Los Angeles Lakers, Bryant al veleno sul ranking di ESPN: “Ho sempre saputo che fossero un gruppo di idioti”

‘ESPN’ sta rendendo noto, giorno dopo giorno, il power ranking dei giocatori più forti che prenderanno parte alla regular season 2014/2015. E tra le prime posizioni svelate troviamo alla 40esima, non senza qualche sorpresa, Kobe Bryant.

Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers. Fonte:Sgt. Joseph A. Lee (Wikipedia)
Kobe Bryant, stella dei Los Angeles Lakers. Fonte:Sgt. Joseph A. Lee (Wikipedia)

Sembra che l’emittente televisiva americana non creda nella rivalsa del Black Mamba dopo il grave infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per molto tempo. Come si poteva immaginare, il piazzamento non è andato giù alla stella dei Los Angeles Lakers che si è esposta in maniera abbastanza dura (per usare un eufemismo). “Ho sempre saputo che fossero un gruppo di idioti – si apprende da ‘Lakersnation‘ –  Tendo a usare queste cose come una motivazione in più, ma non mi preoccupa più di tanto”.

Insomma, il 24 gialloviola non le ha mandate a dire.  Di sicuro, Bryant farà di tutto per dimostrare che ESPN ha preso un granchi colossale. E intanto il dibattito prende vita: merita davvero questa posizione? E’ in grado di fare ancora la differenza oppure il 36enne è davvero sul viale del tramonto? Come al solito sarà il parquet ad emettere il definitivo giudizio.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

Team USA, Love vuole partecipare a Rio 2016. James appare indeciso

Mentre LeBron James è parso ancora indeciso sul da farsi, Kevin Love mostra invece di avere le idee ben chiare per quanto riguarda la partecipazione alle Olimpiadi 2016, che si svolgeranno a Rio de Janeiro.

Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)
Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)

Già, qualche giorno fa il Prescelto si è esposto così sulla possibilità di prendere parte alla manifestazione con il Team USA: “Sono indeciso – si apprende da ‘Fox News‘ – Ho ancora  un lungo periodo di tempo per valutare la cosa” . Di tutt’altro avviso è invece apparso Kevin Love, suo compagno di squadra che non vede l’ora di indossare di nuovo la casacca a stelle strisce, magari bissando l’oro conquistato due anni fa a Londra 2012. ” Giocare per il mio Paese è una cosa che mi piace – può leggere su ‘Fansided.com‘. «Mi ha offerto una grande opportunità per migliorare. Indossando la casacca degli Stati Uniti è un ottimo modo per sentirsi patriottico. Spero di avere un’altra possibilità per Rio 2016″.

Insomma, manca ancora tanto alle prossime Olimpiadi e per adesso vedremo all’opera James e Love (senza dimenticare Kyrie Irving) con i Cleveland Cavaliers, aspettando la ‘decision’ del Prescelto che potrebbe far parte di un nuovo Dream Team pronto a dire la sua in Brasile.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

 

Sixers, la pazza idea dello scambio di Carter-Williams

Oladipo Carter WilliamsRookie of the year in carica, grazie ad una stagione da 16.7 punti, 6.2 rimbalzi e 6.3 assist, Micheal Carter-Williams si prepara ad essere no dei fari dei nuovi Sixers versione young. La clamorosa notizia arriva però proprio da Philadelphia. Pare infatti che la franchigia abbia seriamente pensato di scambiare il giocatore uscito da Syracuse. Zach Lowe, giornalista di Grantland, scrive: “Ci hanno provato, ma nulla poi si è concretizzato. Stanno morendo per scambiarlo, ma potrebbe anche iniziare un corso a lunga duranta a Philly. Il ruolo di play è probabilmente il più semplice da sostituire, molto dipenderà anche dal possibile cambio”.

Saric, parla il papà: “Se all’EFES non gioca, ce ne potremmo andare”

Dario Saric, giocatore croato dell'Efes
Dario Saric, giocatore croato dell’Efes

Clamorose indiscrezioni sul fronte Dario Saric. Il giocatore, scelto all’ultimo draft dai Magic e poi girato ai 76ers, ha deciso di rimanere in Europa, firmando un biennale con l’Efes, che però l’ha tenuto fuori per le prime due uscite stagionali. “Dario è triste, qui è tutto un caos. Se la situazione non migliorerà, troveremo qualcuno disponibile a pagare un buyout all’Efes. Mio figlio deve giocare, non stare in tribuna, sta bene”.

I Big Three e non solo: il quintetto e la rotazione dei Cavaliers

Quest’estate il mondo dei Cleveland Cavaliers si è ribaltato come un calzino, tutto l’ambiente si è ridestato dopo anni di torpore e dopo una stagione da 33 vinte e 49 perse, scosso dalla notizia più inaspettata, ma allo stesso tempo più sognata: THE KING IS BACK!

The Chosen One, Mister Lebron James, il figliol prodigo, torna a casa, nella città dove è diventato superstar prima e grande nemico poi, a causa della Decision di portare i suoi talenti a South Beach nell’ormai lontanissima estate 2010. Questa scelta, insieme al rinnovo di Kyrie Irving, nuovo idolo della Quicken Loans Arena e fresco Mvp degli ultimi Mondiali spagnoli, ha portato all’arrivo di un altro pezzo da novanta: Kevin Love, in uscita da Minnesota. Mr Double Double,scambiato con tre giocatori fra i quali la prima scelta del Draft 2014 Andrew Wiggins, va a comporre un trio che in molti hanno già rinominato i nuovi Big Three, sui quali Cleveland punta per coronare finalmente quel sogno chiamato Titolo Nba e solo accarezzato in passato (vedi finale persa nel 2007 ai danni dei San Antonio Spurs).

 

Ad avere lo scomodissimo e bellissimo compito di schierare ogni sera la squadra più forte sarà David Blatt, fresco vincitore dell’ultima Eurolega col suo Maccabi Tel Aviv e primo europeo a diventare head coach di una franchigia Nba.

Analizziamo ruolo per ruolo il minutaggio dei giocatori nel roster dei Cavaliers:

1) Point Guard:
Irving CavaliersNel ruolo di point guard, Irving è chiamato alla stagione della definitiva maturazione, dove avrà non solo il compito di affondare il colpo e di concludere in prima persona, ma soprattutto quello di mettere in ritmo i compagni. Sotto i 35 minuti a partita scenderà di rado, solo in caso di riposo o di infortunio.

A dargli fiato un play più vecchio stampo come l’australiano Dellavedova messosi in luce anch’egli, come il compagno di reparto, agli ultimi Mondiali. Il suo utilizzo potrebbe raggiungere e superare nelle serate di gloria i 10 minuti.

2) Shotting Guard:
Tyreke Evans, Dion WaitersAccanto a Irving ci sarà Dion Waiters, che coach Blatt ha schierato nello starting five nella prima amichevole stagionale contro il Maccabi. Il prodotto di Syracuse Orange viene da un’annata chiusa a 15.9 punti in 29.6 minuti a partita, medie che potrebbero anche lievitare in questo nuovo corso nonostante l’arrivo nello spot di shooting guard di due veterani voluti fortissimamente da Lebron come Mike Miller, in uscita da Memphis, e James Jones, reduce da 6 anni e 3 titoli a Miami. Entrambi saranno utilissimi dalla panchina soprattutto in partite tirate, quelle da clima playoff. Il primo in particolare può colmare quelle lacune manifestate da Waiters sul tiro da 3, punendo così le difese avversarie sugli aiuti causati da LBJ, Irving e Love. James Jones invece darà quei 5 minuti di qualità e grande intensità utili a mantenere sempre un livello di gioco sopra la media. Tutte queste valutazioni sono però legate ad un grande punto interrogativo, un’altra Decision dopo quella di James: Ray Allen accetterà questa nuova sfida verso un altro Anello o preferirà altri lidi (se non perfino il ritiro della sua mitica 30)? Qualunque cosa decida Jesus Shuttlesworth ci saranno delle ripercussioni sulle rotazioni delle shooting guard dei Cavs, che potrebbero anche ritrovarsi improvvisamente con 4 giocatori nello stesso ruolo.

3) Small-Power Forward
Cleveland Cavaliers v New York KnicksNello spot di small forward e di power forward i dubbi per coach Blatt sono davvero pochi: Lebron James e Kevin Love sono destinati ad essere i leader di questa squadra sia in termini di punti,che di rimbalzi e minuti. Potenzialmente la coppia può essere la più devastante del Nba, soprattutto dopo il duro lavoro estivo, unito ad una dieta ferrea, del Prescelto, che gli permetterà di tornare nel suo vecchio ruolo di small forward e di convivere così con Love. Dalla panchina ecco Shawn Marion, altro grande veterano voluto sempre dal “G.M” Lebron, per cui vale lo stesso discorso fatto per Miller e Jones: sono uomini che si riveleranno decisivi quando il gioco si farà duro. Lou Amundson, ultimo aggiunto al roster, è chiamato a dare grande energia con la sua fisicità (10.1 rimbalzi e 2.0 stoppate a partita in carriera) nei pochi minuti in cui dovrà dar fiato a Love.

5) Center:
tristan thompsonInfine ecco l’unico dubbio amletico da sciogliere per David Blatt: lo spot di center. Il titolare dovrebbe essere Tristan Thompson, che viene da una stagione chiusa a 11.7 punti e 9.2 rimbalzi a partita, preferito a Anderson Varejao, giunto alla decima stagione in maglia Cavaliers, maglia che il brasiliano sente ormai come una seconda pelle e che onora in ogni gara (anno passato 9.7 rimbalzi ogni sera). I due centri si spartiranno più o meno equamente i 48 minuti a disposizione, con la freschezza e l’esplosività di Thompson a far pendere qualcosa in più dalla sua parte. A Brendan Haywood, utile solo nel caso malaugurato di infortuni, il compito di sventolare gli asciugami e tifare i compagni.

Le novità a Cleveland insomma non mancano, si preannuncia un’annata alquanto elettrica, coi tifosi che non aspettano altro che LBJ mantenga le promesse: portare per la prima volta nella sua città il tanto agognato Larry O’Brien Trophy!