Nuggets-Malone: ufficiale l’estensione contrattuale

Nuggets-Malone ancora insieme. La franchigia del Colorado ha infatti annunciato di aver trovato l’accordo col coach per una estensione contrattuale di due anni.

L’accordo precedente sarebbe scaduto nella prossima estate e Denver non ha voluto rischiare puntando ancora su Michael, come riferito da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Nuggets-Malone: si continua insieme

Quella che inizierà questa notte sarà la quarta stagione sulla panchina dei Nuggets per Malone che, al momento, ha un record di 119 vinte e 127 perse (0.484%). Prima dell’avventura a Denver era stato capo allenatore ai Sacramento Kings.

Al momento non sono ancora stati resi noti i termini economici del nuovo accordo. Vi ricordiamo che i Nuggets apriranno la loro stagione nella nottata italiana, alle ore 04:30, sul campo dei Los Angeles Clippers.

Nuggets, ancora lontano il ritorno in campo di Isaiah Thomas

infortunio isaiah thomas-Isaiah Thomas-Miami

Ancora lontano il ritorno in campo di Isaiah Thomas. L’ex point guard dei Boston Celtics è ancora alle prese con le ultime fasi di riabilitazione dopo l’intervento all’anca subito a marzo.

Thomas non è sceso in campo per nessuna delle partite di pre-season disputate dai Denver Nuggets.

Lo staff medico della franchigia del Colorado ha deciso di valutare con estrema cautela le condizioni di Thomas, onde evitare un rientro in campo affrettato.

In estate, Isaiah Thomas ha firmato un contratto annuale al minimo garantito per i veterani con i Denver Nuggets. In Colorado l’ex Cleveland Cavs ha ritrovato Mike Malone, già suo allenatore ai tempi dei Sacramento Kings.

Al termine della stagione 2017\18, iniziata a Cleveland e finita a Los Angeles, sponda Lakers, “I.T.” si è sottoposto ad un intervento in artroscopia all’anca.

Un infortunio procuratosi al termine della stagione 2016\17, e che continua ancora oggi a condizionare carriera e prestazioni di un giocatore capace di terminare quarto nell’annuale classifica per l’MVP stagionale, solo due anni fa.

Il biennio 2017-2018 è stata davvero tormentato, per Thomas. Alla tragica morte della sorella Chyna in un incidente d’auto a metà aprile 2017, si sono rapidamente aggiunti l’infortunio e la trade che ha spedito Isaiah a Cleveland, in cambio di Kyrie Irving.

L’esperimento Thomas-LeBron James è durato solo lo spazio di 15 partite. A metà febbraio una nuova trade ha portato l’ex Washington Huskies a Los Angeles.

L’estate 2018 di Thomas è stata caratterizzata da un piccolo incidente diplomatico, e dai timori sulle sue condizioni fisiche, che hanno di fatto azzerato l’interesse sul mercato dei free agent nei suoi confronti.

mentre Thomas continua il percorso di recupero, il ruolo di back-up di Jamal Murray nelle rotazioni di coach Malone sarà occupato dalla guardia al secondo anno Monte Morris.

Manuale Denver Nuggets 2018-2019: il futuro è roseo, il presente?

Giovane e talentuoso roster, l’anno scorso i Denver Nuggets hanno fatto spettacolo in attacco ma i problemi difensivi sono stati molti, riusciranno quest’anno a migliorare le loro carenze e a raggiungere i playoff? Scopriamolo analizzando la stagione passata ed il mercato estivo. Ecco il Manuale Denver Nuggets 2018-2019

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 46-36
  • Piazzamento: seed #9, Western Conference
  • Offensive rating: 110
  • Defensive rating: 108.5
  • Team leaders: Nikola Jokic (18.5 PTS), Rimbalzi: Nikola Jokic (10.7 REB), Nikola Jokic  (6.1 AST)

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Trade:

  • Scambiano con i Magic la 43° scelta 2018 più una scelta al secondo giro del 2019 per la 41° del 2018.
  • Cedono ai Sixers Wilson Chandler, e due scelte future al secondo giro per soldi.
  • Inoltre lasciano Denver Kenneth Faried, Darrell Arthur, e una scelta al primo giro dell’anno prossimo e una al secondo giro del 2020 per Isaiah Whitehead.

Partenze:

  • Isaiah Whitehead (appena arrivato dai Nets viene rilasciato, ora nuovo giocatore del Lokomotiv Kuban)
  • Devin Harris (mancato rinnovo, ora a Dallas)

Arrivi:

  • Isaiah Thomas (dai Lakers)
  • Emanuel Terry (da una squadra della seconda divisione di NCAA)
  • DeVaughn Purcell (dalla lega danese)

Draft:

  • Michael Porter Jr (alla 14° da university of Missouri)
  • Jarred Vanderbilt (alla 41° da Kentucky)
  • Thomas Welsh (alla 58° da UCLA)

Rinnovi:

  • Da segnalare come importanti mosse di mercato anche i rinnovi di Will Barton e soprattutto di Nikola Jokic, entrambi di 4 anni.

Mercato poco volto a rinnovare il roster (giovane e talentuoso) ma più concentrato a liberarsi di stipendi, dal momento che sforano, e non di poco, il tetto salariale e  l’anno prossimo rischiano di dover pagare la luxury tax, giustificabile solo se vuoi fare all in in quella annata per provare a portare a casa l’anello (alquanto impensabile per i Nuggets al momento).

Nonostante ciò sono da segnalare principalmente il rookie di cui tanto si parla Porter Jr, e Thomas: il primo si è operato in estate alla schiena e sarà fuori a tempo indeterminato;il secondo è approdato nella terza squadra in cui gioca nel post-Celtics e deve far vedere a tutti che è ancora quel giocatore che due anni fa arrivò quinto nella corsa per il premio di MVP.

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: L’ANALISI

La squadra gira ovviamente intorno al 24enne Jokic, centro serbo che dietro alla sua stazza nasconde doti di playmaking più uniche che rare per un giocatore del suo ruolo. Inoltre è stato capace, nell’ultima stagione, di ampliare il suo repertorio offensivo rendendo il tiro da tre sempre più affidabile. È indubbiamente il miglior assist man tra i lunghi della lega.

La visione di gioco di Jokic è fondamentale per la manovra offensiva dei Nuggets.

Denver gira intorno a lui, ma i Nuggets hanno molto altro giovane talento.
Hanno tre piccoli che sono stati capaci di andare tutti e tre sopra i 15 di media durante la scorsa stagione.
Il primo è Gary Harris, guardia 24enne, solido tiratore da tre (40%) e anche buon difensore, il secondo è Will Barton, reduce anche lui da un grande miglioramento ed infine il terzo è Jamal Murray, che era tra i principali candidati per il MIP, è un ragazzo molto promettente di soli 21 anni.
È evidente come il futuro di questi Nuggets sia in buone mani, ma al momento questi giovani hanno bisogno di un punto di riferimento, di un giocatore con esperienza e questo ruolo è ricoperto dall’ex Hawks Paul Millsap, il quale ha appena concluso la decima stagione consecutiva in doppia cifra.
Intorno a questi vi sono Trey Lyles, buona ala grande che si appresta ad iniziare la sua quarta stagione NBA e Mason Plumlee, giocatore ormai al sesto anno che non è mai riuscito ad esprimersi al massimo del suo potenziale.
Come dimenticarsi poi di Isaiah Thomas, reduce da una stagione non brillante, che se torna quello di Boston è un giocatore capace di mettere 25 o più punti a partita, è un po’ la scommessa di questa annata per i Nuggets.
Inoltre stiamo tutti attendendo di vedere all’opera nella lega Michael Porter Jr, che sembra possa essere la sorpresa del Draft.
La fase offensiva sicuramente non è un problema per i ragazzi di coach Mike Malone, che hanno un gioco veloce che dà molta importanza al tiro da tre punti (nell’ultima stagione i Nuggets hanno segnato più triple di GSW) e hanno viaggiato a ben 110 punti di media.
Ma non si possono fare gli stessi complimenti per l‘attitudine difensiva, dato che Denver ha concesso percentuale al tiro più alta dell’intera lega.
Con la partenza del titolare Wilson Chandler potremmo vedere  un quintetto formato sicuramente dalla coppia di lunghi Jokic-Millsap e poi all’inizio potremmo assistere alla convivenza in campo dei tre piccoli Murray, Harris e Barton, avranno comunque minuti importanti Thomas, che potrebbe essere un ottimo sesto uomo, il Rookie prima citato, che qualora riuscisse ad ambientarsi subito potrebbe anche diventare titolare essendo in una squadra priva di un’ala piccola di ruolo abbastanza forte da partire in quintetto. A far rifiatare le due torri ci penseranno principalmente Plumlee e Hernangomez.

CONCLUSIONE

Nella Western Conference odierna è tutt’altro che semplice classificarsi fra le migliori 8, l’anno scorso Denver non ce l’ha fatta per una vittoria, e quest’anno non sarà certo più semplice: anzi, con l’avvento di LeBron a Los Angeles sembra che un altro di quei posti per i playoff sia ipotecato.
Però Denver è una squadra molto giovane e di conseguenza probabilmente già rispetto all’anno scorso ammireremo grandi miglioramenti e quindi un’ottava posizione potrebbe essere raggiungibile.

Nuggets, Mark Price nuovo assistente allenatore

I Denver Nuggets hanno assunto Mark Price in qualità di assistente allenatore, come riportato da Adrian Wojnarowski via Twitter nella giornata di lunedì.

Price, 12 stagioni da giocatore NBA tra Cleveland, Golden State ed Orlando Magic, e successivamente assistente allenatore e consulente per Atlanta Hawks, Boston Celtics e Charlotte Hornets, sarà assistente “speciale” per il tiro nello staff di coach Mike Malone.

Mark Price è uno dei migliori tiratori nella storia della NBA, capace di medie carriera del 90.4% ai tiri liberi e del 40.2% al tiro da tre punti in 722 partire disputate, tra il 1986 ed 1998.

Nella carriera NBA di Mark Price, anche 4 convocazioni all’All-Star Game e quattro nomine in uno dei primi tre quintetti NBA (primo quintetto nel 1993). Riconoscimenti ottenuti vestendo la maglia dei Cleveland Cavs.

Gary Harris, Nikola Jokic e Jamal Murray. Credit: Isaiah J. Downing-USA TODAY Sports

I Denver Nuggets hanno chiuso la passata stagione al nono posto nella Western Conference, mancando l’accesso ai playoffs.

In estate la franchigia del Colorado è stata una delle più attive sul mercato dei free agent. I Nuggets hanno rifirmato con contratti pluriennali il centro serbo Nikola Jokic e la guardia Will Barton, ed hanno raggiunto un accordo annuale con l’ex Celtics Isaiah Thomas.

Dal draft è invece arrivato Michael Porter Jr, selezionato con la scelta numero 14. Il prodotto di Missouri è tuttora però alle prese con un infortunio alla schiena risalente al novembre del 2017.

Kenneth Faried ai Brooklyn Nets e Isaiah Whitehead ai Nuggets

Nuggets-Faried

Questa trade è fondamentale per i Denver Nuggets in quanto, liberandosi dei contratti di Faried e di Arthur che in totale ricevevano 43 milioni di dollari, scendo sotto il massimo del salary cap ed evitare di pagare la luxury cap (raggiunta dopo il super rinnovo di Nikola Jokic). Bobby Marks di ESPN ha fatto notare come la franchigia di Denver abbia, dopo questa operazione, 8.7 milioni di salary cap libero per poter firmare qualche free agent.

Faried era uno dei giocatori piú rappresentativi dei Nuggets visto che indossava questa canotta dal 2011, quando fu scelto al draft di quella estate con la 22 scelta assoluta. Kenneth Faried, dopo esser stato uno dei pilastri della squadra, nelle ultime 2/3 stagione è finito un po ai margini delle squadra come si vede nell’ultima stagione dove ha perso il posto di titolare nel roster e nella quala collezionato solo 32 partite realizzando una media di 5.9 punti e 4.8 rimbalzi in 14.4 minuti. Lo stesso discorso vale per Arthur, che ormai era fuori dalle rotazioni

I Nets, a differenza dei Nuggets, hanno molto spazio salariale e con questa mossa hanno recuperato 2 scelta al prossimo draft, utilissime per il loro processo di ricostruzione.

Thomas-Nuggets: è ufficiale. Contratto annuale per Isaiah

free agency Isaiah Thomas

Sembravano solo voci di mercato, ma adesso Thomas-Nuggets è ufficiale. Lex playmaker dei Los Angeles Lakers ha trovato l’accordo con Denver.

La notizia è stata riportata da Adrian Wojnarowski di ESPN:

Thomas-Nuggets: i dettagli

I Denver Nuggets hanno dunque preso Isaiah Thomas che ha firmato un contratto della durata di un anno a 2 milioni di dollari, sfruttando il fatto che il piccolo play è ormai da anni in NBA e può sottoscrivere accordi come “veterano”.

L’operazione può servire ad entrambe le parti; la squadra di Michael Malone potrà contare su un giocatore che soltanto due stagioni aveva guidato i Boston Celtics a quota 53 vittorie, finendo al 3° posto come punti segnati e 5° nella corsa all’MVP. Thomas partirà dalla panchina, visto che il play titolare sarà ancora Jamal Murray, e dunque dovrà essere incisivo quando verrà chiamato in causa. I pro per il giocatore sono proprio da questo punto di vista, se riuscisse a tornare il giocatore che era, o comunque a tornare vicino a quegli standard, nella prossima free agency potrebbe trovare una soluzione economica gratificante.

Thomas dopo l’addio a Boston non ha mantenuto le attese ai Cleveland Cavaliers, complici anche gli infortuni, dove ha segnato 14.7 punti ma tirando con un pessimo 36.1% dal campo in 27.1 minuti di media, ma anche ai Los Angeles Lakers non è andata meglio, viste le 17 presenze e poi lo stop per un intervento chirurgico in artroscopia all’anca.

 

Jokic-Nuggets, ufficiale l’estensione di contratto: i dettagli

Jokic-Nuggets ancora insieme. E’ ufficiale infatti l’accordo di 5 anni tra il centro serbo e la franchigia di Denver che porterà nelle tasche del giocatore ben 148 milioni di dollari.

A riportare la notizia è stato la stessa franchigia direttamente sul proprio profilo Twitter.

Jokic-Nuggets: Joker resta

Denver aveva la possibilità di raccogliere la sua opzione di squadra su Jokic da 1.6 milioni di dollari per la stagione 2018/19 ma questo avrebbe reso il serbo un unrestricted free agent nella prossima estate. Viste anche le prestazioni offerte dal Joker, i Nuggets hanno rifiutato tale scelta ed hanno deciso di investire su di lui.

L’accordo tra le parti è totalmente garantito e non sono state inserite opzioni ne per il giocatore ne per la squadra.

Il centro serbo ha chiuso l’annata con una media di 18.5 punti, 10.7 rimbalzi, 6.1 assist tirando con il 49.9% dal campo e con il 39.6% da 3 punti, risultando tra i migliori nel suo ruolo. Il suo gioco aiuta Denver viste anche le sue doti di eccelso passatore e alla sua qualità di leggere il gioco.

Jokic-Nuggets è un’affare senza dubbio per Denver anche se, dal punto di vista del giocatore, potrebbe ambire a club di maggior spessore e pronti per disputare degli ottimi playoff, cosa che al momento sembra difficile in Colorado.

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Michael Porter Jr non prenderà parte alla prossima Summer League

Michael Porter Jr.-Clippers

A differenza di molte franchigie NBA, i Denver Nuggets hanno voluto crede in Porter Jr. scegliendolo al draft al primo giro con la 14esima chiamata assoluta dell’ultimo draft. L’ex Missouri fino a qualche mese fa era uno dei favoriti nella corsa alla prima scelta del draft 2018, però l’infortunio alla schiena (che lo ha costretto a finire sotto i ferri un paio di volte) lo ha fatto scivolare sempre più in dietro nella lista fino a finire all’ultima chiamata della lottery.

Il presidente della squadra di Denver, Josh Kroenke, ha dichiarato ai microfoni di Undisputed che probabilmente Michael Porter Jr non prenderà parte alla Summer League e rischia, addirittura, di saltare l’intera stagione 2018-19. Il 19enne è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla schiena lo scorso novembre e da allora ha giocato solo le ultime 3 partite disputate dalla sua squadra collegiale.

Però, nonostante sia cosciente del rischio, Kroenke è entusiasta del acquisto del giovane del Missuri.

Michael è un talento incredibile e siamo rimasti sorpresi nel vederlo ancora disponibile alla pick numero 14 ha dichiarato il proprietario dei Denver Nuggets durante un intervista rilasciata ieri. “Conosciamo i rischi associati alle sue condizioni fisiche, ma è un lavoratore incredibilmente e un giovane eccezionale e noi pensiamo che si adatterà bene al nostro gruppo di giovani talentuosi ed emergenti“.

Anche se probabilmente Michael Porter Jr non prenderà parte alla prossima stagione a Denver tutti sono entusiasti del suo arrivo. Del ragazzo abbiamo poche statistiche e di poco peso visto le sole due presenze al torneo SEC e e una la torneo NCAA, nelle quali ha realizzato una media di 14 punti a partita tirando con il 31% da oltre l’arco.

Nuggets: Arthur esercita la sua player option da 7.4 milioni

Un pò a sorpresa, in casa Nuggets, è arrivata la notizia che Darrell Arthur ha esercitato la sua player option per la prossima stagione.

L’ala americana, che ha giocato solo 19 partite quest’anno, chiudendo con una media di 2.8 punti e 0.8 rimbalzi in poco più di 7 minuti di utilizzo, ha deciso dunque di rimanere a Denver anche per la prossima stagione.

Nuggets: le cifre della player option di Arthur

Non difficile capire perché Arthur abbia deciso di rimanere ai Nuggets esercitando la player option per la stagione 2018-19. Il contratto triennale firmato nel 2016, infatti, era da 23 milioni di dollari frutto di una postseason che aveva visto un improvviso picco salariale verso l’alto, senza dimenticare che i nuovi contratti televisivi aumentarono tantissimo il reddito legato al basket permettendo allo stesso Arthur, e ad altri giocatori di rotazione, di beneficiare in gran maniera di tutto questo.

Dunque seppur il suo utilizzo marginale, Darrell percepirà 7.4 milioni di dollari nel prossimo anno, come riferito da Shams Charania di Yahoo Sports.

Nuggets-Faried: addio in arrivo?

Nuggets-Faried

Nuggets-Faried se ne parlava da un po’ e il giornale numero uno di Denver ne ha speculato assai. Un gustoso boccone sembra essere arrivato dal più noto Insider Nba. Infatti secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Nuggets stanno cercando di imbastire una trade con Kenneth Faried protagonista. Dopo 7 anni l’avventura ai Nuggets dovrebbe essere giunta al capolinea.

The Manimal: Nuggets-Faried ai saluti?

Durante il mock draft di ESPN, Woj ha svolto, con l’analista Mike Schmitz, alcune analisi interne. Quando sono arrivati alla quattordicesima scelta dei Nuggets, Woj ha ipotizzato che Denver potrebbe non tenere questa scelta, ma usarla per liberare spazio salariale. Faried è stato il primo nome in lista che, secondo quanto elaborato da Woj,  i Nuggets hanno cercato di liberarsi di lui da all’incirca un anno e 18 mesi.
Poi Schmitz e Woj hanno ipotizzato Kevin Knox dal Kentucky come quattordicesima scelta dei Nuggets, che potrebbero non prenderlo in considerazione. Infatti insieme al pesante stipendio di Faried, ci sono anche i contratti di Wilson Chandler e Darrell Arthur che si combinano per la somma di quasi 34 milioni di dollari. Se Denver riuscirà a liberarsi di qualche contratto e scendere al di sotto della luxury tax, avrebbe molto senso lasciare la scelta numero 14 e prenderne una peggiore.
Un esempio potrebbe essere quello di scambiare la quattordicesima scelta, Faried e Malik Beasley con gli Atlanta Hawks per la diciannovesima scelta. Gli Hawks potrebbero essere interessati a passare pure al secondo turno dopo essersi impossessati della terza scelta assoluta al draft 2018. In questo caso, per Atlanta potrebbe anche non valere la pena avere $ 13,8 milioni di salario in più per ottenere la possibilità di scegliere cinque chiamate prima. È impossibile sapere che intenzioni ha una squadra come Atlanta, ma queste sono sicuramente alcune discussioni che i Nuggets stanno facendo in questo momento.

Denver è in una posizione difficile dal punto di vista finanziario con l’imminente max contratto di Nikola Jokic. Inoltre è attiva un’importante trattativa contrattuale con Will Barton. Perciò non ci dovremo stupire se i Nuggets faranno ciò che Woj ha previsto. Nuggets-Faried c’eravamo tanto amati…

Nuggets-Timberwolves: ci si gioca tutto nell’ultima gara della stagione

Nuggets-Timberwolves

Nuggets-Timberwolves era senza dubbio la partita più calda della notte, visto che tra le due squadre, in lotta per un posto nei play-off, c’era appena una vittoria di distanza. A spuntarla sono stati gli uomini di coach Malone che hanno di fatto raggiunto Minnesota all’8° posto della Western Conference, quando mancano tre partite al termine della regular season.

A quota 44 vinte ci sono anche i New Orleans Pelicans che però hanno giocato una partita in meno. La corsa play-off sarà tra queste tre squadre che si giocheranno il settimo e l’ottavo posto ad Ovest. Importantissimo, in tale senso, lo scontro Nuggets-Timberwolves della notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 aprile che sarà l’ultima gara della stagione per entrambe le franchigie.

Nuggets-Timberwolves: Jokic e Murray decisivi

Nuggets-Timberwolves è stata decisa da un canestro, quello del 100 a 96 finale, a pochi secondi dalla fine di Nikola Jokic, che ha sfiorato la tripla-doppia chiudendo con 16 punti, 14 rimbalzi e 9 assist. Molto bene anche Jamal Murray con i suoi 22 punti segnati nei momenti difficili del match per riprendere contatto dopo una mini fuga di Minnesota nel terzo quarto.

In casa Timberwolves bene Karl-Anthony Towns che chiude con 26 punti e 13 rimbalzi, mentre a deludere è stato ancora una volta Andrew Wiggins che ha collezionato appena 9 punti.

Durante la gara si è rivisto, in panchina, Jimmy Butler ma coach Thibodeau ha preferito non rischiarlo visto che il giocatore non è ancora al meglio ed è appena rientrato da un infortunio. La sua assenza, però, si sta facendo sentire non poco visto che Minnesota ha un record di 8 vinte e 9 perse, dal suo infortunio al ginocchio del 23 febbraio contro Houston.

Ora sarà decisivo lo scontro diretto, l’ennesimo, l’ultimo: tre gare da giocare per entrambe, i Nuggets disputeranno le sfide contro Clippers, Portland e Minnesota, mentre i Wolves avranno da affrontare con un Jimmy Butler ritrovato, Lakers e Grizzlies per poi avere lo scontro diretto.

Insomma tre gare, con l’ultima decisiva per capire chi tra Minnesota, Denver andrà ai playoffs: possibile anche che entrambe centrino l’obiettivo visto che Pelicans, OKC, Spurs non sono poi così lontane. La situazione è la seguente dal quinto al nono posto:

  • 45-34 Spurs
  • 45-34 OKC Thunder
  • 44-34 Pelicans
  • 44-35 Wolves
  • 44-35 Nuggets

42-37 invece per i Clippers che se dovessero vincere contro i Nuggets questa notte potrebbero avere le ultime chance di centrare i playoffs.

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Nuggets, quattro gare da dentro o fuori: i numeri di Jokic

Denver Nuggets Paul Millsap e Nikola Jokic, le due torri dei Denver Nuggets.

Ultime due gare in di fila fondamentali per i Denver Nuggets per mantenere vivo il sogno playoffs: i New Orleans Pelicans sono a vista ora, mezza gara di differenza, i Timberwolves neanche sono lontani ed i Nuggets avranno due sfide una in casa ed una a Minneapolis per provare a raggiungerli. Situazione playoffs ad Ovest sempre più in bilico.

Denver Nuggets i numeri di Jokic e Millsap

Due grandi notti per i big man hanno portato a due vittorie vitali: contro i Pacers stanotte e contro i Bucks tre notti fa dopo un overtime. I numeri dei due lunghi Jokic e Millsap? Sono spaventosi in queste sfide da dentro o fuori praticamente:

  • Jokic- 29 PTS, 54.3 FG%, 14.5 REB, 5.5. AST, 2.5 BLK
  • Millsap- 31 PTS, 60.5 FG%, 50.0 3P%, 11 REB, 3.5 AST

Con quella di stanotte fanno tre vittorie di fila, 43 vittorie e 35 sconfitte stagionali e -0.5 dai Pelicans ottavi a 43-34.

Ieri notte prestazione da 30 punti, 7 assist, 6 rimbalzi, 4 palle rubate,, 3 triple per Jokic.

Prossime gare dei Denver Nuggets saranno praticamente quattro finali: si parte dalla prima sfida a Denver in Colorado tra le mura amiche contro i Minnesota Timberwolves. Poi si passerà ad LA contro i Clippers, anche loro in corsa per l’ottavo posto, poi di nuovo a Denver contro i Trail Blazers ed infine a Minneapolis contro i Twolves seconda gara fondamentale. Tutte sfide dunque con squadre sopra il 50% come record stagionale ampiamente, tutte squadre che sono o in lotta o in zona playoffs. Quattro gare da dentro o fuori

I Denver Nuggets riusciranno a centrare il sogno playoffs?