I Blazers pareggiano la serie con i Nuggets nonostante un Lillard spento, McCollum “Io e Dame ci capiamo”

I Portland Trail Blazers hanno subito risposto alla vittoria dei Denver Nuggets in gara 1. La squadra dell’Oregon ha infatti avuto la meglio in gara 2 per 97-90, riportando la serie in parità, in vista dello spostamento sul parquet amico per le prossime due uscite.

Portland è stata avanti, con un vantaggio confortevole, praticamente per tutta la partita, nonostante le difficoltà della sua stella e leader Damian Lillard. Il numero 0 si è infatti fermato a 14 punti, 5/17 dal campo e 1/7 da tre punti. Il merito è stato dei suoi compagni, in grado di farsi avanti per mettere a segno le giocate necessarie per la vittoria. E in particolare CJ McCollum è stato sempre in grado di prendere in mano le redini della squadra quando necessario.

Il compagno di backcourt di Lillard ha chiuso con 20 punti. Bene ancora il sorprendente Enes Kanter, con 15 punti e 9 rimbalzi, e l’utilissimo panchinaro Rodney Hood, con 15 punti in 27 minuti e un canestro da tre fondamentale a 2 minuti dal termine.

Non basta ai Nuggets il solito Nikola Jokic, che ha fatto registrare 16 punti, 14 rimbalzi e 7 assist. Non bene Jamal Murray, con un 6/18 al tiro e un 2/8 da oltre l’arco.

“E’ stata una vittoria di squadra”

Nel post-partita diversi membri dei Blazers hanno sottolineato l’importanza del gruppo nella vittoria ottenuta, come riportato da Jamie Hudson, per NBCSports.

Rodney Hood ha affermato:

“Ciascuno di noi si è impegnato. Quando hanno fatto una buona serie di punti, siamo rimasti uniti, anche quando non riuscivamo nemmeno a prendere un rimbalzo offensivo. E’ stata una vittoria di squadra, e dovremo continuare a fare affidamento l’uno sull’altro”

Damian Lillard, invece, dopo la sua serata no, ha speso belle parole per i compagni:

“In partite come questa devi giocare più duro dei tuoi avversari, devi volerlo più di loro, ma anche sperare che qualche giocata vada per il verso giusto. In queste partite è questo quello che ti serve, uno sforzo di squadra”.

Anche Nikola Jokic ha riconosciuto lo sforzo degli avversari:

“Non si è trattato solo di come hanno difeso su di me. Sono stati aggressivi tutto il tempo come squadra, come gruppo”

Infine, CJ McCollum ha parlato della connessione e dell’intesa che ha costruito con Lillard dopo 6 anni passati a giocare insieme:

“A volte io e lui parliamo, ma ormai dopo 6 anni si tratta di capirsi, anche dicendo poche parole. Entrambi capiamo quando l’altro è pronto per avere la palla e attaccare. Lui è questo tipo di giocatore, se vede che ho la mano calda me la passa, ma se sono io a vedere che è lui ad essere caldo gli dico semplicemente <Go to work>  (vai e fai quello che devi fare) “.

Jokic distrugge Portland, Millsap: “E’ come Tom Brady!”

Denver Nuggets Jokic e Millsap

I Denver Nuggets vincono gara 1 delle semifinali di conference contro i Portland Trail Blazers per 121-113.

MVP indiscusso del match è, ovviamente, Nikola Jokic che chiude con 37 punti 9 rimbalzi e 6 assist, tanto da meritare un curioso paragone da parte del suo compagno di squadra Paul Millsap.

I Portland Trail Blazers cedono sotto i colpi di uno straripante Nikola Jokic. Gli uomini di coach Stotts hanno provato di tutto per fermarlo, raddoppiandolo in post, lasciarlo in isolamento, attaccandolo in difesa, ma niente ha impedito all’ All-Star serbo di prendersi gara 1. Esattamente come contro gli Spurs, questi accorgimenti si sono dimostrati inutili, perché se da una parte Jokic veniva raddoppiato, riusciva sempre a scaricare la palla al compagno libero, se gli veniva impedito il passaggio, segnava due sul tabellino.

Gli Spurs sono riusciti solo in un’occasione a limitare Jokic, in occasione di gara 1, partita in cui Nikola ha si segnato solo 10 punti, ma ha catturato 14 rimbalzi e servito 14 assist. Jokic si è poi rifatto in gara 6 a San Antonio, con una prestazione monstre da 43 punti 12 rimbalzi e 9 assist, per poi chiudere gara 7 con una tripla doppia da 21 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, primo a riuscirci in una gara 7 di playoffs dai tempi di Lebron James nelle finali NBA 2016.

Paul Millsap: “Jokic è come Tom Brady!”

“Hanno provato di tutto”. Ha risposto Paul Millsap quando gli è stato chiesto che tipo di difesa avrebbero utilizzato i Blazers e che cosa non abbia funzionato. “Nikola riesce a vedere come le persone giocano e come lo difendono. Fa la giocata giusta ogni volta, e non forza mai”.

“Jokic sembra un quarterback”. Ha poi aggiunto Millsap. “Lo considero come Tom Brady. Ti prende sempre da parte e ha sempre le letture giuste, ed è incredibile come giochi in questo modo già in questa parte della sua carriera.”

Nikola Jokic ha così commentato la sua prestazione: “Penso di poter leggere tutte le situazioni. Quindi mi basta sapere cosa i miei avversari stiano per fare. Penso che San Antonio giocasse in un modo e Portland giochi in un altro completamente diverso. Ma penso che di essere in grado di leggere tutte queste difese.”

Gara 2 è prevista per giovedì notte alle 3 al Pepsi Center di Denver.

Ok Nuggets, buona la prima e Blazers sotto 1-0, Malone: “Jokic è uno tosto”

Jokic-murray-insieme-abbraccio

Dopo solo una notte di riposo dopo la vittoria in gara 7 contro i San Antonio Spurs, i Denver Nuggets tornano a vincere sul parquet amico. Hanno infatti superato i Portland Trail Blazers per 113-121 in gara 1 del secondo turno.

La squadra del Colorado è stata trascinata dai due soliti noti, Nikola Jokic e Jamal Murray, e da una buona prestazione al tiro da 3 di tutta la squadra, che ha chiuso con un 41.4 % collettivo.

Il “Joker” ha chiuso la partita con 37 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 3 palle rubate e 2 stoppate. Il tutto condito da un 61% al tiro, un perfetto 12/12 dalla lunetta dei tiri liberi e un ottimo 3/5 da oltre l’arco. Una prestazione maiuscola da tutti i lati del campo, da parte di un giocatore che si sta esaltando in questi Playoff.

Jamal Murray, dal canto suo, ha fatto registrare 23 punti, 8 assist e un 3/6 al tiro da tre punti. Anche il numero 27 si sta dimostrando, come il compagno serbo, assolutamente all’altezza di questo tipo di palcoscenici, nonostante i molti dubbi che i più nutrivano sui due prima dell’inizio della postseason, dovuti alla  loro inesperienza.

A Portland, invece, non è bastata l’ennesima buona prestazione di Damian Lillard, che ha chiuso con 39 punti e 6 assist, sebbene abbia fatto registrare solo un 4/12 al tiro da tre punti. Né tanto meno quella superba di Enes Kanter, da 26 punti in 33 minuti con un 11/14 al tiro.

“Nikola è più tosto di quanto tutti voi pensavate”

Nel post-partita Coach Mike Malone si è coccolato il suo centro e leader, Nikola Jokic, sottolineandone la forza e la sicurezza mostrate:

“Nikola è un giocatore giovane che capisce perfettamente i momenti, oggi ha giocato ben 41 minuti. E’ molto. Sono 8 partite adesso, in cui gli chiediamo tantissimo in difesa e in attacco. (…) Tutto questo ricade su Nikola che ci dimostra di essere più tosto di quanto tutti voi pensavate. Sta giocando sempre tanti minuti e sempre al massimo, in un palcoscenico completamente nuovo per lui. Noi non abbiamo mai usato la stanchezza come scusa, e Nikola è un esempio superbo di questo aspetto”

Damian Lillard ha invece commentato questa prima gara della serie, confrontando anche gli avversari con quanto fatto vedere dagli OKC Thunder, affrontati nel turno precedente:

“Penso che siano squadre diverse ovviamente. Denver ha tiratori che OKC non aveva. Hanno un catalizzatore di gioco al centro dell’attacco, che fa si che la palla giri bene. Ne traggono vantaggio e creano tiri migliori, difficili per noi da chiudere. Forse ci è mancata un po’ di comunicazione anche su situazioni che avevamo preparato, come chiudere bene i loro uomini negli angoli. Per quanto riguarda le nostre palle perse (18, ndr), questo è esattamente ciò che vogliono loro, se permettiamo succeda non riusciremo mai a vincere una partita

Inside the duel: Nuggets-Trail Blazers

Lillard e Stotts sulla difesa Nuggets

Denver Nuggets e Portland Trail Blazers sono le due squadre che hanno maggiormente sorpreso nel primo turno di playoff. Si troveranno di fronte nella imminente serie di Semifinali di Western Conference: chi prevarrà, potrà sfidare la vincente di Warriors-Rockets.

Damian Lillard contro Jamal Murray, CJ McCollum contro Gary Harris, Nikola Jokic contro Enes Kanter ma non solo: se Portland si è scrollata il peso della scottante eliminazione dello scorso anno, battendo i più quotati Thunder per 4-1, Denver è uscita vincitrice da una serie di 7 gare contro Gregg Popovich e i San Antonio Spurs.

Il maggior dubbio riguardante i Nuggets, la scarsa esperienza ai playoff, sembra ormai fugato. Lillard ha invece dominato la serie contro Russell Westbrook e compagni, grazie a un controllo mentale oltre che tecnico sulle 5 gare. Ora, la semifinale sembra più equilibrata che mai: chi riuscirà a prevalere?

Il saluto di Lillard ai Thunder è ormai diventato virale.

LO SCORE AI PLAYOFF

Denver Nuggets

  • First round: 4-3, vs San Antonio Spurs
  • Offensive rating: 115
  • Defensive rating:  113
  • Team leaders: Nikola Jokic (23 PTS), Nikola Jokic (12 REB), Nikola Jokic (9 AST)

Portland Trail Blazers

  • First round: 4-1, vs Oklahoma City Thunder
  • Offensive rating: 111.4
  • Defensive rating: 105.6
  • Team leaders: Damian Lillard (33 PTS), Enes Kanter (10.2 REB), Damian Lillard (6 AST)

NUGGETS-TRAIL BLAZERS: IL DUELLO

Per iniziare, una domanda cruciale, la cui risposta potrà definire l’esito della sfida: chi sarà il miglior giocatore della serie? Damian Lillard o Nikola Jokic?

Qualsiasi appassionato di NBA sa che i playoff sono decisi dalle superstar. Le rotazioni si stringono, le responsabilità aumentano e carattere e freddezza sono imprescindibili elementi per il successo. Damian Lillard ha giocato una prima serie clamorosa sia per cifre (33 punti, 6 assist con il 46% dal campo e il 48% da tre) sia per controllo mentale sugli avversari. La sua capacità di incidere sui finali di partita facendo le scelte giuste si è rivelata l’arma in più per la squadra di Terry Stotts.

Il canestro che ha mandato a casa i Thunder rimarrà negli annali della NBA.

La superstar di Denver è Nikola Jokic, capace di crescere nel corso della serie contro gli Spurs fino a diventare dominante nelle ultime tre gare. Contro i Blazers in regular season Jokic segnò il suo career high di 40 punti, conditi con 10 rimbalzi e 8 assist. Nelle 4 sfide stagionali, per il centro serbo si parla di 25.7 punti, 9.7 rimbalzi, 8 assist con il 62% dal campo. Tutto questo nonostante la marcatura di un Jusuf Nurkic alla sua miglior stagione in carriera. Ora, Nurkic non sarà della serie per il terribile infortunio che lo ha costretto a terminare la stagione. Nemmeno Enes Kanter sembra essere al meglio, a causa di un problema alla spalla occorso in gara 5 nel primo turno. Chi marcherà Jokic se il turco non riuscirà a partecipare alle prime gare? Tornare da Denver sotto per 0-2 sarebbe quanto meno problematico per i Blazers. Meyers Leonard e Zach Collins non sembrano sufficienti a fermare Jokic nel pitturato. Senza Kanter, la serie rischia di rivelarsi più breve del previsto.

Infine, bisogna almeno menzionare i giocatori che non sono superstar, ma hanno saputo dare il loro contributo nella prima serie disputata. Se di McCollum ormai conosciamo pregi e difetti, Enes Kanter ha stupito tutti. Contro Steven Adams, il centro turco è stato non solo un efficace terminale offensivo, ma anche un difensore nella media. Da sempre indicata come sua più grande lacuna, la difesa di Kanter su Jokic e compagni sarà una chiave di questa sfida.

Nikola Jokic

Continuando a trattare di difesa, non si può fare a meno di citare Gary Harris e Torrey Craig. Entrambi vedersela a turno proprio con McCollum: la sfida interna tra Harris e la guardia di Portland potrà stabilire chi sia la miglior giovane guardia della Western Conference.

NUGGETS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Nikola Jokic, #15
  • Paul Millsap, #4
  • Will Barton, #5
  • Gary Harris, #14
  • Jamal Murray, #27
  • Mason Plumlee, #24
  • Monte Morris, #11
  • Torrey Craig, #3
  • Juan Hernangomez, #41
  • Malik Beasley, # 25
  • Trey Liles, #7
  • Isiah Thomas, #0
  • Michael Porter Jr., #1
  • Tyler Lydon, #20
  • Jarred Vanderbilt, #8

 

TRAIL BLAZERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Al-Farouq Aminu, #8
  • Zach Collins, #33
  • Seth Curry, #31
  • Maurice Harkless,#4
  • Rodney Hood, #5
  • Enes Kanter, #00
  • Skal Labisssiere, #17
  • Jake Layman, #10
  • Meyers Leonard, #11
  • Damian Lillard, #0
  • CJ McCollum, #3
  • Jusuf Nurkic, #27
  • Anfernee Simons, #24
  • Gary Trent Jr, #9
  • Evan Turner, #1

 

NUGGETS-TRAIL BLAZERS STREAMING

Nuggets-Trail Blazers in streaming, cercate questo? La serie è visibile in due modi diversi. Ecco quali:

  1. streaming su Sky Go
  2. streaming su NBA League Pass

Nel primo caso sarà possibile vedere anche altre sfide dei playoff su Sky, attraverso l’applicazione per smartphone, tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.

Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC, tabletcellulare.

Nuggets-Spurs è un passaggio di consegne?

Nuggets-Spurs

Il confronto tra la freschezza e l’esperienza nella serie Nuggets-Spurs dopo una gara 7 thrilling in Colorado è un simbolico passaggio di consegne? Che possa davvero essere uno spartiacque per queste due franchigie?

Come ogni serie che arriva a gara 7 a decidere il tutto sono stati i dettagli e la maggiore freschezza nel finale.
Denver ai punti ha meritato la vittoria finale grazie ad una crescita, di squadra e individuale notevole e a tratti inaspettata. Una vittoria che profuma di squadra e che ha in Nikola Jokic e Jamal Murray due sublimi protagonisti, capaci di esaltarsi con la crescita del collettivo.
Denver ha aumentato l’asticella difensiva, facendola tornare sui livelli ammirati in regular season e questo ha influito non poco sulla serie, costringendo gli Spurs al 35% al tiro in gara 7.

Questa capacità di sporcare le percentuali avversarie sarà una chiave anche nella prossima serie contro Portland insieme al controllo del pitturato.

 

NUGGETS-SPURS: LARGO AI GIOVANI

Jamal Murray e Nikola Jokic.

A livello di singoli il migliore non può che essere Nikola Jokic: tripla doppia per chiudere la serie con 21 punti, 15 rimbalzi e 10 assist. In ogni partita ha viaggiato a queste cifre dimostrando una padronanza del gioco e un dominio praticamente incontrastabile.
Fondamentale anche l’apporto di Murray, capace come pochi di mettersi in ritmo e ribaltare l’inerzia della partita e della serie, in momenti di difficoltà come nel secondo tempo di gara 7 con 16 punti (sui 23 personali totali) o nel secondo quarto di gara 2.
Ha dimostrato di essere un’arma segreta nascosta quando tutto sembra deciso.
Infine molti meriti spettano a coach Mike Malone, capace di trasmettere ad un gruppo di giovani una mentalità vincente meritando i complimenti di Gregg Popovich. La cosa più sorprendente è che Denver ha usato le caratteristiche di San Antonio per vincere la serie…

MECCANISMI SPURS INCEPPATI?

Spurs-Mavs DeRozan
LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan.

Sul lato Spurs le cose potevano andare decisamente meglio. Dopo 3 gare, le prime, dove il dominio dei texani era stato evidente e un 3-0 non sarebbe stato una sorpresa per quanto visto sul campo, qualcosa si è inceppato.
Sono scese drasticamente le percentuali e non è stata trovata totalmente la chiave per superare la difficoltà.
I due violini principali hanno steccato ( 30 punti combinati in gara 7).  LaMarcus Aldridge e DeMar DeRozan si sono dimostrati incapaci di trascinare la squadra fino in fondo ma a steccare sono stati anche altri: Marco Belinelli praticamente mai incisivo (lo scorso anno era stata una delle chiavi della grande Philadelphia dei playoff), idem per Patty Mills e Derrick White scomparsi sul più bello. A salvarsi è Rudy Gay con un dinamismo e una efficacia che non ci si aspettava da lui.

Nonostante la sconfitta la postseason dei texani non può considerarsi un fallimento totale: arrivare ai playoff con un gruppo nuovo e rischiare di vincere una serie da sesti è una base forte da cui ripartire, sarà ancora la vecchia volpe Pop a averne le redini?

I Nuggets vincono gara 7 e passano al secondo turno, non succedeva dal 2009

nikola jokic mondiali

Finalmente i Denver Nuggets sfatano il taboo del primo turno Playoff, che non superavano dal lontano 2009. La franchigia del Colorado, tra l’altro, non giocava un cosiddetto “elimination game” dal lontanissimo 1978. I ragazzi di Coach Mike Malone hanno superato, nella notte, i San Antonio Spurs nella decisiva gara 7 della serie, per 86-90.

Gli Spurs dal canto loro non hanno giocato un’ottima partita, mancando di efficienza per tutta la gara e di freddezza nei minuti finali. I Nuggets, invece, hanno dimostrato finalmente quella maturità che gli mancava, almeno secondo i più, vincendo una gara secca decisiva. E l’hanno fatto contro una squadra ricca di esperienza e allenata da un signore di nome Gregg Popovich.

Denver ha beneficiato dell’ennesima buona prestazione di Nikola Jokic, che, dopo aver eguagliato il record Playoff di franchigia in gara 6 con 43 punti, ha fatto registrare 21 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, benché non sia riuscito a segnare tiri da tre (0/4).

Bene anche Jamal Murray, con 23 punti e 9/19 al tiro, sebbene resti a secco anche lui da oltre l’arco con uno 0/2.

“Il merito è di tutti” “Siamo rimasti uniti”

Le interviste e i discorsi post-partita di tutti i membri della franchigia del Colorado tendono a mettere al primo posto nella scala del successo la forza del gruppo.

Il primo in ordine di tempo è stato Coach Malone, quando ha parlato alla squadra immediatamente dopo la fine della gara:

“Gara 7 è sempre una gara particolare. Noi abbiamo vinto davanti ai nostri tifosi. Dopo gara 6 avevamo detto che la difesa non andava, siete migliorati. Loro hanno provato a fare una buona serie di punti, un gruppo di veterani contro di noi che siamo giovani. Ma siamo rimasti lì, uniti, abbiamo serrato le fila, facendo una giocata importante dopo l’altra”

Poi i due leader, Jokic e Murray, hanno confermato le parole del Coach in conferenza stampa:

Murray“Per me gli ultimi due anni sono stati un bel percorso, prima partendo dalla panchina, poi da titolare, e ora siamo al secondo turno Playoff. E’ stato divertente”

Jokic“Per me ogni componente della nostra squadra è molto importante, Paul (Millsap, ndr), Will (Barton, ndr), sono sempre qui con noi. Anche quelli che sembrano piccoli pezzi sono fondamentali, Craig, Plumlee, Beasley, sono fenomenali. Non siamo solo noi due, ma è tutta la squadra nel suo insieme”

Ora i Nuggets sono attesi dai Portland Trail Blazers, che hanno sicuramente faticato di meno (e giocato di meno, ben 2 gare di riposo in più), per liquidare gli Oklahoma City Thunder al primo round. Jamal Murray si è detto pronto per questa serie:

“Adoro scontrarmi con Damian Lillard, è un vero agonista: lotta per la sua città e la sua squadra. Sarà una serie davvero divertente, non vedo l’ora”

 

Gara 6, Nuggets sconfitti nonostante un Nikola Jokic da record

nikola jokic mondiali

Nikola Jokic da record in gara 6.

La sesta partita della serie tra Denver Nuggets e San Antonio Spurs, passerà alla storia come la partita di Nikola JokicThe Joker, nonostante la sconfitta inflitta dagli Spurs per 120-103, ha messo a referto qualcosa come 43 punti, 12 rimbalzi e 9 assist.

Una prestazione memorabile che entra di diritto nella storia della NBA. Jokic è infatti il quarto giocatore di sempre a registrare cifre del genere in una partita di playoffs.

É doveroso sottolineare che i 3 giocatori capaci di compiere un impresa simile, prima dello stesso Jokic, corrispondono all’identikit di Oscar Robertson, Charles Barkley e Magic Johnson.

I 43 punti di Jokic hanno inoltre riscritto le recenti statistiche dei Nuggets durante la post-season. 43 punti che superano di una lunghezza i 42 messi a referto sia da Carmelo Anthony che da Alex English.

Con gara 7 alle porte, The Joker avrà sicuramente un ulteriore jolly in grado ribaltare nuovamente la serie.

Spurs-Nuggets, sarà gara 7, DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge cercano l’upset

Spurs e Nuggets, tutti a Gara 7.

Perdere un “elimination game” in casa non è cosa da San Antonio Spurs e da Gregg Popovich, che battono i Denver Nuggets per 120-103 e rimandano il discorso alla settima partita, al Pepsi Center di Denver, Colorado.

Gli Spurs con tutta la pressione addosso ma con la “forza della lucidità” si permettono di tirare con il 57.1% dal campo, tenendo nel quarto periodo i Denver Nuggets a soli 18 punti segnati.

DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge terminali offensivi perfetti (51 punti in due, 22 su 34 al tiro), Rudy Gay ottimo nel ruolo di sesto uomo e stabilizzatore della second unit nero-argento (19 punti e 4 rimbalzi in 28 minuti), Derrick White un cliente scomodo per Jamal Murray.

Coach Mike Malone riconferma Torrey Craig in quintetto al posto di Will Barton, che prosegue la sua serie da incubo al tiro (19 minuti e 1 su 7 dal campo), ma è Nikola Jokic il motore della squadra.

Denver ricuce uno svantaggio di 10 punti nel secondo quarto, ed il lungo serbo tiene a galla i suoi con un terzo periodo spettacolare (43 punti, 12 rimbalzi e 9 assist a fine gara per Jokic, 27 punti nel solo secondo tempo). Denver non trova pero mai il canestro dalla distanza (6 su 24 al tiro da tre punti, addirittura 8 su 31 nelle conclusioni fuori dall’area dei tre secondi), troppo poco per vincere una gara 6 a San Antonio.

Non contro la San Antonio del condottiero Gregg Popovich: “E’ sempre così calmoSpiega DeMar DeRozan nel post garaStasera ci ha fatto capire cosa avremmo dovuto fare e come per vincere, senza per forza spendere troppe parole. Una gara 7 va giocata con intelligenza e la forza della disperazione, bisogna essere pronti. L’esperienza aiuterà“.

Stasera il piano partita ha funzionato. A volte funziona, a volte meno. Non starò certo qui a discutere del nostro piano partita con voi (ai cronisti, ndr), lo si vede guardando la partita. Diciamo che le cose sono andate bene per noi

Gli Spurs porteranno per gara 7 tutto il peso della loro esperienza di post season (DeRozan-Aldridge, ma anche Patty Mills, Marco Belinelli) a Denver, contro degli avversari alla prima grande esperienza di playoffs in carriera (ad eccezione di Paul Millsap): “Gara 7? Non lo so” Così Nikola Jokic “Sarà la prima volta per me, immagino sarà una partita ancora più tosta di questa, giocheremo in casa e questo ci sarà d’aiuto“.

L’esperienza ed il, “marchio” delle brucianti eliminazioni patite dai suoi Toronto Raptors in passato si sono visti in DeMar DeRozan, autore di 23 dei suoi 25 punti finali negli ultimi 26 minuti di partita: “Loro sono stati abili per tutta la serie ad aggredirci, a farci sentire il fisico, ed anche a cavarsela con gli arbitri. Abbiamo cercato di pareggiare questa intensità, essere più aggressivi ed andare al nostro ritmo in attacco“.

Una serie fisica, aspetto sottolineato anche dalle parole di Mike Malone: “Abbiamo segnalato con dei video alla NBA che gli Spurs tendono a portare tanti blocchi in movimento, ma la cosa pare non aver avuto effetto” Un duro colpo di Jakob Poeltl ha costretto nel quarto periodo Jamal Murray ad abbandonare il campo “Dovrò guardare il video, non credo che Poeltl sia un giocatore sporco ma sta di fatto che Jamal (Murray, ndr) abbia dovuto uscire. La NBA ci ha detto che abbiamo ragione, sui blocchi, ma gli arbitri non fischiano“.

Gara 7 tra San Antonio Spurs e Denver Nuggets è in programma domenica 28 aprile, al Pespi Center di Denver.

Malone sui Nuggets in vista di gara 4: “Dobbiamo essere più forti, in particolare Murray”

Mike Malone, allenatore di Denver, ha detto la sua sui Nuggets in vista dell’imminente gara 4 contro i San Antonio Spurs. Nello specifico, il coach ha voluto spronare i suoi ragazzi, date le diverse difficoltà che la franchigia del Colorado sta riscontrando in questa serie più difficile di quanto inizialmente previsto, come evidenziato anche dalla sconfitta rimediata in gara 3 lo scorso Giovedì.

LE DICHIARAZIONI DI MALONE IN VISTA DI GARA 4

Mike Malone, 48 anni, ai Nuggets dal 2015.

Ai microfoni di ESPN, l’ex capo allenatore dei Kings ha commentato la sconfitta rimediata in gara 3, sottolineando la grande prova offerta da Derrick White, autore di 36 punti e auspicando una grande reazione dai suoi uomini, in particolare da Jamal Murray.

[White, ndr] Non ci ha sentiti la scorsa notte. Gli abbiamo offerto tantissimi punti facili e questo non può più accadere. Speriamo che la sua prova sia d’ispirazione a Murray. In gara 2 Jamal ha effettuato un ottima prestazione che ha spinto White a reagire, ed ora quest’ultimo è a 23 punti di media e sta tirando con il 69% dal campo: mi auguro che basti questo.

Aldilà delle prove dei singoli, però, ciò che ha stupito maggiormente Malone è la scarsa propensione al sacrificio dei suoi Nuggets. San Antonio, infatti, è in vantaggio nella serie sopratutto grazie ad una maggiore fisicità mostrata nel parquet.

Non dobbiamo certo imitare i Bad Boys [Detroit Pistons anni’80, ndr], ma preferisco far sudare ogni singolo tentativo di attacco con delle marcature pesanti piuttosto che concedere ampi spazi. Bisogna raddoppiare sui loro tiratori, chiudere ai lunghi in prossimità della linea di fondo. Siamo ai playoff, il nostro livello di intensità deve essere per forza più alto.

In conclusione, la partita che, stanotte, andrà in scena in Texas avrà tutti i canoni per essere qualificata come una vera e propria battaglia. Del resto, la posta in palio è troppo alta, sopratutto per i Nuggets: una sconfitta potrebbe complicare in maniera inesorabile ogni futuro sogno di gloria.

Nuggets-Spurs: un vero e proprio botta e risposta

Nuggets-Spurs

Nuggets-Spurs doveva essere una delle serie più aperte e combattute, insieme a OKC-Portland, e così, almeno per adesso è stato. Denver rimonta e pareggia la serie, dopo due gare in Colorado è sull’1-1. Due filosofie, quelle di San Antonio e Denver, tanto diverse quanto simili.
Una, San Antonio, simbolo di come si costruisce una cultura, vincente al di là degli interpreti. Denver invece rappresenta la progettualità fatta franchigia grazie a scelte, in fase di draft e di mercato, quanto mai oculate e ponderate. Una squadra dove i giovani possono prendersi le libertà e le responsabilità di cui hanno bisogno per crescere e affermarsi in questa NBA.

San Antonio ha sprecato una ghiotta opportunità di portarsi sul 2-0 vanificando un vantaggio di 19 lunghezza a fine terzo quarto (dopo gara due tra Warriors e Clippers non ci può sorprendere più nulla) ma questo non deve appannare grandi meriti dei ragazzi di coach Mike Malone.

NUGGETS-SPURS, GARA 1: LA VITTORIA DELLA DIFESA

Manuale San Antonio Spurs.
Gregg Popovich.

San Antonio vince, sorprendendo fino ad un certo punto, gara 1, mettendo in difficoltà Denver grazie ad una delle specialità della casa: la difesa.
Denver tira malissimo (6/28 da oltre l’arco) e i giovani non reggono la pressione dell’esordio nei playoff.
Gli Spurs giocano una partita da Spurs: gara corale senza clamorosi acuti individuali, limitando uno dei migliori attacchi (110.7 di media contro i 96 di gara 1).
San Antonio ha la possibilità di variare i quintetti e passare da uno incentrato sul midrange ad uno con maggiori spaziature con le velenose armi di Marco Bellinelli e Patty Mills, soliti specialisti da oltre l’arco.

Per Denver Nikola Jokic è una certezza con la sua prima gara ai playoff finita in tripla doppia (10-14-14), Gary Harris e Will Barton pagano inizialmente l’inesperienza sparando a salve e lasciando scappare i texani.
Nel finale Denver si scrolla di dosso un po’ di timore, San Antonio cala di intensità ma nel finale vince chi sbaglia meno ovvero San Antonio.

SPURS-NUGGETS, GARA 2: TUTTI AI PIEDI DI MURRAY

Statistiche Jamal Murray
Jamal Murray.

Gara 2 ha un protagonista assoluto, Jamal Murray. Il prodotto di Kentucky si rivela assoluto protagonista della vittoria, in rimonta dei suoi. Una gara dai due volti con un inizio da dimenticare (0/8 nei primi 36′ di gioco) e un quarto periodo da incorniciare (8/9 con 21 punti nei 12′ finali).
Riesce a segnare in tutti i modi: in penetrazione, con jumper dalla media e da oltre l’arco quando la palla scotta.

La difesa di San Antonio non è attenta come in gara 1 e nel finale si inceppa anche l’attacco con i soli 23 punti messi a referto. La gara si era messa in una maniera che non poteva non andare bene a Pop e compagnia con un parziale 14-0 per finire il primo periodo. Qui una prima reazione, anche grazie ad un contro parziale guidato da Jokic e Harris di 11-0 che riporta Denver a contatto sul 59-49 all’intervallo lungo.
Terzo quarto sulla falsariga del primo, complice anche errori difensivi e fischi dubbi, San Antonio si porta sul +19 con 12′ da giocare.
Poi come detto si scatena Murray e ai texani si inceppa qualche ingranaggio. Denver rimonta e pareggia la serie, facendo anche arrabbiare Pop.

COME CONTINUA LA SERIE?

Adesso ci spostiamo all’ombra dell’Alamo sul punteggio di 1-1, con una rimonta subita dal team neroargento che brucia e con l’inerzia che non può che essere dalla parte di Denver. Riuscirà la vecchia volpe Pop a tirare fuori qualcosa di nuovo dal cilindro? L’impressione è che comunque il fattore campo e la grande esperienza dei texani siano fattori che potrebbero tenere in bilico la serie nelle prossime uscite.

Nuggets-Spurs, gara 2 è di Jamal Murray, Malone: “Noi come i Clippers!”

Jokic-murray-insieme-abbraccio

E’ gara 2 tra Nuggets e Spurs, e Jamal Murray salva i Denver Nuggets da un potenziale 0-2 con un quarto periodo da 21 punti, trascinando i suoi ad una rimonta “alla Los Angeles Clippers”, nelle parole di coach Mike Malone.

I Nuggets si ritrovano a contemplare seriamente il doppio svantaggio nella serie, sotto di 19 punti (78-59) nel corso del terzo quarto. Murray ispira un quarto quarto da 39 punti per i padroni di casa, che prima di allora avevano faticato a trovare le giuste risposte a DeMar DeRozan e ad un Derrick White da 14 punti nel solo primo tempo (17 in tre quarti).

Con la partita ferma sul 73-56 a metà del terzo quarto per gli uomini di coach Gregg Popovich, Mike Malone spende un time-out extra e decide di tentare di agire sulla psiche dei suoi giocatori, entrati nella serie da ovvi favoriti ma improvvisamente sull’orlo di una voragine.

Ho ricordato ai miei ragazzi come ci fosse ancora tanto da giocare” Così coach Malone nel post gara “E gli ho ricordato di cosa avevano fatto i Clippers (la sera prima, ndr). Se avessimo continuato ad attaccare, a combattere, a crederci, allora avremmo avuto una chance. I ragazzi hanno reagito d’orgoglio con un parziale di 57-32“.

Uno 0-2 e due partite in casa dei più navigati San Antonio Spurs (32-9 in stagione all’AT&T Center) avrebbero chiuso con ogni probabilità prima del previsto la corsa playoffs della testa di serie numero 2 Denver Nuggets. I 19 punti recuperati da i Nuggets sono invece la terza peggior rimonta subita dagli Spurs nell’era Popovich: “Abbiamo concesso 39 punti nel quarto periodo, fine della storia… Millsap e Murray ci hanno puniti, e noi non abbiamo saputo opporre alcuna resistenza“.

Il quarto periodo di fuoco di Jamal Murray è arrivato in coda ad una partita difficile per la giovane point guard canadese, reduce da una gara 1 da 8 su 23 al tiro e da soli 3 punti nei primi tree quarti di gioco: “All’intervallo (Murray, ndr) era talmente frustrato per gli errori che l’ho preso da parte e gli ho detto: ‘fai un bel respiro, sembra che ogni tiro sia la fine del mondo. Jamal è il nostro asso, e noi dobbiamo credere in lui‘ Così Malone.

Nuggets-Spurs gara 2, Jamal Murray: “Un quarto periodo perfetto”

Stavo affrettando tutto” Jamal Murray analizza la sua partita “Non ero contento della mia partita in gara 1 (…) il quarto quarto è stato perfetto, tutti sanno che quando entro in ritmo, allora non ce n’è più per nessuno, mi sentivo caldo ed ho iniziato a tirare e tirare“.

Murray impatta prima e poi mette avanti i suoi Nuggets con tre triple pressoché consecutive, parte di una striscia di 8 tiri consecutivi a bersaglio nel quarto periodo.

Sul 112-101 Nuggets, Gregg Popovich si arrende e chiama in panchina i suoi titolari: “I miei compagni mi hanno aiutato tantissimo, hanno fiducia in me, mi hanno detto di continuare ad attaccare (…) dopo tre quarti in cui siamo stati bloccati, siamo riusciti a scioglierci nei minuti finali. Paul (Millsap, ndr) è uno dei leader di questa squadra, un esempio per noi, parla , ci mostra l’atteggiamento giusto e noi lo seguiamo“.

Prima dell’eruzione offensiva di Murray, sono l’esperto Paul Millsap (20 punti e 7 assist) e Gary Harris (23 a fine gara) a tenere i Nuggets in linea di galleggiamento, mentre Nikola Jokic sfiora la seconda tripla doppia in altrettante partite (21 punti, 13 rimbalzi e 8 assist).

Gli Spurs espugnano i Nuggets, sorpresa ma non troppo, Popovich: “White spettacolare”

In una prima serata Playoff ricca di sorprese non poteva mancare quella calata dalla mano degli eterni San Antonio Spurs. La squadra di Coach Gregg Popovich, settima testa di serie, ha espugnato il parquet dei Denver Nuggets, testa di serie numero due, per 101-96.

Probabilmente, rispetto alle sorprendenti vittorie di Brooklyn Nets e Orlando Magic, questa era un po’ più prevedibile. Perchè i Nuggets peccano di esperienza Playoff e soprattutto perchè sulla panchina degli Spurs siede un certo Gregg Popovich.

Questa notte il Coach di San Antonio è diventato il più vincente nella storia della NBA, avendo ottenuto per 1413 volte il segno W.

Tra le fila degli Spurs bene DeMar DeRozan, con una prestazione da 18-12-6, e un sorprendete Derrick White, cresciuto proprio nei pressi di Denver. Il così definito “Hometown kid” ha sorpreso tutti con una grandissima prestazione da 16 punti con il 70% dal tiro, condita da una schiacciata clamorosa in faccia a Paul Millsap. Ok Marco Belinelli con 8 punti e +8 di plus/minus.

A Denver non è bastata la tripla doppia all’esordio in Postseason per Nikola Jokic, da 10-14-14.

Pop: “White spettacolare!”

La prestazione di Derrick White ha sorpreso tutti per l’efficienza e il peso specifico delle giocate messe a segno.

A 6 minuti dalla fine del terzo quarto l’inerzia era tutta dei Nuggets, che stavano rimontando gli Spurs. Almeno fino al 62-59, quando White ha visto la strada libera verso il ferro, dove ha incontrato e superato Paul Millsap. La super schiacciata del ragazzo originario di Denver ha annullato tutta la carica che si stava materializzando nel palazzetto.

“Nessuno mi ha preso in marcatura mentre avevo la palla, così ho pensato di attaccare il ferro. L’ho visto sotto il canestro, così ho deciso di sfidarlo. e’ andata semplicemente così”

Infine, a pochi attimi dal termine dell’incontro, nell’ultima offensiva di Denver, White ha allungato una mano per soffiare la palla a Jamal Murray e sigillare la questione.

Coach Gregg Popovich ha parlato così della partita del suo playmaker:

“Ha giocato in modo spettacolare, per qualcuno che è stato messo in quella posizione. Imparare quella posizione, con intorno tanti giocatori nuovi è lodevole, considerando quello che ha fatto. La serie tuttavia è lunga, speriamo continui così”

White infatti, come sottolineato da Popovich, ha dovuto imparare a fare il playmaker, per sopperire alla mancanza di Dejonte Murray, infortunatosi nella Preseason, e costretto a saltare tutta questa stagione.