Pelicans, David Griffin lavora al nuovo front office, Alvin Gentry confermato

David Griffin che parla in conferenza stampa

I New Orleans Pelicans hanno deciso di dare l‘incarico formale di Vice-President of Basketball Operations a David Griffin.

L’ex GM dei Cleveland Cavaliers non sarà l’unico nuovo membro del front office della franchigia della Louisiana. Da quanto fatto sapere dai proprietari dei Pelicans in prima persona, Griffin non verrà lasciato solo. Per evitare di commettere l’errore fatto con Dell Demps, Griffin verrà affiancato da un team di alto livello, come riportato da Scott Kushner del New Orleans Advocate.

David Griffin, il front office dei Pelicans vuole essere pronto per l’addio di Davis

In un rapporto ufficiale della società di New Orleans è stato specificato che Griffin sarà a capo del reparto di scouting, con un general Manager e diversi assistenti, che verranno selezionati insieme. Tutti gli incaricati avranno un grande compito e responsabilità, anche se l’ultima parola, su qualunque questione, spetterà a Griffin.

I componenti della sezione scouting saranno arruolati entro il prossimo draft NBA, primo passo di una difficile e tortuosa estate in casa Pelicans, che sceglieranno con una chiamata presumibilmente piuttosto alta.

La fase di più importante dei prossimi mesi, se non di tutta la prossima stagione, sarà senza dubbio la free agency. Il grattacapo principale, per Griffin, non sarà quello di cercare qualche buon free agent disposto a firmare con i Pelicans, ne quello di rinnovare il roster (pochi i giocatori di New Orleans in scadenza a giugno).

L’operazione fondamentale sarà trovare la trade giusta per Anthony Davis. Il centro All-Star ha fatto capire già a gennaio che la storia tra il giocatore e la squadra di coach Alvin Gentry è finita. L’ex Kentucky Wildcats è fortemente corteggiato da diverse franchigie (Lakers e Celtics su tutte).

Blindata – almeno per il momento – la posizione di coach Alvin Gentry, starà dunque al nuovo uomo forte del front office dei Pelicans David Griffin trovare la miglior soluzione al caso Davis, senza troppi rimpianti e con la possibilità di ricostruire la squadra da subito.

Pelicans, David Griffin sostituisce Danny Ferry a capo del front office

David-Griffin-Cavaliers

New Orleans Pelicans, David Griffin sostituisce Danny Ferry a capo del front office.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Griffin ed i vertici di New Orleans starebbero limando in queste ore dettagli e termini dell’accordo, David Griffin sarà l’uomo deputato a trattare la cessione della star della squadra Anthony Davis.

Danny Ferry, General Manager ad interim dei Pelicans dopo la cacciata lo scorso febbraio di Dell Demps, aveva rinunciato ad un incarico a tempo pieno “per motivi legati alla famiglia”, favorendo la nomina di David Griffin.

Da general manager, Griffin fu l’artefice dei Cleveland Cavs campioni NBA nel 2016.

Coach Gentry: “Situazione Davis nata da cattivi consigli. Mai vissuto nulla del genere in 30 anni”

pelicans

Coach Alvin Gentry può vantare una carriera NBA lunga 31 anni. Non ricorda però di aver mai vissuto una situazione tanto “tossica” quanto quella generatasi negli ultimi mesi intorno ad Anthony Davis. Il Coach dei New Orleans Pelicans ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’accaduto, riportate da Nick Friedell per ESPN.

Nelle interviste post-partita del finale stagionale dei suoi Pelicans, perso per 112-103 contro i Golden State Warriors, Gentry non si è tirato indietro dal rispondere a domande dal tema prevedibile. Prevedibile perchè in queste ore il GM dei Lakers, Magic Johnson, ha rinunciato alla sua posizione.

Si tratta della seconda testa a “saltare” in seguito alla confusione generata dallo scambio sfumato di Anthony Davis tra le due franchigie, dopo il licenziamento, nella settimana successiva alla trade deadline, del GM dei Pelicans Dell Demps.

Gentry: “Mai visto nulla del genere in 31 anni”

Gentry ha risposto senza troppi giri di parole alla domanda di chi gli ha chiesto se avesse mai vissuto una situazione come questa:

“No, così tossica no. Non che abbia colpito così due franchigie, due persone. Una ha perso il lavoro, l’altra ha rinunciato al suo incarico. Per cui no, in 31 anni non ho mai vissuto situazioni simili con questo tipo di ricadute”.

A chi gli ha chiesto cosa sapesse della situazione interna dei Lakers ha detto:

“Non so nulla, noi già abbiamo i nostri problemi a cui pensare. Sono sorpreso? Senza dubbio. Le motivazioni di Magic? Le conosce davvero solo lui, per cui non credo sia utile per noi spendere tempo a provare a immaginarle. Sicuramente riteneva di aver fatto il suo tempo in quella organizzazione”

Il Coach dei Pelicans ha infine parlato direttamente di Anthony Davis:

“Credo sia un bravo ragazzo, solido. Ritengo abbia ricevuto cattivi consigli… mi conoscete, io dico sempre la verità (…) Non vi dirò di più, comunque non c’è nulla di male con AD, è solido e ha un ottimo carattere. Questo è quello che penso”

Anthony Davis è ai box dal 24 marzo per problemi alla schiena. Il lungo potrebbe in effetti aver già giocato la sua ultima partita con la maglia dei Pelicans. Nella serata conclusiva della stagione dei suoi, Davis si è presentato con una t-shirt ispirata alla frase conclusiva degli episodi dei cartoni animati dei Looney Tunes: “That’s all folks!”.

Un messaggio per New Orleans e i suoi tifosi?

Pelicans alla ricerca del nuovo general manager, c’è anche l’ex Treviso Trajan Langdon

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto dalla NBA il permesso di tenere dei colloqui con alcuni candidati per il vacante posto di General Manager della squadra.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans organizzeranno nei prossimi giorni incontri con i primi tre candidati: Gersson Rosas, assistant general manager degli Houston Rockets, Trajan Langdon, General Manager dei Long Island Nets, squadra di G-League affiliata dei Brooklyn Nets, e Larry Harris dei Golden State Warriors.

I New Orleans Pelicans avevano licenziato a febbraio l’ex GM Dell Demps, all’indomani della “crisi” Anthony Davis e del manato passaggio della superstar dei Pelicans ai Los Angeles Lakers. L’incarico di GM ad interim era stato dunque affidato a Danny Ferry, ex General Manager dei Cleveland Cavaliers e da due stagioni consulente per la franchigia presieduta da Gayle Benson.

La nomina del nuovo general manager sarà al centro di una rinnovazione profonda della struttura del front-office dei Pelicans, voluta dalla proprietaria Benson e da Mickey Loomis, attuale President of Basketball Operations della squadra nonché General Manager dei New Orleans Saints (NFL).

Trajan Langdon, prodotto di Duke University e con un passato da giocatore alla Benetton Treviso ed al CSKA Mosca, ricopre da tre stagioni l’incarico di General Manager dei Long Island Nets, e si è appena giudicato il premio come miglior executive G-League 2018\19.

Larry Harris è da quattro stagioni Assistant General Manager di Bob Meyers, GM dei Golden State Warriors, e Gersson Rosas – uomo di esperienza più che ventennale come executive NBA – è agli Houston Rockets dal 2004\05.

Ai primi tre nomi potrebbero presto aggiungersi altri candidati.

Pelicans, Jrue Holiday va sotto i ferri, stagione finita per lui

Playoff Dunkest

New Orleans Pelicans, stagione finita per Jrue Holiday. Il giocatore si è sottoposto nella giornata di martedì ad intervento chirurgico necessario a ridurre un infortunio ai muscoli addominali.

Come riportato dagli stessi Pelicans via Twitter, Holiday potrà riprendere la normale attività tra non meno di sei settimane.

Jrue Holiday era già lontano dai campi dallo scorso 6 di marzo. Il prodotto di UCLA ha viaggiato in questa stagione a 21.2 punti, 7.7 assist e 5 rimbalzi a partita in 67 apparizioni con la maglia dei New Orleans Pelicans.

Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Anthony Davis rumors continui: i Pelicans muro contro muro con il giocatore

Anthony Davis rumors che aumentano e che cambiano le carte in tavola? Lo scorso Febbraio, sembrava davvero potesse realizzarsi il matrimonio con i Lakers, che però nella realtà è naufragato ancor prima di iniziare. Tale trattativa, poi, come se non bastasse, ha creato una vasta rottura all’interno dello spogliatoio di L.A., pregiudicando in maniera netta il successivo andamento dei losangelini, ormai quasi certamente fuori dalla lotta playoff.

Eppure, nonostante queste premesse, i rumors su un eventuale trasferimento del Monociglio in California non hanno mai smesso di cessare completamente. Ma se tale avvenimento mai accadrà, ciò non avverrà con una trade accettata da New Orleans.

I retroscena della questione legati alla partenza di AD

In particolare, stando a Marc J.Spears di ESPN, i Pelicans non hanno alcuna intenzione di cedere il loro pezzo pregiato prima della scadenza del contratto, a prescindere dal tipo di offerta che riceveranno. Ciò è stato confermato anche dallo stesso Magic Johnson.

Davis non si muoverà dai Pelicans con una trade. Non c’è alcun modo per cui questo avverrà, ormai è chiaro. Loro non faranno mosse in questa direzione probabilmente

I Lakers, dal canto loro, come già ampiamente dibattuto, avevano proposto a NOLA gran parte del roster, eccetto ovviamente LeBron James, senza però ottenere nulla in cambio.

Oltre a L.A., vi sono anche i Boston Celtics molto interessati all’acquisizione di AD. Nello specifico, i biancoverdi del Massachussets potrebbero firmare il lungo di New Orleans già dalla prossima estate, ovvero qualora il playmaker Kyrie Irving deciderà di uscire dalla sua opzione contrattuale. In quest’ordine di idee, è noto che i Pellicani siano interessati ad ottenere Jayson Tatum, Jaylen Brown e un numero di scelte al draft adeguato.

Aldilà di queste considerazioni, comunque, ciò che è certa è la scadenza contrattuale del 26 enne, prevista per il 2020. Fino ad allora, salvo cambiamenti repentini ed irreversibili, dunque, Davis rimarrà nella franchigia che lo ha scelto nell’ormai lontano 2012, volente o nolente. Ma non sono esclusi, comunque, imprevedibili colpi di scena.

 

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Sono il CEO del mio business”

NBA scambi estivi-Anthony Davis in dubbio per l'ASG

Anche un semplice show televisivo può produrre grande rumore se ad esserne protagonisti sono due dei giocatori migliori dell’NBA, ovvero Anthony Davis e LeBron James.

 

L’attesissima puntata di “The Shop with LeBron James”, il programma trasmesso dall’emittente televisivo HBO, coincide inoltre con uno dei maggiori momenti di difficoltà dello stesso James, il cui team occupa una scomoda posizione in classifica, dopo che nelle scorse settimane era giunta la fumata nera riguardo un possibile passaggio, proprio da parte di AD. in maglia Lakers.

 

Gran parte della conversazione fra i due all star ha ovviamente trattato l’ormai celebre richiesta di trade della prima scelta assoluta al draft 2012, che a gennaio aveva messo a conoscenza i media della sua intenzione di rifiutare il prolungamento contrattuale che i New Orleans Pelicans potranno offrirgli a partire dalla prossima estate.

 

“Tutta la copertura mediatica è attorno a me, e ora ho la possibilità di prendere in mano la mia carriera e dire quello che voglio dire e fare quello che voglio fare”, ha detto il giocatore di NOLA,”Così ora vedi tutti dire, ‘Va bene, vedo cambiare AD.’ Tutti mi dicono: ‘Stai crescendo, è ora di prendersi cura dei tuoi affari, prenditi cura della tua carriera’. Così ora, come giocatore, come CEO del mio business, ho il potere, sto facendo quello che voglio e non quello che qualcuno mi dice di fare “.

 

 

Non si è fatta attendere l’opinione, nei confronti del collega, dell’altro n°23, LeBron James, che ha detto:“Per tutti i suoi primi 7 anni nella lega nessuno ha mai avuto da dire nulla di negativo su AD, mai, neppure una parola, nessun giornalista, nessun tifoso, nessun collega o amico. Ma nel momento in cui tu vuoi fare a modo tuo, e non come vogliono loro, allora la narrativa cambia. È per questo che è così importante per noi atleti continuare a sostenerci perché al vertice delle piramidi di potere di questo paese ci sono tante persone che vogliono controllare la narrativa che ci riguarda al posto nostro”.

 

Anthony Davis ospite dello show di LeBron: “Deluso dai fischi dei tifosi”

 

Anthony Davis ha anche parlato riguardo la reazione dei tifosi riguardo la sua volontà di lasciare la Luisiana. Tantissimi fischi hanno accompagnato i minuti in campo del prodotto di Kentucky, rimasto profondamente deluso da questo comportamento.

 

“Quando ho sentito i loro fischi sono rimasto deluso. Ma come? Dopo 7 anni in città, dopo tutto quello che ho fatto per la squadra e per la comunità, mi fischiano? Poi però si è alzata la palla a due e questo è questa sensazione è passata, ora volevo segnare 30 punti”.

 

Effettivamente AD è poi riuscito nel proprio intento, mettendo a referto 32 punti contro i Minnesota Timberwolves, ottenendo la propria rivincita nei confronti dei fan. “Prima i fischi a ogni possesso, poi quando siamo andati sotto e quasi da solo li ho riportati in partita sono arrivati gli applausi e i cori. Hey, mettetevi d’accordo, chiaritevi le idee: non potete fischiarmi e applaudirmi allo stesso tempo”. 

I New Orleans Pelicans rilasciano Tim Frazier, biennale per l’ex Olimpia Milano Dairis Bertans

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I New Orleans Pelicans rilasciano la point-guard Tim Frazier.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, con il taglio di Frazier i Pelicans liberano uno spazio a roster, e firmano con un contratto biennale la guardia lettone Dairis Bertans, fratello di Davis dei San Antonio Spurs e dal 2017 in forza all’Olimpia Milano. Il secondo anno dell’accordo prevede una team option.

 

Frazier, 28 ani, ha disputato in questa stagione 47 partite in maglia New Orleans Pelicans, viaggiando a medie di 5 punti e 4.4 assist a gara, in 19.3 minuti di impiego.

 

Pelicans-Bertans, biennale per Dairis

 

Dairis Bertans, fratello maggiore dell’ala dei San Antonio Spurs Davis, era sotto contratto con l’Olimpia Milano. Il contratto del lettone prevedeva una clausola di “NBA escape”, che ha permesso a Bertans di risolvere l’accordo con la squadra allenata da coach Simone Pianigiani.

 

 

In carriera, Bertans ha indossato le maglie di Ventpils, Bilbao, Darüşşafaka e Milano, ed ha disputato la Summer League 2014 con la maglia dei Boston Celtics. Dairis Bertans sta viaggiando in questa stagione a 6.1 punti a partita in 14.3 minuti ed il 49% al tiro da tre punti (Eurolega e Lega Basket).

 

Con i colori della Lettonia, Bertans ha disputato quattro edizioni dei Campionati Europei, dal 2011. Con l’arrivo di Bertans, sono oggi quattro giocatori di nazionalità lettone a giocare nella NBA: i fratelli Davis e Dairis, l’ala dei Brooklyn Nets Rodion Kurucs ed ovviamente il neo acquisto dei Dallas Mavericks Kristaps Porzingis.

Dell Demps saluta New Orleans: commovente lettera ai tifosi

Dell Demps

Quattro giorni dopo essere stato silurato dai New Orleans Pelicans, il general manager Dell Demps ha detto addio ai tifosi.

In una lettera aperta al New Orleans Advocate, Demps ha espresso la sua gratitudine alla fanbase di New Orleans ed al management dei Pelicans per tutto il tempo trascorso con loro:

“Cari fans di New Orleans,

Voglio ringraziarvi per il supporto durante il mio tempo ai New Orleans Pelicans come general manager del team.

New Orleans sarà sempre cara a me e alla mia famiglia. E’ un posto che mi ha dato il benvenuto a braccia aperte e che mi ha sempre fatto sentire a casa fin dal primo giorno. La gentilezza della gente, il cibo e la cultura non sono secondi a nessuno. NOLA è la città di mia moglie Anita e ho visto mio figlio Riley crescere dai 10 anni fino al college alla Isidore Newman School.

Tifosi dei Pelicans, ricorderò sempre il ronzio nell’arena durante i playoffs, quando ognuno indossava la divisa rossa e la vostra passione ci guidava verso le vittorie. Tra alti e bassi, il vostro amore per il team non è mai passato inosservato.

Grazie ai giocatori, grazie al coach, allo staff ed al front office. Grazie alle persone che lavorano allo Smoothie King Center. Grazie alle persone che lavorano dietro le quinte.

Un ringraziamento particolare alla famiglia Benson, a Mickey Loomis e a Dennis Lauscha.

Ma, più importante di tutto,

GRAZIE NEW ORLEANS!”

I Pelicans hanno annunciato la separazione consensuale con Dell Demps venerdì scorso. Il suo licenziamento è arrivato dopo che il team non è riuscito a imbastire una trade per Anthony Davis prima della deadline del 7 Febbraio.

Dell Demps saluta New Orleans: possibili scenari sul futuro della franchigia

Per Marc Stein del New York Times, i Pelicans torneranno a “impegnarsi” seriamente questa settimana, probabilmente tenendo in panchina Davis per il resto della stagione, allo scopo di tenerlo sano in vista di potenziali trade quest’estate.

Danny Ferry, già consulente per i New Orleans Pelicans dal 2016, ha preso il posto di Demps ad interim.

New Orleans assunse Dell Demps come General Manager nel luglio 2010, dopo che quest’ultimo era stato Vice President of Basketball Operations per i San Antonio Spurs. Demps fu incaricato di gestire la franchigia, di temporanea proprietà della NBA, fino a quando il proprietario dei New Orleans Saints, Tom Benson, acquistò la squadra nell’aprile del 2012.

Sotto il controllo di Demps, i Pelicans hanno vinto una serie di playoff, a fronte di tre apparizioni. Demps cedette l’All Star Chris Paul ai Los Angeles Clippers nel Dicembre 2011 dopo che il commissioner NBA David Stern aveva annullato la trade imbastita con i Los Angeles Lakers.

I Pelicans sono arrivati al break dell’All Star weekend come 13esima forza ad Ovest, con un record di 26-33.

E’ stata una stagione abbastanza sotto le attese per New Orleans, che dopo aver dato filo da torcere ai Golden State Warriors nel secondo turno dei playoff 2018, speravano perlomeno di ripetersi, in un Ovest sempre più competitivo dopo l’arrivo di DeMarcus Cousins ai Golden State Warriors e soprattutto di Lebron James ai Los Angeles Lakers.

In estate era arrivato proprio dai Lakers Julius Randle, ad allargare le rotazioni a disposizione di coach Alvin Gentry. Randle è andato ad aggiungersi al fenomeno Davis, ed a Nikola Mirotic e Jrue Holiday, che garantivano quel mix di qualità ed esperienza necessario per arrivare di nuovo ai playoffs. A nulla è valso anche l’arrivo di Elfrid Payton, giocatore polivalente, ma troppo spesso ai box per infortunio.

L’unica nota positiva della stagione è stata la rivalutazione di Jahlil Okafor, che ha disputato un eccellente inizio di anno 2019 (soprattutto per la ripetuta assenza di Davis sotto canestro).

La grana Davis è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in casa New Orleans, andandosi ad aggiungere ai problemi di una stagione ben al di sotto delle aspettative per i Pelicans. La mancata trade ha provocato il risentimento del popolo di New Orleans verso il giocatore, ed ha avuto strascichi dal punto di vista societario, fino ad arrivare al recente licenziamento di Demps.

Dalle parti dello Smoothie King Center si aspetta solo l’estate per l’arrivo di tempi migliori, con la scontata trade di Davis ed una squadra e una società tutta da rifondare.

Anthony Davis, la soluzione migliore per tutti è tenerlo fuori? I Pelicans premono

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

La pausa per l’All-Star Game di Charlotte è servita al rinnovato management dei New Orleans Pelicans, Danny Ferry in testa, per riavviare con la NBA le trattative sulla questione Anthony Davis.

A seguito della mancata trade verso Los Angeles, il progetto dei Pelicans di fermare Davis per il resto della stagione, con l’obiettivo di tutelare interessi ed immagine pubblica della squadra, è stato rispedito al mittente dalla lega, che ha intimato ai vertici Pelicans di continuare a schierare il 6 volte All-Star.

Dallo scorso 7 febbraio, sono 4 le partite disputate da Anthony Davis, che in sole due settimane ha avuto il tempo di segnare 32 punti in 25 minuti al ritorno in campo, criticare aspramente lo sforzo profuso dai propri compagni alla terza partita (un -30 casalingo contro gli Orlando magic), ed infortunarsi alla spalla sinistra alla quarta, mettendo addirittura a rischio la sua partecipazione alla Partita delle Stelle di Charlotte.

Una situazione imbarazzante e potenzialmente dannosa per i New Orleans Pelicans. La mala-gestione del caso Davis è costata il posto di lavoro all’ex General manager Dell Demps. La soluzione più logica per una squadra attualmente al 13esimo posto nella Western Conference a sole 23 partite dal termine della regular season – ovvero fermare la propria star scontenta e sul piede di partenza – non si è rivelata finora praticabile.

Anthony Davis, Adam Silver: “Situazione dannosa per tutti”

Come riportato da Marc Stein del NY Times, i Pelicans avrebbero rinnovato nei confronti della NBA la loro istanza, chiedendo sostanzialmente alla lega di tornare sui propri passi e “rimuovere” l’obbligo imposto di schierare Anthony Davis, in mancanza di motivi invalidanti.

Durante la consueta conferenza stampa di metà stagione, il Commissioner NBA Adam Silver ha dichiarato come la vicenda Davis si sia gradualmente trasformata in una distrazione: “E’ una situazione dannosa. Dannosa per il team (i Pelicans, ndr) e dannosa anche per Davis, sinceramente“.

L’attenzione della NBA nella salvaguardia della propria immagine, ed alcuni precedenti potrebbero correre in aiuto del New Orleans Pelicans. I casi Carmelo Anthony e Chandler Parsons – tenuti fuori squadra dai rispettivi team senza motivazioni di carattere fisico o disciplinare – sono troppo recenti per non essere citati in favore delle istanze dei Pelicans.

Il valore ed il “volume” di una superstar come Anthony Davis conferiscono una dimensione diversa alla questione. Nel recente passato, altre star hanno chiesto ed ottenuto una trade dai rispettivi ex-team. Paul George rese nota l’intenzione di non rifirmare con Indiana nell’estate 2017, lasciando ai Pacers il tempo e modo di cercare la soluzione migliore per tutti (l’obiettivo – noto ma non manifesto – di George era all’epoca quello di trasferirsi ai Lakers, che non furono però in grado di imbastire una trade).

Le poche partite giocate in questa stagione da Jimmy Butler in maglia Timberwolves non sono state prive di momenti imbarazzanti (a causa anche dell’ostinazione dell’ex head coach della squadra Tom Thibodeau) ma – al pari di George – gli oltre 3 mesi di “mercato aperto” a disposizione dei Twolves hanno permesso alla squadra di risolvere la questione senza particolare fretta.

E’ innegabile che la tempistica della richiesta di trade di Davis e Rich Paul abbia danneggiato gli interessi di squadra e giocatore. L’italico “gioco delle 3 carte” messo in piedi dai Pelicans in due settimane di trattative con i Los Angeles Lakers ha peggiorato i rapporti tra Davis e management.

E’ dunque probabile che – allo stato attuale delle cose – interessi di Davis, New Orleans Pelicans ed NBA possano collimare, ed incontrarsi su di una linea comune: permettere ai Pelicans di non mettere a repentaglio integrità fisica e valore di mercato della propria star, risparmiare ai tifosi paganti dello Smoothie King Center di New Orleans lo spettacolo di una superstar in campo da separato in casa da qui ad aprile, e risparmiare a Davis e compagni momenti imbarazzanti, domande (per quanto possibile), fischi e “ruoli da cattivo”.

Almeno per 3 mesi.