Detroit chiude sul 3-0 la serie stagionale con Toronto, Coach Casey: “Restano un’ottima squadra”

Dwane Casey su Griffin

Abbiamo fatto tre ottime partite Così Coach Dwane Casey ha commentato la serie stagionale che la sua nuova squadra, i Detroit Pistons, ha chiuso sul 3-0 contro la sua ex squadra: i Toronto Raptors. L’ultima gara della serie, andata in scena questa notte sul parquet di Detroit, è infatti terminata 107-110.

I Pistons sono stati in controllo fino alla metà del terzo quarto, quando i Raptors sono passati in vantaggio e hanno reso la partita di nuovo combattuta.

Andre Drummond è stato decisivo nel finale di partita, prima segnando i due tiri liberi del vantaggio sul 100-102, poi recuperando un pallone dalle mani di Kawhi Leonard per liberare il lay-up di Wayne Ellington, che è valso il 100-104.

Lo stesso Coach Casey ha evidenziato come queste giocate siano figlie dei grandi miglioramenti stagionali di Drummond nelle sue aree di debolezza, i tiri liberi e la gestione del pallone:

“A inizio stagione Andre avrebbe probabilmente fatto finire la palla servita ad Ellington direttamente tra i tifosi. Ha imparato a essere paziente con la palla e ha migliorato i suoi tiri dalla lunetta”

Il centro di Detroit ha chiuso con 15 punti e 17 rimbalzi, aiutato nella vittoria da Blake Griffin con 25 punti e da Reggie Jackson con 20. Non bastano ai Raptors i 33 di Leonard.

Coach Dwane Casey: soddisfatto ma limita entusiasmi eccessivi

Il protagonista delle dichiarazioni post-partita è stato, come prevedibile, l’ex di giornata: Coach Casey. Con il solito stile sobrio e pacato che lo contraddistingue ha lodato i suoi, ma li ha messi in guardia dal pensare di essere superiori ai rivali canadesi.

Questa vittoria e questa serie non riguardano me, ma i ragazzi. Questo gruppo ha giocato tre partite combattute contro una grande squadra, e ha realizzato le giocate per vincerle. (…) Abbiamo battuto la seconda squadra dell’Est tre volte, ma non significa nulla se non continuiamo a giocare così il resto delle partite che mancano. (…) Loro hanno molte armi, restano una squadra la cui forza non può essere ignorata

Anche Drummond ha suffragato le affermazioni del suo allenatore: Loro sono una squadra davvero, davvero forte. E li abbiamo battuti tre volte di fila. Ma non abbiamo tempo per festeggiare, siamo in lotta Playoff, ogni partita conta. Dobbiamo mettercela tutta e finire la stagione nel migliore dei modi“.

Blake Griffin esalta Markkanen: “Si è speciale il ragazzo”

Lauri-Markkanen-Blake-Griffin-tiro

I Detroit Pistons strapazzano i Chicago Bulls per 131-108 ma nel post partita Blake Griffin elogia Lauri Markkanen.Periodo di forma super quello dei Detroit Pistons che superano agevolmente i Chicago Bulls per la seconda volta in 3 giorni, piazzano la dodicesima vittoria nelle ultime 14 partite e la quinta consecutiva. Dall’altra parte i Chicago Bulls soffrono l’assenza del loro attuale miglior giocatore, Zach LaVine, alle prese con un dolore al ginocchio.

La partita si decide nel terzo periodo, nel quale Detroit piazza un parziale di 42-25, terminano avanti 103-80, e chiudono anticipatamente la gara. Pessima prova dei Bulls, si salvano solo Markkanen, 17 punti e 6 rimbalzi, e Otto Porter Jr. 17 anche per lui, ma non riescono ad evitare la quarta sconfitta nelle ultime 5 partite.

Dall’altra parte ottima prova per Detroit, solita doppia-doppia da 16 punti e 15 rimbalzi di Andre Drummond, Langston Galloway chiude con 21 punti con 6/6 da 3 punti, e l’MVP del match, Blake Griffin termina con 28 punti con 10/14 al tiro, e nel post partita lascia alcune dichiarazioni interessanti.

Blake Griffin: “Markkanen è un ragazzo speciale”

”È incredibilmente abile”. Questo ciò che Blake Griffin, ala e star dei Pistons ha detto nel post partita di stanotte tra Detroit e Chicago, nei confronti di Lauri Markkanen.

In un’ intervista con Darnell Mayberry di The Athletic. Blake Griffin ha detto che Lauri Markkanen diventerà un giocatore speciale una volta che sarà in grado di capire come funziona l’NBA e come vengono realmente giocate le partite.

“È speciale”, ha detto Griffin. “Puoi notarlo subito. Le sue abilità, combinate con la sua altezza lo rendono speciale. Una volta che otterrà la fisicità necessaria, e capirà le diverse angolazioni del gioco, sarà un problema per molto tempo“.

Griffin ha avuto la possibilità di marcare Markkanen in diverse occasioni, e il veterano non ha potuto fare a meno di ammirare ciò che il suo avversario più giovane è stato in grado di fare, soprattutto in fase offensiva.

Rasheed Wallace è il nuovo capo allenatore della Jordan High School di Durham, NC

Rasheed Wallace

L’ex star NBA Rasheed Wallace è stato assunto nella giornata di venerdì quale nuovo capo allenatore della Jordan High School di Durham, North Carolina. Per l’ex giocatore dei Pistons sarà la prima esperienza da coach su una panchina di una squadra di High School.

Rasheed Wallace-Jordan High School: “Un giorno speciale per la nostra scuola”

Rob McLamb, di Wilson Times, ha intervistato il preparatore atletico della Jordan High School, Shelba Levins, che ha parlato dell’arrivo di Wallace.

“Questo è un giorno speciale per la nostra scuola. Quando cerchiamo l’allenatore a cui affidare i nostri ragazzi, abbiamo diversi criteri da rispettare e Rasheed rientra in tutti. Questa nostra selezione così rigida viene dal fatto che noi vogliamo coach in grado di insegnare sia la tecnica, sia la leadership ai nostri studenti, doti necessarie per sfondare nel basket professionistico. E’ fondamentale per i ragazzi che il loro primo vero coach sia un punto di riferimento per la loro crescita. Nei licei non capita tutti i giorni di poter arruolare qualcuno con così tanta esperienza nella NBA. Quindi siamo onorati ed entusiasti di dare il benvenuto nella famiglia dei Falcons a Wallace”

– Rasheed Wallace-Jordan High School –

Rasheed Wallace-Jordan High School dopo la breve esperienza ai Pistons

Il 44enne nativo di Philadelphia ha giocato 16 stagioni nella NBA, dopo due anni al college in North Carolina. Il suo passato da Tar Heels è stato uno dei motivi per cui “Sheed” ha accettato questo nuovo incarico. Wallace ha indossato in carriera le canotte di Washington Bullets, Portland Trail Blazers, Atlanta Hawks, Detroit Pistons, Boston Celtics e New York Knicks (con i quali ha chiuso la carriera nel 2013).

Wallace è stato invitato per quattro volte all’All-Star Game e nel 2004 ha vinto il suo primo e unico titolo con i Pistons, squadra a cui è rimasto più legato. L’ex numero 30 della franchigia del Michigan ha raggiunto quota 1.109 partite di regular season giocate in carriera, viaggiando ad una media complessiva di 14.4 punti, 6.7 rimbalzi, 1.8 assist e 1.3 stoppate per partita.

Come detto prima, per Wallace, quella alla Jordan High School sarà la prima esperienza da head coach. Wallace ha già disputato una stagione da vice allenatore ai Pistons nel 2013-14. Alla fine di quell’annata però, l’allora nuovo coach Stan Van Gundy lo cacciò in quanto riteneva Rasheed non all’altezza del ruolo.

La ex stella NBA non avrà un compito facile nella nuova avventura, visto che la scuola di Durham viene da una brutta stagione, chiusa con un record di 7-17 (1 W – 9 L nella Triangle-6 Conference).

L’overtime sorride ai Pistons contro i Raptors, l’ex Casey “Atmosfera Playoff”

Detroit Pistons

“L’atmosfera era da Playoff” così descrive il ribollente Little Caesars Arena coach Dwane Casey, ex di turno. “I ragazzi hanno trovato un modo di vincerla”. I Pistons liquidano così 112 a 107 i Raptors, senza Kawhi, al primo overtime. Vittoria fondamentale in chiave sesto posto playoff per Detroit. La partita sembrava essersi messa male per la squadra di casa, quando una tripla di Lowry ha portato Toronto a +5 con 2 minuti da giocare nell’overtime. La difesa dei Pistons ha forzato però gli avversari a cinque possessi senza segnare, lasciando che i tre di Lowry fossero gli ultimi punti dei Raptors. La squadra di casa ha così rimontato segnando 10 punti di fila da 102-107 al finale 112-107. Fondamentali i due tiri liberi di Drummond che sono valsi il vantaggio 109-107. Il centro nei minuti in campo ha fatto registrare un plus-27, nonostante i problemi di falli: per 10 minuti ha giocato con 5 falli. Griffin dal canto suo ha chiuso con 27-7, Kennard e Reggie Jackson con 19 punti.

 

Giocate e atmosfera da playoff

 

“Abbiamo giocato duro tutto il tempo, non ci siamo tirati indietro dal loro modo di giocare fisico e i ragazzi hanno trovato il modo di vincere” ha affermato coach Casey. “Non è stato facile, sono una delle migliori difese della lega, ma abbiamo lottato alla pari. Era una partita playoff, e noi stiamo sviluppando un’identità che servirà a vincere questo tipo di partite” Poi riguardo Drummond. “E’ stato fondamentale nel finale. Nonostante i suoi problemi di falli ha avuto un plus-minus pauroso. Nel clutch i suoi rimbalzi e la sua marcatura su Gasol ci hanno avvantaggiato molto”. Blake Griffin, invece, a fine partita ha lodato tutti i compagni. “Abbiamo fatto ciò che facciamo sempre nei finali. Tutti sono stati coinvolti: Drummond sembrava in campo da 10 minuti e stava già sul 15-17, Kennard 5 su 9 da tre, Jackson, Ellington, Smith. Quando giochiamo tutti così vincere è più facile”.

Altro innesto per Detroit, in arrivo Wayne Ellington

Wayne Ellington

Detroit è stata certamente tra le squadre più attive degli ultimi giorni di mercato prima della trade deadline. Le mosse della dirigenza Pistons però non sono ancore finite.

 

Secondo quanto riportato da Wojnarowski, Detroit ha appena chiuso positivamente la trattativa per ottenere uno dei free agent più ambiti sul mercato dopo la trade deadline, Wayne Ellington.

Secondo cambio di maglia in pochi giorni per Wayne Ellington, visto che era stato ceduto dai Miami Heat ai Phoenix Suns, nello scambio che ha coinvolto anche Ryan Anderson e Tyler Johnson, per poi essere successivamente rilasciato dalla franchigia dell’Arizona per esplorare la free agency.

Il sacrificato da parte dei Pistons per far posto nel roster a Wayne Ellington, sarà Henry Ellenson.

 

Wayne Ellington a Detroit, cosa cambia?

 

Il giocatore porterà tanta esperienza e soprattutto tiro da tre alla franchigia del Michigan, occupando di fatto il posto lasciato libero da Reggie Bullock, ceduto ai Lakers; e migliorando il backcourt dopo l’aggiunta di Svi Mukhailiuk (sempre nell’affare Bullock) nei giorni scorsi.

Un innesto importante per una squadra in piena lotta playoff, soffiato a tante altre squadre interessate.

Ellington sembrava certamente destinato a lasciare Miami, a causa del ristretto minutaggio. Solo 25 presenze in questa stagione, con cifre discret, 8.4 punti a partita. I Pistons potranno quindi contare su uno dei migliori veterani in circolazione, per di più con tanta voglia di riscatto e di mettersi in evidenza.

Mercato NBA: Thon Maker vola a Detroit

Milwaukee riesce a cedere l’unico giocatore che era sui blocchi di partenza per questa deadline.

Thon Maker infatti, ha richiesto nelle scorse settimane di essere ceduto ed è stato accontentato.

Secondo Adrian Wojnaroski di ESPN i Milwaukee Bucks avrebbero trovato l’intesa con i Detroit Pistons per cedere il giovane centro sudanese-australiano.

L’affare tra Milwaukee e Detroit prevede lo scambio di Maker per Stanley Johnson, ala piccola draftata dai Pistons nel 2015

In virtù di questo scambio Thon Maker avrà la possibilità di giocare per un coach come Dwane Casey che potrebbe esaltare le sue doti.  Johnson invece avrà la possibilità di giocarsi le sue carte in una delle squadre più attrezzate nelle Eastern Conference

Pistons alla ricerca di una prima scelta, ma con un occhio su Mike Conley

Tankare o non Tankare-mike-conley

In casa Detroit Pistons si è arrivati al momento della decisione cruciale per il continuo della stagione. Infatti ci sono i tifosi vorrebbero che arrivasse un giocatore capace di portare la franchigia ai playoff (attualmente la franchigia di Downtown balla tra l’ottava e undicesima posizione). Mentre il front office dei Pistons inizia la ricerca di un prima scelta al prossimo draft.

Il Gm dei Pistons ed il proprietario starebbero ancora tenendo vive entrambe le vie. Si sta sia studiando sia la pista che porta ai giocatori più appetibili sul mercato, che testando l’interesse delle altre franchigie per i proprio giocatori. Diciamo che sicuro è che in caso di ricostruzione non sarebbe rivoluzione totale del roster. La franchigia di Detroit ha detto che vorrà tenere Blake Griffin almeno fino alla fine dei due anni che gli rimangono di contratto.

Però la squadra di coach Dwayne Casey sta seriamente cercando prime scelte al prossimo draft NBA (che sembra esser molto interessante). La speranza è quella di pescare un buon giovane da affiancare alle due stelle o presunte tali del team. Però bisognerà scegliere meglio rispetto agli ultimi 3 giri al draft, in cui i Pistons hanno selezionato piuttosto male i rookie. Infatti, Stanley Johnson, chiamato con la scelta numero 8 nel 2015, potrebbe salutare il Michigan quest’estate a fine contratto. Stessa sorta spetterà a Henry Ellenson, scelta numero 18 del 2016, attualmente affiliato alla squadra di G-League. Mentre Luke Kennard, 12esima pick del 2017, dovrebbe rimanere ancora nel roster dei Pistons (trade escluse) ma il suo deludente apporto alla franchigia potrebbe far si che la prossima sia anche la sua ultima stagione con questa canotta.

Pistons alla ricerca di una prima scelta, ma nessuna chiusura all’arrivo di un Big

Però il Gm dei Detroit Pistons, in una recente intervista rilasciata alla rivista Free Press, ha dichiarato che stanno comunque monitorando i grandi nomi in movimento. Anzi che addirittura sarebbero disposti a sacrificare una scelta per ottenerne uno. Ma per dare la una pick deve valerne la pena.

Se ci venisse chiesto di rinunciare a una grande risorsa come una scelta del primo turno per un top player, noi la prenderemmo in considerazioneha detto Stefanski. “Ma per sacrificare una prima scelta dobbiamo prendere un giocatore che faccia da ago della bilancia per noi. Se non fossimo sicuri di questo non lo faremmo, perché non possiamo assolutamente prendere una scommessa o un rischio“.

A conferma di questa dichiarazione ci sono stati gli interessi dei Pistons per la guardia dei Washington Wizards, Bradley Beal e il playmaker degli Charlotte Hornets, Kemba Walker. I Pistons avrebbero offerto la loro prima scelta del 2019 per entrambi i giocatori, ma attualmente nessuno dei due team sembra voler privare della propria stella.

Più probabile riuscire a portare a casa il play veterano dei Memphis Grizzlies, Mike Conley Jr. Il 31enne è stato messo sul mercato della franchigia dello stato del Tennesse e potrebbe esser l’uomo giusto per portare i Pistons alla postseason. Le sue abilità di gioco e la sua padronanza nel pick-and-roll aiuterebbero l’attacco della squadra di Detroit (attualmente 25esima delle lega). In più si creerebbe un terzetto di assoluto livello composto da Conley-Griffin-Drummond. Il problema vero è il contrattone che si porterebbe dietro il playmaker (altri due anni da poco meno di 40 milioni di dollari l’anno)

Non solo i Pistons su Mike Conley

Anche i Jazz sembrano sulle tracce del giocatore di Memphis, che sembrano aver rifiutato un’offerta composta da Ricky Rubio e una scelta al primo round del draft del 2019. La franchigia del Michigan sarebbe disposta ad offrire Reggie Jackson e una scelta di primo turno del prossimo draft. Lo spagnolo è sicuramente un giocatore migliore e la scelta dei Pistons potrebbe esser anche più alta (ma attualmente è più bassa) di quella della squadra di Salt Lake City. I Grizzlies vogliono di più per lasciar andare il playmaker americano, ma il team di coach Casey al massimo potrebbe aggiungere Kennard. Al momento difficilmente l’aggiunta della guardia americana farebbe la differenza. Fumata bianca complicata: si arriverà alla chiusura della trade?

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Si accende la situazione mercato Mike Conley. Ora anche la point-guard dei Grizziles sembrerebbe in partenza dal team del Tennessee.

Mercato Mike Conley: per Marc Stein i Jazz destinazione molto probabile

Dopo la trade tra Portland Trail Blazers e Cleveland Cavaliers che ha portato Rodney Hood in Oregon in cambio di Nik Stauskas, Wade Baldwin e due scelte future, l’asse di mercato più acceso riguarda quello di Mike Conley.

La stella dei Grizzlies, dopo la scelta del front-office del team del Tennessee di esplorare il mercato per il veterano prodotto di Ohio State University, sarebbe il nome più gettonato tra le point-guard a cambiare aria entro la scadenza della trade deadline.

In questo momento le squadre interessatissime al giocatore sono gli Utah Jazz e i Detroit Pistons di Blake Griffin e soci, ma la destinazione sempre più probabile resta quella della squadra guidata da coach Quin Snyder.

A confermare le indiscrezioni di mercato degli ultimi giorni ci ha pensato l’insider Marc Stein, che in questi ultimi minuti ha confermato le voci trapleate in questi ultimi intensi giorni di mercato Nba.

Ecco le parole rilasciate da Marc Stein in questi ultimi minuti per ‘Espn.com‘:

Gli Utah Jazz vogliono chiudere subito la trattativa con i Grizzlies. Il punto in questione ad oggi è la volontà di Conley nel voler lasciare il Tennessee per spostarsi in quel di Salt Lake City. In questo momento ci sono anche i Pistons sul giocatore, che sarebbero anche disposti a cedere una loro prima scelta nel prossimo draft, ma Utah resta in pole per aggiudicarsi la point-guard dei Grizzlies in caso di trade. Se c’è un leader in questa corsa a Conley è la squadra di coach Quin Snyder”.

Philadelphia 76ers, decadale per Corey Brewer, Isaiah Whitehead ai Detroit Pistons

Philadelphia 76ers, decadale per Corey Brewer. I Sixers hanno ragiunto nella giornata di martedì un accordo con la guardia ex OKC Thunder, LA Lakers e e Houston Rockets Corey Brewer, per il prodotto di Florida un contratto di 10 giorni.

Brewer, 33 anni, ha disputato la stagione 2017\18 tra Los Angeles, sponda Lakers, ed Oklahoma City Thunder, ed era diventato free agent a fine anno. Nelle scorse seetimane, Corey Brewer aveva sostenuto alcuni workout con i Philadelphia 76ers, sessioni abbastanza convincenti da convincere Elton Brand a mettere sotto contratto il due volte campione NCAA.


In 15 stagioni NBA, passate tra Minnesota, Dallas, Denver, Houston, Los Angeles ed Oklahoma City, Brewer ha tenuto una media di 8.9 punti e 3.4 rimbalzi a partita, con il 34.3% al tiro da tre punti in ben 783 gare disputate.

Corey Brewer ha fatto il proprio esordio in maglia Sixers nella notte tra martedì e mercoledì al Wells Fargo center di Philadelphia, nella facile vittoria dei padroni di casa sui Minnesota Timberwolves per 149-107. Per Brewer, 3 punti, 2 rimbalzi e 2 assist in 8 minuti d’impiego.

Detroit Pistons, two-way contract per Isaiah Whitehead

 

I Detroit Pistons di coach Dwane Casey hanno messo sotto contratto la point guard ex Brooklyn Nets Isaiah Whitehead. Il prodotto dell’università di Seton Hall aveva iniziato la stagione in Russia, con la maglia del Lokomotiv Kuban.

Lo scorso 7 gennaio, Whitehead aveva rescisso il proprio contratto con il team russo, con l’intenzione di attendere una chiamata dalla NBA. L’ex Brooklyn Nets rimmarrà ora per 45 giorni a disposizione di coach Casey, facendo la spola tra Pistons e Grand Rapids Drive in G-League.

Blake Griffin scrive 44 nel giorno del ritorno a Los Angeles: “Teso, ho gestito bene, Ballmer? Nulla da dire”

La vendetta di Blake. L’ex Los Angeles Clippers Blake Griffin ed Andre Drummond guidano i Detroit Pistons alla conquista dello Staples Center di Los Angeles, mandando KO Danilo Gallinari e i suoi LA Clippers.

44 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi per Griffin, con 13 su 23 al tiro, 5 su 13 dalla lunga distanza e ben 14 tiri liberi conquistati, e doppia-doppia da 20 punti e 21 rimbalzi per il compagno di reparto Andre Drummond.

I Pistons si sono imposti per 109-104 sui Los Angeles Clippers. Ai padroni di casa non bastano 23 punti e 6 rimbalzi di Danilo Gallinari, ed i 21 punti con 9 rimbalzi, 6 assist e 4 stoppate di Montrezl Harrell, in uscita dalla panchina.

La coppia Griffin-Drummond segna metà dei punti totali di Detroit, Reggie Bullock contribuisce con 17 punti e 5 su 10 da dietro l’arco, e gli uomini di coach Dwane Casey mettono fine ad una striscia di 4 sconfitte consecutive.

Pistons-Clippers, Blake Griffin: “Felice per l’accoglienza, partita sentita ma andiamo avanti”

 

La sfida dello Staples aveva naturalmente connotazioni particolari per Blake Griffin, per 8 stagioni stella dei Los Angeles Clippers e poi approdato in Michigan lo scorso 29 gennaio, dopo una trade che vide coinvolti Tobias Harris, Avery Bradley ed il serbo Boban Marjanovic. Il pubblico di L.A. ha riservato a Griffin un’accoglienza calorosa, i Clippers hanno reso omaggio al grande ex proiettando un video tributo durante un timeout nel primo quarto di gioco.

Non sono riuscito a verderlo tutto, gli ho dato un’occhiata. E’ stato davvero bello ricevere un’accoglienza così, l’ho apprezzato molto e ringrazio tutti i tifosi (…) c’era grande attesa per questa partita, mi è sembrato quasi di rivivere l’atmosfera della prima partita stagionale. L’esordio è sempre la gara più attesa dell’anno, c’è grande attenzione e curiosità, poi però anche questa finisce, e ce ne sono altre 81 da giocare. Oggi la sensazione è più o meno la stessa, la partita è arrivata ed andata, ora ne abbiamo altre 40 da giocare, andiamo avanti (…) penso di aver gestito piuttosto bene le mie emozioni. Di partite sentite ne ho giocate tante, in carriera, la partita di oggi è passata più facilmente di quanto potessi pensare. Ero teso, ma non agitato

– Blake Griffin sul ritorno a Los Angeles –

 

 

Blake Griffin ha segnato 26 dei suoi 44 punti nel solo primo tempo. I Pistons chiudono i primi 24 minuti sul 65-54, e conducono di 10 lunghezze all’inizio del quarto periodo (90-80). I Clippers si issano sul -3 (102-99) a 3:41 dal termine della gara, guidati da Louis Williams (22 punti a fine partita per l’ex Sixers) e Danilo Gallinari, ma ancora Griffin e due tiri liberi del rookie Bruce Brown ricacciano indietro dei Clippers imprecisi nel finale.

L’addio di Griffin nel gennaio 2018 fu di particolare interesse per via della tempistica.

Al via della stagione 2017\18, i Los Angeles Clippers concordarono con il 5 volte All-Star un’estensione contrattuale da 173 milioni di dollari in cinque anni, facendo di Blake Griffin il volto ed il giocatore franchigia dei nuovi Clips, chiamati a girare pagina dopo l’era di “Lob City” e delle 6 apparizioni consecutive ai playoffs.

Griffin rivelò nei giorni successivi la trade di aver appreso della sua avvenuta cessione via Twitter, ancor prima di aver ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dei Clippers: “Fu abbastanza duro apprendere una notizia del genere in quel modo“, aveva commentato all’epoca l’ex rookie dell’anno.

Durante il riscaldamento pre-partita Griffin ha – intenzionalmente o meno – ignorato il proprietario dei Los Angeles Clippers Steve Ballmer, che si era avvicinato all’ex Oklahoma Sooners per un saluto.

Nel post partita, Blake ha spiegato:

Stavo completando la mia routine pre partita, ho giocato qui (a Los Angeles, ndr) per tanti anni, sapete in cosa consiste il mio riscaldamento. Stavo correndo verso gli spogliatoi e non mi sono fermato, non lo faccio mai e non lo farei per nessuno. Tutto qui, niente di studiato o pianificato, si tratta semplicemente della mia routine pre partita, lo faccio da quando gioco a pallacanestro. Se stringerei la mano a Ballmer? Con i se e con i ma…

– Blake Griffin su Steve Ballmer –

 

I Detroit Pistons vogliono Markelle Fultz: le ultime

Il recente problema fisico di Markelle Fultz, venuto alla ribalta nei giorni scorsi, non sembra aver frenato i Detroit Pistons che, stando alle ultime indiscrezioni, vorrebbero acquistarlo dai Sixers tramite una trade. La guardia classe ’98, si è scoperto, soffre di una sindrome dello stretto toracico superiore che gli impedisce di sollevare correttamente le braccia.

Purtroppo per lui non esiste un rimedio chirurgico e per questo il ragazzo dovrà sottoporsi a fisioterapia per venire poi rivalutato tra 3-6 settimane. La TOS (“Thoracic Outlet Syndrome”) condiziona il regolare funzionamento dei nervi oltre alle arterie/vene tra il collo e la spalla, comprimendoli e limitando enormemente il movimento verso l’alto delle braccia e, di conseguenza, la meccanica di tiro.

Trade Markelle Fultz: i Pistons restano alla finestra

Come riportato da Vince Ellis del Detroit Free Press l’eventuale acquisto di Markelle Fultz da parte dei Pistons sarebbe da leggere in ottica sostituzione di Reggie Jackson che diventerà free agent nel 2020 ma che potrebbe anche essere tradato nella prossima stagione.

Tornando ai problemi della guardia dei Sixers, Adrian Wojnarowski di ESPN ha riferito di come alcuni pensavano si trattasse di un problema mentale e non fisico (quello della meccanica di tiro, ndr). Ora invece, con la diagnosi definitiva, abbiamo realmente capito di quale fosse la difficoltà di Fultz e che dietro c’è un evidente problema fisico, non di poco conto.

Come riferito da Keith Pompey del Philadelphia Inquirer, i Sixers sarebbero stanchi della situazione legata al ragazzo ed avrebbero preso seriamente in considerazione la trade negli ultimi giorni ed in questo senso quella dei Pistons sarebbe una valida opzione.

Detroit si trova attualmente al settimo posto nella Eastern Conference e dunque in piena corsa playoff, disputati fra l’altro soltanto una volta dalla stagione 2008/2009. Fultz, vista anche la sua giovane età, è uno dei migliori prospetti in circolazione e qualora riuscisse a trovare una soluzione al suo problema fisico potrebbe dare un apporto interessante alla franchigia di coach Casey.