David Griffin: “I Pelicans l’ambiente giusto per Anthony Davis e per Zion”

pelicans anthony davis

David Griffin scommette sui New Orleans Pelicans, e pianifica il primo incontro con Anthony Davis in vista del draft NBA e dell’apertura ufficiale del mercato estivo NBA.

L’ex gm dei Cleveland Cavaliers, da un mese presidente dei Pels, ha approfittato della conferenza stampa di presentazione di Trajan Langdon, il nuovo general manager a New Orleans, per fissare le prossime tappe della sua reggenza:

Credo che ci incontreremo con Davis a Los Angeles, durante i work-out pre draft” Spiega David Griffin “Il primo passo sarà quello di guardarci in faccia e dirci cosa ciascuno di noi ritiene importante. Alcune conversazioni che abbiamo avuto con Rich Paul (agente di Davis, ndr) ci portano all’ottimismo, siamo sicuri che presenteremo a Davis qualcosa di interessante“.

La vittoria alla draft lottery dell scorso 14 maggio ha aperto un mondo di possibilità per i New Orleans Pelicans: dalla possibilità di scegliere Zion Williamson a quella di pretendere dalle squadre interessate ad Anthony Davis (Lakers e Knicks su tutte) asset, giocatori e soprattutto la terza e quarta scelta al draft 2019 che spetteranno a LA e NY.

La posizione ufficiale di Davis rimane la medesima: trade, o partenza a luglio 2020, quando il contratto che lo lega ai Pelicans scadrà. “Se Davis cerca una situazione ed un ambiente vincenti” prosegue Griffin “Allora siamo fiduciosi di ciò che stiamo costruendo qui: un ambiente ideale per Anthony e per tutte le altre star che vogliano farne parte. Anthony Davis è parte fondamentale di tale processo“.

Per quanto la scelta di Zion Williamson possa apparire scontata, quasi obbligata per i Pelicans, David Griffin non si scopre ma precisa sull’infondatezza delle voci che vorrebbero New Orleans quale meta non gradita per i prospetti che si affacceranno al prossimo draft: “Nulla di più falso. Abbiamo avuto incontri con tante possibili prime scelte. Io e coach Gentry ci siamo incontrato la sera della lottery con Zion (Williamson, ndr) e la sua famiglia, e sempre lì abbiamo parlato con Ja Morant. Ciò che posso dirvi è che entrambi hanno accolto con grande entusiasmo l’idea di sbarcare a a New Orleans, un’idea che li stuzzica“.

Pelicans, Trajan Langdon è il nuovo gm, sarà il braccio destro di David Griffin

pelicans trajan langdon

Trajan Langdon è il nuovo general manager dei New Orleans Pelicans, l’ex giocatore di Benetton Treviso e CSKA Mosca sarà il braccio destro di David Griffin, da poche settimane President of Basketball Operations dei Pels.

Prosegue dunque il profondo rinnovamento del front office della squadra voluto dalla proprietario Gayle Benson. L’obiettivo della proprietà è quello di “sganciare” i Pelicans dall’organigramma dei New Orleans Saints della NFL, colosso sportivo cittadino di proprietà della famiglia Benson.

Ristrutturazione inaugurata lo scorso febbraio con la cacciata dell’allora general manager Dell Demps, e proseguita con l’arrivo di Griffin, artefice dei Cleveland Cavaliers 3 volte finalisti campioni NBA 2016.

Trajan Langdon era dal 2016 assistente general manager di Sean Marks ai Brooklyn Nets: “Langdon è un manager di talento, che condivide appieno la nostra visione di cosa significhi far parte della famiglia dei New Orleans Pelicans” Così Griffin in un comunicato ufficialeL’arrivo di Trajan Langdon è un’ulteriore conferma dell’assoluto impegno di miss Gayle Benson nei confronti della squadra“.

Anthony Davis, Gayle Benson: “I Lakers dovranno passare sul mio cadavere” poi la smentita

Fa marcia indietro la proprietaria dei New Orleans Pelicans Gayle Benson, che come riportato da Jackie MacMullan di ESPN e Dan Feldman di Yahoo Sports avrebbe nei giorni scorsi dichiarato che, per arrivare a Anthony Davis, i Los Angeles Lakers “avrebbero dovuto passare sul mio cadavere”.

La Benson ha definito tali report come “assurdi” e “completamente falsi“, come riportato da Fletcher Mackel di WDSU-TV via Twitter.

L’inaspettato esito della draft lottery che ha premiato i Pelicans con la prima scelta assoluta (ergo, Zion Williamson da Duke), ed i Lakers con la quarta chiamata al prossimo draft NBA ha ridato vigore alle voci di trade che avrebbero coinvolto Anthony Davis.

Dallo scorso febbraio e dalla caotica trade deadline molte cose sono cambiate, sia a LA che in Louisiana. Magic Johnson e Dell Demps non ci sono più, tutte le decisioni di mercato passeranno dalle mani di Rob Pelinka e David Griffin, e l’ex executive dei Cleveland Cavaliers di LeBron James ha ribadito l’intenzione di voler convincere Davis a rimanere a New Orleans ed abbracciare il nuovo progetto.

Griffin, i cui rapporti con Rich Paul – agente di Davis e James, e plenipotenziario di Klutch Sports – risalgono ai tempi dei Cavs, è stato assunto il mese scorso dai Pelicans con la missione di risolvere la “questione AD”, e di condurre eventuali trattative per la cessione del giocatore.

Compito che grazie agli esiti della lottery ha assunto nuovi tratti. I New Orleans Pelicans, che lo scorso febbraio presero malissimo le presunte pressioni esercitate da James, Paul ed i Lakers su Anthony Davis, attenderanno fino all’ultimo momento disponibile prima di “premere il bottone” e cedere Davis: Griffin cercherà di vendere all’appena 26enne prodotto di Kentucky l’immagine e la bontà di un progetto basato su un terzetto Davis-Jrue Holiday-Zion Williamson, asse più futuribile di quello che AD potrebbe trovare a Los Angeles, alla corte del 35enne LeBron James.


La disastrosa post-season di Kyrie Irving e dei Boston Celtics potrebbe di colpo aver eliminato i bianco-verdi dalla corsa a Davis. La firma di Irving appare oggi tutt’altro che scontata, ed è difficile immaginare un Anthony Davis convinto da un progetto che non preveda Kyrie Irving quale partner principale. E dopo anni di sapiente raccolta di asset (Jayson Tatum, Jaylen Brown) e scelte future (tra cui la preziosa scelta dei Memphis Grizzlies per i draft 2020 o 2021), è altrettanto difficile immaginare che Danny Ainge possa spendere un capitale tanto prezioso per arrivare a Davis, senza una firma nero-su-bianco di Kyrie Irving.

Lakers e New York Knicks avranno la forza di costruire i rispettivi “pacchetti” incentrandoli sulle prime scelte 2019 (la quarta per LA, la terza per i Knicks) ed un nucleo di giocatori giovani (Kuzma-Ball-Ingram per LA, Smith Jr, Knox, Mitchell Robinson per i Knicks). Dando per assodato l’approdo di Williamson a NOLA, e quello di Ja Morant ai Memphis Grizzlies, il nome dei due nuovi giocatori di Lakers e Knicks usciranno via draft da una rosa che comprende R.J. Barrett, Jarrett Culver, DeAndre Hunter, Coby White e Darius Garland.

New York potrebbe aggiungere alla propria offerta le due scelte (2021 e 2023) ricevute dai Dallas Mavericks per Kristaps Porzingis, superando in interesse probabilmente l’offerta dei Lakers (al termine della stagione 2019\20, Brandon Ingram sarà eleggibile per la sua “rookie scale extension”: quanto saranno disposte le squadre a sborsare per il talento dei giallo-viola?).

All’indomani della lottery, l’entourage di Anthony Davis si è in ogni caso affrettato a far sapere agli addetti ai lavori che la richiesta di trade sarebbe rimasta in piedi senza eccezioni, e nonostante il successo delle urne.

Zion, ritorno a Duke? Il prospetto numero 1 del Draft sembra avere altre idee

Duke University

Zion Williamson, prospetto riconosciuto come il migliore di questa classe Draft, continua a far parlare di sé. Infatti, dopo la pesca fortunata che aveva assegnato la prima scelta ai New Orleans Pelicans, si era vociferato di un possibile scontento del giocatore. Alcuni reporter d’oltreoceano avevano sostenuto che Zion non sarebbe stato soddisfatto dalla destinazione, e che l’avrebbe potuta evitare tornando al college per una seconda stagione, ripresentandosi al prossimo Draft.

Nella giornata di oggi è però arrivata la smentita di questa notizia, da una fonte particolarmente vicina al giocatore. Il patrigno ha infatti parlato così per il podcast ESPN “Off the bench”:

“Siamo entusiasti per il Draft. Abbiamo sempre insegnato a Zion ad accettare ciò che non si può cambiare, e a fare il massimo per cambiare tutto quello che si può. L’NBA funziona così, e il Draft è qualcosa che non si può cambiare. Sicuramente siamo impazienti di approdare a New Orleans.”

Riguardo il possibile ritorno del giocatore alla pallacanestro collegiale ha poi affermato:

“Riguardo il ritorno di Zion a Duke c’è stata molta speculazione, ma non ci abbiamo mai neanche lontanamente pensato.”

Secondo altri report provenienti da oltreoceano, poi, Zion si sarebbe già incontrato con le franchigie che vantano le prime due scelte del Draft. I meeting con i Pelicans e con i Memphis Grizzlies, possessori della seconda scelta, sarebbero andati per il meglio. Secondo Shams Charania, inoltre, già prima della lotteria l’ex stella di Duke avrebbe evidenziato New Orleans come destinazione gradita.

Windhorst: “Pelicans, si parla di Zion Williamson disposto a ritornare a Duke”

zion williamson

Incassato l’esito delle urne della draft lottery, Zion Williamson potrebbe considerare l’idea di tornare a Duke ed attendere tempi (ed una squadra) migliori.

Almeno secondo quanto riportato da Brian Windhorst di ESPN.

Zion Williamson, scontata prossima prima scelta al draft NBA 2019, non ha ancora assunto un agente, e potrebbe tecnicamente decidere di ritirarsi e ritornare all’università. Così Windhorst a Get Up!, talk show mattutino di ESPN:

Se Williamson è contento di finire a New Orleans? Diciamo che ha delle opzioni sul tavolo, non sto dicendo che le userà, ma le ha. Non ha ancora un agente, ne un contratto di fornitura di sneakers, ed è nella posizione di ‘minacciare’ di tornarsene a Duke, per cercare di ‘forzare la mano’ ai Pelicans

Zion Williamson non è però quel tipo di persona” Prosegue Windhorst tra lo scetticismo di Richard Jefferson, ospite della trasmissione “Ma vi posso dire che è qualcosa di cui si parla negli ambienti NBA, questo si“.

Non sarebbe la prima volta che un prospetto di alto livello utilizzi il proprio “peso” per lanciare segnali a squadre eventualmente interessate in vista del draft. Nel 1996 si diffuse la voce che Kobe Bryant avesse diffidato tramite il proprio agente Arn Tellem i New Jersey Nets dal selezionarlo, paventando l’ipotesi di non firmare con la squadra allora allenata da John Calipari, preferendo giocare in Italia.

Bryant finì come noto ai Los Angeles Lakers, ed il rumor delle supposte pressioni venne in seguito smentito sia dal giocatore che dall’allora general manager dei Nets John Nash.

Il giovane Steve Francis venne selezionato con la scelta numero 2 al draft 1998 dagli allora Vancouver Grizzlies. Francis fece immediatamente sapere al management dei Grizzlies, all’epoca presieduto da Stu Jackson, di non avere intenzione  di giocare in Canada, forzando una trade che spedì Francis agli Houston Rockets e mosse ben 11 giocatori (tra cui la scelta numero 3 dello stesso draft Michael Dickerson).

Tecnicamente, Zion Williamson potrebbe decidere di ritirarsi dal draft NBA fino a 10 giorni prima dell’evento (che si terrà il prossimo 20 giugno a Brooklyn), tramite comunicazione scritta. Windhorts e Rachel Nichols citano poi alcuni esempi celebri di altri sport, come quello di Eli Manning, fratello minore di Peyton, che annunciò la sua intenzione di non giocare per i San Diego Chargers e venne selezionato il giorno del draft dai New York Giants.

Siamo in un’epoca in cui i giocatori hanno tanto potere di persuasione” Chiude Windhorst.

Anthony Davis, cosa cambia dopo la Draft Lottery?

trade Anthony Davis

La vittoria della Draft Lottery della scorsa notte da parte dei New Orleans Pelicans è destinata a cambiare inevitabilmente i piani futuri della franchigia della Louisiana, ma a quanto pare non quelli di Anthony Davis.

Secondo quanto riportato da Shams Charania, il nativo di Chicago non sembrerebbe particolarmente stuzzicato dalla possibilità di giocare con uno dei prospetti del prossimo draft, presumibilmente Zion Williamson, bensì è intenzionato a ribadire la propria volontà di chiedere una trade, come aveva precedentemente fatto qualche giorno prima dello scadere della trade deadline di febbraio.

Anthony Davis, futuro a Los Angeles o New York?

Il neo GM dei Pelicans David Griffin si era dimostrato disponibile a cercare di convincere Davis a rimanere nella squadra di coach Alvin Gentry. Nonostante ciò l’ipotesi al momento più probabile è appunto quella di uno scambio.

Los Angeles Lakers e New York Knicks sono vigili e pronte a presentare un’offerta alla dirigenza di New Orleans. Il fatto che entrambe le storiche franchigie abbiano ottenuto una scelta fra le prime quattro non fa altro che aumentare le chance di vedere imbastire una trade nel corso delle prossime settimane.

La quarta scelta assoluta dei gialloviola è stata di fatto “messa sul mercato” da Rob Pelinka, che ha dichiarato di essere disposto ad utilizzarla come asset in un eventuale scambio.

Situazione analoga per i Knicks, che poche ore prima della Lottery avevano preso in considerazione l’idea di cedere la propria scelta anche nel caso in cui fosse stata più alta della terza poi ottenuta.

Danny Ainge non si arrende, punterà forte per arrivare a Anthony Davis e trattenere Irving

boston celtics-viaggio a Boston

Nonostante questa notte sia stata assegnata la prima scelta assoluta al prossimo draft NBA ai New Orleans Pelicans, (che potrebbe chissà aumentare e possibilità che Anthony Davis rimanga in Louisiana) i Boston Celtics sognano ancora di poter creare la coppia Davis-Irving per la prossima stagione.

Il general manager e presidente della franchigia del Massachusetts Danny Ainge non vuole assolutamente rinunciare la sua stella, in scadenza di contratto, ed è convinto che l’unico modo per convincerlo a non fare le valigie sia quello di affiancargli Anthony Davis, come riportato da Frank Isola di The Athletic.

Danny Ainge punterà a Davis nella prossima off-season per convincere Irving a rimanere

A far saltare i piani del front office della franchigia di Boston, oltre l’arrivo della pick numero 1 ai Pels, c’è potenzialmente la volontà di Davis.

La star dei Pelicans ha infatti dichiarato lo scorso febbraio che i Celtics non solo tra le mete da lui desiderate (la prima è ormai risaputo essere i Los Angeles Lakers). Il sei volte All-Star Davis non possiede clausole no-trade nel suo contratto, sebbene nella NBA moderna una star scontenta ha la possibilità di far valere tutto il suo peso.

I Celtics hanno tanti buoni giovani da offrire ai Pelicans per arrivare a Davis (Jaylen Brown, Jayson Tatum, Robert Williams, Marcus Smart). Jayson Tatum è sicuramente il più interessante tra i possibili asset che la squadra di coach Brad Stevens potrà mettere sul banco.

Quali sono le opzioni per Irving se decidesse di non rimanere a Boston?

Per quanto riguarda Irving, nel caso in cui decida di cambiare casacca, saranno diversi i team pronto ad accogliere l’ex Cavs a braccia aperte.

Los Angeles Lakers e Brooklyn Nets sembrano in pole per Kyrie, mentre sono scese le quote dei Knicks dopo la delusione della lottery, ma New York avra tanto spazio salariale per firmare due stelle.

E’ opinione comune di molti tra dirigenti, allenatori, giocatori e agenti NBA che Kevin Durant stia pensando seriamente ad un trasferimento nella squadra più gloriosa della città della Grande Mela. Se tale scenario si realizzasse, schizzerebbero alle stelle le possibilità per i tifosi dei Knicks di abbracciare anche Irving.

Irving non è il solo giocatore dei Celtics in scadenza di contratto finito sul taccuino del general manager dei Knicks Scott Perry. New York avrebbe messo gli occhi su Terry Rozier e Marcus Morris, due obiettivi secondari e, soprattutto nel caso di Rozier, di ripiego nel caso di mancato arrivo di Kyrie.

Pelicans, Gentry non contiene la gioia: “Con Davis si troverà una soluzione”

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Non contiene l’entusiasmo – e nemmeno ci prova – coach Alvin Gentry dopo la notizia che i suoi New Orleans Pelicans chiameranno con la prima scelta assoluta al prossimo draft NBA.

Il che significa una sola opzione possibile: Zion Williamson da Duke.

I Pelicans avevano il 6% di possibilità di vedersi assegnare il primo posto dell’ordine di scelta, ma il sistema di estrazione ha finito per premiato la squadra di coach Gentry: “Hanno iniziato a chiamare le squadreGentry racconta gli attimi di tensione durante l’estrazione “Noi avevamo i nostri fogli davanti e cercavamo di capirci qualcosa, poi ne arriva una, poi l’altra, poi un’altra ancora… ho pensato: ‘C***o…’ Ne è arrivata un’altra e poi l’annuncio: la prima scelta va ai New Orleans Pelicans. Ed io: ‘E vai così, c***o!’ Scusate l’espressione“.

Sarà dunque con tutta probabilità New Orleans la prima tappa del viaggio NBA di Williamson, ospite in sala a Chicago per assistere all’estrazione. Pelicans, Memphis Grizzlies, New York Knicks e Los Angeles Lakers saranno le prime quattro squadre chiamate a scegliere al prossimo draft.

Un colpo di fortuna a coronare una stagione disgraziata per NOLA. I tanti infortuni (Nikola Mirotic, E’Twaun Moore, Elfrid Payton), ed il “terremoto” Anthony Davis hanno fatto deragliare già a febbraio l’annata dei semifinalisti della Western Conference appena un anno prima.

Per prima cosa” Ancora Gentry “Anthony Davis è ancora un giocatore dei Pelicans. Si troverà una soluzione, ho fiducia in questo. So che David Griffin ha intenzione di parlare con lui, ho fiducia nel fatto che tutto andrà bene“.

Così David Griffin:

Vogliamo fare in modo che Davis desideri rimanere qui,  che sia convinto di quanto stiamo costruendo qui. Al momento sono concentrato esclusivamente sul rendere i Pelicans una squadra migliore. Se Davis vorrà farne parte, sarà una notizia fantastica, e se invece non vorrà, ogni cosa avrà il suo tempo (…) Speriamo di costruire una squadra che possa attrarre i grandi giocatori, chissà che questa prima scelta non sia l’inizio di un nuovo corso

Draft NBA, Knicks pronti a cedere l’eventuale prima scelta per Anthony Davis?

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

A poche ore dalla lotteria che decreterà l’ordine di scelta per le 15 squadre NBA non qualificate ai playoffs per il draft NBA 2019, i New York Knicks sono pronti a considerare ogni scenario.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, i Knicks potrebbero considerare l’opzione di scambiare la loro eventuale prima scelta assoluta (Zion Williamson di Duke, a meno di clamorose sorprese) in ogni affare che possa coinvolgere Anthony Davis dei New Orleans Pelicans.

I New York Knicks, affamati di star e pronti ad un’estate iper-aggressiva sul prossimo, prestigioso mercato dei free agent, potrebbero – una volta aggiudicatisi i servigi di Williamson al draft – proporre ai Pelicans del neo-presidente David Griffin il prodotto di Duke in un’operazione che porterebbe Davis nella Grande Mela.

Scenario che dipenderà dalle fortune che i Knicks incontreranno a Chicago tra poche ore: New York, Cleveland Cavaliers e Phoenix Suns avranno ciascuna il 14% di possibilità di vedersi assegnare la prima chiamata assoluta il prossimo 20 di giugno. A scalare progressivamente le restanti 12 squadre, nell’annata inaugurale del nuovo sistema “anti-tanking” di redistribuzione delle probabilità di estrazione voluto dalla NBA.

La “carta” Williamson potrebbe funzionare per i Knicks da arma strategica per arrivare ad una delle (almeno) due star potenzialmente acquisibili via free agency. In caso di difficoltà sul mercato dei free agent, il talento di Duke potrebbe convincere i Pelicans a cedere Davis, per rifondare la squadra partendo da uno dei giocatori collegiali più talentuosi mai apparsi negli ultimi anni (una mossa non dissimile da quella messa in piedi dai Cleveland Cavs, che nell’estate del 2014 spedirono l’allora chiamata numero 1 al draft Andrew Wiggins ai Minnesota Timberwolves per Kevin Love).

La difficoltà in questo caso per i Knicks sarebbe quella di costruire attorno a Williamson un pacchetto in grado di rendere possibile un’eventuale trade.

Nelle scorse settimane alcuni report avevano avanzato l’ipotesi che – in caso di “urne favorevoli” – i Phoenix Suns potessero puntare sula talentuosa point-guard da Murray State Ja Morant, rinunciando pertanto a Zion Williamson e “lasciandolo” a disposizione della seconda squadra chiamata a scegliere.

Pelicans, Jrue Holiday torna ad allenarsi dopo l’infortunio

jrue holiday

Jrue Holiday, guardia dei New Orleans Pelicans, sembra aver pienamente smaltito l’infortunio ai muscoli addominali. Il numero 11 dei Pelicans, al fine di ottimizzare i tempi di recupero dall’infortunio, ha iniziato a seguire un programma di allenamento interamente supervisionato dal performance coach dei Pelicans Mike G.

I progressi del giocatore sono testimoniati dai numerosi video, caricati in rete dal suo personal trainer.

Holiday si era sottoposto lo scorso 26 marzo ad un intervento chirurgico, necessario a ridurre una lesione ai muscoli addominali che aveva posto fine anzitempo alla sua stagione.

Jrue Holiday: la stagione della definitiva consacrazione

La stagione 2018/19 è stata per Jrue Holiday quella che lo ha consacrato come uno dei migliori two-way players dell’intera lega. Tradotto, Holiday è quel tipo di giocatore capace di fare la differenza su entrambi i lati del campo, sia in attacco che in difesa. A conferma di questo, nella stagione 2017/18, Holiday fu inserito nel primo quintetto difensivo dell’intera lega.

21.2 punti (massimo in carriera), 5.0 rimbalzi, 7.7 assist e 1.6 palle rubate a partita sono la ciliegina sulla torta di una stagione vissuta da assoluto protagonista. Statistiche del genere lo porterebbero direttamente a competere per un posto da titolare al prossimo All Star Game con sede a Chicago.

David Griffin: “Anthony Davis potrebbe rimanere ai Pelicans”

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David Griffin, Vice President of Basketball Operations dei New Orleans Pelicans, crede che ci siano ragioni per essere ottimisti sul fatto che Anthony Davis possa essere disposto a rimanere a New Orleans.

L’ennesimo capitolo del “teatrino” Anthony Davis. La superstar aveva richiesto la trade ai Pelicans a febbraio prima della trade deadline. New Orleans ha successivamente rifiutato tutte le offerte per il giocatore, tra cui quella clamorosa dei Los Angeles Lakers, cercando di prendere tempo e di riprovarci quest’estate.

Griffin, tuttavia, rimane positivo, citando la sua relazione con l’agente di Davis, Rich Paul di Klutch Sports. Paul rappresenta anche LeBron James, star dei Los Angeles Lakers, e, quando Davis si affidò a Rich Paul, appunto, il suo passaggio ai Lakers sembrò più che possibile.

Come sappiamo, lo scambio non avvenne e Griffin ha recentemente dichiarato: “Guardo alla situazione con una buona dose di ottimismo, e la ragione è perché ho un ottimo rapporto lavorativo con Rich Paul.” Così Griffin a ESPN’s The Jump. “Penso che ci saranno apprezzamenti sul fatto che non sarei venuto qui se non fosse stato per la seria intenzione di vincere da parte di Gayle Benson e il suo team di proprietari. Per questo motivo, credo che alcune preoccupazioni che Rich Paul aveva, saremo in grado di alleviarle.”

Griffin ha poi aggiunto: “Credo che ci siano le ragioni per essere ottimisti riguardo le intenzioni di Davis di rimanere. Ma la vera domanda è, che cosa vuole fare e cosa possiamo darci a vicenda di ciò che abbiamo bisogno per raggiungere i traguardi migliori possibili. Spero ce la faremo, ma non è sicuramente qualcosa che crediamo non possa accadere”.

Anthony Davis ha ancora un anno di contratto con i Pelicans. L’All-Star a fine stagione dichiarò in conferenza stampa che potrebbe rimanere ai Pelicans la prossima stagione. I Los Angeles Lakers e i Boston Celtics sono le due squadre più attrezzate per proporre uno scambio ai Pelicans quest’estate.

David Griffin: “Anthony Davis? Non rinuncio al’idea di trattenerlo ai Pelicans”

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Il nuovo vice-presidente dei New Orleans Pelicans David Griffin blinda la posizione di coach Alvin Gentry, e non esclude la possibilità che Anthony Davis possa cambiare idea, ed accettare di rimanere in Louisiana.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Griffin ha dichiarato di avere intrattenuto in passato dei rapporti professionali “lunghi e di successo” con Klutch Sports, l’agenzia che fa capo a Mr Rich Paul, agente di Davis e da anni di LeBron James: “Io e Rich (Paul, ndr) abbiamo parlato di Davis, e credo che da parte di entrambi ci sia sia il giusto entusiasmo per le possibilità che abbiamo qui di costruire qualcosa di importante“.

Molte cose sono cambiate ai piani alti in casa Pelicans, dal febbraio scorso. Il front office di Dell Demps e la struttura dirigenziale sono già stati in parte smantellati con in licenziamento di Demps ed l’arrivo di Griffin. L’ex GM dei Cleveland Cavs guiderà uno staff completamente nuovo (“Ho accettato quanto la proprietà ha appoggiato le mie richieste ‘oltraggiose’ circa la composizione del nuovo staff“), e sarà l’unico referente della proprietaria della squadra Gayle Benson, vedove di Tom, storico owner dei new Orleans Saints.

Assieme a Demps, archiviata anche la figura di Mickey Loomis, vice presidente esecutivo dei Saints e uomo di fiducia dei Benson anche per i New Orleans Pelicans, che con l’arrivo di Griffin tornerà ad occuparsi in pianta stabile di football.

Rich Paul si è detto sinceramente soddisfatto della nuova situazione. A suo tempo, Rich ha contribuito alla scelta di LeBron James di accettare la sfida di Cleveland, convinto dalla bontà del progetto che abbiamo poi messo in pratica“.

Così Gayle Benson:

Davis? Di certo non vogliamo trattenere a tutti i costi un giocatore scontento. Spero però che Anthony possa cambiare idea, e se lo darà noi lo riaccoglieremo con le braccia aperte. Noi vorremmo che lui rimanesse qui

David Griffin ha poi parlato di coach Alvin Gentry, confermandone in pieno la posizione: “Il mio metodo di costruzione di un gruppo di lavoro è quello di costruire un ambiente famigliare, in cui vi sia un confronto franco. Io e Alvin (Gentry, ndr) abbiamo questo tipo di rapporto dai tempi di Phoenix, Gentry sarà una parte fondamentale del processo. Il coach dà il meglio di sé quanto sa di avere il giusto supporto alle spalle, e noi lo metteremo in condizione di lavorare al meglio“.