Un super Conley trascina Memphis: successo a sorpresa contro Portland

Tra le partite della scorsa notte NBA spicca l’inaspettato successo dei Memphis Grizzlies contro i Portland Trail Blazers. Protagonista indiscusso del match Mike Conley, point-guard della franchigia del Tennessee, capace di mettere a referto un career-high da ben 40 punti, fondamentali nel risultato finale di 120-111.

Conley aveva iniziato la sfida in modo poco convincente, riuscendo però a risultare decisivo nel 4° quarto, in cui ha messo a referto quasi la metà del suo totale: 19 punti nel solo ultimo periodo.

“È stato molto divertente”, ha detto il giocatore nel postpartita, “Il match è stato strano perchè all’inizio sentivo di non aver giocato bene, tutta la squadra non è partita bene. Finire e giocare così come ho fatto io nella seconda parte di gara è stato speciale”.

 

Super Conley trascina Memphis: “È stato eccezionale”

Sono arrivate parole di elogio nei confronti dei Grizzlies anche da parte del coach avversario. “Avevamo un vantaggio di 16 punti, e loro continuavano a giocare e a difendere”, ha detto l’allenatore di Portland, Terry Stotts, “Mike Conley è stato eccezionale”.

La sconfitta contro Memphis è stata certamente dolorosa per Portland, sia ai fini della classifica della Western Conference, ma soprattutto considerando le modalità attraverso cui è arrivata.

La squadra di Lillard, autore di 24 punti, ha infatti controllato agevolmente il match fino a circa 6 minuti dal termine, toccando anche un massimo vantaggio di 16 punti nel primo quarto. La grandiosa prestazione di Conley non ha però rappresentato l’unica spiegazione riguardo la sconfitta della franchigia dell’Oregon. Portland infatti ha dovuto fare i conti con un poco invitante 9 su 18 al tiro negli ultimi 12 minuti di gioco, con nessuna tripla a bersaglio.

Questa sconfitta, insieme a quella di Oklahoma e alla vittoria di Houston, permette a queste tre squadre di occupare la terza posizione della conference con un record di 39-25. Memphis continua invece a rimanere stabilmente nelle ultime posizioni, nonostante siano arrivati 3 successi nelle ultime 5 partite disputate.

Grizzlies, infortunio per Jaren Jackson Jr (quadricipite destro) e sconfitta con i Clippers

Memphis Grizzlies, infortunio per Jaren Jackson Jr. Il giocatore ha accusato un problema muscolare al quadricipite della gamba destra nella giornata di venerdì, e non è sceso in campo al FedEx Forum di Memphis per la sfida tra i suoi Grizzlies ed i Los Angeles Clippers.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, i Memphis Grizzlies stimano per Jackson Jr tempi di recupero medio-lunghi. Il prodotto di Michigan State sta viaggiando a medie di 13.5 punti, 4.7 rimbalzi e 1,4 stoppate a partita, tirando con il 36% da dietro l’arco dei tre punti.

 

Privi di Jaren Jackson Jr, i Memphis Grizzlies hanno ceduto per 112-106 contro i Los Angeles Clippers di un Danilo Gallinari da 23 punti e 8 rimbalzi e dai 30 punti in 26 minuti in uscita dalla panchina di Montrezl Harrell.

 

Per i padroni di casa, una doppia-doppia da 22 punti e 11 rimbalzi in uscita dalla panchina per un ritrovato Joakim Noah, e 25 punti con 10 assist per Mike Conley, in una partita decisa solo nel quarto periodo.

 

 

Avery Bradley-Grizzlies, affare fatto: a Memphis Green e Temple

Bradley-Thomas-Avery Bradley

Avery Bradley-Grizzlies, chiuso l’affare per l’ex giocatore dei Celtics.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, I Memphis Grizzlies acquisiscono la guardia Avery Bradley in uno scambio che spedisce Garrett Temple e JaMychal Green ai Los Angeles Clippers.

 

In questa stagione, l’ex giocatore di Boston Celtics e Detroit Pistons Avery Bradley ha viaggiato sinora a 8.2 punti a partita con il 33.7% al tiro da tre punti. Solo 2 dei 12.9 milioni di dollari previsti sul contratto di Bradley per la prossima stagione saranno garantiti.

 

Sul finire di una sessione di mercato davvero di fuoco, i Los Angeles Clippers hanno rivoluzionato il proprio roster, muovendo ben sei giocatori, tra cui Tobias Harris e Marcin Gortat.

 

Seguite tutte le trade concluse sulla nostra live testuale.

Mike Conley, no a Utah: vuole la Eastern Conference. Pacers interessati

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Gli Utah Jazz non sono la destinazione preferita di Mike Conley, destinato a lasciare i Memphis Grizzlies prima della trade deadline.

Il playmaker preferisce approdare nella Eastern Conference: gli Indiana Pacers, secondo Sam Amick, sono nel mix. Anche se le richieste di Memphis sono molto alte.

Conley-Jazz: Rubio e Favors offerti a Memphis

Gli Utah Jazz sono senza dubbio una delle squadre più interessate a Mike Conley, in uscita da Memphis. Secondo quanto riportato da Kevin O’Connor, Utah ha messo sul piatto Rubio, Favors e una scelta al primo giro per la point-guard.

 

Secondo quanto riportato da Marc Stein, le scelte al draft potrebbero essere determinanti per convincere i Grizzlies a cedere il giocatore. L’unica scelta fino ad ora offerta però, sembra non essere abbastanza per la dirigenza della franchigia del Tennessee.

 

Conley-Jazz ma non solo, le altre franchigie interessate

Oltre a Utah, puntano ad una trade per il veterano anche i Toronto Raptors, la cui prima offerta è però stata rifiutata; ed i Detroit Pistons, ultimi ad inserirsi nella trattativa.

 

I contatti tra le franchigie dovrebbero intensificarsi nelle prossime ore, prima della trade deadline di domani. Conley però, sembra ormai sul piede di partenza, e potrebbe aver già disputato il suo ultimo match con la maglia di Memphis.

 

Hornets, pressing su Marc Gasol: si tratta con Memphis

Marc Gasol and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Memphis Grizzlies at FedExForum

Marc Gasol, assieme a Mike Conley, é stato messo sul mercato dai Memphis Grizzlies: la franchigia del Tennessee potrebbe presto formalizzare la sua cessione. Sono infatti vivi i dialoghi coi Charlotte Hornets, pronti ad accoglierlo. Lo riporta Shams Charania.

 

Hornets si cerca di muovere le acque per tenere Kemba

L’obiettivo della franchigia di MJ è chiaro: provare a prelevare giocatori di livello per aggiungere qualità ad un roster che ne è privo ad eccezione di Kemba Walker. Mettiamoci anche il fatto che Kemba è in scadenza di contratto, come convincerlo a restare? Serve una mossa subito, una mossa chiara, e la dirigenza ha individuato in Marc Gasol, centro spagnolo dei Memphis Grizzlies, il giocatore giusto per risollevare le sorti della franchigia in ottica playoffs.

Come arrivare a Gasol? Non è impossibile. I Grizzlies aprono alla sua cessione, ma serviranno scelte e giocatori giovani. Charlotte vuole privarsene ora con il dubbio su quale sarà il futuro di Kemba o forzerà la mano per tenere Walker ancora agli Hornets? Dubbio amletico e che dovrà essere risolto entro poche ore, domani orario serale si chiude il mercato e sapremo finalmente quali saranno i roster completi (tagli a parte) che chiuderanno la stagione regolare ed i playoffs.

Marc Gasol sarà ancora a Memphis per voi?

Toronto Raptors sulla coppia Conley-Gasol: rifiutata la proposta dei canadesi

The Athletic-Mike Conley-Utah-Jazz-Memphis Grizzlies 2018/2019

I Toronto Raptors piombano su Marc Gasol e Mike Conley, le due star dei Memphis Grizzlies attualmente sul mercato.

 

Secondo quanto riportato da Jake Fischer, i canadesi hanno proposto in cambio Kyle Lowry e Jonas Valanciunas. Su Conley ci sono anche i Detroit Pistons e gli Utah Jazz.

 

Sempre come riportato da Fischer, i Memphis Grizzlies avrebbero rifiutato la proposta dei Toronto Raptors. Gasol e Conley rimangono per il momento in Tennessee.

 

 

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Si accende la situazione mercato Mike Conley. Ora anche la point-guard dei Grizziles sembrerebbe in partenza dal team del Tennessee.

Mercato Mike Conley: per Marc Stein i Jazz destinazione molto probabile

Dopo la trade tra Portland Trail Blazers e Cleveland Cavaliers che ha portato Rodney Hood in Oregon in cambio di Nik Stauskas, Wade Baldwin e due scelte future, l’asse di mercato più acceso riguarda quello di Mike Conley.

La stella dei Grizzlies, dopo la scelta del front-office del team del Tennessee di esplorare il mercato per il veterano prodotto di Ohio State University, sarebbe il nome più gettonato tra le point-guard a cambiare aria entro la scadenza della trade deadline.

In questo momento le squadre interessatissime al giocatore sono gli Utah Jazz e i Detroit Pistons di Blake Griffin e soci, ma la destinazione sempre più probabile resta quella della squadra guidata da coach Quin Snyder.

A confermare le indiscrezioni di mercato degli ultimi giorni ci ha pensato l’insider Marc Stein, che in questi ultimi minuti ha confermato le voci trapleate in questi ultimi intensi giorni di mercato Nba.

Ecco le parole rilasciate da Marc Stein in questi ultimi minuti per ‘Espn.com‘:

Gli Utah Jazz vogliono chiudere subito la trattativa con i Grizzlies. Il punto in questione ad oggi è la volontà di Conley nel voler lasciare il Tennessee per spostarsi in quel di Salt Lake City. In questo momento ci sono anche i Pistons sul giocatore, che sarebbero anche disposti a cedere una loro prima scelta nel prossimo draft, ma Utah resta in pole per aggiudicarsi la point-guard dei Grizzlies in caso di trade. Se c’è un leader in questa corsa a Conley è la squadra di coach Quin Snyder”.

Mike Conley verso i Jazz: possibile lo scambio

Mike Conley

Come riportato da Marc Stein del NY Times, gli Utah Jazz e i Memphis Grizzlies  avrebbero avuto delle “discussioni esplorative” riguardo un possibile scambio che potrebbe includere Mike Conley e Ricky Rubio.

 

 

L’interesse per Conley da parte degli Utah Jazz era già trapelato qualche giorno fa. Ricky Rubio non avrebbe soddisfatto al massimo la franchigia di Salt Lake City a causa della sua mancanza di continuità.

 

Mike Conley è stato messo sul mercato dai Memphis Grizzlies insieme al compagno Marc Gasol. La franchigia ha deciso di rifondare a causa dell’ennesima stagione deludente, e ha così messo in vendita i suoi giocatori più importanti.

 

Dopo un primo approccio, i contatti tra le due franchigie si sarebbero fatti più insistenti. Mossa saggia quella di Utah? Quanto potrà migliorare la squadra con Conley? Riusciranno con questa mossa a ritagliarsi uno spazio nel selvaggio West?

 

Mike Conley sta viaggiando a 20.2 e 6.3 assist di media, mentre Rubio colleziona 12.8 punti e 6.1 assist a partita.

 

Aggiornamenti in arrivo.

Kevin Garnett a lavoro con Jackson Jr: “È il futuro”

Kevin Garnett, una delle ali grandi più forti della storia, ha espresso elogi per il rookie dei Memphis Grizzlies Jaren Jackson Jr. “Vedo molto di me stesso in lui”.

A partire dall’altezza, entrambi sono infatti 2.11 metri, e la loro apertura delle braccia, Kevin Garnett vede diverse somiglianze tra lui e Jaren Jackson Jr. Ciò è  la ragione principale per cui il 15 volte All-Star ha viaggiato in direzione Memphis in diverse occasioni, per lavorare privatamente con Jackson.

“Vedo molto di me stesso in lui”. Ha detto Garnett a Michael Wallace di Grizzlies.com. È il futuro. Non avrei sprecato il mio tempo venendo a lavorare qui con lui, se non pensassi questo”

I due hanno costruito questa relazione nel corso dell’ultimo anno. Già prima che Jackson fosse selezionato con la quarta scelta assoluta da Memphis lo scorso giugno, Garnett stava lavorando con lui. Il veterano è una presenza attiva nella vita di Jackson, insegnandogli sia tecnicamente che come comportarsi nel mondo NBA.

Jaren Jackson Jr: “KG è semplicemente fantastico”

“È  veramente lusinghiero e dimostra quanto Garnett sia intenso e competente, e quanto gli importa.” Ha detto Jackson a Wallace. “Ha giocato per parecchi anni, ma viaggia ancora per vedere le partite, vuole ancora insegnare individualmente. Non si limita a chiamarti, ma vuole insegnarti faccia a faccia, è semplicemente fantastico“.

In 51 partite giocate, Jackson sta collezionando le medie di 13.5 punti a partita e 4.6 rimbalzi, tirando con il 51.3% dal campo. Le sue abilità di allungare il campo e di gestire la palla hanno impresionato Garnett.

Mi ricorda molto Chris Bosh, è molto abile con la palla e ha un buon jump shot, lo sa e ha molta fiducia.” Ha detto Garnett. “Mi ricorda quando Bosh entrò nella lega e non era abile di mettere la palla a terra. Jackson, invece, è capace di farlo.”

Marc Gasol e Mike Conley, quattro squadre per quattro (possibili) trade

Trade Marc Gasol-Grizzlies-Raptors-marc-gasol-conley

Marc Gasol e Mike Conley, a chi conviene? Quattro idee per quattro squadre, quattro team con ambizioni diverse e tutti potenziali acquirenti del duo di star dei Memphis Grizzlies.

La ricostruzione in casa Grizzlies è ufficialmente avviata. Marc Gasol (che potrà diventare free agent a fine stagione) e Mike Conley potrebbero partire già a febbraio in caso di offerta adeguata, e come insegnatoci tanti anni fa dalla famosa trade Rasheed Wallace – Detroit Pistons, la trade giusta al momento giusto potrebbe fare da subito della squadra “giusta” una contender con tutte le carte in regola.

Marc Gasol e Mike Conley: Milwaukee Bucks con Gasol per il titolo

 

Rinunciando ad una parte sostanziosa dell’attuale second unit a disposizione di coach Mike Budenholzer, i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo potrebbero giocare la “carta Rasheed” e piombare sul lungo catalano dei Grizzlies.

Brook Lopez è stato sinora perfetto nel ruolo di “valvola di sfogo” per le penetrazioni di Antetokounmpo. Il lungo ex Brooklyn Nets viaggia in stagione con il 38.3% al tiro da tre punti, su una mole impressionante di tentativi a partita (6.6). Il contratto relativamente ecomomico (3.3 milioni per una stagione) e l’eta di Lopez non sono certo ciò che una squadra come Memphis cercherebbe in cambio di Marc Gasol.

Sacrificando i veterani Ersan Ilyasova e Tony Snell, ed aggiungendo al pacchetto i giovani ed interessanti D.J. Wilson e Sterling Brown (e presumibilmente una scelta futura al primo giro), i Milwaukee Bucks potrebbero arrivare a Gasol, e disporre così di un’alternativa a Lopez, aggiungendo playmaking, difesa accorta ed ulteriore pericolosità dall’arco (35.4% in stagione per Marc Gasol, dato analogo a quello di Ilyasova e leggermente più basso di quello di Brown, ma su una mole maggiore di tentativi). Una carta di valore per puntare già da quest’anno al bersaglio grosso, la Finale NBA.

D.J. Wilson e Sterling Brown, entrambi 23enni, hanno mostrato segnali di crescita incoraggianti in questa stagione. Il prodotto di Michigan Wilson ha sfruttato lo spazio concessogli da coach Budenholzer in uscita dalla panchina, rispondendo con medie da 5.9 punti e 4.6 rimbalzi a gara, con un ottimo 45.4% da dietro l’arco ed una discreta capacità di intimidazione a centro area (1,2 stoppate a gara per 36 minuti).

I nodi da risolvere? Ersan Ilyasova è titolare di un contratto lungo e oneroso (triennale da 21 milioni di dollari siglato nell’estate 2018), che lo renderebbe un “candidato ideale” per una veloce risoluzione contrattuale da parte dei Memphis Grizzlies. I Milwaukee Bucks non disporranno delle prime scelte al draft 2019 e 2021, e la prima scelta sacrificabile per Marc Gasol non sarebbe disponibile per i Grizzlies prima del 2023.

 

Marc Gasol e Mike Conley: Charlotte Hornets con Gasol per i playoffs

Sin da inizio stagione, la parola d’ordine per Kemba Walker e compagni è sempre stata una sola: playoffs. Post-season che a Charlotte manca dal 2016.

Kemba Walker compirà 29 anni il prossimo 8 maggio, e diventerà free agent in estate. La situazione salariale degli Hornets è bloccata dai contratti, lunghi ed onerosi, di Nicolas Batum, Bismack Biyombo e Cody Zeller, giocatori con poco appeal sul mercato.

Il secondo miglior giocatore della squadra è probabilmente l’ex OKC Thunder Jeremy Lamb. L’esplosione del secondo anno per Malik Monk da Kentucky tarda ad arrivare, e forse mai arriverà nonostante il potenziale e la giovanissima età (20 anni). Per gli Charlotte Hornets, arrivare a Marc Gasol significherebbe accrescere le possibilità di una buona posizione di ingresso ai playoffs. Per farlo, il neo-GM Mitch Kupchak dovrebbe rinunciare ad uno (forse ad entrambi) dei due migliori prospetti di cui la squadra dispone: Monk e Miles Bridges da Michigan State, selezionato con la chiamata numero 12 al draft NBA 2018.

La coppia Monk-Bridges potrebbe convincere i Grizzlies ad accogliere il pesante contratto di Bismack Biyombo (ancora 2 anni e 34 milioni di dollari) o Cody Zeller (3 anni e circa 33 miioni di dollari). L’aggiunta di Frank Kaminsky (interessante ma mai sbocciato, e free agent in estate), potrebbe sbloccare la situazione.

Il solo Marc Gasol rappresenterebbe per Charlotte un enorme progresso rispetto all’attuale front-line a disposizione di coach James Borrego. A fine stagione, il 35enne Gasol potrebbe decidere di sfruttare la sua player option sull’ultimo anno di contratto, rimanendo una stagione di più in North Carolina, o decidere di diventare free agent. Per gli Hornets, in ogni caso la prospettiva più simile ad una “win-win situation” oggi possibile.

 

Marc Gasol e Mike Conley: Detroit Pistons con Conley per Blake Griffin

Le squadre NBA si costruiscono in due modi: scegliendo bene al draft ed indovinando il (o i) free agent giusto quando l’occasione si presenta. I Detroit Pistons non hanno fatto nessuna delle due cose.

Gli ultimi draft hanno portato nella Motown giocatori come Stanley Johnson (2015), grande prospetto da Arizona appena tre anni fa ed ora separato in casa, in attesa di accasarsi altrove in estate. il tiratore mancino Luke Kennard da Duke (2017), pescato alla numero 12, si è sinora dimostrato tiratore di stirpe anche a livello NBA, ma poco altro (1.3 assist e 0.9 palle perse a partita in stagione), mentre il pariruolo scelto con la chiamata successiva dagli Utah Jazz… si, lo sappiamo.

La free agency? Un solo nome: Reggie Jackson da Colorado, via Oklahoma City Thunder. Dopo quattro scalpitanti stagioni alle spalle di Russell Westbrook nel midwest, la grande occasione di un quinquennale da 80 milioni di dollari con i Detroit Pistons, decisi a fare di “RJ” il braccio armato del giovane Andre Drummond.

Quasi 5 anni e tanti infortuni dopo, Reggie Jackson rappresenta per i Pistons la più classica delle scelte sbagliate. Poco playmaking (4.2 assist in stagione, a fronte di 1.8 palle perse), poco tiro da fuori per rappresentare una minaccia in posizione di shooting guard di fianco all’affidabile veterano Ish Smith. La trade che nel febbraio scorso portò Blake Griffin a Detroit fu più che giustificabile. Aggiungere un All-Star affermato ed ancora giovane (29 anni) per “mettere una pezza” e sperare almeno nei playoffs.

I primi sei mesi in maglia Pistons dell’ex LA Clippers non sono bastati. I Detroit Pistons 2018\19 (21-27) sono tenuti in zona playoffs solo dalla debolezza delle avversarie. Ciò che resta dei migliori anni di carriera di Blake Griifin (per il quale i Pistons hanno “ingoiato” un contratto enorme, aggravata da una “trade kicker” del 15%) sta andando sprecato, l’highlight più bello in stagione di Reggie Jackson rimarrà probabilmente il surreale “video-bombing” con cui l’ex point-guard dei Thunder interrompe la tirata di Griffin su maturità e serietà di squadra, a fine partita.

Mike Conley è il giocatore più antitetico a Jackson che si possa immaginare. Difesa, tiro, esperienza, conoscenza oxfordiana del pick and roll farebbero di Conley il giocatore perfetto per Blake Griffin, abituato ai lob di Chris Paul (non a caso, in assenza Ish Smith, coach Dwane Casey ha affidato per lunghi tratti le chiavi della squadra al vecchio Jose Calderon).

L’arrivo di Mike Conley significherebbe l’automatica partenza di Reggie Jackson. I Pistons potrebbero offire.. di tutto a Memphis, per averlo. Detroit dispone della totalità delle proprie future prime scelte. Luke Kennard può e deve crescere, Lanston Galloway è giocatore d’esperienza ed affidabile, nonostante i limiti. Il contratto di Reggie Jackson è pesante (ancora 2 anni e 25 milioni di dollari) ma – una volta perso Conley – i Grizzlies avranno bisogno di una point-guard di livello (no, Shelvin Mack e Jevon Carter non sono la risposta).

 

Marc Gasol e Mike Conley: Orlando Magic con Conley per trattenere Vucevic

 

Chi è il giocatore franchigia degli Orlando Magic? Mo Bamba? Troppo giovane. Evan Fournier? Buono, ma non buonissimo. Aaron Gordon? Si, ma no. Nikola Vucevic? Si, ma sarà free agent tra pochi mesi.

Vucevic, 28 anni e protagonista di una stagione da All-Star Game, rappresenta ciò che di più vicino esista ad un giocatore franchigia per gli Orlando Magic dai tempi di Dwight Howard. Perdere il montenegrino a luglio significherebbe per Orlando reimbarcarsi in una estenuante ricostruzione fondata sul giovane ed atipico duo Jonathan Isaac-Mo Bamba. Evan Fournier ha 27 anni, un contratto blindato sino al 2021 (player option) ed è già probabilmente all’apice della sua carriera.

Aaron Gordon rimane un costoso mistero. Punti di media giù, assist su (3.4 contro i 2.3 dello scorso anno), tiri liberi tentati a partita: 3.2 (meglio di lui J.J. Redick, Jeremy Lin, Bojan Bogdanovic e DeMarre Carroll). I Magic punteranno ancora su di lui e sul suo contratto (primo anno di un quadriennale “a scendere” da 85 milioni di dollari), nonostante tutto.

La point-guard titolare degli Orlando Magic è oggi l’usato sicuro D.J. Augustin. Elfrid Payton è stato archiviato mesi fa, Jerian Grant è sparito presto dalle carte nautiche di coach Steve Clifford, che nelle ultime uscite gli ha preferito il rookie undrafted da Kentucky Isaiah Briscoe.

Se i Magic vogliono trattenere Vucevic (che a 28 anni è stanco di perdere), dovranno dimostrarlo. Sfruttare gli ultimi due\tre anni di carriera ad alto livello di Mike Conley, e scommettere sulla sua capacità di migliorare i compagni (Aaron Gordon su tutti) potrebbe valere la pena di sacrificare uno tra Bamba e Isaac.

Evan Fournier sarebbe il predestinato a partire assieme ad uno dei due giovani talenti, Jonathon Simmons o D.J. Augustin chiuderebbero il pacchetto da girare a Memphis. Inserire Gordon al posto di Fournier sarebbe probabilmente chiedere troppo, da parte dei Grizzlies.