Paul George sul ritiro della sua canotta: “Non ho fatto abbastanza coi Pacers per meritarmelo”

Fino al 2017, Paul George è stato il leader indiscusso degli Indiana Pacers. Il talento nativo della California era stato scelta con decima pick assoluta del 2010 dai Pacers . Da allora aveva fatto strada nelle gerarchie della squadra e nel cuore dei tifosi.

Con la franchigia di Indianapolis ha vinto il premio come Most Improved Player nel 2013, è stato nominato una volta nel primo quintetto difensivo, due volte nel secondo e tre nel terzo team dell’anno, oltre a quattro inviti all’All-Star Game.

Nel luglio del 2017, dopo l’ennesima uscita ai playoffs per mano dei Cleveland Cavs di LeBron, George chiese di esser scambiato. Il front office della franchigia di Herbert Simon lo accontentò spedendolo ai Thunder in cambio di Victor Oladipo e del figlio d’arte Domantas Sabonis.

Il pensiero di Paul George sul ritiro della sua canotta

Dopo la partita di giovedì sera proprio tra OKC e Pacers, vinta dai giallo-blu per 108-106, Sam Amick di The Athletic ha chiesto a Paul George quale fosse il  suo pensiero alll’idea della franchigia di Indianapolis di ritirare la sua canotta.

Non sono sicuro che succederàha dichiarato George ad Amick “E onestamente non sono sicuro di aver fatto abbastanza per meritare di avere la maglia appesa qui. Però la decisione è nelle mani della società“.

In effetti, nonostante le sette stagioni passate nello stato dell’Indiana, George in realtà non occupa le posizioni più alte nelle classifiche All-Time della franchigia. PG 13 è al terzo posto per triple realizzate (897) e il quinto per palle rubate (740). Mentre nelle altre classifiche non figura in alcuna delle top ten.

A favore di George però c’è però l’importanza che la star dei Thunder ha avuto per la squadra fin dal primo anno NBA. Paul George ha portato i Pacers ai playoff in sei delle sue sette stagioni (solo nell’anno da rookie non ce l’ha fatta), arrivando per due anni di fila in finale di Conference (2013 e 2014).

Il segreto degli Indiana Pacers

Gli Indiana Pacers vengono spesso sottovalutati quando si parla delle prime forze della Eastern Conference, ma ad oggi si sono confermati nuovamente tra le migliori squadre dell’est; infatti oggi la squadra di Coach Nate McMillan si trova in terza posizione nella Conference di appartenenza con un record di 41 partite vinte ed appena 23 partite perse. Dopo aver perso per infortunio la propria stella (Victor Oladipo) i Pacers erano dati per spacciati, ma grazie al proprio sistema di gioco e ad un grande coinvolgimento di tutti i giocatori nelle due metà campo offensive la franchigia di Indianapolis è riuscita a ribaltare i pronostici confermandosi una squadra ostica da affrontare per ogni squadra della NBA.

 

Dopo la perdita di Oladipo è infatti letteralmente esploso Bojan Bogdanovic, che sta disputando una stagione superlativa segnando 17.5 punti di media con il 50% dal campo ed il 42% da 3 punti, con una partita clamorosa nella vittoria contro i Minnesota Timberwolves (37 punti, 7 rimbalzi e 4 assist con 13/22 dal campo di cui un 4/7 dalla lunga distanza); oltre al croato però gli Indiana Pacers possono contare sul contributo di tutti i suoi giocatori, visto che hanno in roster ben otto giocatori in doppia cifra di media, a testimonianza del gran gioco di squadra che offre la squadra di McMillan ogni volta che scende sul parquet. Il segreto del successo degli Indiana Pacers è però la fase difensiva: infatti stiamo parlando della seconda miglior difesa della lega con appena 103.8 punti concessi agli avversari (di gran lunga la miglior difesa in casa con 100.2 punti concessi); inoltre i Pacers sono la terza squadra migliore per palle rubate (8.9 a partita) e permettono agli avversari di tirare in media con appena il 47.1% dal campo (seconda in NBA). Inoltre è importante l’apporto dato alla squadra del duo Domantas Sabonis-Myles Turner: infatti i due sono due lunghi che si completano bene viste le caratteristiche diverse dei due giocatori, ma che riescono entrambi ad essere importanti allo stesso modo per la loro squadra, dando sempre un contributo più che positivo nelle partite disputate dai Pacers.

 

Domantas Sabonis, vera rivelazione nel roster degli Indiana Pacers.

Nella metà campo offensiva invece, i Pacers non sono una delle migliori squadre della lega ma riescono comunque ad essere molto efficienti: infatti la squadra di Nate McMillan tira con il 50% dal campo e con il 37.5% dall’arco. Uno dei segreti degli Indiana Pacers nella fase offensiva è sicuramente quello di giocare le proprie partite su un basso numero di possessi (appena 101.3, ventottesima squadra della lega per numero di possessi a partita), ma segnare comunque un buon numero di canestri in contropiede (14.8 punti in contropiede di media); facendo ciò, la squadra di Indianapolis non da modo agli avversari di prendere ritmo, ma allo stesso tempo riescono a prendere loro stessi ritmo e controllare l’inerzia della partita. La squadra di Coach McMillan predilige il tiro in avvicinamento al ferro piuttosto che il tiro da 3 punti (terz’ultima squadra nella NBA per tiri da 3 tentati a partita), ma quando i suoi giocatori sparano dall’arco tendono a segnare spesso; infatti come già detto in precedenza, i Pacers tirano con il 37.5% da 3 punti.

 

Ad oggi gli Indiana Pacers sono sicuramente una squadra che nessuno vorrebbe incontrare nei Playoff, dato che sono una squadra che tende a far giocar male i propri avversari; inoltre il record casalingo degli Indiana Pacers in questa Regular Season è di 24 partite vinte ed appena 9 partite perse, per cui sarà importante per le sorti della squadra del presidente Larry Bird giocare il maggior numero di partite possibili in casa durante i Playoff e mantenere quindi il terzo posto nella Eastern Conference, anche se sarà molto difficile vedendo il calendario. Infatti i Pacers giocheranno 9 delle restanti 13 partite con squadre che hanno oltre il 50% di vittorie in stagione, quindi il rischio di perdere qualche partita di troppo e farsi scavalcare dai Philadelphia 76ers è più che concreto.

Wesley Matthews è arrivato in Indiana: cosa porta nel bagaglio (tecnico)?

Wesley Matthews

Si dice che si debbafar di necessità virtù. Se in NBA c’è una squadra esperta in questo, risponde al nome di Indiana Pacers. La squadra di coach McMillan ha perso poche settimane fa la propria stella Victor Oladipo per un grave infortunio al ginocchio, e nonostante questo riesce ancora ad assestarsi nei piani alti della Eastern Conference . Urgeva comunque sostituire ‘Dipo infortunato e per questo è arrivato Wesley Matthews, un giocatore esperto e dai chiari lineamenti tecnici, non una stella, ma un role-player che ogni coach vorrebbe avere nella propria squadra.

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo
Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all’assenza della stella Oladipo

WESLEY MATTHEWS: PRIMA DI TUTTO UN GRAN DIFENSORE

Una cosa certa su Wesley Matthews è che ha fatto bene ovunque sia andato. In ogni squadra è stato apprezzato in primo luogo perché è un difensore molto al di sopra della media degli esterni in NBA. Anzi, qualche anno fa probabilmente era tra i migliori in circolazione. Nella fase di non possesso Matthews non ha certo l’atletismo di Oladipo, ma la mobilità laterale, la velocità di piedi e l’intelligenza lo rendono un difensore di spessore sia vicino sia lontano dalla palla. Da questo punto di vista può adattarsi anche a giocare con compagni di reparto (perdonate il termine calcistico) più vulnerabili nelle retrovie e può sprecarsi sui migliori attaccanti avversari.

 

Un’incredibile difesa di Wesley Matthews su Russell Westbrook

Prendiamo come campione quella che è stata la miglior stagione per la nuova guardia dei Pacers, sia individualmente sia a livello di squadra. Parliamo dell’annata 2014/2015, quando il Nostro si trovava a giocare a Portland, a fianco di giocatori come Lillard, Batum, Aldridge e McCollum. In questo quintetto gli unici veri difensori di livello erano Matthews e Batum. Risultato? Un defensive rating (punti subiti su 100 possessi) di 98.5 con Wesley sul terreno di gioco, sostanzialmente una miseria per gli standard della Lega più celebre a livello cestistico. Non importa chi abbia intorno, Wesley Matthews rimane un grandissimo difensore e in un sistema difensivo collaudato come quello dei Pacers è un’aggiunta di livello.

IL TIRO DA TRE

Si parla spesso di 3&D, ovvero di giocatori che siano abili nella metà campo difensiva e in attacco si rendano utili aprendo il campo con il loro tiro da tre punti. La definizione in realtà calza a pennello per ben pochi giocatori (maestro su tutti è Klay Thompson) e l’ex Mavericks merita di essere enumerato in questo ristrettissimo club. Coach McMillan chiederà proprio questo a Matthews nella fase offensiva: generare spazi con la propria pericolosità dall’arco, in modo da rendere più fluido e arioso un attacco che, comunque, ha perso la propria arma principale.

 

Un assaggio della precisione dall’arco di Wesley Matthews

Parliamo d’altronde di un giocatore che ha già segnato 1506 triple in carriera con oltre il 38% di realizzazione e con quasi 7 tentativi per partita nella suddetta specialità. Una sicurezza insomma, che arriva ad Indianapolis portandosi in valigia voglia di difendere e una mano molto educata dalla distanza. Può sostituire Victor Oladipo? La risposta è no, ma Wesley Matthews è giocatore che rende bene in sistemi ben congegnati e quello dell’Indiana Pacers è un sistema più che funzionale da questo punto di vista. Non chiedetegli di sostituire, chiedetegli di integrarsi e sopperire, rimarrete affascinati dalle straordinarie doti di lavoratore di Wesley Joel Matthews.

Pacers, è ufficiale la firma di Wesley Matthews

potenza dei social-Brandon Ingram and Wesley Matthews, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center

Gli Indiana Pacers firmano Wesley Matthews, i termini dell’accordo tra la squadra allenata da coach Nate McMillan ed il veterano in uscita dai New York Knicks non sono stati resi noti.

I Pacers hanno garantito a Matthews un posto da titolare e minuti importanti, fattore determinante il giocatore nella scelta dell sua prossima destinazione NBA, dopo la trade che lo ha spedito a New York e la successiva buonuscita.

Wesley Matthews partirà in quintetto per coach McMillan al posto dell’infortunato Victor Oladipo, consentendo così a Tyreke Evans di tornare ad occupare il consueto ruolo di sesto uomo.

In 46 partite disputate, Matthews ha viaggiato in stagione a 12.8 punti e 2.3 rimbalzi a gara, con un più che discreto 37.4% al tiro da tre punti. Veterano classe 1986, Wesley Matthews ha alle spalle quattro partecipazioni ai playoffs, tra Utah Jazz, Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks.

Indiana Pacers-Wesley Matthews: l’ex Mavs ad Indianapolis dopo il buyout

Wesley Matthews

Indiana Pacers-Wesley Matthews sembra essere un matrimonio annunciato, come riportato da Shams Charania sul proprio profilo Twitter.

 

Il giocatore avrebbe raggiunto un accordo con i New York Knicks per il buyout e la squadra più vicina all’ex Dallas Mavericks sembrano essere proprio gli Indiana Pacers. I Pacers ricoprirebbero così il vuoto lasciato dall’infortunio di Victor Oladipo.

 

Wesley Matthews fimerà un accordo al “veteran minimum” da 2.3 milioni di dollari con gli Indiana Pacers, una volta uscito dalla “lista degli svincolati” nella quale ogni giocatore rilasciato deve rimanere per 48 ore come da regolamento NBA, come riportato da David Aldridge di The Athletic.

Mike Conley, no a Utah: vuole la Eastern Conference. Pacers interessati

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Gli Utah Jazz non sono la destinazione preferita di Mike Conley, destinato a lasciare i Memphis Grizzlies prima della trade deadline.

Il playmaker preferisce approdare nella Eastern Conference: gli Indiana Pacers, secondo Sam Amick, sono nel mix. Anche se le richieste di Memphis sono molto alte.

Pacers, rottura del tendine del quadricipite femorale della gamba destra per Victor Oladipo

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo

Infortunio Victor Oladipo, la risonanza magnetica a cui si è sottoposto nelle mattinata di giovedì la guardia degli Indiana Pacers ha evidenziato la rottura del tendine del quadricipite femorale della gamba destra.

Ad annunciare la la notizia è la stessa squadra via sito ufficiale e canali social. Oladipo si sottoporrà ad intervento chirurgico nei prossimi giorni, e sarà naturalmente costretto a saltare il resto della stagione.

Victor Oladipo si è infortunato durante il secondo quarto della sfida casalinga dei suoi Indiana Pacers contro i Toronto Raptors. Nel tentativo di recuperare sull’ala dei Raptiors Pascal Siakam, lanciato a canestro, l’ex giocatore di Magic e Thunder si è accasciato al suolo, subito toccandosi la gamba destra dolorante. Dopo la stabilizzazione delll’arto offeso sul posto, Oladipo è stato trasportato fuori dal campo in barella, tra gli applausi del pubblico della Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis.

Infortunio Victor Oladipo, l’esempio di Tony Parker

 

Un infortunio grave, che priva gli Indiana Pacers di coach Nate McMillan del leader e miglior giocatore della squadra. I Pacers (32-15) occupano al momento la terza posizione nella Eastern Conference.

Nel maggio 2017, durante la semi-finale della Western Conference 2017 contro gli Houston Rockets, la guardia dei San Antonio Spurs Tony Parker riportò un infortunio analogo a quello subito da Oladipo. Parker fu in grado di ritornare in campo il 27 novembre dello stesso anno.

Pacers, grave infortunio per Victor Oladipo, il ginocchio destro fa crac: “Certamente un problema serio”

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo

Gli Indiana Pacers (32-15) battono a domicilio i primi della classe ad est Toronto Raptors, ma perdono per infortunio la star Victor Oladipo.

Con 4 minuti ancora da giocare sul cronometro del secondo quarto, Oladipo cerca di intercettare un passaggio per per l’ala dei Raptors Pascal Siakam, lanciato in contropiede. L’ex giocatore di Orlando Magic ed Oklahoma City Thunder inciampa probabilmente toccando la gamba di Siakam, davanti a lui, e cade pesantemente a terra.

Victor Oladipo rimane a terra nell’area dei tre secondi dei Pacers, toccandosi la gamba destra dolorante. I sanitari della squadra accorrono e coprono l’arto dello sfortunato giocatore, che viene trasportato fuori dalla Bankers Life Fieldhouse Arena di Indianapolis in barella.

E’ certamente un infortunio serio, ne sapremo di più dopo la risonanza magnetica di domani (giovedì, ndr). Ora non vogliamo avanzare ipotesi, però il quadro sembra serio. Victor è sempre stato il primo a stare vicino ed a tirare su il morale ai suoi compagni in situazioni come queste, ora tocca a noi fare lo stesso con lui

– Nate McMillan su Victor Oladipo –

 

Gli Indiana Pacers hanno nel secondo tempo trovato la forza per resistere all’assalto finale dei Toronto Raptors e chiudere il match sul 110-106. Per i padroni di casa, 23 punti e 15 rimbalzi per Thaddeus Young, e 17 punti con 8 assist per Darren Collison.

Per Toronto (36-14), ancora priva di Kawhi Leonard (terza gara consecutiva saltata dall’ex SPurs, riposo programmato), 23 punti e 11 rimbalzi di Serge Ibaka, 20 punti, 5 rimbalzi e 7 assist per Kyle Lowry e 16 punti con 9 palloni catturati per Pascal Siakam.

Non ho visto cosa è accaduto. Guardando il replay, sembra che la sua gamba abbia ceduto e lui (Oladipo, ndr) sia caduto a terra. Cadendo mi ha toccato da dietro, è stata una circostanza davvero sfortunata. Veramente un brutto infortunio

– Pascal Siakam su Victor Oladipo –

 

Oladipo verrà sottoposto a risonanza magnetica sul ginocchio della gamba destra già nelle prossime ore. “Dobbiamo trovare la forza di guardare avanti” Così il lungo Myles Turner nel post gara “Non dobbiamo lasciare che questo incidente ci condizioni. Ora c’è apprensione e preoccupazione, ma dobbiamo superare questo momento e continuare a giocare“.

Pacers, Victor Oladipo batte Charlotte e chiude con la gara delle schiacciate: “Mai più”

Myles Turner sul ritorno di Oladipo

Victor Oladipo e gli Indiana Pacers passeggiano su dei modesti Charlotte Hornets, guidati dall’ex giocatore degli Orlando Magic e dal compagno di reparto Darren Collison.

21 punti, 7 assist, 3 recuperi e zero palle perse per Oladipo, 19 punti con 9 assist per Collison, ed i Pacers (31-15) chiudono la pratica Hornets già nel primo tempo (56-41 all’intervallo). Charlotte si riaffaccia alla gara a fine terzo quarto (77-71 Indiana ad 1:48 dalla sirena) con una tripla del rookie Miles Bridges, ma Victor Oladipo e Domantas Sabonis ricacciano indientro Kemba Walker e compagni sino al +20 di metà quarta frazione (104-84).

Troppo solo Walker (23 punti, 7 assist e 4 rimbalzi in 36 minuti). Dalla panchina 11 punti in 15 minuti di un Malik Monk deludente, sul quale inizia a pesare l’ombra di Donovan Mitchell (scelto due chiamate più tardi dagli Utah Jazz al draft NBA 2017), e possibile partente in caso di Charlotte Hornets attivi sul mercato in vista della trade deadline del prossimo 7 febbraio.

Victor Oladipo: “La gara delle schiacciate? Ho chiuso”

 

Senza dare troppo nell’occhio, gli Indiana Pacers di coach Nate McMillan salgono a 11-3 nell ultime 14 gare disputate, tenendo a distanza avversarie pericolose come Philadelphia 76ers e Boston Celtics e confermandosi terza forza nell Eastern Conference. L’attuale percentuale di vittorie per i Pacers è la migliore dalla stagione 2013\14.

Oggi ci siamo assicurati che per loro la partita potesse essere più complicata rispetto a novembre, quando ci batterono. Un grandissimo lavoro di squadra. Se parteciperò ancora alla gara delle schiacciate all’All-Star Game? No, ho chiuso con la gara delle schiacciate

– Victor Oladipo –

 

Al pari del campione in carica Donovan Mitchell, Victor Oladipo, veterano degli Slam Dunk Contest e con due partecipazioni all’alltivo (2015 e 2018) non parteciperà all’evento in programma a Charlotte il prossimo 16 febbraio.

Tre dei quattro partecipanti allo Slam Dunk Contest 2019 sono intanto stati “ufficiosamente” resi noti: oltre al padrone di casa Miles Bridges, saranno della partita il secondo anno John Collins degli Atlanta Hawks e l’ala dei Miami Heat Derrick Jones Jr, alla sua seconda partecipazione.

McMillan su Oladipo: “Sta imparando a diventare un leader”

McMillan su Oladipo: la stagione sin qui disputata dai Pacers può ritenersi soddisfacente, dato il record complessivo di 29 vittorie e 15 sconfitte valido per il terzo posto nella Eastern Conference. La squadra sta proseguendo la sua lenta ascesa come contender, guidata dalla sua giovane stella Victor Oladipo.

Da quando è approdato l’anno scorso ad Indianapolis, l’ex Orlando Magic si è preso l’eredità pesante lasciata da Paul George, ponendosi come il leader della squadra. Tuttavia, dopo il clamoroso campionato disputato lo scorso anno, il 26enne non ha ancora compiuto quest’anno quel definitivo salto di qualità che molti si aspettavano, complice anche un infortunio.

Nonostante ciò, comunque, il coach dei Pacers Nate McMillan sembra soddisfatto dei progressi fatti dall’ex Thunder, come evidenziato da Indystar.com.

MCMILLAN SU OLADIPO: LE SUE DICHIARAZIONI

 

L’allenatore dei Pacers McMillan, dal 2016 alla guida della franchigia di Indianapolis

 

In particolare, l’ex allenatore dei Portland Trail Blazers è intervenuto sulla questione a margine del match perso da Indiana contro i 76ers per 120 a 96, nel programma radiofonico condotto dall’allenatore di Duke Mike Krzyzewski.

“(Oladipo, ndr) è ancora giovane e sta cercando la sua strada. Sta imparando cosa vuol dire essere un leader ed ha capito quanto sia difficile

 

Le statistiche del numero 4 dei Pacers sono in calo rispetto all’anno passato. Allo stato attuale i numeri messi in mostra dal nativo di Upper Marlboro parlano di:

  • 19,3 punti (rispetto ai 23,1 del 2017-2018)
  • 34,8 3P% (rispetto al 37% dello scorso anno)
  • 42,8 FG% (meno del 47,7% registrato l’annata precedente)
  • 72,4 FT% (quasi l’8% in meno)

A fronte di numerirealizzativi in discesa, si registra comunque un miglioramento in altre voci statistiche, come mostra l’aumento della media in assist (da 4,3 a 5,2) e rimbalzi totali (da 5,2 a 5,7). Ciò dimostra una maggiore attenzione di Oladipo nel coinvolgimento dei compagni, un aspetto molto importante per coach McMillan.

La squadra sta sviluppando uno stile di gioco diverso dallo scorso anno. Victor vuole coinvolgere maggiormente i compagni per invitarli a segnare ed avere più opportunità. Sono soddisfatto di quello che sta facendo

 

Questa stagione non sarà presumibilmente ricordata come quella della definitiva consacrazione per Victor Oladipo. Quel che è certo è che l’ex Indiana Hoosiers sta imparando a ragionare come un uomo squadra in grado di far salire il livello di tutti i suoi compagni. E questo, sia per coach McMillan che per tutta l’organizzazione dei Pacers, non può che essere positivo.

Indiana Pacers surclassati dai Celtics. Oladipo: “Abbiamo fatto schifo”.

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“Abbiamo fatto schifo” Victor Oladipo riassume perfettamente con 3 parole la prestazione degli Indiana Pacers contro i Boston Celtics di questa notte. Il problema principale è stata sicuramente la difesa, 135 punti segnati da parte dei Celtics, (a fronte dei 108 di Indiana), che già prima dell’inizio dell’ultimo quarto avevano toccato quota 100.

Non un grande periodo per la difesa dei Pacers, che, però, prima di stanotte si trovavano a quota 5 vittorie nelle ultime 6. 121 i punti segnati dai Toronto Raptors lunedì, con Kawhi Leonard assente, 115 dai Cleveland Cavaliers ieri l’altro, con gli ultimi due quarti da 36 punti ciascuno.

“Ci fanno a pezzi a causa della difesa che stiamo mettendo in campo. Ha affermato Thaddeus Young. “Penso che nelle ultime 3 o 4 partite abbiamo concesso 30 o più punti negli ultimi due quarti. Non va affatto bene“.

Nei Pacers l’unico a salvarsi è Domantas Sabonis, 20 punti 7 rimbalzi e 5 assist per lui. Sottotono Oladipo, che si ferma a 17 punti, mentre Evans ed O’Quinn cercano di aiutare dalla panchina: 15 punti, 3 rimbalzi e 5 assist per il primo, 11 punti, 5 rimbalzi e 3 assist per il secondo.

Dall’altra parte i Celtics vincono grazie ad un eccellente prestazione offensiva di squadra, lo dimostrano i 30 assist di squadra messi a referto per la quinta volta di fila. Spiccano Marcus Morris con 22 punti ed 8 rimbalzi, Brown 22 punti e 7 rimbalzi, e Tatum, 20 punti per lui, dopo aver segnato 9 dei primi 11 di squadra. Irving si ferma a 12 punti, e si permette il lusso di restare in panchina per tutto l’ultimo quarto.

Coach McMillan sugli Indiana Pacers: “Non ne avevamo più”

Victor Oladipo ha così commentato la sconfitta: “Abbiamo fatto schifo l’altra sera contro Toronto e abbiamo fatto schifo stasera. Period”. Ha poi continuato: “Ci hanno battuti sotto ogni categoria, ci hanno battuti in tutto ciò che tu possa immaginare.”

Coach McMillan ha invece detto: Non ne avevamo più. È stata la nostra quarta partita in 5 giorni e giochiamo a Boston, non posso rimproverare più di tanto i miei ragazzi.” Ha poi continuato: “Non abbiamo vinto un quarto. Sapevamo che sarebbero partiti con il turbo e lo hanno fatto. Noi non siamo stati capaci di farci valere difensivamente contro questo gruppo.”

McMillan ha poi concluso: “Sappiamo che siamo migliori di così. Certamente, ci manca l’ancora della nostra difesa, ma dobbiamo solamente continuare a lavorare.” 

La NBA in India, due gare di preseason a Mumbai, Ranadive: “Momento storico per il mio paese”

Vlade Divac

NBA India, i Sacramento Kings e gli Indiana Pacers saranno le prime due squadre NBA a giocare una partita in India.

L’annuncio ufficiale della lega, diffuso oggi, segue la dichiarazione d’intenti rilasciata a mezzo stampa dal Commissioner NBA Adam Silver in estate, a Mumbai.

NBAPassion.com aveva riportato in estate dei programmi della NBA di giocare una partita di pre-season nel sub-continente indiano. L’appuntamento per i tifosi è dunque fissato per il 4 e 5 ottobre prossimi al NCSI Dome di Mumbai.

Ambasciatore dello sbarco della lega nel suo paese natale è il proprietario dei Sacramento Kings, Vivek Ranadivé, nato proprio a Mumbai:

I Sacramento Kings sono orgogliosi di essere la prima squadra NBA a giocare una partita in India. Come indiano-americano sono personalmente onorato di aver contribuito a questo momento storico per il paese in cui sono nato e cresciuto. La pallacanestro è in una fase di crescita esponenziale in India, e siamo elettrizzati all’idea di poter contribuire ad accrescere la popolarità della NBA in tutto il globo. L’intero pianeta vede l’India e la pallacanestro mondiale quali nuove frontiere di sviluppo

– Vivek Ranadivé su NBA India –

 

Di rito le parole del grande capo NBA Adam Silver:

La nostra prima partita NBA in India contribuirà a coltivare e sfruttare le enormi potenzialità di uno sport, la pallacanestro, in un paese la cui cultura sportiva cresce di giorno in giorno, e coinvolge ogni giorno di più una delle nazioni più giovani ed in espansione al mondo. Ringraziamo gli Indiana Pacers ed i Sacramento Kings per la loro partecipazione allo storico evento

– Adam Silver –