Ufficiale, la free agency 2019 inizierà domenica 30 giugno, ore 18:00 (ET)

free agency 2019

E’ ufficiale, la free agency 2019 prenderà il via domenica 30 giugno alle ore 18:00 (orario di New York), la NBA e la NBPA hanno approvato la misura.

Un anticipo di sei ore rispetto al consueto scattare della mezzanotte del 1 luglio, una correzione necessaria per evitare che i primi colloqui tra squadre, giocatori e rispettivi rappresentanti inizino a notte inoltrata.

La free agency NBA 2019 sarà un momento particolarmente delicato. Giocatori come Kevin DurantKawhi LeonardKyrie Irving e Jimmy Butler dovranno rendere innanzitutto nota l’intenzione di non esercitare le rispettive player options e diventare unrestricted free agent.

Klay Thompson, Kemba Walker, Khris Middleton, Tobias Harris, DeMarcus Cousins, D’Angelo Russell, Nikola Vucevic e J.J. Redick alcuni dei free agent già “noti” a partire dal prossimo 30 giugno.

Portland Trail Blazers, estensione contrattuale per il presidente Neil Olshey

Secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Portland Trail Blazers avrebbero trovato l’accordo per l’estensione contrattuale fino al 2024 di Neil Olshey, President of Basketball Operations della franchigia dell’Oregon.

I Blazers ottengono ormai da anni piazzamenti di assoluto livello nella Western Conference, e hanno raggiunto l’apice nella stagione attualmente, in cui sono riusciti ad approdare alle finali ad Ovest, dove sono stati sconfitti per mano dei Golden State Warriors.

I grandi risultati ottenuti hanno spinto la proprietà di Portland a confermare il team attuale, sia dentro che fuori dal campo. Al rinnovo di Neil Olshey va infatti aggiunto quello di coach Stotts e soprattutto di Damian Lillard, star assoluta della franchigia.

Lillard sarà eleggibile in estate per un estensione contrattuale supermax, dopo essere stato nominato per il secondo quintetto All-NBA. Va ricordato che sia lui che CJ McCollum erano stati scelti al draft proprio sotto la gestione di Olshey,

LeBron James, contatti con Leonard e Butler in vista della free agency

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

Dopo la prima e fallimentare stagione con la maglia dei Los Angeles Lakers, che non sono riusciti a qualificarsi ai playoff, LeBron James è alla ricerca di rinforzi, e ha già iniziato a muoversi in vista della prossima free agency, contattando Kawhi Leonard e Jimmy Butler. Secondo quanto riportato da Brian Windhorst di ESPN durante una puntata del programma “Pardon the Interruption”, James avrebbe dato avvio al proprio processo di reclutamento.

“Da quello che ho capito, ha già iniziato il processo di reclutamento. Ho sentito che ha avuto contatti con Kawhi Leonard e con Jimmy Butler”, ha detto Windhorst.

I due, diretti avversari nel corso delle semifinali della Eastern Conference, sembrerebbero destinati a rifiutare le player option rispettivamente con Toronto Raptors e Philadelphia 76ers, diventando due dei più ambiti free agent sul mercato durante la prossima estate.

LeBron James e la free agency, tempering verso Leonard e Butler?

Le dichiarazioni di Windhorst potrebbero provocare delle conseguenze nei confronti di LeBron James, che potrebbe infatti essere messo nel mirino da parte della lega per tempering. Né il n°23 né i Los Angeles Lakers sono tuttavia nuovi a una situazione del genere.

Lo stesso James lo scorso dicembre si era reso protagonista di una situazione analoga, dovuta ai contatti con Anthony Davis.

I gialloviola invece avevano ricevuto una multa di $ 500.000  per tampering verso Paul George, all’epoca in forza agli Indiana Pacers, prima dell’approdo agli Oklahoma City Thunder. Alcuni commenti dell’ex presidente Magic Johnson su Giannis Antetokounmpo dei Milwaukee Bucks nel febbraio del 2018 avevano invece portato via dalle casse dei gialloviola $ 50.000 

Quintetti NBA, Damian Lillard e Kemba Walker all’incasso, Bradley Beal no

quintetti nba walker lillard

Con la nomina in uno dei tre quintetti All-NBA, diffusi ufficialmente nella giornata di giovedì, giocatori come Kemba Walker degli Charlotte Hornets, Damian Lillard dei Portland Trail Blazers ed il candidato MVP Giannis Antetokounmpo hanno acquisito il diritto alla estensione contrattuale da giocatore “designato”, il famoso “supermax contract” con la squadra d’appartenenza.

La nomina in un o dei primi tre quintetti, assieme alle convocazioni per l’All Star Game ed i premi personali, è uno dei criteri di eleggibilità per l’estensione contrattuale. In base alle vigenti regole salariali NBA, un giocatore che soddisfi tali requisiti ha diritto ad uno stipendio massimo che occupi il 25-30% del monte salari totale della squadra.

all’indomani dell’eliminazione per 4-0 dei Trail Blazers nella finale della Western Conference, Damian Lillard ed il general manager Neil Olshey hanno di fatto annunciato la prossima firma di Lillard di un’estensione pari a 191 milioni di dollari in 4 anni.


Dame Lillard potrà firmare tale estensione già quest’estate oppure attendere la off-season 2020, ad un anno esatto dalla scadenza dell’attuale contratto.

Kemba Walker, star degli Charlotte Hornets, diventerà free agent a partire dal prossimo 1 luglio. Con la nomina nel terzo quintetto All-NBA – la prima in carriera per Walker – il prodotto di UConn potrà firmare con la squadra di Michael Jordan un’estensione pari a 221 milioni di dollari in 5 anni.

Gli Hornets sono però titolari di uno dei monti salari peggio assortiti dell’intera lega, ed hanno mancato per il terzo anno di fila la qualificazione ai playoffs della Eastern Conference. E’ dunque possibile che il 29enne Kemba Walker possa rinunciare ad una sostanziosa quota per lasciare Charlotte, in cerca di una squadra più competitiva.

Con la nomina nel primo quintetto NBA, Giannis Antetokounmpo potrebbe diventare nei prossimi anni il giocatore più pagato nella storia della lega: in caso di rinnovo con i Milwaukee Bucks, Antetokounmpo arriverà a guadagnare 247.3 milioni di dollari complessivi in 5 anni.


Criteri di eleggibilità non soddisfatti invece da alcuni esclusi eccellenti. Klay Thompson, uno dei prossimi grandi free agent, potrebbe lasciare sul tavolo circa 30 milioni di dollari in caso di rinnovo con i suoi Golden State Warriors.

Bradley Beal degli Washington Wizards, il cui attuale contratto scadrà nel 2021, avrebbe potuto accedere ad una estensione simile a quella che spetterà a Damian Lillard. In caso di futuro rinnovo, Beal sarebbe diventato il secondo giocatore degli Wizards a ricevere la “supermax extension”, due anni dopo quella di John Wall, che scatterà a partire dalla prossima stagione.

Ad oggi, sono solo 4 i giocatori NBA attualmente sotto contratto con la “designated designated veteran contract extension“: Stephen Curry (warriors), Russell Westbrook (Thunder), James Harden (Rockets) ed il sopracitato John Wall.

Altri giocatori in passato eleggibili hanno di fatto rinunciato a tale diritto cambiando squadra: Paul George avrebbe potuto accedervi se fosse rimasto con gli Indiana Pacers, così come Jimmy Butler (Chicago Bulls) e LeBron James (Cleveland Cavaliers).

Kevin Durant, il Caesars Palace di Las Vegas dà le quote

kevin durant las vegas

Il Caesars Palace Casino di Las Vegas, NV, dà i numeri per Kevin Durant.

Una delle case da gioco più iconiche della capitale del gioco d’azzardo mondiale ha reso note le sue quote per la prossima destinazione della star dei Golden State Warriors, oggetto del desiderio estivo di almeno quattro o cinque squadre.

Riportate da Bleacherreport, ecco le quote per le cinque destinazioni più tracciate, se non le più probabili per Kevin Durant per la stagione NBA 2019\20:

Quotato a +120 l’approdo di Durant ai New York Knicks, squadra da mesi indicata come la scelta prediletta dal due volte MVP delle finali NBA in caso di addio agli Warriors.

A seguire, i Los Angeles Clippers, quotati a +150 e che in estate faranno il proprio gioco su Durant e sull’enfant du pais Kawhi Leonard.

Secondo Las Vegas, la permanenza di Kevin Durant in California, sponda San Francisco che dall’anno prossimo ospiterà nel nuovissimo Chase Center le gare casalinghe dei bi-campioni NBa in carica, è quotata a +200.

La soluzione Los Angeles Lakers della coppia d’oro LeBron James-Kevin Durant è invece quotata a +500, ed ancora meno in vista la soluzione Brooklyn Nets, pagati +600.

David Griffin: “I Pelicans l’ambiente giusto per Anthony Davis e per Zion”

pelicans anthony davis

David Griffin scommette sui New Orleans Pelicans, e pianifica il primo incontro con Anthony Davis in vista del draft NBA e dell’apertura ufficiale del mercato estivo NBA.

L’ex gm dei Cleveland Cavaliers, da un mese presidente dei Pels, ha approfittato della conferenza stampa di presentazione di Trajan Langdon, il nuovo general manager a New Orleans, per fissare le prossime tappe della sua reggenza:

Credo che ci incontreremo con Davis a Los Angeles, durante i work-out pre draft” Spiega David Griffin “Il primo passo sarà quello di guardarci in faccia e dirci cosa ciascuno di noi ritiene importante. Alcune conversazioni che abbiamo avuto con Rich Paul (agente di Davis, ndr) ci portano all’ottimismo, siamo sicuri che presenteremo a Davis qualcosa di interessante“.

La vittoria alla draft lottery dell scorso 14 maggio ha aperto un mondo di possibilità per i New Orleans Pelicans: dalla possibilità di scegliere Zion Williamson a quella di pretendere dalle squadre interessate ad Anthony Davis (Lakers e Knicks su tutte) asset, giocatori e soprattutto la terza e quarta scelta al draft 2019 che spetteranno a LA e NY.

La posizione ufficiale di Davis rimane la medesima: trade, o partenza a luglio 2020, quando il contratto che lo lega ai Pelicans scadrà. “Se Davis cerca una situazione ed un ambiente vincenti” prosegue Griffin “Allora siamo fiduciosi di ciò che stiamo costruendo qui: un ambiente ideale per Anthony e per tutte le altre star che vogliano farne parte. Anthony Davis è parte fondamentale di tale processo“.

Per quanto la scelta di Zion Williamson possa apparire scontata, quasi obbligata per i Pelicans, David Griffin non si scopre ma precisa sull’infondatezza delle voci che vorrebbero New Orleans quale meta non gradita per i prospetti che si affacceranno al prossimo draft: “Nulla di più falso. Abbiamo avuto incontri con tante possibili prime scelte. Io e coach Gentry ci siamo incontrato la sera della lottery con Zion (Williamson, ndr) e la sua famiglia, e sempre lì abbiamo parlato con Ja Morant. Ciò che posso dirvi è che entrambi hanno accolto con grande entusiasmo l’idea di sbarcare a a New Orleans, un’idea che li stuzzica“.

Los Angeles, Durant e Irving si avvicinano alla Città delle stelle

free agency 2019

Los Angeles è una delle città più apprezzate e sognate nel mondo, potrebbe avere un ruolo importante nelle decisioni di Kyrie Irving e Kevin Durant? Non è da escludere. Già da mesi negli ambienti NBA circolano rumors e indiscrezioni che vedrebbero il giocatore in scadenza con i Boston Celtics in avvicinamento verso i Los Angeles Lakers, mentre l’MVP delle ultime due Finals con i Golden State Warriors in una fase di seria valutazione dei Los Angeles Clippers.

No, dunque, probabilmente non li vedremo insieme, ma, eventualmente, saranno almeno concittadini.

Le due squadre della città californiana hanno, da sempre, avuto un appeal in più sui giocatori free-agents, grazie alla location che le ospita. Deve far davvero gola la possibilità di essere pagati milioni di dollari per giocare e vivere in un ambiente come quello della città delle stelle.

Storicamente, la franchigia che tra le due ha sempre attirato maggior interesse da parte delle stelle del cielo NBA, è stata quella dei Lakers. Nell’ultima stagione tuttavia, i Clippers hanno dimostrato di poter vantare un progetto solido, una squadra unita e ricca di talento e di potenziale e un allenatore molto valido, Doc Rivers. In questa estate potrebbero, allora, fare davvero concorrenza ai cugini gialloviola per l’approdo di giocatori importanti.

Durant e Irving verso Los Angeles

Il primo tra tutti potrebbe essere proprio Kevin Durant. Come riporta Marc Stein per il New York Times, al momento la preoccupazione principale del giocatore sarebbe il recupero dall’infortunio in vista delle NBA Finals che inizieranno il prossimo 30 maggio. Nel frattempo, secondo la penna del NY Times, alcune voci, vicine al giocatore, darebbero le possibilità di un suo possibile approdo presso i Clippers in leggero rialzo.

La franchigia di LA potrebbe presentarsi alla pari dei New York Knicks nella corsa per strappare KD ai Golden State Warriors. Ad oggi, comunque, non ci sono certezze, e servirà attendere altri 40 giorni per l’inizio ufficiale della free-agency. Solo allora conosceremo davvero le intenzioni del giocatore.

Chi invece sembrerebbe avvicinarsi all’altra sponda cestistica della città è Kyrie Irving. Ai Lakers ritroverebbe il leader dal quale era scappato ai tempi dei Cleveland Cavaliers: Lebron James. Dopo qualche mese di gelo, lo scorso gennaio Kyrie si era scusato con l’ex compagno per non averne apprezzato la leadership, valsa loro l’anello NBA 2016.

Con questi presupposti, e con un rapporto con i Celtics ai minimi storici, il playmaker selezionato con la scelta numero 1 del Draft 2011 potrebbe davvero pensare di trasferirsi sulla costa occidentale del paese. I Lakers, dal canto loro, cercheranno sicuramente di accoppiare una stella con Lebron in questa offseason. Qualora dovessero fallire ancora nell’acquisizione tramite scambio di giocatori del calibro di Anthony Davis, Irving potrebbe essere un’alternativa possibile, dal funzionamento al fianco del “King” già collaudato.

Anche in questo caso, tuttavia, non avremo certezze fino ai primi giorni di luglio, quando il mercato dei free-agent entrerà nel vivo.

 

Cinque pretendenti per Tobias Harris, Jazz e Pacers le soluzioni ideali?

tobias harris

Sarebbero almeno cinque le squadre interessate a Tobias Harris dei Philadelphia 76ers in estate.

Sulle piste dell’ala ex Los Angeles Clippers, uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato dei free agent, I Sacramento Kings, gli Utah Jazz, i Dallas Mavericks, gli Indiana Pacers ed i Brooklyn Nets.

Chiusa con un’eliminazione al secondo turno dei playoffs per mano dei Toronto Raptors la stagione, i Sixers si preparano ad affrontare l’estate e la free agency di Harris, Jimmy Butler e J.J. Redick. La proprietà della squadra si è già da mesi impegnata informalmente nel cercare di trattenere entrambi i nuovi acquisti stagionali, portati a Philadelphia col solo obiettivo di competere per il titolo NBA.

Un’operazione fattibile certo, ma che comporterebbe un esborso davvero imponente. Jimmy Butler, autore la settimana scorsa di un criptico post Instagram, esige un contratto al massimo salariale (l’ex Twolves è eleggibile per un quinquennale da circa 188 milioni di dollari a Philadelphia, o per un quadriennale da circa 155 altrove).

Lo stesso tipo di accordo che anche Tobias Harris potrebbe richiedere. L’ex Clippers e Pistons non ha lo stesso background di Butler (Harris non è mai stata convocato per un All-Star Game, ne è mai stato inserito tra i migliori quintetti NBA, al contrario del suo compagno ai Sixers) ma è un giocatore quotato, un’ala versatile, con grandi doti offensive e tiro dalla distanza (18.2 punti e 7.9 rimbalzi di media in 27 partite con la maglia dei 76ers).

Al pari di Philadelphia, Jazz, Nets, Mavs, Pacers e Kings potranno offrire a Harris un contratto al massimo salariale.

le soluzioni Utah e Pacers paiono, da un punto di vista tecnico, le più adatte: i Jazz hanno un gran bisogno di un secondo realizzatore che tolga pressione alla giovane star Donovan Mitchell, e discorso analogo vale per gli Indiana Pacers, che dovranno a loro volta però risolvere le free agency di giocatori come Bojan Bogdanovic, Thaddeus Young e Darren Collison.

Blazers-Terry Stotts, c’è l’accordo per l’estensione contrattuale pluriennale

blazers terry stotts

Trail Blazers, estensione contrattuale per coach Terry Stotts,

Come riportato da Jamie Hudson di NBC Sports, il general manager della squadra Neil Olshey ha confermato l’accordo tra coach Stotts ed i Blazers, all’indomani della sconfitta in gara 4 delle finali della Western Conference contro i Golden State Warriors.

Per Stotts un’estensione pluriennale, di cui non sono stati resi finora noti i termini.

La panchina di Stotts, in Oregon da ormai sette stagioni, era sembrata a forte rischio dopo la pesante eliminazione al primo turno dei playoffs 2018, per mano dei New Orleans Pelicans di Anthony Davis e Jrue Holiday.

Decisivo per il destino dell’ex capo allenatore dei Milwaukee Bucks fu l’appoggio delle due star della squadra, Damian Lillard e C.J. McCollum.

Blazers-Terry Stotts, estensione contrattuale

Sotto la guida di Terry Stotts i Portland Trail Blazers hanno raggiunto la post-season nelle ultime sei stagioni. Il 2018\19 dei Blazers si è chiuso con un record di 53-29, valido per la terza posizione nella Western Conference dietro a Warriors e Denver Nuggets.

I Blazers hanno raggiunto in questa stagione la finale della Western Conference, 19 anni dopo la stagione 1999\20 (una sconfitta per 4-3 per mano dei Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant).

In carriera, Terry Stotts ha allenato gli Atlanta Hawks (2002-2004) ed i Milwaukee Bucks (2005-2007). Dal 2008 al 2011, Stotts fu assistente allenatore dei Dallas Mavericks di coach Rick Carlisle, con cui vinse il titolo NBA (2011).

Damian Lillard, estensione contrattuale da $191 milioni con i Blazers

Damian Lillard ed i Portland Trail Blazers sembrano vicini a raggiungere l’accordo per un’estensione contrattuale da $191 milioni in quattro anni, secondo quanto riportato da Chris Haynes.

La point guard sarà eleggibile per il contratto supermax a partire dalla prossima estate, nel caso in cui venga selezionato per uno dei tre quintetti All-NBA.

Lillard ha espresso più volte la propria volontà di rimanere nell’Oregon per gran parte della propria carriera. Un eventuale prolungamento, che entrerebbe in vigore nella stagione 2020-2021, gli permetterebbe di essere legato ai Blazers fino al 2025, quando avrebbe 35 anni.

Al termine del match della scorsa notte contro i Golden State Warriors, che ha sancito l’eliminazione dei Blazers dai playoffs, Lillard aveva detto “Ci concentreremo sul contratto in seguito”.

Il quattro volte all star è reduce da una stagione trionfale, in cui ha realizzato 25.8 punti, 6.9 assist e 4.6 rimbalzi a partita, in cui ha anche raggiunto probabilmente l’apice grazie alla tripla messa a segno contro gli Oklahoma City Thunder.

Minnesota Timberwolves: Gianluca Pascucci nuovo assistant GM della franchigia?

Altra novità nel front office dei Minnesota Timberwolves. Dopo la recente acquisizione di Gersson Rosas come General Manager, infatti, risulta imminente l’entrata nella dirigenza di Gianluca Pascucci, l’anno scorso capo scout dei Brooklyn Nets.

I MINNESOTA TIMBERWOLVES SU PASCUCCI: LE ULTIME

Pascucci, dal 2012 nella Nba, tra Rockets e Nets. Ora i Minnesota saranno la sua prossima destinazione.

In particolare, stando alle ultime notizie rilasciate da Adrian Wojnarowski, l’acquisizione di Pascucci da parte dei lupi sarebbe ormai cosa fatta.


L’italiano, che come già detto dal 2016 assumeva il ruolo di direttore dello scouting globale dei Nets, inizialmente appariva un serio candidato ad una promozione interna come GM della franchigia al posto di Trajan Langdon, finito ai Pelicans. Naufragata tale ipotesi, era venuta in auge anche l’idea di un ritorno nella squadra che lo aveva lanciato nel grande basket, ossia l’Olimpia Milano, al posto del Presidente dimissionario Livio Proli. Ma Gersson Rosas, il quale ha già collaborato con Pascucci ai Rockets, ha voluto fortemente quest’ultimo nel suo staff, e la “reunion” dei due appare imminente.

Se, dunque, da un lato i Wolves si arricchiscono di un altro importante tassello, d’altro canto Brooklyn continua a perdere altri pezzi fondamentali, i quali avevano contribuito a costruire una realtà sempre più solida. Oltre a Pascucci e Langdon, infatti, anche Will Weaver e Chris Fleming, facenti parte dello staff tecnico, hanno abbandonato l’organizzazione in questa primavera, lasciando così parecchie caselle vuote nel organigramma societario del team della città di New York.

James Ennis III e Dwight Powell saranno free agent, non eserciteranno la player option

james ennis

Sarà un’estate caldissima quella che aspetta James Ennis III, l’ala piccola dei Philadelphia 76ers ha infatti deciso di non esercitare la sua player option da 1.8 milioni e sarà unrestricted free agent.

Stesso discorso vale per l’ala grande dei Dallas Mavericks Dwight Powell, che rinuncerà a 10.2 milioni per diventare anche lui free agent.

Ennis III nel 2018, aveva firmato un contratto di due anni con gli Houston Rockets per poi essere scambiato con i Sixers prima della trade deadline. La capacità di essere decisivo in uscita dalla panchina, su entrambi i lati del campo, ha messo in luce il giocatore californiano che ha fatto registrare 7.5 punti di media in 21 minuti di utilizzo durante i playoffs.

C’è aria di pluriennale quindi, e sarebbe il primo in carriera per Ennis, che ha vestito in carriera 6 maglie diverse in 5 stagioni senza mai trovare una vera e propria casa.

Il contratto firmato da Dwight Powell con i Mavericks risale al lontano 2016. 37 milioni in 4 anni, con l’opzione per uscire dal contratto nel suo ultimo anno, proprio quello che ha deciso di fare il nativo di Toronto. Nella passata stagione con i Mavs ha fatto registrare il suo massimo in carriera per punti segnati. 10.6 punti di media a partita in 21.6 minuti.

Movimentati anche per Powell i primi passi nella NBA: scelto degli Charlotte Hornets al secondo giro nel 2014, scambiato dopo nemmeno un mese ai Cleveland Cavaliers. A inizio stagione ancora una trade ed il trasferimento a Boston con i Celtics.

Boston che poi lo avrebbe incluso nell’affare Rajon Rondo, 3 mesi dopo il suo arrivo. Da qui l’arrivo a Dallas con cui conclude la stagione e firma poi il suo primo contratto pluriennale.

Per James Ennis III è il momento della consacrazione. Per Dwight Powell quello della riconferma, la corsa ai free agent sta per partire.