I Bucks, Aaron Rodgers e la birra, poi Terrell Owens e Gucci Mane, Milwaukee posto da star

bucks aaron rodgers birra

Anche una gara di bevute di birra tra Aaron Rodgers, leggenda dei Green Bay Packers della NFL, l’uomo di linea dei “green & gold” David Bakhtiari e Christian Yelich dei Milwaukee Brewers è indizio di una squadra, i Bucks, che – grazie alle prestazioni della sua superstar Giannis Antetokounmpo – è finalmente uscita (almeno a livello di hype) dalla penombra dello small market NBA.

La sfida a tre in una delle capitali USA dell’industria brassicola, il Wisconsin (per la cronaca vinta dal gigante David Bakhtiari), si è rivelata un gustoso siparietto in un Fiserv Forum rumoroso e pieno di tifosi “ordinari” così come di star del mondo dello spettacolo a stelle e strisce.

Non esattamente la vista cui gli abitanti di Milwaukee, famosa per Happy Days e per la sua vicinanza (poco più di un’ora di auto) da Chicago, sono sempre stati abituati.

La presenza di Giannis Antetokounmpo, che sta cercando di riportare la finale NBA in Wisconsin 38 anni dopo Lew Alcindor ed Oscar Robertson, e che potrà diventare nei prossimi anni la stella NBA più pagata di sempre, a trasformare la città del nord-est in un posto da star.

Al Fiserv, che dal 2018 ha sostituito il vecchio Bradley Center, ecco comparire per la quinta partita della serie di finale della Eastern Conference tra Bucks e Toronto Raptors, Aaron Rodgers – tifoso storico – seduto di fianco a Mallory Edens, figlia del proprietario della squadra, con indosso una maglietta del rapper Pusha T.


Una risposta alle “provocazioni” di un’altra star della musica statunitense, il tifoso numero 1 dei Raptors Drake con cui Pusha T ha in corso da alcuni anni una faida a colpi di dissing.

A proposito di rap, in prima a fila a sostenere Giannis Antetokounmpo e compagni ecco apparire Gucci Mane, altro nome importante del panorama musicale USA, ed il campionissimo NFL Terrell Owens.

Bucks, infortunio alla caviglia destra per Giannis Antetokounmpo

L’infortunio alla caviglia destra di Giannis Antetokounmpo ha contribuito a rendere la sconfitta subita dai suoi Milwaukee Bucks in gara 5 contro i Toronto Raptors, se possibile, ancora più amara. Il Greek Freak, sostituito da George Hill a 1 minuto e 12 secondi dalla sirena finale, era poi rientrato in campo per mantenere viva l’inerzia della gara a 34 secondi dalla fine, sotto per 100-97. Giannis ha concluso gara 5 mettendo a referto 24 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 1 stoppata in 39 minuti giocati. 

Coach Mike Budenholzer, al termine della partita vinta da Kawhi Leonard e compagni con un punteggio di 105-99, ha chiarito i dubbi riguardo l’infortunio e la sostituzione del numero 34 dei Bucks, come riportato da Ben Golliver:

“Ha subito una distorsione alla caviglia a fondo campo. Semplicemente sembrava stesse soffrendo molto e non riuscisse a muoversi”

Abbiamo avuto una grande chance per vincere questa partita, sfortunatamente non abbiamo saputo coglierla. Ovviamente sono molto deluso. Dirvi il contrario non sarebbe coretto. Dobbiamo solo alzare la testa e continuare a credere in noi stessi e nelle nostre potenzialità. Solo così riusciremo a passare il turno.”

Così Giannis ha commentato la sconfitta dei suoi Bucks, senza soffermarsi troppo sui problemi fisici che sembrerebbero averlo coinvolto.

Gara 6, in programma questo sabato presso la Scotiabank Arena, casa dei Toronto Raptors, sarà una sfida da dentro o fuori per la franchigia di Milwaukee. I Bucks dovranno sperare di ritrovare, perciò, il miglior Antetokounmpo possibile in vista di una partita così delicata.

Mike Budenholzer contro Drake: “E’ sempre in campo, la NBA lo permette?”

budenholzer drake

Coach Mike Budenholzer non ha gradito la presenza costante a bordocampo, e spesso oltre i limiti della linea di campo, di Drake a Toronto.

Il musicista e produttore discografico canadese è da anni il tifoso numero 1 dei Toronto Raptors, sempre presente alla Scotiabank Arena e dal 2013 insignito della carica di “ambasciatore onorario dei Raptors nel mondo”.

Negli anni, l’artista di Toronto è diventato celebre nei circuiti NBA per il suo tifo appassionato e per le sue conoscenze. Drake è una figura riconosciuta e rispettata da tanti giocatori, e negli anni le sue interazioni con giocatori, arbitri e pubblico hanno trovato spazio nelle “note a margine” delle partite casalinghe dei suoi Raptors.

Durante le due partite della Scotiabank Arena tra Toronto Raptors e Milwaukee Bucks, in cui i padroni di casa hanno trovato la forza di impattare la serie di finale della Eastern Conference sul 2-2, l’invadenza di Drake durante la gara è apparsa agli occhi di coach Mike Budenholzer oltre i livelli di norma consentiti.

Ad esempio lo si vede durante i time-out” Spiega l’head coach dei Milwaukee Bucks “Non credo che a nessuno che non sia un allenatore o giocatore sia permesso di mettere piede in campo. Non so quanto tempo (Drake, ndr) passi in piedi e dentro al campo, ma di certo quello non è il posto dei tifosi, o di quale che sia il ruolo di Drake con i Raptors. Le linee e le barriere esistono per un motivo, di solito la NBA non permette questo tipo di cose“.

Durante la quarta partita della serie, dominata dai Raptors, Drake si è spinto un poco più in là con le sue interazioni: al solito in piedi lungo la linea di bordocampo laterale, il rapper canadese è passato dietro a coach Nick Nurse, approfittando del momento per una fugace ed amichevole scrollata di spalle con il “suo” head coach, peraltro fin troppo concentrato per accorgersi di nulla.

E’ difficile non notarlo” Ancora Budenholzer “Ogni tanto Drake approfitta dei time-out per coinvolgere il pubblico, oppure tentare di parlare con gli arbitri… insomma, lo si nota“.

La serie si trasferirà in Wisconsin per gara 5 nella notte italiana tra 23 e 24 maggio, per fare ritorno a Toronto per gara 6.

Milwaukee Bucks KO in gara 4, Eric Bledsoe è di nuovo in crisi

milwaukee bucks eric bledsoe

Eric Bledsoe, ci risiamo.

La serie di finale della Eastern Conference tra Milwaukee Bucks e Toronto Raptors fa ritorno in Wisconsin sul 2-2, dopo la larga vittoria dei padroni di casa alla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario.

Come già accaduto nelle serie precedente contro i Philadelphia 76ers, i compagni di squadra dell’acciaccato Kawhi Leonard trovano il momento perfetto per salire di livello: l’esperienza di Kyle Lowry, Danny Green, Marc Gasol e Serge Ibaka si dimostra dote preziosissima contro dei Bucks giunti – dopo due turni – alla prima vera sfida della loro post-season.

Non è la fine del mondo” Giannis Antetokounmpo non vuole cedere alla negatività anche dopo la terza sconfitta consecutiva dei suoi (la prima volta che accade in stagione, tra regular season e playoffs) “Abbiamo solo fatto male nel terzo quarto, niente che non possiamo sistemare“.

Dopo la sconfitta al secondo overtime di gara 3, arrivata a seguito di una partita chiusa con il 37% al tiro e con soli 30 punti combinati a referto per Antetokounmpo, Khris Middleton ed Eric Bledsoe, i Milwaukee Bucks riponevano grandi speranze per la quarta partita.

In gara 4, Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton hanno corretto il tiro (55 punti in due, 30 per la guardia ex Texas A&M), ma per Bledsoe, ad un partita da 3 su 16 al tiro è seguita una prestazione anonima da soli 5 punti e 7 tiri in appena 20 minuti di gioco.

L’ex giocatore di Los Angeles Clippers e Phoenix Suns, ai Bucks dal novembre 2017 e titolare di un’estensione contrattuale quadriennale da 70 milioni di dollari complessivi, che scatterà dalla prossima stagione, “firma” la quarta prova negativa della sua serie di finale, dopo la facile vittoria sui Detroit Pistons e l’incoraggiante seppur imperfetta serie contro i Boston Celtics.

Le quattro gare sinora disputate da Bledsoe parlano di 8.3 punti, 4.3 rimbalzi e 4 assist di media, con il 25% al tiro ed un comico 9.2% al tiro da tre punti su quasi 5 tentativi a partita (non la specialità della casa, va detto). Come riportato da Malika Andrews di ESPN, Bledsoe – di solito più che disponibile – non ha voluto incontrare i cronisti a fine partita, riparando sul pullman della squadra.


A sostenere la loro point-guard titolare ci pensano i suoi compagni di squadra: “Ci tengo a far sapere a tutti che non saremmo qui a giocare oggi senza Bled (Eric Bledsoe, ndr)” Così Pat ConnaughtonE’ normale sentirsi frustrati quando le cose non vanno, quando si gioca male e quando si vorrebbe aiutare la squadra ma non vi si riesce“. Coach Budenholzer ha per larghi tratti della gara preferito George Hill e Malcom Brogdon, nonostante le cattive percentuali di tiro dei due (2 su 11 e soli 4 punti per Brogdon, in 27 minuti).

Oggi parecchie cose sono andate male in campo” Continua Connaughton “Non siamo riusciti a far fronte alle difficoltà, come di solito facciamo“. Budenholzer conferma: “Oggi ci hanno maltrattato, questa è stata probabilmente la prima partita in cui difensivamente siamo stati ben sotto la sufficienza“.

In gara 4 l’intero “supporting cast” dei Milwaukee Bucks, a partire da Brook Lopez (sole 5 conclusioni), Nikola Mirotic ed il tandem George Hill-Malcom Brogdon (che potrebbe riprendere il proprio posto in quintetto per gara 5), ha viaggiato ben al di sotto delle sue potenzialità. La serie offensiva di Eric Bledose deve sostanzialmente ancora iniziare.

La quinta partita, pivotal game della serie tra le mura amiche del Fiserv Forum di Milwaukee sarà il palcoscenico adatto: “Gara 5 sarà una battaglia senza quartiere” Khris Middleton guarda avanti.

I Bucks cadono dopo 2 supplementari, Giannis: “Mai pensato sarebbe stato facile”

Dopo una lunga battaglia, continuata per due tempi supplementari, i Milwaukee Bucks si sono arresi ai Toronto Raptors. I canadesi padroni di casa hanno ottenuto la vittoria per 112-118, nella prima uscita sul parquet amico. La serie ora è riaperta sul 2-1 per Milwaukee, e gara 4 sarà un passaggio fondamentale per l’esito di queste Finali della Eastern Conference.

I padroni di casa sono stati in vantaggio per larga parte dell’incontro. Dopo essere andati sotto a 2 minuti dall’inizio delle ostilità, i Bucks avevano ritrovato il pareggio sull’88-88 a 4 minuti dalla fine dell’ultimo quarto, con un tiro da dentro di George Hill. Un canestro da due di Khris Middleton a 2 secondi dal termine ha poi mandato le squadre al primo overtime, sul 96-96.

Nei primi 5 minuti supplementari, i Raptors hanno tenuto ancora il pallino del gioco. Ma due tiri liberi di Hill a 14 secondi dal termine hanno spedito l’incontro, sul 103-103, al secondo overtime. In questo periodo finale i Bucks non sono riusciti più a rimanere a contatto di Kawhi Leonard e compagni, che hanno chiuso le ostilità con un vantaggio confortevole.

Nessun titolare di Milwaukee ha raggiunto quota 20 punti, mentre ci sono riusciti George Hill (24, tirando 7/9 dal campo e 7/8 dai liberi) e Malcom Brogdon (20), in uscita dalla panchina. Lo stesso Giannis Antetokounmpo non ha brillato sotto canestro, realizzando 12 punti e segnando 5 tiri su 16 tentati. Si fa in parte perdonare vincendo la bellezza di 23 rimbalzi. Non è stato comunque abbastanza per evitare la sconfitta sul lungo periodo.

“Non mi aspettavo sarebbe stato facile”

In seguito alla sconfitta e alla prestazione opaca, come riportato da Malika Andrews, per ESPN, il numero 34 dei Bucks si è concentrato, nello spogliatoio, sull’analisi dei suoi errori. Non si è presentato in conferenza stampa, ma ha preferito rispondere alle domande dei giornalisti direttamente dallo spogliatoio, che è stato l’ultimo ad abbandonare. Il greco è anche uscito anticipatamente dalla partita per somma di falli.

Giannis ha parlato così delle sue emozioni e di quelle dei compagni:

“Non ci piace perdere. E’ la cultura che abbiamo costruito come squadra. Ora siamo ancora a due partite dalle Finals, ma non possiamo saltare i passaggi. Dobbiamo farlo partita per partita, giorno per giorno. (…) Oggi saremmo potuti essere in vantaggio per 3-0, ma non abbiamo giocato abbastanza bene. Non mi aspettavo sarebbe stata un serie facile, comunque.”

Il giocatore ha poi risposto con decisione, lasciando lo spogliatoio, a chi gli ha chiesto se fosse deluso da se stesso per questa prestazione:

“Neanche per sogno! Sono Giannis. Ciò che ho fatto in vita mia fino ad ora lo sapete: spedito soldi a casa, messo i miei fratelli in scuole private, aiutato la mia famiglia in Grecia e in Nigeria. Deluso per una partita? Sarei davvero deluso da me stesso se lo fossi.”

Ha concluso promettendo miglioramenti in gara 4 e lodando il lavoro dei compagni in uscita dalla panchina, che hanno dato tanto in una notte in cui in titolari non erano al massimo.

Mike Budenholzer su Antetokounmpo: “Che fortuna averlo trovato”

kawhi leonard

NBA Finals sempre più vicine per i Milwaukee Bucks, solo 2 vittorie separano Giannis Antetokounmpo e compagni dalla possibilità di lottare per il Larry O’Brien Trophy.

Gran parte del successo dei Bucks va accreditato a Giannis Antetokounmpo che, a soli 24 anni, ha tutte le carte in regola per reclamare lo scettro di miglior giocatore della lega, al pari di mostri sacri come Kawhi Leonard, LeBron James e Kevin Durant.

Mike Budenholzer, coach dei Milwaukee Bucks, recentemente intervistato da Michael Lee per The Athletic, si è detto “onorato” di avere l’opportunità di allenare un giocatore come il greco.

“Mi sento incredibilmente fortunato ad avere in squadra un giocatore come Giannis (Antetokounmpo, ndr). Può ancora migliorare e ne è consapevole. Una cosa che ammiro di Giannis è la sua voglia di continuare ad alzare l’asticella, ad elevare il suo gioco fino alla perfezione. É un giocatore unico nel suo genere, può solo che migliorare”

Giannis Antetokounmpo: un giocatore determinante sia nella regular-season che nei playoffs

Le parole di coach Budenholzer su Giannis Antetokounmpo trovano un prezioso alleato nelle statistiche stagionali messe a referto dal numero 34 dei Bucks. 27.7 punti, 12.5 rimbalzi e 5.9 assist che hanno permesso alla franchigia di Milwaukee di ottenere il miglior record della lega. Il tutto tirando con percentuali vicine al 57% dal campo. La stagione “freak” del Dio greco è continuata anche durante i playoffs. Grazie alle prestazioni di Giannis, I Bucks sono avanti per un parziale di 2-0 nelle Eastern Conference Finals contro i Toronto Raptors.

In soli 6 anni di carriera nella massima lega, Antetokounmpo sembra aver già raggiunto l’apice della sua forma fisica e mentale. Il che avrebbe dello straordinario visti i suoi appena 24 anni.

Non sarebbe dunque una sorpresa se entro una decina d’anni, assoceremo il titolo di “migliore giocatore del mondo” proprio ad Antetokounmpo.

Bucks-Raptors: Milwaukee e Giannis fanno sul serio

Le squadre protagoniste delle Eastern Conference Finals sono le due che, probabilmente, i più avevano pronosticato. Quello che, verosimilmente, meno persone avevano previsto è il risultato delle prime due gare, soprattutto nel modo in cui si è realizzato. I Milwaukee Bucks, teste di serie numero uno, sono infatti in vantaggio per 2-0 sui Toronto Raptors, teste di serie numero due.

Prima dell’inizio delle ostilità l’attenzione di molti era incentrata sul confronto, molto intrigante e sulla carta equilibrato, tra le due stelle, Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard. I due hanno dato davvero il massimo nelle prime due uscite della serie. Tuttavia, la squadra del primo è riuscita a mostrare molto di più di quanto non sia riuscita a fare quella del secondo. I Bucks hanno infatti provato, per l’ennesima volta, di essere una squadra profonda, costruita con estrema intelligenza e allenata con raffinata competenza cestistica da Coach Mike Budenholzer, fresco di candidatura finale al premio di “Coach of the Year.

Parlando delle candidature per i premi relativi alla Regular Season, il Greek Freak è rientrato nella top 3 sia del premio di MVP che di “Defensive Player of the Year. E nelle ore in cui ciò veniva annunciato, il numero 34 di Milwaukee ha ricordato a tutti i motivi di questa doppia inclusione. Fortemente degno di nota inoltre, ancora, il supporting cast dei Bucks.

BUCKS-RAPTORS, GARA 1: RESILIENZA MILWAUKEE, STANCHEZZA TORONTO

Gara 1 della serie è stata sporca, combattuta e fisica. I Raptors ne sono stati in controllo quasi per l’interezza di tre quarti, prima di alzare bandiera bianca collettivamente e accettare una resa senza condizioni ai Bucks nell’ultimo periodo di gioco. Entrambe le squadre hanno sbagliato più di qualcosa in questa gara. Da entrambi i lati, giocatori importanti non sono riusciti a graffiare la partita come ci aspetterebbe, ed entrambe le compagini hanno fatto registrare percentuali di tiro insoddisfacenti. Milwaukee ha però dimostrato di poter vantare una caratteristica principe per qualsiasi gruppo di uomini che punti ad un obiettivo comune: la resilienza. I padroni di casa sono infatti stati praticamente sempre in svantaggio, mentre i loro tiri rifiutavano di lasciarsi andare all’abbraccio della retina. Nonostante questo, non hanno mollato e sono stati premiati dalla rimonta finale.

La gara si è messa subito in salita per i Bucks: alla fine del primo quarto i Raptors conducevano i giochi per 34-23. Gli affanni al tiro che ne hanno accompagnato tutta la partita erano già iniziati: solo 3 tiri da tre su 14 tentati hanno visto il fondo della retina. Toronto, dal canto suo, ha iniziato subito a tirare dal campo con efficacia, realizzando 13 tiri su 25. Nel secondo quarto la musica non è cambiata. Milwaukee si è resa conto che i tiri da oltre l’arco non volevano entrare e ha così diminuito i tentativi a 6, di cui 2 andati a segno. All’intervallo, comunque, gli ospiti erano ancora in vantaggio sul 59-51.

Uno dei meriti dei Raptors, nel primo tempo, è stato quello di distribuire i propri attacchi, con intelligenza, tra pitturato e tiro da fuori. Hanno realizzato ben 7 delle 13 conclusioni tentate in area, che i Bucks non hanno difeso tanto bene quanto ci hanno abituati a vedere.

Dopo l’intervallo le cose hanno iniziato a prendere, lentamente, una piega diversa. Le due squadre arrivavano da due semifinali sviluppatesi in modo opposto. Milwaukee ha liquidato i Boston Celtics in 5 gare, e senza troppa fatica, mentre Toronto ha dovuto sudare per 7 partite per poter superare lo scoglio Philadelphia 76ers. Ciò si era tradotto, nel primo tempo, in una mancanza di ritmo partita nei Bucks, contrapposto all’inerzia che sospingeva i canadesi, ancora viva dopo la gara 7 di domenica notte. Tutto questo si è però rivoltato contro i Raptors nel secondo tempo. La stanchezza di una serie più logorante si è fatta sentire sulla lunga distanza, mentre gli avversari, più freschi, rimuovevano progressivamente la ruggine dagli ingranaggi.

Arrivati all’ultimo periodo di gioco, Toronto sembrava davvero spremuta di ogni goccia di energia residua. Milwaukee, invece, ha alzato l’asticella dell’intensità difensiva ed offensiva, mettendo in atto un quarto quarto da 17-32. Parziale che ha permesso a Giannis e compagni di rimontare dall’83-76 al 100-108 finale. Dato chiave a testimonianza di questa inversione di tendenza di fine partita sono i tiri nel pitturato realizzati da Toronto dopo l’intervallo: 6 su 20. Alla fine del’incontro i punti realizzati in quella zona del campo per gli ospiti sono stati solo 26, mentre per i padroni di casa 44.

La difesa dei Bucks, nel terzo quarto, si chiude con energia intorno alla giocata in post di Pascal Siakam, poi stoppato da Giannis Antetokounmpo

Nei Bucks si distingue ancora Giannis, con 24 punti e 14 rimbalzi, ma a decidere l’incontro sono i punti decisivi di Brook Lopez, che chiude con 29 e un canestro da 3 fondamentale valso il 100-104. Tra le fila dei Raptors il solito Kawhi ne fa registrare 31, mentre Kyle Lowry cerca di fare il possibile, con 30 punti. Il playmaker, tuttavia, nell’ultimo periodo di gioco è stato abbandonato da tutti i compagni, Leonard incluso. Nessuno, infatti, al di fuori di lui è riuscito a segnare un tiro dal campo (0/15) nel decisivo quarto quarto.

Brook Lopez segna il canestro del 100-104 a coronare la rimonta di squadra e la sua prestazione

BUCK-RAPTORS, GARA 2: GIANNIS NON E’ AFFATTO SOLO, KAWHI SI’

Se in gara 1 si è vista una lotta accesa per la vittoria, soprattutto nel secondo tempo dell’incontro, in gara 2 non c’è stata partita. I Bucks hanno dominato i giochi dalla palla a due fino alla conclusione del “garbage time”. Antetokounmpo ha offerto una delle sue migliori prestazioni in questi playoff, mentre intorno a lui tutti i compagni davano prova della funzionalità del sistema di Coach Budenholzer. Per i Raptors c’è stato davvero poco da fare, in modo particolare a causa dell’infelice disparità di contributo offerto dal supporting cast, rispetto a quello avversario.

La partita si è aperta nel peggior modo possibile per la squadra ospite. Nel primo possesso dell’incontro Giannis ha effettuato una schiacciata nel traffico raccogliendo una palla appoggiata da lui stesso al tabellone. Dall’altra parte del campo, il primo attacco di Toronto si è chiuso con una stoppata del giocatore greco ai danni di Marc Gasol, che sembrava avere i due punti in tasca. Durante il terzo possesso, con ancora più di 11 minuti di giocare, la difesa ospite si è addormentata, lasciando libero il Greek Freak di ricevere e schiacciare con rabbia a canestro. Il palazzetto era in estasi, le urla dei tifosi sovrastavano già i rumori di gioco e, probabilmente, anche i pensieri dei giocatori, in particolare di quelli dei Raptors.

I primi, ma già decisivi, 4 punti segnati da Giannis Antetokounmpo nel minuto di apertura dell’incontro

L’aggressività con cui i Bucks sono scesi in campo gli ha permesso di imporsi fin da subito con determinazione sugli avversari. La fiducia e la sicurezza acquisite anche grazie all’atmosfera ribollente generatasi nel palazzetto, li hanno portati ad affermare il proprio gioco senza mai batter ciglio, o trovarsi in svantaggio. Milwaukee si è infatti potuta comodamente accomodare sul sedile del guidatore della partita dalla prima schiacciata del suo numero 34 fino alla sirena finale, sul 103-125.

La prestazione di Antetokounmpo salta immediatamente agli occhi per i 30 punti e i 17 rimbalzi, ma il greco ha anche fornito 5 assist ai compagni, eseguito 2 stoppate e rubato 1 pallone. E’ il primo Buck dopo Kareem Abdul-Jabbar a far registrare, in postseason, almeno 25 punti, 15 rimbalzi e 5 assist. La bellezza e il fascino di questa squadra, tuttavia, non si fermano ai numeri della sua stella. Il sistema di Milwaukee è così profondo che si può permettere di lasciare il solo Giannis in campo per 30 minuti o più. Giocando meno di mezz’ora, altri cinque giocatori sono andati in doppia cifra per punti segnati: Nikola Mirotic (15), Khris Middleton (12), Ersan Ilyasova (17, di cui 15 fondamentali nel primo tempo), Malcom Brogdon (14) e George Hill (13). Gli ultimi tre in uscita dalla panchina.

COSA ASPETTARSI PER LE PROSSIME GARE?

Se le prime due uscite di questa serie ci hanno fatto osservare qualcosa, è questo: i Milwaukee Bucks sono seri pretendenti all’anello NBA. Probabilmente, il fatto che avessero chiuso la stagione con il record numero uno della lega, avrebbe già dovuto muovere qualche campanello d’allarme in tal senso. Tuttavia, provenendo dalla Conference orientale ed essendo una squadra di giovane formazione, un po’ tutti avevano dubitato di loro. Queste due vittorie, invece, ne nobilitano la pretendenza al titolo. Hanno dimostrato ancora una volta di avere due caratteristiche fondamentali per una squadra vincente: la resilienza e la profondità.

C’è da dire una cosa: la serie con i Raptors è tutt’altro che chiusa. Le prossime due partite, giocate a Toronto, rappresenteranno un passaggio fondamentale nella stagione delle due franchigie. Qualora i canadesi dovessero riuscire a vincerle entrambe potrebbero virtualmente riaprire la serie. Se i Bucks riusciranno però anche solo a ottenere un segno W su due, allora gara 5 tra le mura amiche potrebbe essere decisiva, vista l’atmosfera pestifera che i loro tifosi sono in grado di generare.

Parlando di gioco, c’è poco che Milwaukee possa migliorare. Come affermato da Coach Budenholzer nella conferenza post-gara 2, i suoi devono continuare a mantenere la stessa attitudine verso le partite anche dopo uscite difficili come gara 1. Toronto, dal canto suo, sta soffrendo davvero tanto la mancata produzione dell’intera rotazione. A parte Kawhi Leonard, che ha segnato 31 punti in tutte e due le gare, e Kyle Lowry in gara 1, nessuno sta dando alla squadra l’apporto sperato.

In vista delle prossime gare, allora, i Bucks dovranno cercare di continuare su questi binari, mentre i Raptors dovranno puntare a migliorare il coinvolgimento di tutti i loro effettivi nel gioco della squadra, per sperare di riportare la serie in parità.

Raptors a lezione dai Bucks e da Giannis, Coach Bud: “Una fortuna averlo”

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Dopo il livello di competitività visto in gara 1, non era facile aspettarsi un esito così netto dalla seconda uscita della serie valevole per le Finali della Eastern Conference. In ogni caso, i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo portano a lezione i Toronto Raptors, battendoli per 103-125. Ora la serie si sposta in Canada, ma non sarà una passeggiata per i Raptors arginare lo strapotere degli avversari.

La forza dei Bucks si basa in larga parte sulla sua stella, Giannis, ma è riconoscibile anche in tutti gli altri membri del roster. Il greco segna 30 punti e agguanta 17 rimbalzi, mentre ben altri 5 compagni segnano punti in doppia cifra: Nikola Mirotic con 15, Khris Middleton con 12, Ersan Ilyasova con 17 (di cui 15 fondamentali nel primo tempo), Malcom Brogdon con 14 e George Hill con 13. Gli ultimi tre in uscita dalla panchina.

Nei Raptors nessuno riesce a elevarsi per supportare l’ingrato compito di Kawhi Leonard, che, anche in una serata no di squadra, tira 10/18 dal campo, 10/10 ai liberi e segna 31 punti.

I padroni di casa sono partiti subito fortissimo. Le prime tre azioni della partita hanno visto il “Greek Freak” protagonista: due schiacciate e una stoppata molto decisa ai danni di Marc Gasol. Già dopo tre azioni i binari dell’incontro erano chiaramente indirizzati.

“Avere Giannis è una fortuna”

Ieri parlavamo di come, tra Golden State Warriors e Portland Trail Blazers, Andre Iguodala fosse stato un fattore determinante. Oggi, neanche a dirlo, possiamo attestare dello stesso riconoscimento, tra Bucks e Raptors, proprio Giannis, senza dimenticare, allo stesso tempo, del lavoro enorme prodotto dal supporting cast. Di queste forti differenze tra le due squadre, ma non solo, hanno parlato i protagonisti dell’incontro nel post-partita.

Come riportato da Tim Bontemps, per ESPN, Malcom Brogdon, uscendo dal campo, ha voluto lodare la squadra e il gruppo:

“Abbiamo l’MVP nella nostra squadra, abbiamo tantissimi buoni giocatori, un grande allenatore.. abbiamo vinto in questo modo per tutto l’anno (…) Ho grandi aspettative per questa squadra.”

Coach Mike Budenholzer ha poi commentato il fatto che non abbia cambiato minimamente approccio all’incontro, anche dopo le difficoltà di gara 1:

“E’ normale che perderemo delle partite. Ma non potremo cambiare quello che facciamo da tutto l’anno per una sconfitta. I ragazzi hanno imparato un modo di giocare e continueranno a farlo. Ovviamente vincere aiuta a rinforzarlo, ma anche se perderemo le prossime gare continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto. (…) Io sono molto più che fortunato ad avere Giannis. E’ un giocatore incredibile. La parte migliore di lui è che può, e soprattutto vuole, ancora migliorare. E’ davvero raro e bellissimo avere una superstar che si comporti in questo modo.”

I membri dei Toronto Raptors sono invece d’accordo su una cosa: bisogna migliorarsi. Come riportato da Kevin Arnovitz per ESPN, la convinzione comune è che si debba lottare di più e segnare con maggiore consistenza tiri facili, proprio perché la difesa avversaria ne concede pochi. Ora la serie si sposta sul parquet canadese e, come affermato da Kawhi Leonard, “E’ una sfida, tornare a casa e provare a vincere gara 3.

Bucks, Antetokounmpo: “L’Est? Senza LeBron James senz’altro più facile”

Giannis antetokounmpo-LeBron-James ai buck?

Dei Milwaukee Bucks imperfetti ma comunque vincenti tenteranno nelle notte tra venerdì 17 e sabato 18 maggio di estendere il proprio vantaggio sui Toronto Raptors , nella seconda partita della serie di finali della Eastern Conference.

Giannis Antetokounmpo è consapevole dell’opportunità unica che si presenta davanti alla sua squadra in gara 2. La possibilità di trasferirsi  in Canada con un doppio vantaggio, su un campo difficile come la Scotiabank Arena di Toronto, è troppo allettante per non essere sfruttata.

Come già ripetuto più volte durante le trionfali serie precedenti, Giannis parla della post-season dei suoi Bucks come di “un lavoro da finire”. Lavoro che sarà terminato solo con la qualificazione alla prima finale NBA della squadra dai tempi di Lew Alcindor-Kareem-Abdul Jabbar, e forse ancora un po’ più in la.

Siamo contenti di quanto fatto finora” Così il greco, come riportato da Malika Andrews di ESPN “Ma il nostro lavoro non è finito: dobbiamo vincere gara 2 e proteggere il vantaggio del campo“.

Bucks, Antetokounmpo: “L’Est? Senza LeBron James senz’altro più facile”

L’ostacolo Toronto Raptors è senza dubbio il più difficile sinora incontrato dai Milwaukee Bucks in post-season. Troppo deboli i Detroit Pistons del primo turno, troppo disfunzionali per essere un problema i Boston Celtics di Kyrie Irving in semifinale…

…E l’assenza di LeBron James dal panorama della Eastern Conference ad aiutare, come confermato da Antetokounmpo:

Ad inizio stagione non ci avevo pensato, ma guardando indietro e vedendo come la stagione è proseguita fino a qui, si può dire che la sua partenza abbia aperto la corsa ad Est. E’ più semplice fare strada senza dover essere costretti a battere LeBron James

Pensiero condiviso da Pat Connaughton, compagno di squadra e uomo chiave in questi playoffs dalla panchina per i Bucks: “Le tue possibilità di successo aumentano se non sei costretto a giocare conto LeBron James, senza dubbio“.

I Bucks superano i Raptors, molto bene Lopez: “Fatto ciò che sappiamo”

Dopo l’inizio delle ostilità dell’atto conclusivo dei Playoff della costa occidentale, si è alzato il sipario anche su quello del versante orientale degli States. I Milwaukee Bucks sono riusciti a difendere il campo casalingo nella prima uscita della serie valida per le Finali della Eastern Conference, hanno infatti superato i Toronto Raptors per 100-108.

Si è trattato di una partita sporca, molto combattuta, anche dal punto di vista fisico. I protagonisti annunciati, le due superstar Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard, hanno offerto lo spettacolo promesso, ma ad imporsi maggiormente sull’incontro hanno pensato due giocatori forse inaspettati: Brook Lopez e Kyle Lowry.

Se infatti il “Greek Freak” ha chiuso con 24 punti e 14 rimbalzi, il centro spagnolo è stato fondamentale, segnando 29 punti (massimo in carriera ai Playoff), afferrando 11 rimbalzi e rifilando 4 stoppate agli avversari. Per non dimenticare la tripla che è valsa la vittoria ai suoi, valida per il 100-104, a 1:55 minuti dalla fine.

Per i canadesi, invece, Leonard e Lowry segnano rispettivamente 31 e 30 punti, che il playmaker condisce con 7 triple messe a segno. Non basta, tuttavia, il loro apporto al resto della squadra, che non riesce a mettere a referto punti considerevoli. Nell’intero secondo tempo, e questo dato fa impressione, di tutti i membri dei Raptors, solo Lowry (21 punti), Leonard (16) e Siakam (4) sono riusciti a segnare. Nel quarto periodo, invece, solo Lowry è andato a segno, mentre il resto dei Raptors ha tirato 0/15 dal campo.

L’ago della bilancia, per i Bucks, è stato ancora il decantato supporting cast. Tra le tante prestazioni degne di nota, da segnalare quella di Malcom Brogdon, che esce dalla panchina e segna 15 punti, 3 tiri da oltre l’arco su 6 e registra un plus/minus di +18.

“Bucks, fatto ciò che sappiamo”

Milwaukee ha vinto tirando davvero male da tre punti come complessivo, segnando solo 11 triple su 44 tentate. Toronto non ha brillato, invece, nel coinvolgimento nel gioco di tutti i suoi effettivi. Entrambe le squadre hanno ancora ampie possibilità di miglioramento dopo questa prima uscita, e questo è stato argomento di discussione nelle parole post-partita dei protagonisti.

Come riportato da Kevin Arnovitz, per ESPN, il protagonista della nottata, Brook Lopez, ha commentato così l’incontro:

“Penso che siamo stati bravi nel continuare a fare ciò che sappiamo, e abbiamo fatto per tutti i Playoff. I tiri non entravano a inizio partita, ma siamo stati bravi a continuare a lottare, difendere con intensità. E alla fine le cose sono andate bene per noi.”

Coach Mike Budenholzer ha invece parlato di come l’ottima difesa dei suoi ne abbia compensato le difficoltà offensive:

“La difesa è un qualcosa che si può fare bene in ogni partita. Ci sono volte in cui i tiri semplicemente non entrano, e allora devi continuare solo a difendere bene e a dare tutto da quel lato. Se lo fai allora puoi sperare di ottenere la vittoria anche se l’attacco non funziona affatto. (…) Comunque, siamo sicuri di poter migliorare su molti aspetti in vista di gara 2.”

Toronto ha condotto la partita per praticamente tutto l’incontro, fino ad un infelice quarto quarto. Come riportato da Tim Bontemps per ESPN, Kyle Lowry, l’unico ad essere andato a segno nell’ultimo periodo, ha commentato così:

“Il quarto quarto ci ha uccisi. E’ un po’ frustrante perdere così. Loro sono diventati più aggressivi, hanno segnato tiri pesanti e fatto giocate pesanti, mentre noi non ci siamo riusciti. Perdere in questo modo è brutto perché ti rimane la sensazione di aver avuto la possibilità di vincere. In ogni caso rimarremo concentrati e faremo gli aggiustamenti necessari in vista della prossima gara.”

Inside tue duel: Bucks-Raptors

kawhi leonard

Patroclo attaccò i Troiani per tre volte, simile al violento Ares, urlando per terrorizzare i nemici, e ogni volta uccise nove guerrieri”. E poi? Il baldo e giovane Patroclo rimase sconfitto per mano dell’esperto Ettore, con un contributo non indifferente delle divinità avverse agli Achei. Con la medesima baldanza i Milwaukee Bucks si getteranno nella mischia delle Eastern Conference Finals contro i Toronto Raptors, decisamente più esperti a questi livelli. La storia si ripete? Può essere, ma essa fluisce nel suo corso anche per essere riscritta; e questa volta la parte spavalda e imberbe del confronto pare avere più certezze di quella ormai avanti con le primavere. Il sostegno degli dei, d’altronde, va meritato e stavolta Ettore (perdonate, Toronto) ha ancora moltissimo da dimostrare per meritarsi questo decisivo ausilio, forse già sprecato nel turno precedente. E allora eccoci alla Storia: Bucks-Raptors streaming e analisi del confronto, con la consapevolezza che stavolta, sotto l’armatura più inesperta, potrebbe celarsi l’invincibile Achille.

Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?
Bucks-Raptors streaming: gli dei del basket verranno ancora in soccorso a Toronto?

LO SCORE AI PLAYOFF

Milwaukee Bucks

  • First round: 4-0 vs Pistons
  • Eastern Conference Semifinals: 4-1 vs Celtics
  • Offensive rating: 113.4
  • Defensive rating: 98.2
  • Team leaders: Giannis Antetokounmpo (27.4 PTS), Giannis Antetokounmpo (11.3 REB), Khris Middleton (4.6 AST)

Toronto Raptors

  • First round: 4-1 vs Magic
  • Western Conference Semifinals: 4-3 vs Sixers
  • Offensive rating: 108.5
  • Defensive rating: 100.3
  • Team leaders: Kawhi Leonard (31.8 PTS), Kawhi Leonard (8.5 REB), Kyle Lowry (7.1 AST)

IL DUELLO

Le difese potrebbero farla da padrone in questa serie. E se così non fosse, Toronto ha già perso. Le due squadre sono tra le migliori per punti concessi su cento possessi nei playoff, confermando una tendenza già della stagione regolare. La difesa perimetrale sarà x-factor per entrambe le squadre, che cercheranno di limitare le conclusioni avversarie dall’arco (Milwaukee concede il 31.7% da tre punti, Toronto il 31.5%) e di proteggere il più possibile il pitturato. Chiave, per i Bucks, sarà la difesa sul pick and roll quando sia coinvolto Brook Lopez: la riluttanza del lungo ex Nets ad uscire potrebbe non essere un problema contro Gasol e Ibaka, che Budenholzer sceglierà di sfidare al tiro (rispettivamente 39% e 27.6% da tre in postseason), ma sarà rischiosa contro la tendenza dei Raptors di usare il mid-range (44% di realizzazione) senza riluttanza. Altro tema in casa Bucks sarà il lavoro contro i sempre più frequenti isolamenti di Kawhi Leonard. Se non si volesse troppo stancare Antetokounmpo, anche Middleton può essere risorsa preziosa contro il numero due dei Canadesi. I Raptors dal canto loro dovranno tenere il ritmo basso e costringere Milwaukee a tiri che non vuole prendere, ossia quelli dalla media distanza, magari facendo la scelta di contenere con i lunghi sul pick and roll, permettendo agli esterni di passare “sopra” il blocco per spingere dentro il palleggiatore. La forte pressione perimetrale potrebbe fruttare recuperi (Toronto forza le avversarie a 16.2 perse) e punti facili. Ma sarà necessario per la truppa di Nurse anche controllare i rimbalzi, spesso fattore negativo, dato che la squadra raccoglie appena il 67% delle carambole difensive quando perde. E Giannis come si ferma (no, scusate, rallenta)? Possibile che l’arduo compito spetti a Pascal Siakam, perché l’energie di Leonard saranno troppo preziose in attacco.

La tendenza dei Bucks a concedere il tiro dal mid-range potrebbe rivelarsi pericolosa contro i Raptors

In attacco la parola d’ordine di coach Budenholzer sarà “correre”. I Cervi si trovano a loro agio nei ritmi alti e in transizione, il regno di Giannis Antetokounmpo, che può attaccare l’area per concludere, per guadagnare falli o per riaprire sui tanti pericolosi tiratori da fuori. Un ritmo elevato necessario non solo per esprimere meglio le proprie doti tecniche, ma anche per far valere la maggior lunghezza del roster rispetto a Toronto. Aldilà del duello stellare tra il greco e Leonard, infatti, il confronto tra gli “altri” sarà vero ago della bilancia, una bilancia che sembra pendere nettamente verso il Wisconsin. A metà campo potrebbe non essere altrettanto facile trovare pertugi nella difesa Raptors. Spazio allora all’utilizzo del pick and roll, cercando magari di coinvolgere Marc Gasol nei cambi o di mettere forte pressione su Kyle Lowry, dalle cui condizioni dipende tanto della sorte di Toronto. I Raptors, per quanto li riguarda, accetteranno di correre solo in situazioni di chiaro contropiede, evitando di sfidare Milwaukee sul suo terreno. Tanta parte avranno sicuramente gli isolamenti di Kawhi Leonard, costretto però ad affrontare difensori di calibro. Da ciò derivano alcune necessità. La prima è un immediato miglioramento del numero due nel leggere le linee di passaggio quando si ritrovi raddoppiato. La seconda è quella del contributo offensivo del supporting cast, fin qui troppo altalenante. L’ultima potrebbe essere quella del pick and roll giocato con Leonard da palleggiatore, nel tentativo di coinvolgere Brook Lopez nei cambi difensivi e sfidarlo nell’uno contro uno, unica possibile debolezza di una difesa altrimenti stellare.

Difesa e contropiede: ricetta vincente dei Bucks?

BUCKS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Giannis Antetokounmpo, #34
  •  Eric Bledsoe, #6
  • Malcom Brogdon, #13
  • Sterling Brown, #23
  • Bonzie Colson, #50
  • Pat Connaughton, #24
  • Donte DiVincenzo, #9
  • Tim Frazier, #12
  •  Pau Gasol, #17
  •  George Hill, #3
  •  Ersan Ilyasova, #77
  • Brook Lopez #11
  • Khris Middleton, #22
  • Nikola Mirotic, #41
  • Tony Snell, #21
  • D.J. Wilson, #5

RAPTORS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Patrick McCaw, #1
  • Kawhi Leonard, #2
  • OG Anunoby, #3
  • Kyle Lowry, #7
  • Jordan Loyd, #8
  • Serge Ibaka, #9 C-
  • Malcolm Miller, #13
  • Danny Green, #13
  • Eric Moreland, #15
  • Jeremy Lin, #17
  • Jodie Meeks, #20
  • Fred Van Vleet, #23
  • Norman Powell, #24
  • Chris Boucher, #25
  • Marc Gasol, #33
  • Pascal Siakam, #43

BUCKS-RAPTORS STREAMING

Cercherete Bucks-Raptors streaming per non perdervi il confronto? Faccia a faccia ci saranno due squadre con un attacco micidiale e che per caratteristiche regalano sempre giocate spettacolari e tanto contropiede. Ecco come trovare Bucks-Raptors streaming:

  • Bucks-Raptors streaming su Sky Go
  • Bucks-Raptors streaming su NBA League Pass

Nel primo caso potrete seguire i playoff su Sky attraverso l’applicazione Sky Go disponibile per smartphone, tablet e pc. Cosa occorre? Basta avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport. Con Sky Go avrete la possibilità non solo di vedere in diretta tutti i match, ma anche di registrarli e riguardarli quando voi vorrete sui vostri dispositivi.

Con NBA League Pass invece basta abbonarsi al sito NBA League Pass e selezionare il pacchetto desiderato in modo da poter vedere le partite sia in diretta che in contemporanea, sui vostri dispositivi preferiti.

Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?
Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?

I Bucks sono chiamati ad alzare ulteriormente il proprio livello di gioco, dovendo affrontare una serie sulla carta molto impegnativa. Sono meno esperti a questo livello, vero, ma sono nettamente la squadra più solida di questi playoff, a differenza dei Raptors che, per raggiungere le Finals, avranno bisogno di andare ben oltre l’alieno Leonard. Se poi, alla fine, dietro quell’armatura si troverà Achille e non Patroclo, Ettore potrà solo inchinarsi.

Giannis Antetokounmpo vs Kawhi Leonard: sfida tra titani

Siamo finalmente giunti alle finali di Conference e una delle sfide più attese ed equilibrate sarà quella tra i Milwaukee Bucks e i Toronto Raptors. Le due squadre arrivano allo scontro in maniera differente: i Bucks hanno passeggiato contro degli irriconoscibili Boston Celtics che non hanno saputo opporre la minima resistenza, mente i Toronto Raptors hanno faticato contro i Philadelphia 76ers chiudendo la serie negli ultimi secondi di gara 7. La chiave di questa serie sta tutta nell’impatto che avranno le due stelle su ambo i lati del campo. Analizziamo la sfida nella sfida tra: Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard.

GIANNIS ANTETOKOUNMPO: E’ ORA DI INNESTARE LE MARCE ALTE

 

Antetokounmpo si presenta alla sfida contro la ex stella dei San Antonio Spurs con dei numeri davvero impressionanti: 27.4 punti, 4.4 assist, 11.3 rimbalzi di media con 52.6% dal campo in nove partite giocate. I numeri non sono tutto, il fenomeno Greco ha disputato delle eccellenti partite sia in attacco che in difesa, ma avendo affrontato avversari che hanno opposto poca resistenza non ha dovuto alzare l’asticella al massimo. Una sfida uno contro uno dei migliori difensori della lega, ovvero Kawhi Leonard, potrebbe consacrarlo definitivamente in caso di successo o ridimensionare il suo strapotere visto finora. Non essendo dotato di un tiro da tre efficace (anche se le cifre sono migliorate: 32.4%) lo scontro sarà principalmente in area, dove Giannis sta tirando con il 63.9%, Nel caso l’area venga chiusa e lui raddoppiato, sarà fondamentale l’impatto dei tiratori come Khris Middelton e Nikola Mirotic. Per battere una squadra come Toronto serve anche l’aiuto della panchina come hanno già dimostrato George Hill e Pat Connaughton nella serie vinta agilmente contro Boston.

KAWHI LEONARD: IL JOLLY DI TORONTO

SFIDA NELLA SFIDA

Durante la stagione regolare le due squadre si sono affrontate tre volte e attualmente sono in vantaggio i Bucks per due vittorie a una.  Antetokounmpo proverà ad alzare il ritmo per attaccare in semi transizione, o in caso di difesa schierata utilizzerà il pick and roll con i compagni per forzare il cambio su un giocatore più piccolo. Leonard invece può sfruttare la sua pericolosità con il tiro da tre per entrare in area e attaccare il ferro o scaricare per un compagno libero. Otre ad essere due formidabili attaccanti i due sono anche tra i primi difensori nella lega. La facilità di Giannis nel prendere rimbalzi offensivi e difensivi e le sue braccia chilometriche lo rendono difficile da attaccare, mentre le mani veloci di Leonard e la sua capacità di reggere l’uno contro uno gli sono valse per tanti anni il premio di miglior difensore dell’anno. Un’ altra chiave della serie è il contributo delle panchine. La sfida tra i due titani  sta per cominciare, chi conquisterà l’ambita finale NBA?