Inside the Duel: Nuggets-Spurs

nikola jokic mondiali

Per i Denver Nuggets di coach Malone è giunto il momento della verità. Dopo una fantastica stagione da 54 W e il raggiungimento del 2° posto della Western Conference, i Nuggets affronteranno i San Antonio Spurs. I neroargento hanno chiuso al settimo posto con il record di 48-34.

Entrambe le squadre hanno sorpreso in positivo. Nessuno avrebbe scommesso su un secondo posto dei Nuggets, arrivati noni lo scorso anno con roster molto simile a quello odierno. Pochi avrebbero creduto fermamente nei playoff di San Antonio, specialmente dopo il terrificante infortunio incorso a Dejounte Murray in preseason.

Raggiunta la post-season, le due squadre si trovano accoppiate in quella che sembra la sfida più equilibrata del’intero tabellone. Molti credono che gli Spurs possano compiere l’unico upset del primo turno. Sarà così? Prima di addentrarci in disquisizioni tecniche, andiamo a presentare brevemente roster e stagione delle due squadre.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Denver Nuggets

  • Record: 54-28, seed#2 nella Western Conference
  • Offensive rating: 113
  • Defensive rating: 108.9
  • Leaders: Nikola Jokic (20.1 PTS, 10.8 REB 7.3 AST)

San Antonio Spurs

  • Record: 48-34, seed#7 nella Western Conference
  • Offensive rating: 112.9
  • Defensive rating: 111.2
  • Leaders: DeMar Derozan (21.3 PTS, 6.2 AST), LaMarcus Aldridge (9.2 REB)

NUGGETS-SPURS IL DUELLO

La stella dei Denver Nuggets è senza ombra di dubbio Nikola Jokic. Candidato al primo quintetto All-Nba, Jokic ha continuato la sua crescita arrivando anche a partecipare al suo primo All Star Game. Il centro serbo segna 20 punti a gara, con il 57% da due e il 31% da tre. I rimbalzi sono quasi 11 a partita, ma il numero eccezionale riguarda gli assist: con 7.3 si piazza ampiamente al primo posto tra i lunghi e ottavo nell’intera lega. Ricordiamo, Jokic gioca da centro.

Il giocatore chiave ai playoffs è invece Gary Harris. Se Jamal Murray è stato continuo nell’arco della stagione, non si può dire lo stesso di Gary Harris, guardia titolare di Denver. Rallentato dagli infortuni, Harris sembra aver compiuto un piccolo passo indietro rispetto agli scorsi anni. Il numero 14 segna 12.9 punti, con il 46% dal campo e il 36% da tre. Ci sarà bisogno del suo miglior contributo per battere gli Spurs e fare strada nella Western Conference.

Dall’altra parte, la star è LaMarcus Aldridge. A 33 anni il numero 12 è un giocatore esperto e capace di trascinare i suoi in una serie playoff. Nelle 80 partite giocate ha registrato 21 punti di media con 9 rimbalzi e 2.4 assist. Insieme al poco utilizzato Bertans, Aldridge è la minaccia offensiva del reparto lunghi Spurs. La sua capacità di tirare dal midrange dalla parte sinistra del campo costringe gli avversari al raddoppio e consente di avviare la famosa circolazione di palla di San Antonio.

Il giocatore chiave nei playoffs è invece DeMar DeRozan. L’ex Toronto non dovrà più affrontare l’incubo LeBron James ai playoff. Sarà perciò necessario scrollarsi di dosso la nomea di giocatore che trema quando conta: gli Spurs avranno bisogno di alcune prestazioni da superstar da parte di DeRozan per battere i Nuggets. Popovich lo ha sfruttato per quelle che sono le sue caratteristiche migliori (gioco nel pitturato e tiro dal midrange), causando però un passo indietro in termini di fiducia dall’arco.

La sfida si deciderà sui dettagli e sugli aggiustamenti nel corso della serie. La sfida sarà molto più equilibrata di quanto uno scontro tra 2° e 7° seed possa far pensare. Il fattore campo avrà il suo valore: entrambe le squadre hanno fatto decisamente meglio nei palazzetti amici (34 vittorie casalinghe su 54 per Denver, 32 su 48 per gli Spurs).

Nei 4 scontri stagionali, ha sempre prevalso la squadra di casa. In una sfida back-to-back a fine dicembre, prevalsero gli Spurs 111-103 nella prima gara, Denver nella seconda per 102-99. La seconda sfida a San Antonio fu una vittoria per un punto dei padroni di casa: 104-103. Infine, a Denver il 4 aprile una roboante vittoria Nuggets, per 113-85.

Le chiavi della contesa saranno essenzialmente due: il contenimento di DeMar DeRozan da parte delle guardie dei Nuggets, e la forma fisica di Nikola Jokic, apparso in lieve calo nell’ultimo periodo.

I Nuggets hanno un roster più lungo degli Spurs e nel corso di una serie faticosa avranno un vantaggio in questo senso. Tuttavia, ai playoff lo star-power è fondamentale. Senza il miglior Jokic, sarà dura per i Nuggets far valere il fattore campo. Il serbo potrebbe essere un rebus insolubile per i lunghi di San Antonio, ma è necessaria una forma fisica quanto meno discreta.

L’asse Jokic-Murray sembra funzionare alla perfezione. Sarà così anche ai playoff?

Per limitare Aldridge, coach Malone disporrà di due buoni difensori come Paul Millsap (l’unico Nugget con buona esperienza playoff) e Mason Plumlee. DeRozan potrebbe invece causare più problemi: sulle sue tracce ci saranno Gary Harris, Will Barton e Torrey Craig. Tutti e tre ottimi difensori sulla palla, potrebbero però subire la superiore forza fisica della stella di San Antonio.

Ultimo fattore decisivo sarà costituito dalle percentuali dall’arco. San Antonio, anche grazie alla sua circolazione palla, è la migliore squadra NBA in questo senso. Riuscirà a mantenere l’efficienza ai massimi livelli anche ai playoff?

Un semplice esempio di circolazione di palla targata Spurs.

Dall’altra parte, il giovane e ben amalgamato reparto guardie di Denver dovrà dimostrare di saper reggere la pressione quando la posta in palio è elevata. Jamal Murray sta giocando la sua miglior stagione in carriera, ma chi potrebbe ulteriormente sorprendere è Monte Morris. Grazie alla sua capacità di giocare il pick & n’roll, Morris potrebbe mantenere alto il livello dell’attacco quando Jokic siede in panchina, innescando parziali a favore di Denver.

ROSTER DENVER NUGGETS

Jamal Murray e Nikola Jokic.
  • Nikola Jokic, #15, C
  • Paul Millsap, #4, PF
  • Will Barton, #5, SF
  • Gary Harris, #14, SG
  • Jamal Murray, #27, PG
  • Mason Plumlee, #24, C
  • Monte Morris, #11, PG
  • Torrey Craig, #3, SF
  • Juan Hernangomez, #41, SF/PF
  • Malik Beasley, # 25, SG
  • Trey Liles, #7, PF
  • Isiah Thomas, #0, PG
  • Michael Porter Jr., #1, SF
  • Tyler Lydon, #20, PF
  • Jarred Vanderbilt, #8, PF

COACH: Mike Malone

ROSTER SAN ANTONIO SPURS

Gregg Popovich e DeMar DeRozan
  • Derrick White, #4, PG
  • Marco Belinelli, #18, SG
  • DeMar DeRozan, #10, SG/SF
  • LaMarcus Aldridge, #12, PF/C
  • Rudy Gay, #22, PF
  • Jakob Poeltl, # 25, C
  • Dejounte Murray, #5, PG (out)
  • Patty Mills, #8, PG
  • Davis Bertans, #42, PF
  • Bryn Forbes, #11, SG
  • Lonnie Walker, #1, SG
  • Dante Cunningham, #33, SF
  • Quincy Pondexter, #3, SF
  • Chimezie Metu#7, PF
  • Drew Eubanks, #14, C
  • Donatas Motiejunas, #28, PF

COACH: Gregg Popovich

NUGGETS-SPURS STREAMING

I match tra Denver Nuggets e San Antonio Spurs sono visibili in due modi diversi. Ecco quali:

  1. Nuggets-Spurs streaming su Sky Go
  2. Nuggets-Spurs streaming su NBA League Pass

Nel primo caso sarà possibile vedere anche altre sfide dei playoffs su Sky, attraverso l’applicazione per smartphone , tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.

Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC; tablet, cellulare. Insomma cosa state aspettando? i Playoffs sono in arrivo.

Il tempo dei simpatici siparietti tra Malone e Popovich (espulso dopo 63 secondi nell’ultima sfida tra Denver e San Antonio) è finito.

Ora è tempo di PLAYOFF!

Playoff ad Ovest: si fermano Nuggets e Rockets, ok Blazers, Jazz e Thunder

Thunder-Rockets

Nella penultima notte della Regular Season 2018-19 della NBA c’erano in palio le prime posizioni per i Playoff della Conference Occidentale. I risultati non hanno alterato direttamente le posizioni in classifica, rimaste altresì invariate. Si sono andate tuttavia a creare delle situazioni interessanti in vista dell’ultima notte di partite che ci attende.

Qui la situazione della Western Conference.

Nuggets – Jazz: Denver tutto da rimandare, Utah sei quinta

Sul parquet di Salt Lake City, i padroni di casa degli Utah Jazz hanno fermato i Denver Nuggets sul 108-118.

La franchigia dello Utah si è così assicurata il quinto posto: gli Oklahoma City Thunder infatti sono indietro di 2 partite con una sola gara da giocare per entrambe le squadre.

I Denver Nuggets invece, ad oggi, non hanno la certezza di confermare il secondo posto. Già questa sconfitta avrebbe potuto ricacciarli definitivamente al terzo posto, qualora gli Houston Rockets avessero vinto contro OKC. La squadra di James Harden ha infatti il Tie-breaker a favore su Denver.

Tuttavia è andata bene ai Nuggets, che ora sono padroni del loro destino. Houston ha finito la sua stagione con una sconfitta ed è a una partita di distacco. Dunque, vincendo contro i Minnesota Timberwolves nell’ultima uscita stagionale, Denver si assicurerà il secondo posto. Altrimenti entrambe le squadre terminerebbero con un record di 53-29, con i Rockets secondi per il Tie-breaker favorevole.

Blazers-Lakers: Portland credici, il terzo posto è lì

Una tripla sulla sirena finale di Moe Harkless ha assicurato ai suoi Portland Trail Blazers una vittoria fondamentale per 104-101 in casa dei Los Angeles Lakers.

Per Portland si tratta di una vittoria importantissima, guardando agli altri risultati della notte. Denver e Houston hanno infatti perso. I Blazers hanno il Tie-breaker favorevole sui Rockets, e, vincendo la loro ultima partita, non proibitiva, contro i Sacramento Kings, appaierebbero il record dei Texani, ma li scavalcherebbero al terzo posto per gli scontri diretti a favore.

Qualora Denver non riuscisse a superare i T-Wolves e Portland ottenesse un segno W contro i Kings, ci troveremmo clamorosamente con tre franchigie con pari record al secondo posto. Denver, Houston e Portland finirebbero infatti sul 53-29. L’incrocio sarebbe davvero complesso, un vero e proprio triangolo. I Nuggets hanno il vantaggio del Tie-breaker sui Blazers ma non sui Rockets, che a loro volta non lo avrebbero sui Blazers.

Rockets – Thunder: Houston, disastro! OKC vicina al traguardo

Gli Oklahoma City Thunder hanno superato in casa gli Houston Rockets, grazie ad una tripla nei secondi finali di Paul George, che ha chiuso l’incontro sul 111-112.

Per Houston si tratta di una sconfitta pesantissima, soprattutto guardando alle altre partite giocate nella notte. Hanno infatti sprecato l’occasione d’oro della sconfitta di Denver per superarli definitivamente. Ora, causa anche la vittoria di Portland, i Rockets non sono più padroni del loro destino.

Dovranno guardare le partite delle due rivali dirette e sperare per il meglio. Qualora, infatti, entrambi Nuggets e Blazers dovessero ottenere un ultimo gettone nella colonna delle vittorie, Houston chiuderebbe in quarta posizione la sua stagione regolare. Altrimenti, in una situazione ideale, ma, visto il livello delle avversarie di Denver e Portland, improbabile, i Rockets chiuderebbero secondi, qualora le due rivali perdessero entrambe.

In casa OKC, invece, la vittoria ha un’importanza che va anche oltre la classifica. Dà infatti grande morale a ridosso dell’inizio dei Playoff. Ora tuttavia, per confermare il sesto posto serve vincere con i Milwaukee Bucks, o sperare che i San Antonio Spurs non riescano a superare i Dallas Mavericks. Al momento OKC è a una partita di vantaggio su San Antonio e, dovessero finire appaiati, gli Spurs avrebbero i favori del Tie breaker.

I Nuggets battono i Blazers e vincono la Division, Malone: “Gran traguardo”

Nuggets-Spurs

Nella notte di Denver si è consumato uno scontro diretto su due fronti. I padroni di casa dei Nuggets hanno battuto i Portland Trail Blazers per 110-119, assicurandosi così la vittoria nella Divisione del Northwest. La partita era anche valevole per l’assegnazione dei primi posti ai Playoff, con la franchigia del Colorado che si è anche assicurata il vantaggio casalingo per il primo turno.

La partita è stata combattuta, con continui cambi alla testa dell’incontro. All’inizio del quarto periodo Portland era avanti di 3, ma un parziale di 18-6 per Denver, guidato da 7 punti di Nikola Jokic, ha dato ai Nuggets il vantaggio decisivo.

Vittoria suggellata a 1:12 dalla fine, con una tripla di Torrey Craig, che ha portato i suoi sul 107-114.

Nelle fila di Coach Mike Malone, molto bene Paul Millsap, con 25 punti su 9/12 al tiro, e il solito Nikola Jokic, con una tripla doppia sfiorata da 22-13-9. Dalla panchina molta energia e canestri “clutch” forniti da Torrey Craig, che ha chiuso con 18 punti e il tiro da 3 decisivo.

Denver, prima Division vinta dopo 6 anni!

“E’ un grandissimo traguardo per noi. Ma non ci vogliamo accontentare, ci mancano ancora 3 partite e poi i Playoff”

Così Mike Malone, candidato al premio di Coach of the Year, commenta la vittoria dei suoi Nuggets. Denver non vinceva il titolo di Division dal lontano 2012-2013. Inoltre, ora gli basterebbe vincere due delle tre partite ancora da giocare per assicurarsi la seconda posizione ad Ovest.

“Nell’ultimo quarto abbiamo giocato duro, sotto il ferro difensivo e andando a canestro. Tutti sanno quanto bene facciamo in casa, davanti a questi fan, e quanta energia ci diano. Sarà bellissimo andare ai Playoff e farlo con il vantaggio del campo di casa!”

Queste invece le parole di una delle stelle della squadra, Jamal Murray.

Coach Mike Malone ha poi parlato alla squadra negli spogliatoi:

“Grande risultato ragazzi, ma ora non fermiamoci e guardiamo ai Playoff. Abbiamo la divisione più tosta della NBA, con 4 franchigie che andranno ai Playoff. (Denver Nuggets, Portland Trail Blazers, Utah Jazz e OKC Thunder, ndr). Noi siamo qualcosa come 12-2 contro queste squadre, continuiamo così!”

Se i Nuggets riusciranno a confermare il secondo posto incontreranno al primo round una tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs. Due incontri non scontati, in cui il vantaggio del campo casalingo potrebbe essere fondamentale per questa squadra, che vuole continuare a stupire anche in Postseason.

I segreti dei Denver Nuggets? Uno in particolare, Paul Millsap

Manuale Denver Nuggets: sarà ancora chiave l'esperienza di Paul Millsap?

Siamo ad aprile 2018 ed i Denver Nuggets di coach Mike Malone hanno appena perso lo scontro diretto da dentro o fuori valevole per la qualificazione alla post-season contro i  Minnesota Timberwolves dell’ormai ex Jimmy Butler, dalla sconfitta del Target Center Denver ne esce con le ossa rotte dal momento che, il giocatore firmato in estate ossia Paul Millsap, dal quale ci si aspettava il definitivo salto di qualità, aveva deluso le aspettative sia in questa partita fondamentale ma anche nell’arco di tutta la stagione.

Il prodotto di Lousiana Tech veniva da stagioni esaltanti con la casacca degli Atlanta Hawks che gli erano valse la ricca offerta contrattuale da parte della franchigia del Colorado, proposta che ovviamente non poteva rifiutare: 90 milioni di dollari in tre anni con la team option valida per l’ultima annata. Tutti pensavano che questo colpo fosse un ulteriore passo avanti per Denver che mirava ad una qualificazione ai playoffs mancante ormai da troppo tempo.

Tim Connelly.

Ecco che allora la delusione era tanta dopo il mancato raggiungimento di tale obbiettivo e il GM dei Nuggets, Tim Conelly, affiancato dalla fondamentale presenza di Arturas Karnisovas, si trovava davanti ad un bivio che presentava due strade diverse: la prima, più attendista era quella di continuare a portare pazienza ed aspettare che Millsap trovasse la giusta chimica con i suoi compagni di squadra; la seconda opzione, molto radicale, riguardava l’esplorazione del mercato delle trade coinvolgenti il numero 4 che, dall’alto dei suoi 33 anni vedeva il suo valore diminuire sempre di più. Conelly ha correttamente scelto la prima opzione e quest’anno si sono visti i risultati dal momento che ad oggi, 4 aprile 2019, i Nuggets si trovano al secondo posto di una temibilissima Western Conference con un discreto distacca sulle terza piazza occupata momentaneamente dagli Houston Rockets.

L’IMPATTO DI PAUL MILLSAP NEL SISTEMA DEI DENVER NUGGETS

Il sistema ideato da Mike Malone risulta essere perfetto per sfruttare al meglio giocatori come Jokic, Harris, Barton, Murray ed infine Millsap. Il contributo di quest’ultimo si fa sentire sotto tutti i punti di vista infatti, analizzando le statistiche dell’ex Hawks noteremo come in nessun aspetto egli emerga, però una stat-line composta da 12.6 punti, 7.3 rimbalzi conditi da 1.2 palle rubate, il tutto con il 48.4 % dal campo va assolutamente tenuta in considerazione quando si pensa ai segreti del successo di Denver.

Millsap è bravo nel dare il suo apporto sotto i tabelloni con un’ottima presenza a rimbalzo ed è inoltre abile nel sfruttare i possessi in the clutch dove è richiesta freddezza non indifferente. Talvolta decide di affrontare il suo diretto avversario spalle a canestro. Al di là del prodotto di Louisiana Tech, i Nuggets hanno la loro miglior arma offensiva nel pick and roll tra Jokic e Murray il quale è un vero rompi-capo per le difese avversarie.

 

La presenza di Paul Millsap nel pitturato è fondamentale per i Nuggets.

Inoltre, forse il vero punto di forza di Denver è l’apporto che viene fornito dalla panchina che può vantare la presenza di giocatori del calibro di Plumlee, Morris, Beasley ed anche Hernangomez. Il backcourt del secondo quintetto di Malone formato dai già citati Morris e Beasley è una combinazione di punti veloci e difesa che risulta essere fondamentale nelle gerarchie del coach ex Kings. Entrambi i due giocatori stanno avendo la loro miglior stagione dal loro ingresso nella lega e sono in grado di dare energia extra ogni volta che calcano un parquet di gioco.

QUALCHE DUBBIO IN VISTA DEI PLAYOFF

Ovviamente come sempre bisogna analizzare entrambe le facce della medaglia e bisogna dire che, se tutte le squadre con il biglietto per la postseason farebbero carte false per incontrare i Nuggets anziché Rockets, Thunder ecc. un motivo ci sarà. Questo motivo è la difesa dei ragazzi di coach Malone che nonostante in regular season abbia mantenuto numeri positivi, sembra essere alquanto vulnerabile soprattutto grazie alla presenza della star offensiva Nikola Jokic. Anche offensivamente si nutre delle riserve su Denver dal momento che il loro sistema viene ritenuto inadatto alla pallacanestro di maggio.
Non ci resta che aspettare e vedere se la franchigia che gioca un miglio sopra il livello del mare riuscirà ad eliminare i dubbi di tutti gli insider o fallirà al contatto con la post season NBA.

IL CONTRATTO DI PAUL MILLSAP

Denver Nuggets Jokic e Millsap
Nikola Jokic e Paul Millsap.

Nonostante l’ottima stagione di Paul Millsap, difficilmente la dirigenza dei Nuggets deciderà di esercitare la team option che farebbe intascare a Paul la modica cifra di 30 milioni di dollari nella stagione 2019/2020. Tale ammonto di denaro è riservato solo all’èlite della lega, della quale il nativo di Monroe non sembra più fare parte. Nel caso probabile che questa opzione venga declinata non è comunque da escludere che lo scenario che vedrebbe Millsap rifirmare con Denver ad una cifra più contenuta per far sì di avere spazio salariale libero con lo scopo di portare in Colorado un altro giocatore di livello.

Thomas: “Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme”

La notte appena trascorsa è stata quella del ritorno di Isaiah Thomas a Boston. I Denver Nuggets sono venuti al TD Garden, battendo i Celtics per 114-105. 7 minuti e nessun punto per Thomas, sempre più ai margini della rosa della franchigia del Colorado. L’ex numero 4 dei biancoverdi però ha vissuto una notte davvero indimenticabile. Il video tributo che gli è stato dedicato è stato molto emozionante, e la sua storia è un esempio per tutti. Un giocatore col suo fisico, che non ha mai avuto molta fiducia, arriva in una franchigia tanto gloriosa come quella dei Celtics e diventa l’idolo di tutti. E solo un infortunio all’anca lo ha fermato nelle finali di Conference contro i Cleveland Cavaliers.

Le parole post-game di Isaiah

Il nativo di Tacoma, dopo la vittoria contro i suoi Celtics, ha parlato ai media. Ecco le sue parole:

Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme.

E probabilmente con la sua frase si riferiva alla stagione scorsa, con i Cavs più deboli e i Celtics con Tatum in più.

Ricordiamo che Thomas è stato scambiato da Danny Ainge nell’affare Kyrie Irving, e che il matrimonio con James e compagni non è stato dei migliori. Infatti, poco prima della trade deadline dell’anno scorso i Cavs lo hanno girato ai Lakers.

Boston KO, i Denver Nuggets sono ai playoffs: “Una bella sensazione, dopo quattro anni di lavoro”

Con la vittoria del TD Garden si chiude per i Denver Nuggets il lungo periodo d’assenza dalla post-season, che durava da ben sei stagioni.

Nella partita del ritorno di Isaiah Thomas a Boston, la città di cui l’ex giocatore di sacramento Kings e Phoenix Suns fu per oltre due anni fu uno dei volti sportivi più amati, la consueta doppia-doppia di Nikola Jokic (21 punti e 13 rimbalzi, con 7 assist) ed i 20 punti di Will Barton archiviano una volta per tutte la delusione rimediata appena un anno fa all’ultima partita di regular season, uno spareggio-playoffs tra Nuggets ed i Minnesota Timberwolves di Jimmy Butler.

114-105 il risultato tra Nuggets e Celtics. La squadra di coach Mike Malone trova la 47esima vittoria stagionale, vittoria che consolida il secondo posto nella Western Conference e consente a Denver (47-22) di tenere nel mirino il primo posto dei Golden State Warriors, oggi in vantaggio grazie ai soli scontri diretti dopo la sconfitta di San Antonio.

Con 13 partite ancora da giocare, i Nuggets hanno oggi 3 partite e mezza di vantaggio sugli Houston Rockets, terzi ed impegnati in una battaglia per la miglior posizione possibile assieme a Portland Trail Blazers, Oklahoma City Thunder ed ai sorprendenti San Antonio Spurs.

E’ una gran bella sensazione” Così coach Malone nel post-partita “Dopo quattro anni di lavoro, e dopo due stagioni in cui ci eravamo andati così vicini… abbiamo usato tutto questo come motivazione extra, stasera“.

I Nuggets lanciano il break decisivo nel quarto periodo, dopo una partita equilibrata (+12 a 3:47 dalla sirena finale). Jamal Murray, uno dei generali in campo di coach Mike Malone, avrà la possibilià di giocare i playofs NBA per la prima volta in carriera, a partire dal prossimo 13 aprile:

Finalmente! Ora ci prenderemo un minuto per realizzare quanto abbiamo fatto quest’anno, quanta strada abbiamo percorso. Possiamo goderci il momento ed al contempo guardare avanti, a ciò che ci aspetta, una bella sensazione

Denver Nuggets ai playoffs: quale sarà l’avversaria?

In una Western Conference estremamente fluida, il secondo posto dei Nuggets appare l’unica realtà di fatto (sebbene gli uomini di Mike Malone tenteranno di superare gli Warriors qualora se ne presenterà l’occasione). Denver potrebbe trovarsi accoppiata al primo turno con – verosimilmente – una tra Los Angeles Clippers del grande ex Danilo Gallinari ed Oklahoma City Thunder.

La squadra di Russell Westbrook e Paul George (42-29) si trova oggi in un momento di difficoltà (6 sconfitte nelle ultime 8 gare), sebbene il calendario non presenti grandi “ostacoli” da qui al termine della regular season.

Gli Utah Jazz (41-29) potranno invece beneficiare di un calendario privo di difficoltà, durante il quale Donovan Mitchell e compagni affronteranno ben 10 avversarie al di sotto del .500 di vittorie in stagione. I san Antonio Spurs dovranno affrontare una difficile serie di partite a partire da mercoledì 20 marzo (a San antonio saranno di scena i Miami Heat), serie che prevede 3 trasferte a Houston, Boston e Charlotte. Le ultime 7 gare per gli Spurs saranno al contrario sfide – sulla carta – semplici.

Isaiah Thomas fuori dalle rotazioni di Coach Malone: “Ho deciso di accorciare le rotazioni in vista dei playoff”

Il ritorno in campo a pieno regime di Isaiah Thomas subisce un altro duro colpo. Come riportato da Nick Kosmider di The Athletic, l’ex All-Star troverà il suo minutaggio nettamente ridotto, rischiando quindi di rimanere escluso dalle rotazioni di coach Michael Malone per il resto della stagione.

Thomas è apparso in appena nove partite dal suo rientro in campo lo scorso mese dopo il suo intervento all’anca. Isaiah sta collezionando 8.6 punti a partita, ma sta tirando con il 37.3% dal campo, e con l’appena 27.3% da 3 punti.

Coach Malone ha riportato la notizia prima della partita di mercoledì contro i Minnesota Timberwolves.

Non è stata una conversazione semplice quella tra me e IT, ma questo è il mio lavoro. Non è mai una questione personale o riguardo Isaiah, ma si tratta di fare del meglio per la squadra. Ho preso la decisione di accorciare le rotazioni, di giocare con otto ragazzi nel primo quarto, e continuerò a farlo per il periodo restante. Sono rimaste sedici partite (di regular season n.d.r.), e sto cercando di dare ritmo e rotazioni che ci potranno permettere di avere le maggiori chance possibili di vincere ora e ai playoff

Isaiah Thomas, la situazione contrattuale del veterano

Thomas sarà nuovamente un free agent quest’estate, dopo aver firmato un contratto di un anno al minimo salariale per i veterani la scorsa estate. I Denver Nuggets sapevano che non sarebbe stato disponibile da subito a causa dell’infortunio, ma speravano in un possibile miglioramento che lo avrebbe potuto far diventare una point guard di riserva. Tuttavia, Monte Morris ha conquistato quel posto, e il futuro di Thomas è incerto ancora una volta.

Isaiah Thomas è stato vicino a firmare un contratto al massimo salariale prima di essere coinvolto nello scambio con Kyrie Irving. Da lì non è più stato capace di superare i suoi problemi all’anca, e, lontano da Boston, ha giocato soltanto 41 partite con le maglie di Cavaliers, Lakers e Nuggets.

Nikola Jokic e i cori da MVP in suo onore

“Penso che sia divertente, ad essere onesto.” Nikola Jokic non sembra essere molto preoccupato per i cori di MVP in suo onore.

 

 

Il centro di Denver ha risposto così alla domanda su cosa ne pensasse dei cori da parte dei tifosi Nuggets a suo favore. Il coro “MVP, MVP” sta diventando un’habituè nel Pepsi Center, soprattutto quando il serbo riesce a procurarsi dei liberi in suo favore.

 

Una stella brilla al Pepsi Center

 

Jokic sta disputando una stagione fenomenale, viaggiando a 20.7 punti, 10.7 rimbalzi, e 7.7 assist di media per gara. “The Joker” è un centro molto atipico, eclettico, che riesce a giocare a meraviglia anche lontano dal canestro. Negli ultimi anni è diventato un beniamino per i tifosi di Denver, che hanno fatto di lui un idolo.

Denver sta giocando una stagione sorprendente, con il secondo miglior record a Ovest, dietro solo ai fenomeni della baia di Golden State. Jokic è uno dei protagonisti principali di questa gran corsa verso i playoff, ed è in lizza per il premio di MVP con gente del calibro di Antetokounmpo, Harden e George.

 

Jokic è stato protagonista anche nella settimana dell’All-Star game, quando dopo lo skill-challenge contest, alla domanda su cosa fosse stato più difficile fare, ha risposto ironicamente “La cosa più difficile è stato senza dubbio correre”.

 

La sua simpatia e i suoi modi buffi hanno fatto breccia nel cuore di molti appassionati NBA, tifosi di Denver e no.

 

Nuggets, Isaiah Thomas vede il ritorno in campo, coach Malone: “IT voce importante in spogliatoio”

Isaiah Thomas è finalmente pronto a ritornare in campo. A quasi un anno dall’operazione all’anca destra subita a fine stagione (annata iniziata ai Cleveland Cavs e terminata ai Los Angeles Lakers), l’ex star dei Boston Celtics potrebbe fare il proprio debutto stagionale in maglia Nuggets mercoledì, contro i Sacramento Kings al Pepsi Center di Denver.

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, la decisione ultima spetterà al giocatore. Thomas è stato reintegrato a tutti gli effetti nelle ultime settimane, durante le quali il giocatore ha svolto sessioni di allenamento complete in G-League prima e successivamente con la squadra.

Thomas, il cui infortunio risale alla finale di Conference dei playoffs 2017 tra Boston Celtics e Cleveland Cavaliers, aveva firmato in estate un contratto annuale al “veteran minimum” da 2.4 milioni di dollari con i Denver Nuggets di Mike Malone, già head coach di “IT” ai tempi dei Sacramento Kings (2011-2014).

Ai Nuggets, Isaiah Thomas si troverà a combattere per ottenere minuti dalla panchina, in un reparto guardie tanto numeroso quanto talentuoso. Alle spalle dei titolari Jamal Murray e Gary Harris (oggi infortunato), la guardia al secondo anno Monte Morris ed il prodotto al terzo anno da Florida State Malik Beasley hanno garantito a coach Malone qualità, punti e difesa in uscita dalla panchina.

In 32 partite disputate tra Cavs e Lakers durante la stagione 2017\18, Isaiah Thomas ha viaggiato a 15 punti e 4.7 assist a partita, in circa 27 minuti d’impiego e con il 37% al tiro.

Isaiah Thomas, coach Malone: “Una voce importante in spogliatoio”

Coach Mike Malone, da tempo estimatore di Thomas, ha parlato delle qualità di leadership e dell’importante presenza in spogliatoio per i suoi Nuggets dell’ex giocatore di Sacramento Kings e Phoenix Suns:

Anche se non ha ancora giocato, Thomas ha già avuto un profondo impatto sui nostri giovani. Isaiah è sempre presente, la sua voce si fa sentire in spogliatoio, negli huddle durante le partite ed in allenamento. Il nostro è un gruppo di ragazzi tranquilli, e chi conosce Isaiah sa che lui non è di certo un tipo tranquillo, per cui la sua presenza è una buona cosa. Thomas ha leadership e carisma, la sua voce è importante per noi

Così il compagno di squadra Monte Morris:

La sua capacità di guidare un gruppo ci ha aiutati. Probabilmente oggi non saremo così in alto in classifica se Thomas non fosse stato con noi, senza i suoi consigli e la sua esperienza. Io lo vedo come un esempio, non solo perché sia un mio pariruolo, ma anche per via di tutto ciò che ha passato e della sua grande esperienza

Nuggets, Nikola Jokic lancia Beasley e manda coach Malone all’All-Star Game di Charlotte: “Grande onore”

La 25esima tripla doppia in carriera di Nikola Jokic consegna ai Denver Nuggets la 37esima vittoria stagionale (sesta doppia V consecutiva) ed a coach Mike Malone la nomina di allenatore di “Team LeBron”, che sfiderà la squadra selezionata dal secondo capitano Giannis Antetokounmpo a Charlotte, domenica 17 febbraio.

 

Al Pepsi Center di Denver, Nuggets-Twolves termina 107-106. Vittoria in volata per Nikola Jokic e compagni, ancora privi di Jamal Murray (caviglia) e Gary Harris (problema muscolare) ma che continuano a cavalcare il momento magico di Malik Beasley (22 punti in 28 minuti di gioco) e Monte Morris, che avvicina la tripla doppia con 17 punti, 10 assist e 7 rimbalzi in 40 minuti d’impiego.

 

 

Minnesota Timberwolves sempre sulle spalle di Karl-Anthony Towns. “KAT” chiude la sua gara con 31 punti, 12 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi ed una stoppata in 37 minuti di gioco. Derrick Rose torna in campo dopo tre partite d’assenza, ma la sua partota è limitata a soli 20 minuti e 8 punti a referto, con 5 assist. Per coach Ryan Saunders ancora out Jeff Teague, Robert Covington e Tyus Jones.

 

Nel weekend del Super Bowl che vedrà sfidarsi ad Atlanta New England Patriots e Los Angeles Rams, Nikola Jokic risolve la parità tra le due squadre con un “tipico” TD pass lanciato direttamente dalla rimessa di fondo campo, ad 1:04 dal termine della gara.

 

 

Sul punteggio di 105-104 in favore di Minnesota, e dopo una palla persa Twolves, Jokic raccoglie velocemente il pallone per la rimessa da fondo ed a una mano lascia andare un lungo passaggio per Malik Beasley, partito in contropiede ad anticipare la distratta difesa dei Timberwolves. Beasley deposita facilmente nella retina il pallone del definitivo vantaggio Nuggets.

 

Quel pallone è rimasto in aria per 4 o 5 secondi, come in un punt di Ray Guy (leggendario punter degli Oakland Raiders nella NFL tra 1973 e 1986, ndr). Abbiamo trovato il modo di vincere anche questa. L’All-Star Game? Ogni volta che si ha la possibilità di rappresentare i propri tifosi, la propria città e la propria squadra, ciò è sempre un grande onore. Poter andare a Charlotte con Nikola (Jokic, ndr) sarà fantastico, Gli ho detto che se allenerò l’altra squadra, dirò ai miei giocatori di raddoppiarlo tutte le volte, il suo primo All-Star Game sarà una partita dura… la nomina è un premio soprattutto al nostro grandissimo staff

 

– Coach Mike Malone dopo Nuggets-Twolves –

Nuggets, l’urlo di Malik Beasley stende i Rockets: “Sono un giocatore vero, l’ho dimostrato”

Malik Beasley, il protagonista che non ti aspetti.

 

Buona parte del segreto dei Denver Nuggets, la parte che non parla serbo perlomeno, risiede nella grandissima affidabilità che i giocatori “di rincalzo” di coach Mike Malone hanno saputo garantire ad una squadra tormentata dagli infortuni, soprattutto ad inizio stagione.

 

Nelle serata di venerdì al Pepsi Center di Denver contro gli Houston Rockets di James Harden, ai 31 punti con soli 3 errori al tiro (12 su 15) di Nikola Jokic si sono aggiunti i 75 punti del terzetto Malik Beasley, Torrey Craig e Monte Morris.

 

 

136-122 il risultato finale tra Nuggets-Rockets. Un secondo quarto da 48-28 di Denver lancia Jokic e compagni verso la 36esima vittoria stagionale, la 23esima casalinga a fronte di sole 4 sconfitte. il secondo anno da Iowa State Monte Morris non fa rimpiangere l’infortunato Jamal Murray e chiude con 18 punti, 8 assist e 6 rimbalzi in 37 minuti.

 

Lo specialista difensivo Torrey Craig mette a referto 22 punti in uscita dalla panchina, con 8 su 12 al tiro, e Malik Beasley è semplicemente perfetto con un career high da 35 punti (12 su 17) e 5 triple mandate a bersaglio:

 

Credo che questa partita sia una dichiarazione d’intenti definitiva da parte nostra, abbiamo fatto vedere al mondo chi siamo, io ho fatto vedere a tutti chi sono. Non sono solo uno dei tanti giocatori della squadra, o uno che esce soltanto dalla panchina, e non sono solo il compagno di tanti grandi giocatori. Io sono un giocatore di pallacanestro

 

– Mailk Beasley dopo Nuggets-Rockets –

 

 

Le ultime 10 partite di Malik Beasley? Il giocatore al terzo anno da Florida State ha chiuso le ultime 10 uscite dei Denver Nuggets a 16.9 punti di media a gara, in 28 minuti d’impiego e con il 60% al tiro. Sono 11.2 i punti di media a partita in stagione per il 22enne Beasley, chiamato a sostituire la shooting guard titolare Gary Harris, limitato in questa stagione a sole 32 partite ed al momento ai box per un problema muscolare.

 

Nuggets, tripla-doppia per Jokic e 76ers KO, coach Malone: “Nikola tornato alla grande, Murray out”

Nikola Jokic dimentica Salt Lake City e la sospensione comminatagli dalla NBA e guida i suoi Denver Nuggets alla vittoria contro i Philadelphia 76ers con una tripla doppia, la settima stagionale.

Al Pepsi Center di Denver, Colorado, Nuggets-76ers termina 126-110 per gli uomini di coach Mike Malone. Per Jokic 32 punti, 18 rimbalzi e 10 assist, con 12 su 22 al tiro ed una sola palla persa dopo la gara di sospensione:

“(Nikola Jokic, ndr) è tornato ed ha fatto esattamente quello che ci si aspetta da lui. E’ stato una parte fondamentale del nostro attacco, ha fatto tutte le giocate giuste al momento giusto. Ci ha dimostrato quanto forte sia, un All-NBA assoluto, E per fortuna gioca per noi nei Denver Nuggets

– Coach Malone su Nikola Jokic –

 

Saltato a Denver il suggestivo scontro Jokic-Embiid (turno di riposo per la star camerunense dei 76ers), ed ancora assente Jimmy Butler (guai al polso destro per l’ex Twolves, che tornerà in campo contro i Los Angeles Lakers martedì sera), tocca a Ben Simmons e J.J Redick guidare l’attacco dei Sixers.

Simmons chiude con 19 punti, 12 rimbalzi ma soli 4 assist, e 6 su 17 al tiro (persino una tripla tentata, la prima stagionale). Redick è il miglior realizzatore di serata in casa 76ers con 22 punti e 4 su 10 dalla lunga distanza.

Partita ad alto punteggio nel primo tempo. I Nuggets segnano 41 punti nel solo primo quarto (41-37) e chiudono la prima metà di gara sul +9 (77-68). Sono già 20 i punti di Jokic, con 10 rimbalzi, e 13 i punti di Will Barton al riposo.

A fine terzo quarto il divario tra le due squadre si allarga, ed a metà quarto periodo Denver scappa definitivamente (120-104 a 5:48 dal termine), guidata da Jokic e Malik Beasley (14 punti a fine gara).

Nuggets-76ers, Mike Malone: “Buona prova, un po’ preoccupato per Jamal Murray”

 

Troppa la voglia di Nikola Jokic di rifarsi dopo la squalifica (a suo dire ingiusta, ma prevista dal severo regolamento NBA) che ha costretto la star serba dei Nuggets a saltare la sfida casalinga contro i Phoenix Suns di venerdì notte.

Così Jokic nel post partita tra Nuggets-76ers:

Se mi aspettavo la tripla doppia? Non so, non scendo in campo con l’idea di fare 30 punti o prendere 20 rimbalzi, voglio solo giocare, dare il massimo e vincere. Abbiamo vinto, quindi tutto OK, mi prendo anche la mia tripla-doppia

– Nikola Jokic dopo Nuggets-76ers –

 

 

Così coach Mike Malone sulla prestazione dei suoi e sull’assenza di Jamal Murray, out per un problema ad una caviglia:

Nel secondo tempo i ragazzi sono stati bravi nel fornire uno sforzo maggiore in difesa, rispetto alla prima metà di gara. Dopo il primo tempo (i Sixers, ndr) stavano tirando con 9 su 18 da tre punti, nel secondo tempo ne hanno messe solo cinque. Una buona prova contro una buona squadra, anche senza Embiid e Butler (…) Jamal Murray? Sono un po’ preoccupato. ha convissuto con un guaio alla caviglia negli ultimi giorni, sembrava stare meglio ma si è infortunato di nuovo. Oggi pomeriggio (sabato, ndr) la caviglia era molto gonfia. Farà trattamenti e fisioterapia, vedremo come si sentirà e se potrà giocare a Memphis (martedì, ndr)”

– Mike Malone dopo Nuggets-76ers –