Minnesota Timberwolves: Gianluca Pascucci nuovo assistant GM della franchigia?

Altra novità nel front office dei Minnesota Timberwolves. Dopo la recente acquisizione di Gersson Rosas come General Manager, infatti, risulta imminente l’entrata nella dirigenza di Gianluca Pascucci, l’anno scorso capo scout dei Brooklyn Nets.

I MINNESOTA TIMBERWOLVES SU PASCUCCI: LE ULTIME

Pascucci, dal 2012 nella Nba, tra Rockets e Nets. Ora i Minnesota saranno la sua prossima destinazione.

In particolare, stando alle ultime notizie rilasciate da Adrian Wojnarowski, l’acquisizione di Pascucci da parte dei lupi sarebbe ormai cosa fatta.


L’italiano, che come già detto dal 2016 assumeva il ruolo di direttore dello scouting globale dei Nets, inizialmente appariva un serio candidato ad una promozione interna come GM della franchigia al posto di Trajan Langdon, finito ai Pelicans. Naufragata tale ipotesi, era venuta in auge anche l’idea di un ritorno nella squadra che lo aveva lanciato nel grande basket, ossia l’Olimpia Milano, al posto del Presidente dimissionario Livio Proli. Ma Gersson Rosas, il quale ha già collaborato con Pascucci ai Rockets, ha voluto fortemente quest’ultimo nel suo staff, e la “reunion” dei due appare imminente.

Se, dunque, da un lato i Wolves si arricchiscono di un altro importante tassello, d’altro canto Brooklyn continua a perdere altri pezzi fondamentali, i quali avevano contribuito a costruire una realtà sempre più solida. Oltre a Pascucci e Langdon, infatti, anche Will Weaver e Chris Fleming, facenti parte dello staff tecnico, hanno abbandonato l’organizzazione in questa primavera, lasciando così parecchie caselle vuote nel organigramma societario del team della città di New York.

NBA Draft 2019, Minnesota Timberwolves interessati a Rui Hachimura

rui hachimura

La lotteria NBA ha espresso il suo verdetto, ed oltre alla clamorosa prima scelta ottenuta dai New Orleans Pelicans, i Minnesota Timberwolves hanno ottenuto l’undicesima scelta al draft 2019.

Nonostante il prossimo draft non sembri essere particolarmente profondo, i Twolves potrebbero ancora avere la possibilità di scegliere un giocatore di immediato impatto per la prossima stagione. Stiamo parlando di Rui Hachimura, ala proveniente da Gonzaga, che, secondo quanto riportato da Steve Kyler di Basketball Insiders, avrebbe già convinto la franchigia, che sembra determinata a sceglierlo.

Ciò spiegherebbe il motivo per il quale Rui Hachimura non si sia presentato al Draft Combine di Chicago. Perché sostenere work out per l’intera lega quando conosci già la tua probabile destinazione?

Il giapponese Rui Hachimura, classe 1998, è notevolmente cresciuto nei suoi 3 anni a Gonzaga. Al termine dell’ultima stagione ha collezionato le medie di 19.7 punti, 6.5 rimbalzi e una rubata a partita. Inoltre ha impressionato per le sue grandi abilità al tiro, Hachimura ha infatti tirato con il 59% dal campo e il 42% da dietro l’arco dei 3 punti.

Durante la scorsa stagione, Rui ha anche conquistato le Elite Eight con gli Zags al Torneo NCAA 2019, per poi però cedere a Texas Tech. In questa partita, Hachimura ha messo a referto 22 punti e 6 rimbalzi, prestazione che, nonostante la sconfittaha messo in evidenza la sua versatilità difensiva, l’abilità nel segnare e nello sfruttare i mismatch.

Hachimura è anche una vecchia conoscenza italiana. Infatti, la sua nazionale giapponese si è scontrata con quella italiana negli ottavi di finale dei campionati del mondo under 19 a Il Cairo nell’estate 2017. Già in quella occasione Rui si era rivelato con una fenomenale prestazione da 22 punti, 14 rimbalzi e 3 stoppate.

Nonostante sembri essere un gradino sotto i vari Zion Williamson, Ja Morant etc, Hachimura potrebbe rivelarsi una grande presa alla chiamata numero 11, formando un interessante front-court insieme a Karl Anthony Towns e Andrew Wiggins.

Ryan Saunders sarà l’Head Coach dei Minnesota Timberwolves

Dopo settimane di incertezza, durante le quali il nuovo presidente esecutivo Gersson Rosas aveva intervistato vari candidati, i Minnesota Timberwolves hanno ufficialmente un Head Coach. Si tratta di Ryan Saunders, che aveva concluso la scorsa stagione come Coach “Ad interim” per la franchigia. Come riportato da varie fonti, tra cui Jon Kraczynski, insider dei Wolves per TheAthletic.com, le parti sarebbero giunte alla definizione di un accordo. Si tratterebbe di un contratto pluriennale, come afferma Adrian Wojnarowski.

Il trentatreenne, che diventa così l’Head Coach più giovane della lega, aveva guidato Minnesota nelle 42 partite conclusive di questa annata. La squadra aveva fatto registrare un record di 17-25, ma Saunders ha riscosso la simpatia e l’approvazione di molti membri del roster. Probabilmente questo, e la sua forte abilità nello sviluppo dei giovani, hanno spinto la franchigia alla conferma di una figura con così poca esperienza.

Ryan è il figlio di Flip Saunders, compianto Head Coach, a sua volta, dei Timberwolves, che nel 1996/97 aveva condotto ai playoff per la prima volta nella loro storia.

Ora l’allenatore avrà l’intera offseason per lavorare con la squadra e provare a migliorare il record, comunque negativo, raggiunto dai suoi nella stagione appena conclusasi.

 

I Minnesota Timberwolves alla ricerca di un nuovo coach

Secondo quanto riportato da diverse fonti americane, i Minnesota Timberwolves sono alla ricerca di un nuovo coach. Il nuovo presidente esecutivo Gersson Rosas avrebbe pianificato degli incontri con diversi candidati, per questa settimana. Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i maggiori indiziati sarebbero due. Juwan Howard, assistente allenatore dei Miami Heat, e David Vanterpool, assistente di Coach Terry Stotts dei Portland Trail Blazers.

Oltre ai due citati, l’attuale coach ad interim della squadra, Ryan Saunders, rimane un candidato papabile per la panchina dei Timberwolves. Comunque, Rosas ha intenzione di incontrarsi con candidati esterni alla franchigia prima di prendere una decisione ufficiale. Saunders ha terminato la scorsa stagione in carica, sostituendo ad annata in corso Coach Tom Thibodeau, e si è subito guadagnato l’appoggio del centro Karl-Anthony Towns. Il nuovo allenatore aveva fatto una forte impressione anche sui proprietari e i dirigenti, tra cui Rosas appunto, con il quale ha tenuto un colloquio di 12 ore in seguito alla sua conferma come presidente esecutivo.

I possibili sostituti e le direzioni da prendere

Juwan Howard, vice di Eric Spoelstra, aveva ricevuto altre due chiamate per allenare. La prima da parte dei Cleveland Cavaliers, per la quale panchina è stato alla fine scelto John Beilein, e la seconda dai Los Angeles Lakers, che hanno però virato sull’ingaggio di Frank Vogel. Secondo alcune voci, Howard incontrerà Rosas a Chicago durante la NBA draft combine.

Anche l’altro nome caldo per Minnesota, David Vanterpool, era stato contattato dai Cavaliers, oltre che dai Phoenix Suns, sulla cui panchina siederà però Monty Williams. L’incontro tra Vanterpool e Rosas sarebbe previsto per questa settimana.

La stagione dei Minnesota Timberwolves è stata tutt’altro che positiva, conclusa con il record di 36 vittorie e 46 sconfitte, all’undicesimo posto della Western Conference. La cornice non è stata delle migliori, a partire dal caso Jimmy Bulter, culminato con il giocatore ha successivamente richiesto uno scambio, con conseguenti tensioni nello spogliatoio e critiche rivolte ai giovani, in particolare a Wiggins e Towns. Il tutto seguito dall’esonero di Coach Thom Thibodeau, e la conclusione della stagione arrivata quasi per inerzia.

Ora sarà da vedere quali saranno le mosse che la franchigia avrà intenzione di intraprendere. A partire dalla questione allenatore, e continuando con un’offseason che si annuncia già movimentata e ricca di cambiamenti.

Minnesota Timberwolves, Gersson Rosas nuovo President of Basketball Operations: “Obiettivo playoffs”

I Minnesota Timberwolves non perdono tempo nell’impostazione della prossima stagione, e come primo passo qualche giorno fa hanno nominato ufficialmente Gersson Rosas come nuovo President of Basketball Operations. Quest’ultimo, nella giornata odierna, si è presentato ufficialmente alla stampa, esprimendo gli obiettivi che la franchigia dovrà perseguire nei prossimi anni.

LE DICHIARAZIONI DI ROSAS

Rosas, 41 anni, precedentemente ha lavorato per 17 anni a Houston

In particolare, il neo dirigente del team ha apertamente affermato la sua netta volontà di voler riportare i Lupi nelle parti nobili dell’NBA, con l’obiettivo dichiarato dei playoffs.

Sono stato qui un anno fa per la post-season ed è stato davvero emozionante. C’è un atmosfera incredibile e non vedo l’ora di rivivere quelle sensazioni la prossima stagione.


In tali dichiarazioni, Rosas fa riferimento al suo precedente passato da membro del front office dei Rockets, squadra che eliminò i Twolves lo scorso anno al primo turno dei playoffs. Il suo lavoro quasi ventennale in Texas ha portato ai grandi risultati odierni degli Houston Rockets, che Rosas spera di bissare a Minnesota.

Altre questioni di spiccata importanza che, inevitabilmente, il neo presidente dovrà risolvere in tempi rapidi, sono le situazioni precarie dell’allenatore Ryan Saunders e del general manager Scott Layden. Nello specifico, Rosas ha dichiarato di non voler prendere decisioni affrettate, data l’importanza delle questioni sul tavolo, ma che in ogni caso al più presto si sapranno notizie certe.


Oltre al nuovo arrivato in casa T-Wolves, ad esprimersi è stato anche il proprietario della franchigia, Glen Taylor, il quale non ha nascosto la sua soddisfazione per la nomina.

MINNESOTA TIMBERWOLVES, LE DICHIARAZIONI DEL PROPRIETARIO GLEN TAYLOR

Taylor, proprietario dei Minnesota Timberwolves dal 1994

Il 78 enne proprietario, in particolare, durante a presentazione ufficiale di Rosas ha elogiato l’etica del lavoro e l’esperienza mostrata da quest’ultimo.


Stando ad alcuni retroscena, vi erano diversi candidati pronti a ricoprire tale ruolo, tra questi anche Chauncey Billups, ma Rosas è emerso nettamente come la migliore scelta. Ora, starà a lui ripagare questa grande fiducia: compito non facile, considerata la travagliata stagione vissuta dai Lupi nel 2018-2019.

Minnesota Timberwolves, Gersson Rosas è il nuovo President of Basketball Operations

Sarà Gersson Rosas degli Houston Rockets il nuovo President of Basketball Operations dei Minnesota Timberwolves.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, Rosas ed il proprietario dei Twolves Glen Taylor avevano avuto un secondo colloquio nella giornata di mercoledì. Rosas batte dunque la concorrenza di Chauncey Billups, indicato nei giorni scorsi come favorito per la corsa all’incarico.

Rosas era stato inoltre accostato nelle ore scorse agli Washington Wizards, attualmente in cerca di un nuovo general manager dopo la cacciata di Ernie Grunfeld.

Gersson Rosas è un veterano dei front office NBA, da ben 18 stagioni agli Houston Rockets (salvo un breve periodo ai Dallas Mavericks nel 2013) ed attualmente assistente di Daryl Morey, general manager dei texani.

I Minnesota Timberwolves avevano licenziato lo scorso 7 gennaio l’allora head coach e President of Basketball Operations Tom Thibodeau, affidando la panchina a Ryan Saunders, figlio del compianto Flip. Scott Layden continuerà a ricoprire il ruolo di general manager della squadra.

Minnesota Timberwolves: l’ultimo candidato al ruolo di Presidente è Chauncey Billups

I Minnesota Timberwolves, ultimata la Regular Season senza grandi sussulti, si stanno proiettando già al prossimo futuro. Obiettivo delle ultime settimane è, infatti, ricoprire la carica di Presidente della franchigia, vacante da diverso tempo. Dopo alcuni nomi e svariate voci sembra essere giunti ad un momento decisivo, con il colloquio con l’ultimo tra i candidati, ossia l’ex leggenda Nba Chauncey Billups.

I DETTAGLI DELLA QUESTIONE RIGUARDANTE I MINNESOTA TIMBERWOLVES

Da sinistra verso destra: Taj Gibson, 33 anni; Karl-Anthony Towns, 23 anni; Derrick Rose, 31 anni; Andrew Wiggins, 24 anni

Stando ad alcune indiscrezioni rilasciate ad Adrian Wojnarowski, infatti, l’ex playmaker dei Detroit Pistons sarà incontrato dai membri del front office del team nella giornata odierna, per quello che sarà forse l’ultimo colloquio di lavoro per la carica presidenziale. Billups, nello specifico, si unisce alla rosa di candidati composta da altre 3 personalità del mondo del basket, tra le quali Calvin Booth (vice direttore generale dei Nuggets), Trajan Langdon (amministratore delegato dei Nets) e Gersson Rosas (vicepresidente esecutivo dei Rockets).


All’inizio di questo mese, lo stesso Woj ha riferito che Minnesota dovrebbe mantenere Scott Layden e Ryan Saunders nelle loro rispettive cariche. Billups, qualora risultasse la scelta definitiva della squadra, assumerà l’incarico che, precedentemente, era di competenza di Tom Thibodeau, licenziato lo scorso 6 Gennaio.

Aldilà di ogni considerazione, la situazione che dovrà affrontare il prossimo Presidente dei lupi non sarà tra le migliori. La franchigia, infatti, dopo anni di lenta ma costante crescita, ha subito quest’anno un’annata negativa, come testimoniano sia il record di 36 vittorie e 46 sconfitte e sia l‘undicesimo posto nella Western Conference.

 

I Minnesota Timberwolves pensano a Michael Winger come President of basketball operations

Minnesota Timberwolves

I Minnesota Timberwolves, dopo il licenziamento dell’ex coach e GM Tom Thibodeau, sono alla ricerca di un nuovo President of basketball operations.

La franchigia di Minneapolis sembra aver messo gli occhio sul Michael Winger, GM dei Los Angeles Clippers. Stando a quanto riferito da Adrian Wojnarowski di ESPN, il team californiano ha dato la possibilità ai T’Wolves di incontrare Winger per parlare del futuro.

Winger ricopre la carica di general manager dei Clippers dall’agosto 2017 ed èuomo di grande esperienza visto che, prima di diventare GM della franchigia di coach Doc Rivers, è stato assistant GM agli Oklahoma City Thunder, ed ha lavorato per diversi anni nel nel front office dei Cleveland Cavaliers.

Timberwolves, Non c’è solo Winger

Il proprietario di Timberwolves, Glen Taylor, ha dichiarato che il Winger non è l’unico nome della sua lista per il ruolo in precedenza occupato da Thibodeau. In questi giorni, infatti, si è parlato anche di un possibile interessamento verso il vice President of basketball operations dei Rockets, Gersson Rosas.

Il front office dei T’Wolves ha già rassicurato che nelle tra le altre posizioni di rilievo non ci saranno cambiamenti. Quindi sia il direttore generale, Scott Layden, che l’head coach, Ryan Saunders, resteranno ai loro posti anche per la prossima stagione. L’attuale coach dei Minnesota Timberwolves è arrivato a stagione in corso prendendo il posto di Thibodeau, dopo il suo licenziamento.

Minnesota Timberwolves: un’annata al di sotto delle aspettative

Minnesota Timberwolves

Una stagione al di sotto delle aspettative per i Minnesota Timberwolves, i quali non hanno centrato l’obbiettivo playoff e stanno terminando la stagione peggio di come l’avevano iniziata. Le cause sono molteplici: il rendimento poco soddisfacente di Andrew Wiggins, lo scambio che ha portato Jimmy Butler, leader tecnico della squadra a Philadelphia e Dario Saric (poco integrato nella squadra) e Covington (fuori per infortunio fino al termine della stagione) ai Wolves, il licenziamento di  Tom Thibodeau per scarsi risultati con la conseguente scelta di mettere Saunders come allenatore ad interim. La stagione di Minnesota è sicuramente negativa, ma ci sono alcune note positive da cui ripartire.

MINNESOTA TIMBERWOLVES: LA FINE DEI BIG THREE

Derrick Rose ha ‘preso il posto’ di Butler e ha preso per mano i compagni di squadra. Il suo pick and roll coi lunghi ha  funzionato.

La stagione è iniziata rilento con 4 vittorie e 9 sconfitte e la conseguente decisione di Butler di essere ceduto a tutti i costi. Il 13 Novembre 2018 si accasa ai Philadelphia 76ers. Con lui in campo si è preferito a far circolare poco la palla, dividendo i possessi con Wiggins e Towns che spesso utilizzano l’isolamento spalle a canestro per concludere in solitaria. Indubbiamente i Wolves hanno perso una superstar su entrambi i lati del campo ma ne hanno guadagnato in serenità all’interno dello spogliatoio e in gioco di squadra. A sostituire uno dei big three ci  ha pensato Derrick Rose, il quale ha giocato probabilmente la miglior stagione della carriera post infortunio. Con lui in campo Minnesota ha messo in mostra un’ottima pallacanestro di squadra, una circolazione di palla più fluida, registrando una media di 24.5 assist per partita. L’attacco riprende a girare con 112.7 punti di media per partita, la difesa invece fa acqua da tutte le parti con 113.9 punti subiti di media. I dati poco incoraggianti  i risultati hanno poi causato il licenziamento del capo allenatore Tom Thibodeau il 7 Gennaio del 2019.

TUTTA COLPA DI THIBODEAU?

Tom Thibodeau a colloquio con Karl Anthony Towns.

La squadra poi è stata affidata a Ryan Saunders (allenatore in seconda). I Minnesota Timberwolves hanno minimamente reagito facendo registrare nel mese di gennaio un record di 8 vittorie e 6 sconfitte (unico mese in positivo della stagione). In generale hanno fatto fatica a trovare un’identità di gioco e si sono affidati alle giocate di un ritrovato Rose e del giovane talento Towns per risolvere le partite. Jeff Teague, il playmaker titolare, non è riuscito a far cambiare marcia alla squadra, Wiggins invece sembra essersi perso in questa stagione e anche Saric sembra un lontano parente del giocatore che era a Philadelphia. Il 12 Marzo è arrivato un nuovo infortunio per Rose che lo ha costretto a terminare la stagione anzitempo. Senza di lui Minnesota è calata definitivamente. Tutto questo unito a un difesa disastrosa ha prodotto una stagione di transizione. Possiamo indicare Thibodeau come unico colpevole? Di  sicuro l’ex guida dei Chicago Bulls non è riuscito a mettere assieme i pezzi del puzzle, ma i giocatori non sono sempre stati costanti nel rendimento, per non parlare di un roster assemblato in maniera disfunzionale con le idee di basket del momento.

INCERTEZZE E CAPISALDI PER IL FUTURO

Wiggins e Towns, le due stelle della squadra.

La stagione sta volgendo al termine e i Wolves devono programmare il futuro ripartendo dalle note positive di quest’anno e facendo attenzione ad alcune incognite. La scelta del nuovo allenatore è fondamentale per gestire al meglio un gruppo che ha bisogno di una guida forte. L’ennesimo infortunio di Rose lascia in apprensione tutta Minnesota con la speranza che non sia nulla di grave e possa tornare più forte di prima. il contratto pesante di Wiggins a fronte di una stagione poco positiva è un altro tema da affrontare in casa Timberwolves. Per ripartire  si può contare sul completo inserimento di Saric e Covington , oltre alla stagione comunque positiva di Karl Anthony Towns in doppia doppia di media, sempre più leader e uomo franchigia a cui affidarsi per le speranze future.

Jimmy Butler stanotte torna in Minnesota: “Sono il cattivo, mi fischieranno”

TRADE JIMMY BUTLER:

Questa notte i Minnesota Timberwolves, che hanno appena battuto i Golden State Warriors, ospiteranno i Philadelphia 76ers per la seconda uscita di un back-to-back casalingo. La storia principale della notte sarà il ritorno di Jimmy Butler davanti ai suoi ex tifosi.

L’esterno ex Chicago Bulls aveva forzato lo scambio nel passato Novembre con delle mosse molto forti. Ebbe un rimbalzo mediatico molto potente l’allenamento in cui, secondo i report, avrebbe battuto il quintetto titolare guidando le terze linee della squadra.

Proprio per tutta questa risonanza e per i modi con cui si sono lasciati, si presume che i tifosi dei Timberwolves non accoglieranno con calore il loro ex giocatore. Il tutto sebbene un anno fa li avesse riportati ai Playoff, dopo 14 stagioni di attesa.

Butler: Mi fischieranno? Mi piace fare il cattivo!

La stella di Philadelphia ha parlato di quello che si aspetta di ritrovare al suo ritorno sul suo vecchio parquet di casa alla penna del New York Times, Marc Stein.

“Lo so, mi fischieranno, anche io mi fischierei, anche dei miei amici che mi verranno a vedere mi fischierebbero, è così e non posso dirti bugie”

Marc Stein riporta che, in un momento in cui si sta cercando di dare molto peso alla felicità e alla volontà dei giocatori NBA, Butler vada un po’ controcorrente. Se Kyrie Irving e Kevin Durant si lamentano duramente dei media che li dipingono come “bad guys” per le scelte forti che hanno preso personalmente riguardo la loro carriera, il giocatore dei 76ers risponde così:

“Adoro essere ritratto come il cattivo. Lo adoro, lo adoro, lo adoro, chi vorrebbe essere amato tutto il tempo?! Va bene così, non ho bisogno che tutti mi apprezzino”

Ha poi parlato della sua identità:

“Io so perfettamente chi sono, non so quante volte ripeterlo. So perfettamente come sono fatto. So cosa c’è nel mio cuore. Le persone diranno: è fatto così, o così… ma nessuno lo sa veramente a parte chi mi sta intorno ogni giorno. Chiedete loro e vi risponderanno in modo diverso”.

 

 

Supplementare thriller, i Timberwolves battono gli Warriors, Curry polemico: “L’arbitro è stato MVP”

Sul parquet di Minneapolis, dopo un tempo supplementare molto intenso, i Minnesota Timberwolves hanno superato i Golden State Warriors per 130-131. Ora la squadra di Coach Steve Kerr è stata raggiunta al primo posto ad Ovest dai Denver Nuggets, che hanno battuto gli Oklahoma City Thunder.

Non bastano i 37 punti di Steph Curry, che ha anche realizzato 11 triple su 19 tentate, nè i 23 con 12 rimbalzi di Kevin Durant. Bene tra i Timberwolves Andrew Wiggins, con 24 punti, e Josh Okogie, con 21. Doppia doppia di Karl Anthony Towns da 15 e 13, condita dal libero decisivo.

Ribaltamenti continui e confusione finale

Gli Warriors avevano condotto con tranquillità la prima metà di partita, rientrando dagli spogliatoi con un vantaggio di 14 punti. Tuttavia Minnesota è stata capace di ricucire lo svantaggio, fino a portarsi avanti sul 111-115, quando una tripla di Steph Curry ha riportato i suoi a -1 a 48 secondi dalla fine.

Una stoppata da dietro di Karl Anthony Towns su Kevin Durant aveva illuso Minnesota, ma alla fine dei 4 quarti il risultato era di parità sul 115-115: overtime.

A 1:41 dalla fine del supplementare una tripla dall’angolo di Josh Okogie ha portato i suoi sul 119-128, di nuovo sembrava fatta per i Timberwoles, ma di nuovo ci ha pensato Steph Curry: 3 triple in rapida successione, parziale di 11-2 e partita sul 130-130.

Dopo la tripla del pareggio a 0.5 secondi dal termine, il numero 30 ha urlato qualcosa agli ufficiali di gara, colpevoli forse di una chiamata sbagliata sul canestro precedente di KD, una tripla non contata in quanto, secondo gli arbitri, il contatto sarebbe avvenuto prima della conclusione.

Giocata successiva, rimessa offensiva per Minnesota, passaggio troppo alto per Towns che si perde tra il pubblico, ma fischio a favore: Durant appoggia le mani sui fianchi del centro avversario.

Risultato, primo tiro libero segnato e secondo sbagliato volontariamente per far scadere il tempo, tra le mille proteste di Golden State, che si è sentita derubata sulle ultime due chiamate.

Finale 130-131.

Warriors, quante polemiche nel post-partita

I membri di Golden State non le hanno mandate a dire agli ufficiali di gara nelle interviste post-partita. Gli Warriors si sono sentiti davvero molto penalizzati dalle due chiamate, negli ultimi 5 secondi, su KD.

Coach Kerr ha amesso che la prestazione dei suoi all’inizio del secondo tempo, quando si sono fatti rimontare 19 punti, fosse la causa principale della sconfitta, ma ha commentato così la mancata chiamata sulla tripla del suo numero 35:

Mi sta facendo incastrare il cervello…non capisco come sia possibile. Ha ricevuto la palla, alzato le braccia per tirare ed ha subito il fallo. Quello viene punito con tiri liberi in qualsiasi campionato, non solo in NBA”

Steph Curry ha invece avuto parole ancora più dirette verso gli ufficiali:

“La peggior chiamata della partita? Chiedetelo all’MVP della partita, Mark Kogut (L’arbitro delle ultime 2 chiamate, ndr). Non so se sia la peggior chiamata che ho mai visto, ma sicuramente al momento mi sta facendo rodere molto. Inoltre stasera la comunicazione con gli arbitri è stata pessima, Draymond (Green, ndr) ha preso un tecnico per aver detto <Oggi non vi si può parlare?> Tutto questo è abbastanza imbarazzante”

 

 

 

Twolves, Derrick Rose operato al gomito destro, un mese di stop

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Minnesota Timberwolves, Derrick Rose si è sottoposto ad intervento chirurgico per rimuovere alcuni frammento ossei all’altezza del gomito destro.

La notizia è stata riportata da Shams Charania per The Athletic, via Twitter. I Twolves avevano annunciato nella giornata di giovedì di aver fermato Rose, Robert Covington e Jeff Teague in via precauzionale e per motivi fisici in vista delle ultime 11 partite di regular season.

Ryan Saunders, il giovane head coach dei Minnesota Timberwolves, subentrato a gennaio a Tom Thibodeau, ha dichiarato a Chris Hine del Minneapolis Star Tribune che i tempi di recupero per Derrick Rose non saranno lunghi. La tempistica stimata per interventi di questo genere è di un mese circa.

L’ex giocatore di Chicago Bulls e New York Knicks ha chiuso la sua stagione viaggiando a 18 punti e 4.3 assist a gara, in 51 partite disputate.

Una stagione di forte rilancio per un giocatore sembrato vicino al ritiro nel novembre del 2017, a causa dei ripetuti problemi fisici che da anni affliggono l’MVP 2011.

I Minnesota Timberwolves (32-40) sono al momento decimi nella Western Conference, e fuori dalla lotta per un posto ai playoffs. Rose sarà free agent a partire dal prossimo 1 luglio.