Kevin Love, non ci sono solo i Lakers: Bulls e Knicks pronte a firmarlo

Nonostante i tentativi del  proprietario dei Minnesota Timberwolvers di convincere Kevin Love a restare a Minneapolis, nel 2015, quando K-Love sarà un free agent sono poche, se non pochissime le possibilità che ciò accada: la volontà del giocatore è quella di vincere e potrebbe scegliere di approdare in una squadra pronta per il titolo.

Kevin Love e Rubio

Le franchigie che potrebbero interessare maggiormente la stella dei Wolves, sono tre: si tratta dei Los Angeles Lakers (pista raffreddata rispetto agli ultimi mesi), i New York Knicks di Phil Jackson per il dopo Melo, ed i Chicago Bulls di D-Rose e Noah, se non dovessero utilizzare lo spazio salariale che (con ogni probabilità) libereranno con la clausola Amnesty, di Boozer, per regalarsi una All Stars già in questa estate.

Il giornalista della ESPN news di Los Angeles, Dave McMenamin ha riportato oggi delle dichiarazioni molto interessanti in tal senso: “Una fonte molto vicina a Kevin, ha detto che la testa del ragazzo non è solo rivolta a Los Angeles, che lo attrae sempre molto. Kevin è tentato dall’idea di andare a giocare in una grande città come New York e Chicago per vincere.”

Il #42 dei Minnesota Timberwolves è una delle note positive della stagione della franchigia insieme al rookie Dieng, sbocciato nelle ultime gare: per Kevin 26.3 punti, 12.6 rimbalzi e 4.4 assist di media per partita.  Dove volerà Love nel 2015 (o anche il prossimo anno) qualora decida di lasciare Minneapolis?

@MarkTarantino89

 

 

 

 

 

Sixers, Brett Brown: “Nessun free agent verrebbe a Philadelphia”

I Sixers hanno conquistato questa notte un record molto negativo: è arrivata la peggiore striscia negativa della storia di una franchigia nei 4 maggiori campionati nazionali statunitensi.

La squadra ha bisogno di una svegliata per non peggiorare ancora una situazione disastrosa, anche se l’obiettivo, poco velato, della squadra è quello di perdere il più possibile per ottenere scelte migliori al prossimo draft.

Nonostante arriveranno buoni prospetti dal college, difficilmente la franchigia potrà riuscire a convincere qualche free agent importante, come ad esempio l’ex Chicago Bulls, Loul Deng, a far parte del progetto di ricostruzione.

Brett Brown Sixers
A confermarlo è stato direttamente l’head coach della squadra, Brett Brown: “Perchè un free agent vorrebbe venire a Philadelphia e diventare parte di una ricostruzione? Nessun FA arriverà”, queste le sue dichiarazione al “The Philadelphia Inquirer”.
La ricostruzione dei Sixers comincerà dalla prossima stagione: sarà importante e decisivo pescare bene dal draft e sperare che Noel riesca a dimostrarsi all’altezza della situazione dopo il suo lungo stop!

@MarkTarantino89
Fonte Tribuna Italia

Heat, Bosh conferma che i Big 3 non si separeranno

Chris Bosh ha confermato ieri sera le ultime indiscrezioni che lo volevano vicino alla rinnovo con i Miami Heat, durante una intervista rilasciata al “The Dan Le Batard Show”. Chris Bosh Alla domanda “Resterai a Miami il prossimo anno” l’ex Toronto Raptors ha risposto affermativo: la stessa risposta anche per quanto riguarda l’eventuale permanenza di Lebron James. Una battuta finale anche sul suo soprannome che gli è stato dato in America “Big Shot Bosh”: “Mi piace, spero che diventi il mio soprannome ufficiale presto”. @MarkTarantino89

Mavs-Nowitzki, il rinnovo è ad un passo

Per la serie “gallina vecchia fa buon brodo” ecco a voi Dirk Nowitzki: nella vittoria dei suoi Dallas Mavericks all’OT per 129-118 sugli Oklahoma City Thunder, il tedesco si regala 32 punti, 10 rimbalzi, 6 assist, 4 palle rubate ed 1 stoppata.

NBA: Charlotte Bobcats at Dallas Mavericks
Il rinnovo è ormai ad un passo per Dirk che si legherà a vita ai Dallas Maverick: con super prestazioni anche in questa stagione, si appresta a cominciare al meglio il prossimo anno in un roster, che con qualche innesto, potrebbe diventare una mina vagante ad Ovest.
Ci sarà però un taglio della cifra che adesso guadagna in Texas: i Mavs vorrebbero risparmiare qualcosa sui quasi 23 milioni di dollari di stipendio che attualmente guadagna il biondo tedesco ormai naturalizzato texano.
Bisognerà aspettare ancora un pò per avere l’ufficialità, ma il rinnovo di Dirk non è affatto in dubbio!

Sixers, ecco tutte le scelte a disposizione della franchigia di Philadelphia

Il Draft 2014 si preannuncia molto roseo per una delle squadre che più di altre ha bisogno di ricostruirsi dalle fondamenta, i Sixers: quando mancano poco più di 100 giorni alla data stabilita per l’evento, vediamo quali scelte avrà a disposizione la franchigia di Philadelphia.

Carter Williams Sixers

Nell’ultimo draft a New York, i Sixers hanno ottenuto la 6a scelta assoluta, ovvero Nerlens Noel, dai Pelicans (fermo ormai da quasi un anno)e l’11a, ovvero il candidato numero uno al premio di ROY, Micheal Carter-Williams.
Questi saranno i punti fermi da cui ripartire nella prossima stagione al Wells Fargo Center: con loro probabilmente potrebbe esserci ancora Thaddeus Young che ha ancora un anno di contratto con Philly (più uno di opzione) ma non ci saranno più Spencer Hawes (passato ai Cavaliers) e Evan Turner (finito invece ai Pacers).

Sam Hinkie, il General Manager della franchigia, avrà il compito di valutare attentamente e scegliere con attenzione quali giocatori portare in Pennsylvania. Vediamo quali scelte dovrebbe allora avere a disposizione in ordine decrescente:

Primo giro:

Prima dei Sixers: (attualmente 2°)
Questa scelta dovrebbe finire ai Celtics se i 76ers centrassero i Playoff, ma con un record negativo di 15 vittorie e 56 sconfitte (di cui 25 consecutive) , appare improbabile che Boston possa ottenere questa chiamata.

Prima dei Pelicans: (attualmente intorno al 10°)
La scelta passerà ai Sixers in questa stagione qualora NOLA non perda altre 5 posizioni, altrimenti diventerà una top pick 5 protetta nel 2015.

Secondo giro:

Seconda dei Sixers: (attualmente 32°)
Seconda dei Cavaliers: (attualmente 39°)
Seconda dei Grizzlies: (attualmente 45°)
Seconda dei Nets: (attualmente 47°)
Seconda dei Rockets: (attualmente 56°)

Le possibilità di scegliere e bene non mancheranno di certo a GM che dovrà fare del suo meglio per regalare ai tifosi dei 76ers un futuro più che luminoso!

@MarkTarantino89
Fonte Basketinside.com

 

Draft 2014, Vonleh è pronto allo sbarco in NBA: Philadelphia nel suo futuro?

Potrebbero esserci interessanti novità per quanto riguarda il prossimo Draft: dopo il possibile rifiuto di Jabari Parker a candidarsi per la scelta dei migliori prospetti della NCAA, ha preso la parola Noah Vonleh, matricola di Indiana, che sta riflettendo sull’eventualità di un restare per una ulteriore stagione al college o di sbarcare subito in NBA.

Noah Vonleh

La power forward 18enne dell’Indiana University Hoosiers è uno dei prospetti più interessanti per il prossimo draft: su di lui hanno messo gli occhi i Philadelphia 76ers che lo reputano come la migliore scelta possibile per affiancare Nerlens Noel per i prossimi anni.

Vonleh ha dichiarato a CBSSports.com che egli entrerà nel 2014 NBA Draft: “Sto per lasciare il college senza un torneo NCAA, ma io devo fare quello che è meglio per me.”
Philadelphia con l’11 scelta (tramite Pelicans) lo aspetta a braccia aperte!

@MarkTarantino89

Rockets, Rondo o Melo questo è il problema: Asik, Lin e Parsons sul piatto della bilancia?

Gli Houston Rockets faranno un grande colpo in entrata per la prossima season: Kevin McHale ha bisogno di un’altra super stars per potere avere le carte in regola per puntare al titolo.

Nel roster di Houston ci sono giocatori che farebbero molto comodo a due franchigie come Knicks e Celtics che stanno vivendo una fase di transizione per tornare grandi: Carmelo Anthony e Radjon Rondo sono invece i due obiettivi del general manager Daryl Morey.

Asik Lin e Parsons

Sul piatto della bilancia i Rockets hanno messo il centro Omer Asik, dietro nelle gerarchie di McHale a Dwight Howard, ed il jolly Jeremy Shu-How Lin (guardia o playmaker all’occorrenza). L’offerta sia per Rondo che per Melo sembra non essere sufficiente: per questa ragione si sta lavorando per inserire un altro tassello al puzzle della trattativa. Tutte le piste portano a Chandler Parsons, ala piccola che è esplosa in questa stagione: 13.1 punti per gara, 37% di triple messe a referto, un giocatore molto utile soprattutto per Phil Jackson.

Uno dei due sbarcherà in Texas per dare il suo contributo ai Rockets, una franchigia che vuole puntare in alto nel prossimo futuro. Sarà sufficiente l’innesto dell’ala piccola dei Knicks o della PG dei Celtics?
Ma soprattutto con Harden in squadra ed una difesa che stenta a decollare sarebbe meglio puntare su giocatori molto efficaci sotto canestro da affiancare ad Howard?

@MarkTarantino89

Bucks, è arrivato il momento della rifondazione: da chi ri-partirà la franchigia?

Il Draft 2014 si terrà a New York il 26 giugno in una sede da decidere tra il Barclays Center a Brooklyn o il Madison Square Garden a NY: tra i prospetti più interessanti ci sono senza ombra di dubbio Andrew Wiggins, Jabari Parker, Julius Randle, Aaron Gordon, Dante Exum, Marcus Smart, Noah Vonleh, Joel Embiid e Tyler Ennis.

Una delle franchigie che avrà una delle prime scelte al prossimo draft (se la stagione si concludesse con questa classifica 25% di ottenere la prima scelta ed il 100% di scegliere tra le prime quattro) sarà quella che ha come simbolo il cervo: i Milwaukee Bucks di Larry Drew che potrebbero cambiare sede presto, visti i problemi con l’attuale palazzetto, il BMO Harris Bradley Center.

Bucks a Seattle

I Bucks ospitano l’ultimo posto nella Eastern Conference, con 13 vittorie e 54 sconfitte (percentuale di vittorie pari al 19.4%): il rendimento offensivo e quello difensivo sono tra i peggiori dell’intera lega (27° attacco e 3o° difesa). L’obiettivo per la prossima stagione sarà quello della completa rifondazione a partire dal draft, nel quale si cercherà di scegliere un giocatore che diventi da subito importante, un uomo franchigia, come è stato per Giannis Antetokounmpo.

Si ripartirà da tre giocatori per la prossima stagione ovvero Brandon Knight, Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton, mentre tutti gli altri potrebbero essere sacrificati in vista del rinnovamento: già Caron Butler è stato tagliato in questa stagione destinata inesorabilmente al tank (finito ad Oklahoma City), con lui anche l’ex Treviso, Gary Neal (attualmente a Charlotte) e Luke Ridnour. E’ tornato invece all’ovile Ramon Sessions, PG che fece bene a Milwuakee nella sua prima esperienza in NBA: con lui è arrivato anche Jeff Adrien (sempre nell’ambito della stessa trade).

La situazione salariale non cambierà di molto per la prossima stagione: dai 54.232.800 dollari attuali si arriverà ai 42.960.000. Ci saranno ancora i 6 milioni e 680 mila dollari da pagare a Drew Gooden per la clausola amnesty, Ramon Sessions se verrà ri-firmato e resterà a Milwaukee farà salire la cifra, mentre possibili partenti come free agents potrebbero essere Jeff Adrien, Miroslav Raduljica, ed il giovane Tony Mitchell (che potrebbe finire a giocare in D-League).

Le (poche) note positive di questa stagione fanno ben presagire per gli ampi margini di miglioramento: il primo della lista non può che essere Giannis Antetokounmpo, “The Greek Freak“, 15esima scelta assoluta dell’ultimo draft. Il greco può giocare sia come Small Forward che come Shooting Guard: ha un fisico davvero impressionante e sfrutta il suo atletismo in maniera eccezionale (è alto 2 metri e 06 centimetri per 94 kilogrammi).
E’ migliorato molto dall’inizio di stagione come confermato anche dall’head coach dei Bucks ed ha davanti a se ancora ampi margini di crescita: se manterrà le aspettative potrebbe in qualche anno diventare l’uomo immagine della franchigia e magari portarla a diventare una contender.

Giannis Antetokounmpo
Giannis Antetokounmpo

Oltre all’ultimo arrivato però le buone notizie arrivano dalla crescita anche di Brandon Knight: l’ex Kentucky Wildcats, chiamato al numero 8  nel draft 2011 da parte dei Pistons, è arrivato a luglio da Detroit (con Middleton e Kravcov) in cambio di Brandon Jennings. Può giocare sia come playmaker che come shooting guard (ruolo in cui è stato prevalentemente usato in questa stagione): per lui vale lo stesso discorso fatto per Giannis, ovvero ha ampi margini di miglioramento avendo solo 22 anni, anche se già in questa stagione sta giocando su buoni livelli. Il #11 ha una media punti di 17.4 per gara ed è ottimo anche nelle vesti di uomo assist con 4.9.

Un altro giocatore sottovalutato e finito sempre tramite Detroit a Milwaukee nella trade Jennings è Khris Middleton, ala piccola: 39esima scelta del draft 2012 è stato assegnato in D-League con i Fort Wayne Mad Ants per una settimana da parte dei Pistons per valutarne la forza ed è stato subito richiamato in prima squadra per la stagione salvo poi finire ai Bucks. Si tratta del migliore della squadra nella classifica delle palle rubate (1.1): è un buon ricambio in fase offensiva con 11.9 punti e 2.1 assist di media, ma non disdegna neanche la fase difensiva  (3.7 rimbalzi per gara).

Altra nota positiva (e grande sorpresa) è rappresentata da  Nate Wolter, finito a Milwaukee dopo essere stato la 38esima scelta dei Wizards, passando per Philadelphia: il playmaker del futuro dei Bucks sarà lui con molte probabilità visto che, sfruttando la moria delle point guards presenti nel roster, ha trovato un buon minutaggio, risultando anche molto efficiente anche se ancora acerbo. Nel suo secondo anno in NBA potrebbe fare meglio, magari partendo dalla panchina e dando una grande mano all’head coach Drew in vista delle rotazioni.

Anche la Power Forward John Henson, 14a chiamata nel Draft 2012 dei Bucks, è migliorata molto in questa stagione:  è al comando della classifica dei rimbalzisti della squadra con 7.5 per gara e quella degli stoppatori con 1.9 e da una grande mano in fase difensiva ma ha dei limiti piuttosto evidenti sotto il punto di vista del gioco offensivo.

Le lacune principali riguardano prima di tutto l’età della squadra e quindi la scarsa esperienza: il compito di un veterano come OJ Mayo sarà quello di trasmettere le sue conoscenze acquisite soprattutto con i Mavs ai compagni più giovani per guidarli nella loro crescita.

Altro problema molto evidente è l’assenza di creatività e di giocatori dal grande potenziale offensivo: visto che i Bucks avranno una chiamata molto alta nel prossimo draft questa pecca potrebbe essere risolta tramite due giocatori in particolare, ovvero Andrew Wiggins, ala piccola di Kansas o soprattutto Jabari Parker, che appare il giocatore dalle doti fisiche e tecniche più adatte per imporsi subito nel sistema di gioco di Milwuakee. Si tratta del #1 dei Duke, figlio di una leggenda dei Chicago Bulls come Sonny Parker con una media punti di 19.2 punti: è un giocatore che esprime il meglio di se con la sfera tra le mani, vista la sua grande imprevedibilità, che lo rende però difficile da vedere insieme a Carlos Delfino. Proprio l’ex Houston Rockets, legato da un contratto di altri due anni con Milwaukee (per circa 3 milioni e 250 mila dollari stagionali) potrebbe essere liberato in estate dalla franchigia per fare spazio a Jabari.

Il futuro dei Bucks potrebbe, nonostante i risultati di quest’anno, essere radioso: con una giusta scelta al draft come partenza e vista l’età media molto bassa, nella prossima stagione c’è da aspettarsi un cambio netto di risultati e prestazioni rispetto alla stagione disastrosa di quest’anno. Giannis e Jabari (o chi per lui) saranno il presente ed il futuro di una franchigia in ricostruzione. 

@MarkTarantino89

Carmelo Anthony, via da New York: Chicago, Houston o LA nel suo futuro?

New York si è affidata a Phil Jackson per rifondare la franchigia: nel futuro della squadra della Grande Mela però potrebbe non esserci Carmelo Anthony, che nonostante le ultime dichiarazioni positive sull’arrivo di Coach Zen, non rientrerebbe nei piani del nuovo presidente (e general manager) dei Knicks.

Phil Jackson Knicks

Il giornalista di ESPN  Stephen Smith ha rilasciato alcune dichiarazioni molto importanti per il futuro di Melo a New York: “Mi è stato riferito la settimana scorsa e poi ribadito questa mattina da una fonte di fiducia, che Carmelo Anthony se ne andrà, lascia la città di New York. La sua partenza è dovuta dalle scarse possibilità di vittoria che avrebbe con il roster attuale.”

Il contratto che lega Carmelo Anthony ai Knicks scade già in questa stagione ma il giocatore ha una opzione per ri-firmare per un ulteriore anno con un aumento di stipendio fino a 23 milioni di dollari e mezzo: difficile se non impossibile che resti nella Grande Mela secondo quanto si apprende da oltreoceano.

La sua situazione ricorda quella vissuta a Los Angeles da Dwight Howard, che ha deciso di non restare nei Lakers, visto il roster poco competitivo, per finire in Texas, ai Rockets: Melo potrebbe decidere di firmare, anche per cifre minori rispetto ai 23 milioni dei Knicks, con i Bulls (che si dovrebbero liberare di Carlos Boozer tramite la clausola Amnesty), con i Lakers per aiutare Kobe a riportare i gialloviola al successo (ma anche in questo caso ci sarà per Melo da aspettare almeno un anno vista la situazione di work in progress di LA), oppure cercare fortuna in Texas, nei Rockets (che dovranno però liberarsi di due super contratti come quelli di Jeremy Lin e Omer Asik da quasi 30 milioni di dollari in due).
Durante l’estate sapremo con certezza se Anthony proseguirà il suo cammino verso il titolo a New York o altrove!

@MarkTarantino89

Knicks-Jackson, il matrimonio è deciso: Kobe e Magic restano increduli

Phil Jackson sarà il nuovo presidente dei New York Knicks, a giorni verrà dato l’annuncio ufficiale: coach Zen guadagnerà 12 milioni di dollari a stagione nella Grande Mela ed è pronto a portare i Knicks di nuovo in alto.

Phil Jackson Knicks

Se molti giocatori della franchigia di New York si sono detti euforici per l’arrivo di Coach Zen, dall’altro lato per gli uomini simbolo dei Lakers, come Magic Johnson e Kobe Bryant, si è trattato di un duro colpo da digerire. 

Magic si è detto sorpreso della sua scelta:  “Prendendo Phil Jackson, i Knicks sta dicendo ai propri tifosi che sono pronti a vincere. Amo Jim e Jeanie Buss, ma Phil Jackson deve essere il simbolo della nostra grande franchigia, i Los Angeles Lakers. Kobe è il volto della squadra, ma chi è il volto dell’organizzazione?” 

Black Mamba invece è incredulo per la decisione di Coach Zen: “Sapete cosa penso di Phil. Per lui ho tanta ammirazione e tanto rispetto, e con lui ho un rapporto fantastico. Personalmente per me sarebbe difficile capire perché non è tornato qui, per la seconda volta. Sarebbe davvero duro, non capisco”.

Dall’altro lato se era già arrivata la conferma del suo arrivo a NY da parte di Carmelo Anthony, che ha anche confermato che i suoi piani con il suo arrivo non cambieranno affatto, è toccato a J.R. Smith dargli il benvenuto su Twitter: “Non vedo l’ora di lavorare con il grande Phil Jackson”.

@MarkTarantino89

Mavericks, il futuro dipende da Dirk ed Ellis: Deng con Stephenson per la prossima stagione, nel 2015 il sogno si chiama Kevin Durant

Dallas ha grandi progetti per il futuro: se in questa stagione non sembra essere all’altezza per competere con le top squadre di Ovest come Spurs, Thunder e Clippers, per il prossimo anno si punterà a creare un roster ancora più competitivo sfruttato la situazione salariale che in due anni potrebbe permettere ai texani di mettere sotto contratto delle All Stars come Loul Deng e Lance Stephenson (che però potrebbe essere vicino al rinnovo coi Pacers) e magari nel 2015 una super stars come Kevin Durant o Love.
New York Knicks v Indiana Pacers - Game Six

Senza molti rinnovi la situazione salariale per i Mavs lascia molto sperare i propri tifosi: dai quasi 68 milioni si passerà ai 26 della prossima stagione (cifra destinata però a salire drasticamente) ma che permetterà sicuramente al GM della franchigia delle buone possibilità sul mercato dei free agent ma non solo.

Il rinnovo del contratto di Dirk Nowitzki almeno per una altra stagione sembra essere scontato (in questa stagione guadagna oltre 22 milioni di dollari) : con il tedesco appena diventato dodicesimo miglior marcatore di sempre della NBA, ci saranno sicuramente la guardia Monta Ellis, che vedrà il suo stipendio crescere da 8 milioni e 300 mila dollari a 9 tondi nel 2015, e il playmaker spagnolo Jose Calderon, sotto contratto fino al 2017 per 7 milioni di dollari.

Molto del futuro di Dallas dipenderà quindi dal rinnovo di Dirk: a seconda di quale taglio dello stipendio accetterà, la società potrebbe avere a disposizione fino a 20.000.000 $ come spazio salariale. Questa cifra non sembra essere però sufficiente per firmare Melo (che è diviso tra New York e Chicago) ma sicuramente permetterà la costruzione di una squadra di grande livello.

Due ali come Deng e Stephenson  sono disponibili sul mercato dei free agent e potrebbero sbarcare insieme in Texas: il giocatore dei Cavs sarebbe un grande nome per sostituire Marion che probabilmente non verrà ri-firmato, mentre Stephenson potrebbe arrivare solo a patto che venga ceduta una delle altre guardie presenti nel roster, ovvero Jose Calderon e Monta Ellis, che potrebbero diventare merce di scambio davvero appetibile.
Se  verrà spostato uno dei due Dallas potrà permettersi un ulteriore free agent di buon livello nella prossima stagione ed una superstar nel 2015, visto il grande taglio salariale in programma.

Il 2015 sarà un anno davvero molto particolare: ci saranno in free agency giocatori del calibro di Marc Gasol, Brook Lopez, LaMarcus Aldrige, Kevin Love, Chris Bosh, Roy Hibbert mail vero obiettivo è Kevin Love (scadenza contratto 2016), sulla lista degli acquisti anche per i Nets.
KD ha un contratto con Oklahoma City che salirà fino a 21 milioni di dollari nel 2015, ma nel 2016 finirà probabilmente in free agency: Dallas non vuole che ciò accada e starebbe pensando di anticipare tutti sul tempo, creando lo spazio salariale necessario per invogliare il giocatore ma senza prime scelte disponibili ai prossimi draft l’operazione è nettamente in salita. Il General Manager dei texani Gersson Rosas proverà però a convincere i Thunder a scambiare Durant prima della sua scadenza naturale del contratto: comunque vada a finire la trattativa nei prossimi due anni potrebbe proseguire l’era Nowitkzki con altri successi. 

@MarkTarantino89

Celtics, Paul Pierce potrebbe tornare a Boston?

Sono parole che accendono le fantasie dei tifosi dei Celtics quelle pronunciate oggi dall’ex stella di Boston, ora ai Nets, Paul Pierce.

Pierce Nets-Celtics 2

Alla domanda se avesse considerato di giocare di nuovo con i Celtics ecco cosa ha risposto Paul: “Perchè no? Giocare per loro, lavorare per loro..Chi può sapere cosa può portarci il futuro.”

Sul suo ritorno a Boston ha continuato il 36 giocatore dei Nets: “E’ sempre una emozione quanto torni nella palestra dove hai passato tutta la vita a giocare”. 

Di certo Paul Pierce è in fase di declino della sua carriera e nonostante l’amore dei tifosi e della franchigia nei suoi confronti è poco credibile un suo ritorno a Boston: in questa stagione ha una media di 13.4 punti per gara, 4.9 rimbalzi e 2.7 assist, statistiche tra le sue peggiori da quando è in NBA. Possibile un suo ritorno in altre vesti che non siano quelle di giocatore?

@MarkTarantino89
Fonte Tribuna Italia