Miami Heat, vittoria playoffs sugli Hornets, Spoelstra: “Wade un guerriero”

I Miami Heat mettono un piede nei playoffs battendo nettamente gli Charlotte Hornets per 93-75 all’American Airlines Arena di Miami, Florida.

Con la vittoria di domenica sera, gli uomini di coach Erik Spoelstra distanziano gli Hornets di 2 partite, aggiudicandosi per di più la serie di stagione regolare, vincendo tutti e 3 gli incontri finora disputati.

Alle spalle dei Miami Heat vi sono ora gli Orlando Magic (32-38). Goran Dragic e Dwyane Wade trascinano i padroni di casa in una partita a basso punteggio e risolta solo nel quarto periodo. Per l’All-Star sloveno, da poco rientrato da un lungo infortunio al ginocchio, una prova da 19 punti e 4 assist in 28 minuti di gioco uscita dalla panchina.

Dwyane Wade, alla caccia del’ultima partecipazione ai playoffs in carriera, chiude con 17 punti e 8 rimbalzi in 28 minuti d’impiego, nonostante un’anca malmessa. A metà quarto periodo, è proprio la star degli Heat ad ispirare la fuga dei padroni di casa, con una palla recuperata e la conseguente tripla del +13, massimo vantaggio per Miami che non si volta più indietro.

Partita dalle basse percentuali di tiro, Charlotte Hornets traditi dalle pessime cifre da dietro l’arco (7 su 36) e dalla brutta partita di un Kemba Walker encomiabile ma sempre troppo solo e sistematicamente pressato dalla difesa Heat(10 punti con 4 su 16 al tiro per la star degli Hornets).

I 168 punti combinati segnati dalle due squadre sono la peggior prestazione stagionaleNel quarto quarto, semplicemente non abbiamo segnato un tiro” Così un deluso coach James Borrego nel dopo gara.

Heat-Hornets, Spoelstra su Wade: “E’ un guerriero, mi mancherà”

Dwyane Wade in dubbio sino a pochi minuti prima della palla a due, ma che decide comunque di scendere in campo nonostante i postumi di un colpo all’anca destra, rimediato nella sfida contro i Milwaukee Bucks.

Il giocatore 3 volte campione NBA è rimasto in campo per 28 minuti, ed ha contribuito in maniera decisiva nel finale di gara: “Sono solo grato di poter essere sceso in campo e dare una mano“.

Così coach Spoelstra:

Mi mancheranno queste sue partite. Wade è un guerriero, sapeva quanto questa partita fosse importante. Prima della partita non era nemmeno in grado di correre, ma ha fatto tutto ciò che ha potuto, un messaggio bello e positivo per tutti i giovani in squadra da parte di un hall of famer come lui

Miami raddoppia e scardina sistematicamente ogni pick and roll di Kemba Walker, sfidando gli esterni degli Hornets a segnare. Jeremy Lamb chiude la sua partita con 21 punti in uscita dalla panchina, Tony Parker contribuisce con 11 punti in 17 minuti ma l’attacco Hornets si ferma nel quarto di gioco finale.

La sconfitta di Miami allontana le speranze di playoffs per gli Charlotte Hornets (31-38), a 13 partite dalla fine della regular season ed in svantaggio negli scontri diretti nei confronti degli. Miami (33-36) è ora completamente padrona del proprio destino.

Dwyane Wade si confessa: “Ho pensato al ritiro durante l’era dei Big 3”

In una fase cruciale dell’ultima stagione della sua gloriosa carriera, Dwyane Wade ha concesso al Los Angeles Times un’esclusiva intervista in cui ha svelato un importante retroscena riguardo i 16 anni trascorsi in NBA.
Mentre il nativo di Chicago continua a raccogliere i saluti dei fan durante la sua “One last dance“, prima di appendere definitivamente le scarpe al chiodo; ha infatti fatto sapere di aver seriamente pensato al ritiro già in passato, precisamente durante l’epoca di maggiore successo per la franchigia della Florida: quella dei Big Three di cui lo stesso n°3 faceva parte insieme a LeBron James e Chris Bosh.

Dwyane Wade si confessa: i problemi alle ginocchia e la prima ipotesi di ritiro

Nonostante i 2 titoli vinti nelle quattro stagioni in cui i tre all star hanno condiviso il parquet, i ripetuti problemi fisici, principalmente alle ginocchia, accusati da D-Wade, portarono a prendere in considerazione l’ipotesi dell’addio al basket giocato.

“Le ginocchia soffrivano davvero tanto. Il mio ginocchio destro aveva due lividi ossei. Mi sono operato tre volte al ginocchio sinistro, e ora ho l’artrite” ,ha detto Wade, “C’è stato un periodo in cui non volevo più giocare per non provare più dolore”

Fortunatamente per gli amanti del basket statunitense, la quinta scelta assoluta al draft 2003 ha lasciato alle spalle tutto ciò, in modo da potersi godere pienamente gli ultimi match in maglia Heat.

La situazione attuale dei Miami Heat non è di certo la stessa di quella durante la quale Wade ha contemplato per la prima volta il ritiro, ma può comunque considerarsi positiva. Trascinati dai 14.1 punti a partita del futuro Hall of Famer, la squadra di coach Spolestra occupa l’ottava posizione della Eastern Conference, l’ultima valida per accedere ai playoff, con un record di 32-36 e due partite di vantaggio sugli Orlando Magic. Sicuramente si farà di tutto per regalare alla leggenda degli Heat un ultima apparizione alla postseason.

Dwyane Wade: “Darò tutto come leader e voce del gruppo”

Dwyane Wade: il numero 3 di Miami è ormai agli ultimi mesi da professionista come giocatore Nba. In questo periodo Flash, pur partendo dalla panchina, sa perfettamente quale sarà il ruolo da ricoprire nel roster guidato da Spoelstra, come da lui stesso dichiarato, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere i playoff.

DWYANE WADE: LE DICHIARAZIONI DELL’EX BULLS

Il numero 3 di Miami, qui mentre esulta alla realizzazione del buzzer-beater contro gli Warriors.

Ai microfoni di Miami Herald, in particolare, il prodotto di Marquette ha spiegato della sua importanza come specialista degli ultimi minuti di match, compito che solamente i grandi campioni come Wade possono assumersi.

Non importa che tu abbia 17 anni o sia al 36 esimo anno di età. Questa squadra ha bisogno che io la guidi nei momenti più difficili, nei momenti chiave del match. Da qui alla fine della stagione sarà questo il mio obiettivo principale.

In 56 partite sinora disputate, il nativo di Chicago è partito sempre dalla panchina. Attualmente, Wade, nonostante il suo status di sesto uomo di lusso, sta mantenendo statistiche davvero importanti, considerando anche il minutaggio (25,6 minuti):

  • 14,2 punti
  • 3,7 rimbalzi
  • 4,3 assist
  • 43,8 FG%
  • 32,1 3P%

Aldilà dei freddi numeri, comunque, è evidente come l’ex Cavaliers rappresenti un tassello fondamentale per questa franchigia, il quale riconosce in lui il ruolo di guida, come da lui stesso sottolineato.

Questa squadra ha bisogno di un leader e di una voce. Voglio che tutti i ragazzi sappiano che potranno contare su di me da qui alla fine della stagione. Quando i giochi iniziano a contare davvero, io non mi tiro di certo indietro.

Gli Heat, ora, sono all’ottavo posto della Eastern Conference, con Magic e Hornets pronti ad approfittare di ogni loro errore. Nelle prossime 16 partite, però, Miami avrà un’arma che nessuna delle due franchigie sopracitate potrà mai utilizzare: dare la palla in mano a D-Wade negli istanti finali di match. E in questi casi, possiamo starne certi, qualcosa di incredibile accade molto spesso.

Heat-Hornets, Whiteside spinge Miami, coach Spoelstra: “Hassan al suo meglio”

Una doppia-doppia da 18 punti e 15 rimbalzi, con 4 stoppate, di Hassan Whiteside risolve la sfida playoffs tra Miami Heat e Charlotte Hornets.

Allo Spectrum Center di Charlotte, North Carolina, gli Heat (30-34) di Whiteside e di un Kelly Olynyk da 22 punti e 11 rimbalzi colgono una vittoria importantissima, che li proietta all’ottavo posto provvisorio nella Eastern Conference.

91-84 il risultato finale tra Heat-Hornets. Percentuali basse al tiro per le due squadre e tante palle perse (39 in totale a fine gara), Kemba Walker fatica in attacco e chiude con 20 punti e 7 assist, ma con un modesto 5 su 17 al tiro (3 su 10 dalla lunga distanza). Frank Kaminsky, per settimane ai margini delle rotazioni di coach James Borrego, tra i migliori in campo con una prova da 20 punti e 4 su 5 al tiro pesante in 23 minuti, in uscita dalla panchina.

Dopo un terzo quarto a basso punteggio (18-15 Heat), sono gli ospiti a prendere il comando della gara ed a chiuderla con un parziale da 16-2, ispirato dalle triple di Olynyk. Il giocatore canadese parte in quintetto e rimane in campo per ben 44 minuti.

Heat-Hornets, coach Spoelstra: “Whiteside al suo meglio”

Hassan Whiteside, spesso al centro di polemiche circa il proprio ruolo in squadra e nei confronti di coach Eric Spoelstra, si cala alla perfezione nel ruolo di “panchinaro di lusso” affidatogli recentemente dal coach 2 volte campione NBA.

L’ex giocatore dei Sacramento Kings chiude la sua gara con una sontuosa doppia-doppia in soli 20 minuti di utilizzo, in una serata imprecisa al tiro per Dwyane Wade (8 punti con 4 su 15 al tiro), Josh Richardson e Dion Waiters.

Hassan è stato decisivo stasera” così “coach Spo” nel post gara tra Heat-Hornets “Ha avuto un grandissimo impatto su entrambi i lati del campo, questo è Hassan Whiteside al suo meglio“.

La partita di Charlotte è stata un ritorno a casa per Whiteside, originario di Gastonia, North Carolina: “Giocare qui e passare del tempo con mia madre e la mia famiglia mi riporta alla realtà (…) io sono a disposizione di coach Spoelstra, qualsiasi sia il ruolo affidatomi. Quintetto, panchina, io sono pronto“.

Nonostante un minutaggio limitato, Hassan Whiteside si è dimostrato la consueta “macchina da doppie-doppie” per i suoi Miami Heat in questa stagione: in 55 partite disputate (25.1 minuti di media), l’ex Kings ha viaggiato a 12.9 punti, 12.2 rimbalzi e 2.2 stoppate a gara.

Nelle ultime due uscite stagionali, coach Spoelstra ha approfittato di un problema fisico del suo centro titolare per schierare in quintetto il secondo anno da Kentucky Bam Adebayo (10 punti, 5 rimbalzi e 2 stoppate per l’ex Wildcats). I Miami Heat hanno ora una gara di vantaggio su Charlotte Hornets e Orlando Magic, e sono attesi da una serie di 5 partite casalinghe (Cleveland la prima, poi Toronto, Detroit e Milwaukee prima di sfidare di nuovo gli Hornets).

Una serie importantissima per Whiteside e compagni, che cercheranno di distanziare definitivamente le inseguitrici e regalare a Dwyane Wade un’ultima partecipazione ai playoffs NBA.

Heat-Hawks, Vince Carter è il 20esimo miglior marcatore NBA, Wade guida le guardie NBA per stoppate

L’inossidabile Vince Carter e Dwyane Wade, avversari per l’ennesima volta nella notte di lunedì alla American Airlines Arena di Miami, Florida, hanno ritoccato alcuni record personali.

 

Grazie ai 21 punti messi a referto (con 7 tiri da tre punti mandati a bersaglio su 11 tentativi) nella sconfitta in trasferta per 113-114 dei suoi Atlanta Hawks, Vince Carter è diventato il 20esimo miglior marcatore della storia NBA.

 

Carter ha raggiunto a Miami quota 25.280 punti segnati in carriera, superando Reggie Miller (fermo a quota 25.279). L’ex star di Toronto Raptors, New Jersey Nets e Dallas Mavericks è oggi a 371 punti di distanza da Carmelo Anthony, attualmente 19esimo e fermo dallo scorso dicembre.

 

 

Non sono bastate per Atlanta le prestazioni di Carter e Kent Bazemore (18 punti, 7 rimbalzi e 3 assist in 28 minuti). Trae Young incappa in una brutta serata di tiro e chiude con 14 punti (4 su 11 dal campo), 8 assist e 8 palle perse.

 

Dwyane Wade conduce di peso i suoi Miami Heat (29-34) ad un’importante vittoria per non abbandonare la corsa ai playoffs della Eastern Conference. Il 3 volte campione NBA ha chiuso la sua partita con 23 punti e 5 assist in ben 31 minuti di gioco, in uscita dalla panchina.

 

Grazie ad una stoppata sul rookie degli Atlanta Hawks B.J. Johnson, Dwyane Wade è inoltre diventato la guardia NBA con più stoppate in carriera, con 1.052 tiri respinti. Il record NBA per stoppate complessive “rifilate” da una guardia NBA per la sola regular season appartiene invece a Michael Jordan (893), come riportato da ESPN. L’ex giocatore di Phoenix Suns ed Atlanta Hawks Joe Johnson e l’ex Bulls Ben Gordon le “vittime” predilette in carriera da Dwyane Wade in questa particolare classifica.

 

I Miami Heat occupano al momento la decima posizione nella Eastern Conference, a sola mezza partita di distanza dagli Orlando Magic, attualmente ottavi.

 

Post Heat-Nets, parla Pat Riley: “Ho grande aspettative per Miami quest’anno”

Post Heat-Nets importante per la franchigia della Florida sopratutto in chiave Playoff. Di questo e molto altro ne ha parlato il proprietario Pat Riley nel post gara

Post Heat-Nets importante per la franchigia della Florida sopratutto in chiave Playoff. Di questo e molto altro ne ha parlato il proprietario Pat Riley nel post gara.

Post Heat-Nets, Riley: “Crediamo nel sogno Playoff”

I Miami Heat non mollano la presa in chiave Playoff. La franchigia della Florida, insieme agli Orlando Magic trascinati da Nikola Vucevic e agli Charlotte Hornets per la lotta ai Playoff dell’Eastern Conference.

Con il successo ottenuto dagli uomini di Spoelstra contro gli involuti Brooklyn Nets di coach Atkinson, gli Heat infatti sono ad una sola vittoria di distanza dall’ottavo posto Playoff occupato proprio dai Magic.

L’ottimo rientro di Jones Jr., la buona prestazione di Olynyk e le prossime situazioni contrattuali in vista della prossima stagione potrebbero portare ad un limbo pericolosissimo tra il tank e la lotta Playoff proprio per il team della Florida.

In attesa di conoscere molte indicazioni concrete per il futuro degli Heat, è il proprietario degli Heat il leggendario head coach Pat Riley a voler chiarire gli obiettivi della franchigia per questa stagione.

Ecco le parole rilasciate da Riley nel post gara tra Heat e Nets:

Ho grandi aspettative in questa stagione. Crediamo, l’intera organizzazione e il nostro coach crede nel nostro progetto e nelle potenzialità nella nostra squadra. Nelle ultime 10 partite con le nostre dirette concorrenti come Detroit abbiamo dimostrato il nostro valore. Noi sappiamo di essere e di avere potenzialità per essere una squadra top eight nell’Eastern Conference. Vogliamo e crediamo fortemente nell’obiettivo post-season e la squadra è concentrata per tagliare il traguardo davanti ai Magic e le altre concorrenti all’ottavo posto”.

Dwayne Wade: One Last Dance, One last Shot!

Dwyane Wade

“One Last Dance” non è solo un film incentrato sulla danza, è attualmente la frase più utilizzata nel mondo cestistico per rendere omaggio a Dwyane Wade: uno dei più grandi campioni giunto al capitolo finale della sua incredibile storia in NBA.

 

Che questo ragazzo fosse un predestinato lo si era capito già nel lontano 2003; scelto alla numero 5 da i Miami Heat nel Draft più incredibile di sempre (James 1°, Milicic 2°, Anthony 3°, Bosh 4°) si dimostra subito all’altezza delle aspettative: nella sua prima stagione in maglia Heat si guadagna la convocazione in nazionale e nel secondo anno, anche grazie all’arrivo di Shaquille O’Neal   porta la franchigia della Florida alla sua prima storica finale di Conference.

 

Dwyane Wade una storia eterna

 

Nel terzo anno nella lega, Pat Riley capo allenatore e Presidente dei Miami Heat costruisce la squadra intorno a Wade, aggiungendo dei veterani con tanta voglia di vincere ed un duo spettacolare composto appunto dal nativo di Chicago e Shaq. La squadra gira alla grande, arriva in finale dove affronta i Dallas Mavericks capitanati dal Leader Tedesco Dirk Nowitzki.

Miami soffre e va sotto 0-2 nella serie, allontanando nuovamente Wade dal suo appuntamento con la storia, ma in Florida le cose cambiano: Miami grazie al fattore campo ribalta la serie e si porta avanti 3-2, ma il vero capolavoro viene fatto in Texas. Wade e compagni disputano una sontuosa partita che detronizza definitivamente Dallas e porta gli Heat e Dwyane al loro primo storico titolo.

 

L’era dei big three: Wade-LeBron-Bosh

 

Nel 2010 alla corte dei Miami Heat arrivano due giocatori dal talento indiscutibile uno risponde al nome di Lebron Raymone James e l’altro è Chris Bosh. L’intesa sul campo e fuori dei “Big Three” è palese, tanto da ritornare in finale, ad aspettarli ci sono nuovamente i Dallas Mavericks, ma questa volta la serie ha un epilogo diverso e Miami ne uscirà sconfitta.

 

Le critiche da parte di tutto il mondo NBA non si fanno attendere, ignari che quella squadra era destinata a vincere, infatti arriveranno due titoli consecutivi: il primo contro gli Oklahoma City Thunder (serie vinta per 4-1) e il secondo contro i San Antonio Spurs.

 

Purtroppo per Wade arriverà un altro boccone amaro, gli Spurs sconfitti l’anno precedente si prendono la rivincita nella finale del 2014, è la fine di un ciclo per Miami: Lebron lascia la Florida e Wade non riuscirà più ad approdare in finale.

L'addio di Wade ai Bulls
Ecco le parole di Wade sull’addio ai Bulls

Wade tra Chicago, Cleveland e casa sua…

 

Nel 2016 decide di andare a giocare ai Chicago Bulls, sua città Natale. Disputerà 59 partite mettendo a segno 1.088 punti; in Illinois non lascia troppo il segno disputando un primo turno di playoffs che Chicago dominava prima dell’infortunio di Rondo. Wade vorrebbe continuare un altro anno, ha un contratto ma viene lasciato andare dopo la trade di Jimmy Butler e la mancata conferma di Rajon Rondo. Il progetto dei big 3 di Chicago si spegne prima di nascere.

 

L’anno successivo dunque decide di ricongiungersi con il suo fraterno amico Lebron approdando ai Cleveland Cavaliers reduci dal titolo vinto contro il Golden State Warriors. La sua è una stagione piuttosto travagliata, e nel momento di massima crisi dei Cavs decide di tornare a Miami, la franchigia che lo ha sempre amato e che lo ha reso un campione indiscusso. Così durante la deadline riesce a tornare alla corte di Spoelstra, ancora allenatore di Miami e con Pat Riley.

 

Siamo giunti ai giorni nostri, stagione 2018/2019: Wade annuncia che a fine stagione appenderà le scarpe al chiodo. Al grido di “One Last Dance” tutto il mondo cestistico si prepara a tributare l’ultimo applauso alla straordinaria carriera di Dwyane Wade. Tributi in ogni palazzetto, saluti da parte dei tifosi di ogni franchigia per quello che è ed è stato uno dei giocatori più grandi dei nostri tempi, un primo violino in grado di trasformarmi in spalla di James o elevarsi a leader quando ce n’era più bisogno.

 

Ora un ultimo ballo per salutare tutti, con tanto di canestro folle e vittoria contro Golden State che ha fatto impazzire il mondo NBA: ripensaci Flash, resta con noi!

Dwyane Wade supera gli Warriors sulla sirena: “Che tiro, e che momento! Significa molto per me”

Dwyane Wade approfitta da campione di quello che nel mondo del calcio si definirebbe un “rimpallo”, e beffa i Golden State Warriors sulla sirena alla America Airlines Arena di Miami.

 

126-125 il risultato finale tra Miami Heat e Golden State Warriors. Per gli uomini di coach Eric Spoelstra una vittoria insperata, e vitale per non perdere terreno ed approfittare delle difficoltà degli Charlotte Hornets (ottavi nella Eastern Conference, a mezza partita di distanza da Heat e Magic).

 

A 14 secondi dal termine, due liberi di Kevin Durant (29 punti e 5 assist a fine gara) siglano il +2 Warriors. Senza più time-out da spendere, Dwyane Wade porta il pallone in attacco e consegna in emergenza nelle mani di Dion Waiters.

 

 

L’ex Cleveland Cavs cerca spazio per il tiro, ma viene raddoppiato e trova di nuovo Wade, che fa saltare Durant sulla finta, si alza a propria volta ma viene stoppato da Jordan Bell, accorso in aiuto.

 

Wade raccoglie a mezz’aria il pallone deviato da Bell, e con pochi decimi sul cronometro lascia andare un tiro che colpisce la tabella e finisce sul fondo della retina, per il definitivo +1 Heat.

 

L’American Airlines Arena esplode di gioia, mentre il #3 degli Heat balza su tavolo dei telecronisti e viene sommerso dagli abbracci dei suoi compagni: “Uno dei tiri più difficili che abbia mai segnato in situazioni del genere. Ne ricordo uno che anni fa Kobe Bryant segnò proprio contro di me, qui a Miami (…) un tiro particolare, ma speciale per me. Segnare un tiro così e vincere una partita così nel mio ultimo anno di carriera… un momento speciale“.

 

Dwyane Wade: “Un tiro che significa molto per me”

 

Gioia e momenti di grande emozione nello spogliatoio Heat dopo il finale di partita, con un lungo abbraccio tra Dwyane Wade e coach Spoelstra:

 

L’ho abbracciato, non ci ho pensato due volte. Le nostre reazioni genuine, spontanee dopo un tiro così sono la cosa più bella, il momento in cui abbiamo realizzato che il tiro era entrato, in cui abbiamo visto gli arbitri convalidare ed abbiamo guadato il tabellone ed il punteggio… gioia, gioia pura anche dopo 16 anni di carriera. Uno dei miei momenti più belli

 

– Eric Spoelstra su Dwyane Wade –

 

 

Dwyane wade è il miglior realizzatore della serata in casa Heat, con 25 punti, 7 rimbalzi e 5 su 8 al tiro da tre punti in 26 minuti in uscita dalla panchina.

 

Come riportato da ESPN, il tiro vincente di Wade porta il tre volte campione NBA al primo posto a pari-merito con Kobe Bryant nella speciale classifica di “buzzer beaters” realizzati (5) dalla stagione 2003\04.

 

La squadra aveva un gran bisogno di una vittoria così, abbiamo lottato. mi sono trovato tante volte in una situazione del genere a fine partita, e tante volte il tiro non è entrato. Segnare così, su una gamba sola in mezza giravolta è pazzesco, soprattutto in casa, davanti al nostro pubblico (…) penso che la cosa più bella per me sia stata quella di riuscire a far vedere in prima persona ai ragazzi più giovani un “numero” che mi è già riuscito in passato, ma che magari non hanno avuto la possibilità di vedere (…) far vedere alla gente che non smetto perché fisicamente non sono più in grado di reggere, ma essere sino all’ultima partita un giocatore sul quale fare affidamento, una guida per i miei compagni. Questo significa molto per me, perché non ho mai smesso un minuto di lavorare sul mio gioco

 

Steph, Kobe e gli altri, le reazioni del mondo NBA al tiro di Wade

 

Kevin Durant rende l’onore delle armi al collega e rivale Wade:

 

Non avevo nemmeno realizzato che questa fosse l’ultima nostra partita da avversari. Ci ha appena battuti, pensavo solo a questo. Dwyane Wade è un grandissimo giocatore ed una grandissima persona, un atleta che ho sempre seguito sin dai tempi della scuola. La sua carriera ed i suoi successi con i Miami Heat parlano per lui, ho un grande rispetto per ciò che Dwyane è riuscito a realizzare. Questo è il suo ultimo anno, ma non è la stagione che ti aspetteresti da un giocatore prossimo al ritiro

 

 

Steph Curry, col quale è avvenuto il rituale scambio di canotte al termine della gara, aggiunge:

 

Tanti sorrisi anche da parte nostra. Certo, sorrisi amari, ma abbiamo visto qualcosa di speciale, una giocata così ( di Wade, ndr) nel suo palazzetto, al suo ultimo anno da giocatore. Avrei preferito vederlo saltare sul tavolo degli ufficiali di gara contro qualcun altro, ma è un momento che rimarrà nella storia del gioco e che ci ha ricordato che razza di giocatore sia Dwyane Wade. Bello da vedere e bello assistervi, ma abbiamo comunque perso

 

 

Un felicissimo Dwyane Wade ha ringraziato nell’immediato post partita Kobe Bryant, che durante la stagione 2009\10 segnò un tiro simile per battere i Miami Heat sulla sirena finale: “Voglio ringraziare Kobe Bryant che mi ha mostrato come si fa. Mi sono sempre chiesto come avesse fatto a segnare un tiro del genere, ora lo so. Mamba Mentality!“.

 

 

Chris Paul, l’ex compagno di squadra nella breve avventura ai Cleveland Cavs Isaiah Thomas, l’attuale compagno di squadra Goran Dragic e tanti altri si sono affidati ai social network per rendere omaggio alla giocata di Dwyane Wade.

 

Miami Heat, missione playoffs per Dwyane Wade, coach Spoelstra: “Una nostra responsabilità”

Con 24 partite ancora da giocare, e l’ottava posizione ad Est distante una partita e mezza, la possibilità che la stagione dei Miami Heat e “l’ultimo ballo insieme” di Dwyane Wade possano concludersi già il prossimo 11 aprile potrebbe presto diventare concreta.

 

I Miami Heat di coach Eric Spoelstra, sconfitti in casa nella serata di sabato dai Detroit Pistons, hanno subito l’ottava sconfitta nelle ultime 10 partite. Al mai troppo tempestivo ritorno in campo di Goran Dragic (e Derrick Jones Jr) si sono aggiunti i recenti infortuni di Justise Winslow (una delle note più positive in stagione in Florida) e Rodney McGruder.

 

Il 37enne Wade è stato costretto in queste ultime settimane a sobbarcarsi una mole extra di lavoro in campo, nel tentativo di mantenere la rotta. 15.4 punti, 4.4 rimbalzi e 4 assist a partita in quasi 27 minuti d’impiego per “flash” nelle ultime 10 partite, per una squadra che in stagione non è sinora riuscita a fare meglio di un modesto 11-17 tra le mura amiche della American Airlines Arena.

 

 

Coach Spoelstra è consapevole del momento della sua squadra, e del particolare momento del suo amato #3. L’allenatore tre volte campione NBA si è detto sicuro che l’intenzione della squadra di regalare a Dwyane Wade un’ultima partecipazione alla post-season potrà servire da carburante extra per lo sprint finale dei Miami Heat:

 

Il punto è, le prossime 24 partite saranno le sue (di Wade, ndr) ultime partite. Come gruppo percepiamo quel senso di urgenza, quella responsabilità, ed è una sensazione positiva ed impossibile da replicare o inculcare, per un allenatore. Il minutaggio di Dwyane inizia a crescere, è stata una lunga stagione fino a qui ma ora si sente bene. Lo abbiamo protetto per tutta la stagione ed ora è il momento di sfruttarlo. Non intendo fare grossi cambiamenti da qui a fine stagione, non voglio toccare niente che possa andare fuori posto ora

 

– Eric Spoestra su Dwyane Wade ed i Miami Heat –

 

Miami Heat, i playoffs da regalare a Dwyane Wade, ma quale futuro?

 

I Miami Heat del “presidentissimo” Pat Riley hanno tentato più volte in stagione di rinforzare la squadra, profonda ma priva – in assenza di Goran Dragic – di un All-Star e scorer di alto livello, eccezion fatta per l’attempato Wade.

 

A dicembre, la trattativa tra Heat e Minnesota Timberwolves per Jimmy Butler era naufragata ad un passo dall’arrivo, a causa delle esose richieste di Tom Thibodeau. Le ore successive l’annuncio di Anthony Davis e Rich Paul avevano visto i Miami Heat quali possibili outsider per la corsa alla star dei New Orleans Pelicans.

 

“Pacchetti” basati sul talento di giocatori come Josh Richardson, Justise Winslow e Bam Adebayo non hanno stuzzicato l’interesse di Timberwolves e Pelicans. Le uniche mosse di mercato di rilievo sono state le partenze di Tyler Johnson e del suo impegnativo contratto, e del futuro free agent Wayne Ellington.

 

 

I pesanti contratti di Hassan Whiteside, Dion Waiters e James Johnson scadranno rispettivamente nel 2020 e 2021, ed una lunga serie di infortuni ha privato coach Spoelstra di un giocatore versatile come Johnson, limitato a sole 41 anonime apparizioni quest’anno.

 

L’impossibilità di liberare spazio salariale prima dell’estate 2020 e la relativa competitività del roster (Dragic ha 32 anni ed è reduce da un’operazione al ginocchio destro), nonostante la presenza di alcuni giocatori e di un allenatore di indiscusso talento, condanneranno i Miami Heat ad un limbo della durata di almeno 16 mesi.

 

A meno che Pat Riley e coach Spoelstra non decidano di abbattere quanto di buono costruito a South Beach dopo la partenza di LeBron James, e rifondare la squadra cedendo i giovani Richardson e Winslow.

 

Le decisioni estive potranno però aspettare. I Miami Heat saranno in missione da qui a metà aprile per regalare un’uscita di scena degna al miglior giocatore della storia della franchigia, Dwyane Wade.

Miami Heat, Goran Dragic è pronto, in campo contro i Philadelphia 76ers

petrovic-goran dragic-Miami Heat Dragic

Buone notizie in casa Miami Heat, Goran Dragic è pronto a fare ritorno sul parquet, dopo l’operazione al ginocchio destro e quasi tre mesi di stop.

Gli Heat hanno annunciato nella giornata di mercoledì che sia Dragic che l’ala Derrick Jones Jr saranno abili e arruolati per la sfida di Philadelphia di giovedì notte, contro dei 76ers privi di Joel Embiid.

Goran Dragic si era sottoposto il 19 dicembre scorso ad un intervento in artroscopia al ginocchio destro, ginocchio che aveva creato problemi all’All-Star sloveno sin dall’inizio della stagione. Derrick Jones Jr aveva invece riportato una distorsione al ginocchio destro durante una trasferta a New York, lo scorso gennaio.

Inizialmente, e come dichiarato da coach Eric Spolestra, il minutaggio dei due giocatori sarà controllato. I Miami Heat (26-30) occupano al momento il nono posto nella Eastern Conference, dietro ai Detroit Pistons.

Il recupero di Dragic, reduce da una stagione dal All-Star nel 2017\18, potrebbe risultare decisivo nella corsa ai playoffs dei Miami Heat, in quella che potrebbe essere l’ultima partecipazione alla post-season in carriera di Dwyane Wade.

Per Dragic, 15.3 punti e 4.9 assist a partita in stagione, in sole 14 partite giocate prima dell’infortunio.

Dwyane Wade sui Warriors: “Con DMC sono ad un livello irraggiungibile”

Dwyane Wade ritiro

Nel post partita tra i Miami Heat e i Golden State Warriors la guardia della franchigia della Florida, Dwyane Wade, si è espresso sul quintetto dei Warriors. Il numero 3 degli Heat è la prima volta che si trova ad affrontare i Golden State al completo, rimandone positivamente sorpreso.

Wade sul quintetto dei Warriors e l’innesto di Cousins

Sono uno dei quintetti più forti che abbia mai giocato su un parquet NBAha dichiarato il numero 3 degli Heat a Ohm Youngmisuk di ESPN. “Questi cinque insieme sono una potenza che raramente si è vista nella storia, non a caso sono i campioni in carica. L’aggiunta di DeMarcus ha portato i Warriors a un livello superiore, quasi irraggiungibile. D’altronde è questo quello che fanno i grandi team: continuano ad aggiungere pezzi importanti nonostante la squadra sia già la più forte“.

Se lo dice uno come Dwyane, che di superteam ne sa qualcosa, vuol dire che questa potrebbe veramente essere una delle squadre più forti di sempre. Infatti Wade ha fatto parte dei famosi Big Three che hanno portato Miami 4 volte alle Finals in 4 anni (vincendo 2 anelli). In quel roster c’erano anche LeBron James ed ovviamente Bosh.

L’arrivo in estate di DeMarcus Cousins ha veramente completato un quintetto che era quasi perfetto. L’ex Pelicans è stato indisponibile fino al 10 di gennaio a causa dell’infortunio al tallone d’Achille subito lo scorso anno. Kerr, infatti, sta usando il lungo nativo dell’Alabama con il contagocce, vista la sua lunga inattività. Però ai playoff DeMarcus avrà sicuramente molti più minuti, soprattutto quando le partite saranno più tirate e decisive.

Sul Boogie, ieri notte, si è espresso pure lo stesso Kerr che, nonostante questa sia stata la peggior prestazione del suo centro quando è ai Warriors (statisticamente parlando). Steve ha dichiarato di esser felice dalla partita disputata da Cousins.

DeMarcus è entrato a partita in corso e ha dato una grande energia ai compagni… Sta portando questa enfasi e voglia di vincere in ogni partita e sta migliorando sempre di più, adattandosi perfettamente gioco della squadra“.

Dwayne Wade ritiene presto potrebbero vedere un altro quintetto in stile Warriors

Tornando a parlare dell’intervista di Wade, l’ex Bulls ha anche detto che, secondo lui, questo potrebbe non essere l’unico super quintetto che vedremo in questi anni.

“Per esempio, se si guarda come si sono mossi i Sixers fino ad ora, hanno azzeccato tutte le firme e trade. Prima hanno racimolato giovani dal enorme potenziale, li hanno fatti crescere e nella stagione della maturazione hanno giocato l’all-in. Muovendosi in maniera ottima in questa trade dedline hanno formato un altro gran quintetto base. Ovviamente non è al livello dello staring five dei Warriors, ma in prospettiva è molto molto interessante”.

Nel match di ieri sera il team di Miami, dopo un testa a testa nel finale, si è dovuta arrendere alla franchigia di Steph Curry e KD per soli 2 punti (120-118). La squadra di Spoelstra era partita molto meglio dei campioni NBA in carica, realizzando un parziale di 26-7 a inizio primo quarto. Però, nel corso del match, i Warriors sono saliti in cattedra e hanno portato a casa la vittoria. Vittoria arrivata grazie ai 39 punti di Kevin Durant, 29 di Klay Thompson e 25 di Steph Curry. Così la squadra di coach Steve Kerr continua nella sua striscia di 17 W in 19 sfide.