Knicks, Steve Mills: “Porzingis ci ha minacciati di tornare in Europa”

Il 31 gennaio scorso i New York Knicks avevano spedito Kristaps Porzingis ai Dallas Mavericks. La squadra con sede al Madison Square Garden aveva ricevuto in cambio del lettone, Courtney Lee e Tim Hardaway Jr un pacchetto composto da Dennis Smith Jr, Wesley Matthews e DeAndre Jordan.

Il giocatore, tuttavia, non è sceso in campo per l’intera stagione 2018/19, a causa del lungo recupero dal crociato rotto nel febbraio 2018. Porzingis non è rimasto tuttavia lontano dalle attenzioni dei media: in questi mesi è emersa un’accusa di stupro risalente ai tempi dei Knicks. Inoltre, di recente sono state diffuse delle immagini che lo ritraggono insanguinato, probabilmente in seguito ad una colluttazione in un locale notturno in patria.

Come se la sua vita mediatica non fosse già abbastanza turbolenta, nella giornata di ieri sono emersi nuovi dettagli riguardo lo scambio che l’ha allontanato da New York. Il presidente dei Knicks, Steve Mills, ha raccontato ad un evento di come sia stato lo stesso Porzingis a forzarne la mano, relativamente alle trattative.

Queste le parole del dirigente:

“Porzingis è entrato nel mio ufficio e dal nulla mi ha detto che voleva essere scambiato, e che altrimenti se ne sarebbe tornato in Europa: <Non ho intenzione di firmare con voi (Il lettone sarà free-agent a luglio, ndr) e vi do 7 giorni per scambiarmi, o me ne tornerò in Europa>.”

Mills ha poi raccontato di come il suo ufficio avesse ricevuto diverse offerte di scambio già da settembre scorso e di come siano stati pronti ad agire immediatamente dopo la sconvolgente minaccia:

“Per fortuna avevamo già tante proposte pronte e ordinate… appena è uscito dal mio ufficio ho fatto partire le chiamate necessarie a scambiarlo”.

Ecco che allora un altro tassello si aggiunge al mosaico della delicata situazione di Porzingis. La sua immagine sta perdendo diversi punti per tutte le questioni che l’hanno investito negli ultimi mesi. Tutto questo non è da sottovalutare, proprio perché tra 40 giorni il suo contratto scadrà. Forse non è così vantaggioso offrire un accordo al massimo salariale ad un giocatore che ha dimostrato di poter creare così tanti problemi extra-campo. Tuttavia, non resta altro da fare se non aspettare e vedere quali saranno le intenzioni dei Mavericks e del resto delle franchigie NBA.

James Ennis III e Dwight Powell saranno free agent, non eserciteranno la player option

james ennis

Sarà un’estate caldissima quella che aspetta James Ennis III, l’ala piccola dei Philadelphia 76ers ha infatti deciso di non esercitare la sua player option da 1.8 milioni e sarà unrestricted free agent.

Stesso discorso vale per l’ala grande dei Dallas Mavericks Dwight Powell, che rinuncerà a 10.2 milioni per diventare anche lui free agent.

Ennis III nel 2018, aveva firmato un contratto di due anni con gli Houston Rockets per poi essere scambiato con i Sixers prima della trade deadline. La capacità di essere decisivo in uscita dalla panchina, su entrambi i lati del campo, ha messo in luce il giocatore californiano che ha fatto registrare 7.5 punti di media in 21 minuti di utilizzo durante i playoffs.

C’è aria di pluriennale quindi, e sarebbe il primo in carriera per Ennis, che ha vestito in carriera 6 maglie diverse in 5 stagioni senza mai trovare una vera e propria casa.

Il contratto firmato da Dwight Powell con i Mavericks risale al lontano 2016. 37 milioni in 4 anni, con l’opzione per uscire dal contratto nel suo ultimo anno, proprio quello che ha deciso di fare il nativo di Toronto. Nella passata stagione con i Mavs ha fatto registrare il suo massimo in carriera per punti segnati. 10.6 punti di media a partita in 21.6 minuti.

Movimentati anche per Powell i primi passi nella NBA: scelto degli Charlotte Hornets al secondo giro nel 2014, scambiato dopo nemmeno un mese ai Cleveland Cavaliers. A inizio stagione ancora una trade ed il trasferimento a Boston con i Celtics.

Boston che poi lo avrebbe incluso nell’affare Rajon Rondo, 3 mesi dopo il suo arrivo. Da qui l’arrivo a Dallas con cui conclude la stagione e firma poi il suo primo contratto pluriennale.

Per James Ennis III è il momento della consacrazione. Per Dwight Powell quello della riconferma, la corsa ai free agent sta per partire.

Dallas Mavericks, occhi su Kemba Walker e Khris Middleton?

Khris Middleton dei Milwaukee Bucks e la star degli Charlotte Hornets Kemba Walker sarebbero gli obiettivi mercato principali dei Dallas Mavericks, come riportato da Marc Stein nel NY Times.

“Atletismo, tiro dalla distanza ed esperienza” gli obiettivi dei Mavs che verranno, che saranno costruiti attorno al talento d’oro di Luka Doncic e Kristaps Porzingis. I Mavericks disporranno in estate di spazio salariale sufficiente per attrarre un grande free agent (circa 45 milioni di dollari), spazio che virtualmente potrebbe permettere al proprietario Mark Cuban di portare a Dallas due giocatori di alto livello.

In estate i Mavs dovranno affrontare inoltre la questione rinnovo di Porzingis, reduce da una stagione di stop dopo il grave infortunio al ginocchio del febbraio 2018. Porzingis è eleggibile per un’estensione contrattuale plurieannale, ed i Mavs hanno già- ovviamente – reso note le proprie intenzioni.

Per la stagione 2019\20 i Mavericks hanno attualmente solo 7 giocatori sotto contratto, mentre incombono le scadenze di giocatori come Dorian Finey-Smith (qualifying offer), Trey Burke e JJ Barea. Sarà difficile per le squadre interessate smuovere Khris Middleton da Milwaukee, squadra in cui l’ex scelta numero 39 al draft NBA 2012 è sbocciato sino a raggiungere lo status di All-Star in questa stagione.

Middleton è giocatore di complemento perfetto per Giannis Antetokounmpo, e tiratore tra in più abili, ed i Bucks saranno con ogni probabilità pronti ad offrire un contratto al massimo salariale al prodotto di Texas A&M.

Diverso il panorama per Kemba Walker. La star degli Hornets ha fallito per la seconda stagione consecutiva l’ingresso ai playoffs, e la situazione salariale compromessa della squadra di Michael Jordan complica ogni operazione di rinforzo del roster. La priorità di Charlotte è ovviamente quella di trattenere Walker, ed i Mavericks dovrebbero confrontarsi con la concorrenza di (almeno) Brooklyn Nets, Los Angeles Lakers e New York Knicks per l’ex stella di UConn.

Coach Dirk Nowitzki? “Perché no? Tra un paio d’anni… mi piacerebbe”

Coach Nowitzki? Non una brutta idea, e qualcosa a cui persino il fuoriclasse tedesco pensa, a pochi giorni dal ritiro dal basket giocato.

Tempo un anno o due… poi mi vedrei bene nei panni dell’allenatore, o del manager” Così Dirk Nowitzki a Die ZeitMi piacerebbe diventare un mentore per i giovani, accompagnarli lungo la loro carriera“. Un ruolo da sempre rivestito dal Nowitzki giocatore, ai Dallas Mavericks così come con la maglia della nazionale tedesca.

Suo il ruolo di chioccia “personale” per l’erede e futura star dei Mavericks Luka Doncic, con la quale il tedesco ha instaurato da subito un rapporto speciale.

Un Nowitzki che per il momento si gode il meritato riposo, dopo 21 stagioni NBA ed una carriera leggendaria: “Mi sono concesso il primo bicchiere di vino in 10 anni… e me ne sono pure accorto (scherza, ndr), e sono ritornato ai dolci. Il ritiro? Era il momento giusto, ciò che non avrei mai voluto è avere rimpianti, smettere quando ancora avevo qualcosa da dire, e la voglia di scendere ancora in campo“.

Ma il mio fisico non ne poteva davvero più. Anche mesi dopo l’operazione il piede ha continuato a darmi problemi, ed andando avanti sarebbe stato sempre peggio. Era il momento giusto

Mavs, Luka Doncic si allenerà privatamente con Carlisle in estate

Dodicesima giornata Dunkest NBA

I Dallas Mavericks hanno già iniziato a lavorare su Luka Doncic per farlo diventare il nuovo volto della franchigia. Il capo allenatore Rick Carlisle ha infatti rivelato di avere intenzione di lavorare con lo sloveno per tutta l’estate.

In un’intervista a a The Dallas Morning News, Carlisle ha rivelato che userà la prossima estate per lavorare costantemente con Doncic e il resto dei giovani dei Mavs. Oltre a ciò, Carlisle non ha dato date specifiche dei workout per evitare l’attenzione dei media.

“Ci sarà un periodo di riposo ora. Luka tornerà a Dallas per una settimana a maggio e un’altra settimana a giugno con altri nostri giovani ragazzi per due settimane di allenamento. Dopodiché andrò in Slovenia, non vi dirò quando per evitare il circo dei media, per andare in palestra con Luka insieme a un altro ragazzo dello staff.”

Carlisle ha anche aggiunto che oltre al riposo, Doncic dovrà essere in grado di capire quanto gli allenamenti della prossima estate saranno importanti per migliorare il suo gioco la prossima stagione: “Deve capire che quest’estate sarà molto importante per lui. Sarà il giusto mix di riposo e di duro allenamento in palestra. Non ha mai passato una off-season così lunga negli anni passati. Gli impegni di Eurolega duravano fino a giugno, e lui era sempre nelle squadre migliori.”

Doncic è stato impressionante nella sua stagione da rookie, ma Carlisle ritiene che lo sloveno possa e debba fare meglio. Il coach dei Mavs è ottimista sul fatto che Luka approccerà quest’estate al meglio.

Se approccerà quest’estate nel modo che credo farà, avrà una grande possibilità di puntare sempre più in alto”.

I Dallas Mavericks hanno delle grandi aspettative per la prossima stagione, e Doncic sarà il loro centro. I successi della squadra in futuro saranno strettamente connessi a Luka e al suo nuovo compagno di squadra Kristap Porzingis.

Mavs, col ritiro di Dirk Nowitzki “Altri dovranno dimostrarsi alla sua altezza”

Secondo Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks, il ritiro di Dirk Nowitzki segnerà “l’avvento di una nuova era” per i Mavs.

Dopo 21 stagioni giocate con la stessa maglia, e con la stessa passione e professionalità dimostrata sin dal suo sbarco nella massima lega, le parole di coach Carlisle su Dirk Nowitzki non possono che essere un manifesto di stima e rispetto nei confronti di un giocatore che ha trascinato la franchigia alla conquista del loro unico (per ora) titolo NBA:

Questo è l’inizio di una nuova era, di una fase nuova per i Dallas Mavericks. I nuovi giocatori dovranno essere in grado di essere all’altezza di tanta grandezza

Dirk Nowitzki, One Last Dance

Che dovesse essere questa l’ultima stagione NBA per “Wunder Dirk” era cosa risaputa sin dalla prima partita di regular season.

Durante la pausa dedicata all’All-Star Game, siamo entrati nella storia ammirando l’ultima partita delle stelle sia di Nowitzki che di Dwyane Wade. Martedì scorso, dopo la vittoria dei Mavs, oscurata da un mai domo Jamal Crawford (51 punti,5 rimbalzi,5 assist), Dirk Nowitzki ha formalizzato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto dopo una prestazione vintage, culminata con 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Prestazione non banale per un ragazzino di 40 anni.

Un’eredità pesante

L’eredità che WunderDirk ha lasciato ai Mavs è di primissimo livello. 31,560 punti segnati, 11,489 rimbalzi, 1,281 stoppate, 1,982 triple realizzate. Il tutto in 1,522 partite disputate. Senza dimenticare le 14 apparizioni all’All-Star Game, le quattro nomine nel miglior quintetto NBA ed i titoli di MVP (2007), ed MVP delle finali vinte contro i Miami Heat targati James-Bosh-Wade nel 2011.

I nuovi Dallas Mavs ripartiranno da due giocatori che di americano hanno ben poco: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Il lettone è già una realtà affermata nel panorama NBA. Memorabile la stagione dello scorso anno in maglia Knicks. Il talento sloveno è entrato, con prestazioni sublimi culminate da triple doppie e una personalità da All-Star,  nel cuore di ogni appassionato NBA.

Dirk ha scritto pagine memorabili di un romanzo eterno, titolato Dallas Mavericks. Al duo Doncic-Porzingis il compito di aggiungerne altre. Pagine che renderanno il romanzo Mavs una pietra miliare nella storia della NBA.

Perchè Luka Doncic è il rookie dell’anno?

Luka Doncic Rookie dell'anno

Lubiana, 28 Febbraio 1999. Queste coordinate potrebbero essere per lo sport mondiale molto più importante di quanto ad oggi crediamo: nasceva il nuovo volto del basket europeo, Luka Doncic. Faccia da bravo ragazzo, 2 metri di altezza e un talento incontenibile; è veramente Luka Doncic il miglior candidato al premio di rookie dell’anno?

Già dalle giovanili dell’Union Olimpija, sua prima squadra, si intravedeva che Luka era un ragazzo speciale. A Madrid l’esplosione: d’altronde non tutti possono vantare in 5 anni di cantera e giovanili premi quali Miglior Giovane della Liga, Miglior Giovane Eurolega, MVP del campionato spagnolo, MVP Eurolega e MVP Finals Eurolega. Ma i premi raccontano parzialmente quello che è questo ragazzo cresciuto a pane e basket, con un pizzico di Drazen che non guasta mai.

LUKA DONCIC ROOKIE DELL’ANNO? IL CONTESTO DI DALLAS

Dodicesima giornata Dunkest NBA
Luka Doncic a colloquio con coach Rick Carlisle.

L’impatto con la NBA molti addetti ai lavori lo pronosticavano, forse non a questo livello ma era un successo annunciato.

Nella scorsa estate Luka per non farsi mancare niente decide di caricarsi sulle spalle, insieme a Goran Dragic, una nazione e portarla al titolo europeo. Tornando a parlare di Luka e la NBA, la loro storia parte in sordina: selezionato alla 3 dagli Atlanta Hawks, scambiato subito a Dallas in cambio della scelta numero 5.
Tutti i riflettori sono su la prima scelta DeAndre Ayton, sul corso di LeBron a Los Angeles, e via discorrendo. Lui inizia subito a lavorare.

Dallas è uno dei contesti migliori in cui inserirsi per un giovane: un coach esperto e con una mentalità europea, una squadra ricostruita e senza troppe pressioni, un lungo da poter sfruttare per il gioco i pick and roll, specialità della casa Doncic ma soprattutto un maestro da osservare e da cui apprendere ogni dettaglio: Dirk Nowitzki.
L’impatto è devastante, a novembre il titolo di Rookie dell’anno sembra già suo. Ma Luka Doncic è il Rookie dell’anno? La risposta è si e no. Del rookie ha sicuramente l’età e l‘inesperienza NBA. Del rookie sicuramente non ha il timore nel gioco, la poca consapevolezza dei suoi punti forti, la determinazione.

Luka non è un rookie, pare non esserlo con quel palmares, con quelle responsabilità a Madrid e con il successo con la nazionale. La sfida per il titolo di matricola, per un affascinante gioco del caso, è proprio con il giocatore che ha ottenuto Atlanta al posto di Doncic, Trae Young. Una bella sfida, un duello a suon di triple e assist da una parte e triple doppie dall’altra.

IL FUTURO?

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Ora il futuro cosa ci riserva? Quanto può migliorare ancora il suo gioco? Sicuramente per quanto riguarda la difesa può e deve notevolmente crescere. Il suo essere clutch è già molto sviluppato,  ci sono già ottime capacità di playmaking unite alla visione di gioco e capacità realizzative.
Solo il tempo può darci la risposta e il prossimo anno ci sarà anche Kristaps Porzingis, per un duo tutto made in Europe niente male. Dallas scalda i motori, saranno una realtà da qui in avanti?

Mavs, Dirk Nowitzki si ritira: “Questa è stata la mia ultima partita a Dallas”

Dallas Mavericks, Dirk Nowitzki si ritira. La leggenda dei Mavs ha annunciato al termine della sfida casalinga tra Dallas ed i Phoenix Suns la sua intenzione di ritirarsi al termine della stagione.

Finisce con una grande partita d’addio e 30 punti finali l’ultima apparizione in maglia Mavericks sul campo dell’American Airlines Center un’avventura lunga 21 stagioni per Nowitzki. Nel consueto stile asciutto e leggero, un commosso Nowitzki prende il microfono ed annuncia al suo pubblico: “Come probabilmente avrete già intuito, vi dico che questa è stata la mia ultima partita qui a Dallas…” prima di essere sommerso dall’affetto dei quasi 20mila dell’American Airlines center con una grande ovazione.

Questa cosa è difficile da fare… comunque, ci sono davvero troppe persone da ringraziare. Assieme abbiamo fatto un viaggio lungo e tortuoso, pieno di alti e bassi, ma voi tutti siete sempre rimasti al mio fianco e mi avete sempre supportato al meglio, l’ho apprezzato davvero tanto“.

Dirk Nowitzki, uno dei giocatori più forti della sua generazione, ed uno degli atleti più influenti in campo e fuori, per anni immagine e volto della NBA internazionale e globale, giocherà la sua ultima partita ufficiale stanotte all’AT&T center di San Antonio, Texas, contro gli Spurs di coach Gregg Popovich, una delle rivali storiche del campione tedesco.

Dirk Nowitzki: I Mavericks si preparano per la sua festa d’addio

Dirk Nowitzki

Nonostante il futuro di Dirk Nowitzki per la prossima stagione sia ancora incerto, dalle parti di Dallas si stanno organizzando per la preparazione di una grandiosa festa d’addio nell’eventualità che il numero 41 scelga di appendere definitivamente le scarpe al chiodo.

LE RIVELAZIONI DEL NEW YORK TIMES SULLA VICENDA

Dirk Nowitzki, sesto marcatore di sempre nella Lega.

In particolare, stando a quanto riferito da Marc Stein, la franchigia di Cuban ha intenzione di omaggiare in ogni caso la conclusione della 21esima stagione consecutiva in Texas del quasi 41 enne tedesco.

Seppur Nowitzki non abbia ancora dichiarato pubblicamente la sua decisione, i Mavs, nell’ultima partita in casa del campionato contro i Phoenix, lo festeggeranno.

Aldilà della futura decisione di WunderDirk, il match del prossimo martedì contro i Suns sarà l’occasione per elogiare un’autentica leggenda della pallacanestro degli ultimi anni. A titolo di esempio, basta guardare al palmares raccolto in quasi 20 anni di carriera.

  • 1 Campionato Nba (2011)
  • MVP  della stagione(2007)
  • MVP delle Finali Nba (2011)
  • 4 volte inserito nel primo quintetto Nba (2005, 2006, 2007,2009)
  • 5 volte inserito nel secondo quintetto Nba (2002, 2003, 2008, 2010, 2011)
  • 3 volte nel terzo quintetto (2001, 2004, 2012)
  • 14 convocazioni all’All Star Game (2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2014, 2015, 2019)

In questa seconda parte di stagione, comunque, Nowitzki ha calcato il parquet solamente in 46 occasioni, realizzando statistiche al ribasso rispetto alle medie raccolte in carriera.

  • 6,5 punti
  • 2,7 rimbalzi
  • 0,6 assist
  • 35,9 FG%
  • 31,8 3P%
  • 75,6 FT%

Nonostante ciò, per stessa ammissione del numero 41 dei Mavericks, quest’ultimo pare sentirsi meglio in questa seconda parte di stagione, suscitando ancora più dubbi sulla sua scelta definitiva al termine della regular season.

Per sette settimane praticamente non ho fatto nulla, non è stato facile trovare il ritmo. Ho avuto per molto tempo un tendine infiammato, mi sono dovuto allenare duramente per mettermi ad un livello decente. Ora mi sento bene, mi diverto e mi sto godendo i miei minuti in campo.

Queste ultime dichiarazioni, dunque, alimentano le voci su un probabile ed ulteriore rinnovo del più forte giocatore che abbia mai militato nel team della città di Dallas. Per sapere quale sarà la decisione definitiva di Nowitzki, non resta che aspettare la conclusione della stagione.

Caso Porzingis, le mail tra la presunta vittima, il giocatore ed i New York Knicks

Caso Porzingis, ESPN.com riporta il contenuto di alcune mail e messaggi di chat tra il giocatore dei Dallas Mavericks e la vittima del presunto stupro della notte tra 7 e 8 febbraio 2018, e tra la donna ed i New York Knicks.

Nei giorni scorsi, una 29enne di Manhattan, New York, aveva formalmente denunciato al NYPD una violenza sessuale subita da Kristaps Porzingis nell’appartamento del giocatore lettone. Poche ore dopo la diffusione della notizia, il legale di Porzingis aveva reso noto come l’FBI stesse indagando per un tentativo di estorsione ai danni del giocatore allora in forza ai New York Knicks, negando con convinzione qualsiasi accusa.

Come riportato da Tina Moore del NY Post, la presunta vittima avrebbe negoziato per settimane con Porzingis e con i New York Knicks un risarcimento pari a 68mila dollari, che sarebbero serviti a coprire i debiti universitari del fratello, in cambio della rinuncia alle vie legali. L’ex giocatore dei Knicks avrebbe in un primo momento accettato la proposta, per poi tirarsi indietro.

Caso Porzingis, le mail tra il lettone, la donna ed i New York Knicks

Dai documenti analizzati da ESPN.com emergerebbe un quadro in cui la donna avrebbe cercato – senza successo – di instaurare una relazione sentimentale con Kristaps Porzingis nei giorni successivi il presunto stupro, esigendo però l’impegno da parte del giocatore lettone di onorare la sua richiesta di denaro.

La donna avrebbe raggiunto la notte del 7 febbraio 2018 Porzingis nel suo appartamento di Manhattan, cercando di ottenere un autografo dal giocatore. Come rivelato nei messaggi, la presunta vittima avrebbe definito, in una serie di mail inviate ai New York Knicks, “estremamente aggressivo” l’atteggiamento di Porzingis, ed avrebbe poi dichiarato che il lettone avrebbe dato il proprio assenso scritto al pagamento dei 68mila dollari.

Il legale di Kristaps Porzingis, Roland G. Riopelle, ha bollato come “fasullo” il documento firmato dall’ex giocatore dei New York Knicks, e fornito dalla donna. Diversi tentativi di contatto tra il legale del giocatore e la 29enne sarebbero andati a vuoto.

La denuncia di tentata estorsione ai danni di Porzingis risale allo scorso dicembre: “Abbiamo fornito al procuratore distrettuale (di New York, ndr) la stessa documentazione già fornita alla polizia federale, la quale dimostra il tentativo di estorsione subito dal mio assistito. Confidiamo che il procuratore distrettuale possa riconoscere la completa infondatezza delle accuse rivolte, una volta presa visione della documentazione“.

Sia i New York Knicks che i Dallas Mavericks non hanno voluto commentare la vicenda. I contatti tra la presunta vittima ed i Knicks sarebbero iniziati dopo uno scambio di messaggi tra la donna e Porzingis. Nei contenuti delle comunicazioni tra il giocatore e la donna ci sarebbero “avances e foto esplicite” inviate a Porzingis. Dopo il fallito approccio, la 29enne si sarebbe rivolta ai New York Knicks in cerca di assistenza per il versamento della somma concordata – a suo dire – con il giocatore lettone.

Caso Porzingis, il legale contesta la veridicità del “IOU”

Nelle sue mail inviate agli uffici dei Knicks, la donna ricostruisce i fatti della notte tra 7 e 8 febbraio 2018. Porzingis avrebbe invitato la 29enne nel suo appartamento, asserendo però di essere “ubriaco“, e la presunta vittima avrebbe accettato l’invito nonostante l’ora tarda.

Tra i documenti prodotti dalla donna vi è un “I.O.U.” firmato da Porzingis, del quale però il legale del giocatore contesta la veridicità. Nel documento, Porzingis ammetterebbe la sua condotta irresponsabile, derivata dall’attrazione fisica nei confronti della presunta vittima, e si impegnerebbe a versare a titolo di risarcimento una somma pari a 68mila dollari (destinati al fratello della donna).

Come riportato da ESPN.com, il nome del giocatore apparirebbe mal scritto nel documento (Kristap), e la firma in calce alla dichiarazione di Porzingis parrebbe contraffatta. Il Legale del giocatore ha confermato a ESPN: “Mr Porzingis nega di aver mai firmato alcun accordo, ed il documento prodotto è certamente un falso. Alla richiesta di una copia del documento per una perizia, (la donna, ndr) ha opposto un rifiuto“.

La presunta vittima avrebbe allegato nella sua corrispondenza con gli uffici dei Knicks prove fotografiche della violenza subita (ciocche di capelli strappate e tumefazioni al viso), aggiungendo in seguito una nota spese per 10mila dollari di intervento di chirurgia estetica correttiva.

Nelle mail, la donna chiarifica la sua volontà “di non recare alcun danno all’immagine di Porzingis e della squadra, nonostante l’orribile trattamento” cui il giocatore l’avrebbe sottoposta. La 29enne sostiene quindi come Porzingis si fosse offerto in un primo momento di offrire del denaro a titolo risarcitorio, senza che alcuna richiesta gli fosse mai stata fatta.

Un rappresentante dell’ufficio legale dei New York Knicks ha così descritto la versione dei fatti fornita dalla donna: “(La presunta vittime, ndr) sostiene di essersi presentata all’appartamento di Kristaps Porzingis con un taccuino, per chiedere un autografo. Una volta all’interno dell’appartamento, i due avrebbero avuto un rapporto non consenziente, ed una volta riconosciuto l’errore, Porzingis avrebbe offerto alla donna del denaro per riparare e saldare la retta universitaria del fratello (della donna, ndr)”.

La donna avrebbe dunque richiesto ai Knicks di mediare tra lei e Kristaps Porzingis, asserendo di voler adire le vie legali in caso di mancata conciliazione.

Caso Porzingis, la NBPA si schiera con il giocatore, NYPD: “Accuse credibili”

Come riportato da Ian Begley di ESPN, Michele Roberts, presidente della National Basketball Players Association, si schiera con il giocatore dei Dallas Mavericks:

Siamo da tempo al corrente delle accuse rivolte a Kristaps Porzingis. Abbiamo valutato la posizione del giocatore e quella della presunta vittima, e – basandoci sui fatti – abbiamo rivolto a Kristaps Porzingis l’appoggio dell’Associazione

Per controparte, il Dipartimento di Polizia di New York aveva definito “credibili” le accuse della donna, nonostante il grande lasso di tempo intercorso tra la presunta violenza e la denuncia formale.

I Knicks non avrebbero informato i Mavericks dell’accusa di stupro a Porzingis?

Dunkest NBA 2018-2019

Contrariamente a quanto riportato nella giornata di venerdì, i New York Knicks non avrebbero informato i Dallas Mavericks dell’accusa di stupro rivolta a Kristaps Porzingis.

Adrian Wojnarowski di ESPN aveva riportato che i Mavs avessero appreso della situazione durante la “trade call” con gli uffici della NBA per ufficializzare lo scambio che aveva spedito Prozingis a Dallas lo scorso 31 gennaio.

Brad Townsend del Dallas Morning Star riporta come i Knicks avessero parlato di “un tentativo di estorsione” ai danni del giocatore da parta della presunta vittima, senza citare l’accusa di violenza sessuale dietro alla richiesta di denaro. Secondo le fonti citate dal Morning Star, i Knicks erano convinti che la versione di Kristaps Porzingis corrispondesse al vero, ed avrebbero messo al corrente i Mavericks delle indagini del FBI sul tentativo di estorsione.

Ne Mark Cuban, ne coach Rick Carlisle hanno voluto commentare la vicenda, sulla quale sono ancora in atto le indagini di NYPD e FBI. L’ex allenatore di Detroit Pistons ed Indiana Pacers ha comunque precisato che la decisione di non schierare Porzingis in questa stagione non ha nulla a che vedere con le indagini in corso: “La cosa era già stata decisa tempo fa. Se (Porzingis, ndr) desidererà prendersi del tempo lontano dalla squadra o altro, certamente glielo concederemo. Sta a lui“.

Una donna di New York ha accusato Porzingis di averla stuprata la notte tra 7 ed 8 febbraio 2018, “poche ore dopo” il grave infortunio al ginocchio del giocatore lettone, allora in forza ai New York Knicks.

Tramite il suo legale, Kristaps Porzingis ha fermamente respinto ogni accusa, citando le indagini del FBI a sua difesa.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione”

Una pesante accusa cala su Kristaps Porzingis, neo-giocatore dei Dallas Mavericks. Come riportato da Tina Moore nel NY Post, una donna ha accusato di stupro l’ex giocatore dei New York Knicks.

La violenza sarebbe avvenuta a New York la sera del 7 febbraio 2018, “poche ore dopo” l’infortunio che pose fine alla stagione 2017\18 di Porzingis, allora in maglia Knicks.

Come riportato nella ricostruzione della presunta vittima, Porzingis avrebbe invitato la donna, una vicina di casa, nel suo lussuoso appartamento di Manhattan e poi l’avrebbe stuprata.

La denuncia, esposta presso il dipartimento di polizia di New York, risale allo scorso giovedì. Secondo la fonte citata dal NY Post le accuse sarebbero “attendibili”, ed il ritardo nella denuncia sarebbe da attribuirsi al fatto che la vittima avrebbe negoziato per alcuni mesi un risarcimento pari a 68mila dollari.

Cifra che sarebbe servita a tacitare l’accaduto. Kristaps Porzingis ha negato ogni accusa, parlando di un tentativo di estorsione da parte della donna, estorsione sulla quale sarebbero al lavoro gli uomini del FBI.

Come riportato dal NY Post, i 68mila dollari promessi dal giocatore sarebbero serviti a coprire i prestiti universitari del fratello della presunta vittima. Porzingis avrebbe in un primo momento accettato di pagare la somma, per poi tirarsi indietro.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione, FBI indaga”

Il legale del giocatore del Dallas Mavericks ha diffuso nella serata di sabato un comunicato stampa che chiarisce la posizione del proprio assistito.

Siamo informati delle accuse rivolte contro Mr Porzingis nella giornata di venerdì” Spiega il comunicato “Neghiamo con forza qualsiasi accusa. Il mio assistito ha sporto denuncia lo scorso 20 di dicembre contro la donna per un tentativo di estorsione. La National Basketball Association era inoltre stata informata già da mesi delle indagini in corso, e dalla indagini per estorsione condotte dalla polizia federale. Al momento non possiamo fare ulteriori commenti sulla vicenda“.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, sia la NBA che i Dallas Mavericks sono stati informati delle accuse a carico di Porzingis a seguito della trade che lo scorso 30 gennaio aveva spedito Kristaps Porzingis in Texas. Mike Bass, portavoce NBA, ha confermato che “la lega è a conoscenza della situazione

Mark Cuban, proprietario del Dalla Mavericks, non ha commentato la vicenda, come consigliatogli dalle autorità.

Il NY Post riporta una testimonianza del fratello ed agente di Kristaps Porzingis, Janis, che in un breve documentario sul percorso di riabilitazione del giocatore lettone dal lungo infortunio al ginocchio, ricorda come la sera stessa dell’infortunio, lui, i fratello Kristaps ed il preparatore atletico ed amico Manolo Valdivieso avessero passato parte della serata a bere della tequila.

Quella sera tornammo a casa” Dice Janis nel documentario “E ci bevemmo quattro shot di tequila, bevemmo ad un nuovo inizio (…) quello stato di shock (dopo l’infortunio, ndr) durò almeno un giorno e mezzo. Non ti aspetteresti mai che cose del genere possano accadere proprio a te, fu un vero shock“.