La situazione in casa Dallas Mavericks: il futuro promette bene

La stagione dei Dallas Mavericks è stata una stagione in cui si sono gettate le basi per un futuro luminoso, visto che la scelta di puntare su Luka Doncic ha ripagato eccome.

Infatti il talento sloveno ha disputato sin qui una stagione straordinaria, dimostrando di poter segnare in tutti i modi possibili ma non solo; infatti l’ex giocatore del Real Madrid è anche un ottimo passatore oltre a saper anche catturare vari rimbalzi ed è sicuramente il candidato numero uno alla vittoria del Rookie Of The Year. Le statistiche in stagione della stella dei Dallas Mavericks sono esorbitanti: 21.1 punti, 7.5 rimbalzi e 5.8 assist di media, anche se deve migliorare leggermente le sue percentuali al tiro, specialmente quello da 3 punti e dalla lunetta.

DALLAS MAVERICKS: IL CAMBIO DI ROTTA CON LA MAXI-TRADE PER PORZINGIS

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Prima della trade deadline i Dallas Mavericks si trovavano in lotta per un posto nei playoff, ma poi la scelta della trade per portare Kristaps Porzingis a Dallas insieme a Trey Burke, Courtney Lee e Tim Hardway Jr. in cambio di DeAndre Jordan, Wesley Matthews , Dennis Smith Jr. e due prime scelte future ha sicuramente cambiato le aspettative sui Dallas Mavericks in questa stagione, vista specialmente l’assenza di Kristaps Porzingis fino alla prossima stagione. Da quel momento in poi la stagione dei Mavs è precipitata, visto che sono arrivate molte sconfitte, ma le ambizioni sono diventate molto più elevate in quanto la prossima stagione Luka Doncic avrà al suo fianco un’altra superstar come il lettone, un lungo dal talento cristallino in grado di sfornare doppie doppie e ventelli a raffica.

FREE AGENCY E FUTURO

Kemba Walker, obbiettivo dei Dallas Mavericks nella prossima Free Agency

Con l’arrivo in quel di Dallas del lungo lettone Kristaps Porzingis, i Dallas Mavericks potranno anche tentare di firmare degli ottimi giocatori nella prossima free agency, visto che una squadra con Luka Doncic, Kristaps Porzingis ed una società seria come quella dei Mavs gode sicuramente di ottima reputazione e di fascino all’interno della lega; a questo proposito, un nome interessante in orbita Dallas Mavericks è quello di Kemba Walker, che andrebbe a formare insieme alle due già citate stelle dei Mavericks dei nuovi big three, oltre magari a qualche altro buon giocatore di contorno che potrà essere firmato dalla franchigia di Dallas.

Infatti la prossima free agency sarà piena di ottimi giocatori e visto che ci saranno a disposizione stelle come Kevin Durant, Kyrie Irving e Kawhi Leonard, i Dallas Mavericks potrebbero approfittarne per avere meno concorrenza su altri ottimi giocatori come appunto Kemba Walker ma non solo, visto che ci sono tantissimi ottimi giocatori che potrebbero partire in estate. Insomma, il futuro promette bene in quel di Dallas. Per quanto riguarda invece le scelte al draft, Dallas ha scambiato molte delle sue scelte, infatti gli restano a disposizione soltanto una scelta al secondo giro del 2020 dai Rockets o dagli Warriors ed una seconda scelta nel 2023 dai Miami Heat.

Sarà dunque certa la presenza attiva nelle prossime offseason dei Dallas Mavericks, oltre magari a concludere qualche trade scoppiettante come quella conclusa positivamente per Porzingis.

Il girovago Trevor Ariza non si ferma: prossima fermata Phoenix Suns

Phoenix Suns-Celtics-Rockets-Trevor-Ariza

In questa calda free agency sembra essere passato in sordina il trasferimento di Trevor Ariza: i Phoenix Suns, battuta la concorrenza dei Warriors, hanno convinto l’ex Rockets a firmare un contratto annuale da 15 milioni di dollari.

Travel around USA: da New York a Los Angeles, da Orlando a Charlotte, da Washington a Houston, stavolta l’ala piccola classe 85′ decide di accasarsi in Arizona. Un colpo meno riecheggiante dei cambi di casacca a cui siamo stati abituati quest’estate (Cousins o James), ma comunque di fondamentale importanza per una franchigia in piena ricostruzione. I Suns si sono infatti assicurati un giocatore utile, funzionale e “a tempo”, sebbene il management guidato da Ryan McDonough  avrebbe potuto risparmiare qualche milione sul suo contratto.

D’altro canto Houston ha sacrificato una pedina tutt’altro che secondaria nello scacchiere di D’Antoni. Ariza, a suon di triple e scivolamenti difensivi, ha degnamente contribuito alle 65 vittorie stagionali e al raggiungimento delle finali di conference. Nonostante sia difficile definire Trevor Ariza un All-Star, egli resta un giocatore difficile da sostituire per gli Houston Rockets. Il probabile arrivo di Carmelo Anthony potrà anche scaldare i tifosi ma non porterà in dote lo stesso apporto di Ariza, soprattutto se dovessimo confrontare in due giocatori nella fase difensiva. Per la dirigenza, tuttavia, sarebbe stato comunque impossibile pareggiare l’offerta di Phoenix viste le esose riconferme di Chris Paul (160 milioni in 4 anni) e Clint Capela (90 milioni in 5 anni).

Trevor Ariza, protagonista dell’ultima strepitosa stagione dei Rockets

Trevor Ariza, un precettore per i “piccoli” Suns

Trevor Ariza è un classico esempio di 3&D, ovvero uno specialista difensivo nonché letale tiratore da oltre l’arco. Un nuovo prototipo cestistico di cui la lega oggigiorno è altamente gremita (esempi di questo genere sono giocatori come Danny GreenJae Crowder e Kyle Korver) e di cui parecchie franchigie sono dunque alla ricerca.

Phoenix aveva a disposizione 20 milioni di dollari sul CAP per firmare un free agent e, non potendosi permettere un pesce grosso, la scelta è ricaduta su un veterano a cui verranno richieste le sue due specialità: difesa e tiro dalla lunga distanza. È bene ricordare che i Suns hanno chiuso la passata stagione con la più bassa percentuale da tre punti e il peggior rating difensivo dell’intera lega. Proprio per questo motivo la presenza di Ariza potrebbe giovare, e non poco, alla franchigia dell’Arizona. Ma il suo compito più importante sarà quello di insegnare i trucchi del mestiere ai suoi nuovi compagni. Come Tony Parker agli Hornets o J.J. Redick ai Sixers, Trevor Ariza dovrà fare da chioccia ad un gruppo di ragazzi tanto talentuoso quanto inesperto. L’età media di questi Suns si aggira infatti intorno ai 24 anni, con solo due trentenni presenti a roster (Tyson Chandler e, appunto, Trevor Ariza). L’obiettivo di Phoenix appare chiaro: ricevere il maggior apporto possibile da Ariza, per poi rifirmarlo a cifre più basse, oppure svincolarlo il prossimo anno.

Le migliori giocate della stagione appena trascorsa da Trevor Ariza

Carpe Diem

Lo scrittore Michel Houellebecq soleva dire “La vita talvolta offre un’opportunità, ma quando si è troppo vigliacchi o troppo indecisi per coglierla, essa si riprende le sue carte”. Ecco perché sarebbe sbagliato definire Ariza un vigliacco o tantoméno un indeciso. Essendosi presentata dinanzi al suo tavolo una ghiotta occasione, non se l’è lasciata scappare. Per un 33enne é difficile rifiutare un contratto da 15 milioni di dollari, nonostante la sua scelta sia stata quella di abbandonare una contender per il titolo. Ariza, infatti, ha già portato a casa un anello con la canotta dei Lakers, ora è arrivato il momento di monetizzare. L’arrivo del nativo della Florida non garantisce, tuttavia, un salto di qualità nell’immediato, i Suns sono ancora in fase di rebuilding e questo sarà il loro anno zero. Sulle orme dei Sixers, nella stagione ventura coach Kokoskov si concentrerà più sulla crescita dei giovani che sul record finale, nella speranza di scoprire nuove All-Star e porre le basi di una futura contender. I tifosi invece dovranno avere pazienza, sono solo all’inizio di un cammino lungo e tortuoso, ma di gloriose speranze.

 

 

Paul George: “Amo LA, sono cresciuto guardando Kobe”

Paul George

Su ESPN, nella seconda puntata dedicata al suo documentario, Paul George parla chiaramente su quello che potrebbe essere il suo futuro. Le sue dichiarazioni lasciano trasparire degli scenari chiari alla vigilia dell’inizio della free-agency, in data 1 luglio 2018.

Paul George sui Lakers

Durante l’episodio, infatti, PG ha ribadito: “Amo LA. Quella è la mia casa, la mia città. Sono cresciuto lì sia a livello sportivo che a livello professionale, guardando Kobe Bryant e le gesta dei Lakers. Ecco, il mio sogno è stato sempre quello di poter vestire la maglia giallo-viola più amata di Los Angeles, quella dei Lakers.”

Inoltre, Paul George ha aggiunto sul suo futuro: “Quello che mi interessa non è il valore del contratto. Prenderò quello che merito. L’importante per me, a questo punto della mia carriera, è lottare per un anello e magari vincerlo. Oltre ai Lakers, inserirei anche i Celtics e i Clippers come possibili opzioni per il mio futuro.”

Presa di posizione decisa quella di Paul George, che sembra mandare un messaggio inequivocabile ai Los Angeles Lakers e alle altre All-Star presenti nel discorso free-agency. PG vuole lottare per il titolo e chissà che, per farlo, non avrebbe in mente un duo o un trio di stelle. Magari nella sua city, the city of palms!

Una free agency da re…

LeBron James news-Cleveland Cavs-LeBron James, il pezzo più pregiato della free agency 2018

Ormai che è scaduto il termine ultimo per effettuare scambi, si dovrà attendere la free agency della prossima estate per vedere alcune delle star NBA cambiare maglia. 

Quella all’orizzonte si prospetta come una di quelle free agency potenzialmente da libri di storia della lega, già solo per il fatto che la superstar per definizione, anzi, il Re di esse, LeBron James ne sarà protagonista. Il futuro del Prescelto sembra essere sempre più lontano dall’Ohio, nonostante la rivoluzione effettuata dai Cavs prima della deadline. Tra le franchigie pronte ad accogliere LBJ col tappeto rosso ci sono i Los Angeles Lakers, che grazie alla trade proprio con Cavs sono riusciti a liberare molto cap, avendo dunque la possibilità di firmare non uno ma ben due top name. Leggermente più complicata sembra essere invece la situazione in casa Houston Rockets,dove LeBron ritroverebbe il suo amico fraterno Chris Paul e con James Harden potrebbero mettere su un trio da sogno. Da non escludere l’assalto di altri team come i San Antonio Spurs.

Come sempre quando si muove una superstar così importante come il Re, bisognerà attendere di vedere dove si accaserà lui perché si inneschi una reazione a catena. Non solo LeBron però; Paul George potrebbe divenire free agent in estate non avvalendosi della sua player option con OKC. Essendo nato a Palmdale, Los Angeles, i soliti Lakers potrebbero farci un pensierino.. Legato a Paul George sarà probabilmente anche il destino di Carmelo Anthony, il quale potrebbe anche lui decidere di non esercitare l’opzione nel suo contratto e diventare free agent, in modo da poter sondare il mercato con calma.

Lakers Paul George
Paul George, uno dei pezzi grossi della prossima free agency.

Con la grande incognita dovuta all’infortunio al tendine d’Achille, sarà libero anche Demarcus Cousins. Potrebbe tornare in campo non prima di Natale prossimo e sarà molto importante capire come procederà il recupero. Firmare un contratto alle cifre richieste dal centro attualmente in forza ai New Orleans Pelicans, con l’infortunio sofferto dallo stesso, è un rischio che le franchigie dovranno valutare prima di decidere di dargli la caccia.

Appare invece scontata la permanenza nelle loro rispettive franchigie di Kevin Durant e Chris Paul, anche loro free agent in estate. Salvo cataclismi, nella prossima annata i due dovrebbero giocare ancora per i Golden State Warriors e gli Houston Rockets.

Interessante invece sarà vedere quale franchigia deciderà di firmare Isaiah Thomas, appena approdato ai Lakers, che ha il contratto in scadenza per la prossima estate. Prima dell’infortunio della stagione scorsa, sembrava scontata la firma su un contratto al massimo salariale. La situazione attuale,con le prestazioni non impeccabili, i malanni non definitivamente risolti e di conseguenza una considerazione generale calata, è complicata. Sarà curioso vedere quali cifre riuscirà a guadagnare IT e soprattutto quale casacca vestirà.

Sembrava certo di essere scambiato prima della deadline, ma alla fine è rimasto ai Los Angeles Clippers: DeAndre Jordan potenzialmente diverrà free agent se non eserciterà la player option da oltre 24 milioni di dollari. Molto interessante sarà capire a che cifre e di quale ruolo si accontenterà. Potrebbe restare a LA e intraprendere con la franchigia un nuovo corso oppure provare una nuova avventura.

La free agency 2018 è ancora lontana, impossibile fare previsioni certe su quello che accadrà. Ma intanto c’è chi inizia a preparare già il terreno…

 

Non è mai troppo presto: i restricted free agent 2018

Ma come? Neanche una settimana, infortuni da finire in analisi, i pugili di Chicago, Carmelo in versione Dante che annuncia l’ascesa dall’inferno, e qui si parla già di free agent e robe varie?

L’NBA è anche questo: il contract year è quello più importante per un giocatore in sviluppo, ma anche per uno sul viale del tramonto. Un role player in una squadra da playoff può acquisire un nuovo status e aiutare a riportare sulla mappa una città in ricostruzione; se sei un gm della lega più seguita al mondo, preferisci pensare con un anno d’anticipo, piuttosto che con un giorno di ritardo.

E la prossima estate sarà molto movimentata: della draft class 2014, solo in quattro hanno già monetizzato: Andrew Wiggins e Joel Embiid hanno già ottenuto il massimo salariale, e alzi la mano chi non li avrebbe blindati. Denver punta forte su Gary Harris (84 milioni in 4 anni) stesso dicasi per i Suns con TJ Warren, (50×4).

E’molto difficile fare previsioni delle offerte, come nel caso di Tim Hardaway Jr, beneficiario di un contratto che probabilmente neanche lui si sarebbero aspettato. Ma prendiamoci il rischio.

1) Jabari Parker

Per l’interesse di entrambe le parti, non si è neanche parlato di un prolungamento nell’ultima offseason: il ginocchio del ventiduenne da Chicago non dà certezze, ma nelle 30 partite consecutive che ha giocato nel finale della passata stagione i Bucks sono andati 21-9. Il talento del prodotto di Duke non si può discutere, è passato al piano di sopra con un hype clamoroso e giustificato. Mette in campo il tiro su cui Giannis Antetokounmpo sta lavorando,e ha il primo passo che manca al sempre più efficace Khris Middleton, mentre questi ultimi spesso riescono a compensare le mancanze difensive del numero 12.

From Simeon Hs, giocatore moderno se ce n’è uno

Questo sarà l’anno decisivo, soprattutto per valutare quali saranno le reali prospettive fisiche per Jabari. Il front office di Milwaukee ha già fatto sapere che la decisione non sarà troppo influenzata da questa stagione, essendo Parker “il presente e il futuro della franchigia”.Mark Bartelstein, il suo agente, l’anno scorso ha fatto firmare dei massimi a Bradley Beal e Gordon Hayward, e di certo troverà chi avanzerà quest’offerta: i Bulls per il ritorno a casa e il progetto giovani? Washington per diventare davvero una contender? Di certo in Wisconsin non hanno in mente di pagarlo più del 34, ma faranno un’offerta vicina, che probabilmente lo tratterà ancora per molto tra laghi e boschi, sotto la guida di Jason Kidd.

Offerta: 108×4 pareggiata da Milwaukee.

 

2) Jusuf Nurkic

Il tempismo, in NBA, conta molto. Jusuf Nurkic è per certi versi un giocatore d’altri tempi, ma la disperata necessità di Portland di avere un terzo violino insieme al jolly McCollum l’ha aiutato a trovare un ottimo habitat tra i pini dell’Oregon, quando a Denver viveva all’ombra di Nikola Jokic.

Fisico imponente e mani educate

Scelta che si è rivelata l’ideale anche per la dirigenza dei Trail Blazers. Tuttavia, nonostante le medie di livello (15 punti, 10 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate)  sarà difficile che arrivino offerte migliori di quella che farà Portland, nonostante il bosniaco si nettamente uno dei miglior centri tra quelli disponibili da giugno, aldilà del sempre più enigmatico DeMarcus Cousins: gli altri saranno Capela, Jordan, Brook Lopez e Kanter. Considerando le velleità mai sopite di Portland di fare l’ultimo passo verso la vetta, apparentemente sempre più irraggiungibile, della Western Conference, un annuale a cifre alte potrebbe essere l’opzione migliore, anche tenendo in conto che quella dei Blazers non è la soluzione salariale più comoda della lega.

Offerta: 3×57 da Portland.

 

3) Aaron Gordon

No, non è solo spettacolare. Il prodotto di Arizona ha solo 22 anni, e oltre ad aver avuto un periodo complicato a livello fisico, gli ultimi quattro allenatori di Orlando hanno, anche anacronisticamente, caricato il pitturato con lunghi pesanti. Sta lavorando sul tiro, diventare efficace in catch and shooting darebbe una grande spinta al suo gioco, aprendo strade verso il ferro che sicuramente saprebbe sfruttare a dovere. Nella scorsa stagione, quando è tornato nel suo naturale spot da 4, ha fatto registrare 16 punti e 6 rimbalzi (anche qui ci sono grandi margini di miglioramento) col 50.6% dal campo. A questo, possibile grazie ad una conclamata etica del lavoro, vanno aggiunte una difesa solida che ha sempre avuto e una buona capacità di palleggio.

Gordon è un giocatore potenzialmente polivalente.

C’è troppo per non tentare qualche franchigia dei bassifondi a non offrire il massimo, ma in Florida non sono nelle condizioni di perdere uno dei pochi pezzi pregiati.

Offerta: 108×4 pareggiata da Orlando.

 

4) Clint Capela 

Classico dubbio amletico: Capela ha cifre da centro di medio-alto livello per il sistema di Mike D’Antoni e la presenza di un James Harden finalmente uomo squadra, o sarebbe capace di rivelarsi importante anche altrove? Un 2.07 da 100 chili, con quell’atletismo, non può passare inosservato, soprattutto considerando che ha aumentato del 16% la sua statistica di tiri dal campo, mentre ai liberi ha raggiunto il 67%.

Capela è funzionale come pochi in questo sistema.

Solo dodici giocatori in NBA hanno portato più blocchi del nativo di Ginevra, e quest’anno avrà in squadra due dei migliori cinque gestori del pick and roll, grazie alla firma di Chris Paul. Quindi potrebbe unirsi a Andre Drummond e DeAndre Jordan nel club degli unici al 70% dal campo. Clint probabilmente non ha la minima intenzione di lasciare il Texas, così come i Rockets non vogliono salutarlo, dovendo rifirmare Ariza e CP3. Difficilmente troveranno di meglio alle cifre che il prodotto dell’Elan Chalon accetterebbe.

Offerta: 3×42 pareggiata da Houston.

 

Free agency 2017: i migliori colpi low-cost

Derrick Rose

Siamo ormai giunti al termine della free agency ed è tempo di bilanci. Durante questo mercato, tra scelte folli e contratti pesanti, c’è anche chi si è mosso d’astuzia, acquistando ottimi giocatori a cifre ragionevoli. Ecco quindi i tre migliori affari, in rapporto qualità-prezzo, di questa free agency.

#3 Rudy Gay

Se fare buoni affari significa essere artisti, allora gli Spurs da anni sono gran maestri. I texani hanno sempre dimostrato di avere il fiuto degli affari: da Ginobili, steal of draft probabilmente migliore di sempre, a Leonard, ottenuto per Hill. Il colpo di quest’anno potrebbe chiamarsi Rudy Gay. L’ex Toronto ha firmato un biennale da 17 milioni, player option inclusa. Niente male per un giocatore che ha chiuso la passata stagione a 19 punti, 6.3 rimbalzi e 2.8 assist a partita, soprattutto con i prezzi di oggi. Gay si è convinto a lasciare i giovani e ambiziosi Kings per approdare in una solida contender. A San Antonio sarà il sostituto naturale di Leonard e primo scorer in uscita dalla panchina. Se riuscirà a riprendersi dalla lesione del crociato, regalerà tante gioie ai suoi nuovi tifosi. VAI AL PROSSIMO>>>

Rudy Gay
Rudy Gay

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Dallas Mavericks: aria di tensione con Nerlens Noel

infortunio Nerlens Noel

Nerlens Noel è probabilmente solo l’ultimo esempio di restricted free agent che si trova in una posizione particolare e soprattutto scomoda.

I Mavs si sono assicurati le prestazioni del talentuoso centro ex 76ers durante la scorsa free agency; come detto, Noel era un restricted free agent, cosa che metteva e mette Dallas nella posizione di poter pareggiare qualunque offerta e tenere il giocatore. Ma qui sorge il primo dato evidente: ora come ora, Dallas ha il coltello dalla parte del manico, non essendoci stata nessuna offerta da pareggiare.

Le parole dell’agente:

Siamo molto delusi da come stanno andando le cose

Queste le parole di Happy Walters, agente di Noel, a Eddie Sefko del Dallas Morning News. E continua:

Nerlens ama molto Dallas e ha trascorso l’intero mese di Giugno per prepararsi al meglio per la prossima stagione; nonostante ciò, stiamo ancora aspettando un’offerta seria.

I possibili scenari:

Una eventuale scelta di Noel potrebbe essere quella di accettare la qualifying offer da 10.9 Mln, e diventare unrestricted free agent la prossima stagione. Scelta plausibile, ma che necessita probabilmente di una riflessione più attenta, vista la sua lunga sequela di infortuni.

Intanto i Mavs hanno ancora un paio di buchi liberi nel roster, di cui uno, alla fine, probabilmente destinato proprio a Noel, che ha comunque fatto vedere buone cose nell’ultima parte di stagione giocata con i Mavs.

Nerlens Noel
Nerlens Noel

Questi i suoi numeri:

  • 22 Mpg
  • 57.5% Fg
  • 8.5 Ppg
  • 1 Apg/Bpg/Spg

In generale, un giocatore come l’ex Philadelphia potrà dare una gran mano ai ragazzi di Cuban e Carlisle, vista l’assenza di un vero e proprio C titolare da già fin troppo tempo.

Thabo Sefolosha: accordo per due anni con gli Utah Jazz

Thabo Sefolosha

Gli Utah Jazz avranno anche perso Gordon Hayward in questa free agency, ma la loro difesa sembra iniziare a tornare di un certo livello. Il team di Snyder ha infatti ufficializzato un accordo biennale con Thabo Sefolosha a 10.5 Mln, come riportato da Shams Charania di The Vertical.

Il profilo:

Dopo tre anni ad Atlanta, il giocatore di origini svizzere andrà ad unirsi a Salt Lake City ad un buon gruppo di difensori extra USA come il francese Gobert, l’australiano Ingles e lo spagnolo Ricky Rubio. Sefolosha è stato inoltre scelto per l’All defensive second team nella stagione 2009/10.

Thabo Sefolosha in casacca Hawks
Thabo Sefolosha in casacca Hawks

Questi i suoi numeri nell’ultima stagione:

  • 44.1% dal campo
  • 34.2% dall’arco
  • 7.2 Ppg
  • 4.4 Rpg
  • 1.5 Apg

Nonostante le sue percentuali (in particolare quella da tre punti) siano in discesa rispetto alle stagioni passate, negli anni trascorsi in quel di Oklahoma City ha saputo dire la sua, con tutti i personali career-high registrati in quel periodo. Sono da ricordare diverse sue giocate durante le Finals della stagione 2011/12, quando Sefolosha dimostrò doti tecniche ed atletiche non indifferenti.

Questa mossa di mercato può essere considerata come un buon investimento; sarà sufficiente per far rimanere competitivi gli Utah Jazz in una Western Conference sempre più proibitiva?

 

Free Agency 2017: i colpi di mercato finora realizzati

In attesa degli ultimi botti di mercato, analizziamo i colpi più eclatanti messi a segno in questa free agency dalle varie franchigie NBA. Finora solo le franchigie della Western Conference si sono mostrate attive, specialmente Rockets e Thunder. Quasi tutte le All-Stars dell’Est hanno cambiato conference per dare l’assalto ai Warriors, lasciando cosi ai Cavaliers la strada spianata verso le Finals (Celtics permettendo). Il divario tra est e ovest non è mai stato cosi tanto marcato probabilmente negli ultimi anni.

D’Angelo Russell e Carroll a Brooklyn (via trade)
I Lakers pescano Lonzo e si liberano di Mozgov

Cominciamo dal primo colpo dell’estate. Brook Lopez ai Lakers in cambio di D’Angelo Russell e Timofey Mozgov. Los Angeles ha sacrificato uno dei suoi giocatori più talentuosi (e anche più discontinui) ma almeno si è liberata del contratto pesantissimo del russo; 16 milioni all’anno. Lopez è un centro moderno, dotato di un ottimo gioco in post e di un vasto range di tiro. Occhio al pick’n pop con Ball che creerà diversi grattacapi alle difese avversarie, cosi come il pick’n roll. Era dai tempi di Bynum che non si vedeva un centro di alto livello nella città degli angeli. I Nets invece hanno perso la loro star, che certamente non avrebbero potuto rifirmare nel 2018, e hanno assoldato Russell, i cui 21 anni d’età dimostrano che ha ancora il potenziale per affermarsi nella lega. Dall’altro lato invece D’Angelo Russell avrà in mano il futuro dei Brooklyn Nets, sarà il centro da cui ripartire, insieme a Carroll (appena arrivato da Toronto) e Jeremy Lin per tirar fuori dal pantano la franchigia di Brooklyn.

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D'Angelo Russell
D’Angelo Russell

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Miami Heat: in attesa del rinnovo di James Johnson

Secondo Tim Reynolds di Associated Press, i Miami Heat sarebbero in fase di valutazione riguardo il rinnovo di James Johnson, ala arrivata in Florida con un one-year contract la scorsa estate.

Sempre secondo il giornalista, questo rinnovo “era atteso, ed è tuttora molto atteso”.

L’ex Toronto ha saputo dare una mano non indifferente nella seconda parte della stagione, nella fase in cui gli Heat hanno saputo rinascere dalle disfatte dei primi mesi, per arrivare infine a una sola vittoria dall’ottavo posto. Anzi: la scorsa RS è stata probabilmente la sua miglior stagione, con molte partite chiuse in doppia cifra, e dimostrandosi un sesto uomo di livello non così comune.

Miami Heat forward James Johnson, drives to the basket against Philadelphia’s Robert Covington, in the second quarter of the Miami Heat vs Philadelphia 76ERS, NBA game at AmericanAirlines Arena in Miami on Wednesday, March 01, 2017. (Pedro Portal/Miami Herald/TNS)

Questi i suoi numeri nelle 76 partite disputate:

  • 12.8 Ppg
  • 4.9 Rpg
  • 3.6 Apg

Da sottolineare che in tutti i campi indicati si tratta di career high.

Riuscirà la franchigia di Spoelstra a trovare l’accordo con il giocatore? I tifosi sperano di si, consapevoli che Johnson potrà essere pedina di livello per il raggiungimento degli obiettivi della prossima stagione.

Dallas Mavericks: una Free Agency (finora) anonima

In questo primo periodo di FA stiamo vedendo una notevole serie di movimenti di un certo livello; per ricordarne qualcuno su tutti possiamo citare Paul George finito a fianco dell’MVP Russel Westbrook in quel di Oklahoma City (dopo una corte serrata di varie squadre), oppure Chris Paul che lascia LA in favore del meno mondano (ma forse più concreto) Texas, sponda Houston. Come si vede: già qui nessun riferimento ai Mavericks.. Ma andiamo con ordine.

Oltre a queste, si sono viste tante altre piccole e medie operazioni fatte da tutti i Team della Lega. O meglio: quasi tutti, appunto.. Si, perchè in questo momento di gran fermento collettivo c’è chi in silenzio resta cheto, più in disparte, senza farsi prendere dalla frenesia per la ricerca di giocatori liberi da poter annoverare tra le proprie fila.

In questo gruppo di “inerti” sono varie le squadre che dovrebbero avere cittadinanza onoraria, ma oggi vorremo provare ad analizzare con più attenzione i ragazzi di Cuban: i Dallas Mavericks.

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Maxi rinnovo offerto a Russell Westbrook: OKC non si ferma

Ad Oklahoma City non hanno proprio intenzione di fermarsi un attimo.
Questa mattina tutti i tifosi italiani dei Thunder si sono svegliati con la notizia clamorosa della trade che ha portato in Oklahoma Paul George rifilando agli Indiana Pacers il contratto “pesantissimo” di Victor Oladipo e il giovane Domantas Sabonis: insomma una signora ‘magata’ del GM Sam Presti!
L’ormai ex ala dei Pacers andrà ad affiancare l’uomo franchigia, Russell Westbrook un duo che ogni appassionato è curioso di vedere all’opera.
Dunque gli Oklahoma City Thunder superano la concorrenza (i Boston Celtics e gli Houston Rockets sembravano meglio avviati nella trattativa) e si portano a casa uno dei migliori giocatori dell’intera lega.

Ora per Sam Presti però è già tempo di rimettersi sotto con nuove trattative, ma il primo obiettivo pare proprio quello di blindare il giocatore con il numero zero sulla maglia, Russell Westbrook.
Secondo quando riportato da ESPN infatti, è stato offerto al ragazzo di Long Beach (California) un super contratto da oltre duecento milioni di dollari da dividere in cinque anni, vale a dire più di quaranta milioni annui. Nonostante ciò Westbrook potrebbe rimandare l’estensione contrattuale a dopo l’ufficialità della chiusura della trade di George.
Questi numeri fanno concorrenza proprio con quelli freschi freschi di Stephen Curry che, in nottata, ha rinnovato il suo contratto con i Golden State Warriors per più di quaranta milioni all’anno, record storico per l’ingaggio più oneroso della NBA.
Cifre da capogiro vero, da per l’MVP della stagione regolare 2016-17 questo ed altro: dopo l’addio doloroso di Kevin Durant la scorsa estate, i Thunder proveranno in tutti i modi ad evitare una nuova delusione.

Dunque la strada che stanno percorrendo gli Oklahoma City Thunder è quella giusta, puntando sul valore inestimabile di Paul George, tenendosi stretto Mr. Triple Double Russell Westbrook e – non da sottovalutare – liberando tanto spazio salariale con le cessione dei due giocatori sopracitati.
Se il buon giorno si vede dal mattino, questa potrebbe essere una bella stagione per Wes e compagni.

Russell Westbrook
Russell Westbrook