Orlando Magic: passato glorioso, futuro da costruire

Orlando Magic

Nati nel 1989 gli Orlando Magic sono una franchigia relativamente giovane, il nome Magic è stato scelto da i tifosi per la vicinanza con Disneyland, chiudono la loro prima stagione con 18 vittorie e 64 sconfitte. Nel 1992 con la prima chiamata al Draft scelgono un centro di 216 cm di nome Shaquille O’Neal che li porterà nel 1995 a giocare la prima storica Finale in NBA, persa malamente contro gli Houston Rockets per 4-0. Nel 2009 tornano in Finale, la squadra è allenata da Stan Van Gundy e i giocatori chiave sono: il play Jameer Nelson, Hidayet Turkoglu giocatore di grande esperienze e il poderoso centro (scelto al draft del 2004) Dwight Howard, arriverà l’ennesimo dispiacere per i Magic che perderanno la serie 4-1 per mano dei Los Angeles Lakers. Dopo il 2009 più nulla, tante stagioni deludenti e una franchigia da rifondare. Come sono i Magic del 2019?

ORLANDO MAGIC: IL BILANCIO STAGIONALE

Mo Bamba.

Nell’estate del 2018 gli Orlando Magic chiamano come sesta scelta del draft Mohamed Bamba, ragazzo di origine statunitense di appena venti anni che per caratteristiche fisiche (e difensive) ricorda il suo predecessore Dwight Howard, dunque viene subito individuato come il giocatore da cui ripartire, affiancato dall’esperienza di Aaron Gordon e Nikola Vucevic. Nonostante l’arrivo di questo straordinario atleta nessuno punta su Orlando, in molti sono convinti infatti  che a fine stagione occuperà gli ultimi posti in classifica così da potersi accaparrare un’altra ottima scelta al Draft 2019. Il mese di novembre si chiude con un record di 11 vittorie e 12 sconfitte, da menzionare le vittorie con avversari di caratura superiori come  Boston e Philadelphia e le due vittorie contro i Lakers decise da due grandi prestazioni di Vucevic con 36 punti e 13 rimbalzi nella prima e 31 punti e 15 rimbalzi nella seconda.

Il mese di dicembre si apre con la vittoria contro i diretti avversari per la corsa playoff: i Miami Heat per  105-90, in seguito arrivano tre  sconfitte di fila  contro i Denver Nuggets, Indiana Pacers e i Dallas Mavericks che ridimensionano il morale della squadra. I Magic reagiscono e mettono a segno due vittorie prima di sprofondare contro San Antonio che la punisce con 39 punti di scarto, arrivano altre due sconfitte pesanti seguite da due buone prestazioni contro i Toronto Raptors e Detroit Pistons. Dicembre si chiude con un Record di 16 vittorie e 20 sconfitte che valgono la nona posizione a Est. Il mese di gennaio inizia nel peggiori dei modi con 4 sconfitte di fila e termina  con una sconfitta contro OKC. il record di gennaio è di 4 vittorie e 11 sconfitte, quello complessivo è 20 vittorie e 31 sconfitte, non sufficiente per ambire ai playoff.

 

TUTTO SUL FUTURO

Markelle Fultz.

 

Il gioco dei Magic è fatto principalmente di palle in post basso sfruttando la forza dei lunghi, poco gioco per gli esterni e poco tiro da tre che la portano ad essere la ventesima squadra per efficienza offensiva in NBA, con percentuali al tiro del 40% in totale.  In compenso sono la decima squadra per rating difensivo con 107.8 punti subiti a partita, la presenza di Vucevic, Gordon e Bamba garantiscono molti rimbalzi e giocate da seconda opportunità. La rivoluzione parte proprio dalla difesa, 6 vittorie e una sola sconfitta prima della pausa con un Vucevic da 19.7 punti di media e 12.5 rimbalzi di media che valgano la convocazione all’ All Star Game di Charlotte. L’infortunio di Bamba e lo scambio tra Jonathon Simmons e Markel Fultz anche esso infortunato destabilizza l’ambiente dei Magic che tra fine febbraio e inizio marzo hanno un record di 4 vittorie e 4 sconfitte e un totale di 31-36 che le valgano la nona posizione a un paio di partite di distanza da Miami  ottava.

L’arrivo di Fultz che sarà disponibile dalla prossima stagione offre ai Magic la possibilità di avere una point guardin grado di creare gioco dal palleggio e aumentare la percentuale del tiro da 3, e il completo ristabilimento di Bamba, giocatore di presenza sotto canestro e ottimo difensore come dimostrano le 64 stoppate fatte sino ad ora, danno più armi a Orlando e le assicurano un futuro radioso.

 

Post Magic-76ers, coach Clifford: “Per entrare nei Playoff devi vincere con squadre forti”

Orlando Magic

Post Magic-76ers deludente in casa Orlando. Per il team della Florida nella notte è arrivata una pesante sconfitta in chiave Playoffs per mano dei Philadelphia 76ers di coach Brett Brown.

114-106 il risultato finale per J.J. Redick e compagni. L’ex giocatore dei Los Angeles Clippers si scrolla di dosso le difficoltà delle ultime partite e chiude la sua gara con 26 punti e 6 tiri da tre punti mandati a bersaglio (su 9 tentativi). Ben Simmons sfiora la tripla-doppia e chiude con 16 punti, 13 rimbalzi e 8 assist.

Per gli Orlando Magic di un Evan Fournier da 26 punti (5 su 10 da dietro l’arco) e di un Jonathan Isaac in crescita (16 punti e 5 rimbalzi, con 4 triple a bersaglio), una sconfitta che complica le cose nella corsa all’ottavo ed ultimo posto disponibile nella Eastern Conference.

I Magic cadono a 30-36, a mezza partita di distanza dagli Charlotte Hornets, al momento ottavi, e dai Miami Heat.

Post Magic-76ers, Clifford: “Abbiamo sbagliato tiri importantissimi”

Deluso coach Steve Clifford dopo la partita. Sotto di 12 lunghezze dopo tre quarti (94-82) gli Orlando Magic raggiungono i padroni di casa sul 101-99 grazie ad un canestro di Nikola Vucevic con 4:38 ancora da giocare sul cronometro della partita.

Un parziale di 7-0 chiude però i conti per i Philadelphia 76ers, sigillato dalla tripla a 47 secondi dal termine di Mike Scott.

Bisogna essere in grado di chiudere partite del genere, di ottenere vittorie in trasferta contro squadre così. Ora dobbiamo recuperare, archiviare la sconfitta e reagire, altrimenti non diventeremo mai una squadra da playoffs

Il calendario proporrà nelle prossime sfide agli Orlando Magic avversarie abbordabili come Dallas Mavericks, Memphis Grizzlies e Cleveland Cavaliers. Prevista per martedì 26 marzo una possibile sfida-playoffs alla Amway Arena di orlano contro i Miami Heat.

Magic, niente Markelle Fultz, coach Clifford: “Improbabile che sia pronto a breve”

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Magic, coach Steve Clifford rivela: “Non credo che vedremo Markelle Fultz in campo in questa stagione”.

Come riportato da ESPN, è improbabile secondo il capo allenatore degli Orlando Magic che l’ex prima scelta assoluta al draft NBA 2017 possa completare il percorso di riabilitazione in tempo per la fine della stagione regolare.

L’esordio in maglia bianco-blu per Markelle Fultz sarebbe quindi rimandato alla stagione 2019\20:

Sta ancora facendo riabilitazione, ed il lavoro sul campo è finora molto limitato. Il suo guaio alla spalla è una cosa seria, ha cominciato a riprendere confidenza col campo ma credo sarà molto difficile rivederlo in azione in questa stagione

Gli Orlando Magic (30-36) hanno ceduto nella serata di martedì per 114-106 sul campo dei Philadelphia 76ers, l’ex-squadra di Markelle Fultz. Il prodotto dell’università di Washington era stato spedito in Florida lo scorso 7 febbraio, in cambio di Jonathon Simmons e due scelte future (una prima ed una seconda scelta, rispettivamente previste per i draft 2020 e 2019).

Dopo un inizio di stagione difficoltoso, lo scorso 3 dicembre Fultz era stato fermato in via precauzionale dai Sixers e si era sottoposto a visite specialistiche per indagare a fondo sull’annoso problema alla spalla destra, che affliggeva la point-guard da Washington sin dall’estate 2017.

Esami specialistici avevano infine diagnosticato per Fultz una “sindrome dello stretto toracico superiore”, una compressione nervosa all’altezza dell’inserzione tra spalla e braccio che provoca intorpidimento e disequilibrio nella parte interessata, trattabile con sedute di fisioterapia e riabilitazione specifica.

In 33 gare con la maglia dei Philadelphia 76ers, Markelle Fultz ha viaggiato a 7.7 punti e 3.4 assist a partita, in due stagioni. Dopo la trade, l’ex Sixers ha proseguito il lavoro di riabilitazione a Los Angeles.

Love e i Cavs vincono contro gli Orlando Magic. Fournier: “Brutta sconfitta”

Kevin Love è la pedina fondamentale per i Cleveland Cavaliers, come dimostrato da queste ottime partite.

Nelle ultime 3 partite il bilancio dei Cavs è di una sconfitta e di due vittorie. Indovinate in quale Love era assente? Esatto, nella sconfitta interna per 93-129 contro i Detroit Pistons. Il giorno prima i Cavs espugnano il Garden battendo 125-118 i Knicks, e stanotte sconfiggono in casa gli Orlando Magic per 107-93.

Questa notte Love segna 16 punti, accompagnati da 14 rimbalzi, e i pazzi Orlando Magic perdono una partita importantissima in chiave playoff. I Magic riescono, in seguito alla pausa dell’ All Star Game, nell’impresa di battere Raptors, Warriors e Pacers, perdendo però con i più umili Bulls, Knicks, e stanotte Cavs.

Cleveland vince grazie ad un ultimo parziale da 40-21, grazie anche a sette tiri da 3 punti messi a segno solo nell’ultimo periodo.

Love sta progressivamente migliorando dall’infortunio al piede dello scorso novembre che lo ha tenuto lontano dal parquet per mesi, ma è ancora inabilitato a giocare i back-to-back.

In seguito alla vittoria di stanotte, Love ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: Sto solo seguendo il piano. Ero molto entusiasta all’idea di tornare in campo dopo l’ All star break, tanto da voler giocare tutte le partite e non perderne neanche una, ma stiamo lavorando giorno per giorno. Per noi è stata una grande vittoria, contro una squadra che sta lottando per i Playoff”.

Evan Fournier: “È stata una brutta sconfitta”.

Dall’altra parte, non sono bastati i 28 punti con 13 rimbalzi, tirando 13 su 16 dal campo, di Nikola Vucevic per evitare la sconfitta.

D.J. Augustin ha aggiunto 19 punti alla causa Magic, che ora si trovano all’ottavo posto ad est, ma con un vantaggio davvero minimo sugli Charlotte Hornets e i Miami Heat.

In questa situazione, il coach di Orlando, Steve Clifford, ha tenuto un incontro importante con i giocatori dopo la partita, e ai giornalisti ha detto questo: Ogni partita conta allo stesso modo. Se non pensiamo questo, si tratta di una mentalità perdente e una totale mancanza di comprensione di ciò che è l’NBA”.

“È stata una brutta sconfitta”. Ha detto Evan Fournier: “Ci sentiamo come se fossimo troppo spaesati. Dobbiamo ancora crescere. Coach Cliff ci ha detto un sacco di cose dopo la partita”.

Raptors battuti dai Magic, coach Nurse: “Terrence Ross come Lou Williams”

Terrence Ross

Il coach dei Toronto Raptors, Nick Nurse, elogia Terrence Ross degli Orlando Magic, nel suo ruolo di sesto uomo.

 

I complimenti di Nurse nei confronti di Ross arrivano dopo il match vinto dagli Orlando Magic per 113-98, proprio contro i Toronto Raptors, orfani di Kawhi Leonard.  Vittoria arrivata proprio grazie al 28enne Ross, che piazza 28 punti e 9 rimbalzi in 30 minuti di utilizzo, uscendo dalla panchina.

Coach Nurse ha avuto l’occasione di allenare Terrence Ross durante i suoi anni a Toronto, quando era vice allenatore. Dopodiché Ross fu scambiato ai Magic per Serge Ibaka.

Nel post partita Coach Nurse ha evidenziato l’importanza di Ross per i Magic: “Orlando ha sicuramente usato Ross nel ruolo di Lou Williams. Non è partito in quintetto, ma quando è entrato in campo, tutto il peso dell’attacco è caduto su di lui.” Ha detto Nurse secondo Josh Robbins di The Athletic. ”

 

Coach Nurse: “Terrence Ross è stato bravo, lo sapevamo

 

Terrence Ross sta viaggiando a 15 punti di media e sta tirando col 38.3% da 3 punti e con il 43.5% dal campo. Fondamentale è stato il suo approccio alla partita contro Toronto, come detto da Nurse: Ross è un grande tiratore sia quando è libero sia quando è marcato. Inoltre gli arbitri gli hanno regalato un paio di fischi a favore anche quando stavamo difendendo bene su di lui. Ciò aiuta molto sulla fiducia di un tiratore. In alcune situazioni abbiamo difeso bene ma gli arbitri lo hanno comunque premiato con un paio di liberi. Ma T-Ross è stato bravo, sapevamo che può fare queste cose“.

 

Gli Orlando Magic hanno vinto sette delle ultime nove partite, e sono ora a una gara di distanza dall’ottava e ultima piazza disponibile per i Playoff, occupata dagli Charlotte Hornets.

Il prossimo impegno per la franchigia del Florida sarà mercoledì a New York contro i Knicks, in una partita sulla carta semplice.

Un nuovo inizio per Markelle Fultz: gli Orlando Magic

Uno tra gli scambi più discusse dell’ultima trade deadline riguarda Markelle Fultz. L’ex prima scelta al Draft 2017 è passato da Philadelphia agli Orlando Magic in cambio di Jonathon Simmons, una prima scelta protetta in lottery al Draft 2020 (via Oklahoma City Thunder) e una seconda scelta al Draft 2019. Si tratta di un nuovo inizio per Markelle Fultz?

Andiamo ora ad analizzare uno scambio all’apparenza clamoroso: il Process dei 76ers non punta più su Fultz, scelto dall’ex GM Bryan Colangelo, che lo preferì a Jayson Tatum.

Fultz dovrebbe essere felice del trasferimento in una squadra che non va ai playoff dal 2012 (no, seriamente, dovrebbe).

I PHILADELPHIA 76ERS: LO SPAZIO SALARIALE

Il GM di Philadelphia, Elton Brand, si è detto dispiaciuto per l’addio a Markelle Fultz, ma non si è fatto scrupolo a scambiarlo in cambio di asset di scarso valore. Simmons, ex Spurs, ha deluso a Orlando ma ha un contratto onesto, da circa 6 milioni annui inscadenza  nel 2020. Potrà allungare la panchina e dare punti fuori dal sistema quando alcune delle stelle saranno fuori dal campo. La scelta via OKC sarà probabilmente molto alta, e in ogni caso è protetta in lottery: in caso di scossoni clamorosi in casa Oklahoma, i 76ers non la riceveranno. I Thunder manterranno lo stesso assetto attuale anche nel prossimo anno, dato che Westbrook, George, Adams, Schroeder e Grant saranno tutti sotto contratto. In caso di un buon piazzamento ai playoff 2020, Philadelphia riceverà una scelta tra la 20 e la 30, non di altissimo valore.

Jonathon Simmons con la canotta di Orlando.

Il motivo dello scambio non risiede dunque nella contropartita tecnica. La vera necessità di Brand è lo spazio salariale per rifirmare in estate Butler e Tobias Harris. Markelle Fultz avrebbe ricevuto quasi 10 milioni di dollari nella stagione 2019/2020: soldi da offrire alle due star per mantenere intatta la struttura attuale della squadra. Con Butler e Harris rifirmati, Philadelphia sarebbe per anni una contender pericolosa, non più interessata ad attendere i progressi di Markelle Fultz.

I problemi del giovane sono di origine misteriosa ma evidenti anche a occhio nudo. La spalla destra non offre ancora certezze al giovane, limitandolo a sole19 apparizioni nell’attuale stagione. Fultz non sarà disponibile nemmeno per il debutto in maglia Orlando Magic: i suoi problemi fisici sono dunque concreti, non bastano gli screzi con lo staff di Philadelphia per spiegare la sua distanza dal parquet.

UNA NUOVA SCOMMESSA PER GLI ORLANDO MAGIC

Cosa? Vado in Florida?

Dal punto di vista degli Orlando Magic, Fultz rappresenta una scommessa in chiave futura. La situazione salariale non è rosea, ma non ci sono rinnovi onerosi in vista (o hanno intenzione di dare il max a Vucevic? No vero?) né aspettative di vittoria nel breve termine. Aspettare Fultz può dunque avere un senso, dato che si tratta di un classe ’98 che aveva fatto intravedere un grande potenziale nell’anno di college.

Vero, Markelle Fultz potrebbe ancora diventare un campione e smentire tutti gli scettici. Ma il rischio che non diventi più un giocatore di livello NBA è altissimo in questo momento.

Più un intrattenitore che un analista vero e proprio, Stephen A. Smith afferma che Fultz potrebbe essere un enorme bust.

Il prezzo pagato da Orlando è tutto sommato alto, dato che Philadelphia era quasi obbligata a cedere Fultz per la situazione salariale sopra descritta. Simmons non aveva ormai nessun valore di mercato, perciò nessun rimpianto su quel fronte. La scelta via OKC invece, seppur alta, avrebbe potuto essere utile. Con una maggiore accortezza, Orlando avrebbe potuto scommettere su Fultz senza cedere nulla di valore per averlo.

Dal punto di vista di Fultz, finire a Orlando potrebbe rivelarsi una benedizione. Il “Process” ha ormai bisogno di giocatori pronti e Fultz non potrebbe dare il suo contributo. A Orlando, con meno pressioni, la sua carriera potrebbe riprendere la strada giusta. 

 

VOTI ALLA TRADE

Dal punto di vista di Philadelphia, il valore di Fultz era ai minimi termini. La cessione era praticamente obbligata per poter rinnovare le due star Harris e Butler in estate. La prospettiva di crescere i giovani non coincide con la volontà di vincere subito, affiancando a Embiid e Simmons i giocatori adeguati. Lo scambio andrà giudicato a luglio:se i rinnovi andranno a buon fine, il voto sarà 9. In caso contrario, se anche solo uno dei due dovesse andarsene e Philadelphia non fosse una vera contender, il voto sarà 5: Fultz avrebbe potuto a quel punto essere aspettato e recuperato.

Gli Orlando Magic scommettono un giocatore potenzialmente ancora recuperabile ma spendono troppi asset per farlo. Per il momento, in attesa di rivedere Fultz in campo, il voto è un 6,5.

Magic sulle spalle di Nikola Vucevic ed Evan Fournier: “Ultima chance per i playoffs, Vooch è un All-Star”

Fournier NBA-palla

Playoffs o… morte per gli Orlando Magic di Evan Fournier. La guardia francese dei Magic è consapevole che il nucleo della squadra formato dall’ex Denver Nuggets e dal lungo montenegrino Nikola vucevic è giunto all’ultimo giro di giostra. La stagione 2018\19 rappresenta l’ultima possibilità per il duo di portare i Magic alla post-season, che manca nella città della Florida da ormai sei anni (2012).

Gli Orlando Magic hanno perso 8 delle ultime 13 partite disputate. Nella serata di lunedì è arrivata la vittoria sul campo dei non irresistibili Atlanta Hawks, un 122-103 deciso dal talento della coppia Fournier-Vucevic (58 punti in due, equamente distribuiti).

Con la vittoria di Atlanta, i Magic salgono ad un record di 20-27 perse, saldo ben al di sotto della soglia del .500 ma sufficiente a non abbandonare anzitempo la lotta per un posto ai playoffs.

Come riportato da John Denton di OrlandoMagic.com, dopo la sconfitta subita nella serata di sabato contro i Milwaukee Bucks, la terza consecutiva, Nikola Vucevic aveva affrontato a muso duro i propri compagni negli spogliatoi, spronandoli a reagire al momento no: “Ora o mai più. Ogni partita per noi sarà d’ora in avanti come una gara 7, non abbiamo più margine d’errore. E’ il momento di far vedere a tutti di che pasta siamo fatti

Diciamo solo che Vooch (Nikola Vuicevic, ndr) ci è sembrato molto determinato. Avresti potuto leggere la sua determinazione nei suoi occhi. Ci ha messo davanti al fatto che il tempo di agire è davvero arrivato per noi, e che è arrivato il momento di rimboccarsi davvero le maniche e mettersi al lavoro come non mai

– Jonathan Isaac su Nikola Vucevic –

 

Vucevic, potenziale All-Star e giunto all’ultimo anno di contratto con Orlando, ha giocato in carriera una sola gara di playoffs (nel 2012 con la maglia dei Philadelphia 76ers). “Vooch” sarà in estate uno dei free agent più ambiti, un efficace giocatore di post basso, con mano morbida e visione di gioco.

Le fortune degli Orlando Magic nella seconda metà di stagione passeranno per le mani del trio Vucevic-Fournier-Gordon. La squadra di coach Steve Clifford, alla ricerca “storica” di una point-guard affidabile, è stata accostata nelle scorse settimane a giocatori come Terry Rozier dei Boston Celtics e Dennis Smith Jr dei Dallas Mavericks. La crescita dei giovanissimi e talentuosi Jonathan Isaac e Mo Bamba prosegue sotto la sapiente guida di coach Clifford.

Non siamo stupidi, sappiamo che se non riusciremo a raggiungere i playoffs nemmeno in questa stagione, per noi sarà l’ultimo anno assieme. Sia io che Vucevic stiamo bene ad Orlando, ed in campo ci troviamo benissimo (…) abbiamo sudato e perso così tanto assieme che ora è davvero arrivato il momento di raccogliere dei risultati, abbiamo dedicato così tanto tempo ai Magic che vogliamo davvero fare in modo che possa funzionare. Vogliamo rimanere in corsa per i playoffs, ogni partita conta per noi. Vucevic? E’ un All-Star, a parte Joel Embiid ad Est non c’è nessuno come lui. Per lui sarà difficile partecipare all’All-Star Game, non siamo certo la miglior squadra della Eastern Conference. Se ci riuscirà sarò felicissimo per lui, ma rimane in ogni caso un all-Star

– Evan Fournier sugli Orlando Magc –

Magic col brivido, Wizards in caduta libera, John Wall: “Io mai in lunetta, altri si, incredibile”

Continua senza possibilità di invertire la rotta la caduta verticale degli washington Wizards. Alla Amway Arena di Orlando, Wizards-Magic finisce 108-117

Gli Wizards (2-9) sprofondano a -15 già dopo i primi 24 minuti di gioco (63-48 Magic all’intervallo), e rimontato solo nel quarto periodo tornando ad un solo punto di svantaggio (105-106 su layup di John Wall) con 2:30 ancora da giocare sul cronometro della partita.

D.J. Augustin segna o assiste tutti gli ultimi 11 punti degli Orlando Magic (5-7), compresa la tripla che ricaccia indietro Washington immediatamente dopo il canestro del -1 di Wall.

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I Magic sono senza Jonathan Isaac, fuori per un problema alla caviglia destra. Orlando manda sette uomini in doppia cifra (Vucevic e Gordon i migliori, con rispettivamente 21 punti e 14 rimbalzi il primo, e 20 con 3 su 4 da tre il secondo). 15 punti in soli 17 muniti di gioco per il rookie Mo Bamba.

Per Washington, 27 punti, 4 rimbalzi e 6 assist per Bradley Beal (11 punti durante la rimonta del quarto periodo), e 19 con 12 assist e 7 rimbalzi per John wall, che però tira male (9 su 21 totale e 0 su 3 da tre punti per lui a fine gara).

Di nuovo non pervenuto Otto Porter (8 punti in 23 minuti, sostituito nei minuti chiave da Kelly Oubre).

Wizards-Magic, Bradley Beal: “Niente difesa, niente intensità”

Bradley Beal è l’ultimo ad arrendersi in casa Wizards. 41 minuti in campo ed 11 punti nel solo quarto quarto non sono serviti a rimontare uno svantaggio che ha toccato il -25 a metà del terzo periodo di gioco:

Troppe palle perse nel primo tempo, abbiamo smesso di difendere e siamo calati di intensità, non siamo riusciti a contenerli. Nel quarto quarto abbiamo abbassato il quintetto e ci siamo dati una possibilità di rientrare, i Magic possono fare dei parziali ma anche concederne, ma lo svantaggio era troppo (…) non c’è molto da dire, dobbiamo trovare il modo di uscire da questa situazione, a tutti i costi. Dobbiamo vincere le partite, punto

– Bradley Beal dopo Wizards-Magic –

John Wall e Bradley Beal hanno giocato rispettivamente 42 e 41 minuti per Washington, rimandendo in campo nonostate il -20 del terzo quarto, e nonostate la sfida di Orlando rappresentasse la prima partita di un back-to-back che vedrà gli uomini di coach Brooks impegnati domani a Miami.

Washington ha tentato la rimonta schierando un quintetto piccolo con Wall, Beal, Oubre, Austin Rivers e Jeff Green. Recuperi difensivi ed una ritrovata mira da dietro l’arco hanno permesso agli Wizards di tornare in partita.

Un frustrato John Wall si è lamentato dopo la gara del metro arbitrale, a suo dire penalizzante per Washington:

Sembra incredibile che, con tutte le volte che attacco il canestro, io vada in lunetta solo una o due volte a partita. Gli altri fanno notare questa cosa e subito vengono accontentati, a me non succede… Vucevic ha fatto un fallo netto, sono andato dall’arbitro a lui mi ha detto: niente fallo, hai sbagliato il layup… Non è possibile, con tutte le volte che attacco il ferro, che non vada mai in lunetta (…) è frustrante perchè vedi giocatori meno attaccanti di me che tirano un sacco di liberi, Come fanno? Invece con me c’è sempre una scusa

-John Wall sull’arbitraggio di Wizards-Magic –

crisi Wizards
Bradley Beal e John Wall

Wall ha siglato in entrata il -1 Washington con circa due minuti ancora da giocare.

Dopo la tripla del +4 segnata da Augustin, la point guard degli Wizards ha cercato di dimezzare lo svantaggio di nuovo attaccando il ferro, ma è stato contrastato  – suo dire fallosamente – da Nikola Vucevic:

Dobbiamo solo rimanere positivi, nonostante tutto, e competetere. Non c’è altro da aggiungere. Lo sforzo di squadra o c’è o non c’è, e parte dalla difesa (…) rimontare sempre da -20 fa sprecare tante energie, e si arriva morti a fine partita. Gli alti segnano, tu prendi buoni tiri e li sbagli perché sei stanco“.

Nikola Vucevic: “Dobbiamo gestire meglio i vantaggi”

Il lungo montenegrino Nikola Vucevic è stato l’MVP di serata per i suoi Orlando Magic. Per Nikola una doppia-doppia da 21 e 14 rimbalzi, ed una stoppata fondamentale su John Wall nel finale di gara.

“Vuc” è soddisfatto della vittoria, anche se ritiene che i Magic avrebbero dovuto chiudere prima la gara, e non permettere a Washington di riavvicinarsi nel quarto periodo:

Non possiamo permetterci di far rimontare gli avversari da -20. Abbiamo fatto tanti errori, loro sono una buona squadra e si sono rifatti sotto. Dobbiamo stare più attenti (…) abbiamo difeso bene, segnato e fatto girare bene il pallone nei primi tre quarti, poi ci siamo fermati ed abbiamo concesso troppi punti facili in transizione, dobbiamo essere più intelligenti nel gestire i vantaggi. La panchina è stata fondamentale, ci sono tante partite e ci serve il contributo di tutti (…) ci aspettano 8 partite in 13 giorni, ora, e tante trasferte. Finora abbiamo giocato bene fuori casa, speriamo di continuare e raggiungere presto un record positivo di vittorie

– Nikola Vucevic al termine di Wizards-Magic –

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Magic, Clifford su Mo Bamba: “Non è ancora pronto per partire in quintetto”

L’avventura in NBA di Mo Bamba era iniziata alla grande con i 13 punti, 7 rimbalzi e 2 stoppate collezionato nei 25 minuti di gioco nello scorso 17 ottobre contro i Miami Heat. Il giovane rookie aveva dimostrato di saper anche segnare da oltre l’arco, oltre che concludere con semplicità da vicino al canestro, non tralasciando la buona attitudine difensiva.

La gara di ieri notte, invece, è stata forse la conseguenza dell’emozione di tale esordio e delle tante (forse troppe, ndr) belle parole spese da critica e tifosi. Il centro degli Orlando Magic ha infatti giocato una pessima partita contro gli Charlotte Hornets, che per la cronaca si sono imposti facilmente (e largamente) 120 a 88. Le sue statistiche a fine partita sono state le seguenti: 0 punti, 5 rimbalzi e 1 stoppata in 18 minuti di gioco con uno 0 su 4 al tiro.

Mo Bamba: le parole di coach Clifford

Steve Clifford, ha voluto esprimere la sua opinione sul giovane prospetto e sul suo utilizzo: “Con Mo Bamba stiamo lavorando su due punti; il primo è il fatto che possa giocare sia da ala grande che da centro, e questo è un compito che sta imparando in fretta e svolgendo egregiamente perché è davvero talentuoso. Il secondo step, il più difficile su cui lavorare, è il fatto che sta passando da 30 partite stagionali, quelle che si giocano in media al College, a 82, in NBA. È un abisso”.

Il coach dei Magic ha poi continuato: “Vogliamo che giochi al suo meglio fra marzo e aprile, e di questo passo potrebbe non arrivare a febbraio, se è stanco. Questi ragazzi hanno le spalle appesantite da numerosi allenamenti durante il loro primo anno. Questo è il fattore principale che influisce sul minutaggio di Bamba”.

I motivi dell’esclusione di Bamba dal quintetto titolare

Clifford ha tenuto anche a sottolineare che, nonostante le grandi attese intorno a Mo Bamba, il ragazzo non è ancora pronto per partire nel quintetto titolare. A questo proposito c’è da ricordare di come il coach di Orlando abbia una gran stima di Nikola Vucevic che al momento è il centro di riferimento nello starting-five dei Magic. A questo va ad aggiungersi il fatto che il rookie non è ancora pronto a livello fisico e non a caso, nella sconfitta con Charlotte, il giovane è apparso stanco e probabilmente questo ha influito sulla sua produzione offensiva che, a fine partita, è stata effettivamente nulla.

“Vorrei fosse in grado di giocare tutte le 82 partite di questa regular season, andando la fuori e giocando minuti di qualità” ha infatti dichiarato il coach. “Non è ancora pronto per giocare minuti come starter contro i giocatori del quintetto iniziale avversari. Comunque, un ruolo da riserva è uno dei fattori cruciali per lo sviluppo di un giocatore. Si trova in una situazione ideale per lui e per il suo sviluppo”.
Nell’unica stagione al college, Mo Bamba ha fatto registrate 12.9 punti, 10.5 rimbalzi e 3.7 stoppate di media a partita. Questi numeri, abbinati alle sue caratteristiche fisiche, come la straordinaria apertura alare di cui dispone, hanno convinto la dirigenza dei Magic a puntare su di lui al Draft NBA. Le aspettative intorno a lui sono tante, da oggi il suo percorso di crescita può prendere forma.

 

 

Manuale Orlando Magic 2018-2019: la stagione del grande passo?

Orlando Magic 2018-2019

Orlando Magic 2018-2019 l’anno della verità per diventare grandi o il processo di ricostruzione subirà l’ennesimo stop? Le statistiche non mentono. È dalla stagione 2012-2013 che i Magic sono fuori dai playoff. E non sono mai saliti sopra la 11^ posizione, peraltro raggiunta tre anni fa. La ricostruzione avviata dopo l’era targata Howard procede troppo a rilento. Le occasioni ci sono state per la franchigia della Florida ma non sono state sfruttate al meglio. Nel draft 2013 è stato scelto Victor Oladipo con la quarta scelta, ora superstar a Indiana, ma non ha reso al meglio. Poi nel 2014 sono stati scelti Aaron Gordon e Dario Saric, salvo poi scambiarlo con Elfrid Payton. Ma l’errore più clamoroso fu rischiare su Mario Hezonja alla numero 5, arrivando a colpire un palo in pieno.

Stesso palo colpito con la scelta numero 6 al draft 2017, Jonathan Isaac. Firmati poi Biyombo, Jeff Green, D.J. Augustin e rifirmato Evan Fournier, i Magic cambiano anche l’head coach firmando Frank Vogel.

Ma i risultati non arrivano e anche l’offseason 2017 si rivela impegnativa: vengono presi tanti giocatori di medio valore, ma nessuna vera star.

Nel Draft 2018, per porre fine a questo inesorabile ciclo, i Magic scelgono Mohamed Bamba. Centro di 213 cm per 102 kg dispone di un fisico tutto da costruire ma veramente interessante. Considerati i 239 cm di apertura alare. Record ogni epoca al Draft Combine.

Ora i Magic si trovano alla prima stagione post Howard dove possono costruire qualcosa di concreto: Gordon e Bamba come frontcourt titolare fa ben sperare, considerata la presenza di Vucevic come riserva insieme al dubbio Isaac. Anche se resta l’incognita del playmaker. Basterà per tornare ai playoff dopo 6 anni?

 

Orlando Magic 2018-2019: le statistiche della passata stagione

Quali sono stati i numeri dei Magic nella passata stagione? Quattordicesimi ad Est, non benissimo, quarti nella Southest division e poco da segnalare. Questi i dati statistici basici di Orlando:

RECORD: 25-57 (.305). 14^ nella Eastern Conference e 4^ nella SouthEast Division.
POINTS LEADER: Evan Fournier 17,8 pt/p
REBOUNDS LEADER: Nikola Vucevic 9,2 rbs/p
ASSISTS LEADER: Elfrid Payton 6,3 ast/p
STEAL LEADER: Elfrid Payton 1,5 stl/p
BLOCK LEADER: Bismack Biyombo 1,2 b/p
DEFENSIVE RATING: 107.7 (20^)
OFFENSIVE RATING: 102.8 (25^)

Orlando Magic 2018-2019: i movimenti estivi

I movimenti estivi 2018 degli Orlando Magic si possono riassumere con un nome e un cognome: Mo Bamba. Il prodotto di Texas University è stato scelto come fulcro principale di una ricostruzione che sembra finalmente partita. Nella speranza di farne un Dwight Howard 2.0.

La dirigenza dei Magic si è comunque mossa nel cercare gregari che occupino pochi soldi per poi dare l’assalto a un big la prossima estate. La prima mossa dell’estate è stato il rinnovo di Aaron Gordon ($76 milioni in quattro anni), fondamentale pedina del nuovo progetto.

Numerose le trade che hanno imbastito i Magic: per prima cosa hanno ricevuto i diritti della scelta 43 (rivelatosi Justin Jackson) e una al secondo giro 2019 appartenente ai Nuggets o ai Wizards in cambio di Jarred Vanderbilt (41^ scelta). Sono arrivati in Florida anche Timofey Mozgov e Jerian Grant in una trade a tre con gli Hornets e i Bulls, dovendosi privare di Bismack Biyombo. Infine hanno ceduto Rodney Purvis in cambio di Dakari Johnson che a sua volta è stato girato insieme a Tyler Harvey (visto anche a Torino) presso Memphis in cambio di Jarell Martin e cash.Per ultima cosa ma non meno importante è stato cambiato l’allenatore, il dopo Frank Vogel sarà Steve Clifford.

Aaron Gordon.
Aaron Gordon.

Orlando Magic 2018-2019: l’analisi

Nonostante il tanto entusiasmo per questi giovani molto interessanti, i tifosi dei Magic dovranno rassegnarsi a un’altra stagione dal basso record con poche chance da playoff. Il principale problema, oltre a una chimica tutta da ricostruire, è il posto da playmaker. D.J. Augustin è senza dubbio affidabile ma difficilmente farà fare quel salto di qualità innescando i due lunghi. Alcune volte però potranno essere utilizzati Fournier e Jerian Grant da piccoli con Terrence Ross o Jonathan Simmons da 3.

A livello di riserve i Magic hanno giocatori imprevedibili: Isaac, Iwundu e lo stesso Ross potrebbero rivelarsi giocatori dotati di grande energia oltre a portare punti e agilità. Allo stesso tempo però potrebbero essere dei flop e creare non pochi problemi.

La speranza della dirigenza è quella di non aver perso un’occasione al draft 2017 con Isaac come successo con Mario Hezonja. Quest’ultimo infatti è stato rilasciato tra i free agent dopo che il front-office aveva declinato la sua team option prevista nel contratto da rookie.

Mo Bamba non sarà il centro titolare dei Magic in regular season?

mo bamba

Uno dei talenti più promettenti dell’ultimo draft è il centro ex Texas Longhorns, Mo Bamba, il quale è stato chiamato con la quarta scelta assoluta dagli Orlando Magic. Il lungo nativo di Harlem era uno dei giocatori più ambiti del draft e non a caso, nel campo pre-draft, Bamba ha fatto registrare l’apertura alare più ampia della storia della NBA (record che deteneva l’attuale centro degli Utah Jazz Rudy Gobert).

L’allenatore dei Magic ha già fatto sapere che Bamba avrà molto spazio in pre-season, ma nella regular season il centro titolare sarà il montenegrino Nikola Vucevic. In più, Steve Clifford, ha dichiarato che questa non è un punizione per il giovane centro o un atto di sfiducia verso il ragazzo. Ma quella dell’ex coach degli Hornets è una scelta per dar tempo a Mo di crescere e per ambientarsi nella lega, ma soprattutto per evitare di bruciare il ragazzo dandogli tante responsabilità troppo in fretta.

Mo Bamba, nella sua unica stagione in NCAA, ha viaggiato con un’ottima media di una doppia doppia a partita (12.9 punti, 10.5 rimbalzi a notte) e ha tirato con un’ottimo 68,15%. In oltre, ciò che il 20enne ha fatto vedere di buono lo scorso anno, lo ha già confermato in Summer League a luglio e nel traking camp della squadra che sta sostenendo in queste settimane.

Mo Bamba base per la rinascita dei Magic

Bamba, insieme a Jonathan Isaac, Aaron Gordon e Wes Iwundu, fa parte del nucleo di giovani su cui puntano i Magic, non tanto per far bene in questa stagione (che sembra partir già con poche pretese), ma per la ricostruzione che è in atto in Florida e per le speranza future dei tifosi della franchigia di Orlando di tornare ai playoff.

Biyombo-Hornets: tutti i dettagli della trade a 3 squadre con Bulls e Magic

Biyombo-Hornets ma non solo. Si è di fatto conclusa la trade a 3 squadre che ha visto coinvolte appunto la franchigia di Charlotte, i Chicago Bulls e gli Orlando Magic.

Nella Carolina del Nord è finito il centro congolese, in Florida sono stati spediti Timofey Mozgov e Jerian Grant mentre in Illinois l’ex Reyer Venezia Julyan Stone.

Biyombo-Hornets: tutti i dettagli della trade

A riportare la notizia della trade a 3 squadre è stato Adrian Wojnarowski di ESPN su Twitter:

Analizziamola nel dettaglio. Mozgov, che era appena stato scambiato dai Nets con gli Hornets nella trade che ha visto coinvolto Dwight Howard, poi finito ai Washington Wizards, ha un contratto di 2 anni a 32.7 milioni di dollari. Il lungo russo, come detto sopra, finirà ai Magic insieme a Jerian Grant, che farà il playmaker di riserva (ruolo in cui Orlando era scoperta, ndr).

A Chicago, invece, è arrivato Stone. Il 29enne ha giocato pochissimo con gli Hornets ed il suo contratto non garantito da 1.6 milioni di dollari verrà rilasciato entro il 1 agosto dai Bulls. Con questa mossa si libererà altro spazio salariale per cercare di rifirmare Zach LaVine e per provare a convincere Jabari Parker a sposare il progetto della squadra dell’Illinois.

Infine a Charlotte arriva Bismack Biyombo che dovrà cogliere l’eredità di Howard. Gli Hornets ritrovano dunque un rim protector. Il congolese ha un contratto da 17 milioni di dollari per il 2018/19 e un’opzione per la stagione successiva della stessa cifra. La sua esperienza ai Magic non è stata buona come ci si sarebbe aspettati, avendo collezionato solo 5.8 punti, 6.3 rimbalzi e 1.1 stoppate in 20.2 minuti a partita.