Hornets, pressing su Marc Gasol: si tratta con Memphis

Marc Gasol and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Memphis Grizzlies at FedExForum

Marc Gasol, assieme a Mike Conley, é stato messo sul mercato dai Memphis Grizzlies: la franchigia del Tennessee potrebbe presto formalizzare la sua cessione. Sono infatti vivi i dialoghi coi Charlotte Hornets, pronti ad accoglierlo. Lo riporta Shams Charania.

 

Hornets si cerca di muovere le acque per tenere Kemba

L’obiettivo della franchigia di MJ è chiaro: provare a prelevare giocatori di livello per aggiungere qualità ad un roster che ne è privo ad eccezione di Kemba Walker. Mettiamoci anche il fatto che Kemba è in scadenza di contratto, come convincerlo a restare? Serve una mossa subito, una mossa chiara, e la dirigenza ha individuato in Marc Gasol, centro spagnolo dei Memphis Grizzlies, il giocatore giusto per risollevare le sorti della franchigia in ottica playoffs.

Come arrivare a Gasol? Non è impossibile. I Grizzlies aprono alla sua cessione, ma serviranno scelte e giocatori giovani. Charlotte vuole privarsene ora con il dubbio su quale sarà il futuro di Kemba o forzerà la mano per tenere Walker ancora agli Hornets? Dubbio amletico e che dovrà essere risolto entro poche ore, domani orario serale si chiude il mercato e sapremo finalmente quali saranno i roster completi (tagli a parte) che chiuderanno la stagione regolare ed i playoffs.

Marc Gasol sarà ancora a Memphis per voi?

Coach Borrego su Malik Monk: “Si sente sempre più a suo agio”

Continua il momento positivo della guardia dei Charlotte Hornets, Malik Monk. Il giocatore, al suo secondo anno nella lega, sta mostrando grandi miglioramenti come dimostrano i 20 punti messi a segno nella vittoria degli Hornets su Memphis, il secondo per punti segnati dietro solo a Kemba Walker, titolare nel prossimo all star game.

Coach Borrego su Malik Monk nel post partita

La prestazione non è ovviamente passata inosservata a James Borrego, coach della franchigia di proprietà di Michael Jordan, che ha rilasciato dichiarazioni nel post partita, esprimendo il suo parere sul giovane.

“Marvin [Williams, ndr] è stato grande. Malik è stato grande”, ha detto, “soprattutto nel secondo tempo, andando al ferro. Prendendo questi tiri, Malik si sente sempre più a suo agio, lì sotto. Sembra davvero fiducioso quando prende quei tiri. Diamo quindi un sacco di merito a questi due ragazzi”.

Monk sta riuscendo, pian piano, ad ottenere grande fiducia da parte del proprio allenatore. La dimostrazione è data dall’elevato numero di minuti giocati nell’ultimo match, 26, contro i 14 della shooting guard titolare, Jeremy Lamb. Continuando di questo passo, la partenza in quintetto può ampiamente essere alla sua portata.

Infortunio Kemba Walker: problema al collo per lui

infortunio kemba walker

Infortunio Kemba Walker: confermata la contusione al collo per il giocatore degli Hornets dopo la partita contro i Bucks. Pronto a sostituirlo Tony Parker.

Infortunio Kemba Walker: tegola per gli Hornets

Fresco di convocazione in quintetto all’All Star Game, Kemba Walker è obbligato a fermarsi momentaneamente per uno scontro fortuito con Giannis Antetokounmpo. L’All-Star di Charlotte ha subito un colpo al collo nella partita persa 108-99 contro i Bucks.

Momenti di apprensione per il pubblico, ma nulla di grave. Il giocatore, dopo aver ricevuto l’aiuto dei medici sul parquet, si è rialzato con le proprie gambe raggiungendo gli spogliatoi autonomamente. Per gli Hornets un brutto colpo. In pochi secondi hanno perso la fonte offensiva più preziosa per la squadra e ancora non si conosce l’entità dell’infortunio. Pronto Tony Parker a subentrare al suo posto dopo che nel corso della stagione ha ricoperto il ruolo di riserva.

Per Kemba Walker uno stop che frena la sua stagione in continua ascesa. Entrato nella ottava stagione NBA, Walker sta mantenendo le sue migliori statistiche medie:

  • 25 punti
  • 5.7 assist
  • 43.6% FG
  • 35.8% da tre punti

Infortunio Kemba Walker quindi che preoccupa i tifosi. Con queste cifre la guardia tiratrice degli Hornets stava cercando di riportare la sua franchigia ai playoffs che mancano dal 2016.

 

Kemba Walker: Mavs interessati, gli Hornets non lo mollano

Kemba Walker: nonostante ci siano numerose voci sul suo conto, il playmaker di Charlotte non dovrebbe andare da nessuna parte, stando a quanto riferito da Shams Charania.

Tra le diverse squadre che vorrebbero la pointguard sembrano esserci sopratutto i Mavericks, i quali vorrebbero affiancare a Doncic un giocatore di notevole esperienza e caratura. Tuttavia, il proprietario degli Hornets Michael Jordan è intenzionato a rifirmare la stella della franchigia della Carolina.

KEMBA WALKER: I DETTAGLI

Kemba Walker, selezionato con la nona scelta assoluta dagli allora Charlotte Bobcats al Draft 2011.

In particolare, secondo il giornalista di The Athletic, Walker è ormai l’uomo di punta non solo di una squadra, ma anche di una città intera. Dallas sarebbe disposta ad offrire Dennis Smith Jr., che però pur essendo un ottimo prospetto, non può ancora prendersi sulle spalle un contesto così importante.

Gli Hornets stanno lottando per un posto ai playoff e Kemba è la punta di diamante del team. Non possono liberarsi di lui, considerata anche la sua probabile presenza all’All Star Game proprio nella città.

Il playmaker, quest’anno, sta producendo statistiche davvero importanti. Nello specifico, il numero 15 sta realizzando i suoi massimi in carriera in diverse voci:

  • 25 punti
  • 5,6 assist
  • 43,5 FG%

Nonostante ciò, è evidente il contesto desolante in cui si sta esprimendo l’ex Connectitut: in tale contesto emerge  l’ultima lamentela, del 30 Dicembre scorso, sulla situazione non proprio eccezionale a livello di supporting cast del 28 enne due volte All Star.

Quest’ultimo, comunque, sta guidando il team ad una stagione al di sopra delle aspettative iniziali: allo stato attuale, infatti, Charlotte è all’ottavo posto nella Eastern Conference, con 22 vittorie e 24 sconfitte. E se sono in corsa ancora per il treno dei playoff sicuramente grande merito è del realizzatore più prolifico della storia della franchigia. Che non può permettersi di perdere un giocatore di tale calibro in cambio di nulla.

Ogni discorso concreto su una delle stelle più sottovalutate dell’intera lega, in conclusione, sarà rimandato presumibilmente alla prossima estate. In quel periodo, nello specifico, Walker avrà la possibilità di decidere quale andamento avrà la sua carriera, finora avara di successi individuali.

 

 

 

 

 

Slam Dunk Contest 2019, Donovan Mitchell non difenderà il titolo, Miles Bridges giocherà in casa?

Donovan Mitchell vince lo Slam Dunk Contest

Slam Dunk Contest 2019, il campione in carica Donovan Mitchell non difenderà il titolo 2018 a Charlotte, il prossimo 16 febbraio.

La giovane star degli Utah Jazz ha annunciato il suo forfait dalle pagine di The Deseret News:

Partecipare allo Slam Dunk Contest mi è piaciuto tantissimo, ma è una competizione che richiede tanta attenzione e preparazione. Oggi sono concentrato esclusivamente sugli Utah Jazz e sulla seconda parte di stagione che ci attende. Aspetto l’All-Star Weekend con trepidazione in ogni caso, parteciperò a tanti eventi. Mi sarebbe piaciuto ripresentarmi, soprattutto dopo la vittoria dello scorso anno. Ora mi godrò lo spettacolo dell’All-Star Game da un’altra prospettiva. In futuro, chissà

– Donovan Mitchell sullo Slam Dunk Contest 2019 –

 

Lo scorso anno a Los Angeles Donovan Mitchell diede vita ad uno show memorabile, omaggiando il grande ex Utah Jazz Darrell Griffith ed il Re della gara delle schiacciate Vince Carter.

Slam Dunk Contest 2019, Miles Bridges tra i partecipanti

 

Il rookie degli Charlotte Hornets Miles Bridges potrebbe essere uno dei quattro partecipanti alla prossima gara delle schiacciate. Come riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports, Bridges “starebbe considerando l’idea di prendere parte alla gara”.

Bridges, 12esima scelta degli Hornets di Kemba Walker al draft NBA 2018 in uscita da Michigan State, sta viaggiando a 6.7 punti e 3.7 rimbalzi di media a partita in 42 partite disputate partendo dalla panchina per coach James Borrego.

Gli Charlotte Hornets in cerca di acquirenti per Nicolas Batum e Frank Kaminsky

Nicolas Batum infortunio

Gli Charlotte Hornets sarebbero “disperatamente” cercando di muovere il pesante contratto dell’ala francese Nicolas Batum, come riportato da Sean Deveny di Sporting News.

ll front office degli Hornets, guidato dal neo-General Manager e Presidente Mitch Kupchak, starebbe pensando ad un pacchetto incentrato su Batum e sul lungo da Wisconsin Frank Kaminsky.

Nicolas Batum è attualmente al terzo anno di un quinquennale da 120 milini di dollari complessivi, che prevede una player option sull’ultimo anno (2020\21). Kaminsky diventerà invece free agent al termine della stagione.

Giunto alla sua ottava stagione NBA, Batum sta vivendo una stagione sottotono. Gli 8.8 punti a partita rappresentano il minimo in carriera dalla stagione 2008\09, la prima oltreoceano. Minutaggio, usage percentage, assist a partita e percentuale ai tiri liberi sono ai minimi dalla stagione 2012\13, giocata con la maglia dei Portland Trail Blazers.

Numeri che stonano, se rapportati al tipo di contratto. Sin dal suo ingresso nella NBA (25esima prima scelta ssoluta al draft NBA 2008 dei Portland Trail Blazers, via Houston Rockets), Batum si è sempre distinto quale giocatore versatile, buon difensore e discreto tiratore dalla lunga distanza (35.6% in carriera, 40.2% nella stagione in corso).

Frank Kaminsky, ala-centro al quarto anno, ha faticato in questa stagione a ritagliarsi il proprio spazio nelle rotazioni di coach James Borrego. La crescita di Willy Hernangomez e del rookie Miles Bridges ha tolto minuti ad un giocatore che nella stagione 2017\18 aveva viaggiato a 11.1 punti e 3.6 rimbazli a gara, in circa 23 primi di gioco.

Sean Deveney riporta come nel 2015, in sede di draft, Michael Jordan – proprietario degli Charlotte Hornets – avesse rispedito al mittente un’offerta dei Boston Celtics per i diritti di scelta su Kaminsky, incentrata sulle scelte numero 15 e 16 dello stesso draft (Kelly Oubre Jr e Terry Rozier) ed una futura prima scelta (Boston avrebbe poi selezionato Jaylen Brown l’anno seguente).

Gli Charlotte Hornets sono al momento titolari di uno dei payroll più pesanti dell’intera NBA. Giocatori come Batum, Marvin Williams, Bismarck Biyombo e Cody Zeller saranno a libro paga in questa stagione per oltre 70 miloni di dollari. La star della squadra Kemba Walker e la guardia Jeremy Lamb diverranno free agent a partire dal prossimo 1 luglio.

L’infortunio del centro titolare Cody Zeller (frattura della mano destra e stop di 4-6 settimane per l’ex Indiana Hoosiers) potrebbe aprire spazi per Kamimsky, dando l’opportuntà al GM Mitch Kupchak di mettere in mostra il prodotto di Wisconsin ed ex Baskteball Player of the Year (2015).

Allarme Hornets, KO a Washington, Kemba Walker è troppo solo, coach Borrego: “Non ne avevamo”

Perdere contro degli Washington Wizards privi di Dwight Howard, Otto Porter Jr, Markieff Morris e da oggi e per il resto della stagione di John Wall si può, se giochi negli Charlotte Hornets.

A washington, Wizards-Hornets termina 130-126 per gli uomin di coach Scott Brooks.

Non sono bastati agli uomini di coach James Borrego i 47 punti finali di Kemba Walker, che alla Capital One Arena di Washington DC segna 18 delle 29 conclusioni tentate (6 su 9 da dietro l’arco), e diventa così titolare di cinque delle migliori sei prestazioni offensive per un singolo giocatore della storia degli Charlotte Hornets.

La sfida degli “uomini in missione” la vince il collega di reparto e rivale Bradley Beal.

Un Beal non in grandissima serata (19 punti con 7 su 19 dal campo) ma coadiuvato dal pretoriano di ritorno Trevor Ariza (24 punti, 7 rimbalzi e 9 assist per l’ex Rockets), dal soprendente Thomas Bryant (doppia-doppia da 21 punti e 10 rimbalzi) e da un Tomas Satoransky da 20 punti e 4 triple a bersaglio in 32 minuti da titolare al posto dell’infortunato Wall.

Bradley Beal apprezza l’aiuto e ringrazia.

Cosa che Kemba Walker non può prendersi il lusso di fare, di questi tempi. Tony parker e Miles Bridges non sono della partita, la matricola da Kansas Devonte’ Graham prova a dare il suo contributo (11 punti, 4 rimbalzi e 5 assist in 22 minuti), Malik Monk viene scongelato da coach Borrego ma non incide, ed il pur positivo Michael Kidd-Gilchrist non può fare un passo senza che nessuno gli ricordi di essere stato selezionato prima dello stesso Beal, di Damian Lillard e di Andre Drummond (e di Draymond Green, se proprio vogliamo) ormai 6 stagioni addietro.

Walker realizza 24 dei suoi 47 punti nel solo quarto periodo, sfiorando l’incredibile rimonta nei 25 secondi finali di gara. In vantaggio di 9 lughezze (125-116), gli Wizard rischiano seriamente di aggiungere un nuovo orrore alla ricca galleria stagionale. Walker, Cody Zeller e riportano a -1 gli Hornets, prima del gioco da tre punti provvidenziale di Trevor Ariza che chiude i conti.

Per Kemba Walker, la partita di Washington è la quarta escursione stagionale sopra quota 40 punti, e la 13esima in carriera.

“Stasera non ne avevamo, non siamo stati attenti in difesa ed abbiamo sbagliato troppo. Non tutti i giocatori in campo stasera hanno datto quel contributo in termini di fisicità ed attenzione. 130 punti subiti sono troppi, troppe palle perse che ci sono costate caro (…) ci faccciamo battere troppo facilmente dal nostro uomo, la nostra transizione difensiva è insufficiente. La nostra second unit ha concesso troppo a Washington, troppi rimbalzi, troppi punti facili (…) ci vuole tempo per costruire una buona intesa difensiva, sono convinto che ci riusciremo, troveremo continuità. Ora però non l’abbiamo, dobbiamo lavorare e lavorare. Stasera non abbiamo avuto risposte al loro attacco, al contrario di quanto di buono fatto nelle ultime uscite, gli Wizards hanno fatto quello che volevano di noi

– James Borrego dopo Wizards-Hornets –

Hornets, Frank Kaminsky buon vicino di casa soccorre donna durante allarme bomba: “Ascensori bloccati”

Trentottesima giornata Dunkest

Frank Kaminsky degli Charlotte Hornets protagonista di un gesto di cavalleria d’altri tempi, durante un’evacuazione nel complesso di appartementi dove l’ex Wisconsin risiede a Charlotte.

Come riportato da Rick Bonnell dello Charlotte Observer, nel pomeriggio di tre giorni fa – giovedì 13 dicembre – i residenti del grattacielo da oltre 50 piani in downton Charlotte dove Kaminsky risiede hanno dovuto abbandonare rapidamente l’edificio a causa di un allarme bomba.

L’allarme ha provocato il blocco degli ascensori, costringedo i condomini a lasciare l’edificio utilizzando le scale.

Ho dovuto scendere 49 piani a piedi, usando le scale, perché gli ascensori erano fuori servizio. Così ho preso un pacchetto di Cheez-It (marca di snack al formaggio, ndr) e mi sono preparato per la discesa. Dopo tre piani, ho incontrato una donna con un bambino, un cane ed altre cose che stava cercando di portare con se, allora le ho dato una mano

 

Frank Kaminsky conosceva la donna, residente come lui da almeno quattro anni nel complesso di appartamenti. Il gesto di cavalleria del lungo degli Charlotte Hornets è dunque arrivato spontaneamente.

Frank Kaminsky: “49 piani a piedi? No grazie”

 

L’allarme che ha causato l’evacuazione è stato solo una delle tante allerte che hanno riguardato la città di Charlotte nella giornata di giovedì, tra la una e cinque del pomeriggio. Come dichiarato dalla polizia di Charlotte, agli allarmi sono seguiti messaggi di minacce e richieste di denaro, inviate via mail a stazioni di polizia, ospedali cittadini ed edifici pubblici.

Allarmi simili si sono registrati in tutto il North Carolina per l’intera giornata di giovedì. Fortunatamente, come assicurato dalle autorità, nessuna di tali minacce ha poi avuto un seguito concreto.

I residenti dei complessi residenziali coinvolti hanno dovuto aspettare ore prima di poter ritornare nello loro abitazioni. Kaminsky ha scherzato il giorno seguente sulla vicenda: “Ho aspettato che gli ascensori ripartissero, non avevo alcuna intenzione di rifarmi 49 piani a piedi“.

 

Kemba Walker sull’ipotesi Knicks: “Non ci sto ancora pensando”

infortunio kemba walker

Protagonista di un avvio di stagione da incorniciare, Kemba Walker sta facendo la voce grossa, rispondendo con i fatti a chi sostiene che sia un giocatore sopravvalutato o comunque non ancora pronto per essere considerato una vera e propria star.

La point guard classe ’90, infatti, sta letteralmente trascinando gli Charlotte Hornets in zona playoff a suon di prestazioni da capogiro.

Le sue medie di 25.8 punti, 4.4 rimbalzi, 6.2 assist e 1.4 palle recuperate col 44% al tiro e il 35% da dietro l’arco certificano l’esponenziale crescita di un giocatore che a 28 anni è nel meglio della sua carriera e non ha ancora smesso di stupire.

I 60 punti (career-high) messi a referto lo scorso 18 novembre nel match perso all’overtime coi Philadelphia Sixers (122-119), in questo senso, rappresentano la ciliegina sulla torta.

Due volte All-Star (presumibilmente quest’anno parteciperà per la terza volta all’All-Star Game), Walker ha firmato un quadriennale da 48 milioni di dollari nel 2015, dunque la stagione attualmente in corso rappresenta l’ultima del suo accordo con gli Charlotte Hornets.

Il prossimo luglio, il prodotto di UConn sarà unrestricted free agent e firmerà sicuramente un contratto più remunerativo di quello attuale.

Per rapporto qualità-prezzo, infatti, Kemba è uno dei migliori affari di tutta la lega (appena 12 milioni per il 2018-2019), ma è un lusso che la franchigia della Carolina del Nord potrà permettersi ancora per poco.

Attualmente settimi a Est con tredici vittorie e altrettante sconfitte, gli Hornets sono intenzionati a rinnovare a cifre più elevate il proprio principale punto di riferimento, divenuto ormai una vera e propria icona della storia della franchigia.

Gli scenari per il futuro di Kemba

Kemba Walker, selezionato con la nona scelta assoluta dagli allora Charlotte Bobcats al Draft 2011.

In questo senso, però, Charlotte dovrà fare i conti con la concorrenza del mercato, in quanto la free agency 2019 sarà una delle più stravolgenti degli ultimi anni e numerose squadre punteranno sul playmaker nativo del Bronx. Tra queste, spicca la squadra della sua città natale, i New York Knicks, che avranno lo spazio salariale necessario per potersi permettere di ingaggiare Walker e altre star di livello.

“È una delle migliori cinque point guards della lega, senza alcun dubbio.”, ha dichiarato il coach dei Knicks David Fizdale, spendendo parole al miele per uno dei nomi che potrebbero finire presto nel mirino della sua squadra. Tra gli obiettivi della franchigia della Grande Mela, vi sarà inevitabilmente anche il rinnovo della giovane stella lettone Kristaps Porzingis.

“Onestamente non sto ancora pensando alla free agency e per ora non prendo in considerazione la possibilità di trasferirmi altrove, ma è chiaro che giocare per la squadra della propria città, davanti a parenti, amici e persone che mi conoscono da anni, sarebbe fantastico. Penso che sia il sogno di qualsiasi giocatore.”, ha risposto Kemba Walker in merito a un suo possibile approdo, o meglio ritorno, in quel di New York.

Charlotte Hornets-Bradley Beal: trattativa iniziata

Bradley Beal-Charlotte Hornets-Bradley Beal

Charlotte Hornets-Bradley Beal si tratta per arrivare ad una fumata bianca che porti la guardia alla corte di Kemba Walker. La franchigia della Carolina del Nord infatti avrebbe avviato un contatto con i Wizards per capire la fattibilità di una trade e mettere in piedi una bozza di scambio possibile.

Charlotte Hornets-Bradley Beal: lo stato della trattativa

La guardia All Star è stato messo praticamente sul mercato dai Wizards, come rivelato già ieri sera dopo un avvio di stagione a dir poco negativo per la franchigia ed il ragazzo. Secondo il Charlotte Observer ed in particolare Rick Bonnell ci sarebbe un tentativo degli Hornets per portarlo a formare con Kemba Walker una coppia davvero da urlo.

Kemba Walker infatti dopo i 60 punti contro i Sixers e la sconfitta, si è ripetuto ieri notte con 43 punti in grande stile contro i Boston Celtics, ed un urlo praticamente di disperazione nel finale di gara ed anche una chiamata alla franchigia per cercare di rendere la squadra sempre più competitiva proprio con Kemba Walker faro del progetto.

Come potrebbe Charlotte convincere i Wizards a scambiare Bradley Beal? Servirà sicuramente una super offerta. Eccola qui:

  • Charlotte Hornets Ricevono: Bradley Beal, Jeff Green
  • Washington Wizards Ricevono: Michael Kidd-Gilchrist, Jeremy Lamb, Malik Monk, 2019 first-round pick (lottery protection), 2020 second-round pick (from Brooklyn or New York, via Charlotte)

Chi ci guadagnerebbe dallo scambio?

Bradley Beal reagisce alla crisi Wizards

Mentre la situazione a Washington rimane fluida, tra voci di trade che coinvolgono sia Otto Porter (riportato l’interesse di lunga data dei Brooklyn Nets per l’ala) che lo stesso Beal, la star dei Wizards crede che la stagione degli Wizards sia arrivata ad un punto di non ritorno.

Come riportato da Michael Lee per The Athletic, Bradley ritiene che le recenti vicende di spogliatoio potrebbero servire da stimolo per uscire dalla crisi, o “mandare tutto all’aria” definitivamente in casa Wizards:

Di problemi ne abbiamo già appianati parecchi, negli ultimi due anni. Le nostre vicissitudini di spogliatoio non sono certo un segreto. Dobbiamo uscirne, in campo. Qui non ci sono brutte persone, o uomini con caratteri incompatibili. Semplicemente, non riusciamo ad uscirne. Forse pensiamo inconsciamente di poterne uscire a comando. Forse la facciamo troppo facile, siamo convinti di poter premere un bottone e cambiare le cose in qualsiasi momento (…) sono tante le cause

Scott Brooks: “Ne usciremo come fa una famiglia”

Il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti si avvicina (giovedì 22 novembre). Coach Scott Brooks descrive le questioni sorte nelle ultime ore tra suoi Washington Wizards con una metafora a tema: “Ne usciremo come fanno tutte le famiglie”.

Tra poco sarà il Giorno del Ringraziamento. Sulla nostra tavola del Pranzo ci sarà parecchio da discutere. Era così con la mia famiglia, lo sarà stato anche con le vostre (rivolto ai cronisti, ndr), spero per voi che aveste finito di discutere prima di mangiare la torta di zucca“.

La sessione di allenamento di lunedì in casa (seguendo la metafora di Brooks) Wizards è stata piuttosto animata. John Wall avrebbe mandato al diavolo il proprio coach, ed avrebbe avuto un alterco con Jeff Green. Wall è stato multato dalla squadra ed ha chiesto scusa ad allenatore e compagni.

Continua Brooks:

In quei Rockets del ’94 (in cui Brooks militò, ndr), cose così sarebbero potute succedere. Non dico tutti i giorni, ma di momenti così ve ne furono più di uno durante quella stagione. Non sto cercando di minimizzare, ma come una vera squadra dobbiamo accettare tutto quello che è accaduto, tutte le cose che sono state dette, cose di cui non siamo certo fieri. Io, John (Wall, ndr) e gli altri giocatori siamo tutti dispiaciuti

Hornets, Kemba Walker da MVP: “Lavoro come un pazzo sul mio gioco”

Kemba Walker: “Charlotte è la mia città!”.

103 punti in due partite. Secondo il pollo di Trilussa fanno 51.5 di media, in realtà sono 60 nella prima e “solo” 43 nella seconda. In faccia a mister Kyrie Irving, per di più.

Walker sarà free agent in estate, uno dei pezzi più pregiati della classe del 2019, dopo Kevin Durant, Klay Thompson, Kawhi Leonard, ed assieme a Khris Middleton e – in caso di catastrofe in Pennslylvania – Jimmy Butler.

La missione di Kemba è però rimasta la stessa di quando calcò per la prima volta il parquet dell’oggi Spectrum Center di Charlotte, North Carolina: fare degli Hornets (oggi, una volta si chiamavano Bobcats…) una squadra di alto livello NBA.

A ridosso della trade deadline dello scorso febbraio, con la squadra in difficoltà ed indietro nella lotta per un posto ai playoffs della Eastern Conference, il timore di Charlotte di perdere l’ex UConn per nulla durant la free agency fu tale da scomodare Michael Jordan.

MJ rivelò che gli Hornets “avrebbero ascoltato eventuali offerte” per Kemba Walker, senza ovviamente accettare di svendere il proprio All-Star.

In estate, Walker ha confermato la sua volontà di rimanere un Hornet-for-life, nonostante il riportato forte interesse di Brooklyn Nets e New York Knicks per il giocatore, nativo proprio di New York.

E la stessa forza di volontà sta trascinando degli Charlotte Hornets incompleti e gravati da contratti pesantissimi verso l’agognato posto ai playoffs. Dopo 16 partite, Charlotte è 8-8, una vittoria in meno dei Boston Celtics.

Kemba Walker: “Lavoro ogni giorno sul mio gioco, Parker fondamentale”

43 punti, di cui 21 nel solo quarto periodo, 14 su 25 dal campo e 7 su 13 da tre punti, 4 rimbalzi e 5 assist e +17 di plus\minus per abbattere i Boston Celtics. Si dice che dopo la partita abbia addirittura spento le luci e chiuso tutto lui allo Spectrum, tanto fondamentale per gli Hornets è diventato questo Kemba Walker.

Nel post gara, Kemba ha parlato del duro lavoro quotidiano (su Youtube sono tanti i video dei suoi workout) dietro a prestazioni di tale livello, e rinnovato la fiducia nei suoi compagni di squadra:

103 punti in due partite? Non lo so… sto solo giocando a basket… la fede in Dio mi è di grande aiuto, lavoro duro ogni giorno sul mio gioco, i tiri che segno in partita sono frutto del grande lavoro quotidiano, faccio in modo di farmi trovare pronto per partite e per occasioni del genere. I tiri vanno dentro, ora (ride,ndr). La vittoria di oggi è super-importante (…) coach Borrego ci dice sempre di restare positivi e concentrati, che al momento giusto saprete salire di livello. Oggi è stato così, abbiamo lottato per tutta la partita e meritato la vittoria. Parker e Lamb? Ho bisogno dei miei compagni, le difese cercano di torgliermi il mio gioco e loro devono saper approfittarne. Io ho una grandissima fiducia in loro, so che possono essere decisivi, e voglio che lo sappiano. Tony Parker è entrato nel finale ed ha segnato due tiri fondamentali… cosa volere di più?

Kemba Walker ha poi confermato il proprio amore e la propria fedeltà a Charlotte ed agli Hornets, come riportato da Rick Bonnell del Charlotte Observer: “Credo che lo sappiano, l’ho già detto altre volte. Il mio modo di stare in campo, come dò tutto in campo per la squadra e per la città, sono la dimostrazione del mio attaccamento“.

Walker, 29 anni, sarà eleggibile in estate per un’estensione contrattuale con Charlotte del valore di 5 anni e 189 milioni di dollari complessivi.

A fine partita contro Boston, il pubblico dello Spectrum Center di Charlotte ha tributato al proprio eroe un inequivocabile coro: MVP, MVP.

Questa è la mia città! E’ una promessa!” La promessa è sempre quella, fare degli Hornets una squadra di alto livello NBA

 

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Hornets-Sixers: non bastano 60 punti di Walker, alla fine a ridere è Butler

Hornets-Sixers si è conclusa con la vittoria della squadra di Brett Brown per 122-119 dopo l’overtime ma a prendersi la copertina della gara è stato Kemba Walker che ha fatto segnare una prestazione monstre che, tuttavia, non è bastata a Charlotte per superare Philadelphia.

Il play della squadra di casa ha messo a segno 60 punti, frutto di un buon 21 su 34 dal campo, raccogliendo 7 rimbalzi, sfornando 4 assist e recuperando 4 palloni (9 le palle perse). Questa prestazione è al momento la migliore in questo avvio di NBA, avendo superato i 52 punti di Klay Thompson.

Hornets-Sixers: le parole di Walker nel post gara

“Sono orgoglioso, è una cosa incredibile”, ha detto Kemba Walker. “Mi dispiace di aver perso la partita, logicamente avrei preferito vincere”. I 60 punti segnati rappresentano un record di franchigia per gli Hornets. Ecco il video con i canestri del numero 15 postato su Twitter da Charlotte:

Brown su Walker: “Prestazione notevole”

Anche il coach dei Sixers, Brett Brown, ha voluto sottolineare la straordinaria prestazione di Walker: “Abbiamo provato a raddoppiarlo. Abbiamo cercato di ostacolarlo. E’ stato assolutamente incredibile, soprattutto se si pensa che davanti aveva due difensori del calibro di Jimmy Butler e Joel Embiid. Sessanta punti in una partita NBA contro una squadra difensiva è una cosa davvero notevole”.

Non solo perché, ovviamente, c’era da segnalare anche qualcosa sugli ultimi 20 secondi, dominati letteralmente da Butler, che ha regalato la vittoria ai Sixers: “Jimmy è stato incredibile nel finale”.

Sul punteggio di 119-119, a 20 secondi dalla fine, l’ex Timberwolves ha stoppato Walker che stava per concludere a canestro, salvando poi, prima che uscisse, il pallone e regalandolo ai suoi compagni di squadra. In quel frangente il giocatore degli Hornets pensò di aver subito fallo ma gli arbitri aveva preso ben altra decisione.

Hornets-Sixers: le parole di Jimmy Butler

Proprio Butler ha voluto commentare quell’azione: “Non pensavo che Kemba si sarebbe accontentato di un tiro in palleggio ed ho fatto quello che volevo facesse guidandolo verso l’esterno. Alla fine ho ottenuto quello che volevo, il pallone”.

Non contento Jimmy ha poi deciso il match con una tripla che ha dato il 122-119 finale ai suoi con solo lo 0.3 secondi dalla fine. Il 23 ha chiuso con 15 punti, 4 assist e 3 rimbalzi, ma ha di fatto deciso la gara con un finale super.

“Per quanto volessi segnare io il canestro della vittoria, il mio obiettivo principale era quello di non vedere Walker segnare 70 punti. Volevo si fermasse a 60”, ha detto Butler ridendo nel post gara.