Pelicans, spalla KO per Anthony Davis, in forse per l’All-Star Game di Charlotte?

Davis-Lakers

New Orleans Pelicans, infortunio alla spalla sinistra per Anthony Davis, a rischio la partecipazione all’All-Star Game di domenica?

Davis si è infortunato durante il secondo quarto di gioco della sfida tra i Pelicans e gli Oklahoma City Thunder. La risonanza magnetica effettuata dopo la partita non avrebbe evidenziato danni strutturali, l’infortunio è stato classificato come “contusione” alla spalla.

La presenza di Anthony Davis alla Partita delle Stelle in programma domenica 17 febbraio a Charlotte rimane in forse. Il 6 volte All-Star dei New Orleans Pelicans sarà comunque a Charlotte.

Davis è stato costretto ad abbandonare la partita dopo appena 16 minuti di gioco (14 punti e 4 rimbalzi a fine gara per lui). I New Orleans Pelicans (26-33), guidati da un Julius Randle da 33 punti e 11 rimbalzi e dai 32 punti e 7 assist di Jrue Holiday, hanno superato gli Oklahoma City Thunder per 131-122.

Non basta ad OKC (37-20) la mostruosa tripla doppia da 44 punti, 14 rimbalzi ed 11 assist di Russell Westbrook. Thunder ancora privi di Jerami Grant (caviglia) e Dennis Schroeder, e che pagano la cattiva serata di tiro di Paul George (28 punti, 7 rimbalzi e 6 assist a fine gara per George, con un pessimo 3 su 17 da dietro l’arco dei tre punti.

La tripla-doppia di Russell Westbrook è l’undicesima consecutiva per l’MVP 2017 (nuovo record NBA).

Anthony Davis e la trade dell’anno saltata: gli effetti collaterali sui Pelicans

Los Angeles Lakers playoffs

Anthony Davis è tornato a giocare per i Pelicans dopo il “dramma sportivo£ della trade deadline dell’ultima settimana, e le cose non vanno proprio nel verso giusto a New Orleans. Martedì notte infatti, i Pelicans sono stati travolti in casa dai Magic, subendo una sconfitta per 118-88 da un team fuori dalla lotta playoff ad Est. Il bottino di Davis è stato imbarazzante, con un 1/9 al tiro (11,1%), “appena” 6 rimbalzi, e una prestazione totalmente scialba, probabilmente la peggiore da quando il monociglio è approdato in NBA.

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Un post condiviso da Anthony Davis (@antdavis23) in data:

Anthony Davis ed i Pelicans: la situazione in vista dell’estate

Non che le cose siano andate tanto meglio per i compagni, con il solo Jrue Holiday ai limiti della sufficienza, con 16 punti, 3 rimbalzi e 6 assist. “Abbiamo fatto schifo”, ha affermato Davis dopo la gara, per Brett Martel di The Associated Press “a nessuno importava di giocare, era evidente”.

E’ chiaro che la richiesta di trade di Davis e tutte le speculazioni sul suo futuro abbiano avuto un forte impatto sulle prestazioni dei Pelicans sul campo. Coach Alvin Gentry non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito, come ha rilasciato Martel.

“Quello che stiamo cercando di fare è smuoverci da tutto ciò. Stiamo cercando di seppellire il tutto,” ha detto Gentry sulla decisione di Davis di chiedere una trade. “Per quanto sia possibile, vogliamo andare avanti, metterci tutto indietro e ricominciare a giocare e provare a vincere partite di basket, e provare a competere e migliorare i nostri giovani. E’ tutto quello che voglio. E non voglio più parlare di questo. Ne ho già parlato abbastanza”.

La situazione a New Orleans è più che burrascosa, e di non facile risoluzione. L’obiettivo di inizio stagione dei Playoff, a meno che non avvenga un miracolo, è scappato. I Pelicans si trovano al 13esimo posto attualmente ad Ovest, a 7 vittorie di distanza dall’ottavo posto. Il polverone alzato da Davis, non fa che complicare le cose. Certamente la scelta della trade è stata una mossa abbastanza inaspettata, almeno per quanto riguarda i piani alti dei Pelicans. Davis così facendo si è messo contro una città intera, oltre chiaramente alla società, che ha deciso di imporre una linea dura. Non è bastata la maxi offerta dei Lakers, che sono arrivati ad offrire 6 giocatori più le prime scelte dei prossimi due anni. Dalle parti di New Orleans non si sono fatti intimorire, costringendo Davis a rimanere controvoglia in squadra, almeno fino all’estate.

Si prevedono tempi abbastanza bui per i Pelicans, che già non navigavano certo in buone acque. L’addio imprevisto di Cousins, e l’abdicare di Davis, altro non fanno che complicare i piani di una società che poco meno di un anno fa era lì a fare bella figura contro la corazzata GSW ai playoff 2017/2018.

Non resta che andare avanti, cercando di trarre il meglio da questo ultimo scampolo di stagione, e aspettare il mercato della prossima estate per avviare una rivoluzione in casa e ripartire con la programmazione. A Davis non rimane invece che cercare di accettare l’attuale situazione, con la testa già alla prossima stagione e alla prossima squadra (Lakers, Boston?), pronto ad essere riempito di fischi e insulti ad ogni passo compiuto allo Smoothie King Center.

 

 

La NBA: “New Orleans Pelicans richiamati su Anthony Davis, ma no a sanzioni”

La NBA nega di aver mai “minacciato con la promessa di sanzioni economiche” i New Orleans Pelicans, in caso la squadra avesse rinunciato a schierare per il resto della stagione Anthony Davis, dopo la mancata trade con i Los Angeles Lakers.

Come riportato da Marc Stein del NY Times, nelle ore successive lo scadere del termine ultimo per gli scambi, lo scorso giovedì 7 febbraio, emissari della lega avrebbero però richiesto ufficialmente ai Pelicans di continuare a schierare la propria star, in osservanza del regolamento NBA, che “garantisce l’integrità della competizione tra squadre”.

La lega avrebbe così sconfessato la posizione dei New Orleans Pelicans, inclini in un primo momento a fermare Davis per il resto della stagione. I contatti tra Pelicans e potenziali acquirenti per il 5 volte All-Star riprenderanno a fine stagione, e lo stop sarebbe servito ad evitare che un infortunio compromettesse la cessione del giocatore.

Come dichiarato da Mike Bass, portavoce del Commissioner NBA Adam Silver, le ragioni dei Pelicans “non sarebbero state riconosciute, in quanto non poggianti su basi concrete“. Ergo, condizioni fisiche tali da non permettere ad un giocatore di scendere in campo: “il regolamento vigente prevede che Davis debba essere regolarmente schierato, allo stato attuale delle cose

Il regolamento NBA impone alle proprie squadre di schierare in ogni caso la miglior formazione possibile, e vieta a team e giocatori pratiche che possano scientemente andare ad indebolire la squadra.

Mike Bass ha inoltre respinto l’ipotesi avanzata da ESPN di sanzioni pecuniarie ai danni dei New Orleans Pelicans, in caso di mancata osservanza del regolamento. Sempre secondo Stein, sarebbe stato l’agente di Anthony Davis, Rich Paul di Klutch Sports, a sollecitare l’intervento della NBA nei confronti dei Pelicans. Ne Paul ne la presidente dell’Associazione Giocatori Michele Roberts hanno voluto commentare la vicenda.

Anthony Davis ritorna in campo tra i fischi “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

New Orleans Pelicans

Anthony Davis è di nuovo in campo. da separato in casa, fischiato dal pubblico dello Smoothie King Center di New Orleans (cosa che sarebbe sembrata fantascienza, prima dell’avventata richiesta di trade-lampo del suo agente Rich Paul), ma comunque in campo con i suoi vecchi compagni.

 

A New Orleans, i Pelicans battono i Minnesota Timberwolves di Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins ed ancora alle prese con i problemi fisici di Robert Covington e Derrick Rose (caviglia).

 

 

32 punti e 9 rimbalzi in soli 25 minuti d’impiego per Anthony Davis, al rientro dopo 9 gare d’assenza legata ad un problema al dito indice della mano sinistra, ed a motivi “strategici”. I New Orleans Pelicans accolgono il nuovo arrivato Stanley Johnson (6 punti e 2 rimbalzi in 23 minuti di gioco) e si godono la buona prestazione del rookie da Texas Christian Kenrich Williams (19 punti e 6 rimbalzi in 37 minuti di gioco).

 

La vittoria spezza una striscia perdente di quattro partite per i New Orleans Pelicans. Davis segna 24 dei suoi 25 punti nel primo tempo, e coach Alvin Gentry non schiera il 5 volte All-Star nel quarto periodo nonostante la partita sia in equilibrio: “Non lo avrei fatto giocare 38 minuti nella sua prima partita dopo due settimane di stop. Avevamo concordato per un impiego sui 20\25 minuti, per questo non l’ho rimesso in campo nel quarto quarto.  Anthony ha fatto benissimo nei minuti a disposizione, ho visto il solito Anthony Davis“.

 

Nonostante l’assenza di Davis, I Pelicans tengono a bada i Twolves nel periodo finale e si impongono per 122-117, grazie ai 27 punti e 9 assist di Jrue Holiday.

Anthony Davis: “Sensazione strana. Pentito della richiesta di trade? No”

 

Nel post gara, Anthony Davis non ha potuto sottrarsi alle domande sull’accoglienza riservatagli dal pubblico di casa. Tanti fischi e boati per Davis, soprattutto ad inizio gara, trasformatisi gradualmente in applausi nel quarto periodo, a partita ancora in bilico e con la star dei Pelicans seduto in panchina d incitare i compagni.

 

“La reazione del pubblico? Decisamente una sensazione strana. I Fischi? Ok, me li aspettavo ma non importa, io continuerò a giocare. Sono rimasto un po’ sorpreso, questo si. Ma la vita è fatta così, non si può piacere a tutti. Sono solo contento di essere di nuovo in campo (…) bisognerebbe scegliere da che parte stare, ma sinceramente questa cosa non mi interessa. Io voglio giocare, i commenti, le chiacchiere e le critiche sul web, su Twitter… le comprendo ma non ci presto attenzione. Io voglio giocare, ed oggi sono contento di essere ritornato in campo

 

Anthony Davis ha poi dichiarato di aver preso in considerazione – di comune accordo con la squadra – l’ipotesi di non scendere in campo per il resto della stagione, dopo il mancato passaggio ai Los Angeles Lakers.

 

Ero preparato all’idea. Fa parte del gioco, sapevo che (i Pelicans, ndr) avrebbero potuto tutelarsi in tal senso. Quando però la dirigenza mi ha comunicato che sarei ritornato a giocare, ho iniziato a concentrarmi di nuovo esclusivamente sul campo (…) non sapevo come mi sarei sentito in campo oggi, se sarei riuscito ad essere efficace come al solito. Per fortuna è andata bene, abbiamo vinto e per me vincere è la cosa più importante di tutte, Io sono un professionista. Pentito della richiesta di trade? No, non mi pento mai di nulla di ciò che faccio

 

I New Orleans Pelicans gestiranno da qui a fine stagione con particolare oculatezza il minutaggio di Davis. E’ possibile che il 5 volte All-Star possa saltare almeno una delle due partite di un back-to-back, il prosieguo della stagione per i Pels (25-31, 13esima piazza ad Ovest) potrebbe indurre in ogni caso New Orleans a fermare la propria star se la “zona playoffs” dovesse ulteriormente allontanarsi.

Pelicans sulla situazione di Davis: “Salterà i back-to-back e scenderanno i suoi minuti”

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

La mancata trade con i Los Angeles Lakers ha portato il malcontento non solo tra i tifosi dei giallo-viola, ma anche nello spogliatoio dei New Orleans Pelicans.

 

A NOLA c’è un persona in particolare che non ha preso bene il rifiuto di tutte le offerte della franchigia losangelina: Anthony Davis. Proprio il protagonista delle vicenda è colui che è uscito peggio dalla trattativa: Davis non vestirà la canotta che avrebbe voluto indossare già da oggi, e si trova in un ambiente ormai ostile e nel quale ha dichiarato di non voler restare.

 

Proprio per questo i Pelicans hanno voluto precisare la situazione di Davis.

 

I Pelicans sulla situazione di Davis

 

Davis era stato specificamente richiesto da LeBron James e il Presidente dei Lakers Magic Johnson ha offerto di tutto (forse troppo) pur di portare Davis a Los Angeles. Il front officedei Pelicans ha rifiutato ogni proposta, arrivando a chiedere addirittura sei prime scelte più giocatori.

 

A conferma del fatto che il rapporto tra il front office della squadra della Louisiana e l’entourage del lungo nativo di Chicago abbia preso una brutta piega c’è un tweet di Adrian Wojnaroski di ESPN.

 

 

Davis salterà i back-to-back e diminuiranno drasticamente i suoi minuti in campo (media di 37 minuti a partita per AD). Il 25enne dei Pelicans sta viaggiando a una media di 29.3 punti, 13,3 rimbalzi, 4.4 assist, 2.6 stoppate e 1.7 palle recuperate a partita. Il tutto condito da ben 32 doppie doppie su 41 partite giocate.

 

I Pelicans ormai sono al 13esimo posto della Western Conference, a 6 vittorie di distanza dall’ultimo posto disponibile per i playoff. Con la riduzione dell’utilizzo di Davis e il passaggio di Nikola Mirotic ai Milwaukee Bucks, il team di Alvin Gentry dice addio alle residue speranze di arrivare alla postseason. Per i Pelicans, dopo una sola apparizione ai playoff, si aprono scenari di “tanking”, in attesa di vedere cosa arriverà in estate in cambio di Anthony Davis.

Trade Wizards-Pelicans: Morris va a NOLA

Markieff Morris-Rockets

Altra trade chiusa nella notte NBA: Wizards-Pelicans finalizzano lo scambio per portare Markieff Morris ai Pelicans in cambio di Wesley Johnson. Novità interessante per dare spazio e flessibilità salariale in ottica futuro ad una franchigia che si troverà ad avere i contrattoni di Bradley Beal (se non verrà scambiato nelle prossime ore) e soprattutto John Wall, con infortuni vari annessi.

Wizards-Pelicans i dettagli dello scambio

A completamento della trade Wizards-Pelicans è volta anche una seconda scelta del 2023 da Washington verso i Pelicans per accontentare i bisogni di una franchigia che durante la deadline, oppure in estate dovrà salutare Anthony Davis, riempiendo il roster di giovani e scelte per il futuro. Arriverà lo scambio per NOLA nelle prossime ore? Sembra esserci solo LA al momento disposta a fare follie ora, altrimenti si rimanderà in estate con tante franchigie pronte a fare carte false per averlo.

 

In casa Wizards non è l’unico scambio messo concluso della notte. Secondo gli ultimi rumors Trevor Ariza stesso potrebbe restare ai Wizards dopo la prossima stagione, rifirmato con un nuovo contratto. Altra novità da Washington, una delle squadre più attive delle ultime ore: scambio concluso con i Chicago Bulls sempre in ottica salary cap e liberare posto per nuovi contratti estivi. Otto Porter vola in Illinois, arrivano Jabari Parker con un contratto da 20 milioni di dollari non garantito e Bobby Portis, anche lui con un garantito per una ultima stagione del contratto da rookie.

Trevor Ariza

 

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Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

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Infortunio Davis che diventa un vero e proprio caso tra il giocatore e il front-office del team della Louisiana. Situazione sempre più tesa in casa New Orleans alla vigilia della trade deadline.

Infortunio Davis: le ultime da Chris Haynes

A due giorni dal termine della trade deadline, in casa New Orleans Pelicans sono ore di trepidante attesa per capire il destino del possibile approdo ai Los Angeles Lakers di Anthony Davis via trade.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla trattativa che potrebbe mescolare ancora una volta le carte sul futuro della Nba, Yahoo Sports ha riportato che i rapporti tra ‘UniBrow‘ e il team della Louisiana forse sono ai minimi storici.

Stando a quanto riportato sia da Chris Haynes, sia dal profilo twitter dell’insider italiano de ‘La Gazzetta dello SportDavide Chinellato; i Pelicans avrebbero imposto il riposo a Anthony Davis nonostante le sue ottime condizioni fisiche.

Secondo ultime indiscrezioni la situazione potrebbe andare avanti anche nella prossima partita dei Pelicans in quel di Chicago, ma anche fino alle partite antecedenti all’All Star Game di Charlotte, in modo tale da capire la situazione tra le parti in caso di mancata cessione.

In questo momento New Orleans, senza l’apporto del big-man nativo di Chicago; la squadra guidata da coach Alvin Gentry ha vinto solo 3 delle ultime 13 partite di regular season.

 

Celtics, Danny Ainge “allude” a Jayson Tatum ed invita i Pelicans a prendere tempo

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Anthony Davis e Jayson Tatum, i New Orleans Pelicans prendono tempo, incoraggiati dal General Manager dei Boston Celtics Danny Ainge.

 

Ainge rimane convinto delle possibilità di arrivare a Davis a partire dal prossimo tardo giugno, ed invita dei Pelicans sotto pressione a “tenere duro” ed attendere l’offerta dei Celtics. Come riportato da Chris Mannix per Sports Illustrated, Danny Ainge avrebbe “dato l’impressione” a New Orleans – pur senza citarne il nome – di essere disposto ad inserire in una eventuale proposta il gioiellino Jayson Tatum.

 

Boston non vuole rinunciare alla pista Anthony Davis, nonostante la free agency imminente di Kyrie Irving e nonostante la star dei New Orleans Pleicans non abbia inserito i Celtics tra l’ufficiosa lista di destinazioni predilette in caso di trade.

 

Secondo Mannix, i Celtics sarebbero pronti a “mettere qualsiasi cosa” sul tavolo delle trattative, persino Jayson Tatum, qualora i Pelicans di dimostrassero pronti ad aprire i lavori per il passagio di Anthony Davis in bianco-verde.

Anthony Davis-Lakers, i New Orleans Pelicans chiedono la luna, “pessimismo” a L.A.

Los Angeles Lakers playoffs

I New Orleans Pelicans non arretrano, e puntano altissimo.

 

La maxi-offerta con cui i Los Angeles Lakers hanno tentato di sbloccare l’affare Anthony Davis nella serata di lunedì non ha smosso il front office Pelicans dalle sue posizioni, mentre NOLA cerca di “resistere”, e – chissà – aspettare controfferte da parte di altri team.

 

I Lakers avrebbero proposto a al GM dei Pelicans Dell Demps un pacchetto forte di Brandon Ingram, Kyle Kuzma, Lonzo Ball, Rajon Rondo, Michael Beasley, Lance Stephenson e due future prime scelte in cambio di Davis, accettando per di più di accollarsi il pesante contratto dell’ala Solomon Hill e\o della guardia E’Twaun Moore.

 

 

Poche ore più tardi sarebbe arrivata da parte dei Pelicans una contro-proposta, talmente “massiccia” da risultare probabilmente irricevibile per il duo losangelino Magic Johnson-Rob Pelinka.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pels avrebbero preteso dai Lakers l’inclusione di due ulteriori prime scelte future, oltre alle due già previste dalla prima offerta di giornata.

 

I colloqui tra Pelicans e Lakers proseguiranno sino all’ultimo momento utile (la deadline è fissata per la serata italiana di giovedì 7 febbraio, NBAPAssion.com seguirà tutte le trattative live su NBAPassion.com e sul proprio canale YouTube). L’opinione – quasi il timore –  dei Los Angeles Lakers è che i New Orleans Pelicans possano insistere nel richiedere l’impossibile per Anthony Davis, nel tentativo di rimandare la partenza del 5 volte All-Star sino a fine stagione.

 

 

Come riportato da Ramona Shelburne di ESPN, il “nulla di fatto” con cui si è chiusa per L.A. la giornata di lunedì avrebbe reso i vertici losangelini “pessimisti” circa una risoluzione positiva dell’affare. I Lakers starebbero affrontando la seria possibilità che New Orleans voglia attendere l’estate ed i Boston Celtics, per puntare ad una contropartita incentrata sulla giovane star dei bianco-verdi Jayson Tatum.

 

Voci non confermate e rimbalzate nella giornata di lunedì da Phoenix, Arizona, avrebbero ipotizzato il coinvolgimento dei Suns quale terza squadra, con la quale raggiungere l’accordo e soddisfare le enormi pretese dei New Orleans Pelicans.

 

Nei giorni scorsi, l’entourage della point-guard dei Los Angelels Lakers Lonzo Ball avrebbe reso noto come del giocatore “non avrebbe gradito la destinazione” New Orleans. Nella tarda serata di lunedì, LaVar Ball – ingombrante padre di Lonzo – ha dichiarato: “Lonzo vuole rimanere a Los Angeles, ma se dovesse essere scambiato, Phoenix sarebbe la metà più adatta. Non voglio vederlo a New Orleans“.

Anthony Davis, no ai Celtics: “Soluzione temporanea qualsiasi destinazione che non sia Los Angeles”

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Anthony Davis non vuole i Celtics. La star dei New Orleans Pelicans rimane determinata a raggiungere Los Angeles e LeBron James, subito via trade o tra 16 mesi via free agency, nel 2020.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter, Davis avrebbe ribadito che considererà qualsiasi destinazione che non siano i Los Angeles Lakers una soluzione “a tempo”, il tempo di arrivare a fine contratto nell’estate 2020 ed accettare una eventuale proposta di contratto da parte dei giallo-viola.

 

“Diktat” che comprende anche i Boston Celtics, estimatori di lunga data del 5 volte All-Star dei New Orleans Pelicans ed oggi alle prese con le “bizze” dell’irrequieto Kyrie Irving.

 

 

Anthony Davis non vuole i Celtics, solo i Lakers sulla scena?

 

l General Manager dei Pelicans Dell Demps ed i vertici dirigenziali della franchigia della Lousiana, guidati dalla proprietaria Gayle Benson, hanno l’intenzione di resistere ad un primo assalto dei Los Angeles Lakers, per portare le trattative tra Pelicans e Celtics al prossimo giugno, quando il GM dei bianco-verdi Danny Ainge sarà in grado di fare la sua offerta per Davis.

 

Un pacchetto che possa comprendere Jayson Tatum e\0 Jaylen Brown, Terry Rozier (che sarò free agent a luglio e per il quale si dovrebbe procedere ad una sign-and-trade), addirittura Al Horford e soprattutto il prezioso “tesoretto” di scelte al primo giro sapientemente accumulate da Ainge neli anni è il vero obiettivo del front office dei New Orleans Pelicans.

 

Dell Demps ed i Lakers, nella persona del Presidente Magic Johnson e del General Manager Rob Pelinka, hanno nelle scorse ore aperto un tavolo di trattativa. Il duo Magic-Pelinka avrebbe proposto ai Pelicans fino a 5 combinazioni diverse di giocatori, lista che comprende i giovani Lonzo Ball, Kyle Kuzma, Brandon Ingram, Josh Hart e Ivica Zubac.

 

 

Al momento, la “linea di difesa” dei New Orleans Pelicans si è attestata sul “metodo Spurs”, già testato poco meno di un anno fa dai San Antonio Spurs nella conduzione delle trattative per la cessione di Kawhi Leonard. Difficilente i New Orleans Pelicans cederanno alle pressioni dei Lakers e dell’influente Rich Paul, se Demps, Mickey Loomis (vice-presidente esecutivo dei New Orleans Saints e President of Basketball Operations dei Pels) e Miss Benson non riteranno vantaggiosa la miglior offerta possibile in arrivo da Los Angeles.

 

Lakers a parte, e con la chiusura dell’affare Porzingis che ha tolto i New York Knicks dalla scena, poche sono le squadre in grado entro la deadline del prossimo 7 febbraio di offrire quanto i Pelicans pretendono per la loro star.

 

La volontà di Davis di trasferirsi a Los Angeles lascia ben poca speranza ad altre eventuali pretendenti.

Lakers-Pelicans: iniziati i contatti per Davis. C’è la prima offerta

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Lakers-Pelicans, iniziati i contatti per capire i margini della trattativa che potrebbe portare Anthony Davis in gialloviola. Questo è quanto riportato da Adrian Wojnarowski.  Il GM dei Pelicans Dell Demps, in precedenza, ha ascoltato diverse chiamate per l’affare senza rispondere a quella del collega losangelino Rob Pelinka.

Lakers-Pelicans: tutto possibile?

Si Los Angeles sta spingendo effettivamente sull’acceleratore per portarsi a casa il centro che serve: Anthony Davis è il dominante da affiancare a LeBron James per provare sin da subito a vincere ad ovest, spazzando via la concorrenza dei Warriors, una squadra costruita solo con l’obiettivo di vincere e vincere ancora.

Ma se il monociglio finisse alla corte di Walton, cambierebbero le carte in tavola? Possibile, probabilmente non quest’anno ma dal prossimo potrebbero esserci veri e propri scossoni di mercato anche in ottica free agency, qualora il monociglio finisse ad LA.

E’ arrivata anche una offerta ufficiale, ne sarebbero state presentate da Magic ai Pelicans ben cinque, di cui una è quanto riportato da LA Times. La prima offerta presentata sul piatto è questa, secondo il LA Times: Ingram, Ball, Kuzma, Zubac e una prima scelta futura.

New Orleans Pelicans, una settimana cruciale per riscrivere il futuro

New Orleans Pelicans

Senza programmazione non si vince in NBA. Chissà quante volte abbiamo sentito evocare questa frase per giustificare la regnante dinastia Warriors o la fervente rinascita dei 76ers. L’emblema del “Trust The Process” serpeggia più che mai in una Lega dove, oramai, vagare nel limbo risulta essere un’incredibile perdita di tempo. Lo sanno gli Atlanta Hawks, sembra averlo capito (anche se da pochissimo) NOLA.

La città del Jazz l’epicentro focale della Trade Deadline 2019, l’Unibrow il centro delle attenzioni di mezza NBA, pronta a fare follie per assicurarsi le prestazioni di uno dei 3 più forti giocatori della Lega nel 2018. La rifondazione Pels parte dal suo uomo-simbolo, quell’Anthony Davis che ha visto proprio a New Orleans il suo costante e continuo processo di crescita trasformandosi in un assordante beast nel giro di un quinquennio. Crescita individuale spesso mai accompagnata da grossi acuti di squadra, causa infortuni importanti e una Western Conference di un livello spaventoso. La partenza direzione Oakland del suo compagno di reparto De Marcus Cousins, alla fine dell’estate, aveva anticipato questo processo di alienazione dal progetto di New Orleans, che ha portato ad una sola apparizione ai playoff in 3 anni di favoloso rendimento del Monociglio.

La valutazione di AD e il caro prezzo da pagare quando si acquista un giocatore nel suo prime: Lakers e Celtics pronte a sacrificare il loro progetto giovani.

Giusto allora lasciar partire un giocatore volenteroso di compiere il grande salto, alla ricerca della gloria e dell’anello NBA. Ma Dell Demps, ex vice presidente Spurs e GM di New Orleans, non vuole certo farsi scappare quest’occasione: “vuoi uno dei migliori esterni della Lega se non il n.1, allora offrimi tutto quello che puoi” sembra essere il dictat del front-office dei Pelicans. Come ha ribadito anche il presidente Gayle Benson, non c’è fretta di chiudere il trasferimento. Morale della favola: chi vuole AD, lo deve “pagare” profumatamente.

New Orleans Pelicans, AD-Lakers: prendere o lasciare?

Andiamo più nello specifico. Come tutti sappiamo, Rich Paul, oltre a gestire le vicende economiche di AD, è anche agente di un altro signore con il n.23: un certo LBJ. Cosa che, sembra non lasciare dubbi. A conferma di questa teoria, lontana dall’essere cospirazionista, il forte interesse da subito mostrato da LAL per la stella dei New Orleans Pelicans.

Certo, l’esplicita voglia di manifestare questo interesse ha portato ad alcune vicende incresciose, sia per l’NBA che per lo stesso King, accusato di “tampering” in più occasioni. Tuttavia questo non cancella la reale volontà di AD di raggiungere il suo amico Lebron e di accasarsi a Los Angeles, sponda Lakers (dichiarazioni che arriveranno a breve). Destinazione preferita o meno, le possibilità che i due giochino insieme in un prossimo futuro sono altissime. Stabilire, però, quanto lontano sia questo “prossimo futuro” è sicuramente più difficile.

In realtà, NOLA era già al corrente della decisione del suo asso da un paio di giorni. Anzi, c’è di più: per Alvin Gentry e Jrue Holiday, AD non partirà subito ma solo a fine stagione. Los Angeles Lakers che, però, hanno tanti interessi per chiudere la trattativa subito: su tutti, l’acquisizione di Davis sarebbe un ottimo trampolino di lancio per la formazione di una Big-3 in estate, vista l’abbondanza di nomi su cui fare affidamento (Klay Thompson e Kyrie Irving su tutti al momento, viste le ultime indiscrezioni) e farebbe accrescere le possibilità di competere almeno per una WC Finals già nel prossimo Maggio.

Allora, come New Orleans può concretizzare questa fretta di Magic e Pelinka? Chiedendo il dovuto: Kyle Kuzma e Lonzo Ball su tutti. Il primo, alla sua seconda stagione NBA, è il secondo miglior realizzatore dei Lakers e può diventare in prospettiva uno scorer di affidabilità assoluta e rimane pur sempre uno di migliori prospetti della classe 2017. Lonzo è in costante crescita, ha un grande potenziale in tutte e due le metà-campo, pur essendo già uno degli specialisti difensivi più affermati della Lega e sarebbe un ottimo fit per Jrue Holiday (vedere per credere le percentuali al tiro di Curry nel Christmas Day di questa stagione). Senza tutti e due questi tasselli, lo scambio non può essere ipotizzabile.

Lonzo Ball ha espresso la volontà di essere ceduto ad una terza franchigia, in cui avrebbe più spazio (New York e Chicago su tutte)

Oltremodo, le ultime dichiarazioni di Lavar e Lonzo Ball fanno intuire la possibilità di un “third-team” da inserire nell’operazione. La PG dei Lakers non sembra gradire la destinazione e si opporrebbe ad un trasferimento nella Jazz’s City. In questo caso, nonostante l’ultima parola spetti sempre al front-office, rimangono altri tre/quattro nomi su cui puntare: Josh Hart, Brandon Ingram, Ivica Zubac e Moritz Wagner.

Nonostante le indiscusse qualità di BI, Josh Hart sarebbe un altro innesto importante per Alvin Gentry, soprattutto per la sua pericolosità dai 7’25. Nonostante Elfrid Payton e E’Twuan Moore stiano realizzando le loro migliori percentuali in carriera, NOLA è in fondo alla classifica per triple tentate (24esima in NBA), pur tirando con un abbondante 35% da 3. Come si suol dire, si fa necessità virtù: quando hai un uomo come Anthony Davis preferisci servire nel pitturato o in post più che giocare sul perimetro. Via AD, i giochi dovranno variare, anche considerando l’incredibile evoluzione della NBA in generale.

Gioco forza, oltre i due centri di scuola europea, Brandon Ingram è l’ultimo nome su cui fare affidamento: il potenziale non si discute, ma già troppe volte la sua incostanza ha soppiantato tutte le grandi speranze che sia i tifosi che gli addetti ai lavori avevano riposto in lui. D’altro canto, i soli 23 anni di età potrebbero volgere ancora a suo favore per una terza chance da non fallire.

Gli ultimi aggiornamenti dalla Louisiana, però, hanno spiazzato tutti: i Pelicans hanno respinto le avance dei Lakers, ribadendo di non avere alcun interesse a lasciar partire Anthony Davis direzione LA o in qualsiasi altra franchigia dell’Ovest. Rumors impazziti, che si susseguono a ruota ma che potrebbero anche nascondere un’altra verità: una chiara risposta di NOLA alle parole di Lonzo Ball e al possibile inserimento di una terza franchigia nell’affare?

New Orleans Pelicans, le altre piste per AD

La notizia della richiesta di trade da parte di Anthony Davis ha fatto sobbalzare più di qualche GM dalla sedia. Non solo Magic e Lakers, quindi, in corsa per AD. Sicuramente, sarebbero poche le pretendenti se restringiamo il discorso alla TD della prossima settimana: la maledetta “Rose Rule” taglia fuori il condor Danny Ainge e Boston, mentre Toronto Raptors e Milwaukee Bucks sarebbero anche pronte a mettere qualcosa in ballo.

Ma quali sono i bacini di utenza più interessanti per AD e per NOLA? Considerando le volontà del 23, ovvero di lottare per vincere un titolo da subito, e prendendo per buone le ultime dichiarazioni del front-office dei Pels: “l’opzione Lakers non sarà presa in considerazione, AD non rimarrà nella Western Conference”. Toronto può offrire tanto, a partire dal candidato MIP Pascal Siakam che, lontano da Leonard potrebbe definitivamente affermarsi come go-to-guy e punto di riferimento della franchigia. Allettanti sono anche i nomi di OG Anunoby, possibile specialista difensivo di alto livello ed ancora sophomore, Jonas Valanciunas e Delon Wright. Senza tralasciare anche Fred VanVleet e Norman Powell, ottimi tiratori da 3 e pronti per una maglia da titolari.

Rimanendo ad Est, anche Milwaukee potrebbe provare il colpo grosso, inserendo Kris Middleton e Malcom Brogdon nello scambio. Difficile, però, che Mike Budenholzer possa smantellare l’intero suo sistema di gioco dopo un così positivo inizio di stagione. Passando a Luglio, però, il discorso cambia: Boston e Philadelphia potrebbe benissimo rientrare nella corsa, approfittando della free agency ed il quasi sicuro addio di Jimmy Butler e Kyrie Irving.

I giovani terribili più Gordon Hayward: l’offerta Celtics potrebbe essere la causa del dietro-front delle ultime ore di Dell Demps

In particolare i Celtics, nel prossimo scenario estivo, sembrano essere la squadra con più assets di livello da garantire a NO: Jaylen Brown, Terry Rozier, Jayson Tatum e Gordon Hayward. Tralasciando le scelte, una trade con tre componenti di questo calibro potrebbe far traballare seriamente New Orleans. E sarebbe, a mio parere, la migliore sul piatto in qualsiasi momento.

Scorrendo verso il basso la classifica ad Est, è da escludere una block-buster trade da parte di qualsiasi altra franchigia, tranne una: i Knicks. New York sarà una delle protagoniste attese della Free Agency ed anticipare il colpo Davis vorrebbe dire lanciare un chiaro segnale agli altri pezzi da novanta in scadenza in estate, come Kevin Durant e Kyrie Irving, La Grande Mela sponda Knicks è uno dei big-market per eccellenza e vuole tornare a calcare palcoscenici importanti. Kriptas Porzingis e Kevin Knox i sacrificati d’eccezione, la prima scelta del prossimo Draft 2019 la zampata decisiva: ecco quale potrebbe essere il pacchetto dei NYK, considerando anche i profili di Hardaway Jr. o Enes Kanter per rendere economicamente coerente lo scambio.

Per il resto, il vuoto: Chicago avrebbe Wendell Carter e Lauri Markkannen ed una alta scelta per portare il figliol prodigo nella sua patria, ma AD ha espressamente arenato in partenza le speranze della Windy City con un secco no. Ci sarebbe, infine, Brooklyn ma dubito che Sean Marks getti all’aria tutto il progetto Atkinson in un paio di giorni: anche per i Nets meglio attendere la fine della stagione per completare l’ultimo stadio della ricostruzione.

New Orleans Pelicans, il mercato extra-AD: l’unico intoccabile è Jrue

Non solo AD. L’onda del cambiamento è imminente, soprattutto dopo la bomba fatta esplodere da Rich Paul e da Woj. Dell Demps lo ha fatto intuire il giorno seguente la clamorosa notizia: sul mercato, disponibili per trade, anche Nikola Mirotic, Julius Randle e E’Twuan Moore. Non 3 componenti qualunque del roster di Alvin Gentry, ma 3/5 del core principale dei Pels.

Nikola Mirotic, in estate vicino ai Rockets, potrebbe essere un buon colpo per una contender: Philadelphia in pole

Un esodo di massa che potrebbe sfruttare le lacune di alcune contender per accaparrarsi giovani ma soprattutto scelte interessanti. Perchè la programmazione passa inevitabilmente dai Draft del triennio 2019-2022, con il prossimo che sembra offrire possibilità stuzzicanti anche oltre la scelta n.10 (come Bol Bol). Soprattutto un “4” come Nikola Mirotic servirebbe come il pane ai Philadelphia 76ers per allargare il campo e migliorare l’efficacia dal perimetro. Lo spagnolo ex Bulls viaggia ai massimi in carriera in punti (16.8) e rimbalzi (8.9), tirando con circa il 37% da 3. Nella rincorsa alle Conference Finals, i Sixers hanno bisogno di un innesto mirato, nonostante Mirotic sia in scadenza nel 2019 e la complessa situazione salariale. In particolare, i 76ers sarebbero una delle migliori squadre in ottica scelte (9 seconde scelte fino al 2024) oltre ai giovani profili di Zhaire Smith e Markelle Fultz. Boston Celtics e OKC Thunder rimangono alla finestra, con i C’s che potrebbero sfruttare la trattativa per Miro per strappare un pre-accordo di trade per AD.

Senza dubbio, New Orleans ripartirà dalla completezza di Jrue Holiday, esploso nell’ultimo anno soprattutto in fase offensiva. Una costante del back-court Pels, non più solo un mastino difensivo. Holiday ha la possibilità di diventare una delle guardie più complete della Lega nei prossimi anni, oltre ad essere in lizza per un All-Defensive quanto mai meritato. La consacrazione nella stagione corrente: career-highs in punti (21.2), rimbalzi e assist (8.0) e molte più responsabilità nei finali di partita. Negli ultimi anni, ha aumentato sempre di più la sua pericolosità dal palleggio, prendendosi circa 2 tiri in più di media a gara e tornando ad essere uno dei migliori assist-man della NBA, come a Philadelphia.

Accanto a lui, l’addio di Davis potrebbe rappresentare un nuovo inizio per Jahlil Okafor, terza scelta assoluta del Draft 2015 dai 76ers e firmato quest’anno da NOLA. Un prospetto formidabile che ha sempre faticato ad esprimersi al massimo per colpa di infortuni e della compresenza di Joel Embiid a Philadelphia. Nelle ultime 6 gare, ovvero da quando Davis, Mirotic e Randle si danno il cambio in infermeria, Okafor è entrato in pianta stabile nel quintetto titolare di Gentry stampando 4 doppie-doppie e viaggiando a 20 punti e 10 rimbalzi di media a gara, con quasi il 70% dal campo. Il marasma preventivato delle prossime sessioni di mercato coinciderebbe con l’ultima occasione per Okafor, con la possibilità di ricoprire un ruolo importante nel prossimo futuro dei Pelicans.

Il materiale per ripartire c’è, non tralasciando la presenza di Cheick Diallo e di Franck Jackson. Una polveriera sta per scoppiare in quel di New Orleans: bisognerà capire solo quando tutto questo accadrà. Ma i Pelicans non hanno fretta, almeno per il momento, con la consapevolezza che questa settimana o la prossima estate potrebbe valere quanto un elimination-game ai Playoff. Per riscrivere il futuro.