Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Anthony Davis rumors continui: i Pelicans muro contro muro con il giocatore

Anthony Davis rumors che aumentano e che cambiano le carte in tavola? Lo scorso Febbraio, sembrava davvero potesse realizzarsi il matrimonio con i Lakers, che però nella realtà è naufragato ancor prima di iniziare. Tale trattativa, poi, come se non bastasse, ha creato una vasta rottura all’interno dello spogliatoio di L.A., pregiudicando in maniera netta il successivo andamento dei losangelini, ormai quasi certamente fuori dalla lotta playoff.

Eppure, nonostante queste premesse, i rumors su un eventuale trasferimento del Monociglio in California non hanno mai smesso di cessare completamente. Ma se tale avvenimento mai accadrà, ciò non avverrà con una trade accettata da New Orleans.

I retroscena della questione legati alla partenza di AD

In particolare, stando a Marc J.Spears di ESPN, i Pelicans non hanno alcuna intenzione di cedere il loro pezzo pregiato prima della scadenza del contratto, a prescindere dal tipo di offerta che riceveranno. Ciò è stato confermato anche dallo stesso Magic Johnson.

Davis non si muoverà dai Pelicans con una trade. Non c’è alcun modo per cui questo avverrà, ormai è chiaro. Loro non faranno mosse in questa direzione probabilmente

I Lakers, dal canto loro, come già ampiamente dibattuto, avevano proposto a NOLA gran parte del roster, eccetto ovviamente LeBron James, senza però ottenere nulla in cambio.

Oltre a L.A., vi sono anche i Boston Celtics molto interessati all’acquisizione di AD. Nello specifico, i biancoverdi del Massachussets potrebbero firmare il lungo di New Orleans già dalla prossima estate, ovvero qualora il playmaker Kyrie Irving deciderà di uscire dalla sua opzione contrattuale. In quest’ordine di idee, è noto che i Pellicani siano interessati ad ottenere Jayson Tatum, Jaylen Brown e un numero di scelte al draft adeguato.

Aldilà di queste considerazioni, comunque, ciò che è certa è la scadenza contrattuale del 26 enne, prevista per il 2020. Fino ad allora, salvo cambiamenti repentini ed irreversibili, dunque, Davis rimarrà nella franchigia che lo ha scelto nell’ormai lontano 2012, volente o nolente. Ma non sono esclusi, comunque, imprevedibili colpi di scena.

 

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Sono il CEO del mio business”

NBA scambi estivi-Anthony Davis in dubbio per l'ASG

Anche un semplice show televisivo può produrre grande rumore se ad esserne protagonisti sono due dei giocatori migliori dell’NBA, ovvero Anthony Davis e LeBron James.

 

L’attesissima puntata di “The Shop with LeBron James”, il programma trasmesso dall’emittente televisivo HBO, coincide inoltre con uno dei maggiori momenti di difficoltà dello stesso James, il cui team occupa una scomoda posizione in classifica, dopo che nelle scorse settimane era giunta la fumata nera riguardo un possibile passaggio, proprio da parte di AD. in maglia Lakers.

 

Gran parte della conversazione fra i due all star ha ovviamente trattato l’ormai celebre richiesta di trade della prima scelta assoluta al draft 2012, che a gennaio aveva messo a conoscenza i media della sua intenzione di rifiutare il prolungamento contrattuale che i New Orleans Pelicans potranno offrirgli a partire dalla prossima estate.

 

“Tutta la copertura mediatica è attorno a me, e ora ho la possibilità di prendere in mano la mia carriera e dire quello che voglio dire e fare quello che voglio fare”, ha detto il giocatore di NOLA,”Così ora vedi tutti dire, ‘Va bene, vedo cambiare AD.’ Tutti mi dicono: ‘Stai crescendo, è ora di prendersi cura dei tuoi affari, prenditi cura della tua carriera’. Così ora, come giocatore, come CEO del mio business, ho il potere, sto facendo quello che voglio e non quello che qualcuno mi dice di fare “.

 

 

Non si è fatta attendere l’opinione, nei confronti del collega, dell’altro n°23, LeBron James, che ha detto:“Per tutti i suoi primi 7 anni nella lega nessuno ha mai avuto da dire nulla di negativo su AD, mai, neppure una parola, nessun giornalista, nessun tifoso, nessun collega o amico. Ma nel momento in cui tu vuoi fare a modo tuo, e non come vogliono loro, allora la narrativa cambia. È per questo che è così importante per noi atleti continuare a sostenerci perché al vertice delle piramidi di potere di questo paese ci sono tante persone che vogliono controllare la narrativa che ci riguarda al posto nostro”.

 

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Deluso dai fischi dei tifosi”

 

Anthony Davis ha anche parlato riguardo la reazione dei tifosi riguardo la sua volontà di lasciare la Luisiana. Tantissimi fischi hanno accompagnato i minuti in campo del prodotto di Kentucky, rimasto profondamente deluso da questo comportamento.

 

“Quando ho sentito i loro fischi sono rimasto deluso. Ma come? Dopo 7 anni in città, dopo tutto quello che ho fatto per la squadra e per la comunità, mi fischiano? Poi però si è alzata la palla a due e questo è questa sensazione è passata, ora volevo segnare 30 punti”.

 

Effettivamente AD è poi riuscito nel proprio intento, mettendo a referto 32 punti contro i Minnesota Timberwolves, ottenendo la propria rivincita nei confronti dei fan. “Prima i fischi a ogni possesso, poi quando siamo andati sotto e quasi da solo li ho riportati in partita sono arrivati gli applausi e i cori. Hey, mettetevi d’accordo, chiaritevi le idee: non potete fischiarmi e applaudirmi allo stesso tempo”. 

I New Orleans Pelicans rilasciano Tim Frazier, biennale per l’ex Olimpia Milano Dairis Bertans

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I New Orleans Pelicans rilasciano la point-guard Tim Frazier.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, con il taglio di Frazier i Pelicans liberano uno spazio a roster, e firmano con un contratto biennale la guardia lettone Dairis Bertans, fratello di Davis dei San Antonio Spurs e dal 2017 in forza all’Olimpia Milano. Il secondo anno dell’accordo prevede una team option.

 

Frazier, 28 ani, ha disputato in questa stagione 47 partite in maglia New Orleans Pelicans, viaggiando a medie di 5 punti e 4.4 assist a gara, in 19.3 minuti di impiego.

 

Pelicans-Bertans, biennale per Dairis

 

Dairis Bertans, fratello maggiore dell’ala dei San Antonio Spurs Davis, era sotto contratto con l’Olimpia Milano. Il contratto del lettone prevedeva una clausola di “NBA escape”, che ha permesso a Bertans di risolvere l’accordo con la squadra allenata da coach Simone Pianigiani.

 

 

In carriera, Bertans ha indossato le maglie di Ventpils, Bilbao, Darüşşafaka e Milano, ed ha disputato la Summer League 2014 con la maglia dei Boston Celtics. Dairis Bertans sta viaggiando in questa stagione a 6.1 punti a partita in 14.3 minuti ed il 49% al tiro da tre punti (Eurolega e Lega Basket).

 

Con i colori della Lettonia, Bertans ha disputato quattro edizioni dei Campionati Europei, dal 2011. Con l’arrivo di Bertans, sono oggi quattro giocatori di nazionalità lettone a giocare nella NBA: i fratelli Davis e Dairis, l’ala dei Brooklyn Nets Rodion Kurucs ed ovviamente il neo acquisto dei Dallas Mavericks Kristaps Porzingis.

Dell Demps saluta New Orleans: commovente lettera ai tifosi

Dell Demps

Quattro giorni dopo essere stato silurato dai New Orleans Pelicans, il general manager Dell Demps ha detto addio ai tifosi.

In una lettera aperta al New Orleans Advocate, Demps ha espresso la sua gratitudine alla fanbase di New Orleans ed al management dei Pelicans per tutto il tempo trascorso con loro:

“Cari fans di New Orleans,

Voglio ringraziarvi per il supporto durante il mio tempo ai New Orleans Pelicans come general manager del team.

New Orleans sarà sempre cara a me e alla mia famiglia. E’ un posto che mi ha dato il benvenuto a braccia aperte e che mi ha sempre fatto sentire a casa fin dal primo giorno. La gentilezza della gente, il cibo e la cultura non sono secondi a nessuno. NOLA è la città di mia moglie Anita e ho visto mio figlio Riley crescere dai 10 anni fino al college alla Isidore Newman School.

Tifosi dei Pelicans, ricorderò sempre il ronzio nell’arena durante i playoffs, quando ognuno indossava la divisa rossa e la vostra passione ci guidava verso le vittorie. Tra alti e bassi, il vostro amore per il team non è mai passato inosservato.

Grazie ai giocatori, grazie al coach, allo staff ed al front office. Grazie alle persone che lavorano allo Smoothie King Center. Grazie alle persone che lavorano dietro le quinte.

Un ringraziamento particolare alla famiglia Benson, a Mickey Loomis e a Dennis Lauscha.

Ma, più importante di tutto,

GRAZIE NEW ORLEANS!”

I Pelicans hanno annunciato la separazione consensuale con Dell Demps venerdì scorso. Il suo licenziamento è arrivato dopo che il team non è riuscito a imbastire una trade per Anthony Davis prima della deadline del 7 Febbraio.

Dell Demps saluta New Orleans: possibili scenari sul futuro della franchigia

Per Marc Stein del New York Times, i Pelicans torneranno a “impegnarsi” seriamente questa settimana, probabilmente tenendo in panchina Davis per il resto della stagione, allo scopo di tenerlo sano in vista di potenziali trade quest’estate.

Danny Ferry, già consulente per i New Orleans Pelicans dal 2016, ha preso il posto di Demps ad interim.

New Orleans assunse Dell Demps come General Manager nel luglio 2010, dopo che quest’ultimo era stato Vice President of Basketball Operations per i San Antonio Spurs. Demps fu incaricato di gestire la franchigia, di temporanea proprietà della NBA, fino a quando il proprietario dei New Orleans Saints, Tom Benson, acquistò la squadra nell’aprile del 2012.

Sotto il controllo di Demps, i Pelicans hanno vinto una serie di playoff, a fronte di tre apparizioni. Demps cedette l’All Star Chris Paul ai Los Angeles Clippers nel Dicembre 2011 dopo che il commissioner NBA David Stern aveva annullato la trade imbastita con i Los Angeles Lakers.

I Pelicans sono arrivati al break dell’All Star weekend come 13esima forza ad Ovest, con un record di 26-33.

E’ stata una stagione abbastanza sotto le attese per New Orleans, che dopo aver dato filo da torcere ai Golden State Warriors nel secondo turno dei playoff 2018, speravano perlomeno di ripetersi, in un Ovest sempre più competitivo dopo l’arrivo di DeMarcus Cousins ai Golden State Warriors e soprattutto di Lebron James ai Los Angeles Lakers.

In estate era arrivato proprio dai Lakers Julius Randle, ad allargare le rotazioni a disposizione di coach Alvin Gentry. Randle è andato ad aggiungersi al fenomeno Davis, ed a Nikola Mirotic e Jrue Holiday, che garantivano quel mix di qualità ed esperienza necessario per arrivare di nuovo ai playoffs. A nulla è valso anche l’arrivo di Elfrid Payton, giocatore polivalente, ma troppo spesso ai box per infortunio.

L’unica nota positiva della stagione è stata la rivalutazione di Jahlil Okafor, che ha disputato un eccellente inizio di anno 2019 (soprattutto per la ripetuta assenza di Davis sotto canestro).

La grana Davis è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in casa New Orleans, andandosi ad aggiungere ai problemi di una stagione ben al di sotto delle aspettative per i Pelicans. La mancata trade ha provocato il risentimento del popolo di New Orleans verso il giocatore, ed ha avuto strascichi dal punto di vista societario, fino ad arrivare al recente licenziamento di Demps.

Dalle parti dello Smoothie King Center si aspetta solo l’estate per l’arrivo di tempi migliori, con la scontata trade di Davis ed una squadra e una società tutta da rifondare.

Anthony Davis, la soluzione migliore per tutti è tenerlo fuori? I Pelicans premono

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

La pausa per l’All-Star Game di Charlotte è servita al rinnovato management dei New Orleans Pelicans, Danny Ferry in testa, per riavviare con la NBA le trattative sulla questione Anthony Davis.

A seguito della mancata trade verso Los Angeles, il progetto dei Pelicans di fermare Davis per il resto della stagione, con l’obiettivo di tutelare interessi ed immagine pubblica della squadra, è stato rispedito al mittente dalla lega, che ha intimato ai vertici Pelicans di continuare a schierare il 6 volte All-Star.

Dallo scorso 7 febbraio, sono 4 le partite disputate da Anthony Davis, che in sole due settimane ha avuto il tempo di segnare 32 punti in 25 minuti al ritorno in campo, criticare aspramente lo sforzo profuso dai propri compagni alla terza partita (un -30 casalingo contro gli Orlando magic), ed infortunarsi alla spalla sinistra alla quarta, mettendo addirittura a rischio la sua partecipazione alla Partita delle Stelle di Charlotte.

Una situazione imbarazzante e potenzialmente dannosa per i New Orleans Pelicans. La mala-gestione del caso Davis è costata il posto di lavoro all’ex General manager Dell Demps. La soluzione più logica per una squadra attualmente al 13esimo posto nella Western Conference a sole 23 partite dal termine della regular season – ovvero fermare la propria star scontenta e sul piede di partenza – non si è rivelata finora praticabile.

Anthony Davis, Adam Silver: “Situazione dannosa per tutti”

Come riportato da Marc Stein del NY Times, i Pelicans avrebbero rinnovato nei confronti della NBA la loro istanza, chiedendo sostanzialmente alla lega di tornare sui propri passi e “rimuovere” l’obbligo imposto di schierare Anthony Davis, in mancanza di motivi invalidanti.

Durante la consueta conferenza stampa di metà stagione, il Commissioner NBA Adam Silver ha dichiarato come la vicenda Davis si sia gradualmente trasformata in una distrazione: “E’ una situazione dannosa. Dannosa per il team (i Pelicans, ndr) e dannosa anche per Davis, sinceramente“.

L’attenzione della NBA nella salvaguardia della propria immagine, ed alcuni precedenti potrebbero correre in aiuto del New Orleans Pelicans. I casi Carmelo Anthony e Chandler Parsons – tenuti fuori squadra dai rispettivi team senza motivazioni di carattere fisico o disciplinare – sono troppo recenti per non essere citati in favore delle istanze dei Pelicans.

Il valore ed il “volume” di una superstar come Anthony Davis conferiscono una dimensione diversa alla questione. Nel recente passato, altre star hanno chiesto ed ottenuto una trade dai rispettivi ex-team. Paul George rese nota l’intenzione di non rifirmare con Indiana nell’estate 2017, lasciando ai Pacers il tempo e modo di cercare la soluzione migliore per tutti (l’obiettivo – noto ma non manifesto – di George era all’epoca quello di trasferirsi ai Lakers, che non furono però in grado di imbastire una trade).

Le poche partite giocate in questa stagione da Jimmy Butler in maglia Timberwolves non sono state prive di momenti imbarazzanti (a causa anche dell’ostinazione dell’ex head coach della squadra Tom Thibodeau) ma – al pari di George – gli oltre 3 mesi di “mercato aperto” a disposizione dei Twolves hanno permesso alla squadra di risolvere la questione senza particolare fretta.

E’ innegabile che la tempistica della richiesta di trade di Davis e Rich Paul abbia danneggiato gli interessi di squadra e giocatore. L’italico “gioco delle 3 carte” messo in piedi dai Pelicans in due settimane di trattative con i Los Angeles Lakers ha peggiorato i rapporti tra Davis e management.

E’ dunque probabile che – allo stato attuale delle cose – interessi di Davis, New Orleans Pelicans ed NBA possano collimare, ed incontrarsi su di una linea comune: permettere ai Pelicans di non mettere a repentaglio integrità fisica e valore di mercato della propria star, risparmiare ai tifosi paganti dello Smoothie King Center di New Orleans lo spettacolo di una superstar in campo da separato in casa da qui ad aprile, e risparmiare a Davis e compagni momenti imbarazzanti, domande (per quanto possibile), fischi e “ruoli da cattivo”.

Almeno per 3 mesi.

Lo strapotere di Anthony Davis

Anthony Davis, New Orleans Pelicans

A New Orleans c’è un ragazzotto che per anni ha predicato nel deserto, ha portato l’acqua al mulino con le sue larghe spalle e con una forza al di sopra della media.  I suoi propositi di gloria però sono sempre stati sopiti da un contesto tecnico tutt’altro che all’altezza delle sue doti. E così rompere gli indugi e chiedere la trade ai Pelicans sembrava la soluzione giusta per dare una svolta alla sua carriera: Anthony Davis dovrà in ogni caso pazientare ancora un po’.

 

L’intenzione di cambiare aria, manifestata tramite l’agente Rich Paul. I Los Angeles Lakers che si fanno sotto per accaparrarselo. L’offerta gialloviola. Il rilancio. La controproposta di Dell Demps. Il silenzio. Il nulla di fatto. I giorni che hanno preceduto la trade deadline sono stati episodi di un drama ad alta tensione ma senza il colpo ad affetto sperato. Il finale cliffhanger ha rimandato i discorsi alla offseason 2019. Ma intanto Anthony Davis è salito alla ribalta per il mancato affare: meglio lasciarci tutto alle spalle e ricordare il perchè sia uno dei giocatori più chiacchierati in circolazione.

 

ANTHONY DAVIS:  POTENZA E VERSATILITÀ IN ATTACCO

Power forward di ruolo, Davis è capace di svariare su tutto il fronte offensivo a prescindere dall’avversario ha davanti. In post basso il nativo di Chicago banchetta agevolmente: prende la posizione, sfrutta il fisico per avvicinarsi al canestro e spostare il marcatore ed infine va a concludere grazie a delle parabole alte, sfruttando le sue lunghe leve. Nel pitturato detta legge (15 punti in media a gara, in soldoni), basta vedere come negli uno contro uno riesce facilmente ad attaccare il ferro in penetrazione, con un passo piuttosto svelto nonostante la stazza; senza dimenticare i tap in dopo aver abbrancato un rimbalzo offensivo.

 

Il pitturato è il suo terreno di caccia preferito, dove risulta incontenibile.

 

 

Ovviamente il suo contributo nei giochi in pick and roll. Prima compie il blocco in maniera granitica per il portatore di palla, poi si dirige lesto verso il canestro per chiudere il tutto, a volte anche su alley-oop (cosa che si vede spesso in altri frangenti). Anthony Davis è un giocatore dinamico, moderno, che sa destreggiarsi in diverse situazioni. L’alto ritmo del gioco dei Pelicans l’ha aiutato ad essere un’arma anche in transizione. Una volta afferrato che viene interrotto il possesso avversario, Davis riesce a percorrere il campo a grandi falcate e a volte conduce il pallone con naturalezza. Il computo dei punti messi a referto durante un contropiede son quasi 3 in media, forse non pochissimi se consideriamo che si parla di un lungo puro e che prima di lui, nella classifica ad hoc, ci sono esterni o guardie (tranne Pascal Siakam).

In termini di spaziature una mano la può dare quando si apposta sulla linea dei tre punti. Già, appena si presenta l’occasione tenta la gloria dalla suddetta zona di campo aspettando il passaggio giusto dettatogli da un compagno, come il classico spot up shooter; dagli angoli c’è da dire che tira di rado, anche se in toto viaggia su un rispettabile 32%.

 

ATTITUDINE E LETTURE IN DIFESA

Nella sua metà campo offensiva Anthony Davis fa la voce grossa, e non solo. Lo stesso discorso lo si può fare in difesa, dove emergono la sua attitudine e le sue letture. Di fatto è uno dei migliori rim protector della lega, grazie alle sue stoppate che arrivano puntuali negli aiuti dal lato debole: se l’attaccante riesce a penetrare,  interviene subito per frenare le velleità. Il suo spiccato senso della posizione è importante in questo tipo di giocata. 2,5 le stoppate rifilate a partita, il che ne fa uno specialista della categoria.

Accettare i cambi non è un problema, infatti l’ala grande è capace di contenere avversari più rapidi col suo buon footwork e un’apertura alare che ostruisce a dovere gli spazi.

 

Strada verso il ferro chiusa, a doppia mandata.

LA VOGLIA DI VINCERE IN UN FUTURO INCERTO

La prossima estate sarà più infuocata che mai. Oltre ai Lakers, che potrebbero bussare di nuovo alla porta, ci saranno inoltre Boston Celtics e New York Knicks pronti ad unirsi alla corsa e scatenare una potenziale asta. Sono queste tre le pretendenti più accreditate, seppur lo stesso giocatore abbia ribadito di guardare a tutte le 29 franchigie NBA. Anthony Davis è destinato a lasciare la Louisiana per compiere finalmente il grande passo e ambire così a qualcosa di importante, ossia lottare per vincere. Cosa che ai Pelicans, per svariati motivi, non ha potuto fare. Il futuro è aperto ad ogni scenario, tra possibili proposte indecenti, offerte al ribasso e attese strategiche. Insomma, si vedrà. Comunque farà parlare di sé, sia fuori che, soprattutto, sul parquet.

“Le richieste pubbliche di trade? Non le ho gradite” Parola di Adam silver

Anthony Davis, Jimmy Butler, Kyrie Irving, i panni sporchi (ergo le richieste di trade) si lavano in famiglia? Il Commissioner NBA Adam Silver – che non ha giurisdizione su tali dinamiche – preferirebbe di sì.

Rispondendo alle domane dei cronisti durante il consueto appuntamento “sullo stato della NBA” con i media nazionali ed internazionali a margine dell’All-Star Weekend, Silver ha dichiarato di non aver gradito particolarmente le recenti richieste pubbliche di trade dei giocatori, facendo riferimento – pur senza citarli direttamente – ai casi di Jimmy Butler ed Anthony Davis.

Se devo essere sincero, no, non mi piace la pratica di richiedere una trade da parte dei giocatori, specie se resa pubblica. Mi piacerebbe vedere questioni di questo tipo affrontate in maniera più riservata e discreta. Richieste di questo tipo hanno ovviamente un grande impatto mediatico, sono paragonabili ad uno spettacolo pubblico. Ma non sono il tipo di intrattenimento cui la NBA pensa

– Adam Silver –

A seguito della pubblica richiesta di trade, diffusa consapevolmente ed in aperta violazione del regolamento NBA in materia, da parte di Anthony Davis e  del suo agente Rich Paul, la lega ha multato la star dei New Orleans Pelicans per 50mila dollari, riconoscendo nelle azioni dei due “un tentativo volontario di compromettere la relazione professionale tra Anthony Davis ed i New Orleans Pelicans

New Orleans Pelicans, cosa fare di – e con – Anthony Davis da qui a fine stagione?

Playoff Dunkest-Dunkest NBA-Fantabasket

Dopo il licenziamento del General Manager Dell Demps e la nomina ad interim di Danny Ferry, la nuova struttura dirigenziale voluta dalla proprietaria dei New Orleans Pelicans Gayle Benson dovrà affrontare una questione delicata, per tempi e modi: cosa fare di – e con – lo scontento Anthony Davis da qui a fine stagione?

L’intenzione iniziale della squadra di “fermare” il 6 volte All-Star dopo la pausa per l’All-Star Game è stata respinta con fermezza dalla NBA.

E’ probabile che i Pelicans adotteranno da qui ad aprile una politica di gestione attenta di minutaggio e sforzo fisico di Davis (non più di 30-34 minuti di gioco a gara, e nessun back-to-back), prima di re-imbarcarsi in colloqui di mercato con Los Angeles Lakers, Boston Celtics ed eventuali ulteriori aspiranti acquirenti per AD, in vista della prossima off-season.

Il nuovo infortunio di Davis (contusione alla spalla sinistra, partecipazione alla Partita delle Stelle in forse) ha fatto scattare l’allarme rosso in casa Pelicans.

Troppo alto il rischio di un infortunio serio, che possa compromettere il valore di mercato del separato in casa Davis ed indurre le future pretendenti a giocare al ribasso, per non affrontare di petto al questione relativa all’impiego del giocatore da qui a fine anno.

L’ennesimo guaio fisico di Davis, unito alla nemmeno troppo velata condotta di sfida del 6 volte All-Star (e del suo influentissimo agente Rich Paul) verso la squadra (Davis e Paul hanno lasciato anzitempo lo Smoothie King Center di New Orleans dopo l’infortunio del giocatore nel secondo quarto della sfida tra Pelicans ed OKC Thunder), potrebbero fornire a NOLA un insperato assist per risolvere la grana AD già nelle prossime ore.

Il nuovo management dei Pelicans potrebbe “cogliere al balzo” l’occasione e fermare il giocatore per motivi fisici – almeno temporaneamente –  o in misura ancora più estrema “sospendere” Anthony Davis per motivi disciplinari e di interesse generale per la squadra (una mossa rischiosa, che vedrebbe sicuramente il coinvolgimento della NBPA, l’associazione giocatori NBA).

New Orleans Pelicans, sarà Danny Ferry il sostituto di Dell Demps

New Orleans Pelicans, sarà Danny Ferry a sostituire Dell Demps a capo del front office della franchigia della Louisiana.

Ferry, dal 2016 consulente per i New Orleans Pelicans, assumerà l’incarico ad interim, come annunciato dalla squadra nella giornata di venerdì. Con una mossa a sorpresa, la proprietaria dei Pelicans Gayle Benson aveva licenziato il General Manager Dell Demps, con l’intenzione di dare il via ad un processo di “ristrutturazione del front office” della squadra.

“(Tale processo, ndr) comprenderà una attenta ricerca di un nuovo responsabile per l’area tecnica della squadra, che farà direttamente rapporto alla mia figura” Così Miss Benson nel comunicato stampa di venerdì “Una ricerca che si avvarrà della collaborazione di consulenti esterni“.

Dopo una carriera da professionista passata tra l’Italia (Messaggero Roma 1989\90) e Cleveland Cavs e San Antonio Spurs nella NBA, Danny Ferry divenne General manager dei Cavaliers nel 2005. Cinque anni più tardi, nel 2010, la partenza da Cleveland e l’approdo ad Atlanta, con l’incarico di President of Basketball Operations per gli Hawks.

Nel 2014, una polemica suscitata da alcune frasi a tono razzista pronunciate da Ferry nei confronti dell’allora giocatore dei Chicago Bulls Luol Deng portò all’allontanamento dell’ex giocatore della Virtus Roma. La successiva inchiesta scagionò Ferry da ogni accusa di razzismo e discriminazione. L’ex GM dei Cleveland Cavs accettò in seguito l’incarico di consulente per i New Orleans Pelicans.

New Orleans Pelicans, licenziato il GM Dell Demps

Dell Demps

Svolta importante nel caso Anthony Davis. Pochi minuti fa, i New Orleans Pelicans hanno comunicato la rescissione del contratto di Dell Demps, General Manager della franchigia della Louisiana. Sembrerebbe che, dopo la fine della trade-deadline, le divergenze delineatesi tra il front-office e Demps non si siano placate e tutto questo abbia portato ad una spaccatura all’interno dei reparti manageriali del club.

L’intera organizzazione e il proprietario dei Pelicans Gayle Benson sono già alla ricerca di un sostituto: le voci più ricorrenti parlano di un sostituto interno che traghetti la franchigia fino alla fine della stagione. I nomi in ballo sono quelli di David Booth e Danny Ferry, già facenti parte dell’organico di New Orleans e personalità molto vicine all’ex GM Dell Demps.

New Orleans Pelicans, le principali cause del licenziamento di Dell Demps

Fatale, per l’ormai ex GM dei Pelicans, la gestione del caso AD. Imperdonabili le decisioni intraprese da Dell Demps nelle comunicazioni con le franchigie interessate ad uno scambio e, in particolare, con i Los Angeles Lakers, rappresentati da Magic Johnson.

In particolare, però, la causa scatenante sarebbe stato l’infortunio occorso questa notte a Davis, nella gara contro gli OKC Thunder, e le conseguenti polemiche espresse da ambo le parti nel dopo gara. Nonostante questo, secondo ESPN, il proprietario dei Pelicans si è detto soddisfatto della reazione (sul campo e fuori) del roster, di Alvin Gentry e del suo staff, nonostante le tormentate settimane appena trascorse.

New Orleans sarà, quindi, molto attiva sul mercato per firmare una personalità di alto profilo ed esperienza nelle basketball operations, in grado di sanare i rapporti interni e di delineare in maniera concreta le papabili destinazioni dell’asso di NOLA, in conformità con il volere della società e con il futuro della franchigia. Il presidente Gayle Benson, ormai stufo dell’atteggiamento di Demps, vorrebbe un GM in grado di gestire e prendere il controllo dei trade talks per Anthony Davis.

Possibili aggiornamenti nelle prossime 48-72 ore, probabilmente dopo l’All-Star Game di domenica sera. Un altro capitolo della saga Anthony Davis-New Orleans Pelicans è stato appena scritto, aspettando l’atto conclusivo.