Mavs e Doncic in rimonta sui Blazers, Carlisle: “Luka sa chiudere le partite”

OKC-Dallas Mavericks

33-0, il record dei Portland Trail Blazers nelle 33 partite in cui la squadra di coach Terry Stotts è stata in grado di iniziare in vantaggio il quarto periodo.

Questo prima di incontrare Luka Doncic. Un quarto quarto da soli 9 punti segnati tradisce Damian Lillard e compagni, che a Dallas subiscono la rimonta degli uomini di coach Rick Carlisle e vengono sconfitti 102-101.

12 minuti da incubo per i Blazers, che dissipano un vantaggio di 15 punti sapientemente costruito nei primi 32 minuti di gioco e restano per 10 lunghi minuti senza canestri dal campo. un 21-3 di parziale riporta i Mavericks in vantaggio di 3 lunghezze (102-99) a fine partita.

Damian Lillard riporta sotto i suoi ma fallisce il layup del sorpasso allo scadere, dopo un errore di Doncic. Un Luka Doncic che dopo una partenza a rilento al tiro ritrova ritmo, e che rimane in campo per tutti i 12 minuti finali (38 i minuti giocati dallo sloveno, che chiude la sua gara con 28 punti, 9 rimbalzi e 6 assist).

Luka (Doncic, ndr) è un ragazzo esperto, non ha paura e sa come chiudere una partita. Solitamente non lo faccio giocare per tutto il quarto periodo, ma quando abbiamo iniziato a rimontare lo svantaggio ho preferito non toglierlo. Lasciarlo in campo era la nostra unica opportunità di completare la rimonta, e così è stato. Damian Lillard è un grande giocatore, un candidato al premio di MVP, negli ultimi sei minuti di gara abbiamo fatto un gran lavoro nel contenerlo, Dorian (Finbey-Smith, ndr) è stato bravissimo sull’ultimo possesso a limitare Lillard, è rimasto con lui ed abbiamo recuperato il rimbalzo, un grande sforzo di squadra. Per compiere rimonte del genere bisogna essere perfetti, e oggi i ragazzi sono stati grandi (…) Luka ha grandi responsabilità in questa squadra: deve segnare, deve saper prendere le decisioni giuste e creare per i compagni, e deve difendere ed andare a rimbalzo. Dopo la trade queste responsabilità sono aumentate, per giunta, e queste ultime 25-26 partite saranno fondamentali per lui, per capire cosa vuol dire essere il leader di una squadra NBA. Una grande occasione per lui, uno scenario leggermente diverso rispetto a due settimane fa. Il nostro lavoro è quello di prepararlo a tutto quello che lo aspetta in futuro, i termini di responsabilità ed attenzioni

– Rick Carlisle su Luka Doncic –

Damian Lillard ha chiuso la sua gara con 30 punti (di cui 20 nel solo secondo tempo) e 6 su 11 da dietro l’arco dei tre punti. I Blazers non fanno meglio del 31% dalla lunga distanza, e C.J. McCollum chiude con 0 su 5.

Per i Mavericks 24 punti in 32 minuti per il neo-acquisto Tim Hardaway Jr, con 4 rimbalzi e 3 assist.

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Divac su Joerger

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Luka Doncic sui primi mesi nella NBA: “Quì è più facile segnare che in Europa”

Luka Doncic

Il rookie più atteso (almeno da noi europei) era sicuramente l’ex Real Madrid Luka Doncic, il quale sta giocando una stagione probabilmente anche superiore alle aspettative. Avendo ormai superato metà regular season, Doncic si è espresso sui primi mesi passati nella NBA, rilasciando dichiarazioni che hanno fatto storcere il naso a molti (soprattutto oltre oceano).

 

Luka Doncic sui primi mesi nella NBA:

 

D0ncic ha rilasciato un’intervista ad eurohoops.net, in cui il ragazzo di Lubiana fa un paragone tra NBA ed Eurolega.

 

Nella NBA è più facile segnare che in Europa e mi pare evidente. Da noi il campo è più piccolo, quindi si sta più vicini sul parquet ed è più facile difendere e più difficile trovare lo spazio per tirare. In più, qui in America, c’è la regola dei tre secondi difensivi, che costringe i centri ad uscire spesso dal pitturato. Non a caso si vedono spesso lunghi che iniziano la fase difensiva dal perimetro per poi rincorrere il giocatore che cerca la penetrazione

 

A conferma di ciò che dice Doncic ci sono le sue statistiche. In due anni con la canotta del Real Madrid, il 19enne sloveno ha realizzato una media di 14.5 punti, 4.8 rimbalzi e 4.3 assist a partita. Mentre da quando è arrivato ai Dallas Mavericks, Doncic sta viaggiando ad una media 20.6 punti, 6.9 rimbalzi e 5.4 assist a gara.

Nonostante la sua giovane età, il giocatore dei Dallas Mavericks ha già vinto tutto nel nostro continente. Il suo palmarés vanta: 1 Eurolega (con tanto di MVP della finale), 3 campionati spagnoli, 2 coppe spagnole e un Campionato Europeo con la sua Nazionale. Ma anche negli USA Doncic si è fatto conoscere subito per la sua visione di gioco e la sua abilità di realizzatore, che lo rendere pericoloso in ogni parte del campo. Non a caso Luka è il favorito per vincere il titolo di Rookie of The Year, nonostante la presenza di giocatori del livello di DeAndre Ayton, Trae Young, Jaren Jackson Jr.Collin Sexton.

Harrison Barnes scambiato “in campo”, LeBron James: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

Dunkest NBA 2018-2019

La trade deadline imminente e la concomitanza con le tante partite giocate può portare a momenti di emotività tra i giocatori coinvolti in alcuni dei tanti movimenti di mercato, o creare situazioni curiose, quasi estemporanee.

 

Nelle serata di mercoledì, e poco prima che i suoi Chicago Bulls scendessero in campo per affrontare i New Orleans Pelicans, Bobby Portis è stato messo al corrente della trade che avrebbe spedito lui ed il compagno di squadra Jabari Parker a Washington, in cambio di Otto Porter Jr.

 

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Darnell Mayberry, cronista per The athletic e beat writer dei Chicago Bulls, ha riportato di un Portis “fortemente scosso” dalla notizia della trade, e che si apprestava a lasciare lo United Center pochi minuti prima della palla a due “con una borsa, ed ancora la divisa dei Chicago Bulls indosso”.

 

Diversa la reazione di Parker, da settimane sul mercato e desideroso di cambiare aria, che ha salutato Chicago e i Bulls “con grandi sorrisi”, pronto per un nuovo inizio con la maglia degli Washington Wizards.

 

LeBron James su Harrison Barnes: “Giocatori e squadre, due pesi e due misure”

 

La trade che spedito in serata Harrison Barnes dei Dallas Mavericks ai Sacramento Kings, in cambio di Zach Randolph e Justin Jackson ha probabilmente toccato nuovi vertici di estemporaneità. L’ex giocatore di Golden State Warriors, a Dallas dall’estate 2016 e da alcuni giorni sul mercato, ha appreso della sua cessione… in campo.

 

I Dallas Mavericks hanno affrontato e battuto gli Charlotte Hornets all’American Airlines Center di Dallas. Barnes è stato informato della trade a metà del terzo periodo di gioco, dopo essere stato richiamato in panchina.

 

 

Il prodotto di North Carolina non è ovviamene più sceso in campo, ed ha salutato compagni e staff a fine partita prima di lasciare per l’ultima volta Dallas da giocatore dei Mavericks. La singolarità della situazione ha suscitato alcune reazioni tra i colleghi di Barnes, ed in particolar modo di LeBron James.

 

Così James via Instagram:

 

Dunque: una situazione del genere è corretta perché ( i Mavs, ndr) devono fare ciò che è meglio per la squadra, giusto? Loro hanno scambiato questo ragazzo (Harrison Barnes, ndr) mentre lui era in campo e semplicemente non ne aveva alcuna idea. Non sto dicendo che i Mavs abbiano fatto qualcosa di male, fa parte dei gioco e una squadra fa ciò che deve, ma quello che voglio sottolineare è la differenza di trattamento tra un giocatore che chiede di essere ceduto e viene definito un traditore, un ingrato ed un egoista, ma quando una squadra taglia, scambia o rilascia un giocatore, ciò viene sempre fatto ‘nei migliori interessi della squadra’. E’ una cosa che posso capire e l’accetto, però chiamiamo le cose col loro nome

 

– LeBron James su Harrison Barnes –

 

Come riportato da ESPN, Harrison Barnes sarebbe stato messo al corrente della trattativa con i Sacramento Kings prima della gara, ed avrebbe deciso di scendere comunque in campo. Così Dirk Nowitzki nel post gara:

 

Harrison è senza dubbio un uomo più coraggioso di me. Chiunque altro al suo posto avrebbe lasciato la panchina, probabilmente. Harrison è davvero un gran bravo ragazzo, aveva legato con tutti qui, davvero una bella persona. Harrison è fatto così

 

– Dirk Nowitzki su Harrison Barnes –

 

Trade Kings-Mavs: Barnes vola a Sacramento, i dettagli

harrison barnes-rapporti franchigie giocatori

Sacramento Kings e Dallas Mavericks hanno chiuso nella notte una Trade per mandare Harrison Barnes alla corte di Buddy Hield e Fox. A riportarlo è Adrian Wojnarowski di Espn che svela tutti i dettagli dello scambio:

“The Kings are trading Justin Jackson and Zach Randolph to the Mavericks for Harrison Barnes, league sources tell ESPN.”

 

Harrison Barnes non ha reso come da attese in casa Mavs, spesso tirando male: pagato molto a livello salariale, è una mossa per liberare anche spazio da un contratto molto pesante. Da notare il fatto che sia stato mosso durante la partita di questa notte, scatenando reazioni da parte di colleghi illustri e meno per il modo in cui è stato trattato come un pacco postale, ma il ragazzo al termine del match ha comunque ringraziato tutti.

I dettagli della trade per Harrison Barnes tra Kings-Mavs

I Dallas Mavericks puntano tutto sul futuro e sceglieranno tra qualche ora o giorno cosa fare con Zach Randolph, veterano, che potrebbe salutare via buyout per trovare fortuna altrove.

I Kings invece aggiungono qualità ad un quintetto composto ad oggi da:

  • Fox (Ferrell)
  • Hield (Burks)
  • Barnes (Bogdanovic)
  • Bagley (Bjelica)
  • Willy Cauley-Stein (Giles)

Insomma Roster giovane ma già molto competitivo.

 

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Nella notte, è diventato il giocatore più veloce della storia a raggiungere 32000 punti in carriera. Come aveva fatto già tante altre volte, essendo stato il più veloce a raggiungere circa tonda in punti da quota 1000 in poi. Ma, ora come ora, la testa di LeBron James vaga altrove. I 42 punti di scarto di Indianapolis non rappresentano solo la sconfitta più larga mai inflitta al King, ma un segnale allarmante per lo spogliatoio e il progetto Lakers. Un roster ormai diviso dai rumors e dalle decisioni interne, pronto ad esplodere da un momento all’altro. Una situazione al limite del patetico, ma in cui anche il #23 ha le sue responsabilità. Ma siamo sicuri che tutto questo sia colpa di LeBron James? #nbapassion #nba2k18 #NBApassionapp #NBA #basketball #lebron #lebronjames #23 #king #losangeles #lakers #lakersnation #lakeshow #showtime

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Mavs, Mark Cuban giura: “Porzingis a Dallas per i prossimi 20 anni, non finirà come con Nash”

Il “duumvirato” di Luka Doncic e Kristaps Porzings a Dallas, Texas, “durerà 20 anni”, parola di Mark Cuban.

 

Il lettone Kristaps Porzingis è da poche ore ufficialmente un giocatore dei Dallas Mavericks. La squadra texana si è assicurata nella serata di giovedì scorso l’ex giocatore dei New York Knicks con un blitz, spedendo nella Grande Mela il giovane Dennis Smith Jr ed i contratti in scadenza di DeAndre Jordan e Wesley Matthews.

 

 

I Mavericks affonteranno in estate la questione relativa al rinnovo contrattuale di Porzingis. Nelle ore successive alla trade il lettone si è detto “disponibile” ad accettare la qualifying offer annuale da 4.5 milioni di dollari.

 

Segnale più di fiducia e “disponibilità” verso i nuovi datori di lavoro, che reale intenzione, per Porzingis probabilmente. Ne è consapevole il proprietario dei Mavs Mark Cuban, che alla domanda sulle possibilità di rinnovo già in estate per il lettone ha risposto:

 

Se Kristaps (Porzingis, ndr) firmerà l’estensione contrattuale in estate? Rispondo io per lui: si, lo farà (…) non mi preoccupo di questo, sinora è andato tutto bene, c’è sintonia. A meno di qualcosa di clamoroso in futuro, posso dire che Kristaps Porzingis rimarrà qui con noi per i prossimi 20 anni. Noi ci contiamo e lo speriamo

 

– Mark Cuban su Kristaps Porzingis –

 

Kristaps Porzingis: “io e Doncic speciali. Il mio rientro? Pazienza”

 

Siamo d’accordo su tutto, non c’è nemmeno bisogno di chiedere” ha immediatamente aggiunto il giocatore lettone. Come riportato da Marc Stein del NY Times, la speranza di Cuban è quella di ricreare l’accoppiata Steve Nash-Dirk Nowitzki, che nei primi anni 2000 mise i Dallas Mavericks sulla carta geografica del basket USA.

 

Fu un mio errore quello di non trattenere Steve Nash più a lungo. Non farò lo stesso errore con Luka (Doncic, ndr) e Kristaps (Porzingis, ndr)”

 

Così Kristaps Porzingis in conferenza stampa:

 

Io e Doncic? Una cosa esalatante solo a pensarci, credo davvero che assieme potremo essere speciali. il mio unico obiettivo è la pallacanestro, posso già vedere il futuro e dirvi quanto io e Luka potremo essere speciali in campo. Speciali e divertenti da veder giocare. Non vedo l’ora (…) io mi sento bene, benissimo, ma come ho sempre detto non c’è bisogno di forzare i tempi. Non c’è fretta, ho portato pazienza sino ad oggi e continuerò a portare pazienza. Sarà difficile dover aspettare ancora ma prenderemo la decisione migliore per tutti. Dallas? Ci vuole tempo per contruire delle relazioni solide, ciò che posso dire è che sono qui da due giorni e tutti mi hanno accolto a braccia aperte, mettendosi a completa disposizione (…) ciò che cerco in una organizzazione ed in una squadra

– Kristaps Porzingis –

I Dallas Mavericks cercano acquirenti per Harrison Barnes e Dwight Powell?

harrison barnes-rapporti franchigie giocatori

Ore di riflessioni a Dallas, tre giorni dopo la trade che ha portato il lettone Kristaps Porzingis alla corte di Luka Doncic e coach Rick Carlisle.

 

Come riportato da David Lord di 247sports.com, i Dallas Mavericks “sarebbero pronti a ricevere chiamate per Harrison Barnes e Dwight Powell“, in vista della trade deadline del prossimo 7 di febbraio.

 

L’obiettivo dei Mavs? La più classica delle operazioni di salary dump. Nella prossima off-season i Dallas Mavericks dovranno affrontare il rinnovo contrattuale del neo-acquisto Porzingis.

 

Nelle ore successive alla trade “KP” si è detto disponibile a rinviare la questione sul rinnovo contrattuale alla stagione 2019\20, dicendosi disposto a giocare il prossimo anno a Dallas accettando la “qualifying offer” da 4.5 milioni di dollari.

 

 

Difficile, nonostane l’ostentata buona volontà, pensare che Porzingis possa davvero rinunciare ad un’estensione contrattuale da 158 milioni di dollari per la quale l’ex Knicks sarà eleggibile a partire dal prossimo 1 luglio, per affrontare una free agency da unrestricted free agent l’anno successivo.

 

Per arrivare a Porzingis, i Dallas Mavericks hanno accettato di accollarsi gli onerosi contratti di Courtney Lee (2 anni e circa 25 milioni di dollari) e soprattutto Tim Hardaway Jr (3 anni e circa 54 milioni di dollari, player option sull’ultimo anno e trade kicker del 15% tra 2019 e 2020).

 

Per la prossima stagione, Harrison Barnes e Dwight Powell saranno invece a libro paga per rispettivamente 25 (player option per Barnes) e 10.2 milioni di dollari (altra player option per Powell). La probabile estensione contrattuale di Kristaps Porzingis occuperà per intero lo spazio salariale disponibile in estate per i Mavericks, ed i contratti di Hardaway e Lee saranno difficilmente trasferibili a partire da fine giugno.

 

I Dallas Mavericks hanno da giovedì ufficialmente affidato il proprio futuro e le proprie fortune alla coppia d’oro Doncic-Porzingis. Mark Cuban ed il General Manager Donnie Nelson potrebbero decidere da qui a giovedì prossimo di andare alla caccia di contatti in scadenza immediata per Harrison Barnes e\o Dwight Powell, nel tentativo di riacquisire parte dello spazio salariale “ipotecato” per i nuovi arrivati Lee, Hardaway e Porzingis.

Porzingis a Dallas: chi ha vinto la trade tra Mavs e Knicks?

Porzingis Dallas

La prima, profonda scossa nell’immobilismo del mercato NBA arriva sull’asse New York-Dallas. Kristaps Porzingis è stato speditoai Dallas Mavericks di Luka Doncic insieme a Tim Hardaway Jr., Trey Burke e Courtney Lee. Ai Knicks vanno invece Dennis Smith Jr., DeAndre Jordan e Wesley Matthews, oltre a due prime scelte future.

New York si è liberata dei terribili contratti di due giocatori non più nei piani della dirigenza: per Hardaway si tratta di 18 milioni di dollari il prossimo anno e 19 nella stagione 2020/2021; per Lee, fuori dalle rotazioni a New York, altri 12 milioni da percepire nella prossima stagione. Sono evidentemente due tra i peggiori contratti NBA, anche se Hardaway Jr. potrebbe migliorare la sua efficienza in un contesto più organizzato dei Knicks attuali.

Per liberarsi di questi due contratti, New York ha dovuto cedere il suo miglior giocatore, Porzingis, fermo dallo scorso anno dopo la rottura del legamento del ginocchio sinistro. In cambio, ha ricevuto una giovane guardia in Dennis Smith Jr., che fu passato al Draft 2017 in favore di Frank Ntilikina. Oltre a Dennis Smith Jr., i Knicks ottengono i contratti in scadenza di DeAndre Jordan e Wesley Matthews. Presumibilmente entrambi saranno tagliati e lasciati liberi di firmare con altre squadre.

A un primo sguardo, la reazione di un tifoso Dallas a questa trade dovrebbe essere simile a questa:

Mark Cuban, proprietario di Dallas, mostra i muscoli.

La prospettiva del tifoso medio Knicks viene assunta invece in maniera eloquente da Joel Embiid, stella dei 76ers:

Andiamo ora ad analizzare più nel dettaglio questo scambio, per scoprire se le prime impressioni siano corrette.

DALLAS MAVERICKS: UNA NUOVA DINASTIA?

Luka Doncic e Kristaps Porzingis si sfidarono durante gli Europei 2017, e si troveranno ora a indossare la stessa divisa. Agli Europei, prevalse la Slovenia di Doncic (27 con 9 rimbalzi), nonostante un Porzingis stellare ma gravato di problemi di falli (34+6).

Fu una delle partite più entusiasmanti del torneo. Porzingis e Doncic sfoderarono grandiose prestazioni.

Doncic e Porzingis si salutano dopo la recente sfida tra Dallas e New York.

A Dallas, i due dovranno coesistere in campo, verosimilmente a partire dalla prossima stagione, data la lungodegenza di Porzingis. Un asse potenzialmente letale quello messo nelle mani di coach Carlisle: se Doncic sta dimostrando di essere già una stella NBA, andando oltre ogni più rosea aspettativa, Porzingis è un essere sovrannaturale anche in una lega come la NBA. Il lettone è un lungo di 2 metri e 20 abbondanti, capace di segnare da qualsiasi posizione, combinando precisione dal perimetro a potenza e tecnica nel pitturato. Un giocatore più unico che raro, un Unicorn, come viene soprannominato oltre oceano. Ci si dimentica di quanto fosse forte il lettone prima dell’infortunio al ginocchio: forse il terzo lungo più forte della lega insieme a Embiid e Davis. L’incognita rimane ovviamente la ripresa della piena forma fisica dopo un infortunio devastante come quello subito da Porzingis. Nessuno può avere una risposta certa a questo punto interrogativo, se non forse i medici che lo stanno seguendo nel percorso di riabilitazione.

La NBA moderna è dominata dai giochi a due tra i migliori giocatori di ogni squadra. Un talento completo come Doncic potrebbe diventare inarrestabile qualora accompagnato da un lungo dalla doppia dimensione come Porzingis. Fin troppo semplice per un giocatore dalla visione di Doncic penetrare nel cuore dell’area per cercare uno scarico verso il lunghissimo Porzingis, non arginabile in avvicinamento e temibile dalla media distanza.

IL PROBLEMA DEL RINNOVO

La trade che ha portato Porzingis a Dallas nasconde però alcune insidie. Il lungo lettone vedrà terminare il suo contratto da rookie in estate e diventerà restricted free agent. Pare tuttavia che Porzingis valuti l’ipotesi di firmare la qualifying offer (un’estensione del contratto da rookie che le squadre possono proporre ai giocatori per renderli restricted).

Qualora firmata, questa clausola consentirebbe a Porzingis di rimanere un altro anno a Dallas, divenendo però unrestricted free agent nel 2020. Il lettone diventerebbe così pieno padrone del proprio destino e in grado di firmare liberamente per qualsiasi squadra.

Un’ipotesi decisamente poco gradevole per Mark Cuban e la dirigenza Dallas. Bisognerà attendere la prossima estate per avere sviluppi sulla vicenda. Dallas offrirà ovviamente un super rinnovo a Porzingis, confidando nel suo rientro in piena forma dopo l’infortunio. Rimane da capire se Luka Doncic e Dirk Nowitzki (alla sua ultima stagione?) riusciranno a convincere Porzingis a rimanere a Dallas a lungo termine.

NEW YORK KNICKS: LA RINASCITA IN FREE AGENCY

Analizziamo ora la trade dalla prospettiva dei Knicks. Per comprendere il significato di questo scambio, è fondamentale notare che Porzingis non era più per New York ciò che può diventare per Dallas. Mi spiego meglio. L’amore tra il lettone e i Knicks non è mai sbocciato definitivamente, tra i primi fischi nella notte del Draft, i malintesi con la dirigenza e la volontà dei Knicks di tankare per puntare al Draft 2019. Si dice che la dirigenza spingesse per non farlo tornare in questa stagione per non vincere troppe partite e inficiare le chance di prima scelta. Porzingis avrebbe invece voluto giocare per riprendersi più rapidamente dall’infortunio.

Porzingis commenta così misteriosamente la trade.

Per i Knicks, il valore di Porzingis era decisamente più basso rispetto a quello che assume ora per Dallas. Il rinnovo del lettone era tutt’altro che certo, alto invece il rischio di perderlo per nulla nel 2020. Con questa prospettiva bisogna analizzare la mossa della dirigenza di New York, che si è liberata di due contratti scomodi accumulando asset per il futuro.

Le scelte di Dallas potrebbero essere alte, se Porzingis tornasse dall’infortunio forte come prima, ma anche in lottery, se il lettone non si ristabilisse completamente o addirittura non rifirmasse con Dallas. Per quanto riguarda la stagione attuale, liberarsi di Tim Hardaway Jr. significa privarsi dell’unico giocatore che potesse portare qualche vittoria di troppo a New York. Matthews e Jordan saranno molto probabilmente tagliati. Con pochissime possibilità di vittoria, incrementano le percentuali di una prima scelta al Draft 2019, che potrebbe portare al Madison Square Garden Zion Williamson.

Williamson sulla possibilità di andare ai Knicks.

Zion Williamson sembra il prototipo di giocatore capace di esaltarsi in un ambiente come quello di New York, oltre che un elemento su cui fondare i successi futuri.

LA FREE AGENCY 2019

New York libera tantissimo spazio salariale per dare l’assalto a un grosso free agent in estate. La trade Porzingis potrà quindi essere giudicata in tutte le sue sfaccettature all’inizio della prossima stagione. I Knicks offriranno il contratto al massimo salariale a Kevin Durant e/o a Kyrie Irving. Tuttavia, i Knicks avranno un roster privo di qualsiasi attrattiva per chiunque voglia vincere subito, in quanto Dennis Smith Jr., Kevin Knox, Robinson e Ntilikina non sembrano pronti per competere ad altissimo livello. L’unica possibilità di competere subito si presenterebbe solo se i free agent firmati fossero due e di altissimo livello, come appunto Irving e Durant.

I free agent più corteggiati potrebbero però scegliere altre squadre più pronte all’assalto al titolo. In quel caso, i Knicks dovranno ripiegare su seconde scelte come Butler, Kemba Walker o Tobias Harris. Tutti ottimi giocatori, ma non trascinatori tali da poter trasformare i giovani Knicks in una contender. Strapagare una coppia come Walker-Harris significherebbe condannarsi ad anni di playoff senza grandi chanche di raggiungere le Finals.

Concludendo, i Knicks si sono liberati di contratti terribili cedendo un giocatore ormai in rotta con la franchigia. Il cap vuoto dovrà però essere utilizzato nel modo corretto, e solo dopo l’estate si potrà dare un voto alla dirigenza di New York.

Luka Doncic, tripla doppia da record nella sconfitta contro Toronto

Luka Doncic continua a ritagliarsi un ruolo importante in NBA a suon di record. Nella sconfitta della scorsa notte contro i Toronto Raptors, lo sloveno ha collezionato una tripla doppia da 35 punti, 12 rimbalzi e 10 assist.

Oltre ad un nuovo career-high per punti e rimbalzi, l’ex Real Madrid ha ottenuto un altro traguardo tutt’altro che secondario, diventando il primo rookie di sempre, e giocatore più giovane, a mettere a referto una tripla doppia da almeno 30 punti. A chi spettava il precedente primato? Michael Jordan, e ciò non desta alcun scalpore, fino a quando non si viene a sapere che riuscì a farlo all’eta di 22 anni, contro i 19 di Doncic.

Luka Doncic tripla doppia, come Kidd e LeBron

Non solo MJ però, rientra nella cerchia delle leggende NBA che Doncic a poco a poco sta raggiungendo.

L’ultimo Mavs a realizzare due triple doppie in una singola stagione, infatti, era stato Jason Kidd nella stagione 2010-2011.

Doncic ha scomodato anche LeBron James, che aveva impiegato 118 match per realizzare due triple doppie, a differenza delle 48 necessarie alla terza scelta assoluta dell’ultimo draft.

Luka Doncic espulso contro i Pacers: “In Europa non sarebbe successo”

OKC-Dallas Mavericks

Tempo di nuove esperienze per Luka Doncic. Il giocatore dei Dallas Mavericks, è stato espulso per la prima volta in carriera nel match contro gli Indiana Pacers. Ciò è dovuto ad un anomalo gesto dello sloveno, che durante il terzo quarto della partita, ha calciato una palla verso gli spettatori. Il fatto ha comportato un fallo tecnico, il secondo di Doncic, con conseguente abbandono del terreno di gioco.

Luka Doncic espulso: “Ho imparato una nuova regola”

“Non ho provato a calciare la palla fuori dagli spalti”, ha dichiarato un sorpreso Doncic nell’intervista postpartita, “non sapevo che tirando la palla verso il pubblico si viene espulsi. Le regole europee sono diverse, quindi non sapevo che fosse una regola.”

Nonostante queste affermazioni, in un secondo momento il n°77 si è preso le proprie responsabilità: “So che è stata colpa mia, ho imparato una cosa nuova oggi.

Nonostante le perplessità del giocatore, il regolamento della lega americana parla chiaro: “I giocatori non sono autorizzati a lanciare, calciare o mandare intenzionalmente la palla sugli spalti per qualsiasi motivo. Tuttavia la violazione di questa regola comporta un fallo tecnico. Nota anche che se la palla si dirige con forza verso gli spalti, il giocatore verrebbe espulso anche dal gioco. ”

 

Carlisle: “Situazioni da evitare”

“Ne abbiamo parlato dopo il match e in pratica abbiamo sottolineato gli aspetti importanti del perché queste situazioni dovevano essere evitate per tutti noi, non solo per lui”, ha detto invece il coach dei Mavs, Carlisle.

Doncic rappresenta infatti una risorsa fondamentale per la franchigia. Non è un caso se, in una serata storta del giocatore, Dallas ha subito una sconfitta, seppur di misura.

 

Mavs, Dennis Smith Jr rientra nei ranghi, Carlisle: “Abbiamo parlato, felici di ritrovarlo”

Dallas Mavericks, Dennis Smith Jr torna in squadra, sarà disponibile per la partita di martedì contro i Los Angeles Clippers. Ad annunciare la notizia è coach Rick Carlisle, che nella giornata di domenica ha confermato il rientro nei ranghi di Smith dopo “una lunga chiacchierata” telefonica col prodotto di North Carolina State:

Sono felice di annunciare che Dennis Smith Jr tornerà in squadra da martedì prossimo. Dennis ed io abbiamo parlato a lungo, il ragazzo si sente molto meglio ed è pronto a riprendere gli allenamenti

 

Dennis Smith Jr ha saltato le ultime cinque uscite dei suoi Mavericks, ufficialmente per problemi alla schiena e di “malessere generale”. Nella giornata di venerdì coach Carlisle aveva dichiarato come l’assenza di Smith fosse da attribuire “ad una strategia” adottata dagli agenti del giocatore, in un momento particolarmente difficile della stagione per l’ex scelta numero 9 al draft NBA 2017 dei Dallas Mavs.

Nelle ultime settimane, voci di mercato hanno riferito di un interesse di Orlando Magic e Detroit Pistons per l’ex NC State. Dopo aver sondato il mercato e la disponibilità di eventuali acquirenti, i Dallas Mavericks sembrano ora decisi a trattenere in Texas Dennis Smith Jr, che dal canto suo di è detto “entusiasta” di fare ritorno in squadra, come riportato da Tim MacMahon di ESPN:

Non vedo l’ora di poter rientrare in campo con i miei compagni, martedì. Mi sento meglio ed oggi è stata un gran giornata di allenamenti. E’ stato difficile rimanere fuori, ma ora sono felice di poter ritornare in campoe d aiutare la mia squadra a vincere

– Dennis Smith Jr –

Mavs, Carlisle su Dennis Smith Jr: “Il ragazzo malconsigliato, lo rivogliamo in squadra, ha grandi potenzialità”

Dallas Mavericks, Rick Carlisle torna a parlare di Dennis Smith Jr.

Il “caso Smith”, lontano dalla squadra da ormai quasi due settimane ed al centro di voci di mercato insistenti, tiene banco da giorni a Dallas. Una manifesta incompatibilità tecnica tra il prodotto di North Carolina State e la stellina dei Mavs Luka Doncic, e differenze di vedute tra Smith e coach Carlisle avrebbero nei giorni scorsi portato il front office dei Mavericks ad esplorare le opzioni di mercato disponibili per l’esplosiva point-guard.

Problemi alla schiena e di “malessere generale” dietro all’assenza prolungata di Dennis Smith Jr, che non si è presentato agli allenamenti nella giornata di venerdì. Rick Carlisle ha parlato a lungo a fine seduta della situazione del giocatore:

Non so esattamente cosa stia succedendo. Ma una cosa la so: Dennis è un buon compagno di squadra, che ama e rispetta i suoi compagni e la maglia che porta. Ciò che penso è che qualcuno gli abbia suggerito di prendersi una pausa dalle attività di squadra, per chissà quale motivo. Lo dico perché non voglio che nessuno pensi che Dennis stia snobbando la squadra. La sua è un’assenza strategica, il suo agente o chi per lui gli ha suggerito di rimanere in disparte per qualche tempo. E’ altamente improbabile che il motivo della sua assenza sia legato a problemi con i suoi compagni (…) spero e mi auguro che la gente non giudichi severamente il ragazzo, o che voglia avanzare ipotesi. Dennis non è qui per motivi d’affari, e lui sta seguendo i consigli di chi ne cura gli interessi

– Coach Rick Carlisle su Dennis Smith Jr –

 

Come riportato da Tim MacMahon di ESPN, Glenn Schwartzman, agente di Dennis Smith Jr, non ha voluto commentare la vicenda e le parole di coach Carlisle. L’ex capo allenatore degli Indiana Pacers ed il front office dei Mavericks avrebbero fatto sapere al giocatore – tramite il suo agente – che “i Mavs accoglierebbero con grande entusiasmoo il suo ritorno in squadra“.

Il ragazzo è un professionista, lavora duro per migliorarsi giorno dopo giorno ed io sono orgoglioso dei suoi progressi. Si, sono duro con Dennis, i ragazzi con grandi potenzialità come lui meritano attenzione e cura particolari, perché hanno l’opportunità di diventare davvero speciali. Se adottassi con un giocatore come Dennis Smith Jr un tattamento di favore, questa si che sarebbe una mancanza di rispetto nei suoi confronti. Ma io ho il massimo rispetto per lui  e per le sue qualità (…) con l’arrivo di Luka (Doncic, ndr) alcune cose sono cambiate, tutti abbiamo dovuto fare degli aggiustamenti, compreso Luka. Il mio compito è fare in modo che le cose funzionino, far si che tutti possano essere contenti della loro situazione, e che ci sia dialogo tra di noi. Avere due attaccanti come Luka Doncic e Dennis Smith Jr in campo assieme è un vantaggio per noi. Noi vogliamo Dennis qui, mancano ancora tante partite è c’è ancora tanto tempo per lavorare. Giochiamo, e vediamo dove possiamo arrivare. Questa è la strada giusta

– Rick Carlisle su Dennis Smith Jr –