Knicks, Steve Mills: “Porzingis ci ha minacciati di tornare in Europa”

Il 31 gennaio scorso i New York Knicks avevano spedito Kristaps Porzingis ai Dallas Mavericks. La squadra con sede al Madison Square Garden aveva ricevuto in cambio del lettone, Courtney Lee e Tim Hardaway Jr un pacchetto composto da Dennis Smith Jr, Wesley Matthews e DeAndre Jordan.

Il giocatore, tuttavia, non è sceso in campo per l’intera stagione 2018/19, a causa del lungo recupero dal crociato rotto nel febbraio 2018. Porzingis non è rimasto tuttavia lontano dalle attenzioni dei media: in questi mesi è emersa un’accusa di stupro risalente ai tempi dei Knicks. Inoltre, di recente sono state diffuse delle immagini che lo ritraggono insanguinato, probabilmente in seguito ad una colluttazione in un locale notturno in patria.

Come se la sua vita mediatica non fosse già abbastanza turbolenta, nella giornata di ieri sono emersi nuovi dettagli riguardo lo scambio che l’ha allontanato da New York. Il presidente dei Knicks, Steve Mills, ha raccontato ad un evento di come sia stato lo stesso Porzingis a forzarne la mano, relativamente alle trattative.

Queste le parole del dirigente:

“Porzingis è entrato nel mio ufficio e dal nulla mi ha detto che voleva essere scambiato, e che altrimenti se ne sarebbe tornato in Europa: <Non ho intenzione di firmare con voi (Il lettone sarà free-agent a luglio, ndr) e vi do 7 giorni per scambiarmi, o me ne tornerò in Europa>.”

Mills ha poi raccontato di come il suo ufficio avesse ricevuto diverse offerte di scambio già da settembre scorso e di come siano stati pronti ad agire immediatamente dopo la sconvolgente minaccia:

“Per fortuna avevamo già tante proposte pronte e ordinate… appena è uscito dal mio ufficio ho fatto partire le chiamate necessarie a scambiarlo”.

Ecco che allora un altro tassello si aggiunge al mosaico della delicata situazione di Porzingis. La sua immagine sta perdendo diversi punti per tutte le questioni che l’hanno investito negli ultimi mesi. Tutto questo non è da sottovalutare, proprio perché tra 40 giorni il suo contratto scadrà. Forse non è così vantaggioso offrire un accordo al massimo salariale ad un giocatore che ha dimostrato di poter creare così tanti problemi extra-campo. Tuttavia, non resta altro da fare se non aspettare e vedere quali saranno le intenzioni dei Mavericks e del resto delle franchigie NBA.

Draft NBA, Knicks pronti a cedere l’eventuale prima scelta per Anthony Davis?

Anthony Davis scossone definitivo sulla sua situazione contrattuale con i Pelicans.

A poche ore dalla lotteria che decreterà l’ordine di scelta per le 15 squadre NBA non qualificate ai playoffs per il draft NBA 2019, i New York Knicks sono pronti a considerare ogni scenario.

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, i Knicks potrebbero considerare l’opzione di scambiare la loro eventuale prima scelta assoluta (Zion Williamson di Duke, a meno di clamorose sorprese) in ogni affare che possa coinvolgere Anthony Davis dei New Orleans Pelicans.

I New York Knicks, affamati di star e pronti ad un’estate iper-aggressiva sul prossimo, prestigioso mercato dei free agent, potrebbero – una volta aggiudicatisi i servigi di Williamson al draft – proporre ai Pelicans del neo-presidente David Griffin il prodotto di Duke in un’operazione che porterebbe Davis nella Grande Mela.

Scenario che dipenderà dalle fortune che i Knicks incontreranno a Chicago tra poche ore: New York, Cleveland Cavaliers e Phoenix Suns avranno ciascuna il 14% di possibilità di vedersi assegnare la prima chiamata assoluta il prossimo 20 di giugno. A scalare progressivamente le restanti 12 squadre, nell’annata inaugurale del nuovo sistema “anti-tanking” di redistribuzione delle probabilità di estrazione voluto dalla NBA.

La “carta” Williamson potrebbe funzionare per i Knicks da arma strategica per arrivare ad una delle (almeno) due star potenzialmente acquisibili via free agency. In caso di difficoltà sul mercato dei free agent, il talento di Duke potrebbe convincere i Pelicans a cedere Davis, per rifondare la squadra partendo da uno dei giocatori collegiali più talentuosi mai apparsi negli ultimi anni (una mossa non dissimile da quella messa in piedi dai Cleveland Cavs, che nell’estate del 2014 spedirono l’allora chiamata numero 1 al draft Andrew Wiggins ai Minnesota Timberwolves per Kevin Love).

La difficoltà in questo caso per i Knicks sarebbe quella di costruire attorno a Williamson un pacchetto in grado di rendere possibile un’eventuale trade.

Nelle scorse settimane alcuni report avevano avanzato l’ipotesi che – in caso di “urne favorevoli” – i Phoenix Suns potessero puntare sula talentuosa point-guard da Murray State Ja Morant, rinunciando pertanto a Zion Williamson e “lasciandolo” a disposizione della seconda squadra chiamata a scegliere.

Knicks, non solo Kyrie, interessano due pezzi della panchina dei Celtics,

Da mesi ormai si parla dei New York Knicks come una delle mete più popolari per l’offseason imminente. Si specula sull’approdo di free-agent importanti, del calibro di Kevin Durant o Kyrie Irving, e della possibilità di una prima scelta al Draft. I nomi collegati a questa franchigia sono inevitabilmente molti, a causa anche della sua altisonante importanza mediatica. Gli ultimi due, in ordine di tempo, sarebbero quelli dei due membri della panchina dei Boston Celtics, Marcus Morris e Terry Rozier. La notizia è stata riportata da Sherrod Blakely, penna di NBC Sport.

Ovviamente, qualora la squadra di New York riuscisse ad attirare una o più stelle all’interno della sua organizzazione, il lavoro sarebbe tutt’altro che terminato. Infatti, il roster pecca ancora molto di giocatori di talento, e sarebbe da riempire con altri uomini pescati tramite scambi o free-agency. E proprio qui entrano in gioco i due membri di Boston.

Morris sarà un free-agent senza restrizioni, mentre Rozier lo sarà con restrizioni: i Celtics potranno pareggiare qualsiasi offerta di contratto sarà fatta al loro numero 12.

L’ala, ex giocatore dei Detroit Pistons, ha giocato bene in questi Playoff, salutati dalla sua squadra al secondo turno. Ha fatto registrare 13 punti di media, con il 50% dal campo e il 45% da tre, attirando su di sé diversi occhi di squadre alla ricerca di giocatori da panchina come lui. Lo stesso discorso non può essere fatto per il compagno. Rozier infatti ha vissuto una stagione di alti e bassi, come tutto il resto della squadra. Dopo aver fatto invece vedere cose ottime nei Playoff di un anno fa, quando giocò da titolare al posto dell’infortunato Kyrie Irving e portò i suoi a gara 7 delle Finali di Conference contro i Cleveland Cavaliers di Lebron James. Il playmaker fece registrare ben 16 punti e quasi 6 assist in 36 minuti di media.

Ora resta da vedere quali saranno le decisioni dei Knicks, a partire dalla notte del Draft, quando, qualora decidessero di scambiare la loro scelta, potrebbero iniziare a raccogliere giocatori pronti a lasciare subito un segno sulla lega.

David Fizdale: “Sappiamo già chi prendere al draft”

david-fizdale-New York Knicks 2018/2019

David Fizdale ha affermato che non c’è alcun dubbio su chi prenderanno i Knicks al prossimo draft, se vinceranno la lottery di martedì: un nome? Beh difficile non pensare a Zion, uno dei prospetti più promettenti degli ultimi anni senza dubbio.

Le parole di David Fizdale

“Sappiamo già chi prendere nel caso in cui vinceremo la lottery”, così ha dichiarato l’allenatore dei New York Knicks durante una puntata, mercoledì mattina, del “Dan Patrick Show”. “Si, sappiamo già cosa fare.” Patrick ha quindi scherzato, “OK, portiamoci a casa Williamson” e Fizdale ha subito iniziato a ridere. Gli è stato poi chiesto se ci fosse un giocatore paragonabile a Zion Williamson: “Nessuno. Lui è un ragazzo unico.”

I Knicks hanno il 14% di possibilità di vincere la lottery e il 26.4% di prendere almeno una scelta tra le prime 2. Williamson, Ja Morant e R.J. Barrett saranno quasi sicuramente le prime 3 scelte al prossimo draft, con il mancino di Duke favorito per la prima scelta assoluta.

Coach Fizdale ha definito Morant e Zion dei “giocatori elettrici”. Ma ha anche fatto capire chiaramente che i Knicks considerano Williamson l’obbiettivo principale e di cui hanno più bisogno. Non gli è stato chiesto però, se sarebbero disposti a scambiare la prima scelta per Anthony Davis, cosa da non escludere.

“Per noi, il nostro roster è molto aperto e abbiamo diversi giocatori che farebbero al caso nostro e ovviamente al draft vogliamo il più talentuoso.”

La lottery si terrà settimana prossima a Chicago, e qui le squadre NBA intervisteranno i giocatori, cosa che lo stesso David Fizdale ritiene molto importante. “Enorme”, ha continuato Fizdale, “è l’importanza nel conoscere questi ragazzi. Io voglio sapere chi sono. Voglio sentire la verità. Voglio sentire delle risposte oneste. Ci sono così tanti retroscena su questi ragazzi, e così quando iniziamo a entrare nella loro testa, iniziamo a fare domande mirate per conoscere il loro carattere, per sapere che tipo di “lavoratori” sono, quanto sono affamati e se sono dei potenziali leader. Mi piace parlarci e sentire tutto ciò faccia a faccia.”

La pessima stagione dei New York Knicks

Mentre i playoff diventano sempre più caldi senza i Knicks, Fizdale ha iniziato un inarrestabile tour dei media nazionali da quando hanno terminato la regular season con un record di 17-65, il peggiore della lega. Fizdale si è presentato da Patrick, il cui studio si trova a Milford, in California, con la simbolica ascia autografata che i Knicks hanno portato con loro durante tutta la regular season.

Knicks impressionati dal gioco di Cameron Reddish, chi sceglieranno?

Sta per arrivare il tanto atteso Draft NBA e ancora non è ben chiara l’idea dei New York Knicks in merito alla scelta alla quale andranno incontro. I Knicks hanno il 14% di possibilità di ottenere la prima assoluta nella Draft lottery del prossimo 14 Maggio. Non è ormai affatto un segreto che la franchigia, in caso di prima scelta, sarebbe fortemente orientata verso il selezionare il prospetto di Duke, Zion Williamson. Tuttavia, secondo Ian Begley di SNY.tv, gli osservatori della squadra sarebbero rimasti impressionati dal gioco di Cameron Reddish.

Ciò non significa che i Knicks lo selezioneranno di sicuro, ma ritengono che sicuramente sarà capace di adattarsi in fretta alla NBA. E, in caso ottenessero una scelta diversa dalla numero 1, potrebbero sorprendere più di qualcuno pescando l’ex ala piccola di Duke ad una scelta più alta di quella prevista per lui da diversi “Mock Draft”, ovvero dalle previsioni degli esperti in materia.

Per adesso abbiamo solamente una certezza, ovvero che i Knicks non possano scendere più in basso della scelta numero 5, con il 40% di possibilità di scegliere con una delle prime 3. Ad oggi si suppone che i nomi che verranno chiamati per primi saranno quelli di Zion Williamson, Ja Morant e R.J. Barrett, ma come le edizioni passate insegnano, nella notte delle scelte può succedere di tutto.

Trade time? La scelta potrebbe non vestire la maglia dei Knicks, Reddish o meno

Non è comunque detto che la scelta di New York calcherà poi il parquet del Madison Square Garden da padrone di casa durante la stagione. Questa scelta potrebbe essere infatti utilizzata come oggetto di scambio in caso di arrivo di un free-agent del calibro di Kevin Durant. Destino che toccò, ad esempio, ad Andrew Wiggins, selezionato dai Cleveland Cavaliers con il primo pick del Draft 2014 e utilizzato per portare Kevin Love alla corte di LeBron James. Stesso trattamento che ricevette a suo tempo Kobe Bryant, scelto dagli Charlotte Hornets con la numero 13 e poi spedito a Los Angeles, sponda Lakers,  o che i Boston Celtics riservarono a Jeff Green, scelta numero 7 scambiata per ottenere Ray Allen dai defunti Seattle SuperSonics.

C’è quindi la possibilità che i Knicks scambino la loro prima scelta per ottenere un campione già consolidato o una superstar.  Non ci sono però delle notizie che confermino quest’idea da parte del front office di New York, che potrebbe invece decidere di non scambiare la prima scelta.

New York Knicks pronti a rinascere, Las Vegas quota il titolo 2020

new york knicks spike lee

Era il lontano 2013 quando i New York Knickerbokers, meglio conosciuti come Knicks, chiudevano la stagione con un record positivo di 54 vittorie e 28 sconfitte.

L’ultima stagione in cui la squadra più ricca della NBA prendeva parte alla post season, ultima apparizione ai playoffs per una squadra che vantava nel proprio roster stelle del calibro di Carmelo Anthony e Amar’e Stoudemire, e che erano riusciti a mettere sotto contratto veterani di spessore come Jason Kidd e Tyson Chandler, campioni NBA nel glorioso 2011 dei Dallas Mavericks, e potevano schierare anche il miglior sesto uomo dell’anno J.R. Smith.

Nomi altisonanti al servizio di coach Mike Woodson, che però mai sono riusciti a trovare la chimica di squadra giusta per contrastare lo strapotere di LeBron James e dei suoi Miami Heat. Dopo 2 sconfitte al primo turno nei due anni precedenti, anche nel 2013 i Knicks dovettero abbandonare la corsa al titolo, un 4-2 che segnava una sconfitta netta per mano degli Indiana Pacers, capitanati dall’astro nascente Paul George.

E’ forse arrivato il tempo della rinascita per i New York Knicks?

Un’eliminazione cocente alla quale sono seguiti anni bui, molte sconfitte e poche vittorie: 163-329 il bilancio esatto negli ultimi 6 anni ed una squadra che per l’ennesima volta è il fanalino di coda della Eastern Conference, con sole 17  vittorie in stagione nel 2019.

Ma nella grande mela non si sono perse le speranze, e il sogno è ancora quello di ridare al Madison Square Garden una squadra per la quale valga la pena pagare il (salato) biglietto. L’ultimo posto in classifica di conference infatti ha dato alla squadra il 14% di probabilità di vincere la lotteria del draft e guadagnare così la possibilità di scegliere per primi, un gran lusso nel draft in cui si è reso eleggibile Zion Williamson, quotato come futuro Hall of Famer della lega.

Visto e considerato quindi che stiamo parlando di quote e probabilità, “The Westgate Las Vegas SuperBook” ha rilasciato come ogni anno le quote dei papabili vincitori del prossimo titolo NBA, classifica in cui i Knicks figurano al sesto posto. oltre alla possibilità di mettere sotto contratto il piccolo fenomeno di Duke Zion Williamson infatti, i Knicks, che sono la squadra con maggiori possibilità finanziare dell’intera lega, avranno la possibilità di poter mettere sotto contratto free agent del calibro di Kevin Durant e Kawhi Leonard in scadenza a fine stagione.

Possibilità che vige anche grazie allo spazio salariale di 75 milioni di dollari accumulato durante questi anni di copiose sconfitte. Ciò darà ai Knicks dunque la possibilità di mettere in piedi una squadra competitiva già a partire dalla prossima stagione.

Diverte non poco il gioco dei pronostici, che vede favoriti e saldamente al primo posto con una quota di 7-4 i Golden State Warriors, seguiti dai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo dati 9-2 ma è pur sempre un gioco e quindi non ci resta che giocare. un pronostico è quasi certo, si prospetta un’estate molto calda in quel di New York, e per i Knicks questa off-season potrebbe essere una grandissima chance per tornare in vetta nel panorama NBA.

Gli azionisti di MSG Network fanno causa a James Dolan: “Guadagni eccessivi, dedica più tempo alla sua band”

Gli azionisti di MSG Network, la compagnia del proprietario dei New York Knicks James Dolan, hanno intentato una causa legale nei confronti del miliardario newyorchese.

Il motivo? James Dolan guadagnerebbe troppo rispetto al suo reale impegno ai vertici dell’azienda. Nell’atto, gli azionisti – rappresentati dall’ufficio legale Norton C.  Wilcox testamentary Trust – denunciano come Dolan lavori a MSG Network “solo part-time”, è che lo storico proprietario dei Knicks dedichi grande parte del proprio tempo alla sua blues band JD & The Straight Shot.

James Dolan avrebbe guadagnato una somma pari a 75.6 milioni di dollari di soli profitti per la sua posizione di presidente negli ultimi tre anni: “Per contro” si legge nell’atto “Gli alti amministratori delle compagnie concorrenti di MSG hanno guadagnano cifre pari a 17 milioni di dollari nel medesimo arco di tempo“.

Dolan è presidente esecutivo e CEO di MSG Network dal 1999. Sotto la sua guida, i New York Knicks hanno giocato una finale NBA nel 1999, ma raggiunto la post-season tre volte nelle ultime 15 stagioni.

I JD & The Straight Shot sono attivi dal 2005 ed hanno pubblicato 7 dischi.

 

Knicks e Bulls, crollano gli indici di ascolto nella stagione 2018-2019

Secondo lo Sports Business Journal, gli indici di ascolto della NBA in questa stagione sono crollati drasticamente rispetto alla stagione 2017-2018. Tra le squadre meno viste nella NBA troviamo i New York Knicks e i Chicago Bulls, due squadre con una grande storia ma che in questa stagione si sono posizionate nelle parti più basse della classifica.

Le percentuali degli indici di ascolto NBA in netto calo

Come previsto, i Cleveland Cavaliers sono la squadra che ha sofferto di più il calo degli indici di ascolto, con il 58% in meno. Tutto ciò è dovuto ovviamente alla partenza di LeBron James dai Cavs, che quest’anno hanno terminato la stagione con un record di 19-63.

Nel frattempo, anche i Knicks e i Bulls hanno avuto un calo esponenziale. New York è scesa del 38% su MSG Network, mentre Chicago è scesa del 24% su NBC Sports Chicago. Probabilmente, è proprio il fatto che entrambe abbiano finito la stagione nelle ultime posizioni della classifica la ragione principale del poco interesse nelle TV locali. Tutte e due con un record molto negativo: i Knicks con 17-65 e i Bulls con 22-60. Forse i tifosi si aspettavano di più da ambedue le squadre, soprattutto da Chicago visto che il roster non era tra i peggiori.

Più in generale, l’intera NBA ha registrato un crollo degli ascolti del 4% nelle varie TV locali nella stagione 2018-2019, mentre anche le trasmissioni nazionali su canali come ABC, TNT e NBA TV scendono del 5% ogni anno.

Se Bulls e Knicks riusciranno ad arrivare a nomi importanti in free agency o via draft, giocatori come Zion Williamson o Ja Morant, l’indice di entrambe le squadre potrebbero risalire alle stelle. Soprattutto per i New York Knicks, dal momento che nomi di un certo calibro come quelli di Kevin Durant e Kyrie Irving sono stati accostati più volte alla squadra della grande mela.

Kevin Durant non è preoccupato per la difesa di Patrick Beverley

Mentre Kevin Durant si prepara per gara 3 contro i Los Angeles Clippers, la superstar dei Golden State Warriors è convinta che Patrick Beverley non gli farà perdere il ritmo durante la partita con la sua super difesa, a volte anche eccessiva.

Così ha riferito ai microfoni di ESPN Durant dopo l’allenamento di mercoledì: “Non voglio che la serie diventi una sfida nella sfida con Beverley. Io sono Kevin Durant. Tu sai chi sono. Sapete tutti chi sono“.

Durant e Beverley in gara 1 hanno avuto diversi battibecchi che sono costati ai due un doppio fallo tecnico ciascuno e l’espulsione nel quarto periodo. E il fatto che tutto ciò mettesse in secondo piano la vittoria di Golden State ha dato fastidio e non poco a Kevin. Dopo la brutta figura in gara 2, in cui i Los Angeles Clippers hanno recuperato 31 punti di svantaggio (e dove KD si è preso solo 8 tiri in tutta la gara), Durant sente di poter riuscire a ritrovare rapidamente il suo ritmo in gara 3, nonostante l’aggressività in difesa dei Clippers e di Beverley.

Stanno usando una difesa con tante trappole, e che ha funzionato” dichiara Durant “Uscendo forte sul perimetro, così che gli attaccanti non guardino nemmeno la linea dei 3 punti, stanno solo forzando i miei compagni a penetrare in area. Quindi per noi, quando ho la palla nei miei punti del campo preferiti, ho una peste, Patrick Beverley, che mi sta sempre attaccata. Posso sicuramente tirare sopra di lui e segnare ogni volta, se si tratta di una situazione di uno contro uno“.

New York Knicks, Mills: “Fizdale grande lavoro, tante star interessante a noi”

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: "Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno"

La pessima stagione dei New York Knicks ha lasciato più di una cicatrice  nel cuore dei tifosi newyorchesi. Una stagione difficile, chiusa con 17 vittorie e 65 sconfitte, non è sicuramente il segnale positivo che si aspettavano i tifosi della squadra simbolo di New York.

Knicks, Steve Mills su coach Fizdale: “Ha fatto un grandissimo lavoro”

Steve Mills, presidente dei Knicks, recentemente intervistato da Marc Berman del New York Post ha giudicato positivamente la stagione dei Knicks sotto la guida di coach David Fizdale.

Siamo veramente soddisfatti per il lavoro svolto da coach Fizdale. Ha creato un forte legame umano e professionale tra la sua figura e quella dei giocatori, sviluppato una responsabilizzazione all’interno dello spogliatoio, costruito delle basi stabili per il futuro creando una solida etica del lavoro. Ha fatto veramente un ottimo lavoro. La cosa più difficile per qualsiasi allenatore venuto da stagioni difficili, è quella di iniziare una nuova stagione senza farsi ostacolare dal record negativo e dalle sconfitte di quella precedente” 

Mills hai poi concluso l’intervista affermando di attendere con grande trepidazione la prossima free agency ed i tanti nomi che circolano intorno ai Knicks.

“Siamo allo stesso tempo speranzosi ed non vediamo l’ora. Finalmente siamo sulla strada giusta. Ogni giorno la lista dei grandi giocatori interessati a New York si allunga. Le recenti modifiche apportate all’interno dell’organizzazione sono state uno dei fattori chiave per ritornare una squadra capace di attrarre grandi giocatori. Lo abbiamo saputo direttamente dagli agenti dei giocatori, dai giocatori stessi durante le interviste circa la possibilità di un possibile trasferimento a New York. Qualcosa di importante sta per accadere, qualcosa di veramente buono”

Knicks, l’estate della svolta definitiva, tra Kevin Durant e Zion Williamson

L’estate di  Scott Perry, GM dei Knicks, sarà un estate diversa dalle altre. Tra free agency e trade market, la rotta di New York sarà una delle più trafficate dell’intera lega.

Grazie alla trade che ha portato Porzingis a Dallas, lo spazio salariale dei Knicks è sufficiente per puntare seriamente a free agent del calibro di Kevin Durant, Kemba Walker e Kyre Irving.

Nonostante i Knicks non accedano ai playoffs dalla stagione 2012-2013 ed abbiano avuto la scorsa stagione il peggior record nella storia della franchigia, I Knicks e la città di New York  rimangono sempre una realtà affascinante in cui giocare e vivere.

Il nome di Kevin Durant si trova attualmente in cima alla lista del GM dei Knicks. Poche settimane fa, tifosi e analisti davano già per certo il passaggio di Durant dai Golden State Warriors ai Knicks.

Inoltre, i New York Knicks hanno ottime possibilità di aggiudicarsi la prima scelta al draft NBA di giugno. Prima scelta che si traduce automaticamente con il nome di Zion Williamson. Vedere quindi l’ex Duke vestire la maglia dei Knicks è molto più di un semplice sogno.

Tra sogni proibiti e certezze incrollabili, l’estate dei Knicks potrebbe segnare l’avvento di una nuova era nella NBA. Parola di Scott Perry e Steve Mills.

Derrick Rose: ecco il video dei momenti in cui scopre di essere stato scambiato dai Bulls ai Knicks

Derrick Rose

22 giugno 2016, Derrick Rose viene spedito tramite scambio dai Chicago Bulls ai New York Knicks . In quei giorni il vincitore dell’MVP 2011 si trova a Los Angeles, per registrare alcune interviste ed allenamenti per il suo documentario: “Pooh: The Derrick Rose Story“, andato in onda giovedì.

Intorno alle 11:50, Rose sta parlando proprio di scambi. Sta raccontando di come voglia evitare tutti i rumors che lo stanno circondando. Si vocifera infatti di uno scambio verso New York.

“Io voglio stare a Chicago, stiamo provando a vincere e tornare sulla strada giusta. L’unica cosa a cui penso è rimanere a Chicago, li sento i rumors, ma non ho mai pensato di fare i bagagli ed andarmene”.

“Derrick, sta per avvenire uno scambio”

Pochi istanti dopo le sue parole d’amore per la sua città natale, che l’ha scelto al Draft nel 2008, la sua attenzione viene richiamata dall’esterno dell’inquadratura. Il suo telefono ha squillato, a provare a contattarlo è stato il suo agente BJ Armstrong. Rose sa che in quei giorni Armstrong si trova a New York, e ha infatti questa reazione:

“Sono così nervoso, non so neanche il perchè, spero non sia successo nulla”

Lo richiama, ma l’agente non gli risponde subito, lo ricontatta pochi istanti dopo, facendo correre un Rose visibilmente agitato di nuovo verso il telefono.

“Ho appena parlato con Phil Jackson, sta per avvenire uno scambio con New York” Tuona Armstrong.

Derrick è scosso e corre verso l’esterno del seminterrato dove si trovava, il suo respiro è affannoso e spezzato da singhiozzi rimandati giù per la gola a fatica. Le uniche parole che riesce ad articolare sono:

“Sei serio?”

Armstrong, dall’altra parte del telefono e della nazione, gli risponde:

“Senti..volevo che lo sapessi per primo, Phil Jackson mi ha detto che avverrà…ok?”

A poco servono le sue parole, Rose ormai si sta lasciando andare a singhiozzi che non prova neanche più a trattenere, tiene la mano non impegnata a tenere il telefono tra i capelli, quasi a volerseli strappare uno ad uno. Derrick è appena stato tradito dall’amore della sua vita, per cui pochi istanti prima si stava dichiarando, per l’ennesima volta.

“Sono disperato”

L’agente prova a calmarlo, anche se ormai serve a poco:

“Ascolta, l’ho voluto dire a te per primo. Non l’ho detto a nessun altro, dovevi saperlo per primo. Sai cosa voglio che tu faccia? Calmati, ricomponiti e pensa alla grande opportunità che hai ricevuto, NY è La Mecca del basket! Però preparati, quando uscirà fuori sarà una storia enorme, una storia clamorosa da copertina, del tutto diversa dalle altre”

Rose chiude la chiamata e torna a sedersi davanti alle telecamere. Lo sguardo è vacuo, ma vuole continuare l’intervista. I singhiozzi provano ancora a venire a galla, mentre lui tenta invano di soffocarli e di asciugarsi gli occhi con la maglietta. Derrick si sente davvero tradito, non trova le parole giuste per esprimere quanto appena successo.

Un’ironia della sorte pazzesca, un giocatore, un uomo, su cui la vita si è accanita con una rabbia non indifferente. Colpito duramente ancora, e ancora, Derrick ha sempre saputo ricomporre i pezzi e tirare dritto per la sua strada, con la sobrietà e la dignità di un grande uomo.

Ora, 3 anni dopo, potrebbe essere tutto pronto per un suo ritorno storico ai Bulls. Derrick siamo tutti con te.

L’uomo che nessuno si sarebbe mai aspettato: Mario Hezonja

LeBron James and Mario Hezonja, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Seth Wenig, AP Photo)

La stagione dei New York Knicks, come da ormai diversi anni a questa parte, è stata una stagione di ricostruzione, in cui le sconfitte sono state tante e in cui la dirigenza si è focalizzata più sul liberare spazio salariale con diverse trade, tra cui quella che ha portato Kristaps Porzingis alla corte di Dirk Nowitzki in quel di Dallas.

Sul finale di stagione però, un giocatore su tutti ha mostrato di essere quel giocatore che appena 4 anni fa, al draft NBA del 2015, era stato scelto con la chiamata numero 5 dagli Orlando Magic, e che mai era riuscito a confermare quanto ci si aspettasse da lui.

Mario Hezonja, guardia di 202 cm per 99 kg che ha sorpreso tutti in questo finale di stagione.

Mario Hezonja, la stagione del riscatto?

Tre stagioni deludenti ad Orlando per Hezonja, che in 3 anni ha viaggiato a 7.3 punti, 3.0 rimbalzi e 1.3 assist di media a partita.

In questa stagione però, l’ex giocatore del Barcellona è riuscito a chiudere in crescendo, con prestazioni importanti: 14.9 punti di media nelle ultime 10 partite stagionali, con 3 escursioni sopra quota 20 (l’ultima l’8 aprile nella vittoria contro Washington, chiusa con 30 punti, 6 rimbalzi e 5 assist), ed una giocata tra le più celebrate di questo finale di stagione, la stoppata su LeBron James sull’ultimo possesso Lakers al Madison Square Garden di New York, lo scorso 12 marzo.

Hezonja diventerà free agent a fine stagione, ed i Knicks valuteranno una possibile riconferma del talento croato.

La priorità dei New York Knicks sarà quella di portare nella Grande Mela almeno uno dei grandi free agent estivi (primi su tutti Kevin Durant e Kyrie Irving). Il Mario Hezonja visto in questa ultima parte di stagione potrebbe però diventare un pezzo importante dei Knicks che verranno, il giocatore di complemento giusto da affiancare a future star per riportare in alto il nome dei New York Knicks e perché no, provare riportare in città quel titolo che manca da ormai 46 anni.