Cleveland Cavaliers, Bickerstaff per la panchina?

Coach Bickerstaff ha cominciato al meglio la propria avventura ai Memphis Grizzlies

Conclusasi una delle stagioni più fallimentari degli ultimi anni, i Cleveland Cavaliers pensano a riorganizzarsi in vista del prossimo campionato. Con l’addio di Larry Drew, infatti, il front office sta valutando i possibili candidati per il ruolo di allenatore, ora vacante.

GLI ULTIMI RUMORS ATTORNO ALL’AMBIENTE DEI CLEVELAND CAVALIERS

I Cavalieri quest’anno hanno chiuso con 19 vittorie e 63 sconfitte, per il 14 esimo posto della Eastern Conference.

Stando a Marc Stein del New York Times, infatti, Cleveland, sebbene non abbia ancora iniziato dei colloqui lavorativi, appare interessata a J.B. Bickerstaff, ex allenatore di Houston nel 2015-2016 e dei Memphis Grizzlies tra il 2017 ed il 2019 e licenziato due settimane fa.  Ciò nonostante, comunque, le ricerche sono solamente all’inizio, e i Cavs vogliono vagliare tutte le soluzioni possibili.

Alla guida dei Grizzlies, Bickerstaff ha ottenuto nella stagione appena conclusa 33 vittorie e 49 sconfitte, nonostante un roster ritenuto, ad inizio annata, tra i peggiori dell’intera lega.

L’ex assistente degli Charlotte Bobcats, dunque, potrebbe rappresentare il nome nuovo su cui fondare la rinascita della franchigia dell’Ohio. Quest’ultima sarà attesa ad un estate ricca di stravolgimenti, con l’unico intento di recuperare rapidamente il gap con le superpotenze della Eastern Conference, ampliatosi notevolmente dopo l’addio di LeBron James lo scorso anno.

I Cleveland Cavs “Non interessati” a coach Rick Pitino

Coach Rick Pitino fu accostato alla panchina dei Cleveland Cavs all’indomani del licenziamento di Tyronn Lue, come possibile nuova guida dei Cavaliers post LeBron James a partire dalla stagione 2019\20.

Pitino, assieme all’ex allenatore dell’università di Alabama (e di Collin Sexton) Avery Johnson era stato indicato come obiettivo principale del duo Dan Gilbert- Koby Altman, vista anche la disponibilità del leggendario coach di Kentucky e Louisville di tornare a lavorare nella NBA.

La pista Cavs-Rick Pitino si sarebbe però raffreddata di colpo, dopo una smentita di qualunque interessamento della squadra per l’ex coach dei Cardinals. “Non siamo interessati, con tutto il rispetto, a coach Pitino, e non ci sono stati contatti tra Pitino e Dan Gilbert, ne con nessun altro“.

Così la fonte, rimasta anonima, a Chris Fedor di Cleveland.com. I Cavaliers sono alla ricerca di un nuovo head coach, dopo la risoluzione consensuale tra Larry Drew e la squadra dello scorso 11 aprile.

Rick Pitino è stato licenziato da Louisville lo scorso 16 ottobre, a seguito di un suo presunto coinvolgimento nello “scandalo reclutamenti” che ha travolto la NCAA tra 2017 e 2018. Lo scorso dicembre, l’ex head coach dei Boston Celtics ha accettato la panchina del Panathinaikos B.C. in Grecia, riuscendo a vincere la Greek Basketball Cup.

I Cleveland Cavs pensano a Juwan Howard, che piace anche ai Lakers

Dopo aver salutato il “traghettatore” Larry Drew, i Cleveland Cavs passeranno in rassegna i nomi più indicati per l’incarico di head coach, e spunta il nome di Juwan Howard.

L’ex giocatore NBA e oggi assistente allenatore di coach Erik Spoelstra ai Miami Heat rientrerebbe in una rosa ristretta di allenatori sul taccuino di Koby Altman, General Manager dei Cavs, rosa che comprenderebbe anche David Vanterpool, assistant coach di Terry Stotts ai Portland Trail Blazers e vecchia conoscenza del campionato italiano.

Sia Cavs che Los Angeles Lakers – alla ricerca del nuovo capo allenatore dopo l’addio di coach Luke Walton – hanno ottenuto il permesso di intavolare colloqui con Juwan Howard. L’intenzione di Altman è quella di testare in questo momento assistenti allenatori non impegnati ai playoffs, per poi ampliare la rosa di nomi successivamente.

Juwan Howard è assistente allenatore dei Miami Heat dal 2013, anno del suo ritiro dopo ben 19 stagioni tra Washington, Dallas, Denver, Houston e Miami.

Risoluzione contrattuale tra Cleveland Cavs e coach Larry Drew

I Cleveland Cavs e coach Larry Drew hanno raggiunto un accordo per la risoluzione del contratto, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN e Shams Charania di The Athletic.

Decisione condivisa tra l’ex assistente allenatore di Tyronn Lue ed i Cavs, che si metteranno immediatamente all’opera per trovare il nuovo capo allenatore della squadra campione NBA 2016.

Tra i candidati a sostituire Drew l’assistente allenatori degli Utah Jazz Alex Jensen, l’ex giocatore della Mens Sana Siena ed assistente allenatore di coach Terry Stotts ai Portland Trail Blazers David Vanterpool, Wes Unseld Jr dei Denver Nuggets e Darwin Ham dei Mlwaukee Bucks.

Coach Larry Drew era subentrato sulla panchina dei Cavs a Tyronn Lue lo scorso 28 ottobre, dopo una partenza con 6 sconfitte consecutive.

I Cleveland Cavs cambiano nome alla Quicken Loans Arena

Cavaliers Quicken Loans Arena

La Quicken Loans Arena, la casa dei Cleveland Cavs, si rifà il trucco. La squadra ha diffuso a mezzo stampa per la giornata di martedì un “importante annuncio”, alla presenza della maggiori autorità cittadine e locali.

Come riportato da Chris Fedor di Cleveland.com, una delle novità sarà il nuovo nome dell’impianto, che a partire dall’anno prossimo dovrebbe chiamarsi “Rocket Mortgage FieldHouse”, mentre la struttura verrà parzialmente ampliata con la posa di una grande vetrata esterna e con l’ingrandimento dell’area pedonale antistante l’impianto.

La Quicken Loans Arena aprì i battenti nel 1994 (allora si chiamava Gund Arena), e nel 2005 Dan Gilbert rilevò la squadra e cambiò il nome dell’impianto. I lavori di ristrutturazione della “The Q” ammonteranno a circa 185 milioni di dollari, e verranno completati entro l’inizio dei preparativi per la stagione NBA 2019\20.

Martedì notte i Cleveland Cavs (19-62) giocheranno l’ultima partita casalinga stagionale contro gli Charlotte Hornets (38-42), in quella che sarà l’ultima esibizione di Channing Frye davanti al pubblico di casa.

Farewell Channing, il saluto di Cleveland alla penultima di Frye

Channing Frye ha giocato 4 stagioni ai Cleveland Cavaliers, vincendo il titolo NBA nel 2016 e diventando un vero idolo dei tifosi. Descritto da tutti come un uomo spogliatoio comprensivo e molto simpatico e divertente, Channing sembra essere entrato nel cuore di tutti.

Il lungo era stato scambiato dai Cavs, insieme ad Isaiah Thomas, ai Los Angeles Lakers, alla Trade deadline del 2018. Nonostante questo aveva deciso di rifirmare con Cleveland come Free-agent nella scorsa estate.

Ora sta per ritirarsi, e la sua franchigia e i suoi compagni hanno voluto fargli un omaggio nella penultima partita casalinga della sua carriera.

Per l’occasione è tornato alla Quicken Loans Arena anche il suo grandissimo amico e campione NBA 2016, Richard Jefferson.

Kevin Love ha omaggiato Channing in ogni modo possibile

Anche Kevin Love nutre grande rispetto e amicizia per il super veterano. Questa notte, dopo avergli lasciato il suo posto nel quintetto titolare, ha voluto omaggiarlo in un modo ulteriore.

Quando è stato il suo momento di entrare in campo ha infatti fatto finta di non essersi accorto di indossare la maglia di Frye risalente ai tempi del college di Arizona. Ovviamente gli arbitri non gli hanno chiamato nessun fallo, ma hanno sorriso per la bella idea avuta dal giocatore ex Minnesota Timberwolves.

Love ha poi speso belle parole per il compagno:

“E’ stato fantastico stasera. Gli vogliamo tutti bene e volevamo, come anche la società, far sì che fosse per lui una serata da ricordare. Channing per noi è sempre stato fondamentale, la sua attitudine, il modo in cui influenza positivamente tutta la squadra, specialmente nell’annata 2016. (…) E’ una persona molto divertente, ma ha trovato un equilibrio nella sua carriera e sa riconoscere i momenti della squadra”

Grazie Channing!

I Cleveland Cavaliers hanno infine voluto omaggiare Frye tramite il loro profilo Twitter, impostando la sua foto come immagine del profilo e condividendo questo video.

Tristan Tomphson è d’accordo con Love nell’affermare che senza Frye il titolo 2016 sarebbe stato più difficile da ottenere.

Larry Drew su Sexton: “Sta migliorando sempre di più”

In questa stagione travagliata, una luce forse si è intravista dalle parti di Cleveland. Larry Drew dice la sua su Collin Sexton, rookie selezionato dal team dell’Ohio nell’ultimo draft, elogiandolo apertamente. Nelle ultime partite di Cleveland, nello specifico, il playmaker sta realizzando partite davvero ottime, inanellando una serie di prestazioni che mostrano apertamente i cambiamenti positivi fatti dal 20 enne ex Alabama.

Per tale motivo, a riprova della notevole importanza che Sexton sta lentamente assumendo all’interno del roster dei Cavaliers, come dimostrato anche stanotte contro i Bucks di Antetokounmpo, coach Drew ha voluto rimarcare la sua ammirazione verso il giocatore. 

LE DICHIARAZIONI DELL’ALLENATORE SULLA POINT GUARD

Il numero 2 dei Cavalieri in azione contro Philadelphia

A margine della vittoria riscontrata stanotte nell’ultimo match contro i Bucks, nella quale il playmaker ha messo a segno 25 punti, l’ex allenatore degli Hawks ha commentato l’ottimo stato di forma del nativo di Marietta.

Sta migliorando moltissimo nelle ultime partite. Contro le squadre più forti non ha esitato ed ha mostrato ampie migliorie nel suo gioco. Sta crescendo e potrà farlo ancora, ancora e ancora.

In particolare, dopo un inizio di stagione non particolarmente esaltante, Sexton è riuscito a ritagliarsi la sua dimensione, diventando sempre di più un giovane leader per la franchigia dell’Ohio. Le sue statistiche, nello specifico, parlano molto chiaramente dei progressi fatti dal giocatore dei Cavalieri.

  • 16,2 punti
  • 3 rimbalzi
  • 2,9 assist
  • 42,3 FG%
  • 41,8 3P%
  • 83,7 FT%

Nelle ultime 7 partite, nel dettaglio, il numero 2 ha aperto una serie ancora aperta di almeno 20 punti, e contro avversari di alto calibro. Contro i Philadelphia 76ers di Embiid, infatti, il classe 1999 ha segnato 26 punti tirando con il 55% dal campo. Inoltre, contro un altra contender, ossia i Toronto Raptors, la matricola è stato autore di un’altra ottima performance, con 28 punti, derivati anche da un 4 su 7 al tiro da oltre all’arco.

In conclusione, dunque, Sexton sta lentamente mostrando tutte le sue abilità al panorama Nba, dopo un naturale periodo di ambientamento a questo panorama così nuovo e complicato. Ora, però, l’ottava scelta assoluta al draft 2018 è pronto a prendersi le redini della sua squadra: se migliorerà adeguatamente tutti i suoi attuali difetti di gioco, Cleveland potrà aver trovato un tesoro.

Damon Jones confessa: “J.R. Smith mi lanciò un’intera scodella di brodo… bollente!”

JR Smith Remigton

La sospensione di J.R. Smith dei Cleveland Cavaliers per “lancio di scodella di zuppa” è uno degli episodi più curiosi della stagione NBA 2017\18.

A seguito di un diverbio con l’allora assistente allenatore di coach Tyronn Lue Damon Jones, la guardia dei Cavs lanciò verso l’ex giocatore dei Miami Heat una scodella della zuppa (un brodo di pollo) da cui si stava servendo.

Ad un anno dal curioso incidente, che costò a Smith una partita di sospensione, Jones è tornato sull’episodio durante una recente puntata dello show di ESPN Jalen & Jacoby:

Per un po’ di tempo ho evitato di parlarne, ma è passato un anno e sia io che J.R. abbiamo voltato pagina, lui si è scusato… ma ora posso dirlo: Smith mi lanciò sia la sua scodella che del brodo. Ed il brodo era appena stato servito, quindi scottava da morire… io ero in piedi, c’era brodo ovunque, sul muro dietro di me, e quel brodo era davvero bollente!

Damon Jones ha poi specificato che dopo l’incidente i due non si sono parlati per tre mesi, fino alla fine della stagione (conclusa con un netto 0-4 in finale per mano dei Golden State Warriors, inaugurato da un altro grande “classico” di J.R. Smith sui tiri liberi finali di George Hill in gara-1).

Non ci siamo detti una parola per tre mesi, poi dopo una sconfitta J.R. è venuto da me e ci siamo parlati” Ha chiuso Jones. I motivi del lancio rimangono ovviamente noti ai soli protagonisti della vicenda. Damon Jones ha pagato assieme a Tyronn Lue il pessimo inizio di stagione 2018\19 dei Cleveland Cavs, squadra di cui l’ex point-guard dei Miami Heat ha fatto parte per quattro anni.

J.R. Smith è ancora formalmente un giocatore dei Cavs, sebbene sia stato allontanato di comune accordo dalla squadra lo scorso 20 novembre.

Cavs-Raptors, rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, tre partite di squalifica per Ibaka

Rissa alla Quicken Loans Arena di Cleveland tra Marquese Chriss, neo-acquisto dei padroni di casa Cavaliers, e Serge Ibaka dei Toronto Raptors, sul finale del terzo quarto di gioco della facile vittoria di Kevin Love e compagni.

126-101 il risultato finale tra Cavs e Raptors. I Cavaliers, guidati da un Collin Sexton da 28 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 4 su 7 dalla lunga distanza mettono la freccia del sorpasso nel terzo quarto, chiuso con un parziale di 32-22, prima della rissa Ibaka-Chriss che chiude di fatto la partita.

Prova convincente dei Cleveland Cavs, che mandano l’intero quintetto in doppia cifra (doppia-doppia da 16 + 18 per Kevin Love, 19 di Cedi Osman e 16 con 7 rimbalzi per ante Zizic). Toronto riaccoglie Kawhi Leonard (25 punti e 9 rimbalzi in 31 minuti) ma si rivela troppo fallosa (24 falli di squadra) ed imprecisa al tiro da fuori (11 su 39 a fine gara).

Rissa Ibaka-Chriss: giocatori espulsi, le sanzione della NBA

Allo scadere del terzo quarto, col punteggio fissato sul 91-77 per Cleveland, i Raptors tentano una rimessa lunga da fondo-campo. Lottando per la posizione sotto canestro, Serge Ibaka e Marquese Chriss si allacciano, con l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder che finisce a terra mentre il pallone termina fuori ed il tempo scade.

Dopo il mancato fischio arbitrale, Ibaka si alza di scatto e si dirige verso Chriss, girato di spalle, cingendolo per il collo e cercando di colpirlo. I due giocatori lottano per qualche secondo, mentre Ibaka cerca di colpire di nuovo l’ex giocatore dei Phoenix Suns con un destro, che per fortuna non va a bersaglio.

Arbitri e giocatori accorrono, separando i due. Ibaka viene allontanato e prende la via degli spogliatoi ancora prima che la sua espulsione diventi ufficiale. Dopo aver visionato l’accaduto con l’aiuto dell’istant replay, gli arbitri decretano la doppia espulsione per Serge Ibaka e Marquese Chriss.

I due giocatori erano già stati protagonisti di alcuni scontri di gioco nel corso della partita: durante il secondo quarto, Ibaka era finito a terra dopo una lotta a rimbalzo tra i due.

Come riportato da ESPN, e come visibile dalle immagini, è probabile che a scatenare l’ira del lungo dei Toronto Raptors sia stata qualche “parolina” di troppo di Chriss. Serge Ibaka, che già due stagioni fa era stato espulso a seguito di una rissa con Robin Lopez dei Chicago Bulls, e per un alterco con James Johnson dei Miami Heat nella stagione successiva, rischia una squalifica nell’ordine delle 3-5 gare.

Rissa Ibaka-Chriss, tre partite di sospensione per il lungo dei Raptors

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter nella serata di martedì, sarebbero tre le partite di sospensione per Serge Ibaka. Una sola partita di sospensione per Marquese Chriss.

Come riportato da Bobby Marks per ESPN, le tre partite di sospensione senza paga per Ibaka arriverebbero a costare all’ex giocatore degli Oklahoma Cuty Thunder sino 149mila dollari per ogni gara saltata.

Riconosciuto per Ibaka il ruolo di “istigatore” del confronto fisico tra i due giocatori, aggravato dai precedenti del lungo congolese di passaporto spagnolo. Una gara di sospensione per Chriss, colpevole di aver cercato di colpire Ibaka con un pugno.

Collin Sexton supera Irving, è primo tra i rookie dei Cavs per triple realizzate in stagione

Il rookie dei Cleveland Cavs Collin Sexton supera Kyrie Irving e diventa il giocatore al primo anno nella storia dei Cavaliers a realizzare più tiri da tre punti.

Sexton ha battuto il precedente primato di 73 tiri da tre punti a bersaglio nella sconfitta per 126-110 rimediata dai suoi Cavs all’American Airlines Arena di Miami, contro gli Heat. Per il prodotto di Alabama, 27 punti e 6 assist a fine gara, con 3 su 5 al tiro pesante ma ben 7 palle perse.

Kyrie Irving raggiunse quota 73 in 51 partite giocate durante la stagione 2011\12 (stagione accorciata a sole 66 partite dalla “serrata” in sede di trattative per il rinnovo del contratto di lavoro collettivo tra NBA, giocatori e proprietari). Sexton ha invece impiegato 66 gare per superare il primato dell’allora “Rookie of the Year” Irving, che chiuse l’annata con il 39.9% al tiro da tre punti.

Collin Sexton è attualmente terzo tra i rookie NBA per percentuale al tiro da tre punti (38.2%), dietro a Landry Shamet dei Los Angeles Clippers ed a Allonzo trier dei New York Knicks.

In 66 partite disputate, l’ex Alabama Crimson Tide Sexton ha sinora viaggiato a 15.2 punti e 2.9 assist a gara, con il 40% al tiro in 30.6 minuti d’impiego. La buona stagione d’esordio di Collin Sexton è una delle poche note positive dell’annata 2018\19 dei Cleveland Cavs, caratterizzata dal lungo infortunio di Kevin Love e dal licenziamento dopo sole 6 partite del coach campione NBA 2016 Tyronn Lue.

A fine stagione, Sexton si giocherà la nomina nel primo quintetto di matricole NBA assieme a Luka Doncic, ai pari-ruolo Trae Young e Shai Gilgeous-Alexander ed ai lunghi DeAndre AytonMarvin Bagley III e Jaren Jackson Jr.

Love e i Cavs vincono contro gli Orlando Magic. Fournier: “Brutta sconfitta”

Kevin Love è la pedina fondamentale per i Cleveland Cavaliers, come dimostrato da queste ottime partite.

Nelle ultime 3 partite il bilancio dei Cavs è di una sconfitta e di due vittorie. Indovinate in quale Love era assente? Esatto, nella sconfitta interna per 93-129 contro i Detroit Pistons. Il giorno prima i Cavs espugnano il Garden battendo 125-118 i Knicks, e stanotte sconfiggono in casa gli Orlando Magic per 107-93.

Questa notte Love segna 16 punti, accompagnati da 14 rimbalzi, e i pazzi Orlando Magic perdono una partita importantissima in chiave playoff. I Magic riescono, in seguito alla pausa dell’ All Star Game, nell’impresa di battere Raptors, Warriors e Pacers, perdendo però con i più umili Bulls, Knicks, e stanotte Cavs.

Cleveland vince grazie ad un ultimo parziale da 40-21, grazie anche a sette tiri da 3 punti messi a segno solo nell’ultimo periodo.

Love sta progressivamente migliorando dall’infortunio al piede dello scorso novembre che lo ha tenuto lontano dal parquet per mesi, ma è ancora inabilitato a giocare i back-to-back.

In seguito alla vittoria di stanotte, Love ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: Sto solo seguendo il piano. Ero molto entusiasta all’idea di tornare in campo dopo l’ All star break, tanto da voler giocare tutte le partite e non perderne neanche una, ma stiamo lavorando giorno per giorno. Per noi è stata una grande vittoria, contro una squadra che sta lottando per i Playoff”.

Evan Fournier: “È stata una brutta sconfitta”.

Dall’altra parte, non sono bastati i 28 punti con 13 rimbalzi, tirando 13 su 16 dal campo, di Nikola Vucevic per evitare la sconfitta.

D.J. Augustin ha aggiunto 19 punti alla causa Magic, che ora si trovano all’ottavo posto ad est, ma con un vantaggio davvero minimo sugli Charlotte Hornets e i Miami Heat.

In questa situazione, il coach di Orlando, Steve Clifford, ha tenuto un incontro importante con i giocatori dopo la partita, e ai giornalisti ha detto questo: Ogni partita conta allo stesso modo. Se non pensiamo questo, si tratta di una mentalità perdente e una totale mancanza di comprensione di ciò che è l’NBA”.

“È stata una brutta sconfitta”. Ha detto Evan Fournier: “Ci sentiamo come se fossimo troppo spaesati. Dobbiamo ancora crescere. Coach Cliff ci ha detto un sacco di cose dopo la partita”.

Channing Frye: Ufficiale il suo ritiro al termine della stagione

Channing Frye, lungo 35 enne dei Cavs, nella giornata di ieri ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal basket giocato tramite il suo account Twitter. Tale presa di posizione, nel dettaglio, è stata resa pubblica dopo la circolazione della notizia che la partita disputata contro i Knicks (vinta dai Cavalieri per 118 a 125, ndr) ieri notte fosse la sua ultima partita al Madison Square Garden.


CHANNING FRYE: LA SUA CARRIERA

Channing Frye, in azione due anni fa contro Paul Millsap ai tempi in cui quest’ultimo militava agli Hawks

Il centro è stato selezionato con l’ottava scelta assoluta dai New York Knicks nel 2005. Successivamente alla permanenza nella Grande Mela, poi, Frye ha indossato le casacche di Portland, Phoenix, Orlando, Cleveland e Lakers. In 13 stagioni da professionista, l’ex Arizona ha totalizzato, in 883 partite giocate, queste statistiche:

  • 8,8 punti
  • 4,5 rimbalzi
  • 1 assist
  • 44,1 FG%
  • 38,7 3p%
  • 82,2 FT%

Nel corso della sua carriera, Frye ha saputo migliorare i suoi iniziali difetti e carenze. Egli, infatti,dall’essere un centro non particolarmente atletico e poco avvezzo al tiro è divenuto un buonissimo specialista dalla media e lunga distanza. Tale caratteristica, in particolare, è stata fondamentale sopratutto nel periodo di permanenza ai Cleveland Cavaliers, specie tra il 2015 ed il 2017. In quella circostanza, nello specifico, l’ex giocatore dei Magic è risultato prezioso per la conquista del titolo Nba 2016,come anche riconosciuto dai suoi ex compagni.

Al termine del campionato, dunque, oltre ai ritiri eccellenti di Dwyane Wade e (forse) di Dirk Nowitzki, vi sarà anche quello di uno dei gregari più importanti ma anche meno appariscenti degli ultimi anni. Segno che, oramai, i reduci dell’Nba dei primi anni 2000 iniziano a diventare estremamente pochi.