Lou Williams, primo buzzer-beater, Rivers: “Non ha paura”

Low Williams buzzer beater

I Los Angeles Clippers stanno dimostrando una condizione invidiabile in questo ultimo periodo, e Lou Williams uno dei tasselli più importanti della squadra di Doc Rivers. Questa notte l’ex Philadelphia 76ers ha segnato il primo buzzer-beater della sua carriera, conquistando la vittoria sui Brooklyn Nets.

Lou Williams decisivo con il buzzer-beater: le sue parole

La partita tra Clippers e Nets giocata nella notte si è conclusa con una spettacolare giocata di Lou Williams. Servito da Danilo Gallinari, a 5.3 secondi dalla fine sul 116 pari, Williams lascia andare un tiro da tre punti da distanza proibitiva che fa esplodere lo Staples Center di Los Angeles.

Primo buzzer-beater in carriera per l’ex giocatore di 76ers e Rockets, che non avrebbe potuto avere riflettori migliori di quelli di Hollywood. 119-116 Clippers il risultato finale.

 

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Dopo aver superato Dell Curry ed essere diventato il giocatore ad aver segnato più punti in carriera in uscita dalla panchina nella storia NBA, Lou Williams mette a referto un’altra grande prestazione. E’ da considerarsi tra i candidati favoriti al premio per il sesto uomo dell’anno. Una serata dal tiro da tre punti non felice per Lou Williams che prima del buzzer-beater da tre aveva tirato 1 su 5 dall’arco.

Queste le sue cifre nella notte:

  • 25 punti
  • 6 rimbalzi
  • 2 assist
  • 8/16 FG

Non sono mancati i festeggiamenti, con Lou Williams a braccia aperte portato in trionfo dai compagni. Parla proprio di questo Williams nell’intervista post-partita:

Dicono che non so come festeggiare. Ho lavorato sui miei festeggiamenti, dicono che non mostro emozioni. Sesto Uomo dell’Anno? E’ il mio ruolo da anni, ci sono tagliato ormai. Direi che questa partita è una dimostrazione più che sufficiente

Le parole di Doc Rivers su Lou Williams

I Clippers avrebbero dovuto essere – sulla carta – la seconda squadra di Los Angeles quest’anno, ma si è rivelato il contrario dopo la bandiera bianca sventolata dai Lakers. I Los Angeles Clippers stanno volando in questo momento della stagione, merito anche dell’esperienza di un allenatore come Doc Rivers.

Nelle ultime 8 partite i Clippers hanno perso solo contro Portland, vincendo gare importanti come il derby con i Lakers e i match contro Boston Celtics ed Okahoma City Thunder. Sia Brooklyn che Los Angeles si stanno giocando una fetta importante di playoffs in questo frangente della stagione.

I Brooklyn Nets, dopo anni bui, si trovano oggi settimi nella Eastern Conference (36-36). Molto serrata la lotta per gli ultimi posti disponibili nella Western Conference. I Clippers si trovano all’ottavo posto, ma il margine dalle inseguitrici è confortante e il quarto posto dista solo due partite. Gli accoppiamenti al primo turno di playoffs potranno fare la differenza.

Doc Rivers, campione NBA con i Boston Celtics nel 2008, parla così del suo giocatore:

E’ stato fantastico, davvero incredibile. Non ha paura. Ha avuto poco tempo prima di sentire la sirena, forse era rimasto un secondo. Ma quando decidi di tirare te lo senti nelle dita e come rilasci la palla. Ha fatto tanto per noi quest’anno e ha preso tiri difficili

 

I Los Angeles Lakers hanno considerato l’idea di tornare al Forum di Inglewood?

biglietto All Star Game? All Star Game

Il giorno prima che i Los Angeles Clippers annunciassero i nuovi piani per la costruzione di un’arena ad Inglewood, il magnate Irving Azoff ha fatto trapelare un’idea alla proprietaria dei Lakers Jeanie Buss ed alla top advisor Linda Rambis riguardo a una possibile mossa che avrebbe potuto tagliare fuori i Clippers, e provocare un terremoto nello sport losangelino.

Il Los Angeles Times ha pubblicato uno scambio di mail tra i soggetti sopracitati, riguardante la proposta fatta da Azoff di trasferire i Lakers al Forum, alla scadenza del contratto di leasing dello Staples Center, nel 2025.

Dalle conversazioni contenute delle mail si evince un forte interesse di Jeanie Buss verso il Forum, interesse sostenuto da Azoff, consapevole del grande affare dal punto di vista economico: “Possiamo tenerlo esattamente così com’è, o costruire un bellissimo nuovo impianto per i Lakers e per i concerti” si legge in una delle tante mail scritte da Azoff “Abbiamo anni per decidere, ma ora lo progetteremo comunque per ogni evenienza“.

Nelle mail tra Azoff, Buss e Rambis non mancano poi frecciate soprattutto verso Steve Ballmer, proprietario dei Clippers, definito “Balls”, in riferimento ai suoi piani di costruzione del nuovo palazzetto dei Los Angeles Clippers

Il Forum di Inglewood è stato la casa dei Los Angeles Lakers a partire dal 1967, dopo che la franchigia aveva giocato per sette anni alla LA Memorial Sports Arena dopo il trasferimento da Minneapolis nel 1960. La squadra avrebbe poi vinto sei titoli NBA al Forum, prima di trasferirsi allo Staples Center nel 1999.

Il 2024/2025 sarà l’ultimo anno di contratto per i Lakers allo Staples Center, e la famiglia Buss ha comunicato pubblicamente che nessuna proposta verrà presa in considerazione, ne tanto meno quella di Azoff e del Forum, e che l’intenzione della squadra è quella di rimanere a downtown L.A. A giudicare dal contenuto delle mail, sembra però essere vero il contrario.

Lakers e Inglewood, i Clippers rischiano di rimanere senza una casa

Le e-mail sono tra le decine di migliaia di documenti prodotti in sede della causa legale tra la Madison Square Garden Company di James Dolan contro la città di Inglewood, presso la Corte Superiore della Contea di Los Angeles, sui progetti di costruzione della nuova arena dei Los Angeles Clippers.

Nella causa, MSG afferma che il sindaco di Inglewood James T. Butts Jr avrebbe indotto la società a porre termine al suo contratto di affitto di terreni di proprietà demaniale, atta ad area di parcheggio, al fine di favorire la costruzione della nuova arena. Il sindaco ha però negato tutte le accuse.

L’intenzione dei Clippers sarebbe quella di costruire un’arena sfruttando circa 22 dei 298 acri di terreno lungo West Century Boulevard, parte dell’area dei nuovi stadi di Rams e Chargers. Il progetto dell’arena, frutto di un contratto esclusivo di tre anni tra L.A. Clippers e città di Inglewood, è in una fase studio che ne dovrà determinare l’impatto ambientale.

Steve Ballmer ha dichiarato che uno dei motivi che lo ha spinto al progetto di una nuova arena per i Clippers è quello di dare la possibilità alla squadra di comandare il calendario delle partite casalinghe (i Clippers sono al momento la terza squadra dello Staples Center, dietro a Lakers e Los Angeles Kings, NHL), in un impianto pensato esclusivamente per la pallacanestro.

Danilo Gallinari e la sua assenza di martedì: “Nessun riposo ma un problema alla caviglia”

Los Angeles Clippers 2018/2019

Danilo Gallinari non è entrato in campo nella scorsa partita disputata dai suoi Los Angeles Clippers contro Portland, persa contro questi ultimi per 125 a 104.

Inizialmente, le voci riguardanti la sua assenza parlavano di una scelta tattica volta a far riposare l’italiano, ma lo stesso Gallinari ha voluto smentire questi rumors ai microfoni del Los Angeles Times.

Danilo Gallinari: “Pronto per la prossima”

In particolare, il 30enne ex Olimpia Milano ha sottolineato il motivo principale della sua assenza, dovuta ad un fastidio lala caviglia sinistra, prontamente superato.

Non so con chi avete parlato o cosa vi hanno detto i fisioterapisti. Martedì non ho riposato ma ho avuto un problema alla caviglia che mi portavo dietro da una settimana, ed adesso sono perfettamente guarito. La prossima partita sarò nuovamente pronto. Non ho bisogno di stare fermo per riposarmi

Le parole molto chiare dell’italiano ben delineano il grande momento vissuto dall’ala piccola di Sant’Angelo Lodigiano.

La stagione in corso risulta essere per distacco la migliore annata disputata dall’ex Denver Nuggets da quando è entrato nella NBA. Nel dettaglio, le sue statistiche esplicano in maniera limpida ciò che Gallinari sta compiendo:

  • 19,3 punti
  • 5,9 rimbalzi
  • 2,4 assist
  • 45,7 FG%
  • 43,5 3P%
  • 90,3 FT%

Aldilà dei freddi dati numerici, in ogni caso è evidente come i Clippers abbiano estremamente bisogno di Gallinari per poter approdare ai playoff. Dall’addio di Tobias Harris, infatti, l’azzurro è diventato il maggior terminale offensivo della squadra, ben coadiuvato dal veterano Lou Williams. E i risultati stanno arrivando: ottavo posto nella Western Conference, a 5 partite di distacco dai Sacramento Kings e soprattutto la supremazia cittadina a discapito dei Lakers ormai consolidata.

La partecipazione alla post season è a portata di mano, ma servirà il miglior Gallo per poter avere la certezza assoluta di vedere la banda scatenata di Doc Rivers tra aprile e maggio.

Beverley-Lonzo: Pat senza freni sul giovane e sui suoi ex Rockets

Beverley-Lonzo

Beverley-Lonzo un rapporto mai nato: sin dal suo esordio nella lega Pat lo ha preso di mira. Poco da aggiungere. Patrick Beverley non è soltanto uno dei difensori perimetrali migliori della lega, ma anche e soprattutto uno di quei giocatori old school che sul campo si fanno notare anche per ciò che concerne l’aspetto mentale. Il nativo di Chicago, infatti, è un vero e proprio esperto del trash talking e sa benissimo come tenere a bada anche gli avversari più ostici, entrando nella loro testa e difendendo in maniera asfissiante. Per conferme chiedere ai vari Russell Westbrook, Stephen Curry e Lonzo Ball, solo alcuni dei tanti.

Il segreto dell’ex point guard degli Houston Rockets, attualmente in forza ai Los Angeles Clippers, è la sua schiettezza, che lo porta a dire sempre ciò che pensa. In questo senso, in una recente intervista rilasciata a Scott Van Pelt a SportsCenter, Beverley ha risposto così alla domanda del giornalista, che gli ha chiesto quale parola gli venisse mente pensando a Lonzo Ball: “Easy”. Nulla di nuova sotto il sole, verrebbe da dire, dato che Beverley diede il suo particolare benvenuto nella lega al playmaker dei Lakers lo scorso anno, tenendolo a 3 punti con 1/6 al tiro e sin qui gli ha concesso 5 punti in 47 possessi difensivi.

Il solito Beverley senza peli sulla lingua tra Lonzo e i Rockets

Patrick Beverley
Patrick Beverley, anima dei sorprendenti Los Angeles Clippers che inseguono un posto ai playoff.

Il classe ’88 ha poi risposto: “Pissed”, ossia “arrabbiato”, quando Van Pelt gli ha posto la stessa questione, stavolta però relativamente agli Houston Rockets, sua ex squadra. L’ex Olympiakos non ha mai nascosto il suo mancato apprezzamento per la trade che lo coinvolse due estati fa, spedendolo ai Los Angeles Clippers in un pacchetto comprendente, tra gli altri, Lou Williams e Montrezl Harrell, oltre a scelte al Draft, per portare Chris Paul in Texas.

Protagonista di un’annata più che positiva con la franchigia losangelina, con medie di 7.4 punti, 5.1 rimbalzi, 3.7 assist e una palla recuperata in 69 presenze, Beverley potrebbe ritrovare i “suoi” Rockets ai playoff, con un incrocio al primo turno tra le due compagini che appare molto probabile, anche se attualmente i Clippers affronterebbero i campioni in carica dei Golden State Warriors.

 

Los Angeles Clippers: un vento favorevole sospinge i velieri

Montrezl Harrell Los Angeles Clippers

I velieri buoni sono quelli che sanno resistere alla tempesta senza subire grossi danni. I velieri più efficienti sono quelli che, passato il peggio, sanno sfruttare il vento in poppa per viaggiare rapidamente verso la loro meta. Nomen omen direbbero i latini: i Los Angeles Clippers hanno attraversato le intemperie della cessione della loro prima punta, Tobias Harris, hanno puntato sui giovani, hanno proseguito sulle loro convinzioni, hanno insignito Danilo Gallinari di un rinnovato ruolo da leader e, ora, potrebbero avere di fronte uno dei futuri prossimi più brillanti della NBA. Perché il vento favorevole lo porta la fortuna, ma i bravi naviganti la fortuna sanno anche meritarsela. Doc Rivers, Steve Ballmer e il front office dei Los Angeles Clippers sono naviganti bravissimi.

LA FORZA DELLE GERARCHIE…

Se ci si mette davanti a una partita dei Clippers la prima osservazione che viene spontanea è: questi hanno delle gerarchie chiare, dei meccanismi ben oliati, nonostante i numerosi cambiamenti in corso d’opera. Si parte da un quintetto con idee molto precise: tre giovani che, a poco prezzo, in futuro potranno essere “pezzi importanti” di una squadra vincente. Shai Gilgeous-Alexander è un playmaker molto ordinato, dotato di leve lunghe preziose in difesa; ama far giocare i compagni ed alzare il ritmo. Tira poco (8.3 tentativi dal campo), ma lo fa con efficienza notevole alla sua età (47% dal campo). La stessa efficienza che appartiene all’altro rookie, l’ex-76ers Landry Shamet, un tiratore da oltre 40% dall’arco, con un’incredibile capacità di scegliersi i tiri migliori. Infine c’è Ivica Zubac: sicuramente non sarà mai un fenomeno, ma un lungo così bravo a rollare dopo aver bloccato e dotato di un’insospettata esplosività e prontezza non può che far comodo.

Shai Gilgeous-Alexander è una delle ottime scoperte della stagione dei Los Angeles Clippers
Shai Gilgeous-Alexander è una delle ottime scoperte della stagione dei Los Angeles Clippers

E poi due veterani ad accompagnare il processo di crescita di questi giovani. Patrick Beverley sta decisamente cambiando la stagione dei Los Angeles Clippers. L’ex-Olympiacos in questa stagione è forse il miglior difensore della Lega, che ha ben poco da invidiare a un artista della materia come Kawhi Leonard. La sua capacità di togliere dai giochi l’avversario più forte crea una sicurezza molto salda nelle retroguardia di coach Rivers. E infine il leader designato, un Danilo Gallinari finalmente continuo dal punto di vista fisico. Non ferma troppo il pallone, prende un numero di tiri tutto sommato limitato (12.8) e comunque produce 19.3 punti, anche grazie alla capacità di andare tanto in lunetta (quasi 6 liberi a partita con il 90.3%), una caratteristica che sta facendo la fortuna di tutta la squadra, la migliore nel lucrare gite alla linea della carità in questa stagione (circa 28 per match).

…E DELLA PANCHINA

E poi i Los Angeles Clippers sono una squadra davvero lunga. Badate bene, non si tratta tanto di un discorso quantitativo quanto qualitativo. La panchina di Doc Rivers è la prima per punti segnati (la bellezza di circa 50 a partita) e dà l’impressione di non andare sotto contro nessuno; anzi, spesso sono le riserve stesse a dare uno strappo decisivo alla partita (vedere il parziale tra terzo e quarto periodo contro i Celtics). Una panchina che porta grande solidità difensiva in uomini come JaMychal Green e Garrett Temple, ma anche tanto talento. Lou Williams e Montrezl Harrell producono rispettivamente 20.3 e 16.2 punti e dai loro giochi a due nascono spazi e praterie anche per tutti gli altri, in questo modo alleggeriti e agevolati nei loro compiti offensivi. Siamo quindi davanti alla forza di una squadra che sa distribuire molto bene il proprio talento e a quella di un allenatore che ha avuto il coraggio di fare scelte nette e di proseguire il proprio percorso, contro ogni più malevola aspettativa. Chapeau, coach Doc Rivers.

Uno dei letali giochi a due tra Williams e Harrell

LOS ANGELES CLIPPERS: PRESTO UNA CONTENDER?

Le mosse dei Los Angeles Clippers durante la trade deadline non hanno solo una valenza tecnica, ma anche “economica”. Hanno permesso infatti di liberarsi di alcuni contratti importanti, di prendere alcuni giovani interessanti ancora con contratto da rookie e di ottenere altri contratti in scadenza. Insomma, per non annoiare i lettori con dati finanziari poco allettanti, la sostanza è che, in estate, i Clippers potranno aggiungere al cuore pulsante del roster attuale due superstar, di quelle da contratti al massimo salariale. Un nome su tutti, al momento, è quello di Kawhi Leonard, ma non sarà il solo che sentiremo nei prossimi mesi.

Piove. Il gatto è morto. La fidanzata mi ha lasciato…e io tifo Clippers

Un haiku firmato Federico Buffa che lascia intendere quanto i Velieri siano sempre vissuti nell’ombra della NBA, spesso derisi. Quest’anno, pur solidissimi, difficilmente supereranno il primo turno di playoff, ma l’anno prossimo potrebbero avere una rosa di primissima fascia. I Golden State Warriors presto si sfalderanno, il fascino dei Lakers è in calo, tante stelle saranno free agent e i Los Angeles Clippers, per quanto Clippers, stanno pur sempre in una città come Los Angeles. Forse l’anno prossimo si smetterà di deriderli; i Clippers, per allora, potrebbero essere anche i più forti.

Clippers, Lou Williams è il sesto uomo più prolifico di sempre: “Speciale, sono nella storia”

Lou Williams con la casacca dei Los Angeles Clippers

Con la fragorosa vittoria per 140-115 sui Boston Celtics, il sesto uomo dei Los Angeles Clippers Lou Williams è diventato il giocatore ad aver segnato più punti in carriera in uscita dalla panchina nella storia NBA.

Con un canestro segnato a 9 minuti dal termine della sfida, Williams ha superato l’ex giocatore di Charlotte Hornets e Toronto Raptors Dell Curry. Louis Tyrone Williams ha chiuso la sua partita con 34 punti e 5 assist a referto (14 su 20 al tiro), ai quali si sono aggiunti i 25 punti (con 9 su 12 al tiro) di Danilo Gallinari ed i 20 punti, sempre in uscita dalla panchina, di Montrezl Harrell.

Williams, Gallinari e Harrell hanno condotto i Clippers alla quinta vittoria consecutiva, striscia che li porta al sesto posto nella Western Conference grazie anche alla contemporanea sconfitta casalinga degli Utah Jazz per mano degli Oklahoma City Thunder.

Ogni volta che compare la scritta ‘All-Time’ associata al tuo nome, sai che è qualcosa di speciale, qualsiasi cosa sia” Così Lou Williams a fine gara.

Per me significa molto. Col fatto di essere stato per grandissima parte della mia carriera un sesto uomo, un uomo dalla panchina, il fatto di potermi fregiare di un primato del genere è qualcosa di speciale

– Lou Willams –

Lou Williams è diventato sin dalla prima apparizione in maglia Clippers uno dei “centri di gravità” della squadra.

La stagione 2017\18 è stata la migliore in carriera per il 33enne ex giocatore di Philadelphia 76ers, Atlanta Hawks, Toronto Raptors, Los Angeles Lakers e Houston Rockets, annata chiusa con un career high di 22.6 punti a partita e suggellata da un rinnovo contrattuale da 3 anni e circa 24 milioni di dollari complessivi, e dal premio di Sesto Uomo dell’Anno (secondo in carriera, 2015)

La speciale classifica vede ora la primo posto Williams, seguito da Curry e da un altro grande ex giocatore dei Los Angeles Clippers, Jamal Crawford. “Lou è incredibile. Le cose che fa, i tiri che mette nonostante il suo fisico, il modo in cui riesce a finire sotto canestro” Così coach Doc RiversSono tra le cose che più mi hanno sorpreso di lui da quando ho il piacere di allenarlo. Davvero notevole“.

Su un totale di 923 partite sinora disputate in carriera, sono solo 109 le gare iniziate in quintetto base per Lou Williams:

Mi ci è voluto un po’ di tempo per accettare l’idea di essere un sesto uomo. All’inizio l’ho presa come una sfida, avrei voluto far vedere a tutti che chi mi considerava una riserva si sbagliava, col tempo però il ruolo mi si è cucito addosso, è diventato il mio marchio di fabbrica. Ho abbracciato il mio ruolo, credo sia questa la cosa che ha reso possibile questo traguardo. Ho fatto qualcosa per cui varrà la pena essere ricordato, qualcosa in cui sono diventato il migliore

– Lou Williams –

Kawhi Leonard il destino futuro? No ai Lakers, due destinazioni possibili

Il destino (ergo la prossima destinazione) dell’imperscrutabile Kawhi Leonard non sarebbe a Los Angeles, soprattutto se la sponda cui guardare è quella giallo-viola.

Michael C. Wright di ESPN riferisce da fonti vicine al giocatore come la stella dei Toronto Raptors – prossimo free agent in estate – non avrebbe mai preso in considerazione l’ipotesi Los Angeles Lakers, una volta presa la decisione di lasciare il Texas ed i San Antonio Spurs. Ed allora dove potrebbe essere diretto Kawhi?

#1 Kawhi Leonard verso i Los Angeles Clippers

La volontà del giocatore non sarebbe cambiata, negli ultimi tempi. La stagione malaugurata in cui sono incappati LeBron James e compagni (le insicurezze di coach Luke Walton e la malagestione dell’affare Anthony Davis da parte dei vertici dirigenziali) avrebbero contribuito a rendere la soluzione L.A. Lakers non particolarmente “seducente” per Leonard, così come per altri possibili obiettivi del front office guidato dalla coppa Magic Johnson-Rob Pelinka.

Così Wright, ospite della show radiofonico di Brian Windhorst “Brian Windhorst & The Hoop Collective Show”: “Riferisco quanto mi è stato detto, oggi come già la scorsa estate. Non penso che l’opzione Lakers sia un’eventualità da considerare. Kawhi sceglierà i Clippers, con ogni probabilità”.

Kawhi Leonard deciderà con ogni probabilità di non esercitare la player option da circa 21 milioni di dollari prevista sull’attuale contratto, e testare la free agency. I Toronto Raptors del Presidente Masai Ujiri faranno di tutto per trattenere l’ex Spurs in Canada.

L’arrivo di Marc Gasol e di veterani pronti alla battaglia (Jeremy Lin, Jodie Meeks), e la crescita di Pascal Siakam hanno reso i Raptors dei forti candidati a raggiungere la Finale NBA.

I Los Angeles Clippers (38-29), considerati la destinazione più gradita per il losangelino Leonard, sono destinati a ritornare ai playoffs dopo un anno di assenza, hanno in Doc Rivers uno dei capi-allenatori più rispettati e stimati della lega ed in Lawrence Frank un GM di assoluto valore.

Dopo aver rinunciato a Tobias Harris (volato a Philadelphia ed oggi rivale diretto di Leonard ai Sixers), anch’egli prossimo free agent, i Clippers tenteranno in estate di arrivare ad uno, forse due tra i migliori giocatori disponibili sul prossimo mercato estivo, mentre il proprietario Steve Ballmer prosegue nel progetto di trasferimento della squadra a Inglewood, in una nuova arena di proprietà esclusiva.

#2 Kawhi Leonard verso New York

Altra pista possibile per Kawhi? Si, New York. Strano da dirsi, ma la Grande Mela, nonostante una stagione disastrosa, attirerà molti free agent in estate. Il motivo? La città stessa, la vita di NY ed il fascino di un big market unico nel suo genere. Secondo diversi insiders NBA tra cui anche Chris Haynes in ultimo, Kawhi sarebbe l’obiettivo della franchigia di New York insieme a Kevin Durant e Kyrie Irving.

Tre obiettivi, di cui due saranno realizzabili, oltre ad una presa al draft di livello assoluto (lottery permettendo). I Knicks sono disposti ad offrire a Kawhi un maxi contratto per blindarlo nella Grande Mela, e per questo motivo avrebbero scambiato Porzingis, proprio per avere anche flessibilità salariale per due max contract come quello appunto di Kawhi e quello possibile di uno tra Kyrie e KD.

Insomma New York proverà a fare le cose in grande, riuscirà ad attrarre Kawhi Leonard e tornare ai playoffs da grande?

Post Lakers-Clippers, LeBron James ci crede: “Ci giochiamo tutto fino alla fine”

Post Lakers-Clippers, LeBron James ci crede: "Ci giochiamo tutto fino alla fine"

Post Lakers-Clippers infuocato in casa giallo-viola. Dopo le tante critiche accorse nelle ultime settimane per il team di coach Walton, ora arriva la certezza di non poter più perdere da qui alla fine della stagione.

Post Lakers-Clippers, LeBron: “Dobbiamo necessariamente crescere”

L’occasione per i Los Angeles Lakers di mettere in discussione ancora una volta la lotta Playoff della Western Conference è andata in frantumi. Il team di coach Luke Walton, dopo l’ incredibile sconfitta incassata in quel di Phoenix, ha confermato il suo punto di non ritorno per la rincorsa ad un posto nella prossima post-season.

La scorsa notte allo Staples Center contro i Clippers di coach Doc Rivers è arrivata la terza sconfitta in fila per i Los Angeles Lakers, che con un record di 30 successi e 34 sconfitte all’attivo, rischia seriamente di non poter essere tra le protagoniste della post-season della Western Conference insieme al più grande investimento della storia recente del team purple and gold: Mr. LeBron James.

The Chosen One‘, però, al termine della sconfitta nel derby contro Danilo Gallinari e soci crede ancora nella possibilità di qualificazione alla post-season anche con l’ottavo posto occupato attualmente dai San Antonio Spurs di coach Gregg Popovich.

Ecco le parole rilasciate dallo stesso LeBron James al termine del match Lakers-Clippers:

In questo momento della stagione chiunque parla della post-season. È vero, è un obiettivo importantissimo e necessario per la nostra organizzazione. Per noi Lakers deve essere importante l’approccio alle gare. Dobbiamo essere preoccupati e dobbiamo preoccuparci d’ora in avanti di tutte le sfide che ci attenderanno da qui fino al termine della stagione, continuando a credere giorno dopo giorno al nostro progetto. Sono sicuro che ci giocheremo tutto fino alla fine, ma dobbiamo necessariamente crescere tutti e alla svelta se dobbiamo raggiungere i nostri obiettivi prefissati”.

 

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: “Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno”

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: "Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno"

Post Clippers-Knicks importante per la franchigia losangelina in chiave Playoff e free agency. A confermarlo l’head coach dei Knicks subito dopo il match dello Staples Center.

Post Clippers-Knicks, Fizdale: “Se sono anche loro in corsa per Durant, sicuramente faranno di tutto”

Tra free agency e lotta Playoff i Los Angeles Clippers sono una delle squadre più chiacchierate della Western Conference.

Dall’altro lato di L.A., la squadra di coach Doc Rivers sta dimostrando di essere una delle squadre più in palla insieme ai Kings per l’ottavo posto Playoff, dimostrando il loro strapotere anche nella scorsa serata Nba.

I Clippers, infatti, in attesa del derby di questa notte contro i criticatissimi Lakers, hanno asfaltato la resistenza dei New York Knicks di coach David Fizdale, attesi anche loro da un back-to-back importante contro i Kings.

Al termine del match dello Staples Center, proprio l’head coach del team della Grande Mela ha elogiato non solo il lavoro del front-office dei Clippers, bensì le grandi chance di qualficazione della squadra losangelina ai Playoff.

Ecco le parole di coach Fizdale rilasciate nel post-match fra Clippers e Knicks:

“Ovviamente tutti i front-office hanno un piano e tutte le franchigie si mettono in moto per eseguirlo nel migliore dei modi. Loro hanno costruito molto bene una squadra dove tutti hanno un proprio ruolo. I Clippers sono avvantaggiati su Durant? Come detto prima, anche per Leonard si parla di un trasferimento ad L.A. ma chi ha un piano migliore e riesce ad eseguirlo tempestivamente bene riesce a costruire per vincere”.

Clippers travolgono i Knicks, Ivica Zubac pronto a sfidare i Lakers: “Sarei potuto servire…”

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19 triple mandate a bersaglio ed un primo tempo da 82 (!) punti segnati guidano i Los Angeles Clippers alla facile vittoria sui New York Knicks allo Staples Center, nella serata di domenica.

 

Ai 21 punti in 26 minuti (con 7 tiri da tre punti a bersaglio) di Landy Shamet, ed alla consueta giornata in ufficio di Danilo Gallinari (20 punti, 7 rimbalzi e 4 assist in 23 minuti), si aggiunge la prova da 7 punti con 11 rimbalzi e 5 assist dell’ex giocatore dei cugini Los Angeles Lakers Ivica Zubac.

 

128-107 il risultato finale tra Clippers e Knicks, con i due allenatori che nel quarto periodo – a risultato acquisito – svuotano le rispettive panchine. Vittoria utile a distanziare i San Antonio Spurs nella corsa all’ottavo e settimo posto nella Western Conference per i Los Angeles Clippers (36-29).

 

Ivica Zubac sui Lakers: “Fossi ancora con loro, avrei potuto aiutarli…”

 

Il lungo croato Zubac è uno dei protagonisti del post partita. In 8 gare finora disputate con la maglia dei Clippers, l’ex giocatore del Cibona Zagabria ha viaggiato a medie da 8.8 punti e 7.3 rimbalzi a partita, in soli 19 minuti d’impiego e con una stoppata di media a partita per coach Doc Rivers.

 

 

Ivica Zubac era approdato sulla sponda Clippers della Città degli Angeli in chiusura di mercato, lo scorso 7 di febbraio in cambio di Mike Muscala, assieme all’ex compagno di squadra Michael Beasley. Dopo la vittoria casalinga, il nazionale croato si è lanciato in un interessante paragone tra la sua esperienza ai Los Angeles Lakers e la finora breve permanenza ai cugini e rivali cittadini Clippers:

 

I Lakers? I ragazzi sono miei amici, vedere la squadra in difficoltà non mi fa piacere, anche se il fatto che loro stiano perdendo va a nostro vantaggio. La partita di stanotte? Dovremo sempre essere così, questa è una differenza rispetto ai Lakers: quest’anno (ai Lakers, ndr) non abbiamo mai avuto serate così, ogni partita era una partita tesa, punto a punto. Con i Clippers vedo una squadra concentrata su ogni possesso, sera dopo sera

 

– Ivica Zubac sui Lakers –

 

Clippers e Lakers si affronteranno lunedì notte allo Staples Center di Los Angeles, in una gara da dentro o fuori per LeBron James e compagni, caduti a ormai quattro gare e mezzo di distanza dall’ultimo posto utile per accedere alla post-season: “Da quando sono andato via, ho guardato praticamente ogni loro partita. Se oggi fossi in campo con loro avrei potuto dare una mano, fare la differenza. In ogni caso, (i Lakers, ndr) non sono più la mia squadra. Li conosco, so come giocano e cosa vogliono fare, sarà bello affrontare la mia ex-squadra

 

La corsa ai playoff della Western Conference

Los Angeles Clippers

Dopo la pausa per l’All Star Game, inizia l’ultimo tour de force per le squadre in lotta per la post-season. Oggi analizziamo la situazione della corsa playoff nella Western Conference: è bagarre tra la sesta posizione, attualmente detenuta dai Jazz, e la decima occupata dai Lakers di LeBron James.

Non sembrano certi al 100% dei playoff nemmeno i Rockets di Paul e Harden, attualmente quinti con 34 vittorie e 25 sconfitte. Houston però sembra aver ormai trovato il giusto equilibrio dopo un inizio travagliato e la pericolosità offensiva della coppia di guardie garantirà presumibilmente un piazzamento. Solo in caso di malaugurati infortuni potremmo vedere i Rockets fuori dai playoff. Per questo motivo, non ci soffermeremo oltre su di loro.

Per motivi opposti non analizzeremo nel dettaglio la situazione di Minnesota, attualmente undicesima con il record di 28-31. I Wolves, martoriati da diversi infortuni, non sembrano sufficientemente solidi e attrezzati per entrare in una striscia tale da farli arrivare in ottava posizione. Dopo l’apparizione ai playoff 2018, si prospetta un’esclusione a causa della fortissima concorrenza a Ovest.

Iniziamo ora a descrivere situazione e calendario delle squadre che rimangono in lotta per un piazzamento: Utah Jazz, San Antonio Spurs, Los Angeles Clippers, Sacramento Kings e Los Angeles Lakers.

UTAH JAZZ: 33-26

Donovan Mitchell, sophomore e leader offensivo dei Jazz.

L’esclusione di Rudy Gobert dall’All Star Game ha motivato ulteriormente un gruppo che pare molto coeso e deciso a prendersi una posizione nella griglia playoff. I Jazz però rimangono una squadra storicamente rallentata da numerosi infortuni (Favors e Exum sono solo due dei giocatori injury prone) e dotata di un talento offensivo limitato. Le penetrazioni di Mitchell muovono le difese avversarie, spesso incapaci di impedire a Gobert di dominare a rimbalzo offensivo. Le rotazioni rimangono però corte, la qualità non eccelsa: in caso di calo di forma da parte dei Jazz, le rivali saprebbero approfittarne. Attualmente la presenza dei Jazz ai playoff è probabile, a condizione che il livello di concentrazione difensiva rimanga sempre altissimo. Il calendario dei Jazz appare piuttosto favorevole:

vs Clippers, @ Denver, vs Bucks, vs Pelicans,@ Pelicans, @ Memphis, vs Thunder,@ Suns, vs Timberwolves, vs Nets, @ Wizards, @ Knicks, @ Atlanta,@ Bulls, vs Suns, vs Lakers, vs Wizards, vs Charlotte, @ Suns,vs Kings, @ Lakers, vs Denver, @ Clippers.

(in grassetto le partite contro squadre fuori dalla corsa playoff).

SAN ANTONIO SPURS: 33-27

Mai scommettere contro Gregg Popovich (in foto). L’ultima esclusione degli Spurs risale al 1997. Ogni anno i nerargento partono contro i favori del pronostico per poi sovvertirlo e ricordare a tutti che uno degli 8 posti spetta a loro. DeMar DeRozan e LaMarcus Aldridge sono due giocatori esperti, solidi sani e capaci di portare un contributo fisso ogni partita. Difficile che gli Spurs possano avere un calo tale da uscire dall’ottava posizione, ma anche nel loro caso il talento non è così sfavillante da lasciarli tranquilli.

Il calendario non pare particolarmente favorevole agli Spurs, che dovranno mantenere il vantaggio acquisito:

@ Knicks,@ Nets,vs Pistons,vs Thunder,vs Denver,@ Atlanta,vs Bucks,@ Mavericks,vs Knicks,vs Portland,vs Warriors,vs Miami,@ Rockets,@ Celtics,@ Charlotte,vs Cavs,vs Kings,vs Atlanta,@ Denver,@ Wizards,@ Atlanta,vs Mavericks

LOS ANGELES CLIPPERS: 33-27

Danilo Gallinari farà di tutto per accedere ai playoff. La cessione alla deadline di Tobias Harris, Marjanovic e Bradley ha certamente indebolito la squadra, garantendo però una notevole quantità di asset per il futuro. Arrivare ai playoff sarebbe un successo straordinario considerando le prospettive d’inizio stagione e l’indebolimento causato dalle trade. I Clippers sembrano sulla carta la squadra che può scivolare fuori più facilmente: Gallinari dovrà innalzare il livello del suo gioco per consentire ai losangelini di non farsi scalzare dai Lakers o da Sacramento.

Il calendario prevede diverse sfide con dirette concorrenti per i playoff nella Western Conference:

@ Denver,vs Mavericks,@ Utah,@ Sacramento,vs Knicks,@ Lakers,vs Thunder,vs Celtics,vs Portland,vs Bulls,vs Nets,vs Indiana,@ Cavs,@ Knicks,@ Timberwolves,@ Bucks,@ Cavs,@ Memphis,vs Rockets,vs Lakers,@ Warriors,vs Utah

Da segnare sul calendario le sfide con Utah (due volte), Sacramento e Lakers (due volte).

SACRAMENTO KINGS: 31-28

I Kings hanno fatto un notevole passo in avanti grazie al mercato: Harrison Barnes e Alec Burks possono aiutare i giovani agli ordini di Joerger nella loro corsa. La vittoria contro i Thunder ha dato nuova speranza ai Kings, che ora vedono davvero realizzabile un obiettivo che appariva molto distante a inizio stagione. Fox, Hield, Bogdanovic e Bagley III: questo il nucleo di una Sacramento che diverte gli spettatori e gli addetti ai lavori. Raggiungere la post-season significherebbe sperimentare un livello di gioco ancora superiore e spingere i giovani oltre i loro limiti. Sebbene un 4-0 contro la Golden State di turno appaia inevitabile, i Kings hanno più volte dimostrato di poter stupire tutti. I playoff sono a un passo, la rincorsa ai Clippers è iniziata e Sacramento è in ascesa.

Il calendario prevede anche in questo caso diverse sfide contro le dirette concorrenti: i Clippers ormai nel mirino, poi in ordine Lakers, Spurs e Jazz. Per raggiungere la post-season i Kings dovranno vincere qualche sfida con avversari sulla carta superiori, come le big dell’Est o i Rockets di Harden.

@ Timberwolves,vs Bucks,vs Clippers,vs Knicks,vs Celtics,@ Knicks,@ Wizards,@ Celtics,@ Philadelphia,vs Bulls,vs Nets,vs Mavericks,vs Suns,@ Lakers,@ Mavericks,@ Pelicans,@ Rockets,@ Spurs,vs Rockets,vs Cavs,@ Utah,vs Pelicans,@ Portland.

LOS ANGELES LAKERS: 29-30

Volete voi scommettere contro un uomo chiamato LeBron James? 

Per una volta, la risposta pare affermativa. I Lakers hanno perso malamente contro dei Pelicans rimaneggiati, mostrando le solite lacune difensive. LeBron ha criticato ancora una volta i compagni, colpevoli di eccessiva arrendevolezza. Il sistema difensivo di Walton pare inesistente e le aspettative derivanti dall’approdo del Re sembrano destinate a essere disilluse. Se LeBron dovesse inserire la playoff mode e vincere molte partite da solo, potremmo vedere i Lakers nella postseason. In caso contrario, si rischia una clamorosa esclusione: chi avrebbe detto che Clippers e Kings potessero essere davanti ai Lakers a questo punto della stagione?

L’infortunio di LeBron James ha penalizzato i Lakers oltre misura. Ora bisogna correre ai ripari e inserire le marce alte.

Questo l’elenco delle partite rimanenti:

@ Memphis,vs Pelicans,vs Bucks,@ Suns,vs Clippers,vs Denver,vs Celtics,@ Bulls,@ Raptors,@ Pistons,@ Knicks,@ Bucks,vs Nets,vs Sacramento,vs Wizards,@ Utah,vs Charlotte,@ Pelicans,@ Thunder,vs Warriors,@ Clippers,vs Utah,vs Portland

 

Visto il finale in salita, sarà fondamentale vincere le prossime partite per rimanere in scia e provare l’assalto finale ai playoff della Western Conference.

Los Angeles Clippers, rincorsa playoffs nonostante la trade di Harris

Los Angeles Clippers

La trade che ha coinvolto i Los Angeles Clippers e la sua stella Tobias Harris – accasatosi ai Sixers – non ha sconvolto i piani per i playoffs della franchigia californiana. I Clippers si trovano all’ottavo posto nella Western Conference.

Los Angeles Clippers: lotta californiana per i playoffs

Potrebbe rivelarsi un derby interno allo stato della California. Sì perchè Los Angeles Lakers, Sacramento Kings e Los Angeles Clippers sembrano essere le pretendenti più acclamate per l’ultimo posto a Ovest.

Una lotta serrata per i playoffs che con l’addio di Tobias Harris verso la Pennsylvania sembrava non essere più tra gli obiettivi dei Clippers. Nonostante ciò la squadra allenata da Doc Rivers sta reagendo bene alla partenza della sua stella, trascinata da un Danilo Gallinari in ottima forma.

credit: Google

La scorsa notte un altro successo sui Memphis Grizzlies per 112-106, grazie ai 23 punti e 8 rimbalzi di Danilo Gallinari e i 30 punti uscendo dalla panchina di Harrell.

Secondo Sam Amick di The Athletic il proprietario dei Clippers Steve Ballmer crede ancora nella post season:

Le fonti dicono che il proprietario dei Clippers Steve Ballmer ha fatto sapere a tutta l’organizzazione che vuole continuare a spingere per i playoff

Clippers ai playoffs: gli scenari

Il futuro dei Clippers potrebbe essere segnato dalla partecipazione o meno a questi playoffs. Secondo Amick, la scelta di finire tra le prime otto potrebbe rivelare scenari differenti:

Se andranno ai playoffs, dovranno cedere la loro prima scelta 2019 a Boston e avere una risorsa in meno da inserire in un pacchetto per Anthony Davis in estate. Se perdessero i playoffs invece manderebbero la loro prima scelta 2020 sempre a Boston (se mancassero due volte i playoffs anche una scelta al secondo giro 2022)

Nonostante i molti free agent nella prossima estate, la richiesta di cessione di Anthony Davis fa gola a tanti, diciamo a tutti. I Clippers non sono da meno e stanno pensando al miglior pacchetto possibile da offrire a NOLA.

 

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I Los Angeles Clippers sembrano avvantaggiati per via del calendario più ostico dei cugini dei Lakers. Il programma gialloviola vede un doppio confronto con i Milwaukee Bucks di Antetokounmpo e i match con Toronto, Golden State e Denver Nuggets. Certo, hanno LeBron James, ma non è così scontata la loro partecipazione ai playoffs.

D’altro canto i Clippers nelle ultime battute della stagione vedranno come avversari Knicks e Cavs, due squadre in cerca di Zion e RJ Barrett.

I Kings sembrano essere i più pericolosi per i Clippers, ma la giovane età potrebbe tradirli sul più bello. Squadra comunque in ricostruzione che sta rivedendo finalmente la luce in fondo al tunnel.