Justise Winslow fuori per il resto della stagione

Justise Winslow ala piccola dei Miami Heat, a quanto pare non potrà più giocare in questa stagione per colpa di un infortunio alla spalla provocato da uno scontro di gioco con Al Horford, centro dei Celtics, sbarcato a Boston durante l’ultima free agency dopo la sua esperienza agli Atlanta Hawks. Lo stop di Winslow si è rivelato più grave di quello che si pensava all’inizio, il ragazzo sarà sottoposto a un’operazione chirurgica che lo costringerà a stare fermo per tutta la stagione.

A far trapelare la notizia dell’infortunio di Justise Winslow è stato l’head coach dei Miami Heat Erik Jon Spoelstra, prima della partita di questa notte giocata dalla sua squadra contro i Sacramento Kings: Justise aveva precedentemente saltato due partite a causa di quello che si pensava fosse solo un semplice infortunio alla spalla destra.  

In 18 partite con gli Heat in questa stagione, Winslow ha totalizzato una media di 10,9 punti, 5,2 rimbalzi e 3,7 assist a partita. Oltre a Chris Bosh, fermo per i noti problemi di salute, anche il ragazzo dovrà stare fermo in questa regular season: sarà sulle spalle di Whiteside il peso della crescita dei Miami Heat, destinati ormai inesorabilmente verso una stagione di “tanking” per ricostruire proprio sulle due “W”, Winslow e Whiteside, il futuro di una franchigia che vuole tornare grande. 

Draft 2015, analisi delle prime 10 scelte: Mario Hezonja

Mancano appena una manciata di partite alla tanto attesa boa di metà stagione e, come per ogni giocatore che calca i parquet della lega più famosa del mondo, anche per i nostri Rookies è tempo di essere giudicati con più chiarezza.
Qualche tempo fa abbiamo fatto un analisi riguardante l’approccio alla lega dei top 10 della classe 2015 ed ora, con una ventina di partite in più sulle spalle, è tempo di aggiornare i loro tabellini.

MARIO HEZONJA
Partenza col freno a mano tirata per Super Mario che, dopo qualche sussulto di talento iniziale, era praticamente sparito dalle rotazione di Orlando.
Tra Novembre e Dicembre non aveva per nulla convinto il suo coach che, deluso soprattutto dal brutto impatto difensivo di Hezonja, lo impiegava con il contagocce.
Sul finire d’anno e con l’inizio del nuovo invece, il talento croato chiamato con la numero 5, si è preso le prime soddisfazioni della sua carriera NBA esplodendo ottime percentuali al tiro.
4.5 punti, 1.7 rimbalzi e 1 assist a gara non sono quel che si definisce un gran bottino per uno dei top 5 al draft, ma il giovane croato può solamente migliorare: offensivamente sa fare praticamente tutto quindi, se la sua difesa ed il suo approccio mentale miglioreranno, non c’è limite al gioco di questo ragazzo.

 

Rookie-wall? Porzingis non ci sta!

Ebbene si, prima o poi doveva succedere.

Anche il buon Kristaps Porzingis, giovane stella nascente che illumina il panorama newyorkese sponda Knicks, è tornato coi piedi per terra. Come riportato dal New York Post, la scelta numero  4 del draft, dopo una partenza letteralmente infuocata e sopra ogni più rosea aspettativa, sta affrontando proprio in questi giorni il primo momento di difficoltà da quando è approdato nella lega.

Durante le ultime partite, il gigante lettone ha letteralmente sparato a salve, collezionando una serie di brutte prestazioni, culminate con un orrendo 0 su 6 nella partita vinta sul filo di lana contro Portland.

Come sempre succede ai primi cenni di cedimento, ecco i giornalisti della grande Mela piombare sulle difficoltà dei giovani cestisti come avvoltoi sugli animali atterriti: la stampa lo stuzzica, agli incroci delle strade si iniziano a sentire i primi mugugni e anche chi invocava il nome di PorzinGod sta lentamente tornando al normale Porzingis.

Ma il giovane lettone non vuole sentire ragioni, gira a testa altissima e con portamento fiero, e a chi gli chiede spiegazioni sulle sue ultime brutte prestazioni risponde con un semplice “sono cose che capitano, è normale alternare partite buone a partite più brutte, fa parte del processo di crescita”.

Tutti in casa Knicks si schierano a favore del giovane, partendo da coach Fisher fino ad arrivare all’uomo simbolo di franchigia, il capitano Carmelo Anthony.
Il numero 7 ha infatti dichiarato “non ci vedo nulla di strano, al mio anno da rookie ho avuto le stesse difficoltà” per poi proseguire rincarando la dose ed innalzando il giovane compagno “Porzingis è fortissimo, lasciamolo crescere, sta facendo cose straordinarie in un ambiente complicato e pretenzioso come il nostro”.

Nulla di strano quindi, almeno cosi sembrerebbe. Il giovane lettone però, con una piccola smorfia sul viso, chiude il discorso trovando un punto chiave di lettura da cui ripartire per migliorarsi. “All’inizio mi lasciavano più spazio” dice riferendosi alle prime partite giocate “ora invece, oltre a Carmelo, iniziano a rivolgere seriamente attenzioni anche a me” dice il numero 6, che prima di avviarsi verso gli spogliatoi chiude ogni discorso dicendo “non ne sono preoccupato però, anzi, sarà un grande stimolo a migliorarmi… vuol dire che mi temono”.

Per chi pensava che qualche prestazione negativa potesse incidere sul morale del ragazzo, magari creando in lui qualche timore di troppo, abbiamo brutte notizie: il ragazzo sembra essere determinatissimo a confermarsi tra i grandi della lega.