tour: il meglio della storica striscia di James Harden

Due giorni fa gli Houston Rockets hanno ritrovato James Harden, out per infortunio nella sfida vinta per 118-112 in casa dei Golden State Warriors, e hanno sconfitto gli Atlanta Hawks al Toyota Center per 119-111. Il Barba ha vissuto una serata piuttosto difficile al tiro (7/21 dal campo e 0/10 da tre), ponendo così fine alla sua storica striscia di partite consecutive con almeno 30 punti a referto: per lui, infatti, “solo” 28 punti.

Il detentore dell’MVP si ferma a quota 32 gare di fila con 30 o più punti, risultando secondo nella graduatoria di tutti i tempi, alle spalle del solo Wilt Chamberlain, capace di far registrare ben 65 partite di questo tipo. Intervistato in merito, il classe ’89 si è detto felice di aver raggiunto un traguardo del genere, sottolineando però quanto esso sia stato necessario per permettere ai suoi Rockets di mantenersi a galla e sopperire alle assenze dei vari Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela.

In 32 partite, Harden ha riscritto innumerevoli record e vissuto serate da incorniciare, trascinando Houston a ben 21 vittorie, permettendo ai suoi di abbandonare il penultimo posto a Ovest di inizio dicembre (11-14) e salire nelle zone alte della Western Conference: attualmente, infatti, i Rockets sono quinti in classifica con 35 vittorie e 25 sconfitte, in piena corsa per il quarto posto occupato dai Portland Trail Blazers (37-23) e il terzo degli Oklahoma City Thunder (38-22).

James Harden é fuori controllo

 

Il Barba e i Rockets cominciano a dare una significativa svolta alla propria stagione a inizio dicembre: il 14, Harden conduce i suoi al successo per 126-111 contro i Los Angeles Lakers di LeBron James grazie a una tripla doppia da 50 punti, 10 rimbalzi, 11 assist e 2 palle recuperate, diventando il giocatore con più triple doppie da almeno 50 punti nella storia della NBA (4). Dopo un’altra tripla doppia (32 punti, 12 rimbalzi, 10 assist e 2 recuperi nel successo per 105-97 in casa dei Memphis Grizzlies), l’MVP sigla 47 punti, 6 rimbalzi, 5 assist e 5 palle recuperate contro gli Utah Jazz (vittoria per 102-97), quindi ne segna 35 – con 9 assist, 2 palle recuperate e 6/11 da tre – contro i Washington Wizards e altrettanti contro i Miami Heat (per lui anche 12 assist e 2 recuperi).

 

Nel match perso per 101-99 contro la franchigia della Florida, i Rockets perdono Chris Paul per infortunio, proprio quando le cose sembravano essersi sistemate. Il calendario, inoltre, non sorride a Houston: tuttavia, il prodotto di Arizona State sale ancora di livello e si mette in proprio, mettendo a referto, rispettivamente, 39 punti, 4 rimbalzi, 10 assist e 2 recuperi contro i San Antonio Spurs (108-101), 41 punti, 6 rimbalzi, 7 assist, 2 steals e una stoppata contro gli Oklahoma City Thunder nel Christmas Game (113-109), 45 punti, 2 rimbalzi, 6 assist e una stoppata con 9/18 da tre contro i Boston Celtics (127-113) e 41 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 3 recuperi e 2 stoppate contro i New Orleans Pelicans (108-104), gara in cui si infortuna Eric Gordon.

 

Quattro vittorie in altrettante gare per i Rockets nel mini tour de force, ma il bello deve ancora arrivare: dopo la tripla doppia da 43 punti, 10 rimbalzi, 12 assist e 2 palle recuperate contro i Memphis Grizzlies (113-101), Harden guida i suoi a un’impronosticabile vittoria per 135-134 all’overtime nella tana dei Golden State Warriors, facendo registrare un’altra sontuosa tripla doppia, stavolta da 44 punti, 10 rimbalzi, 15 assist, un recupero e 2 stoppate, con tanto di career high per triple segnate (10 su 23 tentativi), canestro del 119-119 per andare al supplementare e tripla della vittoria a 1” dalla fine dell’overtime.

 

La striscia di quarantelli consecutivi si ferma a 5, quella dei trentelli, invece, prosegue: l’ex OKC, infatti, si rende autore di altri 38 punti nel ko per 110-101 sul campo dei Portland Trail Blazers, quindi ne segna 32, con 14 assist, nella vittoria per 125-113 contro i Denver Nuggets e 42 nella sconfitta contro i Milwaukee Bucks (116-109), per poi punire i Cleveland Cavaliers (141-113) con la tripla doppia da 40 punti più veloce nella storia della NBA: appena 30′ per far registrare 43 punti, 10 rimbalzi, 12 assist, 2 recuperi e altrettante stoppate.

 

In occasione della gara contro gli Orlando Magic, persa per 116-109, si fa male anche Clint Capela, con Harden che chiude a quota 38 punti, per poi segnarne addirittura 57 nel 112-94 contro i Grizzlies e 58 nella partita successiva (ko per 145-142 all’overtime contro i Brooklyn Nets), risultando il primo giocatore a mettere a referto 50 o più punti in due partite consecutive da sé stesso (51 punti contro i Lakers e i Clippers nel 2017-2018), quindi ne arrivano 48 per abbattere i Lakers in rimonta (138-134 al supplementare).

 

L’Unguardable Tour di James Harden: un viaggio da sogno per il Barba

 

 

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32 partite consecutive con almeno 30 punti per James Harden: un record destinato a rimanere nella storia della NBA.

 

 

 

 

 

 

 

Dopo i 37 punti nel ko in casa dei Philadelphia Sixers (121-93), il Barba offre la sua miglior prestazione nella storica cornice del Madison Square Garden al cospetto dei padroni di casa dei New York Knicks, rifilando loro ben 61 punti (career-high), 15 rimbalzi (season-high), 4 assist e 5 recuperi: oltre a essere l’unico giocatore ad aver toccato quota 61 in questa stagione, Harden risulta essere il primo a far registrare almeno 60 punti e 15 rimbalzi nella stessa partita dal 2000, quando vi riuscì Shaquille O’Neal in un derby tra Lakers e Clippers (61 punti e 23 rimbalzi per Shaq).

 

All’MVP bastano poi 35 punti e la giocata decisiva in difesa su Kawhi Leonard per superare i Toronto Raptors (121-119). Dopo il rientro di Eric Gordon contro i canadesi, torna a disposizione anche Chris Paul contro gli Orlando Magic (40 punti, 11 rimbalzi, 6 assist, un recupero e 3 stoppate per Harden nella vittoria per 103-98), che rinforzano i Rockets assieme ai nuovi arrivati Austin Rivers e Kenneth Faried, adattatisi in brevissimo tempo al nuovo contesto. Il numero 13 mette poi a referto 37 punti contro i New Orleans Pelicans, che però si impongono per 121-116 al Toyota Center.

 

Non va meglio sul campo dei Denver Nuggets (136-122 per i padroni di casa), con Harden che si rende comunque autore di 30 punti, 6 rimbalzi, 9 assist, 2 recuperi e una stoppata. Il Barba tiene dunque viva la sua storica striscia e la allunga di ulteriori sei partite prima dell’All-Star Break, portandosi a quota 31 gare di fila con 30 o più punti ed eguagliando Wilt Chamberlain al secondo posto nella classifica all-time: dopo la super prova da 43 punti, 12 rimbalzi, 5 assist, 6 recuperi e 4 stoppate nel largo successo per 125-98 in casa degli Utah Jazz, infatti, Harden contribuisce al 118-110 contro i Phoenix Suns con 44 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 3 steals e una stoppata.

 

Il Barba risulta implacabile anche nella vittoria per 127-101 contro i Sacramento Kings (36 punti con appena due tiri liberi e 8/13 dalla lunga distanza), nel ko per 117-112 con gli Oklahoma City Thunder (42 punti), nel primo derby texano vinto in stagione contro i Dallas Mavericks (31 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 5 recuperi nel 120-104 per i suoi) e nella sconfitta per 121-111 sul campo dei Minnesota Timberwolves (42 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e soli 4 tiri liberi), ultima gara prima dell’All-Star Weekend di Charlotte.

 

Al rientro dalla pausa, Harden dà seguito alla striscia di partite consecutive con 30 o più punti in occasione del ko riportato in casa dei Lakers (111-106), gara in cui sigla 30 punti, 6 rimbalzi, 6 assist, un recupero e una stoppata, per poi saltare la trasferta della Oracle Arena contro i Golden State Warriors e rientrare nel match interno vinto per 119-111 contro gli Atlanta Hawks, in cui si è ufficialmente conclusa la sua storica serie, durata dallo scorso 14 dicembre al 26 febbraio.

 

In quest’arco di tempo, Harden ha riscritto la storia, totalizzando 1316 punti, 242 rimbalzi, 234 assist e 92 palle recuperate e medie di 41.1 punti, 7.6 rimbalzi, 7.3 assist e 2.8 palle recuperate per partita col 44% al tiro (384/871), il 37% da dietro l’arco (18/488) e l’89% dalla lunetta (367/411) e collezionando ben 5 triple doppie e 4 partite da 50 o più punti. Grazie al suo devastante periodo di forma, il Barba è tornato pienamente in corsa per l’MVP, che contende al leader dei Milwaukee Bucks Giannis Antetokounmpo e al trascinatore degli Oklahoma City Thunder Paul George, ed ha riportato in alto i suoi Rockets, oltre a scomodare fuoriclasse che hanno fatto la storia del gioco, tra cui Michael Jordan, Kobe Bryant, Tracy McGrady e, appunto, Wilt Chamberlain.

 

Ora che i Razzi sono tornati ad avere il roster al completo, con Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela pienamente recuperati dai rispettivi infortuni, Kenneth Faried e Austin Rivers già indispensabili e Danuel House pronto a rifirmare, la striscia da capogiro di Harden – che sta viaggiando a medie di 36.3 punti, 6.6 rimbalzi, 7.6 assist e 2.1 palle recuperate col 44% al tiro, il 37% da dietro l’arco e l’87% dalla lunetta – si conclude, ma la sua stagione da sogno è ancora in corso.

Harden interrompe la striscia da record: “La cosa più importante è la squadra”

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Dopo aver saltato la gara vinta per 118-112 sul campo dei campioni in carica dei Golden State Warriors, James Harden è tornato a calcare il parquet in occasione della vittoria per 119-111 ai danni degli Atlanta Hawks al Toyota Center.

Il Barba ha vissuto una serata particolarmente difficile al tiro da dietro l’arco, non riuscendo a segnare nemmeno una delle dieci triple tentate e riscattandosi soltanto in area (63.6% con 7/11) e dalla lunetta (87.5% con 14/16).

Il detentore del premio di MVP ha chiuso la sua serata a quota 28 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e una palla recuperata col 33% dal campo (7/21), interrompendo dunque la sua striscia di partite consecutive con 30 o più punti.

Fine della striscia da record: il Barba nella storia

Si ferma a 32 la striscia di partite consecutive con almeno 30 punti per James Harden, secondo alle spalle di Wilt Chamberlain.

32 le gare di fila con almeno 30 punti a referto (secondo miglior traguardo di tutti i tempi, alle spalle del solo Wilt Chamberlain, primo a quota 65): una striscia che si interrompe anche e soprattutto in virtù della giornata storta dalla lunga distanza del fuoriclasse dei Rockets, che dà comunque un buon apporto ai suoi per centrare la vittoria finale.

A pochi secondi dal termine dell’incontro, Harden è in possesso di palla e i Rockets guidano di otto lunghezze (119-111): il pubblico lo incita a tirare per toccare o superare i 30 punti e tenere viva la sua striscia da record, ma il numero 13 rinuncia per far scorrere il cronometro e garantire il successo dei suoi, la cosa più importante di tutte.

“Non ho mai preso in considerazione l’ipotesi di tirare. Perché avrei dovuto farlo? La striscia è stata bella e significativa, ma l’ho fatta soltanto per mantenerci a galla. Adesso per fortuna abbiamo di nuovo il roster al completo. È stato bello vedere così tanti nostri giocatori andare in doppia cifra.”, ha dichiarato il Barba al termine della gara vinta per 119-111 in casa contro gli Hawks.

James Harden su Scott Foster: “Non dovrebbe più arbitrare le nostre partite”

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Quando si affrontano Los Angeles Lakers e Houston Rockets, la polemica è dietro l’angolo. Se poi ad arbitrare la sfida è Scott Foster, i presupposti ci sono tutti: con lui a dirigere un loro incontro, infatti, i texani non hanno mai vinto in ben sette partite quest’anno.

Foster, che diresse anche la gara-7 delle scorse finali di Conference, in cui – non senza polemiche per alcune decisioni del sopracitato arbitro – i Golden State Warriors eliminarono i Razzi in quel di Houston, è finito nel mirino delle critiche di Chris Paul e James Harden.

Quest’ultimo, in particolar modo, non ha preso bene, più che le numerose quanto contestate chiamate arbitrali nella gara persa per 111-106 dai suoi Rockets sul campo dei Lakers, l’atteggiamento dell’arbitro Foster.

Il Barba non ci sta: attacco diretto a Scott Foster

Espulso per falli nel match perso in casa dei Lakers, James Harden ha chiuso a quota 30 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e 2 recuperi.

“Scott Foster ha un atteggiamento inaccettabile e arrogante e non ti consente nemmeno di chiedere spiegazioni, altrimenti ti fischia un fallo tecnico. A noi giocatori viene chiesto di avere un rapporto collaborativo con gli arbitri, ma come è possibile di fronte a comportamenti del genere?”, ha dichiarato il Barba in merito.

Il detentore del premio di MVP, espulso per falli insieme al compagno di squadra Chris Paul nel finale del quarto quarto, ha poi aggiunto: “Solitamente non giudico gli arbitri e non parlo di queste cose, so anche che prenderò una multa salata per quello che sto dicendo, ma è impossibile stare in silenzio in questi casi. Sono uno molto tranquillo in campo, ma penso che certe cose siano inaccettabili. Non è la prima volta che succede, penso che Foster abbia qualcosa di personale nei nostri confronti e non dovrebbe più arbitrare le nostre partite.” 

James Harden espulso per falli, ma la striscia da record prosegue

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Dopo la pausa di una settimana per l’All-Star Weekend, torna la regular season NBA, con gli Houston Rockets che cadono per 111-106 sul campo dei Los Angeles Lakers, chiudendo con tre successi su quattro sfide disputate contro i gialloviola nel corso di questa stagione. Dopo una lunga fase di dominio a tinte biancorosse, i gialloviola si risollevano nella seconda parte di gara, riducendo lo svantaggio a sole sette lunghezze al termine del terzo quarto (90-83) e rifilando un parziale di 28-16 ai texani nel periodo conclusivo.

Gli uomini di Mike D’Antoni, incapaci di archiviare la pratica dopo essersi portati in vantaggio anche di 19 punti, recriminano anche e soprattutto per alcune chiamate arbitrali a dir poco discutibili in loro sfavore. Nonostante l’espulsione per limite di falli raggiunto nel finale di gara, James Harden chiude a quota 30 punti, 5 rimbalzi, 6 assist e 2 palle recuperate col 46% al tiro (11/24): si tratta della trentaduesima gara consecutiva con almeno 30 punti a referto per il Barba.

Il Barba sorpassa Wilt Chamberlain

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James Harden, autore di 30 punti per la trentaduesima partita consecutiva.

Quest’ultimo, dunque, scavalca Wilt Chamberlain e conquista il secondo posto All-Time in solitaria: dinanzi a sé, ora, soltanto il leggendario già citato ex dei Philadelphia Warriors e dei Los Angeles Lakers, capace di far registrare 30 o più punti per ben 65 partite consecutive. Superare quest’ultimo ostacolo sarà davvero complicato per Harden, che se dovesse continuare a segnare minimo 30 punti e giocare tutte le partite da qui alla fine della stagione regolare, chiuderebbe a quota 56 partite consecutive con almeno 30 punti.

Di certo, il detentore dell’MVP ha in testa un obiettivo decisamente più rilevante, ossia trascinare i suoi Rockets al miglior piazzamento possibile in vista dei playoff: se fino a pochi mesi fa la scalata dei Razzi sembrava a dir poco compromessa, oggi Houston è in piena corsa per un piazzamento tra il terzo e l’ottavo e, pur difettando ancora di continuità, sembra essersi messa definitivamente alle spalle il periodo buio di inizio stagione.

Merito anche e soprattutto del suo principale punto di riferimento, che ha ritrovato le certezze Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela (quest’ultimo è tornato proprio in occasione della sfida persa allo Staples Center contro i Lakers) ed è pronto a guidare i suoi nello sprint finale e a far rialzare loro immediatamente la testa nell’imminente duello contro i campioni in carica dei Golden State Warriors alla Oracle Arena.

James Harden sulle critiche: “Difficile non accorgersene, fa parte del mio lavoro.”

Protagonista di una stagione da incorniciare, in cui sta mettendo a referto medie di 36.6 punti, 6.7 rimbalzi, 7.7 assist e 2.2 palle recuperate col 44% al tiro e il 37% da dietro l’arco, James Harden è pronto per il finale di stagione, in cui dovrà trascinare i suoi Houston Rockets il più in alto possibile.

A prescindere da come andrà la stagione dei Razzi, il Barba ha già fatto molto più di quanto gli si poteva chiedere, sopperendo alla grande alle assenze di giocatori chiave del calibro di Chris Paul, Eric Gordon e Clint Capela e riuscendo a portare i suoi dal quattordicesimo posto di inizio dicembre (11-14) al quinto (33-24) in un mese e mezzo in cui ha fatto registrare cifre a dir poco pazzesche, con una striscia (ancora attiva) di ben 31 partite consecutive con almeno 30 punti (secondo All-Time a pari merito con Wilt Chamberlain).

Le critiche non scompongono il Barba

36.6 punti, 6.7 rimbalzi, 7.7 assist e 2.2 recuperi per James Harden, in piena corsa per il secondo premio di MVP di fila.

Harden sta disputando un’annata che rievoca quelle dei grandi del passato, tra cui in particolar modo Michael Jordan, l’ultimo giocatore capace di mettere a referto più punti per partita del numero 13 dei Rockets in una singola stagione (37.1 nel 1986-1987). Ciò nonostante, il suo stile di gioco finisce spesso e volentieri nel mirino delle critiche dei suoi detrattori, non soltanto semplici tifosi, ma anche glorie del passato del calibro di Kobe Bryant, Scottie Pippen e Tracy McGrady.

“Sì, mi accorgo delle critiche, è difficile non rendersene conto, soprattutto ai giorni nostri, con i social media che permettono a chiunque di commentare. Ogni tanto le critiche fanno male, ma fa parte del mio lavoro gestire in maniera equilibrata critiche e complimenti. Mi fa riflettere riceverle anche da giocatori che hanno scritto pagine importanti della storia di questa lega, ma ognuno ha la sua opinione. Io mi limito a fare il massimo per la mia squadra e riesco a gestire il tutto senza difficoltà.”, ha dichiarato in merito Harden.

Il detentore dell’MVP, inoltre, ha parlato anche delle difficoltà incontrate dei suoi e della situazione attuale: “Quest’anno siamo partiti male ma ora siamo tornati nelle zone alte della classifica e intendiamo continuare su questa strada. Sono sicuro che se al mio posto ci fosse stato qualsiasi altro giocatore, ora non saremmo quinti a Ovest.”

James Harden senza freni: il Barba eguaglia Chamberlain e Jordan

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Gli Houston Rockets mancano l’appuntamento con la vittoria nell’ultima gara prima dell’All-Star Break, arrendendosi per 121-111 al cospetto dei Minnesota Timberwolves al Target Center di Minneapolis, dove avevano già perso per 103-91 lo scorso dicembre, sprecando un parziale di 62-48 in loro favore nel primo tempo.

I padroni di casa, infatti, riescono a rimontare lo svantaggio nella ripresa, nonostante le assenze di Covington e Wiggins, e a tornare in corsa per i playoff, mentre gli ospiti fanno un passo indietro dopo il convincente successo nel derby contro i Dallas Mavericks (120-104 al Toyota Center).

Privi di Capela e Rivers, i Razzi sorridono soltanto per l’ennesima prestazione da capogiro di James Harden, che sta vivendo la miglior stagione della sua carriera e non sembra affatto intenzionato a fermarsi sul più bello, soprattutto dopo essere tornato in corsa per il premio di MVP e aver riportato i suoi nelle zone alte della Western Conference (quinto posto con 34-23) dopo un pessimo avvio stagionale (penultima posizione con 11-14 a inizio dicembre).

Due record per il Barba a Minneapolis

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James Harden continua a scrivere la storia: eguagliati Wilt Chamberlain e Michael Jordan in una sola notte.

Il Barba, infatti, riesce a mettere a referto ancora una volta cifre spaventose, facendo registrare 42 punti, 5 rimbalzi e 6 assist con ben 8 triple a bersaglio (22 i tiri da oltre l’arco dell’ex OKC, due in più di quelli di tutti i giocatori dei Minnesota Timberwolves) e appena 4 tiri liberi segnati (su altrettanti tentativi).

Il detentore dell’MVP, dunque, tiene viva la striscia di partite consecutive con 30 o più punti a segno, portandosi a quota 31 ed eguagliando Wilt Chamberlain al secondo posto all-time: l’indimenticabile leggenda ex Philadelphia Warriors e Los Angeles Lakers vi riuscì tra il febbraio e il dicembre del 1962, a cavallo tra la fine della regular season 1961-1962 e l’inizio di quella datata 1962-1963.

Per Harden, inoltre, si tratta della ventiduesima gara stagionale con 40 o più punti a segno, eguagliando Michael Jordan, l’unico che prima di lui era riuscito a totalizzare così tante partite da almeno 40 punti prima della pausa per l’All-Star Weekend.

Il fuoriclasse degli Houston Rockets si porta così a 36.6 punti di media e 1976 punti totali, rispettivamente ben 7.9 e 399 in più del secondo in classifica, che in entrambi i casi risponde al nome di Paul George. 

James Harden scatenato, la striscia da record prosegue

Dopo la bruciante sconfitta interna per 117-112 contro gli Oklahoma City Thunder, gli Houston Rockets si riscattano alla grande nel derby texano contro i Dallas Mavericks, imponendosi per 120-104 al Toyota Center e portando a casa il primo successo stagionale contro i Mavs, che si erano aggiudicati le precedenti due sfide (128-108 lo scorso 29 novembre a Houston e 107-104 lo scorso 9 dicembre a Dallas). Merito anche e soprattutto dell’ennesima prova maiuscola di James Harden, che continua la sua stagione da incorniciare.

Il Barba stavolta non è chiamato a fare gli straordinari per trascinare i suoi alla vittoria, anche perché Chris Paul e Eric Gordon sono ormai tornati a disposizione da tempo (doppia doppia da 17 punti e 11 assist per il primo e 18 punti per il secondo), mentre Kenneth Faried rappresenta già una vera e propria certezza in attesa del rientro di Clint Capela (17 punti e 8 rimbalzi con 7/8 al tiro per l’ex Denver e Brooklyn) e Gerald Green dà garanzie importanti in uscita dalla panchina (19 punti e 6 rimbalzi con 7/12 dal campo e 5/8 da tre in 22′ per lui).

Una Barba da 30…e lode: James Harden vola

Harden letteralmente inarrestabile: il Barba scollina i 30 punti anche contro i Mavericks.

 

Harden fa girare bene la squadra, alzando alley-oop da cineteca per Faried, che fa il Capela e schiaccia al ferro, e liberando i tiratori sul perimetro (ben 12 delle 23 triple totalizzate dai Rockets portano la firma dei vari Green, Gordon, Tucker e Shumpert), per poi accendersi, soprattutto nel finale, in attacco, segnando ben 11 punti in appena 99”, e dando un ottimo apporto alla causa anche in fase difensiva, ormai non più una novità nonostante sembra che in molti non se ne siano ancora accorti.

Il detentore dell’MVP chiude a quota 31 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 5 palle recuperate, tenendo viva la striscia di partite consecutive con almeno 30 punti a referto: per lui ora sono ben 30 le gare di fila con 30 o più punti, soltanto una in meno delle 31 con cui l’intramontabile Wilt Chamberlain si attesta al secondo posto, dietro all’apparentemente irraggiungibile primato di 65 partite in fila, stabilito sempre dall’ex leggenda dei Los Angeles Lakers e dei Philadelphia Warriors.

“Nessuno può tenermi a bada. In questo momento mi sento nella zone e le persone possono dire cose negative nei miei confronti, fare i loro commenti o rimproveri, ma non basterà di certo a fermarmi.”, ha recentemente dichiarato il Barba, commentando così le numerose critiche che i suoi detrattori gli rivolgono. In effetti, Harden appare più che mai immarcabile in questa stagione e sta facendo la differenza anche nella metà campo difensiva. Oltre a ciò, dopo aver già segnato 36 punti con appena 2 tiri liberi contro i Sacramento Kings, ieri ha messo a referto 31 punti con soli 7 tiri liberi.

James Harden record-breaker: i traguardi storici del Barba

James Harden

Il fatto che James Harden sta vivendo la miglior stagione della sua carriera è già di per sé straordinario, soprattutto considerando che quella scorsa sia stata per lui un’annata storica, con 30.4 punti, 5.4 rimbalzi, 8.8 assist e 1.8 palle recuperate di media, il primato a Ovest col miglior record della storia dei suoi Houston Rockets (65-17) e, soprattutto, il primo premio di MVP, già sfiorato a più riprese nelle precedenti stagioni dal prodotto di Arizona State.

Il tutto, però, non basta ad esaurire il discorso relativo a quella che oltre a essere innegabilmente una stagione da consegnare ai posteri è anche e soprattutto storica per via dei numerosissimi record grazie ai quali il Barba sta riscrivendo gran parte della storia della pallacanestro a stelle e strisce, scomodando mostri sacri del calibro di Wilt Chamberlain, Michael Jordan e Kobe Bryant, tra i tanti.

Se è vero che il suo inizio di stagione è stato privo di particolari acuti degni di nota per un fuoriclasse del suo calibro, seppur comunque più che positivo (28.5 punti di media a ottobre e 31.1 a novembre), è pur vero che da dicembre in poi Harden ha deciso di non fare sconti a nessuno e di tornare a essere il favorito indiscusso per la vittoria del secondo MVP consecutivo, dopo che sembrava fuori dalla corsa per il prestigioso premio a stagione ormai entrata nel vivo, anche e soprattutto a causa dell’avvio a dir poco deludente dei suoi Rockets.

Proprio la partenza decisamente stentata della squadra che l’anno scorso ha dominato la lega e sfiorato le Finals ha portato il fuoriclasse nativo di Compton a ingranare la marcia giusta e a dare una significativa svolta a una stagione che aveva visto i suoi partire con appena una vittoria nelle prime sei partite e ben quattordici sconfitte dopo venticinque gare. Da inizio dicembre in poi, insomma, il Barba ha deciso di prendere in mano la situazione per cambiare le cose.

Dopo 50 presenze nella regular season attualmente in corso, Harden viaggia a medie di 36.5 punti, 6.8 rimbalzi, 8 assist e 2.2 palle recuperate, numeri che parlano da soli e che testimoniano quanto il numero 13 dei Rockets stia dominando la lega come nessuno aveva fatto negli ultimi trent’anni circa: l’ultimo giocatore a far registrare più punti di lui, infatti, risulta essere Michael Jordan, che concluse l’annata 1986-1987 a ben 37.1 punti per gara.

Il Barba dà i numeri

36.5 punti in 50 presenze per James Harden con 6.8 rimbalzi, 8 assist e 2.2 recuperi: che stagione sin qui per il Barba!

27 novembre – Nel match perso per 135-131 in casa dei Washington Wizards, Harden sfoggia una prestazione da ben 54 punti (season-high), 8 rimbalzi e 13 assist, eguagliando Kareem Abdul-Jabbar per numero di partite da 50 o più punti in carriera (10). Il Barba, inoltre, forma con Eric Gordon il secondo backcourt più prolifico di sempre (90 punti, di cui 36 di Gordon), secondo soltanto a Kobe Bryant e Smush Parker (94 punti nel 2006, di cui ben 81 del primo e 13 del secondo).

14 dicembre – I Rockets battono per la seconda volta su due i Los Angeles Lakers al Toyota Center (126-111), con Harden che si aggiudica nettamente il duello diretto con LeBron James: il Barba, infatti, fa registrare 50 punti, 10 rimbalzi, 11 assist e 2 palle recuperate, diventando il primo giocatore della storia con almeno 4 triple doppie da 50 o più punti.

25 dicembre – Dopo aver perso da pochi giorni Chris Paul per infortunio, Harden sa benissimo che deve moltiplicare i suoi sforzi per far sì che i suoi possano vincere quante più partite possibili in attesa del rientro di CP3 e si conferma in grado di sopperire all’assenza dell’ex Clippers anche nel Christmas Game contro gli Oklahoma City Thunder, permettendo ai suoi di imporsi per 112-108 in casa grazie a 41 punti, 6 rimbalzi, 7 assist, 2 palle recuperate e una stoppata (miglior prestazione in una partita di Natale nella storia degli Houston Rockets, scavalcato Hakeem Olajuwon).

1 gennaio – Nell’ultima gara del 2018 (inizio 2019 in Italia), Harden non poteva deludere le aspettative e si ripete con un’altra prestazione monstre alla vigilia del nuovo anno, con 43 punti, 10 rimbalzi, 13 assist e 2 palle recuperate contro i Grizzlies, numeri grazie ai quali risulta l’unico insieme a Michael Jordan e Kobe Bryant capace di segnare 400 o più punti nell’arco di dieci partite e il primo di sempre con 8 gare consecutive da almeno 35 punti e 5 assist, superando Oscar Robertson.

4 gennaio – Alla Oracle Arena, il Barba mette la ciliegina sulla torta per festeggiare al meglio un periodo d’oro, trascinando i suoi Rockets alla vittoria per 135-134 in casa dei Golden State Warriors e timbrando un’altra prova da manuale: per lui una tripla da ben 44 punti, 10 rimbalzi, 15 assist, una palla recuperata e 2 stoppate, con tanto di canestro decisivo per andare all’overtime (119-119) e, soprattutto, tripla della vittoria a 1” dalla sirena nel tempo supplementare. Si tratta della sua quinta gara consecutiva con almeno 40 punti, un filotto pressoché incredibile, nonché della quattordicesima di fila con 30 o più punti, con cui eguaglia Tracy McGrady.

12 gennaio – La partita contro i Cleveland Cavaliers si rivela piuttosto agevole per Houston, che si impone per 141-113 al Toyota Center, con Harden che resta in campo per tre quarti, giocando appena 29′ in totale, quanto gli basta per chiudere la partita con una tripla doppia da 43 punti, 10 rimbalzi, 12 assist, 2 recuperi e altrettante stoppate: il Barba diventa così il primo giocatore nella storia a far registrare una tripla doppia da almeno 40 punti in meno di trenta minuti sul parquet e si porta a quota 1834 triple in carriera, superando in un colpo solo sia Chauncey Billups che Kobe Bryant.

15 gennaio – Nuovo massimo stagionale per l’ex Oklahoma City Thunder, che rovina la serata dei Memphis Grizzlies – sconfitti per 112-94 al Toyota Center – con 57 punti, 9 rimbalzi, 2 assist e altrettanti recuperi, eguagliando LeBron James per numero di cinquantelli (12) e superando Kobe Bryant con diciassette partite consecutive da 30 o più punti.

17 gennaio – Nonostante la sconfitta per 145-142 contro i Brooklyn Nets all’overtime, Harden mette a referto la bellezza di 58 punti, 10 rimbalzi, 6 assist, una palla recuperata e una stoppata, centrando così la seconda partita consecutiva con almeno 50 punti. L’ultimo a riuscirci era stato proprio The Beard, nella scorsa stagione.

20 gennaio – I Rockets faticano più del dovuto contro i Lakers, ma riescono a imporsi (138-134 all’OT) grazie soprattutto a un super Harden, che affossa i gialloviola con 48 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 4 recuperi e una stoppata. Per lui sono 19 le partite consecutive con 30 o più punti (superato Elgin Baylor, nessuno come lui dal 1976).

24 gennaio – Serata a dir poco magica per James Harden contro i New York Knicks: 61 punti, 15 rimbalzi, 4 assist e 5 palle recuperate al Madison Square Garden nella vittoria dei suoi Rockets per 114-110. Oltre a eguagliare il maggior numero di punti segnati da un avversario nel nuovo MSG (a pari merito con Kobe Bryant), il Barba centra il career-high e record di franchigia per punti, offrendo la miglior prestazione della stagione 2018-2019 e risultando l’unico giocatore con almeno 60 punti e 15 rimbalzi insieme a Shaquille O’Neal dal 2000. Per lui, inoltre, le partite da 50 o più punti in carriera diventano 14 (eguagliato Rick Barry al quinto posto All-Time), due quelle da 60 (prima di lui ci erano riusciti soltanto Wilt Chamberlain, Elgin Baylor, Michael Jordan e Kobe Bryant).

3 febbraio – Nel netto successo per 125-98 in casa degli Utah Jazz, Harden tocca quota 26 partite consecutive con 30 o più punti, scavalcando Wilt Chamberlain (25) al terzo posto all-time: per lui ben 43 punti, 12 rimbalzi, 5 assist, 6 palle recuperate e 4 stoppate.

5 febbraio – Nella gara vinta per 118-110 in casa dei Phoenix Suns, il Barba sente aria di casa (in Arizona frequentò il college) e si rende protagonista di un vero e proprio show, facendo registrare 44 punti, 8 rimbalzi, 6 assist, 3 recuperi e una stoppata, blindando il secondo posto nella classifica all-time dei giocatori con più partite consecutive da almeno 30 punti (27) e diventando il primo giocatore a totalizzare minimo 20 partite da 40+ punti in una stagione dal 2005-2006, anno in cui vi riuscì Kobe Bryant.

7 febbraio – Harden guida ancora una volta i Rockets alla vittoria, stavolta sul campo dei Sacramento Kings: 36 punti per il Barba, che estende la sua striscia di gare consecutive con almeno 30 punti (28) tirando appena due liberi e segnando 8 triple col 61.5%.

 

 

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