Stevens soddisfatto: “La difesa dei Celtics ha deciso la partita”

Brad Stevens

I Boston Celtics sono tornati alla vittoria. Questa notte, contro i Washington Wizards, rivali di sempre, i biancoverdi sono riusciti a interrompere la striscia di 4 sconfitte consecutive, vincendo per 107-96. Partita in bilico fino al quarto quarto, dopo un grande inizio della squadra di Brad Stevens. Nel secondo quarto Beal e compagni hanno ricucito lo strappo, e il terzo è stato equilibrato. Nell’ultima frazione Boston ha aumentato il livello difensivo, concedendo solo 15 punti agli ospiti e provocandogli 7 palle perse.

Doppia doppia per Kyrie Irving (13 punti e 12 rimbalzi), e buona prova di Marcus Morris (17 punti però con 3/11 da 3, e 9 rimbalzi). Il migliore dei Celtics è stato però Al Horford, con 18 punti (7/11 dal campo) e 6 rimbalzi. Dall’altre parte, solita bella partita di Beal (29 punti e 11 assist) e buone prova anche di Green e Satoransky (15 punti a testa).

Le dichiarazioni di Smart e Stevens

Finalmente serene le dichiarazioni dei protagonisti in maglia biancoverde. Ecco le parole di Marcus Smart a fine partita:

Stanotte è stato bello per tutti. Abbiamo attacco bene e abbiamo difeso bene. Abbiamo fatto le giocate tutte nel modo giusto

Soddisfatto anche coach Stevens, che ha evitato la quinta sconfitta di fila (che non accade da più di 4 anni):

La nostra difesa ha deciso la gara, sono molto contento di questo.

I Celtics perdono ancora, Irving nervoso con i giornalisti

I Boston Celtics hanno avuto una stagione piena di alti e bassi, anche se gli ultimi sono stati più numerosi, date le aspettative. Reduce da 3 partite disputate male, i Celtics si potevano rifare in casa contro Portland. Il risultato però è un’altra sconfitta, la quarta consecutiva per i biancoverdi. 92-97 il finale. Sembra vera crisi.

La partita di questa notte è più giustificabile rispetto a quella contro Toronto. L’avversario era sempre di livello, ma Boston ha dato qualcosa in più, soprattutto a livello difensivo. Il lato peggiore è stato quello offensivo: 5/28 da 3 dice molto. Nonostante i numeri dicano che Irving sia il miglior realizzatore per i biancoverdi, il numero 11 è apparso slegato dalla squadra e ha compiuto delle scelte discutibili sopratutto nel finale. Grande prestazione degli ospiti, con un Lillard in spolvero (33 punti, 10/18 dal campo).

Il problema offensivo per i padroni di casa, pertanto, continua a manifestarsi. Nelle ultime 4 partite, i Celtics sono stati tenuti 3 volte sotto i 100 punti, e si percepisce una grande fatica a segnare in certi momenti della gara. La sensazione, guardando anche le prestazioni molto deludenti di Hayward, è che manchi un secondo grande realizzatore che affianchi Irving. La speranza dei fan di Boston era riposta sui giovani, ma anche loro stanno deludendo.

Irving polemico con i media

E le dichiarazioni della squadra di Stevens non rendono certo il clima più sereno. Già in passato Irving e Morris avevano criticato la squadra. Ieri Smart ha ripreso la tesi, affermando che non c’è coerenza all’interno del gruppo. E questa notte, a una domanda sul suo livello di confidenza all’interno del gioco dei Celtics, Irving non ha risposto. Tutti segnali che certo non fanno ben sperare.

Marcus Smart: “Non siamo uniti, non c’è coesione tra di noi”

Boston Celtics

I Celtics continuano a non convincere. Anzi, spesso forniscono prestazioni preoccupanti. Come quella di stanotte: sconfitta a Toronto, fuori partita dal 2° quarto e sotto fino al -31. Il 118-95 finale preoccupa molto. Dopo la brutta sconfitta con i Bulls ci si aspettava una partita totalmente diversa. Una squadra che punta al titolo, che l’anno scorso sorprese tutti ai PlayOff senza Irving ed Hayward, non può fornire prestazioni simili. Probabilmente non aiuta neanche l’incertezza che regna a Boston riguardo il tipo di mercato che farà in estate Ainge: i giovani non sanno se resteranno o se verranno sacrificati per arrivare a Davis e Irving non dà certezze sul suo futuro.

Le parole di Marcus Smart

Comincia ad essere difficile credere ancora alle parole di Irving. Secondo Kyrie, nessuno può battere i Celtics in 7 partite. E’ vero che ai PlayOff vedremo quasi certamente una squadra molto più competitiva, ma è difficile pensare anche alla partecipazione alle Finali NBA, soprattutto vedendo i biancoverdi allo stato attuale. E, a conferma di questa tesi, ecco le parole di Marcus Smart dopo la sconfitta con i Raptors:

Non andiamo nella stessa direzione. Tutto qui. Non siamo coesi. Mi sembra chiaro e semplice. Se fossimo uniti, tutto questo non accadrebbe. Sono sicuro che supereremo questo periodo. Certamente non stiamo andando come ci aspettavamo. 

Ormai il numero 36 è uno dei leader di questa squadra. Non è il primo che dichiara un problema di coesione. Vedremo se i Celtics riusciranno ad unirsi in tempo e ad ottenere belle soddisfazioni.

 

Kyrie Irving sui Celtics: “Nessuno può batterci in sette partite”

Irving sui Celtics

Nonostante la sorprendente sconfitta contro i Bulls, interviene Kyrie Irving sui Celtics. Per l’ex giocatore di Cleveland, Boston rimane la favorita nella Eastern Conference.

Kyrie Irving sui Celtics: le parole del giocatore

La sconfitta dei Boston Celtics ospiti dei Chicago Bulls nella notte, rimane il risultato più sorprendente. Trascinati da Zach Lavine e Lauri Markkanen, i Bulls hanno portato a casa una vittoria da squadra contro una delle big delle Eastern Conference.

Degne di nota le prestazioni dei due giocatori di Chicago:

Zach LaVine
  • 42 punti
  • 6 rimbalzi
  • 4 assist
  • 17/29 FG
  • 5/11 da tre
Lauri Markkanen
  • 35 punti
  • 15 rimbalzi
  • 12/20 FG
  • 3/7 fa da tre

 

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Il risultato finale di 126 a 116 non spaventa però il playmaker biancoverde. E’ intervenuto così Kyrie Irving sui Celtics nel post partita:

Sai, è così. Come ho detto, non mi sento più frustrato per queste cose. Fa parte della stagione regolare, nei playoff quando possiamo concentrarci su una squadra e pianificare tutto, non vedo nessuno che ci possa battere in sette partite

Dichiarazioni dirette e forti quelle di Irving che lancia un messaggio a tutti, Western Conference compresa. Prestazione di rilievo per lui nella notte:

  • 27 punti
  • 10 assist
  • 5 rimbalzi
  • 14/24 FG
  • 3/6 da tre

 

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Per i Boston Celtics è la seconda sconfitta consecutiva nelle ultime sei partite. Nemmeno questo sembra però spaventare il numero 11 che, secondo Chris Forsberg di ESPN, quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato della postseason, ha risposto così:

(Non sono preoccupato) perchè io sono qui

Prossimo avversario dei Celtics una contender per lo scettro lasciato libero da James, i Toronto Raptors.

Around the Garden “Dopo la pausa ecco il rush finale”

Boston Celtics

La pausa per l’All Star Game segna una fase importante per tutte le franchigie NBA, ancor più per quelle che puntano a obiettivi importanti; i Boston Celtics arrivano a questa settimana dopo un viaggio travagliato pieno di polemiche che hanno a lungo minato la serenità e l’unità di un gruppo partito con i grandi favori di critica e pubblico.

I primi a reagire male ad ogni piccola serie di sconfitte sono stati i giocatori che spesso hanno accusato il gruppo di mancanza di unità per ragioni diverse.
La domanda che sorge spontanea e’:
ma perché una stagione tutto sommato positiva ha portato con se così tante polemiche?
Le ragioni sono molteplici e le riassumiamo velocemente qui.
-Le aspettative enormi poste su un gruppo giovane e poco esperto a subire certe pressioni.
-La partenza a singhiozzo che ha regalato un record di 10-10,vera zavorra a oggi che ha tolto alla squadra la possibilità di lottare per le prime 2 posizioni e la serenità di assorbire anche gli stop più innocui.
-La giovane età di molti protagonisti che tendono a guardare più ai loro numeri che il bene della squadra,soprattutto nelle partite considerate abbordabili o quando la squadra acquisisce vantaggi importanti che vengono poi dilapidati sull’altare di giocate complicate,uscendo spesso dai dettami tattici.
-Tanto talento e poco spazio per mettersi in mostra,cosa che ha creato attrito tra i vari protagonisti in lotta per un maggior utilizzo più che per il vero bene comune.
-Il reintegro a pieno regime di un giocatore importante come Gordon Hayward,che oltre ad essere il più pagato viene visto anche come il prediletto dal coach suo vecchio mentore,è stato ben più travagliato è complicato del previsto creando scompensi all’interno del gruppo.
Il tutto molto ben rappresentato in questo simpatico tweet

Cosa ci si può attendere da qui alla fine di stagione regolare in casa Boston Celtics?

Il cammino che porta al rush finale e al raggiungimento del terzo posto passa da un percorso alquanto complicato per i Celtics che tra le 3 squadre in lizza sembra quella con il percorso più complicato,seguita da Indiana e poi Philadelphia che a questo punto potrebbe essere la favorita alla terza piazza.
I Celtics dovranno affrontare 14 delle 24 partire lontano dal TD Garden (solo 13 per Sixers e Pacers),con trasferte complicate come quella di Milwaukee alla ripresa delle operazioni,quelle a Toronto,Philadelphia,Indiana e l’ultimo viaggio a ovest con visita alle due di LA,Golden State e Sacramento.
Nelle 10 partite del TD arriveranno comunque avversari complicati come Portland,San Antonio,Denver,Houston,Sacramento e Indiana,tutte squadre con il record ampiamente positivo e in corsa per i playoff.
In totale sono 13 partite contro squadre sopra al 50% contro le sole 10 di Philadelphia e le 12 di Indiana.
Al momento quindi gli unici vantaggi che i Celtics sembrano avere,in questa corsa,sono quello degli scontri diretti con i Sixers (3-0) e il fatto che i Pacers giocheranno da qui alla fine senza il loro giocatore migliore ovvero Oladipo.

“La speranza di rivedere presto il vero Gordon Hayward”

La pausa è arrivata a puntino proprio mentre si iniziavano a vedere i primi sprazzi della crescita di Gordon che a Febbraio ha finalmente alzato i suoi numeri complessivi sino ad oggi ben al di sotto di ciò che si attendeva.
I 14 punti a partita con il 57% dal campo e un ottimo 52% dalla distanza che sono ben superiori ai numeri stagionali fatti segnare sino qui.
Numeri che crescono ancora se si prendono in considerazione solo le ultime cinque partite come si vede da questo tweet dell’account ufficiale delle stats.

Gordon è rimasto durante la pausa a lavorare al Red Auerbach Center mentre il resto della truppa andava in vacanza o in gita all’ASG di Charlotte.
Molte delle possibili fortune dei Celtics passano dal suo pieno o quasi recupero ed è forse per questo che Ainge sino ad oggi a differenza delle contendenti nn ha ancora rafforzato la squadra ne alla Dead Line ne al mercato dei tagli.
La vera speranza è quella che sia proprio Hayward il vero rinforzo dei Celtics.
Le notizie che raccontano del suo lieve infortunio alla caviglia destra (nn quella infortunata gravemente lo scorso anno,non dovrebbero destare grandi preoccupazioni anche se Gordon è dato in dubbio per la prima a Milwaukee ma già il fatto che parta per il trittico di trasferte fa già ben sperare.

 

“La questione Kyrie e la sua Free Agency rischiano di rendere ancor più difficile il finale di stagione.”

Sempre calda e difficile la situazione che gravita intorno al talentoso giocatore dei Celtics che veste il numero 11.
Non è bastata una stagione giocata mettendo insieme numeri eccellenti sia per numero che per qualità intesa come efficienza per tenere lontano discussioni e polemiche.
Le discussioni intorno a Irving si accendono ogni qual volta la guardia si siede per qualche acciacco e i Celtics vincono la partita.
Sono in tanti quelli che sollevano la questione record con o senza Kyrie,come se il record 8-2 ottenuto giocando quasi sempre in casa e contro avversari mediocri,con record abbondantemente sotto il 50% valga seriamente qualche cosa.
Ci ha pensato Ainge a sopire il circo mediatico attorno alle questione riportando tutti alla realtà dei fatti.
I Celtics con Kyrie in campo sono una squadra migliore e basta vedere l’efficienza di squadra per trarre la conclusione che tutto il resto sono polemiche inutili che portano a poco.
Non bastasse il campo i continui rumor intorno a Kyrie,Davis e Durant hanno alzato altri vespai polemici e Irving nell’ultimo allenamento prima della partenza per Milwaukee è andato giù pesante con la stampa e contro le presunte speculazioni che sono nate dopo la sua chiacchierata con l’amico KD.

E per nn farsi mancare nulla chiude anche con l’ennesima pizzicata ai giovani compagni che con le continue lamentele e egoismi personali rischiano di minare la serenità del gruppo rovinando quello che è l’obbiettivo finale…vincere
Tra due mesi inizierà il basket che conta e tutte queste polemiche se le porteranno via il vento delle emozioni,ma prima godiamoci questi 50 giorni di fuoco che decideranno la griglia di partenza e forse anche il nostro futuro..

Tatum: “Voglio rimanere ai Celtics per tutta la mia carriera”

Jayson Tatum Boston Celtics

La ricostruzione effettuata dai Boston Celtics e dal suo general manager Danny Ainge è stata veloce e molto efficace. In poco tempo, i biancoverdi hanno rigenerato il proprio roster e sono tornati competitivi. Un simbolo delle scelte corrette fatte da Ainge è ben visibile in Jayson Tatum. Il numero 0 è alla sua seconda stagione in NBA, ma la sua maturità e il suo talento sono evidenti. JT rappresenta anche un asset molto importante per Boston. Non è un caso che si parla di un suo trasferimento molto probabile nel caso in cui i Celtics riuscissero ad ottenere Anthony Davis. Tatum ha dei margini di miglioramento ancora molto ampi, e già negli scorsi PlayOff ha dimostrato di poter trascinare da solo una squadra.

 

Tatum: “Voglio essere un Celtic a vita”

Proprio a causa di tutte le voci che lo vogliono lontano dal Massachusetts, il numero 0 ha più volte dichiarato di essere tranquillo per il suo futuro. Intervistato da ESPN, si è soffermato nuovamente sull’argomento:

So che c’è un business che è il motore di tutto, ma io gioco a basket. Devo controllare solo ciò che posso, ma amo essere nei Celtics. Voglio giocare qui per tutta la mia carriera. Nel periodo delle trade si sente la tensione. Tutti guardano il proprio telefono. Ci sono tante voci, tanti rumors e cose così. E’ difficile anche pensare a cosa può succedere, quindi provo a ignorare il più possibile tutte le voci

Da un lato la possibilità che i numerosi giovani dei Celtics possano diventare determinanti in futuro. Dall’altro la necessità immediata di ottenere un All-Star per poter competere per l’anello. Per Ainge non sarà un’estate molto semplice.

La condizione fisica di Gordon Hayward: “Mi sento sempre meglio”

Nuggets-Celtics

Nonostante una stagione molto complicata, i Boston Celtics arrivano alla pausa dell’ All-Star Game con una serie di due vittorie consecutive. In un’ infermeria piuttosto piena, chi sembra iniziare a riprendersi totalmente è Gordon Hayward.

I Celtics si trovano in una situazione infortuni piuttosto sgradevole. Kyrie Irving su tutti alle prese con i soliti problemi alle caviglie, Aron Baynes, che a causa di un problema al piede sinistro sarà assente fino ai primi di marzo.

Inoltre, dopo due sconfitte subite in rimonta, Marcus Morris criticava la squadra di essere un complesso di individualità che non giocassero insieme. Le sue dichiarazioni incontravano l’approvazione di coach Brad Stevens.

Un segnale positivo proviene però da Gordon Hayward, le cui condizioni fisiche sembrano migliorare. Dopo l‘infortunio shock nella opening night 2017, che lo ha tenuto lontano dal parquet per una stagione intera, Hayward ha vissuto una traumatica prima parte di stagione. Lontano dalla forma fisica e dal gioco che gli hanno permesso di essere convocato per l’all-star game 2017, spesso si è trovato fuori luogo nel gioco Celtics.

Gordon Hayward: “Mi sento abbastanza bene”

Tralasciando la pessima gara contro i Lakers, Gordon Hayward viaggia, nelle ultime 4 partite, a 20 punti di media, 5 rimbalzi e 4.75 assist, tirando col 67% dal campo in 30 minuti di utilizzo. Il 28enne sembra più tranquillo in campo, attaccando con decisione il canestro e muovendosi bene tra gli spazi.

Di recente, Hayward ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, riferendosi alle ultime partite: Fisicamente, mi sono sentito abbastanza bene. Penso che mi stia muovendo decisamente meglio di quanto non facessi all’inizio della stagione.” Ha riferito a Basketball Insiders. Sto diventando più sicuro ogni mese, ogni settimana. Ci sono sicuramente alcuni giochi in cui non mi sento al top, ma penso di andare nella giusta direzione“.

Celtics-Sixers, Horford stoppa Embiid: “Ho sbagliato partita, colpa mia”, Hayward: “Al partita super”

La prima sconfitta dei “Phantastic 5” di Philadelphia è targata Boston Celtics. Al Wells Fargo Center di Philadelphia, i Celtics privi di Kyrie Irving superano di misura i 76ers di Joel Embiid.

112-109 il risultato finale per gli uomini di coach Brad Stevens, che si affidano all’esperienza di Al Horford ed alla grande partita in uscita dalla panchina di Gordon Hayward, ed ottengono la seconda vittoria stagionale sui rivali Philadelphia 76ers.

Al Horford è autore di un partita completa, chiusa con 23 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi in 35 minuti di gioco. Hayward conferma la buona vena offensiva dimostrata contro i Los Angeles Clippers e chiude con 26 punti e 6 triple mandate a bersaglio (su 7 tentativi), in 28 minuti.

Per i Sixers, cattive percentuali di tiro per Joel Embiid (autore di 23 punti e 14 rimbalzi) e Tobias Harris (10 punti e 8 rimbalzi, ma con 0 su 6 dalla lunga distanza). Jimmy Butler tra i migliori dei suoi, con 22 punti e 9 rimbalzi (7 su 12 al tiro e 7 su 10 ai tiri libero).

La sfida tra Celtics e Sixers si decide solo nel finale. Jimmy Butler sigla il -3 Phila allo scadere del terzo periodo (77-74), Joel Embiid e Ben Simmons tengono a contatto i Sixers ad inizio quarto quarto ma i Celtics continuano a colpire dall’arco dei tre punti, con Hayward, Horford (3 su 5 per l’ex Atlanta Hawks) e Jayson Tatum.

Embiid segna il canestro del +1 Sixers (103-102) a 2 minuti dal termine, prima della replica di Gordon Hayward dall’angolo destro. A 30 secondi dal termine, Boston è avanti di 2 lunghezze (108-106), quando Marcus Smart penetra a canestro attaccando un Joel Embiid gravato da 5 falli. La star dei 76ers non va in aiuto, e Smart schiaccia il +4 Celtics.

Jimmy Butler ricuce lo strappo in entrata, (108-107) ma Tatum non sbaglia dalla lunetta e chiude la partita.

Celtics-Sixers, Joel Embiid: “Che arbitraggio! Ma io ho sbagliato partita”

Al Horford si conferma cliente scomodo per Joel Embiid. Nelle ultime 10 partite tra Sixers e Celtics (tra playoffs 2018 e stagione regolare 2018\19) Horford ha limitato la stella dei 76ers a soli 0.73 punti per possesso (a fronte di una media di 1.08 quando marcato da altri difensori, dati ESPN), con una percentuale al tiro inferiore al 37%.

Ben 12 dei 16 tiri da tre punti presi da Embiid nelle 10 partite prese in esame sono arrivati contro Horford.

“(Horford, ndr) non fa nulla di che, sostanzialmente se ne sta fermo. Io ho dormito per tre quarti, ho sbagliato approccio. La sconfitta è colpa mia, e di nessun altro. La giocata sul +3 Boston? Sono stato uno stupido, ho recuperato il rimbalzo offensivo e segnato da 2, quando avrei dovuto riaprire per un tiro da tre per pareggiare. Ho presupposto che avessimo ancora un time-out, ma così non era. Ho fatto canestro ed ho pensato subito: ‘Joel, sei uno stupido’. Colpa mia, devo fare meglio. Gli arbitri hanno fatto schifo, comunque

– Joel Embiid dopo Celtics-Sixers –

Una critica che costerà alla star camerunense dei Sixers una multa, con ogni probabilità.

Gordon Hayward, autore di una delle sue migliori partite stagionali, spende parole di ammirazione per Al Horford a fine gara:

Al (Horford, ndr) è un difensore intelligente. Sa usare gli spazi e gli angoli giusti, e sa quando avvicinarsi e far sentire il fisico (a Joel Embiid, ndr), e quando allontanarsi. E’ tosto, cerca il contatto, non arretra mai ed è in grado di sprintare per contrastare il suo tiro da fuori. Embiid è un mostro fisicamente, vedere Al giocare così contro di lui è davvero incoraggiante

– Gordon Hayward dopo Celtics-Sixers –

Coach Brad Stevens su Marcus Morris: “Ha ragione, dobbiamo giocare meglio”

Brad Stevens

Coach Stevens ha commentato le dichiarazioni di Marcus Morris rilasciate i giorni scorsi, in cui criticava fortemente la squadra e il modo di giocare. Morris ha sentito il bisogno di dire la sua in seguito alla brutta sconfitta in casa contro i Los Angeles Clippers.

I Boston Celtics si trovavano sopra anche di 28 punti prima della fine dei primi due parziali, prima di crollare nel secondo periodo, e regalare ai Clippers la rimonta più grande della loro storia. Due sere prima, Boston veniva sconfitto dai Los Angeles Lakers, i rivali di una vita, di Lebron James, a causa di un tiro allo scadere di Rajon Rondo. Anche in quell’occasione i Celtics si erano trovato in vantaggio anche di 20 lunghezze.

Al termine della partita, Marcus Morris dichiarava questo: “Non ci divertiamo proprio, non abbiamo nessuna durezza, sembra che giochiamo per perdere[…] Noi non stiamo facendo squadra, vedo soltanto un gruppo di individui.” E ancora: “I ragazzi non riescono ad essere competitivi e, ribadisco, non è divertente giocare così.”

Le sue dichiarazioni hanno aperto un dibattito su una possibile crisi in casa Boston Celtics, ma solo il campo ci darà le risposte. Nel frattempo, durante la notte, sono arrivate le risposte di coach Brad Stevens.

Coach Stevens: “Dobbiamo essere molto meglio di così”.

Per Adam London di NESN, Stevens ha etichettato le parole di Morris come un problema. Infatti, ha detto di essere d’accordo con le parole del 29enne, riguardo il fatto di non essere un team , ma un gruppo di individualità. Ma Stevens ha detto che, finchè metterà il suo nome davanti, Morris potrà dire ciò che vuole.

“Una delle cose che ci siamo detti a inizio anno è quella di non voler avere una squadra di fonte anonime.” Ha detto Stevens. “Perciò, se ha intenzione di dire qualcosa, devi mettere il tuo nome nella frase. Le frustrazioni di Marcus erano ovviamente evidenti, e penso che avrebbe da dire un sacco di cose riguardo le ultime due partite. Abbiamo bisogno di giocare molto meglio di così nel chiudere le partite, e nel gestire le situazioni scomode durante le gare”.

Morris sui Celtics: “Non ci divertiamo più come squadra”

Boston Celtics

Morris sui Celtics: il giocatore di Boston si è espresso a margine della bruciante sconfitta patita dal suo team contro i Clippers questa notte. La squadra biancoverde, infatti, dopo aver accumulato un vantaggio di 28 punti nel secondo quarto, ha subito una clamorosa rimonta culminata nel 123 a 112 finale.

MORRIS SUI CELTICS: LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Marcus Morris
Il numero 13 di Boston, alla seconda stagione in biancoverde

Il nativo di Philadelphia, nello specifico, si è sfogato con i giornalisti, ammettendo il periodo non semplice in casa Celtics, contrariamente alle attese previste ad inizio stagione.

Non è divertente perdere così giocando in questo modo. Guardo gli altri team, i ragazzi in panchina, e vedo che sono entusiasti in campo. Noi non stiamo facendo squadra, vedo soltanto un gruppo di individui.

The Celtics lost ugly, again. And this time, Marcus Morris wasn’t having it, going off on his team for its lack of attitude and toughness. From @ByJayKing: https://t.co/JPSN0w0vxA pic.twitter.com/AKetnWdOUK

I problemi di Boston, quindi, non sembrano quindi finiti, nonostante il record di squadra di 35-21 valevole il quinto posto nella Eastern Conference.

Non ci divertiamo proprio, non abbiamo nessuna durezza, sembra che giochiamo per perdere. Questo è un atteggiamento che dobbiamo cambiare obbligatoriamente, perchè ormai il periodo degli scambi si è chiuso e il team rimarrà quello attuale fino alla fine dell’anno. I ragazzi non riescono ad essere competitivi e, ribadisco, non è divertente giocare così.

Marcus Morris, che nella partita contro i Clippers ha chiuso con 15 punti e 6 rimbalzi, non è il primo ad aver criticato apertamente i più giovani membri della squadra biancoverde. Qualche settimana fa, infatti, anche Irving si era espresso in toni piuttosto netti, contribuendo però ad alimentare ulteriormente la tensione.

In conclusione, la situazione nell’ex team di Bird e Russell non è tra le più rosee. Coloro che si aspettavano un’annata trionfale nel deserto dell’Est, finalmente libero del dittatore LeBron, si sono dovuti presto ricredere. Ovviamente non tutto è perduto: mancano ancora due mesi all’inizio dei playoff e la stagione, fin qui altalenante, di Boston, può ancora volgere al meglio. Il tempo, però, inizia a scarseggiare e la concorrenza continua a migliorare.

 

 

 

Jayson Tatum: “Sono grato di essere rimasto qui a Boston”

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

I Boston Celtics hanno lavorato molto bene negli ultimi anni sul mercato. Hanno fatto scambi intelligenti e pescato bene al draft, e ora sono pronti a competere di nuovo per le finali di Conference e per il titolo NBA. Danny Ainge aspetta soltanto un’occasione favorevole per completare la squadra con un ultimo tassello. Un altro All Star, importante per potersi sentire alla pari dei Golden State Warriors. E nelle discussioni per favorire questa trade, Jayson Tatum è spesso menzionato.

Il gioiello di Brad Stevens è ovviamente un talento riconosciuto da tutti, ed è un asset molto importante a disposizione dei Celtics. Con la richiesta di trade da parte di Anthony Davis alla dirigenza dei Pelicans, Ainge ha cominciato a pensare come convincere New Orleans in estate. E sicuramente Tatum sarà richiesto, se questo non è già avvenuto, dalla franchigia della Louisiana.

 

Tatum sul rimanere a Boston

Per il momento, però, Tatum rimane nel Massachusetts. Ecco le sue parole a riguardo, rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro i Los Angeles Lakers:

Sono grato di essere ancora parte di questa squadra. Sono contento che, almeno per il momento, il mercato sia finito. Qui sto bene, tutti sono contenti di rimanere qui e ci divertiamo a giocare l’uno con l’altro. Sentire il mio nome all’interno di molti rumors di mercato è strano. Ma mi concentro soltanto su ciò che posso controllare, cioè scendere in campo e giocare a basket.

Ricordiamo che, in ogni caso, i Celtics non potevano arrivare a Davis già ora, per via della Rose rule.

Boston adesso è sicuramente una tra i favoriti per arrivare ad AD e, se veramente riuscirà ad aggiudicarsi le sue prestazioni, è molto probabile che Tatum sia inserito nel pacchetto da scambiare a New Orleans. Solo il tempo ci dirà se sarà la scelta giusta per portare i Celtics di nuovo alla vittoria del titolo NBA.

Free agency Kyrie Irving, Ainge convinto della permanenza a Boston

Irving sui Celtics

Il futuro di Kyrie Irving sarà ancora a Boston, almeno secondo Danny Ainge. Il President of Basketball Operations dei Boston Celtics ha fatto sapere di essere convinto che il primo 1 luglio, con l’apertura della free agency, il “matrimonio” tra Irving e i Celtics sara ufficializzato.

 

“Il modo in cui ho visto la situazione è che penso che molte persone, a causa dell’annuncio di Kyrie all’inizio dell’anno, pensavano che fosse un matrimonio”, ha detto Ainge alla radio sportiva Boston 98.5 The Sports Hub, “Penso che per ora sia più come un fidanzamento ma ci sposeremo il 1° luglio. Da quanto ho capito parlando con Kyrie, penso che questo fidanzamento sia ancora attivo, per quanto ne so, ma non possiamo firmare quel contratto fino alla prossima estate”.

 

Free Agency Kyrie Irving: molto dipenderà da Anthony Davis?

 

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche dell’ex coach dei Phoenix Suns, le ormai celebri parole di Irving “Ask me July 1st”, lasciano aperta una grande possibilità che il n°11 dei Celtics decida di rifiutare la player option per la prossima stagione, uscendo dal proprio contratto per testare la free agency.

 

Anche in questo caso, Boston sembrerebbe la squadra favorita per rifirmarlo, ma i rumors su una possibile trade di Anthony Davis hanno cambiato tutti i piani.

 

In caso di approdo a Boston in estate del lungo di New Orleans, Irving farebbe certamente un altro passo verso la permanenza, ma altre intriganti ipotesi si sono fatte strada nell’ultimo periodo.

 

Quella certamente più interessante riguarda un suo possibile passaggio ai Los Angeles Lakers di LeBron James, con cui il play ha riallacciato i rapporti dopo il brutto addio ai tempi di Cleveland.

 

Tralasciando i vari rumors di mercato però, un altro ruolo chiave nella decisione di Irving sarà certamente rappresentato dai risultati sul campo ottenuti dalla franchigia del Massachusetts, attualmente quarta nella Easter Conference dopo la sconfitta contro i rivali di sempre, proprio i Los Angeles Lakers.