Trade Deadline piccante, ma per i veri botti aspettare la prossima estate

Los Angeles Lakers playoffs

Il grande botto di febbraio alla fine non è scoppiato: Anthony Davis è rimasto a New Orleans, con buona pace dei Los Angeles Lakers che tenteranno una nuova sortita ad inizio luglio. Il duo Pelinka-Johnson ha messo sul piatto tutto il giovane core della squadra più i contratti di Rondo e Stephenson, ma la dirigenza dei Pelicans, nonostante l’esplicita richiesta di essere ceduto, non ha voluto sentir ragioni. Non si sono mossi nemmeno Mike Conley, a lungo conteso dagli Utah Jazz, e Nikola Vucevic, al centro di discussioni a poche ore dalla trade deadline. Questa breve sessione di mercato ha comunque offerto una serie di scambi intriganti, alcuni volti ad avere un impatto immediato nella corsa ai playoff, altri in ottica lungimirante. Ecco qui un riassunto dei principali affari conclusi questa settimana.

Alla conquista del Canada

Si parte dal Colpo per antonomasia di questa trade deadline. Marc Gasol ai Toronto Raptors, Jonas Valanciunas, Delon Wright, C.J. Miles e una seconda scelta 2024 ai Memphis Grizzlies. Il catalano non ha bisogno di presentazioni: centro versatile, abile nel tiro da fuori, elegante nel gioco in post e dotato di una visione di gioco pari a quella di Jokic. I lunghi di scuola europea hanno sempre detto la loro in NBA e il fratello di Pau non fa eccezione. I Raptors puntano al bottino grosso e considerati i contratti in scadenza di Leonard, Green e Siakam, questa potrebbe essere la loro unica occasione. Memphis invece dà inizio a un rebuilding troppo a lungo rimandato, l’era Grizz & Grind è ufficialmente giunta al termine e la cessione di Conley è stata solo posticipata a luglio. Il presente e soprattutto il futuro dei Grizzlies risponde al nome di Jaren Jackson Jr.

Marc Gasol non dovrebbe cambiare casacca prima della trade deadline.
Trade deadline: Gasol ai Raptors

New York si gioca tutto in estate, Dallas sempre più europea

Un infortunio al ginocchio ha impedito a Kristaps Porzingis di essere protagonista sul parquet ma non nelle vicende extra-cestistiche : la settimana scorsa ha chiesto la cessione e qualche ora dopo è stato ceduto ai Dallas Mavericks in cambio di Dennis Smith Jr, DeAndre Jordan e Wesley Matthews (immediatamente rilasciato). Alla corte di Carlisle sono arrivati insieme al lettone Courtney Lee, Trey Burke e Tim Hardaway Jr. New York punta tutto sulla free agency 2019, con il rischio di rimanere a bocca asciutta ma anche con la possibilità di pescare due All-Star del calibro di Durant e Irving. Molto dipenderà da quanti zeri sottoscriveranno nel contratto e dal rookie che approderà nella Grande Mela (Zion?). Il gioco vale la candela. La franchigia di Cuban, reduce dall’esperienza Nowitzki, affida le chiavi della squadra nelle mani di due giovani europei destinati alla grandezza. Qualora Porzingis tornasse l’anno prossimo al 100% in coppia con Doncic potrebbe seriamente rendere Dallas una mina vagante della Western Conference. Se poi dovessero sbarcare in estate dei talentuosi role-players, si potrebbero nutrire ben altre ambizioni.

Trade deadline: Porzingis ai Mavericks

L’era dei big-four

Quando si fa riferimento ai giocatori più sottovalutati della NBA, impossibile non citare Tobias Harris. Le stats annuali recitano 20.9 punti, 7.9 rimbalzi e 2.7 assist tirando con il 49% dal campo e con il 43% da tre. Avesse giocato subito ad Est sarebbe stato chiamato all’All-Star Game. E invece il trasferimento si è consumato qualche settimana dopo le nomination: I Philadelphia 76ers hanno scambiato Wilson Chandler,  Landry Shamet, Mike Muscala (subito girato ai Lakers) e un pacchetto di prime scelte in cambio di Tobias Harris e Boban Marjanovic. I Clippers si rifanno il look in vista dei playoff, perdendo il loro top scorer ma allungando le rotazioni, Philadelphia invece rinnova le sue ambizioni da titolo: solo il quintetto base (Simmons-Redick-Butler-Harris-Embiid) è in grado di garantire una produttività offensiva da almeno 90 punti a partita. Basterà per vincere la conference? Forse. Nel frattempo le altre contender dell’Est si sono rinforzate.

Trade deadline: Harris ai 76ers

Mirotic-Bucks: l’ennesimo tiratore alla corte di Budenholzer

Che i Bucks siano la rivelazione di questa stagione non fa più notizia. Antetokounmpo sta giocando da MVP, Bledsoe ha messo la testa a posto e Middleton sta proseguendo una impetuosa crescita che lo ha portato al primo All-Star Game in carriera. Il vero segreto dell’attuale capolista però siede in panchina: Mike Budenholzer ha tirato fuori il massimo dai suoi giocatori e orchestrato un sistema di gioco affine con il roster a disposizione. Antetokoumpo è libero di gestire i possessi, penetrare ogni qualvolta ce ne fosse l’occasione per poi concludere in lay-up o scaricare per uno degli altri 4 tiratori presenti sul parquet (i due lunghi, Lopez e Ilyasova stanno tirando con il 40% da oltre l’arco). Milwaukee ha il secondo miglior attacco ed è la franchigia che ha realizzato più triple in stagione. Ecco perciò spiegata la trade per Nikola Mirotic scambiato con Stanley Johnson, Thon Maker, Jason Smith e tre seconde scelte. Lo spagnolo allunga le rotazioni e garantisce ulteriore pericolosità da oltre l’arco (17 punti di media con il 37% da tre). Una potenza di fuoco che rende questi  Bucks i principali Anti-Warriors.

Trade deadline: Mirotic ai Bucks

Step-by-step Kings

A proposito di rivelazioni, nemmeno il tifoso più ottimista avrebbe mai pensato di trovare i Sacramento Kings in zona playoff a questo punto della stagione. Eppure Fox e compagni, giocando un corale basket champagne, si sono presi lo scalpo delle squadre più accreditate e occupano il nono posto della Western Conference. Il passo successivo è stato inserire in questo solido meccanismo un giocatore quale Harrison Barnes, campione NBA con i Warriors, difensore roccioso e tiratore impeccabile. Tralasciando le modalità con cui è stato comunicato, l’acquisto di Barnes rappresenta un colpo interessante in ottica lungimirante. Prossimo passo, raggiungere quella postseason che manca da ormai 13 anni. La strada è ancora lunga e in salita, ma questi giovani Kings hanno ampi margini di miglioramento e, passo dopo passo, ritorneranno in vetta alla classifica.

Trade deadline: Barnes ai Kings

Provaci ancora Fultz

Tra Philly e Markelle Fultz non è mai scoccata la scintilla. Selezionato con la first pick al draft 2017, negli ultimi due anni ha passato più tempo in infermeria che sul campo a causa di un problema alla spalla che continua a tormentarlo ancora oggi. 33 partite giocate, 7.7 punti, 3.4 rimbalzi e 3.4 assist in media con il solo merito di essere diventato il più giovane di sempre ad aver realizzato una tripla doppia in regular season. Ancora più impetuose le percentuali al tiro: 41.9% dal campo, 26.7% da tre e 53.4% ai liberi. Il rischio di essere ricordato come il peggior bust della NBA è alto, i 76ers lo hanno aspettato e coccolato ma alla fine hanno perso la pazienza. Nel ultimo giorno della trade deadline è stato spedito agli Orlando Magic per Jonathon Simmons, una prima e una seconda scelta al prossimo draft. Orlando mette le basi per un rebuilding prossimo ed inevitabile, la scelta di Fultz potrebbe essere stata un azzardo ma, se dovesse tornare lo splendido diamante ammirato a Washington State, allora il presidente Weltman si troverebbe fra le mani una sicura All-Star in futuro.

Trade deadline: Fultz ai Magic

Dalle stelle alle stalle

Non ce ne voglia Mike Muscala, ma i tifosi Lakers si aspettavano ben altro alla fine della trade deadline. Anthony Davis, malgrado le estenuanti trattative di Magic, è rimasto a New Orleans ed i Lakers hanno perciò virato sull’ex power forward dei 76ers, spedendo all’altro lato della città Micheal Beasley e Ivan Zubac. La caccia alle All-Star riprenderà in estate, per il momento coach Walton potrà comunque disporre di un giocatore versatile, capace di garantire pericolosità nel pitturato e oltre l’arco. Negli ultimi anni molti semplici role-player hanno superato i loro limiti stando al fianco di LeBron James. Che Muscala possa ripercorrere le loro orme? I “delusi” tifosi purple-gold se lo augurano.

Mike Muscala
Trade deadline: Muscala ai Lakers

Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Trade Deadline 2019

Nel marasma più totale, tra i ripetuti aggiornamenti per la vicenda Anthony Davis e i continui rumors e ufficialità di trades e scambi, si nasconde un altro lato della trade-deadline. Un aspetto che, spesso, passa in secondo piano vista la sua mancata presenza sui tweets di Woj o Charania, per esempio. Ma, tra gli obiettivi principali delle franchigie, in questi ultimi spiccioli di mercato, vige anche questo dictat: “liberarsi dei c.d. contrattoni”.

E, nella Lega, di questi contrattoni ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare al sempreverde e sempre oneroso contratto di Timofey Mozgov, centro russo che ha totalizzato la bellezza di 31 presenze negli ultimi 2 anni, pur intascando uno stipendio pari alla modica cifra di 15,28 milioni di euro nel 2017-2018 e di 16 milioni per la stagione corrente, dopo essere stato scambiato ben 4 volte nelle ultime 4 stagioni (contratto firmato a suo tempo dai Los Angeles Lakers). Se questa speciale categoria potesse avere un nome specifico, sicuramente sarebbe il “Timofey Mozgov Award”.

Dunque, tornando alla Trade Deadline 2019, sono tante le franchigie che inseguono questo obiettivo in prossimità del gong finale. Liberare spazio per la prossima estate, in vista della Free Agency, risulta essere il primo dei problemi per le due squadre di Los Angeles e di New York, nonostante una di queste sia invischiata nell’affare principe di questa sessione. Tuttavia, in generale, quasi tutti e 30 i front-office della National Basketball Association lavorano in larga parte a codesta arte: trattenere tra le proprie mura questi accordi onerosi non è mai un bene, soprattutto per la proprietà. Ed, inoltre, bisogna stare attenti anche alla luxury tax, la tassa di lusso che tutt’oggi condiziona in maniera evidente il salary cap di alcune contender come Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder.

Trade Deadline 2019, i 10 contratti più onerosi della Lega

Per fare respirare le tasche delle franchigie, quindi, i front-office agiranno anche su questi profili nelle ultime ore che ci separano dalla deadline delle 21:00 ora italiana. Ad esempio, tre dei papabili giocatori presenti in questo novero di nomi hanno cambiato destinazione: Harrison Barnes (4 yr, 94,5 M), passato ai Sacramento Kings, Ryan Anderson (4 yr, 80 M), passato dai Phoenix Suns ai Miami Heat, Otto Porter Jr. (5 yr, 106 M) trasferitosi nella Windy City da DC e Brandon Knight (5 yr, 70 M), al suo terzo trasferimento in stagione e da stanotte giocatore di Cleveland.

Mosse puramente strategiche, con vista sul futuro. Tuttavia, per chiudere questi scambi bisogna far quadrare gli stipendi: ecco, quindi, che sia Phoenix che Washington si sono viste recapitare altri due macigni come Jabari Parker e Tyler Johnson. Per completare questi accordi, bisogna trovare un team cuscinetto, come si suol dire, che si prenda questo onere a livello finanziario. Alcuni di questi nomi, infatti, potrebbero essere solo di passaggio, con sullo sfondo un buy-out per cercare di giocarsi i playoff in primavera: diventando free-agent, le franchigie possono trovare un accordo di massima con il giocatore fino al 1 Marzo 2019. L’intoppo più importante, in casi del genere, è proprio trovare questo tipo di acquirenti: spesso, con poche ore a disposizione, è l’unico motivo per cui saltano tali trattative.

Andiamo a vedere, di seguito, la top 10 dei contratti onerosi indiziati a partire negli scampoli finali di questa trade-deadline:

1) Nicolas Batum, Charlotte Hornets (5 yr, 120 M): al suo terzo anno di contratto con gli Hornets, il francese è uno dei nomi più gettonati del mercato della franchigia di His Airness. A fine anno saranno 29 anni e 24 i milioni da intascare: insomma, un attestato di partenza per una squadra che vuole sicuramente ripartire da uno young-core, oltre che da Kemba Walker. Ecco, allora, che Batum potrebbe essere un profilo interessante per qualche contender: un possibile nome, già menzionato in alcuni rumors, è quello dei San Antonio Spurs. Difficile, comunque, liberarsi di un contratto del genere: pensate che MJ e Charlotte ci stanno provando da anni, con scarsissimi risultati.

2) Reggie Jackson, Detroit Pistons (5 yr, 80 M): la PG di Detroit è la delusione cocente dell’ultimo triennio. Neanche l’arrivo di Dwane Casey ha saputo rivitalizzare il 28enne proveniente da Boston College. Difficile inserire una delle peggiori guard della Lega per net rating in uno scambio: Detroit ci ha provato per Mike Conley e ci proverà fino alla fine della trade-deadline. Complicato, se non impossibile dargli un altra chance, soprattutto dopo l’arrivo d Blake Griffin, oramai uomo-franchigia e go-to-guy del presente e del futuro nella Motor City.

3) Allen Crabbe, Brooklyn Nets (4 yr, 75 M): uno dei componenti della second-unit di Brooklyn che il prossimo anno potrà esercitare una player-option da 18, 5 M? No, non è uno scherzo. Il buon Sean Marks, GM dei Brooklyn Nets, sa benissimo che un piccolo frammento della prossima FA 2019 passa anche dalla cessione di Crabbe. Buon tiratore in uscita dalla panchina, potrebbe essere scambiato last-minute in una multiple-trade come quella vista ieri tra Houston, Sacramento e Cleveland.

4) Bismack Biyombo, Charlotte Hornets (4 yr, 72 M): Charlotte si dimostra regina dei contratti onerosi. Il centro ex Magic, acquisito in estate, potrà esercitare una player-option da 17 milioni per la stagione 2019-2020. L’idea di Michael Jordan, però, è quella di inserirlo nella trattativa per Marc Gasol, unico obiettivo per la franchigia in ottica playoff. La prima offerta, presentata nella nottata tra lunedì e martedì, è stata rispedita al mittente da Memphis. Vediamo cosa accadrà questo pomeriggio.

5) Enes Kanter, New York Knicks (4 yr, 70 M): il centro turco dei Knicks è da tempo fuori dalle rotazioni di David Fizdale e sul mercato. Come confermato ieri sera da Adrian Wojnarowski di ESPN, i newyorkesi cercheranno fino all’ultimo secondo un accordo per Kanter, per liberare ulteriore spazio salariale per Luglio. Sacramento e Charlotte rimangono alla finestra, almeno per il momento. L’ex OKC, sicuramente, è il profilo più interessante di questa lista.

6) Wesley Matthews, New York Knicks (4 yr, 70 M): appena arrivato a NY, la guardia ex Dallas e Portland potrebbe essere uno degli indiziati per un buy-out o per una sorprendente trade nel tardo pomeriggio di oggi. Matthews sarà free-agent tra pochi mesi e sembra non avere intenzione di attendere quest’estate: vuole una contender per giocare le sue carte ai playoff 2019. Philadelphia sulle sue tracce, ma solo in caso di buy-out, come Boston ed Indiana sempre ad Est.

7) Kent Bazemore, Atlanta Hawks (4 yr, 70 M): dopo il duo Knicks, ecco un’altra consuetudine in questa classifica. Protagonista di una trade del genere nel 2014, quando passò ai Los Angeles Lakers proprio negli ultimi scampoli di trade-deadline, Bazemore è l’ultimo della vecchia guardia ancora presente nel roster di Lloyd Pierce, oltre all’eterno Vince Carter. Per completare la ricostruzione, sarebbe ottimo per l’ex assistant GM dei Golden State Warriors Travis Schlenk chiudere una trade simile a quella di 4 anni fa.

8) Gorgui Dieng, Minnesota Timberwolves (4 yr, 62,8 M): altro nome noto a questi palcoscenici, perno del progetto tecnico dell’ex HC Tom Thibodeau, Dieng è uno dei principali indiziati a partire in questo ultimo giorno di mercato in casa Twolves. Sarebbe un gran colpo piazzare l’ex Jazz in qualche squadra ormai avviata al tanking o in cambio di qualche scelta per i prossimi Draft. Uno tra lui e il prossimo profilo analizzato potrebbe lasciare Minneapolis nella prima serata italiana.

9) Jeff Teague, Minnesota Timberwolves (3 yr, 57 M): la point-guard titolare di Minnesota è stata esplicitamente dichiarata disponibile per eventuali trade e scambi nella giornata di ieri. Non ha un contratto molto importante, visti i numeri e l’esperienza, e potrebbe risultare una buona presa anche per qualche contender. Attenzione all’asse Salt Lake City-Minneapolis, con l’opzione Ricky Rubio già avallata da Utah nell’offerta per Mike Conley. Non cambierebbe sostanzialmente nulla, anche se JT potrebbe far comodo in vista dei playoff.

10) J.R. Smith, Cleveland Cavaliers (4 yr, 57 M): nonostante il brutto capitolo delle scorse NBA Finals, J.R. potrebbe far comodo a molte contender in questo momento, in particolare Houston e Lakers in questo momento. Cleveland cercherà di svendere tutti i suoi prodotti migliori e contratti onerosi, per non rischiare un buy-out. La franchigia dell’Ohio è una delle più attive in uscita al momento: dopo l’addio di Rodney Hood e Alec Burks, l’ex Nuggets e Knicks e Jordan Clarkson potrebbero essere i prossimi a salutare Dan Gilbert.

Oltre ai nomi sopra citati, i Charlotte Hornets possono vantare almeno altri tre contratti di importante peso specifico come Cody Zeller, Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist. Attenzione anche ai Los Angeles Clippers, già mattatori in questa trade-deadline con lo scambio che ha portato Tobias Harris a Philadelphia: Marcin Gortat e il nostro Danilo Gallinari i prossimi in lizza per una partenza last-minute, per liberare ancora altro spazio in vista della prossima stagione.

Pronti agli ultimi botti di mercato per la stagione 2018-2019? Non vi resta che seguirci live sulla diretta testuale del nostro sito e, a partire dalle 15:30 fino alle 23:00, sul nostro canale YouTube con lo “Speciale Trade Deadline”. Tantissimi ospiti interverranno in trasmissione per parlare delle ultime flash news e rumors della Trade Deadline 2019 e dell’imminente primo All-Star Draft trasmesso in diretta TV in cui verranno composte le squadre che si sfideranno all’ASG di Charlotte 2019. Non mancate!

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers: affare ancora non naufragato. Le ultimissime dagli States danno ancora l’affare in corso nonostante mancano 24 ore alla trade deadline.

Davis-Lakers: le ultime da Adrian Wojnarowski

Nella giornata di ieri sembrava tutto finito e naufragato l’affare Anthony Davis ai Los Angeles Lakers, ma in questi ultimi minuti arriva l’ennesimo colpo di scena sulla telenovela di mercato che sta appassionando i fan di tutta la Nba.

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarowski, insider di ‘Espn.com‘, i New Orleans Pelicans non hanno risposto alle proposta di trade avanza dai Lakers nei giorni scorsi e che l’affare non è in fase di stallo come riferito nelle ultime 24 ore. Nel tweet appena pubblicato, Adrian Wojnarowski cita testualmente che le due franchigie Nba si incontreranno nelle prossime ore per sviluppare una probabile trattativa a poco più di un giorno dal termine delle trattative, fissato alle 3 p.m. (ore 21:00 in Italia) di domani pomeriggio.

Nelle ultime ore, quindi, sembra essersi verificato un riavvicinamento tra le parti, dovuto anche alla minima ma espressa volontà dei Pelicans di chiudere la trattativa prima della deadline. Situazione in divenire, vista soprattutto la spaccatura nello spogliatoio LAL evidenziata questa notte nella gara giocata e malamente persa ad Indianapolis. Una disfatta che potrebbe però presagire un’imminente tempesta, questa volta derivante dal mercato e dalle mossa di Magic Johnson e Rob Pelinka, protagonisti assoluti della scena della Lega in questo momento.

Protagonisti che, proprio per le recenti vicende extra-campo, dividono (e non poco) i tifosi giallo-viola: nonostante tutto, nessuna trattativa è stata ancora portata a termine. Indiscrezioni che tirano nuovi rumors, come nel caso della trattativa-lampo imbastita con i Detroit Pistons per Reggie Bullock, per cui manca ancora l’ufficialità. Nell’attesa, naturalmente, del colpo più atteso..

Davis-Lakers dunque ancora possibile. Sarà forse il vero botto di mercato dopo la maxi trade di stamane tra Sixers e Clippers? Manca ancora un giorno al termine del mercato e per il momento la situazione non è del tutto in stallo.

Mercato Minnesota Timberwolves: si esplorano piste per Jeff Teague

Mercato Minnesota Timberwolves

Mercato Minnesota Timberwolves in movimento. Anche il team di Minneapolis ora va a caccia di alcune soluzioni di mercato in vista della trade deadline.

Mercato Minnesota Timberwolves: le ultime da Jon Krawczynski

Dopo il caso Butler che ha infiammato l’inizio di regular season Nba e il conseguente licenziamento di coach Tom Thibodeau dalla panchina dei Timberwolves; il front-office del team di Minneapolis muove il mercato in vista della trade deadline.

Stando a quanto riportato in questi ultimi minuti da Jon Krawczynski insider di mercato di ‘The Athletic‘, i Minnesota Timberwolves stanno sondando il terreno per una probabile trade di Jeff Teague.

L’ex point-guard degli Hawks, con una player option da 19 milioni di dollari presente nell’attuale contratto con i T’Wolves; sembrerebbe rivelarsi una brutta gatta da pelare in vista della prossima stagione.

La mossa decisa dal front-office del team di Minneapolis garantirebbe dunque ancora più spazio per D-Rose e Tyus Jones, che in questo momento di assenza dello stesso Jeff Teague stanno mostrando sensibili miglioramenti nelle rotazioni decise di coach Saunders.

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis che diventa un vero e proprio caso tra il giocatore e il front-office del team della Louisiana. Situazione sempre più tesa in casa New Orleans alla vigilia della trade deadline.

Infortunio Davis: le ultime da Chris Haynes

A due giorni dal termine della trade deadline, in casa New Orleans Pelicans sono ore di trepidante attesa per capire il destino del possibile approdo ai Los Angeles Lakers di Anthony Davis via trade.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla trattativa che potrebbe mescolare ancora una volta le carte sul futuro della Nba, Yahoo Sports ha riportato che i rapporti tra ‘UniBrow‘ e il team della Louisiana forse sono ai minimi storici.

Stando a quanto riportato sia da Chris Haynes, sia dal profilo twitter dell’insider italiano de ‘La Gazzetta dello SportDavide Chinellato; i Pelicans avrebbero imposto il riposo a Anthony Davis nonostante le sue ottime condizioni fisiche.

Secondo ultime indiscrezioni la situazione potrebbe andare avanti anche nella prossima partita dei Pelicans in quel di Chicago, ma anche fino alle partite antecedenti all’All Star Game di Charlotte, in modo tale da capire la situazione tra le parti in caso di mancata cessione.

In questo momento New Orleans, senza l’apporto del big-man nativo di Chicago; la squadra guidata da coach Alvin Gentry ha vinto solo 3 delle ultime 13 partite di regular season.

 

Mercato Tony Snell: i Milwaukee Bucks cercano acquirenti

Mercato Tony Snell in evoluzione in vista degli ultimi giorni di mercato. In casa Milwaukee Bucks si cerca una nuova sistemazione per l'ex tiratore in forza anche ai Chicago Bulls.

Mercato Tony Snell in evoluzione in vista degli ultimi giorni di mercato. In casa Milwaukee Bucks si cerca una nuova sistemazione per l’ex tiratore in forza anche ai Chicago Bulls.

Mercato Tony Snell: le ultime da Brian Windhorst

La nuova regina dell’Eastern Conference sta valutando di muovere alcuni suoi elementi di rotazione in vista della chiusura della trade deadline in programma tra poco meno di due giorni.

Oltre alla situazione di partenza riguardante il giovane big man Thon Maker, il front-office del team del Wisconsin sta valutando seriamente una papabile cessione per il tiratore ex Bulls Tony Snell.

Stando a quanto riportato qualche minuto fa da Brian Windhorst insider di ‘Espn.com‘, i Bucks stanno cercando papabili acquirenti per la guardia californiana classe ’91. 

Tony Snell in questa stagione sta viaggiando a 6 punti, 2 rimbalzi e 0.9 assist ad allacciata di scarpe, con un ingaggio da 36 milioni di dollari spalmato sulla base di un contratto in scadenza il 30 giugno 2021.

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Si accende la situazione mercato Mike Conley. Ora anche la point-guard dei Grizziles sembrerebbe in partenza dal team del Tennessee.

Mercato Mike Conley: per Marc Stein i Jazz destinazione molto probabile

Dopo la trade tra Portland Trail Blazers e Cleveland Cavaliers che ha portato Rodney Hood in Oregon in cambio di Nik Stauskas, Wade Baldwin e due scelte future, l’asse di mercato più acceso riguarda quello di Mike Conley.

La stella dei Grizzlies, dopo la scelta del front-office del team del Tennessee di esplorare il mercato per il veterano prodotto di Ohio State University, sarebbe il nome più gettonato tra le point-guard a cambiare aria entro la scadenza della trade deadline.

In questo momento le squadre interessatissime al giocatore sono gli Utah Jazz e i Detroit Pistons di Blake Griffin e soci, ma la destinazione sempre più probabile resta quella della squadra guidata da coach Quin Snyder.

A confermare le indiscrezioni di mercato degli ultimi giorni ci ha pensato l’insider Marc Stein, che in questi ultimi minuti ha confermato le voci trapleate in questi ultimi intensi giorni di mercato Nba.

Ecco le parole rilasciate da Marc Stein in questi ultimi minuti per ‘Espn.com‘:

Gli Utah Jazz vogliono chiudere subito la trattativa con i Grizzlies. Il punto in questione ad oggi è la volontà di Conley nel voler lasciare il Tennessee per spostarsi in quel di Salt Lake City. In questo momento ci sono anche i Pistons sul giocatore, che sarebbero anche disposti a cedere una loro prima scelta nel prossimo draft, ma Utah resta in pole per aggiudicarsi la point-guard dei Grizzlies in caso di trade. Se c’è un leader in questa corsa a Conley è la squadra di coach Quin Snyder”.

Anthony Davis-Lakers: c’è l’opzione per la stagione 2020 secondo ‘Espn.com’

Anthony Davis-Lakers: c'è l'opzione per la stagione 2020 secondo 'Espn.com'

Anthony Davis-Lakers: continuano a rimbalzare voci contrastanti sul futuro di ‘The Brow‘. Dopo Celtics, Knicks, le voci più insistenti restano giallo-viola, nonostante l’accordo sia davvero in bilico per la deadline del 7 febbraio.

Anthony Davis-Lakers: le ultime da Woj e Lowe

Dopo una possibilità in arrivo dalla dirigenza della Grande Mela sponda New York Knickerbockers, dagli States giunge una nuova possibilità sul probabile matrimonio Davis-Lakers.

Nonostante in queste ultime ore ‘UniBrow‘ avrebbe declinato la proposta di un passaggio alla corte dei GM Pelinka e Magic, ma potrebbe esserci uno spiraglio per un accordo nella stagione 2020/21 quando Davis sarà ufficialmente free agent.

In questo momento il giocatore vuole lasciare al più presto il team della Louisiana, ma secondo gli insider di mercato Adrian Wojnarowski e Zach Lowe, la pista Lakers non è abbandonata del tutto sia nel presente sia nel futuro.

Ecco le parole rilasciate dai due insider di ‘Espn.com‘ in questi ultimi minuti:

Anthony Davis ha già mostrato la volontà di andar via da New Orleans nel futuro immediato. Lui ha deciso che una destinazione che gli porti vittorie considerevoli sarà presa in considerazione e che quindi giocherà in questa squadra fino alla scadenza del suo contratto nel 2020. Anche se la destinazione imminente sarà al di fuori di L.A.,  Davis potrà muoversi tranquillamente verso i Lakers anche nella stagione 2020/21, dove sarà free agent”.

Anthony Davis-Knicks: gli scenari di una possibile trattativa con la franchigia newyorchese

Anthony Davis-Knicks: gli scenari di una possibile trattativa con la franchigia newyorchese

Anthony Davis-Knicks pista improbabile ma in questo momento realizzabile per il team newyorchese. In queste ultime ore la società newyorchese avrebbe pensato una probabile offerta da presentare ai New Orleans Pelicans.

Anthony Davis-Knicks: le ultime da Chris Haynes

Lakers, Boston e… New York Knicks. Sì, anche il team della Grande Mela è tra le papabili squadre a provare l’assalto a ‘The Brow‘.

Stando a quanto riportato da Chris Haynes insider di ‘Yahoo Sports‘, Scott Perry GM dei Knicks ha già pensato a cosa poter offrire sul mercato per Anthony Davis, che ha affermato attraverso le parole di Rich Paul, la volontà di voler lasciare il prima possibile la Louisiana.

La probabile offerta dei Knicks sarebbe la cessione di un pacchetto che include la stella lettone Kristaps Porzingis, il sorprendente rookie Kevin Knox e la prima scelta del team newyorchese del Draft 2019.

La trattativa, molto probabilmente già naufragata per via delle condizioni di salute di Porzingis e dalla tanto attesa scelta che sarà rivelata in estate, non convince ora i Pelicans a trattare in vista della trade deadline del 7 febbraio, bensì in estate in attesa del sorteggio per la scelta dei Knickerbockers.

D’altro canto questo movimento in casa Knicks potrebbe costituire un effetto domino importante per la free agency estiva del team della Grande Mela. Con l’approdo di ‘UniBrow‘, New York in estate può fare all-in su Kevin Durant e uno fra Kyrie Irving e Kemba Walker per costruire una seria contender nell’Eastern Conference.

New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro

New Orleans Pelicans

Senza programmazione non si vince in NBA. Chissà quante volte abbiamo sentito evocare questa frase per giustificare la regnante dinastia Warriors o la fervente rinascita dei 76ers. L’emblema del “Trust The Process” serpeggia più che mai in una Lega dove, oramai, vagare nel limbo risulta essere un’incredibile perdita di tempo. Lo sanno gli Atlanta Hawks, sembra averlo capito (anche se da pochissimo) NOLA.

La città del Jazz l’epicentro focale della Trade Deadline 2019, l’Unibrow il centro delle attenzioni di mezza NBA, pronta a fare follie per assicurarsi le prestazioni di uno dei 3 più forti giocatori della Lega nel 2018. La rifondazione Pels parte dal suo uomo-simbolo, quell’Anthony Davis che ha visto proprio a New Orleans il suo costante e continuo processo di crescita trasformandosi in un assordante beast nel giro di un quinquennio. Crescita individuale spesso mai accompagnata da grossi acuti di squadra, causa infortuni importanti e una Western Conference di un livello spaventoso. La partenza direzione Oakland del suo compagno di reparto De Marcus Cousins, alla fine dell’estate, aveva anticipato questo processo di alienazione dal progetto di New Orleans, che ha portato ad una sola apparizione ai playoff in 3 anni di favoloso rendimento del Monociglio.

La valutazione di AD e il caro prezzo da pagare quando si acquista un giocatore nel suo prime: Lakers e Celtics pronte a sacrificare il loro progetto giovani.

Giusto allora lasciar partire un giocatore volenteroso di compiere il grande salto, alla ricerca della gloria e dell’anello NBA. Ma Dell Demps, ex vice presidente Spurs e GM di New Orleans, non vuole certo farsi scappare quest’occasione: “vuoi uno dei migliori esterni della Lega se non il n.1, allora offrimi tutto quello che puoi” sembra essere il dictat del front-office dei Pelicans. Come ha ribadito anche il presidente Gayle Benson, non c’è fretta di chiudere il trasferimento. Morale della favola: chi vuole AD, lo deve “pagare” profumatamente.

New Orleans Pelicans, AD-Lakers: prendere o lasciare?

Andiamo più nello specifico. Come tutti sappiamo, Rich Paul, oltre a gestire le vicende economiche di AD, è anche agente di un altro signore con il n.23: un certo LBJ. Cosa che, sembra non lasciare dubbi. A conferma di questa teoria, lontana dall’essere cospirazionista, il forte interesse da subito mostrato da LAL per la stella dei New Orleans Pelicans.

Certo, l’esplicita voglia di manifestare questo interesse ha portato ad alcune vicende incresciose, sia per l’NBA che per lo stesso King, accusato di “tampering” in più occasioni. Tuttavia questo non cancella la reale volontà di AD di raggiungere il suo amico Lebron e di accasarsi a Los Angeles, sponda Lakers (dichiarazioni che arriveranno a breve). Destinazione preferita o meno, le possibilità che i due giochino insieme in un prossimo futuro sono altissime. Stabilire, però, quanto lontano sia questo “prossimo futuro” è sicuramente più difficile.

In realtà, NOLA era già al corrente della decisione del suo asso da un paio di giorni. Anzi, c’è di più: per Alvin Gentry e Jrue Holiday, AD non partirà subito ma solo a fine stagione. Los Angeles Lakers che, però, hanno tanti interessi per chiudere la trattativa subito: su tutti, l’acquisizione di Davis sarebbe un ottimo trampolino di lancio per la formazione di una Big-3 in estate, vista l’abbondanza di nomi su cui fare affidamento (Klay Thompson e Kyrie Irving su tutti al momento, viste le ultime indiscrezioni) e farebbe accrescere le possibilità di competere almeno per una WC Finals già nel prossimo Maggio.

Allora, come New Orleans può concretizzare questa fretta di Magic e Pelinka? Chiedendo il dovuto: Kyle Kuzma e Lonzo Ball su tutti. Il primo, alla sua seconda stagione NBA, è il secondo miglior realizzatore dei Lakers e può diventare in prospettiva uno scorer di affidabilità assoluta e rimane pur sempre uno di migliori prospetti della classe 2017. Lonzo è in costante crescita, ha un grande potenziale in tutte e due le metà-campo, pur essendo già uno degli specialisti difensivi più affermati della Lega e sarebbe un ottimo fit per Jrue Holiday (vedere per credere le percentuali al tiro di Curry nel Christmas Day di questa stagione). Senza tutti e due questi tasselli, lo scambio non può essere ipotizzabile.

Lonzo Ball ha espresso la volontà di essere ceduto ad una terza franchigia, in cui avrebbe più spazio (New York e Chicago su tutte)

Oltremodo, le ultime dichiarazioni di Lavar e Lonzo Ball fanno intuire la possibilità di un “third-team” da inserire nell’operazione. La PG dei Lakers non sembra gradire la destinazione e si opporrebbe ad un trasferimento nella Jazz’s City. In questo caso, nonostante l’ultima parola spetti sempre al front-office, rimangono altri tre/quattro nomi su cui puntare: Josh Hart, Brandon Ingram, Ivica Zubac e Moritz Wagner.

Nonostante le indiscusse qualità di BI, Josh Hart sarebbe un altro innesto importante per Alvin Gentry, soprattutto per la sua pericolosità dai 7’25. Nonostante Elfrid Payton e E’Twuan Moore stiano realizzando le loro migliori percentuali in carriera, NOLA è in fondo alla classifica per triple tentate (24esima in NBA), pur tirando con un abbondante 35% da 3. Come si suol dire, si fa necessità virtù: quando hai un uomo come Anthony Davis preferisci servire nel pitturato o in post più che giocare sul perimetro. Via AD, i giochi dovranno variare, anche considerando l’incredibile evoluzione della NBA in generale.

Gioco forza, oltre i due centri di scuola europea, Brandon Ingram è l’ultimo nome su cui fare affidamento: il potenziale non si discute, ma già troppe volte la sua incostanza ha soppiantato tutte le grandi speranze che sia i tifosi che gli addetti ai lavori avevano riposto in lui. D’altro canto, i soli 23 anni di età potrebbero volgere ancora a suo favore per una terza chance da non fallire.

Gli ultimi aggiornamenti dalla Louisiana, però, hanno spiazzato tutti: i Pelicans hanno respinto le avance dei Lakers, ribadendo di non avere alcun interesse a lasciar partire Anthony Davis direzione LA o in qualsiasi altra franchigia dell’Ovest. Rumors impazziti, che si susseguono a ruota ma che potrebbero anche nascondere un’altra verità: una chiara risposta di NOLA alle parole di Lonzo Ball e al possibile inserimento di una terza franchigia nell’affare?

New Orleans Pelicans, le altre piste per AD

La notizia della richiesta di trade da parte di Anthony Davis ha fatto sobbalzare più di qualche GM dalla sedia. Non solo Magic e Lakers, quindi, in corsa per AD. Sicuramente, sarebbero poche le pretendenti se restringiamo il discorso alla TD della prossima settimana: la maledetta “Rose Rule” taglia fuori il condor Danny Ainge e Boston, mentre Toronto Raptors e Milwaukee Bucks sarebbero anche pronte a mettere qualcosa in ballo.

Ma quali sono i bacini di utenza più interessanti per AD e per NOLA? Considerando le volontà del 23, ovvero di lottare per vincere un titolo da subito, e prendendo per buone le ultime dichiarazioni del front-office dei Pels: “l’opzione Lakers non sarà presa in considerazione, AD non rimarrà nella Western Conference”. Toronto può offrire tanto, a partire dal candidato MIP Pascal Siakam che, lontano da Leonard potrebbe definitivamente affermarsi come go-to-guy e punto di riferimento della franchigia. Allettanti sono anche i nomi di OG Anunoby, possibile specialista difensivo di alto livello ed ancora sophomore, Jonas Valanciunas e Delon Wright. Senza tralasciare anche Fred VanVleet e Norman Powell, ottimi tiratori da 3 e pronti per una maglia da titolari.

Rimanendo ad Est, anche Milwaukee potrebbe provare il colpo grosso, inserendo Kris Middleton e Malcom Brogdon nello scambio. Difficile, però, che Mike Budenholzer possa smantellare l’intero suo sistema di gioco dopo un così positivo inizio di stagione. Passando a Luglio, però, il discorso cambia: Boston e Philadelphia potrebbe benissimo rientrare nella corsa, approfittando della free agency ed il quasi sicuro addio di Jimmy Butler e Kyrie Irving.

I giovani terribili più Gordon Hayward: l’offerta Celtics potrebbe essere la causa del dietro-front delle ultime ore di Dell Demps

In particolare i Celtics, nel prossimo scenario estivo, sembrano essere la squadra con più assets di livello da garantire a NO: Jaylen Brown, Terry Rozier, Jayson Tatum e Gordon Hayward. Tralasciando le scelte, una trade con tre componenti di questo calibro potrebbe far traballare seriamente New Orleans. E sarebbe, a mio parere, la migliore sul piatto in qualsiasi momento.

Scorrendo verso il basso la classifica ad Est, è da escludere una block-buster trade da parte di qualsiasi altra franchigia, tranne una: i Knicks. New York sarà una delle protagoniste attese della Free Agency ed anticipare il colpo Davis vorrebbe dire lanciare un chiaro segnale agli altri pezzi da novanta in scadenza in estate, come Kevin Durant e Kyrie Irving, La Grande Mela sponda Knicks è uno dei big-market per eccellenza e vuole tornare a calcare palcoscenici importanti. Kriptas Porzingis e Kevin Knox i sacrificati d’eccezione, la prima scelta del prossimo Draft 2019 la zampata decisiva: ecco quale potrebbe essere il pacchetto dei NYK, considerando anche i profili di Hardaway Jr. o Enes Kanter per rendere economicamente coerente lo scambio.

Per il resto, il vuoto: Chicago avrebbe Wendell Carter e Lauri Markkannen ed una alta scelta per portare il figliol prodigo nella sua patria, ma AD ha espressamente arenato in partenza le speranze della Windy City con un secco no. Ci sarebbe, infine, Brooklyn ma dubito che Sean Marks getti all’aria tutto il progetto Atkinson in un paio di giorni: anche per i Nets meglio attendere la fine della stagione per completare l’ultimo stadio della ricostruzione.

New Orleans Pelicans, il mercato extra-AD: l’unico intoccabile è Jrue

Non solo AD. L’onda del cambiamento è imminente, soprattutto dopo la bomba fatta esplodere da Rich Paul e da Woj. Dell Demps lo ha fatto intuire il giorno seguente la clamorosa notizia: sul mercato, disponibili per trade, anche Nikola Mirotic, Julius Randle e E’Twuan Moore. Non 3 componenti qualunque del roster di Alvin Gentry, ma 3/5 del core principale dei Pels.

Nikola Mirotic, in estate vicino ai Rockets, potrebbe essere un buon colpo per una contender: Philadelphia in pole

Un esodo di massa che potrebbe sfruttare le lacune di alcune contender per accaparrarsi giovani ma soprattutto scelte interessanti. Perchè la programmazione passa inevitabilmente dai Draft del triennio 2019-2022, con il prossimo che sembra offrire possibilità stuzzicanti anche oltre la scelta n.10 (come Bol Bol). Soprattutto un “4” come Nikola Mirotic servirebbe come il pane ai Philadelphia 76ers per allargare il campo e migliorare l’efficacia dal perimetro. Lo spagnolo ex Bulls viaggia ai massimi in carriera in punti (16.8) e rimbalzi (8.9), tirando con circa il 37% da 3. Nella rincorsa alle Conference Finals, i Sixers hanno bisogno di un innesto mirato, nonostante Mirotic sia in scadenza nel 2019 e la complessa situazione salariale. In particolare, i 76ers sarebbero una delle migliori squadre in ottica scelte (9 seconde scelte fino al 2024) oltre ai giovani profili di Zhaire Smith e Markelle Fultz. Boston Celtics e OKC Thunder rimangono alla finestra, con i C’s che potrebbero sfruttare la trattativa per Miro per strappare un pre-accordo di trade per AD.

Senza dubbio, New Orleans ripartirà dalla completezza di Jrue Holiday, esploso nell’ultimo anno soprattutto in fase offensiva. Una costante del back-court Pels, non più solo un mastino difensivo. Holiday ha la possibilità di diventare una delle guardie più complete della Lega nei prossimi anni, oltre ad essere in lizza per un All-Defensive quanto mai meritato. La consacrazione nella stagione corrente: career-highs in punti (21.2), rimbalzi e assist (8.0) e molte più responsabilità nei finali di partita. Negli ultimi anni, ha aumentato sempre di più la sua pericolosità dal palleggio, prendendosi circa 2 tiri in più di media a gara e tornando ad essere uno dei migliori assist-man della NBA, come a Philadelphia.

Accanto a lui, l’addio di Davis potrebbe rappresentare un nuovo inizio per Jahlil Okafor, terza scelta assoluta del Draft 2015 dai 76ers e firmato quest’anno da NOLA. Un prospetto formidabile che ha sempre faticato ad esprimersi al massimo per colpa di infortuni e della compresenza di Joel Embiid a Philadelphia. Nelle ultime 6 gare, ovvero da quando Davis, Mirotic e Randle si danno il cambio in infermeria, Okafor è entrato in pianta stabile nel quintetto titolare di Gentry stampando 4 doppie-doppie e viaggiando a 20 punti e 10 rimbalzi di media a gara, con quasi il 70% dal campo. Il marasma preventivato delle prossime sessioni di mercato coinciderebbe con l’ultima occasione per Okafor, con la possibilità di ricoprire un ruolo importante nel prossimo futuro dei Pelicans.

Il materiale per ripartire c’è, non tralasciando la presenza di Cheick Diallo e di Franck Jackson. Una polveriera sta per scoppiare in quel di New Orleans: bisognerà capire solo quando tutto questo accadrà. Ma i Pelicans non hanno fretta, almeno per il momento, con la consapevolezza che questa settimana o la prossima estate potrebbe valere quanto un elimination-game ai Playoff. Per riscrivere il futuro.

 

 

Da 5 a 10, le pagelle della Trade Deadline: flop Orlando, rivoluzione in Ohio

Blake Griffin 50

La scorsa settimana è giunta la trade deadline, ovvero il termine ultimo concesso a tutte le franchigie per scambiare i loro giocatori. Il tutto per puntellare il roster in vista dei playoff oppure per smantellare la squadra e ricominciare da zero. Nell’articolo seguente proveremo a stilare una pagella dal 5 al 10 sulle principali trade che si sono concluse in questa breve sessione di mercato.

Voto 5 agli Orlando Magic

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Elfrid Payton, il colpo alla deadline dei Phoenix Suns

La maledizione playoff non accenna a placarsi in casa Magic; con questa sono sei le stagioni consecutive fuori dalla postseason (al momento). La dirigenza aveva quindi deciso di cedere tutti i suoi talenti durante la deadline per ottenere alte scelte al draft. Ma tra i vari Aaron Gordon, Evan Fournier e Mario Hezonja alla fine nessuno si è mosso e cosi ci si è dovuti accontentare di vendere Elfrid Payton ai Suns in cambio di una seconda scelta al prossimo draft. Poco rispetto al reale valore del ragazzo, unica nota lieta nelle ultime stagioni dei Magic. La ricostruzione è comunque alle porte e in estate probabilmente ci sarà un bel via vai dalle parti di Orlando.

Voto 6 a Marco Belinelli: Trust the Process

Questa deadline ha lasciato posto anche al trasferimento del nostro Marco Belinelli ai 76ers. Dopo Chicago, San Antonio, Charlotte e Atlanta il nativo di San Giovanni in Persiceto prosegue la carriera NBA nella città dell’amore fraterno, mai come quest’anno cosi vicina ai playoff. Philadelphia si arricchisce di un veterano con esperienza di titolo, capace di portare triple in uscita dalla panchina. Marco avrà il compito di far rifiatare JJ Redick e al contempo di aiutare nella crescita i tanti giovani presenti a roster. L’entusiasmo di certo non manca, come lui stesso ha dichiarato in un tweet:

Voto 7 al ritorno di Dwyane Wade

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano“. Sulle note di Venditti i Miami Heat hanno riaccolto il loro figliol prodigo, Dwyane Wade. The Flash, approfittando del caos di Cleveland, ha deciso di tornare all’ovile, dove in più di dieci anni ha conquistato tre titoli e un MVP delle Finals. Malgrado la veneranda età e un fisico ormai logorato dal tempo, la sua leadership potrà rivelarsi utile alla causa degli Heat soprattutto in ottica postseason. Dopotutto parliamo di una delle migliori guardie della storia NBA.

I tifosi non si sono dimenticati del loro beniamino

Voto 8 alla rischiosa (ma vincente) rivoluzione dei Cavs

Quando si rivoluziona una franchigia a febbraio di solito si manifestano problemi di coesione e adattamento in campo. Eppure da quando si è chiusa la deadline i Cavaliers hanno vinto tre partite di fila, dimostrando un affiatamento mai visto prima in stagione. Rilasciati i giocatori più disfunzionali (Derrick Rose, Isaiah Thomas, Jae Crowder e Dwayne Wade), i Cavs si sono gettati su giovani di grande talento, non certo All-Star, e con la giusta mentalità (Rodney Hood, George Hill, Larry Nance Jr. e Jordan Clarkson). L’efficienza difensiva è notevolmente migliorata, cosi come la percentuale da oltre l’arco grazie soprattutto ad un ritrovato J.R. Smith. I Celtics al momento distano solo 6 partite, e la rimonta di Cleveland è tutt’altro che impossibile.

A LeBron è tornato il sorriso, ora l’addio non è più scontato

Voto 9 al colpo dei Detroit Pistons

I Pistons sono riusciti a mettere sotto contratto il pezzo più pregiato di questa deadline: il 5 volte All-Star Blake Griffin. L’ex Clippers non ha palesato problemi di ambientamento anzi, con Andre Drummond compone la coppia lunghi più devastante della lega. La perdita di due validi giocatori come Tobias Harris e Avery Bradley si farà sentire (soprattutto in difesa), ma a conti fatti il gioco è valso la candela: Detroit è tornata in corsa per la postseason più agguerrita che mai.

Blake Griffin e Andre Drummond combinano in sintonia

Voto 10 ai Los Angeles Lakers

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Magic Johnson.

La lode spetta ai giovani Lakers di Magic Johnson: fuori Jordan Clakson e Larry Nance Jr., dentro Isaiah Thomas e Channing Frye. Los Angeles accoglie un piccolo play che aldilà dei suoi limiti difensivi rimane uno scorer di tutto rispetto e una power forward abile nel tiro da fuori (I gialloviola sono penultimi nella lega per percentuale da tre punti con un misero 33.2%). Ma la notizia migliore riguarda le cessioni: l’addio di un contratto pesante come quello di Clarkson aumenta lo spazio salariale in vista di questa estate e quindi anche le chance di firmare un pezzo grosso nella prossima free agency. Si prospetta un futuro radioso nella città degli angeli.

Situazione DeAndre Jordan: è lui l’uomo mercato del momento

DeAndre Jordan playoff

Il mercato NBA si è infiammato nelle ultime settimane, in vista della deadline di inizio Febbraio. Molte franchigie sono pronte ad intervenire sul mercato per puntellare il roster e migliorarlo in alcune fasi. Una delle squadre più esposte a cambiamenti quasi radicali sono i Los Angeles Clippers, che hanno ufficialmente messo sul mercato due dei pezzi da novanta della rosa: De Andre Jordan e Lou Williams.

In questo momento, molti rumors coinvolgono maggiormente il primo, ovvero il centro di Houston. Ed è proprio qui il dilemma: pochi giorni fa, in un’intervista esclusiva ad ESPN, DeAndre Jordan non trascurava l’idea di ritornare nella sua città natale Houston. Esprimendo la sua preferenza, quindi, il campione americano ha quindi esposto le sue volontà alla franchigia di coach D’Antoni, proponendosi come centro titolare al posto di Capela. Ipotesi da fantabasket e quasi impossibile da compiere, in particolare per il salary cap ingolfato dei Rockets e dalla presenza del pur discreto Capela (in crescita esponenziale anche quest’anno). Esclusa l’ipotesi “ritorno a casa”, le strade tracciabili per Jordan sembrano essere tre: andiamo ad analizzare le possibili trade intavolabili dalle tre candidate post-Clippers.

MILWAUKEE BUCKS

La situazione in casa Bucks è in continuo divenire. Con l’esonero sorprendente di Kidd, bisognerà carpire quale sarà il nuovo head coach e le sue idee di gioco. Il problema del centro, però, rimane di evidente attualità. La difficoltà maggiore di Antetokounmpo e compagni risponde proprio alla voce rimbalzi e protezione dell’area piccola. DeAndre Jordan farebbe proprio al loro caso: un grande rimbalzista, ottimo in situazioni di “pick and roll” e notevole “paint protector”. Sicuramente, egli potrebbe costituire l’innesto giusto per fare il grande salto di qualità in vista dei PO.

Naturalmente, in cambio, i Bucks dovrebbero sacrificare uno dei suoi talenti del back-court che tanto stanno facendo bene: Middleton o Brogdon? La scelta virerebbe sul ROY, visto il maggior interesse dei Clippers verso di lui e l’arrivo di Bledsoe da Phoenix. Nonostante questo, perdere una PG di sicuro avvenire e il ROY 2017 sarebbe una scelta discutibile da parte del GM Jon Hrust, vista la politica di ringiovanimento del gruppo avviata con la pick del “Greak Freak”.

CLEVELAND CAVALIERS

DJ è il primo obiettivo dei Cavs, nonchè la chiave di volta per uscire da un’ “apatia” di gioco che pervade ormai dall’inizio del 2018. In questa stagione, Cleveland ha evidenziato numerosi problemi a livello difensivo, in particolare in fase di protezione del pitturato. Ecco allora dove si inserirebbe Jordan. Alla perfezione sia perchè “rollante” di professione (favorendo cosi il gioco di Thomas) ma soprattutto come buon difensore d’area al posto di Tristan Thompson.

Occhio ai pezzi da scambiare! Secondo ultime news provenienti dallo spogliatoio dei Cavs, Lebron James e compagni avrebbero accusato Love di aver mancato di rispetto al team, dopo la sua uscita anticipata contro i Thunder. L’aria turbolenta degli ultimi giorni e le spaccature evidenti potrebbero portare ad una sorpresa in uscita. Gli indiziati principali sono TT, Frye e Jr. Smith ma occhio alla posizione di Love, accompagnati dalla scelta al Draft di Brooklyn.

PORTLAND TRAIL BLAZERS

Per fare il salto di qualità, i Trail Blazers devono sicuramente rinforzare il front-court. Per questo Lillard sembra aver convinto la proprietà a puntare su DeAndre Jordan in maniera netta. Il centro dei LAC sarebbe ideale per Dame e compagni, soprattutto in fase difensiva. Rispetto a Nurkic, implementerebbe il lavoro sotto il ferro ed i rimbalzi offensivi, favorendo anche il forte back-court di Portland con blocchi su tutto il fronte. In questo caso, Portland opterebbe per uno scambio secco con Nurkic ed un’ala di peso a scelta tra Harkless, Aminu e Davis. In vista dell’agguerritissima lotta per i playoff ad Ovest, un rinforzo del genere potrebbe restituire maggiori garanzie a Lillard e McCollum anche in scontri impari contro Warriors e Houston.

A mio modesto parere, tutte le destinazioni elencate sono fattibili. Saranno sicuramente i giocatori offerti e le scelte del Draft in ballo a far variare le carte in tavola, soprattutto in vista di una rivoluzione di massa dei Clippers per la prossima stagione. Vedremo come si concluderà la “telenovela” che più sta scuotendo la deadline 2018: le sorprese non sono escluse!