Joseph Tsai, co-proprietario dei Brooklyn Nets: “Nel 2017 interessato a i Rockets, NBA un grande affare”

Joseph Tsai, numero 1 di Alibaba.com e futuro probabile socio di maggioranza dei Brooklyn Nets, ha rivelato di essere stato interessato a rilevare gli Houston Rockets in passato, all’epoca del passaggio di proprietà della squadra texana nelle mani di Tillman Fertitta (2017).

In un’intervista concessa a Paul Carcaterra di US Lacrosse Magazine, poi ripresa dal NY Post, Tsai ha spiegato: “All’epoca in cui i Nets furono messi in vendita, anche l’allora proprietario dei Rockets aveva deciso di vendere. Ci pensammo, ma alla fine optammo per i Brooklyn Nets anche perché non avrei mai pianificato di passare troppo tempo a Houston. Voglio dire, niente contro Houston, è solo che amo New York, e possedere una squadra di una delle maggiori leghe professionistiche al mondo a New York è come possedere un appartamento a Park Avenue: il suo valore non potrà mai crollare“.

Joseph Tsai aveva acquisito il 49% del pacchetto di proprietà dei Brooklyn Nets dal magnate russo Mikhail Prokhorov nel 2017. Accordo che prevede un diritto di prelazione per Tsai nell’acquisizione del pacchetto di maggioranza, in caso di transazione entro il 2021.

Nelle scorse settimane, alcuni report avevano svelato l’intenzione di del miliardario taiwanese di rilevare il Barclays Center, l’arena dei Nets in Atlantic Venue, NY, in calo di pubblico nelle ultime stagioni nonostante la crescita della squadra di coach Kenny Atkinson. Tsai è inoltre proprietario dal 2017 delle New York Liberty, squadra WNBA della Grande Mela.

Investire nella pallacanestro, nella NBA, ha molto senso oggi. E’ uno sport globale, tra i più popolari in Asia ed in Cina, grandi mercati e grande opportunità di espandersi (…) La NBA ha un sistema molto efficace di redistribuzione degli introiti tra proprietari e giocatori, una struttura finanziaria davvero moderna e interessante, in cui i ricavi dagli accordi TV sono distribuiti tra le 30 squadre, c’è un sistema di redistribuzione quasi socialista.

Joseph Tsai ha poi rivelato come la sua carriera da owner NBA e WNBA sia iniziata un po’ per caso: “Più di due anni fa i nostri consulenti finanziari ci segnalarono la possibilità di investire nella pallacanestro, fummo poi contattati dalla banca che si occupava della vendita (dei Nets, ndr), così ho pensato: ‘diamo un’occhiata, vediamo di cosa si tratta’

Nets, D’Angelo Russell fermato per possesso di marijuana a LaGuardia

d'angelo russell

Brooklyn Nets, D’Angelo Russell fermato per possesso di marijuana all’aeroporto Fiorello LaGuardia di New York.

A riportare la notizia è ESPN, che cita fonti di Newdsay.com. La polizia aeroportuale di New York ha confermato che il giocatore dei Nets è stato fermato al controllo bagagli, prima di salire sul un volo diretto a Louisville, Kentucky.

Russell è stato fermato ed in seguito rilasciato per possesso di una quantità inferiore ai 50 grammi di marijuana. I Brooklyn Nets hanno annunciato di essere al corrente della situazione.

Il giocatore avrebbe dichiarato come la marijuana fosse di proprietà del fratello, e che sia stata rinvenuta nel suo bagaglio, come riportato dal NY Daily News. Un ulteriore e non meglio precisato quantitativo di sostanza sarebbe stato trovato in un trincia-tabacco. Russell non rischierebbe al momento alcuna sanzione da parte della NBA, ma il giocatore sarà come da regolamento inserito in un programma di recupero.

D’Angelo Russell sarà free agent a partire dal prossimo 1 luglio, ed è reduce dalla miglior stagione in carriera, coronata con la prima convocazione all’All-Star Game ed un career high per punti segnati (21.1) e assist (7.1) a partita.

I Brooklyn Nets sono stati eliminati per 4-1 dai Philadelphia 76ers al primo turno di playoffs della Eastern Conference, dopo una stagione da 42 vittorie e 40 sconfitte.

Brooklyn Nets, LeVert: “Anche senza grandi free agent, squadra forte”

Post Heat-Nets importante per la franchigia della Florida sopratutto in chiave Playoff. Di questo e molto altro ne ha parlato il proprietario Pat Riley nel post gara

I Brooklyn Nets sono considerati essere una delle destinazioni con più appeal per i tanti possibili free agent estivi: una squadra giovane, una proprietà non certo priva di mezzi (Mikhail Prokhorov, che potrebbe presto passare le consegne di socio di maggioranza a “Mr Ali Baba” Joseph Tsai) ed in coach Kenny Atkinson uno degli allenatori più quotati.

Caris LeVert è assieme a Spencer Dinwiddie, Jarrett Allen, Rodion Kurucs e soprattutto D’Angelo Russell (free agency permettendo) parte fondamentale del nucleo dei Brooklyn Nets che saranno, ed è convinto che anche senza grandi nomi estivi la squadra possa avere davanti a sé un futuro radioso:

Credo che coach Atkinson e Sean Marks (GM dei Nets, ndr) abbiano fatto un gran lavoro nel costruire questa squadra Così LeVert a “the Woj Pod”, settimanale podcast di Adrian Wojnarowski di ESPN “Ci fidiamo al 100% del loro operato per questa estate, che presenterà tante scelte importanti da fare“.

Russell, Jared Dudely, Ed Davis, Rondae Hollis-Jefferson e DeMarre Carroll diventeranno free agent a partire dal prossimo 1 luglio. La ricerca di un grande free agent significherebbe senza dubbio la rinuncia a Carroll e Jared Dudley, mentre i Nets potranno proporre a Hollis-Jefferson una “qualifying offer” da 3.59 milioni di dollari.

Il mercato dei free agent dei Brooklyn Nets è però legato indissolubilmente alla scelta su D’Angelo Russell. L’ex Lakers sarà restricted free agent, ed i Nets potrebbero scegliere di “blindarlo” immediatamente con un’offerta al massimo salariale, oppure attendere che un’altra squadra si faccia avanti per l’All Star e pareggiare l’eventuale offerta.

Anche senza grandi free agent” Prosegue LeVert “Siamo comunque una squadra interessante, giovane e competitiva. Quest’anno abbiamo fatto gruppo, abbiamo ‘assaggiato’ i playoffs, abbiamo perso ma non siamo andati al tappeto. Ma la sconfitta ci ha lasciato l’amaro in bocca, ed anche l’anno prossimo come in questa stagione sentiamo di avere qualcosa da dimostrare“.

Se Caris LeVert, che a novembre ha subito un infortunio impressionante ma per fortuna senza gravi conseguenze, ha mostrato segnali di talento chiudendo la serie di primo turno contro i Philadelphia 76ers a 21 punti di media (49% al tiro e 46.2% al tiro da tre punti), D’Angelo Russell ha invece subito le attenzioni della difesa della squadra di coach Brett Brown, chiudendo la sua serie a 19 punti di media ma con il 36% al tiro, e 2.8 palle perse a gara a fronte di soli 3.7 assist (contro gli oltre 7 di stagione regolare).

Sia Russell (23 anni) che LeVert (24) sono giocatori abbastanza giovani e con abbastanza talento da indurre qualsiasi front office a puntare su di loro per le prossime 3-4 annate, ed il loro primo impatto con la post-season è stato in chiaro-scuro ma non negativo. Blindare ad occhi chiusi un talento come D’Angelo Russell potrebbe rivelarsi una scelta corretta, che investirebbe il giocatore di responsabilità sempre maggiori. Per Sean Marks esisterebbe sempre inoltre la possibilità di scambiare un Russell titolare di un contratto lungo qualora ve ne fosse l’occasione\necessità (come ad esempio fatto da Washington con Otto Porter Jr, dai Los Angeles Clippers con Blake Griffin).

Brooklyn Nets, Sean Marks: “Stagione di successo, attireremo tanti free agent”

I Brooklyn Nets hanno appena terminato la loro migliore stagione da quattro anni a questa parte, concludendo la stagione regolare con un record di 42-40, qualificandosi ai playoffs per la prima volta dalla stagione 2014/2015, per poi però essere eliminati per 4-1 dai più quotati Philadelphia 76ers.

Per questi risultati, il General Manager dei Nets, Sean Marks applaude coach Kenny Atkinson per essere risuscito a “stabilire un’identità” all’interno del club, e crede che i Nets saranno pronti a dire la loro in estate durante la free agency.

“Kenny Atkinson e tutto lo staff hanno fatto giocare la squadra su alti livelli, competendo e senza mai uscire dai giochi.” Ha detto Sean Marks ai giornalisti, tra cui Ian Begley di ESPN, alla conferenza stampa di fine stagione di giovedì.

“Attireremo i free agent. Molti giocatori vorranno giocare qui, vorranno giocare per Kenny. E, soprattutto, vorranno giocare a Brooklyn. Vorranno giocare anche per questo gruppo di proprietari, abbiamo tanto lavoro da fare e progetti”.

Al momento, i Nets non hanno lo spazio salariale necessario per offrire un max contract ad uno dei tanti nomi importanti sul mercato nella free agency della prossima estate. Alla fine, la direzione che prenderà questa off-season dei Nets sarà dettata dalle scelte sul futuro di D’Angelo Russel, che sarà restricted free agent.

La seconda scelta al draft NBA 2015 ha già espresso il suo desiderio di rimanere con i Nets, ma Sean Marks non si è voluto sbilanciare troppo, affermando: “Il nostro obiettivo è quello di continuare ad inserire quanto più talento possibile nel roster”. Ha dichiarato il GM. “D’Angelo è ovviamente uno dei nostri giocatori più talentuosi, noi dovremo prendere delle decisioni, anche Russell dovrà prendere delle decisioni. La natura del business è questa. Ma, alla fine, il nostro obiettivo è quello di continuare ad inserire quanto più talento possibile in campo.”

Sixers-Nets: la dura legge del più forte

Sixers-Nets

Charles Darwin attribuiva l’evoluzione progressiva alla ‘lotta per la vita‘, che permetterebbe ‘la sopravvivenza dei più forti’. In questo modo la selezione naturale eliminerebbe i più deboli e favorirebbe i più ‘evoluti‘. Il concetto vale tanto nella vita quanto nello sport, e la serie Sixers-Nets lo ha dimostrato. Ha vinto la squadra più forte, quella con più talento e più esperienza. Brooklyn ha gettato il cuore oltre l’ostacolo espugnando il Wells Fargo Center in gara 1, ma è stata solo una mera illusione. Philadelphia ha infatti portato a casa le successive quattro partite e ora si appresta a sfidare i Toronto Raptors nelle semifinali di conference.

SIXERS-NETS: L’IMPORTANZA DI JOEL EMBIID (E BEN SIMMONS)

Joel Embiid e Ben Simmons.

Come detto e ridetto nella preview, le sorti dei Sixers dipendono da Joel Embiid. Leader dentro e fuori dal campo, il centro camerunense si è rivelato immarcabile per la difesa dei Nets, anche se a mezzo servizio (la tendinite lo tormenterà per tutta la postseason). Jarett Allen non è mai riuscito a contenerlo nell‘uno contro uno, ne fuori area ne tanto meno dentro al pitturato. Malgrado venisse costantemente raddoppiato dai suoi avversari, Embiid ha chiuso la serie a 25 punti e 13 rimbalzi di media. Tralasciando gara 4, una passerella per i Sixers, nelle altre partite Russell e compagni non sono riusciti a risolvere la grana del pick and roll: nelle situazioni di contenimento Embiid era sempre libero di prendersi un comodo tiro, mentre in quelle di cambio si ritrovava accoppiato con il piccolo di turno, facilmente battibile in post. Sarebbe stata più funzionale la tattica show e recupero, mai vista però sul campo.  Buttarla in caciara non è servito a nulla e le provocazioni di  Jared Dudley non hanno fatto altro che stimolare i Sixers a dare il massimo, in particolare Ben Simmons: dopo la pessima gara 1 e gli ironici volantini affissi al Barclays Center, l’australiano ha risposto alle critiche con una fantastica tripla doppia in gara 2. Con questi due, le premesse non possono che essere radiose.

Tolte le due star, il resto del roster ha giocato una serie altalenante ed appena sufficiente. La panchina non ha dato grandi frutti in regular season e, come avevamo pronosticato, non ha invertito la rotta ai playoff. Ma dagli altri tre titolari era lecito aspettarsi di più. In particolare da Jimmy Butler che nelle ultime 4 partite ha totalizzato 43 punti. Tobias Harris e JJ Redick invece sono stati troppo discontinui nelle loro prestazioni individuali, tanto in difesa quanto in attacco. Contro i Raptors tali cali di tensione potrebbero costare caro alla franchigia della Pennsylvania.

QUI BROOKLYN: SCONFITTA BRUCIANTE, MA…

Borsino playoff.
D’Angelo Russell.

I Brooklyn Nets hanno poco da recriminare: hanno giocato una buona serie, dando il 100% sul campo. Sicuramente si poteva approcciare meglio gara 4, anche se probabilmente ciò non li avrebbe salvati dall’eliminazione. Se in gara 1 erano riusciti annullare le sortite avversarie, tenendoli sotto i 100 punti, nelle successive sfide non hanno saputo rispondere alle correzioni dei Sixers. I giovani hanno peccato d’esperienza mentre i veterani, fondamentali in regular season, si sono dileguati in questi playoff. Complimenti a D’Angelo Russell e Caris LeVert, autori di una splendida serie, malgrado questa fosse la loro prima avventura in postseason. Ma in generale tutto il core di giovani ha dato segnali incoraggianti per l’immediato futuro. In estate Brooklyn avrà uno dei più ampi spazi salariali della lega e a quel punto, con la possibilità di firmare alcuni pezzi grossi, le semifinali di conference potrebbero divenire una semplice formalità.

D’Angelo Russell sulla free agency, “Voglio rimanere ai Nets”

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center

D’Angelo Russell, che sarà restricted free agent la prossima estate, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul proprio futuro, affermando la propria volontà di rifirmare con i Brooklyn Nets.

“Voglio assolutamente restare a Brooklyn, ma so anche che è un business, quindi non ho intenzione di parlarne troppo presto”, ha detto Russell durante le interviste di fine stagione della franchigia newyorkese.

Come dichiarato anche dall’ex Lakers, il fatto che il n°1 sia di fatto cresciuto dal punto di vista professionale tra le fila dei Nets, aumenta le possibilità di vedere le due parti nuovamente insieme per il 2019/2020.

“Certo, certo, non conosco altre squadre, non conosco nessun altro GM o allenatore. Questo dà un grande vantaggio “

I Nets avranno la possibilità di pareggiare ogni offerta che giungerà a Russell durante la prossima offseason, ma sarà difficile per il GM Sean Marks prendere una decisione definitiva, in quanto un accordo con la seconda scelta assoluta del draft 2015, comprometterebbe lo spazio salariale dei Nets, che avranno l’opportunità di ingaggiare un’altra star.

Caris LeVert su D’Angelo Russell e la free agency

D’Angelo Russell ha realizzato 21.1 punti, 3.9 rimbalzi e 7 assist di media, consacrandosi come leader di Brooklyn, che è riuscito a condurre sino al primo turno dei playoffs, prima dell’eliminazione per mano dei Philadelphia 76ers.

Molti dei giocatori dei Nets hanno rilasciato dichiarazioni a proposito della point-guard statunitense, tra cui Caris LeVert.

“Abbiamo ovviamente creato una grande chimica di squadra giocando insieme negli ultimi due anni, e sento che crescerà anche in futuro”, ha detto LeVert. “Appoggerò qualunque cosa decidano di fare, ma mi piacerebbe giocare con D’Angelo”.

Joe Tsai, co-proprietario dei Brooklyn Nets, multato di $35000 per commenti “dannosi per la NBA”

Sixers-Nets streaming

Il co-proprietario dei Brooklyn Nets Joe Tsai è stato multato dalla NBA di 35.000 dollari a causa dei suoi commenti definiti “dannosi per la NBA”, a seguito di gara 4 contro i Philadelphia 76ers.

Secondo quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, la multa ricevuta da Joe Tsai, in seguito alla sconfitta di Brooklyn in gara 4 per 112-108, è stata causata in particolare dal seguente tweet, in cui il magnate si è scagliato contro gli arbitri.

“Io e i miei colleghi ci siamo confrontati e l’intera proprietà dei Nets supporta il nostro general manager nelle proteste contro le chiamate sbagliate e i fischi mancati. Le regole sono regole e noi le rispettiamo, ma i nostri giocatori e i nostri fan si aspettano un trattamento equo”

Sean Marks, gm dei Nets, è stato multato di 25.000 dollari ed è stato sospeso per una partita per le proteste citate da Joe Tsai e per essere entrato nello spogliatoio degli arbitri nel post partita.

Gli arbitri hanno avuto un ruolo fondamentale in una gara 4 piuttosto tesa da ambo le parti. Nel terzo quarto Jared Dudley dei Nets e Jimmy Butler dei 76ers vengono entrambi espulsi dopo aver causato una rissa che ha poi coinvolto entrambi i quintetti. Inoltre Phila ha approfittato di un fischio mancato nei secondi finali su Jarrett Allen, secondo quanto riportato dal “last Two Minutes Report” della lega.

Secondo il report, Tobias Harris sarebbe dovuto essere stato punito con un fallo su Jarrett Allen nell’ultima giocata dei Nets, che ha poi portato ad una palla persa e ad un 2 su 2 ai liberi dello stesso Harris. Sfortunatamente per i Nets, non è stato così e Philadelphia conduce ora la serie 3-1 con la possibilità di chiuderla mercoledì al Wells Fargo Center.

Mentre le multe non avranno effetti in campo, le reazioni dei vertici hanno almeno generato buoni propositi nel roster dei Brooklyn Nets. “Siamo tutti coinvolti in questa situazione. Anche Joe Tsai è intervenuto.” Ha riferito Allen a Brian Lewis del New York Post “Ho visto ciò che ha pubblicato su Twitter, dimostra che siamo tutti un’unica organizzazione. Non siamo separati in parti diverse, bensì siamo tutti uniti.”

Il GM dei Nets Sean Marks sospeso e multato per proteste dopo gara 4

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Sean Marks, general manager dei Brooklyn Nets, è stato multato e sospeso dalla NBA per essere entrato negli spogliatoi riservati agli arbitri nel post gara 4 tra Nets e Philadelphia 76ers.

Per Sean Marks una sanzione di 25mila dollari ed una “giornata” di squalifica senza stipendio, come da regolamento. L’executive dei Nets avrebbe cercato di chiedere spiegazioni circa la mancata espulsione di Joel Embiid per un duro fallo su Jarrett Allen, fallo che ha generato nel terzo quarto di gara la doppia espulsione di Jared Dudley e Jimmy Butler.

Embiid è stato punito per la seconda volta in questa serie con un “flagrant 1” (meno grave e che non comporta l’espulsione diretta rispetto all’1), la prima volta per una gomitata allo stesso Allen in gara 2.

Secondo uno dei protagonisti del tentativo di rissa di sabato, Jared Dudley, la sua reazione ha avuto il merito di sollevare la questione sui falli duri di Embiid, e del comportamento irrispettoso del centro camerunense dei 76ers: “Prima la gomitata in gara 2, le risate e poi questo… c’è stata una sorta di escalation (…) ho voluto mandare un messaggio: quando un giocatore si prende un flagrant – che avrebbe dovuto essere un flagrant 1, ed Embiid è secondo nella NBA per falli del genere – poi non dovrebbe andare a ridere in conferenza stampa. Ciò che è successo (in gara 4, ndr) è ciò che si deve aspettare“.

Joel Embiid torna e domina gara 4, Nets KO: “Dudley? Non è nessuno, io ci sono”

Sixers-Nets

Non bastano ai Brooklyn Nets il “sacrificio” di Jared Dudley, che si scaglia contro Joel Embiid per difendere il compagno Jarrett Allen e viene espulso (assieme a Jimmy Butler), e la grande partita di Caris LeVert per pareggiare la serie contro i Philadelphia 76ers.

Al Barclays Center di Brooklyn, New York, gara 4  tra Sixers e Nets termina 112-108. E’ una tripla dall’angolo di Mike Scott a 18 secondi dal termine a risolvere partita e probabilmente serie per gli uomini di coach Brett Brown.

76ers che riaccolgono Joel Embiid, in grado di giocare nonostante un ginocchio malmesso, e che modificano le rotazioni dando spazio a James Ennis III al posto di T.J. McConnell. Quintetto stravolto invece per coach Kenny Atkinson, che inserisce Dudley e e LeVert al posto del lettone Rodion Kurucs e di DeMarre Carroll.

La partita è fisica, Philadelphia si ritrova subito ad inseguire ma il talento di Embiid, Butler, Simmons e Harris è troppo per cedere e Brooklyn non riesce a distanziare gli avversari. Caris LeVert cerca ed attacca con ostinazione i cambi difensivi dei Sixers, Jarrett Allen lotta contro Embiid ed approfitta nel primo tempo della ridotta mobilità del camerunense per affondare due schiacciate al volo che scaldano il Barclays Center.

76ers-Nets, Joel Embiid: “Jared Dudley? Giocatore inutile, io troppo importante per reagire”

D’Angelo Russell è attivo ma impreciso al tiro, Butler e Harris tengono i Sixers a contatto ed a metà terzo quarto le tensioni in campo si sfogano dopo un brutto fallo di Joel Embiid su Jarrett Allen lanciato a canestro.

Embiid “stende” Allen, Jared Dudley non gradisce e parte alla ricerca di Embiid, lo spintona, Jimmy Butler cerca a sua volta Dudley e ad uno ad uno i giocatori finiscono allacciati sulla riga di fondo, mentre coach e arbitri tentano di dividere i due gruppi.

Non si va oltre le spinte, ma i gesti di Embiid, Dudley e Butler vengono puniti con un “flagrant foul” per il lungo dei 76ers, e con la doppia espulsione per L’ex Twolves (autore fin lì di una partita solidissima) e per Dudley.

Spietato il commento di Embiid a fine gara sull’episodio: “Gli avversari mi provocano perché vorrebbero che reagissi, oggi non ho reagito alla spinta, perché ho ritenuto che alla mia squadra io serva più di quanto (ai Nets, ndr) serva Jared Dudley. Il fallo? Non era un ‘flagrant’, sono andato per la palla. Dudley? Lui è un signor nessuno, io sono troppo importante per la mia squadra per farmi tirare dentro in queste cose. Il ginocchio? Non riesco ad allenarmi, è dura ma sono qui a combattere con i mie compagni“.

Mike Scott per il sorpasso 76ers, Brown: “Embiid dominante”

I 76ers, squadra ruvida, traggono energia dall’incidente e James Ennis III rimpiazza Butler al meglio delle sue possibilità. Ben Simmons schiaccia, Embiid domina sul più piccolo Rondae Hollis-Jefferson e Philadelphia impatta la gara.

Caris LeVert (26 punti, 5 rimbalzi e 6 assist) e Spencer Dinwiddie (18 punti) non si arrendono, J.J Redick ritrova il canestro dopo un secondo tempo “a secco” ed Embiid imbecca Mike Scott dall’angolo a 18 secondi dalla sirena finale per il tiro del +2 Phila (110-108).

Sull’ultimo possesso Nets, D’Angelo Russell trova Jarrett Allen sotto canestro, ma la difesa dei Sixers si chiude e Ben Simmons strappa il pallone dalle mani del lungo di Brooklyn. Tobias Harris (24 punti, 8 rimbalzi e 6 assist) segna i due tiri liberi, chiude la gara e fa 3-1 Sixers nella serie.

Partita sontuosa di un Joel Embiid limitato da un ginocchio in condizioni precarie: 31 punti, 16 rimbalzi, 7 assist e 6 stoppate in 32 minuti di gioco. Così coach Brett Brown sulla sua star: “E’ stato dominante. Basta davvero guardare ai numeri, ed all’impatto che questi dimostrano… dominante, davvero“.

Sixers-Nets si accende, Dudley: “Embiid, poco da ridere, Ben Simmons giocatore nella media”

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La gomitata (involontaria) rifilata da Joel Ambiid a Jarrett Allen è piaciuta ben poco ai Brooklyn Nets, e molto meno sono piaciute a Jared Dudley e compagni le scuse “forzate” del lungo camerunense dei Sixers dopo gara 2.

Un colpo al viso ha costretto Allen ad abbandonare la partita per alcuni minuti. La gomitata di Embiid è stata sanzionata con un “flagrant foul” e la star dei Sixers si è scusata in conferenza stampa dopo la vittoria dei suoi che ha pareggiato la serie.

Stavo solo cercando di essere aggressivo” Così si è giustificato Embiid. A provocare la reazione di alcuni giocatori dei Nets sono state però le risate “sotto i baffi” di Ben Simmons ed Embiid dopo la frase di scuse: “E’ solo che non sono proprio un tipo umile, non sono abituati a sentirmi dire una cosa del genere” Ha cercato poi di ricomporsi Embiid.

Risate non gradite: così Jared Dudley, veterano di mille battaglie per Brooklyn: “Joel è fatto così, ama sembrare un tipo scanzonato. Non credo abbia fatto apposta, però è chiaro che ogni volte che agiti i gomiti in quel modo, c’è il rischio di colpire qualcuno. Ma l’essere scanzonato non giustifica le risate o la mancanza di rispetto“.

Spencer Dinwiddie non è da meno: “Se fosse stato Allen a sgomitare a quel modo, sarebbe stato espulso. Embiid e Simmons? Sono due ragazzi, c’è poco da dire. Facciano come credono, noi non cederemo a questi giochi“.

Sixers-Nets, Jared Dudley: “Ben Simmons? Giocatore nella media”

Alle “sportellate” in campo corrispondono come di consueto in ogni serie di playoffs che si rispetti provocazioni verbali di ogni sorta.

Jared Dudley punge Ben Simmons alla vigilia della terza partita (un Simmons autore di una gara 1 in sordina e di una seconda partita di livello superiore), preannunciando quale sarà il trattamento difensivo riservato al giocatore australiano dei Sixers:

Ben Simmons è un grande giocatore in transizione offensiva. A metà campo è un giocatore normale, nella media. Lo lasceremo libero di tirare da fuori finché non dimostrerà a tutta la NBA che è in grado di prendere e segnare quel tiro. Oggi non ci prova nemmeno, quindi sappiamo cosa dobbiamo fare con lui

Gara 3 è in programma per giovedì notte (ora italiana) al Barclays Center di Brooklyn. Dopo aver saltato gara 2 per un problema al polpaccio, Jared Dudley sarà di nuovo in campo.

Nets KO, super terzo quarto dei Philadelphia 76ers, Embiid: “Tutti importanti”

Philadelphia Sixers

Ben Simmons, Joel Embiid e compagni non ci stanno. Non sono davvero la squadra spenta e senza idee vista in gara 1 della serie contro i Brooklyn Nets. In effetti l’hanno dimostrato in gara 2. I Philadelphia 76ers hanno spazzato via gli avversari con un perentorio 123-145.

Da incorniciare il terzo quarto di squadra: 51 punti, 18/25 dal campo, 4/6 da tre e 11/11 dalla linea del tiro libero.

Se dunque la squadra di Coach Brett Brown voleva dare una dimostrazione di forza ci è riuscita. Ben Simmons, che era stato anche polemico con i tifosi, ha chiuso con una tripla doppia da 18-10-12, mentre Joel Embiid ha continuato a giocare nonostante la solita tendinite al ginocchio sinistro, chiudendo con 23 punti e 10 rimbalzi in 20 minuti di gioco.

Sembra tornato il sereno sul Wells Fargo Center

Le parole dei protagonisti testimoniano come sia cambiato tutto rispetto al postpartita di gara 1. Le facce scure e nervose dei giocatori hanno lasciato spazio a espressioni più distese e anche a risate.

Joel Embiid, in conferenza con Ben Simmons, chiede scusa a Jarret Allen per una gomitata rifilatagli, a detta sua in modo involontario, provocando ilarità generale:

Simmons ha commentato così la sua prestazione, con un sorriso:

“Ho solo cercato di essere me stesso… stavo pensando ai fischi dell’ultima volta, ho molto affetto per questa città”

Embiid ha invece ricordato l’importanza del gruppo:

“Tutti devono dare qualcosa, siamo tutti importanti”

Come riportato da Dave McMenamin, Jimmy Butler ha descritto la furia di Coach Brett Brown all’intervallo, che ha spinto i 76ers alla super prestazione in uscita dagli spogliatoi:

“E’ arrivato dicendo un po’ di parolacce, mi ha molto sorpreso a essere sincero, ma l’ho adorato a dire la verità, questa è l’energia che mi piace. Ha messo le cose in chiaro, come stavamo giocando non era pallacanestro vincente. Si è accertato che tutti uscissero e facessero il loro compito”

Coach Brown ha lodato il terzo quarto dei suoi dal punto di vista difensivo:

“E’ stato importantissimo il modo in cui abbiamo difeso nel terzo periodo. Loro hanno grandi capacità offensive, anche nel tiro da 3. Il modo in cui siamo usciti in campo e li abbiamo fermati è stato molto importante”

Inside the duel: Sixers-Nets

Sixers-Nets streaming

Tra le agguerrite sfide che caratterizzano questo primo turno di playoff non può mancare quella tra i Philadelphia Sixers e i Brooklyn Nets. Due modelli di rinascita differenti, reduci da annate buie, e oggi nuovamente tra le prime otto della Eastern Conference. I Sixers hanno raggiunto l’apice del loro Process, come confermato anche dal GM Elton Brand. Gli arrivi in corso d’opera di  Jimmy Butler e Tobias Harris (entrambi free agent a luglio) confermano le alte ambizioni della franchigia, che quest’anno punta almeno alle finali di conference. Philly ha chiuso la regular season al terzo posto, ma senza mai dare l’impressione di avere quel ‘quid’ in più rispetto ai Bucks o Raptors. Non a caso detiene record negativi contro le prime della conference (1-3 vs Toronto, 1-2 vs Milwaukee e  1-3 vs Boston). Non un bel segnale in vista di eventuali semifinali. Desta preoccupazione anche l’alchimia di squadra non proprio idilliaca che in post-season avrà un’importanza capitale.

 

A sfidarli una franchigia che mancava ai playoff da cinque anni. Allora avevano a roster Pierce, Garnett, Williams, Johnson e Lopez, con il monte salari più alto della lega e avendo perso scelte su scelte a causa della trade con Boston. Quella mossa però si rivelò un flop senza precedenti. Tra le macerie lasciate da quei pesanti contratti i Nets ripartono da coach Kenny Atkinson e da quella testa calda di D’Angelo Russell. In pochi anni risalgono la china, scoprono degli insospettabili talenti come Caris LeVert, Jarrett Allen e Spencer Dinwiddie. I Brooklyn Nets sono una delle più belle favole di questa stagione. Un piccolo capolavoro partito dall’addio dei Big Three. Il segreto di questi Nets sta nella cultura, nella competenza, nella fiducia che hanno sempre nutrito verso i loro giocatori, senza aggravare il cap con costosi contratti e senza sbandierare alcun Process.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Philadelphia 76ers

  • Record: 51-31 (#3, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 112.7
  • Defensive rating: 109.9
  • Team leaders: Joel Embiid (27.5 PTS), Joel Embiid (13.6 REB), Ben Simmons (7.8 AST)

Brooklyn Nets

  • Record: 42-40 (#6, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 108.6
  • Defensive rating: 108.9
  • Team leaders: D’Angelo Russell (21.1 PTS) Ed Davis (8.6 REB), D’Angelo Russell (7 AST)

 

SIXERS-NETS: IL DUELLO

Cose aspettarci da questa serie? Sicuramente tanto dinamismo, difesa e contropiede. I Sixers in queste partite tendono a metterla sul piano fisico ed emotivo per innervosire gli avversari. Joel Embiid è un professionista a tal proposito. Il peso dell’attacco verterà sulle spalle del centro camerunese, praticamente immarcabile sotto le plance. La maggior parte dei punti della squadra sono infatti confezionati nel pitturato. I Nets dovranno costantemente raddoppiarlo o, se non fosse possibile, mandarlo a sinistra dove detiene una percentuale di realizzazione non eccellente. Ma attenzione a non lasciare troppo spazio per il tiro da tre punti. JJ Redick ed Harris si sono rivelati cecchini infallibili oltre l’arco e anche Butler ha preso maggior confidenza nel tiro da fuori. L’ex Bulls sarà l’ago della bilancia di questa serie, tanto in difesa quanto in attacco. Se riuscirà a limitare Russell e al contempo spalleggiare Embiid nell’altro lato del campo, i Sixers avranno già messo un piede nelle semifinali di conference. Tobias Harris è uno scorer di primo pelo, capace di segnare in ogni contesto e in ogni modo. Saranno però i suoi primi playoff in carriera e l’emozione talvolta può giocare brutti scherzi. Capitolo Ben Simmons: il ROY in carica è diventato un giocatore prevedibile per gli avversari, non avendo migliorato la sua tecnica di tiro o comunque evoluto il suo sistema di gioco. Occhio comunque ai pick and roll con Embiid, che tanti grattacapi ha causato alle difese avversarie, e alle transizioni offensive che l’australiano gestisce come pochi nella lega.

Simmons guida velocemente la transizione offensiva, la difesa non fa in tempo a schierarsi. Palla deliziosa a Redick che completamente libero mette a bersaglio una semplice tripla.

Philadelphia è dunque una compagine solida e talentuosa, ma non per questo povera di difetti: a causa del costante via vai in sede di mercato, il roster si è assemblato solo ad inizio febbraio. Una squadra nuova ha bisogno di mesi per imparare a convivere sul parquet e sviluppare la giusta chimica. Coach Brett Brown ha invece avuto solo qualche allenamento per inserire i nuovi arrivati. Se i Nets vogliono strappare questa insperata qualificazione, dovranno approfittare della scarsa intesa dei loro avversari. Inoltre malgrado gli arrivi di due All-Star affermate come Harris e Butler, la città dell’amore fraterno ha salutato Dario Saric, Wilson Chandler, Landry Shamet e Robert Covington. Nomi che non scalderanno i cuori dei tifosi ma che hanno degnamente contribuito alla rinascita dei Sixers, portando energia e punti in uscita dalla panchina. La second unit di Philly è infatti la peggiore della lega per produttività offensiva, spesso nessun panchinaro supera la doppia cifra. Il sesto uomo della squadra, Boban Marjanovic, ha una media di 8.6 punti a partita. In casa Nets invece l’imperativo è difendere. Jarrett Allen avrà il compito di limitare Embiid. Il classe 98′ ha mostrato una buona propensione difensiva come mostrano le 1.5 stoppate di media a partita (tra le vittime anche LeBron, Antetokoumpo e Davis), ma potrebbe non bastare. Gli esterni infatti dovranno sacrificarsi moltissimo in queste partite con costanti aiuti e recuperi. Sarà anche fondamentale bloccare tutti i tagli, sia quelli a canestro, sia quelli fuori area. Attenzione particolare a J.J. Redick che tira con il 37% nelle situazioni catch and shot. Per quanto concerne la tattica offensiva molto dipenderà da D’Angelo Russell. L’ex Lakers deve confermare in postseason quanto di buono fatto finora ed ottenere cosi la tanto aspettata consacrazione. La difesa avversaria tenderà spesso a raddoppiarlo, dovrà quindi evitare di incaponirsi come suo solito e giocare di squadra. L’arma letale di questi Nets è il tiro da fuori: 5 giocatori tirano con oltre il 35% e il fresco vincitore della gara da tre punti, Joe Harris, detiene il 47.4% con 6 tentativi di media a partita.

L’alta percentuale di realizzazione è frutto di un fluido giro palla atto a trovare il tiro più comodo libero possibile, scuola Spurs.

Al contrario di Philadelphia, la second unit di Brooklyn è tra le più fruttuose della lega: Spencer Dinwiddie e Caris LeVert sono i due migliori realizzatori del team dopo Russell ed entrambi subentrano a gara in corso. Il fattore inesperienza è sopperito dalla presenza di tre veterani come Dudley, Carroll e Crabbe che,  oltre a segnare triple, stanno facendo da chioccia al core di giovani presente a roster. Il vero tallone d’Achille non sta in quello che hanno ma in quello che non hanno: una superstar. Un giocatore dominante con Embiid o Butler, capace di caricarsi i compagni sulle spalle nei momenti di difficoltà. Molto spesso in RS Brooklyn ha peccato di discontinuità e di errori banali sul finale di partita che hanno compromesso la vittoria. È proprio per questa differenza di potenziale che l’ago pende dalla parte dei Sixers. Ci vorrà la serie perfetta per ribaltare il pronostico. Un’impresa difficile ma comunque non impossibile per la cenerentola della NBA.

 

SIXERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Ben Simmons, #25
  • JJ Redick, #17
  • Jimmy Butler, #23
  • Tobias Harris, #33
  • Joel Embiid, #21
  • Boban Marjanovic, #51
  • Jonathon Simmons, #14
  • T.J. McConnell, #12
  • Mike Scott, #1
  • Furkan Korkmaz, #30
  • Greg Monroe, #55
  • Zhaire Smit, #8
  • Amir Johnson, #5
  • James Ennis III, #11
  • Haywood Highsmith, #7
  • Shake Milton, #18
NETS: ROSTER E ROTAZIONI
  • D’Angelo Russell, #1
  • Joe Harris, #12
  • Caris LeVert, #22
  • Jared Dudley, #6
  • Jarrett Allen, #31
  • DeMarre Carroll, #9
  • Spencer Dinwiddie, #8
  • Ed Davis, #17
  • Rondae Hollis-Jefferson, #24
  • Rodions Kurucs, #00
  • Dzanan Musa, #30
  • Alan Williams, #15
  • Shabazz Napier, #13
  • Tahjere McCall, #0
  • Theo Pinson, #10
  • Treveon Graham, #21

 

SIXERS-NETS STREAMING

Le gare tra i Philadelphia Sixers e i Brooklyn Nets saranno visibili in tre modi diversi:

  • Sixers-Nets sul decoder Sky, canale 206 (Sky Sport NBA)
  • Sixers-Nets streaming su Sky Go
  • Sixers-Nets streaming su NBA League Pass

Per i primi due basta abbonarsi a Sky e acquistare il pacchetto sport. Sarà cosi possibile assistere ai match comodamente sul proprio divano sia in diretta che in differita. Per  coloro che saranno fuori casa, la visione dei match non sarà comunque preclusa: Sky mette a disposizione dei propri abbonati anche servizi streaming per tablet, PC e smartphone ma solo per i live in diretta. Per il terzo metodo invece basta abbonarsi sul sito web NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e vedere cosi tutte le gare in streaming, anche in contemporanea su PC, tablet e cellulare. Bisogna però affrettarsi, i playoff stanno per cominciare.

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
D’Angelo Russell.

Ci sono tutti i requisiti per assistere ad una serie divertente e spettacolare. I Sixers per portare a compimento The Process, i Nets per consolidare la rinascita ed attrarre talentuosi free agent in estate. La vincente affronterà in semifinale una tra i Toronto Raptors e gli Orlando Magic. Due squadre diverse ma accomunate da un solo obiettivo, vincere.