Spurs, Belinelli fa mea culpa: “Abbiamo giocato male, ma siamo pronti per gara 4”

Al termine della sconfitta esterna in gara3 contro i Thunder, Marco Belinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui è apparso abbastanza amareggiato: “Ibaka è incredibile. Abbiamo giocato male in attacco e in difesa, loro sono stati aggressivi da subito, in particolare proprio con Ibaka e Jackson. Sono una grandissima squadra, noi invece dobbiamo correggere i nostri errori e tornare pronti per gara4, martedì.”

MARCO_BELINELLI

Dopo una gara-2 dominata, nessuna si aspettava una sconfitta per la franchigia texan: Belinelli ne individua un fattore decisivo nei tiri liberi. “Decisivi sono stati i liberi, causati dal bonus. Loro attaccano molto, Durant è inarrestabile. C’è dispiacere, ma questi sono i playoffs”. 

Hawks, Pero Antic giura amore: “Il prossimo anno resto qui”

In’un intervista rilasciata a eurohoops.net, Pero Antic ha confermato che anche il prossimo anno non se ne andrà da Atlanta e continuerà a giocare per gli Hawks.

Ecco quanto riferito dal macedone: “Giocare Eurobasket2011, vincere due titoli Eurolega e disputare una stagione da rookie così è un sogno. Prima della NBA, pensavano che non ce l’avessi potuta fare. Ma ho smentito tutti, non mi interessano le voci. In questi anni ho sbagliato a voler scegliere il denaro e non le squadri forti”.

Pero Antic

Antic continua poi: “In NBA volevo solo migliorare. Il coach ha creduto in me e con la squadra e lui ho ottimi rapporti. La fisicità e la velocità di gioco sono le differenze principali. Durant , Lebron e Howard sono i giocatori più incredibile visti dal vivo. KD è un è un grande realizzatore, ha un talento innaturale per la sua altezza e può giocare anche play. Lebron è un giocatore completo! Cos’altro posso dire su di lui ? Dwight Howard è la persona più forte con che io abbia mai giocato contro ! Credo che dorme in sala pesi”. 

Chicago Bulls, occhi su Thaddeus Young: ecco la trade proposta ai Sixers

I Chicago Bulls si starebbero tutelando in vista del prossimo mercato, qualora dovessero fallire i due grandi obiettivi, ovvero Kevin Love, e soprattutto Carmelo Anthony: il primo della lista della spesa dei Tori è Thaddeus Young, ala piccola dei Philadelphia 76ers, ed ormai voglioso di provare una nuova avventura in NBA.

Young Sixers

 

Con l’arrivo di Young i Bulls sistemerebbero molto in fase offensiva, consegnando a Thibodeau, un buon tiratore, in grado di dare una mano a Derrick Rose: dopo la partenza di Deng infatti serve un rinforzo di questo genere per dare lustro alla franchigia in vista della prossima stagione.
I Bulls prenderebbero in una trade sia T-Dog che Jason Richardson, liberando i Sixers del suo contratto pesante e darebbero in cambio Carlos Boozer, Tony Snell e la prima scelta futura del 2014 dai Charlotte Bobcats: con questa trade inoltre Chicago potrebbe mantenere in Illinois Mirotic, ala grande del Real Madrid, per poterlo utilizzare in coppia con Gibson, creando un duo di lunghi davvero molto interessante da sfruttare con Joakim Noah nel ruolo di centro.
Con Derrick Rose in cabina di regia, si formerebbe un quintetto così composto: Noah, Gibson, Rose, Butler, Young, con in roster anche la scelta numero 16, quella numero 19, Mirotic (se decidesse di salire) Kirk Hinrich, un centro di riserva e Jason Richardson.
Niente male davvero!

 

 

Nba Analysis&Grades, Spurs: Ginobili ispirato, Duncan non molla mai, Belinelli sufficiente, deludono Parker e Leonard

The Analysis :

Nella serata in cui gli uomini di coach Popovic potevano incrementare ulteriormente il loro vantaggio e mettere un piede nella Finale, risorge Oklahoma che, grazie a questa vittoria, accorcia le distanze e spera ancora nella rimonta che permetterebbe agli uomini di coach Brooks di accedere in finale.

Thunder Spurs ginobili durant westbrook

La prima vittoria dei Thunder coincide con il rientro in campo di Serge Ibaka, a riposo forzato nelle prime 2 gare e rientrato in extremis per questa gara3. Oltre al rientro del lungo congolese, un’altra novità ha segnato la svolta per Oklahoma: Reggie Jackson, titolare al posto di un Sefolosha rimasto in panchina per tutta la gara.

Queste sono le 2 chiavi che spiegano il drastico cambiamento visto tra il risultato e l’andamento di gara3 rispetto alla precedente gara2 dove Duncan&co dominarono in lungo e in largo.

La gara è risultata piacevole ed equilibrata, con Oklahoma praticamente sempre in vantaggio. 

Ibaka parte subito bene (4/4 al tiro) e Tony Parker non sembra essere nella sua serata migliore. Ci pensa il solito Ginobili con 2 triple a riportare i suoi in auge e ad impaurire i 19.500 assiepati @Chesapeake Energy Arena.

Ma non basta ai texani che a 6 minuti dal termine sono sotto di ben 17 punti: coach Popovich richiama in panchina i suoi big e gia pensa a gara4.

<<Abbiamo giocata una brutta partita sia in attacco sia in difesa, cercheremo di correggere i nostri errori e di tornare a vincere. Sicuramente il rientro di Ibaka e l’impiego di Jackson ci hanno messo in difficoltà. >>

Queste le parole a fine gara del nostro Belinelli, in campo per 17 minuti.

Serie tutt’altro che chiusa, con Oklahoma assetata di vittorie e desiderosa di equilibrare in gara4 (domani notte)il confronto, che si prospetta piu avvincente che mai.

 

The Grades :

Emanuel Ginobili,voto 7: La sua carta d’identità parla chiaro: fra due mesetti son 37 suonati per il profeta argentino. A dispetto di quel pezzo di carta, Emanuel sfodera una prestazione convincente nonostante la serataccia dei suoi, collezionando 23 punti in 24 minuti complessivi di gioco. 8/13 dal campo per lui con 6/9 dalla lunga distanza con 4 assist e 1 rimbalzo. In alcuni momenti del match da la netta impressione di predicare nel deserto o quasi. Per qualsiasi tifoso Spurs è la nota piu bella di questa gara3. ILLUMINATO.

 

Tim Duncan,voto 6: Insieme a Ginobili, The Big Fundamental prova a tenere a galla i suoi in una serata particolarmente complicata. Alla fine si arrende anche lui, uscendo dal parquet con 16 punti e 8 rimbalzi (5 difensivi) in mezzora di gioco totale. A differenza delle precedenti 2 gare, ha molto lavoro da svolgere sotto canestro. Come al solito, è l’ultimo ad arrendersi ed il primo a pensare, insieme al suo coach Popovich, a gara4. LEGGENDA.

 

Marco Belinelli,voto 6: Da Bologna alla finale di Conference ne sono passati di anni (10, ndr) e cosi il Beli è, per ora, il primo italiano a calcare il parquet di una finale di Conference NBA. Detto questo, il nostro Marco stanotte ha partecipato alla sconfitta dei suoi in quel di Oklahoma City, giocando 17 minuti tutt’altro che anonimi: 6 punti totali (4 derivanti dai tiri liberi), 1/2 dal campo con 2 rimbalzi difensivi. Non è nè Tony Parker nè Ginobili, ma dimostra giorno dopo giorno di poter contribuire attivamente in un gruppo che sembra averlo ormai accolto in maniera piu che positiva. Nessun tentativo dalla lunga distanza per lui, in una gara che aveva poco da offrire ai texani. Lo aspettiamo in gara4, con la speranza di udire nuovamente quel “Mamma mia”, marchio di fabbrica della pallacanestro italiana nel campionato a stelle e strisce che piu conta al mondo. DAGLIE MARCO!

Kawhi Leonard,voto 5: 31 minuti complessivi per lui, con 10 punti, 2 assist e 3 rimbalzi. Decisamente poco per chi potrebbe e dovrebbe essere un fattore in partite come questa. Resta spesso ai margini del gioco, tirando con un emblematico 4/11. Tre i tentativi dalla lunga distanza, tutti fuori bersaglio. OPACO.

 

Tony Parker,voto 5: E’ indubbiamente l’uomo che piu è mancato a Popovich in questa gara3. Se San Antonio ha faticato molto in attacco è anche grazie alla serata tutt’altro di grazia del fenomeno francese. Tira con un eloquente 4/13 dal campo, mettendo a referto solamente 9 punti in 28 minuti di gioco. Aggiunge 4 assist che non bastano per migliorare la sua prestazione finale. Deve fare molto di piu in gara4 per essere decisivo, come spesso ci ha abituato nel corso della sua meravigliosa carriera agonistica. DISTRATTO.

NBA Playoffs Analysis&Grades, Thunder: Ibaka da la carica, Westbrook illumina, bene KD e Jackson

Gli Oklahoma City Thunder riaprono la serie, grazie al recupero miracoloso di Serge Ibaka.
Grande prestazione quella dei Thunder che dimostrano di poter giocare anche di squadra, ma allo stesso tempo di essere dipendenti da Ibaka. Ecco come si sono comportati in gara-3 gli uomini di Brooks:

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Serge Ibaka: Dopo due gare di assenza, decide di stringere i denti per aiutare i suoi a risalire la corrente. Prestazione eccellente per lui, che si dimostra il vero e proprio punto di forza della squadra. Chiude la sua partita con 15 punti, 7 rimbalzi, un pallone rubato e 4 stoppate, commettendo soltanto un fallo. Tira con un ottimo 6 su 7 dal campo ed un altrettanto ottimo 3 su 4 dalla lunetta. L’uomo in più è lui. Voto 7,5.

Kevin Durant: Il gemello talentuoso torna a mettersi la divisa numero 35 ed i risultati si vedono. Dopo essersi concesso un turno di riposo in gara due, chiude gara tre in doppia doppia. Fa registrare 25 punti (8 su 19 dal campo, 1 su 4 da tre punti, e 8 su 8 dalla lunetta), 10 rimbalzi, 3 assist, una palla rubata e una stoppata. Niente da aggiungere. Voto 7.

Kendrick Perkins: Parte in quintetto, ma il suo minutaggio è di poco più di 13 minuti. Si rende utile, ma con così pochi minuti a disposizione è dura. Chiude con 4 punti, 3 rimbalzi e 4 falli. Voto 6.

Russel Westbrook: E’ stato il punto debole della squadra per due partite consecutive, ma ora si prende il riscatto. Come per magia tira fuori una prestazione al servizio, anche se non più di tanto, dei compagni ed i risultati sono molto positivi. Chiude con 26 punti, 8 rimbalzi, 7 assist, 3 palle rubate e una stoppata. Tira con il 42% (33% da tre punti) e, come Durant, è perfetto dalla lunetta, dove segna 8 tiri su 8 tentativi. Voto 7.

Reggie Jackson: Buona anche la sua prestazione. Niente da dire. In una squadra come i Thunder, dove i primi violini sono sempre e comunque la notizia, uno come lui è l’appoggio perfetto nei momenti difficili. Ha il dono di farsi trovare sempre pronto. Chiude la sua partita con 15 punti, tirando con il 46% dal campo (1 su 6 da tre punti), 4 rimbalzi, 5 assist e una palla rubata. Voto 6,5.

La panchina si fa trovare pronta, contrariamente a quanto successo in altre occasioni. Chi entra dalla panchina, con un minutaggio accettabile, da il suo contributo. Su tutti spunta Steven Adams, autore di una prestazione difensiva sopra le righe. Adams, infatti, chiude la sua gara con 7 punti, 9 rimbalzi e ben 4 stoppate. Un po’ meno brillante del solito Fisher, che mette soltanto 3 punti, segnando una sola tripla su 7 tentativi del campo. Buona, inoltre, la prova di Lamb, che segna 6 punti, segnando 3 tiri su 5 tentativi. Voto alla panchina 6,5.

Focus on Oklahoma City: torna Serge Ibaka, e si vede..

Gli Oklahoma City Thunder riaprono la serie in gara-3 e si presenteranno in gara-4 con il morale a mille: la vittoria è merito sopratutto di un giocatore in particolare della squadra, Serge Ibaka, la cui assenza nelle prime due gare è stata una autentica mazzata per Brooks. image La sua partenza in quintetto si è fatta subito sentire: all’half time il numero 9 ha tirato con il 100% dal campo, con 10 punti su 5 tentativi, suonando la carica piú dell’MVP Kevin Durant o del secondo violino Russell Westbrook. Ma la differenza è anche e soprattutto a livello difensivo: gli Spurs nelle prime due gare hanno tirato con il 67% dal pitturato senza di lui, mentre in gara-3 si sono fermati al 48%, e sono stati costretti a girare a largo dal canestro di Oklahoma City. Il suo peso si è fatto sentire anche nel male: quando è uscito dal campo zoppicando la squadra ha rischiato molto, subendo psicologiamente e temendo un nuovo infortunio per Ibaka, allarme rientrato presto con il suo ritorno dagli spogliatoi nell’ultimo quarto. KD nel finale ha anche insistito con l’head coach per farlo ritornare in panchina per non calcare troppo la mano e Serge è stato accompagnato da un lungo applauso verso la bench dei Thunder. Gli Spurs sono avvisati: la serie è ancora aperta!

NBA Rumors: i Cavs non offriranno un maxi-ingaggio ad Irving

I Cleveland Cavaliers non offriranno un maxi ingaggio in estate a Kyrie Irving, la stella della squadra, per convincerlo a restare in Ohio anche senza l’arrivo di altre stelle di livello assoluto.

Irving Cavaliers

I Cavs non hanno necessità di ri-firmare subito Irving, in quanto ha un contratto garantito per il prossimo anno, ed una opzione di qualifyng offer nel 2015-2016: la dirigenza dell’Ohio ha in mente già una offerta minima di 9.1$ e per questo motivo Kyrie resterà ancora a lungo a Cleveland, a meno che non venga inserito prima in qualche trade che al momento sembra fantascienza.

La prima scelta del 2011, Irving,  inoltre sarà affiancata nella prossima stagione dalla prima scelta assoluta del 2013, ovvero Anthony Bennett, e probabilmente (a meno che non venga inserita in qualche scambio per arrivare a Love o altre All Stars) la prima scelta del 2014: il futuro, salvo sorprese in negativo, è tutto dalla sua!

 

Memphis Grizzlies, impossibile arrivare a Thibodeau: si punta Van Gundy

I Memphis Grizzlies hanno negato i contatti con Thibodeau per il post Dave Joerger, ormai destinato alla panchina dei Minnesota Timberwolves: l’obiettivo è Jeff Van Gundy, fratello del nuovo head coach dei Detroit Pistons.

Miami Heat v Oklahoma City Thunder – Game One

Un dirigente dei Chicago Bulls avrebbe infatti dichiarato ad un giornalista, “Immagini quanto potrebbe costare Thibodeau ai Grizzlies?”, stoppando sul nascere le voci di un presunto colloquio tra la dirigenza di Memphis e l’attuale head coach dei Tori di Chicago.

L’interesse dei Grizzlies è rivolto tutto infatti verso Jeff Van Gundy: l’attuale commentatore della ESPN sarebbe infatti stato scelto direttamente dal proprietario della franchigia, ovvero Robert Pera, qualora Joerger dovesse prendere la via di Minneapolis.
L’incarico richiesto da VG sarebbe quello di presidente ed head coach, lo stesso richiesto dal fratello prima ai Warriors, che l’hanno scartato proprio per questo motivo, e poi ai Detroit Pistons, che hanno invece esaudito la sua richiesta.
Le parti si vedranno nella prossima settimana per fare un punto della situazione: un altro Van Gundy tornerà ad allenare in NBA?