Celtics-Pacers: “colpa” delle stelle

Celtics-Pacers

Celtics-Pacers sarebbe dovuta essere una delle serie più interessanti ed combattute di questo primo turno playoff, in quanto i Celtics nel corso della regular season avevano dimostrato di essere una squadra si forte e piena di talento, ma anche di avere dei seri problemi di equilibri di squadra; dall’altra parte gli Indiana Pacers avevano invece dimostrato di essere una squadra solida ed in grado di fermare chiunque con la propria difesa e la propria concretezza.

Generalmente l’incrocio tra la testa di serie numero 4 e la testa di serie numero 5 infatti regala serie equilibrate, con due squadre solitamente alla pari. Non è stato però questo il caso, dato che la serie Celtics-Pacers si è conclusa con un clamoroso sweep dei ragazzi di Brad Stevens ai danni dei malcapitati Indiana Pacers, dando quindi modo alla squadra di Boston di essere la prima squadra qualificata al secondo round playoff.

IL ‘NON ATTACCO’ DEGLI INDIANA PACERS

Nella serie Celtics-Pacers l’attacco degli Indiana Pacers è parso sterile e senza idee, sia per la mancanza di vere stelle a disposizione di coach Nate McMillan (ricordiamo che i Pacers fanno a meno ormai da mesi di Victor Oladipo) e sia ovviamente per la straordinaria difesa dei Boston Celtics. Infatti gli Indiana Pacers nelle quattro partite  hanno superato quota 100 punti soltanto nella quarta gara (106) e con tanti canestri nel disperato finale per tentare di evitare lo sweep; inoltre i Celtics hanno costretto gli Indiana Pacers a tirare con appena il 40% dal campo, facendo precipitare di quasi il 10% la percentuale di realizzazione dal campo (dato che hanno tirato con il 49% dal campo in RS). La pressione della difesa dei Celtics è risultata infatti fondamentale nel mettere fuori partita gli Indiana Pacers, facendo risultare il loro attacco veramente troppo statico e lento ed accontentandosi spesso dei tiri che la difesa dei Celtics volessero che i Pacers prendessero (ad esempio il tiro dalla media di Myles Turner).

LA LUNGHEZZA DEL ROSTER DEI BOSTON CELTICS

L’importanza della panchina dei Celtics: Hayward penetra, scarico per Irving e canestro di Morris.

Un altro fattore decisivo nella serie Celtics-Pacers è sicuramente la profondità del roster dei Boston Celtics: infatti il secondo quintetto dei Celtics è composto da molti dei giocatori che lo scorso anno arrivarono a giocarsi gara 7 contro i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Eastern Conference Finals. Questo aspetto è sicuramente un aspetto molto importante del roster a disposizione di coach Stevens, dato che spesso e volentieri la panchina dei Celtics svolge un ruolo chiave nelle vittorie della squadra: infatti nelle quattro partite contro gli Indiana Pacers, la panchina dei Celtics ha segnato di media 32.7 punti, specialmente con Marcus Morris e Gordon Hayward. Ogni giocatore che esce dalla panchina dei Celtics porta il proprio contributo, chi come i due giocatori citati prima portando punti e chi invece mette in campo un’intensità difensiva superiore come Terry Rozier. E nel secondo round potrebbe tornare anche un certo Marcus Smart

 

CELTICS-PACERS: LA PRESENZA DELLE STELLE

Una star come Kyrie Irving può segnare in tutti i modi possibili, come in questo caso.

La differenza principale tra i Boston Celtics e gli Indiana Pacers e che nella serie Celtics-Pacers si è evidenziata parecchio è la presenza di stelle nel roster dei Celtics, cosa che manca nel roster di coach McMillan vista l’assenza di Oladipo. Infatti Kyrie Irving è stato un vero enigma per la difesa dei Pacers, dato che ha concluso la serie con 22.5 punti di media e quasi 8 assist in una serie in cui non si è segnato tantissimo. E oltre a Kyrie Irving a turno si sono alternati Gordon Hayward, Al Horford ed il più costante braccio destro di Irving è stato Marcus Morris (che ha steccato solamente gara 2). Insomma, i Boston Celtics hanno un roster veramente ben costruito e pieno di talento, potrebbero quindi essere una delle squadre principali per impensierire i Golden State Warriors.

Gordon Hayward: “Sono molto contento, ma c’è ancora molto da fare”

I Boston Celtics, con la vittoria di ieri sera, hanno eliminato gli Indiana Pacers con un secco 4-0 nella serie. I biancoverdi, vincendo 110-106, avanzano alle Semifinali di Conference e attendono i Milwaukee Bucks, avanti 3-0 contro i Detroit Pistons. Dopo una partita rimasta in equilibrio, negli ultimi minuti i Celtics hanno realizzato il parziale decisivo, guidate da un grandissimo Gordon Hayward. L’ex Utah Jazz ha segnato 20 punti (7/9 dal campo), con 2 triple fondamentali proprio verso la fine della gara. Ottima gara anche di Tatum, con 18 punti; Irving non eccellente, ma autore di un paio di canestri che hanno bloccato il possibile allungo di Indiana e di un salvataggio di palla fondamentale nel finale.

Le parole di Hayward

Proprio Hayward ha parlato dopo la gara. Ecco le sue parole:

I PlayOff dell’anno scorso per me sono stati molto duri: non c’è niente di peggio di non poter aiutare la mia squadra. Quindi sono molto contento adesso che posso giocare con i miei compagni, dopo tutto quello che è successo lo scorso anno. Adesso però non è finita qui: c’è ancora molto che dobbiamo fare

Ora il focus di Boston si è spostato qui Bucks e su Giannis Antetokoumpo. Stevens dovrà trovare a tutti i costi il modo per limitarlo il più possibile.

Coach McMillan: “Difficile difendere Kyrie Irving uno contro uno”

L’head coach degli Indiana Pacers Nate McMillan ha commentato le difficoltà di difendere su Kyrie Irving, sostenendo come sia molto più facile a dirsi che a farsi.

La superstar dei Celtics Kyrie Irving è stato il trascinatore questa notte della vittoria di Boston contro Indiana in gara 2 per 99-91, portando i suoi a condurre la serie per 2-0. I Pacers sono sembrati smarriti in difesa nell’ultimo quarto, e in particolare nell’ultimo minuto, cedendo sotto i colpi di Kyrie Irving e Jason Tatum. A fine partita coach McMillan ha ammesso le difficoltà della sua squadra nel marcare Irving.

È davvero difficile marcare Irving quando ti trovi in isolamento contro di lui e cerchi di rimanergli davanti

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Le difficoltà da parte dei Pacers sono state palesi, Irving ha chiuso infatti con 37 punti tirando col 57% dal campo (15 su 26) tra cui un ottimo 6 su 10 da tre punti. L’All-Star ha anche servito 7 assist, catturato 6 rimbalzi, concluso con 2 stoppate ed una palla rubata.

Il 6 volte All-Star si è fatto sentire nell’ultimo decisivo quarto, concluso con un parziale di 12-31 in favore dei Celtics. Irving ha segnato infatti 12 dei suoi 37 punti nell’ultima frazione, e guidato i suoi in una rimonta che ha evitato di far perdere ai suoi il vantaggio del fattore campo, prima che la serie si sposti nell’ostile palazzetto dei Pacers.

Oltre ad Irving, positive sono state le prestazioni di Jason Tatum e Gordon Hayward. Il primo ha concluso con 26 punti, 3 su 4 da 3 punti, 4 rimbalzi e 2 assist. Il secondo ha invece chiuso con 13 punti e 5 rimbalzi, mentre Al Hordford chiude con soli 4 punti ma con 10 rimbalzi e un‘importante difesa su Bojan Bogdanovic nell’ultimo minuto.

La serie ora si sposta a Indiana per la terza e quarta partita della serie. Appuntamento venerdì notte con gara 3 alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis.

Celtics-Pacers, la serie delle difese, e di Kyrie Irving

Quella che vede protagonisti i Boston Celtics e gli Indiana Pacers, quarta e quinta forza della Eastern Conference, si prospettava per molti come una serie equilibrata. Per quanto fatto vedere in campo dalle due squadre le aspettative sono state rispettate, con diverse rimonte e capovolgimenti di fronte. Tuttavia, il risultato della serie, al momento, è fermo su un perentorio 2-0 in favore di Boston, che ha saputo sfruttare a pieno il fattore campo nelle prime due uscite della serie.

Ad interpretare il ruolo di protagonista ci hanno pensato, fin dai primi scambi di gara 1, le difese. L’unico che è riuscito, in entrambi i confronti, ad emergere nella metà campo offensiva è stato il solito Kyrie Irving. Nessuna delle due squadre, infatti, è riuscita ancora a superare la soglia dei 100 punti.

Le cause della mancanza di incisività offensiva delle due compagini sono state in parte le difese molto decise ed abili, soprattutto nei cambi in uno contro uno, anche dei lunghi. In parte, invece, sono mancate idee e fantasia sotto il canestro avversario. Gli attacchi di Boston e Indiana hanno mostrato poche alternative, facilmente annullate dalle rispettive difese, sicuramente più in forma.

CELTICS-PACERS GARA 1: GLI ATTACCHI SBATTONO CONTRO LE DIFESE

Gara 1 al TD Garden si è conclusa sul 74-84 in favore dei padroni di casa. Un risultato davvero insolito per la moderna NBA, dai ritmi molto alti e dai punteggi che raramente nemmeno si avvicinano a quota 100. In effetti, ad un occhio distratto, questo punteggio potrebbe sembrare un parziale di fine terzo quarto. Così non è, ovviamente, e questi numeri sono figli di difese estremamente attente contrapposte, come detto, ad attacchi non altrettanto ispirati.

Boston si era presentata alla serie forte della sua capacità di segnare punti facili in contropiede contro Indiana in regular season, alla quale, dopo l’infortunio di Victor Oladipo, aveva rifilato ben 122.0 punti di media. Queste premesse non sono state rispettate, ed i primi minuti dell’incontro sono particolarmente emblematici.

Indiana ha confermato di basare tutte le sue aspirazioni in postseason, privata della sua stella Victor Oladipo, sulla difesa. Mentre infatti il loto attacco non funzionava al meglio, con Darren Collison che non riusciva a produrre giocate incisive, abusando del pick and roll con il lungo Myles Turner, o degli scarichi per la mano calda di Wesley Matthews da 3, i Pacers hanno costruito il loro vantaggio sugli stop difensivi rifilati agli avversari. Dopo 5 minuti di gioco i Celtics avevano 4 palle perse, a 7 minuti dalla fine del secondo periodo erano diventate già 8. Le squadre sono così andate al riposo lungo sul 45-38 in favore degli ospiti.

L’attacco di Boston dipende molto dalla sua stella, Kyrie Irving, che infatti nel primo tempo ha fatto registrare solo un 3/10 dal campo. A tenere a galla i Celtics sono stati i punti prodotti in uscita dalla panchina da Marcus Morris. Le offensive della squadra si basano molto infatti sul palleggio di Irving, che è poi in grado di produrre una penetrazione, un tiro dalla media, da 3 o uno scarico per un compagno. Non essendosi reso mai pericoloso, il Uncle Drew non è così riuscito nemmeno ad attirare su se stesso le attenzioni della difesa per liberare i compagni.

Nel secondo tempo, tuttavia, la musica è cambiata. Il terzo quarto è stato il turning point degli eventi. Indiana ha segnato solo 8 punti, mentre Boston 26. La situazione, entrando nell’ultimo periodo, era così sul 53-64. La squadra di casa è riuscita a migliorare ancora la difesa, mentre in attacco Irving si è reso più pericoloso dal palleggio e Morris ha continuato a segnare punti importanti. A chiudere il quarto, e probabilmente anche la partita, a livello mentale, una tripla acrobatica di Terry Rozier per battere la sirena finale.

Kyrie Irving in contropiede attrae sul suo palleggio l’attenzione della difesa, scaricando sul perimetro per Marcus Morris, che per tutta la partita ha segnato tiri del genere.

Nell’ultimo periodo i Celtics hanno suggellato la loro vittoria, confermando la buona difesa, anche dei lunghi Al Horford e Aron Baynes, sui cambi, e riuscendo a colpire in contropiede. Risultato finale: 74-84, con i 20 punti segnati da Irving e Morris a spingere la squadra alla vittoria. Si tratta della prima volta in stagione in cui Boston segna meno di 100 punti ed ottiene il segno W.

CELTICS-PACERS GARA 2: ANCORA DIFESA, MA ECCO KYRIE

Anche nel secondo incontro della serie a spuntarla sono stati i Celtics. Le difese delle due squadre sono state ancora incisive, con il punteggio che anche stavolta è rimasto relativamente basso: 91-99. La grande differenza rispetto a gara 1 è stata nella prestazione di Kyrie Irving. Il numero 11 di Boston è riuscito in quello che aveva fatto vedere solo in parte nell’incontro di domenica: si è reso pericoloso dal palleggio.

Fin dal primo quarto l’ex giocatore dei Cleveland Cavs ha preso in mano l’attacco dei suoi. Iniziava l’azione palleggiando al vertice alto dell’area, dove uno dei lunghi, Baynes, Horford, o Theis quando era in campo, gli portava un blocco. Da questa situazione Irving è in grado di essere molto pericoloso, con una conclusione efficace al ferro, con un tiro direttamente dal palleggio oppure attirando la difesa su di sé con una penetrazione seguita da uno scarico per un compagno così liberato.

Irving sfrutta il blocco di Al Horford, dopo un hand-off dello stesso centro, per sfruttare il mismatch creatosi contro il lungo avversario.

Sebbene la bravura dei Pacers sulla difesa uno contro uno anche in situazioni di cambi non sia indifferente, non è stata una dinamica semplicissima da leggere. Nonostante questo, i primi due quarti sono stati tutto sommato equilibrati, con le squadre andate a riposo sul 50-52 in favore dei padroni di casa.

Il terzo quarto, che aveva sorriso a Boston in gara 1, ha sorriso stavolta a Indiana. I Pacers hanno tirato con efficienza da fuori e da sotto il ferro, provocando, come nei primi due quarti di gara 1, tante palle perse per i Celtics. A fine periodo gli ospiti conducevano 79-68, forti anche di un parziale di 10-0 che li aveva portati sul 70-58.

Il quarto quarto è stata tutta un’altra storia. Irving ha continuato a pungere la difesa avversaria, che, nei casi in cui riusciva a chiuderlo efficacemente, si trovava scoperta sul perimetro, o nel pitturato, dove il numero 11 è stato bravo a spedire la palla nei momenti giusti. La difesa dei Celtics è migliorata molto rispetto al periodo precedente, forte ancora dell’abilità dei suoi due lunghi titolari, Baynes e Horford, di cambiare su ogni tipo di giocatore. Sebbene Kyrie non abbia segnato negli ultimi 3 minuti di partita per le chiusure degli avversari, l’attenzione che ha attirato a sé per tutto l’incontro faceva sì che i Celtics avessero sempre qualche uomo parzialmente libero pronto a segnare.

Indiana è stata ancora vittima di una cattiva prestazione durata un quarto intero. In gara 1 avevano segnato solo 8 punti nel terzo quarto, in gara 2, nell’ultimo periodo, ne hanno messi a segno 12, permettendo così a Boston di completare la rimonta segnandone ben 31, concludendo la partita sul 91-99. Irving chiude da vero leader, con 37 punti, 7 assist e solo 2 palle perse.

Horford accetta il cambio su Bogdanovic, lo stoppa, e dall’altro lato del campo Tatum segna la tripla del vantaggio decisivo per i suoi.

CELTICS-PACERS: COSA ASPETTARSI?

La serie ora si sposterà ad Indianapolis. I Pacers avranno il favore del tifo in una gara 3 che sarà fondamentale. Sarà infatti decisiva per il risultato della serie: se Boston dovesse andare sul 3-0 i giochi sarebbero praticamente conclusi. Nel caso in cui Indiana vincesse, portandosi sul 2-1, avrebbe dalla sua l’inerzia e l’entusiasmo dei tifosi amici per andare anche a pareggiare la serie in gara 4.

Il file rouge dei primi due incontri sono state chiaramente le difese, che hanno prodotto punteggi così bassi. Entrambe le squadre si sono dimostrate abili ed efficaci nel difendere il proprio ferro. Allenatori e giocatori hanno dimostrato rapidità di pensiero nella gestione dei cambi difensivi, molto spesso efficaci, anche in caso di mismatch del tipo lungo su guardia.

L’unico giocatore che è riuscito ad eludere più e più volte le chiusure difensive, costruendo tiri efficaci per sè ed i compagni è stato Kyrie Irving. E’ proprio la superstar con il numero 11 l’arma in più di Boston, in grado di creare occasioni dal nulla e di rendere vani gli ottimi movimenti difensivi avversari.

Indiana, purtroppo, ha perso per infortunio l’unico giocatore in roster ad essere davvero in grado di gareggiare con Irving in questi aspetti del gioco: Victor Oladipo. Ai Pacers servirà dunque continuare a giocare di squadra e cercare di difendere al massimo, per provare a superare una compagine con le stesse caratteristiche, ma che ha, in più, un uomo a cui guardare nei momenti difficili.

Irving: “Dobbiamo lavorare sui dettagli, ci sono degli aspetti da migliorare”

Irving sui Celtics

Fondamentale vittoria per i Boston Celtics in Gara 2 contro gli Indiana Pacers. Con il 99-91 di questa notte, i Celtics si portano sul 2-0 nella serie, e va ad Indianapolis consapevole di aver mantenuto il fattore campo. I biancoverdi anche in Gara 2 hanno dovuto rimontare da una situazione di svantaggio in doppia cifra, questa volta però avvenuta nel 4° quarto, con un parziale di periodo di 31-12, dopo un rientro dall’intervallo negativo.

Grande prestazione di Kyrie Irving, trascinatore dei padroni di casa, che chiude con 37 punti (6/10 da 3), 7 assist e 6 rimbalzi. Ottima partita anche di Tatum, che nei PlayOff ci sta abituando a prestazioni molto superiori rispetto a quelle della RS; 26 punti per lui. Dall’altra parte, Bogdanovic è il top-scorer con 23 punti segnati (4/8 da 3), accompagnati da 8 rimbalzi.

Le parole di Irving e Tatum

Proprio i 2 giocatori decisivi per Boston, Irving e Tatum, hanno commentato brevemente la partita.

La giovanissima ala si è limitata a:

Ecco, questo è proprio ciò che sono i PlayOff NBA!

In riferimento al finale concitato di gara, con la rimonta portata a termine da Hayward e compagni.

Irving invece pensa a ciò che ancora si deve migliorare. Ecco le sue parole:

Questo atteggiamento e queste giocate sono ciò che ti portano alla vittoria. E’ fondamentale l’attenzione ai dettagli, al fare le piccole cose che poi si rivelano decisive. Ma sicuramente ci sono diverse cose su cui dobbiamo migliorare.

La difesa dei Celtics vince Gara 1: 84-74 al TD Garden contro Indiana

Gara 1 tra Boston Celtics e Indiana Pacers se la aggiudicano i padroni di casa. 84-74 il risultato finale al TD Garden. Grande rimonta dei biancoverdi, che tra il 2° e il 3° quarto hanno recuperato lo svantaggio e hanno staccato i Pacers. Il parziale super di 22-3 ha fatto la differenza in questa partita. Basti pensare che Indiana è stata tenuta a 29 punti nell’intero secondo tempo, e nel 3° quarto ha realizzato 2 tiri su 19. Il tutto dopo un ottimo inizio di Indiana, arrivata anche alla doppia cifra di vantaggio su Irving e compagni. La difesa vera dei Celtics, vero punto di forza dello scorso anno, si è rivista stasera ed è stata decisiva per andare 1-0 nella serie.

Riguardo le prestazioni dei singoli, grande partita di Irving e Morris, con 20 punti ciascuno; per Indiana invece degno di nota Joseph (14 punti).

Le dichiarazioni dei protagonisti

Ecco le parole di coach Brad Stevens:

E’ stato difficile. Era necessario rimanere uniti per riuscire a vincere la gara.

Lato Pacers, ecco le dichiarazioni di Thaddeus Young:

Semplicemente non abbiamo segnato nel terzo quarto. I Celtics sono stati fortissimi. Se si considerano gli altri quarti, avremmo vinto. Ma quel terzo quarto ci ha ucciso

Anche coach McMillan ha parlato. Ecco cosa ha detto:

Nel 3° quarto abbiamo iniziato con 2 palle perse. Poi abbiamo avuto le nostre opportunità ma non le abbiamo colte, e quindi abbiamo perso fiducia. Questo ha comportato la nostra sconfitta. 

Boston Celtics finalmente i playoff

La Stagione va (finalmente) in archivio, la deludente stagione dei Boston Celtics (voto 5) si può suddividere in 3 fasi distinte tra loro.
La prima problematica, chiusasi con lo spostamento di Smart, l’MVP della stagione bianco-verde, nel quintetto e con il deludente record (10-10) che aveva lanciato i primi segnali di allarme.
La seconda che sembrava aver dissipato tutti i dubbi (o quasi),con la squadra che veleggiava a ritmo da top class almeno sino quasi alle porte della dead-line, quando alcune dichiarazioni intempestive di Irving sul suo futuro e qualche inciampo rovinoso inaspettato avevano improvvisamente fermato la corsa della squadra alle prime posizioni.
Il record di questa fase (25-9) resta comunque il picco più alto di rendimento raggiunto da questa versione della squadra di Stevens.
Nel periodo che va da poco prima la pausa dell’All Star break sino alla fine la squadra è tornata a balbettare come all’inizio della stagione chiudendola così con un 14-14 che la dice lunga sul periodo vissuto.
Alti e bassi clamorosi con i giocatori che non sembravano molto concentrati sullo sviluppo della classifica.
Uniche note liete dell’ultimo periodo il recupero quasi totale di Gordon Hayward che nelle ultime 15 partite ha girato a quasi 15 punti di media a gara con percentuali più che ottime (59/35/80).
L’altra il mini record delle ultime 8 partite (6-2) che ha permesso alla squadra di agganciare il 4º posto e potersi giocare così la prima serie playoff con il vantaggio del fattore campo.

“Il 4º posto e la sfida a Indiana”

La sfida contro i Pacers regala sempre qualche emozione particolare sia ai tifosi che la identificano ancora un po’ nella franchigia dell’ex Bird, sia per coach Stevens e per Gordon Hayward che nello stato dell’Indiana hanno mosso i loro primi passi nel mondo del basket che conta.
Emozioni che si perderanno via via che la sfida entrerà nel vivo.
I Celtics hanno a lungo inseguito e messo Indiana nel mirino, soprattutto da quando un brutto infortunio ha messo fine prematuramente alla stagione di Victor Oladipo, stella indiscussa della squadra.
Nella stagione regolare le due franchigie si sono incontrate 4 volte e per 3 la compagine guidata da coach Stevens ha avuto la meglio.
L’unica volta che a prevalere fu la squadra di coach McMillan avvenne grazie ad una doppia prodezza proprio di Oladipo, nel lontano Novembre, che mise a segno la tripla del sorpasso a pochi secondi dalla fine.
Anche i Celtics avranno però i loro problemi, l’infortunio capitato a Marcus Smart nella penultima partita complica di parecchio lo scenario della serie.
Marcus era stato la chiave per rendere il quintetto di partenza equilibrato sia in difesa, dove eccelle, che in attacco, anche grazie agli enormi miglioramenti al tiro dalla distanza, che quest’anno l’ha visto chiudere con un buon 36% ben al di sopra del 30 scarso a cui aveva abituato.
Ora la sua assenza rischia di pesare parecchio sull’economia della squadra, soprattutto se passata vittoriosamente questa serie dovesse mancare anche in quella successiva contro Milwaukee.
Subito nell’ambiente bianco-verde si è aperto il toto-sostituto a cui ha partecipato scherzosamente anche Stevens nel primo allenamento di preparazione.

Le scelte ricadranno ovviamente su uno tra Brown, che sembra il favorito, Hayward, che però dimostra di gradire parecchio la partenza dalla panchina, Rozier il più baldanzoso a chiamarsi in causa, ed infine una piccola chance lasciata anche a Ojeleye, che potrebbe essere usato come mastino da sguinzagliare sulle tracce dell’unica vera arma offensiva dei Pacers, ovvero l’ala croata Bojan Bogdanovic.
I Boston Celtics dovranno essere bravi a non farsi trascinare in una bagarre fisica che finirebbe per creare più problemi del previsto a superare un ostacolo sulla carta ostico ma non insormontabile.
Il maggior talento presente nella rosa a disposizione di coach Stevens dovrebbe risultare l’elemento decisivo, con Horford che potrà essere l’arma giusta per scardinare il fortino dei Pacers che basa molto della sua tenace difesa sulla presenza di Turner sotto le plance.
La serie inizierà domenica 14 con il più classico dei matinée alle 19 italiane come già accadde anche lo scorso anno contro i Bucks.
Nella seconda sfida al TD Garden si tornerà ad un orario più abituale ossia le 01.00 am del Mercoledì.
Le partite giocate ad Indiana saranno alle 02.30 di mattina del venerdì Pasquale e di nuovo un matinée il giorno di Pasqua con partita alle 19.

 

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Inside the duel: Celtics-Pacers

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ questa l’espressione che riassume i Playoff NBA, mai come quest’anno all’insegna dell’equilibrio soprattutto nella Eastern Conference. Già, perchè se ad Ovest i Golden State Warriors sono i candidati principali per la finale, ad Est regna uno stato di incertezza, con cinque squadre su tutte che daranno vita a grandi battaglie. Due di queste sono i Boston Celtics e gli Indiana Pacers.

Le due squadre vengono da due regular season opposte: da una parte, Boston ha deluso le aspettative degli addetti ai lavori che vedevano la franchigia allenata da coach Brad Stevens stabilmente fra le prime due posizioni della classifica nella Conference di appartenenza. Dall’altra, Indiana, protagonista di un’ottima annata a livello di risultati e di chimica di squadra trovata, vero punto di forza del team gestito da Nate McMillan.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Boston Celtics

  • Record: 49-33 (#4, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 112.2
  • Defensive rating: 107.8
  • Team leaders: Kyrie Irving (23.8 PPG); Al Horford (6.7 RPG); Kyrie Irving (6.9 APG)

Indiana Pacers

  • Record: 48-34 (#5, Western Conference)
  • Offensive rating: 109.9
  • Defensive rating: 106.5
  • Team leaders: Victor Oladipo (18.8 PPG), Domatas Sabonis (9.4 RPG), Darren Collison (6 APG)

CELTICS-PACERS: IL DUELLO

La serie fra queste due squadre si preannuncia abbastanza equilibrata nonostante i risultati degli scontri diretti vedano in vantaggio la franchigia del Massachusetts per 3-1 (con due di queste vittorie arrivate sopra i 15 punti).

Una delle chiavi sarà rappresentata dall’organizzazione difensiva dei due team dato che si affrontano due delle migliori interpreti della lega. Se Boston non è stata sempre solida e attenta in questo aspetto, Turner & soci hanno elevato le proprie prestazioni, soprattutto dopo l’infortunio di Victor Oladipo, leader e star della squadra, il quale ha dovuto terminare anzitempo la stagione.

Il duello principale sarà rappresentato perciò da Kyrie Irving e Bojan Bogdanovic, chiamati a caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più complicati. L’ex Cleveland Cavaliers viaggia a quasi 20 punti media contro i Pacers, impreziositi dal game winner della gara del 30 marzo al TD Garden. Il playmaker ha a disposizione un parco mosse ampissimo, divenendo indispensabile nei momenti clutch dei match con soluzioni personali e combinazioni con i compagni (in particolare il pick and roll con Horford).

Il layup vincente che ha assicurato ai Celtics il fattore campo nella serie.
Dall’altra parte Bogdanovic, dopo l’infortunio di Oladipo, è diventato la prima opzione offensiva del team registrando numeri da all star. Il croato, come insegna la scuola europea, è dotato di ottimi fondamentali, molto completo in attacco e capace di punire molti mismatch, che probabilmente saranno molto frequenti nel corso di queste partite. L’ex giocatore dei Brooklyn Nets ha compiuto dei miglioramenti anche in fase difensiva ma nonostante ciò verrà probabilmente attaccato dalle ali avversarie.

 

Un modo in cui Bogdanovic può far male è per esempio il midrange jumper.

 

Un altro aspetto fondamentale sarà rappresentato dalla sfida tra i lunghi: Al Horford, Aron Baynes e Marcus Morris per i biancoverdi e Myles Turner, Thaddeus Young e Domatas Sabonis. La continuità di rendimento di questo trio sarà probabilmente l’ago della bilancia della serie: dal punto di vista tecnico, le qualità che questi giocatori possono esprimere sono abbastanza simili e chi saprà essere più incisivo potrà portare molti vantaggi alla propria squadra.

Fattore assolutamente da non sottovalutare è sicuramente quelle che riguarda la panchina, con quella di Boston leggermente favorita data la presenza di Gordon Hayward (in crescita nell’ultimo periodo), probabilmente di Jaylen Brown (dipenderà dalle condizioni di Marcus Smart che potrebbe saltare le prime due serie playoff) e Terry Rozier contro Sabonis, Cory Joseph, Tyreke Evans e jolly come Doug McDermott e TJ Leaf.

CELTICS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Kyrie Irving #11
  • Marcus Morris #13
  • Al Horford #42
  • Jayson Tatum #0
  • Jaylen Brown #7
  • Marcus Smart #36
  • Semi Ojeleye #37
  • Terry Rozier #12
  • RJ Hunter #28
  • PJ Dozier #50
  • Aron Baynes #46
  • Gordon Hayward #20
  • Robert Williams #44
  • Guerschon Yabusele #30
  • Daniel Theis #27
  • Brad Wanamaker #9
  • Jonathan Gibson #8

PACERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Bojan Bogdanovic #44
  • Myles Turner #33
  • Thaddeus Young #21
  • Domatas Sabonis #11
  • Victor Oladipo #4
  • TJ Leaf #22
  • Doug McDermott #20
  • Tyreke Evans #12
  • Wesley Matthews #23
  • Darren Collison #2
  • Cory Joseph #6
  • Edmond Summer #5
  • Davon Reed #32
  • Kyle O’Quinn #10
  • Aaron Holiday #3
  • Alize Johnson #24

CELTICS-PACERS STREAMING

Celtics-Pacers streaming della serie, dove cercarlo? Questa sarà una serie molto interessante. Si affrontano i Boston Celtics di Al Horford e Jayson Tatum e gli Indiana Pacers di Bojan Bogdanovic e di Myles Turner. Come vedere Celtics-Pacers in streaming?

Ci sono due metodi:

  • Celtics-Pacers streaming su Sky Go
  •  Celtics-Pacers streaming su NBA League Pass

Su Sky si potranno assistere anche ad altre sfide playoff, attraverso l’applicazione per smartphone, tablet e pc. Occorre avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport. Le partite potranno essere viste in diretta oppure potranno essere registrate per guardarle quando si vuole. Riguardo la seconda opzione, invece basta abbonarsi sul sito web NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea.

 

 

 

Celtics, infortunio per Marcus Smart: stop di 4-6 settimane

Infortunio Marcus Smart

Con i playoffs ormai alle porte, brutta notizia per i Boston Celtics che dopo lo stop di Jayson Tatum devono fare i conti anche con l’infortunio di Marcus Smart. Con ogni probabilità il suo esordio a questi playoffs slitterà.

L’infortunio di Marcus Smart

La partita persa contro gli Orlando Magic ha mandato in infermeria due giocatori importanti per i Celtics. Dopo Jason Tatum (problema alla gamba destra), anche Marcus Smart accusa problemi fisici. Per lui uno strappo ai muscoli addominali, nello specifico al muscolo obliquo sinistro. Dovrebbe trattarsi di un problema che lo terrà fuori per circa 4-6 settimane, come riportato da Adrian Wojnarowski.

Situazione infermeria non buona per i Boston Celtics che si apprestano a disputare i playoffs senza giocatori importanti e di sistema. Jaylen Brown dovrebbe rientrare per la prima partita di playoffs contro gli Indiana Pacers, così come Marcus Morris.

Smart è una pedina importante a cui coach Brad Stevens dovrà rinunciare. Inizialmente in questa stagione il numero 36 partiva dalla panchina a discapito di Brown per poi conquistarsi un posto in quintetto. Le sue cifre nel corso della regular season:

  • 8.9 punti
  • 2.9 rimbalzi
  • 4.0 assist
  • 42.2% FG

Numeri che non rubano l’occhio, ma la competitività e la difesa messa in campo da Smart sono fondamentali per il sistema messo in piedi da Stevens.

Chi sostituirà Marcus Smart?

Con il rientro in squadra di Jaylen Brown, sarà con ogni probabilità lui il sostituto designato di Marcus Smart. Il suo problema alla schiena si sta risolvendo e non dovrebbe mancare per l’esordio dei playoffs 2019 contro i Pacers. Per Brown in stagione:

  • 13 punti
  • 4.2 rimbalzi
  • 1.4 assist

Marcus Smart: Boston spera di riaverlo per Gara 1 dei Playoff

Smart e Morris-Boston-Marcus Smart-infortunio Marcus Smart

Marcus Smart, uscito malconcio dal match contro i Magic disputato domenica, potrebbe tornare in tempo per la prima gara dei playoff, anche se non vi è la certezza assoluta. I Boston Celtics, in ogni caso, si sono mostrati ottimisti in merito al recupero del loro numero 36 ed auspicano di averlo al più presto contro Indiana.

LE ULTIME SU MARCUS SMART E IL SUO RIENTRO IN CAMPO

Il 25 enne biancoverde in compagnia di Irving, Brown, Tatum e Horford

In particolare, la sesta scelta assoluta del 2014, nella partita contro Orlando, aveva subito una contusione nel terzo quarto della sfida. Nonostante il colpo ricevuto, la guardia è comunque rientrato in campo, ma è stato costretto ad abbandonare nuovamente quasi subito la contesa, per ritornare nello spogliatoio definitivamente.

A margine dell’incontro tra i due team, l’allenatore di Boston Brad Stevens si era pronunciato sull’infortunio rimediato da Smart, non mostrando particolare preoccupazione.

Al rientro negli spogliatoi Marcus riusciva a camminare con le sue gambe. Era un po’ dolorante ma riusciva a muoversi.

Sebbene l’infermeria dei Celtics sia abbastanza frequentata da diversi membri del roster, un eventuale stop del classe 1994 non sarebbe una grande notizia per la franchigia del Massachusetts. Il prodotto di Oklahoma State, oltreché essere uno dei difensori più abili e atletici della squadra, è anche uno dei cestisti più competitivi, come ammesso dal suo ex compagno Gigi Datome. Il suo apporto sarà fondamentale per superare la tenace resistenza dei Pacers, prossimi avversari nella off-season.

Le paure e le speranze del team biancoverde troveranno una svolta nelle prossime ore: i risultati della risonanza magnetica forniranno maggiori dettagli sulla lesione rimediata da Smart.

Si iniziano a definire i Playoff ad Est: sarà Celtics-Pacers, Magic e Nets si assicurano un posto

In questo finale di stagione i primi posti delle rispettive Conference sembrano ormai stabiliti. Ad infiammare allora la corsa Playoff stanno pensando le franchigie in lotta per gli ultimi posti utili per la qualificazione. Ad Est, nella notte, sono arrivati i primi verdetti.

Boston contro Indiana, la prima serie ufficiale del 2019

Le due franchigie si incontreranno al primo turno occupando rispettivamente il quarto e il quinto posto in classifica. I Boston Celtics avranno il vantaggio del campo di casa sugli Indiana Pacers. Entrambe le squadre hanno perso nella notte, rispettivamente 116-108 con gli Orlando Magic e 108-96 con i Brooklyn Nets.

In questo modo le due squadre vincenti si sono assicurate un posto in Postseason, mentre le due perdenti hanno avuto la certezza dell’accoppiamento al primo round.

I Celtics partono probabilmente favoriti contro una squadra, i Pacers, orfana della sua stella e leader, Victor Oladipo. La compagine di Indianapolis, tuttavia, non ha reagito troppo male alla perdita della sua All-star, con giocatori come Bojan Bogdanovic o Wesley Matthwes, pescato dal mercato dei buy-out, che hanno preso le redini della squadra.

Tuttavia, nonostante qualche problemino fisico e qualche dubbio tattico, Boston sembra entrare nella serie con i favori del pronostico, forte anche del vantaggio del campo casalingo.

Brooklyn Nets, di nuovo Playoff  4 anni dopo

Conosciamo tutti la storia recente dei Brooklyn Nets. Tutte le scelte al Draft sacrificate per portare in franchigia Paul Pierce e Kevin Garnett per formare un super team con Brook Lopez, Joe Johnson e Deron Williams. Il progetto fallì, la franchigia perse gran parte dei giocatori senza ricevere nulla in cambio e si è trovata così a ricostruire negli ultimi anni senza le sue scelte al Draft.

Pensare però che solo 4 anni dopo l’ultima partecipazione ai Playoff del 2014-15, i Nets siano di nuovo alla Postseason, fa capire che il lavoro svolto negli ultimi anni è stato corretto.

Gran parte del merito di questo traguardo va al Coach Kenny Atkinson, che ha commentato così:

“E’ fantastico, i ragazzi hanno sbugiardato tutte le previsioni. Hanno persino superato le mie aspettative, quelle del loro Coach”

Merito che il Coach divide con la stella della squadra, quest’anno per la prima volta All-star, D’Angelo Russell. Il playmaker arrivò a Brooklyn prima del Draft 2017, quando i Nets spedirono Brook Lopez ai Los Angeles Lakers. Ad oggi, due anni dopo, lo scambio sembra super azzeccato. Joe Harris ha parlato così del compagno di squadra:

“D-Lo è stato riconosciuto dalla Lega per il suo livello, è stato un All-star. Tuttavia per me sta giocando ad un livello All-NBA, è stato la nostra guida tutto l’anno”

Orlando Magic, riecco la Postseason dopo 9 stagioni

Ad Orlando, da 9 anni a questa parte, finita la Regular season della NBA, l’unica attrazione utile per i fan della palla a spicchi rimaneva il Disney World. Quest’anno invece potranno finalmente tornare a godere dell’atmosfera delle sfide Playoff.

Negli ultimi anni Orlando è passata attraverso un lungo processo di tanking e ricostruzione, selezionando spesso con scelte alte al Draft prospetti che si sono rivelati oggetti misteriosi in NBA. Ora, tuttavia, la squadra sembra indirizzata su binari migliori, guidata dall’All-star Nikola Vucevic.

La squadra ad un certo punto era dodicesima ad Est, ma poi una buona serie di partite l’aveva riportata al nono posto, e nell’ultima settimana ha sfruttato la caduta dei Miami Heat per rubare il loro posto ai Playoff.

Coach Steve Clifford, che ha portato i suoi a vincere 21 delle ultime 30 partite, ha parlato così per Jhon Denton, di Orlandomagic.com:

“Bellissime scene, i ragazzi erano entusiasti, l’hanno meritato. Abbiamo giocato bene in queste ultime uscite, e siamo migliorati per tutto l’anno. Superare dei momenti difficili e continuare a migliorare, significa che stiamo facendo le cose giuste”

Pierce o Wade? Il web preferisce la guardia dei Miami Heat

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Nella notte tra venerdì e sabato Paul Pierce è stato ospite di “NBA Countdown“, trasmissione tv di ESPN. La discussione di quella notte era qual è il posto di Dwyane Wade nella storia del gioco? Proprio su questo tema che si è espresso l’ex Celtics e Clippers affermando che la carriera di “Flash” sia stata inferiore alle sua. Come ci si può immaginare l’affermazione di Paul, oltre che a stupire i presenti in studio, ha scatenato la reazione del web.

La carriera di Pierce migliore di quella di Wade? Il web dice di no

Il primo ad attaccare l’ex numero 34 dei Celtics è proprio il figlio di Dwayne, Zaire Wade. Il figlio della stella degli Heat ha postato una storia su Instagram dove non va per il sottile. Zaire dichiara di non credere alle parole di Pierce e chiude il commento con un gioco di parole legato al soprannome dell’ex Boston Celtics “The Truth”:

Non voglio nemmeno credere alle parole di Paul… Lui ha giocato 19 anni ed ha vinto solo un anello. Per non parlare del fatto che noi li abbiamo eliminati ai playoff. Questa è la verità

Da ieri su twitter in molti hanno risposto all’immagine che gira sui social e che chiede: “Meglio Pierce o Wade?” A dire la propria non sono stati solo i fan, ma anche tanti sono i vip. Quasi tutti hanno preso le difese del 3 volte campione NBA con la maglia della franchigia della Florida. Su Twitter Jared Dudley (attuale giocatore dei Nets) e Chris Martin Palmer sono stati anche ringraziati personalmente dalla guarda nativa di Chicago per i loro post pro Wade da loro scritti.

L’unico a non esprimersi è stato proprio l’ex Bulls e Cavaliers, che però ha fatto intendere la sua idea. Però, Zaire, non è stato l’unico famigliare a dire la sua sul caso Pierce-Wade. Anche la moglie di “Flash”, l’attrice Gabrielle Union, ha fatto capire a Paul che non condivide la sua opinione espressa venerdì sera. In più nessun vip, per ora, ha dato ragione all’ex stella dei Celtics.

Pierce o Wade? Ecco i loro numeri

Wade è stato MVP delle NBA Finals nel 2006, è stato due volte inserito nel primo quintetto All-NBA e chiuderà quest’anno una carriera nella quale ha avuto una media di 22 punti, 5.4 assist e 1.5 rubate a match in 16 stagioni. Pierce, invece, ha realizzato una media di 19.7 punti, 5,6 assi e 3,5 assist per partita in 1.343 presenze. Il 41enne di Oakland è stato nominato MVP delle Finals del 2008 e il suo numero 34 è stato ritirato dai Celtics.