Davis-Celtics: Boston e NOLA discutono su Jayson Tatum

Davis-Celtics

L’asse Anthony Davis-Celtics potrebbe essere ancora caldo, nonostante Boston non sembrasse tra le mete gradite al giocatore. Al centro della questione potrebbe trovarsi il giovane talento bianco-verde Jayson Tatum, soprattutto se AD non dovesse lasciare New Orleans prima della deadline.

Davis-Celtics: Jayson Tatum per smuovere la situazione?

I Pelicans sarebbero disposti ad attendere la offseason per trattare la cessione di Davis a Boston, ma vogliono delle garanzie dalla dirigenza Celtics, che, dal canto suo, non è molto disposta a fare promesse difficili da mantenere. Secondo Adam Himmelsbach, i Celtics avrebbero garantito a NOLA un “pacchetto esplosivo” per arrivare al loro All-Star, senza porre il veto su alcun giocatore in particolare, quindi neanche sul gioiellino Tatum.

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?
Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Al contempo bisogna valutare la situazione Kyrie Irving, il cui eventuale massimo salariale in estate non potrebbe essere compatibile, nel medesimo roster, con il contratto di Anthony Davis. In questo caso, l’arrivo in estate del numero ventitré  dei Pelicans sarebbe possibile solo alla luce della firma di Uncle Drew per qualche altra franchigia. In tutto questo, i Celtics hanno pregato il front office di New Orleans di non cedere il giocatore ai Los Angeles Lakers, la meta più gradita, e di attendere la free agency per ricevere l’offerta da Boston. Non a caso, mentre la pista Davis-Celtics tende a riaprirsi, la strada della superstar verso la città degli angeli è resa più complessa dalle elevatissime richieste dei Pelicans.

 

 

Seguite tutti gli aggiornamenti Live della trade deadline sul nostro canale YouTube NBAPassion dalle 15.30 alle 23 con una lunga diretta e sul nostro sito web con tute le ultime. 

Iscrivetevi sui nostri social:

 

 

Kyrie Irving-rinnovo: i Celtics cautamente ottimisti

Irving sui Celtics

Il tema Kyrie Irving-rinnovo è sicuramente il più caldo al momento per i Boston Celtics, data l’impossibilità di imbastire una trade per Anthony Davis al momento. Secondo quanto riporta Zach Lowe di ESPN infatti i Celtics restano cautamente ottimisti riguardo al rinnovo contrattuale del loro playmaker, ma sono quantomeno scossi dalla scelta dei Knicks di liberare un secondo slot da massimo salariale con l’affare che ha portato Kristaps Porzingis in quel di Dallas; infatti i Knicks potranno dunque firmare due stelle in questa Free Agency e le recenti dichiarazioni su Kyrie Irving-rinnovo del diretto interessato fanno leggermente preoccupare la dirigenza biancoverde. Staremo a vedere cosa succederà questa estate, ma l’idea di formare un super team nella città della Grande Mela con Kevin Durant (o Jimmy Butler) e Zion Williamson potrebbe stuzzicare e non poco l’ex stella dei Cavs. Inoltre se i Knicks dovessero draftare Zion WIlliamson, potrebbero anche tentare l’affondo su Anthony Davis qualora non si sia ancora mosso da New Orleans, in quanto avrebbero giocatori del calibro di Kevin Knox, Dennis Smith Jr e lo stesso Williamson da offrire ai Pelicans.

Celtics, Danny Ainge “allude” a Jayson Tatum ed invita i Pelicans a prendere tempo

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Anthony Davis e Jayson Tatum, i New Orleans Pelicans prendono tempo, incoraggiati dal General Manager dei Boston Celtics Danny Ainge.

 

Ainge rimane convinto delle possibilità di arrivare a Davis a partire dal prossimo tardo giugno, ed invita dei Pelicans sotto pressione a “tenere duro” ed attendere l’offerta dei Celtics. Come riportato da Chris Mannix per Sports Illustrated, Danny Ainge avrebbe “dato l’impressione” a New Orleans – pur senza citarne il nome – di essere disposto ad inserire in una eventuale proposta il gioiellino Jayson Tatum.

 

Boston non vuole rinunciare alla pista Anthony Davis, nonostante la free agency imminente di Kyrie Irving e nonostante la star dei New Orleans Pleicans non abbia inserito i Celtics tra l’ufficiosa lista di destinazioni predilette in caso di trade.

 

Secondo Mannix, i Celtics sarebbero pronti a “mettere qualsiasi cosa” sul tavolo delle trattative, persino Jayson Tatum, qualora i Pelicans di dimostrassero pronti ad aprire i lavori per il passagio di Anthony Davis in bianco-verde.

Il futuro di Anthony Davis riaccende la rivalità tra Lakers e Celtics

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade fatta da The Brow ha riacceso la rivalità tra L.A. sponda gialloviola e Boston, poiché entrambe le franchigie sono interessate ad assicurarsi le prestazioni del prodotto di Kentucky.

 

Ricostruire la storia della rivalità per eccellenza dell’NBA richiederebbe l’equivalente di un’enciclopedia a fascicoli. tanti sono gli aneddoti, i fatti ed i personaggi che l’hanno costruita.

Per uscire dal basket giocato e narrato, basti pensare che il videogame della Electronic Arts – Lakers versus Celtics and the NBA Playoffs – rilasciato verso la fine dell’era Showtime vs Big Three è ancora tra i più giocati sui vari emulatori online. Così come la puntata Celtics/Lakers: Best of Enemies è tra le più apprezzate della serie 30 vs 30 della ESPN.

Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs
Lakers vs Celtics and the NBA Playoffs © Copyright 1989 Electronic Arts

Dopo le Finals del 2008 e 2010, la rivalità si è sopita a causa della ricostruzione intrapresa da entrambe le franchigie. Con l’arrivo nell’estate 2017 di Kyrie Irving a Boston e di LeBron James a Los Angeles la scorsa estate, i protagonisti dello storico titolo dei Cavaliers 2016 hanno riportato sotto le luci della ribalta le due avversarie.

Lakers vs Celtics su Davis: la richiesta di trade

La storia è nota. Rich Paul – fondatore della Klutch Sports Group nonché agente ed amico di LeBron – ha dichiarato alla ESPN che il suo assistito non avrebbe firmato l’estensione contrattuale, oltre a richiedere una trade verso una squadra che gli avrebbe consentito di competere per l’anello.

Lo strappo tra Anthony Davis – per anni faro della franchigia della Louisiana – ed il front-office dei Pelicans giunge nel corso dell’ennesima deludente stagione disputata da New Orleans. Il GM Dell Demps contava sul fatto che i quasi novanta milioni di dollari e l’anno in più che avrebbe potuto mettere sul piatto rispetto alle altre pretendenti, gli avrebbe concesso un vantaggio nella trattativa per il rinnovo.

L’NBA si è subito mossa a tutela dei New Orleans Pelicans, multando Davis poiché il contratto collettivo vieta ad atleti ed agenti la richiesta pubblica di trade. Inoltre, le dichiarazioni di Paul hanno come scopo quello di indebolire la posizione contrattuale dei Pels.

La dirigenza della Louisiana in una nota stampa ha ribadito che se ci sarà una trade, sarà secondo le loro condizioni oltre a richiedere alla Lega di inasprire le sanzioni per tampering.

Lakers vs Celtics su Davis: le pedine di Ainge ☘️

Per il numero ed il valore degli asset a disposizione, i Boston Celtics sono stati sempre considerati come una delle pretendenti più credibili della prima scelta dell’NBA Draft del 2012.

Il GM Danny Ainge può utilizzare come pedine di scambio sia atleti di esperienza come Marcus Smart e Gordon Haiward che giovani promettenti come Jaylen Brown e, soprattutto, Jayson Tatum. I verdi possono poi disporre della scelta dei Clippers, della migliore tra quella dei Kings e 76ers oltre a quella dei Grizzlies, che è libera da protezioni nel 2021.

A complicare i piani della Beantown è stata la tempistica della richiesta di cessione dall‘entourage di Davis: il regolamento vieta alle franchigie di acquisire via trade due atleti che hanno firmato l’estensione contrattuale con la cosiddetta Rose Rule. In soldoni, Boston può acquisire The Brow dopo il 1° Luglio, quando Irving diventerà free agent, a meno di non inserire nella scambio lo stesso Uncle Drew.

A complicare le mosse dei Celtics c’è poi la volontà del diretto interessato. Secondo Shams Charania di The Athletic e Watch Stadium, per il prodotto di Kentucky Boston non sarebbe una destinazione gradita ma solo una tappa di passaggio. La destinazione preferita? Ancora Charania ha riportato che si tratta proprio dei Lakers.

Jayson Tatum and Anthony Davis
Jayson Tatum and Anthony Davis (Greg M. Cooper, USA TODAY Sports)

Come se non bastasse, nei giorni il papà del sei volte All Star ha dichiarato alla ESPN che non gradirebbe vedere il figlio indossare la canotta biancoverde:

<Non vorrei mai che mio figlio giocasse per Boston, dopo come hanno trattato Isaiah Thomas. Nessuna lealtà. Un ragazzo ha dato il cuore e l’anima per loro e lo hanno scambiato.>

Condivisibili o meno, le parole di Anthony Davis Sr. sembrano allontanare sempre più A.D. dal Massachusetts.

Lakers vs Celtics su Davis: la posizione dei gialloviola

L’arrivo di LeBron ha dato una violenta accelerata al processo di ricostruzione dei Los Angeles Lakers. Il passo successivo è quello di affiancare una o più stelle a James e l’ala dei Pelicans risponde al profilo ideale, grazie alle indiscutibili qualità di cui dispone.

Al termine della gara dello Staples Center, gli apprezzamenti fatti da LBJ nei confronti del #23 di NOLA non erano piaciuti a coach Alvin Gentry ed al front office dei New Orleans, che avevano invocato l’intervento della Lega, tramutatosi in un richiamo generale al rispetto delle regole sul tampering.

Ad alimentare le polemiche, la notizia riportata da Chris Haynes di Yahoo Sports – insider molto vicino al nativo di Akron – sulla cena post partita condivisa dalle due superstar.

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?
LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

Pur non avendo la possibilità di offrire scelte come quelle dei Celtics, i Lakers hanno tutto l’interesse affinché la trade si faccia prima della deadline – essendo Boston al momento fuori gioco – e di conseguenza hanno iniziato la partita a scacchi con la dirigenza dei Pels.

Lakers vs Celtics su Davis: le mosse dei lacustri 💜🧡

Nelle prime ore della trattativa, secondo Dave McNenamin di ESPN, Demps non era intenzionato a rispondere alle telefonate del GM lacustre Rob Pelinka, pronto a sottoporre ben cinque proposte alla dirigenza della Louisiana.

Tuttavia, stando alla ricostruzione fatta da Wojnarowski e Zach Lowe di ESPN, preso atto del fatto che Davis non avrebbe firmato l’estensione contrattuale con team diversi dai Lakers, il front office dei Pelicans ha iniziato a dialogare con Magic Johnson.

Per Adrian Wojnarowski, la prima offerta lacustre era composta da Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Rajon Rondo, Michael Beasley ed una prima scelta.

Per Shams Charania questa proposta – come alternative che possano comprendere veterani come Rondo o Stephenson – non interessa New Orleans, che non ritiene all’altezza il pacchetto offerto. La trattativa però sembra avviata ed i californiani sono aperti ad inserire tutti i membri del roster ad eccezione di Kentavious Caldwell-Pope, anch’egli rappresentato dalla Klutch Sports Group.

Tania Ganguli e Broderick Turner del Los Angeles Times, hanno riportato che i Pelicans stanno valutando la possibilità di fare una controproposta, aggiungendo una seconda first pick a quella già offerta, soprattutto perché con l’arrivo di The Brow le pick saranno verosimilmente meno appetibili. Secondo le due penne del Times, i dialoghi tra le parti dovrebbero riprendere in queste ore.

Lakers vs Celtics su Davis: il futuro di Irving ☘️

Oltre che l’affaire Davis, Ainge pare debba prepararsi ad una trattativa tutt’altro che semplice per il rinnovo di Kyrie Irving. Dopo aver pubblicamente manifestato la volontà di ri-firmare con la franchigia di The City on a Hill, negli ultimi tempi sembra essere meno convinto.

Per Haynes, uno dei motivi per cui Davis non è attratto dall’idea di finire a Boston è proprio l’incertezza che regna sul futuro di Irving.

In un’intervista rilasciata a Ian Begley di ESPN prima della gara contro i New York Knicks, l’ex Cavaliers ha dichiarato che avrebbe scelto che sarebbe stato meglio per il suo futuro, chiudendo l’argomento rimandando tutti i discorsi a dopo il primo Luglio.

Durante la gara, i tifosi del Madison Square Garden hanno intonato l’eloquente coro We want Kyrie!. Ancora Begley riporta le parole di Irving al termine della gara:

<Apprezzo quando ricevo il supporto dei fan, in ogni arena. Ovviamente quando torno a casa, con tutte le voci che ci sono in giro… Non posso farci nulla in merito. Accetto ed apprezzo, ma sono concentrato sulle sfide che mi attendono.>

Le parole pre e post partita di Kyrie hanno dato adito a diverse speculazioni, amplificate dal fatto che sono giunte a poche ore di distanza dalla trade con cui la franchigia newyorchese, cedendo ai Mavs Kristaps Porzingis, ha liberato lo spazio salariale per provare a firmare due stelle nella prossima free agency.

Un’altra firma di ESPN, Tim Bontemps, ha ricostruito uno scenario secondo il quale Irving potrebbe sbarcare nella Big Apple in compagnia di Kevin Durant e – con un po’ di fortuna con le palline della lottery – del freshman delle meraviglie Zion Williamson.

Uno scenario da incubo per i tifosi del pride, secondo solo a quelli ipotizzati da Brian Windhorst di ESPN o da Ric Bucher di Bleacher Report: lo sbarco nella City of Angels di Kyrie per una clamorosa reunion dell’unico duo capace di battere Golden State.

Lakers vs Celtics su Davis: il ruolo di LeBron 💜🧡

I due protagonisti delle NBA Finals del 2016, proprio nei giorni scorsi si sono riavvicinati e, dopo una lunga telefonata, LeBron James ha parlato positivamente dell’ex compagno.

Ma in virtù del suo star power, l’impatto mediatico ed i precedenti nel corso della sua lunga carriera, ogni mossa di James scatena le fantasie di media e fan, oltre a poter essere interpretata a sostegno di una tesi e di quella opposta.

Dalla volontà di assurgere a LeGM per intervenire sul roster dei Lakers, alla – presunta – poca considerazione che nutre nei confronti di Luke Walton

…basta poco per immaginare LeBron come un grande burattinaio capace di agire indisturbato dietro le quinte della Lega.

Al momento dunque Los Angeles favorita su Boston, che invece potrebbe tornare avanti nel caso la trade non si finalizzi entro la deadline.

In ogni caso, la rivalità sembra destinata a segnare nuovamente la Lega. I californiani possono contare sulla presenza catalizzatrice di James, mentre i verdi hanno giovani ed asset per restare ai vertici della Eastern Conference per tanto tempo.

Il conto alla rovescia prosegue e tutti, proprio tutti, hanno gli occhi puntati sugli account dei maggiori insider. Anche durante il Super Bowl.

Ironia della sorte, la sera della trade deadline al TD Garden si affronteranno proprio Celtics ☘️ e Lakers 💜🧡.

L’importanza di Al Horford per i Celtics: i numeri

Celtics-Sixers.

L’importanza di Al Horford per i Boston Celtics non può essere giudicata solo dalle statistiche. Il centro biancoverde, oltre ad essere un leader della squadra di Stevens, è fondamentale a livello tattico e realizza giocate fondamentali, sopratutto in difesa. Nonostante i numeri non rendano giustizia all’ex Atlanta Hawks, è opportuno notare come le sue ultime prestazioni siano state davvero degne di nota. Anche grazie a queste i Boston Celtics hanno raggiunto il 4° posto in classifica nella Eastern Conference, trovandosi a una sola partita di distanza dai 76ers che occupano la 3° posizione.

I numeri di Al

Non considerando la partita di venerdì contro i New York Knicks, Horford nelle ultime 7 partite ha segnato 17.3 punti, raccolto 8.9 rimbalzi ed effettuato 2.4 stoppate a partita. Al Madison Square Garden, con 14 punti, 9 rimbalzi e 4 assist in 27 minuti ha guidato la sua squadra alla vittoria. E nelle ultime 8, i Celtics sono 7-1, con l’unica sconfitta maturata al Garden contro i Warriors per 4 punti.

Al è un giocatore completo, forte in entrambi i lati del campo. Lunedì scorso, contro i Brooklyn Nets, ha effettuato 6 stoppate nei primi due quarti. Contro i Knicks, i 10 punti segnati da lui nel solo 3° quarto hanno aiutato Boston a maturare il vantaggio decisivo.

E’ utile anche sottolineare come i Celtics sono 8-2 quando Horford segna 16 o più punti; quando raccoglie 8 o più rimbalzi, sono 11-5.

Da questa analisi sembra proprio che quando il n°42 è in forma, anche i Celtics lo sono.

Se i biancoverdi vogliono arrivare a giocare le NBA Finals quest’anno molto dipenderà da Horford, probabilmente vero ago della bilancia della squadra di Brad Stevens.

Celtics, Morris su Irving: “Giocatore polarizzante nella NBA”.

Kyrie Irving è una delle star più bizzarre dell’intera NBA. Le sue dichiarazioni sulla terra piatta hanno fatto parlare, e ridere, moltissime persone sia all’interno della lega che in giro per il mondo. Proprio del suo modo d’essere ha voluto parlare un suo compagno di squadra, Marcus Morris, che ha rilasciato alcune parole nel post gare di Knicks-Celtics.

“E’ un ragazzo molto polarizzante nella NBA e nel mondo e quindi tutto ciò che dice, anche se lo fa scherzando, è sempre al centro dell’attenzione e molto spesso le sue parole sono fraintese. Come ho detto è un grande professionista e tutti gli vogliamo bene. Lo vogliamo ancora qui con noi”, ha chiosato il lungo a The Associated Press.

Irving rumors: le parole di Kyrie

Irving ha terminato l’ultima gara con 23 punti, 10 rimbalzi e 6 assist in 36 minuti giocati nella vittoria contro New York per 113 a 99. Il play dei Celtics ha detto di aver apprezzato gli applausi dei tifosi avversari, aggiungendo che tutto quello che sta ascoltando in questo momento è soltanto ‘rumore’. Ecco le sue parole: “Sono molto riconoscente per il supporto dei fan che ottengo in ogni palazzetto, ovviamente ci penso quando torno a casa. Quello che sto sentendo in questo periodo, i vari rumors e commenti, sono soltanto un mucchio di sciocchezze. Non posso farci nulla e per questo ho accettato questa cosa, ora devo concentrarmi sul mio gioco”.

Nonostante le voci insistenti sul futuro di Kyrie Irving e sulla possibile trade per arrivare ad Anthony Davis, i Boston Celtics hanno vinto 8 delle ultime 9 uscite, ed ora hanno un record di 33 vinte e 19 perse che vale il quarto posto ad Est. L’unico ko, per la cronaca, è arrivato contro i Golden State Warriors, con gli uomini di coach Stevens che si sono arresi 111 a 115 in casa.

Negli ultimi giorni sono uscite voci secondo cui la star di Boston sarebbe disposta a tornare a giocare con LeBron James dopo il divorzio ai Cleveland Cavaliers anche se, al momento, questa appare soltanto un’ipotesi che i Lakers potrebbero prendere in considerazione nella prossima estate visto che ora la priorità è il lungo dei New Orleans Pelicans.

 

Anthony Davis, no ai Celtics: “Soluzione temporanea qualsiasi destinazione che non sia Los Angeles”

NBA-scambi-estivi-rumors-anthony-davis-mercato-risultati-nba-justise-winslow-Anthony Davis statistiche

Anthony Davis non vuole i Celtics. La star dei New Orleans Pelicans rimane determinata a raggiungere Los Angeles e LeBron James, subito via trade o tra 16 mesi via free agency, nel 2020.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter, Davis avrebbe ribadito che considererà qualsiasi destinazione che non siano i Los Angeles Lakers una soluzione “a tempo”, il tempo di arrivare a fine contratto nell’estate 2020 ed accettare una eventuale proposta di contratto da parte dei giallo-viola.

 

“Diktat” che comprende anche i Boston Celtics, estimatori di lunga data del 5 volte All-Star dei New Orleans Pelicans ed oggi alle prese con le “bizze” dell’irrequieto Kyrie Irving.

 

 

Anthony Davis non vuole i Celtics, solo i Lakers sulla scena?

 

l General Manager dei Pelicans Dell Demps ed i vertici dirigenziali della franchigia della Lousiana, guidati dalla proprietaria Gayle Benson, hanno l’intenzione di resistere ad un primo assalto dei Los Angeles Lakers, per portare le trattative tra Pelicans e Celtics al prossimo giugno, quando il GM dei bianco-verdi Danny Ainge sarà in grado di fare la sua offerta per Davis.

 

Un pacchetto che possa comprendere Jayson Tatum e\0 Jaylen Brown, Terry Rozier (che sarò free agent a luglio e per il quale si dovrebbe procedere ad una sign-and-trade), addirittura Al Horford e soprattutto il prezioso “tesoretto” di scelte al primo giro sapientemente accumulate da Ainge neli anni è il vero obiettivo del front office dei New Orleans Pelicans.

 

Dell Demps ed i Lakers, nella persona del Presidente Magic Johnson e del General Manager Rob Pelinka, hanno nelle scorse ore aperto un tavolo di trattativa. Il duo Magic-Pelinka avrebbe proposto ai Pelicans fino a 5 combinazioni diverse di giocatori, lista che comprende i giovani Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram, Josh Hart e Ivica Zubac.

 

 

Al momento, la “linea di difesa” dei New Orleans Pelicans si è attestata sul “metodo Spurs”, già testato poco meno di un anno fa dai San Antonio Spurs nella conduzione delle trattative per la cessione di Kawhi Leonard. Difficilente i New Orleans Pelicans cederanno alle pressioni dei Lakers e dell’influente Rich Paul, se Demps, Mickey Loomis (vice-presidente esecutivo dei New Orleans Saints e President of Basketball Operations dei Pels) e Miss Benson non riteranno vantaggiosa la miglior offerta possibile in arrivo da Los Angeles.

 

Lakers a parte, e con la chiusura dell’affare Porzingis che ha tolto i New York Knicks dalla scena, poche sono le squadre in grado entro la deadline del prossimo 7 febbraio di offrire quanto i Pelicans pretendono per la loro star.

 

La volontà di Davis di trasferirsi a Los Angeles lascia ben poca speranza ad altre eventuali pretendenti.

Kyrie Irving sul suo futuro: “Non devo nulla a nessuno, farò ciò che sarà meglio per la mia carriera”

Pronostici NBA 18-19

Kyrie Irving sul suo futuro? “Non devo un c***o a nessuno”.

 

Lapidario, forse spazientito dalle voci di mercato su Anthony Davis ed i Boston Celtics, comprensibilmente preoccupato e sotto pressione per la grande responsabilità di guidare una squadra prestigiosa come i bianco-verdi ed in vista dell’importante decisione che lo attende a partire dal prossimo 1 luglio, Kyrie Irving sbotta.

 

 

Cosa farò? Chiedetemelo il 1 luglio” Così Ian Begley di ESPN, che riporta le parole di Irving ad alcuni cronisti nella giornata di venerdì. Il campione NBA 2016 con la maglia dei Cleveland Cavs ha quindi aggiunto che, Celtics o meno, la sua scelta sarà fatta esclusivamente nei suoi interessi: “Farò ciò che sarà meglio per la mia carriera“.

 

Alla fine, farò esclusivamente ciò che sarà meglio per me e per la mia carriera… non devo nulla a nessuno

 

– Kyrie Irving sul suo futuro –

 

 

Una risposta che non dice sostanzialmente nulla di nuovo, ma avrà sicuramente l’effetto di far tremare i polsi ai supporter dei Boston Celtics, e far sognare in grande quelli dei New York Knicks. Sin dal suo arrivo a Boston, nell’estate del 2017, Kyrie Irving ha sempre prestato molta attenzione alla sue parole sul suo futuro, senza mai sbilanciarsi in dichiarazioni d’amore incondizionate.

 

La stagione fin qui positiva ma non travolgente dei Celtics, al momento quinti nella Eastern Conference ma destinati a superare a breve degli Indiana Pacers privi di Victor Oladipo, ha vissuto alcuni momenti di tensione tra Kyrie ed alcuni compagni di squadra.

 

Non sono piaciute – ad esempio – a Jaylen Brown alcune uscite di Irving riguardo alla poca esperienza e maturità dei giovani Celtics, soprattutto nei finali di gara. In più di un’occasione, l’ex Cavs non ha esistato a chiamare a raccolta i propri compagni, spronandoli con tirate motivazionali e spesso – va detto – “mettendoci la faccia” in prima persona, da leader volenteroso, seppure inesperto.

 

Un certo clamore ha suscitato nelle scorse settimane inoltre la notizia della telefonata tra Irving ed il suo ex compagno di squadra e leader LeBron James. Telefonata in cui Kyrie si è “scusato” con King James per il suo comportamento da giovane e scalpitante star alle spalle di veterani dalla lunga esperienza, ai tempi dei Cleveland Cavaliers 3 volte finalisti NBA.

Around the Garden “Gennaio alle spalle obiettivo 3º posto nel mirino”

Boston Celtics Media Day-boston-celtics-stagione
Va in archivio gennaio, in NBA storicamente uno dei mesi più complicati della Regular Season per moltissime squadre e franchigie: oggi parliamo ancora una volta di Boston Celtics e del momento della franchigia.
Mentre le squadre e i loro giocatori vedono ancora lontano il miraggio dei playoff, le prime fatiche iniziano a farsi sentire regalando così in questo periodo parecchie sorprese e rendendo difficile la lettura del momento che le varie squadre stanno vivendo.
Per i Celtics è stato tutto sommato un mese positivo (11-4 73% il record totale) nonostante nn siano mancate le sorprese e le polemiche strada facendo.
Aiutati anche da un calendario favorevole che ha permesso alla squadra di giocare ben 11 sfide sul parquet di casa,dove i C’s hanno ottenuto un ottimo 10-1,che permette loro di tenere a portata l’obiettivo realistico della terza piazza,soprattutto ora che la sfortuna si è abbattuta su Indiana con la perdita di Oladipo.

Diverso il discorso nelle sole 4 trasferte affrontare nella quale i ragazzi di coach Brad hanno raccolto un misero 1 su 3 arrivando così già a gennaio a totalizzare il numero di sconfitte subite lontano da casa della stagione precedente,dove chiusero con un eccellente 28-13.
La sequenza di 3 sconfitte consecutive raccolta in sequenza a Miami,Orlando e Brooklyn ha portato la squadra all’ennesimo “low point” stagionale con polemiche e scossoni all’interno della squadra.
Come non ricordare la spinta durante il time out tra Morris e Brown o l’irritazione di Irving sull’azione finale con Orlando con tanto di dichiarazioni post partita che chiamarono in causa i giovani compagni.
Le scuse di Irving che seguiranno la disfatta di Brooklyn hanno riportato un po’ di serenità ma la sensazione di un gruppo meno unito rispetto al passato è rimasta viva nei media e nei tifosi.
Quest’anno la differenza di prestazioni tra le partite di casa e quelle in trasferta è uno dei problemi più grossi che Stevens deve risolvere al più presto considerato che se si vorrà arrivare in fondo nei playoff si dovrà per forza vincere anche fuori casa.

Analizziamo nei numeri il mese dei Boston Celtics appena passato:

Il trend è è stato più o meno quello di dicembre dopo il famoso cambio di lineup che ha di fatto cambiato la marcia della squadra,dal record di 10-10 (.500) si è passati ad ottimo 22-9 (.709) che è la media che tengono i Bucks e i Raptors la davanti.
A Gennaio come detto 11-4 (.733) con una mano dal calendario ma anche con gli scalpi di Toronto,Indiana battute al TD e l’ottima impressione nell’unica sconfitta casalinga contro i marziani della Baia,una partita che ha comunque lasciato sensazioni positive.
La squadra in questo mese ha alzato sia le percentuali dal campo 48% che quelle dalla distanza 38%.
Eccezionali anche ai liberi dove si è tirato con l’83%.
Il Net Rating della squadra 9.8 è risultato il terzo più alto della lega dietro solo a quello di Golden State e di Milwaukee.
Ottimo anche il dato sugli assist,quasi 28 a partita che sono anche il 64% dei canestri effettuati suggerendo così una miglior circolazione della palla e quindi una maggior fiducia tra compagni.

Jaylen Brown e’ definitivamente tornato sui suoi livelli passati

La rinascita di Jaylen è ormai un fatto consolidato da quando Stevens lo ha portato ad uscire dalla panchina,meno minuti ma anche più tocchi e più libertà di agire sfruttando anche la momentanea resistenza di Hayward a prendere tiri che normalmente metterebbe.
Il mese nei numeri è eloquente in 25 minuti di gioco JB mette 14 punti con medie vicino al 50% dal campo (come a dicembre) e soprattutto il 41.8% dalla distanza,ben 6 punti percentuali meglio che il mese precedente e 20 rispetto l’inizio stagionale.
Dato questo che permette a Jaylen di giocare molto più libero e di essere meno battezzabile dalle difese avversarie nelle sue scorribande al ferro.
Anche i liberi da sempre uno dei talloni d’Achille di Brown messi con il 73% parlano di un ragazzo in fiducia che come lui stesso ammette ha capito il suo ruolo in squadra e l’importanza che questo ricopre.
Il dibattito spontaneo che nasce dopo un mese e più giocato da Jaylen a questi livelli è se sia il caso o meno di riportarlo tra i titolari.
Difficile dire cosa passi nella testa di Stevens che ha sempre dichiarato di dare più importanza a chi finisce le partite piuttosto di chi le inizia ma togliere Brown adesso che ha trovato la sua dimensione potrebbe riportarlo alle insicurezze di inizio stagione.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Jaylen goes to work!!! 😤😤😤

Un post condiviso da Boston Celtics (@celtics) in data:

I nodi Hayward e Rozier sono le chiavi per aprire la porta dei sogni che porta alla finale

Nella travagliata stagione dei Boston Celtics che sembra finalmente aver trovato il giusto cammino auspicato all’inizio mancano da inserire due tasselli fondamentali.
Rozier e Hayward per diversi motivi stanno faticando a dare continuità al loro apporto alla squadra finendo spesso sul banco degli imputati per giustificare i risultati nn all’altezza delle alte aspettative iniziali.
Hayward ha avuto un mese di gennaio in lieve miglioramento sui numeri generali.
11.5 punti a partita in 24 minuti sono 1 punto in più a partita giocando 2 minuti meno,il 46% dal campo è meglio di 6 punti percentuali rispetto il mese precedente ma è ancora macchiato dal 31% dalla distanza che racconta tanto dei problemi di fiducia di Gordon che sbaglia spesso tiri in campo aperto.
L’andamento generale è stato costellato di qualche up (Minnesota,Toronto) ma troppi momenti down come nelle sfide con i Nets a Brooklyn e in casa contro i Warriors.
Il pubblico del Garden ha iniziato a dare nei suoi confronti piccoli segnali di impazienza abbassando ulteriormente la fiducia del giocatore che è stato visto spesso con lo sguardo vuoto e deluso del suo rendimento.
Stevens è conscio dell’importanza di recuperare il numero 20 in ottica playoff e anche futura per la franchigia e non smetterà di utilizzarlo anche nei momenti importanti anche a costo di sacrificare qualche vittoria,ad Aprile si tireranno le somme e li si dovranno prendere decisioni importanti.
Stesso discorso per motivi diversi per Terry Rozier che fatica terribilmente nelle partite in cui esce dalla panchina,mentre si mostra totalmente a suo agio quando sostituisce Kyrie nel ruolo di starter.
Nelle sette partite che è stato utilizzato in quintetto (6-1) contro avversarie abbordabili e,a parte a Brooklyn (unica sconfitta),sempre in casa Terry vede le sue percentuali globali salire di quasi 6/7 punti,oltre ad avere un atteggiamento difensivo molto più attivo,come se l’uscita dal pino lo portasse ad abbassare l’attenzione e
l’energia da mettere nella partita.
Ci sono stati parecchi rumor legati a Terry e alla possibilità che fosse messo sul mercato prima della DL di febbraio.
Penso che Ainge resisterà alla tentazione di scambiarlo ora rischiando di perderlo a zero a luglio anche per tenerlo come polizza assicurativa in caso di inopinata fuga di Irving.
Ora spetta a Rozier come fatto da Brown in precedenza capire l’importanza del suo ruolo e cercare di capire i tempi di uscita dalla panchina,diversi ma altrettanto importanti per una squadra che punta alla finale.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Déjà vu 🤔

Un post condiviso da Boston Celtics (@celtics) in data:

Jabari Bird si dichiara innocente, ma le prove sono contro di lui

jabari bird innocente?

Stamattina è stato ascoltato dal tribunale di Boston la guardia americana dei Celtics, Jabari Bird, il quale si dichiara innocente (stando a quanto riportato da John R. Ellement e Travis Andersen di The Boston Globe). A inizio settembre, il numero 26 della franchigia, è  stato accusato di aver “tentato di soffocare e violentare la sua ex ragazza più volte tra le mura domestiche” e di  “aver minacciato di ucciderla“.

Jabari Bird si dichiara innocente di tutte le accuse a lui rivolte

Bird si è dichiarato non colpevole delle accuse sopracitate e neanche di quelle arrivate successivamente all’arresto. Infatti, nel corso di questi mesi, gli inquirenti hanno scoperto messaggi di minacce e altri atti di violenza verso la sua ex ragazza. In oltre si è scoperto che il ragazzo soffre anche di forti attacchi di panico e problemi psichici da prima dell’aggressione. Ma di quest’ultima cosa ne erano a conoscenza anche i Celtics.

A dire alla polizia delle minacce via SMS è stata proprio la donna che ha mostrato messaggi ricevuti quella sera con scritto su: “Se non vieni a parlare da me ti uccido. Non importa dove sei, ti trovo e ti uccido“. L’autenticità di questi messaggi l’ha data il preparatore dei Celtics, Art Horne, che quella sera aveva chiamato il 911 intorno alle 9:40. La chiamata era avvenuta dopo che Horne ricevette un messaggio dalla donna che conteneva gli screenshot della minaccia di Bird. In più, tra questi screenshot, ne compare uno ricevuto post evento dalla ragazza in cui il giocatore dei Celtics dice: “Se non torni metto fino alla mia vita“.

Stando alle ricostruzioni della polizia, i due ragazzi hanno iniziato a litigare il 7 settembre nella residenza di Bird a Brighton (nel Massachusetts). Il motivo della lite era che la ragazza aveva perso fiducia in Jabari, ed è lì che il cestista ha iniziato a dare di matto. Dal referto della sentenza si legge che la guardia dei Celtics si è lanciato in un attacco violento e prolungato, cercando di soffocarla. A quel punto, l’ex ragazza di Bird, ha perso conoscenza e si è svegliata sotto al letto. E, quando si è svegliata, la guardia americana si è sfogata contro di lei prendendola a calci.

La Lega aspetta ancora di capire se Jabari Bird è colpevole o innocente

Il 24enne è ancora agli arresti domiciliari, in attesa della fine del processo e di una sentenza definitiva. Proprio per questo Jabari risulta ancora nel roster dei Boston Celtics, pesando anche sul salary cap della franchigia di Boston, in quanto la lega sta ancora indagando sul ragazzo. Il nativo della California è stato scelto alla 58esima chiamata del draft del 2017 e ha giocato quasi tutta la stagione in G-League (solo 13 match in NBA).

Anthony Davis, i Boston Celtics “non tra le mete predilette”, la free agency di Irving il nodo

La notizia della decisione di Anthony Davis di lasciare New Orleans ed andare alla caccia del titolo NBA con una nuova squadra ha scatenato una prevedibile reazione a catena nel mondo NBA. Ogni squadra con interesse immediato nel mettere la mani sulla star dei Pelicans conta e valuta le proprie carte, mentre il GM dei Pels Dell Demps si prepara ad un’ultima settimana di mercato di fuoco.

 

I Boston Celtics sono tra le pretendenti di spicco per arrivare al 5 volte All-Star. Troppo suggestiva per le mire bianco-verdi la prospettiva di affiancare Kyrie Irving ed Anthony Davis, per non considerare l’idea di sacrificare persino il gioiellino Jayson Tatum.

 

Come riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports però, i Celtics “non sarebbero tra le destinazioni predilette” da Anthony Davis in caso di trade. Le regole salariali NBA impediscono ai Celtics di arrivare già a febbraio alla star dei Pelicans (a meno che – ipotesi improbabile – Boston non includesse nell’affare… proprio Irving!).

 

 

Anthony Davis-Celtics, cosa farà Kyrie?

 

La titubanza di Davis sarebbe legata alle intenzioni dell’ex giocatore dei Cleveland Cavs. Kyrie Irving diventerà free agent in estate, e sebbene non siano mancate in apertura di stagione le dichiarazioni d’intenti aperte ad un nuovo accordo con i bianco-verdi, ad oggi nessun impegno formale da parte di Irving è ancora giunto sulla scrivania del General Manager dei Celtics Danny Ainge.

 

L’inquieto Kyrie, protagonista in stagione di più di una sfuriata pubblica nei confronti dei suoi giovani compagni, riceverà in estate le pressioni importanti di piazze prestigiose come New York Knicks e Brooklyn Nets. I Knicks – a loro volta tra le possibili destinazioni di Davis – lavoreranno a liberare ulteriore spazio salariale da qui al prossimo 7 di febbraio per lanciare la caccia a Kevin Durant.

 

Se il duo Steve Mills-Scott Perry riuscisse a liberarsi dei pesanti contratti di Courtney Lee o Tim Hardaway Jr già a febbraio, i Knicks avrebbero la possibilità di arrivare a Durant E a Kyrie Irving (o alla star degli Charlotte Hornets Kemba Walker, in alternativa) nell’estate 2019.

 

A tormentare i sogni di gloria in Massachusetts ci sarebbe inoltre la nota “corrispondenza d’amorosi sensi” ( nonché la ben più importante presenza dell’influente Rich Paul) tra Davis e LeBron James. I Los Angeles Lakers potrebbero velocemente assemblare per la stella dei Pelicans un’offerta al quale Dell Demps potrebbe difficilmente resistere, già a febbraio, già tra una settimana.

 

Anthony Davis-Celtics, i Pelicans si appellano alla lega contro il “tampering”

 

Adrian Wojnarowski di ESPN riporta dichiarazioni ufficiali dei New Orleans Pelicans, secondo le quali la franchigia comunica di “aver preso atto” della richiesta del proprio giocatore. I Pelicans annunciano di non voler affrettare le trattative, e che queste si condurranno “alle condizioni” della squadra e del GM Dell Demps.

 

I New Orleans Pelicans si appellano inoltre alla NBA affinché la lega rinforzi la propria policy anti-tampering:

 

Anthony Davis ha reso nota alla squadra la sua decisione di non rinnovare il presente contatto con i New Orleans Pelicans, ed ha di conseguenza richiesto una trade. Nonostante il comprensibile disappunto con cui la squadra prende atto della decisione, l’obiettivo unico della nostra organizzazione è quello di portare la città ad un titolo NBA, e costruire una squadra che possa avere un successo duraturo. La franchigia condurrà le trattative secondo le proprie condizioni. Condizioni che saranno favorevoli per la squadra e non dettate da agenti e pressioni esterni alla nostra organizzazione. Abbiamo inoltre avanzato richiesta alla NBA di rafforzare la sua policy anti-tampering, e di farla rispettare col necessario rigore

 

Sempre come riportato da Wojnarowski, la NBA avrebbe reso noto di aver intrapreso “un iter di investigazione” riguardante i report su Anthony Davis diffusi nella giornata di lunedì. Iter che proseguirà nelle prossime ore. La lega si concentrerà sulla natura delle dichiarazioni dell’agente di Davis Rich Paul: le richieste “nero-su-bianco” (on the record) di trade da parte di un giocatore o proprio rappresentante sarebbero vietate. Davis rischierebbe una sanzione economica.

 

Irving dedica le nuove Nike Kyrie 5 alla sua fiction preferita: “Friends”

Kyrie Irving-Nike Kyrie 5

Tre giorni fa sono state mostrate sull’account Instagram di Sneaker Speculation, le nuove scarpe della Nike targate Kyrie Irving. Come scritto nella descrizione del post, per la colorazione delle scarpe, l’azienda di abbigliamento si è ispirata alla tanto famosa fiction “Friends“.

Ecco le nuove Nike Kyrie 5

La richiesta è arrivata direttamente del plymaker dei Boston Celtics, che è un grande fan della serie TV. Infatti i colori delle sue nuove Nike Kyrie 5 sono stati scelti in onore di serie cult e di grandissimo successo negli anni passati, aggiungendo il titolo sotto al logo della Nike.

E’ risaputo che Irving sia un accanito fan della fiction “Friends”, come ben dimostra anche il fatto che ha tatuato sull’avambraccio il logo della serie TV. Tatuaggio, che lo stesso Kyrie, ha dichiarato di aver fatto in giovane età con un amico, anche appassionato della fiction. Per lui questa serie TV ha un significato speciale.

Per me, Friends, è stato uno di quelle fiction televisive che mi ha segnato ha dichiarato il numero 11 dei Celtics in un’intervista rilasciata a Jack Moore, giornalista di GQ, nel 2015. “Considerate che quando ho iniziato a vedere Friends ero molto piccolo. Un giorno mi sono seduto sul divano ho acceso la TV e ho visto un’intera stagione, o quasi. Proprio quel giorno mi sono innamorato dello show. Ovviamente, quando ero un ragazzino, molte cose non avevano senso per me, e non capivo molte battute per via della mia giovane età. Ma ora le riesco a comprendere tutte e mi piace lo stesso come allora“.

Per chi fosse interessato alle scarpe, non è ancora stato reso pubblico il giorno dell’uscita, ma hanno detto che presto ci saranno aggiornamenti.