NBA Results: gli Spurs ripartono con una vittoria, Davis ed Asik sono in formato PO, passeggiata per i Rockets ad LA

Nella notte di apertura della NBA gli Spurs ricominciano da dove avevano finito: con una vittoria!

NBA: San Antonio Spurs at Dallas MavericksLa novità in quel di San Antonio, è la presenza in quintetto di Marco Belinelli che ripaga con gli interessi l’head coach Popovich della sua fiducia. Per il nostro Marco sono arrivati 15 punti, 3 assist, 2 rimbalzi in 30 minuti in campo: 3-6 da tre punti, infallibile dalle lunetta (2-2) ed un complessivo 5-8 dal campo. Davvero un ottimo inizio di stagione!

I protagonisti assoluti però sono sempre quei tre, Manu, Tony, Tim: per l’argentino 20 punti e 6 assist partendo dalla panchina, per Parker 23 punti e 3 assist, mentre per Duncan già una doppia doppia con 14 punti e 13 rimbalzi.

La partita di per sé non è la più spettacolare: l’inizio ne è l’emblema, con entrambe le squadre che faticano a girare velocemente la palla a spicchi: la gara si decide nel finale, con la tripla di Manu Ginobili ma Popovich si sarà fatto sentire eccome quando sulla rimessa viene regalata la palla dei tre punti per vincere la gara ai Mavs.
La gara finisce 100-101 in favore degli Spurs: top scorer Monta Ellis con 26 punti.

A New Orleans invece i Magic sono i primi a provare la furia sotto canestro dei Pelicans targati Davis, Asik: entrambi i lunghi chiudono in doppia doppia con il Monociglio che sfiora la tripla doppia fermandosi a 9 stoppate, mostruoso. I numeri dicono 17 rimbalzi a testa, 26 punti per Anthony Davis, 14 per l’ex Houston Rockets, mentre anche Ryan Anderson da il suo grande contributocon 22 punti e 9 rimbalzi. Per la franchigia della Florida invece partono fortissimo Vucevic e Harris: 15 punti e 23 rimbalzi per il primo, 25 punti e 8 rimbalzi per il secondo. Non una grande prova invece per il rookie Payton che si ferma a 4 punti, 5 stoppate subite e 2 palle perse con 7 assist, 5 rimbalzi e 5 falli in 30 minuti, mentre fa meglio Gordon con 11 punti e 3 rimbalzi in 28 minuti.
Finisce 84-101 per i Pelicans!

Nell’ultima sfida, quello dello Straples Center, passeggiata di salute per i Rockets, che continuano la preseason in casa dei Lakers: nel 108-90 per i texani il solito James Harden rifila un trentello a Kobe, che si ferma invece a quota 19. Brutte, bruttissime notizie invece per il rookie dei Lakers: Julius Randle si è infatti rotto la tibia, secondo quanto riferisce il suo head coach. Un macigno per LA, già alle prese con molti infortuni. Finisce 108-90 per gli Houston Rockets.

 

Dallas, Chandler Parsons: “Sarà un grande anno per i Mavs”

Quando in estate i Mavs si assicurarono le prestazioni di Chandler Parsons grazie a un triennale da 45 milioni di dollari, le attenzioni di molti si concentrarono sull’entità della cifra sborsata dai texani, per un giocatore che per importanza ai Rockets veniva certamente dopo Harden e Howard.

CHANLDER PARSONSA ben vedere però, il prodotto di Florida lo scorso anno ha dimostrato di poter meritare un ruolo ben più importante all’interno di una squadra, come dimostra il fatto di essere stato uno dei quattro giocatori dell’intera lega ad avere avuto a fine stagione una media di almeno 16pt, 5rb e 4as, tirando con almeno il 45% dal campo. Per intenderci, i tre a fare compagnia a Parsons in questa particolare statistica sono LeBron James, Kevin Durant e Kevin Love.

Parsons può dare continuità a questi numeri e dimostrare di essere pronto per grandi palcoscenici e grandi traguardi a Dallas, dove con Nowitzki e Tyson Chandler forma con tutta probabilità una delle frontcourt meglio assortite della NBA. E poco importa che il prossimo anno Parsons percepirà circa 7 milioni in più del tedesco, un grande contratto impone grandi aspettative ma l’ala proveniente dai Rockets non sente la pressione: “Nei miei primi tre anni di NBA probabilmente sono stato sottopagato rispetto al mio valore, ma questo non ha mai condizionato il mio gioco. La gente parla ora del mio contratto semplicemente perché ora la cifra è molto più importante, ma non bado a tutto questo.” Tra tutti i nuovi compagni, Parsons ha avuto parole speciali per il suo nuovo centro, Tyson Chandler; nelle sue parole, oltre i complimenti per il suo compagno di squadra,  c’è forse da leggere una stoccata riferita allo status di primadonna di Howard ai Rockets? Giudicate voi: “Tyson è il lungo perfetto con cui giocare. I compagni non sono obbligati a passare la palla a lui. Non è lui a chiamare i giochi, non è il tipo di giocatore che vuole fare a tutti i costi 20pt a partita. Si sporca le mani sotto canestro, è sempre pronto per gli alley-oop, insomma il centro ideale con cui mi piace giocare.pars-nowi

A prescindere dai suoi compagni di squadra comunque, starà a Parsons dimostrare con i fatti di meritare le redini della sua squadra per condurla a grandi traguardi; l’ala lo sa bene: “Coach Carlisle mi ha detto che la palla passerà molto per le mie mani. Dovrò essere capace di costruirmi il tiro da solo se necessario, i miei compagni verranno da me nei finali di partita e io dovrò essere in grado di creare giocate utili per loro. Il mio lavoro prevede di essere aggressivo. Ma non significa che prenderò brutti tiri, cercherò di non forzare niente, mi fido dei miei compagni.

Il tornaconto personale insomma non è una delle priorità dell’ex-Rockets, il quale intende mettere in mostra la sua versatilità nella squadra di Mark Cuban e non nasconde grandi dosi di ottimismo per la stagione che sta per iniziare: “Sono sempre stato un uomo squadra, non voglio essere il ‘go-to-guy’ a tutti i costi, voglio fare tutto ciò che sarà necessario per far vincere più partite possibili alla mia squadra. Voglio dimostrare di poter ricoprire più ruoli in campo, voglio far vedere che non c’è una cosa che riguardi il gioco che io non sappia fare. Penso che per me sarà un grande anno. Ma penso che lo sarà ancor di più per la mia squadra.

Resta da vedere se la chimica di squadra non risentirà negativamente dell’arrivo di un giocatore come Parsons e se quest’ultimo riuscirà a trovare la giusta intesa con gli altri leaders della squadra Nowitzki ed Ellis. Ma nel caso l’intera squadra riuscisse a trovare la giusta intesa e ad essere unita verso un unico obbiettivo collettivo, in Texas quest’anno oltre agli Spurs ci sarà un’altra seria concorrente per il titolo.

NBA, i giocatori più utilizzati nell’ultima stagione

Ecco la top 10 dei giocatori più impiegati in NBA nell’ultima stagione: in testa c’è un duo firmato Bulls-Knicks!

Di questi 10 giocatori, ben 9 sono composti da guardie tiratrici ed ali piccole, e solo 1 rappresentante per la categoria di playmaker.

Posizione e Minuti per gara:

10. Gordon Hayward SG 36.4

9. Stephen Curry PG 36.5

8. Monta Ellis SG 36.9

7. Chandler Parsons SF 37.6

6. LeBron James SF 37.7

5. James Harden SG 38.0

4. DeMar DeRozan SG 38.2

3. Kevin Durant SF 38.5

2. Jimmy Butler SF 38.7

1. Carmelo Anthony SF 38.7

 (Fonte http://www.suntimes.com)

Tyson Chandler: ai Mavs per avere un’altra chance

Tyson Chandler è tornato, un ritorno diverso da quello di Rose, quello di Rondo, quello di Kobe o il coming home di Lebron James. No, non cosi, per Tysone è diverso. Chandler ha vinto un titolo, un titolo che era insperato per chiunque ai Mavs fino a pochi mesi dall’impresa. Ora, dopo 3 anni ai New York Knicks con 183 presenze il Centro è di nuovo pronto a giocare con la sua ex sqaudra per un ultimo assalto al titolo di un veterano come Nowitzki e di ottimi giocatori come Ellis e Parsons. Chandler è contento di essere finito a Dallas. Ecco cosa ha detto:

Chandler e Dirk Nowitzki Mavericks“Sto definitavemente guardando avanti per giocare per molto tempo con questi ragazzi e ho intenzione non solo di giocarci, ma anche di battermi per loro e lottare più che posso sul parquet.”

Le intenzioni del giocatore sono chiarissime e le motivazioni per cercare di raggiungere al meglio il suo obiettivo sono molte. Mentre a New York Chandler veniva inserito in un sistema abbastanza confuso e senza un compito preciso a Dallas le idee sono molto chiare. A fare il lungo in allontanamento da canestro c’è uno che sa abbastanza bene come si fa, un tale Dirk Nowitzki, Sul perimetro due giocatori di rilievo come Parsons e Ellis possono fare la differenza e due giocatori come Felton e Harris possono alternarsi bene nel ruolo di Playmaker per completare il quintetto. Dunque, Chandler deve occuparsi dei tabelloni: atletismo, difesa e rimbalzi sono il suo compito. Anche Coach Carlisle ha le idee chiare sul centro arrivato, anzi, tornato, dai New York Knicks.

“Con l’aggiunta di Chandler e di Parsons cercheremo di ottenere il migliore record possibile nel Playoff per evitare di scontrarci subito con le super potenze dell’Ovest come OKC e San Antonio. Vogliamo darci una chance per vincere, è tutto ciò che chiediamo, sfruttarla tocca a noi!”

Come dice l’Head Coach della franchigia l’Ovest è veramente competitivo ma le potenzialità per un ottima stagione ci sono, staremo a vedere.

Dallas Mavericks, Nowitzki prepara alcune sorprese per la prossima stagione

In questa estate, Dirk Nowitzki, nei vari momenti in cui non era impegnato nelle riprese del suo film-documentario, ha trascorso molto tempo in palestra nella sua Germania, con il suo medico che ne cura il fisico, Holger Geshwindner, per lavorare in vista della prossima stagione cercando di migliorare ancora la sua tecnica di tiro per rendere ancora più competitivi i Mavs.

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Volete sapere su cosa sta lavorando una delle migliori ali grandi della storia della NBA? Semplice, migliorare la velocità di rilascio della palla durante il tiro, come ha dichiarato lui stesso ad ESPN: “Sto sempre cercando di migliorarmi, e questo è solo un piccolo passo per me nel cercare di migliorare la mia velocità. Staremo a vedere come andrà durante la stagione. Che altro posso fare a 36 quando i piedi rallentano un pò? Cerco di essere ancora più veloce con il tiro, perché una volta che si invecchia, non si salta più in alto e il primo passo è più lento. Il tiro rapido dovrebbe aiutare il mio gioco per la fine della mia carriera. E se non funziona, mi limiterò a tornare al vecchio modo di tirare.” 

Dopo l’infortunio al ginocchio della stagione 2012-2013, Dirk ha avuto una media punti impressionante (21,7) con 6.2 rimbalzi per gara, riuscendo nell’ultima stagione a portare ancora una volta i Mavs ai Playoffs.

Dirk Nowitzki continua a stupirci a 36 anni e nella prossima stagione con Chandler, Monta Ellis e Chandler Parsons, sarà sicuramente tra i protagonisti in un ovest super competitivo!

 

 

Houston Rockets, Jet in arrivo da Sacramento: Jason Terry approda in Texas

Jason Terry. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)
Jason Terry. Fonte: Keith Allison (Wikipedia)

Un Jet per gli Houston Rockets. E’ ormai in dirittura d’arrivo la trade che dovrebbe riportare in Texas Jason Terry, guardia dei Sacramento Kings. Manca praticamente solo l’ufficialità per un affare che farà sicuramente bene alle casse della franchigia californiana, decisa ad abbassare il proprio salary cap.

Secondo ‘Yahoo Sports’, Terry volerà a Houston in cambio di Alonzo Gee, due scelte future al secondo giro ed altri contratti non garantiti. I Kings , successivamente, taglieranno tutti i giocatori ricevuti nell’operazione. 

E così la quasi 37enne  guardia torna in Texas dopo la lunga militanza coi Dallas Mavericks, dal 2004 al 2012. Nelle scorse settimane si parlava di ‘coming back’ del giocatore alla franchigia di Mark Cuban. Terry era intenzionato a rescindere con i Kings senza trovare però un accordo. Ora per lui si prospetta una nuova avventura con i rivalissimi di Houston, cosa che potrebbe fargli storcere il naso, visto che ha sempre dichiarato il suo amore per i Mavericks.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter)

Dallas Mavericks: l’importanza di avere Dirk e Parsons

I Dallas Mavericks sono riusciti in questa sessione di free agency a rinforzarsi parecchio dopo essere stati eliminati durante i playoffs della scorsa stagione dai vincitori del titolo, al primo turno, i San Antonio Spurs. La franchigia texana è delle tre dello stato confinante con il Messico, quella che più di tutte si è rinforzata, nonostante abbia perso due pezzi importanti come Vince Carter (finito a Memphis) e Shawn Marion, ancora senza squadra, ma molto corteggiato da Lakers e Bulls.

Chandler Parsons. Fonte: Norma Gonzalez (Wikipedia)
Chandler Parsons. Fonte: Norma Gonzalez (Wikipedia)

Un arrivo in particolare ha spostato molto gli equilibri a favore dei Mavs: Chandler Parsons. L’ex numero 25 degli Houston Rockets, è stato nella ultima stagione un giocatore fondamentale per le sorti della sua squadra: ha avuto un rendimento costante ed un impatto sul gioco offensivo davvero di primo ordine. Con Kevin Durant, Russell Westbrook, LeBron James (gente qualunque dunque), oltre a MCW e Gordon Hayward (che brancolavano nel buio rispettivamente ai Sixers e ai Jazz) è stato uno dei soli 7 giocatori della lega a collezionare almeno 16 punti, 5 rimbalzi e 4 assist.

Il suo arrivo completa il roster dei tiratori dei Mavs, che con il tedesco Dirk, fresco di rinnovo, possono contare su un duo di ali davvero da far invidia: sotto l’aspetto dei tiri da 3 punti Dallas è al sicuro, anche senza l’apporto di Jose Calderon, finito ai Knicks, nella trade per Felton e Chandler. Sotto il profilo offensivo i Mavs sono quindi nettamente migliorati rispetto alla scorsa stagione: Chandler al posto di Dalembert nel ruolo di centro, Parsons al posto di Vince Carter come ala piccola, Felton-Harris oppure Nelson al posto di Calderon, oltre alle sicurezze rappresentate dal tedesco-texano di adozione Dirk, e della guardia Monta Ellis. Un quintetto a dir poco esplosivo ed in grado di mettere in seria difficoltà ogni difesa.

Non bastassero questi arrivi, ora Dallas si trova ad avere nel roster 14 giocatori con contratto garantito per la prossima stagione, avendo firmato, oltre ai due ex Knicks, e all’ex Rockets, anche Aminu e Jameer Nelson, ex PG dei Denver Nuggets. Un roster completo in ogni suo reparto, con molta esperienza ed una panchina molto interessante: i Mavs sono pronti a competere per il titolo ad Ovest?

Per NBA Passion,
Marco Tarantino