Philadelphia 76ers,Thunder KO e intesa perfetta cercasi: “Ci siamo, Tobias Harris fondamentale per noi”

Nonostante l’assenza da una parte di Joel Embiid, e dall’altra di Paul George – due possibili candidati MVP – Philadelphia 76ers e Oklahoma City Thunder danno vita ad una partita equilibrata e tesa sino all’ultimo.

 

I Sixers di Jimmy Butler, Tobias Harris e Ben Simmons spezzano una serie negativa di 19 sconfitte contro i Thunder di Russell Westbrook, e passano per 108-104 alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City.

 

Un fastidio alla spalla destra tiene fuori Paul George in via precauzionale. Al posto dell’ex giocatore degli Indiana Pacers, coach Billy Donovan schiera il neo acquisto Markieff Morris.

 

 

Un parziale di 8-0 a firma Tobias Harris spezza la parità (94-94) con circa 4 minuti ancora da giocare, donando ai 76ers la prima vittoria contro i padroni di casa dal lontano 15 novembre 2008. Ai Thunder non basta la 25esima tripla doppia stagionale di Russell Westbrook (23 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, ma 8 su 24 al tiro): la tripla doppia di Ben Simmons (11 punti, 13 rimbalzi e 11 assist) ed una partita completa di Jimmy Butler (20+8+8) infliggono ad OKC la terza sconfitta consecutiva, e la quarta nelle ultime 5 gare.

 

Phialdelphia 76ers, Butler: “Ci stiamo abituando l’un l’altro”

 

I Philadelphia 76ers proseguono nel delicato processo di assimilazione dei nuovi arrivi Tobias Harris, Mike Scott e Boban Marjanovic (infortunato), aggiuntisi all’arrivo lo scorso dicembre di Jimmy Butler.

 

Il tempo a disposizione prima che i venti di post-season comincino a spirare in casa Sixers è poco, ma coach Brett Brown è fiducioso sul fatto che prestazioni come quella di giovedì notte ad Oklahoma City dimostrino come l’operazione lanciata da Elton Brand alla caccia del titolo NBA si sia instradata sui binari giusti:

 

Oggi ho visto altruismo in campo. Il nostro è un gruppo altruista, e penso che stasera Jimmy (Butler, ndr) sia stato la nostra forza ispiratrice. E’ stato in grado di fare quel qualcosa in più, si è messo a disposizione

 

32 punti, 5 rimbalzi ed una mano quasi infallibile da dietro l’arco (5 su 7) per Tobias Harris, l’uomo deputato ad “aprire la scatola” per l’attacco dei Philadelphia 76ers al fianco di Joel Embiid: “Vogliamo che (Harris, ndr) si prenda i suoi tiri, e che li metta. Dovrà essere sempre così aggressivo, ci permetterà di vincere tante partite” Così Butler sull’ex giocatore dei Los Angeles Clippers.

 

Continua Butler nel post gara:

 

Credo che siamo sulla strada giusta, ci stiamo ambientando. Ci vuole tempo, l’ho detto tante volte dopo la trade (che ha portato Harris ai Sixers, ndr), ma credo che stiamo facendo davvero un gran bel lavoro

 

La trade dello scorso 7 febbraio ha messo a disposizione di coach Brown uno dei quintetti potenzialmente più forti e talentuosi della lega. L’arrivo di Harris, un tiratore da 42% al tiro da tre punti in stagione, unito alla pericolosità dall’arco di J.J. Redick ed all’efficacia in uscita dalla panchina di Mike Scott, hanno sostanzialmente risolto il problema di profondità e “potenza di fuoco” dei Philadelphia 76ers.

 

 

Contro gli Oklahoma City Thunder, i Sixers hanno chiuso la propria gara con 33 assist di squadra, ed il 38% al tiro dalla lunga distanza (su 31 tentativi) nonostante la cattiva serata di tiro di Redick (3 su 14).

 

Il ritorno a pieno regime di Joel Embiid contribuirà a sprigionare l’immenso impatto offensivo potenziale della squadra, tornando però fatalmente ad occupare spazi, possessi e munti per Harris e Butler. Sapranno i Philadelphia 76ers farsi trovare pronti a fine regular season, quando la classifica della Eastern Conference potrebbe arrivare a proporre a Ben Simmons e compagni un primo turno da cuori forti contro i Boston Celtics?

 

I Philadelphia 76ers tornano alla vittoria ma perdono Boban Marjanovic, coach Brown: “Preoccupati”

I Philadelphia 76ers tornano alla vittoria, battendo a domicilio i New Orleans Pelicans di Jrue Holiday e del rientrante Anthony Davis.

 

111-110 il risultato finale. Sixers guidati dai 29 punti e 10 rimbalzi di Tobias Harris e dalle doppie-doppie di Ben Simmons e Boban Marjanovic. Per New Orleans, minutaggio ridotto per Davis, che chiude la sua gara con 18 punti e 6 rimbalzi in soli 21 minuti di gioco.

 

76ers privi di Joel Embiid (ginocchio sinistro), l’ex LA Clippers Marjanovic sostituisce degnamente la star camerunense dei Sixers ma si procura un infortunio al ginocchio destro, quando la sua gamba rimane intrappolata sotto il peso del lungo dei Pelicans Cheick Diallo, girandosi in modo innaturale.

 

Marjanovic ha lasciato il campo sostenuto dallo staff medico di Philadelphia, e come annunciato dal team si sottoporrà nella giornata di martedì a risonanza magnetica. Così coach Brett Brown a fine gara:

 

I miei pensieri sono ora solo per Boban (Marjanovic, ndr), a dire il vero. Abbiamo vinto la partita, anche se abbiamo permesso (ai Pelicans, ndr) di rimontare alla fine. Per quanto possa essere non contento del nostro finale di gara, ora non è il momento di pensarci. Spero che Boban stia bene

 

 

Jimmy Butler (11 punti, 7 rimbalzi e 7 assist a fine partita) dà il +10 ai Sixers a 2:48 dal termine. I successivi errori ai tiri liberi danno però una chance di vittoria ai New Orleans Pelicans con E’twaun Moore.

 

C’è poco da dire: volevamo vincere e siamo contenti di aver vinto, ed un nostro compagni di squadra si è infortunato… è sempre brutto quanto queste cose accadono” Così Ben Simmons a fine gara. “(Marjanovic, ndr) ha fatto una buonissima partita oggi” Così l’uomo partita per i Sixers Tobias HarrisSperiamo di poterlo riavere con noi il prima possibile, è stato un brutto momento“.

76ers, problema al ginocchio sinistro per Joel Embiid, out per una settimana

Philadelphia 76ers, un problema al ginocchio sinistro terrà fuori la star Joel Embiid per almeno una settimana, come annunciato dal capo allenatore della squadra Brett Brown

Joel non si sentiva del tutto a proprio agio ultimamente, col suo ginocchioCosì coach Brown a Tim Bontemps di ESPNAbbiamo fatto una risonanza magnetica ed è venuta fuori un po’ di tendinite. Niente di cui preoccuparsi, comunque, una cosa abbastanza normale“.

Le condizioni del ginocchio di Embiid saranno rivalutate tra 7 giorni. Nonostante il fastidio, Embiid è sceso in campo a Charlotte, in occasione dell’edizione 2019 dell’All-Star Game. Per il lungo dei Sixers 23 minuti di gioco.

Non significa nulla… si tratta semplicemente di un giocatore con un fastidio al ginocchio, che viene sottoposto a risonanza che evidenzia un piccolo problema… andiamo avanti. Sentiremo la sua mancanza, questo è chiaro, ma ora è importante per noi che Joel possa recuperare al meglio per essere pronto quando avremo bisogno di lui

– Coach Brett Brown su Joel Embiid –

Embiid ha disputato in questa stagione 54 delle 58 partite giocate dai suoi Philadelphia 76ers, facendo segnare nuovi massimi in carriera in punti (27.3), rimbalzi (13.5) e minuti a gara (33.7).

Furkan Korkmaz, guardia-ala turca al primo anno, ha invece riportato una lesione del menisco del ginocchio destro, e rimarrà fuori a tempo indeterminato.

Celtics-Sixers, Horford stoppa Embiid: “Ho sbagliato partita, colpa mia”, Hayward: “Al partita super”

La prima sconfitta dei “Phantastic 5” di Philadelphia è targata Boston Celtics. Al Wells Fargo Center di Philadelphia, i Celtics privi di Kyrie Irving superano di misura i 76ers di Joel Embiid.

112-109 il risultato finale per gli uomini di coach Brad Stevens, che si affidano all’esperienza di Al Horford ed alla grande partita in uscita dalla panchina di Gordon Hayward, ed ottengono la seconda vittoria stagionale sui rivali Philadelphia 76ers.

Al Horford è autore di un partita completa, chiusa con 23 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi in 35 minuti di gioco. Hayward conferma la buona vena offensiva dimostrata contro i Los Angeles Clippers e chiude con 26 punti e 6 triple mandate a bersaglio (su 7 tentativi), in 28 minuti.

Per i Sixers, cattive percentuali di tiro per Joel Embiid (autore di 23 punti e 14 rimbalzi) e Tobias Harris (10 punti e 8 rimbalzi, ma con 0 su 6 dalla lunga distanza). Jimmy Butler tra i migliori dei suoi, con 22 punti e 9 rimbalzi (7 su 12 al tiro e 7 su 10 ai tiri libero).

La sfida tra Celtics e Sixers si decide solo nel finale. Jimmy Butler sigla il -3 Phila allo scadere del terzo periodo (77-74), Joel Embiid e Ben Simmons tengono a contatto i Sixers ad inizio quarto quarto ma i Celtics continuano a colpire dall’arco dei tre punti, con Hayward, Horford (3 su 5 per l’ex Atlanta Hawks) e Jayson Tatum.

Embiid segna il canestro del +1 Sixers (103-102) a 2 minuti dal termine, prima della replica di Gordon Hayward dall’angolo destro. A 30 secondi dal termine, Boston è avanti di 2 lunghezze (108-106), quando Marcus Smart penetra a canestro attaccando un Joel Embiid gravato da 5 falli. La star dei 76ers non va in aiuto, e Smart schiaccia il +4 Celtics.

Jimmy Butler ricuce lo strappo in entrata, (108-107) ma Tatum non sbaglia dalla lunetta e chiude la partita.

Celtics-Sixers, Joel Embiid: “Che arbitraggio! Ma io ho sbagliato partita”

Al Horford si conferma cliente scomodo per Joel Embiid. Nelle ultime 10 partite tra Sixers e Celtics (tra playoffs 2018 e stagione regolare 2018\19) Horford ha limitato la stella dei 76ers a soli 0.73 punti per possesso (a fronte di una media di 1.08 quando marcato da altri difensori, dati ESPN), con una percentuale al tiro inferiore al 37%.

Ben 12 dei 16 tiri da tre punti presi da Embiid nelle 10 partite prese in esame sono arrivati contro Horford.

“(Horford, ndr) non fa nulla di che, sostanzialmente se ne sta fermo. Io ho dormito per tre quarti, ho sbagliato approccio. La sconfitta è colpa mia, e di nessun altro. La giocata sul +3 Boston? Sono stato uno stupido, ho recuperato il rimbalzo offensivo e segnato da 2, quando avrei dovuto riaprire per un tiro da tre per pareggiare. Ho presupposto che avessimo ancora un time-out, ma così non era. Ho fatto canestro ed ho pensato subito: ‘Joel, sei uno stupido’. Colpa mia, devo fare meglio. Gli arbitri hanno fatto schifo, comunque

– Joel Embiid dopo Celtics-Sixers –

Una critica che costerà alla star camerunense dei Sixers una multa, con ogni probabilità.

Gordon Hayward, autore di una delle sue migliori partite stagionali, spende parole di ammirazione per Al Horford a fine gara:

Al (Horford, ndr) è un difensore intelligente. Sa usare gli spazi e gli angoli giusti, e sa quando avvicinarsi e far sentire il fisico (a Joel Embiid, ndr), e quando allontanarsi. E’ tosto, cerca il contatto, non arretra mai ed è in grado di sprintare per contrastare il suo tiro da fuori. Embiid è un mostro fisicamente, vedere Al giocare così contro di lui è davvero incoraggiante

– Gordon Hayward dopo Celtics-Sixers –

Un nuovo inizio per Markelle Fultz: gli Orlando Magic

Uno tra gli scambi più discusse dell’ultima trade deadline riguarda Markelle Fultz. L’ex prima scelta al Draft 2017 è passato da Philadelphia agli Orlando Magic in cambio di Jonathon Simmons, una prima scelta protetta in lottery al Draft 2020 (via Oklahoma City Thunder) e una seconda scelta al Draft 2019. Si tratta di un nuovo inizio per Markelle Fultz?

Andiamo ora ad analizzare uno scambio all’apparenza clamoroso: il Process dei 76ers non punta più su Fultz, scelto dall’ex GM Bryan Colangelo, che lo preferì a Jayson Tatum.

Fultz dovrebbe essere felice del trasferimento in una squadra che non va ai playoff dal 2012 (no, seriamente, dovrebbe).

I PHILADELPHIA 76ERS: LO SPAZIO SALARIALE

Il GM di Philadelphia, Elton Brand, si è detto dispiaciuto per l’addio a Markelle Fultz, ma non si è fatto scrupolo a scambiarlo in cambio di asset di scarso valore. Simmons, ex Spurs, ha deluso a Orlando ma ha un contratto onesto, da circa 6 milioni annui inscadenza  nel 2020. Potrà allungare la panchina e dare punti fuori dal sistema quando alcune delle stelle saranno fuori dal campo. La scelta via OKC sarà probabilmente molto alta, e in ogni caso è protetta in lottery: in caso di scossoni clamorosi in casa Oklahoma, i 76ers non la riceveranno. I Thunder manterranno lo stesso assetto attuale anche nel prossimo anno, dato che Westbrook, George, Adams, Schroeder e Grant saranno tutti sotto contratto. In caso di un buon piazzamento ai playoff 2020, Philadelphia riceverà una scelta tra la 20 e la 30, non di altissimo valore.

Jonathon Simmons con la canotta di Orlando.

Il motivo dello scambio non risiede dunque nella contropartita tecnica. La vera necessità di Brand è lo spazio salariale per rifirmare in estate Butler e Tobias Harris. Markelle Fultz avrebbe ricevuto quasi 10 milioni di dollari nella stagione 2019/2020: soldi da offrire alle due star per mantenere intatta la struttura attuale della squadra. Con Butler e Harris rifirmati, Philadelphia sarebbe per anni una contender pericolosa, non più interessata ad attendere i progressi di Markelle Fultz.

I problemi del giovane sono di origine misteriosa ma evidenti anche a occhio nudo. La spalla destra non offre ancora certezze al giovane, limitandolo a sole19 apparizioni nell’attuale stagione. Fultz non sarà disponibile nemmeno per il debutto in maglia Orlando Magic: i suoi problemi fisici sono dunque concreti, non bastano gli screzi con lo staff di Philadelphia per spiegare la sua distanza dal parquet.

UNA NUOVA SCOMMESSA PER GLI ORLANDO MAGIC

Cosa? Vado in Florida?

Dal punto di vista degli Orlando Magic, Fultz rappresenta una scommessa in chiave futura. La situazione salariale non è rosea, ma non ci sono rinnovi onerosi in vista (o hanno intenzione di dare il max a Vucevic? No vero?) né aspettative di vittoria nel breve termine. Aspettare Fultz può dunque avere un senso, dato che si tratta di un classe ’98 che aveva fatto intravedere un grande potenziale nell’anno di college.

Vero, Markelle Fultz potrebbe ancora diventare un campione e smentire tutti gli scettici. Ma il rischio che non diventi più un giocatore di livello NBA è altissimo in questo momento.

Più un intrattenitore che un analista vero e proprio, Stephen A. Smith afferma che Fultz potrebbe essere un enorme bust.

Il prezzo pagato da Orlando è tutto sommato alto, dato che Philadelphia era quasi obbligata a cedere Fultz per la situazione salariale sopra descritta. Simmons non aveva ormai nessun valore di mercato, perciò nessun rimpianto su quel fronte. La scelta via OKC invece, seppur alta, avrebbe potuto essere utile. Con una maggiore accortezza, Orlando avrebbe potuto scommettere su Fultz senza cedere nulla di valore per averlo.

Dal punto di vista di Fultz, finire a Orlando potrebbe rivelarsi una benedizione. Il “Process” ha ormai bisogno di giocatori pronti e Fultz non potrebbe dare il suo contributo. A Orlando, con meno pressioni, la sua carriera potrebbe riprendere la strada giusta. 

 

VOTI ALLA TRADE

Dal punto di vista di Philadelphia, il valore di Fultz era ai minimi termini. La cessione era praticamente obbligata per poter rinnovare le due star Harris e Butler in estate. La prospettiva di crescere i giovani non coincide con la volontà di vincere subito, affiancando a Embiid e Simmons i giocatori adeguati. Lo scambio andrà giudicato a luglio:se i rinnovi andranno a buon fine, il voto sarà 9. In caso contrario, se anche solo uno dei due dovesse andarsene e Philadelphia non fosse una vera contender, il voto sarà 5: Fultz avrebbe potuto a quel punto essere aspettato e recuperato.

Gli Orlando Magic scommettono un giocatore potenzialmente ancora recuperabile ma spendono troppi asset per farlo. Per il momento, in attesa di rivedere Fultz in campo, il voto è un 6,5.

Che esordio per i nuovi 76ers, Elton Brand: “Harris il giocatore giusto. Titolo NBA, il momento è ora”

Embiid-dunk-canestro

Vittoria di prestigio per i nuovi Philadelphia 76ers, che salutano l’esordio di Tobias Harris battendo i Denver Nuggets di Nikola Jokic al Wells Fargo Center di Philadelphia.

 

117-110 il risultato finale per gli uomini di coach Brett Brown. Ai Nuggets non bastano il ritorno a pieno regime di Jamal Murray (ritornato in campo mercoledì a Brooklyn dopo sei gare d’assenza) e la consueta tripla doppia di Nikola Jokic (27 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).

 

Coach Mike Malone deve ancora rinunciare a Gary Harris (guai muscolari), fuori anche Paul Millsap. Per i Sixers abili e arruolati invece i nuovi acquisti Tobias Harris, Mike Scott, Boban Marjanovic, James Ennis e Jonathon Simmons.

 

 

Brett Brown schiera in quintetto l’ex Clippers Harris, al fianco di Joel Embiid, Jimmy Butler, Ben Simmons e J.J. Redick. L’esordio del super- quintetto dei 76ers è di quelli da ricordare: i cinque titolari dei Sixers segnano 97 dei 117 punti finali della squadra, Redick segna 6 delle 7 triple tentate ed un Jimmy Butler aggressivo si guadagna ben 14 tiri liberi, e chiude con 22 punti, 7 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi difensivi, senza palle perse.

 

Palle perse che arrivano invece a pioggia da Ben Simmons (9 in totale), mentre Harris chiude la sua prima gara in maglia 76ers con 14 punti e 8 rimbalzi in 32 minuti d’impiego. Philadelphia tira con il 50% dal campo (10 su 22 al tiro da tre punti) e con il 90.6% ai tiri liberi, ma prevale solo nel quarto periodo dopo tre quarti chiusi in assoluta parità.

 

 

Esordio felice per la squadra e per il GM Elton Brand, artefice e “primo responsabile” del profondo restyling dei Sixers, ora pronti – secondo l’ex giocatore di Chicago Bulls e Los Angeles Clippers – a puntare al bersaglio grosso.

 

Philadelphia 76ers, Elton Brand: “La finestra per il Titolo è aperta ora”

Brand non ha dubbi: “Abbiamo la possibilità di competere fino in fondo, e le nostre mosse vanno in questo senso“.

 

Giunti all’anno V dell’era “The Process”, i Philadelphia 76ers hanno deciso di ipotecare buona parte della futura “forma” della squadra, sacrificando scelte future (tante, ben sei tra prime e seconde scelte) e colui che solo un anno e mezzo addietro fu la prima scelta assoluta al draft NBA (Markelle Fultz, volato ad Orlando) per arrivare a giocatori subito pronti a scortare i due gioielli di casa Joel Embiid e Ben Simmons fino alla finale NBA.

 

Jimmy Butler e Tobias Harris saranno free agent a fine stagione. La ferma intenzione del management dei 76ers è quella di trattenere entrambi con accordi pluriennali, e subentrare ai Golden State Warriors (che dalla prossima stagione potrebbero non schierare più Kevin Durant) nella gerarchia NBA a suon di “star power” e pericolosità offensiva.

 

Quando si presenta l’occasione di aggiungere un giocatore del genere (Tobias Harris, ndr), bisogna coglierla. Harris era il giocatore al quale volevamo arrivare, qualora la sua ex squadra lo avesse messo sul mercato. Sappiamo che Harris potrà inserirsi benissimo nel nostro sistema (…) Embiid e Simmons sono migliorati tantissimo in sole due stagioni, l’opportunità è oggi. Ne abbiamo discusso, ed abbiamo deciso che non avremmo potuto attendere oltre, perché la finestra per il Titolo NBA è aperta ora e nessuno può sapere per quanto questa rimarrà aperta (…) ho ricevuto ogni assicurazione da parte della proprietà sul fatto che saremo in grado di trattenere sia Butler che Harris, alla cifra che sarà necessaria. C’è ancora tanta strada da fare, tutto può accadere ma l’intenzione è quella di tenere questo gruppo assieme per tanti anni (…) oggi quattro delle migliori cinque squadre NBA sono ad Est, saremo pronti ad affrontare chiunque

 

– Elton Brand sui Philadelphia 76ers –

 

Tobias Harris-76ers il matrimonio giusto al momento giusto

Tobias Harris-76ers.

Tobias Harris-76ers... chi vince la trade andata in scena prima della deadline con i Los Angeles Clippers? La sessione di mercato NBA del 2019 verrà ricordata come una delle più movimentate dell’ultimo decennio infatti, abbiamo già assistito al cambio di maglia di un giocatore del calibro di Porzingis, passato dai Knicks ai Mavericks, alla richiesta di trade da parte di Anthony Davis e last but not least, come si direbbe dall’altra parte dell’oceano, allo scambio che manderà a Philadelphia Tobias Harris, Boban Marjanovic e Mike Scott in cambio di Landry Shamet, Wilson Chandler, Mike Muscala, 2 scelte future al primo giro ( 2020 via 76ers e 2021 via Miami Heat) e 2 scelte al secondo giro ( 2021 e 2023) ai Los Angeles Clippers. In questo articolo, si analizzerà inizialmente ogni asset facente parte di questo accordo e successivamente, dopo aver delineato le situazioni delle due franchigie alla luce di questa trade, cercheremo di trarre delle conclusioni specificando chi, a mio modesto parere, ha avuto i maggiori benefici dallo scambio.

God does not give us overcoming life. He gives us life as we overcome. #33 #TTP

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Tobias Harris-76ers: che innesto è il ragazzo ex Clippers?

 

I 76ers, con l’innesto di un’ala come Tobias Harris saranno in grado di schierare un quintetto da paura composto da: Simmons, Redick, Butler, Harris ed Embiid. Per quanto riguarda invece la panchina, coach Brett Brown grazie a Mike Scott, stretch four con molti punti nelle mani, e Boban Marjanovic, centro di “soli” 222 cm (!!), potrà vantare una bench unit più completa rispetto a prima che, con le consolidate presenze di McConnell,Bolden,Korkmaz e Amir Johnson oltre al fantasma di Zhaire Smith, ed il nuovo arrivato Simmons con l’ex Rockets James Ennis, sarà in grado di dare un apporto migliore.

 

Questa mossa ci fa capire la mentalità dei Sixers che, integrano ai loro Big 3 un altro giocatore che secondo il parere generale avrebbe meritato la presenza all’All Star Game di Charlotte. Prima di essere scambiato, Harris stava viaggiando con una true shooting percentage intorno al 60%, questo tipo di dato, che sta diventando uno dei più analizzati e rilevanti per gli scout, tiene conto delle percentuali di un giocatore sia per quanto riguarda il tiro da 3, il tiro da 2 ed i tiri liberi, attribuendo ovviamente maggior importanza al tiro dalla lunga distanza. Per dare un termine di paragone, possiamo confrontare le statistiche del prodotto dell’University of Tennessee con quelle registrate da LeBron James nella sua miglior annata statistica con la casacca dei Miami Heat, dal momento che The King aveva una true shooting percentage intorno al 65%, testimoniando come l’annata di Tobias sia one to remember, altro termine preso in prestito dal gergo americano. Dal punto di vista contrattuale invece, Phila scambia dei contratti in scadenza come quelli di Chandler e Muscala e si priva di un sostanziale minimo salariale di Shamet acquisendone altri 3 che termineranno quest’estate, inoltre la dirigenza 76ers da quanto trapela, ha intenzione di rifirmare sia Butler che Tobias, in modo da avere 4 giocatori di riferimento per i prossimi anni.

 

Passando alla squadra angelena invece, bisogna notare come il GM Jerry West non sia mai banale nei suoi movimenti, anche perchè nell’anno e mezzo in cui ha avuto il controllo delle operazioni di mercato dei Clippers si è “liberato” di giocatori come Griffin, DeAndre Jordan e lo stesso Tobias Harris, senza dimenticare Chris Paul. Ancora una volta mr. The Logo ( soprannome di West dal momento che è sua la sagoma raffigurata nel logo dell’NBA), ha compiuto una mossa scaltra, poichè se è vero che i Clippers si stanno preparando ad una free agency 2019 scintillante, il povero Harris non sarebbe stato rifirmato alle cifre da lui richieste e , pur di perderlo a zero, Los Angeles si è assicurata un buon giovane quale Shamet e ben 4 scelte future che non fanno mai male.

 

La chiave di lettura secondo me è la seguente: i 76ers si assicurano un ottimo giocatore integrandolo ad una squadra già ben strutturata che , una volta rifirmato, entrerà a far parte definitivamente del Process di Philadelphia, dall’altra parte i Clippers si privano a malincuore di quello che stava mostrando a tutti gli effetti di essere il loro miglior giocatore, col solo obbiettivo di liberare ulteriore spazio salariale in modo da poter provare a firmare stelle del calibro di Leonard, Durant e compagnia ed ottengono scelte ottime per provare anche qualche trade interessante in estate. Niente male

 

Se volessimo cercare a tutti i costi una vincitrice, pesando lo scambio pound per pound (prometto che è l’ultima espressione presa dal vocabolario a stelle e strisce), alla luice del fatto che con tutta probabilità i Sixers estenderanno il contartto di Harris è palese che ne traggano loro i  maggiori vantaggi, però è anche vero che i Clippers non potranno essere definiti quali perdenti della trade qualora riuscissero ad accaparrarsi le prestazioni di Leonard piuttosto che di Thompson o altri giocatori di quello spessore.

 

Non ci resta che aspettare il 1 luglio 2019 per vedere come si svilupperà questa vicenda e, in attesa di quella data, godiamoci lo spettacolo che l’NBA è in grado di offrirci ogni giorno

Rockets-Sixers trade chiusa: i dettagli dell’affare

James Ennis -rockets-sixers

Secondo quanto riportato da Shams Charania scambio effettuato sull’asse Rockets-Sixers: non si tratta di una trade di primissmo piano, ma a Philadelphia, dopo aver smontato la panchina cominciano a recuperare pezzi.

Arriva infatti James Ennis per una scelta futura al secondo giro del 2021.

James Ennis 28 anni, è una guardia o ala piccola che può trovare minuti a Philadelphia dopo l’addio di molti giocatori nella trade per Tobias Harris come detto, e la mancata conferma di Brewer. Insomma una panchina decimata che ora dovrà essere ricomposta anche tramite qualche giocatore che avrà un accordo per un buyout.

 

In questa stagione in uscita dalla panchina il ragazzo finito a Philadelphia ha giocato 40 gare di regular season, portando in dote alla squadra di Mike D’Antoni 7.4 punti di media, 2.9 rimbalzi. Non un giocatore in grado di spostare le sorti di un team sicuramente, ma un buon rimpiazzo per i titolari del quintetto dei Sixers senza dubbio. 36.7% da tre punti, con circa 3 tentativi di media per gara, darà una mano a Joel Embiid e compagni per provare a scalare le gerarchie in un Est che senza il Re è diventato senza un vero e proprio padrone.

 

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Clippers-Sixers trade conclusa: Tobias Harris a Philadelphia, i dettagli

Clippers-Sixers-Clippers

I Philadelphia 76ers forzano ancora la mano e provano ad aggiungere talento alla propria squadra in ottica playoffs: Clippers-Sixers arriva l’accordo per una trade che coinvolge diversi giocatori e scelte in direzione LA verso Philadelphia nel primo caso e con scelte invece dirette a Los Angeles da Philly.

Vediamo nel dettaglio cosa è successo nelle ultime ore. I Sixers hanno telefonato ai Clippers per avere notizie della fattibilità di una operazione per aggiungere un centro alle spalle di Joel Embiid e per aggiungere un giocatore in grado di portare punti facili dal quintetto o dalla panchina. L’obiettivo è stato Tobias Harris.

 

I dettagli della trade Clippers-Sixers

 

Come ci sono arrivati? Ai Sixers arrivano:

  • Tobias Harris,
  • Boban Marjanovic,
  • Mike Scott

 

Ai Clippers:

  • Landry Shamet,
  • Wilson Chandler,
  • Mike Muscala,
  • 2020 first-rounder,
  • 2021 unprotected 1st via Miami
  • due seconde scelte

 

Arrivano ulteriori dettagli ed aggiornamenti sullo scambio: le scelte coinvolte dai Sixers sarebbero due per quanto riguarda le future seconde. Di che anno? 2021 e 2023 second-round picks da Philadelphia ai Clippers. Una scelta coraggiosa quella dei Sixers che ora si ritrovano ad avere un quintetto molto allettante composto da:

 

  • Joel Embiid
  • Tobias Harris
  • Jimmy Butler
  • JJ Redick
  • Ben Simmons

 

Non male di certo: ma costruito adeguatamente per vincere in un Est che al momento sembra essere in mano a tre squadre, Celtics, Bucks e soprattutto i Raptors di Kawhi Leonard. Arrivano anche novità riguardanti i contratti dei giocatori: i Sixers per Adrian Wojnarowski di ESPN starebbero pensando e vorrebbero tenere tutti e quattro i big nel roster, cercando di rifirmarli. Possibile?

 

Wilson Chandler out per le prossime 2-3 settimane

Wilson-Chandler-out-infortunio

L’ala dei Philadelphia Sixers, Wilson Chandler, sarà out per le prossime 2-3 settimane a causa di un problema al quadricipite della gamba destra. L’ex Nuggets ha risentito di questo problema nel terzo quarto della vittoria di venerdì scorso contro i Golden State Warriors. Wilson sarà rivisitato tra 14 giorni per vedere la situazione stando a quanto riportato da Tim Bontemps di ESPN.

 

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Peep the camera lens hood fly off 👀😳

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Wilson Chandler out almeno fino all’All Star Game

Il numero 22 della franchigia della Pennsylvania ha giocato 21 minuti nel match vinto contro il team di coach Steve Kerr per 113-104, prima di infortunarsi. Nella stessa notte ha realizzato 8 punti, 3 rimbalzi e 2 assist, tirando con il 40% da 3 punti e il 50% dal campo. Nel post partita Chandler aveva minimizzato sull’infortunio, dicendo che non era niente di grave, ma dopo i controlli, si è scoperto la vera entità dell’infortunio. Il front office ha fatto sapere che i medici della franchigia del di Philly rivaluteranno il giocatore dopo la pausa dell’All-Star Game

Il 31enne dei Philadelphia 76ers è arrivato alla corte di coach Brett Brown quest’estate via trade dai Denver Nuggets. In questa stagione, Chandler, sta avendo una media di 6.7 punti, 4.7 rimbalzi e 2 assist a partita in 32 match, il tutto tirando con il 39% da oltre l’arco e il 44% dal campo.

La franchigia di Philadelphia sta migliorando le prestazione nelle ultime partite come dimostra lo score di 4 W e 1 L nelle ultime 5. In questi 5 match i 76ers hanno dovuto affrontare squadre del calibro di Warriors, Rockets, Spurs, Lakers e Nuggets (solo con quest’ultimi non è arrivata la vittoria). La loro crescita in questa parte di regular season viene confermata dal fatto che i Sixers stanno accorciando il gap dai Toronto Raptors (secondi della Estern Confernce) che distano 3 vittorie con una partita in meno giocata rispetto ai canadesi. Insomma i Sixers cominciano a fare sul serio…

76ers su Dewayne Dedmon degli Atlanta Hawks, ma il mercato del Sixers è bloccato… da Markelle Fultz

La parola magica per coach Brett Brown ed i suoi Philadelphia 76ers da qui ai playoffs? “Profondità“.

 

Profondità dalla panchina, da ottenere agendo sul mercato, mentre i giorni disponibili per concludere gli scambi diminuiscono, con un occhio al successivo “mercato degli svincolati” che la stagione scorsa portò a Philadelphia i rimpianti Marco Belinelli ed Ersan Ilyasova.

 

O profondità da ottenersi sviluppando quanto di buono già a disposizione. La partenza di Robert Covington e Dario Saric verso Minneapolis ha aperto un buco alle spalle dello starting five dei 76ers, l’assenza di Markelle Fultz lo ha allargato.

 

 

L’ex prima scelta assoluta al draft NBA 2017 avrebbe dovuto essere l’uomo in più, per Phila. In campo, e conseguentemente sul mercato per attrarre le tante squadre in cerca di una point guard di talento, e disposte a tutto pur di ottenerla.

 

Le cose non sono andate così, come ben sappiamo. Il valore di mercato di Fultz si è inabissato, il prodotto di Washington è ricomparso la settimana scorsa – rigorosamente in borgherse – sulla panchina dei Sixers, ma di ritorno in campo a breve non se ne parla.

 

Da settimane il GM dei Sixers Elton Brand è in cerca di una soluzione che possa portare a Philadelphia forze fresche e quantità dalla panchina, soprattutto nel reparto lunghi. Alle spale di Joel Embiid, il vecchio Amir Johnson, il veterano Wilson Chandler, il “leggero” Mike Muscala ed il giovane aussie Jonah Bolden si sono alternati alla ricerca della quadra.

 

L’ex Thunder, Rockets, Twolves ed altro ancora Corey Brewer è arrivato in città con un contratto decadale, successivamente rinnovato per altri 10 giorni, ed ha subito saputo contribuire, rimpiazzando nelle rotazioni il turco Furkan Korkmaz. Il rookie Landry Shamet da Wichita State si è rivelato una piacevole sorpresa col suo 40.4% al tiro da tre punti, il quintetto base di coach Brown (Simmons-Redick-Butler-Chandler-Embiid) supera i suoi avversari con uno scarto medio di 11.8 punti a partita (come riportato da Tim Bontemps di ESPN).

 

Ci sentiamo bene, abbiamo fiducia nelle nostre fondamenta. Credo che tutti concordiamo sul fatto che per salire ancora di livello abbiamo bisogno di più aiuto. Siamo contenti di ciò che abbiamo a disposizione, e siamo contenti della crescita dei nostri giocatori, ma sappiamo che abbiamo un’opportunità, che il nostro momento (per vincere, ndr) è ora. Profondità è la parola chiave. Prima della trade deadline, vogliamo essere sicuri di aver imparato il più possibile sulla nostra squadra. Elton (Brand, il general manager, ndr) farà quanto giusto e necessario per migliorare la squadra (…) sarà il più attivo possibile sul mercato per trovare il pezzo giusto, ma questo non significa che noi non sappiamo quanto l’attuale gruppo possa darci. Non è così

 

– Brett Brown sui Philadelphia 76ers –

 

Philadelphia 76ers su Dewayne Dedmon degli Atlanta Hawks?

 

Il lungo ex San Antonio Spurs, in particolare, sarebbe uno dei rinforzi su cui Elton Brand punterà. Noah Vonleh un altro nome possibile, sebbene la pista che porta a New York pare non essersi mai aperta del tutto.

 

Dewayne Dedmon, che sarà free agent a luglio, sarà a libro paga per 7.2 milioni di dollari in questa stagione. La situazione salariale dei 76ers è tale che nessun giocatore al di fuori di Markelle Fultz possa davvero funzionare da contropartita per Dedmon, protagonista quest’anno di una solida stagione da 10.3 punti e 7.4 rimbalzi a gara, con un ottimo 37.2% al tiro da tre punti ed uno scintillante 86.9% ai tiri liberi.

 

Difficile pensare che gli Atlanta Hawks, che hanno deciso di affidare il loro futuro a Trae Young, possano essere solleticati dai circa 9 milioni a stagione (per ancora una stagione) di Fultz. Difficile pensare che chiunque possa ora accettare la sfida di rilanciare la giovanissima carriera dell’ex Washington Huskies.

 

 

Ed è proprio il fallimento del progetto Fultz ad aver compromesso le possibilità d’azione sul mercato per i 76ers. Nessun altro giocatore di complemento attualmente a roster possiede contratti superiori ai 5 milioni di dollari a stagione. Concludere uno scambio che possa portare a Philadelphia un giocatore d’impatto, basandosi sui contratti di Mike Muscala o T.J. McConnell potrebbe risultare altrettanto difficile.

 

Elton Brand continuerà a sondare il mercato, guardando soprattutto al “post 7 febbraio” in cerca di occasioni irripetibili. I Philadelphia 76ers hanno una lunga strada davanti a loro, e gli uomini contati. Sapranno fare di necessità virtù?

I Philadelphia 76ers su Noah Vonleh dei New York Knicks

Interesse dei Philadelphia 76ers per il lungo dei New York Knicks Noah Vonleh.

I Sixers, da settimane alla ricerca di un uomo d’area da inserire nelle rotazioni di coach Brett Brown in alternativa ai veterani Mike Muscala e Amir Johnson ed al rookie Jonah Bolden, avrebbero messo gli occhi sul prodotto di Indiana, alla sua prima stagione a New York dopo tre anni passati tra Charlotte Hornets, Portland Trail Blazers e Chicago Bulls.

Coach David Fizdale ha da subito dato spazio a Vonleh, reduce da due annate di scarso utilizzo in Oregon, e l’ex Indiana Hossiers ha ripagato la fiducia in lui riposta con una solida prima metà di stagione da 8.6 punti e 8.5 rimbalzi a gara, con un eccellente 41.1% al tiro da tre punti in 43 partite giocate.

Noah Vonleh potrebbe dunque corrispondere al profilo di “stretch four” ideale per i Philadelphia 76ers, alla ricerca di profondità in uscita dalla panchina e tiro da tre punti. Il veterano Wilson Chandler, arrivato in estate da Denver in sostistuzione di Ersan Ilyasova, ha faticato in questa stagione a trovare minuti, ritmo e forma fisica.

Vonleh diventerà free agent al termine della stagione. Il suo contratto, un accordo annuale “leggero” da 1.6 milioni di dollari, non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile in caso di intesa tra le due squadre.